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Boris Pasternak, 1917

(da Poesie, Torino, Einaudi, 1957)


...

Lasciamo cader le parole


, ,
?

Lasciamo cader le parole

,
- ,
,
, , .

come il giardino, lambra e il cedro:


distrattamente e generosamente,
appena, appena, appena.

,


.

Non necessario spiegare


perch con tante cerimonie
di garanza e di limone
sia spruzzato il fogliame.

Chi ha irrorato di lacrime gli aghi,



,
.

zampillando ai di sopra delle pertiche


sulle note, verso la scansia
fra le chiuse delle persiane?

E il tappetino dietro la porta


,
,
.

chi lha ornato con lantimonio del sorbo,


con la stamigna dei bei corsivi
traforati e palpitanti ?
Tu chiederai chi disponga

, ,
,
,

che lagosto sia grande,


a chi nulla sembri minuto,
chi sia immerso nella rifinitura

duna foglia di cero

e chi dai giorni dellEcclesiaste


abbia continuato a digrossare
senza posa l'alabastro.

Tu chiederai chi disponga

, ,

?



?

che soffrano le labbra settembrine


delle margherite e delle dalie.
Che la minuta foglia dei citisi
dalle canute cariatidi
cada sulle umide lastre
degli ospedali dautunno.

, ?
- ,
,
.

Tu chiederai chi disponga.


- Lonnipossente Dio dei dettagli,
lonnipossente Dio dellamore,
degli Jagelloni e delle Edvigi.

Non so se sia stato risolto

,
,
,
,- .

lenigma delloltretomba,
ma la vita colma di minuzie
come il silenzio autunnale.