You are on page 1of 5

DOCUMENTARIO:

CHE RAZZA DI ANIMA-TORI SIETE??? MAMMA-TRICE


Forse sar lo spirito materno, Forse sar che da poco si sono lasciate le bambole e si pensa che i bambini abbiano con queste delle affinit ma sono per lo pi le animatrici che soffrono di questa sindrome. Bisogna essere convinti che l'altro, anche se piccolo: a) non ci appartiene b) ha una sua identit c) pu camminare con le sue gambe d) deve essere incoraggiato ed aiutato a dare il meglio di s, non plagiato

EGO- NIMATORE
Superefficiente, superpreparato, semprepresente, non lascia spazio agli altri animatori. Niente riesce bene senza il suo intervento, si rende antipatico e soffoca tutto il gruppo. Nei confronti dei ragazzi altrettanto onnipresente e fa per loro tutto il lavoro (tanto fai solo pasticci!), impedendo la crescita, la spontaneit e la fantasia.

URLA-TORE
Crede di essere ascoltato solo nel momento in cui il suo volume supera quello dei ragazzi. Autoritario ma non autorevole, forte e presuntuoso, non riesce a guadagnare la stima n dei ragazzi, n degli altri animatori, spende un sacco di energie nellanimazione, ma non le investe nel modo corretto e di solito rimane solo e inascoltato.

ANIMA-FESTE
Fa il simpatico e il divertente, ma niente di pi, rimane in superficie e non aiuta i ragazzi a crescere; non fa nulla di pi di un animatore turistico. Talvolta sciocco e non riesce a gestire i bambini perch si pone sullo stesso loro piano; bene giocare con loro, ma ricordiamoci chi siamo.

FANTASMA-TORE
pressoch invisibile, compare ogni tanto ma non incisivo, non si impone e non intralcia, ma non ha sapore, non un punto di riferimento e non si prende nessun ruolo fondamentale. Che abbia paura di mettersi in gioco?

CALCOLA-TORE
Grande organizzatore, gestisce, pensa, progetta, prepara ma rischia di essere staccato dalle persone, freddo nei rapporti, e di pensare ai ragazzi e ai gruppi in funzione di numeri (quanti sono, per quanto tempo li abbiamo). Generalmente pignolo e troppo razionale, finisce per perdere di senso pratico, e non riesce neanche a divertire e divertirsi.

ANIMI-AMO-CI O ANIMI-AMICI
Esemplari di razze simili seppur con differenze molto evidenti: i primi viaggiano esclusivamente a coppie; passano i pomeriggi appartati in qualche angolo tra coccole e bacini; gli altri possono formare gruppi anche pi numerosi dimenticandosi che sono l per i ragazzi, e non per farsi gli affari loro. importante lasciare fuori dall'oratorio le nostre cose (sentimenti, emozioni, bisogni, aspettative, ecc.) e riprenderle quando la giornata terminata.

ATTEGGIAMENTI DA VERI ANIMATORI


1 Responsabilit: l'essere coscienti che altri dipendono da noi ci impegna ad fare attenzione al comportamento, alle parole, alle scelte nostre e degli altri. I genitori ci affidano i loro figli e si fidano di noi. Non deludiamoli! 2 Coerenza: i ragazzi ci osservano sempre, sia in oratorio che fuori. Si trovano disorientati se noi non siamo costanti negli atteggiamenti perch non riusciamo ad essere credibili. Non possiamo pretendere che essi facciano quello che non riusciamo a fare noi. 3 Spirito di servizio: non stiamo dimostrando la nostra "bravura", ma dobbiamo servire in modo gratuito e generoso i ragazzi e la comunit. Al centro non siamo noi ma gli altri. 4 Entusiasmo: l'ingrediente indispensabile perch il nostro servizio abbia effetto. In ogni momento (gioco, attivit, impegno, preghiera,...) cerchiamo di esprimere la voglia di fare in pienezza e al meglio. 5 Voler bene: il nostro modo di fare deve esprimere sempre un atteggiamento di apertura verso tutti, anche verso i meno simpatici. Essere animatore desiderare di stare con i ragazzi e voler loro bene. 6 Umilt: non crediamoci gi arrivati. Forse pi quello che impariamo dai ragazzi di quello che possiamo offrire.. Inoltre dobbiamo saper accogliere volentieri quello che i pi esperti ci dicono sia in positivo che in negativo. Anche noi siamo qui per imparare. 7 Conoscenza: dobbiamo conoscere almeno un poco, anche a livello teorico, i ritmi le esigenze, i problemi specifici dell'et dei ragazzi. Questo ci favorisce nell'aiutare, nel valorizzare e correggere i singoli individui. 8 Unit tra animatori: in ogni situazione importante essere di esempio ai ragazzi e dimostrare la bellezza e il valore dell'unit. Non facile. Ma bisogna aiutarsi! 9 Ascoltare: l'animatore deve capire quando fare i suoi interventi rispettando i piccoli e lenti passi che compie il ragazzo. Non bisogna dargli la pappa pronta n abbandonarlo a se stesso.

10 Pregare: fare l'animatore significa anche pregare per i ragazzi. provare per credere!

LArtista allopera
Il sistema di don Bosco
I veri talenti entusiasmano le anime grandi, suscitano invidia in quelle mediocri, scoraggiamento in quelle piccine.

un mio amico! - Sai fischiare?


Il giorno solenne dell'Immacolata Concezione di Maria, ero in atto di vestirmi dei sacri paramenti per celebrare la santa Messa. Il chierico di sacrestia, Giuseppe Comotti, vedendo un giovanetto in un canto, lo invit a venirmi a servire la Messa. Non so gli rispose mortificato. Vieni - replic l'altro - voglio che tu serva Messa. Non so - ripet il giovanetto - non l'ho mai servita. Bestione che sei! - disse il sacrestano furioso - Se non sai servire Messa, perch vieni in sacrestia?. Ci dicendo impugna la pertica dello spolverino e gi colpi sulle spalle e sulla testa di quel poveretto. Mentre l'altro se la dava a gambe: Che fate? - gridai ad alta voce - Perch lo picchiate? Perch viene in sacrestia e non sa servir Messa. Avete fatto male. A lei che importa? . un mio amico. Chiamatelo subito, ho bisogno di parlare con lui.
Mi basta sapere che siete giovani perch io vi ami assai (Il Giovane Provveduto 1847, p.15). Spontaneamente si mette dalla parte di Bartolomeo per capire e non per punire.

Per gli animatori Abbiamo una responsabilit diretta accoglienza, attenzione ai singoli e a tutti amore manifestato perch i ragazzi amino ci che tu ami Preferenze? Vai verso chi ne ha pi bisogno Un carattere da curare e da educare perch sia o diventi avvicinabile e cordiale Il ragazzo torna, mortificato. Ha i capelli rapati, la giacchetta sporca di calce. Un giovane immigrato. Probabilmente i suoi gli hanno detto: Quando sarai a Torino, vai alla Messa. Lui venuto, ma non se l' sentita di entrare nella chiesa tra la gente ben vestita. Ha provato a entrare nella sacrestia, come gli uomini e i giovanotti usano fare in tanti paesi di campagna. Avvicinatomi, gli domandai: Hai gi ascoltato la Messa? No. Vieni ad ascoltarla. Dopo ho da parlarti di un affare che ti far piacere. Me lo promise. Celebrata la Messa e fatto il ringraziamento, lo condussi in un coretto, e con faccia allegra gli parlai: Mio buon amico, come ti chiami?. Bartolomeo Garelli.

Di che paese sei?. Di Asti. Che mestiere fai?. Il muratore. Il vivo tuo pap?. No, morto. E tua mamma?. morta anche lei. Quanti anni hai?. Sedici. Sai leggere e scrivere?. No. Sai cantare?. Il giovinetto, asciugandosi gli occhi, mi fiss in viso quasi meravigliato e rispose: No. Sai fischiare?. Bartolomeo si mise a ridere. Era ci che volevo. Cominciavamo ad essere amici. In ogni giovane, anche il pi disgraziato, vi un punto accessibile al bene. dovere primo delleducatore cercare questa corda sensibile e trarne profitto Va alla ricerca di un punto daggancio. Per gli animatori doverosa la professionalit - non si smette di crescere Nessuno nasce imparato: umilt. Conoscere necessit ed esigenze giuste dei ragazzi Sfruttare al meglio tutte le possibilit a disposizione Occhio alla bestemmia: Non tocca a me Relazione ragionevole: capacit di dialogo e primo passo Hai fatto la prima Comunione?. Non ancora. E ti sei gi confessato?. S, quando ero piccolo. E vai al catechismo?. Non oso. I ragazzi pi piccoli mi prendono in giro. Se ti facessi un catechismo a parte, verresti ad ascoltarlo?. Molto volentieri. Anche in questo posto?. Purch non mi diano delle bastonate!. Stai tranquillo, ora sei mio amico, e nessuno ti toccher. Quando vuoi che cominciamo?. Quando a lei piace. Anche subito?. Con piacere. Don Bosco s'inginocchia e recita un Ave Maria. Finita l' Ave Maria, don Bosco si fa il segno di croce per cominciare, ma si accorge che Bartolomeo non lo fa, o meglio fa un gesto che ricorda solo vagamente il segno della croce. Allora, con dolcezza, glielo insegna bene. E gli spiega in dialetto (sono astigiani tutti e due!) perch chiamiamo Dio Padre. Alla fine gli dice: Vorrei che venissi anche domenica prossima, Bartolomeo. Volentieri. Ma non venire solo. Porta con te dei tuoi amici. Bartolorneo Garelli, muratorino di Asti, fu il primo ambasciatore di don Bosco tra i giovani lavoratori del suo quartiere. Raccont l'incontro con il prete simpatico che sapeva fischiare anche lui, e rifer il suo invito. Quattro giorni dopo era domenica. Nella sacrestia entrarono in nove. Non venivano alla chiesa di San Francesco dAssisi, venivano a cercare don Bosco. Loratorio era nato. (T. BOSCO, Una nuova biografia di don Bosco, Elledici, pp. 114-116) Difficilmente potrete trovare chi pi di me vi ami in Ges Cristo, e che pi desideri la vostra vera felicit (Il Giovane Provveduto, 1847). Proposta cristiana esplicita senza annoiare. Pregano insieme. Desiderio di aiutare tanti giovani.

Per gli animatori Non aver paura di essere propositivi Occhio al cortile: ambiente educativo, poi il singolo Coinvolgere molti ragazzi Solo Dio buono, e questo vale anche per gli animatori I testimoni valgono pi dei parolai...

Un metodo che anche tu puoi personalizzare


RELIGIONE
Fondamenta: garantiscono la sicurezza e la durata della costruzione. Ricordatevi che leducazione cosa di cuore, e che Dio solo ne il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna se Dio non ce ne insegna larte e ce ne d in mano le chiavi (MB XVI, 447). La proposta di catechismo e lAve Maria

RAGIONE
Mura portanti: assicurano la protezione e labitabilit che una casa esige. In ogni giovane anche il pi disgraziato, vi un punto accessibile al bene. dovere primo delleducatore cercare questo punto, questa corda sensibile e trarne profitto (MB XIII, 367). Perch lo picchiate? - Porta altri amici

AMOREVOLEZZA
Arredamento: definisce il gusto personale, l'accoglienza in famiglia e ospiti. Miei cari figlioli, voi sapete quanto io vi voglio bene nel Signore, e come mi sia tutto consacrato a farvi quel bene maggiore che potr Quanto sono e quanto posseggo, preghiere, fatiche, sanit, la mia vita stessa, tutto desidero impiegare a vostro servizio. Per qualunque cosa fate pure assegnamento su di me. Vi do tutto me stesso. Sar cosa meschina, ma quando vi do tutto, vuol dire che nulla riservo per me (MB VI, 362). un mio amico! - Sai fischiare?

LA PREGHIERA DELL ANIMATORE Da IN APPENDICE pag 28