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Un giorno come tanti altri (1982)

Un giorno come tanti altri: Ilaria prende tutti i libri, accende il motorino e si avvia per andare a
scuola, anche se sa che quel po' di tristezza che ha nel cuore le impedirà di seguire le lezioni anche
con la mente.
Ore 13.00: Ilaria torna a casa, pranza con sua madre, su un vecchio tavolo apparecchiato per tre, ma
dove oggi mangiano solo in due, come del resto quasi tutti gli altri giorni, Appena finito di pranzare,
Ilaria pronuncia le sue prima parole della giornata:
«Ciao, ma', sto uscendo...»
«Dove vai?» chiese la donna un po' intimorita da quello sguardo triste e assente.
«Non so...»
« Ma, Ilaria, per amor del cielo, che ti succede? E' da un po' di giorni che non sei più allegra e
spensierata come prima, che non sei più la stessa ragazza di un tempo!» disse la madre col cuore in
gola.
«Non so, mamma, credimi, non lo so neppure io.» disse Ilaria, uscendo con un senso di disperata
stanchezza nella voce.
Si era allontanata un po' troppo da casa, ed era andata a finire in uno di quei piccoli vicoli
malfamati, ed infatti un gruppetto di giovani la fermò e, in tono di ironia, uno di essi le chiese
«E' qui che vieni a fare le tue passeggiate, piccola? Non lo sai che questo posto non fa per le
ragazze per bene, oppure ci sei venuta proprio per questo?»
Per tutta risposta, un silenzio di tomba, e poi il viso stupito del giovane nel vedere due lacrime
scorrere giù per quel visetto liscio e pallido, che esprimeva un dolore immenso.
Ilaria ora non sapeva più dove reggersi e, inaspettatamente, buttò le braccia al collo dello
sconosciuto, scoppiando in lacrime e singhiozzi, dopò alzò il visino bagnato, guardò in viso il
ragazzo, e disse «Scusa!» e scappò via. Il giovane, che normalmente non si sarebbe minimamente
sognato di lasciarla andare, quel giorno pronunciò, per la prima volta in tutti i suoi vent'anni, due
parole che lasciarono di stucco i suoi compagni «Povera piccola...»
La madre, intanto, era disperata: la povera donna non vedeva quasi mai suo marito, che stava
sempre in qualche localaccio a bere, e quando tornava, ognuno poteva accorgersene nel vedere i
lividi su lei e su sua figlia.
Sua figlia, la sua unica speranza, che da un po' di tempo non riconosceva più. Gli occhi gai e il volto
sorridente erano solo un rimpianto ricordo, ormai; adesso era solo l'immagine del dolore.
Quella sera Ilaria non era tornata, ed il padre aveva picchiato di santa ragione la donna, che sapeva,
sentiva, di star per perdere la sua unica ricchezza: una piccola giovane con i capelli corti e neri, due
profondissimi occhi misteriosi e magnetici nel loro color nero, due guance rosse come il fuoco ed
una piccola, graziosa boccuccia. La sua piccola, tenera, Ilaria, che aveva un dolore nel cuore, e di
cui nessuno sapeva niente.
Il giorno dopo venne trovato, nel fiume del paese, il corpo di una giovinetta, dagli occhi e dai
capelli neri, ma con un visino pallido pallido, e affilato..
La sera prima qualcuno aveva visto la giovane gettarsi giù dal ponte, e nessuno aveva potuto
fermarla o, forse, non ne aveva avuto il coraggio...
Ma in fondo era stato meglio così: aveva finalmente finito di soffrire per un dolore sconosciuto che
teneva in cuore da tanto tempo, così, in un giorno come tanti altri...