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13/11/2010

PROVA DI TRAZIONE
(UNI EN ISO 68926892-1)

ING. FABBRETTI FLORIANO

INDICE
TENSIONE INTERNA E DEFORMAZIONE
PROVA DI TRAZIONE E NOMATIVA
DIAGRAMMA SFORZO-DEFORMAZIONE
RISULTATI DELLA PROVA
DEFORMAZIONI REALI, ELASTICITA, TENACITA
TIPOLOGIE DI ROTTURA

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PROPRIETA MECCANICHE
SONO QUELLE RIGUARDANTI LA RESISTENZA
ALLE SOLLECITAZIONI ESTERNE AGENTI SUL
CORPO LA MISURA DI QUESTE PROPRIET
SI ESEGUE MEDIANTE PROVE DA CUI SI
DETERMINANO VALORI NUMERICI

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TIPOLOGIA
SI SUDDIVIDONO, A SECONDA DELLA VARIAZIONE DEL
CARICO NEL TEMPO, IN:

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MA QUALE PROVA FACCIO?

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MA QUALE PROVA FACCIO?

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PROVE STATICHE

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TENSIONE INTERNA

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TENSIONE INTERNA
NORMALE (INGEGNERISTICA):

Ft [N/mm2]
S

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CARICO UNITARIO
E DATO DAL RAPPORTO TRA IL VALORE
DELLA FORZA AGENTE ISTANTANEAMENTE
SULLA PROVETTA ED IL VALORE DELLA
SEZIONE INIZIALE:

R=

F
So

[N/mm2]

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TENSIONE INTERNA
TANGENZIALE

= Fs

[N/mm2]

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DEFORMAZIONE
LONGITUDINALE (INGEGNERISTICA):

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DEFORMAZIONE
TANGENZIALE:

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LEGAME TENSIONETENSIONE-DEFORMAZIONE
CONSIDERANDO LA TENSIONE E LA
DEFORMAZIONE LONGITUDINALI IL LORO
LEGAME E DATO DALLA RELAZIONE:
=E
PER QUEL CHE RIGUARDA LE GRANDEZZE
TANGENZIALI LA RELAZIONE E:
=G
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LEGAME TRA MODULI ELASTICI

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PROVA DI TRAZIONE
LA PI IMPORTANTE TRA LE PROVE
MECCANICHE DISTRUTTIVE (PREVEDONO LA
ROTTURA DEL PEZZO) SI POSSONO
RICAVARE UNA GRANDE QUANTIT DI
INFORMAZIONI SUL MATERIALE ESAMINATO

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PROVA DI TRAZIONE
CONSISTE NEL SOTTOPORRE UNA PROVETTA
DEL MATERIALE IN ESAME AD UNO SFORZO
ASSIALE GRADUALMENTE CRESCENTE FINO A
PROVOCARNE LA ROTTURA DURANTE LA
PROVA IL MATERIALE SUBISCE UN
ALLUNGAMENTO ED UNA DIMINUZIONE DEL SUO
DIAMETRO (STRIZIONE)
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PROVA DI TRAZIONE
LA PROVA DI TRAZIONE SUI MATERIALI
METALLICI (ACCIAI, GHISE) SI ESEGUE SU
PROVETTE DI FORMA E DIMENSIONI
PRESTABILITE, RICAVATE DA UNA PORZIONE
DEL PEZZO O DEL PRODOTTO CHE SI VUOLE
COLLAUDARE

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SELEZIONE DEL CAMPIONE


 CAMPIONE RAPPRESENTATIVO DEL MANUFATTO.
 IL PRELIEVO NON DEVE
ALTERARE IL MATERIALE
ORIGINARIO.
 PRELEVARE PIU CAMPIONI DALLO STESSO
PEZZO.
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MACCHINA DI TRAZIONE

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PARTI PRINCIPALI
INGRESSO
- Generatore di funzione
- Tastiera
- Ingresso di segnale esterno

CONTROLLO
- LD forza
- PN posizione
- ST - deformazione

Cella di carico
Provino

Estensimetro

Attuatore
Servovalvola

PERIFERICHE
Trasduttore LVDT

CENTRALINA IDRAULICA
SCHEMA DELL'IMPIANTO IN CIRCUITO CHIUSO

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PROVETTA DI TRAZIONE PER ACCIAIO

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PARAMETRI GEOMETRICI
LE NORME IMPONGONO DEI LIMITI DAL PUNTO
DI VISTA DIMENSIONALE:
d0 = 10 mm (COMUNQUE > 4 mm)
L0 = K S 0
LC = (L0 + d0/2) (L0 + 2 d0)

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PARAMETRI GEOMETRICI
PER SEZIONI CIRCOLARI SI HA:
L o = 5,65 S o = 5,65

d 20
= 5 do
4

(N.C.)

L o = 11,3 S o = 11,3

d 20
= 10 d o
4

(N.L.)

PER SEZIONI RETTANGOLARI SI HA:

L o = 5,65 S o = 5,65 a0 b0
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PROVETTE PER LACCIAIO


Lc

Lc

Lo

Lo

d0

d0

Provetta cilindrica con teste filettate

Provetta cilindrica normale


Lc

Lc

L0

Lo

b0
a0

d0

Provetta cilindrica con teste d'appoggio

Provetta a sezione rettangolare con teste semplici

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PROVETTE PER LA GHISA


R25

23

M 26
30min

20

30min

65 min
20

provetta A con teste liscie

provetta A con teste filettate


M 26

65min

R25

60

23

60

30min

20

30min

provetta B con teste filettate

65 min

65min
20

provetta B con teste liscie


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ESECUZIONE DELLA PROVA


DURANTE LA PROVA VIENE TRACCIATO IL
DIAGRAMMA CARATTERISTICO DELLA PROVA
STESSA SU DI ESSO SONO RIPORTATI IN
ASCISSE (ASSE X) LE DEFORMAZIONI
PRODOTTE ED IN ORDINTATE (ASSE Y) I
CARICHI CHE AGISCONO SULLA PROVETTA

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VARIAZIONE DIMENSIONALE

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DIAGRAMMA CARICHICARICHI-ALLUNGAMENTI

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CAMPO ELASTICO
E IL TRATTO INIZIALE DELLA CURVA SFORZODEFORMAZIONE LA DEFORMAZIONE PRODOTTA
E DISTRIBUITA UNIFORMEMENTE SU TUTTA LA
PROVETTA ED E COMPLETAMENTE REVERSIBILE

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CAMPO ELASTICO
NEL CASO DI DEFORMAZIONE ELASTICA
LINEARE LANDAMENTO DEL TRATTO ELASTICO
E DESCRITTO DALLA LEGGE DI HOOKE:
=E

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CAMPO ELASTICOELASTICO-PLASTICO
AL CRESCERE DELLO SFORZO CRESCONO
ANCHE LE DEFORMAZIONI NASCONO
DEFORMAZIONI DI TIPO PERMANENTE
SNERVAMENTO QUANDO IL CARICO VIENE
ELIMINATO LA DEFORMAZIONE NON SI
ANNULLA COMPLETAMENTE

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CAMPO ELASTICOELASTICO-PLASTICO

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CAMPO ELASTICOELASTICO-PLASTICO
IL VALORE DELLO SNERVAMENTO SPESSO
VIENE UTILIZZATO COME DATO DI PROGETTO
AL FINE DI LIMITARE LA DEFORMAZIONE DEL
MATERIALE QUANDO CI NON POSSIBILE
SI SOSTITUISCE A TALE VALORE IL CARICO DI
SCOSTAMENTO DALLA PROPORZIONALIT

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CAMPO PLASTICO
A PARTIRE DALLO SNERVAMENTO SI HANNO
DELLE DEFORMAZIONI DI ENTITA MOLTO
MAGGIORE RISPETTO A QUELLE ELASTICHE

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CAMPO PLASTICO
NEL PUNTO MASSIMO DEL GRAFICO HA INIZIO IL
FENOMENO DELLA STRIZIONE TUTTA LA
DEFORMAZIONE SI CONCENTRA IN UN BREVE
TRATTO DELLA PROVETTA

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CAMPO PLASTICO
SI PASSA DA UNO STATO DI TENSIONE
MONOASSIALE AD UNO TRIASSIALE IL
DIAMETRO DELLA PROVETTA CALA IN
CORRISPONDENZA DELLA SEZIONE DI MASSIMA
CONTRAZIONE SEZIONE RESISTENTE
CRITICA

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GRANDEZZE CALCOLATE
LA PROVA DI TRAZIONE HA COME OBIETTIVO
QUELLO DI DETERMINARE UN INSIEME DI
GRANDEZZE RELATIVE ALLA RESISTENZA,
ALLA DEFORMABILIT ED ALLELASTICIT DEI
MATERIALI

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GRANDEZZE CALCOLATE
MISURE DELLA
RESISTENZA
MECCANICA

SFORZO DI SNERVAMENTO
SFORZO MASSIMO O DI ROTTURA
ALLUNGAMENTO %

MISURA DI DUTTILITA

STRIZIONE %
MISURA DI RIGIDEZZA

MODULO DI YOUNG

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GRANDEZZE NON CALCOLATE


SFORZO AL LIMITE DI PROPORZIONALITA
SFORZO AL LIMITE DI ELASTICIT
CARICO UNITARIO ULTIMO
COEFFICIENTE DI POISSON

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SFORZO DI SNERVAMENTO
SUPERIORE

INFERIORE

PRIMO MASSIMO

VALORE PI BASSO DEL

OTTENUTO NEL CORSO

CARICO DURANTE LA

DELLO SNERVAMENTO

DEFORMAZIONE

(PU RISULTARE ANCHE

PLASTICA, SENZA TENER

MINORE DI ALTRI

CONTO DEGLI EFFETTI

MASSIMI OSSERVABILI)

TRANSITORI INIZIALI

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SFORZO DI SNERVAMENTO

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SFORZO DI SNERVAMENTO

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SFORZO MASSIMO DI ROTTURA

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ALLUNGAMENTO % A ROTTURA

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ALLUNGAMENTO % A ROTTURA
L'ALLUNGAMENTO PERCENTUALE DOPO
ROTTURA L'INDICE DI MAGGIOR EFFICACIA
PER ESPRIMERE LA DEFORMABILIT DEL
MATERIALE; ESSO DIPENDE DA:
PROPRIET INTRINSECHE DELLA MATERIA
(COMPOSIZIONE CHIMICA, DIMENSIONI DEI
CRISTALLI ECC)
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ALLUNGAMENTO % A ROTTURA
DIMENSIONI DELLA PROVETTA: A PARIT DI
DIAMETRO, LE PROVETTE CORTE SI ALLUNGANO
PIU DI QUELLE LUNGHE (LALLUNGAMENTO
NELLA ZONA DI STRIZIONE E PI INFLUENTE)
POSIZIONE DI ROTTURA: SE LA ROTTURA NON E
CENTRALE, L'ALLUNGAMENTO PERCENTUALE
DIMINUISCE.
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ALLUNGAMENTO % A ROTTURA

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ALLUNGAMENTO % A ROTTURA
LE NORME STABILISCONO CHE, PER PROVETTE
CON n = 5, LA PROVA NON VALIDA SE LA
ROTTURA DISTA MENO DI 1/3 L0 DA UNO DEGLI
ESTREMI SE LA ROTTURA AVVIENE DENTRO
L0 MA FUORI DAI LIMITI SOPRA SPECIFICATI
POSSIBILE ESEGUIRE UNA CORREZIONE

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CORREZIONE ALLUNGAMENTO
SI DIVIDE IL TRATTO L0 IN N 10 PARTI
UGUALI SIA n IL NUMERO MASSIMO DI
TRATTI CHE CONTENGONO LA SEZIONE
ROTTA (TRATTO AB). LA DIFFERENZA N n
PU ESSERE PARI O DISPARI

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(N n) PARI
SI MISURA IL SEGMENTO BC E SI CALCOLA A%
CON LA FORMULA:

A% = 100

AB + 2BC - L o
Lo

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(N n) PARI

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(N n) DISPARI
SI MISURANO LE DISTANZE BC E BC E SI
CALCOLA A% CON LA FORMULA:

A% = 100

AB + BC'+BC"-L o
Lo

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(N n) DISPARI

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COEFFICIENTE % DI STRIZIONE
DEFINITO DALLA VARIAZIONE % DELLA
SEZIONE DI ROTTURA Su RISPETTO ALLA
SEZIONE INIZIALE S0:
So - Su
So

Z = 100

NEL CASO DI PROVETTE CILINDRICHE SI HA:


Z = 100

d 20 - d u2
d 20

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MODULO DI YOUNG
DALLA LEGGE DI HOOKE IL MODULO ELASTICO
PU ESSERE DETERMINATO DA:
E=

NEL CASO DI LEGHE CON RETICOLO C.F.C. LA


CURVA DI TRAZIONE SI DISCOSTA DALLA
RETTILINEIT ANCHE PER PICCOLISSIME
TENSIONI, QUINDI SI HA:
E = lim

= tg

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MODULO DI YOUNG
RICORDANDO ANCHE:
=

L
Lo

F F

= R (carico unitario)
S So

SI HA:

E =

F Lo
S o L

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MODULO DI YOUNG

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ESEMPI COMPARATIVI

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VALORI COMPARATIVI

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GRAFICO REALE E FITTIZIO

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OSSERVAZIONE
DURANTE LA DEFORMAZIONE AVVENGONO DUE
FENOMENI OPPOSTI:
1. INCRUDIMENTO DEL MATERIALE
RAFFORZAMENTO
2. RIDUZIONE DELLA SEZIONE RESISTENTE
INDEBOLIMENTO

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VARIAZIONE DIMENSIONALE

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OSSERVAZIONE
NEL CAMPO ELASTO-PLASTICO PREVALE
LEFFETTO DI RAFFORZAMENTO PER
INCRUDIMENTO MENTRE NEL TRATTO PLASTICO
PREVALE LEFFETTO DI INDEBOLIMENTO PER
RIDUZIONE DELLA SEZIONE RESISTENTE
INSTABILIT ALLA TENSIONE

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ESEMPI COMPARATIVI

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GRAFICO CON VARIAZIONE DI C

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GRAFICO CON VARIAZIONE DI T

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CONFRONTO TENACETENACE-DUTTILE

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CONFRONTO TENACETENACE-DUTTILE

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TRAZIONE SU POLIMERI

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CONSIDERAZIONI
PER IL PROGETTISTA Rm HA UN VALORE IMPORTANTE, MA LO SNERVAMENTO LO ANCORA DI
PI IN ESERCIZIO NON SI DEVE AVERE NESSUN
TIPO DI DEFORMZIONE PERMANENTE
PER IL TECNOLOGO A% E Z% RAPPRESENTANO
DEGLI INDICI DI DEFORMABILIT PLASTICA DEL
MATERIALE
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BIBLIOGRAFIA
SCIENZA E INGEGNERIA DEI MATERIALI. UNA
INTRODUZIONE; W.D.CALLISTER Jr ED EDISES
METALLURGIA VOL.3; G.M. PAOLUCCI ED
LIBRERIA PROGETTO, PADOVA
I CRITERI DI SCELTA E DI TRATTAMENTO DEGLI
ACCIAI DA COSTRUZIONE E DA UTENSILI; VOL.1
CIBALDI CESARE AQM
NORME UNI
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