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E..

l.li.JO'Xl

DIZIONARIO
* *

CARDUCCIANO

SECONDA EDIZIONE

BAR8RA, Editore

--

FIRENZE.

Digitized by the Internet Archive


in

2011 with funding from


University of Toronto

http://www.archive.org/details/dizionariocarducOOIigu

DIZIONAKIO CARDUCCIANO.


G.

BAEBEA,

Editore

FIEEli^ZE.

= CARDUCCIANA =
POESIE
di

Giosu Carducci

(dall'

edizione

fiorentina del 1S74).

Un

volumetto della
col ritratto
.

edizione Yade-Mecum (cent.

4X6)

del Poeta, legato in pelle flessibile

L, 3.

IL

LIBRO DELLE PREFAZIONI di Giosu Carducci. Un volumetto della Collezione


Diamante
Poeta
(cent.

0,5X10,5), col

ritratto

del

L. 2.25
in tela

3.

Legato

DIZIONARIO CARDUCCIANO.
genza
di tutte le

Repertorio

alfabetico critico e ragionato, utile alla intelli-

Poesie di

Giosu Carducci.
.
.

Seconda
Un volume

edizione riveduta e aumentata.


legato in tela
.

L.

4.

MEMORIE DELLA VITA


raccolte da
voi. della Collezione Gialla,

DI G.

CARDUCCI

un Amico (G. CHIAEIXI).


con

Un

ritratto. L. 4.

Dirigere commissioni e vaglia a G.

BARBRA,

Editore

Firenze.

ZI.

LIGUORI

A'

PKLLI.

DIZIONARIO CARDUCCIANO
REPEETORIO ALFABETICO CRITICO E RAGIONATO UTILE ALLA INTELLIGENZA DI TUTTE LE POESIE DI GIOSU CARDUCCI.
Messo t'ho innanzi;
oiuai por te
ti

ciba.

Dante, Par., X,

25.

Seconda edizione corretta

aumentata.

FIRENZE,
G.

BARBRA, EDITORE.
1914.

FIRENZE, 000-1013-14.

Tiiiografia

Bailia

At.faxi e Yknturi proprietari.

Propriet letteraria.

AVVERTIMENTO.

II

verso dantesco apposto


ci

come motto
di

nel frontispizio di questo


il

fme del nostro che valesse a rimuovere le tante difficolt di interpretazione che la poesia carducciana presenta quasi ad ogni passo anche a chi sia provvisto di buoni studi: abbiamo insomma apparecchiata la mensa per chi voglia cibarsi dell'opera di un Poeta che all'Italia nuova ha dato
Dizionario
lavoro. Noi

dispensa da un lungo discorso circa

abbiamo cercato

comporre un

libro

una nuova e grande Poesia.


Il
i

lettore trover

dunque

dichiarali in questo Didoiario tutti


si

nomi propri
sono

(personali, storici, mitologici, geografici, ecc.) che


titoli,

incontrano nelle Poesie del Carducci e nei


che,
a dirittura latine,

pi quelle voci

o tengono troppo dell'uso e del

significato latino per poter essere inlese da chi

non conosca questa

lingua, inoltre ogni altra parola o frase inconsueta, o

comunque

oscura, o non abbastanza chiara per molti. Si badi poi che delle
singole voci

non

si

d soltanto

il

significato generale,

ma

anche,

e sopra lutto, quello che richiesto dal luogo o dai luoghi dove esse voci
il

si

leggono:

vocabolo serve spessissimo

che tutto il passo riesce dichiarato. Anzi di richiamo a interi versi che predi questi versi, collocati

cedono

che seguono quello: e anche

nel Dinonario di seguito al vocabolo, al3biamo data conveniente

spiegazione.
Di pi ciascuna voce reca in margine
delle poesie
il

titolo della poesia o

dove

ricorre, col

numero

della

strofe o del verso;


in

uguale indicazione marginale abbiamo posto


versi

corrispondenza dei

frammenti di versi vWqvWX in carattere corsivo, k questo proposito opportuno avvertire che di alcuni vocaboli usati frequentemente dal Carducci (vedasi p. es. Arno) non abbiamo
dei

dato tutte

le

indicazioni dei luoghi ove ricorrono,

ma

solo alcune.

iV

AVVERTIMENTO.
tuttavia quelle, corrispondenti a versi

non dimenticando mai


abbisognassero

che
ab-

di particolare

dichiarazione: per gli

altri

casi

biamo reputata

sutTiciente la spiegazione generica; di altre voci

poi usitatissime e di

pi facile intelligenza (p. es. aere, parvolo)


di sorla: e ci

non abbiamo data indicazione marginale


plicissimo, e se ne persuader subito chi

anche per

ragioni tipografiche. L'uso, del resto, di questo Duionario sem-

ne faccia esperienza. Chiudendo questo breve avvertimento, ci piace dichiarare che se talvolta ci sar accaduto di non intendere il pensiero carducciano, mai d'altra parte lo abbiamo consapevolmente tradito. Vada dunque il nostro libro tra il pubblico a dilTondere una maggiore conoscenza del Poeta: e sia questa per noi la ricompensa pi cara.

Emilio Liguori

Amedeo

Pelli.

16 febbraio 1913

VI

anniversario della morte di Giosu Carducci

]SOTA UIIJLIUGRAFICA

C'f.

Carducci, Opere. Volumi


i(l.

clielli

Bologna, Zauiclielli. -IO. J^ologna, ZauiEdizione popolare illustrata. [finora non tutte le poesie sono state pubblicate, e i Juveid.

nilia

mancano

di note].

Firenze, Barbra G. Chiarini, Memorie della Vita di O. Carducci. Bologna, Zanichelli. Sev. Ferrari, Antologia della lirica moderna. Bologna, Q. Mazzoni e G. Picciola, Antologia Carducciana.

Zanichelli.

A.
G.

Allan, Studi

sulle opere poetiche Torino, Pasta, 1908.

prosastiche di G. Carducci.

Fumagalli
uiclielli.

e F.

Salver aglio. Albo

Carrfwcctano.

Bologna, Za-

d'interpretazione di dieci Odi Barbare d-, Fezzi, 1906 [la nuova edizione 1912, che d notizia di tutte le Odi Barbare, fu consultata solo per gli ultimi fogli del Dizionario], Lodi. A. Franzoni, Le grandi Odi storiche di G. C, commentale.
G. C.

Drm. Ferrari, Saggio

Cremona,

Wilmant, 1907. h. M. Capelli, Dizionarietto Carducciano. prende solo le Odi Barbare].


B.

Livorno,

Giusti [com-

Croce, La

Critica, rivista di letteratura, storia e filosofia.

Bari,

Laterza [specialmente nei volumi I, II, III, VI, VII, Vili]. Per altri commenti, vedi Allan: Bibliografia dei commenti
carducciani, a p., 41 di Studi sulle fonti del Discorso p(!r l'inaugurazione di un monumento a Virgilio in Pietole e di alcune poesie carducciane. Pavia, Tip. Coop., 1910. Per notizie storiche e letterarie di indole generale abbiamo citato di proposito testi noti ai giovani delle nostre scuole, ai quali il Dizionario particolarmente dedicato. VlTT. Rossi, Storia della letteratura italiana, per uso dei Licei. Milano, Fr. Vallardi. Catania, Muglia, G. A. Cesareo, Storia della letteratura italiana. Livorno, F. Flamini, Compendio di storia della letteratura italiana.

Giusti.

di Storia d' Europa e specialmente d' Italia. Livorno, Giusti. Firenze, Barbra, C. RlNAUDO, Corsi di Storia Generale.
C.

ManfrONI, Lezioni

* Di altre opere citato nel testo

il

titolo intero

ABBREVIAZIONI.

Nelle noie marginali e qualche volta anche nel teslo;

Jll.

L. G.

G.E. R.N.
0. B.
R.
li.

Juvenilia.

Levia Gravia. Giambi ed Epdi. Rime Nuove. Odi Barbare.

Rime

e Ritmi.

App.
str.

Appendice. strofe.*
verso.*

V.

Nel

testo

C.
cfr.

V.

Carducci, confronta.** vedi.

Opere.

Op.

* Abbiamo di solito indic.ito il numero della strofe, ma nei metri dove quemeno facilmente visibile o dove non esiste affatto, abbiamo indicato il numero del verso. Per V Intermezzo, il fa it-a, le odi divise in parti e simili abbiamo
sta
i singoli componimenti o le parti con numero romano. Quando poi i pi poesie della stessa raccolta sono uguali, abbiamo aggiunto il numero romano che si legge nelle edizioni zanicliclliane delle Poesie: cosi por i due Brhidisi di Juvenilia e per le due Visioni di Jioe Nuove. ** In un Dizionario come questo sono necessariamente frequentissimi i ri-

indicato
titoli di

chiami indicati dalla sigla cfr.: non sar inutile dire che la sigla si riferisce alla parola che precede, salvo che non sia indicato o tra parentesi o in modo un diverso riferimento. Si noti poi che qualche volta entro una stessa parentesi si trova oltre la sigla del richiamo anche una o pi parole che con la sigla non hanno relazione alcuna: in questi casi cfr. seguito da lineetta e si riferisce alla parola precedente. Per esempio a pag. 165 dove si legge il culto di Dante (cfr.- il poeta) torn in onore , ecc ecc., il richiamo si riferisco a Dante e non a poeta .

sempre
altro

Abbadia {Albaije)
rigi,

antico convento di Toniplaii (efr.) a Vanella cni torri! detta del Tempio (cfr.) furono rineliinsi nell'agosto del 1792 il re di Francia Luigi XVI (cfr), la regina Maria Antonietta (cfr.) sua moglie, e Luigi XVII loro tiglio. Innanzi ad es.sa torre, con fragore di armi e parole d'ira {siion di ferro e di furore accenti) fu tra.scinato nel settembre del 1792 il corpo inerte della principessa di Lamballe (cfr.), la cui testa, staccata dal busto ed ondeggiante in su la picca dove era stata infssa, fu inalzata fino davanti la finestra del Tempio, quasi a recare alla regina,
di cui la

Ti.

N.f'ri ira,
^j'^'

vili,
^_

^^j.

''!.

str. 1.

idi<l-

IX, str.

3.

Lamballe era stata intima amica, co'l buond


il

id.

viii, str.

4.

della morie,

Abbica

(s'

si

saluto e la sfida dei rivoluzionari. ammuccliia a guisa dei covoni del grano.
frafra-

G. E. in

morte

di

Giov. Cairoli,
str. 30.

Abele - uno dei figli di Adamo (cfr.. Fu ucciso dal tello Caino. Pare che il leggendario dissidio dei due
tclli sia

i^-

R.

La Guon-a,

^ ' simbolo della inimicizia antichissima degli agricoltori verso i pastori. Abele, il pastore, sarebbe stato 'dvittima di Caino, l'agricoltore [il lavorante primo). i)ittoresca regione d'Italia, confinante con l'Um- G.E. Il canto dclAbruzzi l'amore, str. 10. bria. Vi sorgono i monti pi elevati dell'Apenuino (Gran Sasso, Jlaiella, Velino); per cui gli Abruzzi sono riconoscii''bili anche da lungi per il biancheggiare delle loro vette. Absburgo nome della casa sovrana ancor oggi regnante O. B.Miramar, su l'impero austro-ungarico. Ha jier capostipite Kostr. 4, li. dolfo conte di Absburgo, poi re di Germania e d'Italia e imperatore dei Komani. Costui, debellato il re di Boemia (1278), gli tolse con altre provincie, la regione d'Austria, che tenue i)er s e per la sua famiglia, la quale da quel momento sostitu il nome modesto di Casa d' Absburgo, derivato da un castello posto nell'odierna Svizzera donde la famiglia aveva avuto O-igine {Habsburg), R.N. Ninna nan^''''^^ con l'altro di Casa d'Austria. Con Carlo V (cfr.) Casa "{'/J d'Austria tocc il massimo splendore; con Maria Te-

"*''

resa (1748) fu salvata dal pericolo di uno sfacelo. Maria Teresa poi sposando Francesco di Lorena, confuse le duo
Di'ioiario Cardiirciniio.
I

Achei.

Achille
dinastie d'Absbnrgo e di Lorena in una sola, clie quella oggi regnante un ramo degli Absbnrgo-Lori'na furono
;

Ju. Alla Cioce di

Savoia, 14.
id.

L. 6.

Nei primi pioniidel 1801,


str. 19.
13.

0.

Miramar,

str. 19.

n.R.AlleValcliirio, V. G.

id. V. 16.

O.B. Alessandria,
str. 14.

Id.

e h. G. Alla

Louisa
R. N.

Grace

15artolini,str.7.

Primavere Ellcn., (II Do-

rica), str. 4.

n. N. Omero,
str.
.3.

I,

Grandnclii di Toscana: cosi che la Toscana giaceva prima del 185'J sotto il dominio di vn iV Ashnrijo, discendente da quel Carlo V clie aveva aiutati Medici a spegnere la libert fiorentina difesa dal Ferruccio. Dal 1848 imperatore d'Austria Francesco Giuseppe che sali al trono giovine di 18 anni. Molti principi ebbe questa casa, o consunti da mali ereditari, o corrotti, o malvagi, gioite sventure domestiche si abbatterono nella seconda met del secolo XIX sulla bianca lesta del vecchio im))eratore Francesco Giuseppe: il fratello Massimiliano (cfr.) mori fucilato nel Messico (1SG7); il figlio Kodolfo fu trovato misteriosamente ucciso (1889) con l'amante nel castello di Mayerling, non si sa se di propria mano o d'altrui; la moglie Elisabetta (cfr. Wittelsbach) fu pugnalata da un delinquente anarchico a Ginevra (1898). Achei nome di un popolo della Grecia, cos detto da Acheo, capostipite (cfr. Elle). Col nome di Achei o Achivi si indicarono poi i Greci in generale. Dei Greci, grandissima fu la poesia (concejj/oac/ieo) la quale unita con la poesia italica [ilala musa) da secreti vincoli, simboleggiati nel mito dall'amore {noli amplessi) di Afeo (cfr.) e di Arelusa (cfr.). Veglio acheo vecchio greco Omero (cfr.).
i

Ju. tmero, v. 02.

Achee cilladi
greche.

le citt

della

Grecia:

le

popolazioni

R. N. San Giorgio di Donatello, str. 3.

Achei scalpelli

statue greche.

li.

R.

t.a

Guerra,

str, 14.

il.

O.B. Alessandria
str.
.5.

R. N.
11.

Ad

Aless.
str.

D'Ancona,

id.,

str. 12.

discendenti di Achemene, fondatore della dinastia che regn in Persia dal 500 al .330 a. C. Vi appartennero Ciro e Dario. Alessandro (cfr.) pose fine alla dinastia impadronendosi della Persia dove diffuse la civilt ellenica, (e Zeus - cfr. su 'l Irono degli Achemnidi, ascese co 'l hello Alessandro). Achille figlio di Peleo, re di Tessaglia e della Nereide (ninfa del mare) Teli; educato in Tessaglia dal centauro (cavallo con torso e viso umano) durone che lo nutr di midolla di leoni e di orsi, fu il pi illustre e forte e bello degli eroi cantati da Omero (cfr.) neV Iliade, il )ioema nazionale dei Greci. Semidio, era destinato a subire la comune sorte dei mortali, pure, egli che sapeva d dover morire, dimenticando V ombra di morie che doveva avvolgerlo e il pianlo della madre, la notte si dava con la cetra alle serene gioie del canto e della musica (citareggiando) in su la riva del mare Egeo. Mori gio-

Achemnidi

Achivl.
vine

-- 3

Adda.
0. B. Pie.s.io Purii:i(1ilMJ.Slielluy, V. 13.

Sigfrido (cfr.), ferito a nn tallone, l'unica parte del suo corpo. Eu;li e l'eroe perfetto, sublimo; era per il popolo il siiuliolo dell' nomo rispetto agli (Ki ((uicti e immortali, esso martoriato dall'ira (! dal

come

vulBCraliic

pianto, esso morituro dopo breve giovinezza [Pascoli, Sul limi/are, r.-ilermo, Sandron, p. 1]. La sua vita cos breve fu contristata da ogni dolore tinche lo colse il dolore supremo la morte acerba. Non senza un i)rofondo
;

signilicato, l'imicratrice Elisabetta


leioii,

(cfr.)
il

dal

nome

dell'eroe del

dolore,

cliiam Aeliilcastello che si

K.R.AlIoValcliirie, V. 15.

era fatta costruire nell'isola di nanzi al .Ionio azzurro. Achivi greci (cfr. Acliei).

CorlTi (cfr.

Corcira)

di-

]J.

i;ileniclie(I
lia), str.

N. Priraavcie Eo10.

L. G.

Lo nozze Secondo st-niicoro di fanciulle,

str. 2.

Aci pastore siciliano, figlio di Fauno e di Simetide, dimorante, secondo il mito, sui monti lelT isola Leila di Sicilia, c amato dalla ninfa Gnlalea (cfr.) vivente nei
tntti

P. N. Primavere Kleiiiclie, (IL Dorica), str. 1.

del sereno

mare

siculo.
P. U. Eiesia del
'"'^"to

Aconito

fiore velenoso (perfido) di erba medicinale velenosa anch'essa.

Sp'"ga.

Acrpoli
pii

dapprima signific la parte pi alta e quindi forte delie citt, poi le citt stesse costruite su alture

0. B. 0. B.

Da Des^onzano, str. 8.
Fantasia,
.5.

e. perci valide a buona difesa. Nella regione tirrena (Toscana) sono frequentissime b^ piccole citt che si elevano su i fiorili dici (colli), quasi a contemplare i luoghi

str.

G.E.ll canto dell'amore, str. ICi.


id.
id.

circostanti.

Adamante

diamante.

0. B. Allo Fonli del Clitiimno,


str. 22.
l.

Adamantino

di

R. Sant'Abbondio, str. 1

diamante.

O.B. Nella piazza di San Petronio V.


7.

0. B. Alla regina
d'Italia, str. 8.

Adamo

nome del primo uomo, creato secondo la Bibbia da Dio a immagine e somiglianza di Dio stesso; in ebraico significa rosso. Per il peccato originale, fn cacciato dal Paradiso terrestre, dove Dio lo aveva posto, e mandato coi suoi figliuoli (cfr. Abele) in esilio pel mondo.
affluente di sinistra del Po. Scende gi dalle Alpi Retiche, attraversa la Valtellina, forma il lago di Como

R. R.

La Guerra,

str. 12.

id.

Adda

RRAllaCittdi
Ferrara,
II, str.

Addua.
O. B. Su
ili

l'AcUla,
1-2,

Adria.

str. 5. str. .
ili.,

5.

str.

13.
1.

id.. str.

id., str.

10.

Lario), scorre nella piamna patlana tra prati e 2}eibagna Lodi, si devolve in cento meandri tra le fertili (uberi) spoi'le, riflettendo cenilo il bel ciclo di Lombardia cosi bello qnando hello ?, e finalmente confonde le sue con le acque del Po (V Eridano cfr.) tra l'iacenza
(cfr.

scoli,

id.

0. B.
str.

Su l'Adda,
1, 5,

e Cremona (cfr. Lodi). Addua Adda (cfr.).

7,

;,

10, 15, 17.

0. B. Davanti il Castel veccliio


di
1.

Adige

Verona,

str.

L. G.

Nei primi

giorni dell862,
str. 25.

R. N.

La leggen-

da

di Teodorico, str. 1, 3.

0. B. Davanti il Castel vecchio


di
7.
id.,

il secondo fiume d'Italia perla lunghezza del suo corso (400 km.), per la quantit e la rapidit [possente e rapido) delle sue acque. Scorre gi per il Trentino dove la secura virilo (valore) di Garibaldi fece sue prove ne! 1SG6 entra quindi nel regno e bagna Verona e la verde solatia campagna veronese {l'aprico verde), che pare si specchi nelle chiare acque del bel fiume. Gi i Tlomani avevano costruito sull'Adige in Verona mirabili ponti; risale al secolo XIV il celebre i:)OH/e scaligero (cfr.)
;

Verona,
str.
1,

str.
5.

ancor oggi

visibile.

Ju.

Alla musa

Adima

abbassa, avvilisce.

odiornissima,
str. 5.

Ju.

AFebo

Apol2'i.

Admeto

line, str.

id., str. 21, 22.


iJ.,

str. 23, 24.

id., str.

24.

id.

re di Fere, in Tessaglia, assai caro ad Apollo, il quale pur essendo crudele con le sue amanti, fu preso da tanta amicizia per lui, che con lui rimase in qualit di pastore (i greggi a 2)ascere) dimentico dei templi e delle cure del suo culto e perfino dei responsi (richiesti all'oracolo di Delo, cfr.) che egli soleva dare mugghiando dagli aditi (ingressi) del tempio.

L. G.

Satana,

Adone

str. 17.

id., str. 18.

uomo, amato da Afrodite (cfr.). Dopo ebbe facolt di stare sei mesi dell'anno nelr Averne (mondo sotterraneo) e di vivere gli altri sei mesi nel mondo superiore con Afrodite. Adone la personificazione della natura vegetale e della bellezza. Nella mitologia cristiana, Satana concepito come bellissimo tra gli angeli, onde il mito- di Satana pare quasi ripetere l'antico mito di Adone, al quale qnando fioriva la civilt greca e il eulto di Venere (che beava le aure serene del Jonio, cfr. Anadiomne)
la morte,

bellissimo

id., str. 17.


TI.

cio della bellezza, furono dedicati e carte, cio monumenti, quadri e poemi.

marmi

e tele e

R. Alla Citt di Ferrara, II, str. 10.


italico, V. 18,

Adria o Adriatico

0. B. Saluto

25.

0. B. Iliramar,
str. 4.

R. R. Carlo Goldoni,
I.

str.

-1.

nome del bel mare ridente che si insinua attraverso il canale d'Otranto tra la penisola italiana a occidente, e la balcanica a oriente. Pare che il suo nome derivi dalla citt di Adria situata in antico sul mare tra la foce del Po e quella dell'Adige, oggi internatasi per le alluvioni dei due fiumi. Il mare Adriatico ebbe gi, specialmente nella sua parte settentrio-

Adriaco.

nomo

"
|'li

A(?ave.

naie

il

|iiibl)liea

di M;\vv Veneto, per il dominio elie la reveneziana aveva esteso suil'I.slria, la Dalmazia

f-a

Chiosa

l'oIenU.slr.

e quasi tutta la

Ij'.Vdiiatico e

berta
I

all'

sponda opposta. Venezia furono rivendicati alla dea LiItalia solo nel 18(30 dopo la guerra con
'cfr.

O.K. Lo nozze del mare. tr. 5.


^''
^.'-

^-"l
str.

P'J'"'

.\iistria.

Adriaco Adriano

adriatico
-v.
(cfr.',

18.

Adria,

v.

Appendice).

Adro Adugge
t/iare

Cecioni.
nero, orribile, mesto, luttuoso.

G.E. Il tanto deiramer, str. 2;j

atro

da adtnjtjcre, verbo difettivo, e anche da adurjadombrare, rattristare, avvilire, danncgL'iare.

.In.
^'-

A
^'-

F.T., slr. 4
L;i

ninna

adulterio; per Roma, l'unione illc<,nttima e con la podest politica. Adusto bruciato, riarso dal sole, bruno. Aer e Aere aria. Aereo alto, come sospeso In aiia. Affisse dal verbo attgnere: infggere, piantare saldaniente. Africa una delle cinque parti del mondo; occupa la
Adultero
sc,ind;iIosa del potere spirituale

lo V, str. 4.

l. G.

Nel sesto centenario di


l'ante, ili, str.

o. B. Da Desenzane, str. 9.
0.

B.
'^['^,'

Alessan''

fra continenti quello parte S. W. del mondo antico che presenta la maggior superficie nella zona torrida, e perci e il pi arso dal sole.
;

^8.

^'h;'
14.

a'o'!!'?*"^'

Kugenio
g. E.
il

str

dell'Africa (cfr.). Solo la parte settencontinente africano era nota ai Greci e ai Komani. Debellata Cartagine (l 1(5 a. C.) le aquile romane si spinsero nell'interno dell'Atlante (cfr.) e nelle oasi del deserto. Giulio Cesare (cfr.) and in Mauritania per rinpartigiani di Pompeo, che si erano rifugiati tracciare presso Giuba re di quella terra. Vintili (4G a. C), port Giuba a Roma, insieme con Farnacc, re del Ponto, da lui fatto prigioniero a Zela, e ne orn il proprio trionfo. nome greco di Venere, dea dell'amore e della Afrodite bellezza. Afrodite ride e iiipera nell'isola bella di Sicilia d' in su la vetta deirorabroso monte Erice (cfr.) clic antichissimamente fu abitato dal popolo dei Pelasgi Tcfr.). Afrodite, gelosa della bellezza altrui, pu nuocere [cru-

Africani

abitanti

Cesaril.

trioiiale del

smo,

li, str.

n. N. Primavere

KHen.

(Il Doi""').^^''. i, 2,

nume) alle belle forme (cfr. anche Amore). Aliava il divin bacio d'Afrodite aleggiava d'Amore.
del

id.,

str.

17.

lo spirito

Ju.

Maggio

e no-

vembre,
V. 6.

li,

Agapi

banchetti

cristiani {nazareni} dei primi secoli, ceessi


gli

l.

q.

.Sata:ia

memoria dell'ultima cena di Cristo. In grandemente si eccitava l'odio e il furore contro


lebrati in

str. 22.

avanzi del paganesimo. sorta di pianta tropicale. Nel Messico esistono Agave boschi di agavi e di altre piante altissime {immani} dove

0.

B.
^^^'-

Miramar,
^^-

Agenrea.
gli Aztcclii (cfr.)

Alarico.

accendevano

loglii

per sacrificare

vit-

umane agli Dei. R. N. Omero, II, Agenrea di Agenore, figlio di Poseidone e di Libia. btr. 1. Cosi detta Tebe (cfr.) perch si riteneva fondata da una colonia fenicia condotta da Cadmo, tiglio di Agenore. soprannome di Apollo (cfr.), come protettore delle R X. Brindisi Agieo
time
.

d'aprile, str.l

3.

Ju.

Maggio e novembre, I,v. 10.

strade.

Agiei

si

chiamavano

certi obelischi sacri

ad Apollo od
il

a Bacco.

Agora

piazza,

Agostino
L. G.

v. Stradeila.

mercato, luogo ove conviene

pubblico.

Satana,

str. 17.

Agosto V. Bologna. Agraminio nella mitologia persiana Io male e della ribellione. Era onorato cou
pesci, rettili, ecc.

spirito
l'offerta

del
di

0. B.

La Madre,

Agricola

il

contadino, l'agricoltore.

str. 1.

R. N. Primavere Eilen., (Il Dorica), str


6.

O.B. Perla morte di Napoleo-

ne Eugenio,
str. 8.

ih
R. N.

Agrigento antichissima citt della Sicilia (ora Girgenti); combatt dapprima contro Cartagine con la quale alleatasi poi, lott contro Eoma nella prima guerra punica (263-241 a. C). Caduto l'impero romano (a. 476), fu occupata nel secolo Vili dai Saraceni, cacciati poi nel 1089. Tra le rovine dell'antica Agrigento sono i templi famosi di Proserpina, Giunone Lucina. Giove Olimpico. Ajaccio citt marittima della Corsica, storicamente famosa perch vi nacque Napoleone I (cfr.). provveduta di un bel porto, il pi profondo dell'isola, ed coronata da un bel cerchio di poggi (cfr. Letizia).

un asino,

Aiace

tglio di Telamone
Fu uno
dei

onde l'appellativo patronimico

str. 4.

principi greci che andarono all'assedio di Troia. Combatt un' intera giornata cou Ettore (ond' detto inesistente) come canta Omero (cfr.), e

Telamonio.

si

uccise quando le armi di Achille furono attribuite ad Ulisse (v. Appendice).

L. G.

Per il trasporto dello r. liquie di Ugo


Foscolo, str.
'J.

Sul tumido ci' Aiace ecc. stanno i vili a gloriarsi.

sulle

tombe

dei

grandi

R. R. Cadore,
V. 40.

II,

Ajrnola Auronzo.

montagna

del

Cadore (2157 m.) sovrastante


di di

R. R.

La Chiesa

di

Polenta,
La tomba

Alabarda arma assai usata nel medio evo. Consisteva una lunga lancia recaute quasi al sommo una specie
scure

str. 20.

R.

If.

del Busento,
str. 2.

Alarico re dei Visigoti. Respinse gli Unni; dopo la morte di Teodosio, minacci l'impero d'Oriente e Costantinopoli. Invase l'Italia e fu sconftto da Stilicone. Poi, morto Stilicone, torn in Italia ed assedi e saccheggi Roma, e giunse nell'Italia meridionale ove mori nel 410. Fu

Alsia.

il
li.

Albieresi.

sepolto, coi

suoi

tesori,

ed

armalo in i/uerra sotto

letto del tiiiniu liiisento (cfr.).

N. La tiinil.a Uul iSu.'joiilu,


btr. 5.

Alsia

V.

Aleramo,
O.B.Couniiaycuiv.
l'J.

Alauda
Alba

Mllmlohi.

pi antica citt latina, fondata secondo la Icgjjenda da Aseanio figlio di Enea, e madrepatria dei Ilomani. Era situata su uua lunga e stretta giogaia (monti
la

O.B.Koiua,
iU.

V. 17.

(V

Alba)

ili

vicinanza del Iago


Ali);t,

d'Albano, poco a sud

di

K'onia.

Albano

patria di Konia

secondo la leggenda fu madreonde aliano signitea anche romano. Monti albani sono (luelii che sorgono i)0C0 a sud di
citt clic
;

di

O.B. Kagioni metriche, V. 8.

Koma,

rideutissimi di ville e villaggi (castelli).

O.B. Dinanzi allo Terme di Caracalla, str. 1.

villaggio presso Molinella nel basso bolognese. Alberino \'i nacque Severino Ferrari (cfr.) nel 18.j6.

R. N. All'aut.ire del Mago, str.


0.

Maria Cristina Albertina di Sassonia, sposa di Albertina Carlo Emanuele principe di Carignano (cfr.), partor il 2 ottobre 1708 a Torino Carlo Alberto (cfr.). Si narra che Albertina portasse il figlioletto (il paruoletto) vestito alla patriota dinanzi ai corpi di guardia (di (juardia in guardia) francesi, rimasti dopo la invasione napoleonica a presidiar la citt. Cosi la involuzione e Carlo Alberto si conobbero per tempo! Alberto v. Carlo Alberto. capitano della compagnia detta Alberto di Giussano a della morte i)erch aveva giurato di vincere o di morire. Per eccitare i Milanesi a resistere al Barbarossa (117(31, ricord loro, mentre stavano adunati a parlamento nella breve piazza, fra i ruderi della citt che 14 anni prima l'imperatore aveva distrutta (cfr. Milano), quali umiliazioni e dolori avessero sofferto; e dest tale entusiasmo che la resistenza fu senz'altro deliberata, e giurata la vendetta. setta religiosa che comparve nel sec. XII ad Albigesi Alby (onde il nome) e nelle Provincie meridionali della Francia. Scomunicati e perseguitati, furono combattuti con una crociata indetta dal pontefice Innocenzo III, e, nel 1209 a Bziers, sterminati da Simone di Monfort. Filippo Augusto, re di Francia, non partecip direttamente a questa passione degli Albigesi, ma permise che vi partecipassero suoi sudditi. Nei momenti pi terribili della involuzione Francese sembra quasi che, per una specie di ricorso storico, bolla e fermenti il sangue degli Albigesi e degli Ugonotti (cfr.), vittime degli antenati di Luigi XVI, sul cui capo quel sangue ricadr, inebriando i cuori delia ebbrezza della strage e della vendetta.

R. K. Bicocca di

San Giacomu,
str. 36.
ili.

id.

id.

Canzone

di Lognano,&tr.5-i;j.

id.,str. 2.

R.N. Taira, VII,


str. 2.

id.

id.

Albio.

Alcmane.
Albio Alcaica

V.

Tibullo.

0.

n
na
10.

Alla IJegid'Italia, str.

O. B. Ragioni luctriche, v.
1
1 .

riiiia.sto alla strofe prediletta da Alceo clic magistralmente (v. Alceo). Fu cara fra i latini ad Orazio che la us in 87 carmi; fra gli italiani al C. che la compose di due decasillabi, formati ciascuno di un quinario piano e di uno sdrucciolo; pi un novenario; pili un altro decasillabo foggiato in vari modi. (Es. Alla Regina d' Il alia ; Per la morte di Napoleone Euf/enio.)

nome

la tratt

N. Piimavcro
Kllen.,(I Eolia), str. 7; (li Dorica), str. 27.

Alceo

G. E.

Per

il

77'^'

annivers. della

Rep. Frane,
str. 4.

K.R.AC.C.mandandogli
poe-

mi
0.

di

Byron,

str. 2.

B. Fantasia,
str. 6.

L. G.

Per

il

tra-

sporto delle reliquie diU. Foscolo, str. 5.

poeti melici greci. Nacque a il pi celebre dei Mitilene, nell'isola di Lesbo (cfr.) e fiori intorno al 610 a. C, nei begli anni della libera civilt greca. Fu oppositore costante dei tiranni della sua patria, di Meleagro prima, di Mirsilo poi, per la morte del quale inton quel lieto cantico immortale che comincia: Ora conviene bere e ribere e inebriarsi . Costretto a esulare, viaggi molto, milit come mercenario, fu fatto prigioniero e finalmente ottenne di ritornare in patria. Cant il vino, la primavera, gli amori, in istrofe (cfr. alcaica) agili e veramente alate, dove trasfuse accanto all'ardore bellicoso il pi puro sprito cavalleresco. Ben pu dirsi di tale poeta che le sue strofe nate libere in mezzo a fieri tumulti, volino con ali use alle tempeste [con la penna

O.B. Alla Regina


d'Italia, str. 10.

Ju. I voti, str.

7.

Ju.Po che
str. 2.

mal...,

che sa le tempeste). In me, di tua grand' alma un aura, possente Alceo, respira sento in me qualche cosa dello spirito di Alceo. con la poesia ispiratami da Alceo d'Alceo col 2iede

(piede

metro;
il

e qui, poesia).

L. G. Nei primi giorni del 18(52.


str. 28.

finite le guerre per corda quetata poeta faccia succedere ai canti guerreschi, canti sereni di pace, come Alceo che cant guerre con la ferrea corda della sua lira, e dolci amori con la corda

la ferrea d' Alceo

la libert,

flebile.

L. G.

Satana,

Alchimista

str. 27.

chi nel medio evo pretendeva tramutare in oro qualunque metallo.

L. G. Anche per la stessa, str. 4.

R.R. Jaufr Radei, str. 2.

O. B.

Cerilo, v. 14 e 15.

0. B. Cerilo, V. 12.

Alcide Ercole (cfr.) che ebbe per nonno un Alceo, onde il patronimico Alcide. quando avverr Deh, Libertade, errante Alcide ecc. che la Libert abbatta Napoleone III (cfr. Ortensia) come Ercole abbatt Caco (cfr.)? uccello marino, spesso di colore grigiastro; gabAlcione biano. I maschi delle alcioni son detti crili, e quando la vecchiaia li infiacchisce si che non possono pi volare, le femmine li portano, prendendoli su le ali. Alcmane poeta lirico greco di Sardi (Asia Minore) trasferitosi poi a Sparta. Fiori intorno al 660 a. C. coltiv

in

particolar

modo

la lirica corale e

compose molti

canti

Alda.
vergini
(letti i)aitni

>
:

Aleramo.

(l

(Idlci

ver^'ini, elle

eliiezza

come

trai,'j,'.u\o

famoso quello in cui invoca le a volo lui debole per vec-

le

alcioni
.

(efr.)

trag}jono

cerilo

(cl'r.)

O.IJ.Ccrilo.v, Il

sul tore ileironila

la bella fancinlla dell'epica francese, promessa Alda (i^U'.) il feroce sire Di lei non sposa di Kolando sappiamo quasi nulla fu raccontato soltanto che quando seppe da Carlo Magno la morte del suo promesso, cadde esanime senza i)rot'erir parola.

0.

15.

Presso

l'in-

iiadil'.B..SIitlluy, v. :iO.

Alemagna

Germania

in

senso largo, comprendente cio

O.B. Alla Vittoria, htr. 7.

tutta la regione al di l dalle Alpi, tra

nubio, abitata da gente di l molte delle popolazioni barbariche che corsero l'Italia
la caduta dell'impero romano, e che diedero grande impulso alle avventure cavalleresche. I Grandi o Nobili in Italia nell'evo medio furono in gran parte d'origine alemanna: oud' che nelle vene di molti italiani scorre qualche stilla del sangue cavaleresco di ladroni o avventurieri d'Alemaipa. Pai'imenti la eausa dei inali {labe) ereditari di qualche nobile famiglia italiana da ricercare negli amori di qualche adultera latina con il biondo Ottone (cfr.). capostipite degli Aleramici, clic dominarono Aleramo direttamente il Monferrato (cfr.) suol d' Aleramo per pi di tre secoli (XI-XIII) spezzandosi poi in molte casate, fra le quali celebre quella dei marchesi Del Carrello (cfr.), si che tutto il territorio vide sorgere nucastelli feudali, e perdurare il feudalismo merosissimi pi a lungo che in ogni altra contrada d'Italia. Intorno al nome di Aleramo fiorirono varie bellissime leggende: tuttavia storicamente accertato ch'egli fu di origine franca, e che nel 9G8 riceve in dono dall'imperatore Ottone I" sedici corti nei luoghi deserti tra l'Orba, il Tanaro e il mare, e fu confermato in possesso di tutto ci che gli fosse in addietro pervenuto per acquisto e per eredit nei comitati di Parma, Cremona, Bergamo, Vercelli, Savona, Acqui, Asti, Torino Monferrato [v. CakDUCCI, Gli Aleramici, in Op. XX, p, 24J. Si sa inoltre che mor nell'anno 001. Narrano poi le leggende che Aleramo nascesse in Italia a Sez, tra la Bormida e l'Orba nella contea di Acqui, da genitoii sassoni, pellegrinanti a Koma-o a S. Giacomo di Galizia (Spagna) a sciogliere un voto. Il fanciullo affidato dai genitori a una balia, e rimasto orfano assai presto, sarebbe stato allevato dai Signori di Sez e, appena l.'i anni, armato scudiere di uno di quelli. Nato toccati dunque di gente tedesca, sarebbe, poi divenuto per educazione lombardo (cfr.). L'imperatore Ottone I venne intanto in Italia per ridurre alT obbedienza Brescia che

Darazza teutonica. Vennero di


il

Keno

il

dopo

G. E.

L.a

consulta
1.

araldica, str.
id., s(r. 2.

id.

E. R. ricmoiitc,
str. S.

E. R. Bicocca di

San Giacomo,
str. 24.

R. R. Piemonte.
str. 8.

R. R. Bicocca di

San Giacomo,
str. 10.

ii

id.,

str. 11.

Alessandria.
gli si
il

_
bello

10

Alessandria.

R. Bicocca di

San Giacomo,
^'^*"'^^'

iti.,

str. 12.

ij.

era ribellata, e allora il Comune di Sezc mand scudiero Aleramo a porgere omaggio e aiuto all'imperatore; il quale rimase cos contento di lui da crearlo suo cavaliere e di sua famiglia. Ma Ottone aveva una figliuola di nome ^/iia, bionda, dagli ocelli celesti, bellissima, la quale non tard ad innamorarsi di Aleramo. Egli per qualche tempo stette dubbioso tra la fede giurata al suo signore, e l'amore di cui si sentiva infiammare, ma poi non seppe dir di no alla fanciulla e la condusse lontano, come ella aveva desiderato, dove il loro reciproco amore potesse avere sicuro esaudimento, Lasciale lungi le selce di Germania e il padre iinperalore Alasia si rifugi col suo amato a Pietra Ardena, la montagna dove Aleramo era andato a caccia, fanciullo, quando dimorava a Sez: egli si diede a far carbone, ella a ricamare piccole borse da vendere poi in citt, e le loro vesti non erano diverse da quelle dei carbonai; ma essi erano contenti della povera vita e del ricco amore, ed ebbero pi figliuoli. Cos passarono gli anni, quando l'imperatore Ottone fu costretto a tornare in Italia per rimettere in soggezione Brescia nuovamente

vescovo di Albenga la citt dove Aleramo andava a vendere il carbone e i lavoretti di Alasia and come vassallo dell'impero in aiuto di Ottone, e fra i suoi famigliari ebbe anche Aleramo. Questi, intorno a
ribelle. Il

R. N. Sui campi

iViA^'Vl"""'
i
,

str. 1.

R.

R. riemonte,
str. 29.

'1-

0. B. Ales.san-

"*

Brescia, diede tali e cos frequenti prove di valore, che l'imperatore volle sapere chi veramente egli fosse: saputolo, non si adir, ricev anzi la figliuola, il genero e i quattro nipoti con grandissima tenerezza, e questi cre cavalieri, e Aleramo poco di poi Marchese, concedendogli che fosse suo quanto in tre giorni potesse correre a cavallo di quella terra in Piemonte dove era vissuto. E Aleramo cavalcando giorno e notte percorse tutto intorno le contrade che ebbero poi il nome di Monferrato (cfr.) [v. Carducci, Gli Aleramici, in Op. XX, pp. 5-14]. citt del Piemonte, alla continenza della Alessandria Bormida col Tanaro. Fondata nel 1168 dalla lega lombarda , fu dal Barbarossa (cfr.) assediata nel 1174, ma indarno, che egli dovette lasciare i mal tentati valli, cio le fortitcazioui della citt, di cui inutilmente aveva tentato l'as.'sedio e l'assalto. Alessandria nei tempi moderni ebbe la ventura di sentir proclamare la costituzione sulla sua gran piazza (marzo 1821) e di vedere inalberato per prima il vessillo tricolore (cfr. Santarosa). bella e fiorente citt dell'Egitto (cfr.) sul Alessandria Mediterraneo, presso il limite pi occidentale del delta del Nilo, (cfr). Deve la sua origine (331 a. C.) ad Ales-

Alessandrina.
Sandro Magno
tra
il

(c(r.)
il

Alessandro.

die infu l'iinportaiiza di f|iicl liio<xo, lilnco (cfr.), ove la nuova citt avrcbbe resistito a' barbari ed ayli ainu. Si narra che .Messandro, proclamato dai sacerdoti fi'jlio di Amniote (cfr.) segnasse con la farina delle prov visioni militari il sulco delle mnv.i per oltanta sladi (cfr.) di circuito. Nell'isulctta di Faro (cfr.) che sorgeva innanzi al porto fu poi costruito ai tempi di Tolomeo Filadelfo (285 a. C.) da .Sostrato di ('nido il primo gigantesco faro per illuminare ai naviganti le vie d'Africa e d'Asia; la citt stess.i di Alessandria divenne faro di luce intellettuale

mare

lUm'rto

O. B.

A Icssar-

liia.str. 15, 10.


id., str. 5.

id., btr. 17.


id., 8tr. 15.

i.l.,

atr. 18.

mondo e centro della cultura greco-orientale; basti dire che possedette una biblioteca di 800.000 volumi. Quella balda figlia di Alessandro ebbe tuttavia a sofal

iJ-

id., str. 10.

l'incendio e il saccheggio degli Arabi di Omar (040 d. C); rifabbricata, visse la seconda sua vita sotto gli Arabi prima, poi sotto i Turchi, ma senza splendore; tinche nei tempi moderni sorgeva alarre, indurire a la una terza vita, per opera di Mehemed-Al (morto nel 184^) e dei due tigli, Said (che mori nel 186:5) e I.mail Pasci (che abdic nel 1879), illuminati iiistauratori iu Egitto della civilt europea, quando l'Inghilterra col suo intervento (cfr. Egitto) pose fine all'opera dei Pasci, sostituendosi ad essi uell' incivilimento della regione del Nilo. A oriente della citt in luogo deserto su di un sassoso monticello sta ancor ritta una bellissima colonna corinzia, di granito, che la tradizione popolare vuole eretta iu onore di Pompeo (cfr.). Ad occidente di essa, nel piano sottoposto, il vasto cimitero musulmano che biancheggia di sepolcri sormontati di cippi di pietra, terminanti in forma di turbante (cfr.). Tutto intorno si stendono rovine e reliquie di monumenti di varie et. Alessandrina la terza delle Primavere elleniche cosi intitolata dal C. perch accordantesi nei modi e nei sentimenti con la poesia greca fiorita in Alessandria d'Egitto, e detta appunto Alessandrina. In questa ode il C. consola e distoglie la sua donna dal pensiero della morte, con la visione dei prati favolosi d'Elisio (cfr.) ove insieme vivono felici i poeti e le belle.
frire

id., str. 20.

id., str. 22.

id.

R- x.

E. N-

Primavere

slmrin")^su'
12.

Alessandro Magno (35G-32.3 a. C.) tiglio di Filippo, re di Macedonia. Fin da giovinetto, leggendo l'Iliade, senti il desiderio di emulare il pi celebre de^li eroi omerici. Achille (cfr.) dal quale egli pretendeva discendere (cfr. Tes-

0. B. Alcss.iii^'i*' str. 4.

Fu bellissimo giovine, di capelli lunghi e biondi, aspetto divino. Ebbe a maestro Aristotele (cfr. Stac/i'ra); fu amantissimo di filaria e di poesia; protesse .... ., ,. 11 letterati e artisti; reco seco anche nelle pi lontane spedizioni poemi di Onero (cfr.). Adun iu se tutte le misaglia).
di
,

j^^

g,

g,,

j^,

B. R.
O. B.

La Guerra,
^'*'

^^!\
^
j_,

'

i.

Alessang^,.

j^

y.

id.,'str. 13.'

Alfana.
K.

12

Alfieri.

R.AC.C.niandandugli

mi

di

poeByroii,

str. 2.

0.

15.

Alessan-

dria, str. 10.

iJ., str. 8.

id., str.

11.

R. U. La Guerra,

str. 14. B. Al essandria. str. S.

id., str. 13.

G.
Ju.

E Kipreaa,
str. 3.

I,

un cavallo,

str. 4.

id. id.

popolo greco sovrapponeiulole al suo barbarico e selvaggio, dal quale tuttavia si lasci talvolta trasportare, come quando, ebbro di vino, uccise di sua mano Clito, il pi fido de' suoi amici; o come quaido, seguendo i costumi asiatici, volle avere un serraglio che accogliesse le pi belle donne dell'impero. Succeduto appena ventenne al padre, sottomise la Grecia (cfr.) e ne dift'iise poi per il mondo la civilt. Fattosi banditore della guerra nazionale dei Greci contro Persiani, per vendicare le invasioni persiane del V secolo, i Greci dimenticarono di essere stati da lui asserviti, lo nominarono generalissimo e lo colmarono di onori. Vinse i Persiani di Dario al Granico e ad Isso; poi conquist la Fenicia, quindi l'Egitto (cfr), ove fond Alessandria (cfr.). Di conquista in conquista si spinse nel cuore dell'Asia, fino all'Indo, con l'intento di penetrare anche nel bacino del Gaufje. La morte lo colse in Babilonia a soli '' anni. bestia qualunque da potersi cavalcare, e, in parAlfana ticolare cavalla di grossa corporatura (v. Appendice). del liume Alleo che attraversa l'Elide, provincia Alfea del Peloponneso (Grecia) e scorre presso Olimpia, la citt dove i Greci celebravano giuochi famosi. Dell, che non ferve ecc.. perdio non si rinnovano le gare dell'arena elea (cfr.) e perch non e' oggi un poeta, che, come l'antico Pindaro celebratore di eroi e di corse,
ffliori

virt

del

naturale

i.stinto

canti la tua vittoria?


R. X. Primavere Ellen. (II Dorica), str. 4.

id.

Ju. Vittorio Alfieri.

Ju.

A Enrico Pazstr. 5.

zi,

R. R. Piemonte,
str. 10.
id., str. 11.

innamorato di Aretusa (cfr.). Essendosi secondo il mito, tramutata in fonte per isfuggire a l'inseguimento di Alfeo, questi tramutossi in fiume ( il pi grande del Peloponneso e si getta nel Jonio), s'immerse nel mare, e in quel verde talamo (letto nuziale) congiunse le sue acque con quelle di Aretusa. Alfieri Vittorio (1740-lfiO:{) il nostro maggiore poeta tragico nato ad Asti (cfr.), mori a Firenze, ed sepolto in Santa Croce. Si glori del suo cognome facendolo derivare dall'aquila {il fjrande augello), che, insegna dell'impero romano, i suoi antenati avrebbero portato, come alfieri nelle vittorie sul Reno. Si sa invece che Alfieri nome di persona di origine germanica, divenuto poi cognome di famiglia. In ogni modo la casa Alfieri di nobilt antichissima: le prime sue notizie certe risalgono
Alfeo
essa,
;

cacciatore

al sec.
id.,str. 1!

XII.

Rosso (fulvo) di capelli, irrequelo di spirito, fu un carattere morale assai complesso. Fra gli affetti che dominarono il suo cuore, primi fra tutti furono un feroce iiborriniento di qualsiasi tirannide, e un amore ardentissimo della libert civile.

Dopo

secoli di servit afferm


il

dinanzi agli Italiani non pi avvezzi {dissueti)

diritto

Alfio.

indipendenza e
nelle
i

13

E
ci

Allah.
R. R. Piemonte,
str. 12.

.ili'

airiinit;\ della patiiii.

tanto

traprcdie,

ma

in

{|nasi

compresi

sonetti che .schimsc

non solopere sno, come frecce di diamante


tutte
li;

R.N.

Il

Sonetto,
ili.

(ulrnli aJaiiiaitini)

tato con passione fu la sua gloria mafr<jriore. Personaggio che (Orazio (Ei)odi li) desunse dal Alfio vero per rafigiirare un tipo di usuraio. Alfio (nota il C.)

e liraniti. Avere esalprofonda la santit di questo ideale

contro

.servi

str. 2.

Jii.

Prologo,

v.

09.

al

al '9

tempo di Orazio faceva compose molti inni sacri

idilli

campestri, dal 1815


.

in settenari e in isciolti

Egli rapi)resenta adunciue un romantico che dietro compenso deduca (componga) yli sdruccioli, e faccia inni sacri s<*condo la moda del tempo. principe di casa d'Estc, figlio di Ercole II e Alfonso II (li lluuata di Francia, ultimo (caduco) duca di Ferrara dal l''/J al 1597. Si disputato circa la sua benevolenza pel Tasso (cfr.) che pur gli aveva dedicato la Gerusalemme; oggi si pu affermare che se il duca non perseguit lo sventurato poeta, lo tratt tuttavia assai freddamente senza nessun delicato e amorevole riguardo. Alfonso II non avendo avuto tgli, fece ogni sforzo per assicurare la successione all'unico erede di casa d'Este, Cesare, figlio di un bastardo che Alfonso aveva avuto dalla bella ferrarese Laura Dianti. Ma il papato che aveva sempre mirato al possesso di Ferrara si oppose, e Clemente VIII fece sentenziare l'incapacit di successione in Cesare, e la devoluzione di Ferrara alla Chiesa. Cesare fu costretto a cedere e pass a governare Mo-

i(l.

li.

di

R. Alla citl Ferrara, I,

V. 27.

dena e Reggio. Algido freddo, ghiacciato.

0. B. Ideale,
2.

.str.

Algoso

coperto d'alghe, piante che crescono nel fondo del mare.

R. R.

La moglie del Gigante,


str. 2.

Ali

parente e genero

di

Maometto

il

fondatore della re-

L. G.

Noi primi

ligione islamitica {la f d'Ali); la tunica del profeta la tunica di

giorni del 1802,

Maometto conser-

str. 7.

vata in Costantinopoli.

He
Alice

de' credenti V. B. e T.
v.

il

sultano.

Alighieri

Aligusle
Allah

Dante. specie di gamberi

di

mare

(v.

Appendice).

Ju.Prologo,v.l04
R. R.

dio dei maomettani i quali sono cosi detti da Maometto, l'arabo fondatore della religione islamitica o
il

La Guerra,

str. 11.

maomettana

politeiste (adoranti

L'islamismo contrariamente alle religioni piti di) ripone adorazione in un dio solo {l'unico Allah solitario) del quale Maometto si diceva profeta. Gli Arabi, popolo originario della penisola arabica, dififusero ri.slamismo in Asia, in Africa e in Eu-

id.

AUobrog-be.
R. Bicocca di

14

Amazzoni.
essi
sci-

IJ.

San Giacomo,
str. 13.
15.

R.

La Guerra, Roma.
v. G.

ropa combattendo contro gli infedeli, quella che ritenevano la guerra santa. Usavano in guerra una mitarra arcuata a gui.sa di falce {falcalo ferro).

str. 11.

O. B.

Allobroghe piemontesi. Veramente gli Allobrogi erano un antico popolo della Savoia, ma con quel nome si designarono poi tutti gli abitanti della regione dominata
vita, che conforta, che ristora;benefica, buona. Alpi la pili elevata catena di montagne dell'Europa. Si inalza a nord dell" Italia, di cui forma tutta la cintura settentrionale. Le Alpi prendono nomi vari; tra gli altri quello di A. Ittiche (cfr ) tra il leno, Finn, l'Adige e l'Adda, dal passo dello Spinga a quello di Keschen quello di A. Giulie nell'ultimo tratto orientale italiano (dalla depressione di Tarvis al Quarnero) formante l'istmo e l'ossatura della penisola d'Istria. Le Alpi letiche e le Giulie vigilano le due citt irredente Trento (cfr.) e Trieste (cfr.i. Una parte delle A. orientali, storicamente, etnogratcamente italiane, fa parte dell'impero austroungarico. Altre Aljn le Alpi Trentine e Giulie tuttora soggette

Alma che d

dalla casa di Savoia.

0. B. .Saluto italico, V. 8.

iJ.

R. R. Cadore, III,
str. 8, 9.

O. H.

una bottiglia di Valtellina, str. 8.


B. Courmayeur, str. 0.

all'Austria.

O.

Ju Quella cura...
str. 1.
id., str. 3.

Gigante de V Alpi il Monte Bianco (4807 m.). Alpi Alpe vale anche genericamente monte vato, montagna: avverse Alpi opposti monti; alpestri onde acque scendenti dai monti.
Jl

ele-

O. B. R. N.

AlessanIl

Alunno

che

nutrito, educato, allevato; discepolo, figlio.

dria, str. 5.

passo

di

Alventosa
di

paese

della Spagna, ove


(cfr.).

si

svolse la leggenda

Roncisvalle,
str. 1.

Don Beltrano

0. B.

Davanti

il

Amali
Goti

stirpe
(cfr.),

Castel vecchio
di Verona, str.
2.

da cui discendeva Teodorico (cfr.), re dei onde poi il nome di Amali ai Goti stessi.

R. X.

La leggen-

da

di Teodoiico, str. 8.

E. Ripresa, II, str. 4.

Ju. Sicilia e la

di amazzone; Amazzoni popolo mitico


Amazonio
costumi
viiili.

di

donna

forte,

che abbia sensi

di

donne gnerriere della Cap-

Rivol uzionc,
str. 5.

padocia (Asia Minore), che governate da una regina, portavano uno scudo della forma di una mezzaluna e bruciavansi, da piccole, la mammella destra per rendersi

Furono sconfitte da Bellerofonte da Ercole. Come Amazzojii ecc. ardenti in battaglia come favolose Amazzoni, insorgano le cento citt.
atte a tirar d'arco.

o,

secondo

altri,

le

Ambaeri*

Amore.

Ambagi liin<,'0 giro di limole (v. Aiiitimlicci. Ambrosia cilio ilcgli Dei; e iinclie niigiiento
ilio

degli Dei, proruinato, utile a eoiiseivare la bellezza del eorpo


i

O.H. Idealo. s(r.1.


O. U.

Su l'Adda,

Htr. 15.

e atto u rendere

uioitali, iinuiortali; profumo, dolcezza.

O. Ju.

15.

AllAmora.
.OG.

V.

Diana Tri.str, 7.

via,

La

manhiaci ambrosia
Virgilio.

In

dolcezza della poesia, del

R. N.

Il

.Sonetto,

mantovano

slr. 2.

Come
stiale,

aggettivo: aira ambrosia

immortale; dila ambrosie balsamo sovniiiiano.


-

aria divina, cele mnn\ divine, recanti

R. N.

Primavere

Klleii.(l Eolia),
str. 8.

Ju.

Febo ApolPer
la nior-

liuc, str. 27.

America
tico e

continente nnovo, posto tra l'Oceano AtlanComprende due parti, la settentrionale e la meridionale, tsicamente ben distinte, onde la denominazione di Americlie per indicarle tutte e due (cfr. Letizia).
il

0. B.

il

Pacifico.

tediNapoIeotie Eugenio, str.H.

Ametista pietra di color violetto-rossastro. Amicle ~ nome d'una localit presso Sparta, patria del giovinetto Giacinto amato da Apollo. La morte di Gia-

Ju.

A Febo A pol-

line, str. 22.

Aminia

cinto fu col compianta. nome fantastico (significa

invincibile ) di

un

J(i.

G. B. Nic-

eroe greco, compagno di Cinegira e di Eschilo nella Persiani. lotta contro principe danese che ispir a Guglielmo ShakeAmleto speare (1564-1616) la pi celebre, forse, delle sue tragedie. Il grande tragico inglese ce lo r;ippresenta con l'animo continuamente teso a vendicare la morte del l)adre, ma d'altra parte sempre irresoluto tra il pensiero

colini, str. G.

R. R.

Piemonte,

str. 18.

e l'azione.

Cosi Carlo Alberto (cfr.) se nutr fin da giovine il desiderio di cacciar l'Austria dall'Italia, fu tuttavia in pi occasioni e per lunghi anni irresoluto a mettere in azione

Ammainare

suo nobile disegno. calar le vele, raccoglierle quando la nave sia giunta in porto.
il

0. B. F.intasia,
str. 4.

R. O.

I{.

Jaufr Ru.3.

Ammone

egizia e libica venerata in Tebe nell'alto Egitto e in un'oasi del deserto di Libia. Aveva figura di ariete o di uomo con testa di ariete a corna ricurve. Fu poi venerato anche in Grecia e quindi in
dio dell'Amore. Ar-

divinit

de!, str.
13.

A Icssau-

dria, str. 5.

Roma col nome di Giove Ammone. Amore o Cnjido figlio di Venere e


mato sempre d'arco
(i

0. B. Fuori alla

dardi), colpiva

il

e di faretra, contenente le (juadrella cuore degli umani. Iddio crudele e


:

Certosa di Bologna. V. IG.


Ju.

tristo

per

le

molte vittime sue


i

Muse) soggiace pi facilmente al suo potere e finisce consunto dalla passione, o spento da morte violenta. Catullo (cfr.) mori appena
sito sentire (primi

poeti

chi dotato di pi squi-

Questa

str. 2.

le

L. G.

Poeti di parte bianca,


V. 138,

145.

Ampelo.
0. B. Sirniiono, V. 48, 49. H. N. Disperata,
(I.

1(3

Aufitrite.

str. 1. U. AllaKegna d'Italia, slr. 4.

tronlenne, Saffo (ofr.) si diede volontariamente la morte, Ero (cfr.) si precipit nel mare dove giacque morto il suo amato.

RR. Nicola Pisano, III, str.


1.

Nel medio evo in Firenze e in altre citt italiane si usava fare di i)rimavcra la festa del dio d'Amore . Si condnceva processionalmentc in trionfo per le vie e per le piazze della citt il dio pagano, e lo accompagnavano allegre brigate fra canti e snoni mentre le donne gettavano llori e aranci [cfr. Gauducci, Op., I, pp. 09 e lOO]. Ampelo favorito di Bacco (cfr. Dioniso), il qnale soleva sostenersi a Ini nell'ebbrezza. A Firenze esiste in marmo, un Bacco nndo coronato d'edera, calzato di coturni (calzari greci alti di dietro (ino a

mezza gamba

e allacciati

la.

davanti con corregge) e appoggiantcsi a la spalla d' un adolescente forse Ampelo di forme graziose e robuste il quale circonda col braccio sinistro il dio che

vacilla.

Ju.XCIV
App. Da

BrindiFrietlr.

Ampelo
Anacreonte

ii

voce greca e significa

vite.

si, str. 5.

Hlderlin, str.

poeta lirico greco, nato a Teo e fiorito intorno al 530 a. C. Cant l'amore e il vino: una leggenda lo fa morire per un acino d'uva andatogli a traverso.

celebre
~ quale

0. B.

Da Descn-

Anacreontea
Anacreontica

sarebbe piaciuta ad Anacreonte

(cfr.).

xaiio, str. 5, IC.

K. N. Anacreontica ca.

romanti-

L. G.

A Satana,

str. 18.

.Jn.

Canto di primavera, str. 20.

0. B. Presso l'uriiadiP.B.Slielley, V. 19.

lirico formato di strofette deriva da Anacreonte (cfr.). Il C. chiama romantica l'anacreontica delle R. N. perch in essa ricorrono concetti espressioni parole care ai romantici (efr.). Anadiomne nome greco, vale emergente fu dato a Venere perch nacque, secondo il mito, dalla spuma del mare. Ella be di sua bellezza le aure serene del Jonio (cfr. Adone), principe troiano: ebbe da Venere un figlio di Anchise nome Enea (cfr.). Mor in iijicilia dove Enea gli eresse una magnifica tomba. l' afl'ettuosa moglie di EtAndrmache o Andromaca tore (cfr.) qnale Omero (cfr.) ha raffigurata nel VI libro deir//ia(/e. Dopo la presa di Troia and prigioniera con Pirro, al quale partor tre figliuoli: ma Astianatte, il figlio avuto da Ettore, le fu precipitato da una rupe per mano

componimento
nome
gli

di versi brevi. 11

di Ulisse.

Aneliti
O.B.Tn una chiesa
gotica, str. 16.

sospiri.
fiore

Anemone
Anfitrite

perenne, dai bei colori.

R. N.

Primavere

Ellen., (II Dorica), str. 19.


id.

nudre

sposa a Nettuno, e siniboleggiante il mare che (nutre, custodisce) le perle e le nasconde nel suo seno profondo alla cupidigia degli uomini (hinge ai duri nma).

Ang-elica.

17

Aiititritc

Annibale.
sorrideva
Ju.

A. sorridin dal divin talamo ccc.

usc-endo fuoii dal ...are. eroina cai.tata nei iioen.i del IJoiardo (efr.) e Angelica dell'Ariosto (efr.ljeeeitava paladini a eoi. battere, setni.rc ad essi sriit;{j;e..do e al loro an.ore, fi.eh si diede a un

Mnggio

o no-

vomb.e,I,v.7-8.
g. K. Kiprosa,
ti"- 5.

I,

limile soldato.

Il

velo d'

Angi

Angioini o Angi. Gli Angioini Sicilia, dove erano venuti con Carlo (l-JGO) tglio di Liiigk Vili re di Francia. chiassuolo; viuzza stretta, meno che vicolo, Angiporto ^
<lon.iiiarono in

provincia della ('asa principesca depli

Angelica simbolo di libert. Francia ci. e diede il nomo alla


i..

'il-

CE.

Laconsult.i
7.

a.aldica.str.

Napoli e

o.

B.
V. 33.

Sli-mione,

Anali
^

...glesi.
'^

.Ju.Aun cavallo,
str. 2.

Anglia
il

Inghilterra;

detta

mercanlesca perch prepone

G.

Por

la

spe-

commercio a ogni

altra cosa.
It

Sl^il^orst?.^.
R.

inglese serpe. Angusto ristretto. Annibale grande gcne.-ale


Anglico

C.C. ...anByro.i,

Angue

dandogli poe-

mi

di

str. 3.

cartaginese; odi

fin

da fan-

I.

B. Allo
str. 17.

fonti

Komani, contro quali combatt la seconda guerra punica, vincendoli prima sul Ticinio e sulla Trebbia (218 a. C), poi presso il lago Trasimeno cfV. (a. 217). Mosse
ciullo
i i

del Clitumno,

i.l.

sfr. 13.

quindi verso Koma, ma trov fiera resistenza negli UmRomani avevano assoggettati bri e negli Etruschi che Komani stessi 18 anni i.rima, ma che ora for.navano con un popolo solo (cfr. U.nbria). Cosi avvenne che sotto Spoleto (cfr.) Annibale fosse soldati della Mauritania (cfr. Mauri) e i cavinto, e valieri della Numidia (cfr. Numidi) fossero costretti alla
i

id.

.sti-.

18.

id. str. 19.

Id.

fuga.

una audacia mirabile compiuta al valico del Piccolo San Bernardo per portare la guerra in Italia. Anche Napoleone Bonaparte compi felicemente quello stesso passaggio (a. 1800), ma la prima volta che scese in Italia nell'aprile 179G venne invece lungo la riviera per Oneglia, Albenga, Finale, Savona, poi mont su improvviso da Savona a Montenotte, discese a Dego in vai di Bormida, poi per Cosseria, e Montezmolo (cfr.) pass a Ceva nella valle del Tanaro, e di li nel cuor del Piemonte. Dalle alture di Montezmolo vide egli e mostr ai suoi soldati un declinare di colli sempre pi basso fino a un fondo di pianure che parevano mare. E oltre quelle pianure .nostro loro una linea di .nontagne le cui ci.ne si profilavano nell'aria, azzurre pii dell'aria. Quelle pianure erano il Piemonte e quelle montagne le Alpi! Ora dunque essi erano
In tutti
i

secoli fu considerata di

;.

R. Bicocca di

la traversata delle Alpi

da

lui

San

Giacomo,

str. 30.

id.

Dhioiutfio Cindnrciiiio.

Annie.
qua
(lallc

ili

18

Aosta

li.

li.

licorca di

Alpi senza aver faticato a i)assarle. [Arf.A, il Monferralo, in Jivixta del Tourinij, gennaio YM 9, p. 15]. Bonaiarte aveva condotto suoi soldati i Italia, (jirando le Alpi!

Le

Lafihe e

San
n. R.

Giacomo,

slr. 30.

Ad
^

Annio,

^-

id. V. 12.
l.

R. Carlore,
V. 13.

II,

poetessa anglo-italiana, pubblic nel 1890, giovanissima, nn volumetto di liriclie clic il C. lod assai, Da allora la dolce fanciulla fu molto cara al Poeta, Antelao montagna dolomitica del Cadore (cfr.)alta32G4m.

Annie Vivanti

o.B.rivs^oruiiiadiP.B.siu'l-

C.E Canto
l'Italia

del-

che va

la Campido"lio str. 3.

0. B. 31 ira mar,

**'

^"'

id.

O.

B Alessniidna. str. i!4.


id.

id.

B. R. rieraoiite,
str. 5.

jd.

i.

di Edipo (cfr.) del quale consol amorosaniente la sventurata vecchiaia, secondo la rappresentazione che ce ne ha dato Sofocle (efr.) nella tragedia Edipo a Colono (40G a. C.) come Cordelia (cfr.) l' idealizzazione della piet figliale. Antonelli Giacomo celebre ministro di Gregorio XVI e di pjg ix che lo cre cardinale (180G-187G). Lo schiamazzo ,, ,, idelle allegoriche oche capitoline come un giorno le loro antenate autentiche sacre a Giunone, che avevano impedito ai Galli di iirendere il Campidoglio, svegliandone difensori potrebbe svegliare le ire del ministro di Pio IX, sempre disposto a suscitare complicazioni diplomatiche verso l'Italia, impadronitasi di Poma. regina di Francia. Nata di Casa Antonietta (Jlaria) d'Austria, (cfr. Absburgo) and sposa a Luigi XVI re di Francia. Sorpresa dal turbine della Eivolnzione vide la rovina del trono ed ebbe mozza la testa sul patibolo nel 1793. figlio di Osiride (cfr.) raffigurato nella mitologia Anubi egiziana con testa di cane (onde l'appellativo di lalratore) perch il cane vigile, abile a cercare e a discernere, a stimare e a giudicare, sa scegliere fra l'amico e fra la famiglia e lo straniero {V Eiropa). il nemico, Egli era posto a guardia delle tombe e doveva guidare le anime dei morti attraverso gli spazi (v. Appendice). antica citt del Piemonte, situata su la Dora Aosta Baltea, la cui pittoresca valle, detta vai d'Aosta, conduce al valico del Piccolo S. Bernardo e poi in Savoia. Fu cfr. (morto fondata al tempo dell'imperatore Augusto l'anno 14 d. C.) e da lui si chiam Augusta Practoria onde poi il nome odierno di Aosta alla citt, e di Porta Pretoria ad una delle porte, anzi, proprio a quella fuori della quale sorge isolato in vista dei sottostanti castelli medioevali (i barbari manieri), Varco eretto in onore di Augusto, uno dei pi antichi archi fra quanti furono inalzati agl'imperatori romani. Oltre questo monumento dell'epoca romana, Aosta vanta le mura inalzate aiich'esse sotto il medesimo imperatore (cesaree, cfr.), e

Antigone figlia

-i.

Apelle.

19

If.

Apollo.
rioinoiiU',

iizioiii d minor conto. Nclh; canzoni snc jioAosta e detta vecchia; e il grido di t,'ncrra dei suoi (if,'li : Avanti la vecchia Aosta! |Siov. 1''kki:ai:i]. Apelle il pi {grande pittore dei tempi antichi; nac(|ne a Colofone (Asia Minore) e visse alla corte di Alessandro Magno che lo predilesse, concedendo a Ini solo la facolt di ritrar la sna iniagine. Fece molti ritratti di Alessandro Magno: nno sopra tntti famoso, in cni il conquistatore

altro costi
liolari,

l.

Btr. 5.
id. str. 18.

U.

IJ.

Alcss.iiislr.
1

iliiii,

1.

Apennino

in .atto di lanciare il fnlmine. l'insieme dei sollevamenti clic sorgono nella piMiisola italiana per tutta la sua lunghezza, dalia Liguria all'estrema Calabria. Hepara la Toscana dall'Emilia [olire Apcnn'uo aBologiiai ed in questo tratto valicato da molti p;issi (varchi) tra i quali, i)rincipalissimi quelli dell' Abetonc, della Torretta, della Futa.

era dipinto

n.M. La leggenda
(li

str.
Il 'N.

Teodorico, U.

Davanti .San Guido, str. 17.

0. B. Alla

mensa
s,tr.

dell'aiuico,

Divinit egizia, immagino vivente di Osiride Apis. disceso in terra. Era un toro che, vivo, era venerato in un palazzo a Mcmf (efr.) e, morto, nel Serapeo (cfr. Meniti). Jl suo culto era antichissimo; per essere dichiarato dio doveva avere certi segni prescritti in numero di ventotto, e non poteva vivere oltre i 28 anni, et vissuta da Osiride. Se non moriva naturalmente, era ucciso. Apolline v. Apollo. Apollinea d'Apollo (cfr.). La fiera apollinea il sauro (cfr.) destrier della canzone, a cavallo del quale il C. si d alla gioia del corso, cio alla libera ispirazione, sfidando tei ginnetti (piccoli cavalli di lusso) italici caracollanti pei giardini (simbolo della poesia composta, misurata, senza vigore d' ispirazione), e compassionando Valfaua (cfr.) gualdrappata e strascicantesi su l'orlo della strada (simbolo della vecchia poesia).

Api

0. B. Alessandria, str. 2.

G. E. Ripresa, IH,
str. 9.
id.
1,

str. 1.

id. I, str. 2.

id.

I,

str. 3.

Apollo Apolline figlio di Giove e di Latonn, fratello (li Diana. Inventore, secondo la mitologia greca, dell'arte della musica e della poesia; capo delle Muse (cfr.); protettore delle lettere e delle arti. Arciero famoso, possedeva un fnlfjido arco d' argento. Fu sua pianta prediletta il lauro o alloro. Si rafitgurava sempre giovine e bello. Fu poi identificato anche col dio del Sole, onde ApoUine e Sole sono la stessa cosa. Come alle Jluse era sacro il monte Elicona, cos ad

O.B.In nnacliic a
gotica, str. Jj.

0. B.

Alessan-

dria, str. 9. G. K. Intel luczzo,

X, str. 2. O.B.In iinacliicsa


gotica, str. 10.
id. str. 10.
il.

Kllen

N. Primavere (li Do,

Parnaso, elevate montagne (gioghi al del vicini) della Grecia, entro cui dicini templi fremeva la

Apollo

il

rica) str. 24.


id.

lira del dio.

pi celebre tempio ad Apollo sorgeva a Delfo era ornato di magnifici tripodi chiaro sonanti (vasi di tre piedi, di bronzo squillante, otferti in dono).
il

Ma

(cfr.)

ed

R. N.

Primavere

Ellen.,(l Eolia;,
str. 3.

Apotcgrma.
Ju.

20

il

Aquario.
dio,

Brindisi,
stf. 8.

Fiacco,

il

(no

XXIX,
Ju.

Orazio
il

(cfr.)

hello Apolline ecc. non ha pi culto.

caro ad

AFebo
A
0.

ApolT.

iiiie, str. iti-

Ju.

T.,

str. 16.

Ju.

A Bambolo-

ne, str. 6.

i dentrier celesti sollecita corso del sole e del giorno (cfr. quadriga). Apolline Cimbro l'Apollo dei Cimbri (popolo barbarico del Nord) la poesia da cui trassero ispirazione e motivi i romantici (cfr.) combattuti dal G. Apotegma detto notabile o sentenza o motto sentenzioso. L' apotegma ed il colon e lo scolio le sentenze, le

Divino Apolline, spingi

citazioni e

commenti.

L.G.Poetidi parte bianca, V. 11.

G. E. Io

Trium-

pbe

str. 4.

0. B. Din.inzi alle Terme di Caracalla, str. 10.


I?.

N. Una rama
(l'alloro, str.
1.

B. N.

Vittore
str. 4.
2, 8.

Hugo,

O. B.Egle, V.

membro del periodo ritmico greco; scolio^ (CoZo?i nota grammaticale o critica.) Apparita altura presso Firenze, da cui si abbraccia la vista di tutta la citt stendentesi sotto, nel piano. Appi famiglia romana alla quale appartenne Appio Claudio, il decemviro tiranno di Konia, che volendo fare il suo capriccio di Virginia, figlia del prode soldato Virginio, giudic falsamente essere stata schiava d'un suo dipendente e perci appartenergli. Ma Virginio (cfr.) uccise la figlia aT cospetto del popolo, che si ribell al tiranno (450 a. C). Appia nome della via che partendo dalla porta Capcna di Roma, giungeva e giunge per colli albani e le paludi pontine, fino a Capua, di dove poi fu continuata fino a Brindisi. E la pi insigne delle antiche vie di Roma. I Romani l'ornarono, secondo il loro costume, di magnifiche tombe, delle quali restano ancor oggi superbe rovine

fino ai piedi dei colli albani.

Ju Prologo.v.lOT

Aprile

memorabile nella storia del Risorgimento particolarmente della Toscana. A Firenze quando fu noto il proclama di Vittorio Emanuele che alleato di Napoleone III marciava in guerra contro l'Austria, si fecero grandi dimo.strazioni popolari. 11 27 aprile 1859 il granduca Leopoldo II, che non aveva voluto prender parte alla guerra, abbandon Firenze, dove fu organizzato un governo provvisorio. L'8 maggio il governo fu assunto dal Buoncompagni, ministro di
italiano, e

mese

id. V. 109.

L.G.Poetidi parte bianca, V. 53.

l?.N.Ad una bambina, str. 2. Ju. Giulio, str.

1.

Emanuele, sostituito poi dal Ricasoli e da un.i consulta d'uomini di fiducia. I granduchi non tornarono pi in Toscana bench poi restaurati dai patti di Villafranca (8 luglio), e il 20 agosto fu dichiarata l'annessione della Toscana al Piemonte. II 27 aprile 1859 e gli avvenimenti successivi, a molti squagliarono la gelida crosta . Apuane (cime) le Alpi Apuane: gruppo di montagne, ricche di selve di castagni, in provincia di Massa e Carrara, tra i fiumi Magra e Serchio. Aquario uno dei segni .dello zodiaco (fascia di costellazioni) sotto cui passa la terra nella stagione piovosa e
Vittorio

S(iuallida.

Aquila.
Aquila
citi

di'llo legioni
ili

L'I

di altri pscr-

Ararne!.
0. B. Alla Vitto/.','? ?!^'' ,:'

rinscfrna
come
niicllo

romano; poi

Federico Harharossa e di Napoleone. hinioolo imperiale l^a notte <li'l sabato santo dell anno 11 m,
cospetto al .sacro se{(ni) deH'.-intica maest e delle antiche ''Iorio latine, resercifo d(;lla 1-111. j r -x le^a cliiiia suoi vessilli e lascia passare crede legittimo di Cesare e di Traiano. [Mazzoni e Picciola.] L'aquila bianca in campo azzurro, fu Io stemma dc^'li Estensi ^ (cIV. Estc).
sni C'amili di Mareiif^o
,

in

"

zano, str.
b.

'.i.

Ku

l'Adihi,
.

Ii.N..Siiic.iniiii(li

S*''^'
I:^-

Aiuiengo,
n.
''

str.

l.

Alla citl.'i Ferrava, U

str. 16.

Aquileia
al

citt

romana

siili'. Vdri.itieo

nord della laguna


e Istria, era

di

Grado.

Fu

non lungi da Trieste, assai prospera nel-

K-

!!

Alla

cii(.\ ''

'l'.'^po"'"''

l'antichit: capitale

politica della provincia

romana

di

o. B. Saluto italieo, v. 12.

Venezia
distrutta
jiiii; e

quarta citt

considerata nel IV secolo, come la d'Italia per popolazione. Saccheggiata e


(ctV.

da Attila

Uiini) nel 452,

non

si

rilev

mai

ora ridotta a -un povero borgo politicamente soggetto all' Austria.

citt del Basso Keno Aquisgrana, Aix-la-Chapelle,Aachen (Gerniaiiia). Vi furono incoronali ben 55 imperatori e vi si conservarono le insegne reali tino al 1795. Vi mor neir814 Carlo Magno, del quale anche oggi si mostrano le reliquie. Il lenzuol d' Aquisgrana il lenzuolo funebre di Carlo Magno.

G.E.
""^

Aun

lieiiiia*^-

d'^t*''*-

i(t-

Ara

Arabi Arabia
e
il

altare. ~ Allah.
v.

la iii

riilionali dell'Asia, tra

Mar

occidentale delle tre grandi penisole meil golfo Persico, il mare Arabico Rosso. E ricca di asini e di cavalli {stalloni), e
il

i?.

N.

Aun
^^''-

.nsino,

ardente

Arad

martirio di tredici ufficiali superiori che avevano jireso parte alla rivoluzione ungherese del 1848 49, capitanata da Luigi

citt d'Ungheria tristemente famosa per

di clima.

id.

E^

i?.

Alla Val^:

*j',"'''?'.^'

gimi'dengo''
str. 21.

Gli insorti alla tne si erano arresi alla forza austriaca sperando in una amnistia, ma tutti quelli che avevano preso le armi furono perseguitati, molti uccisi, altri a stento si salvarono con la fuga [MAXt'RONi]. Quante donne piansero per la ferocia di quella repressione!. abitanti dell' Aramea, antica regione asiatica nel Aramei bacino del Tigri e dell'Eufrate, il cui nome deriva dai discendenti di Aram, figlio di Sem, che ivi si sarebbero stanziati. Il siriaco, il caldeo ed altre lingue asiatiche, sono dette generalmente aramec, e a Firenze nel 500 erano detti per dileggio aramei, quei letterati che credevano la nostra lingua derivata dall'etrusca e questa dalFaramea. ('io pretese dimostrare lo storico Francesco Giambullari in un suo cidebre dialogo intitolato il Gello Or dal vostro cammino qua voltatevi OCC. maniera satirica di chiamare a raccolta tutti i pretensiosi ma

Kossuth.

i<J-

J"- ^^

Bambolo-

""' **'' ^'

Jn.

A scusa di un francesismo,

id.str. 5 e ?egg.

Arato.

22

Arduino.

L. G.

Ili

morte

(li

G.B.
^*''-

Niccoiiiii,

ignoranti intenditori di lingua italiana, dagli aramci.ngli autori di vocabolari, ai revisori dei grandi scrittori del 1300 e perfino del Gelio (cfr.). Capitano ed eroe di Sicione (Grecia), clie comArato batt nella lega ncliea per la in(1i[)endenza della Grecia.

^.-

Il lucchese
II,

Arato

il

Burlamaeclii

(cfr.).
i

R. R. Cadore,
V.
1.

rcade

di
'

rcadi,

Anche l'et nostra ha degni discendenti iproh sublime) di quelli del


Arcadia
(cfr.).

aioi
'700.
1G'.)0

Ju. Prologo, V. 10
Ju. Prologo, V. 6 J.

"

Arcadia

accademia

di letterati sorta

in

l'onia nel

e liorita specialmente nel scc. XVIII. Suo scopo fu quello di contrapporre ai bagliori e alle turgidezze della lette

Ju.

DianaTii-

via, str. 1.

L. G. Carnevale,
str. 3.

ratura del 'lOO una ostentata e sdolcinata semplicit. Gli Arcadi assunsero nomi di pastori, attribuendosi abitudini pastorali (cfr. Avena), fingendo di rivivere la vita dell'andove si vuole t'ica, Arcadia (regione del Peloponneso), che i pastori si dilettassero di gare poetiche. E per simboleggiare r ingenuit, che doveva essere il carattere precipuo della nuova arte, l'Arcadia si pose sotto la tutela di Ges Hambino. I poeti sdolcinati Canti Arcadia e richiami ecc. d'Arcadia invochino Zefiro e la Primavera.

Arcana
O.B.CoHrmayeur
V. 11.
fJ^i

misteriosa,

so])ranaturale.
(cfr.)

Arce
lue-

rocca,
l'

arcani

misteri.

acropoli

O.B. Bacioni

triclio, V. 7.

o.B.inunacliiesagotica.str.'j.

G.E.liitenuezzo, IX, str. 7.

id. str. 8.

0. B. A 11.1 Vittoria, str. 4.

R. R. Bicocca di
.San
^'^^""

Giacomo,
^""

R. R,

Piciuonte,

str. 0.

dal COllo eretto a nrce capitolina de 'l collo sostegno della belli.-<sima testa. Archo sepolture (cfr. gotico). Archlloco poeta greco nato a Paro circa il 710 a. C. il primo e pi celebrato autore di poesia giambica, l'ormata cio di giambi (cfr.), metro questo che essendo rapido e concitato serv principalmente alla violenta espressione di invettive e di dileggi, onde poi il significato di poesia saMrico-polemica alla poesia giambica e, senz'altro, alla parola giambi. Il C. dei 4 Giambi ed Epdi pu ben dirsi Archiloco d'Italia. a pi alta magistratura ateniese dopo l'aboliArconte zione della dignit regia: fu (gloria degli Arconti avere imposta una legislazione liberale. montagna presso Garcssio paese rdena (Pietra rdena) della provincia di Cuneo, a mezza via tra Albenga e Cava. Fu il rifugio di Alasia e Aleramo (cfr.). marchese d'Ivrea (cfr.). Fu proclamato re Arduino d'Italia (1002) dal partito feudale, che avrebbe voluto liberarsi dalla soggezione ai re di Germania, e combatt perci quasi continuamente contro Enrico II, imperatore d'occidente e re di Germania, al quale si era rivolto il Itartito episcopale che in un re, scelto come Arduino, tra
J^C'

Arduo.

vantajifji (ino

2.'!

pran(lo)n)

Areca.
ai

prandi feudatari, vedeva una continua minaccia


allora
conscfjiiiti.
\)vv
le

(ii.ssinii

Anliiiiio

13 anni di lolla, siiepinato e avvilito

tanto opjxj-

dcpo3o volontariamente la corona un convento 1101.')). Il ano nome In assunto frequentemente come simbolo di italianit, perdio ein lui sembr cominciare in Italia un periodo di indipendenza dapli imi)eralori germanici. lo spirito nazionale i)reine Levalo in pie Arduino ecc. e ricaccia il Te<lesco clie, nuovo Gitone (cfr.), vuole spusizioni 80rt('Kli contro,
e si ritir in

hi.

Il

l'Iobiscito,
'^

**^''-

dronejjgiarc in Italia.

Arduo

clic Turchi riserhano donne, tenendole ivi custodite da guardiani (eunnclii cfr.i impotenti a su.scitare gelosie. L'Arem del lascivo (mor)ido) Sultano di Costantinopoli (Padisci elV.) era provveduto delle pi belle donne dell'impero, alle quali durante la di.sgiaziata gueria gi-eco-turca (18'.l7) furono aggiunte molte; bellissime fanciulle greclie {il fior de l'elleniche Leila). E monarchi cristiani d'Europa non intervennero in difesa di ((uelle schiave cristiane: furono i bianchi eimiichi del Sultano! Arenzano amenissimo borgo in riva al Mar Ligure su la riviera di Ponente a 23 km. da Genova. Fra le molte ville bellissimi giardini quelle della riviera sono famose per Pallavicini e Pigoli. In quest'ultima il C. fu ospite del conte senatore Eugenio Pigoli des Gencys. il pi antico e celebre tribunale di Atene la Areopago cui origine fatta risalire ai tempi mitologici, nei quali appunto Giove vi sarebbe disceso (\.;\\\a rerjgia d'Olimpo, in aspetto venei-ando. Pietro Aretino (1492-1550), cosi detto dal luogo Aretino di nascita; fu poeta e autore di una tragedia, di comme,. j. ,. ; 1iil. TT die, di lettere e dialorjki licenziosissimi. Uomo privo di ogni idealit morale, il suo nome sinonimo di corrui

Arem

molto

alto.
K.
If.

nome dell'appartamento

la mieiidclliirco,

alle proprie

dua

il.

id.

il.
IJ.

R. In

una

vii-

'" ^- -

iil.,

v.

.3.

Ju.

Omoio,

v. 78.

ia. v. 70.

G.E.Aprop.sito lei pi-occaso


raeUla.lI.str.G.

Ju. Prologo, v.50.

zioiic e di vizio.

Aretusa ninfa che per isfuggire all'inseguimento del cacdatore Alfeo (cfr.) si rifugi pres.so Siracusa, dove h\. tramntata in fonte. Argante eroe della Gerusalemme Liberala (cfr. Tasso). (Uierriero circasso (dei monti del Caucaso) di straordinario valore, combatt in cento battaglie contro cristiani, finch fini ucciso da Tancredi (cfr.).
i

l.

N. riimavcio
l^^Jlcn.,

(ti

Do4,

nca), str.

R.R.Allacittdi
l-'crrara, III,
^'

"''

Argea

giovinette greche compiangevano la orribile morte di Ettore, non cosi gli uomini il cui valore (la virt greca) infuri poi contro i Medi (o Persiani) suscitando a mille gli croi, che Escliilo (cfr.) cant.
le

greca. Ma ]}io davan

ji,,

argee verdini

ecc.,

omero,

v. 155

le

^''i-

Arg-enta.

cilti

24

Arianna

R. R.

Alla

Argenta

di Ferrara, II.
str. 10.

^j Comaccliio, in

piccola citt a cinque chilometri dalla laguna luogo alto appena quattro metri sul

lunre, con

0.

B.Pel Cliiarone da Civitavecchia, v. bo.


citt

monte clic forma il promontorio dello stesso Argentare nome, sporgente sul Tirreno, dirimpetto all'isola del GiArgivo
^^^^ quasi al confine del Lazio con la Toscana. d'Argo (cfr.), citt della Grecia; e quindi genericameute, greco; e al plurale, Greci. Ammn greca. La donna del Poeta Anima are/iva die. chiusa in un bel tei di Beatrice, quasi Beatrice anch'essa, rinnova la ideale bellezza della donna di Dante ha l'anima greca, atta cio a comprendere e sentire tutta la virt dell'arte e dei fantasmi antichi, ed simbolo della Musa carducciana, la quale nell'eloquio d'Italia infonde gli spiriti e le forme della poesia ellenica .

clima umiao.

,.

R.R. Alla

di Ferrara, li,

n^N

Elle"., (II

Primavere Do-

ricai. str. 10.

Ju.

Omero,
i^_

v. 57.

5g_

L. G.

Catana,

str. 22.

G. E. Per Giusep-

uiio^TognuT,
'

str. 4.
i'^'

(odierna Morea, penisola meridionale della Grecia). campi d'Argo il jN^ 2^i^ ffli- occhi (V Omero vider nei Omero (cfr.) ebbe la grazia di vedere Achille dolce sole apparsogli sul tumulo, ma ne rimase cieco; non vide pi la terra di Grecia (i campi d'Argo). dell'Argolide, regione della Grecia (cfr. Argo); Argollco e quindi, genericamente, greco. Meravigliose forme (stajg^ monumenti) dell'arte argolica cio greca, e Ialina, sono raccolte nei musei vaticani, dopo avere mirato in eterna e calma giovent tanto passare di secoli e mutare

[Mazzoni e Picciola.] citt dell'Argolide nel Peloponneso Argo

di genti

Argonne
tra
i

R. X. ^'aira, XI,
str. ].

regione montuosa del nord-est della Francia, fiumi Marna e Mosa, con passi difficili (cfr. Ter-

(mina

d'etadi

genti sparse).

mopile).

o. B. Alessandria, str. 2.

Arguto
Aria

dall'intelligente espressione del viso.

o.B. All'Aurora,
V. 16. 41.

progenitori dei popoli cosi detti IndoeuAriani ropei. Personificarono, come tutti i primitivi, le forze e fenomeni della natura: popolo di pastori, videro nel i
(cfr. Suria),

Sole

armenti e
'

le

che al suo sorgere metteva in moto gli gregge della terra, un sommo pastore del

'

0.

B.

Canto
o,

di
.

mai
IX,

1.

cielo; e nelle nubi sparse pel cielo, colorate di rosa al sorgere e al calar del sole, un armento di vacche e pep^j.g luminose che al mattino uscivano dai pascoli marini ^ dalle stalle celesti (cfr. Aurora) e a sera vi rientravano.

G. E. Intermezzo.
str. 0.

Arianna

figlia di Minosse e di Pasifae. Innamoratasi di Teseo, mandato con altri giovani ateniesi come tributo al Minotauro, gli oflfr un filo per mezzo del quale c^li pot dirigersi nei meandri del laberinto ed uccidere il Minotauro. Fuggi poi con l'amante che l'abbandon nell'isola di Nasso, ove ella fu amata da Bacco, e fatta sua sposa {giacque in seno al bello iddio).

Ariosto.

Armeni.

Ariosto
pine,

cognome

delhi celebre

famiglia oriunda,

come
km. a

(li

IJologiia (forse

da

IJiosto, localit a circa Hi

di IJologna, no lungi da Pianoro), e al servizio, per varie generazioni, degli Estensi (cfr.Este). Produsse buoni guerrieri e avveduti uomini dafVari (accorta gente di '/nevra e di faccenda), ma chi le diede fama non peritura fu Ludovico, nato in Ueggio d'Emilia nel 1474 da Nicol, clic ivi era capitano della cittadella e che si trasferi circa dieci anni dopo con la famiglia a Ferrara. Anche Ludovico fu poi al sei-vizio degli Estensi come gentiluomo prima del Cardinale Iiipolito, joi del fratello il Duca Alfonso. L'Ariosto non tratt un solo genere di poesia oltre VOrlando Furioso, il poema cavalleresco (cfr. ci)os.) a cui principalmente legata la sua gloria di poeta, egli scrisse commedie, satire, poesie di soggetto amoroso, e poesie in lingua latina (Carmina), onde pu con ragione esser detto la sirena del volnbil tono.

sud

Ju. rro!ogo,y.40. a. n. .Alla citt (li ruriar.i, II,


i-Y.l\.

i.l.II.blr. 2t,25.

App. Dai carniina di L. Ariosto.

Am di appassionato e durevole amore Alessandra ISenncci ved. .Strozzi, che aveva conosciuta nel 1513 e che l'orse spos nel 'rll dopo le veglie e le fatiche poetiche, baci della Locca bella della sua donna erano i^remio ai canti e lenimento all'ardore del fronte febeo (cfr.). Mori [aprir pi non sostenne il guardo) il G luglio 1533 in Ferrara, dove ancora si ammira la sua umile casa. Pochi mesi prima, nell'ottobre del '32, era uscita la nuova ristampa i;U'Orando Furioso con l'aggiunta di sci canti (4G), con spostamenti di materia e in lingua tutta di tipo
:

R. R. Alla citt di Ferrara, II,


str. 25.

R. N. Dietro un ritratto dcll'A.


str. 4.
id.
id. str. 2.

toscano.

Aristofane

v. Nefele. grande filosofo e scienziato dell'antichit. R. Aristotele Tratt di letteratura, di tsica, di storia naturale, di lo-

R.

La guona,
str. 14.

gica, di psicologia, di etica, di matematica, di storin, di politica e di altre discipline. Ebbe ingegno critico, positivo, lrofondo, universale icfr. Stagiraj.

Arlecchino maschera bergamasca, di oscura origine, rappresentazione tipica del servo scemo, ghiottone, pauroso, lepido, riconoscibile per l'abito a scacchi di colori vari e per la testa rasa. Il Goldoni (cfr.) a Kimini, per contentare il brigadier di Spagna, mise insieme (174.3) una spettacolosa azione drammatica intitolata: Arleccnno
inperalore della luna. Anche Arlecchino, come Pantalone (cfr.) e le altre maschere, stato abbandonato dal teatro italiano. .armeni popolo dimorante al sud del Mar Caspio (.\rmcnia'. Gii Armeni sono in parte soggetti all'impero turco, ma di malanimo, si che frequenti furono le insurrezioni,

R. R. Carlo Goldoni, II, str. 4.

iJ.

id.

G.E. Intermezzo,
VII, str.
R. R.
8.

La mietitudel

ra

Turco,

str. 1.

nomate sempre con orrende

stragi di rivoltosi.
si

1'

Europa

piangeva alla notizia delle stragi ma


tervenire in favore degli .\rnieni,

guardava dall'incristiani al pardi lei!

Armida.
1?.

2f)

Arnaldo.

R. Alla citl di l'erraia, III,

Armida

Eroina della Genisalenimc liberata (cfr. Tasso). Fanciulla nin.iuhnana di bellezza aflascinantc, nipote del Mago Idraotc, re di Damasco, esperta anch'essa nelle arti magiche, riusc ad allontanare fal campo cristiano dieci guerrieri, poi a trar seco Kinaldo (cfr.) nella sua deliziosa dimora. Finalmente dopo una lunga serie di vicende prese parte al combattimento col quale si chiude

Vittorio Ju. ICnianucle, str.


9.

il poema. Arminio celel)re eroe germanico che nel 17 a. C. sconlsse le legioni romano condotte da Varo, nelle gole di Tcutoburgo in Germania, e costrinse dopo lunga lotta liomani ad abbandonare quella regione. Fu adorato dai suoi come dio. Gli fu recentemente inalzato un monumento. Stirpe d'Arminio discendenti d'Arminio popolo

L.

G. Brindisi,
str. 12.
id. str. 13, 11.

L.G. Dopo Aspro-

monte,

str. 5.

L.G. Por la rivoluzione di Grecia, str. 7.


id. e

Dopo Asprostr. 8.

monte,
L. G.

Per

la rivoili

hizione

Gre-

cia, str. 7.
id. str. 8.

tedesco. prole d'Arminio ecc. popolo tedesco, io romano (prole di Bruto), nemico d'ogni tirannide, ti saluto e faccio voti {bevo a quel di) che, abbattuti i trenta signori che ti dominano, tu possa unirti in amicizia con l'Italia. Armodio eroe greco che con Aristogitone congiur contro Ippia ed Jpparco, tiranni d'Atene (510 a. C.). Ma rimase ucciso soltanto Ipparco, e i due congiurati perirono vittime del loro amore alla libert. Atene divenuta libera celebr degnamente la memoria dei grandi cittadini. Dopo la congiura di Armodio e del fratello Aristogitone, unito a lui da uno stesso pensiero {i(nanime) di libert, iper colpire i tiranni avevano nascosto le spade entro rami di mirto) Atene non ha veduto giorno [)ii bello di quel della fuga (18G2) di re Ottone di Baviera (cfr. Pireo). Ma l'esultanza per la conquistata libert {d' Armodio il canto] si muta in pianto perch nel marzo 'G.3 e nominato re di Grecia un altro fanciullo barbaro, cio Giorgio, nipote del re di Danimarca, allora neanche diciottenne (y. Appendice).

Jn. A. G. B. Niccolini, str.


-1.

Citt

d'Armadio

Atene.

O.B.ln una
.la

cli!t-

gotica, str.

Armonico armonioso, che d armonia. Labbro armonico bocca dalla voce armoniosa.
Arnaldo da Hrescia
celebre frate riformatore del se colo XII. Ebbe vita avventurosa: predic contro le ricchezze del clero e contro il potere temporale del papa. Quando i Komani cacciarono il pontefice .Eugenio III (114(j), Arnaldo che aveva aiutato con la sua autorit la rivoluzione, sostenne la repubblica romana, durata tuttavia due soli anni per causa di interne discordie e pel ritorno del pajia. Fini arso vivo nel 115.5 in seguito a un segreto

16.
Jii.

G. B. Nir-

colini, str. 0.

L. G. In morte di G.B. Niccoliiii,


str. 3.

accordo tra
l'aibarossa.
F;

il

papa Adriano IV
di

l'imperatore Federico

protagonista

una tragedia

di G. Ii."Niccolini (cfr.).

Arno.

fiiinic
l)at;ii;i,

27

Arpiao
R. R- in
liv.i
-'

Arno

(VUn\h\, famoso por le storielle citt toscane l'Isa. Ila la sua foce nel Tirreno a isa, dopo aver ne bei jiiaui tlieei cliilometri di la da pisani allar}:at() il letto airiiiip(>to delle onde. Tra l'Arno e la Pesa, suo allliiento ili sinistra, su di un po(jnio ridente, a circa .^00 in. sul livello del mare v il paese di Santa Jlaria a Monte {() cava al pensier mio terra rjenlih) Aoxq, la ('anii},'lia paterna del C. dopo molto errare, trov modesta e <inieta dimora jCiiiAUlNl p. 70], tncli le
l'Ili'

ai

Firenze e

,, ''>'\.'!''''

-sano IV
I*i.
'"

sir

i'<-r

nozzo
'*''-

"

'

stato

v.

.'fO.

.rii.ficai-a,..,8tr.l.

sventure domestiche non


di tutte
il

si

abbatterono su

di

lei:

prima
L.
('

misterioso suicidio del fratello di GioRiic, Dante, poco pili clic ventenne (novembre H'). Il disgraziato fu scpolto ((lei tuo suolo ahoracct) sul colle fnveslo di Santa -Maria, dove abitarono poco tempo ancora il padre dottor Michele, la madre Ihlegonda Celli [V uno e l'altro mio parenle) e l'altro fratello Valfredo: Giosu era allora a Firenze. Ma anche il padre di li a i)oclii mesi inori (agosto I8.J.S) non ancor cinquantenne; e il resto della famiglia si riun allora con Giosu. Non Firenze, ma K'oma Mal rechi all'Arno ecc. deve essere capitale d'Italia. In Toscana non crescono piii Non V Arno pi ecc.

Per Val
^'''V^:i!)

*V,'^';i'"'

.state, v.

ao

.Tn.0cara....str.4. I-f'-l'i-'yVaklAr.Tn.Ocaia'..".sti.3

L.

G.Nol G"<-oiitonano di L>uii


a. Cintalonc
e

l
,
^

croi.

de l'Arno Firenze e in Toscana dove a Dante si schiuse la via spiritale dei tre mondi, cio la visione del viaggio nelT Inferno, nel Purgatorio e nel Paradi.so. Sovra l'Arno e sovra il Po a Firenze e nell'Italia
tra
i

Dove

colli

ecc. a

Montanara

^r'n y'"""*''
j,ti-.

App.

Giulio

.ettentrionale.

Perticali, str.3.

Aroldo

nome

sotto

il

se stesso nel celebre

poema:

quale Giorgio Byron fcfr.) adombr Il pellegrinaggio di Aroldo.

0. B. Scoglio

tli

Quarto,

str. 9.

Ii.K. AC. C.iTiandaiiilogli poemi di Byron,


str. 1.

Aron

Israeliti, elevato a tale pi fedeli Cosi in Francia tra gli ecclesiastici potevano essere creati cardinali dal re che mutava cosi loro panni neri in vermifjli.

sommo

sacerdote

,,,,. degli
i

I?.R. I-acliiosa di

..,.

Polenta, str.2'J. o. e. Versagiia,


str. ii.

dignit dal fratello Mos.

id.

tempi in cui la corte di Francia e la cill di Parigi contavano gli anni (Tcre) dalla moda {da le sottane e da i cappelli), il popolo invece dalla fame e dai flagelli che si abbattevano frequenti su di lui. Arpino citt in provincia di Caserta, patria del famoso capitano romano Caio Mario, il quale nato plebeo da una 1ii T /7i ;j N 1 famiglia di contadini (Vnralor a Arpino), pervenne al pi alto grado della milizia (imprrador) e vinse re tedeschi, cio Teutoni e Cimbrirtl02 e 101 a. ('.) popola zioni germaniche minacciarti l'esistenza ili Roma.
quelli
i

Erano

id. str. 12.

id. id.

G. E. Agli amici .'^'""''^ Vallo Ti-

..

benna,

.str.

13.

'

!'

Arqu.
11.

Arqu
Ivi la

28

Euganei
in

Asclepiadea.
provincia di Padova.

R. rieiuonto,
str. 12.

paesello sui

colli

G. E.

La sacra di Enrico V,v. 25.


id.

tomba {l'urna] del Petrarca (cfr.). Arrancando faticando per raggiungere un altro; termine
propiio degli zoppi e degli sciancati. strisciandosi innanzi a fatica. Arridere sorridere con qualcuno; mostrarsi favorevole. Arrigo il magno i);i2)c?-ador Arrigo VII di Lussemburgo, cortese, tjinsto, magnanimo. Eletto nel 1808 e coronato in Aquisgrana l'anno successivo, scese in Italia nel 1.310 e fu incoronato in Roma nel 1312. Cerc di ristabilire la supremazia imperiale in Italia e mentre tentava di sottomettere Firenze e Napoli mor improvvisamente (1313)

Arrembando

L.G. Poeti di parto bianca, V. 19,


24, 25, 184.

a
id. V. 26.

Buonconveuto (Siena) troncando

le

speranze degli esuli

Ju. Brindisi,

XXIX,
l.

str.
ira,

1.

N. ga
str. 1.

V,

G. E. Per

il

77

anniversario della Kepubbiica Francese,


str. 13.

parte bianca (cfr.) artica, nordica, settentrionale, fredda. Artoa Arto - V. Ariois. Artois provincia della Francia, da cui trasse il titolo (conte d'A.) Carlo, fratello del re Luigi XVI, salito poi al trono di Francia nel 1824 col nome di Carlo X e spodestato nel 1830. Celebri erano per la loro ricchezza le stalle del conte d' Arto,
di

R. N. Mito
rit, Ktr.

Ve1.

R. N. All'autore del Mago, str. 2.

leggendario re di Bretagna (cfr.) clie avrebbe difeso il celtismo (cfr. Celti) contro l'invasione anglosassone. Egli e i suoi dodici cavalieri detti della Tavola Rotonda furono oggetto di poemi e romanzi (cfr. epos). uccello acquatico, simile all'anitra selvatica. Arzgola
Art

Asburgo
Asciano

B.N. Faida di comune, .str. 9,20.

del comune di Bagni San Giuliano, in provincia di Pisa da cui dista circa sette cliilometri. I lucchesi si erano impadroniti di Asciano alla fine del secolo XIII.
di

frazione

v.

Absburgo.

0. B. Ragioni metriche, V. 16.

Asclepiadea - strofe formata


detti dall'epigrammatista

versi

asclepiailei,

cosi

intorno al 300

a.

di strofe asci. Il

greco Asclepiade di Samo, fiorito C. In Orazio occorrono ben cinque tipi C. ne riprodusse tre. Uno in due modi:

formando la strofe di tre endecasillabi sdruccioli, pi un settenario pure sdrucciolo (Es. Primo vere ); oppure
endecasillabi, risultanti ciascuno daH'accoppi.idue quinari sdruccioli, pi, come sopra, un si'ttenario sdrucciolo (Es. In una chiesa gotica ). Un secondo tipo di Asclepiadea fu riprodotto dal C, come gi dal Fantoni (poeta del sec. XVIII) formando la strofe di due endecasillabi sdruccioli risultanti ciascuno dall'accoppiamento di due quinari sdruccioli; pi un settenario piano; pi un settenario sdrucciolo (Es. Su l'Adda). \5n terzo tipoifinalmente di Asclepiadea fu riprodotto dal C. con un settenario sdrucciolo, pi un endi

tre

mento

di

Ascra.

20

Aspromonte.

decasillabo sdiiicciolo formato da due r|iiiiiari sdruccioli aceoi)i)iati; i)iii un altro scttcuaiio sdrwci'iolo, seguito da un altro endccaaillalio Cornato coin il piecedente iKs. Ave, 0, facendo precedere l'emlecasillabo al settenario Sole d'inverno). citt della Beozia (Grecia) jircsso l'Elieona, monte Ascra su cui dimoravano le Muse, dette perci vercjlni d' Aacra. Ad esse sono cari i poeti.

Ju.

0.

T.

str. 1,

Ascreo

di Ascra (cfr.). miele d' Ascra la dolcezza della poesia. Mite ascreo l'impari fujUnole ascree di Giove le Muse, le quali erano impari di numero (nove).

n. N. Primavere
Ellcn., (II

Do-

rica), str. 27.

Ju.

XXI.X Brin-

disi, str. 12.

Asia

maggioro delle ciniiuc i)arti del mondo, la culla umano, il luogo donde partirono le migrazioni indo-europee. La Grecia sostenne contro V Asia o pi precisamente contro la Persia una lotta epica, che lini col trionfo dei Greci a Salamina (-ISO a. C.) nell'Egeo (cfr.).
del genere

la

0. B.

Alessan-

dria, str. 18. L. G. Lo nozze -

Secondo semicoro di fanciullo, str. i.

R. K.

La Guerra,
str. 12.

Asiaco asiatico, dell' Asia.


il

Dal verde asiaco pian saese fiume divino della poesia omerica, poich Omero secondo la leggenda sarebbe tglio del dio fluviale Meleto (presso Smirne, Asia Minore) e della ninfa Criteide.

R. N.

Vittore
str. 1.

Hugo,

Asiana d'Asia, asiatica.


Asinella o degli Asinelli il nome della pi alta (m.9S) delle due torri che si inalzano nel centro della citt di IJologna (cfr.), costituendone il pi noto e caratteristico monumento (cfr. Garisenda). Fu eretta dalla famiglia Asinelli tra il 1109 e il 1119 in quei primi decenni del sec. XII, quando in molte citt della verde vallata del Po (cfr.), di tra la nebbia barbarica dei secoli preceprimi governi comunali, denti ormai diradata, sorsero frutto di cause varie e complesse, ma che han sempre per base l'avvenuta fusione dell'elemento romano antico, con quello barbarico-feudale. In quei medesimi anni poi, cuore d'Italia, perch a lei, come il sangue l'.ologna al cuore confluivano a una nuova animazione i diversi delle regioni contermini [cfr. Carducci, Op. I, spiriti era esultante per i privilegi che l'imperatore di p. 7] Germania Enrico V le aveva concessi (1116). etra greca, famosa per cultura e grazia; fn Aspasia amata da Pericle, l'illustre ateniese il cui governo segn il pi fulgido periodo della storia greca. Aspromonte nome delFApennino nell'estrema parte^della penisola calabrese. Culmina in Montalto (1958 m.). storicamente celebre per Io scontro avvenuto su quelle pendici il 29 agosto 1862 tra i garibaldini comandati da Garibaldi stesso, che voleva correre all'occupazione di Roma,
i

R. R. Jaufrc Riidel, str. 2.

App. Per

la sospensione del Donchisciotte,


str. 3.

0. B.

Da Desen2.

zano, str.

O.B. Le due torri.


id.str. 1.

id.str.

1.

App. Da Friedr.
Hlderlin, str.

0. B.

Giuseppe

Garibaldi, str. 0.

Assemblea.
e
0.
1.

30

Asvini.

.soldati dell'esercito italiano ciie

l.

fiiiisoppe
(>.

gli

la

marcia.
Il

11

ribelle

dovevano contrastarsplouUdo rimase ferito e fn fatto


I^i

<!nril)alJi,sti'.
.

))rigioniero.

povero ferito

(i Dopo .Aspi oluoiito.str. 11.

del Varignano (.Spezia).


l'

fu poi cliiiiso nel carcere ricordi che lo scontro d'Aspro-

monte termin per ordine

iJ

11.

amor

di ])alria,

si

di Garibaldi, che vinto dalarrese, non volendo spargere sangne-

italiano.
R. N.

Va

iia,

IV.

Assemblea
Seduta:

l'As-scmblea
e

str. 3.

Fn nn segno

legislativa a Parigi nel 1702. di snperiorit sn la forza mili-

tare, sent(!ndo s essere la patria e la legge. La legislativa comandava la morte, come la Convenzione ordin
la vittoria;

e alle sentenze
p. 437).

rispondevano

fatti

[cfr.

0. B.

Sirmione,
V. 39.

Caijdlcci, Op., IV, Assiduo incessante.

L. G.

A Satan.i,

s;r. 17.

Astarte con qnesto nome Fenici e Siri adoravano nna divinit femminile, moglie di Baal rappresentata in certi paesi sotto la sembianza di vacca. Jl cnlto di
i i

K. X. L" imperat'>redella Cina,


.-..tr.

Astarte era licenziosissimo e volnttnoso; qnindi Astarte anche simbolo di piacere e di volutt (cfr. Adone). Astemio chi non beve vino e bevande alcooliche in genere.

1.

K. R. Piemonte.
.str. 9.

Asti

citt

del

Piemonte sn

la sinistra

del

10.

iJ

str. 10.

.ii.

Alla

lilieit,

IJarbarossa (cfr.) nel 1155 e nel 11G3, sempre dando prove di grande valore, fn nel Medio Evo nna potente repubblica, finch non cadde sotto il dominio dei Visconti, e poco pi di nn secolo dopo (l'29, congresso di Bologna) sotto la casa di Savoia. la patria di Vittorio Alfieri (cfr.) d'Asti (cfr.). Astigiano Vittorio Alfieri (cfr.), violento e Astigiano acerbo

fiume). Distrutta dai Goti di Alarico resistenza, e dne volte da Federico

(404)

Tanaro {sonante dopo Innga

str. 8.

R. N. Fai.la di

Comune, str. 13.

tiranni. aspro contro Astolfo re dei Longobardi dal 749 al 750. Occup l'esarcato di Ravenna e mosse contro il ducato romano, ma il pontefice Stefano II gli si oppose, e con l'aiuto di Pipino, re dei Franchi, lo costrinse non solo a non molestare pili il ducato romano, ma a cedere l'esarcato di IJavenna a Pipino, che ne fece poi dono al papa e ai suoi
i

successori.
L.G, Poeti di parte bianca, V. 4G.

Astor

0. B.

AirAurora,

V. 22, 31. id V. 32.

Autor maniero falco da caccia, avvezzo alla mano. Asvini fratelli gemelli figli di Suria (cfr.) e di nna ninfa che sotto forma di giumenta fu resa madre da nn raggio di sole. Possedevano nn bel carro d'oro (illuminato dalla viva luce del sole) tirato da cavalli rapidissimi, con redini rosee. Sono diana.
i

falco.

id. V. 31.

cavalieri del cielo della mitologia in-

Atavo.

Atro.

tavo

tiis.nvolo; e al i>Iiiialc antenati, incavi.

o.

li.

Da Ditenatr. 0.

/.ariu,

Atene
per

citt

(lell:i

fiiccia, tra

le
i

]i\h

illnslri

del

mondo

(.

1!.

Alcs:inaiv
1

la storia,

le

lettere, le arti,
11

iola per la .sua civilt.

inonninenti, in nna paenito della libert vi lioii in

ili'iu,

1.

(!. V..
ti,

Nostri san-

o nostri
.str. H.

mor-

ogni tempo.

ti,

sacra ira d'Atene J'ersiani eomljattnta dai Greci nel contro e specialmente da<;li Ateniesi; e gli inni e
//

prana
1

(cfr.)

la

la
V
1

guena
C.

.Jii.

Non

vivo...,

s'r. 4.
L. G.

sec. a.

canti della

Lo nozze Secondo scruroio (li fanciulle,


.sti".

vittoria.
it/fnrt

2.

Atene

il

cui

nome

derivato

da

Atena

.hi.

Hambolcstr.
i;].

l'allade, ilea della sai)icnza.

110;

Ateste V. Este. Atlante titano, (ii,^lio di Giapeto e di Clinicne, fratello di Prometeo, condannato da Giove a sostenere sulle spalle la volta del cielo, sfavillante di stelle e di Dei
(d'antri e di di fervente), e <i vivere nella parte N. "W. dell'Africa (Monti Aitante) fra il Mediterraneo e l'Oceano

N.

duo

titani

str.

>.

detto appunto da lui Atlantico (cfr.). Ma egli non per ci desiste dal maledire Giove, e si vanta di averlo vinto e messo in fuga, costringendolo ad assumere le parvenze di un bruto per mettersi in salvo da lui.

\a. str. G.

Flutto d'Atlante

l'Oceano atlantico.
l'Alfieri

Ju. Alla liljoit,


str. 10.

Tu l'implacato aliar ecc. mentre tombe romane e monumenti dell'antica


i

fra

le

id.

la libert, questa fioriva

invocava oltre l'Atlantico, neirAuierica


civilt

settentrionale, dove le colonie inglesi, staccatesi dall'Inghilterra, rivendicavano !a loro indipendenza e proclamavano i diritti dell'uomo e del cittadino.

Atlantico uno dei cinque oceani in cui si sogliono dividere le acque del globo bagna le coste orientali dell'America e le occidentali dell'Europa e dell'Africa.
:

Ju. Cinto di pri-

mavera,

str. 6.

Se Valla marina ara e V insonne Atlantico se naviga in alto mare nell'Atlantico, non mai tranquillo, seml)re agitato (cfr. Elvczio). Athos Ato antico nome del monte Santo, nella penisola Calcidica (nord del mare Egeo).

id.

R. X. Oiuevo, ir,
slr. 4.

figlia di Ciro e, in terze nozze, sposa di Dario, Atossa da cui ebbe Serse ed Artabazo, che ella indusse ad invadere la Grecia.

G. B. NicJu. colini, str. 5. Ju. A. G. B. Nietolini. str. 2.

Neri presar/i ombrar ecc. La famiglia dei re persiani rattristata da neri presag, mentre Atossa invocava l'ombra del morto marito Dario, il quale dal pianto dei suoi servi capi la vittoria dei Greci. Il che narra Eschilo ne I Persiani . Atro nero funesto.
fa

id.

id. str. 3.

Atte.

Atte

32

Aureliana.

G.E. Per le nozze di Cesare Parcnzo, str. 10.


Ju.

attiche,

grcclie.

O. T. T., str.

are alte

altari

greci,

simboli della bella religione

16.
,Tu.

Alla
4.

liberti,

dei Greci, pervasa la terrea attea


le atte

str.

Ju. Poi che


slr. 4,

ma'

Atene. scene la tragedia

da un vivo sentimento della bellezza.

greca,

il

teatro greco.

0. B.

Da Descn-

Attiche

dell'Attica, la pi illustre regione della Grecia;


(cfr.).

zaiio, str. 4.

0. B. Courmayeur
V. 32.

ebbe per capitale Atene


Attingere

O.B.Roiua,v.21.
R. R. Bicocca di

San

Augereau (1757-181G) generale francese sceso Giacomo, con Napoleone I nel 1790 (cfr. Colli).

toccare.

in

Italia

str. 29, 33.

G.E.Ripresa,III,
str. 6.

Augure
il

0. B. Dinanzi lo

torme
R.
l.

di Caracalla, str. 4.

colui che presso gli antichi, osservando il volo e canto di certi uccelli (es. il corvo), o in altra maniera, traeva augurio, cio indizio o presagio di cosa futura. usato anche come appellativo di ci da cui si pu trarre augurio ugure stormo di corvi.
:

Piemonte,

str. 5.

Augusto soprannome di Cesare Ottaviano, quando per primo ebbe conseguita in Koma la suprema autorit imperiale (a. 30 a. G.) in seguito prevalse sugli altri nomi e servi senz'altro a designare il primo imperatore; poi
:

divenne appellativo di tutti gli imperatori romani. Cesare Ottaviano Augusto fu protettore delle lettere e dei letterati. Dopo la caduta dell'impero romano d'occidente (a. 476) e dopo le invasioni barbariche, Roma, da pagana che era stata, risorse cristiana per opera dei ponG.E.U canto
del4.

l'amore, str.

Ju. Sicilia e la Ri-

voluzione,
2.
id.

str.

parecchi l'abbellirono, chiamando a lavorare i pi celebri artisti, rinnovellando cosi Angusto, nella protezione delle lettere e delle arti. Aulente profumato. Aulico cortigiano, appartenente all'aula, o corte; ed anche illustre. Camera aulica chiamavasi il consiglio dell'impero a Vienna. o seduti sugli aulici scanni ecc. o voi che sedete nella camera aulica, che siete i consiglieri dell'imperatefici, di cui

alla corte

pontifcia

Aura Aria. Aurea d'oro.


0. B. Presso l'urna di P.B. Shelley, V. 52.

tore ecc.

Aureliana cerchia mura aurelanc; cosi dette da Domizio Aureliano, l'imperatore (270-275 d. C.) che le fece costruire attorno a Roma per un circuito di 12 miglia. Ancor oggi si ammirano. Lungo un tratto delle mura aureliane, presso la Porta San Paolo (gi Ostiense) il cimitero protestante dove riposano le ceneri di P. B. Shelley (cfr.). Al di l delle mura si stende la desolata campagna di Roma {mesto x>iano).

id.

Aiironzo.

33

Autarl.
stende tra due torU. Cadore, li

Auronzo ifiili,

l)ol

paese cadoriiio

clic si

I{.

liingliissimo, sulla sinistra dell'Ansici, adliientc del

riavc.

Aurora la mitologia indiana (cfr. Aria) fece dell'Aurora una j-as/ore//a del cielo, splendida, ardente, di belle Cornie,
rosea, giovine, agile, fornita di molte vacche 7'osse, luminosc (le nubi), che ella al mattino faceva uscire pel ciclo,

O.C. AirAurora
id. V. l'J. iJ. V. 20.

(perch versassero sulla terra il latte benefico della pioggia) insieme col candido armento delle pecore e con le bionde cavalle, care ai fratelli Aurini (cfr.)- Kr.a sorella alla notte, gelosa di lei; amava riamata il bel fiammante Suria, il Sole (cfr. Suria), ma quando egli era prossimo a raggiungerla, ella scompariva, trasportata dagli Asvini nella regione opposta, dove il Sole, compiuto il suo camm7io, l'avrebbe poi cercata tra i viisteri della sera. Recava agli uomini doni di biade e proteggeva i nascituri. La mitologia greca narra che Aurora, giovine e bella donna dalle rosee braccia, figlia di Ipcrionc e dea del mattino, innamoratasi di Cefalo (cfr.), bellissimo giovine, scendesse su Vlmetto (cfr.) dove egli era solito andare a caccia, e lo traesse a lei su per il cielo, con un bacio.

ili.

V. 21,22. V.
l'.l.

irl.

i.l.

V. 28.

id. V. 3.3.

id. V.

34.

id. V. .38,

40.

R. N. Vondctto della luna, str.

O.B. All'Aurora,
V. 47. id.

V.41.

id. V. 47.

il paese degli Ausoni, abitanti antichissimi delritalia meridionale e di parte della centrale. Il nome di Ausonia fu poi usato per indicare la intera penisola. dalle terre ausonie tutti fuggir gli dei il paganesimo morto in Italia, e il sole, che pei pagani era il do Febo Apollo, ora non pi che una bruta inerte massa sfolgorante di muto fuoco. Auspice augurale, favorevole, di buon augurio. Austria regione che ha dato il nome all'impero situato a N. E. dell'Italia riunente sotto di s regioni e popoli diversi. C4li Italiani ebbero sempre a soffrire da tale vicinanza. Tutti gli Stati d'Italia inviarono nel 1848 milizie nella valle del Po per combattere la prima guerra d'indipendenza contvo V Austria.

Ausonia

Ju.

A Febo Apol^t'"' 5*^-

''"'

id.

id. str. 40.

^-^^ Cadore,
^*^'

ir,

^^'

o.

15.

^^}'^

una botbo di Vn 'al-

tolliiia, str. 2.

Autari

re longobardo dal 584 al 590, prese il nome di Flavio per legittimare la conquista longobarda con il nome della famosa gente romana che aveva dato all'impero molti dei pi illustri e noti imperatori, quali Vespasiano, Tito, Domiziano, poi Valentiniano, Costantino ed altri. Diede unit all'ordinamento militare dei Longobardi, estese assai la conquista, specialmente nell'Italia meridionale: anzi la leggenda narra di lui che si spingesse tino all'estrema Calabria, al Jonio sereno.
Dcoiiaro Carducciano

R. R.

La Guerra.

str. 15.

id.

Autoctono.
0. B. Alle fonti del Clituiiino,
str. 20.
Jii.

34

Avignone.
nato nel paese.

Autoctono

indigeno,

un

c.ivallo,

str. 3.

R.N. Autunno romantico.

Automedonte nome del cocchiere d'Achille peritissimo nel guidare i cavalli appaiati, che il Pelide (Achille) sferzava in riva al fiume Csanto, presso Troia. Autunno romantico detto cosi per contrasto con la Primavera classica (cfr.) e pel sentimento di malinconia
(cfr.)

Automedon

i>

che
R.

vi

N.

Faiii.a

di

Avane

Comune,
11, 15.

str. 9.

B.H. La chiesa di
Polenta.str.lS.

l. fi.

La chiesa

di

Polenta, str.28,
29, 32.

id. str. 29.

castello della provincia di Pisa, in vai di Serchio. Fu prima dei Longobardi (re d'Ilalia) e di poi questi rimangono nel paese ricordi tradizionali dei marchesi, indi dei vescovi di Pisa. popolo di razza mongolica, penetrato dopo una Avari serie di emigrazioni nella valle del Danubio. Il poderoso esercito con cui Attila (cfr. Unni) corse 1' Europa nel secolo V si componeva di uomini di stirpi diverse: n mancavano gli Avari. il principio della preghiera cristiana alla Ave Maria Vergine; l'umile saluto che l'arcangelo Gabriele rivolse a Maria quando scese ad annunziarle che olla doveva concepire e partorire Ges, il redentore degli uomini dal peccato. Disse Gabriele Dio ti salvi {ave), o piena di gracia,

antico

domina.

il

Signore teco, benedetta tu fra


:

le

donne

Maria

disse
la
id. str. 32.

Ecco

l'ancella del Signore, facciasi di


.

me secondo

sua parola

id. str. 28,

K. R. Cadore,
V. 1.

IT,

Ogni giorno prima che spunti il sole e nell'ora del tramonto ogni chiesa cattolica fa squillare una delle sue campane: e quel suono si chiama Ave Maria (cfr. Byron). zampogna. Una zampogna inghirlandata di lauro Avena e di pino fu l'insegna dell'Accademia letteraria denominata Arcadia (cfr.) sorta in Roma alla fine del 6(X) e

fiorita nel settecento.


O. B. Dinanzi Io

Aventino
lio,

terme

di

Cara-

calla, str. 1, 8, 10.

G. E. Agli amici della Valle Tiberina, str. 17.

uno dei colli di Roma fra il Palatino e il Cesu cui la ^jZee romana si ritir parecchie volte durante la lotta contro i patrizi per l'uguaglianza civile. Il colle sacro alla libert ora uno dei luoghi pi solitari e silenziosi di

Roma

ivi gli italiani

G. E. Feste ed
ohlii, str. 4.
id.

dire, inalzato

nn tempio ideale

(secreto

hanno, per cosi


invisibile

al
di

guardo dei mortali)

alla Patria e alia Libert.

L. G. In

morte

G. B. Niccolini, str. 1.

R. N.
str.

Ca
1.

ira,

VII,

Avignone

antica citt di Provenza (Francia meridionale) ceduta nel 1273 da Filippo l'ardito come appannaggio temporale a Gregorio X. Yn campo di aspre lotte tra il pontefice Bonifazio Vili e Filippo il Bello, re di Francia, e sede dei papi dal 130. al 1377. Nel 1791 fu riunita

Aviti.

Fninci..

35

Azzo Novello.

all;i

Sui resti dcH'aiitico p.il.nzzo pontificio

sollia)
/'iu'o?Y,

iii.Tlzaiio

ancora alcuno torri da cui parve .sofliassc \reUa durante la Uivoluzionc Francese, un <?7>t?(c r/t

II

N.
'^

(,a ira,
'

VI',

'"

L'ait-ca treccia di

da parte dei rivoluzionari e dei contro-ri voinzionari. Avignone la bionda testa di Laura

'il'

(cfr. Tetrarca). Aviti - dCKli avi, antichi. Avon fiume dcll'InKliilterra afiiuente della Scverna; ha-

<.

B. Il liutoo la lira.str.C.

U. N. Al sonetto
^^^'-

glia .Stratford, jiatria del

grande tragico Guglielmo

Slia-

'>
iti.

Eschilo (cl'r.) che su rAvon rinac(ine. Allo Shakespeare il sonetto peregrinante fuori d' Italia dov' nato Cu richiamo d'arcani dolori. Avvalla dal verbo avvallare abbassare.
ke.ipeare,
l'

0. E. in
19.

morto

fli

G. Cairoli,

.str.

Aztechi

popolo indigeno dell'America, dalla pelle color giallo-rame. Apparso sul principio del sec. XIV nel Mesun potente impero. Erano agricoltori e possedevano una civilt relativamente notevole, a giudicare dalle rovine di citt, di acquedotti, di piramidi. I\Ia di costumi erano barbari basti dire che sacrificavano vittime umane ai loro di come a Iluitzilopolli, io della guerra. Nel sec. XVI (l,jl'J-L'l) il generale spaglinolo Ferdinando Cortez in nome di Carlo V occup il Messico, che fu poi per tre secoli la parte pi cospicua della Nuova Spagna, nome che servi a designare i vastissimi possedimenti spaglinoli in America. I\Ia nella conquistai! Cortez fu di una ferocia inaudita, compi stragi orrende e sottopose gli indigeni alle pi crudeli e raffinate torture. Lo stesso Gualimozino, ultimo imperatore azteco, dopo avere coraggiosamente difeso il Messico contro l'invasione spagnuola, vinto e condannato alla forca, fu prima steso su carboni ardenti perch rivelasse il luogo ov'erau nascosti tesori. Non fiat. E al ministro che, condannato al medesimo supiilizio, implorava di poter parlare, rispose: Ti pare che io, mi trovi sopra nn letto di rose?
sico, vi costitu
:

0. B. Miranii\r,
str. il.

^'^-

i^tr.17.

id. str. 11.

id. str. 18.

id. str. 20.

[Mazzoni e Picciola]. Azzo Novello Principe di casa d'Estc (cfr.), valoroso guerriero. Figlio di Azzo VI, che fu primo signore di
Ferrara, dovette combattere ben diciotto anni per ricuperare quella signoria perduta nel 1222. Fu in lotta continua contro Ghibellini dell' Italia settentrionale e capitan una parte dell'esercito collegato contro Ezzelino da Romano (cfr.). Pu dirsi il fondatore della potenza della sua casa. Mori nel 12G4,
i

K.

R. Alla
^i
"^^

citt
II,

Fcnaia,

Babieca.

3C

Baiardo.

B
R. N. Alla Rima,
str. G.

G.

E,

Feste

ed

oMii, str. 2. R. N. Tri ma .oro Ellen.dl Dorica),


sti'. 5.

Babieca il cavallo del Citi, soprannome di Kodrigo Diaz de liivar, eroe leggendario spagnnolo che s'illustr nelle Mori (sec. XIl. Intorno al Cid fiorirono guerre contro romanzi e poemi. Baccanti sacerdotesse di Bacco recanti in mano e in testa fiori. Per l'eccitamento di che erano pervase, baccanti sinonimo di donne licenziose, scostumate, dissolute, prese da smodato entusiasmo (cfr. evia).
i

O. B. La torre di

Nerone, str. 2. O.B. In una clresa gotica, str.


10.

Bacchilide

poeta

greco nato a Geo, isola fra

le principali

delle Cicladi (Mare Eneo). Fiori intorno al 400 a. C. In poesia fu seguace di Simonide, suo zio, e, pi che per

0. B. Alla mensa dell'amico, str.


2, 3.

Ju.

O. T. T.,

str. 3.

0. B.

La

torre di
slr. 3.

Nerone,
0.

B.

Alessan13.

vigore di concetti, notevole per eleganza di forma. Ci restano di lui poclii frammenti, nei quali egli canta l'allegria, gli amori, il vino, la pace (v. Appendice). figlio di Giove e di Semele, detto anche grecaBacco monte Binomio, cio il rumoroso; dio del vino e perci figuratamente il vino stesso. Ebbe vita avventurosa fin dalla nascita, quando Semele incinta, atterrita dai tuoni, dai lampi e dalle fiamme con cui Giove le appar improvvisamente, aborti, si che il neonato sarebbe perito nel fuoco se Giove stesso non l'avesse salvato. Fattosi adulto, insegn agli uomini la coltivazione della vite e fece in India una spedizione rimasta famosa.

dria, str.

Badesi
.In.

Bambolo
fctr.

Badiale
Baffi

di Baden (v. Guglielmo) termine scherzoso per dir


versi

grande.

ne,

1.

R R. Carlo Goldoni,
III, str. 3.

Giorgio Alvise Baffo, poetastro veneto morto nel


licenziosissimi
in
(cfr.).

scrisse
il

Goldoni mondi.

il

1768, dialetto e os criticare prototipo dei verseggiatori im-

R. N.

Vittore
str. 5.

Baiardo

Hugo,
str.

R. N. ^'a ira, X,
1.

Pietro du Terrail, signore di Bayard, detto il cavaliere senza macchia e senza paura; il suo nome simbolo di valore e di virt guerresca. Nato nel 1475 nel castello di Bayard nel Delfinato (Francia), fu paggio del Duca di Savoia; accompagn Carlo Vili nella sua spedizione in Italia (1494j ove torn poi con Luigi XII (1499)

che lo nomin luogotenente generale del Delfinato. Francesco I, successo (ll) a Luigi XII, dopo la battaglia di Jlelegnano (settembre ll.) si fece da Baiardo consacrare
cavaliere.
Il

80 aprile 1524 a

Romagnano

Sesia, ritiratosi

Balcan.

37

Bambolone.
G.
li;.

dal coniando il Honnivcf, perdio ferito, il prode IJaiarclo assunse il conianilo dell' esercito Crancesc e salv la ritirata contro rI imperiali vincitori, ma perdette la vita. Ai soldati che lo sostenevano moribondo, disse: Tenetemi con la faccia volta al nemico >. Balcan IJalcani, catena di monti a sud del Danubio inferiore, nella parte pi orientale della regione che da essi prende il nome di lialcanica. La regione Balcanica abitata da popolazioni di razze varie che nel passato hanno sostenuto epiche lotte specialmente contro gli oppressori
i

La sacra

di

Uiiiicu V, V. 8.

Ju. Siciliao la ni-

voluziono, al
14.

Turchi e anche oggi la lotta non finita. Baldo cresta d monti che s'inalza a oriente del Garda fra il lago (cfr. Benaco) e l'Adige: ha un caratteristico aspetto scuro (sopraccrjlio torbido) e protegge paltrnamenle dai venti la penisoletta di Sirniione. Balilla soprannome del giovinetto popolano Giovan I5attista Perasso, il quale, nel ITld, indignato per aver visto un ufficiale austriaco menar bastonate sui popolani genovesi del quartiere di Porteria! cfr.), durante il trasjorto di un mortaio, gli scagli un sasso, dando cosi priiicii)io alla ribellione che cacci da Gc^iova gli Austriaci.

0. B.

Sirmione,
12.

V. 11

Ju.
.Ju.

Il

Plebiscito,

str. 14.

Sicilia o la Pivoluzioiio, str.


7.

dal ligure il sasso lanciato V incalza il sasso ligure Balilla di monito ai Tedeschi, e accende alla lotta gli
Italiani.

.Ju. 11

Plebiscito,

str. 14.

Ballata

canzone

(cfr.)

a ballo, cos detta j)ercli con


la

sica e canto

accompagnava

danza.

muuna forma di

R. N. Ballata lorosa.

dei

poesia lirica

mente nel
detta

di origine tutta italiana, fiorita s])ecial'300 e nel '400. Consta di una introduzione

versi, poi

, raramente composta di pi di quattro un numero indetcrminato di strofe (e anche di una sola) tutte ugualmente costituite. Ciascuna strofa suole comporsi di tre parti: due mutazioni di due tre versi ciascuna, pi una volta conforme alla

ripresa
di

ripresa.
I

romantici

(cfr.)

significato, ballata,

tedeschi chiamarono con tutt'altro una narrazione poetica di contenuto

R.N. Il re

di Tuie

storico e leggendario, in versi agili. diminutivo di ballata (cfr.), usato insieme con Ballatetta t bailatina , ballatclla , ballatuzza per indicare le ballate brevi o di versi corti (non cndecassillabi). striscia bianca che hanno certi cavalli all'estreBalzana mit di una o pi zampe. Anche termine araldico per indicare un'insegna col campo tagliato per traverso, d'un colore sopra e d'un altro sotto. Bambolone nome fantastico e convenzionale sotto il quale si nasconde un letterato amico di Pietro Fanfani (cfr.) e della sua consorteria, satireggiato dal Carducci anche nel sonetto Il Burchiello (cfr.) ai Linguaioli . Bambolone era collaboratore del giornale Il Passatempo avverso al C. e agli amici pedanti (cfr. pedanti).

L.

G.

Poeti

di

parto biaiic.T,
V. 98.

P. R. Bicocca di

San Giacomo,
str.
1(5.

.Ju.

A Bambolo-

Bando.
15.

Bando

38

Bastig'lia.

U. Janfr Kud.l, str. 10.

chiamata.
bando

iovissimo

ultima

chiamata, cio Giudizio Uni-

versale.

R.N. Faida di Comune, str. 6, 23.

Banduccio

di Buonconte uomo di gran credito e .senno in Pisa. Prese parte valorosamente alla battaglia della Melo-

Ju. Sur un canonico, ecc. str.

ria (1284) contro Genova. Al tempo di questa Faida (1814) aveva GO anni di et. Fini decapitato da Castruccio degli Antelminelli perch contrastava alla sua signoria (131C). Baraballo v. Carafulla. Barabba ladro ed assassino che il popolo ebreo tumultuando volle salvo dalla croce invece di Ges Cristo. In ebraico barabba significa * tglio della vergogna .

G.E. Heu Pudor,


III, str. i.

Barattare

trar proftto illecito dagli ufci pubblici, mercanteggiarli ; sfruttare l'altrui attivit e l'altrui iniziativa illegittimamente e disonestamente.

Ju. A.
20.

Vittorio
str.

Emanuele,

Barbarossa v. Federico. Barberino di Jlugello paese toscano in provincia di Firenze. Diede itali esempi di valore nel 1819 quando Garibaldi (cfr.) lasci Poma per muovere alla volta di Venezia, che poi non pot raggiungere. Un'insurrezione tent allora di dar man forte alle ormai esauste forze garibaldine, opponendosi a Francia tutta, cio all'esercito francese che aveva costretto la repubblica romana ad
arrendersi.

Canzone
gnano,
Ju.

di
str.

Le5.

Barbuta

elmo con visiera che scendeva

fino al

mento.

A un
.3.

filosofo,

str.

Bariglione - vaso di legno simile a un barile, chiuso da doglie, che serve in generale per contenere salumi o
pesce. Bartolini Louisa Grace donna di molto ingegno, dotta di lingue e letterature straniere, autrice di Pime e Prose proprie, traduttrice dei canti del Macaulay e del Long-

L. G. Alla Lousa

Grace
lini.

Barto-

fellow (poeti, inglese il primo, americano il secondo, del sec. XIX). Nata a Bristol (Inghilterra) nel 1818, spos r italiano Francesco Bartolini e visse quasi sempre in Italia, dove mor nel 1865 a Pistoia. Poetessa di singolare valore, ella fa pensare alla greca Corinna (cfr.), vissuta in altri luoghi e in altri tempi (die altr'aer e altro secolo accolse). romanista tedesco del sec. XIX; pubblic Bartsch (Karl) Romanze in francese antico. Da una di queste ha

id. str. 5.

R. X. Gherardo e Gaietta.

tratto
L. G. Alla

Louisa

Bassa
Bassi

trib

il

C.

Gherardo

e Gaietta

>

(v.

Appendice).
Barbari.

dell'Africa occidentale.

Grace Bartolini, str. 15.

Ugo

- v. Bologna.

G. E.

Per Edoardo Corazz ini,


str. 2.
II,

Bastiglia

G. E. Ripresa,
slr. 4.

grande, vecchio edificio di Parigi, che serv per lungo tempo come prigione di Stato. Fu abbattuta in una sommossa il 14 luglio 17'J dal popolo francese, infiammato da Camillo Desmoulins, avvocato, giornalista e focoso oratore, ostiiissinio alla monarchia borbonica che

Bvare.

il

39

Bellosguardo.

avcv:i in quei giorni licenziato viso alia parte popolare.

ministro Neciitr, beneL.

Bvare
le

di Baviera. re di i sospettosi indugi del oblique bacare dimore Grecia Ottone di Baviera a portare aiuti ai Tssali insorti, induci eiie furono poi vinti per l'attefigianiento dei Greei.

G. Nei primi giorni dfl 1862,


fatr. ').

Bavarico

di

Baviera.

L. G.

la fuga di re Ottone di Baviera dalla bavarico esiglio Grecia (18G-2) (efr. Pireo). nome di un poetueolo vissuto in Roma al tempo Bavio di Orazio e di Virgilio, dei quali pretese criticare l'immortale poesia. Il nome di Bavio e quello del suo simigliante coetaneo Mevio, sono passati in proverbio per indicare poetastro e criticastro. v. Dante. Beatrice

Por 1.1 rivo hi z u II o di


i

Grecia, str.
I?.

5.

S. Al Sonetto,
str. 4.

Comandante nel 1702 della fortezza Beaurepaire (1740-?2) di Verdun (efr.). Quando gli fu intimato dal Consiglio municipale di consegnare la citt ai Prussiani che l'assediavano, piuttosto che arrendersi ai nemici della patria, come pretendeva anche il Consiglio di guerra, si uccise, rifiutando di vivere oltre l'onore, cio di sopravvivere alla resa da lui reputata disonorevole. Dalla Convenzione gli
furono decretati onori divini. valletta ad occidente di Jlantova, appena fuori Belfiore della citt, dove l'Austria (efr.) impiccava i patrioti italiani; Enrico Tazzoli, Carlo Poma, Tito Speri (1852), Pietro Calvi (efr.) sono i martiri pi famosi immolati a l'avvenir d'Italia su quell'altare (ara). del Belgio (efr. Crociato). Belga

R.

N. 9a
str. 3.

ira,

V,

B. R. Ca lore,
V. 71, 72.

II,

id. V. 70, 72.

G. E. Nostri sannostri ti e

Belisario

generale di Giiustiuiano, imperatore d'Oriente. Vinse i Persiani e i Vandali che minacciavano l'Impero, e i Goti (a. 539 e 540) che avevano occupata l' Italia. Narra la leggenda che fosse poi accecato per ordine dello stesso imperatore e costretto a mendicare per vivere gli nltimi anni della sua vita. Uno dei primi (173-1) lavori drammatici del CJoldoni (efr.) si intitola Belisario . gesuita e cardinale, dotto Bellarmino Eoberto (1542- 1G21) conservatore della Biblioteca Vaticana, sarebbe divenuto papa, se non si fosse temuta dai cardinali la dominazione dei gesuiti. Scrisse molte opere di carattere filosoficopolitico, sostenendo il principio che la potest civile viene da Dio. Compose anche un catechismo assai noto; per cui Bellarmino divenuto sinonimo di catechismo o

morti, str. 4.
E. R. Carlo Goldoni, II, str. 2.

Ju. Sur

un canonico ccc.s r. 6.

di

dottrina cristiana.

Bellosguardo

colle

toscano vicino a Firenze, dove


inni
<

in

una

L. G.

Per

il

tra-

villa deliziosa

Ugo Foscolo dimor

circa un anno (1812-13).

sporto delle reliquie di

Nel secondo degli

Alle Grazie il Foscolo pone la scena proprio sui poggi di Bellosguardo-

Ugo
.

Foscolo, str.

Beltrano.
N.
passo

di
e,

40

Berengrario.

1{.

11

Belirano (don)

Honcisvall
str. 1, 4.

id. btr. 10.

nome di un cavaliere spagnuolo che combatt coi cristiani contro i Mori o Saraceni a Koncisvalle (cfr.i, dove cristiani erano stati sorpresi. Rimasto egli separato dai suoi nelF ardore del combattimento, cadde morto in un prato. La leggenda ci mostra il vecchio padre, che aveva quclTunico figlio, errare in preda al pi angoscioso dolore, in cerca del figlio o del suo corpo.
i

Bembo
G. E. Canto del-

l'Amore,

str. 1.

celebre letterato veneziano, Pietro (1470-1547) vissuto gran tempo a Roma, cardinale alla corte pontificia. Scrisse molto, in lingua italiana e latina, sempre

elegantemente
versi
latina.
O. B.

ma
di

dell'arte, l'imitazione: del


italiani,

freddamente, perche credeva il sommo Petrarca per chi scriveva in Cicerone per chi scriveva in prosa
del lago di Garda, forse derivatogli dove oggi il paese di Garda

Sirmione,

Benaco

antico

nome

V. 3.

da un'antica

citt situata

O.U. Da Desenzano, str.


25.
.3.

O.B. Sirmione.

V.

O. B. Da Desonzano, str. 17. 0. B. Sirmi one,


V. 4. 5, 6, 7.

O. B.

Da

Deseii5.

zano,

.str.

(cfr.), e detta appunto Benaco. Il lago formato dal fiume Sarca che ne esce poi col nome di Mincio (cfr.) maravigliosamente bello ed il pi vasto d'Italia. Le sue acque chiuse Ira i monti hanno di solito un particolare colore azzurro che diviene cVarrienio al lume della luna, o sotto il sole di cui rifrange i raggi. Le sponde {gli orli nitidi) occidentale e meridionale sono ricche di vegetazione di olivo (2}lacido, perch simbolo di pace) e di lauro {eterno, perch l'alloro sempre verde); la orientale rocciosa e meno ridente. Pi in alto vi si coltiva anche la vite.

CE. Intermezzo,
VII, str.
10.

dell'illustre e patriottica famiglia Cairoli. Benedetto Nato a Pavia nel 1825 fece le prime armi per l' indipendenza italiana nel 1848 come volontario. Venuto il '59 fu dei Cacciatori delle Alpi e prese viva parte a quella serie gloriosa di combattimenti garibaldini. Nel '60 fu dei
Mille, nel '66 fece
tino, nel '67

30 anni, fu zo 1878) e del Consiglio dei ministri (24 niarzo-19 dicembre '78; 14 luglio '79-29 maggio '81). Il 17 novembre '78, a Napoli, fu ferito, per salvare dall'attentato di Passanante, re Umberto, del quale ebbe l'amicizia pi viva e costante. Mori nel 1889, cavaliere dell'Annunziata.
K. E. Bicocca di

con Garibaldi la campagna del Trencombatt a Mentana. Deputato di Pavia per Presidente della Camera dei deputati (8 mar-

Berengario

San Giacomo,
str. 21.

due re d'Italia, durante quell'agimorte di Carlo il Grosso (888), ultimo discendente di Carlo Magno. Berengario, marchese del Friuli (odierna provincia di Udine) balzato e primo re italiano, ebbe vita avventurosissima tre volte dal trono, tre volte lo ricuper, finch mor asdi

nome

tato periodo di storia italiana che segui la

Bernardino.
snssinrito (888-923).

41

Bezzecoa.

Da costui discese per parte di madre un secondo I{(M-engario, niarclic.se di Ivrea (Piemonte), die ehbe t'.i')0) la corona d'Italia {il. srrlo) e che lott tutta la vita per conservarla contro Ottone I di .Sassonia, imperatore di Germania, al quale disgraziatamente si ma invano, perch Ottone fu proflcrsc pcrtno vassallo alla (ine riconosciuto re d'Italia dai grandi vassalli riuniti a Pavia (%!). Berengario tent resistere ancora, ma poi, confinato in Germania, dopo breve tempo mori. letterato e poeta, nato a Bergamo Bernardino Zendrini nel is.i'.t e morto nel 1871). Fu uno di quei poeti che, secondo il C, sonosi messi a covar l'ova della poesia lo util novo Ialino (italiano) popolare e, come il Ber:

If.

.San

H. Bicoccii rii Giacoiuo,

str. 21.

G. E. Canto dell'

Itiilia

iti

che v;i C ani pi doid.

glio, Htr. 5.

Bertesca torricella
titicazioni

toldino

(cfr.)

della favola,

hanno fatto.... una con feritoie posta in cima

frittata.

alle for-

JJ.

N.

Il

passo

(li

medioevali; bertesca infida, bertesca perico-

Koncia valle,
str. 7.

losa a salirvi sopra.


situato in i)rovincia di Forl, sopra una altura ridente, a mezzogiorno di Forlinipopoli. visibilissimo dalla strada (errata e dalla via Emilia, a destra di chi viaggia verso il mare. personaggio (orcntiuo della famiglia Frescobaldi, Berto che, adiratosi contro Giano della Bella (cfr.), postagli la mano sul naso, diss( ad alta voce che gliel taglierebbe

G. E. Ripresa, III,
str. 5.

Bertinoro

paese

K.

1{.

La Cbiosa

di Polenta, str.

26.

G. E.

Meni in isso honet, str. 4.

se avesse avuto cotanto ardimento di cozzar seco [AmjliRATO, htorie Fiorentine, cit. dal C. nelle Note ai G. E.]. Lo schiaffo che Berto die a Giano non quindi l'atto materiale che si suol indicare con questo nome, ma piuttosto
l'offesa, l'ingiuria, l'umiliazione.

id.

Bertoldino
dalla

di giovane grossolano ed ingenuo, creato letteratura popolare. .Secondo la favola, avendo veduto un'oca che stava in un cesto grande a covar l'ova, e la fece levar su e esso entr nel detto

tipo

G. E.

nostra

l'Italia

Canto delche va

in glio, str. 5.

Campido-

cesto in atto di covare et alla prima ruppe tutte l'ova. [G. C. Cuoce, Piacevoli e ridicolose semplicit di Bertoldino, cit. dal C. nelle Note ai G. E.]. Ecco dunque perch Bertoldino pu rilenersi fratello delle oclie.

Bertrando
B. e T.

Bonamici

v.

Rudel.
e Tribolati.
L. G.

Per nozze
G.

Alice Tribolati, sorella d'uno dei pi cari amici del C. (cfr. Felice) and a nozze con Francesco Bonamici giovane di molti studi e di ingegno anch'egli in gr;inde famigliarit col C, che fra il 1853 e il 1850 studente a Pisa soleva frequentare la sera, con quelli e con altri
amici,
il

B. e T.
id. str.

caff dell'

Bezzecca

del Trentino, famoso per la vittoria ivi riportata da Garibaldi nel luglio 1G0 contro gli Austriaci ; vittoria che cost la vita di 1500 garibaldini, ma che non valse purtroppo a riunire il Trentino all'Italia.

paese

Ebe

O.B. Saluto
lico, V. 13.

ita-

Bianca
K.N.

rag'azza.

42

Bicocca di San Giacomodamigella


di Souibrciiil,

(,a ira,

VII,

Bianca ragazza

l'eroica

che fu

^''- ^'

G.E.lotriumphe,
^^^- ^-

costretta dagli ef'erati autori delle stragi del '92 a bere una tazza di sangue umano per avere salva la vita del padre suo, promessale soltanto a quel prezzo. Ella imagine della Francia salva dal sangue dei suoi stessi figli versato, quasi ad espiazione e a salvazione. Bianchi Nicomede storico ed erudito, nato a Reggio Emilia nel 1818, morto a Torino nel 1886. Ebbe amico il Cavour. Nel 1871 fu eletto sopraintendente degli archivi di Stato piemontesi, dai quali aveva attinti e attinse abbon-

dantemente, ma non imparzialmente, per le sue opere storiche; alcune delle quali, come quella che si intitola Vicende del Mazzinianismo politico e religioso dal 1832 ni 18.54 , volte a denigrare il Mazzini e la parte repubblicana. Degli altri suoi libri di storia, citeremo la Storia documentata della diplomazia europea in Italia dal 1814 al 1861 e la Storia della Monarchia Piemontese dal 1773 al 1861 rimasta incompiuta. Insieme con Filippo Antonio Gualterio {U orvietan - cfr. - viarchese) e con Pasquale Villari, forma il gruppo degli storici contemporanei del C, ai quali -dice per celia il Poeta -Tacito (cfr.), il grande storico latino, deve cedere il posto. R. \. All'Autore Biancofiore nome di fanciulla (comune nel trecento) che del Mago, str. Severino Ferrari (cfr.) nel suo poemetto Il Mago richiama a figurare la ispirazione amorosa del canto inutilmente sognata e cercata. Bianore v. Manto. 0. B. Sogno de- Bice nome della maggiore figliuola del C. nata in Firenze '' ^'- (dicembre 1859, in una modesta 2^overa casa di via o^k'p ^V^^' dell'Albero, quando il padre ventiquattrenne, noto solze di mia figlia', tanto in un ristretto cerchio di amici, era costretto per str. 1. vivere a dar lezioni private: soltanto alla fine dello stesso mese fu nominato professore di greco nel liceo di Pistoia, e l'anno dopo chiamato dal ministro Terenzio Mamiani alla cattedra di lettere italiane nell' Universit di Bologna. Il crescere della figliuola segui passo passo il crescere della fama del Padre, si che quando il 20 settembre 1880 la dolce fanciulla and sposa in Toscana al prof. Carlo BcR. R. Colli toscaiii, V. 5. vilacqua, di famiglia lucchese e insegnante matematica nel liceo di Arezzo, gi da tre anni era uscito per le stampe il primo volumetto di Odi Barbare (cfr. Camena). R. R. Bicocca di Bicocca di San Giaconno luogo storico in provincia di San Giacomo. Cuneo, poco lungi da Mondovi presso la confluenza del Tanaro (cfr.) con la Corsaglia (cfr.). La Bicocca e i luoghi id str. .33. intorno, furono tealro di combattimenti (aprile 179G) tra id.str.7. Francesi guidati da Napoleone (cfr.) Bonaparte e i Piemontesi comandati dal generale C'o//i (cfr.; e videro l'inid str. 2 id str 7. dita mina della monarchia piemontese. Davanti a una chiesetta si vedono ancora le tracce di un ridotto (cfr.). In id. str. 3, 1,
>>,
'

Biella.

le

43

Bitinico.

(|in.'i

pressi, nell'agosto 1891, re

dopo
Biella
in

Umberto pass in rassegna grandi iianovrc,seimi/o soldati, quasi tutti Alpini.

|{

li.

San
8tr.

liicocca (li Giacuiilo,


;J8,

4.

citt iiidr.sti'ialc. situata in torritorio tVrtiiissinio

1{.

Piemonte,

provincia di Novara. Vi abi)ondano le faijijriclio di non ni.incauo odicinc meccaniclio e mctaliurgiclie. Conta nella sua storia due memorandi saccheggi fatti dagli Spaglinoli, il primo nel 1(};57, durato 28 giorni, K ;5i), d irato giorni. E patria dei due il secondo nel generali piemont( si, Alfonso e Alessandro Lamarmorachc ebbero tanta parte nella storia del nostro lisorginiento. Nelle vicinanze, a ]\Iosso Santa Maria, nacciue (Quintino Sella (18-27-1884) da famiglia clic possedeva una fabbrica di panni \,il lungi operoso tessitov di Biella). Ingegnere, deputato al Parlamento, finanziere di prim' ordine, pi volte ministro delle finanze del Kegno d' Italia, Q. Sella nel 1878 fu costretto a dimettersi con tutto il ministero, avendo la Camera respinto alcune sue nuove imposte:
tessuti e
-I.'5

str. 7.

O.

B Roma,

nel

1881

tent, senza

riuscirvi,

la

composizione

di

un
R.N. Faida
di

ministero da lui presieduto. Bintina borgo in provincia di Pisa, dove nn tempo le acfiue non regolate si allargavano stagnando in palude. 11 \i\o Magno, solito a danneggiare Unti (efr.) con piene disastrose, si gettava nel palude di Bintina. Bifori bifore finestre acl arco interrotto e sostenuto da nna colonnina centrale. Nel duomo di Modena, ornato di bifore, si entra per un gran portale sporgente, ai cui lati stanno due leoni di granilo recanti sul dorso le due colonne che reggono la parte superiore del portale. E que-

Co10.

mune,

&tr.

R. N. Era un giorno di festa


str.
1.

sta una caratteristica delle chiese lombarde, cio di stile lombardo o romanico. Davanti al duomo di Modena si apre nna piazza dove ha luogo il mercato.

Bilanciare

reggere, sostenere.

0. B. Scoglio di

Quarto,

str. 6.

Bimare

bagnato da due mari.

L.

G.

Roma
str. 1.

morte,

Bindi e fiorentini comunissimi in antico, designanti artieri e accademici.

Lapi nomi

R N. San Giorgio di Donatello, str. 2.

Bisanzio

antico

nome

e pretensiosa sua capitale naturale; e invece le han dato una capitale che per la corruzione, la disonest, la pochezza di clii vi siede al governo, merita piuttosto il nome di lisanzio che quello glorioso di Roma. Bitinico di IMtinia, regione dell'Asia Minore, tra la Propontide (Mar di Marmara) e il Ponto Eusino (Mar Neroj: i Romani ebbero con la Bitinia commercio assai attivo

romano d'Oriente si decadenza sino al sopravvenire dei Turchi Impronta Italia, ecc. L'Italia indiscreta

Costantinopoli, dove l'impero trascin nella corruzione e nella


di
(1453).

G.E. Per Vincen-

zo

Cai desi,

str. 7.

cliiedeva

Roma,

la

0. B.

Sirmioiio.

V. 28.

Bizantino.
R. R. La chiesa

Bizaniino

44

Bologrna.

di

Polenta,

str. 12.

nome di quello stile d'arte venuto da Bisanzio Costantinopoli, e fiorito dal V al XIII secolo. sua caratteristica la decorazione a musaico che d alle figure un rigido aspetto ingenuo, proprio del resto di tutta l'arte medioevale. In Komngna, Ravenna ricca di monumeuti
bizantini.

i;.

R. Jaufr Rudcl, str. 1, 3.

Blaia

nome

italianizzato

di

Blaye, terra

di

la riva destra della Gironda, feudo di Jaufr

Francia su Kudcl (cfr ).

Ju.

Sicilia e la Rivoluiione.
str. 4.

Boemia

R. N. Sui e a rupi di Marengo,


str. 10.
id.

regione dell'Europa centrale nel bacino della Moldava, affluente dell'Elba. Ora fa parte dell'impero austro-ungarico, di guisa die i soldati che l'Austria teneva in Lombardia e nel Veneto prima del '59 e del '6(5 venivano anche di Boemia. Nel medioevo i re (regi) di Boemia e di Polonia erano alti dignitari dell'impero germanico [il santo impero)\ stavano affianchi dell'imperatore e regrjecano
lo scettro e la sj^iada.

id.

R. N. La leggenda di Teodorico, str.


'3.

Boezio Severino filosofo romano. Accusato di alto tradimento, fu da Teodorico (cfr.) fatto incarcerare ed uccidere (5'24). Scrisse in carcere il celebre libro De consolatione philosophiae . Secondo la leggenda il santo viso di Boesio, irradiato dallo splendore del martirio, appare all'orizzonte, a minacciare e a terrificare il suo uccisore Tcodorico, che negli ultimi anni di vita assalito dal rimorso e dalla paura. Boezio egli di cui fio cidto il nome ecc. di Boezio fu a lungo celebrata la memoria a Pavia (citt sul Ticino) dove egli era vissuto alla corte di Teodorico, mentre scitico verno (lo squallore della dominazione dei Goti, provenienti dall'Europa orientale Scizia) opprimeva

L. G. In morte di G. B. Niccolini,
str. 3.
id.

id.

G.

E.

La saera
V,

r Italia. Bofonchiando

brontolando, borbottando.

di Enrico V. 46.

K. R. A. Scandiali.

Boiardo Matteo Maria (14341494)

no, str. 2. R. Alla citt di

Ferrara,
str. 25.

II,

N. Davanti San Guido,


str. 1.

0. B. Nella pi.izza di San Petronio, V. 1, 2.

poeta, riformatore dell'epopea cavalleresca italiana. Nacque a Scandiano (cfr.) presso Reggio Emilia, ma pass gran parte della sua vita a Ferrara presso gli Estensi. L'opera alla quale afldato il suo nome il poema che s'intitola Orlando Innamorato dove con novissimo esempio ai personaggi del ciclo carolingio sono dati sentimenti e passioni di (incili del ciclo bretone (cfr. epos). villaggio maremmano, nel comune di Castagneto Blgheri Carducci (provincia di Pisa) dove il dottor Michele, padre del poeta, esercit l'arte di medico in condotta per ben undici anni (1838-1849). fiumi SaBologna citt situata lungo la via Emilia tra vena e Reno Guarda a mezzogiorno su colli ridenti che ha vicinissimi, e a settentrione verso la grande pianura del Po. I portici che si aprono lungo i lati di quasi tutte

Boloenia.

"IS

0. B.

Bologna,
Sogno de-

medesime per lo pi strette e spesso torselciate a ciuttoli, il frequente color bruno dei j. ,. .i TT (alibricati, le danno nn /osco aspetto. Vane loi-n secolari, talnne coronate di merli, la ornano ancora, avanzo
II*

vie, lo vie

liiose
,,

,,

^.

,.**,'.'''x n'"'O. b. Nella pia/./a di s. Putto-

"io, v. 1,5.

moltissime clie remavano nell'et di mezzo qnando ogni famiglia gentilizia ne levava nna sn la propria casa a difesa sua e della sua fazione. Nel centro della citt si apre un'am])ia jiiazza [fro) elio reca sui quattro lati le moli cupe di poclii grandi e severi edifci antichi, costniiti in hitjta pietra o in mattone briio- rossastro : a ponente il Palazzo pubblico formato di due palazzi (sec. XIII e XV) riuniti insieme; a levante il portico de' Banchi col sovrastante cdilicio (sec. XVI); a mezzogiorno il sotenne tempio di S. Fetro7iio {q'v.) e il Palazzo dei Notai (sec. XIV e XV); a settentrione il Palazzo del Podest (la facciata, cominciata alla fine del sec. XV, ebbe vari successivi rifacimenti) munito di una bella torre quadra e merlata detta - dell'arringo . Dietro il Palazzo del Podest, ma strettamente congiunto con esso, sorge un palazzetto, costruito sul principio del sec. XIII, dove consoli (cfr.) del comune guelfo di Bologna tornando vincitori dalla Fossalta il 20 maggio 1249 (cfr. Peno) chiscro prigioniero la pi ragguardevole preda di quella giornata, il tglio dell'imperatore Federico II, Enzo re di Sardegna, che poi i bolognesi custodirono gelosamente in quella dimora tino alla morte (1272). La citt di Bologna ha un bello e solenne cimitero, tutto bianco di marmi, situato ai piedi del colle i^io de la ( iiordia (cfr.) nel punto dove finiscono gli ultimi contrafi'orti di^W Apennino e si aure la pianura padana, cospai'sa di ville, citt, castelli fino ai lontani monti (l'alpe) di Verona. Prima di essere cimitero (1801) quella localit
(Ielle
i

id.v.

o, io.

id. v. 13.

id. v.

C; G.E.

Nel

20 anniversag{

10^^'
^^^

z-'^

B. Nella piaz'1' S. Pctiojq id.v. 18.

'"",

0. B.

Sogno

d'o-

st.nte,

v. 31.

0. B. Fuori alla

ontosa
loijn.i

di
o.

Hu-

V 11-]'*

jd. v. G

fu, fino

dal sec.

XIV, convento

di frati certosini,

onde

il

nome che ancora conserva

Li presso slanciansi per il piano lunghe strade fiancheggiate da lioppi, e scorre un canale dedotto dal Peno (cfr.), fiume che passa poco distante, cavalcato con fughe d'archi dai due ponti lunghi e snelli della via Emilia e della ferrovia. E degno di nota il fatto che il medesimo luogo all' incirca, servi di cimitero agli Umbri, agli Etruschi e ai popoli che vennero dopo, come e attestato dai sepolcreti scoperti li presso. Gli Umbri (cfr.) avevano fondata circa 800 anni a. C. un'estesissima citt poco lungi dalla destra del Reno, ai piedi dcll'Apeunino, dove gi preesisteva un villaggio abitato da Liguri (cfr). Da quella citt che fu i)oi Bologna, gli Umbri varcarono VAjiennino aprendosi con le scuri la via tra quelle folte boscaglie e scesero nella pianura pistoiese, donde si allargarono su gran parte dell'Italia centrale. Gli Etruschi (cfr.) discesi nella
di Certosa.

id. v. 7.

id.v. 8.

id.v. 10.

id.v. 20.

id.v. 21

Bologna.
valle del
illustri

Po
si
il

4G

Bologrna.

Bologna ebbe
O. B. Fuori alla

sovrapposero agli Umbri e fu allora che nome di Felsina e divenne nna delle pi

colonie etrnsche. Sopravvenuta l'invasione dei Galli dai cai)elli biondo-rossi (i (jrandi celti cfr. ros-

Certosa di Bo"
'

'

ili-

id. V. 24.

id. V. 25.

C), poi al d qua del Po (sec. IV a. C), anche Felsina cadde in loro potere e la trib dei Poi vi prese stanza dopo aver fatta larga strajje dei precedenti dominatori. E furono forse i Galli ^ chiamar Beno il fiume che scorreva poco lontano, in ricordo del Peno pi grande che avevano lasciato oltr'Alpe. Ma i Romani (l'alta [la nobile] stirpe di Roma) nel 191 a. C. tolsero ai Galli l'importante citt e ne fecero uno dei pi fiorenti Municipi (Bononia) che poi segu le sorti di Konia e pat tutti i danni delle invasioni barbariche fino all'ultima dei Longobardi dalle lunghe
sastri),

prima

al

di

l (sec.

a.

id.

Ju.

Modena e Bolegna, str.2.

ici-

G. E. Nel 20 anniyersano.ecc.
Ju. A Vittorio En].inuele, str.
^'^'

^^'

G. E. Nel

20'^ a nni versano, ecc.

id. str"l3, 14.

{il lungo-chiomato lombardo cfr.). Nella storia del Risorgimento, Bologna diede famosi martiri ed eroi: da Luigi Zamboni al frate Ugo Bassi (cfr. 1794), (1849), finch il 12 giugno 1859. sgombrata dagli Austriaci che la presidiavano d'accordo col pontefice, lev alto il grido d' Italia invocando la dittatura di Vittorio Emannele. Ma la pagina pi bella di qnegli anni fu scritta PS agosto 1848 {il tuo gran giorno) quando a furia di popolo gli Anstriaci furono cacciati dalla citt. Il maresciallo Welden dopo la vittoria aiistriaca di Cnstoza (24- 2G luglio 1848) ebbe ordine dal Radetzky di invadere le legazioni (provincic dello stato pontificio). Rivltosi con un proclama ai bolognesi perch aprissero le porte, fece loro noto di aver messo a fuoco pochi giorni innanzi Sermide (cfr.) perch si era rifiutata ^j accogliere gli Austriaci. Il prolegato Bianchetti esort J bolognesi a sottomettersi, ma il popolo {plebe vile, santa canaglia!) diede di piglio alle armi, corse alla Montagnola, piccola altura presso porta Galliera, dove il nemico era penetrato, e combattendo senz'ordine, senza capi, senza cannoni, riusci dopo varie ore di eroico, furioso

chiome

combattimento a ricacciare gli Austriaci fuori della citt. ebbero il sopravvento l'anno dopo, quando il 6 maggio, comandati dal generale Wimpffeu, assalirono Bologna e dopo 10 giorni di assedio la costrinsero a capitolare (IG maggio 1849). Bologna nel primo anniversario dell'eroica giornata
I quali tuttavia
G. E. Via Bassi.

Ugo

dell'S agosto, vide

il

martirio del frate barnabita

Ugo

Bassi (nato a Cento nel ferrarese) uomo di spiriti liberali, che aveva preso parte alla difesa di Roma con Garibaldi. Caduta la repubblica romana, il frate garibaldino volle seguire fedelmente il suo Generale, lo accomr pagn nella famosa ritirata attraverso l'Italia centrale, ma cadde a Comacchio nelle mani degli Austriaci, i quali

Bolosrna.

47

Borbone.

dopo nn sommario processo

n Villa

liicil.uono ai piedi del colle della

Spada (Bologna) Io Guardia (8 af^osto 1810).


(i.

IJolo^'iia, vciit'anni dopo, k- solcttnc mio d (l'H agosto) dedic a Ugo Bassi prete sconsacralo ma anima p/a, vittima della persecuzione della Chiesa e dell'Austria, una sua strada centrale, gi chiamata dei V'etturin . L'anno stesso fu convocato a Koma il r/ran cocUo ecumenico (universale) per la proclamazione del dogma dell'infallibilit del papa, cos che Hologna rievocando ed esaltando in quei giorni l'umile eroico frate, pareva quasi inviare come monito ai prelati adunati a concilio in Koma, il nome e l'ombra di Ugo Bassi. Bologna, oltre l'appellativo di dotta derivatole dalla sua celebre ed antichissima Universit, ha anche quello di grassa per V industria fiorentissima delle carni suine lavorate (mortadella), per l'abbondante produzione agricola del territorio, e per l'arte della cucina gustosissima. Il C. visse a Bologna la maggior parte della sua vita: dal ISGO, quando cominci l'insegnamento universitario, al 16 febbraio 1007 in cui mori. E liologna ne custodisce

E.

Via Ugo
'i.

B.nssi, str.
id.

id. str.

1.

id.

R. N. l^fome nto.
epico, str.
I.

amorosamente Bombrini Carlo

monumentale Certosa. nato nel 1804 a Genova, morto nel 1882, direttore della Hanca Nazionale e senatore. detto ironicamente Saturno (dio che, secondo il mito, govern il mondo nell'eia dell'oro), perch intorno al '70 illuse la nazione circa una pretesa prosperit economica

lnanziere

le

ceneri nella

G. E. Canto dell'

Italia clic

va

in

Campido-

glio, str. 15.

e tnanziaria.

Bonturi
Dati).

politicanti

disonesti,

barattieri

(cfr.

Bouturo

G. E. In morte di G. Cairoli, str. 26.

G.E. Heurudor.
I,

str. 4.

Bonturo Dati

lucchese celebre perch gran barattiere, cio esperto nel far mercato, per guadagni e interessi privati, degli uflici e delle cose del Comune. Ebbe precipua parte nelle contese tra Grandi e Popolo avvenute in Lucca nel 1308; fu arbitro per sei anni, insieme con due eollcghi di parte popolare, del governo della repubblica; caus nel 1314 la guerra tra Lucca e Pisa (cfr. Faida) fuggi poi a Firenze dove mori. Bonzi sacerdoti della Cina e del Giappone, generalmente
cittadino
;

R.N.Fa:dadiComune,str.2, 10
04.

.Tu.

Sur un canoecc.,
id.

dati al celibato e tonsurati o tosati. bonzi, o mozzorecchi ccc. preti,

nico

str.

imbroglioni,

12.

voi educando i giovani a questo modo, popolerete le scuole di giovent sparuta, disonesta e stupida. Borbone celebre famiglia che suddivisa in vari rami regn in Francia, in Ispagua e in alcuni Stati italiani. Il ramo di Francia, al quale appartennero Enrico IV, il re grande (1580-1010), Luigi XIII (1610-1G43), Luigi XIV (104.3-1715), Luigi XV (1715-1774) e Luigi XVI (1774-1792), fu cacciato

G. E.

La sacra di Enrico V, v. 47.


id. V. 50.

Borbonio.

48

Botolo.

un.a prima volta dalla Rivoluzione Francese trionfante, che manomise perfino le tombe reali (le maijioni della
G. E.

La sacra ili Enrico V, V. 4;.


di

morte) d

S.

Dionigi

(cfr.).

E. K. Alla figlia

Francesco

Borbonio borbonico, dei Borboni (cfr.), famiglia di cnl un ramo regn su Napoli e Sicilia dal 1738 (Carlo III) al 1860,
il breve periodo napoleonico. Fu cacciata dall'ardimento di Garibaldi con l'epica spediziojie dei Mille Borea vento di settentrione, apportatore del fredde.

(Jrispi, str. 3.

.salvo

L. G.

Carnevalo voce dai palazzi, str. 1.

R. \.
.str.

Ca
l'.

ira.

I,

R. N. Ninna nanna di Carlo V,


str. 6.

B. N.

Vittore
str. 5.

Hugo,

17.

E. Bicocca di

San

Giacomo,

str. 22.

R. N. Sui
di
str. 6.

campi

provincia assai fertile della Francia orientale. furia di Borgogna La cui)idigia folle e furiosa propria della Casa principesca di Borgogna che guerreggi molto e inutilmente. Di questa Casa fu Carlo il Temerario (cfr.). La vende inni ani sanit borgognona Io spirito lieto e sano della Borgogna, provincia dei vini e delle canzoni. Bormida lume del Piemonte: formato dalTunione delle due Bormide: l'orientale e l'occidentale; si getta nel Tanaro affluente di destra del Po, e col Tanaro chiude la pianura di Marengo.

Borgogna

La

p.

JCarengo,
antiche popolazioni dell'Europa di nord-est stanziate vicino ai Prnssi, nel paese attualmente detto Prussia. Bosforo stretto che mette in comunicazione il Mar di

Ju. A Bambolone, str. 12.

Boruss

G. E. Le nozze del mare, str. 4.


id.

L. G.

Nei primi
18t2,

giorni del
str. 8.

col Mar Xcro, detto anticamente Ponto Lussino. Sulla riva europea sorge la citt di Costantinopoli. Nell'et di mezzo ed in principio della moderna, A'enezia ebbe in quei luoghi commerci fiorenti e possessi. Del Bosforo l'onde ritenta e le asiane iiorte ripassa il Bosforo, Sultano di Costantinopoli, e riprendi la via dell'Asia, da cui i tuoi progenitori sono venuti; lascia l'Europa, da cui per tre volte sei stato in procinto d'essere cacciato, salvato sempre A-aW invida timor dei regi, cio dalle gelosie delle potenze, che invidiose l'una del-

Marmara

Ju. Sicilia e la

Rivoluzione,
str. 14.

O.B. A Giu.?eppo
Garibaldi, str.

l'altra, non permisero il compimento di questo fatto. Bosnia provincia balcanica, co.si detta dalla Bosna, fiume che l'attraversa e sbocca nella Sava (affluente del Danubio). La Bosnia sostenne gravissime lotte contro Turchi, da cui una volta dipendeva; ora annessa con l'Erzegovina all'impero austro-ungarico. Botolo cane piccolo e ringhioso. botoli timidi della verga cani paurosi di bastonate; in senso figurato, omiciattoli rabbiosi e impotenti. I moi

italiani, ligi in tutto a Napoleone III, strillarono (guairono) vilmente, quel d che Garibaldi, volendo marciare per forza su Koma, fn vinto a Mentana (cfr.).

derati

Bozzarl.

49

di Siili,

Britanna.

Bozzari

JInrco BotzariH,
Un

eroe greco
l:i

morto com-

L. G.

della Grecia a l'arpeiiissi |182.'J), dove aveva avuto l'ardir di alTrontare con soli 300 iioniiiii mio stuolo iiiiiiieiisaineiito .supcriore
hattenilo contro

Tinelli per

lil)ert;\

Nbi primi glornidell802,


btr. 0.

di

Turchi.
dei

altro Botzaris (Noto)


di

tita

difensori

guid l'ultima sorMissolungi contro Turchi a.S9ei

diauti

(18-Jli).

braban^ons erano soldati di ventura del lrabante (l'aesi Bassi) nel sec. XII, celebri per il loro spirito avventuriero {cuor brabanzone). condottiero dei Galli, che al principio del Brenne sec. IV U.C. distrussero Koma e assediarono il Campidoglio (cfr.) dove si eran ritirati gli ultimi pochi ma strenui difensori della citt. Brenno divenuto poi sinonimo di Francese. io io sono entrala quand' efjli (Brenno) se ne andava Italia ho occupato Koma solo quando la Francia, percossa dalle vittorie prussiane (1870), ebbe tolta da Roma la guarnigione che vi teneva a difesa del potere temi

Brabanzone

IJ.

N.

Ninna nandi Carlo V,

na

8tr. 12.

G. E. Canto dell'Italia elio

in

Camp

va do-

glio, str. 6.

porale.
cesi

AHier di Brenno il occupano Roma

milite ecc. I superbi soldati fran(cfr. Via Sacra).


di

Jii.

XXIX. Bi in-

disi, str. 0.

Brenta dova

fiume del Veneto che passa poco a nord sbocca presso Chioggia.

Pa-

Ju. Sicilia e la

Rivoluziono,
str. 4.

Brenva

ghiacciaio sul versante italiano del Monte Bianco.

O.B.Courmayeur
V. 13.
.Tu.

Brescia la Brixia dei Romani; ora fiorente citt di Lombardia. Su di un colle dominante la citt possiede un castello il quale, per la valida difesa che offriva, ebbe il nome di Falcone d'Italia . Brescia si segnal nel Risorgimento italiano (1849) per l'eroica resistenza opposta durante dieci giorni agli Austriaci del feroce generale Ilaynau (noto nella storia col nome di tigre ), il quale dopo averla bombardata, la mise a ferro e a fuoco.

A Vittorio
str.

Emanuele,
14.

O.B. Alla Vittoria, str. 10.

Per la Vittoria di Brescia, cfr. Vittoria. penisola nella parte nord-ovest della Francia, Bretagna ove si svolsero le gesta favolase dei cavalieri bretoni

R. N. Mito e Verit, str.


1.

di re Artii (cfr.). di Bretagna. Bretanni la regina Maria Antonietta a' cacalier bretanni ecc. paro fosse pietosa di lagrime e cortese di sorrisi ai cavalieri di Bretagna, cercando di risvegliare in loro il cavalleresco ardore tradizionale; ad essi o a qualcuno di essi la regina fu accusata di aver confidato segreti e disegni campali. inglese (cfr. Britannial. I forestieri che scenBritanna dono ogni anno in Italia a godere il nostro sole e ad ammirare i nostri monumenti, cercano troppo nel libro

R. N. Ca ira,
str. 1.

111,

0. B. Dinanzi le terme di Caracalla, str. 2.

Dizionario Carducciano.

Britanna.
ros.so della

50

Brunswick.
sia

Guida dove
Bretagna

opportuna l'ammirazioue e

dove no
I{.

N.

Vittore
str. 4.

Britanna

di

(cfr.).

La hrilanna duna

l'argine

Hugo,
di

O.B. Perla morte

Napoleone Eugenio, str.


14.

G. E.

certi censori, str. 7.

sabbioso, opposto nella Bretagna alla furia del mare. Britannia nome clas.sico dell'odierna Gran Bretagna o Ingliilterra. Vi mori (1873) nel castello di Cliiselhurst, presso Londra, Napoleone III ritiratosi col dopo la caduta del secondo impero. Broglio [veramente Brolio] luogo del Chianti (Toscana) di propriet del barone Klcasoli, fiorentino (1809-1880), uomo politico, pi volte ministro, agricoltore ed enologo.

Ju. Prologo, T. 20.

id. V. 19.

0. B. Saluto italico, V. 14.

v. Bacco. Bronte e Sterope nomi convenzionali (significanti tuono e lampo ) di poeti atteggiantisi ad interpreti della pretesa nuova arte grandiosa, gigantesca {ciclopica). Bronzetti cognome di due valorosi fratelli nati a Cavalese nel Trentino, quali diedero la vita combattendo con Garibaldi per il risorgimento d'Italia. Narciso mori a Seriate (Bergamo) il 15 giugno 1859 contro gli Austriaci Pilade a Castel Morrone (battaglia del Volturno) il 1 ottobre 1860 contro borbonici, sostenendo con un
Bromio

battaglione l'assalto
..

di un' intera

brigata

(v.

Appendice).

G. Nei primi
^'iornidellSt:?,
str. 24.

Bruno

John Brown, americano vittima delle sue idee umanitarie. Avendo egli chiamato gli schiavi a libert, fu preso ed impiccato il 10 dicemitalianizzato di

cognome

R. R. Carlo Goldoni, IV, str. I. O. B. Per un instituto di


chi, V. 0.
cie-

Brunna

bre del 1859 nella Virginia (Stati Uniti), nebbia, inverno figuratamente vecchiaia.

O. B. Per la morte di Napoleo-

Brumaio

ne

Eugenio,

str. 7.

durante la Rivoluzione Francese fu ideato il calendario repubblicano che avrebbe dovuto contare gli anni cominciando dal 22 settembre 1792, primo giorno della repubblica, e divideva l'anno in dodici periodi di trenta giorni ciascuno, e dava ai nuovi mesi, nuovi nomi. Brumaio era il mese che andava dal 22 ottobre al 21 novembre, e il suo nome rimasto famoso per il colpo di

R.

N.
str.

(;'a

ira, III,

4.

Brunswick Carlo Guglielmo Ferdinando duca di Brunswick (Germania) (1735-1805), generalissimo degli Austro-

stato compiuto da Napoleone I (cfr.) il 18 brumaio dell'anno Vili (9 novembre 1799) con il quale egli abbatt il Direttorio e si fece nominare Console. Brumale nebbioso, invernale; fosco.

Prussiani, alleati contro la Francia rivoluzionaria. Egli dal quartiere generale di Coblenza il 25 luglio 1792 pubblic il famoso manifesto, in cui minacciava gravi pene e anche la forca (che recava in fronte a le sue schiere) alla ribelle gena di Francia, se avesse osato opporsi a
lui

che veniva per restituire autorit a Luigi

XVI

(cfr.).

Brusselle.

Buonarroti.
n.N.Xinna nan^'''"'*'
"|'^.
j

Brusselle

r.nixelles, citt capitalo

|io|iolosa, bolla e civile. Il I5el},'io, clic

del Belf^io, industriosa, ora regno a s,

taceva parto nel sec. XVI dei Paesi lassi. A Uruxcllcs, mor Filiberto II di Savoia, terzo ed ultimo marito di Mar'ilierita (cfr.) d'Austria, zia di Carlo V, la quah; fu per alcun tempo jjfovernatriee dei l'aesi Bassi. nomo di due grandi Romani, entrambi repubblicani, Bruto entrambi siniboleggianti l'amore alla libert e alla gi-

Ci.lC.Fotriurapbo,
str. 7.

stizia.

Hruto l'antico (Lucio Giunio), avendo Sesto Tarqninio Tarqninio il Superbo, attentato alla virt di Lucrezia (cfr.i, a piuiica moglie di Collatino, fece insorpi'onunciando contro le voalie oscene, dei re, gore il popolo, ."^ r. -, T Ii il gran giuro, il solenne giuramento, di cacciarli dal trono. Mantenuto il giuramento, la libert torn in Roma (510 a. C-.). Ma poco dopo, avendo Bruto scoperto che tra fautori d'una congiura per aiutare il ritorno dei Tarquini suoi due tigli, volle che la giustizia avesse erano anche
figlio del re
,

I..

G. Lo nozze
','

semicoio

di

i.

fanciulle, str. 3.
iJ.

corso tino all'ultimo e li condann a morte. nipote di Catone (cfr.), per il minore L'altro Bruto ,. ,1 ,, amore della repubblica prese parte alla congiura che condusse all'uccisione di Giulio Cesare (15 marzo del 44 a. C.j, verso il quale tuttavia egli aveva atfetto grande e ricono-

Ju. Alla libert,


^''![;.5v,, Ju. XXIX, Briii.

jisi, str. 15.

benetic ricevuti (cfr. Cassio). scenza per adulatori cavnutifati da galantuomini. Cortigian Bruti vigliacchi camnfifati da Ben provvedenti Bruti ecc. uomini onesti, che accaparrandosi il favor del popolo e quello dei tiranni, provvedete alla tranquillit dei vostri
i

.In.

Ancora Vinccnzo Monti,

L.o'.Vn morte di l'ietio Thouar,


'^'-'-

cuori paurosi.

piegato a spirale {trta) usato per richiamo dai pastori e per dar d'allarme nelle campagne in pericoli improvvisi. Bucentauro o Bucintoro la nave su cui stava il Doge a Venezia quando nel di dell'Ascensione sposava il mare, dal Lido, in seguo di dominio. Bucfalasso nome del cavallo di Fanfulla (cfr.). Invecclii nella stalla del convento essendosi Fanfulla fatto

Bccina

corno

o. D. Alle fonti del Chtumno,

G. E. Le nozze del

mare,

str. i.

G. E. intermezzo, vii, str. 3.

frate.

Bulciano

antico castello presso Pieve Santo Stefano (Arezzo), nell'alta valle del Tevere, sulla sinistra del tiume; anticamente residenza di baroni, ora di libere menti e di cuori nobili.

G. E. Agli .amici della Valle Ti-

Jcnna,

str. 2.

Bulicame
terbo, e

scaturigini
quindi

di acque bollenti, nel piano di Viribollimento, e tiguratameute affollarsi

R. N.

Ninna nan*^'"'''
'^l

"^
str. 5.

V-

tumultuoso.

Buonarroti Michelangelo
toro, pittore e poeta.

sommo artista: architetto, seni-

l. g.

Le nozze

Nato nel 1475 a Caprese (Arezzo), lavor specialmente a Firenze e a Koma. Basti ricordare di lui a Koma: il Giudizio finale nella Cappella Sistina, la

^^ .scmicoio di

giovani,

.str. 3.

Burchiello.

Cupola
di
i

52

il

Buti.

S.Pietro e

fainosissimo Mese; a Firenze:

il

monumenti de' Medici in S. Lorenzo. Mori nel 15G4 a Roma, ma la sua salma fu trasportata, per ordine del Granduca Cosimo I di Toscana, a Firenze e deposta in Santa Croce (cfr.) Ormai quasi vecchio s'accese di forte amore per la poetessa Vittoria Colonna, la cui immagine gli compariva spesso dinanzi, mentre egli covihatteva col marmo (lavorava il marmo) per trarne
David, e
i

divini fantasmi della sua mente.


.Tu. Il

Uurchiello

ai Linguaioli.

Burchiello Domenico barbiere e poeta. Nacque forse a Firenze nel 1404, mo.i a Konia nel 1449. Ebbe da natura spirito ed ingegno superiore al suo stato e compose un gran numero di sonetti bizzarri, a bello studio incomprensibili,

pieni di

arzigogoli e di riboboli toscani,

ma

e leggiadria. Nel Burchiello e i Linguaioli satireggiato un amico del Fanfani, collaboratore del giornale il Passatempo altrove messo in ridicolo sotto il nome di Bambolone (cfr.) e la poesia stessa vuole essere un' imitazione della maniera del Bur-

anche

di grazia

iJ.str. 1.

una bizzarria strana e senza rigorosa unit logica. l soldan (sultano) degli accenti, per cosi dire, la personificazione di certi linguaioli (cultori della lingua itachiello,
liana, con senso spregiativo) che si piglian le lodi dei ghiozzi (pesciolini d'acqua dolce, e anche minchioni) e dei pappagalli hahhioni (sciocconi), ma che son bocciati dalle Grazie (cfr. non conoscono cio la vera bellezza) e si raccolgono in compagnia delle gazzere (gazze). Costoro fanno guazzetti di strafalcioni che vorrebbero gabellare come gemme degli scrittori del secol d'oro, dimostrando cosi di non aver cervello, e facendosi prendere amici pedanti (cfr. pedanti). in giro dagli artefice lucchese, gonfaloniere Burlamacchi Francesco della repubblica di Lucca nel 1546, tent chiamare a libert le citt toscane intendendosi cogli Strozzi e con altri fuorusciti fiorentini e senesi. Tradito e consegnato a Ferrante Gonzaga che lo richiedeva a nome di Carlo V imperatore, egli fu ucciso (1548), ma contro il suo destino [fato) e contro il suo uccisore (Carlo V) egli attest per primo il valore e la forza dell' idea unitaria affermata dal Machiavelli. Busento affluente del Grati (Calabria). Nel suo letto fu sepolto Alarico (cfr.) re dei Visigoti.

id str. 2.
id. str
3, 9.

id. str. 4. id.

id. str. 5.

id.str. 6.
id. str. 8. 9, 10. id. str. 8.

<=

Ju. Alla Croce

ili

Savoia, str.

10.

N. La tomba ne IBusent o,
str. 1, 4,
7,

9.

Ti.

X. In Carnia,
str. 4.

But
il

piccolo corso d'acqna affluente del Tagliamento; bagna

id.str. 13.
id.

R.N. Faida di Comune. str.9. 10,


19.

distretto di Tolmezzo in provincia di Udine, scrosciando argenteo tra pittoreschi verdi orrori della Carnia (cfr.). Buti borgo della provincia di Pisa nel '^'^al d'Arno inferiore. Il borgo non molto bello, ma i suoi clivi sono ridenti ed ubertosi, e nell'aprile tutti verdi d'ulivi.

Byron.

53

Byron.

sommo poeta inglese, nato a R.n.AC.C.manByron Giorgio (1788-1824) Londra da padre prodigo e dissoluto clic morendo lasci mTdl'jj'vron'^ in poco floride condizioni il figlio di appena tre anni e
eredit da un i)rozio un notevole patrimonio e il titolo di Lord, per il (jualc divenne Pari d'Inghilterra (e membro ilclla Camera Alta inglese). Fu agile e forte di corpo, sebbene un poco zoppo,
la famiglia, (iiovinetto di dieci anni

iclstr.

1.

fiero di

mondo

carattere; giovanissimo, prese a viaggiare pel e a innamorarsi dell'Italia e a scriver poemi, che,

venticinquenne appena, gli mcritaron la fama di sommo. considerato tra i principali rappresentanti del romanticismo (cfr.) ed ebbe moltissimi imitatori (ma Bi/ron non si riipasla co' deliri), che lo rifecero a modo loro difetti. esagerandone Per sventure famigliari risolse di abbandonare definitivamente l'Inghilterra, e triste, cupo, irrequieto fu in Isvizzera e in Italia, paese da lui prediletto sovra ogni altro. Dimor a Venezia, a Ravenna, in Toscana, e nel 1822 si stabil'i presso Genova: fattosi carbonaro, disperando delle cose d'Italia, surse cVun popol combattente al rj rdo, vol in soccorso della Grecia insorta contro Turchi, ma ammalatosi improvvisamente, in pochi giorni mor'i a l/issolnnrji (cfr.) in et di 3(3 anni. Egli non disert mai la causa della libert, non mai manc alle simpatie umane....;

Fu

.ju.
-i-

Ai poeti,

str.

R.R. AC. C. mandandogli poo^'"'


g"!-. V. o. B. Scoglio di

Quarto, str.

9.

in faccia al

mondo mantenne

la fede nei diritti del po-

polo, nel finale trionfo della libert, nel dovere di dedicarsi con tutte le proprie forze a sollecitarlo ogni qualvolta se ne presenti l'opportunit.... Il fondo della sua

anima era

di

splendide mine,

di orgogliosi pensieri e di

azioni; egli stigmatizzava la vilt, l'ipocrisia, l'ingiustizia dovunque apparissero. Tale egli visse, immensamente spesso agitato fra i mali presenti e le future speranze ineguale, talvolta scettico, ma sempre sofiferente, anche quando pareva sorridere {ei drappeggi con riso infido nel mantello di pari il suo dolore), sempre amante anche 1 ,. T rtr , , T> rt n ^ allorch malediva [Mazzini, JJijron e Goethe]. Della sua copiosa opera di poeta nomineremo soltanto
;

R.R.AC.C.raan'^''."^,8'i

P"''"

MI

di
j

Bvroil,

^^^.

Pellegrinaggio di Aroldo , il cui canto IV tutto alle bellezze d'Italia; e il Don Giovanni il suo capolavoro. In questo poema egli scrisse: Certe anime di casisti hau detto che io non ho relicostoro si genuflettano e preghino come faccio gione io, e vedremo chi fra noi conosce la via pi breve per salire al cielo. Gli altari miei sono le montagne e l'oceano, la terra, l'aria e gli astri, tutto quello insomma che deAve Maria! sulla riva dall'Onnipotente. E ancora: terra e sui mari; questa ora, fra tutte la piii celeste, degna di te! Ave Maria! Benedetta sia quest'ora, il tempo, il clima, il luogo dove io s"i spesso ho sentito in
il

<

un inno alato

r. r. La chiesa di Polenta, str.

<>

iil-

Caco.

54

Cadore.

mentre

tutta la sua potenza iiioniento si soave venir per la terra, la squilla dai gravi suoni oscillava nella lontana

torre e le morenti vibrazioni dell' inno della sera giungevano sino a me, e non un soffio scorrea pel roseo aere, quantunque le foglie della foresta mormorassero, come
l'ora

se un'orazione avessero pur pronunziata. Ave Maria! questa della preghiera. Ave Maria! l'ora dell'Amore. Ave Maria! possano j nostri spiriti osare di affisarsi in te e nel divino tuo tglio. Ave Maria [Byron,
!

Don

Giovanili,

str. 102, 103.]

c
L.G. XX. Anche
str

Caco

4^ ^^^^^^'
id.

id. str. 2.

id. id. str. 4.

id.

R. R. Cadore,!:
*! 8id. II, V. 45, 23. id.
I,

str. 9.

id. II, V. 20.

famoso ladrone, distruttore di greggi. La favola racconta che abitasse sull'Aventino e fosse ucciso da Alcide (Ercole). Caco imperiai Napoleone III che essendo Presidente della Repubblica Francese guat al soglio, cio disegn di farsi Imperatore (cfr. Ortensia), e per conseguire quecattolici, mandando un esersto scopo volle ingraziarsi cito a combattere la Repubblica Romana del '49 (rizz lento la testa fra i romani cadaveri)^ poi cerc e tracci (rintracci) nuove prede alla sua cupidigia di dominio (cfr. Messico). La tirannide napoleonica per non dur a lungo, ma fu sopraffatta dalla libert, che la soffoc, come Alcide (cfr.) soffoc Caco. Cadore regione alpina attraversata dal corso superiore del Piave (cfr.), oggi compresa in provincia di Belluno, E ricca di jc-^^^oH C di grandi e nere boscaglie d'abeti e di pini. Sovrastano le gigantesche Alpi Dolomitiche Icvanti al cielo, sopra le pi e ghiacciai le loro bizzarre

d.

1.

str. 0.

id.

id. I,str. 10.

id.I, str. 9.
id.

id.

id.III. str.3.
id. Ili, str. 2.

id. Ili, str. 3.

vette nude di vegetazione, in figura di torri, di piramidi, di agitglie (guglie) meravigliose, di colore quasi sempre bianco o cenerognolo o grigio [pallide), salvo nell'ora dei quieti tramonti {cheto vespero) in cui si tingono di rosa. Uno dei luoghi pi belli del Cadore Misurina. Vi si giunge per una strada bellissima, specialmente nel tratto in cui attraversa il gran bosco di ^jtz che i Cadorini nel 400 donarono alla vecchia repubblica di S. Marco (cfr ) Venezia la quale per pi secoli trasse di l il legname delle sue navi {pini turriti) gloriose. Giunti lass, a 1800 metri sul mare si stende un limpido laghetto quieto, quasi in magico sonno: come una lunga carezza passa sull'acqua il murmire degli abeti scossi da nn La popolazione del Cadore forte, senivento lieve. plice, buona; sono biondi i fanciulli {i parvoli), bionde

Cnggia.
(la fulvida

chioma)
le

65

in

ga, ira.

donne, recanti

capo fazzoletti
(!

neri. Gli uomini attendono alla pastorizia, alla caccia

R. K. Ciuloro.
etr. o.
id.

ili,

all'industria del legname, clic conducono gi per le eie scoscese (precipiti) su carri tirati da <rt cara/Zi. Le case

HI, str.5.
a:>.

sono qua e l assai pittoresche: tutte di legno e nere con fiori rossi ai veroni. Il Cadore va orgoglioso di aver dato natali a Tiziano (eCr.) Vecellio e di aver avuto per difensore nel 1848 Pietro Fortunato Calvi (cfr.).
i

id.II, v.

id.

l,

str. lO;

ni,

?''i'''i.

Gaggia

voce

verbale equivalente a

cada

R. R. Cadore,
V. Ti.

ir,

Caienna

paese doirAmerica del Sud, appartenente alla Francia (Guiana Francese), ove furono deportati e dove morirono per miasmi pestilenziali delle vicine fosse putride (paludi) molti liberali francesi, contrari al colpo di stato del 1851 per cui Napoleone III abbatt la IJei

LG.DopoAspronionle, str. 21.

piibhlica

(cfr.

Caino

il

Ortensia). fratricida; l'uccisore di Abele

(cfr.),

L.G.DopoA.spromontc, str. -<.


id. atr. 19.

l'imperiai Caino Napoleone III clic in giovinezza era stato carbonaro, ma che divenuto capo della Repubblica Francese, nel '49 aveva mandato un esercito a soffocare la vita di un'altra repubblica: la Romana (cfr. Roma). L' imperiai Caino non degno n del pugnale che tronc i sogni di regno a Cesare (cfr.), n della scure che tagli il capo a Luigi XVI: Napoleone III sorto ed pervenuto al trono dissimulando le sue basse cupidigie e ostentando amore alla libert, che doveva pi tardi tradire. La libert, nel cui nome egli salito al potere, lo rende quindi sacro: la sua vita sia dunque risparmiata, ma soltanto per essere tormentata dal rimorso che segue al tradimento e dal ricordo atroce della gente fatta affogare nella Senna o morta in esigilo. ci andr; era questo il famoso ritornello della Ca ira canzone giacobina che si cantava in Francia nel 1789 e '90. Quello che il popolo francese cantava sarebbe andato , and [ea alla] di fatto nel settembre del 1792: ecco la ragione del titolo e nel titolo la ragione della contenenza [cfr. Carducci, Ca ira, in Op. IV]. I dodici

ij.

id. str. 20.

id.

id. str. 21.

R.N.

^air.-i.

sonetti rappresentano pi epico il momento

appunto
della

il

settembre del

'92,

cio

storia

moderna: del quale


la difesa della pa-

momento

fatti

si

riducono a due

tria inspirata dalle nobili tradizioni e dallo spirito eroico

della nazione francese; le stragi consigliate dalla paura e consumate con quel delirio di fanatismo, di torva leggerezza, di avventatezza feroce che nel sague celtico e che si rinnova a fatali periodi in tutte le rivoluzioni per le quali pass e passa quel popolo [Carducci, loc. cit.J.

Ca

ira.

Nel
I

"

Ca

ira.

R. N. (j'a ira, sonetto I.

Qa ira t, che ne come l'introl'autunno del '92 in Borgogna e in Piccardia. II contadino, che, gi divenuto o in sul divenir jroprietario, odia con vecchio cuore di francese e con
sonetto del
descritto
flnzione,

nuovo
Itatte,
i

di cittadino,

l'invasione

[Carducci,

id.| e la

com-

id sonetto II.

)d.

sonetto

III.

palleggiando il pungolo come un'asta e pungendo buoi e afferrando la stiva, inneggia al trionfo della Francia, mentre per l'aria errano spiriti e fantasmi guerrieri. Nel II ricordata la bella primavera d'eroi del '92, csjn'essi dal snolo plebeo, cio nati dalla plebe. Nel III descritta l'apparizione d'una vecchia la quale fila con una rocca che tocca pianeti. Essa < e un fantasma che, ncir immaginazione del popolo a Parigi e secondo una vecchia leggenda, niostravasi in qualche parte delle Tuieries quando sventura o morte incombesse [Carducci, id.]. La sventura ora Brunswick che si appressa con l'esercito prussiano.
i

id.

sonetto IV.

Nel IV descritto semblea Legislativa,


fortezza di
di

il

momento

(2G agosto) in cui l'As-

Longwy

sopravvenire dei fuggaschi dalla caduta il 22 agosto, decreta la pena


al

morte

a chi, in seguito, in

una

citt assediata, parlasse

di arrendersi.
id.

sonetto V.

iniagina che un oratore del popolo in una dica della caduta di Verdun i2 settembre), dell'atto eroico di Beaurepaire che rifiuta di vivere oltre l'onta della resa ordinatagli dalla Municipalit, e della necessit di combattere e di vincere per la gente non nata, cio per le generazioni future. L'anima dice l' imaginario oratore accolta di Beaurepaire in cielo dagli spiriti degli antichi gloriosi eroi della

Nel

si

piazza

in

un club

patria.
id.

sonetto VI

Nel VI rievocato il 2 settembre a Parigi lo stendardo nero della morte inalberato sul palazzo (oslel) di citt Danton immobile vede passar dinanzi a s eserciti di donne e di fancinlli scalzi; Marat sogna uccisioni e
:

sangue.
id.

sonetto VII.

detto come la visione del sangue conturbi madamicuori inebriati da ricordi di antiche stragi gella di Sombreuil, che beve, per salvare il padre, una tazza piena del sangue de' suoi compagni di sventura, somiglia e quasi simboleggia la Francia che s'insanguina del sangue de' suoi figli per salvare la sua libert e la

Nel VII

id.

sonetto VIII.

sua grandezza. Neil' VIII e descritto il tragico episodio della principessa di Lamballe, la dama savoiarda che, presa dai rivoluzionari, uccisa e decapitata la sua testa ricciuta, staccata dal busto e pettinata da un parrucchiere con mani insanguinate, dovr recare un terribile saluto alla
:

Kegina chiusa nella torre del Tempio.

9V ira.

niiiggo

57

(Hon.

Cairoll.

Montre

l'onibilc

corteo

IX) rocnntc

la

it,

una picca, il lc, clic Tempio, ov' cliinso, assiste al tenidco spettacolo, prepa e chiede perdono a Dio dei delitti dei suoi avi e delia strage di San Hartoiomco sopra gii Ugonotti ordinata da un cnpetingio del scc. XVI. Dopo le stragi interne (son. X), nello stesso settembre si hanno le guerre e lo vittorie esterne, le quali fan pensare che al rumore dei cavalli degli invasori siano risorti dalle loro tombe gli eroi nazionali della Francia, Baiardo, la Pulcella d'Orlans, Vercingetorige, per combattere nemici; ma no, gli antichi eroi non tornano pi: nuovi, come il Dumonriez, hanno nel cuore il germe del tradimento. Vero e grande eroe (son. XI) per il Kellcrmaun che al mulino di Valniy gloriosamente combatte contro l'avanguardia prussiana, mentre il canto della Marsigliese vibra
testa (lolla Lainliallo infitta sopra dalle tinosfrc delia trista vvq'^\;\ del
i

x. Ca. ira, eonetio IX.

id.

sonetto X.

id.

.sonetto XI.

nell'aria.

Tra armonie di canti e rombar di cannoni (son. XII) marcino figli della Francia: il giorno della vittoria! quali si erano uniti traditori di FranI Prussiani, con cia emigrati all'estero al primo scoppinr della rivoluzione,
i

id.

sonetto XII.

rifugiano tutti insieme oltre la frontiera. novella storia come ha detto profeticamente Volfango Goethe incomincia pel mondo in questo luogo
si

Una

(Valmy; da questo momento


Cairoti Giovanni

(20

settembre

1792).
G. E. in

Ernesto, Benedetto fae Luigi; tgli di Adelaide Bono e di Carlo Cairoli miglia pavese di cui sacro il nome nella storia del nostro risorgimento. Giovanni ed Enrico il 22 ottobre 1867, impazienti di entrare in Roma, con settanta compagni occuparono Villa Glori (cfr.) sui Monti Parioli a breve distanza dalla
fratello di Enrico,
:

morte
"*""
'

ciiro'ir

citt. Assaliti

dai

pontifici

(2.3

ottobre), Enrico mori sul

braccia di Giovanni, pure ferito. Questi, fatto prigioniero, fu condotto a Roma, e pi tardi liberato; mori nel settembre del 1801), in seguito alle ferite riportate e alla prigionia sofferta. Allora il sepolcreto di Gropello (cfr.) si schiuse per la quarta volta ad accogliere la salma dell'eroe giovinetto (era Giovanni il minore dei cinque fratelli, Uultimo amore della madre!): Ernesto era rimasto ucciso a Varese nel '59; Luigi aveva fatta la campagna di Sicilia ed era morto a Napoli nel '60 disfatto dalle fatiche e dalle febbri malariche che lo avevano colpito a Cosenza: Enrico, come si detto, era rimasto sul campo a Villa Glori ('()7); ora toccava a Giovanni. Adelaide, la madre gentile ed altera che aveva sognato lunga schiera di nipoti, dai suoi cintra
le

campo

id. str. IG.


id.

btr. 17.

id. str. 2.

id. str. 25.

Calabro.

qiie figli, sedette

58

Calvi.

G.E. In

morto

pi-^'r ^/'"J''
id'.*str.^''!"

i,l.

invece sulle tombe taciturne, donna dei runico rimastole di sua famiglia, Benedetto (cfr.) che la piet costringeva ad abbassare (avvallare) il viso e gli occhi in presenza delia madre, perch questa non rivedesse in lui la cara sembianza dei suoi quattro perduti! La sublime donna, a chi cercava consolarla, rispondeva che non si piangono figli dati alla patria; prima di morire (1S71) ebbe la gioia di veder Roma cadolori, con
i

pitale d'Italia.
E. X. La leggcii(1,1 di Teodorico, str. 13.

Calabro

della

Calabria.

Ju.

Il

Burciiielio

ai

linguaioli,

i.l.

G.

E.PerVincenzo Cnldesi.

i,l.

str. G.

tipo dello sciocco credenzone, reso iramorBoccaccio, che in una novella del Decameron ci narra gli scherzi di cui Calandrino fu vittima e come andasse cercando YelUropia (cfr.) lungo il torrente Mugnone. Non sar inutile notare come intorno al '60, a Firenze, gli amici pedanti (cfr.) con decreto scherzoso dettato dal C, istituissero la societ del Calandrino, essendo debito d'ogni nazione rendere onoranza a quegli uomini che pi conferirono a formarne l'indole . Caidesl Vincenzo patriota nato h\ Romagna, a Faenza, nel 1817 e morto a Firenze nel '70. Fu a Vicenza nel '48, capo di stato maggiore alla difesa di quella citt; nel '49 dal '52 al '59 a a Koma, membro di quella costituente Londra, esule; poi, sempre con Garibaldi, nel '60 in Sicilia, nel '66 a Bezzeccn, nel '67 a Monterotondo (combattimento preliminare di Mentana - cfr.). Fu tra pi ardenti sognatori di lioma italiana, che il partito d'azione voleva conquistare a qualunque costo, senza preoccuparsi
Calandrino
^^^^
^j.,]

degli

effetti

politici e diplomatici.

Roma

fu riunita al-

poco prima che Vincenzo Caldesi morisse, ma il modo non fu certo quale avrebbe voluto il patriota rol'Italia

magnolo
R.

(cfr.

E.La Gucrrn.
str. 8.
id.

Caligante

Bisanzio). caliginoso; velato di caligine, di nebbia.

R. N. Omero, III,
^'^*- -

G. E. Intermezzo, VII, str. 5.


ij

monti velati di caligine. Caliganti Alpi Callpso bionda ninfa, figlia di Atlante. Regnando nell'isola di Ortigia (Jonio) vi accolse in quelle grotte Ulisse reduce da Troia, lo trattenne per sette anni e gli proffersc l' immortalit a patto che egli la sposasse. Ila Ulisse part. Ci narra Omero nell'Odissea. monte presso Gerusalemme ove fu crocifisso Calvario

R.

R.Cadore,
str. 7, 11.

I,

simboleggia un lavoro lungo e dolore e di espiazione. l'eroico difensore del Cadore (cfr.'. Calvi Pirtro Fortunato Nato a Briana di Noale (Venezia) nel 1817; faceva parte
faticoso,

Cristo. La salila al Calvario

una via

di

Calvi

5U

Calvi

austriaco, quando si infiamm per la causa risorginuMito italiano. Diede ;illora io dimissioni e. ril aprile 184s per decreto di Daniele Manin and ccijitano nel Cadore a rappresentare la lepuiblica Veneta, eostitnitiKsi di recente in seguito alla cacciata defili Austriaci da Venezia ('22 marzo). Era giovine appima trentenne, 6ion(?o, alto, forte, di aspetto maestoso, di volto sorridente, e quando gli Austriaci, invaso il Friuli e costretta Udine a capitolare, mossero verso il Cadore, il Calvi fu il naturale organizzatore nella difesa. Raccolse intorno a so gli animosi giovani cadorini, belli e gagliardi come li aveva dipinti {lizianeschi] Tiziano (cfr.), e con quel pugno di montanari male armati, venuti a Ini da ogni borgo del Cadore, respinse una prima volta il nemico (29 aprile). Ma gli Austriaci ritornano all'attacco e il due di marjrjio in 2000 e pi ripassano da Cortina il confine. 'L,'' antica bandiera di Valle (cfr.) era divenuta il vessillo dei nuovi difensori del Cadore, che si strinsero intorno a lei, come a un simbolo sicuro di vittoria contro gli Austriaci: Veterno barbaro. Le campane di tutti villaggi sonavano a stormo cliiamando a raccolta. Il nemico cliiese un abboccamento, t e ad Ignazio Galeazzi, presentatosi a parlare, intim la resa del Cadore, offrendo, come una grazia, i
dell' esercito
di'l
i

K. Cadore,
^- ^

li.

id.

I,

str.

7,

II,

v.8.

id. li, v. 33.

id.

II,v. 5.

id.II,v.40.

id. IT, v. 2G.

id.ll,v.57.

11 Galeazzi rispose con un reciso rifiuto, e, all'uflciale austriaco che domandava che significasse quello scampano, diede questa spartana risposta: Quelle campane suonano o la vostra

patti della capitolazione di Udine.

id. II, v. 5?.

la nostra agonia!!...

Il

Calvi, giunto sul

ore nove antimeridiane, aveva dato l'ordine di e perch gli Austriaci, fermatisi a poco pi di un chilometro dai Cadorini, cransi spiegati in opportune posizioni protette dal bosco, il Calvi dispose i suoi in due forti nuclei.... ed il resto nel centro. Visto poi che gli Au-

posto alle avanzare,

non accennavano ad avanzare, alle due pomeriCalvi, comandato all'unico tamburino di suonare la carica, ordin l'assalto. Con la spada sguainata avanza per primo sulla strada seguito da parecchi dei pi animosi, e l'ala destra procede contro gli Austriaci, che risposto con fuochi di plotone cominciano a ritirarsi, incalzati dai Cadorini che seguivano l'ardito lor capitano. Giunto presso il confine, l ove la sinuosit della strada oft're una buona posizione, il nemico si arresta e risponde ed in quel punto il Calvi, saltando sul con vivo fuoco parapetto della strada, levalo sulla punta della spada il fdglio della capitolazione di Udine, consegnato la mattina al Galeazzi, sventola con la sinistra in segno di guerra e di sfida ?/)i fazzoletto rosso. Animati da quell'atto coraggioso del biondo eroe, che rimase illeso tra le fucil:ite che piovevano intorno a lui, i Cadorini avanzarono:
striaci

diane

il

id. II, v. 0.

id. II, v. 12, il.

Ctdvl,

ed alle
le
sei gli

60

Camena.

K. R. Cadore,
V- 14.
id. II, V. 20.
'

II,

'^'

id. II,v. 62. id. II, V. 71, 72.

id. II

V. C6.

id. II, V. 71.

id. I, str. G.

G.E.

A certi

cen-

Austriaci erano in completa ritirata verso trincee di Acquabona [0. Brentaui, Guida del Cadore]. Parve clic alla battaglia ineguale ed eroica guardasscro stupite fin le fjifjantesclie montagne, sgombro da nuvoli il capo parve che i ghiacciai scintillassero al sole come gli scudi di Acliille (cfr.) e di Enea {gli eroi) nei canti dei maggiori poeti (vati) dell'anticliit, Omero e Virgilio. Il luogo memorando a 3 km. da Chiapuzza indicato da un pilastrino con l'iscrizione: < 1848 - 2 Maggio invasori ributt . Cadore Ma dopo il 2 maggio le cose volsero male pel Cadore, e l'Austria alla fine trionf. Il 4 giugno gli Austriaci entrarono in Pieve, la saccheggiarono e sulla testa del Calvi misero una taglia di 10,000 fiorini. L'eroe corse alla difesa di Venezia, ma dopo la resa (24 agosto 1849) si salv con Ih fuga. And in Grecia, poi a Torino, sempre cospirando per la libert; prese parte ai moti di Milano del febbraio 1853, poi fu costretto ad esulare in Isvizzera, donde il 17 settembre tent di tornare in patria per ridestare nel Cadore la guerra. Ma a Cogolo, villaggio del Trentino, fu arrestato con tre amici, per tradimento di un oste, presso il quale, stanchi e rifiniti i quattro patrioti avevano cercato riposo. Condotto a Trento, poi a Innsbruck, poi a Verona, poi a il/a?2^ora, dopo strazi inauditi fu condannato a morte il 1" luglio 1855 e tre giorni dopo impiccato sugli spalti di Belfiore (cfr.). And al sui)plizio sereno e impassibile fumando un sigaro, dopo aver respinto sdegnosamente il famigerato Sankez che gli prometteva salva la vita purch si dichiarasse reo di fellonia e chiedesse la grazia. Al contrario il Calvi scrisse una violenta protesta contro l'Austria dichiarando che sarebbe stato pronto a rifare quello che aveva fatto. Il martire fu sepolto nella fossa di Belfiore, donde i suoi resti furono tolti nel '67 e trasportati con gran pompa a Noale, ove fu eretto un monumento marmoreo. Ma anche i Cadorini vollero onorare il loro eroe e in piazza di Pieve del Cadore, ai piedi della torre del Municipio gli dedicarono il 14 agosto 1875 un modesto ricordo {povero viarmo): un busto in rilievo su una piramide bianca sostenuta da una base di pietra rossiccia, con questa ed ai morti comiscrizione: A Pietro Fortunato Calvi battendo con lui per la patria indipendenza nel 1848 > [Dem. Ferrari e A. FranzoxiJ. musa (cfr.) e quindi poesia. Camena
loro
;

sori, str. 1.

0. B. Le nozze di
iniafi8lia,str.4.

La poesia del C. crebbe di forme e di spiriti col crcgcere della figlia Bice (cfr.): cominci spiando nel cielo dell'arte ispirazioni e atteggiamenti nuovi, poi si avvent

Camesena.
feroce

61

Oampasrna.
0. 6.

parve abhnssnre vilmente la dignit della nuova Italia; finalmente riusc a compiere una vera e {ropria rivoluzione contro i sentimenti, le idee e le forme che dominavano la vita e Varie del tempo suo [ClllARlNr, p. 370]. ti accome l' accompagno le camene aryee ecc. ecc. pagno la poesia green, i fantasmi poetici greci, rivestiti di veste italiana (con la mia rima).
contro
clii

politica e

civili!

Io nozze di luiallglia.str.O.

ili.

str. 7.

R.N. Ad Alessandro D'Ancona,


str. 5.
id.

servii
e

camena

poesia
la

avvezza a lusingare
i

potenti

Ju. Alla Libert,


str. 1.

ad esprimerne

volont e

desideri.

la

un morbo

negano le mie camene il nome ecc. ecc. una malattia che non voglio nominare nel mio verso: peronospera o altra malattia della vite.
rio cui

Ju.

XCIV, Brin-

disi, str. 5.

la

camena

sorda
ii^

l'ispirazione poetica tace.

Ju.A N.F.P.
sposta, str.
0. B. Allo
str. 25.

Ri3.

Camesena

ninfa,

CauKwia, la Secondo una tradizione greca ella sarebbe il suo mito. stata sposata da Giano (cfr.) prima che questi venisse in

nome ha probabile riferimento a musa. incerto e oscuro, come il suo nome,


cui

fonti

del Clitumno,

secondo Macrobio (grammatico latino del IV sedei Saturnali ) Giano avrebbe tenuto il dominio d'Italia insieme con l' indigete (cfr.) Camese, e Gianicolo avrebbe avuto originariamente il nome di il Camasene. Il C. molto probabilmente fuse insieme le due tradizioni e le compi, facendo che dalle nozze del nume e della ninfa derivasse non pure il nome della regione, ma addirittura l'Itala gente [Mazzoni e Picciola]. Camilla la giovane donna guerriera che aiut Enea iu battaglia contro Turno e fu uccisa da Aronte.
Italia;

colo, autore

id. str. 20.

G.E.

proposito

del

processo
str. 0.

Fadda,
id.

donne romane che prima d'essere fatte schiave dai Germani dagli occhi celesti (cerulei) sopraffattori dell'impero romano caduto, 2jW?) di cedere le mani ai ferri della schiavit, avevano gioito del sangue e della morte dei barbari. E infatti l'antica Roma si compiaceva degli spettacoli sanguinosi e delle

Le nipoti di Camilla sono

le

id.

del circo, che costavano la vita a tanti sventuspecialmente schiavi e prigionieri di guerra, trasportati a Roma dalle regioni dell'Europa centrale (Gerlotte
rati,

mania).
i

il dittatore romano che sconfsse Camillo (Marco Fulvio) R. R. Alla citt di Ferrara, III, Galli piombati su Roma nel 390 a. C. Fu salutato padre V. 28. della patria e chiamato secondo fondatore di Roma. Ga- 0. B. A Giusepribaldi (cfr.) ben degno di narrare a Camillo la difesa pe Garibaldi, str. 0. di Roma (1849) e la presa di Palermo (1860): il dittatore moderno uguaglia il dittatore antico. l'Agro Romano che per chilometri e chilo- O.B.Roma, v. 15 Campagna metri si estende attorno la citt di Roma senza una casa.

Camp aldino.
Ju. Danto, atr.4.

Campaldino
guelfi.

02

gliibclliiii.

Gante Gabrielli.
guelfi
fra
i

luogo pres.so Arezzo, ove nel 1289


i

vin.sero in battaglia

Dante

vi

combatt

id.

O. B. Nell'annuale della fonita-

Campaldino, come Moiitaperti, la Meloria ecc., ricordano le divisioni e le lotte delle cill j^arlile, onde mnledelto il 2)iano di Campaldino, rea la Meloria ecc. Campidoglio il pi illustre dei sette colli di Konia (cfr.);

il

colle fatale, cio


si

zone di Koiua,
str. 3, 9.
id. 3.

sorte, su cui
di

i)rescelto dal fato, dal destino, dalla inalzava uno splendido tempio in onore

O.B.

A Ginseppe Garibaldi,
str. G.
12.

Giove. Al detto tempio saliva nelle feste il jonteficc cui era affidata, coi suoi conijagni, la generale sorveglianza della religione e del culto) seguito dalla vergine tacita, la prima delle Vestali (sacerdotesse di Vesta, dea del focolare, e quindi del benessere domestico, alla quale dovevano costantemente tenere acceso facevano voto di castit e di silenzio). Anche il fuoco i generali romani dopo felici imprese di guerra .salivano in trionfo il Campidoglio (cfr. Via Sacra). Oggi di lass si ammirano le rovine del Foro e del Palatino ; oggi,

(sommo sacerdote

O.B.Roma.v.

come

G. E. Meniinissc
liorret, str. 8.

nei tempi antichi, il Campidoglio rappresenta e simboleggia la citt di Roma, pi la gloria e la grandezza dell'Italia nuova che ha in esso il proprio tempio.

G. E. Agli amici della valle tiberina, str. 20.


L.

G.

Satana,

te

str. 36.

Arnaldo

spnge, o monaco, sul Campidoglio induce te, o (cfr.) da Brescia, a proclamare la repubblica in

Campidoglio.
R. R. Carlo Goldoni, III, str. 3.

R. R. Carlo Goldoni, IV. str. I.

R.R. Mezzogiorno
alpino, str.
1.

nome che a Venezia significa piazzetta. I camspesso provvisti nel mezzo di un pozzo, erano e sono gradito ritrovo di popolane allegramente ciarlanti nel loro dolce dialetto (v. Appendice). Canal il Canal Grande o Canalazzo a Venezia; quello che fu detto la pi bella strada del mondo r. Fiancheggiato da marmorei palazzi, attraversa tutta la citt, e s'indora dei raggi del sole, con effetti di luce stupendi, specialmente d'autunno. splendente, rilucente, infocato, acceso. Candente
Campiello
pielli,

O. B. Da Desenzano, str. 17.

G. E. Messer Gante Gabrielli da

Gubbio.

canora imagine 1' imagine di Catullo (cfr.). podest di Firenze, ebbe la Cante Gabrielli da Gubbio ventura di emettere il decreto per cui Dante (cfr.) imputato di baratteria, di corruzione e di maneggi contro la Chiesa e il pacifico stato della citt, fu condannato il 27 gennaio 1302 in contumacia ad un'ammenda di cinquemila fiorini piccoli, a due anni di esilio fuor di Tcscana, e all'esclusione perpetua da ogni ufficio e dignit, e, qualora il pagamento non avvenisse, alla confisca di tutti i beni. Siccome l'esilio matur in Dante l'idea della sna opera grande la Commedia cosi Cante

Canora

melodiosa.

Canzone.

C3

Capitello.

meritevole d'essere considerato, secondo l'arguta ironia carducciana, primo e solo inpivator di Danlv; ed a far m.'raviKlia clic l' Italia non gli ahbia ancora cretto 811 i|iiak'ln! piazza un \)(^\ wmwwm^'nio in marmo di Carrara! conipoiiiniento poetico di origine provenzale, Canzone coMiiosto di strofe regolate da leggi speciali. Di solito ogni .strofe si componeva di duo iiarti maggiori dette fronte > o sirima ; la fronte poi, poteva dividersi in due parti minori dette piedi , e la sirima in altre due dette volte . Di solito la canzone si chiudeva con nn congedo. Dante pose la canzone in alti.ssimo luogo, giudicandola la pi nohih forma lirica, e ne diede magnilci saggi; il i'f/rrtrcrt (cfr.) la rese i)iii armoniosa, e le canzoni perla sua donna sono veramente corojc cZi .s/e?/e intorno alla testa bionda di Laura {Vanrea freccia di Avi(/none cfr.). una delle porte principali dell'antica Roma si Capena apriva nelle mura Serviane ai piedi del Celio, e di l

U.K. MesaerC.TtiG^Sfo"^^' ti. id.wtr. l."


''iT.

o.

liuto o la lira, slr.5.


ii
ii

jj.

id.str.
jd. id.

o.

o. n. Din.in^.i le

Torme

di c-ir.-i-

Via Appia (cfr.). Con l' ingrandirsi della citt, la porta Capena rimase naturalmente nell'interno. Capeto cognome della famiglia salita con Ugo sul trono (li Francia nel 987. La dinastia di Ugo Capeto continu in linea maschile fino al 132S estinguendosi con Carlo IV, dopo il quale regn il ramo collaterale dei Valois fino

cominciava

la

calla, str. io,

k. n.

(,'a

ira,

ix,

str. 2.

al 1589, poi

quello dei Borbone

(cfr.) fino al

1792 e dal 1815


.

al '30.

l'tdlimo Capeto Luigi XVI (cfr.) detto l'ultimo, perche sembrava che nessuno di sua famiglia sopravvivesse agli eventi della Rivoluzione. Lo spettro di Capete lo spettro di Luigi XVI.

L. G,

Nei primi

giorni dell8G2,
str. 21.

Capitello la parte supcriore della colonna, variamente costruita e ornata a seconda dei vari stili architettonici.

R.R. La chiesa
Polenta, str.

cM

13.

Xella chiesa di Polenta (cfr.) le colonne grosse e rotondo sono coronate da caratteristici capitelli, scolpiti in pietra locale, alcuni cubiformi, altri a dadi, con facce smussate, variamente ornate con foglie convenzionali, disegni geometrici, intrecci bizzarri di tenie, figure grottesche di mostri e animali, a tutto rilievo molto basso e rude. Certe figure piuttosto di scimmiotti che di uomini, una specie d'ippogrifo, un orribile granchio di mare, fermano specialmente l'attenzione [Trovanelli e Santarelli citati dal C. nelle note a RR.]. Cosi che pu ben dirsi che nei capitelli della chiesa polentana i ricordi dell'arte greca (scalpelli argini) siano golfamentc confusi e sopraft'atti da estranee orride forme o di barbarica arte del nord {sogni efferati e spasimi del bieco

id.
la.

id.

Capitolio.

di

64

Carbone.

R.R. La chiesa

Polenta, str. 14

G. E.

Meminisse

faorret, str. 2.

seltenlrione) o di degenere arte bizantina {imbestiati degeneramenti de Voriente). Capitolio Campidoglio (cfr.). Capponi Piero popolarissimo personaggio della storia fiorentina, celebre per la risposta E noi soneremo lo

nostre campane data a Carlo Vili, il quale all'orgoglio giusto e nobile dei fiorentini contrari alle sue pretese,

id.

I{.

X. Ora e sempre, str. 4.

aveva opposta la minaccia famosa Noi suoneremo le nostre trombe (1494). di Fiero Capponi per l'ampia citt per l'ampia citt di Firenze che conobbe i nobili sdegni. Caprera piccola isola a nord-est della Sardegna, posseduta da Garibaldi che vi fabbric una casetta. Ivi il generale amava ritirarsi tra un'impresa e l'altra. Tra
Caprera, ove giacciono le reliquie di Garibaldi e Stadove riposano quelle di Mazzini, un' arcana corrispondenza d'eroici sensi: ora e sempre i due grandi
glieno,

iJ.

L.

G.Roma morte, str. 2.

vegliano, scolte vigili, sulla grandezza della patria. Garibaldi che a Caprera Caprera leon attendeva l'ora di correre a combattere per la libert e
spiriti

l'aspettante di
l'Italia,

per
G. E.

Feste ed
5.

Caprera

o Garibaldi.

obli, str.

0. B. Dinanzi le

Caracalla

Terme
calla

di Cara-

id. str.

1.

id. str. 9.
id. str. 3, 4.

id.

id.

BamboloJu. ne, str. 17.

imperatore romano dal 211 al 217 d. C. Fece Roma le terme (bagni pubblici) che da lui presero nome e che furono ingrandite e compiute dopo la sua morte. Erano situate tra il Celio e l'Aventino poco lungi dalla porta Capena e potevano contenere fino a 1600 bagnanti. Le rovine che restano, prossime al piano tristo dell'agro romano, sono tra le pi imponenti e suggestive; in quel religioso orrore pare che dorma l'anima stessa di Roma. Dtie muri, tra gli altri, levansi enormi come vecchi giganti e par che tentino e minaccino il cielo con la loro altezza e il tempo con la loro durata. Vola intorno l'augure (cfr.) stormo dei corvi. Carafulla e Baraballo oscuri grammatici antichi. Di Cosimo Baraballo da Gaeta, abate, morto nel 1516, noto il nome, solo per essere egli stato incoronato per burla in Campidoglio, dove fu fatto avviare sopra un elecostruire in

fante.
Ju. .Sicilia e la

Carbone Giovanni
latosi tra
i

giovane genovese ventiduenne, segna-

Riv olu zione,


str. 7.

valorosi del quartiere di Porteria che con Pallila riuscirono il 10 dicembre 1746 a cacciare gli Austriaci da Genova. Si vuole che egli riportando le chiavi della Queste sono citt ai Signori, dicesse semplicemente le chiavi che Loro Serenissimi hanno dato con tanta franchezza ai nostri nemici procurino di custodirle meglio in avvenire, perch le abbiamo ricuperate col nostro
: :

sangue

Caria.

in

65

Carlo Alberto.

Caria
st:i,

sud-ovest dell'Asia Minore. Ivi, lungo la couna diramazione dei monti Tauri, sorge il monte Latnios, in una grotta del quale, il mito narra si svolgessero gli amori di Endimione (clV.) e di Selene. Endimione. Quando Selene (la luna), giovili di Caria

parte

Jii.

Diana Tri-

via, ftr. 0.

attratta nella grotta dal (jiovin di Caria, in terra

gli
id. str.
7.

amanti si uniscono pi lieti nell'ombra. favolosa voragine presso lo stretto di Messina, Cariddi assai temuta con lo scoglio di Scilla (cfr.) dai naviganti antichi. Metaforicamente signitca grave difticolt, peri-

Ju. Prologo, v 43.

colo insuperabile.

Carignano

provincia di Torino, clie ha dato il dei principi di casa Savoia, cominciato con Tommaso (morto nel KiG), figlio di Carlo Emanuele I (cfr.) duca di Savoia. Il ramo cadetto poi divenuto il ramo principale {vittorioso) con l'assunzione 1831). Il padre di Carlo al trono di Carlo Alberto (cfr. Alberto al tempo dell'occupazione francese (17^18) si atteggi senz'altro a rivoluzionario, ma gli fu tolto l'appannaggio e fu inviato a Parigi dove mori nel 1800 appena trentenne. La moglie Albertina (cfr.) e il figlioletto di soli due anni, si trovarono in vera miseria: ebbe cosi principio la triste infanzia del piccolo Carignano. Nel 1807 la madre spos il conte di Montleart, e il figlio fu messo nel collegio dell'abate Liautard; ma nel 181 J i Montleart furono da Napoleone allontanati da Parigi. Carlo Alberto giovinetto si trasfer con loro a Ginevra; nel '14 entr come luogotenente nell'S" reggimento dragoni e and di guarnigione a Bourges fu un vero figlio della Bivohtzione. Carili nome greco delle Grazie (cfr.) dette latinamente decenti, cio leggiadre. Erano tre, onde tre sono i nappi (tazze) che il C. vuota per brindare ad esse. v. C. C. Carlo

paese

in

]{.

R. Bicocca di

nome

al

ramo cadetto

San Giacomo,
str. 30, 37.
id. str.

37

id.

id. str.

30.

Ju.

XXIX, Brinsti".

disi,

11.

Carlo Alberto

Sardegna dal 18^1 al 1849. da Carlo Emanuele principe di Savoia Carignano e da Albertina (cfr.) di Sassonia. Passata la prima giovinezza fuori di Piemonte, quasi sempre in Francia (cfr. Carignano), torn a Torino nel 1815, dopo la caduta di Napoleone. Infieriva allora in Piemonte la politica reazionaria del re Vittorio Emanuele I, e liberali cominciarono a guardare con simpatia al giovane principe di Carignano che vissuto in Francia aveva respirato aria nuova e che ora frequenre di

B. R. Piemonte,
str. 30, 14.

Nacque

il

2 ottobre 1798

tava l'Ambasciata francese a Torino, rifugio di liberali. In pochi anni Carlo Alberto divenne popolarissimo, specialmente tra gli affigliati alle societ segrete non solo piemontesi, ma di altri Stati italiani. Vincenzo Monti scriveva: 0 felici giovani piemontesi, voi vedrete la
Disioiiario Cavciiceiuio.

Carlo Alberto.

CO

Carlo Alberto.

Eijli

R.

R. Piemonte,
st' 29.

id. str. 30.

iJ. str. 17.

id. str. 23.

id. str. 17.

salvezza d' Italia, perch avete il principe di Cai ignano. un sole che sorto sul vostro orizzonte. Adora> telo, adoratelo Ma la coscienza del principe era impreparata al grave dissidio che presto doveva gettarla in una terribile intima lotta, giacch se Carlo Alberto fra il '18 e il 'iiO era col pensiero d'accordo coi liberali, non seppe essere tuttavia al momento opportuno risolumoti del '21 dei qnali tamente per l'azione. Scoppiati fu anima Sanlorre d Santarosa (cfr.), Carlo Alberto tini col cedere alla volont del nuovo re Carlo Felice e fn costretto a uscire di Piemonte e a riparare a Firenze presso la corte granducale, con la quale si era imparentato sposando il 2 ottobre del '18 l'arciduchessa Maria Teresa. I liberali furono disjjersi dalla reazione trionfante, e accusarono Carlo Alberto di tradimento perch per obbedire al re aveva abbandonata la loro causa; e vie pi ne bestevnniarono il nome due anni dopo, quando Carlo Alberto per dar prova alle potenze reazionarie della Santa Alleanza dei suoi sentimenti antiliberali e assicurarsi cosi il diritto di successione al trono di Sardegna che. Ini escluso, sarebbe toccato all'austriacante duca di Modena Francesco IV, accett di prender parte, col grado di maggiore in un reggimento di granatieri, alla spedizione francese in Ispagna, per ristabilire l'ordine turbato da pochi facinorosi . I facinorosi natuliberali spagnuoli, in ralmente non erano altri clic aiuto dei quali erano accorsi non pochi liberali italiani sfuggiti alla feroce reazione del '21. Nell'agosto del '23 fu combattuto intorno al forte del Trocadero, presso Cadice, un breve ma sanguinoso combattimento, dove Carlo Alberto mostr tanto valore da essere salutato dai suoi commilitoni il primo granatiere di Francia . La caduta del Trocadero segn la vittoria della reazione anche in Ispagna e Carlo Alberto, tornato in patria, si ritir nel castello di Moncalieri, presso Torino, dove visse poco meno che relegato, mentre il suo nome correva ma!

ledetto sulle bocche dei liberali, nelle strofe taglienti di

id.

va il (1822): Esecrato, o Carignano, ogni gente non v' clima si lontano, ove il tedio, lo squallor, la bestemmia d'un fuggente non ti annunzi traditor [Clarinaj. E in seguito Giuseppe Giusti (1838) imprecher al suo nome chiamandolo: * Il Savoiardo di rimorsi giallo quei che purg di gloria un breve fallo al Trocadero [L' incoronazione]. Morto Carlo Felice nel '31, Carlo Alberto sali al trono. Era il tempo in cui Mazzini, fondata la Giovane Italia, diffondeva per tutto le sue idee liberali e si studiava di preparare nuove insurrezioni. Infatti poco dopo, eccitato invano Carlo Alberto a lorsi a capo della rivoluzione
|

Giovanni Berchet

tuo

nome

in

Carlo Alberto.

67

Carlo Alberto.

per loinlere l'Italia libera e una , tcMit in Savoia una spedizione armata alla quale doveva corrispondere l'insurrezione di Genova. Ma il tentativo fini niiaeianiente (18.53) e Carlo Allterto permise che il Piemonte fosse de-

La setta dei gea farne cieco strumento di persecuzioni snnfininosc e di repressioni violente; d'altra jiarte eerte parole, eerte deliberazioni, eerti atti improvvisi di Carlo Alberto ce lo mostrano talvolta prosolato da
per.><('ciizioni,

galere, morti.
re e
riu.sc

suiti circu

abilmente

il

penso
al '48

ai

liberali e

avverso all'Austria; cosi


efr.).

elie dal

'31

Io

vediamo continuamente ondeggiante


il

tra

due
1{.

estremi partiti {italo Amleto,

R. Piemonte,
^\''-

(l'anno del lorienti) Carlo Alberto trov finalmente la sua via; il 2^opolo risponileva agli stranieri che disputavano se l' Italia fosse o no la ^ Terra dei Morti >, insorgendo al canto degli inni jiatriottici; e Carlo Alberto votatosi alla morte per la patria, dichiar la guerra (trasne la spada) all'Austria. Con l'esercito forte

Ma

venuto

1S48

^^14.

ii.str
i.l.

ij.
Ci.

.str. 15.

di 00,000 uomini, 7000 eavalli, 120

fuoco del Piemonte), i)ass il per la Lombardia insorta, verso il Mincio, al di l del quale si era fortificato l'esercito austriaco. Passato il Minci nella prima quindicina di aprile dopo vari scontri felici, il 30 si combatt vittoriosamente a Pastrengo nei primi di maggio, tentato invano di prendere Verona, fu posto l'assedio a Peschiera, e dopo le battaglie di Vi;

cannoni (il ferro e il Ticino e marci liberamente,

,Tu. il
''tr.
i;.

Plcijiscitn,
16.

r.

Piemonte,

str. 18.

cenza (ii), di Curtatone e di Montanara (29) combattute rispettivamente dai volontari dello Stato pontificio e dai toscani, il oO maggio l'esercito piemontese vinse la bella vittoria di Coito, lungamente contesa: si era combattuto dalle tre del i)omeriggio fino a sera. Carlo Alberto a cavallo discendeva dall'altura di Somenzari, quando fu recata la notizia della resa di Peschiera (cfr.): egli stesso

i^i.

gt,._

i5_

id. str. 19.


id. str. 20.

comunic ai suoi soldati lungamente salutandolo ?-e


la

vincitori,
d' Italia.

che

lo

acclamarono
id. str. 21.

Coito quella che j^^^'cosse il cuore del C, fanciullo non ancora tredicenne; egli che undici anni dopo, giovine di ventiquattro anni {la stagione pi Iella) celebr nel VI libro dei Juvenilia le vittorie del '59 e la risorgente fortuna della patria (vale d'Italia), molti anni di poi, nel 1890, coi capelli grigi {in g^-ige chiome) cant nobilmente nell'ode Piemonte Carlo Alberto, il re de' suoi verd' anni. Dopo Coito e Peschiera le sorti della guerra precipiPiemontesi battuti a Custoza (23-25 luglio) si tarono: ritirarono precipitosamente su Milano; ivi pure battuli a chiedere un armistizio, a il 4 agosto, furono costretti sgombrare dalla Lombardia, a perdere tutti frutti delle belle vittorie di primavera. I liberali gridarono al tradila vittoria
di
i i

Fu

id. str. 10.

id.

id.
id.

id. str.

17.

Carlo di Valese.

68

Carlo Primo.

n. R. Piemonte,
str. 17.
i. str. 24.

Ju.

A Vittorio
Str.

Emanuele,
6. 8.

R. R.

Piemonte,

mento, Carlo Alberto nsci salvo a mala pena dalle mani del popolo di Milano inferocito, e il suo nome fu una volta ancora bestemmiato. Ripresa la guerra nel marzo del '49, Piemontesi furono sconfitti a Novara (cfr.) il 23. Carlo Alberto (juando vide perduta ogni speranza, si espose nei luoglii di maggior pericolo, cercando la morte, e la sera abdic in favore di Vittorio Emanuele. Poi usci esule volontario dal patrio Piemonte e si diresse ad Oporto (cfr.), dove giunse
i

str. 24.

il

19 aprile.

id. str. 26.

id.
id.

sua travagliata esistenza si avviava rapidamente si spense il -28 luglio. Poche settimane prima Carlo Alberto aveva seguito con grande fatti di Garibaldi {il marinaro di Nizza, cfr.) interesse combattente contro Francesi {l'oltraggio gallico) per la
la

Ma

alla fine (sfaceasi), finch

L.G.Poetidiparte bianca, v.22.

Carlo

e Gianicolo). Valois, fratello di Filippo IV re di Francia, mandato dal papa Bonifazio Vili in Firenze per sedare le discordie interne, ma in realt per dare la prevalenza ai Neri. Entr in Firenze il di d'Ognissanti del 1301; nel parlamento tenuto in Santa Maria No-

difesa di
di

Roma

Valese

Carlo

(cfr.

Roma
di

id.

V.21.

ed ebbe la balia della citt, che egli poi consegn per tradimento ai Neri fuorusciti. Questi per pi giorni la saccheggiarono, poi condannarono all'esilio pi di seicento Bianchi, dopo aver malconce {diserle) le
vella chiese

case e
R. E. Bicocca di

le ville loro.

San Giacomo,
str. 6.

duca di Savoia dal 1580 al 1630, figlio Carlo Emmanuele di (Emanuele) Filiberto (cfr.). Sovrano di un piccolo Stato, posto tra la Francia e il ducato di Milano spagnuolo, sdegn la neutralit ed ebbe l'ardire (il cuore) di combattere ora contro Francia ora contro Spagna, e di chiamare principi e popoli d'Italia alla riscossa conIngrand il prestigio della (i barbari). casa di Savoia non pure in Italia ma in Europa. Col figlio Tommaso ebbe principio il ramo cadetto dei
tro gli stranieri

Alla croce di Savoia, str. 11. R. R. Bicocca di


.ru.

San Giacomo,
str. 37.

Carignano

(cfr.).

G. K.

A un lieiniano d'Italia,
str. 6.

R. N. Carlo

I.

re dei Franchi e primo restauratore dell'impero romano di occidente (cfr. Mentana). Combatt Mori, compi grandi in difesa della fede cristiana contro conquiste, distrusse il regno dei Longobardi in Italia (774). Mor e fu sepolto in Aquisgrana (cfr.) capitale del suo impero. della famiglia Stuart, re d'Inghilterra Carlo Primo dal 1625 al 1649. Risoluto ad osservare l'assolutismo, e disposto a valersi di qualunque mezzo per raggiungere lo scopo, fini con entrare in aperto conflitto col Parlamento, dal quale alla fine fu vinto. Tradotto innanzi ad un'alta corte di giustizia fu condannato a morte. In questa traCarlo Magno
i

Carlo Primo.

09

Carlo Quinto.

gcdia iiazioniilo fa capolino, per la prima volta nella storia moderna, la forza oscnra del popolo simboleggiata, nella leggenda i)oetica, dal bambinello, figlio del carbonaio, cullato dallo stesso re: il bambinello, divenuto grande, sar il boia del re che gli aveva cantato la ninnananna. H. Lo due toni, Carlo Quinto (1500 l'wS) l'imperatore clic nel secolo XVI riimi sotto di s il pi vasto dominio dei tempi moderni. ,.*$ Nacque a Gand in riandr {fiavunnujo) da Filippo dAustr. is. stria e da Ci rrt((7 d'Aragona, la pazza; fu dunque per R. IJ. Cadoie. I. per degli (cfr.l e Absbnrgo parte di padre della razza ^''- ^. parte di madre di quella dc^gli Aragonesi e poich ebbe a di Carlo V, str. 4. per nonna paterna Maria di Borgogna pu ben dirsi che id. str. 5. in lui scorressero fre rivi di sanr/ue diversi. E da tutti id. str. 3. mali atavici {di Ire secoli) della die tre egli deriv scordia, della smodata ambizione e della follia, rappreid. sentati dalle (re fate che il C. imagina intente a cantare la ninna nanna intorno alla culla del piccolo Carlo dal id- str. 2, 4. viso deforme [faccia cagnazza). Di appena IG anni, Carlo sali sul trono di Spagna. Dal lato materno ebbe i regni d Spagna, di Sicilia, di domini d'Africa e possessi Napoli e di Sardegna, Paesi Bassi, e dal lato paterno eredit d'America nel 1519 ottenne anche gli Stati ereditari di casa d'Austria. Da gran tempo non s'era vista in Europa si vasta potenza territoriale, e questa crebbe ancora, quando gli elettori di Germania nominarono Carlo loro re e impe;

ratore, coronandolo in Aquisgrana (1520) Carlo V si trov allora di fronte Francesco


cia,

[Kinaudo].
I,

re di Fran-

geloso e timoroso di quella smisurata potenza. Dalle


i

due rivali ebbe molto a lunghe guerre combattute fra sofrire l'Italia che fu ferocemente disputata (cfr. Clemente VII), tinche cadde quasi tutta o direttamente o indirettamente sotto il potere &W imperatore. Cosi che o.B.Leductorri. str. 6. nella prima met del secolo XVI la dinastia di Carlo V avvinse come in una rete di assolutismo quasi tutta l'Europa (o primo d'Europa accentralore), vuscendo inoltre H. N. Ninna nanna di Carlo v. a rendere ereditario nella casa d'Austria il nome e l'au-

primo ereditario imperatore). Carlo V, verso la Riforma (cfr.) luterana tenne un conlegno oscillante e pieno di contraddizioni, giacche se per dover suo, per convinzione religiosa e per tranquillit dei suoi Stati, era spinto a frenare qualsiasi sollevazione, dall'altra jiarte trov spesso nei riformati opportuni alleati contro le opposizioni papali [Kinaudo]. Per non dire che dei suoi atti pi notevoli, nella dieta (adunanza) di Worms del 1521 mise Lutero al bando deltorit imperiale (o
l'

^ ''
j'J

id.str. 12.

impero

diete di

e condann Norimberga

alle fiamme i libri di lui, ma nelle del '22 e del '24 ammise a discus-

Carme.

70

Carroccio

B. N. Ninna nanna di Carlo V,


str. 4.

sione le proposte fondanicntali della Kiforma; nel 1527 spinse luterani al sacco di Koma, ma noi l.j29 a Spira proib ogni innovazione e nel '30 nella dieta di Angu.sta dopo discussioni e titubanze, ordin il ritorno assoluto al culto cattolico, la restituzione dei beni tolti al clero e l'osservanza delie credenze cfittoliche, minacciando la morte ai riottosi. E cos di dieta in dieta, tra minacce e tentativi di accordi, si giunse alla guerra aperta (1545) che insanguin per parecchi anni l'Europa {aduggi avvili la terra cristiana). Finalmente con la pace d
i

id. str.

15.
14.

Augusta del 1555, la lotta ebbe fine e la libert religiosa fu solennemente riconosciuta, andando cosi a vuoto il disegno di Carlo V di imbavagliare l'Europa, stringendola nella refe ecclesiastica dell' intolhsranza religiosa. L'anno dopo rinunzi al trono dividendo l'impero tra e il fratello Ferdinando, e si ritir nel il tglio Filippo II convento di San Giusto (cfr. Yusl) nell'Estremadura (Spagna) dove mori. Nello stemma di Carlo V figuravano alcuni cani levrieri.

id. str.

R.

N. La stampa e la Riforma.
str. 4.

R. X. Ninnai naniio di Carlo V,


str. 11.

id. str. 2.

O. B. Alle funti del Clitumno,


str. 10.

Carme
le

poesia,

Carmi
sorti
(i

ode. poesie narranti i fati, cio il destino, fatali etrusca, iimbra, romana delle antiche genti

id. str. 11.

tre imjeri).

App. Dai Carmiiiadi Lud. Arioito.

Carmina

parola

latina che significa

Poesie

R. X.

Il

Comune
2.

rustico, str.

R. N. In Carnia.
\i.

E. La sacra di Enrico V, str.

la parte settentrionale montuosa della provincia Carnia di Udine, ricca di noci e di castagne. Le leggende pomonti della Carnia di ninfe, che le sorelle loro polano della Tenca (cfr.) invitano a danzare nelle notti serene. ballo di pi persone con movimenti intrecciati, Carola accompagnato da canto.
i

44.

Ju.

Sicilia e la Rivoluzione,
E.

Carpazi

catena

di

monti che recinge a nord-est

il

ba-

.supiauo ungherese.

str. 1!.
5.

A messe r Carrara
tutto

Gante Gabrielli da Gubbio,


str. 1 L. G. Per
il

lungi dal mare, celebre in ricchissime cave di marmo bianco (detto appunto di Carrara) situate nei monti adiacenti.

citt

toscana non
le

il

mondo per

tra-

sporto delle
reliquie di U. Foscolo, str. 7.

O.B. Le due
str. 1.

torri,

Carroccio

carro tirato da buoi che in origine serviva a raccogliere le decime ecclesiastiche, ma che poi divenne per le citt italiane del medio evo rette a governo comunale, il simbolo della loro libert. Kecava talvolta un altare sul quale un sacerdote celebrava la messa durante la battaglia, e sopra un'antenna l'insegna del Comune e

Cassano.
lina

71

"''
'

Gate.

campaiKi (la niartiiiella) o li-oviOe por cliianiaie a raccolta; era conio il centro, il luogo d'adnnata, delle perduto il carroccio anche milizie comunali in l)alta},Mia la battaglia era considerata perduta. La parola Carroccio <livenuta poi sinonimo di li;

O.H. Lo duo Ioni

.Ju. Il

riebiscito,

berta.

^''-

Cassano

paese lombardo

sul

l'Adda

(cfr.

Ezzelino).

R-

R Alla citt <M Ferrara, II,


str. 17.

Cassio

come Bruto,

fu

contro Cesare (cfr.) il Marte (Marzo) dell'anno 44 a. C. Ma mentre J5ruto era combattuto tra l'amore per la repubblica e l'alTetto per Cesare, e cercava nella lilosolia antica e specialmente negli scritti di Platone {le ]>lalonie carte) di ([uietare il conflitto della sua anima, Cassio attendeva tranquillo tra bevendo vini migliori), il giorno lieti cecuhi (cfr. stabilito per uccidere il dittatore. Castella antica fonte sui fianchi del Parnaso, il monte sacro ad Apollo e alle Muse. Le sue acque ispiravano canora). poeti (onda vocale nome italianizzato di Francesco Renato Casteibriante scrittore cattolico francese di Chateaubriand, grande (1768-1848). Delle molte sue opere citeremo solo Il Genio del Cristianesimo .
i

uno dei promotori della congiura quale fu ucciso agli idi (il 15) di

Ju XXIX,

l?rin-

disl, str. 15.

ili,

R. N. Primavere Ellen.(I Eolia),


str.
2.

Ju. Al beato Gio-

vanni della
Pace,
ftr. 7.

Guarda

ino' Casteibriante, ecc.

Chateaubriand pu

iJ.

rallegrarsi perch la Francia, atea con la Rivoluzione, tornata a Dio, e Napoleone III {Bonaparle) sostiene il papa Pio IX, come Atlante (cfr.) il mondo, e i nipoti

dello scettico e ateo Voltaire ( Fo/^fcro) fanno da guardie {Svizzeri) al papa. paesetto sul Tanaro, dove il fiume sta per Castellino uscire dalle gole dei monti, in provincia di Cuneo, alto

R. R. Bicocca di

San

Giacomo,

610 m. sul livello del mare. E visibile da lontano per una esile torre vibrata nel cielo come in atto di sfida: una delle tante torri e castelli che gli Aleramici (cfr. Aleramo) costruirono nelle Langhe (cfr.) per difendere il ter-

str. 13.

arabe torme), scorrerie degli Arabi (cfr. quali nella prima met del secolo X, annidatisi presso Nizza, portarono la desolazione anche nei paesi subalpini, impadronendosi dei principali passaggi delle Alpi Pennine, Cozie e Marittime, e spingendosi fino a Genova.
ritorio dalle
i

iJ.

Castel Vecchio Castiglioncello


sul livello del

maremma pisana a .39.3 m. mare, tra Blgheri e Castagneto tutti luoghi questi dove il C. visse la sua iirima et. Caterina: nome che nella forma dialettale riCate corre in parecchie commedie del Goldoni ( Il Campielo " ; " La Putta onorata ^), ma che il C. usa qui in
:

v. Verona. borgata della

0. B.
14.

Una sera di
v.

San Pietro,

R. R. Carlo Goldoni, IV, str. 4.

Caterina.
senso generico,
di nobili sensi.

VJ

Catullo.

come donna non certamente provvista

R.N. Taira,
str. 1.

III,

G. E.

Il

CesariII, str. 4.

smo,

nata a Firenze nel 1519, spos Caterina de' Medici nel Enrico di Valois che fu poi re di Francia col nome di Enrico li (1517-1559). Fu Caterina che ordin la costruzione del palazzo reale delle Tnileries. La sua potenza divenne grandissima quando nel luGO assunse la reggenza dello 8tato per il tglio Carlo IX ancor minorenne- Donna d'animo virile, ambiziosissima, senza scrupoli, fu la principale ispiratrice della strage degli Ugonotti (cfr.), perpetrata in tutta la Francia nella notte di San Bartolomeo (-24 agosto) del 1572. Mor nel 1."j89. Cato Catone, detto l'Uticense, da litica (Africa), dove pose fine ai suoi giorni. Libero spirito repubblicano, quando seppe che Cesare aveva vinto definitivamente la parte pompeiana, si uccise trafiggendosi il petto (a. 45 a. C).
1,'j;.']

Ju. Piotro Metastasio, str. 1.

il

tao nobile Cato


e Attilio

e
a.

il
(il

prigionier consol di
patriota
di

Roma
a

Catone

Regolo

romano messo

morte

dai Cartaginesi nel 231 del Metastasio.


.Ju.

C), sono argomenti

due drammi

XXIX,

Brin-

Catone

v.

Cato.

disi, str. 14.

G. In morte di P. Thouar, str.

1 Calon cui lihertade impingua, diversi dall'antico Catone che per amore di libert si uccise, sono quei tali che della libert profittano disonestamente, per arricchire e per conquistare uffici lauti ed onorifici. uomini viziosi, camuffati bordellier Catoni

Ju.

Ancora Vinc.
str. 3.

da

vir-

Monti,
0. B.

tuosi.

Da Desen-

Catullo (Caio Quinto Valerio)

grande poeta

lirico latino.

zano, str. 11.

0. B.

Sirmione,

a Verona circa r84a.C., di famiglia cospicua che ebbe l'onore di ospitare pi volte in casa sua Giulio Cesare (cfr.) proconsole delle Gallie. Giovane di circa 20 anni fiss a Roma la sua dimora interrotta soltanto
alla sua citt natale o alle ville di .Sirmione (cfr.), e da un viaggio in Bitinia. A Roma conobbe nella societ elegante fra cui viveva, una Clodia, donna bellis.ima, della quale si innamor perdutamente e alla quale, sotto il nome di Lesbia (cfr.), ripetutamente si rivolse nei suoi carmi. Le pi belle tra le sue liriche sono ispirate da questa donna che fece tuttavia provare al poeta tutte le pene della gelosia e della infedelt pi sfacciata, finch Catullo ebbe la forza di rompere ogni legame con lei. Poco dopo, forse per di-

Nacque

V. 27.

da qualche

visita

0. B.

Da Descn3.

Tivoli e di

zano, str.

O.

B.
V. 28.

Sirmione,

la lontananza, pretore Memmio in Bitinia (regione dell'Asia Minore) e ivi si trattenne oltre un anno; poi con una nave (cfr. fascio) fece vela dalla Propoutide (Mar di Marmara) per l'Italia e se ne torn in patria alla villa alla sua nave fa risalire l'Adriatico di Sirmione (cfr.)

strarsi dalla sua

tormentosa passione con


il

accompagn

nel 57

Cavaliere.

73

Cefiso.

tino alle loci ilei Po, e un po' pel fiuine, un po' per fermo, facendola trasportare per terra, la fa arrivare nel lat^o Gikssani, Lclleratnra rodi (iarda, alla sua villa
>

mana,
sassi

W\\ mo, Vallardi].

legalo

il

battello, r/i a'nitiili

0.

13.

Sirmiono
29.

della riva, il poeta malinconico e disilluso avr lo sguardo fisso su le onde Innyld giorni trascorso pensando gli ocelli dell'amante e il suo jurfido del lago cfr. riso e i suoi molteplici volubili amori {mullivoli ardori). E desider la morte, e parve che la divinit animatrice (la ninfa) del lago lo chiamasse gi nel silenzio freddo delle acque, dove follie e affanni {insanie e cure) dileguano neU'oOlio, dove solo si odono viusiche leggiere

V.

27
iJ. V.

ili.

29. 31.
.31.

id. V.

id.

V.35.

id. V. 41.
id. V. 41, 42.
.

(lei)

e canti di ninfe {cernie vergini).

id. V. 43, 44. id. V. 48.

Dopo due anni di vita sconsolata il poeta mori appena trentenne: era il la.C. (cfr. Amore).
Cavaliere

C.C.

sezione

Giuseppe Chiarini (cfr.) vivente, ora capo Ministero della Marina. Quando il C. gli mand poemi di Byron Carlo Chiarini era uflciale di marina e si trovava a Venezia {su 'l risonante adriaco lido).
di al

Carlo

v.

Cingolo.

R.n.AC.C.mnndandogli
poe-

mi
scultore fiorentino, nato Tanno 1836, Cecioni Adriano morto nel 1886. All'esposizione di belle arti a Torino nel 1880 espose il bel gruppo La madre , raffigurante una giovine madre campagnuola nell'atto di palleggiare sorridergli il figliuoletto (7 pargolo) e di parlargli e di dopo averlo saziato col latte del proprio seno.

di

Byion.

0. B.

La Madre,

str. 7.

iti.

str. 4, 5.

Cecropia
niesi,

di Cecrope, primo leggendario re degli Ateche avrebbe introdotto in Atene il culto di Pallade

Jii.

Alla Libert,

str. 4.

Atena [cecropia dea), protettrice della citt. Cecubi vini di Cecubo, luogo del Lazio, fra Terraeina

Ju.

XXIX, BrinSu l'Adda

Gaeta, celebre per vini squisiti. sparisce, scompare, svanisce. A chi navighi su le Cede acque di un fiume pare che gli ardii dei ponti, dileguantisi nella lontananza, si abbassino fino a toccare {agguagliare) la superficie dell'acqua {liquido pian). giovine cacciatore di meravigliosa bellezza, figlio Cefalo del Crepuscolo e della Rugiada, sposo di Procri. Rapito improvvisamente dall'Aurora (cfr.) port seco la faretra d'oro, ma lasci l'arco su l'erbe. E personificazione del principio del giorno, oppure della stella del mattino che scompare con l'Aurora.

disi, str. 15.

0. B.

str. 2.

O.B. All'aurora,
V. 47.
id. V. D2, 53.

Cefiso

fiume dell'Attica (Grecia) che ebbe la ventura di dissetare con le sue acque Venere e di veder quindi riflesse le grazie, le bellezze ignude, della dea.

.Tn.

A Febo A polb:.

line, str.

G.E. Per le nozze di G. Parenzo,


str. 9.

Celio.

le

74

Cesare.

o. B. Dinanzi
calla, str.
1,

Tcrraedi Caia10

Celio iino (lei colli di Roma, separato dall'Aventino per niezzo dellavvallaiiiciito in cni era la ' porta Capena (cfr.). v
;

o. B. Fuori alla Certosa dj Boogna, V. -

Celti

R. R. Bicocca

tli

^^"
^
^-

Giacomo,

O. B. Fuori alla

Certosa
B.

d IJoJij.

lugna, V.
str. 7.

popolo che in origine ebbe sede nella parte nordovest dell'Europa, ma che poi con il ramo molto esteso ^gj Q.^jjj gjjY abitanti fra il lleno (Germania) e la Garonna (Gallia. poi Francia) si dififnse in altre regioni e specialmente nei!' Italia settentrionale (cfr. Bologna, Ferrara), che prese addirittura il nome di Gallia Cisalpina. Il loro dominio fu dei pi barbari, si da distruggere quasi la precedente civilt etrusca. Furono poi Romani che rimboschirono le cime dei nostri monti, che redensero do le terre devastate dalla dominazione " gallica,
i

Su l'Adda,

Celtico

G. E. Agli amici della Valle Tiberina, str. 3. K. X. In maggio, s^r.4.


id.

Cerbaiolo

poco lungi da Pieve Santo Stefano, ^ulla sinistra del Tevere.


canina nata da Echidna e da Tifone con leggende con cinquanta). Custode dell'inforno pagano, i suoi tristi latrati si accordano col
fiera

dei Celti casale

(cfr.);

francese.

Cerbero

tre teste (secondo altre

str. 5.

dolore del triste luogo.


Tu.

Canto

di Fri-

Cerere

mavera,str.30.

figlia di Saturno e di Cibele, dea dei campi, delle mssi e delle biade. Simboleggia e personifica l'abbon-

id.

App. Per

la so-

spensione

del Don Cliisciotte, str. 3

solchi Cerere non mssi nelle nostre contrade, calpestate dai cavalli e deserte dalle guerre. ingegnere vivente, fiorentino di nascita, Ceri Giuseppe di adozione. notissimo a Bologna per il suo bolognese ." .. i-iv. spinto caustico che ama dmondere per mezzo de La Striglia giornaletto suo personale, non uscente a data fissa, ma ogni qual volta in citt si discuta intorno a no-

danza e la feracit della terra, non hiondefjgia superba dai nostri


le

crescono

IT

tevoli questioni di vita cittadina.

.Tu.

A Febo

Apol-

line. str. 31.

Cerilo v. Alcione. giovanetto Cerlnto pj'am (cfr.). ciocca Cernecchio

di

umile condizione, amato da Sul-

di capelli arruffata.

0. B. Sogno destate, v. 29, 31.

O.B.Leduetoni.
str. 2.

R.R

Aliacittdi Ferrara. I, v.

Bologna v. Bologna. Vi giace sepolta la madre del C, Ildegonda Celli, morta nel 1870. ceruleo, cilestrino, color celeste pallido. Cerulo Cervice nuca, parte di dietro del collo, su la quale scencapelli di chi li porti lunghi. dono uno dei pi grandi Cesare (Caio Giulio [100-44 a. C.])

Certosa

di

o B Da Desenzano, str.
9.

antica. Conquist le Gallie, vinse Pompompeiani, fond di fatto se non P^'^ ^"^^ competitore e di nome rimi)ero romano. Mori ucciso dalla congiura re-

uomini

di

Roma
di

G.E.ii Ce.sarismo, str. 1.

pubblicana
Simo. Tutti
gli

Bruto

e di Cassio.

Fu

scrittore elegantisil

imperatori romani presero poi

soprannome

Cesareo.

"">

anche nel''''i''

Cetsro.

(li

l'et

Cesare, anzi questo vocabolo divenuto moderna sinonimo di imperatore.

o.k. Ncli'nnnuair
fow\a/.\u.

no
<liiaiulo

(li

Ho

111

a,

porge

la viaii

Cesare a Piero

str. 10.

(jiiando

impe-

ratore e papa stringono alleanza. Federico fcfr.) Harbarossa. Cesar yhihellino

K. N. Via Ugo Bassi, ir. i.

K n.
di

Sui campi

Marengo,

Napoleone HI, il !)ieco imperatore Cesare sinisfro responsabile dell'eccidio di Mentana (cfr.).
l'Italia dolente questa dolente il suo Cesare chiama il giogo austriaco (il Veneto fu sotto l'Austria fino 801 _otto al '66), pontiticio e borbonico, chiama il sno Cesare, il suo re. l'ombra di Napoleone I, l'ombra del Cesare cirneo l'imperatore crso [cirneo, da Cyrnos - Corsica) gi vincitore degli Austriaci. il pianeta Venere (efr.), poich Cestella di Cesare

str. 2.

G. R. Por Ediiai-

do Corazzini,
str. 25.

ju.
'^

A Vittorio
str.

Kmanuole,

ju.

Magenta,
i.

str.

o. H. Scoglio

di

sare,
di

secondo Virgilio

(cfr.),

discendeva da Enea
imperiale.

(cfr.) tglio

Quarto,

str. il.

\'cnere.

Cesareo
Cesarie

di

Cesare

(cfr.);

li.

R. Piemonte,
str. 5.

chioma;

lunga capigliatura.
al

O.B.

il

liuto e la

lira, str. 4.

Cesarismo

principato e alla politica lidi Giulio Cesare (cfr.) il quale, fattosi padrone di lonia repiibblicana, fu di fatto
berticida, detta
cosi dal

la

tendenza

nome

g.e.ii Cesarismo.

Cesena

])iimo imicratore. citt di Romagna situata tra il piano e il monte, a 28 km. di ferrovia dal mare. Durante il periodo del risorgimento italiano diede, come tutta la Romagna, moltissimi volontari alle guerre dell'indipendenza, e prese
il

H.R.Laciiiesadi
Polenta, str. 26.

moti politici che coiidussero al19 gennaio 1832, parecchie centinaia di romagnoli, trinceratisi presso Cesena, furono assaliti e vinti dalle milizie mercenarie pontificie, che si abbandonarono poi a feroci, brutali, sanguinose vendette in Cesena donna (madre) di prodi, e anche in Forl.
ai

parte cospicua

vari

l'unit e alla libert.

Il

id.

Cesse

- cedette.

o. B. Alle fonti del Clituniiio,


str. 11.

Cetgo - Caio Cornelio Cetego, roniauo. Fu prima con Mario, poi con Siila, Pompeo, Antonio. Partecip alla
congiura di Catilina e fini strangolato in carcere(a.63 a.C). E simbolo dell'uomo di parte, mutabile e di poca fermezza di carattere; il suo nome perci si addice a chiunque passi da un partito all'altro. I Ceteghi nel '70 avevano la sfacciataggine di affermare che il gran nome di Roma

G. E.ln
^''*'-

mortedi
Cairoii,

Ctera.

76

scolastica,

Chiarone.

non era che una favola


di scuola!
B.

un mito per

le

panche

Alessan-

dria, str. 3.

Ctera cetra (cfr.l. strumento a corde con il quale Cetra Greci, anche Romani, acconipngnavano il cauto.

dopo

LG.

Nei primi

Cettigna

friorni del 1862,


str. 2.

Cettigne, capitale del Montenegro, regione montuosa, ricca di pini (pinifera), nella penisola balcanica.

B. R. Bicocca di

Ceva

San

Giacomo.

str. 10.

i)aese del Piemonte in provincia di Cuneo, poco lungi dal confiue cou la I^guria. Fu colonia romana (?-oViano termine), fondata per tenere a freno il popolo ri-

belle dei Liguri


G. E. Yersaglia,
str. 8.

Cevenne

monti

(cfr.).

della

Francia

di

sud-est, tra cui la

Ugonotti (cfr.), cagionate dalla revoca dell'editto di Nautes (editto che consentiva la libert di coscienza): il re Luigi XIV aveva mandato missionari e dragoni a convertire gli Ugonotti!
le stragi inaudite di

Gnyenne, celebre per

R.R. Allo Valchirie, V. 3.


Jii.

Cherci

chierici

preti.

Ad Antonio
4.

rodio de' cherci

l'animosit della parte clericale.

Gussalli, str.

G. E. Agli amici della Valle Tiberina, str. 15.


Ju.

Chercuto

provvisto di chierica. chercuti re i pontefici, re dello Stato pontifcio.

Perch l'itale
2.

Chero

chiedo, cerco.

sorti...., str.

Ju. Prologo, V. 189.


iJ.

Chiarini Giuseppe

buon letterato e poeta, morto nel 1908.


e

vv. 189-198.

amico intimo del C. fin dal 1855. Juvenilia , ben sapendo quali accoglienze avrebbe avuto il libretto da quell'amico, amatore di libri che voleva belli fuori come dentro e da lui ebbe, in seguito, sempre, conforto e incoraggiamento. Quando i pi sprezzavano, perch non le capivano, le Odi Barbare , il Chiarini scrisse un memorabile studio su I critici italiani e la metrica delle 0. B. (Bologna, 1878] e quando il C. abbandon, quattro anni prima di morire, la gloriosa cattedra dell'Universit bolognese, il Chiarini dett quelle care Memorie della vita di Giosu Carducci [Firenze, Barbra, 1903|, che furono giustamente dette dal Pascoli il primo segno visibile dell' immortalit dell'uomo che moriva [Resto del Car; 5

Fu contemporaneo A lui il C. mand

O.B.Pel Gliiaione da Civitavecchia.

lino, 2 dicembre 1908]. Chiarone fiumiciattolo della maremma toscana. Si getta in mare al confine tra il Lazio e la provincia di Grosseto, a due terzi circa di strada fra Cintavecchia e Orbetello, dove il paesaggio dei pi tristi e desolati della

id. V. 2, 9. id. V. 13, S5.

costa tirrena: radi alberi e cespugli, poi selva di pini curvati dal vento e dal mare, poi piante di sughero con-

Chiavenna.
torto, poi alberelle co'

rami

77

la

Cialdlnl.

apioventi, e ila per tutto acque

movlifere recanti malaria, apiteiia comincia priviavera {pregna di veleni).


Inride o

0. B. Pel Chinro"" '''"* Civita2;)


.ji
;,

;j;j

34

Chiavenna paese alpino in provincia di Sondrio snlia Mcra iitlhicnte drl ].i{,'o di Como. La regione circostante detta da^'li antichi Kezia (cfr.) oppose tale resistenza ai

id.'v.

48, 51X
di

O.B.Aunabottit'lia

Val-

t"'!'";'. str. a.

Komani
fanciulli

con(inistatori, che nella strage che ne segni pe-

nnmero non solo di uomini, ma di donne e onde Orazio (cfr.) chiam quelle genti petti votati a libera morte . Dopo fanti secoli, nel 1818 altri settanta pelli assetati di morte libera mand Chiavenna
rirono gran
;

ij. str. 4.
;<!.

a Vercea per contrastare il passo agli Austriaci del fcroce generale Ilainau. Vercea Verceia un pittoresco villaggio poco a sud di Chiavenna, sopra uno sperone di montagna sulla riva orientale del laghetto di Mezzola. chiavennaschi capitanati dal patriota Francesco Ivi Dolzino, tennero testa agli Austriaci per ben cinque giorni, dal -l'I al 27 ottobre^ tinche furono costretti a salvarsi con la fuga. L' Ilainau s vendic dell'eroica resistenza, dando fuoco al borgo di Vercea. chiomato, provvisto di chioma, di criniera. Chiomante
i

ytr. 3.

iJ.

0. B. All'Aurora,
V. 10.

Chiostra

cerchia

valle chiusa tutt' intorno.

0. B. Alle fonti

del Clitumno,
str. 18.

Chiusa

luogo

della valle dell'Adige, a una

trentina di

chilometri a nord est di Verona dove le montagne ai due tume si avvicinano tanto da formare uno stretto passaggio. personaggio fiorentino reso immortale da Dante, Ciacco elle lo pose nel terzo cerchio dell'* Inferno (Canto VI) golosi. Di lui si hanno scarse notizie, pare che fosse fra uomo di corte buffone e anche poeta. I Ciacchi dall'anima tributaria (servile), che non osavano andare a Roma contro il divieto della Francia e che si scusavano della loro vilt, accampando la malaria della campagna ron\ana, erano gli stessi che applaudivano a Napoleone III
lati del
i

r.n. La leggenda ^^ Teodorico,


^
''
'

G.E. in morte

di

^}V

^'"'''''''

anche dopo Mentana.


Cialdini Enrico (181 1-1802)

generale italiano nato a Castelvetro presso Jlodena. Prese parte all' insurrezione del 18.il, poi combatte parecchi anni in Ispagna e in Portogallo. Scoppiata in Italia la rivoluzione del '48 fu
primi ad accorrere: si trov a Monte Berico dove poi alla Sforzesca e a Novara. Nel '55 fu in Crimea, nel '59 sui piani lombardi segnalandosi specialmente a Palestre, nel '60 batte trionfalmente poutilci a Castelfidardo, poi vinse le ultime resistenze borboniche ncir Italia meridionale, costringendo alla resa la fortezza
tra
i

G. E. Canto dell'Italia

che va

giio, str. 15.

fu ferito,

Ciancliettando.

78

Ci^no.

di Gaeta (1801). Nel '66 durante e dopo la battaglia di Custoza fu accusato di gravissimi errori, sicclii; la stia gloria militare Cu alquanto scossa: anzi nel dissidio dei due generali Cialdini e Lamarmora da cercare la eausa non ultima della nostra disfatta. I rapporti tra il Cial-

G. E.

La sacra di Enrico Y, v. 44.

dini e Garibaldi, ottimi tino alla campagna del '59, si inasprirono ))oi. Quando Garit)aldi nel Parlamento Snbal))ino inve contro Cavour, il ("i;il(lini sdegnatissimo investi violentemente Garibaldi, tanto che tra due corse anche una sfida (aprile 18G0); nel 18G-2 proprio il Cialdini ebbe dal governo l' incarico di impedire a Garibaldi la marcia su Koma, come nel '07, dopo Mentana, di entrare con milizie negli Sfati pontifici a mantener l'ordine. Cianchettando movendo in fretta le gambe magrissime.
i

Jii.

Vittorio
.str.

Cibele

moglie

di

Saturno e madre degli

Emanuele,

l.

R. Nicola risano, IV, str. 3.

della civilt europea, l'Italia, elle or giace egra (malata) e mal viva. il verde x>aese di Cibele la Frigia, regione dell'Asia Minore, lungo l'Ellesponto e la Propontide (Dardanelli e Mar di Marniara), dove avrebbe avuto origine il culto della dea. In quei luoghi e in quei mari mand Pisa nel Medio evo le sue navi affermando la sua ricchezza
la

/ Cibele

d'Europa

di.

madre

G. E. Intermezzo,
II, str.

Cibreo
pif,
I

commerciale. manicaretto

di

interiori

di

pollo; miscuglio di

2-3.

cose.

G. E. Meminis.se horret, str. 5.

R. X. Primavere Elien. (1 Eolia),


str. G.

romantici (cfr ) ed arcadi (cfr.) della seconda met XIX solevano mettere il cuore in tutte le salse, e farlo entrare in tutti i piatti. Cicerone (100-43 a. C.) il pi grande oratore latino. Il suo nome S suol dare a quella categoria di persone che hanno il permesso di far da guida ai forestieri nel visitare le cose artistiche delle nostre citt. Cicladi gruppo di isole del mare Egeo, che fanno quasi mi circolo (onde il nome) attorno all'isoletta di Delo (cfr.). '
del secolo

A pp. Da G.C. Cordar, v.


G.

Ciclico

voce greca che vale circolare, tondo,

O.B. Una sera San Pietro,


18.

di v.

giganti mitologici con un sol occhio nel CiclopI della fronte.

mezzo

R. N.

la

rima,

str. G.

O.B.Sirraione,
53-

V.

soprannome di Rodrigo Ruy Diaz de Rivar (1040-1099) eroe leggendario spagnuolo, che combatt nelle guerre contro i Mori. Le avventure del Cid, galoppante su Babieca (cfr.) tra rjonfaloni vittoriosi, furono cantate in rima nelle canzoni eroiche di Spagna. Cidolo V. Perarolo. Cigno uccello palmipede, candido, dal collo lunghissimo; simbolo e quasi sinonimo di poeta, perch gli antich
Cld
i

Cilioio.

TU

U.
li.

Cintia.

credevano che iniiiiu di morire cantasse con la i)iii dolce voce. Tutto il paesaggio attraversato dal Mincio (cfr.)
tra
di

Siniiiuno,

lago di Garda e Mantova (cfr.), parla di poesia e Catullo (ctr.), Vir^jilio (cfr.), Dante (cfr. iScapoeti
il
:

V. 01.

li|,'cro).

Cilicio
e di

ruvido panno, o cintura di pelo di capra penitenti cristiani portavano che sulla carne pi'r tormentarsi. dei Cimbri (cfr. ^Mario), e quindi, genericamente, Cimbro
di

veste

1?.

H.

Piemonte,

crini di cavallo

str. 17.

,Tu.

1.

T.

T.,

Mui dico.

.str.

KJ.

del Lazio (in antico dell' EIruria) quasi dell'Umbria. A' suoi piedi of,^g'i la citt di Viterbo (cfr. Umbria). vastissima regione dell'Asia orientale ove anticaCina mente tioii una civilt tutta diversa dell'europea. Questo grande e triste paese nel quale il Heine (cfr.) ha voluto rafgurare il regno di Prussia, si abbellisce e fiorisce agli ocelli deW imperatore (Federico Guglielmo IV, re di Prussia dal 1840 al 1861, figlio di Federico Guglielmo III, astemio Cesare) quando egli beva e s' inebrii di zozza, miscuglio di liquori di qualit inferiore (il tedesco schnaps ).

Cimino

monte

(). 15.

Allo Fonti

sul conlue

dui CltiiiUMo,
str. IJ.

K. N. L'imperatore della Ci-

id.

st r.

1.

la gran pagoda manica sul Keno.

la

cattedrale di Colonia, citt ger

iJ. st.r.

'i

l'ordine del

Drago
di

prema onorificenza
Cinegra

l'ordine dell' prussiana.

Aquila nera sudi

id

tglio

Euforione e fratello

Eschilo

(cfr.).

J u.

G. B. NiC'
.

nella battaglia di Maratona (480 a. C.) mentre tentava di trattenere una nave persiana con un braccio, che dai nemici gli fu troncato. il fralel di Cinegra Eschilo, che su la scena rappresent in altissima forma d'arte {ardue forme) l'ira e e l'ardore dei Greci nelle lotte contro i Persiani, alle quali egli stesso aveva preso parte. cintura alla quale nel medio evo i cavalieri teCingolo

Cadde

colini, str

1.

B.

spada: era cavaliere chiunque avesse ricevute le armi di guerra a certe condizioni e secondo un determinato rituale. A ventun anno circa, il giovane era cinto della spada solennemente. L' Italia pu ben dirsi che cingesse cingolo di cavaliere, quando nella primavera del 1848 sorse tutta in armi
la

nevano appesa

tiglia

lina botdi V:il-

teilina, str. J.

contro l'Austria.

Cino

nome

di

popolano lucchese del secolo XIV.

R.N. Faida di Ccrainie, str. 2.

Gino da Pistoia
slil

(1270-1.337) poeta della scuola del dolce novo, a cui appartenne anche Dante (cfr.).

L. G. Poeti di palt bianca, v.

aoi.

Cintia

da Cinto, monte dell'isola di Delo (mare Egeo), dove nacquero Diana e Apollo. La sorella di

luna,

o.B. Sirmione
V. 38.

Ciociaro.

80

Civitavecchia.

Ju.

Diiviia Tri-

via, str. 4.

0. B. Dinanzi le

Terme

di

Ca-

racalla, str. 5.

Apollo aveva nome Luna o Selene in cielo, Diana in terra e Eeate o Proserpina nel mondo sotterraneo. Il C. us il nome mitologico di Cintia per adombrare quello reale di donna da lui amata. Ciociaro abitante della Ciociaria, regione poco a sud di Roma, elle ha per capoluogo Alatri. Il nome deriva da cioce . calzature speciali usate da quella popolazione, consistenti in una suola d pelle legata al piede e alla gamba con una cordicella.
Cipri

R.

R.Jaufr Rude], str. 1.

Cipro isola situata nella parte pi orientale del Mediterraneo, nell'angolo formato dalle coste dell'Asia
Jliuore e della Siria, alle quali regioni Nell'antichit era celebre per il culto di
assai vicina.

R. N. Primavere Ellen. (lKoli;i),


str. 6.

Venere

(cfr.),

Ju.

Maggio
1.

XoIli,

appellativi di Ciprigna, Cipria, Cipride; anzi il nome stesso dell'isola vale talvolta a indicare senz'altro la dea.
gli

dea che da Cipro trasse

vembre.
V.

Ju. Canto di PriL. Q.

di Cipri ella da l'icore nata ecc. sangue (icore) di Venere [Cipri).

la

rosa nata dal

mavera, str. 19. A Satana,


str. 19.

Cipride

Venere

(cfr. Cipri).

Ju. Invocazione,
str. 3.

R.

Ellen.

X. Primavere (II Bo-

Ciprigna

Venere

(cfr. Cipri).

ria), str. 17.

Ju.

0. T. T.,

str. 16.

R.X.IdiieTitani.
str.
\-2.

Ju.

In un albo,

str. 2.

O.B..Saluto d'autunno, str. 3.


R. N. Primavere Ellen. (1 Eolia),
str. 5.

di Circe, ninfa marina figlia del Sole, famosa per le sue mage, abitatrice del promontorio Circeo nel Lazio. betazze circe [frase presa dal latino di Cicerone] vande avvelenate, filtri magici, di cui si parla spesso nelle leggende poetiche del romanticismo tedesco. fanciulla della Tessaglia (Grecia), amata da Cirene Apollo, e da lui trasportata nella Libia (Africa mediterranea). Ivi Atlante (cfr.) si consolava ammirando le bellezze di lei. dei Cissei, abitanti della Cissia (grande e fertile Cissei territorio dell'antico impero persiano) abilissimi nel tirar dardi. Cissei vale quindi Persiani, contro quali combatt Eschilo (cfr.) in parecchie battaglie. Citara cetra (cfr).

Circe -

Citer

antico nome dell'isola di Cerigo (mare Egeo) celebre per un tempio a Venere.

G. E.

certi censori, str. 4.

Citere o Citerea

Venere.
del Lazio sul Tirreno.

O. B. Pel Chiarone da Civitavecchia.

Civitavecchia

citt

Ciade.

stragi',
ilei

81

dade
li

Clemente Settimo.
degli opprcs^. . Noi primi
*"''

Clade
s,.ii,
I

battaglia-, la straniera
i

nemici, iiroranclo

campi,

rende quasi pi
l.'.

fr.'"!

era ci.

Clnide

lunga
e e

veste scendente fino ai piedi.

R- Elega do!

monto Spluga,
V. 15.

Classicismo
spirito

Romanticismo

due tendenze opposte dello

R.y. classicismo
e

dell'arte: l'ima si nutre dei sani e forti iiisegnainenti dell'antichit greco-romana; l'altra attinge specialmente le sue ispirazioni ilal fantastico sentimentali(cfr. Komanticismo). 11 sole e la luna sono simbolo delle due tendenze. Ciaudiano l'ultimo grande poeta della letteratura latina. Nato ad Alessandria d'Egitto verso il :563 scrisse poemi

Bomautlcl-

'^'""

smo nordico
([uasi

iJ. str. 1, C.

.Ju.

Prologo, v.G4.

quando gi il cristianesimo si celebr gli antichi riti romani e 1' antica grandezza, che rimpianse; fu in certo senso nn reprobo; e in ci gli somiglia il C. ammiratore della classicit e del
epico-storici e mitologici
;

era affermato

paganesimo.
Clelia

fanciulla romana data in ostaggio a Porsenna, re degli Etruschi, assediante Roma. Si dice che fuggisse con le compagne dal campo nemico e attraversando a

O.B.Ragionimetriche, v.
i.

nuoto il Tevere rientrasse in citt. Ma il Senato fedele alla parola data l'avrebbe rimandata a Porsenna, che, maravigliato di tanta prova di coraggio, avrebbe levato l'assedio (a. 500 a. C. cfr. Rea). Clemente Settimo poutetice della famiglia de' Medici dal ]52:j al 1534, mentre fervevano le lotte di predominio fra Carlo V (cfr.) e Francesco I re di Francia. Egli temendo per lo Stato della Chiesa quello che temevano gli altri Stati italiani, cio la servit di Carlo V, si un in lega con detti Stati per combattere l' imperatore. Alla lega adcr'i Francesco I e anche il re d'Inghilterra; e la guerra (1526) divamp tosto in Italia. Un corpo d'esercito di 12,000 luterani marci su Roma la citt fu orrendamente saccheggiata (1527) e Clemente VII dovette

o. B. Le due tor"''

str. 6.

capitolare a condizioni assai gravose. Dopo altri sfortunati tentativi compiuti dalle milizie francesi, il papa conchiuse pace a Barcellona (1529, giugno) con Carlo V, promettendogli di incoronarlo imperatore purch egli assicurasse al pontefice le citt perdute e il ritorno dei Medici nella citt di Firenze, che li aveva cacciati per la seconda volta nel 1527 e che ora si reggeva a repubblica. Nel novembre del 1529 il p;ja e V imperatore l'uno a Valtro impalmati convennero a Bologna per regolare le cose d'Italia: tutti gli Stati della penisola trattarono con Carlo V; solo gli ambasciatori della repubblica fiorentina, gi mercanteggiata a Barcellona, furono respinti. Con grandi feste e con molta solennit
Visionario Carducciano.

iJ.

Clio.

82

Clitumno.

R. y. Mito
rit, str. 1.

ve-

24 febbraio 1530 Clemente VII poneva sul capo di Carlo V la corona imperiale nella basilica di S. Petronio (cfr.), e cos la servit d' Italia si ribadiva. Pochi mesi dopo Firenze cadeva, e l' imperatore vi compiva le vendette del papa e dei Medici. sale sul la musa della storia e della poesia epica Clio
il

monte dei
di

secoli, cio sul vertice della storia i)cr

contem-

R. R. Per

il

nio-

nu mento
to, str. C.

Dante a Tren0. B. Presso l'uriiadiP.B. Shelley. V. 5. id V. 7-8.

id.v.lO.
id

12.

id.v 34, 35.

plare tutte insieme le et passate e illuminarle della sua luce in faccia alla nuova et. Che cimitero il mondo se la poesia non avvivasse le cose morte con le sue eterne armonie fcfr. Carducci, Op., XX, pagg. 77, 78j. Gi nei aveva immaginato un viaggio fra suoi giovini anni il gli eroi e le eroine dell'Eliso pagano [v. A Neera e l'Alessandrina delle Frimavere EUenic]ie'\\ ora la sua poesia fatta adulta e perci sicura, rivla a quegli antichi amori della sua fantasia, e il Poeta ci conduce in \\n^ isola dove troveremo le belle, gli eroi, suo fautastico eliso il classico e il cavali poeti di due mondi che furono
!

leresco.
Ju.

Alla Musa
1.

monna
non
(cfr.)
si

Clio,
si

oJleriiissima,
str.

poesia) non
di

oggi la Musa (la monna Ascrea ecc. sa pi che cosa sia, tanto si sformata, e
di Clio, di

saprebbe se invocarla col nome

Ascrea

O.B. Nella piazza di San Petronio, V. 10.

Clipeato

munito

befana.
di clipeo (cfr.).

0. B. Alla Vittoria, str. 3.

Clipeo

scudo rotondo

di

metallo dei soldati romani.

O.

sera di SanPietro,v.2. 0. B. Presso l'ur-

B.Una

na di P.B.Shelley, V. 3U.

id

V.29.

id.v.31.

la moglie di Agamennone, re di Micene e Clitennestra di Argo. Uccise il marito per sposare Egisto, l'amante, come ci raccontano Omero (cfr.) nell' Odissea e il grande tragico greco Euripide (V sec. a.C.) nell' Oreste . Nella fantastica isola le sta accanto Lady Macbeth (cfr.) {la regina scota) il pi terribile tipo di donna creato dall'arte dello Shakespeare (cfr.): spinse il marito a uccidere il re Duncan per divenir lei regina di Scozia. L'acqua del mare fng^e gonfia per il sangue ancor caldo (fervido), grondante dalle braccia delle due donne.

O. B. Alle Fonti
del Clitumno.

Clitumno

id. str.

1.

id. str. 10.


id.

str. 20.

antico e famoso fiumicello dell' Umbria nella valle di Spoleto. Plinio il Giovine (scrittore latino vissuto dal 61 al 118 d. C.) cosi ne scrive in una lettera Scaturisce sotto una piccola colall'amico llomano lina (il monte Pissignano) folta e ombrosa di antichi cipressi, sgorgando da parecchie vene non tutte uguali; in un e il gorgo che fa prorompendo fuori, si allarga ampio letto cosi puro e cristallino, che potresti contare
:
<^

al fondo le
id.str. 1,21

centi.

..

Le

monete che vi si gettano e le pietruzze riluripe sono rivestite di molti frassini e di molti

Olivo.

8;)

Cloe.

il (imiK^ tiaspaii'iitissiino le riliittc verdi come se stessero sotto l'acqua. Il freddo dell aei|iia non la cederebbe alle nevi, n cede il colore. Un tempio antico e devoto sorge li vicino: v' dentro la statua dello stesso Clilumno, avvolto e adorno della pretesta (cir. prelestato): nume propizio e fatidico lo dicono le sorti (le schede degli oracoli). Intorno intorno sono parecchi tempietti e oj^nuno ha suo culto e suo nome, qualaltrettanti dei cuno anclie un proprio fonte; giacch oltre quello che quasi padre di tutti, altri ve ne sono discosti da esso

pioppi, e

0. B. Alle Fuiiti del Clitiiuino,


str. 27.

mescono alla corrente.... [Mazzoni Le acque del Clitumno avevano secondo

ma

si

e
gli

Picciola].
anticlii la

virt di rendere candide le gregge; i luoghi intorno eran ricchi di pascoli, dove crescevano i grandi tori che perfus, bagnati, dalle acque del Clitumno dovevano condurre

id. str. 28.

per le vie di loma carri trionfali. terremoti del 446 e del 170.3, che ne Oggi, forse per dispersero le sorgenti {le fonti), il tume ridotto a proi i

porzioni assai modeste le acque tuttavia mantengono la antica chiarezza, e lasciano vedere nel tondo una strana vegetazione bassa (una foresta breve - cfr. zattiro) dai colori vaghissimi. Ma sulle acque oggi fa ombra coi cipressi e coi pioppi una pianta introdotta in Europa alla fine del secolo XVII; il salice (salcio) piangente; e dei molti tempietti {delubri) uno solo, oggi, rimane (e anche quest'ultimo ricostruzione fatta - probabilmente nei secoli del basso impero - con parte dell'antico materiale), n pi vi siede dentro la statua del dio, rimasto vedovo (privo) del culto onde era venerato dagli antichi
;

id. str.

21,22.

il.

id. str. 8. id. str.

27

(cfr.

Umbria).

Clivo

colle,

altura, monte.

0. B. Fuori

.nlla

Certosa di Bologna, v. 22,31. 0. B. Allo Fonti del Clitumno,


str. 32.

risuonan pe
pidoglio
i

'l

clivo

sid.

foro latin

risuonano pel

Cam-

G.

E.

Feste

ed

(cfr.)

sul

Foro romano.

obli, str. 4.

clivi

de

le

bellezze vostre

le

curve della vostra bella

O.B. Ragioni metriche, V. 4.

persona.
Clizia

(oceania vergine) e di Teti. Am il Sole (Febo Apolline) e concep tanta gelosia nel vedersi abbandonata per Leucotoe che si lasci morire di fame. Febo Apolline allora la converti in fiore (eliotropio), ed anche conversa in fiore ella sta sempre rivolta al Sole, a cui mutata serba il non mutato amore.

figlia dell'Oceano

Ju.

Fello

Apol-

line, str. 21.

Cloe

nome
(cfr.).

di

giovine

donna, molto

usato

dai

poeti

arcadi

G. E. A un Heiniano d' Italia,


str. 12.

Clorinda.

Clorinda

84

Colli.

li.

R. Alla citt di Ferrara, III,


V.5.
id. V. G.

Tasso (cfr.) nella GenisaArdita guerriera pagajia innamor di so il cavaliere cri.stiano Tancredi col quale combatt due volte. Nel primo duello ebbe Vehno levato dal capo, ed ella rifulse coi suoi biondi capelli (axwee Irccce) in mezzo al campo; nel secondo rimase uccisa, dopo aver chiesto e ottenuto il battesimo dalle mani stesse del suo uc(roiiia <antata dal
t>.

leninie Liberata

cisore.
Ju. Jlaggio e no-

vembre, II, V. 5.

Cnido citt della Caria (Asia Minorei, famosa pel eulto di Venere e per la bellissima statua marmorea della dea
capolavoro del somu:o scultore greco Prassitele. sono le prime parole d'un'ode di Orazio (cfr.) in lode di Augusto imperatore (libro III, 5), ode che si inizia con questo concetto: gli uomini temono Giove perch lo sentono tonare dal cielo; credouo che Giove in cielo regni coi fulmini . Cognato - Raimondo Brenna, deputato di S. Vito al Tagliamento, direttore d'un importante giornale politico coinvolto nel 18G9 nell'inchiesta per la Kegia dei tabacchi. Era cognato di Paulo Fambri (cfr.). conosciuto, ben noto. Cognito
<

G.E

II

canto del-

Coelo tonantem

l';iiiiore, str. 3.

G. E. Canto dell'Italia clie va in C : pido glio, str. 18.

O.B
L.

In una chiesa gotica, str. 4.

G. Per Val d'Arno, str.


R. Bicocca di
fc'au

l.

Giacomo,

str. 2.

id. str.,32.
id. str. 33.

id.
id.

id

.str.

2,1

id

str .33.

Santa Maria a Monte, ove si uccise e giace sepolto il fratello del C, Dante (Cfr. Aruoj. Michelangelo Colli, generale piemontese che nel 1794 Colli aveva combattuto contro i Francesi guidati da Massena, e nel '96 combatt ancora contro di loro comandati questa volta da Napoleone Bonaparte (cfr. Annibale). Napoleone, vinti gli Austriaci alleati dei Piemontesi a Montenotte (11 aprile; e a Dego (15 aprile), si gett sui Piemontesi gi battuti a Millesimo il 14, per separarli definitivamente dagli Austriaci e marciare su Torino. Ma il generale Colli, minacciato da tutte le parti dai soldati di Massena (cfr.), di Serurier (cfr.) e di Augereau (cfr.), tent fermare l'esercito francese e occup dopo una fortunata fazione (16 aprile; l'ottima posizione della Bicocca (cfr.) di San Giacomo, ove Corsagla (cfr.) al Tanaro (cfr.) si sposa, a ridosso del borgo di San Michele presidiato dai Piemontesi. Il 19 il combattimento fu accanito e il generale Serurier, fulminato dalla halteria del ridotto stava per ripiegare, quando un reparto di milizie riusci a traversare la Corsaglia al ponte di San Michele e ad occupare il borgo. Ma la controfl'ensiva del Colli, audacissima, violentissima, volse in fuga i Francesi, molti dei quali perirono annegati nelle acque della Corsaglia, come altri in quelle del Tanaro che il generale .Joubert aveva tentato guadare. Grande fu il valore da tutte e due le parti Francesi ebbero tra morti, feriti e prigionieri i circa 600 uomini, Piemontesi non pi di 350. Non ostante

Colle funesto

Colombina.
da forzo superiori, abbanHicocca ripiegando su Mondovi, dove Francesi conscf^uirono una decisiva rivinil 21 e il 22 cita. Il Piemonti^ era prostrato, la monarclrin sabauda riiiiava: ebbe libero il passo il vessillo tricolore dei soldati della Repubblica (rosso, bianco, azzurro; {,'uidati da pi di origenerali formatisi durante la Rivoluzione quali ahbatteraiuio il f'eiigine popolare {plebei duci), dalesimo in tanta parte d' Europa. l'amorosa di Arleccbino Tcfr.). Il comnicdioColombina tjrafo l'aolo Ferrari (cfr.) non isdegn l' imitazione del teatro francese per cui diede a Coloiibina, simboleggiante
il

Compitano.
il

bel successo,

Colli, stretto

don nella notte


i

la

If.

R. Bicocca di
Snii
.str.

Giacomo,
5.

id. str. 31.

(;

id.

G.G. Intermezzo,
VII, str. 9.

Colombo

a Parigi in piazza Yendnie sorge, simbolo della O.B. Per l.n morte diNapoleone fortuna napoleonica, una colonna rivestita di piastre, fuse Eugenio, str. G. col bronzo dei cannoni tolti da Napoleone I agli AustroRussi nella battaglia di Austerlitz (1805). villaggio ateniese dove fra gli oliveti sacri alle G.E.Per le nozColono ze di C. ParenErinni o Eumenidi (cfr.) simboleggianti le pene del rizo, str. 10. morso, il re Edipo (cfr.) dopo le sne colpe fatali, trovfinalmente pace. Sofocle (cfr.), il divino tragico, ha rap-

Colon Colonna

nostrale, il mal francese!.... Cristoforo nato in Liguria nel 14:!0, morto nei lOG a Valladolid (Spagna). Insigne viaggiatore e geografo, a cui si deve la scoperta del nuovo continente, pi tardi chiamato A\ncrica . Anima ardita e serena, intelletto nutrito di forti e severi studi, tn da giovinetto Colombo pensava alla gloria di lunghi viaggi, e la leggenda ce lo rappresenta appunto fanciullo che tra gli scogli del mar Ligure, scruta l'intnita distesa delle onde, nelle quali la sua profetica fantasia gli fa intravedere nuovi continenti, mondi sconosciuti.
la

commedia

G. E.
di

A 11.1 morte
G. Mazzini,

str. 4.

G.

E. Giuseppe Mazzini, str. 2.

v.

Apotegma.

Colubro

presentato in una celebre tragedia Edipo a Colono. serpente.

0. B. Davanti
di

il

Castel vecchio

Verona,

str.
II,

Comelico

9.

territorio

cadorino

tutto

verde

di

bosclii

R. R. Cadore,
V. 44.

sjiarso di villaggi alpestri.

Commedia

forma drammatica che tocc il masdell'arte simo splendore a met del 'GOO. Sono suoi caratteri fondamentali r improvvisazione degli attori sopra uno schema sceneggiato detto scenario , e le maschere

R. R. Carlo Goldoni, III, str.


2.

cio tipi fssi rispecchianti di solito caratteri, professioni, costumi, dialetti di determinate Provincie. Era essenzialmente opera degli artisti di mestiere (dell'ar/e: onde il nome) che dovevano l'appiesentarla. Savignano di Romagna, paese situato Compitano fnido) lungo la via Emilia tra Cesena e Rimini. Poco lungi esisteva al tempo dei Romani un villaggio che per essere

App.

Giulio

Perticari.str.l.

Comnne.
sul
clic

86

Emilia
si

Condore.
incrociava con quella

punto dove

la via

andava dal mare ai monti, congiungendo Ravenna con .Sarsina, ebbe il nome di Compito (che in latino vale bivio, crocicchio). Oggi in quel luogo sorge una chiesa
che ha nome per l'appunto
laggio
pita ni
K. R.

Giovanni in Compito. Il vilLongobardi, e i Comavrebbero fondato poco distante Sa vignano.


S.

romano

fu poi distrutto dai

La

cliicsa

Comune

di

Polenta,

str. 25.

id.

str. 24.

id. str. 23.

sorta in Italia tra la fine principio del XII per la quale il potere pass dai vescovi-conti agli eletti della cittadinanza, per suffragio popolare (Consoli [cfr.]; Consiglio Grande ; Consiglio di Credenza). Fu una vera rivoluzione che segn il principio della nuova storia d'Italia; ebbe cause varie e complesse, ma per base costante l'avvenuta fusione dei vincitori e dei vinti, cio dell'elemento barbarico-feudale con quello romano preesistente (cfr. Asinella): cosi la bianca uva e la nera disfacendosi e
istituzione politica

del secolo

XI

il

fermentando insieme producono


id.

il

vino gagliardo e odo-

roso (forte
il

redolente).

n.

II

Comune

rustico.
id. str. 6.

id.str.3, 4.

di campagna anzich Consoli e il Consiglio (il piccolo senato); e il console divide le terre ai cittadini eguali, e distribuisce le armi a chi dovr difendere tino alla morte

Comune

rustico

un Comune
i

di citt:

ha anch'esso

la libert
G. E. Ripresa, IH,
str. 7.

comunale.

mayjio esultava Comune ilalian toscane che avevano gi avute due precedenti civilt, l'etrnsca e la romana, ebbero una terza civilt (terzo viaggio) quando nel medio evo si eressero a Comune: e fu civilt italiana perch estesa a tutta la peil

tuo florido terzo

le citt

nisola.
0.

B.Roma, V.
id.
i.l.

-27.

Condili {de l'ombre)

le

beate

radunanze degli

illustri

V. 2S.

grandi dell'antichit (li spiriti magni dei jjadri) conversano lungo l'Oceano. Era questo, per gli antichi, il gran fiume sacro che scorreva intorno alla terra all'estremo limite deljiagani nell'Eliso (cfr.;

dove

gli spiriti dei

l'Eliso.
R. N. C'a ira, X. btr.3.

Cond

Luigi II di IJorbone-Cond (1621-1686). Gran capitano che a ventun anno vinse la battaglia di Rocro5\ Combatt nella guerra dcdla Fronda Cguerra civile scopor piata in Francia durante la minorit di Luigi XIV dall'una or dall'altra parte. Non avendo ottenuto di essere nominato generalissimo dell'esercito del re, pass nelle file spagnuole e per otto anni combatt contro la Francia. Fatta poi pace tra Francia e Spagna egli torn in Francia. 11 Dnniouriez ha del Cond il genio militare e la instabilit dei princpi e dei sentimenti.
i,

R.N. Idillio

di

Condore

grande

avvoltoio delle

Ande (America

del Sud).

maggio, str.lt.

Confucio.

87

Cordara.
U. N. L'Imporntorodolla Cina,
Htr. 4.

Confucio

il

trina rclij^iosa e

mnpRoie filosofo cinese, autore d'iina dotmorale clic trov presto scjjuaci, (|uali
i

poi'sct,'iiitati nel III secolo a. C, si moltiplicarono graii(icmentc. Il confucismo ora la religione aristocratica (Iella Cina. sainto d'addio. Il poeta prende conf^edo dai !.. G. Congodo. Congedo t'antasmi della giovinezza e si prepara ad una poesia pi virile fi grave. ad ofjni bene accesa ecc. Questi versi sono dediiil..str.O. cati alla memoria di G. T. Gargani (n. S'M, ni. ISfi-J), nno degli amici di giovinezza del C. Consoli la snprcnia inagistratnra romana dopo la cacO.I! AII.1 Vitt.. ria. str. ciata dei re. ["mono i consoli die estesero per ogni dove il nome, i confini e il (errore dell' impero di Roma. Il nome di consoli fu dato nell'et di mozzo, nel peO.B Nella pi.T/.za di .San l'criodo glorioso dei Comuni (cfr.), ai capi del governo co-

munale.

tronio, V. 18.

il

medesimo nome

fu

ripreso da Napoleone

I
il

quando
Diret-

0. B. Por la morte di

col colpo di stato del 18

brumaio

(cfr,),

abbatt
n(!l

torio (cfr. Letizia).

Napoleone Eugenio,
Vj.

Consulta araldica commissione istituita governo ])cr averne parere in materia

str. 10.

1860 dal regio

''.

La consulta

di titoli nobiliari

araldica.

e di pubbliclie onorificenze. La consulta araldica, per compiere il suo iiHicio, doveva scrutare nella storia del passato e rintracciare gli argomenti e le ragioni della pretesa e della legittima nobilt. Contaminare mescolare di elementi estranei guastare, sciupale, mtiecliiare. Conto *^agg.) noto, conosciuto.

O.B.Inunacliiesa
gotica, str. 14.

App. Da G. L.
Cordara, v.
;j.

Coppa

tazza,

calice.

O.B. Alessandria,
str. 10.

Corazzini Eduardo soldato garibaldino morto a .SI anno, dopo due mesi di atroci sotterenze per le ferite ricevute nella campagna romana del 18(57 (cfr. Mentana). Quando parti per seguire Garibaldi (il duce fatto prigione dopo Mentana) che aveva bandito la rjeta (proclamata l'impresa) stava per sposarsi {V aprile doveva una (jentile ghirlanda al suo desio): ma questo ijredone, come i papalini chiamavano ogni garibaldino, lasci la madre, il suo solinrjij amore, suoi beni di fortuna, e corse a morire per la liberazione di Koma. nome greco dell'isola di Cortii nel Mare Ionio. Corcira
i

G. E,

Per Eduardo Corazzini.

id. .str. 17.

id.

str. 13.

id. str. 21, 22.

l.

U. Allo Valchirie, V. 11.

Cordara Giulio Cesare


filosofo,

- gesuita alessandrino, letterato e


il

App

Da

G. 0.

autore sotto
(17;57,i
<

sermoni
satira

contro i affettavano grecit

Lucio Settano di quattro indirizzati a fare un grecista: amena letterati accademici di quel tempo che
di

nome

Cordara.

scienza e per inijiorre

al

volgo

Cordelia.

Coi'&Ioa.

quella lor vana sapienza avevano trovato uno stile foggiato a musaico, e adoperavano voci per lo pi attinto dal greco, e quelle eran pi lodate clic pi fossero oscure e nuove.... I quattro sermoni scritti in lingua latina, stampati e ristampati, corsero letti ed ammirati tutto il secolo 'cfr. Cardi;CCI, Op., XIY, Storia del Giorno].
0. B. Presso Turila di

P.B.Slid-

Icy, V. 23.

Cordelia una delle tre figlie di re Lear (cfr.j. Tenuta in nessun conto dal padre, ella soffri tacendo, ma fu l'unica poi che gli diede ricovero quando le altre lo scacciarono, l'unica clic con rassegnata devozione fosse guida al padre impazzito. Cosi e rappresentata dallo Sliakcsiiearc (cfr.) nella tragedia intitolata

Ke Lear

(a. ICOG'.

O.B Preludio,
str. 2.

L G Alla Louisa
Grace Bartoliiii,

str. 5.

id

str. 8.

Ju N mai
str. 2

lev,

Greci, musica, poesia e danza furono in origine una sola cosa: gli Eoli (cfr. Elle) e specialmente Dori (cfr. Elle) riuniti in gruppi (cori; cantavano odi i accompagnandosi con la cetra col flauto e segnando il ritmo col battere del piede. jioetessa greca (alta cfr.; nata a Tanagra in Corinna Beozia e detta la Musa lirica. Coetanea di Pindaro (470 a. C.,1, lo vinse pi volte nelle gare poetiche, guadagnandosi la stessa ammirazione del grande poeta, che, dinanzi alla bellezza della rivale, dimenticava l'amarezza della ceduta jyama, cio dui premio perduto da palma simbolo di vittoria poetica). Corinna ci descritta e rappresentata fremente sotto l'impeto dell'ispirazione, con accanto la cetra dalle corde auree gementi. Dinanzi

Cori

presso

a
G. E.
11

lei,

ammirata

la

Cesari-

smo,

11, str. 2.

Cornelio (sangue) mane ebbe nome

delle pi importanti genti ro. Furono della gente Cornelia [sangue Cornelio) numerosissime famiglie, fra le quali quella dei due Scipioni, i famosi generali vincitori dei

una

Grecia Iacea.

Cornelia

Ju.

A Febo
s.tr.

Apol22.1

liiie,

Canzone
gnano,

di
str.

LeII.

Cartaginesi. Anche la madre dei Gracchi era della gente Cornelia, e ne portava il nome. fgliA di Flcgia, amante d'Apollo, che dopo Coronide averla sedotta (disciolto il cinto) la uccise. nome medioevale dei sobborghi di MiCorpi santi

lano

(cfr.).

O.B. Una sera


S. Pietro,
11.

di
3.

Corrusca
Corsaglia

voce verbale da corruscare, risplendcrc


affluente del

di luce

vivissima.

R. Bicocca di
str. 3:3.

Tanaro

(cfr.).

San Giacomo,
R. X. Faida di Connine, str.2y.

isola del Tirreno a nord della Sardegna. AntiCorsica camente occupata dai Liguri, colonizzata dai Fenici, presa dai Romani, fu ])oi dei Vandali, Bizantini, Ostrogoti, Longo-

bardi, Franchi, Saraceni, Pisani, Genovesi, i quali nel 17G8 la vendettero alla Francia che la possiede anche ora.

Al tempo della dominazione franca vi si introdusse il feudalesimo: onde ebbero origine i conti e visconti, dei quali pi tardi molti furono toscani e specialmcutc pisani.
i

Crso.

89

Courmayeur.
Napoleone
(cfr.).

Crso

nativo

dell'isola di Corsica:

R. R. Bicocca di
.S.1I1

Giacomo,
-.iX.

hlv.

Crsa Niobe
napaite.

(ofr.),

crsa

madre

0. H. .Su l'Adda, Btr. 6,9.

Letizia

(cfr.)

Bo-

0. B. Per la morte di

NapoleoII i

ne K g e 11 str. ly, n.

Corticc

corteccia, specialmente

flei?li

alberi.

0. B. Allo Fonti

del Clituiiino,
str. 30.

Corvini faniit^lia magiara (Ungherese) a cui appartennero Unniade, vincitore (lei Turchi a Nissa il44:i), e Mattia re d'Ungheria (lir)8) vincitore anch'egli dei Turchi (1463) e dei Hoemi. Grande guerriero e gran principe, severo ma giusto, il nome di Mattia ("orvino rimasto popolarissimo ed tuttavia ricordato come quello d'uno dei pi
valorosi eroi nazionali.

.(u.

Sicilia

la

Rivoluzione,
str. 16.

Cosenza
il

citt antichissima della Calabria, tra


(cfr.).

il

Grati e

R. x.
^e'
'^''''

Capitale del Bruzio al tempo dei Ifomani, fu assediata nel 411 da Alarico l'cfr.) che improvvisamcnte vi mori. l'arcivescovo di Pisa, cardinale Cosimo Corsi. Cosimino

Unsento

La tomba Busento,
^"

Ju. Al beato Giova n n i della Pace, str. 3.


R. R. Bicocca di

Cosseria

luogo tra

le

Jlillesimo nelle

Langhe

due Bormide (cfr.) in territorio di (cfr.); domina il passo dalla Li-

San Giacomo,
str. 22.

guria in Piemonte. Vi rifulse nel 179G il valore dell'eroico marchese Filippo Del Carretto Tcfr.) ultimo degli Aleramici.

Kossovo, luogo della penisola balcanica a sud dell'odierna Serbia, famoso per le battaglie ivi combattute nel 1389 e nel 1448 contro i Turchi. Nella prima mori il re dei Serbi Lazaro (cfr.). fornito di coturno, calzare greco, a foggia di Coturnato stivaletto con suola spessa e allacciato davanti con correggie. piccolo paese situato al confine d' Italia in Courinayeur fondo alla Val d'Aosta, sulla sinistra della Dora (cfr.) Baltea, ai piedi del gigante de l'Alpi, il Monte Bianco. Alto sul livello del mare 1228 metri, circondato dal verde smeraldino dei prati e dal verde cupo degli abeti, un'ottima dimora estiva, che dona riposo e ispira poesia (daIrice di posa e di canti). Nel '(300 Courmayeur e le sue dipendenze furono per tre quarti vendute al convento del Gran San Bernardo. Quando quella casa religiosa fu soppressa (1752), tutte le sue propriet, e quindi anche Courmayeur, passarono all'Ordine Mnuriziano, con l'obbligo di erigere in Ao?ta un ospedale e di provvedere

Cossovo

Ju.

Sicilia

la

Rivoluziono,
str. 15.

O.B. All'Aurora,
V. 44.

O.B.Courmayeur
V. 1,6.
id. str.
3.

id. str. 2.

id. str. 6.

Cozio.

90

Crispi Francesco.

O.B.Courniayeur,
str. 1,
t.

J II
6.

AV

Emanuele,

str.

al mantenimento dell'ospizio del Piccolo San Bei-nardo; onde l'appellativo di pia a Counnayeur (v. Appendice). Cozio (sasso) Alpi Cozie, nome di una parte delle Alpi occidentali, derivato forse da un re Cozio che al tempo d' Augusto fece costruire una strada attraverso quei

monti.
G. K. In niovtf di Giov. Caii'oli,
str. 1.

Cremer

L O. In morie
str. 3.
id.

di

G.B. Niccolini,

Jii. Il

Plebiscito,

str. 13.

affluente del Tevere, in Etruria (cfr.), celebre perch sulle sue rive fu distrutta dai Veienti la famosa famiglia romana dei Fabi (477 a. C). patrizio romano discendente dai Crescenzio (Giovanni) conti di Tuscolo, adoperatosi alla fine del secolo X per restituire a IJoma l'antica gloria. Istituita ivi una repubblica indipendente dall'impero germanico (volle il bel nome latino trarre al teuloio impero\, ne fn fatto console, e allora fece eleggere papi del suo partito e domin Ironia. Ma Ottone III venuto di Germania nel 996 fece eleggere papa un suo cugino, Gregorio V, e si fece incoronare in Roma imperatore. Quando Ottone ebbe ripassate le Alpi, Crescenzio depose Gregorio V e gli surrog un Giovanni XVII. Per la parte di Crescenzio fu sopraffatta ed egli, assediato in Castel Sant'Angelo, arresosi a nobili i)atti, fu iniquamente fatto perire (998). Crescenzio i tumuli schiude ecc. Crescenzio fa rinascere le morte et, richiamando in vita l'antico splendore

Ju.

Giulio, str.

di Roma. re Creso

di

12.

L. G.

Le nozze

chezze e per da Ciro. Cria crea.

Lidia (Asia Minore) famoso per le sue ricla sua avarizia. Fu vinto e detronizzato

Fri

ni o semicoro di fanciulle, str. 6.

li.

R. Carlo Goldoni, 111, str. 1.

R. N. La leggenda di Teodorico, str. 2.

Crimiide

vedova, nelle leggende germaniche, del tradito re dei Nibehingi, Siegfrid, poi moglie di Attila, re degli Unni. Invitati gli uccisori di Siegfrid, Burgundi, a gran
i

ne ordin la strage. Nel tumulto di Burgundi e di Unni, Teodorico si salv ma Crimiide stessa cadde sotto il ferro d' Ildebrando, scudiero di
in
(cfr.i,
:

banchetto

Tulna

Attila.
R. R. Alla figlia di Fr. Crispi.

id. str.

.3.

patriota e statista siciliano nato a Crispi Francesco Ribera (Girgentij il 1819, morto a Napoli il 1901. A ventiquattr'anni cominci a cospirare contro Borboni: esiliato, si rifugi prima a Torino, poi a Malta, poi a Londra (1854 dove entr in amicizia intima con Mazzini ma non pot n)ai stare a lungo nello stesso luogo. Nel '59 torn in Italia e alla fine di quell'anno e nei primi mesi del '60 si adoper attivamente insieme con altri patrioti a predisporre una spedizione armata in Sicilia, dove si
i ;

Crispi Francesco.

01

Crispl Francesco.

fli nascosto a prcnflere accordi con die dovevano far scoppiare un'insurrezione. Quando la spodi/ione fu decisa e laribaldi salp da Quarto ("> niag^^io 'GOi, Crisji tu naturalmente con lui, e a Palermo divt'nno suo segretario particolare. Costituitosi il Kegno d' Italia, un collegio elettorale della Sicilia Io mand deputato al l'arlaniento, dove il IT) novembre del '04 espresse la foiiuuia famosa: * La monarcliia

rec parecchio volte


i

liberali

siciliani

ci

unisce, la repul>blica
Il

ci

18

marzo

1876, salita al

divide . potere la Sinistra, cominci

carriera politica del Crispi, che nel novembre fu eletto Camera, nell'estate del '77 ebbe una delicata missione all'estero, e il 20 dicembre fu assunto come ministro dell'interno nel secondo ministero Dcprctis. In quell'ufficio dimostr subito spirito d'iniziativa e forza di volont, specialmente nel guidare i primi atti di re Umberto e nell'assicurare l'indipendenza del conclave dal quale usc eletto pontefice Leone XIII. ]\Ia accusato di bigamia fu costretto a dimettersi dopo soli tre mesi di governo, dal quale fu tenuto lontano ben nove anni, lincile dopo il disastro africano di Dogali 125 gennaio '87) fn nominato ministro dell'interno nell'ottavo ministero Depretis e, morto il Depretis (29 luglio), presidente del Consiglio dei ministri (7 agosto). Con la presidenza il Crispi non lasci il ministero dell'interno, anzi riun nelle sue mani anche quello degli esteri. Cominci allora quella sua oniiii)oteaza politica che, se si toglie il triennio "Jl-"y3, dur fino al '96. Appartiene al primo periodo '87-'Dl, l'inizio delia grande politica africana che mirava a fare dell'Abissinia uno stato vassallo dell'Italia; il viaggio a Friedriclisruhe per far visita a liismarck; la denunzia dei trattati di commercio con la Francia e la conseguente tensione di rapporti con la vicina repubblica. Appartiene al secondo periodo '93-'9G, ristabilimento dell'ordine in Sicilia e in Lunigiana meil diante gli stati d'assedio e le condanne dei tribunali militari; le leggi eccezionali per l'invio a domicilio coatto degli anarchici militanti; lo scioglimento dei nuclei del partito dei lavoratori e delle associazioni aderenti ai deliberati del congresso socialista di Eeggio Emilia (in tutto 271, di cui 55 nella sola Milano); la questione morale di indegnit privata e pubblica, sollevata ripresa dall'estrema sicontro Crispi dall' on. Giolitti e nistra e specialmente dall'on. Cavallotti che la prosegu con indomito furore, trasmodando fino a porre in dubbio le benemerenze patriottiche del presidente del consiglio, limase celebre la discussione, ridicola ancor pi che odiosa, se il Crispi si fosse o no trovato presente a Calatafimi [cfr. A. GORI, // Risorgimento Italiano; il Hela

|)residente della

>

Cristo.

fjno

92

Cromuello.

11.

di Fr. 8tr. 2.

P. Alla figlia Crispi.

Milano, F. Vallardi, pag. 605]. Nel colmo accanimento partigiano contro il ministro della monarchia, la figlia di Francesco Crispi and sposa (10 gend' Italia,

di

tale

naio 189.5) in Sicilia al principe di Lingnaglossa. Ad abbattere poi per sempre lo statista siciliano vennero le complicazioni africane finite con il disastro militare di Adna (1 marzo 1896). Poclii anni sopravvisse il Crispi alia sna rovina raramente nomo politico fu pi esaltato
:

e pili vilipeso di lui.


i;.

N. Primavere
Ellen. (II

Cristo

il

fondatore della

religione cristiana, la quale,

Do-

rica), str. 14.

almeno nei suoi effetti, fu reazione al paganesimo. Questo aveva celebrato il culto della bellezza, della forza,
della gioia; il cristianesimo vi contrappose quello dell'umilt, della mansuetudine, del dolore (cfr, galileo). Al diti'ondersi della nuova religione, le gnude bellezze degli di pagani cessarono di essere intese ed amate

Natura; quasi statue fossero non altro che mai-mi scolpiti, mentre erano state forme vive onde oggi la loro sempre giovine bellezza spira soltanto nei carmi dei poeti e ancora lampeggia dalla natura quando la evoca il cuore di un poeta o il viso ridente d'una donna amorosa (Mazche
le
;

come

vitale rappresentazione della divina

zoni
R. R. Sabato Santo, V. 6.

PlCCIOLA).

festa pi solenne del Cristianesimo la Pasqua di Risurrezione che tutta la cristianit festeggia ogni anno
di

La

0. B.

Sogno d'estate, V. 17.


Giacomo,

primavera, e che chiude

la cosi detta

settimana santa.

R. R. Bicocca di

La

croce di Cristo fu insegna nel medio evo di molte

San
str.

citt e famiglie.

U.
che va

G. K. Canto dell'Italia

in

CampidoSicilia

personaggio dei Promessi Sposi Cristoforo (padre) del Manzoni, simbolo della rassegnazione e della piet
religiosa.

glio, str. 12.

Ju.

la

Croato
7/1

abitante della Croazia, provincia austro-ungarica,


fra'i gregge, ecc.

Rivoluzione,
str. 16.
id.

bagnata dalla Sava e dalla Kulpa.


Il Croato piange la morte del che l'Austria (Vashurghese [cfr. Absburgo] predon) gli ha tolto dopo avergli presa ogni altra cosa, per mandarlo a combattere contro gli Italiani: invece di piangere sarebbe meglio unirci tutti insieme contro il comune nemico che tutti ci fiede (ferisce, offende). cristiano, pretesco. Crociato Io amo pi il tuo corso superiore Meglio coniche, ecc. e montano, le tue sorgenti modeste, che non il corso medio e inferiore, pi maestoso e superbo, ma solcante terra sottojiosta al dominio papale. gli zuavi pontifici, di cui alcuni discencrociato belga

figlio soldato,

iJ.str IT. G. E. Agli amici della Vallo Tiberina, str. lo.

G.E. Nostri santi e nostri morti,


str. 9.

denti dai crociati.

L. G.

Brindisi,

Cromuello

cognome
uomo
di

str. 1.

capitano e

Stato

italianizzato di Oliviero Cromwell, inglese, vissuto mila prima

Cronaca bizantina.
iiict del

93

Cupido.

secolo XVII, capo del partito che fece decapiI (KJIH) e piociamaro la repiii)l)lica. Col nome di lord iirotcttoro egli esercit una dittatura intollerante e tera all' intorno, ma altera e grandiosa all'esterno lino al 1008, anno in cui mori. il C. allude a una frase sanel vili Cromuello, ecc. tirica che avrebbe pronunciata il Ciomwfll sorpreso a icre da alcuni religiosi. giornale letterario fondato dall'ediCronaca bizantina tore Angelo Sommaruga e pubblicato la prima volta in pi eletti Konia il 15 giugno 1881. Vi collaborarono iii;,'cgni del tempo. Cronide - uno dei soprannomi di Giove, quale figlio di Saturno, dio del tempo. Neil' Iliade , Omero Crono descrive il famoso cenno di Giove per cui trem tutto r Olimpo. sanguinoso. Il fango delle vie di Parigi fu coCruento lorato in rosso dal sangue delle vittime del dispotismo napoleonico.
tan!
il

re Cario

Aiip. D.1 Fiiodr.

UuUlerlin.

l.

N. Omero,
str. 3.

T,

0. B. Per la molte di
str. 7.

Napoleo-

ne Eugenio,
Ju
Ju.

Csanto
e

Scamaudro

(cfr.).

A
btr.

un cavallo,
-i.

qual con Csanto fiume di Giace ei contraslnsse e come dovesse Achille, sbigottite le schiere dei Troiani {le (lardane caterve) contrastare col fiume Csauto, da Giove gonfiato contro di lui. orologio che accenna le ore con voce simile a Cucii

Omero, V. 145, HC.

G.

Intermez1, 7.

quella del cuculo. di Cunia, citt dell' Eolide nell'Asia Minore, Cume

zo, III, str.


i

cui

R.N. Omero,
str. 3.

111,

abitanti erano tacciati di sciocchezza e di stupidit. giudici ignoranti. (/indici cnmei citt del Piemonte, ai piedi delle Alpi Marittime, Cuneo alla confluenza del Gesso con la Stura. Per la sua importanza strategica ebbe a sopportare nel corso dei secoli ben cinque assedi; fu dunque paziente e possente.

R. R.

Piemonte,

str. 8.

Nell'esercito piemontese che combatt nel 1848 la prima guerra d'indipendenza, diede mirabile prova di valore la brigata Cuneo, specialmente a Goito (30 maggio) dove decise la vittoria. borgo di Val di Sercliio, sulla strada che da Pisa Cuosa conduce a Lucca. Ivi nel settembre 1314 ebbe luogo l'incontro dei mssi di Pisa con quelli di Lucca. Questi oltraggiarono Pisa con una volgare ingiuria e Pisani

i(l.

str.

l.>>\

R. N.

Faida

di

Comune,

atr. 1.

giurarono vendetta (faida).

Cupido

v.

Amore.

Ju.

Canto di Primavera, str.25.


id. str. 16.

Secondo alcuni era figlio del Caos e della Terra {effuso dal terreno). rappresentato sempre come un fanciullo alato, ignudo e armato di arco {(ulto in armi anche se nudo), pronto a colpire.

id. str.

25.

Cura.
o.B. Ideale, str. 2. O. B. Da Desenzano, str. 15.

Cura

94

Bacie.

affanno.

G.G. Pei-Giiistp-

Curci (padre
lista,

pe Monti
gnetti.str.
8.

GaetanoTo-

- Cario Maria) gesuita, scrittore e giornadifese a spada tratta e per lungo tempo la Compagnia di Ges, della quale fu ritenuto una delle colonne pi salde, cosi da esser prescelto in ancor giovine et a polemizzare col Gioberti. Ma dopo il '70 si venne allontanando dalle rigide idee tcmporaliste sostenute fino allora, tanto che negli ultimi anni di sua vita fu uno dei l)i ardenti conciliatoristi , e i gesuiti e il Vaticano

L. G. Ciiit.itone e

Montanara.

lo combatterono aspramente. Era nato a Napoli nel 1810; mori nel ISOl. Curtatone e Montanara luoghi presso Mantova ove il 29 maggio 1848 cinque brigate austriache con 24 pezzi di artiglieria furono trattenute dalla magnifica resistenza dei volontari in maggioranza toscani (GOOO uomini e una batteria leggiera), che alla fine si ritirarono. Quella giornata permise tuttavia ai Piemontesi di concentrare a Goito 20,000 uomini e di vincere il giorno dopo un' aspra

battaglia.
.Tu.

Giuseppe

Garibaldi, str.l.

Ju.

A Vittorio
str.

Emanuele,
14.

G.E.Iotriumplie,
str. 2.

id.

il 362 a. C. precipit nella voragine che si era aperta in mezzo al Foro a Roma, mostrando come pi che la vita avesse cara la salvezza della patria. villaggio presso Verona tristemente famoso per Custoza due battaglie ivi perdute dai Piemontesi prima, dagli Italiani poi. iS'el '48, Carlo Alberto (cfr.) dopo tre giorni di combattimento (24-2G luglio) fu costretto a ordinare la ritirata; nel '66 i miovi imperador latini, cio i generali della nuova Italia, disgraziatamente contrastanti tra loro per basse questioni di preminenza personale, si lasciarono vincere (24 giugno) da forze notevolmente inferiori. Tuttavia pur non avendo distrutto il nemico (spento italiani avrebbero potuto menar l'oste), quei generali vanto dell'impresa e trionfare come dice con sarcasmo

Curzio (Marco) per obbedire

cavaliere

romano che verso

agli oracoli

si

L. G.

Noi primi

giorni del 18G2,


str. 14.

ceduto ugualmente all'Italia! imperatore della Russia. Qui si allude ad AlessanCzar dro II, czar dal 1855 al 1881 (cfr. Tito).
il

C.

perch

il

Veneto

fu

O.B. Da

De.senzano, str. 9.

Dacie

della Dacia, provincia romana situata a nord di ^^gi ^^.^^^Q (jgj Danubio che va dalla confluenza del Tibisco al Mar Nero: corrisponde press'a poco alle odierne Rumenia e Transilvania. Divenne provincia dell'impero

Dafne.
roiiiaiio soltanto nel
10(5 d. (".

95

<|iia

Dante

Alig-hieri

co l'imperatore Traiano,
del

ma

Daci Ria avevano


fin

latte scorrerie al di

Da-

An^cnsto, ehe mand Tiberio, il vincitore dei Keti (cIV. lezia), a respingerli. Il che Ti-

nubio
lierio

dal

tempo

di

Dafne

compi vittoriosamente (11 a. C). reneo (cfr.). Amata da Apollo, protettore dei poeti, per isfiiggire a Ini che l'inseguiva 8U le rive del Peneo implor aiuto dal padre e fu con vertita in alloro (Ahi, sempre iifcnli a vie i poeti furo!). Io son, Dafne, la tua rjreca sorella ecc. la rama d'alloro

(glia del dio lliuiale

N Una

rama,
1

d'alloro, str.

id str. 5.

i<1.8tr,l.
id 8tr. 5,
1

colta dal C. (Enotria, cfr ) per VApptn (eh.) via racchiude lo spirito dell'antlea Dafne, ^reca sorella ideale della marchesa Dafne Gargiolli (cfr. M. G.), a cui il poeta si rivolge. bello e giovine i)astore siciliano figlio di JlercuDafni

rio.
.1

Fu caro alle Muse che gli insegnarono la poesia, e Pan (cfr.) che gli apprese il canto e la zampogna.

K. N. Primavere Eilen. (H Jjoric:i), str. 7.

Spos una ninfa, e si amarono di cosi ardente amore da chiedere agli di che divenisse cieco chi dei due coniugi mancasse per primo alla fede giurata. \Ia Dafni si innamor di un'altra ninfa e perdette hi vista. Tale storia d'amore fu argomento caro alla poesia pastorale, di cui
Teocrito ipocta nato a Siracusa e
a.

fiorito

intorno al 270

e.) fu

il

i)iii

illustre cultore.

D'Ancona Alessandro
18:35 e

letterato vivente, nato a Pisa nel R. N. Ad Alessandro D'Anprofessore in quella Universit dal ISGO al 1900. cona. Lavoratore infaticabile, ingegno equilibrato e sereno, studioso dei miti cofpati faventi la stessa origine) e dispersi (sperduti per l'intricata selea delle leggende europee), e di cento altri argomenti, pubblic una serie numerosissima di studi, folti di erudizione. Citeremo soltanto le due opere maggiori Origini del teatro in Italia (1877 e 1891) e La poesia popolare italiana (1878 e 1906). il re del canto cJte jji alto Dante Alighieri mira, l'au- .Tu. Dante, v. .5. tore della Divina Commedia. Nacque a Firenze il 1265; dotato di grande sensibilit, aveva nove anni quando nel maggio del 1274 senti in cuore una soave tenerezza per l. N. Idillio di maggio, str. 1. una fanciulla di appena otto anni: Beatrice di Folco PorL. G. L'antica D'allora innanzi dico che Amore tinari cosi Dante poesia toscanii, stesso nella Vita Nuova [I], soave libretto misto di str. 4. prosa e di poesia, dove sono narrati alcuni fatti dell'amore L. G. Scienza, amore e forza, di Dai^:.- i>r Beatrice segnoreggi la mia anima, la qual str. 1. fu a lui s testo dispou.sata, e cominci a prendere sopra me tanta sicurtate e tanta signoria, per la vert che li
:
<c

dava
eh' io

la

mia imaginazione, che mi convenia fare

tutti

li

suoi piaceri compiutamente. E' mi

comandava molte

volte,

cercasse per vedere quest'angiola giovanissima, ond' io ne la mia puerizia molte volte l'andai cercando e vedeala di si nobili e laudabili portamenti, clic certo potea dire quella parola del poeta Omero: Ella di lei
;
.'i

Dante

Alig'hieri.

96

Dante Alighieri.

P.X. Idillio
maggio,

di

str. 11.

0. B. In una chiesa gotica, str. 6 e segg.

id str. 6.

3 B.Illiuto eia
lira, str. 3.

0. B. In una chiesa gotica, str.

n.
Ju. Dante, v. 5658.

R. N. Dante, str.

Ju. Beatrice, str.


12, 18.

id

'tr.

Il

L. G.

Le nozze Secondo semicoro di giovastr.

non parea figliuola d'uom mortale, ma di Dio . Nove anni dopo (liSHi, un giorno per istrada Beatrice pass accanto a Dante e verecondo il viso ira i bianchi veli 10 salut molto virtuosamente [II] tanto che a lui parve allora vedere tutti li termini de la beatitudine (E tu sentivi piovere stil mondo Amor da lutti i cieli). D'allora in poi molte altre volte Dante incontr la sua donna, sempre beandosi del saluto di lei. Fra l'altre un giorno avvenne che questa gentilissima sedea in parte [una chiesa], ove s'udiano parole de la Reina de la gloria [la Madonna], ed io continua Dante V] era in luogo dal quale vedea la mia beatitudine (cfr. Carducci, Op. Vili, p. G2). Delle qualit fisiche di Beatrice, Dante non ci ha detto nulla; ha solo esaltato lo splendore de' suoi occhi, e ha fatto cenno del color di perla (gernmeo pallore) del viso vestigio mal conosciuto dell'eterna luce divina. Jla un giorno Beatrice neg il saluto a Dante, che, privo di quella beatitudine, mut il suo amore in intima ador.nzione della persona amata simile nella sua mente pi a un angelo che ad essere mortale; poi l'S giugno 1290 Beatrice mori. Dante ebbe la visione di quella morte ( Vita Nuova , XXIII) e in una mirabile canzone (ne' giri d'armonica stanza) disse che guardando verso il cielo, gli parve di vedere una moltitudine d'angeli osannanti (un coro e un canto di forme aeree) tornare in su, dopo aver preso in terra l'anima purissima di Beatrice, che trasfigurata in forma di nuvoletta li precedeva nella gloriosa ascensione (e Dante ascendere tra inni d'angeli la tasca vergine trasfigurantesi vedea). 11 poeta pianse amaramente il lei mirto infranto sid materno fiume (l'Arno), e, nell'annuale, si propose di celebrare la sua donna in modo singolare, La Divina Commedia infatti anche un sublime inno alla virt di Beatrice, che divenuta angelo condurr Dante, il suo amante cieli del Paradiso (di stella in stella). sacro attraverso Una figura ideale come quella di Beatrice, fece pensare che non rispondesse a persona realmente vissuta Non Bice Portinari, io son l'idea, personificazione dell'ideale della bellezza femminile; il nome stesso che vale ' datrice di beatitudine parve avvalorare quel pensiero; e chi vide in lei soltanto un simbolo dell'amore puro, onde l'appellativo di sterile dato a Beatrice, e chi

ni,

6;

id.

Primo semicoro di fanciulle,


str. 5.

Ju. Dante, V. 121.

un'allegoria e chi un'altra: il C. con Alessandro D'Ancona stette per l'interpretazione realistica, nella quale oramai quasi tutti consentono; il che non esclude che Beatrice sia stata da Dante stesso elevata a dignit di simbolo. L'amore di Dante per Beatrice fu tutto ideale e mistico; come soffuso di misticismo fu l'amore degli altri poeti dello ' stil novo , la scuola iniziata dal bo(cfr.)

Danto Alighieri.
Io;,'iios(;

97

Dante

Alierhieri.

e di cui
1

Guido Giiinizclli rsecoiidu incrt del secolo XIII) Danto li il pi riil;,'ido oniaiiKMito. Detta scuola
iioH'arte
il

instaur

rcfiiio

della

spontaneit

della

sincerit, cant solo quanto il seiitiniento tlettava denr idea, viva nella niente, chiedeva di manifestarsi, tro,
e al sentito o al

rispondenza
Ccfr.) e

la

pensato seppe accordare con perfetta forma [Vitt. Ko.ssi]. Dante composi',

Vita Nuova , molti sonetti canzoni (cfr.) e ballate (cfr.j: tra queste citeremo (|nclla famosa che cominc'a: *Deh, nuvolctlu [o violetta?] cite. n'ombra tVamore Negli occhi miei di subito appa-

oltre quelli raccolti nella

O.B.AIlaRegiiia
d'Italia, str.
.0.

risti

Non a credere che Dante passasse tutta la sua giovent intento a veder scendere e salire angeli al cielo, quasi piofjr/ia di manna, o a lineare (disegnare) angeli e spiriti con mano leggera ; ancli'egli fu giovane come ogni altro, e senti amori pi umani. Di pi assistette alle lotte fratricide che infestavano la sua citt (te scuolevan clamor fiero e lumullo e furor di fratelli duellanli ad uccidersi) e che armavano una citt contro un'altra iil fumo de l'italiche ire)\ e fu soldato del suo Comune (1289). Poi quando gli Ordinamenti di Giustizia di
Giano icfr.) della Bella, riformati nel 1295, stabilirono che per essere ammessi ai pubblici uffici bisognasse iscriversi tra gli artieri. Dante si iscrisse all'arte dei medici
e degli speziali, e pot cosi entrare nella vita politica del suo Comune. Ma i tempi correvano tristi per la citt

L. G.

Le nozze Secondo sciuicoro di giovani, str. 1

O.B.II

e 2. liuto o la

lira, str. 5.

R.N. Giustizia di
poeta, str. 2, 3. Ju. Dante, v. 2527. L. G. Lo nozze f^'ecoudo semi-

coro di giovani, str. 2.

Ju. Alla croce di

Savoia, str. 4.

Firenze, dilaniata dalle fazioni dei Bianchi (cfr. Parto bianca) e dei Neri e Dante poco dopo la venuta di Carlo di Valois (cfr. Carlo di Valese) fu esiliato (a. 1302 cfr. Gante Gabrielli). Dopo vari tentativi fatti insieme con Bianchi esuli, i)er tornare in patria, Dante tini col far parte per s stesso, e divenne a poco a poco ardentissimo fautore dell' imperatore che, unico, avrebbe potuto ridar pace e prosperit a Firenze e all'Italia. Cosi che quando nell'ottobre del 1310, Arrigo VII (cfr.) pass le Alpi, Dante esult, ma per poco giacche finita miseramente l'impresa di Arrigo (a lui dar gloria ve' canti [la Divina Commedia] Dante imperator de le toscane rime), egli perdette ogni speranza di rientrare in Firenze e fu costretto a riprendere le amare peregrinazioni deldi
;
i

L.

G.

Poeti di
bianca,

parte

V. 185-187.

l'esilio.

Da tempo si era dedicato a studi alti e severi, preparazione alla sublime opera di poesia lungamente pensata, e

Ju. Dante, v. GIG4.

compiuta durante

l'esilio.

La Commedia

clic

posteri dissero divina la narrazione in terza rima di un fantastico viaggio gi per l'abisso A' inferno, su l)er il monte del purgatorio, e attraverso gli spazi celesti del paradiso. Guida a Dante, nel regno dei dannati e in
Dizionario Carducciano.

R. K. Alla rima,
str. 9.

Dante

Aligrhieri.

98

Dante Alighieri.

Ju. Dante, V. 101. O.B Per le nozze di mia fglia,


str. 9.

N. Giustizia di poeta.

R. X.

Ho

il

con-

siglio a dispetto, str. 4.

R. K.
di

Alla citt Ferrara, III,

V. 19, 20.

G. Per
do
str. 19.

Eduari,

Corazzili

quello (lei penitenti Virgilio, il buon sofo r/enlile ; nel regno dei beati, Beatrice che ha in para(li.so un posto cminentissimo. Con magnifico ardimento Dante popol di figure vive i regni dei morti, e per mezzo di personaggi incontrati nel mistico viaggio, con discorsi e profezie, con domande e risposte, e con cento altri sottili accorgimenti della sua arte maravigliosa, seppe esaltare con lodi non periture quelli che gli parvero degni, e bollare gli indegni di infamia eterna, perch eterna la sua divina poesia. Tra le folgori che Dante avvent su dall' ivfer no e f/i dal paradiso, molte toccarono i pontefici e la Chiesa (o vecchia vaticana (cfr.) hipa cruenta, naledetta da Dante), che dimentichi degli umili prncipii evangelici modi di raft'orzare il principato citentavano in tutti vile a danno dei diritti dell' impero, confondendo le due autorit, spirituale e temporale, in una sola, e procurando la rovina di Roma e d'Italia che avrebbe dovuto es.serc giardino dell'impero . Poich non si deve dimenticare che l'ideale politico di Dante non fu n poteva essere
i

Ju. Dante, v. 79, 81.

moderno dell'espressione e il stesso annot ai versi giovanili [Dante] te salut in desio, alma Italia novella, nna d'armi, di lec/yi, di favella , che questo stava bene dirlo nel 1854! Dante ebbe luminoso dinanzi agli occhi della niente il concetto
l'unit d' Italia nel senso
(J.
;

.Tu.

Alla croce di Savoia, str. 7.

Pi.

N. Dante, str.3.

della gente italiana, nna pel vincolo divino dell'idioma e circoscritta da naturali confini , egli afferm con potente divinazione la individualit nazionale d'Italia, onde per questo solo riguardo pu dirsi che primo pensasse a una nova Italia e che tutto in faccia al gran concetto fremesse il cor presago; ma all'unit jiolitica d'Italia Dante, uomo del medio evo, non poteva pensare: egli vagheggiava il risorgimento del sacro romano impero {il tuo santo impero) e, nell' impero, il primato d'Italia, in nome dell'antico diritto. E nel poema l'amore d'Italia palpita gagliardamente, amore accorato, come di figlio che sa la madre straziata da gravi dolori

O. B. Lo due torri,

str. 5.

R. R.
10.

La Chiesa

di Polenta, str.

.Tu.

Prologo,

V.

39, 40.

[ViTT. Rossi]. Dante mori esule nel 1321 a Ravenna, dove giacciono tuttora le sue ossa, gelosamente custodite dai romagnoli e giustamente venerate da tutti gli Italiani che riconoscono in lui il centro ideale della loro storia (cfr. Trento). Se nei secoli pi bui del passato, ci accade di vedere qualche bagliore di luce, in quella luce noi vediamo il 2)oeta ; se miriamo fiduciosi all'avvenire, ancora Dante che ci conforta e ci guida, Dante voce e insegua nei tempi, del popolo d'Italia (cfr. Carducci, Op., I, p. 206). A te quell'atre 2}o,rve bastante che respirarono l'Ariosto e Dante tu crescesti alla scuola dei nostri grandi

poeti.

Dante Alighieri.

99

Danton.

il

fede et teneva al buon VirijUio culto (li Virgilio e di Dante.


e calpestili le

a Baule

continuava
Dante

.Tu

O.C., str.l.

sacre al vento date ossa di

v,

.)u.

Agli Italiani,

violino pcrlino la

tomba

di

Dante.
L,

Btr.

M.

ecc.

iscoverchialo erto V lm/)erial vale levosse scopercliiata, Dante 8i lev in piedi nel VI centenario delia nascita (ISlia), ma vide, ahim, die Koma ora ancora preda della Chiesa e Venezia del-

Su

Su

l'avello
la

tomba

G. Nel sesto conteii.irio di

Danto, str.

1.

l'Austria.
la l'eloquio di Dante ne' ritmi fulgidi di Venosa (cfr.) lingua italiana armonizzata nei metri d'Orazio (cfr. Odi Barbare). la selva, o Daite, d'alberi e di spiriti ecc. la selva imaginata da Dante nel suo inferno [secondo girone del settimo cerchio], dove gli spiriti dei suicidi sono annidati

O.B.Il liuto
lira, str.
l'J.

la

0. B. Po '1 Cliiaruiic iJa Civi-

tavcccIiia.v.H

entro piante silvestri, le quali, se spezzate in qualche ramo, mandano gemiti (querele). nel momento al passo che Omero e Dante passarono grandi spiriti, di qualunque civilt, acdella morte, che colgono serenamente.

U. Per Io nozze di mia (i^'lia,


str. 10.

quando su l'aure corre l'umil saluto, curvano la fronte nell'ora crepuscolare in cui il suono Dante ed ^7'o/cZo

R. La Chiesa
di Polenta, str.

Maria si diffonde, ogni nobile spirito, sia credente, sia Byron (cfr.) lo scettico, si fa pensoso dell'* enorme mister dell'universo (v. Appendice). avvocato a Parigi, Danton (Giorgio Giacomo 17.59 1794) allo scoppini'c della llivoluzione, prese parte ai pi notevoli avvenimenti. Fond con altri e diresse il club repubblicano dei Cordiglieri forte della persona, dotato di eloquenza veemente, fu membro della Convenzione e del Consiglio esecutivo provvisorio dopo l'insurrezione del 10 agosto 1792, divenendo il vero padrone del nuovo governo. Accusato poi insieme con Marat (cfr.) e Robespierre (cfr.) di aspirare alla formazione di un triumvii-ato tirannico, egli che era forse l'uomo di Stato pi vigoroso, tent ricondurre la pace fra i partiti, ma invano. In seguito, per ordine di Robespierre, divenuto suo rivale, fu citato dinanzi al tribunale rivoluzionario e ghigliottinato. Fu uomo di audacia e di energia grandissima congiunte a sentimenti umani e a desiderio dei piaceri della vita. Il C. lo ha esaltato poeticamente, come rivelatore della bellezza delia repubblica, simboleggiata da una vergine forte, virile (dal seno amazonio - cfr.), e Io ha elevato a simbolo non solo della libert repubblicana calpestata dal cavallo del re (cfr. Guglielmo), ma anche della forza del popolo, del quale egli pareva avere nel braccio possente la muscolar virt.
dell'Ave
(cfr.)

2y.

Dante

il

Ti.

N.
str.

f'a ira,
:j.

VI,

G. E. Ripresa,
str. 4.

li,

G. E. Per

il 78" annivers. della

Rep. Frane,
str. 6.
iJ. str. 9.

Dai'dano.
0. B. Per nn instituto (li cicchi, V.
1.

100

Decio.

Dardano Oigg.) troiano. dardani caipi il territorio attorno

a Troia,

dove

Ju. Prologo, V. 41.

L. G.

A Satana,

str. 32.

Ju.Prologo,v.58.

Greci e Troiani combatterono per dieci anni le battaglie cantate da Omero icfr.). Davide secondo re d'Israele, vissuto ncU'XI secolo a C. Consacrato successore di Sani da Samuele, uccise il gigante llistco Golia che sfidava gli Ebrei. Divenuto re, intraprese grandi conquiste che gli diedero gran fama, macchiata per da tristi passioni. Gli successe il figlio Salomone. ti pre7ne Davide con la Sibilla verso tradotto in parte dal Dies irae (canto chiesastico latino del medio evo, d'incerto autore, musicato da insigni maestri) e che vale: ti minacciano le pene dell' inferno (v. App.). di Davide (cfr.), sotto il cui nome vanno certi Davidico salmi penitenziali iienie). giudaico, ebraico: dietro un davidico cento 2>er cento dietro iin compenso da usuraio (gli ebrei hanno fama di

usurai).
Ju. Alla memoria di D. C.

Dante Carducci, fratello di Giosu, mortosi di ferro D. C. il 4 novembre 1857 a Santa Maria a Monte (cfr. Arno). La misteriosa morte del giovine ventenne accor profondamente il C, che dedic alla memoria del fratello anche
i sonetti XVIII-XXIII dei Ju. e il XXXVII della stessa raccolta, dove impreca contro chi con eccessivi richiami al vero, toglie ai giovani i begli inganni: che il fratello non si sarebbe forse ucciso se non avesse perduto anzi

Ju.Clie ti giostr. 3, 4 v

tempo ogni
anche

illusione.

Accenni

al fratello

Dante
;

si

trovano

in G. E. (Kiin L. G. (Per vai d'Arno, Congedo,! presa, Intermezzo III); in K. N. (Funere mersit acerbo, Nostalgia, Brindisi funebre); in 0. B. (Sogno d'estate,

O.B.Per
str. 7.

la

mor-

Decembre il

te di Napoleone Eugenio,
G. E. Per Eduar-

dicembre 1851, Napoleone III (cfr. Ortensia) abbatt di fatto la seconda repubblica francese con un colpo di stato. In quel freddo (algente) giorno,
caddero
fucilati in Parigi

Colli toscani). 2

do Corazzila,
str. 24.

sull'altura di

Montmartre
di

parecchi popolani, specialmente {de' martiri su 7 monte).

Giuseppe Ju. Garibaldi, str.


1.

Decio

Ju. Alla croce di Savoia, str. 9.

gente romana a cui appartennero padre salv l'esercito del console Cornelio Cosso circondato dai Sanniti (343 a. C), e a Veseri poi si sacrific, onde il suo collega Manlio Torquato pot vincere i Latini (340 a. C). Il figlio si fece uccidere a Sentine, dove il suo collega Quinto Fabio pot sconfiggere gli Etruschi collegati coi Galli e con gli Umbri (-295 a. C). 11 nipote mor nella guerra contro Pirro (279 a. C). Francesco Ferruccio (cfr.) che rinDecij fiorentino nov col suo valore e col suo sacrificio l'eroico atto degli

nome

una

tre guerrieri illustri.

Il

antichi Deci.

DjI Carretto.
Del Carretto Filippo (1759 1700)

101

di

Delo.
Cosscria

l'eroe

(cfr.).

li.

n. nicopca di
.San Giiicom str. 24. i(I. str. 23.
id.
',

Nell'aprile del ''Mj, in quel cauldto mal difeso, senza cannoni e senza vettovaglie, resistette con {,M-anatieri del re di Sardegna e con un reparto di Austriaci igli alleati austro-piemontesi erano gi stati vinll a Rlontenotte; cfr.
i

Colli) ai

forniidahili

assalti

delle

milizie

napoleonielie,

inviale in Italia dalla Francia rciubljlicana. 15en due volto rifiut di arrendersi: dall'allodi un masso trafisse con la baionelta due soldati nemici saliti lass con grande audacia, poi (nalmentc cadde colpito a morte. Solo allora la guarnigione si arrese, ottenuti patti onorevoli per la mirabile resistenza. L'eroico cavaliere, ultimo degli

id. btr. 25.

id.,

str. 20, 24.

Aleramici (supremo fior de l'alber d'Aleramo, cfr.) sarebbe stato ben degno del compianto di quei trovatori (cfr.) di Provenza che la sua casa aveva ospitato nei secoli andati Delfico -di Delfo (cfr.).
!

id. i-tr, 20.

forme
divina.

delfiche

t'ovmo

apollinee:

forme

di

bellezza

L. G.

Satana,

str. 32.

Delfino

titolo dei principi del Delfinato, antica regione della Francia. Quando nel llUSt il Delfinato fu unito alia monarcliia francese, fu posta la condizione che il primo-

G. E.

La sacra di Enrico V, v. 3.

il

genito dei re di Francia assumesse il titolo di Dellino: che fu sempre osservato dai Valois (1328-1589.) e dai
(cfr.).

Borboni

Per
Delfo

il

delfin da' capei fjrigi, v.


citt della
(cfr.),

Enrico V.
meridionale
E. N. Primavere
Elicli, (l Eolia),

antica

Grecia

sul versante

del Parnaso

nell'angusta valle del Pleisto.

Ebbe

str. 3.
Ju.

grandissima fama per l'oracolo di Apollo sul margine d'una voragine, da cui elevavansi vapori idro-carbonici. Ivi la sacerdotessa (Pytliia) seduta sopra un tripode d'oro, in istato d'estasi, pronunciava gli oracoli che go-

Maggio e novembre, I,v. 1.

devano immenso credito in tutta la Grecia. nome, sotto il quale Tibullo (cfr.) adombr certa Delia Plania, da lui molto amala. Il G. nascose sotto questo classico nome il nome di donne a lui care.

Ju.

A Febo

Apolalla

liiie,

str. 53.
di

0.

B Fuoii
Certosa

Bo-

logna, V. 11.

0.
1.

B.

Saluto
str.

d'autunno,

delia vergine Diana l'cfr), nata a Dolo (cfr.), taniosa cacciatrice, dea delle selve e dei boschi. Delio di Delo (cfr.), e quindi seguace di Apollo; poeta.

,Tu.

Canto di primavera, slr. 2 '.


Voto,
str, 3.

.Ju.

poeta di Luni o della Lunigiana, territorio che un tempo si estendeva anche a sud della foce della Jlagra, verso luoghi cari al C. (cfr. Versilia). Delo una delle isole Cicladi, famosa e sacra come culla di Febo Apollo e di Diana. Secondo il mito, essa era
luiese (cfr.)
il
i

Delio

G. E. Intermezzo,

IX. str.
.III.

0.

A Febo

A pol-

line, str. 24.

Delubri.

102

Desenzano.

Ju.

Maggio

vembre,

e noI,v. 2.

sorta per un colpo di tridente del dio Nettuno, ed err tinche non la rese immobile Apollo, ivi nato da Latoiia
o

da Giove.

0. B.

Alessau-

diia. str. 11.

R. n.

La iMoglio

templi; santuari per espiazioni e purificazioni. agitatori del popolo. In Atene Demostene (cfr.) tu capo del partito popolare nntimacedone, che oppose tenace resistenza prima a lllippo, poi ad Alessandro (cfr.), non presentendo che pro|rio Alessandro doveva dare alla Grecia grande splendore. Demogrgone ente simbolico creatore dell'universo.

Delubri

Demagoghi

del Gijjantc,
str. 7.

L. G.

Per

la rivo-

Demostene

luzione di Grtc:a, str. 5

e 0.

G. E. Ripresa, TI,
str. 4.

R-R-EsequieilfllaGuida.btr.lO.

0. B. Dinanzi alle terme <1 i Caracalla, str.


6.

il pi grande oratore greco (384-322 a. C). Difese strenuamente e magnificamente con le sue Filippiche la libert greca contro Filippo, re di Macedonia (cfr. demagoghi). Si sarebbe rallegrato e avrebbe spianata la fronte rasserenandosi, se avesse veduta la fuga di Ottone di Baviera (il havarico esilio), re di Grecia (cfr. Pireo). Demuln Camillo Desmoulins, uno dei primi capipopolo della Rivoluzione francese ('cfr. Bastiglia). Dente del gigante una delle vette (m. 4013) che fanno corona al Monte Bianco. Fu salita la prima volta dai fratelli Sella nel 1882. Vi trov la morte nel 1895 Emilio Bey (cfr. E. R.). Deprecare supplicare, scongiurare; allontanare, evitare.

Ju. Evoi.se
str.
1.

fia

R. X. Va
str. 3.

ira, II,

Desaix (1768-1800) celebre generale francese a cui dovuta la vittoria di Marengo (14 giugno 1800). Napoleone Bonaparte alle tre pomeridiane di quella famosa giornata, era gi stato vinto dagli Austriaci, quando il Desaix che era stato distaccalo a Novi con una divisione, inteso il rombo del cannone, si port sollecitamente sulla strada degli Austriaci in marcia verso Piacenza: la battaglia si riaccese, Desaix cadde ai primi colpi, ma il nemico fu respinto entro Ales.sandria, e il nome di Marengo suona nella storia come una delle vittorie pi fulgide di

iJ.

0. B.

Da

Dc,3.i

zano.
id. str. 4. Id. str. 5.

Napoleone. Desaix, che elegge a s il dovere e clona altrui la gloria, si dice che morendo esclamasse: Dite al primo console [Napoleone] che muoio addolorato perch non ho fatto abbastanza per vivere nella memoria dei posteri . Desenzano paese situato all'estremit sud-est del lago di Garda (cfr. Benaco) onde il nome di Desenzano sullago. dominato da uu alto castello con merli. Nei tempi preistorici la Siviera (cfr.) circostante, come del resto
:

Desiderio.

103

Diamanti.

rtelhi valle del Po, fu abitata dai Liguri (cfr.) umaie) su palafitte (cfr.) lacustri. Ve-niicro poi Fene^t (cfr.) famosi allevatori di cavalli; quindi gii Ktrusclii Cdetti anche Tirreni o IJaseni - clV.) che occuparono le alture (acrupoli, cfr.j della sponda occidentale e meridionale del lago. Finalmente Komani ebbero in .Sirniione (cfr.; una vera e propria stazione militare, e nei dintorni hono frequenti i ricordi della loro dominazione. Ivi soldati (il milite fissate sulla riva del lago le insegne di Koma (l'aquile romulee - cfv.}, si trattenevano a godere il riposo (vigile ozio) della ])ace dopo le vittorie retiche (cfr.) e dacie (cfr.), inneggiando al ricordo ancor fresco di G. Cesare (cfr.) ospite del padre di Catullo (cfr.) e alla grandezza dell'impero, saldo e invincibile con Cesare Ottaviano Augusto cfr. , senza tuttavia dimenticare di staro in guardia contro nemici di Koma. A mezzogiorno del lago, fra la penisola di Sirmionc e Peschiera si estendeva una vasta selva detta Selva Lucana, e ancor oggi quel luogo, non pi boscoso, conserva il nome di Lugana. Nell'alto medio evo, selva e penisola furono possesso di Desiderio (cfr.), re dei Longobardi, il quale nel 763 cedette Sirmione al monastero di S. Salvatore, fondato dalla moglie stessa di Desiderio. Ivi le monache lombarde (longobarde) avranno pianto e pregato per giovani della loro stirpe vinti dalle armi franche (franciche - cfr.) venute con Carlo, che fu poi Carlo Magno, a

gran parte
{belve

0. B.

Da Desi nzano, str. 7.


id. Btr. 8.

d.

id. str. 9. id.

id. str. 10.

id. str. 12.

id.
id.

por

line alla

dominazione longobarda tra noi (773-774).


id., str. 10.

Desiderio re dei Longobardi (cfr.) dal 756 alla fine del dominio longobardo (774); tenne una politica abilissima per impedire che pontefici aumentassero il loro dominio; ma falli al suo intento. Da Verona, sua capitale, soleva recarsi a caccia nella selva Lucana (cfr. Deseuzano), fisso (fermo) il pensiero a Roma dove egli avrebbe voluto cingere la corono /"e^-rea (cfr. Teodolinda) rinnovando su la traccia degli imperatori romani (la via de' Cesari) la gloria e lo splendore dell'impero.
i

id.
id.

id.

id.

Desueto

insolito,

inerte, abbattuto.
in

Ju. E tu pur
riedi...., str. 1.

Devolvesi
tuoso.

scorre
santa.

gi; proprio di

fiume largo

tor-

0. B. .Su l'Adda,
str. 13.

Dia

divina,

die pupille

divini

Ju. Alla libert,

occhi.

str. 10.

Diamanti (Palazzo de') bellissimo palazzo in Ferrara, cosi detto perch rivestito di marmo tagliato a punta di diamante. Fu fatto costruire da Sigismondo d'Este su disegno di Biagio IJossetti (1492) e fu ridotto poi a nuovo dal cardinale Luigi d'Este (1570). Ora contiene la pinacoteca comunale.

R. R.

Alla citt di Ferrara, I, V. 19.

Diana.
O. B. Per la

mor-

104

Dite.

te d
str.

Napo-

leone Eugenio,
1.

Ju.

Diana Tri

via.
id. str. 1.

id. str. 10.


id.

id. str. 11.

d. str. 12.

K. R. Elegia del

sveglia dei soldati al suono del tamburo, prima che spunti il giorno, quando appare nel cielo la stella diana (Venere). Diana Trivia figlia di Giove e di Latona, sorella di Apollo, nata a Delo (cfr.), dea triforme perch era adorata come Diana in terra, come I^nna (Selene) in cielo, come Ecate nel mondo sotterraneo {rebo). Era detta Trivia perch si venerava nei trivi (luogo di convergenza di tre vie) dove erano eretti simulacri o tempietti in suo onore. Ad essa si volge il poeta pregandola di velare la sua luce, perch egli possa, non veduto, giungere all'orto, ove l'amante Cintia l'attende. Ma la luna non si vela ed egli irrompe contro di lei in invettive: corra la falsa diva a illuminare i sacrifici cruenti dei druidi icfr.), ad ascoltare scongiuri e parole e formule magiche (emonie [cfr.] voci) come si addice a lei, dea degli incantesimi, scesa altra volta in Tanride (la penisola di Crimea nel Mar Nero l'aspra riva cui l'aquilonare fluito castiga] sitibonda di sangue [gli Sciti della Tanride la onoravano in fatti col nome di Artemide Taurica e le otfrivano sacrifici umani], pi trista e rea di quando abbandon il corpo disonesto a Pane (cfr.). Per Diana Giuntini v. Giuntini. con riflessi di diaspro. Diasprato

Diana

monte Spluga.
V. 7.

O. B. Alle fonti

Diaspro

pietra dura di vario colore e capace di bel pu-

del Clitumno,
str. 21.

limento.

n.

R. Alla citt
ili

Ferrara,

II,

btr. 10.

E. R.Nicola Pisano, III, str.


1.

0. B. Su l'Adda,
str. 3.

uno dei pi valorosi guerrieri greci combatguerra venne in Italia, e molte leggende narrano di citt fondate da lui sulla sponda adriatica. Egli avrebbe occupata la citt pelasga di Spina (cfr.) e l'avrebbe grecamente abbellita coi tesori rapiti al tempio di Apollo in Delfo (cfr. di delfie'oro e ardivo onor vestita). nome greco di Bacco (cfr.) dio del vino e della Dioniso vite (cfr. Ampelo). Erano famose le feste dionisiache che si celebravano con grandissima pompa. crudele, feroce, terribile, spietato. Diro Dirute smantellate, rovinate.
tenti a Troia. Finita la

Diomede

R. R. Piemonte,
str. 12.

Dissueti non
Dite

avvezzi.
re dell'inferno: e
il

Ju.

A Neera,

str.

Plutone,

5.

R.N. Ad Alessandro D'Ancona,


Jii.

paganamente, come

mondo

l'inferno stesso inteso dei trapassati.

str. 12.

Alla libert,

teste

di regi consacrando a Dite


di libert.

maledicendo

ai

re,

str. 5.

nemici

Ditirambo.
Ditirambo
1)1,

(li

105

Donoratico.

componimento
l'.;i('CO.

poetico originariamente ccle-

Ulte le gesta

0. E. Intermezzo, VIlI,8tr. 1.

In

senso generico

significa

componimento

lirico,

con
i(l.
i

qnalelie jjnnta di satira, ora triste, ora yiocondo. giovane conte di palazzo (palatino), con Ditpoldo

ca-

1!.

N.
di

,Siii

campi

biondi scendenti gin per il collo roseo e candido (sparso di rose e di lif/ustri - cfr.). Il sno pensiero nella notte del sabato santo 1175, vola sul Reno alla sna donna, Tecla, sognante al lu7ne de la luna il ritorno dell'amato. Dittatore chi nello Stato investito della suprema autorit, riunendo in s tutti i poteri. Tale fu Garibaldi (cfr.) in Sicilia dopo lo sbarco dei Mille; e gli rimase poi l'appellativo di Dittatore. Diva dea; come aggettivo, divina. divino, che ha natura divina; santo. Divo arrendevole; facile ad impararsi; detto di un Docile colle, signitica di facile salita, di poca altezza. citt deH'Ejiro, regione al nord delia Grecia, Dodona nelle cui vicinanze, in un bosco di querele, esposto ai rigori del verno iinvernale) era il pi antico oracolo dei Greci, sacro a Giove Dodoneo o Pelasgo (cfr). suprema dignit politica della repubblica veneDoge ziana. L'ultimo doge, Ludovico Manin, usc dal palazzo (palagio) ducale il 12 maggio 1797, ignominiosamentc cacciato dalla rea prepotenza di Napoleone Bonaparte
jclli

Marengo,

slr. G.

i(l.

0. B. Giuseppe Garib.ildi, 8tr.


1.

L G.Romaomorte, str. 2.

0.

B.Su l'Adda,
str. 3.

.Ju.

Omero, v

27.

R. R. Carlo Goldoni, IV, str. 4.

(cfr.

Venezia).

Dogma

sentenza religiosa che deve essere creduta ma non discussa. L'Egitto (cfr.), che pareva impenetrabile come un dogma, fu invece invaso dalla civilt greca per opera di Alessandro (cfr.) e divenne con Alessandria (cfr.)
centro di
cificati.

0. B. Alessandria, str. 12.

comune

civilt all'oriente

e all'occidente pa-

Dolce fanciulla v. Bice. v. Cadore. Dolomiti Donatello Donato di Niccol

di Betto de' Bardi, insigne scultore fiorentino nato il 1383, morto il 1466. Una delle sue opere pi belle la statua di San Giorgio (cfr.). Don Chisciotte celebre cavaliere errante, eroe del romanzo omonimo del letterato spagnuolo Michele Cervantes (1547-1616J, che intese volgere in satira i costumi cavallereschi. Don Chisciotte fu assunto come titolo da un giornale democratico che si pubblic prima a Bologna poi

R. N. San Giorgio di D na tello.

App. Per

la so-

spensione del
iJonUliisciotte.

a Ironia.

Donoratico
il

terra della

maremma

della contea del Conte Ugolino

(cfr.)

toscana. Faceva parte della Gherardesca,

G.E.IJipresn.III,
Ktr. 4.

quale dopo la sconfitta delia Meloria (cfr.) si sarebbe rifugiato nel castello di Donoratico, cui sovrasta tuttora una superba torre feudale.

id.lll, str. 2.

Dora.
liuto

eia

106

"DVLTO.

O. B.

Il

Dora Baltea

lira, str. 17. 18.


Id. str. 18.

R.

R. rieiuuiite,
str. 6.

O.

B. Courmayeur, V. 9-lJ.

artiuente di sinistra del Po. formata di due correnti provenienti dal gruppo del Monte Bianco, jrecipita cerulea gi per il versante italiano, attraversa l'ampia valle d' Aosta per dove scesero nel Medio Evo principi di Savoia {vostri avi ferrali con la spada e con la bianca croce) quando allargarono il proprio dominio dal di l al di qua dello Alpi, bagna Ivrea (cfr.) e sbocca nel Po presso Cliivasso. A Courmayeur (cfr.) le acque correnti della Dora pare cantino misteri {ari
i

caii) delle

Alpi circostanti, e

canti di guerra degli an-

Ju.

11

Plebiscito,

str. 9.

Ju.

Sicilia e la Fivol uzio ne,

str. 7.

che poco lungi opposero fiera resistenza ai Keniani conquistatori. Ha nome Dora (Riparia) anche un altro affluente di sinistra del Po; nasce al Monginevra, scorre in Val di Susa e sbocca a Torino. JE un grido sol risponde l'Arno, la Dora, il Po un solo grido si leva da Firenze, da Torino e da tutta la valle del Po. Doria illustre famiglia genovese che ebbe pi volte Genova in signoria. Il maggiore dei Doria fu Andrea (14681560) ammiraglio vincitore dei Turchi, doge ed arbitro delle cose di Genova, dalla quale cacci Francesi nel 1528. Ricus di essere fatto sovrano della sua citt, che gli eresse una statua con l'iscrizione: Al padre della patichi Salassi
i

tria
R. X.

R. N. Priiuavere

Ellen.
rica)

(II

Do-

str. 1.

O.B.Ragioniiuetriche, v. 14.

R. X. Primavere
Ellen.
(II

seconda delle Primavere Elleniche , cosi perch in essa il C. imagina di trarre la su;i amata in Sicilia ove sussistono tanti ricordi dell'arte e della civilt dorica: ma non nelle fastose citt deWisola bella condurr la sua donna, si nelle valli romite, memori dell'antica poesia. forme evidenti, robuste, come prodoriche forme prio dello stile architettonico che prende nome dai Dori, una delle stirpi in cui si divise il popolo greco (cfr. Ellcj. dorici, propri dei Dori (cfr. Elle). Doriesi

Dorica

la

intitolata,

Do5.

rica), str
id.
id.

fri doriesi
in esse piazze,

piazze ornate

da portici

di stile dorico;
e fiori le citt

pare prorompono con canii

R. N. Primavere Ellen. (II Dorica), str.


10.

stesse festose come baccanti. Dorio di stirpe dorica.

Doria

(jiovine felice

Teocrito
di

(cfr.

Dafni).

G.

E Meminisso
liorret, str. 8.

dorie colonne colonne

stile dorico.

R. R.
.:tr.

Piemonte,
24. 2.3.

Duro
in

scorre prima Ispagna, poi in Portogallo e sbocca n&W Atlantico a Oporto. .Alla foce del Duro nella villa di Entre-Qu ntas, fugio fra boschi di castagni e di camelie trov l'ultimo Carlo Alberto (cfr.).
i

Duro

fiume della penisola iberica;

Drago.

107

i;.

Dumouriez.
X. toro
L'

Drago (Ordine
!

iMiifCsi

del) ordino equestre istituito in Cina dai che avevano presa parte alla spedizione contro

iiuptraCi

(lolla

ribelli (1850). Jla qui aignitica altro (v. Cina).


si

Ila, str. 7.

Dragone serpente. Le aquile


Drava

cibano anche

di serpenti.

K. n.Cidore, III,
str. 1.

aftluente di destra del


la

Danubio; solca

la Carinzia,

.Tu.

.S

ici lia e la
14.

la Stiria e
ij^.irico.

Croazia, province dell'impero austro-un-

livoluzi Ollu
.str.

Driadi

danno
Druidi
e la

ninfe dei boschi; nella mitologia greco-romana l'anima, la vita e la bellezza alle piante.

R. N. Priiuavei

(;

Klloii. (II Dorica), str. 1>, 16.


Jii.

sacerdoti dei popoli celti abitanti la Gallia (efr.) Hritannia (efr.). Non avevano templi, ma si riunivano nelle foreste, dove, specialmente durante la luna piena {falsa dea), immolavano ai loro di vittime umane {mi-

A Diana

Tri-

via, str. 10.

ntcri orrendi).

dei Druidi (efr.). Druidica Negli uomini della Rivoluzione Francese par rinnovarsi la tendenza alla sanguinaria ferocia driidica, e sugli

K.N. A Victor
Hugo,
slr. 1.
str. 6.

spiriti

calare

tormentarli

una bieca visione

di

R. N. ^;a ira, VII,

sangue.

Dubbio

incerto.

dubbio (jiorno

incerta

O.B. In una chieluce.


sa gotica, str.
6.

dubbio panie ponte che sostenne una battaglia per qualche tempo incerta (efr. Lodi). Duce glorioso Garibaldi (efr.).

O.B. Su l'Adda.
str. 0.

G. E. In morte di

di

Giovanni
III,

Cairoli, str. 5.

Duilio (Caio) console romano, vincitore per mare dei Cartaginesi a Mile (Milazzo, 260 a Cj. I Cartaginesi erano un popolo di marinai, espertissimi nelle guerre marittime, eppure Duilio con pochi mezzi li vinse: e invece il 20 luglio del '6t a Lissa (efr.) rammiraglio Pe?-sa?io (cfr.) condusse a rovina la nostra armata navale forte di molte navi. Dulcinea l'amante di Don Chisciotte (efr.) e, per ischerzo,

R.R.Cadore,
str. 9.

G. E. Io thrium-

phe,

str. 3.
la sodel Chisciotira,

App. Per

qualunque amante.

spensione

Don

Dumouriez
(efr.) e

(1739-182:^)

grande

te, str. 2.

per vari rispetti

al ConfZe (efr.).

Dopo

generale francese, simile la caduta di Longwy

R. N. Ca
str. 3.

X,

di Verdun (efr.) nelle mani dei Prussiani, Dumouriez intu col suo genio militare l'importanza di un valico delle Argonne (ah. Termopile') che fronteggia la

id. str. 4.

strada da Verdun a Parigi, e l'occup audacemente (settembre 1792)- il 20 il nemico fu battuto a Valmj- (efr.) e la Francia i salva. Il Dumouriez, che nei primi anni della sua carrieral aveva languito nei gradi inferiori in una diplomazia che secondo lo storico Michelet rasentava lo spionaggio {spia), volle anche finire malamente

id. itr. 3.

Durendala.

108

Edippo.

O. B. Presso l'urna di P.B. Shelley, V. 18.

la sua esistenza, tentando di porre in atto un disegno da gran tempo concepito: profittare del suo prestigio sull'esercito e del malcontento generale per muovere sopra Parigi, disciogliere la Convenzione e ristabilire d'accordo con gli Austriaci il governo monarchico [Kinaudo]. Ma il piano non gli riusc e allora pass ignorainiosamentc al nemico (5 aprile 1793). Durendala la spada di Orlando (cfr.); aveva l'elsa d'oro

incastonata di gemme.

E
Ju. Omero, v. 39, 40.

Eaco
I

figlio di

l'inferno
fifjli

Giove e di Egina, uno dei giudici pagano con Minosse e Eadamauto.

del-

quali
forti

di Eaco (od Eacidi) sono Peleo e Telamone dai nacquero Achille (cfr.) e Aiace (cfr.) due dei pi guerrieri greci, incremento (rampolli, discendenti) della giovent, figlia di

di Giove.
0. B. Idealo, str.
1, 2, 3, 4.

Ebe

dea

di. Il

C. la

invoca

co;, e

Giove, coppiera degli espressione della sua nuova

coscienza di poeta.

Eburneo
R. N. In maggio,
str. 5.

d'avorio.
(cfr. Diana Trivia) considerata come dea sotterraneo, dove stanno le ombre dei tra-

Ecate Diana
del mondo passati.

Ju.

Sur un canonico ce. str. 11'.

Ecceomo persona malconcia specialmente


ruta;

nel viso, spa-

B. R. Cadjre,
str. 9.

I,

nelle figure che lo rappresentano legato alla colonna o coronato di spine. Echinadi - nome greco delle Curzolari, isole del mare Ionio

come

Cristo (Ecce

Homo)

Ju. Prologo, str.


2.

presso le coste della Grecia, non lungi dal luogo della battaglia di Lepanto (l71) dove Venezia con Agostino Barbarigo e SebMstiano Venicr in unione con le armate navali di altri Stati cristiani vinse i Turchi. Eden il Paradiso terrestre, abitato da Adamo ed Eva prima del peccato originale.

O.B. Presso l'urna di P.B.Slielley, V. 21, 22.

Edippo

Edipo figlio di Laio, re di Tebe (Grecia), e della regina Giocasta. Condannato a morire appena nato, per aver l'oracolo ammonito che il fanciullo fatto adulto

il proprio padre, fu invece salvato e portato a Corinto dove crebbe, come figlio, presso il re Polibo. Avendo un giorno inteso dall'oracolo di Delfo (cfr.) ch'egli sarebbe stato fatale ai suoi, fugg da Corinto,

avrebbe ucciso

credendo Polibo il proprio padre, e si avvi verso Tebe. Per via uccise un veccliio, Laio, col quale era venuto a
litigio

senza conoscerlo; a Tebe sciolse l'enigma propoun mostro che infestava la citt fino a che l'enigma non fosse sciolto, ed ebbe in premio la
sto dalla sfinge,

Editto.

100

Eeeo.

della vedova rovina Giocasta, senza clic fosse noto ad alcuno dei due la verit sul proprio stato, Ma quando Edipo seppe dall'oracolo di aver ucciso il padre e sposata la madie, si stiapp) p:li ocelli, tufjj,'! da Tebe e and lauiiufjo (erranle) per la Grecia (cfr. Aiitijirone). Ediito ordine scritto, promulgato da una pnblilica au-

mano

I.

G.

Roma

torit.

morte,

str. 1.

mio consolare ordinanza di un console (cfr.). EJmondo De Amicis (184tj-1908) capitano nell'esercito
t'.

G. E. Canto doll'Italia c)ie v.i

rinunci alla carriera delle armi jier darsi tutto alle lettere, nelle quali s'acquist fama di buon prosatore. Nella maggior parte delle sue opere iirevale la nota sentimentale e un esagerato ottimismo, difetti questi che furono tuttavia attenuati, se non interamente aboliti, negli ultimi lavori. Le sue opere pi famose sono: Bozzetti della vita militare , Cuore , Spagna , Idioma gentile ' e due volumi di novelle. Nacque a Oneglia, mor a Bordighera: sepolto a Torino dove visse gran parte della

in

Cam pi (lo1.

glio, str. 4, 16.

G.E. Intermezzo,
VII, str.

sua

vita.

Edone

l'aspra catena montagnosa del Pangeo, in Macedonia sui confini della Tracia (regione balcanica). Era abitata dal popolo degli Edoui, noti pel culto di Bacco
ict'r..).

0. B.

Preludio,

str. 3.

Educare
Efferato
Effluvio

far crescere, trar fuori, nutrire, allevare.

O.B. Alla Vittoria, str. 6.

inumano,

profumo.

barbaro.

B.R.La Chiesa
Ju.

di

Polenta,str.l3.

Efod levitico veste sacerdotale degli Ebrei; era di lino, e cadeva davanti tino alle ginocchia, dietro fino al tallone. I sacerdoti ebrei dovevano essere della trib di
Levi (leviti). or che Vefod
a
levitico la
i

XXIX,

Brin-

disi, str. 6.

diva

Roma

oscura

ora che
(cfr.),

id.

Roma dominano

preti,

spalleggiati da

Brenno

Egeo

cio dai Francesi. nome del mare posto tra la Grecia e l'Asia Minore,

0. B.

Alessan7.

tutto sparso di isole (Arcipelago greco).

Abitualmente

dria, str. R. IJ. AG. C.

manpoe-

dandogli

mi

di

Byron,

str. 3.

molto tranquillo e ha un bellissimo colore azzurro. Vide fiorire sulle sue storiche sponde e sulle isole la civilt greca, e da per tutto sono ricordi classico-mitologici. Ha
gli

E. R. Nicola Pisano, IV, str. 2.


L. G.

Xei primi
186-2.

giorni del
str. 5.

appellativi di grande in confronto al Ionio, all'Elle-

R. N. Primavere Elleu. (I Eolia),


str. 7.

sponto (Dardanelli) e alla Propontide (Mar


di

di

Marraara)

R. R. Elegga del

monte Spluga,
V. 4.

lamentoso per

il

suono delle onde che

si

rifrangono

in

Ju ?.'a^gio novembre, li, V.7.

Egeria.
conto seni e
in

I,

110

Egitto.

Ju.
4.

Omero,

str.

G. E. Intermezzo,

il colore che asprocelle che sono rare ma furiose, specialmente nei giorni della canicola. entro le acque azzurre delentro gli azzurri egei

cento isole;

di

nero per

sume quando

e sconvolto dalle

IX,

str. 5.

l'

Egeo.
o
i

iJ. II, str.

R. N.

Ad Ales.str. \-2.

si terga rosolate e fumiganti lungo il divino Egeo allude ai lombi di animali che Greci, assedianti Troia, abbrustolivano lungo il mare, per cibarsene. egea dell'Egeo.
si

sandro D' Ancona,


Ju.

G. B. Nic-

Egeo, detestata onda

a'

nemici

Persiani odiano

il

colini, str. 5.

mare Egeo per


Egeria

Ju

Del), torna..
str. 1

clii
.,

mi
}.

str.

Ju. Cara

Itenda...,

ninfa di rara bellezza, da Diana cangiata in fonte. Sotto qaesto nome il C. adombra una donna a lui cara.

le sconfitte ivi sofferte.

Ju.Omero,

V. 129.

Egida

scudo

di

Giove che

lo
i

reggeva con
fulmini.

la sinistra

men-

tre con la destra scagliava

O. B.

Mira mar,

str. 3.

Anche scudo di Minerva con in mezzo la testa di Medusa, e serpenti sull'orlo. Anche scudo, riparo, arma in generale. antico nome dell'odierna Capodistria, cittadina situata in fondo a un'insenatura a sud di Trieste fra Muggia (cfr.)
e Pirano
(cfr.).
(cfr.) di

Ju.

A Febo Apol- Egioco


id.
id. str. 27.

soprannome derivato a Giove dall'egida

line, str. 28.

cui era munito.

Apollo, che lasciata la lira col ....figlio dell'Egioco dolce suono della quale aveva calmato tante volte gli sdegni e le collere di Giove, si pose a suonare il flauto
dei pastori (l'avena rustica).

id. str. 28.


Jii.

Maggio e novembre, I,v. 19.

O. B. Alessandiia, str. l.
id. str. 3,

15, 19,

23.
id. str. 15.

id.str.l2.

id.str.24.

G. E.

Il
II,

Ces.iristr.
1.

smo,

divinit delle selve e dei monti; formavano il Egipani corteggio del dio Pan (cfr.). Erano rappresentati con figura umana, ma con corna e piedi di capra. regione situata nell'Africa di nord-est, ai confini Egitto di questa con l'Asia. Sarebbe un deserto inabitabile se non fosse fecondata dal Nilo (cfr.): e deserto infattila stringe a oriente (arabico) e a occidente {libico). L'Egitto famoso fin dai tempi antichissimi per la sua civilt ebbe una strana religione misteriosa i cui dogmi (cfr.) erano scritti dai sacerdoti perfino con una scrittura speciale; vener come simbolo degli di, a cui erano consacrati, molti bestiali numi: il bue (cfr. Api', il cane (cfr. Anubij, il serpente e lo sparviero (cfr. Kamse), il coccodrillo, il gatto. Ben trenta dinastie di re si succedettero in Egitto che con le sue tre successive capitali di Tebe (cfr.), di Memfi (cfr ) e di Alessandria (cfr.) segna i tre successivi periodi della sua storia antica. Dopo Alessandro (cfr.) Magno e la seguente dinastia dei Lagidi o Tolomei, TEgitto divenne provincia romana (31 a. C): l'ultimo Tolomeo era

Egle.

Ili

B^ro.

stato vinto da G. Cesare (cfr.) sul Nilo ed era caduto in battaglia (47 a. C), e la sorella Cleopatra era stata regina dal 47 al :n a. C.

Alla morte dell'imperatore Teodosio (:^05) l'Egitto, fatormai cristiano, lece i)arte dell'impero d'oriente, ma nel (540 con l'invasione musulmana mut dominio e religione. Dopo parecchie dinastie di caliUi arabi e di sultani mauieliieelii l'Egitto divenne provincia turca, o
tosi
t;ilc

lo

trovarono

Francesi

di

Napoleone

(I7'.l8-I800)

([uando ne tentarono la conquista. Dopo la breve occnlazione francese, l'Egitto fu governato dai Pasci, clic lo liberarono in parte dalla sovranit del sultano di Costantinopoli. Con 8aid pasci (morto nel 1803) fu cominciato il taglio dell' istmo di Suez, compiuto nel 18G9 sotto Ismail pasci, il quale fin dal 1867 era stato riconosciuto Kediv, cio vicer, e che poco dopo lece assicurare il trono ai suoi discendenti. Si rassodava cos l'autonomia dell'Egitto che intanto ampliava il suo territorio verso laghi equatoriali. Ma nel 187'.t l'Inghilterra, che gi aveva salvato l'Egitto dal fallimento e che si vedeva toccata nei propri interessi dalla rinascita dell'Egitto indipendente, ottenne con l'appoggio di altre Potenze europee che il sultano costringesse Ismail pasci ad abdicare. Poi i fatti precipitano: nel 1881 scoppia l'insurrezione militare comandata da Arabi pasci, che mal tollerava l'autorit europea nel paese; nel giugno del 1882 in Alessandria in una rissa tra europei e indigeni restano feriti alcuni europei rifugiatisi nel Consolato inglese; in breve i disordini si estendono degenerando in tumulti e carneficine, gli europei fuggono dall'Egitto {la fuggente Fairopa), l'Inghilterra manda sette corazzate ad Alessandria e annunzia che agir energicamente sulle rive del Nilo. Intanto una conferenza internazionale dovrebbe risolvere la quistione egiziana, ma la Porta non la vuole, le potenze sono discordi e l'Inghilterra continua a mettersi in armi. La diplomazia europea, che non aveva saputo nulla prevedere, non seppe nemmeno agire nel momento decisivo: tent di opporsi all'occupazione dell'Egitto da parte dell'Inghilterra, ma l'ammiraglio Seymour cogliendo il pretesto che gli Egiziani continuavano a fortificare ordin, per la mattina dell' 11 luglio alle ore 4, il bombardamento di Alessandria. L'occupazione militare inglese divenne in breve un fatto compiuto. Oggi l'Egitto ha un Kediv proprio, ma in fatto sottomesso alla tutela dell'Inghilterra.
i

0. B. Aless.indiia, str. 24.


'

si.'

Egle

nome

di

pi bella delle Naiadi dre delle Grazie (cfr.)-

donna. Nella mitologia greco-romana, la (cfr.) aveva nome Egle e fu mamalinconico.

o. B. Egle.

Egro

malato;

triste,

Elea.

cavallo,

112

Elisio.

Jh.

A un

Elea

str. 4.

Morea
in

provincia del Peloponneso Todierna (Grecia)], nota nell'antichit per i giuochi che si celebravano nell'omonima citt di Elide (arena elea) e
di Elicle, antica

Olimpia
corridori

(cfr.).

L. G. Alla

Louisa

elei

cavalli

usi

a correre

nelle

gare

di

Grace Bartolini, str. 7.

Elide.

0. B. Alla Vittoria, str. 6.

Elegge
Elegia

sceglie.

R. R. Elegia del monte Spluga. G.E. Intermezzo, IX, str. 7.

B Presso l'urna di P.B.Klieley, V. 25. 27.

R. N. Primavere

EUen.

(II

Do-

rica), str. 18.

Ju. Prologo, str.

componimento poetico di contenenza flebile e melanconica. Presso gli antichi Greci l'elegia fu guerresca o morale e talora sentimentale o amorosa. la pi bella delle donne greche. Moglie di MeneElena lao, re di Sparta, lo abbandon per fuggire con Paride figlio di Priamo, re di Troia ; onde il decenne assedio dei Greci a Troia e la distruzione della citt. Il C. imagina Elena con lo sguardo fisso nelle onde, pensosa dei mali provocati dalla sua colpa. Secondo il racconto di Omero (Odissea, IV, 219--_'2G) sola tra i mortali pot mescere ai re e agli eroi il nepente (cfr.); ma questo farmaco meraviglioso non si trova che nel verso dei poeti.

R. R. Alla citt di Ferrara, II,


str. 5.

Elettro

ambra

(cfr.

Fetonte).

L. G.

Per

la rivo1.

Eleuteria

dea

della libert; aveva speciale culto nelle

luzione di Grecia, str.

citt della Grecia.

L G.

Alla Loui.sa

Grace Bartolini, str. 8.

r.

N'.

Sui

campi di

Marengo, str. 6.
R.X.Lafgliadel
re degli
Elfi.

Elfi

spiriti
V.

benefici, di cui,
i

nica, erano popolati

corrispondono alle

secondo la mitologia germacampi, i boschi,! monti e le acqne: Ninfe (cfr.) della mitologia greco-

romana.
Eladi

Fetonte.

Ju A Bamljolons,
str. 16.

Ju.

XXIX, Brin-

disi, str. 9.

G.E. Intermezio, X, str. 6.

R. R. Alla Valchirie. V. 24.

R. N. Primavere
Eli. (Ili Alessandrina), str.

della Beozia (Grecia) con nn tempio dedicato ad Apollo ed un bosco sacro alle Muse. Gi dall'Elicona scendevano limpidi ruscelli (nitidi lavacri), simbolo del melodioso fluire della poesia. canti di tristezza del popolo greco, in morte di un Elini simbolico giovinetto di nome Lino (cfr.). Elisabetta v. Wittelsbach. Elisio Eliso Elisi [Campi) luogo di eterna primavera neirestremit orientale della terra, sul limite dell'Oceano, dove Giove trasferiva i suoi cari (gli eroi, i poeti, le

Elicona

monte

11.

Entropia.

113

Ellenico.

belle, ecc.)

senza lasciarli morire.

Il

p;u;iiliu dei (ireei

H. O.

R.Cadorc.I,
str. 10.
15.

(lei

Komaiii.

Luogo

di delizie.
i sacri clini Tibullo (cfr.) echeggia dolcemeiilc

Su l'Adda,
Neera,
str.

Ij di doIcez::a
il

ingombra
di

rannonia latina

str. 17.

Ju.

canto armonioso

12.

licr l'alia

Eutropia sorta di pietra preziosa verde, picchiettata di rosso, che si credeva nascondesse alla vista degli altri chi la portava indosso (cfr. Calandrino). Entropio eliotropio, girasole. Or idi rilevo ecc. mi rivolgo a te, come il girasole

dei

campi

elisi.

Ju.

Il

BincliicUo
linguaioli.

ai

T,.

G. Congedii,
str. 5.

al

sole.

Eliade
fiore)

la Grecia, terra madre

della civilt ellenica {(jenlll

0. B.

Da Desen1.

meravigliosa per splendore di lettere e d'arti, per grandezza di fatti eroici e per serenit di concezioni morali e religiose, fiorita quando gli altri popoli di Europa cominciavano appena ad atacciarsi alla storia o giacevano ancora nella barbarie. Omero (cfr.) e Fidia (cfr.) rappresentano nella civilt greca il sommo della poesia
e dell'arte scultoria. L'Eliade detta pugnace per le molte guerre combattute: famosissima quella durata dieci anni contro Troia e cantata da

zaiio, str. L.

G. Per la rivoluzione di Grecia, str. 1.

App. Da Friedr.
Hlderlin, str.

E.

isr.

un asino,

str. 4.

Omero

// figlio d'Eliade

(cfr.).
i

Greci.

L. G.

Nei primi

giorni dell862,
str. 4.

Elias in tempi antichissimi era il nome di un piccolo tratto della Ftiotide in Tessaglia. Poi fu usato dai Greci a significare tutta la Grecia (cfr. Eliade). figlio di Deucalione re dei Tessali, capoElie Elleno stipite degli Elleni Greci. Secondo la leggenda, Doro e Eolo figli, Ionio e Acheo nipoti di Elleno sarebbero i progenitori delle quattro grandi stirpi greche Dori, Eoli, Ioni, Achei, ciascuna delle quali ha avuta una propria

G. E. Intermezzo,

IX,

str. 5.

0. B.

Alessan-

dria, str. 4.

civilt.

Ellesponto stretto dei Dardanelli, cosi detto dalia favolosa Elle figlia di Atamante e di Nefele che, fuggendo la matrigna Ino, cadde e anneg in quelle acque. Qui si allude non soltanto ai Dardanelli, ma anche alla Propontide (Mar di Marmara) e al Bosforo, sogno secolare della Russia. Ellenico o Elleno greco, (cfr. Eliade).
Elle

L. G.

Nei primi

giorni del 1802,


str. 10.

O. B. Ter le nozze di mia (gl a,


str. 10.

E. N.

Una rama
7.

Pallade Atena o Minerva (detta anche ionica perch venerata specialmente dai Ioni), dea della sapienza: il suo culto morto e il suo os^e^^o (casa, temcilena
pio)
'

Dea

d'alloro, str.
.Tu
.

n u n albo,

str, 1.
id. str. 4.

vuoto.

Digiunarlo Carducciano.

Ellenismo.
Ellenismo
italiana.
id. V.

114

Eadlmone.

App.DaG.C.Coidara, v.
3.

grecismo:
ha
la

necessit, e perci
Elliptico

contrario

vocabolo derivato dal greco senza alla purezza della lingua


di ellisse;

die

forma

ovale (grecismo).

Ju. Agl'Italiani, str. 2.

Ellsler (Fann)0

celebre ballerina tedesca, vissuta nella XIX. Si dice che il principe di Metternich la mettesse a fianco del giovane Duca di Reichstadt (cfr. Napoleone Eugenio), perch questi tutto preso dai piaceri ed esaurito nella sua vitalit, non fermasse il pensiero sul suo stato di napoleonide prigioniero, e anelasse a una resurrezione.

prima met del

sec.

id,

id.

il 2>repotente canto ecc. oggi sono pervertiti dagli spettacoli teatrali, per cui il vanto dell' Ellsler, cio la danza, sar dai nepoti considerato come nostra vergogna.

Or

tosco [veleno] ai figli

figli

L. G.

Satana,

str. 30.

Eloisa lardo

celebro

amante

del grande filosofo francese


il

Abe-

conforto del suo affetto e della sua fedelt, anche dopo che egli, fatto evirare dal canonico Fulbert, si fu ritirato a vita monastica. Eloisa il simbolo della donna amata ed amante.

(1079-1144), a cui diede

Ju. Canto d pri-

Eloquio Elvezio
zero.

linguaggio, lingua, voce.

dell'Elvezia,

antico

nome

della Svizzera; sviz-

mavera,
id.

str. 6.

vede l'Elvezio infermo il rio aljiin ne l'onde salse ecc. per un fenomeno d'illusione ottica il montanaro svizzero vede nelle onde del mare sul quale naviga il noto suo ruscello alpino ecc.

Emilio
App.DaG.C.Cordara, v. 20.
Ju.

V.

E. R.

Emitriteo

grecismo

che significa febbre semi-terzana.

Vittorio
str.

Emmanuelli
frequente
gnifica:

Emanuele,
13.

plurale di Emmauuele o Emanuele, nome nella casa di Savoia e che in ebraico siDio con noi .

Ju.

di Emonia, antico nome della Tessaglia (cfr.) regione famosa per le magie. O.B. Cagioni me- Endecasillabo verso di undici sillabe con accenti ritmici

Diana Tri-

Emonie

via, str. 10.

tricbe, v.

3.

variabilissimi.
,

R.

Visione XXIV, str. 3.


id str. 4.

Endimione
Selene

giovane pastore che sorpreso dalla greca dea

Jn

Febo Apol-

line, str. 16.

Diana Trivia) mentre giaceva addormentato in una grotta del monte Latmio (cfr.), l'innamor di s. Ma la dea schiva (ritrosa, poich Selene o Luna era venerata in terra come dea della castit sotto il nome di Diana) non osando stare con lui di giorno, lo visitava di notte {notturna venere notturna amante) e gli si dava in braccio nella grotta dove lo aveva visto la prima notte
(cfr.

addormentato.

Enea.

llf)

Enotiio.

Enea

troiano clic fiit,'K'to '^i Troia qnamlo la incendiata dai Greci, dopo molto peregrinare, per il Mediterraneo in cerca d'Italia (la terra dove il voleva che eprli approdasse), ginn.s(! Fato il destino finalmente alla foce del Tevere. ULsali il fiume, armato iXM'aureo scudo avuto in dono dalla dea Venere, sua madre, ed ebbe in isposa Lavinia figlia di Latino, re di quelle contrade, non senza aver dovuto prima combattere contro Turno re dei J\utuli, al quale Lavinia era stata precedentemente promessa. Il figlio lulo fond poi Alba Longa, dove dalla sua stessa stirpe nacquero Romolo e Kemo, fondatori di Roma. Anche Giulio Cesare il fondatore dell'impero romano vantava per suo progenitore lulo, e quindi Enea. Pu ben dirsi adunque che la prora (nave) d'Eiea portasse seco (gravida) l'avvenire.
citt fu

principe

Ci.

V..

(lolla

Ak1> amici Vallo TiMtr. 1-.

Ijeriiiii,

id

0. B. Scoglio

(li

Quarto,

str. IJ.

Eneadi
la

discendenti
degli

di

madre
(cfr.).

Eneadi

Enea. Venere, che fu madre

Ju.

XXIX,

Brin-

di

disi, str. 3.

Enea

Engaddi
(,'antici

'

luogo della Palestina, che nel Cantico dei ricordato insieme con Saron; celebre l'uno

G. E. 11 canto dell'amore, str. 3.

pei

fiori, l'altro

per
i

le vigne.

Figuratamente

freschi

gigli

d'

Engaddi

significano

G. E.

Versaglla,

candore, bianchezza. Ennea Proserpina, figlia di Cerere, dea delle biade, detta R. N. Primavere Ellen. (II DoEnnea perch rapita da Plutone mentre coglieva viole e rica) str. 3. narcisi nei prati di Enna (Castrogiovanni) in Sicilia. Pluid. tone se la port M' inferno (mondo sotterraneo) che fu raddolcito dalla presenza della giovinetta, ma Cerere ottenne da Giove che la figlia rimanesse sei mesi delid. l'anno con Plutone, e gli altri sei li passasse sulla terra id. con la madre (ai lacrimali occhi malerni)\ e Proserpina torna ogni anno di primavera (co 'l fior de solchi). poeta latino nato in Calabria. Scrisse G. E. Il CesariEnnio (2o9-]69a. C.) smo, li, str. 3. parecchie tragedie e commedie, ma l'opera che gli valse nome di padre della lingua latina fu la Storia di Roma il (Annales) in versi. Di tutte le sue opere non ci restano che frammenti. Il merito suo principale sta nell'avere contribuito pi di ogni altro a ingentilire e perfezionare la lingua latina, alla quale Cesare (cfr.) pi di un secolo dopo, con due libri U Analogia intese dare una certa unit (ferm la lingua d'Ennio) traendola dall'incostanza dell'uso volgare [cfr. il C. stesso nelle note a G. E.). appellativo di Nettuno, dio del mare. Significa R. N. Omero, l, Enosigeo

str. 11.

scuotitore della terra.

str. 3.

Enotrie

liclie.

Romano

pseudonimo del C. il quale talvolta vi aggiunse . Secondo una delle pi antiche leggende itaEnotria sarebbe stato il nome dell'estrema punta

R. H. La Chiesa di Polenta, str. 17. Ju. Licenza, v.2.

R. K.

Una rama
5.

d'alloro, str.

Enrico.

116

Eolia.

G.E.In morte
Ciiov.
str. 10.

di

Cairoli,

G. E. La saera di

Enrico V.
id. V. 61.

id. V. 62-64.

id.

id.

id. V. 81.

id. V.

3.47.

id.

V. 7-11

id. V. 1.

id.v. 85.

sud-ovest della penisola (Calabria), allargatosi poi a gran parte d'Italia. Cosi che Enotrio vale Italiano. Enrico Cairoli v. Cairoli Giovanni. Egli merita davvero l'appellativo d fo-le: ferito gravemente a Palermo (1860) da una palla in fronte, se la fece estrarre senza mandare un grido: anzi quando l'ebbe in mano, la baci gridando: Viva l'Italia. Enrico Quinto il conte di Chambord, nipote del re di Francia Carlo X e figlio postumo di quel duca di Bcrr}' che fu ferito di pugnale da un certo Louvel, sellaio delle scuderie di corte, la sera del tredici febbraio 1820 mentre scendeva di carrozza per entrare all' Opera. Il duca mortalmente colpito, fu trasportato entro il (eatro nel suo palchetto, ove gli furono amministrati sacramen/i, mentre Vorcheslra seguitava a sonare e le maschere folleggiavano pel veglione la mattina seguente mor. Caduto Carlo X nella rivoluzione del luglio 18.']0, il conte di Chambord che era l'ultimo dei Borboni, l' ullim' uovi de la famiglia, fu acclamato re a Bordeaux: per la sua elezione non ebbe seguito e la corona tocc a Luigi Filippo d'Orlans. Le vicende successive della Francia tennero in disparte il conte di Chambord ma costituitasi la terza repubblica (1870), in quei primi anni di convulsioni interne e di lotte di preminenza fra vari partiti, parve risorgere la fortuna del Delfino (cfr.) che intanto aveva fatto capelli grigi: nel 1873 i legittimisti e gli orleanisti gli offrirono la corona di Francia salutandolo Enrico V, ma egli rifiut non volendo dare certe garanzie ne accettare certe condizioni, come quella di rinunziare alla bandiera bianca con gigli d'oro, q'.iale avevano avuto i suoi avi; l'anno dopo sulla fine dell'ottobre ^na^do cadono le foglie, quando emigrano gli augelli, parve imminente la sua assunzione al trono, ma anche allora la cosa fini li, ed il conte di Chambord mori delfino nel 1883. La Sacra di Enrico Quinto cio la consacrazione una tragica fantasia in cui il C. imagina l'arrivo del pretendente a Parigi per cingere la corona; ad attenderlo sono le ombre dei suoi antenati: pi tragica, terribile, ammonitrice, l'ombra del borbone decapitato, Luigi (cfr.), che offre a Enrico le chiavi di Parigi da lui stesso fabbricate nella prigione del Tempio (cfr.) con le catene

XVI

della Bastiglia
G.E. Intermezzo,
11, str. 5.

Entragno

interiori
la

(cfr.).

di animali.

R. N.

Eoha

prima delle Primavere Elleniche, cos intitoil C. invita la sua donna a navigare per r Egeo (cfr.), in compagnia di Alceo (cfr.) e di Saffo (cfr.), due grandi lirici di stirpe Eolia (cfr. Elie o Elleno),
lata perch in essa
i

al seguito di

Apollo, simbolo qui della rinnovata poesia

Boo.
carducciana che
classicismo.

117

nel pi pino

Epos.

cerca ispirazione e modi

io de(jli eolii sacri jjoeli ullimo figlio


di

io

ultimo erede

l.

Alceo e

di Saffo.

N. Priniavcro i:nn.a Eolia),


str. 9.

eoia cetra

la poesia eolia,

che con Alceo e Saffo,

id.

(ili

Alcssan-

locc

il

sommo

della dolcezza.

(Irina), str. 7.

Eoo

la nota eolia orientale

Balzo

il

canto di Alceo.
eoo

monti

Jn.

voti, str. 8.

d'oriente (cfr. Eto e


(cfr.);

.Ju.

Piroo).

A Febo Apol''"^' '' -

Epico

pertinente all'epos d'epopea.

(cfr.),

all'epopea

degno
g. E. Per
il

Epigoni
denti

voce greca che significa nati dopo diseenStoricamente si chiamano epigoni tgli dei sette re (morti questi - meno Adrasto che si salv fugcapi gendo - al primo assedio di Tebe), quali per vendicare la
.
i
i

78'

anniversario
bUcaFrancVe'
str. 9.

disfatta dei padri


sero.

novamente assalirono Tebe e la distrusGenericamente poi, questo nome usato a indicare


i
i

degeneri figli, e seguaci minori, degli eroi e dei grandi. antico nome di una provincia della penisola baiEpiro eanica, compresa tra la catena del Pindo e il mare Jonio. canto per nozze: qui dedicato agli amori di Epitalamio

R.R. Alle Val clii^'>

'^'^^
v. 17.

o.

B.Ronm,

Koma
Epodi

col

Sole.

Epopea
Epopeia

v.

V.

Giambi ed Epodi. Epos. Epopea (cfr. epos).

Ju. Alla Musa odiernissniii,


str. 14.

Epos

adoperata dal popolo greco per indicare la poesia primitiva narrante fatti grandiesi e sopranaturali. Quella poesia giunse a tanta grandezza e bellezza da essere imitata in et posteriore, onde
e fu
il

Epopea

La voce epos

r. r. Alla citt
<^i

Ferrara,

I,

epopea (che significa fare l'epos ) o di poema anche di epos senz'altro, al racconto di un fatto grande e maraviglioso. 11 nome poi di epopea pass ad indicare oltre al racconto del fatto, anche il fatto stesso. In Italia prima del poema epico-eroico fior un altro genere di poesia narrativa: il poema epico-cavalleresco; che il racconto poetico non di un fatto unico e grande, ma di pi fatti maravigliosi, scelti tra quelli che la leggenda narra come occorsi a Carlo Magno (cfr.) e ai suoi

nome

di

epico

iJ. II, str. 19.

paladini

(ciclo

carolingio), o ai

cavalieri erranti del re

bretone Art - cfr. - (ciclo bretone). Tanto il poema epicocavalleresco (!' Orlando Furioso dell'Ariosto, cfr.) quanto repico-eroico(la<( Gerusalemme Liberata del Tasso, cfr.) ebbero per metro Votlara. A me neU'omhra l'epopea distende le sue rosse ali <cc. nell'ombra della notte io ripenso i poemi epici del-

i;l. I,

v. 3.

R.N.Momento
epico, str. 4.

l'Ariosto (cfr.) e del

Tasso

(cfr.),

rossi di battaglie.

Equatore.

Da
i
1.

118

Erculeo.

E. N.

Vittore
str.

Hugo,

d'Omero

monti sorridenti nel sole mattutino scende l'epos 1.1 grande primitiva poesia epica d'Omero ecc. fatti occorsi attorno a Troia (Asia minore) (cfr.) narrante somiglia a un fiume divino, che scenda giii dai monti di oriente, popolato di cigni [il cigno (cfr.) simbolo della

pi elevata poesia].
0. B. Sul

monte
str. 11.

Mario,

Equatore. circolo imaginario il cui piano divide la terra in due parti eguali, e i cui punti sono tutti equidistanti dai poli. Taglia a mezzo la zona pi calda della terra, e secondo una ipotesi scientifica moderna, proprio intorno all'equatore si restringerebbe nel lontano avvenire la vita, per il continuo esaurirsi del calore solare, e pel conseguente progredire delle zone ghiacciate dai poli verso
.

l'equatore.
Ju. Dante,

V 15J.

Equoreo
Il

marino, pertinente

al

mare.
golfo di Ge-

grande equoreo seno

il

mar Ligure

nova.
Ju. Vincenzo
Monti,
str. 2.

l'equorea via

il

mar

Tirreno.

R. R. Esequie della Guida.


id. str. 6.

E. R.

(re de la

Emilio Rey, una delle pi vjilenti guide alpine montagna). Nato nel 1846 in quel de La Saxe frazione di Courmayeur (cfr.). rimase vittima di un accidente di inontagna sul Dente icfr.) del Gigante il 24
agosto 1895.

R.

N. Omero,
V. 2.

II,

eroe della mitologia greca, figlio di Giove e di Ercole Alcmena, simbolo della forza e della virt virile. Euristeo figlio di Stenelo re di Micene, incitato da Giunone nemica di Ercole, gli comand di compiere difficili imprese per le quali, secondo 1' intenzione di Stenelo e di Giunone, avrebbe dovuto soccombere. Ma Ercole compi felicemente le dodici prove e divenne degno di essere as-

sunto dio nel cielo. Deianira, sua moglie, ingelositasi poi di lui, gli mand la camicia di Nesso (cfr.; che invece di conservare a lei eterno l'amore del marito, avvelen Ercole. Questi allora si costru la pira sul monte Et (cfr.) e preg l'amico Filottete che vi appiccasse il fuoco. Dal monte Et fn trasportato in cielo. Ivi, divenuto dio, ebbe
R. R. Alia citt di Ferrara, I,

v.l.

in moglie Ebe (cfr.). principe di casa d'Este (cfr.), duca di Ercole primo Ferrara dal 1482 al 1505. Fu, come altri principi della

id. I, V.

id.

I,

V. 3.

Ju. Prologo, V. 22.

sua casa, amante delle lettere e delle arti: a lui tocca merito di :iver rimesso in onore il teatro latino, fail cendo rappresentare nel 1486 una commedia di Plauto, nel cortile del palazzo ducale. Ampli e abbell la citt dotandola di belle strade degne dei poeti de Muse pellegrine) che dovevano giungere a Ferrara ad accrescerne il vanto: primi fra tutti l'Ariosto (cfr.), e il Tasso (cfr.), i quali inneggiarono nelle ottave Ag\ loro emidi poemi epico-cavalleresco 1" Orlando , epico-eroico la Gerusalemme (cfr. epos) alla gloria degli Estensi. forte, gigantesco (cfr. Ercole). Erculeo
<?

Brlc.

119

Esametro.
n. N. Primavere
Elltn.

antico nome dell' odierno monto San Giuliano, presso Trapani, sulla cui vetta era un tempio a Venere Afrodite detta Ericiua. Pare che i Telasgi, popoli primitivi d'origine e di storia incerta, abitassero in antichissimi tempi sul monte Erice. nome mitico del Po (cfr.). Eridano montagna boscosa d'Arcadia (Grecia) celebre Erimanto pel ciijnale uccisovi da Ercole, e perch ivi amava andare a caccia, armata d'arco, la dea Diana (cfr.) figlia di

Erice

(H

Do-

rica), 8tr. 2.

.lu.Voto, str. 1,2.

Giove
Erinni

e di

Erminia Tasso

v.

Lalona. Eumenidi.
della

eroina

Gerusalemme Liberata
di

>

del

R.R.AlIacitt.'idi

Tancredi (cfr.), guerriero cristiano, del quale era stata un tempo prigioniera. Un giorno per recarsi a curare le ferite di lui, usci dalla citt, vestita delle armi di Clorinda (cfr.), ma assalita da un cristiano si diede alla fuga. Tancredi scambiandola per l'amata Clorinda l'insegu, e si addentrarono in un bosco dove Erminia trov tnalmente ricovero presso un pastore. Anima pensosa e malinconica, visse tranquilla tra le amiche piante tutta presa dal suo sogno d'amore, finch dopo varie vicende, ebbe la ventura di trovarsi presso Tancredi proprio quando il suo amato privo di sensi per le ferite ricevute da Argante (cfr.) aveva bisogno di cure: ed ella lo soccorse e rimase presso di lui.
(cfr.).

Pagana, s'innamor

Ferrara,
V. 6.

III,

Ermo
Ero

di Venere; nacque e visse a europea dell'Ellesponto (Dardanelli) nel punto pi stretto di rimpetto ad Abido dove viveva Leandro. Questi innamoratosi di Ero, passava ogni notte il mare a nuoto per recarsi a Sesto da lei, ed Ero teneva accesa una fiaccola su di una torre per guidarlo. Una volta il mare si fece burrascoso, e Leandro dopo aver atteso per sette giorni che tornasse la calma, non potendo pi resistere al desiderio di rivedere la sua bella, si gett lo stesso nelle onde per raggiungere la opposta riva. Ma la burrasca lo travolse e il suo corpo fu gettato esanime sulla riva di Sesto. Ero non pot soprav-

giovine

solitario.

sacerdotessa

0.

B.Eroe Leandro, V.
1, 5.

Sesto, luogo sulla riva

id. V. 5,

vivere alla perdita dell'amato, e si precipit in mare ne i flutti cercando la morte (cfr. Amore). Errore il vagare, l'andare errando qua e l senza mta.

id. V. 1.

O.B.Courmayeiir
V. 31.

Erulo

V.

Odoacre.

0. B. Davanti
di

il

Castel Veccbio

Verona,

str.

Esametro verso usato dai Greci e dai Romani specialmente nei poemi epici, onde il nome di eroico. Il C. rifece l'esametro classico in vari modi: ora unendo un settenario con un novenario o un ottonario, ora un senario

O.B. Ragioni

nic-

triclie, V. 5.

Eschilo.

decasillabo.

120

Este.

con un novenario, ora nn quinario con un novenario o un


R. N.

Vittore
str.
1

Hugo,

grande poeta tragico greco di Eleusi(525-45Ga. C). Eschilo Fu autore di una settantina di tragedie delle quali soltanto sette giunte fino a noi: Le Supplici , I Persiani , I Sette a Tebe , Il Prometeo legato , L'Agamennone, Le Coefore , Le Eumenidi . La tragedia di Eschilo essendo dominata dall'idea del fato, sorse e si svolse aspra
di tra gli orro'i della fatalit.
I Treviante un re ecc. ma tinse Eschilo pria ecc. di Eschilo rapprosontano la disfatta di Serse a Salamina e il re persiano tremante, ma il poeta non avrebbe conseguita tanta efficacia d'arte se non avesse prima combattuto a Maratona, a Salamina, a Platea conPersiani (o Medil. Per cui anche detto Eschilo tro

ia.

Ju. Poi che mal.... str. 4 Ju. Omero, V. 161.


2.

Per,siani

Ju.

6. B. Nic-

colini, str. 5. 7.

Ju.

In un albo,

str. 2.

pugnace.
L' Eschilo
die su

E. N. Al sonetto,
str. 3.

l'Avon

(cfr.)

rinacque Guglielmo

R. N. L'imperatore dell a Cina,


str. 9.

Shakespeare (cfr.l. dio della medicina, Esculapio

e,

genericamente qualsiasi

medico.

E. N. La

ninna
di

nanna

Car-

lo V, str. 11.

borgo di Spagna a 40 chilometri da Madrid, Escurial dove sorge l' immenso (mostruoso) palazzo omonimo edificato da Filippo li in memoria della vittoria di S. Quintino (1557) riportata dagli Spagnuoli sui Francesi.

L. G.

Per la proclamazione del


d'Italia,
str. 5.

Esperia

(agg.) d'

Regno
R. N.
I

esperia stella

Espero

Espero

(cfr.).

o Venere.

duo

tita-

Esperidi

ni, str. 8.

K.

K. Idillio maggio, str.


V. 46.

di
7.

0. B. Si
.111.

rmione,

ninfe che abitavano nell'estremo occidente in dell'Oceano al di l dell'Atlante (cfr.). Possedevano un bellissimo giardino con mele iijomi] d'oro. la prima stella a comparire la sera; l'ultima a Espero tramontare al mattino; Venere.
un'isola

A Febo Apol-

Espero
Estasi

affretto

invoco la sera

[la

voce espero

si-

line, str. 17.

gnifica occidente].

B. R. Alla citt di Ferrara, I,

rapimento dell'anima.

Este

Diede

jd. Il, str. 12.

in provincia di Padova. casa principesca che ebbe dominio sn Ferrara, Modena e Reggio. I suoi principi pi famosi furono Azzo (cfr.) Novello, Leonello (cfr.), Ercole I (cfr.l. Alfonso I, Ercole II, Alfonso II (cfr.). Ebbero dimora in Ferrara in un superbo castello fatto costruire da Nicol II d'Este alla fine del sec. XIV su disegno di Hartolino Pioti da Novara: un edificio colossale di stile gotico, sorgente in mezzo a un bacino d'acqua con ponti levatoi e con quattro (orri gigantesche

piccola
il

citt del

Veneto

nome

alla celebre

Estense.

121

Etruschi.

neir intorno 6 orniito da pitture dei Dossi, del Bellini, di Tiziano. Lo stemma degli Ivstensi cM-a l'ai/nila Oianca in campo azziino. (Quando Foirara (cfr.) pass a far parte dello Stato pontilcio, il castello d'Unte divenne la sede del cardinal legato (d'arpie vaticane fedato [bruttato]). degli Este (cfr.). Estense il caleyr/era la mole estense i merli alza ridente stello degli Estensi a Ferrara, leggero nella sua grandiosit, inalza verso il cielo i ridenti merli di cui ornato. Estrusse costrusse, costru.

B.

Allacitt.1(li
I,v.2(5.

Foriara.
iti.

I,

V, 25.

R. N. epico, str.

Moment
2.

0. B. Alcs.sandria, str. 18.

Et

monte della Grecia centrale dove Ercole

(cfr.) si

ab-

R. N.

Omero,

II,

bruci. Etesie {aure]


la canicola.

str. 2.

venti spiranti per quaranta giorni durante

R. R. Nicola Pisano, IV, str. y.


0. B. Giuseppe Garibaldi, str.
12.
id.

Etna

il pi alto vulcano d'Europa. Sorge a poca distanza dalla costa orientale della Sicilia, totalmente isolato fra Sinieto e s'inalza a il mare Ionio e i fiumi Alcantara e 3274 m. di altezza. Le tremende sue eruzioni {torvo fremito) avvengono di rado dal cratere principale, ma di solito da pi di duecento crateri che si aprono sui fianchi, tra 1500 e 2000 m. d'altezza.

Ju. Sicilia e laRi-

voluzione, str.
1.

Etnei dell'Etna

(cfr.),

cui nascosti incendi sono spesso

L. G.

Per

le

nozze

dai poeti paragonati al fuoco d"amore.

^[

"" geologo,

Etnese etneo, dell' Etna (cfr.). il monocolo pastore etnese il gigante Polifenio, provvisto di un solo occhio {monocolo): fece prigioni nella
sua grotta Ulisse e
.Tonio), e tutti
li

.Ju.

Prologo, V. 25

gli itacesi (abitanti di Itaca, isola del

avrebbe divorati se Ulisse non l'avesse


Jii.

Eto e Piroo due dei cavalli del Sole (cfr. quadriga) invano scalpitanti sui monti d'oriente {balzo eoo) e invano nitrenti per chiamare il loro guidatore, Febo Apollo, indugiantcsi nei chiusi talami achemeni (cfr. Orcamid'^), tra le braccia della bella Leucotoe.
Etruria antica regione d'Italia il cui nome deriva dal popolo degli Etruschi (cfr.) che l'abit. Yi fiorirono dodici citt. principali, tra loro confederate, delle quali non restano che rovine e ricordi {spente}. Corrisponde in gran parte all'odierna Toscana, anzi il nome di Etiuria spesso usato per indicare la Toscana, madre di civilt, di lettere, di arti, onore d'Italia.

accecato ed ucciso.

Febo A pol-

lino, str. 2.

0. B. Allo fonti del Clitumno,


str. 11.

R. R. Nicola Pisano. IV, str. 1.

Ju.AO.T.T.,
17.

str.

G. E. Agli amici della Valle tiberina, str. 1-1.


0. B. Fuori alla

Etruschi Tirreni o Raseni popolazione antichissima emigrata in Italia non si sa precisamente se dall'oriente dal nord. Secondo alcuni, essi sarebbero approdati su

Certosa di Bologna, V. 21.

Ettore.

le

122

Euro.

0. B. Fuori alla

Certosa

di

Bo-

logna, V. 22.

G.E. Ripresa,
str. 7.

III,

spiagge del Tirreno e avrebbero occupato, sovrapponendosi agli Umbri (cfr.i, quella regione che fu poi detta Etruria; quindi valicato l'Apennino sarebbero passati nella valle del Po. Secondo altri invece, sarebbero prima discesi nella valle del Po, poi, superati \ verdi clivi {coW) fino allora sconosciuti (misteriosi) dell'Apeunino, avrebbero invasa 1' Etruria. Etrusco pontefice (efr. Dante Alighieri in Appendice) sacerdote dell'antica Etruria. I sacerdoti Etruschi erano reputati sapientissimi ad essi si deve l'arte degli augri,

delle profezie, degli sauro).


Jii.

auspici,
i

delle

espiazioni, ecc.

(cfr.

Alla croce di ^avoia, str. 0.

Etnisca prole
scani d'oggi.

discendenti

degli

Etruschi,

To-

Ju.

Omero, V.

127,

147, 15fi.

O. B. Presso l'ur-

na

di l'.B.bliellev, V. 17.

Ju. Omero, v.

18.

Ettore eroe troiano, tglio del re Priamo e di Ecuba, e marito di Andromaca, dalla quale ebbe Astianatte. Difese valorosamente Troia assediata dai Greci. Uccise Patroclo, vestito delle armi d'Achille (cfr.), dal quale poi egli stesso rimase ucciso; il suo corpo trascinato tre volte intorno alle mura della citt fu poi reso da Achille a Priamo per volere di Teti. grande isola dell'Egeo (cfr.) ad oriente della Eubea Grecia, vicinissima all'Attica; beata per la feracit, per

la posizione, pel clima.


Ju.

Cr.

B. Xic12.

Euforione

colini, str.

^Meljyomene

R. R.

Alla cilt di Ferrara, li,

str. 26.

Euganei Non vanno

di Eschilo (cfr.) la cui musa tragica ch\) inneggi alla libert greca. colli di origine vulcanica in provincia di Padova.

padre
-

oltre

600

ni.

di altezza.

R. X. In maggio,
slr. 4.

Eumenidi

o Erinni o Furie dee della vendetta e della giustizia; punitrici dei delitti degli uomini. Abitavano

l'inferno,
Ju.

A Ha beata Diana Giiinti-

dove cantavano con stridula voce. Si rappresentavano munite di faci, serpenti, flagelli.

ni, str. 12.

0. B,

Miramar,
e

str. 13.

o sui loro discendenti le colpe commesse (cfr. ilassimiliano) ; e cos l'ordine morale si ristabilisce nel mondo.
i

L'Erinni poi si identifica con la Nemesi sorgendo contro colpevoli, vendica su

(cfr.)

storica,

di essi

Ju.

E degno

erinni

mia

mio tormento.

ben..., str. 2.

R.R.LamietitU'.a
del turco, str.
3.

Eunuchi
Eurilla

gli

evirati guardiani degli


di

arem

(cfr.).

L. G. Carnevale, str. 3.

nome

donna
sud

e di

amante imaginaria.

Ju. Ju.
Ju.

O. T.

T.,

Euro

vento
le

str. 8.

A Giulio, str.
A Febo Apol13.

nizzato con che li dice

ma

meglio scirocco-levante, diviventi dalla mitologia greco-romana, figli del Cielo e della Terra. dolenti imagini ci porlin gli Euri in mare : il
di est, o gli altri

Tno, str.

vento disperda

le tristi fantasie.

Europa.

1-23

te
110

Ezzelino.

Europa
\M\vtL'

una dello cinque parti dcl^ mondo; occupa la nord-ovost del inondo antico. il continente elic,

B.Per
(li

la morXapolfn-

dopo le antieliis.sinie civilt asiatiche, dello quali da tempo (inita rcllieacia, vanta la pi antica e la pi ditl'iisa

K
li.

11

gu ni

str.

e la pi attiva civilt.

La
nire

vecchia Europa parve al 0. minacciata ncll'avvedall'insorgere dei paesi orientali contro di lei {la

O. B.

Alessanstr. 25.

(liiii,

triste fina

l'oriente sfinge sorride),

il duello.... fra l'Asia e l'Europa ecc. le Crociate, cio lo spedizioni militari delle nazioni europee cristiane contro sognaci di Allah (cfr.), padroni in Asia del sepolcro di Cristo. La lotta (il duello) dur quasi dne seeoli (109")- 1270) e favori il progresso int(;liettuale e i commerci delle genti allora semibarbare d'Europa {fulse agli
i

R. R.

La guerra,

str. 12.

ozi barbari luce e vita). Eussin - il Ponto Bussino o Eusino, odierno Mar Nero, ove nell'et di mezzo sorsero potenti colonie commerciali veneziane e genovesi. Evandrio colie il Palatino (cfr).

0. E. Le nozze del

mare,

str. 4.

0. B. Dinanzi

le

Terme

di Caracalla, str. 7.

Eveno

poeta

elegiaco di Paro

(cfr.),

citato spesso di Aristotele. Di lui

nato circa il 4(J0 a. C, non restano che una ven(cfr.).

G E.T ntcrmezzo,
^^'
str. 7, 8.

tina di versi elegiaci e

due esametri

La sua

lirica

fu famigliare, moraleggiante, filosofeggiante.

Il

C. sul

limitare del suo nuovo atteggiamento poetico che segno < Giambi ed Epodi , afferma di essere stanco (lasso) di i sferzare e colpire a sangue, come gi Archiloco (cfr.), i nemici della sua idealit: da ora in poi la sua poesia

Eversor
folli

sar pi mite e pi calma. distruttore fin dalle fondamenta. Ai guerrieri,

R. N. C

11

qu

(insani)

distruttori

di

citt,

spettava la corona di

quercia.

''on gli alberi, str. 1

Evia

compagna, sacerdotessa di Bacco (cfr. - detto anche Evio) eccitata fino al furore; baccante. Al C. la nuova poesia (cfr. Odi Barbare) suscita l'imagine di un'evia stretta in amore tra le braccia di un satiro (amator silvano).

O.B. Preludio,
str. 3.

Evo

et.

torbido

evo

l'et oscura

barbara dei tempi

di

0. B.
'''''''

Alessan^*''"'

mezzo. due forti evi

-"

l'et

antica e quella di mezzo.

0. B.

Il

liuto e la

lira, str. 21.

Evoe

grido

di gioia delle

baccanti

(cfr,);

saluto che

si

.Tu.

xciv, Brin-

indirizzava a Lieo (cfr. Bacco) nelle feste bacchiche. il pi audace sostenitore del parEzzelino (da Komano) tito ghibellino (cfr. Guelfi e Ghibellini) in Italia nel secolo Xlll. Signore di Verona, di Vicenza, di Treviso e

^''' str. i.

r.r. Alla

citt di Ferrara, li,

Fabi.

124

Faleucio.

R. R.
di

Alla citt Ferrara, II,

str. 18.
id. II, str. 17.

Padova, fu aspramente combattuto dalle citt guelfe che si vedevano di continuo minacciate da quel principe tiranno. Il papa Alessandro IV bandi una vera crociata contro di lui, concedendo indulgenze a chi si armasse per combatterlo: e si form nna lega alla quale presero parte molti comuni guelfi. L'esercito del collegati, guidato da Martino della Torre, capitano del popolo dei Milanesi (nello stemma di Milano campeggia su fondo bianco la rossa c7-oce], lo fronteggi anVAdda mentre Ezzelino tra Vaprio e Cassano tentava passare il fiume e avanzare su Milano: ma chiuso alle spalle dalle milizie di Azzo (cfr.) Novello non vide pi possibilit di salvezza, e combatt come una fiera, finche disperso il suo esercito, rovesciato egli medesimo da cavallo e ferito in pi parti, cadde nelle mani dei guelfi vincitori (settembre 1259); fatto prigioniero si lasci morir di fame.
di

G. E. In
1.

morte

di

Fabi

G. Cairoli,

str.

famiglia patrizia romana, celebre per avere, con i suoi schiavi e con i clienti, combattuto contro Velo, nemica di Roma, nel secolo V a. C. Assaliti dai Veienti d'improvviso sulle sponde del fiume Cremer (cfr.) tutti

G. E.
del

A proposito
processo

Face fiaccola. nome di un capitano Fadda

perirono combattendo eroicamente.

Padda.

dell'esercito assassinato da un cavallerizzo, certo Cardinali, con la complicit della moglie del capitano, Raffaella Saraceni, amante del cavallerizzo. Il processo (detto Fadda dal nome dell'ucciso) fu escusso alle assise di Roma nel 1879 tra una curiosit morbosa, e alla presenza di un gran numero di signore e signorine.

G.E.Ripresa.III,
str. 8.

Faida

secondo

l'antico diritto

germanico

la

vendetta

E.N.FaidadiColUU
o.

O. B.

Alessan-

dria, str 8.

privata di un' offesa ricevuta. Dalle singole persone, la faida poi si estese alle famiglie e ai Comuni. La faida del Comune di Pisa contro quello di Lucca, poeticamente narrata dal C, avvenne nel 1314 (cfr. Bonturo Dati). schiera di soldati serrata e compatta il cui imFalange peto era insostenibile. Tale ordine di battaglia fu sempre usato dai Greci, poi da Alessandro che con la falange

composta
speciali
O. B.

di scelti soldati

macedoni

e tessali

sgomin

gli

carri da

guerra dei Persiani, e

gli elefanti di

Poro, re delle Indie.

Da Descn3.

zano, str.

verso latino prediletto da Catullo (cfr.) che Io Faleucio us sempre continuato. In italiano pu rendersi con due quinari accoppiati, dei quali il primo sdrucciolo (Esempio: il Prologo in Juvcnilia del Carducci).

Fambrl.
Fambri Paulo
(18-27-1807)

125

Faro.
G. E. Cinto doll'Italia elio V.1
ili

giornalista veneziano, deputato

prose legtf'fre ove spesso fa capolino uno scetticismo ostentato [V^oltr - {:,l'v. delle
al l'ariainento e scrittore di
laf/iine).

Campido-

glio, str. 17.

V. anello cognato e molosso. Fanfani Pietro (IsKJ-lsSO) (ilologo pistoiese, per vent'anni bibliotecario della Marucelliana a Firenze. Autore di vo-

Ju. Pietro Fanfani e le postille.

cabolari, di osservazioni sulla lingua, di postille (note) e couimeuti ad opere altrui. Tra il '."jj e il 'GO esercit in Toscana una vera dittatura per quanto si riferisce alla
lingua,

ma
gli

gli

''

amici pedanti

proprio
bri;
di

errori di lingua che

C. e ogni altro scritto di qut^gli battaglia continu per qualche tempo sui giornali fiorentini, e il celebre filologo si attir sonetti e scritti burleschi, satirici e mordaci, senza piet. Fanfulia uno degli undici campioni italiani che con Ettore Fieramosca combatterono la famosa disfida di Barletta contro i francesi dOo). Tipo curiosissimo di avventuriero, da soldato si fece frate e da frate un' altra volta soldato. Fanfulia rifatto frate, che tiene il passo (sta in armi)

Kime

qui le ire giovanili del


.

misero in mostra trovavano nei suoi lidel Fanfani che critic aspramente le

(cfr.)

si

amici

La

G.E. Intermezzo,
VII, str.
7.

id. str. 2, 3.

contro ogni baron jjoco cristiano, simboleggia la reazione e la opposizione a ogni principio di progresso civile.
Il

popolare nome

di

Fanfulia

fu

il

titolo di

un gior-

G. E. Canto dell'Italia

nale politico di parte moderata pubblicatosi per parecchi anni prima a Firenze, poi a Iloma, e che nel '71 aveva

che va

in

Cam pido-

glio, str. 14.

qualche importanza nel '79 poi nacque anche il setti Fanfulia della domenica puramente letterario e che per qualche tempo accolse il meglio dei migliori letterati d' Italia [Chiarini]. fantasmi, ombre. Fantasimi
;

manale

0. B. Da Desenzano, str. 4.
id.

barbari fantasimi, armi ed amori con

il

ombre

di barbari, cio di cavalieri e di

vento parlano dame del me-

dioevo, parlano di armi e di amori. calerem noi ^ju' gi tra i fantasimi Anche noi scenderemo fra le ombre dei morti pagani aggirantisi per l'Eliso (cfr.). La civiltc pagana non conobbe le segrete inquietudini del cuore, le passioni tormentose; incurante di dissidi interiori, esercit il muscolo cio rafforz il corpo: si compiacque di vivere la vita all'aperto nel circo e nel foro, sul campo di battaglia o sul campo da semente ; al contrario della vita moderna, la vita degli an-

id. str. 13.

id. str. 15.

tichi

fu armoniosa, Opere, XII, p. 140].

luminosa,
tutti
i

serena

[cfr.

Carducci,
R. R. 0. B.

Faraoni

nome

comune a

re egiziani.

La Guerra,

Faro

da Omero) dirimpetto al luogo dove poi sorse Alessandria (cfr.). Ebbe una torre
isoletta egiziana (citata

str. 18.

Alessan-

dria, str. 15, 18.

Parsetti.

12G

Febeo.

R. R. Cirio Goldoni, lll,str.3.

App. Dai Carraiila di Lmi.Anco. B.

di lanterna (faro) per indicare da lontano naviganti, torre che rovin nel 1303. L'isolctta fu poi congiunta alla terraferma. Farsetti (Giuseppe Tommaso) erudito veneziano, promotore di gare poetiche, autore di un volume di versi latini, e di tragedie, di egloghe rusticane, di traduzioni di classici. Mori verso il 1775 a Venezia. Il C. lo eleva a simbolo degli eruditi che intisicliivano e si struggevano sni libri ividi al erjgo [ALLAX]. Fascino stregoneria; azione che mira a danneggiare al^yy^\ cfm ar(g magica.
il

fiiniosa

munita
ai

porto

Sirmiono.

Faselo
Fastigi

battelletto

culmine,

leggiero e velocissimo

(efr.

Catullo).

V. 28.

o. B. Keila pi.izza di San Pc-

cima,

sommit,

orlo

superiore degli

tremo,
0. B.

i^^\^(:\,

V. 11.

NelPanstr. 9.

Fatale

prescelto

dal fato, dal destino, dalla sorte.

mialedellafondazione di Ro-

ma,

O. B. Per lanini-,
te di

Napoleole Parche della mitologia classica; le divinit che uomini il destino e la morte. prescrivono agli "
'

ne

Eugenio,
Fate

str. 12.

R. K. Elegia dil
"""^io^^^aP"^^^' V. 13, 20, 29.

0. B. Per la morte di Napoleone Eug.. str. 5. O. B. Su l'Adda,


str. 6.

Fato

sorte, destino.

0, B. Alessa 11 dria, str. 20.

0. B. Alle fonti del Clituuino,


str. 4.

O. B. Dinanzi lo

terme

di Caracalla, str. 7.
id. str. 6.

Ju.

line, str. 54.

A Febo Apol- Febeo di Febo (cfr.). anima febea anima

La citt di Alessandria (cfr.) d'Egitto per la sua posizione geografica, non poteva non essere destinata a un grande avvenire. divinit campestri dei Romani: avevano figura caFauni prina dalle anche in gi, ed erano provvisti di piccole corna. divinit che aveva in Roma tre templi, di cui il Febbre pi antico {ara vetusta) pare sorgesse sul Palatino. A lei volgevano preghiere le madri piangenti quando la febbre colpiva i figliuoli, facendo loro reclinare il capo.

R.

N. Dietro un ritratto dell'Ariosto, str.


4.

ispirata, ardente del fuoco sacro della ispirazione poetica. fronte di poeta quasi risplendente di un fronte febeo raggio della luce del dio (l'estro poetico).

Ju. La Selva pri-

febea lampade (lampada)

la

il

sole.

mitiva, v.
Ju.
I

9, 10.

voti, str. 4.

da

la febea tazza

con

tazza

di

Febo, con

l'estro

poetico.

Febo.

Ai)ollo (cfr.) in

127

Federico Barbarossa.

Febo

quanto

(;

risplciidcnte, raggiante:
il

il

.in.

A Febo
r>.

Apol-

Sole.

Febo Apoilinc,

re della poesia, fu

nume

pi

amato

''"'^'

dai Greci.

tr.

G. K.liitcnuezzo, IX, ,str. G.

Covie stuolo di ciijni ecc. ecc. Febo Apollo protettore delia poesia si trae dietro uno stuolo di cigni (poeti).
la diletta

H. K- Nicola Pi.sano.iv, str.2. K. R. Alla citt

a Febo,

(/ente

Boiardo

il

Boiardo

(cfr.)

caro

fli

Febo

cio alla poesia.

Ferrara,
str. 25.

II,

Feccia

nome

antico di poiiolano luccliese.

K.

N. Faida di t'omune, str. 3.

nome di molti principi della casa di Ilohenzolfondata da un Federico, burgravio (governatore) di Norimberga, morto nel 1220. Gli Ilolienzollern, con un altro Federico morto nel 1440, divennero marchesi di Brandeburgo, e ancora con un Federico (1701-1713), re di Prussia. Il fondatore della potenza prussiana fu Federico il Grande (1740-17SG) re, scrittore e llosofo. I suoi discendenti hanno rinnegato la libert e hanno atfermato che corona e potere vengono da Dio. Nel 1862 la progenie estrema di Federico era Guglielmo I, allora re di Prussia, ma dal '71 imperatore di Germania. Federico Barbarossa re di Germania dal 1152, imperatore dal llu.j, appartenente alla casa di Hohenstanfen o di Svevia (cfr.). Mori nel 1190. Fu l'imperatore col quale ebbero a sostenere una lunga lotta i Comuni italiani sui quali egli voleva stabilire l'antica autorit imperiale. Per questo scopo scese in Italia ben cinque volte (cfr. Milano e Asti). Durante la quinta discesa, sfuggito impenFederico
lern,

L. G.

Nei primi

giornidel 1802,
str. 10.

id.

Canzone
gnano,
1-'.

di

Le-

str. 1,4,

satamente

ai collegati sui

campi

di

Marengo

(cfr.

1175)
id. str.
,

ripar a Pavia; poi nella primavera del 1176 and a Como ad incontrare Vesercito novello sceso per l'Engadina (la valle dell'Inn) in Italia con la moglie dell'Imperatore, Beatrice, e con gli arcivescovi di Magdeburgo e di Colonia, sco?)n?i2Cfl/;4 da papa Alessandro III perch ghibellini. Federico raccolto e ordinato in Como l'esercito [fatto lo stuolo) moveva poi con quello a raggiungere il uarchese di Monferrato ed i jjarci?, che, come i comaschi, avevano abbandonata la lega e fatto atto di sottomissione a Cesare, V imperatore [Mazzoni e Piccola]. Ma a Legnano (cfr.) in vai d'Olona, l'esercito dei Comuni gli attravers la via (29 maggio); Federico fu battuto, e per poco non perdette quella corona che il C, nemico dell'impero, gli avrebbe divelto di testa con la spada.

id.

id. id. str,,4.

id.

id.

R.N. Dante,
id.
id.

str..S

Ma non di tal vasello ecc. ecc. ma non da famiglie guerrieri educate alla moda dei nostri tempi, uscirono che combatterono e vinsero Federico Barbarossa.
i

.Tu.

Agl'italiani,

str. 30.

Fedra.
G. E. Nel 20O an-

128

il

Ferrara.
aal di

l'u'a

porto

e il

ferro ed
dalle

Barbarossa

sono

niversario dell' 8 agosto, str.


12.

solito distruggere

mi negano obbedienza, come fece Federico Barbarossa con Milano (cfr.) nel 1162; allora sul suolo delia citt distrutta fu gettato anche il sale perch quel terreno non
le citt clic

fondamenta

K. R. Nicola Pisano, 1, str. 4.

Fedra

germinasse. moglie di Teseo innamoratasi del figliastro Ip])olito, tent di sedurlo, ma fu respinta allora giur vendetta e calunni Ippolito presso il padre, accusandolo di incestuose proposte verso di lei. Teseo maledisse il figlio e preg Nettuno di punirlo. Il dio infatti fece sorgere dalle onde del mare un toro mentre Ippolito guidava un cocchio lungo la riva: i cavalli si spaventarono e correndo precipitosamente rovesciarono il misero giovine che inori (cfr. Nicola Pisano).

R. N. Primavere Ellen (I Eolia),


str. 2.

Fedriade

G. E.

Intermezzo

III, str. 3.

Gli altipiani del Parnaso (cfr.) terminano dalla parte di sud in un iirecipizio alto 2000 piedi che s'inalza a doppio picco, chiamato Phaedriades dalla apparenza s/af27/a>2^e, allora che il sole ci riflette [GuGL. S.MlTii, Mannaie di geoyr. ani. lib. IV, cap. XX, Firenze, Barbra 1868. citato dal C. nelle note a R. N.). Fedro scrittore latino, greco di origine. Fu liberto (schiavo liberato) di Augusto (cfr.) e sotto Tiberio (14-37 d. C.) pat persecuzioni per avere offeso, pare, il ministro Sciano. Dopo, visse tranquillo fino a tarda vecchiaia. Scrisse cinque libri di favole per la maggior parte tradotte o rifatte da quelle attribuite al greco Esopo. Nella collezione dei classici latini ristampati in Olanda, sono anche le favole

R. R.

La guerra,

str. 19.

0. B. Da Descnzano, str. 1.

G. E. Ripresa, III,
str. 3.

G. E.

Per Eduardo Corazziui,


str. 1.

di Fedro. Felice V. F. T. Fellah nome della plebe musulmana d'Egitto, solita a vivere, quasi tutta, di ruberie: pochi attendono al lavoro dei campi. Felsinei bolognesi. Felsina fu il nome dato dagli Etruschi (cfr.i alla citt che fu poi Bologna (cfr.). della Fenicia, antico paese del bacino orientale Fenicie del Mediterraneo, abitato da una popolazione di marinai e di mercanti, che estesero il loro commercio anche col mercator tirreno (gli Etruschi - cfr.). Ferney paese francese poco lontano da Ginevra, dove il Voltaire (cfr. Volter, qui chiamato frignare di Ferney) pass circa vent'anni della sua vita, molto scrivendo dell'opera sua rivoluzionaria.

R. R. Alla citt
di

Ferrara

citt dell'Emilia, costruita

Ferrara.

R.

N. Momento

stra del
ritte,

Po

(l'ondisona

cfr.

poco lungi dalla deriviera), su quel braccio del

epico, str. 2. R, R. Alla citt di Ferrara, l,v. 1,13.

fiume che ha nome Po di Volano. Ha strade larghe e dipiazze ampie e luminose, ma poco frequenti di popolo, essendo la citt scarsamente abitata in confronto alla sua grandezza. Il territorio corrispondente all'odierna

Ferrara.

129

Ferrari Paolo.
U.

proviiiciii di Ferrara, ricco di tttat/d che una niiraltiio opera lunaiia va i)ro.sciuj,Mndo e trasforniaiido in t'ertili campi, e anche la parte bassa delie Provincie di ]5ologna e di Kavenna erano in antico occupate da un' immensa palnde detta Puduaa. L'abitarono prima su le isole emer<jenti e su le cane (le barche) i Liguri (cfr.) selvaggi, poi i Galli Lingoni (cfr.) sopravvenuti a colo-

t.

Alla citt
II,

di l'crrara, *
''
'

id

II, tr.

8.

id. II, atr. 9, 8.

id. II, str. 12.


id. II, str. 13.

nizzare quei luoghi Quando Attila, il feroce re degli Uinii (cfr.) disceso in Italia per le Alpi Orientali, ebbe distrutto Aquileia (42) e devastate molto citt del Veneto, i lioVemani di Civdalc del Friuli (il Foro giulio - cfr.) e ned (cfr.) superstiti, cercarono yMngxo [coufng(jiro) lungo il litorale adriatico lino alla pi meridionale delle bocche del Po, nelle isolette delle lagune e nelle terre emerse dalle paludi por i secolari depositi del Po e dei fiumi scendenti AWApennino. E allora sorse Ferrara idlima nata delle citt dell'Emilia che hanno tutte origini etrui

id.

id.

id

il,

str

14.

id. II, str.

15,22.

id

II,

str. 15.

sche
sione

romane.

La nuova
(di

citt

soggiacque poi
-

all'

invaid.ll, str. 16.

Longobarda

sangue

viiilo

cfr.

l'infusa) e nel
lotte citta-

medio evo

fu libero

Comune,

soffri le solite

dine fra le potenti

famiglie dei Salinguerra, degli Adeid. II, str.

pace e splendore per quasi quattro secoli sotto la casa d'Este (cfr.), che vantava diritti su Ferrara fin dal secolo X quando dall'imperatore Ottone ne aveva avuta di nome la signoria. Nella seconda met del secolo XV e per tutto il XVI il pi gloriosi stati italiani; le ducato di Ferrara fu tra artiglierie del duca furono tra le primissime usate in Italia in guerra: onde forse l'appellativo di /'ej*?*ea dato dal C. alla citt di Ferrara; i pi chiari ingegni del tempo convennero a quella corte fastosa, primi fra tutti il Boiardo (cfr,), l'Ariosto (cfr.), il Tasso (cfr.) che con i loro poemi epici giustificano il titolo di epica data alla nobile citt, seconda madre [la prima Firenze] della poe. .,. -, ^.1 /, 7 N ,r ^rr.-, Sia italiana (deli itale muse). Ma nel 1597 la Chiesa {la lupa vaticana) con il pontefice Clemente Vili di casa Aldobrandini, approfittando della morte di Alfonso II (cfr.) occup Ferrara, che rapidamente decadde, ridotta a umile legazione dello Stato pontificio. fecondo commediografo, nato a Modena Ferrari Paolo nel 1822 morto nel 1889. Le sue commedie a tesi come < Amore senza stima , Cause ed effetti , Il duello , < Il suicidio che indulgevano alla moda francese (cfr. Colombina), entusiasmarono per un ventennio il popolo italiano: oggi, passata la moda e migliorato il gusto, divertono tuttavia i pubblici di provincia e servono agli attori per sfoggiare la parte . Diverso giudizio deve farsi de La medicina di una ragazza malata , del Colardi e dei Torelli, finche (1208) trov
i ..L
/

10,19.

id. Il, str. 27.

id
id.

il, str. il.

Il, str. 23.

R-

N.

Momento
v.

d ^1^

y":,', **',i-" ,. Alla citta dj

Ferrara, ili,
.31.
'*^' ^'"^'

^^'

^^

E. intermezzo,

vii, str.

9.

dicillo dello zio

Venanzio

freschi lavori giovanili, scritti


9

Dizionarw Carducciano.

Ferrari Severino.

130

Fetonte.

R. In riva al Lys. sfr. 2 R. N. All'Autore del Mago, atr.

modenese, e delle due commedie Parini , Goldoni e le sue sedici commedie nuove ancor vive e ammirate dal pubblico di gusto pi fiue e giustamente considerate i capolavori del fortunato e abilissimo commediografo. Ferrari Severino geniale letterato e poeta gentilissimo, nato a V Alberino (cfr.) il 18.56, morto miseramente a Colle Gigliato presso Pistoia nel dicembre del lOOj. Autore
in dialetto

primamente

storiche

La

satira e

il

1,6

di studi critici, cultore di


afiFetti

poesia popolare, poeta degli famigliari e della semplice vita dei campi (scrisse

G. E. Meminis-se
liorret, str. 4.

anche un poemetto satirico, il Marjo - cfr.) fu carissimo al C. che lo volle presso di s nell'Universit bolognese per essere da lui intelligentemente, amorosamente alleviato nelle fatiche degli ultimi anni di insegnamento, e che lo l)ianse come un figlio quando lo seppe morto. Ora la salma del discepolo giace accanto a quella del maestro nella Certosa di Bologna, dove un busto marmoreo ricorda la sua dolce imagine a quanti ebbero la ventura di conoscerlo e di amarlo. Prima che all'Universit aveva insegnato lettere italiane in vari licei del regno e nella Scuola superiore femminile di magistero a Firenze. eroico capitano fiorentino che nel Ferruccio Francesco loO durante l'assedio di Firenze (cfr. Clemente VIIj fu sorpreso dai nemici a Gavinana (cfr.) e barbaramente

LG

Ciivtritone e

spento dal Maramaldo (cfr.). Firenze. La citt del Ferruccio

^Montanara,
str. 2.

0. B. Presso l'urna di P.B. Shelley, V. 31. G. E.

Fervido

caldo,
obli!

ardente, ribollente.

Ju Prologo,
180.

V.

R. R. Alla
str. 3.

citt

di Ferrara, 11,

id. II, str. 4.

id. II, str.

3,5.
3.

K. X.

Momento

ipico, str

R. R. Alla cittL di Ferrara, II,


!^tr. 5.

feste sono quelle celebrate in Roma per l'ingresso solenne del re Vittorio Emanuele II, che in quell'occasione pronunci le famose parole: A Roma ci siamo e ci resteremo . Nessuno pens allora ai caduti di Mentana (cfr.) che pure avean data la vita per il nobile ideale di ridar Roma all'Italia! di Fiesole (cfr.). Fesulea cima fesulea il colle su cui sta Fiesole. Fetonte figlio di Apollo (cfr.) e di Climene. Essendosi troppo avvicinato alla terra, con il carro del Sole, ottenuto per un giorno dal padre, fu colpito dal fulmine di Giove e cadde riverso, come stella cadente, nelle acque dell' Eridano lil Po - cfr.), l dove presso la foce il fiume pi largo e ondeggiante come il mare {mareggiante). Le Eliadi, sorelle di Fetonte piansero a lungo il morto fratello, finche le loro lagrime furono convertite in ambra {elettro) ed esse stesse in pioppi sulle sponde del fiume, che nel suo eorso inferiore ora costretto entro alti

Feste ed
il

Le

2 luglio

1S71

Fiammingo.
argini.

131

R. U.
11.

Fluide.
Momento
:i

Cigno, re dei Liguri (cfr.), figlio (l Stenelo, Fetonte, invecclii piangondo il fanciullo amato finch dagli di fu cangiato in Cigno e posto in

parente

di

opii-o. Htr.

N
ili

Alla cIttJi Fornir, II,


li.

cielo fra le costellazioni.

str
id

id.
li,

str

7.

Fiammingo

Fiandra, antica regione sul mare del Nord, divisa oggi tra l'Olanda, il Belgio e la Francia. Sono sue citt principali: Gand (dove nacque Carlo V - cfr.), BruLilla. ges Visse al tempo il pi celebre degli scultori greci. Fidia di Pericle (secolo V a. C.)_nel periodo del massimo splendore della civilt greca. famosa la sua statua di Zeus

di

R. R. str

Cadore,
3.

I,

0. B.

Da Descnstr.
I.

zano,
R. R.

La Guerra'

(cfr.)

Fidiaco
icfr).

ispirata dai versi di Omero (cfr.). degno di Fidia ; che pare modellato

str. 14.

da Fidia

O.B. Ragioni metriche, V.


7.

ferire, Fiesole piccola


Fiedere

colpire.
.Ju

citt toscana collocata sulle alture prossime a Firenze. Vanta origini antichissime e favolose (miliche): diccsi fondata dai Lidi (Etruschi) 2050 anni a. C. quando le acque dell'^j'no stagnavano nel luogo dove poi sorse Firenze {la citt di Siila- cfr.); in tempi posteKoraani l'avrebbero assediata, vinta e distrutta, e riori gli abitanti sarebbero stati trasportati a Firenze.
i

Deb, chi mi
str. 1.

torna

O.B. In una chiesa gotica, str.


10.

R. N. Fiesole, str.
1.

Figlia

v.

Bice.

0. B. Per le nozze di mia figlia.


Ju. Alla croce di .Savoia, str. 11.

Emanuele Filiberto, duca di Savoia, fondatore Filiberto della potenza della sua casa. Vinti i francesi a S. Quintino (1557) combattendo per gli Spagnuoli, riebbe col trattato di Cateau-Cambrsis l'avito dominio che a) padre Carlo III era sta'to devastato e tolto. Mor nel 1580 dopo aver riordinato lo Stato e messo il Piemonte e la monarchia sulla via della grandezza.
Filippo
di
il

R. R. Bicocca di

San
R. N.
str.

Giacomo,

str. 6.

Bello

re di Francia dal 1285 al


(cfr.).

1314, discen

Ca
2.

ira,

IX,

dente da

Ugo Capeto

Fu sopranominato

falsatore

monete per l'alterazione delle monete commessa in danno dei sudditi. Combatt papa Bonifacio Vili e indusse Clemente Va trasportare in Avignone la sede pontificia (1305). Nel 1307 abol il ricchissimo ordine religioso dei Templari (cfr.) e si impadron di gran parte di quei tesori il suo braccio secolare scese dunque su la /'osca torre de\ Tempio (cfr.) per depredare i Templari: e circa cinque secoli dopo, un discendente di Filippo, Luigi XVI (cfr.),
l'ultimo dei Capeto, fu chiuso torre.
Fillide

id. str.

e Vili,

str. 4.
id.

proprio in quella

storica

IX, str.

2.

giovinetta che, secondo il mito, si uccise per amore di Demofoonte. Col nome di Fillide s'indica genericamente un'amante sconsolata.

G. E. Intermezzo,
I, str.
t.

Filomena.
G. E. Intermezzo,
I,

132

Fogrliani.

str. 6.

Ju.Prologo.v. 71.

esaltare col mandar FUdc a V eira (aria, cielo) canto la propria donna; renderla quasi celestiale. vergine e martire romana le cui ossa furono Filomena

ritrovate in Konia nel 1805. zitelle dedite alle pratiche religiose; biFilomene

gotte.
L. G.

Poeti di parte bianca,


V. 293.

Fiore (hianco)

il

giglio dello

stemma

di

Firenze, in ori-

gine bianco, mutato poi in rosso.

id.

V. 20.

Firenze

la

lettere e delle arti

Fiume sacro
Satana, L. G. str. 31.
Ju. Invocazione,
str. 4.

l'Oceano

nobile citt toscana che nella storia non ha eguali nel mondo.
(cfr. concilii).

delle

Fiacco (Quinto Orazio Fiacco)


il

col

v.

Orazio.

ficata dal
T.,

puro genio di Fiacco commercio ideale

la

ispirazione poetica, forti-

Ju.

O. T.

str. 3.

O.B.Roraa,v.

24.

lo studio della poesia di la duplice musa di Fiacco Orazio che scrisse satire e odi. nome della via che da Roma, per il Lazio, atFlaminia traverso l'Umbria e le IMarche, giunge a Fano, poi, co-

grande poeta

latino.

steggiando il mare, a Rimini, dove continua col nome di Emilia fino a Piacenza. una strada di origine romana e risale al 220 a. C. anno in cui fu tracciata dal console Caio Flaminio. V. Autarl. Flavio biondo-rossiccio: tale il colore delle sabbie Flavo O. B. Alessan(arene) del deserto libico (cfr.). dria, str. 17. Anticliissima divinit italica, il cui culto fu intro0. B. Neil 'an- Flora nuale della fondotto prestissimo in Roma; dea della vegetazione, della dazione di Rofioritura e della primavera, era celebrata nelle feste Floma, str. 2. ralia dal 28 aprile al 3 maggio. Flora era in antico anche il nome mistico di Roma, la divina citt che nell'aprile di ogni anno celebra la propria nascita. Roma poi la migliore espressione della nostra stirpe latina (i'/o?-a rf/ 7ioid. e Ju. Canto di primavera, str. stra gente; te de la noatra gente arcana Flora), come il 32. fiore la pi bella espressione della pianta. tempio la citt di Firenze, cresciuta .... di Flora il Ju. A Giulio, str. 21. a potenza dal magnanimo volere dei suoi artieri e de'suoi id. str. 20. mercanti, e dove anche i figli di famiglie baronali si adattarono ai lavori delle tele e dei lini (cfr. Giano della Bella). id. str. 16. nome di un personaggio-tipo assai comune nella R. R. Carlo Gol- Florndo doni, 1, str. 3. commedia (cfr.) dell'arte , e ripreso poi dal Goldoni. Il direttore della compagnia dei comici con i quali il Goldoni (cfr.), giovinetto di sedici anni, fece viaggio da Rimini a Chioggia, era un famoso Florindo che per la sua passione per i maccheroni (li voleva veri anche sulla scena!) era detto Florindo dei maccheroni [Allan]. Foglianl nobile famiglia di Scandiano (cfr.) che nel seR. R. A Scandiano, str 2. colo XIV fu, a pi riprese, sovrana di Reggio.

Folce.

voce
verbale: appoggia.

133

Francesca.
R. N. Primavere

Folce Fole

favole, loggciule. FoPCl forbici. Una {fatai


tagliava
il

KUon.

(II

Do-

rica), Btr. 2y.

sorella) delle tre l'arche (cfr.)

App. Da Friedr.
ilolderlm, str.

lilo

doiresistonza umana.

PoPQ_il

centro della vita pubblica di Koma. Si stendeva per la valle cliinsa a nord-ovest dal Campidoglio (cfr.) e mercanti vi avevano le loro a nord dal Palatino (cfr.); loro cambi; circondato da splenbotteghe, i banchieri didi editici, ornato di statue innumerevoli, di colonne e di archi trionfali, era frequente di popolo a ogni ora del giorno. Caduta Koma cadde anche la grandezza del Foro, ruderi gloriosi fra la solitudine di cui oggi si ammirano La parola /"oro vale anche genericamente e il silenzio.
i

O. B. Nell'an niialodellafoii-

dazione

di

Uo-

ina, str. 4.

id. str. 9.

id. str. 6.

id. str. 4, 9.

piazza.

0. B. Nella piaz-

za di S. Petronio, V. 9.
il

clivo su
gulio

7 foro latin

il

Campidoglio.
il

G. E. Feste ed
oblii, str. 4.

Foro

L'odierna Cividale,
il

Forum

lulii dei

Ro-

R. R. Alla citt
di

mani, onde poi

nome

di Friuli, all'estremo

angolo nord-

Ferrara,

II,

est d'Italia, oggi provincia di Udine.

str. 13.

Forra

profondo scoscendimento montano cagionato dalle

R. R.
di

I,'

ostessa
v. 7.

acqiie.

Gaby, Per

grande poeta lirico italiano: nato Foscolo Ugo (1778-1827) a Zante, isola del mare Ionio. Vissuto nell'agitato periodo napoleonico, fu amico costante di libert, n inchin mai ai potenti la sna nobile fronte. Nel 1815, tornati in Italia
prese la via dell'esiglio, ed esule mor presso Londra. Le sue ossa {le relicpue) dal cimitero di Chisu-ick fnrono trasportate in Italia nel 1871 e deposte a Firenze in Santa Croce. Scrisse un
gli Austriaci, egli

L. G.

il

tra-

sporto delle reliquie


di

Ugo

Foscolo.

Tnrnham Green

Carme immortale I sepolcri ; due odi grecamente perfette e molti sonetti armoniosi come canti d' ksi^/jjo/*,- un poemetto Alle Grazie > incompiuto e tragedie e traduzioni da Omero {il gran veglio smirneo) del quale fu stu;

l.

N.

Il

sonetto,
tra-

str. 3.

L. G.

Per

il

diosissimo,

come pure

di Dante,

che ebbe finalmente nel

sporto ecc., str.

Foscolo
scritti

il

primo critico degno

di lui.

Senza dire

di altri

minori si ricordino Le ultime lettere di .Jacopo Ortis e il bellissimo Epistolario dove l'anima appassuoi molteplici sionata del poeta si mostra in tutti
i

aspetti.

Fottivento

grosso
a

pipistrello, nottolone.

Ju.
ai

Il

burehicllo

linguaioli,

str. 7.

Francesca

figlia di C4uido da Polenta, signore di Ravenna.


G lanciotto

n. R.

La Chiosa

And sposa

]Malatesta, signore di

onde l'appellativo

da Rimini

Rimini, che accompagna il suo

di

Polenta,

str. !.

Francesco.
R. R. LaCliicsadi

i;:l

Francia.

nome. Vuole
sul colle di

la

Polenta, str.
id.

1.

Couzano presso

leggenda che Francesca salisse talvolta la chiesa di Folenla (cfr.).

Un

I.

R. Alla citt
di

Ferrara,

I,

V. 29.

cipresso che si eleva ar/ile e solo lass, fu detto il cipresso di Francesca; fu colpito dal fulmine il 21 luglio del 1898, ma un altro fu piantato dal C. stesso il 26 ottobre del medesimo anno. Dante nel canto V deir Inferno ha resa notissima la storia della passione amorosa di Francesca per il cognato Paolo, finita con l'uccisione di tutti e due, tra il 1283 e il 1286, per mano di Gianoiotto che li sorprese.

Dal matrimonio
figliuola,
R. N. Santa ria degli

di

Francesca col Malatesta nacque una

Concordia.

MaAn-

Francesco
dic
il

geli, str. 1.

San Francesco d'Assisi (1182-1226). Pre{frate) ritorno della Chiesa al puro ideale evangelico e fond r Ordine dei Frati Minori. Sentendo prossima la morte si fece portare nella sua chiesetta e ivi, per amore

id.

della povert, spogliatosi di ogni vestimento e incrociate le braccia, si adagi nudo sul terreno e mori. In quel luogo fu inalzata la chiesa di Santa Maria degli Angeli.

id. str. 4.

Laudato sia, Signore, per nostra corporal sorella morte! sono parole pressoch eguali a quelle attribuite a S.Francesco che nel Cantico delle creature loda Dio per tutte le cose create e anche per sora nostra morte corporale, da la quale nullo homo vivente p scappare .

Francesco
L.

G.

Nei primi

Franchi

giorni del 1862,


str. 18.

v. Petrarca. popolazione germanica che sovrappostasi nell'alto medio evo ai celto-romani della Gallia, mut il nome della regione in quello di Francia (cfr.) e diede origine alla moderna nazione francese.

[messer)

antica

id.

il sir de'FrancJii Napoleone III peratore dei Francesi.


ira.
I

(cfr.

Ortensia)

im-

R.

>r.

9a

Francia

str. 3,
4,
3,

III

str.

IV

str. 4,

str. 4, VII str. str. 1,

IX

str. 4.

R. N.

Vittore
str. 4.

Hugoi
San
L. G.

R. R. Bicocca Ji

Giacomo,
la spestr.

str. 28.

Per

dizione del
Messico,
-S.

G.E Per Eduardo Corazziiii,


str
6, 7, 8.
id. str. 1. id. str. 2.

uno dei pi antichi stati d' Europa, e dei pi benemeriti della civilt mondiale, pur tra le intemperanze del suo popolo non troppo sereno. Ha il vanto di aver dift'uso per il mondo con la sua grande Rivoluzione (1789) i principi democratici che oggi reggono le nazioni civili talvolta per si fatta strumento di oppressione (ancella ad ogni reo potere) come quando nel 1823 combatt costituzionali di Spagna (cfr. Carlo Alberto), nel 1849 la repubblica Romana (cfr. Roma), nel 1864 la libert del Messico (cfr.), nel 1867 Garibaldi in marcia su Roma, a Mentana (cfr.). L'eccidio di Mentana addolor ed esasper profondamente il C. che non seppe rassegnarsi a veder trasformata in masnadiera j^cp^^e, quella Francia che aveva dato al mondo il signore di Ferney - cfr. - (Voltaire) e il cittadino di Ginevra - cfr. - (Rousseau), che aveva abbattuto la Bastiglia (cfr.) e il trono di San Luigi (cfr.), che aveva diffuso per tutto i diritti dell'uomo, e
; i

Franclca.

V.i'>

Funere mersit acerbo.


O. E. Por Eduar-

clic

liberi spiriti cresciuti allo

splendore delle sue libere

idee avevano siiieerameiito

amalo!

do Corazzini,
8tr. H.

masnadier di Francia
elio tra
il '(O

il

'70

Naiolcono III (cfr. Ortensia) consider l'Italia come una prefet-

L.fi.Dopo Anproluoiito, slr. f.

tura francese, inii)oncndole una politica costantemente \\g\<\. alla sua volont. Franclca franca; dei Franchi (cfr.). I papi a difesa dei projii interessi chiamarono in Italia Franchi contro Longobardi. Essi vennero, vinsero Longobardi e nel 774

0.

1).

Da

De.seti-

z;uiu, atr, 12.

sostituirono a loro nel dominio d' Italia. Franklin lienianiino (1700-1790) americano di Boston, industriale, scienziato, scrittore e statista. Lott per l'indipendenza degli Stati Uniti deU'.Vmerica del Nord; il suo
si

L. G.

Noi primi

giorni dui 1862,


str. 1\.

nome

caro a quanti

amano

la libert.

fa che l'armata navale inglese (regia prora) non violi i liberi mari nord americani (i flutli del tuo Franklin) come minacci di fare nel 18fi]. v. Tiziano Vecellio. Frari Dante Carducci (cfr. D. C). Fratello

Deh non

voler che violi ecc.

R.

X.
sfr. 2.

Funere

nieisit acerbo,

sorta di giuoco che si fa con le carte e Frusso Frussi che pi comunemente si chiama primiera. Felice Tribolati, compagno del Carducci nella scuola F. T. normale superiore di Pisa i ingegno arguto e narratore inesauribile di piacevoli aneddoti appresi dalla bocca di Giovanni Kosini [di Lucignano in Toscana, autore di vari romanzi, morto nel 1855] di cui fu ammiratore e familiare [Chiarini]. Frequentava tra il 1853 e il 1856 il caff dell' Ebe a Pisa ove col C. convenivano anche Narciso Pelosini, Francesco Bonauiici e altri compagni. citt antichissima, capitale (perci detta regale) della Ftia Tessaglia (Grecia), presso Farsalo. Patria di Achille. lontano dalla Tessaglia. fuor delle ftie ville V. Vanni Fucci. Fucci rifulgeva, splendeva. Futgea splendente, scintillante. Fulgido splendore, luce. Fulgore Fulvia nome dell'amante di Quinto Curio che denunci a Cicerone la congiura di Catilina. Usato come qui genericamente, indica una donna bella, corteggiata, e osten-

.Ju.

A Bambolo-

ne, str. 13.

Ju.

F. T.

.Ju.

Omero,

v. 39.

id. V. 139.

R. N.
11.

Ad

Aless.
str.

D'Ancona,

G. E.

forti cen-

sori, str. 3.

Fumiga
vita.

tatamente idealista in teoria ma non di fatto. manda fumo; oscura, ottenebra la serenit della

0. B.

Da Dc = eu-

zaiio, str. 15.

Funere mersit acerbo

un mezzo verso

di Virgilio (cfr.)
. Il

R.

e significa fu colpito da morte immatura scritto dal C. poco pi di nu mese dopo

sonetto fu la morte del

N. Funere mersit acerbo,


.str. 1.

Furia.

figliuoletto

136

di

Galileo.

Dante strappato

appena

tre anni,

vembre

1870, all'adorazione

all'orgoglio

il 9 nodel padre. Il

R. N. Funere mersit acerbo,


str. 4.

G. E. Per le nozze di Cesare

quale si rivolge al fratello, di nome Dante anch' esso (cfr. D. Ci, sepolto su la fiorita collina tasca di Santa Maria a Monte (cfr. Arno) insieme col padre, e lo prega di accogliere nel buio di sotterra il bambinello, sconsolato dalla mancanza della luce e della madre. Nell'estate seguente il C scrisse per il piccolo Dante i versi soavi di Pianto antico (cfr). Furia V. Eumenidi.

Parenzo,

str. 3.

id. str. 4.

E.

11

CesariII, str.
1.

smo,

G. E. Agli amici della Valle Ti-

Vota e la Musa le cova. Il C. fn vioad accendersi d' ira spesso poi l' ira poneva nel suo cuore l'ava, germi cio dell' ispirazione, che poi l'estro poetico convertiva in forti e magnifici versi: non gi orridi e strani, come egli finge che altri li chiami. Furio Marco Furio Camillo dittatore romano nel 395 a. C; dom il popolo dei Falisci e prese Veio. Offese Romani con la magnificenza del suo trionfo, e accusato di essersi appropriato parte del bottino, and in esilio. Richiamato, sconfisse i (ra?^i (390 - cfr. Camillo). Mor di peste nel 365.
la furia jJon

lento, facile

berina, str. 13.

G.E.lotriuiuphe,
str.
1

rio dice:

lare/a ai Cannili ecc. ecc. Fuposto agli eroi che vengono a.... pren'71 (cfr. Feste ed oblii), un anno dopo l'ender Roma nel trata degli Italiani-, io torner, e ce ne sar bisogno, quando i Francesi minaccieranno Roma un'altra volta!
:

Dice Ilaria

facciam
il

lasciamo

G
R. R. L'ostessa di

Gaby

Gaby.
id. V. 4.

borgo alpino a 1031 m. di altezza, poco distante dal villaggio di Niel presso il torrentello dello stesso frazione del comune di Issime che giace nel nome. punto pi centrale della valle del Lys (cfr.).

R.

N. Gherardo
Gaietta.

R. N. Primavere
Ellf-n. (II

Do-

rica), str. 1.

O. B. Alla Vittoria, str. 3

0. B. Alle fonti

elmo di cuoio. Galileo di Galilea, in


Glea

nome popolare di fanciulla. Altrettanto dica di Oriore, sorella di Gaietta. una delle Nereidi (ninfe del mare); amata dal Galatea pastore Aci (cfr.). Il gigante Polifemo, ingelositosi, lanci un macigno dall'Etna sul misero pastore, le cui membra infrante furono da Galatea trasformate in fonte di acqua purissima.
Gaietta o Gaia
si

del Clitumno,
str.
2?).

iJ.

Palestina, dove Nazareth, paese nativo di Ges Cristo (cfr.) il fondatore della religione cristiana che ha per simbolo la o ace.

Galileo.

(li

137

Gallla.

Galileo

rosse chiome

pelli biondo-rossicci.

Cristo, che pare nvcssft

ca-

0. B. Allo fonti
del

Il

(^ristiiiiiosimo |cfr.

Carducci,

Clitumiio,

Op., I, pag. 38] predic per reazione al pagaiiesinio la umilt, la rassegnazione, la luortifK-azione, il dolore, contro l'esultanza degli alletti umani, la santit del lavoro, che avevano aiutata il fulgore delle forme e dell'arte

su-. JO.

e confortata la grandezza romana. Onde le stte cristiane dell'evo medio (ria strana compagnia) in abito dimesso e cantando litanie {in neri sacchi avvolta, litaniando) si diedero alla distruzione dei templi e dei monumenti pagani; maledissero al lavoro e alla grandezza umana, alla famiglia, all'amore, alia vita, a quanto di buono e di utile la natura insegna all'uomo, obbedienti al Vangelo come fu inteso da essi, dementi . [Dice S. ^Iatteo:

\.

btr. 31.

id. str. 32. id. str. 33.

che avr abbandonata la sua casa o i fratelli padre o la madre o la sposa o il figliuoli suoi campi pel nome mio, ricever il centuplo e posi seder la vita eterna J. Hi aipartarono dalla societ, si fecero eremiti su rupi e grotte per congiungersi nei loro deliri atroci con Dio; scesero alle citt cupidi di tormenti battendosi e flagellandosi davanti a Cristo croci

E ognuno

le sorelle o

id. str. 34.

id. str. 35.

fisso L'Sev.

Ferrari, Mazzoni

scienziato italiano di fama Galileo Galilei (1504-1612) mondiale: sostitu all'empirismo della tradizione, la ricerca sperimentale e l'osservazione dei fatti. Mentre si trastullavano con le metafore, i pensatori foni poeti davano la nuova scienza; gli uni predicavano l'ossequio alle regole eia necessit dell'imitazione, gli altri asserivano arditamente la necessit del libero esame; quelli papi e ai signori, questi sfidavano lo si sostituivano ai persecuzioni e la morte [Cesareo]. Matematico, fisico, astronomo, Galileo fu anche prosatore meraviglioso. Delle leggi tisiche da lui scoperte, nomineremo soltanto quelle sulla caduta dei gravi (1589); delle sue invenzioni, il telescopio (IGOO); delle sue prose, il Dialogo dei mas Dialoghi delle nuove scienze simi sistemi (16:^0) e
i

Picciola].
G. E. Alla

morto

di Giuseppe Mazzini, sti. 4

(1636).

Nacque

a Pisa, visse

diciotto

degli

condi a Padova (1592-1610), renze


Galli

mori ad Arcetri
(cfr.

anni suoi pi fepresso Fisottomessi a gagliarda rei

gli

abitanti

della

Gallia
(cfr.)

Celti)
la

G. E.

Il

CesariII, str. 1.

Konia da Giulio Cesare

non ostante

smo,
IJ.

sistenza di Vercingetorix biondo-rossi. Gallia il paese abitato dai

(cfr.).

Avevano
Celti)

capelli

N. ya ira, X,

Galli

(cfr.

corrisponi

R. N.

Vittore
str. 4.

dente press' a poco all'odierna Francia. Veramente Galli erano limitati al nord dalla Marna (cfr.) e dalla Senna
(cfr.).

Hugo,

id. str. 5.

Galvani.
Ju. Agli Italiani,
8tr. 4.

138

Garibaldi Giuseppe.

Galvani Luigi (1737-1798)


(lell'elettricit aniinale.

scienziato

bolognese scopritore

O.B. Alessandria, str. 13.

Gange

R. N. Lungi lungi,
str. 1, 4.

sbocca

col,

grande fiiinio a.siatico. Nasce dall' Himaiaia e Brahmapiitra nel golfo del Bengala (Oceano

Indiano).

il

fiume sacro degli Indiani.

0. B. Sirmioiie. v.
21.
il.

Garda

id. V. 24.

riva orientale del lago dello un'insenatura. Gli sovrasta il si inalza una vecchia torre dove si vuole sia stata relegata (a. 951) dal re Berengario II (cfr.) la regina Adelaide, vedova di Lotario di Provenza

villaggio situato sulla

stesso nome, in fondo a colle delia Bocca, su cui

concorrente di Berengario al trono. Pare che dove oggi il paese di Garda, fosse
id. V. 23.

in

an-

tico la citt di

Benaco

(cfr.)

distrutta e seiolta poi da

O. B. Saluto italico, V. 11.

un terremoto. Per lago di Garda

v.

Benaco.

R. N. str

9a
2.

ira,

X.

Ju. A Giu.seppe Garibaldi, str. Sicilia e 4, 1


;

la Rivoluzione,
str. 13.

0. B. A Giuseppe Gaiibaldi, str.


11.
id.

id.str. 12,13.

id. str. 8, 9.

del corso inferiore del Kodano. E detto perch nella valle ove scorre imperversano le procelle: poco pi a nord il Monte Ventoso. Garibaldi Giuseppe il rinnovatore delle virtii romane e della tradizione eroica dei C'urzi ,cfr.) e dei Deci (cfr.i. Nacque a Nizza nel 1807 e mori a Caprera (cfr.) il 2 giugno 1882. Ebbe nel sangue Vaudacia tenace della popolazione ligure fra la quale era nato pose la giustizia a fondamento di ogni sua azione che volle sempie illuminata dalla pi pura luce ideale. Ebbe cuore di leone contro barbari e tiranni, e insieme cuore soave per le bellezze della natura e per ogni pi gentile senso di umanit. Gli Italiani cessate le ire di parte Io hanno collocato unanimi fra gli di della patria (oggi l'Italia t'adora), e chiamandolo novello Romolo, cio fondatore della nuova Roma, riconoscono in lui chi con l'azione rese inevitabile che loma divenisse capitale, di fatto,

Gardo

affluente

veitoso

dell'Italia risorta:

zione,
id. str. 10.

Ed

additi
id. str. 11.

Aspromonte salva l'onore della naMentana d Roma > [Carducci, Op., I, pag. .331]. beilo pensare che nel Mondo di l, Dante fcfr.) lo a Virgilio (cfr.) come eroe pi nobile di quanti ne

abbia creati la poesia, e Livio (cfr.) lo rivendichi alla realt della utoria d'Italia di cui purissimo vanto. Y. Roma, Quarto, Palerno, Aspromonte, Mentana.
o,

O. B. Scoglio di

Quarto, str.
6.

la spada di Roma, alta sull'omero bilanciando, sli Garibaldi Garibaldi si ferm sullo scoglio di Quarto (cfr), reggendo alta su l'omero la spada che undici anni prima egli aveva usata alla difesa di Roma (cfr.).

R. R. Alla figlia
di

Francesco
3.

Crispi, str.

d futuri, Garibaldi e l'Italia Crispi fcfr.) altri patrioti la spedizione di Garibaldi in Sicilia, dalla quale impresa doveva poi uscire l'unit
7i cuore predispose
i

con

(V Italia,

Oaribaldina.

139

R.
II.

O.

Oarihaldi vieni ecc. ecc. O Garibaldi, su questo Gianicolo dove riiitolloianza religiosa lia si)eiito tuoi valorosi {la tirli d'Italia) il Tasso (cfr.), vieni con Si dice elio durante la dia far vendetta (cfr. Roma). fesa del '1'.) Garibaldi si opponesse a che le campane di Sant'Onofrio, che avevano sonato all'agonia del Tasso, fossero calate gi per essere fuse [cfr. le note del C, stesso a R. R). simbolo di audacia cosciente (cfr. Garibaldina (bandiera)
colle del
i

Alla citt di '" ^


>

.^^'''Ij"''"'
*

0. H.

Per

le

noz''.

t'aincna e Bice).

*'^'

sh-'V"'''

Garisenda

la meno elevata (m. 47) delle due torri che sorgono l'una accanto all'altra nel centro di Bologna. Fu eretta da Filippo e da Oddo Garisendi contemporanea-

0. B. Le due tor'

mente
di

all'Asinella
gli

(cfr.),

all'inizio

del

secolo

XII. In
iJ. str. 2.

quel tempo

Italiani, ricordevoli (9)!emoj-i) delle glorie


(cfr.

Roma
i

la

grande

Irnerio) costituivano nelle loro

liberi governi comunali (cfr. Comuni), che accanto citt a tanto splendore di vita nuova dovevano produrre cosi acerbe liti cittadine fra le fazioni accanite a soverchiarsi vicendevolmente: onde rovine {mine) e \\\t{\ {tombe) Wa-

id.

quenti. caratteristica delia

Garisenda

la

sua pendenza

{la
id.

fronte io piegai) di m. '2,875, dovuta a cedimento delle fondamenta e del sottoposto terreno probabilmente nell'atto stesso della costruzione: cosi che fu necessario fermarsi a un'altezza inferiore a quella prestabilita. Dante (cfr.), giovine di vent'anni, fu a Bologna. Allora la Garisenda era pi alta, essendo stata ridotta all'attuale altezza circa alla met del secolo XIV. Il prodigioso giovine, il cui nome doveva divenire segnacolo ideale di tutta la storia nostra, si ferm ai piedi delle caratteristiche torri bolognesi, piena la mente di fantasmi poetici. E osserv che la Garisenda sembra cadere addosso a chi. stando alla base dalla parte dell'inclinazione, ne guardi la cima allorch le nuvole passano sopra, in cielo, nel senso opposto alla pendenza [cfr. Inferno , XXXI, v. 186<=

id. str. 5.

id.

189].

Gavinana

terra
il

dell'

Apennino

pistoiese, in provincia di

Firenze, dove

Francesco Ferruccio (cfr.), pur combattendo strenuamente, fu soprafatto dalle armi


3 agosto 1530

Ju. li Plebiscito ''''S'

degli imperiali

Gazzere

gazze.

(cfr.

Clemente

VII).
ju.
ai
il
li

burchieiit

nguaioli,

str. 4.

Giuseppe Chiarini (cfr.). G. Giovanni Capellini vvente, professore di G. C. {prof.) geologia nella Universit di Bologna dal 1860. nato
nel 1888.

Ju.
L. G.

G. e.

Per le nozze di un geoios-

Oea.
LG. Per le nozze
di

E
maggiore

140

Geremia.

un geologo,

str. 3.

R. N.

Primavere

qui saprai se pi potente ecc. imparerai se sia la forza del fuoco dei vulcani, o la dolcezza dell'amore, Gea personificazione della terra.

Ellen.dl Dorica), str. 18

Ju. scusa di un francesismo,


str. 7.

Giambattista Celli (1498-1563) fiorentino, nato da Qeiio un povero calzolaio, si erudi esercitando il mestiere pasuoi scritti, fu tra fondaterno. Divenuto illustre per tori, poi consolo (1548). dell'Accademia degli Umidi, da Cosimo I intitolata poi Fiorentina. Scrisse opere pregevolissime per purit e forbitezza di lingua ( I capricci del bottaio , La Circe ).
i i

Celli, lo storico GiambuUari (14951555) Cello ovvero Della prima ed antica origine della toscana e particolarmente della lingua fiorentina , un suo celebre dialogo (cfr. Aramei) dove il Celli

Dal nome del

intitol

Il

introdotto
.Tu.

Bambolo-

ne, str. II.

popolo sarmata, stanziato prima dei Coti sulla Geloni sponda nordoccidentale del mar Nero, poi nel secolo II d. C. compreso nell'impero dei Coti.

come

interlocutore.

O.B. Koiua,v.2:i.
O.B. In una chiesa gotica, str.6.
L. G.

Gemmeo
Gemmeo

di

gemma,

di pietra preziosa, di perla.

Le nozze
di

pallore di u)ia femina del viso di Beatrice (cfr. Dante). gote, guance. Gene

pallidezza

di

perla,

Primo
coro

semifan-

ciulle, str. 1.

Ju. Gli Austriaci in Piemonte,


str. 3.

Genova

0. B. Scoglio di

una delle pi belle e ricche citt d'Italia. Situata quasi nel mezzo del bel golfo che da lei prende nome, sale ad anfiteatro sui poggi vicinissimi al mare.

Quarto,

str. 8.

R. R. Bicocca di

San Giacomo,
str. 13.

E. N. Ora e sempre, str.


L. G.
2.

Genovese

di

Genova.

Per le nozze di un geo-

l'austero genovese Mazzini (cfr.). dotto in geologia, la scienza che studia la forGeologo

mazione della
stato attuale.

terra, e le sue

vicende per giungere allo

logo.
L. G.

Satana,

Geova

str. 8, 50.

R. R.

La Guerra,

str. 12.

Jn.

Alla musa

odiernissima,
str. 8.

leova nome misterioso e ineffabile del dio depoteva essere j)ronunciato solo dal sommo sacerdote una volta l'anno, nel tempio, durante la festa dell'espiazione. Significa quegli che , che fu e che sar . il crocefisso ribelle a leova Ges Cristo (cfr.) che si ribell alla religione nella quale era nato, per farsi banditore di una nuova fede. uno dei quattro grandi profeti della trib di Geremia Beniamino (650-570 a. C). Recatosi a Gerusalemme, profetizz le sciagure del popolo fino alla rovina della citt por opera di Nabucodnosor. Fu perseguitato e mor lao
gli ebrei;
:

Qermani.
pidato.

141

Gherardo.

e Laiiieiitazioiii; perci col suo suole indicare n^'iiralamente clii s'attejjgia a profeta di sventure, e chi si lascia andare a lun^jlie lamentele. Geremia x'indraca cec. ecc. I poeti lamentevoli d'oggi, bestonimiano e piangono guaendo come cani. Altri si avvoltolano come asini nel polverone dei loro versi sciolti,

Compose Profezie

nome

si

Jii.

Alla
icl.

luiiRa
,

odcriiisHiiia
str. H. Htr. 9.
id. str. 10. id. str. 12,

Germani l' Europa

combattendo con Melpomene {mnmi della tragedia), vono pel teatro, oppure tra il tempio e la sagrestia, vono inni e poemi ecc. ecc.
tra

scriscr-

H.

antichi popoli abitanti la regione centrale delil Kcno, il Danubio, la Vistola e il mare. Invasero (in dai primi secoli dell'era cristiana i coudni dell'impero romano, sulle rovine del quale fondarono i loro
stati.

G. E.
del

A proposito processo
I,

Padda,

str.G.

Modernamente Germano vale tedesco,

austriaco.

.Ju

San Martino,
I tessitori,

str. 1.

Germania

grande

regione

dell'

Europa

centrale,

divisa

R. N.

Germani) che nel 1871 si riunirono quasi tutti nell'impero germanico. Comprende in senso largo anche il territorio al di qua del Danubio, abitato da Tedeschi. quando tingeasi a i latin soli la fulva e cenila Germania nel medio evo, quando gli invasori germanici dai caielli biondo-rossi e dagli occhi celesti si venivano lentamente mescolando con vinti latini. Gerosolimitano - di Jerosolinia (Gerusalemme) cittadella
j)er secoli in vari stati fcfr.

str. 1,5.

R. N. In Carnla,
str.
.3.

O.B. Alla Regina


d'Italia, str.
:i.

Palestina. L'ordine religioso-militare dei cavalieri gerosolimitani fu fondato a Gerusalemme da Mario d'Amalfi al tempo delle Crociate, poi trasportato a S.Giovanni d'Acri (Palestina), di dove, cacciato dai musulmani (12yi), si trasferi a Rodi. Ivi rimase fino al 1522, quando l'isola fu occupata dai Turchi. Allora pass a Malta, poi a Catania, a Ferrara e finalmente a Roma. detto anche ordine dei cavalieri Joanniti di Gerusalemme degli Ospitalieri; dei cavalieri di Rodi, e finalmente ordine sovrano dei cavalieri di Malta. Ges Ges Cristo, il fondatore della religione per la quale morirono nei primi secoli tanti Martiri. I barbari calati
;

G. E. Intermezzo, VII, str. 3.

R. R.

La Chiesa

di

Polenta,

in

Italia
le

allo sfasciarsi dell'impero

romano manomisero

str. 19.

anche

nome popolare antico. Qui di un giovane scudiero protagonista d'una storia d'amore. Gherardo (con.so/e). Nella primavera del 117G, quando l'imperatore Federico (cfr.) mand da Como un messaggero ad intimare la resa, il console Gherardo raccolse i Milanesi a parlamento per chieder loro se volevano aspettare il Barbarossa da l'argin novo (che aveva sostituito le due cinte dalle quali Milano era difesa, prima della distruzione del 110-2), oppure inviargli ambasciatori, o afGherardo

tombe

di

quei primi cristiani.


R. N. Glierardo e Gaietta.

La

Canzone

di
1.

Legnano, str.

id. itr. 4.

ahibellini.

142

Oiano.
(cfr.

frontailo in

campo aperto

Alberto

di Giussano).

Il

La C

n z o 11 d Legnano, str.2.
a

id.
id.

parlamento fu convocato con le trombe e tenuto all'aperto, poich dopo la demolizione della citt non era ancora risorto il palazzo del Comune, con Varengo per le adunanze, n la to're con la campana la quale secondo 1' uso rintoccasse a raccolta [Mazzoni e Picciola].
Ghibellini

Ju.
ai

Il

burcbiello

Ghiozzo

linguaioli,

Guelfi e Ghibellini. di pesce piccolo d'acqua dolce; in senso figurato: uomo sciocco, ottuso.

sorta

t.

str. 2.

Ju

A Febo

Apol-

line, str. 22.

Giacinto mitologico giovinetto amato da Apollo ma da lui involontariamente ucciso, perchZetro, rivale di Apollo fece si che un disco, scagliato dal dio, colpisse a morte il bel giovine. Apollo fece poi nascere da quel sangue il
fiore giacinto.
Gianrtbi

La metrica classica, cio le leggi che ed Epdi. regolano la formazione dei versi greci e latini, ha suo fondamento nella quantit delle sillabe, vale a dire nella loro durata. Le sillabe riunite a gruppi di due, di tre e di quattro, costituiscono i piedi (cfr.), misura (metro)
dei versi.
Il giambo un piede rapido, alato, concitato, formato due sillabe: la prima breve (di breve durata), la seconda lunga (di lunga durata) salvo alterazioni. Catullo (cfr.) form frequentemente i suoi versi di serie giam-

0. B.

Da Desen11.

zano, str.

di

biche.
G. E. Intermezzo, IX. str. 7.

tori della poesia

versi pi brevi, che culgiambica alternarono ai versi giambici pi lunghi. Parimenti il C. nei Giambi ed Epodi fece frequente uso di settenari alternati con endecasillabi (es. Per Eduardo Corazzini , Per Monti e Tognetti , In morte di Giov. Cairoli ecc. ecc. e tutto 1' Interi

Per Giambi v. Archiloco Epdi poi si chiamarono certi

mezzo
0,B.Roma,v.l9.

Giannbo Gianicolo Di lass


su la

Koma sulla destra del Tevere. gode una vista superba su tutta la citt (l'Urbe), campagna (cfr.) e sui monti che chiudono l'orizzonte.
colli di
si
i

Giambi uno dei


v.

).

ed Epdi.

R. R. Pieujonte,
str. 20.

Nel 1849 vide le geste meravigliose di Garibaldi {il viarinaro di Nizza) e dei suoi, contro Francesi {l'oltraggio
gallico) assedianti la citt.

id.str 27

B
str

Alle fonti
25.

Giano

del Clitunino,
R. R. Alla c'.tt di Ferrara, 111, V.23.

antico dio italico, gi re del Lazio e costruttore della rocca del Gianicolo {la velia superba di Giano). Era rappresentato con due facce (bifronte) e gli era sacro in Roma un tempio le cui porte in tempo di pac(! stavano chiuse, in tempo di guerra aperte (cfr. Camesena).

Olano de
Giano de
loiiila

la Bella.

14M

.hi.

Ginevra.
omce

cittadino torentino vissuto ncU i sesecolo XIII. Capo licllii i)artc deniocr:itica (clic si eia venuta aniccliendo coi coiumcrci e con Io industrie 8])ecialnicntc diili.i lana e della seta) riusc
la

Bella
ilei

All;i

di

iiK't

Savoia, htr 4

ad abbassare Grandi con gli Ordinamenti di giustizia die escludevano dai pubblici ulici citi ad altri caratteri di popolarit non unisse l'eflettivo esercizio di un'arte (trasse i baroii |i nobili] a pcllonre il Un [a umili mestieri]). I nobili, inasiriti, si agitarono in mille modi contro Giano (cfr. Kerto), lincile ottennero che egli partisse in volontario esilio. Gli ordinamenti furono allora temperati e una riforma del G luglio 12'.t stabili che per essere abilitato agli ulHci bastasse essere iscritto in una delle arti. Giaufredo Jaiifr, italianizzato (cfr. liudelj.
i

G.E Laconsuha
.iraldica, str.'J.

0. E. Meiuinissj
iiorret, str. 4.

K.R.Jaufi
del,
sti'.

Riiti,

4, 5,

Giaurri
deli,
i

vocabolo

forca.

7.

usato dai Turchi per indicare


i

gli infe-

R K La
ra del
str. >.

mietitu-

non musulmani,

cristiani.

turco,

Gibetto

G.

E. Per Gius. Monti e Gaet. Tognetti, I, str.


11.

Giga

antico

strumento musicale a corde.

l.

R. Bicocca di

San Giacomo,
str. 27.

popolare della gigantesca statua nuda del zampilli di una bella fontana nel mezzo della piazza omonima in Bologna. La statua (di bronzo] opera magnifica di Gian Bologna (1524-1608) celebre scultore e architetto di Donai (Francia). Nel 1896 fu collocata ai piedi della Montagnola (cfr.) in fondo a via dell'Indipendenza una fontana di marmo bianco il cui gruppo ornamentale, scolpito dal bolognese Diego Sarti, rappresenta una 'direna in atto di atferrare la criniera di un cavallo fuggente che la trascinerebbe via, se un immenso polipo sorgendo dalle acque non si avviticchiasse alle belle membra di lei per ricondurla nel fondo. Il popolo, poeta eterno, cominci subito a chiamar la < Sirena j la mof/Ue del Gigante. la parte della casa greca ove vivevano apparGineceo tate le donne. contro VAvia che di forme achice ecc. contro Persiani che volevano soggiogare la Grecia, e portare schiave le donne greche in Persia ad ornare ginecei dei

Gigante

nome

R.

R La

moglie

dio Nettuno, ritto tra gli

del Gigante.

L. 6.

Le nozze Secondo semicoro


di fanciul-

le, str. 2.

principi ecc. ecc. Ginevra citt della Svizzera sul lago

omonimo, patria del

francese Gian Giacomo Kousseau (17121778) il cui celebre libro II contratto sociale ", dove sono studiate le cause delle disuguaglianze degli uomini, fu un sicuro propugnatore della Kivoluzione dell' 811.

grande

tlosofo

G. E. Per Eduardo Cor a zzi ni,


str. 1.

Ginnetti.

I,

144

Giove.

G. E. Eipicsa,
str. 2.

0. B. Da Deseiizano, str. 1, 9,
16.

B. N.

un asino,

str. 3.

id.

O.B
G. E.

Cerilo, V. 10.

Per Gius. Monti e Gaet. Tognetti,II,str.


4.

v. Apollinea. Qui il C. intese alludere a BernarGinnetti dino Zendriui, uno degli ultimi vacui romantici (cfr. Bernardino). Gino llocclii letterato e professore bolognese nato nel 184."j a Savignano di Itoniagna e vissuto poi sempre a Bologna tra gli studi. Dotto non solo delle letterature moderne, ma anche delle classiche, fu onorato dal C. gi suo maestro airiJniversit, di lunga, cordiale e meritata amicizia. Giob patriarca biblico vissuto in Arabia. Il libro che porta il suo nome ci offre l'esempio di un uomo virtuoso caduto dalla prosperit in un abisso di miserie e di dolori. il cielo d'Arabia. i padiglioni di Giob Gioconda la notissima opera musicale composta nel 187G da Amilcare Ponchielli (18:54-1886) di Paderno Cremonese. Giordano - fiume della Palestina (Siria), immissario del mar Morto. Solca e bagna le terre dove Ges Cristo visse e predic gentilezza, bont e perdono, la nuova fede, insomma, tanto diversa da quella tradotta in atto di poi

dalla Chiesa.
L. G. Carnevale.
str. 9.

R. N.

Ninna

n.in-

na di Carlo V,
str. 4, 11.

C^B. Miramar,
str. 14.

Ju. Al beato Gio-

vanni della
Pace.

Ju.

Invocazione
titani.

str. 5.

R.N.Idue
0. B.

str. 1, 2, 13

Alessan-

dria, str. 5.

R. N. Primavere Ellen.(I Eolia),


str. 5.

G. E. Ripresa, III
str. 10.

0. B.

La torre

di

Nerone,

str. 3.

(1412-1431 - cfr. Pulcella) eroina francese che combatt contro gli inglesi (VAnglo) ritogliendo loro le Provincie della Francia che tenevano occupate, tra le quali la Champagne, celebre per i suoi vini. Giovanna la pazza (1479-1555) figlia ed erede di Ferdinando d'Aragona (il Cattolico) e di Isabella di Castiglia. Fu moglie di Filippo I d'Austria e madre di Carlo V. Impazzi alla morte del marito che adorava (1506). Giovanni della Pace oscnro frate del secolo XIII anticamente venerato in Pisa e rimesso in onore nel 1856, al tempo della pace di Parigi che chiudeva il conflitto russoturco al quale avevano preso parte anche la Francia, l'Inghilterra e il Piemonte. Giove divinit suprema della mitologia greco-romana, figlio di Saturno, signore del cielo, padre e re di tutti gli di, marito di Giunone. [Per Giove Aminone v. Amnnonej. Fu rappresentato sopra un trono d'oro e d'avorio con lo scettro in pugno, laurea benda in capo, la folgore (il fulmine) e l'aquila (Vaugel di Giove) ai piedi e Ganimede al fianco. La mitologia greca, e con essa Giove, ormai morta pure il canto dei suoi poeti le sopravvive, come il poema sacro di Dante (cfr.) sopravvive con la sua poesia civile ed umana all'ascetismo medioevale e ad ogni

Giovanna d'Arco

R.N.Dante,str.4.
G. E. Il

CesariI,

smo,

str.

1.

Ju. Omero, v. 52, 53.

significazione dottrinale. Giove ha Cesare in cura ecc. Dio protegge con l'autorit del suo nome chi calpesta la libert, chi usurpa i diritti del popolo. I monarchi ripetono da Dio il loro potere. come stella di Giove che in sereno aere declina come stella cadente, con un fascio luminoso, dal cielo. [Giove oltre che signore del cielo era per Romani il cielo stesso].

Giovenale.
Giovenale
il

145

Giurassa.
N.

(CisiMta) verso
110.

(Oitinio) r- poetiv satirico latino nato ad Aciuino '>') il d. C, morto in Egitto tra il KJO r.
i

li.

Ho

il

c;.ll-

aiglio a (ii.spdto, str. 3.

Flagell vivamente vizi dei liomani in setlici saesametri (cfr.): n agli argomenti clic egli tratt si sarebbe adattato altro verso, p. es. il gliro7110, versetto leggero, soave e molto musicale usato nella
tire scritte in ver.si lirica

amorosa.
G.E. Ripresa,
8tr. 2.
I,

Giuba

criniera.

l'apostolo che trad Cristo. Il suo nome divenuto sinonimo (li traditore. Giudei Ebrei cosi detti da Giudea, una delle tre regioni (Giudea, Samaria, Galilea) della Palestina occidentale; comprendeva territori delle trib di Simeone, Giuda, Dan e Beniamino, e luoghi celebri di Betlemme, Gerusalemme, Gerico ecc.
Giuda
;

L.G. Dopo Aspro-

monte,

str. Hi.

R. N. L' inipoiaforo del la Cina,


str. 7.

Giugno

mese

epico, per l'assedio di

Roma

(cfr.)

del

'49.

0. E. do

Por EduarCorazzini,

str. 24.

Giulia giuliva;

come

natia da nativa.

R. N.

Congedo,
II, str. 2.

R. R.' Carlo GolV. Cesare. Giulio Gli imperatori medioevali del rinnovato impero a occi-

doni,

G.E.
11,
l.

Il

Cosaricampi

i-mo,

dente amavano

dirsi Bpedi del


i

mente creduti riale di Roma.


Giulio

divo Giidio ed erano reallegittimi continuatori della dignit impe-

I, str. 4, str. 1.

N.
di

.Sui

Jlarongo

str. II.
.Ju.

Vittorio
str.

Emanuele,
v.

Perticari.

21.

grande ammiratore del Tommaseo e grande cercatore di spropositi negli scritti del Fnnfani (cfr.) [Chiarini]. Egli, con Enrico Nencioni, con Ottavio Targioni-Tozzetti, con Giuseppe Chiarini e altri pochi, costituivano intorno al 1856 la compagnia frequentata a Firenze dal C. che sjesso veniva a posta da Pisa dove allora frequentava la Scuola normale superiore. Giullari coloro che nel medio evo recitavano nelle piazze e negli accampamenti militari i poemi epici ispirati dalle leggende carolingie (cfr. Epos), oppure nei castelli e nelle corti, composizioni poetiche quasi sempre di intonazione
Giulio Cavaciocchi

.Ju.

Giulio.

O.B.

Congedo,

str. I.

lirico-amorosa.

Guntni Diana (1187-1231) vergine toscana, nata da un Giuntiui cavaliere e da una Ghisilieri di P>ologua, beatificata per la sua virt e venerata nel santuario di Santa Maria a Monte nel Valdarno inferiore (cfr. Arno).

Ju.

Alla beata
Giuiiti-

Diana
ni.

Giurassa

la grande Jorasse ", una delle punte pi elevate (4205 m.) del gruppo del monte Bianco che insieme col monte Rosa, col Cervino, col Gran Combin

O.B.Courmayeur
str. 3.

Vizionario Canhicciaiio.

10

Giuseppe.
eo.stUiiisce

una
v

146

Goffredo.

graiulio.sa serie di

moiitagne tutte coraz-

zate
3a.

di ghiacciai.

AC.Cstr.

1.

Giuseppe Giussano

Chiarini.

v.

Alberto

di

Giussano.

0. B. Saluto italico, V. 2:3.

Giustinopol Capodistria (cfr. Egida); cosi detta dalla protettrice Santa Giustina. ricca di opere d'arte e di l)(^llezze naturali (gemma dell'Istria).

G.E.Per

le

nozze

di C. Parenzo, str. 19.

Giadiator tirreno lottatore etrusco. Dall' Etruria deriv a Konia l'usanza e l'arte dei gladiatori, die davano
spettacolo della loro forza e della loro sveltezza lottando
e combattendo nei circhi. Glauco personaggio leggendario

R.N. Omero,
str. 4.

III,

ili.

Ili, str. 3.

il quale avrebbe accolto vecchio e cieco approdato all'isola di Chio, ove egli viveva facendo il capraio. In questi nostri tempi, in cui la terra divenuta un consesso di gindic cinne (cfr) e i re son vili e gli di son bridti, se Omero tornasse al mondo non troverebbe un altro Glauco pronto ad accoglierlo e ad os])itarlo.

Omero

(cfr.)

0. B. Saluto
lico, V. 18.
I{.

it:>-

Glauco (aggettivo)

scintillante,

risplendente.

R. del

La moglie

Gigante,

str. 5.

Gleba
Ju
L.
I

zolla

terra da lavoro.

voti, str.

1.

G.

.Satan.i,

str. Xi.

Glicera nome d'una fanciulla di Sidone (Grecia) di straordinaria bellezza che esercitava il mestiere di far corone. Lo stesso nome ebbe una donna cantata da Orazio (cfr). E con Licoride simbolo della bellezza celebrata dagli antichi poeti, pi fnlgida ne l'orrida compagnia

vera dei demoni


Gliconio R.N. Il re di
Tuie.
v.

cristiani.

Giovenale.

Goethe Wolfango

R. N. (;'aira, Xll,
.str.

4.

il pi grande poeta tedesco. Nacque a Fraucoforte sul Meno nel 1749, mori a Weimar nel 1832. Qnasi tutte le sue opere sono capolavori: basti nominare Faust , I dolori del giovine Werther , Torquato Tasso f Ifigenia , i Canti , le Ballate , le Affinit elettive . Era a Valmj' (cfr.) il 19 settembre 1792 quando Francesi vinsero i Prussiani, e allora scrisse le famose parole: Oggi qui incomincia una nuova epoca della storia dei popoli, e io posso dire di essere stato presente al suo
,

R. N.

Vittore
str. 5.

Hugo,

cominciamento . conte di Buglione (Boullon), duca della Bassa Goffredo Lorena, capo della prima crociata bandita dal pontefice Urbano II (1095). Dopo molte vicende conquist Gerusalemme (1099). Eletto re del nuovo regno cristiano, prese il titolo di Difensore del Santo Sepolcro. Mori nel 1100. cantato dal Tasso (cfr.) nella Gerusalemme liberata , ed con Baiardo (cfr.) e con Marceau (cfr.) uno degli

eroi

jiiii

popolari della Francia.

Qolto.

vilhifjgio sul
la vittoria

147

Qoldoni Carlo.
Ju.

Qoito
il

Mincio

in

lue per
:;o

riportata

siigli

provincia di Man(ov:i, celeAustriaci dai Piemontesi

A Vittorio
btr.

Kmaiiufle,
'''

maggio ISIS (ctV. Carlo Alberto). Goldoni Carlo il rinnovatore della Commedia italiana. Nac(ine a Venezia nel 1707 ed ebbe tutta la vita dominata dalla passione e dal pcjisiero del teatro. Nella villa del ricco nonno (Pavo) in Koncade, tra Mestre e Treviso snl Sile, villa solita a ospitare musici e attori, Carlo era, si pu dire, ancora in cuna, quando fu fatto divertire con un teatrino di marionette che il nonno stesso si compiaceva di far muovere, oppure il padre o qualche amico. A IG anni fuggi da Kimini, dove studiava tiiosotia {la logica importiDia) nel collegio dei Domenicani, per iinbarcarsi con una compagnia di comici che doveva far viaggio per mare da limini a Chioggia Su la barca spaziosissima trovaron posto con la comitiva cani, gatti, sc77t77u"c, pa^/jpagalli, uccelli, piccioni e un agnello . La navigazione fu ottima, l'allegria continua, l'appetito formidabile; all'ora del pranzo furono divorate tre zuppiere di maccheroni! Il giovinetto Goldoni aveva trovato, in quella famiglia di comici, la famiglia che voleva il suo genio! Ma genitori volevano farne un avvocato, e lo mandarono a tiir pratica e a studiare prima a Venezia, poi a Pavia, se non che il figliuolo leggeva pi opere teatrali antiche e moderne che libri di giurisprudenza; tuttavia mortogli il padre, si addottor in legge a Padova nel 1731, e due anni dopo era accolto come gentiluomo di camera dall'ambasciatore veneto a Milano. Cominciava allora quel triste periodo delle guerre di successione di Polonia (1733-38) e d'Austria (1742-48) che dovevano turbare profondamente V Italia con memorabili battaglie a cui servivano da sfondo scenico gloriose citt come Parma, Guai

Ju. Carlo Goldo-

j,"'

deimare, str.5.
R. H. Carlo tol''."''

'j,')

iil

iJ. I, str. 2.

id. T, str. 4.

'''

iJ. il, .str. l

id.
'J-

stalla,

Genova

Correva l'anno 1734 quando il Goldoni volendo recarsi da Milano a Modena, dove allora viveva sua madre, fu trattenuto a Parma dalla battaglia ivi combattuta il 29 giucollegati Franco-Ispano-Sardi. gno tra gli Austriaci e Non potendo proseguire, prese la strada di Brescia, ma lungo il viaggio, presso Casalpusterlengo, la carrozza fu assalita da cinque ladroni sicari che derubarono i viaggiatori di ogni cosa loro. Il Goldoni scapp attraverso campi, recando seco tuttavia una sua tragedia intitolata Belisario (cfr.) su la quale faceva grande affidamento. Capitato finalmente a Verona si uni con la compagnia comica Imer che nel novembre di quell'anno recit al teatro di S. Samuele a Venezia, e con lietissimo successo,
i
i

^'^-

'l> "''"

iJ-

il

al '41

goldoniano, al quale tennero dietro, dal '34 tragicommedie e commedie a soggetto e drammi per musica e intermezzi comici. La guerra di

Belisario

e tragedie e

Goldoni Carlo.

148

Goldoni Carlo.

R. R. Carlo Goldoni, li, str. 4.

id. II, str. 3.

id. II, str. 4.

id.

ij,

id. III, str. 1,

id III, str. 2.

successione di Spngna, scoppiata nel '42 doveva recare come gi quella di Polonia nuovi danni al Goldoni. Voleva egli recarsi a Modena per riscuotere certe rendite che possedeva sul banco ducale, e infatti si mise in viaggio con la moglie, Nicoletta Conio, sposata nel '3(3. Ma giunto a Bologna seppe che il duca di Modena Francesco III era a Riniini per la guerra, nel campo degli Spagnuoli, e si volse col. Dopo il colloquio avuto col duca, capi che delle sue rendite, per allora, non doveva sperar niente: e il teatro fu anche allora la sua salvezza e il suo rifugio: li a llimini scrisse varie composizioni sceniche e, per contentare il brigadiere di Spagna, un Arlecchino (cfr.) imperatore della luna* (1743). Poi segui gli Spagnuoli nella loro ritirata su Pesaro, ma essendosi le soldatesche austriache [gli eserciti in arme erano da una parte quello franco-spagnuolo a cui si era unito il duca di Modena, dall'altra quello austro-sardo] impadropaese tra Rimini e nite dei suoi bagagli a Cattolica fu costretto a tornare indietro con la moglie Pesaro per riaverli. Il viaggio di ritorno fu avventurosissimo. Abbandonati a mezza strada dal vetturino, dovettero proseguire a piedi: ben due volte convenne loro guadare torrenti che ittraversavano la via, finch il fortunoso viaggio ebbe fine, e i bagagli furono recuperati. A Rimini il feld-maresciallo austriaco Lubkowitz voleva festeggiare le nozze dell'arciduchessa Marianna d'Austria, sorella di Maria (cfr.) Teresa, col principe Carlo di Lorena, e incaric il Goldoni di una composizione teatrale d'occasione. Questi che gi per compiacere agli Spagnuoli aveva scritto V Arlecchino, ora per compiacere agli Austriaci scrisse una serenata dal titolo La pace consolata , la quale rison in note e canti il 7 gennaio del '44 nel teatro di Rimini, e rafforz considerevolmente le finanze bisognose del suo autore. Era il Goldoni a Pisa dove aveva aperto, ahim, studio d'avvocato, quando a rinfocolare il non mai spento amore per il teatro venne il capocomico Girolamo Medebac, che l' indusse ad accettare l'ufficio di poeta della propria compagnia, con l'annuo assegno di quattrocento ducati . E allora (1748) il povero allegro venturier modesto che > da tempo meditava un genere di spettacolo teatrale che avesse suo fondamento nel carattere dei personaggi e mettesse sulla scena la natura senza guastarla torn a Venezia e riprese, sulle scene del teatro S. Angelo, la sua opera rformatrice per la quale aveva dettato qualche anno prima La donna di garbo commedia interamente scritta contro all'uso dell' improvvisazione fino allora invalso nella t;ecc/(ia coj)iwie(ZJa(cfr.) delVarte. Cominci dunque nel '48 quei periodo di ope-

Goldoni Carlo.

149

Goldoni Carlo.

rosit maravigliosa che dur ininterrotto per quattordici anni, (lio al '<J2. Pcnsaro, e scrivere per intoro le. coniniedic anzich aftidarlc alle trovate e ai la/.zi improvvisi dei comici ; cogliere scene e (giiro dal vero, specialmente dalla sana vita vissuta dal popolo minuto tra le r/ondole
(cCr.) o, al pi, dal ceto medio; non mai una commedia che possa esser buona ad nn pregiudizio che la pu rendere cattiva; talli principali criteri d'arte del glorioso commediografo veneziano. I teatri di Venezia il S. Angelo prima, il S. Luca poi dove la infrollita aristocrazia, dimentica di sue nobili tradizioni, non si vergognava di prendere a bersaglio dai pafcii coi mozziconi di candela cappelli dei popolani, di spulare, sghignazzando, sulle spalle e sulle teste di
(cl'r.)

campielli

R. r. Carlo Gol''""'

sacrifcar

1">

s^^r.

id.Iir,

Hti-

1.

chi stava in plalea, decrotai'ono quasi sempre trionfali successi alla geniale arte goldoniana che traeva ispirazione dal popolo e portava sulla scena il mondo e gli uomini nella viva realt di tutti i giorni. Chi non conosce la divina Locandiera , la Bottega del caff , lo e Baruffe chiozzotte , i Rusteghi , per non dire che qualcuna delle commedie pi noto? Eppure il lungo, onesto, geniale lavoro non diede al Goldoni tutto il frutto che egli sperava. L'abate Pietro Chiari bresciano (17111785) prese a pei seguitare il Goldoni con satire e con scherni e a contrapporre alle commedie di lui, commedie sne proprie tra meravigliose e patetiche, che tuttavia richiamavano gran folla di spettatori ; Carlo Gozzi veneziano (1720-1806), uomo avverso a ogni idea nuova, entr in lizza menando addosso al Goldoni e al Chiari nello stupefacenti attiro stesso tempo, e con certe sue ' fiabe a se tutto il pubblico che naturalmente disert gli altri teatri cittadini. Il Goldoni disgustato e stanco della lunga guerra, accett, sperando nuova gloria e maggior lucro, l'invito di alcuni gentiluomini di camera del re di Francia, e, lasciata non senza rimpianto Venezia, s trasferi a Parigi a scrivere, con largo e fsso compenso, per il teatro della commedia italiana (1762).
-

iti-

id III, str.4.

prime la fortuna non gli arrise, e il grazioVentaglio a cadde per l' insuflcenza dei comici. Come dovettero parergli gravi le nebbie (brume) d Parigi (Lutezia - cfr.), specialmente ripensando gli sfolgoranti tramonti dorati della sua cara Venezia! Dove, dopo due anni, avrebbe fatto certamente ritorno se la corte non l'avesse cliiamato ad insegnar l'italiano alle principesse reali. Il suo ufficio d maestro fini nel '68, e gli fu assegnata una pensione annua di quattromila lire che gli permise di darsi interamente alla sua arte prediletta: scrisse allora tra l'altro II burbero benefico che ebbe un successo trionfale, e attese alla compilazione
sulle

Ma

sissirao

id.IV, str.

l.

Gondola.
R. Carlo Goldoni, IV, str.2.

150

Gotico.

IJ.

id.

id.IV, str.3.

delle memorie della sua vita, il memore volume piacevolissimo e pieno di brio, finito di scrivere soltanto nel 1787. Il vecchio glorioso recava cosi nuovi fiori di cordiale giocondit a la vita, a la scena ed al costume. Ma la tragedia della Rivoluzione Francese (1789) lo colse impensatamente; la pensione reale gli fu tolta, e la morte trov il vecchio Goldoni nella miseria pi dura

id.

id IV, str.4.

id, III, str.2.

0. B. A GiiLseppe Garibaldi, str.


9.

febbraio 1793). E fu gran ventura la sua di non vivere qualche anno di pi; avrebbe visto Venezia (cfr.) finire ignominiosamentc la sua millenaria esistenza piagnucolando come una donnicciuola (cfr. Cote) senza nemmeno un gesto eroico che salvasse la dignit della fine (1797); avrebbe visto l'ultimo doge (cfr.), Lodovico Manin, cedere vergognosamente al prepotere di Napoleone Bonaparte [Allan, Vitt. RossiJ. Gondola barca di forma speciale usata a Venezia. Gorgo vortice formato dall'acqua. comune gorgo de l'anime vorticoso avvicendarsi e confondersi delle anime.
(G

R.N.La tomb.i

di

Goti

popolazione barbara

di stirpe

germanica divisa

in

Busento, str.2.

0. B. Davanti il Castel vecchio


di
3.

Verona,

str.

R. N.

La leggen-

Goti dell'est o Ostrogoti e Goti dell'ovest o Visigoti. Questi sotto Alarico presero e saccheggiarono Koma (a. 410), poi s'impadronirono della Gallia, d'onde espulsi dai Franchi (cfr.) si rifugiarono nella Spagna. Gli Ostrogoti rimasero in Oriente fino al tempo di Teodorico che li condusse in Italia, dove si stabilirono per vari anni (493-553 - cfr. Verona). goto re Teodorico (cfr.).

da

di Teodorico, str. 10.

Ju. Carlo Goldoni, str. 3.

0. B. Ideale, str.
5.

O.B.In una chiesa gotica.

riedi: e i goti ricaccia ritorna, o Goldoni, e ricaccia barbari, cio quei tali che, dimentichi della tradizione goldoniana, foggiano il nostro teatro su quello dei francesi (Scribe, Dumas). Si ricordi che il Voltaire (cfr. Volter) avrebbe voluto intitolare le commedie del Goldoni L'Italia liberata dai Goti [cfr. Card, note a Ju.]. aggettivo derivato da Goti (cfr.). detto gotico Gotico quello stile architettonico venuto a noi probabilmente dalla Francia e modificatosi poi secondo i principi e le teudenze dell'architettura romanica. Sono suoi caratteri gli pilastri a pi colonne riunite, che si slanarchi acuti e ciano su dalla base, arditi, alti, snelli, tutti della stessa
i

id. str. 2,4. id. St." .4.

id.

str .3.
ili.

grossezza, fino alle arcate della volta, dando cosi ai monumenti aspetto grandioso, elegante, aereo. Lo stile gotico fior in Italia nei secoli XIII e XIY frix h^. discordie harharici tumulti del medio evo, quasi degli nomini e aspirazione di anime solitarie (solinghe) verso l'infinito. Sono di stile gotico il Duomo di Milano (la chiesa gotica
i

Gracchi.

il

151

Grecia.

.iell'ode),

ria Novella,

tempio di R. Petronio a. Bolojfiia Santa MaSanta Croce, Santa .Maria del Fioro a Firenze; il Duomo d'Orvieto, quello di Siena, per non dire che dei monumenti maggiori. Nelle chiese gotiche e in genere nelle chiese medioevali si us seppellire morti;
; i

memoria dei quali, furono elevati nelle chiese marmorei monumenti tiinerari (arche candide). Gracchi v. Gracco. Gracco cognome di una famosa gente romana
in

stessi'

O. B. Fn unacliiesa gotica, str. 9.


di cui G. E.
Il

Cesariir, utr. 2.

son celebri Tiberio e Caio (i Oracela) figli del console Sempronio e della virtuosa Cornelia. Costoro divenuti tribuni della plebe, proposero leggi a favore del popolo, circa il possesso dell'agro pul)l)lico. Finirono uccisi, Tiberio nel 1:53, Caio nel 122 a. C; il loro nome divenuto simbolo di amore disinteressato per gli umili e di devozione alle pi nobili idee. Vincenzo Monti scrisse una tragedia intitolata Caio Gracco.

smo,

G. E. In morte rii G. Cairoli, str.


10.
('.

E.

Giuseppe;
J.

Jlazzini, str.

G. E. Alla
ria di

memoi 11
i ,

Giusep-

pH
Ju.

Jlazz

str. 4.

Ancora

Vii:-

ccn/.o
str. 4.

Monti,

la citt di

Gracco

Koma.

G. E. Per il 5" anniversario della battaglia di

Mentana,
titolali

str. 7.

Gracchi

tribuni popolari che ora fauno

pompa

L.

di titoli e di onorificenze.

G.ln mortedi P.Thouar, str.

hcarmiyliato e bruno or si fa oltre Gracco ecc. il moderno tribuno da strapazzo, mazziniano, profeta di rivoluzioni e di straordinari avvenimenti, sempre tentennante e tremante, e finisce sempre col tornare cristiano e coU'andare a confessarsi. A costui renda omaggio l'anima pura e onesta di Catone
(cfr.) da,\Velisio (cfr.)

Ju.

Alla musa
17-24.

odiernissima,
.itr.

buoni spiriti pagani! Gradivo soprannome di Marte, dio della guerra, in quanto accompagna gli eserciti in marcia e li guida alla bat-

ove

si

trova con

0. B. Allo fonti del Glitumno,


str. 12.

taglia.

Jn.

0. T.

T.,

slr. 4.

Grama
Grazie

misera,

meschina, degna

di piet.

B. R.

Scandia-

no, str. 3.

figlie di Giovo e di Egle tilezza di costumi e di bellezza.

(cfr.),

simbolo
tre
:

Erano

di genEufrosine,

O.B. Alla Regina


d'Italia, str. 11.
.Ju.

Talia e Aglaia.
bellezze grossolane e democratiche; Grazie petroliere demagogico. Qualcuno chiam il C poeta delle Grazie petroliere ^. Grecia la parto meridionale della penisola balcanica;
spirito poetico
in senso largo tutta la regione tra
il

Invocazione,

str. 1.

G.E. A certi censori, str. 15.

O.B. Al essa
dria, str. 8.

11 -

mare

.Ionio e l'Egeo,

compreso l'Epiro

la Tessaglia.

Fu

la culla di quella

Gregrorio.

152

Gu.

G. E. Intermezzo, IX. str. IO.

L. G.

Por

1.^

ri-

voluziono
id.str.8.

di

Grecia, str. 5.

E. N. Primavere
Ellen. (II

Do-

rica), str. 13.

grande, serena civilt che i Roniaui eicditarono e che attraverso i secoli giunse fino a noi. La Grecia fu sotto il dominio turco dalla met del secolo fino al 1822, anno in cui con un governo provvisorio, cominci la lotta per l'indipendenza, conseguita nel 1828. Dopo varie vicende, le potenze europee offersero la corona del regno di Grecia, ristretto entro confini assai modesti, al principe Ottone di Baviera che l'accett (1832). Ma i Greci anelavano ad una Grecia pi grande, e siccome le potenze si opponevano costantemente alla loro espansione, essi videro nel re Ottone, imparentato con li; corti regnanti d'Europa, un ostacolo alle loro aspirazioni, e nell'ottobre del '62 mediante una rivoluzione militare, lo cacciarono {infrenin regi le genti barbare, Grecia li fuga]. L'Inghilterra allora brig perch fosse eletto un re di suo gradimento, e questi fu Giorgio di Danimarca {un altro fanciullo barbaro - cfr. Armodio). gli di pagani di Grecia i numi non sanno occaso dei Greci non conoscono tramonto, sono immortali perch estetiche rappresentazioni delle vive e imperiture forze della natura, entro alla quale sui mari, sui monti, sui fiumi, e ne' (ronchi e ne' fiori, essi vivono ancora

XV

[Mazzoni
Ju.

O. T.

T.,

se

str. 15.

riviva
lev...,

lo

ine ne' lieti

Picciola]. fantasmi lucidi de' suoi poeti Grecia spirito della poesia greca sia trasfuso in me.

Jii.K mai
str. 2.

Grecia Iacea

Greci ammiravano in silenzio.

Ju.In Santa Croce, str


1.

La Grecia diede inferie di sangue a' suoi trecento. Grecia per onorare e vendicare i suoi trecento morti alle Termopile (cfr.) fece strage di nemici {inferie - cfr. - di sangue) nella successiva battaglia d Platea (480 a. C.) dove di 300,000 Persiani si dice che appena 3000 riuscissero a mettersi in salvo. uno dei pi grandi pontefici del medio evo (jyO-604) : tenne alto il principio della romanit e diffuse il latino fra i barbari. Scioglieva dalla schiavit {invidiava a' servi cepp^ con le famose parole Da questo momento sei libero cittadino di Roma . Protesse costantemente i Romani contro i Longobardi, poi fatta pace con questi, si adoper a convertirli al cattolicesimo, mediante l'aiuto della regina Teodolinda (cfr.). alta {ardua) montagna delle Alpi Graie, poco Grvola a nord del Gran Paradiso (m. 4061) col quale rivaleggia in altezza (m. 3969). Una serie presso che ininterrotta di ghiacciai va dal Gran Paradiso alla Grivola. villaggio presso Pavia, dove il sepolcreto Gropello della famiglia Cairoli (cfr.).

K.n.LaCliicsadi
Polenta, str. 25.

Gregorio

O.B.Courmaveur
v. 3.

G.E. In morte
str. 11, 15.

di

Giov. Cairoli,
0. B.
V.

Sirmione,
1.3,

Gu

14

monte sorgente dirimpetto al Baldo (cfr.) su la sponda occidentale del lago di Garda (cfr. Bcnaco) sopra a Sal

Oualfredo.

1-J'i

Gucrlielmo.

fcfr.)-

Gualfredo v. Ubaldini. Guardia [colle della) altura prossima

Il suo profilo ricorda quello di nn frisante {Ulano) caduto in ballayia supino; anzi il poi)olo vi ravvisa la f;iocia di Napoloono morente.

Hologna, cos

O. B. Fuori alln

detta porcile in antico era un posto di guardia per le milizie della citt. Ila la vetta (m. 289) incoronala da un celebre santuario di forma circolare dedicato alla Madonna di S. Luca, al quale si accede dalla citt per un portico ininterrotto lungo tre cliilometri e mezzo. Guarino letterato italiano del secolo XV, dottissimo di lingue classiche e specialmente di greco (la dica Grecia j-'f/rtHtZo). Oliianiato da Verona, sua citt nativa, a Ferrara (1420) per educare Leonello (cfr.) d' Este, h\ poi per lunglii anni (143()-r)0) professore in quella universit o, conio si diceva allora, lettore in quello studio. Tutto dedito alia scuola, fu libero da vane superbie (umile) cosi frequenti fra gli umanisti. rimasta famosa la polemica del Guarino con Poggio Bracciolini, altro letterato del tempo, circa la superiorit di Giulio Cesare (cfr.) su Scipione Africano.
v. Aztechi. Guatimozino personaggio Guccio Imbratta

Certosa di Rio
,

R.

R. Alla
<1i

citti

l''erraia, II,
'

"j'j

id.

i. I, v. 32.

del

Decameron

(vi-10):

Ju,

Prologo,

v.

('

il

tipo del servo sozzo

122.

Guelfi e Ghibellini nomi dei due partiti che a mezzo il secolo XII lottarono in Germania per l'elezione del re. I seguaci della casa di Baviera si dissero Guelfi da Welf Guelfo, nome frequentissimo in quella casa; i seguaci di Corrado III di Hohenstaufen si dissero Ghibellini da Weibling, nome di un castello di Corrado. E poich la casa di Baviera era concorde col papa, in seguito furono detti Guelfi i partigiani del papa, e per contrapposto ghibellini i partigiani dell'impero. I nomi delle due fazioni passarono poi in Italia, dove

L.G.Poetidi parte bianca, v.io


*^

Comuni che si opposero alla ingerenza dell' impero furono detti guelfi: con questi stette naturalmente il papa; al contrario i sostenitori della monarchia imperiale ritenuta conseguenza legittima dell' impero romano d'occidente, si dissero ghibellini. Quasi ogni citt dell'Italia settentrionale e centrale fu turbata da terribili lotte tra famiglie e famiglie, e col tempo si formarono vere e proprie discendenze (prosapie) dei due partiti.
i

Guglielmo

v.

Shakespeare.

B. Po

'i

chia-

ro ne da Civ.tavei-cliia, V. 39.

Guglielmo re di Prussia dal 1861 al 1871 e, dopo, fino alla morte (1888), imperatore di Germania. Discendente 1da antichi.ssima famiglia (cfr. Lederico] che vantava sue origini nei lontani tempi delle crociaie, si reput sempre
1
j.-

G. E. Per
della

il

78"

anniversario
rcpubbhca

/.

/.

T-,

Francese,

str. 6.

Guido.
G. E. Per
S

il

154

Qnssallt Antonio.

anniversario
della repubblica Frane e se,
str. 6.

id. str. 7.
id.

la.

id.str. 8.

B.!s.

Eraun

gior-

no

di festa....,

str. 4.

erede legittimo del sacro impero germanico durato fino 1806. Pare che in pace dividesse volentieri il suo tempo fra le pratiche religiose (il sacrato calice) e il boccale di birra; in guerra fu soldato valoroso. Era re di Prussia il fratello Federico Guglielmo IV quando nel 1848 in vari stati germanici scoppiarono moti liberali e il granduca di Baden accord per primo la costituzione. )Seguirono quell'esempio altri principi, ma la reazione non tard a manifestarsi, e il primo a darne esempio fu il re di Prussia che disciolse l'assemblea costituente e ne disperse i membri con la forza (dicembre). Tuttavia l'assemblea nazionale germanica, adunata a Francoforte per dare unit e costituzione alla Germania, pot dopo varie vicende condurre a termine suoi lavori, e il 3 aprile 1849 offri la corona imperiale al re di Prussia che la rifiut dicendo di non poter accettare una corona che non gli veniva per grazia di Dio, ma per mezzo di un movimento rivoluzionario [Manfroni]. Nei mesi seguenti continuarono nei vari Stati germanici aspre lotte tra liberali e conservatori: a Karlsruhe, capitale del Baden, il granduca fu costretto a fuggire, e poich fu proclamata la repubblica invit Prussiani ad intervenire con le armi nel suo Stato per ristabilire l'ordine. Il re di Prussia mand subito nella Germania meridionale le sue milizie, comandate dal principe Guglielmo, le quali dispersero ribelli, s'imjadronirono della fortezza di Rastadt (giugno) e in breve tempo fecero cessare senza misericordia ogni disordine {stragi badesi). La gelosia dell'Austria impedi poi alla Prussia di trarre dagli eventi tutto il profitto che sperava. Toccava a Guglielmo vincere l'Austria nel '6G, entrare vittorioso a cavallo in Parigi, dopo la guerra con la Francia nel '70, e sentirsi proclamare imperatore dai principi germanici confederati (18 gennaio 1871). Guido Cavalcanti poeta fiorentino, contemporaneo e amico di Dante. Jlori poco pi che quarantenne nel K^OO. autore di canzoni (cfr.), di sonetti (cfr.) e di ballate (cfr.)
al
i
i

I?.R.

La Chiesa di
;.

Guido da Polenta
vermiglia
in

Polenta, str.

ricche di alta e viva poesia. guelfo di Komagna che ottenne nel 1282 la signoria di Ravenna. Il suo stemma recava un'a^HiVa

campo
i

giallo.

id str.2.

ju.

Ad Ant.G US-

Del castello che Polenta possedevano nel luogo omonimo su un' eWa rupe non molto distante dalla chiesa, non resta che qualche muro e un torrione sui quali addossata una misera casa colonica. Gussalli Antonio letterato vissuto intorno alla met del secolo XIX, noto specialmente per aver curato l'edizione compiuta delle opere di Pietro Giordani (Milano, 1854-6'), voi. 14) suo maestro, del quale scrisse anche la biografia e

pubblic l'epistolario.

Gusto.

155

Hclnlano.

Il Giordani nato a Piacenza nel 1774, morto nel IS'lS.j'u niagnilico prosatore e ardente liberale. Pcrsegnitato dalsolVi l'Austria e dai preti, ebbe vita avventiirosissiina anche qualche mese di carcere. Kestauratorc della nostra
:

prosa nel primo quarto del secolo XIX, al)biaino


panegirici,
eloj,'!,

di lui

iscrizioni e scritti vari di storia

lette-

pedagogia, di politica. pochissimi ai quali il C. invi in Il Gussalli fu dei dono il primo suo volumetto di versi: le Rime , stampate a San Miniato nel 1857.
raria, di critica d'arte, di

Gusto

per.sonilcazione della facolt di sentire e


il

di

di-

Ju.

Ai Poeti,

str.

scernere

bello.

Habsburgo v. Absburgo. Hade il dio dei morti, Orco, Plutone. La casa d'Hade il regno dei morti secondo
logia pagana.

App Da FHodr.
la

mito-

Hldeilin, str.
^

Hainau

(Giulio, 1786-1853)

generale austriaco tristamente

0. B.

un.i bot-

fanioso per la ferocia delle sue repressioni in Italia \ 1, ,, /-ii r.rescia e Chiavenna) e in Ungheria. Hallali grido di caccia nella lingua francese.

(cfr.

*'f,l'*

<"

^*'"

tellina, str. 4.

R.N. Ninna nanna di Carlo V,


str. 9.

Heine Arrigo (1799-1856) nato a Diisseldorf da genitori israeliti, uno dei pi grandi poeti tedeschi. Arguto e mordace, dopo una vita agitata da passioni molte e varie,
a Parigi colpito da paralisi e per otto anni langu in letto senza perdere tuttavia la consuetudine delle arguzie. La sua poesia lirica e satirica e le sue prose trovarono grande favore in Italia, che ebbe traduttori del
fu

G.E.Aunheinla"o
d'Italia, str.

un

Heine in Giuseppe Del Re ( Intermezzo lirico 1857), Bernardino (cfr.) Zendrini (tutto il Canzoniere , 186(i, 1870), in Giuseppe Chiarini (cfr. -varie liriche, "Atta Troll e Germania ), in Salomone Menasci morto nel 1900 (Canti , Intermezzi , Germania e poesie varie). Il C, pur non consentendo ai princpi della scuola romantica alla quale apparteneva il Heine, fu fervido ammiratore del grande poeta tedesco, e si piacque derivare da lui spunti e motivi [cfr. C. Bonaudi, Heine e Carducci]: di qualche poesia diede anche mirabili versioni (vedile in R. N.). Il Heine fu il poeta prediletto dell'imperatrice ElisaR.R.Alle
j,

in

Valclii-

Wittelsbach). Heiniano studioso del Heine (cfr.). Qui si allude a Bernardino (cfr.) Zendrini, traduttore del lirico tedesco, del quale tuttavia non intese la forza demolitrice (cfr. Carducci, Op., IV, p. 216 e segg.).
betta
(cfr.

rie, v. 121.

o.E.
"'J

A
'

unbeina""*''

d'itahii.

Herder.
R.N. La figlia degli Elfi.

156

Hu^o

Vittore.

Herder (Goffredo) storico e poeta tedesco fiorito nella seconda met del sec. XVIII; raccoglitore di canti popolari di

tutte le nazioni.

G.

E .Heu pudor

Heu pudor

id.str.3.

frase latina tolta da un verso d'Orazio (cfr. Carmina, III, 5,38); significa oh veigogna! E vergogna fu per l'Italia che poco avanti il 'G9 si pretendesse riparare alle finanze dello Stato con alcune leggi dannose ai poveri disonestamente vantaggiose per altri. A costoro il C. vorrebbe infliggere pene simili a quelle inflitte da Dante nel suo Inferno a Bonturo (cfr.) Dati, il barattiere immerso nella pece [pegola] bollente delia quinta bolgia, e a Vanni (cfr.) Fucci, il ladro che i serx>enti mordono

nella settima.
R. N. f;aira,
str. 2.
li

Hoche (Lazzaro,

1708-1797) giovanissimo generale francese, pacificatore delia Vandea (regione della Francia ribellatasi durante la Rivoluzione). Nel 1797 ebbe il comando

aprile travers il batt il generale austriaco Wernecl<: due giorni dopo era a Francoforte. Mori improvvisamente il 19 settembre lasciando di s memoria purissima.

deircsercito di
a

Keno

Sambra e Mosa. Il 18 Neuwicd con 70,0(X) uomini e

E. X. Sui campi
di

Marengo,

str. 4.

App.

I)a Friodr. Hlderliu.

Hohenzollern cognome di una tra le pili antiche case sovrane di Germania. All'aristocratico sire d'HolienzoUern, milite nelle schiere del Barbarossa fcfr.), dovea parer troppo duro morire per mano di quei lombardi che avevano fama di avveduti merc.nnti e non d'uomini d'arme. poeta tedesco, nato Hiderlin (Giov. Cristiano Federico) a Lauffen il 1770, morto pazzo il 1843. Autore di Poe-

R. N.

Vittore

Hugo.

Hugo Vittore il pi celebre colo XIX, nato il 26 febbraio

sie iiriclio

llvperion

ecc.
scrittore francese

iJ.str. 4.

id.str.6.

il.slr 3.

del se1802 a BesanQon, morto a Parigi nel 1885. In lui parvero mirabilmente riuniti i caratteri e le tendenze delie varie regioni di Francia e persino gli spiriti degli antichi progenitori: i Galli (tu di Gallia e di Francia, sci Vanima infinita). La sua immane opera di poeta e di prosatore paragonabile a una di sacerdoti dei quelle guercie secolari sotto le quali Druidi (cfr.) celebravano i loro misteri. Non possibile dare qui nemmeno i titoli delle sue opere maggiori. Partecip con ardore e furore i fatti politici della sua patria: tra il '48 e il '51, al tempo della seconda repubblica, fu tra i pi efficaci ed eloquenti militi della democrazia; dopo il colpo di stato di Luigi Napoleone (cfr. Ortensia) fu costretto all'esilio, di dove seguit a combattere accanitamente Napoleone III. Caduto l'impero {poeta, co 'l lucente piede tu hai calcato impero e imperator) Vittore Hugo ebbe a Parigi accoglienze entusiastiche, e visse fino a tarda vecchiaia, adorato come nume tutelare della Francia.
i

Huitzilopotll.

V,7

Idillio.

II C. ebbe per il poeta e per l'uoiiiu ammirazione profonda lo reput (l('<,Mio delia eonipa{,'iiia di Omero (cfr di Eschilo (cfr.), di l'imlaro (efr.); ne volle teto sliidiu che orn di un ramoscello il ritratto raudo e pensoso d'alloro colto di su una tomba nella Via Appia (cfr.), e al ritratto appose il tricolore inviato al ('. da Trie.sle (cfr.j. Davanti, ne la parete opposta, era un'eflgie della Vitto: i,

1!

N.

Vittoro
!.

l[U(i;o, slr. 1,

id . str. 2.
(J,. ili

str.

.3.

str. 3, 7.
,

id,

str. 7.

ria (cfr.) di Hrescia. V. Aztechi. Huitzilopotll

Husse

lluss boemo nato nel V.M'. Precursore delle dottrine di Lutero (cfi.) predic, quasi un secolo

Giovanni

L G.
.

Sat.-ina.

str. 37.

prima di lui, la necessit di riformare la Chiesa. Vittima di male inteso zelo religioso, malgrado un salvacondotto imperiale, fu preso e bruciato vivo a Costanza nel 141;").

spagnuoia. Iberica Isabella II, regina di Spagna dal 1833 iberica tZojiurt al 18G8, anno in cui fu cacciata. Fu nemica della libert {la dea che la sgomentava) e nota peccatrice. sangue degli di (cfr. Cipri). icore

L. G.

Nei primi

giorni (lell862,
str. 15.

.lu.

tanto di primavera, str. IO.


loiiti

Iddi! (itali)

divinit

prettamente

italiche, cio

non immi-

O. B. Alle
str. 7.

grate tra noi da paesi stranieri. Le principali sono: Silvano, dio dei boschi e degli armenti; Saturno, dio delle seminagioni; Opi, dea dell'abbondanza; Vertunno, dio Poniona, dea dei giardini e dei frutteti delle stagioni Flora, dea della tioritura; Pale, dea degli armenti; Termine, dio dei confini: tutte divinit dei campi e dei prati, che manifestano il carattere agricolo della prisca civilt italica. L' Umbria verde e feconda ricorda al C. gli antichi di protettori dell'agricoltura, forza d' Italia [Ca;
;

del Clitumno,

pelli].
Idei
dell' Ida, alta catena di monti che dalla Frigia, attraverso laMisia, giunge nella Troade (provincie dell'Asia Minore); onde idei vale di Troia, Troiani. con lui ferm nel Lazio dei lari idei l'esiglio Amore fece si che Enea (cfr.) tglio d'Anchise, si innamorasse

Ju. Canto di pri-

mavera, str. 20.

id.

Lavinia e si fermasse nel Lazio ponendo tiue in tal alla lunga peregrinazione e stabilendo col i lari idei cio le divinit domestiche portate seco dalla didi

modo

strutta Troia.
Idillio

poetica rappresentazione di un quadretto di vita R.N. Idillio di maggio. campestre serena e gioconda, animata da motivi pateB. N. Idillio matico-amorosi; anche la scena stessa, o l'amore genericaremmano. mente.

I.

D. L.

I.

158

Ilio.

L. 6. L' antica poesa toscana.

L. 6. Satana, str. 21.

Lsidoro Di-I Lungo, letterato toscano vivente, D. L. arciconsolo dell'Accademia della Crusca; sa unire all'erudizione (nissinio senso d'arte. Per le sue nozze il C. gli mand col sonetto una edizione di antico poeta toscano. Idume Idumea contrada della Palestina (Siria) ricca di palme e bagnata dal Mediterraneo orientale dove sorge r isola di Cipro.

leova
R.R.Nicola Pisano,
id.
li, str. 2.

eO.B.

Ideale,

btr. C.

K. R. Nicola Pisano. II, str. 2.


id.

id.

id.

O. B. Ideale, str.
6.

id. str. 5. id. str. 7.

0. B. Presso l'ur-

na di P.B. Slielley, V.16.

O. B.

La madre,
Apol-

nipote di Booz e di Ruth, e padre di Dala Vergine Jlaria discendesse da lesse, onde le espressioni fior di le^se e fanciulla di lesse per designarla. Ella spir un'aura di poesia nella monotona severit e gravit della vita ebraica tutta assorta in Dio {vinceva i lenti verni semiti), poi, trasfigurata dalla meravigliosa arte greca {ne gli cileni incanti; cfr. Nicola Pisano), effuse la sua piet piena di lagrime come fiore che apra al sole petali rugiadosi (roranli) sugli umani, imploranti dai suoi miracoli {jjortenfi) la liberazione dalle proprie sventure [Allax|. Una statua dorata della Vergine s' inalza su l'estremo 2)innacol, su la pi alta guglia, di quel superbo monumento di architettura gotica (cfr.) che il Duomo di Milano (cfr. Carducci, Op., I, p. 258). Di lass si domina la pianura del Po e la maestosa cerchia alpina. Ifigenia, figlia di Agamennone, il capo dei guerIfianassa rieri greci combattenti contro Troia. Fu sacrificata nel porto di Aulide (Grecia), perch Nettuno concedesse alia spedizione un viaggio favorevole. Ella credeva, quando fu condotta al rogo, di celebrare le nozze con Achille. Igneo di fuoco, infocato.
lesse
figlio

V.

Geova.

vide.

Pare che

str. 3.

Ju.

A Febo

ignei alipedi
Ignito
Ila

cavalli di fuoco con ali ai piedi.

line, str. 45.

Ju. Beatrice, str


Vi.

ardente

di

fuoco.

R. X. Primavere Ellen. (II Dorica), str. 25.

bel giovinetto, amico di Ercole (cfr.) e suo compagno nella spedizione degli Argonauti. Seeso a terra in Misia (Asia Jlinore) ad attingere acqua, fu tratto gi nell'onda dalle ninfe della fonte, innamorate della sua bellezza, e fatto immortale, rapito cio a la hrumale (fredda, fosca) ombra di morte che attende t^tti i mortali.

Ildebrando
0. B. Alle fonti

del Clitumno,
str. 9

N.

Vittore
str. 5.

Hugo,

arborea di color verde scuristronco solitamente vestito di edera, la pianta sacra a Bacco (cfr.), simbolo di eterna allegra giovinezza. Ilio Troia antichissima citt situata quasi nell'estremo angolo nord-ovest dell'Asia Minore. E famosa per l'assedio dei Greci, durato dieci anni, e finito con l'incendio
Ilice

elee,
Ha

v.
il

Crimilde.

leccio, pianta

simo.

Ilisso.

Imelda.
citt.

tU-llii

Il

principe troiano Kiica

i.cti-.;

iii

uno dei pro0. K, Canto dell'Itiilia

fughi, e poiciic da lui si l'aiiiio derivare le origini di l\onia, questa per cosi dire, l'erede di Troia.

elio

va

in

Campido-

glio, str. 10.

II8S0

piccolo fiume che scorre noll'Attica (regione della da Aten^ (efr.) dove l'rtJima umana fu tranquilla nella lotta della vita e serena in
(irecia) e passa poco lungi

o.B. Congedo,

f^^R^i1l e fon xdel Clitumno,


i

faccia alla

morte [Sev, Ferrari].

str. 30

App. Da Friedr.
Hlderlin, str.
1.

Illipici

regione politicamente soggetta all'Austria, ma di poi)olazione in gran l)arte italiana. Lungo il litorale sono disseminate numerosissime isole: una l'infausta Lissa (cfr.).
dell' Illiria,

odierna Dalmazia,

G.E. Le nozze dtl mare, str. 0.

Iloti

degli schiavi di Sparta discendenti dagli anpaese ai quali i Dori (cfr. Elle o Elleno) avevano preso ogni possesso. Dovevano coltivare le terre dei loro pa<lroni e vivevano in condizioni tristissime.
tichi abitanti del

nome

.Ju.

A Vittorio
.str.

Emanuele,
10.

Imelda Lainbertazzi fanciulla appartenente a una delle ])ii ragguardevoli famiglie bolognesi del secolo Xlli. Corrispose alFamore appassionato di Bonifazio Geremei, dimenticando le feroci rivalit esistenti fra le due famiglie: Lambertazzi capeggiavano la parte ghibellina (cfr.), i Geremei la guelfa (cfr.). Un giorno Imelda accondiscese a ricevere presso di s il suo innamorato, credendo di poter trattenersi con lui celata a ogni sguardo, ma una spia svel il convegno ai fratelli Lambertazzi, che, penetrati a furia nell'appartamento della sorella, colpirono con un pugnale avvelenato il giovine Bonifazio, mentre la fanciulla riusciva a salvarsi con la fuga. L' infelice fu poi nascosto dai Lambertazzi in un cortile abbandonato, sotto un mucchio di rottami; ma Imelda seguendo le traccie del sangue sparso, riusc a scoprire il corpo dell'amante, e, poich pareva che un resto di vita l'animasse ancora, sper di salvarlo succhiando la ferita avvelenata ancor sanguinante. Ma il veleno che aveva gi quasi ucciso Bonifazio, uccise in breve anche Imelda, che fu poi trovata distesa accanto al cadavere dell' amato {maggio 1273;. Ne segni lotta accanita fra le due famiglie, alle quali si unirono naturalmente i partigiani. Per 5?mranla giorni le due fazioni si combatterono senza tregua; finalmente dopo versati torrenti di 6)jr/e, Geremei costrinsero i Lambertazzi a lasciar Bologna e con loro tutto il partito ghibellino. Ben 12,000 cittadini furono banditi, i loro beni confiscati, le loro case, con le nMeiardue)
i i

0. B. Le due torli,

str. 4.

torri, rase al suolo.

Imene.
L. G.

Satana,

160

Indraca.

Imene

str. 4.

G. . Le nozze del mare, str. C. Ja. La selva primitiva, V. 13.


L. G.

o imeneo matrimonio, festa nuziale, accoppiamento a cui presiedeva Imene, dio dei matrimoni e dello nozze.

Lo

nozze,

str. 1.

la festa e degli amori.

il

clamor degli imenei

la

gioia rumoro.sa

0. B. All'Aurora,
V. 50.

0. B. All'Aurora,
V. 41.

L.G.Per

tra gV imenei de' rivi (ruscelli) tra le acque correnti lietamente a congiungersi, a unirsi da varie parti in un unico letto. metto monte dell'Attica (Grecia) celebre per i fiori, per lo api, per il miele (onde l'appellativo di biondo) e per

la rivoluzione di Gre-

il

marmo.
ecc. ecc.

cia, str. 7.

Immane,

smisurato,

gigantesco; anche crudele


dall'alto.

0. B. Alle fonti

(cfr. Mauri,!,

del Clitnmno,
str. 25.

Imminente

sovrastante;

che pende

R.R. La Chiesa di Polenta,str.20.


0. B. Alle fonti

Immuni
Imo

smantellati, privati delle opere di difesa.

il

pi basso; a l'imo

nel

fondo; nella parte pi

del Clitumno,
str. 21.

bassa.

0. B.

Da Dosen5, 10.

Imporpora
Inalbi

colora

di rosso.

zano, str.
str. 2.

Ju.Candidisoli...,

imbianchi.

Ja.

0. T. T.

str. 5.

Ju. Dante, v. 153.

Incestare commettere incesto tare, macchiare.

(cfr.),

genericamente brut-

Ju.

A Vittorio
str.

Incesto

Emanuele,
11,

0. B.

Alessan-

dria, str. 21.

Ju. Canto di pri-

accoppiamento tra parenti ai quali non Inclito nobile, illustre, famoso, celebre. Incombente gravante, sovrastante. Incunabuli origine primo principio; inizio; onde
sentito dalla legge di centrar matrimonio.
;

con-

il

nome

mavera, str. 11.

iJ.

prime edizioni d'una lettedell'arte della stampa. ratura a g' incunabuli di Quirin alle origini di l'orna.
di incunabuli, senz'altro, alle
(s') si fa partecipe della grazia divina, si divinizza, imparadisa. Indigete nativo del luogo; attributo del do, nato insieme con la patria nuova, a differenza degli di patrii che erano quelli portati dalla patria d'origine [Sev. Ferrari]. Garibaldi nume indigete della nuova Italia,

Ju. D.inte, V, 127.

India
s'

0. B. Alle fonti

del Clitumno,
str. 13.

0. B.
9.

Giuseppe

Garibaldi, str.
Ju.

Alla Musa odiernissima,


str. 8.

Indraca

(s')

incrudelisce,

inferocisce, fa

il

bravo.

Ju.

A Messerino,

str. 1.

Indusse.
Indusse

161

>

Intermezzo.
portare
0.

da

iiuliuie,

cou siguillcato

di

in

1).

Allo lonti

tlcl

Clitumno,

str. 8.
XcH' uscita del poi)olo exitu Israel de Aegypto d'Israele dall' Efjitto il principio del salmo della liberazione dejjli Ebrei dalla schiavitii egiziana. Lo cantano nella J)ivina Commedia (Purgatorio, e. II, v. 40) le anime che giungono alla montagna del Purgatorio per purificarsi dalla schiavit del peccato e rendersi degne di

In

It.B.

LaChios-idi Polenta, tr. '.

salire al cielo.

Qui il salmo della liberazione Dante (il profugo). Infensa ostile, nemica.
di

contrapposto

all'esilio

Ju Agli
str. 30.

Italiani,

Inferi

morti. Inferia vittima


i

O.B. Da Desenzano, str.


;

1.5.

sacrifizio, offerta fatta ai morti.

0. B.
.Ju.

Miramar.
-

str. 20.

In Santa Cr.

Infoscasi
^1

ce, str. 1.
si

infosca,
cir/Ii

voi tra'

si abbuia. torva cura infoscasi ccc.

nei

vostri

0. B.

Da Descnstr. 15.

sguardi tutta la tristezza dei vostri cuori. sacerdoti si avvolgevano atInfula benda di lana che torno al capo. Qui vale genericamente insegna sacer-

zano.

L.G.Dopo Asprcnioiito, str. 28.

dotale.

Innovali
Inostra

di

nuovo riempiti.

0. B. Da Desenzano, str. 5.

imporpora.

L.G.Dopo Aspromonte,
str. 9.

Insania

Insano Insegne

follia. folle.

(9

versario

dal verbo insistere; premere., Insubria regione abitata dagli nsubri, popolo
Insisti
lia
il

morte di francata

bandiere tricolori, ahhrunale per il sesto annigennaio l^B\, ritornante giorno funereo) AcWa Vittorio Emanuele II, ijrimo re eletto dall'Italia
(liberata).

0. B. Davanti il Castel Veccliio


di

Verona,

str.

5, 0.

0. B. Alla Vittoria, str. 3.

della Gal-

Ju. Canto di pri-

Cisalpina la cui capitale era Milano. verde pian d' Insubria la Lombardia. Intercolonio lo spazio tra una colonna e l'altra nel colonnato.

mavera,
id.

str.29.

R. N. Primavere
Elleii.(IIIA]e.ss.nndrina), str.
1.

Intermezzo

Nel 'OO era detto intermezzo un breve divertimento di canzonette e balletti figurati, dato tra l'uno atto e l'altro della rappresentazione drammatica [Carducci, nota all' Intermezzo]. L' Intermezzo del C. una serie di rime, di contenuto satirico, contro il rammollimento sentimentale e segna
;

0. E.

Dicioiiario Carducciano.

Interminato.

162

Iole.

il

passaggio dai Giambi ed Epodi alle

Rime Nuove

e alle
il

Odi Barbare.

diviso in dicci capitoli. Nel primo

C.

G.

Cap.

I.

so
il

la piglia col seutimentali.smo arcadico di moda tra '70 e r 'SO e si propone di parlare dell'amore e del

cap.

II.

cap. III.
(ap.

l\

e V.

cap. VI. cap. VII.

cap. Vili,

cap. IX.

cap. X.

O.

B. Alessandria, str. 15.

cuore con tutte le metafore che gli suggerisce la fantaPoi ricorda quel beccaio di Parigi clic al tempo della ILivoluzione portava attorno, infilato sn una picca, un cuore di vitello, con la scritta Cuore d'aristocratico ; egli vorrebbe fare altrettanto con un cuore di.... maiale, simbolo degli elevati sentimenti dei poetastri del cuore. Quanto a lui, il cuore non gli ha dato mai molto da fare come d invece da fare ai moderni poeti cialtroni che si considerano esseri privilegiati della creazione. La poesia del C. forte, la ispirazione sincera; egli non piagnucoloso come Edmondo De Amicis e altri di questa et, in cui i briganti come Fanfnlla si fanno frati. Egli trova accenti commossi solo per il dolce paese nativo dove visse bambino, ma non vuole tuttavia i bei marmi di Serravezza per il suo monumento; altro marmo, altro paese invoca il poeta: sia il suo cuore sepolto ma per marmi di Paro, e intorno riaver nuova vita sotto snoni la serena poesia della Grecia immortale. Interminato senza termine, sconfinato.
sia.
;

0. B.

Da Desen9.

Inteso
In

intento,

occupato, rivolto, mirante.

zano, str.

G. E. Intermezzo.
Ili, str. 3.

frase che recavano nel frontespizio le usum Delphini edizioni degli scrittori classici latini, curate ed espurgate da Bossuct e Iluet per ordine di Luigi XIV. Dette edizioni dovevano servire agli studi del Delfino (cfr.) ed

ebbero ristampe anche


0. B.

Da Dcsen-

zano, str. 2

latinamente significa guardare con isgiiardo Invidiare^ bieco. E appropriato a gufi e nibbi, simboli forse dei pettegolezzi e delle malignit degli uomini.

in

Olanda.

I?.R.

La Chiesa di

Vale anche
Invitti

togliere.

Polenta, str.25.
0. B. Alle fonti del Clitunino,
str. 37.

invincibili, insuperabili.

R. N.

due

tita-

lo

ni, str. 11.

d'Inaco, re d'Argo (Grecia). Giove, invaghitoin giovenca bianca, per sottrarla all'ira di Giunone sua moglie. Questa per la diede in custodia ad Argo, mostro dai cento occhi, e quindi la fece cacciare pel mondo da un tafano, sinch la perseguitata giunse sul Nilo, dove ebbe pace, riprese la forma di donna e partor Epafo.
sene, la

figlia

mut

R. X. Aut u n no rumaiitlco, str.


4.

Iole

nome

di fantastica

amante.

Ionio.

163

.lu.

Irta.

dei Ioni, la pi celebre delle stirpi greche (cfr. Elle Ionio o Elleno). Dopo la guerra di Troia, fondarono sulle ceste dell'Asia Minore nuiiiero.se e prospere colonie. Omero di razza ionica. Parlavano un dialetto dolcissimo ; ebbero donne celebri per bellezza. Da ossi prese nome il maro Ionio che sta tra la Sicilia e la Calabria dall'un lato, la

A Febo
X.
Il
:j

Apol

lino, Btr. 51.


j;.

sonetto,

btr.

O. b.
l.".

A lessanHI.

(Iiia,
i(.

La Ciuena
,

Grecia dall'altro.

,/n'\V? v iK. H. Allo Valclii rio, V. II.


R.

L'isola bella a le mi rive manda il Ionio i fragranti ultimi baci la Sicilia che segna l'estremo contine occidentale del Ionio e che gode le brezze di quel mare, profumate dalla lussureggiante vegetazione (aranci, limoni) delle sponde. ionio spirilo giocondo la serena concezione della vita

X. Primavere
Kllen. (Il Dorica), str. 1.

R. N.

e della religione del popolo ionio, che fece Febo o Apollo signore e dio di tutte le cose belle. la canzon ionia a' d piti belli la grande poesia dell'et ionica, che va da circa il 900 al 500 a. C. Omero

C ri ini i.si d'aprile, str. 13.


morte fli Giov. Cairoli,
14.

G. E. In
.str.

questa et. Io Pen canto


di

allegrezza del popolo greco, celebrante Apollo . grido di evviva dei soldati romani accomlo triumphe pagnanti in trionfo al Campidoglio i capitani vittoriosi. L'entrata dell' Italia in Roma sarcasticamente salutata, nella finzione poetica del C, dagli spiriti dei pi grandi uomini di Roma antica, che se ne vanno per cedere il posto agli uomini moderni. L' unico spirito che rimane Pasquino (cfr.), simbolcggiante il popolo arguto ma ignorante e chiassone. iperborei settentrionali (v. Appendice).
di la

6. E. Intermezzo,

etcacia gioiosa di
!

X,

.str. G.

G.E.

R. N. Primavere EIIen.(I Eolia),


str. 4.

Iperione appellativo del Sole, figlio di Iperiore e di Thoia. Ippolito V. Fedra. Irnerio (;iO(35-l 120) celebre giureconsulto, riordinatore e interprete del diritto romano tenne cattedra a Bologna. Nel soffitto della sala del Consiglio Provinciale entro il palazzo pubblico di Bologna, fu raffigurato dal pittore Luigi Serra seduto curvo fra i gran volumi delle leggi, con nel fondo il ritorno dello milizie bolognesi dalla battaglia della Fossalta (cfr. Reno). Irochesi popolazioni pellirosse del bacino ilei fiume Iroquois, nell'America del nord, emissario del lago Ontario.

O. B.
sfcr.

Ruit bora,
7.

0. B.
ri,

Le due
str. 2.

tor-

ili.

.In.

BamboloGius. Ga-

ne, str. 11.

irradia (s') Irrigua


Irta

si

illumina, prende luce.

0. B.

selvaggia.

irrigata,

ribaldi, str. 11.

fresca d acque correnti.


0.

B.
str.

Miramar,

Isacco.

1G4

Itala.

Jn. Lauda spirituale, str. 5.

Isacco figlio di bramo e di Sara. Il padre per fare ci che Dio gli aveva comandato deliber di sacrificarlo. Gi Lsacco porgeva docilmente al ferro del padre il bel collo (jentile, quando Dio, ormai sicuro e sodisfatto dell'obbedienza di bramo, intervenne, e il sacrificio non fu compiuto.

Isculte
R. R. Bicocca di

scolpite.

San

Giacomo,

str. 15.

Ju.

Lauda

spiri-

tuale, str. 4.

G. E. Nel 20 an-

niversario delrs agosto 1848,


str. 3.

Islam parola araba che significa via della salute e clic diede il nome alla religione di Maometto (cfr). Gl'IslaMaomettani, ogni qual volta facevano scorrerie in miti paesi cristiani, usavano rapire le donne per tenerle poi nei propri arem (cfr.). v. Tristano. Isotta uno dei due regni che si formarono in Giudea Israele dopo la morte di Salomone (sec. X a. C). i santi d'Israele ed i Profeti le anime dei grandi e buoni, liberate da Cristo e assunte in cielo. Issei di Issa o Lissa (cfr.). il pelaghi issei mare Adriatico nelle vicinanze di

Lissa.

App. Perla

so-

spensione del

Don
R. X.

Istidionare ischidionare, schidionare; infilzare nello schidione spiedo.

Chisciot-

te, str. 3.

Vittore
str. 7.

Hugo.

0. B. S.aluto italico, V. 24.


id. V. 20, 30.

0. B.

una bot-

tiglia di Valtellina, str. 4.


iJ.

penisola fisicamente e storicamente protende nell'Adriatico tra il Golfo di Venezia e il Quarnero. Politicamente soggetta all'Austria {lo stranier che armato accampasi su 7 nostro suol), ma la popolazione delle sue citt si conserva italiana di razza e di sentimenti. Istro antico nome del Danubio, il gran fiume che nasce nella Selva Nera (Germania) e sbocca nel Mar Nero.
Istria

nome

della

italiana che

si

.Tu.

Sicilia e la Rivoluzione, str.

4.

Ju. Prologo, T. 26.

cavalli de l'Istro ispidi in vista dei tre colori i capaese attraversato dal Danubio (che per tre quarti del suo corso bagna terre austro-ungariche) furono trattenuti nel loro impeto dal tricolore italiano sventolante a Vercea (cfr. Chiavenna). il cavallo dell' Istro s'avventa ecc. la cavalleria austriaca passa impunemente in territorio italiano, perch non segnata alcuna linea di confine tra i due paesi. di Itaca, isola ionia di Ulisse, 1' eroe greco che Itacese dopo la caduta di Troia and errando per dieci anni prima di poter tornare in patria (cfr. etnese).
i

valli cresciuti nel

R.X.Fiesole, str.
3.

Itala

d' Italia.

campanil domina allegro ecc. la cattedrale di Fiesole fu consacrata nel 1028 quando da poco Vltala gente
il

era risorta franca dai terrori dell'anno mille, in cui

si

ere-

Italia.

165

Ivrea.

deva, secondo anticlie profezie, che sarebbe avvenuta la (ine del mondo [clV. Carducci, Op., I, p. 29], Og^ promai esistita. vato che tale panra non
';

il popolo d'Italia tante volte prostrato dalle vicende della patria nel corso dei secoli, e altrettante volte risorto a nnova vita. Il culto di Dante (ctV. - il poela) torn in onore ogni qiial volta la ccscienza italiana rinacque. Italia la nostra patria. Fu gi salutata dagli antichi {i cauli dell'anlica lode) madre di giovenchi per coltivare, di poliedri per combattere, di biade per la ricchezza e l'abbondanza; madre delle leggi che conducono popoli allu civilt, delie arti che rendono dolce la vita FSev.

ilala genie ila

le

molle vile

IMi. [.aCliiesadi
l'oUnta.str.lo,

"jd.str

io.

o. B. Allo fonti
<'"'
s i>

Clitumno,

0. B.

Nell'anstr. 7,8,

"'"!'". '^''*

,,

^ T lERRARIJ.
.

Cfr.

anche Roma.
,

'-

fondazione di

Roma,
11, 12.

popolo

d' Italia,... vile io li dissi in

In morte

di

Giov. Cairoli

faccia ultimo verso.

cfr.

G. E.

G. E. Ripresa,
str. 7.

II,

L' Italia, signora nessun' altra nazione civile pu vantare, l' Italia aspirazione e voto dei suoi pi nobili poeti (vati), l'Italia madre e sposa ideale dei martiri che morirono per lei; pot ben dirsi inclita vedova dolorosa, quando le manc Garibaldi (cfr.), il suo fido che con hi vittoriosa spedizione dei Mille aveva resa possibile l'unit [L'ode Scoglio di Quarto fu scritta neir'84; Garibaldi era morto nell' "82].
i

Italia Italia,

donna de

secoli ecc.

0. B. Scoglio di

di tanti secoli di storia quanti

Quarto,

str. 4.

i<l.

h\.
id- str. 5.

<=

Stella d'Italia, stella di Cesare il pianeta Venere che quasi stella augurale d'Italia fin da quando Enea, figlio di Venere, diede principio alla storia di Roma e col figlio lulo alla gente Giulia a cui apparteneva Cesare (cfr.). Juvenilia parola latina che qui significa versi giovanili , rime giovanili s. Il C. prepose a Ju., a guisa di motto, due distici latini iunione di due versi, solitamente disuguali, che procedono alternati] tolti dalle Elegie di Properzio (49-15 a. C.1, li-

i^^-

^t'-

H-

bro I, cleg. 7', vv. 7-10. Tradotti, suonano cosi: E io son costretto non tanto a secondare la mia natura, quanto a sfogare il dolore e lamentare i tristi casi della mia vita cosi si consuma la mia esistenza, questa la mia gloria: di qui io voglio che muova la mia fama di poeta . citt del Piemonte su la Dora <cfr.) Baltea, dove Ivrea il fiume allarga il proprio letto (largo seno). dominata da quattro torri, avanzi del castello eretto dal conte Amedeo VI nella seconda met del secolo XIV.
;

R. R.
^'''-

ricmonte,
'^

Kansci.

166

K6rner.

K
II.

X. L'imperatore della Cina, str. 8.

Kansci

staffile

dal tedesco Kantschu.

G. E. Per

il

anniversario della proclamazione della

il pi grande filosofo teKant Emmanuele (1724-1804) de.sco. Nacque a Konigsberg da cui non volle mai uscire.

Professore

Repubblica
Francese. str.D.

di logica e metafisica nell'Universit patria, esercit coi suoi scritti filosofici un'efficacia immensa.

G. E. Vcrsaglia,
str. 13.

G.E.Pcril78anniveraarioecc,
str. 5.

Agli scettici e agli idealisti egli contrappose una nuova scuola, il Criticismo , la quale sosteneva non essere possibile con l'aiuto della sola ragione f Critica della i?affion pvra il titolo d" una delle sue maggiori opere] pervenire alla conoscenza di Dio, della immortalit dell'anima e della libert. All'afifermazione di questi principi egli perviene poi con la Ragion pratica. E.Kant il padre spirituale della Germania moderna, l' instauratorc di quella specie di spirito teutonico aguzzato ed esercitato dalle sue sottili e geniali argomentazioni, che contrapposto allo spirito francese, disordinatamente rivoluzionario, port il furAl prussiano (l'esercito tedesco) alle vittorie del '70 (cfr. Guglielmo).

K.

X.

^'a ira,

SI.

str. 3.

maresciallo Kellerman (Francesco Cristoforo - 17.35-1820) Prussiani a Valmy (cfr.) facendo serdi Francia. Vinse
i

i-are le file della fanteria

{sanculotti - cfr.) scompigliata

per un obice caduto sopra un cassone di polvere che salt soldati al grido di Viva la Nain aria, e incuorando
i

zione
id. II, str. 2.

>.

generale francese Kleber (Giovanni Battista - 1753-1800) di indomito coraggio, sempre pronto a esporsi nelle prime linee. A Tourfon infatti combattendo nell'avanguardia rimase ferito. Vittorioso in parecchie battaglie, concorse

come generale
alla vittoria di
cia.

di divisione dell'esercito di

Fleurus

(1794).

Ebbe

il

Sambra e Mosa comando dell'eser-

O.B. Tombe precoci.

0. B. Xotte d'estate.

Napoleone Bonaparte in FranMori al Cairo assassinato da un turco fanatico. Klopstock (Federico Gottlieb) poeta tedesco nato il 1724 morto il 1803. Autore del Messia , dei Barditi >, di
cito d'Egitto al ritorno di

tragedie, ecc.

G. E. Per niversario dellaproclamizii


il

T.S"

an-

Korner (Carlo Teodoro) - detto il Tirteo tedesco, perche come il poeta greco Tirteo infiammava suoi connazioi

ne della Repubblica Francese, str. 5.

nali alla guerra contro

lo

amor

patrio.

il

Mameli

straniero con versi caldi di (cfr.) della Baviera. Nato il 1791

movi nel 1813 combattendo a Gadebusch contro Napoleone I.

Labien.

107

Lanza.

Labien

Labieno, tribuno della plebe al tempo del consolato di Cicerone; partigiano di Ponipco, combatt sotto Contrapdi lui a Farsaglia, e mori a Muuda (45 a. Ci. posto a Mena (cfr.) rappresenta il tipo dcirnomo di ca-

G. K.

Il
I,

Cesaristr. 3.

smo,

rattere fermo, onesto, generoso.

La Gala nome di due briganti famosi, che arrostati perch dovevano scontare una grave pena con altri tre, protetti dai preti, scamparono a Genova sopra un vapore francese e furono fatti liberare da Napoleone HI (quei che
salv i La Gala). canti popolari epici che Lai che strumento musicale.

G.E. PerG. Monti e G. Tognetti,

III, str. y.

si

accompagnavano con

qualla

O.B.
G.E.

Il liuto e la

lira, str. 1.

Laide

nome

di

dne fanciulle greche assai famose per

A certi cen-

loro bellezza (non gi per la loro virt) e per l'amore che suscitarono in alcuni degli uomini pi illustri della Grecia.

sori, str. 5.

Laide erudita
nesti,

simboleggia
di

la

donna
si

di

costumi diso-

che, ornata

qualche studio,

atteggia a sa0. B. Presso


ley, V.
1.
l'iir-

piente.

classico nome di donna amante, sotto il quale il Lalage C. ha adombrato una donna a lui cara. Lalage qui mesta per sventure domestiche. Maria Luigia di Savoia-Carignano, Lamballe (signora di) principessa di Lamballe, fedele amica di Maria Antonietta (cfr.), per vittima delle stragi del settembre 1792. Fuggita nel '91 e riparata a Londra, quando apprese la sommossa contro la monarchia, ritorn presso la regina, n pi la voile abbandonare: quindi il 10 agosto avendo chiesto d'essere con lei imprigionata, fu rinchiusa alla Forge , di dove fu presa fuori nel settembre e per istrada uccisa da un'orda di arrabbiati. Denudata, ol-

nadiP.B.Sliel-

R.N.c;i ira, Vili,


btr.I.

traggiata, mutilata, sfigurata, le fu alla fine tagliata la testa (cfr. Abbadia,). sacerdoti orientali della religione di Budda: risieLami dono nel Tibet (x\sia centrale), e il loro capo. Gran Lama Dalai Lama, a Lassa, capitale del Tibet.

G. E. Canto dell'Italia clie va in glio, str. 14.

Campido-

nome del territorio che si estende a nord delle Alpi Liguri verso il eorso superiore del Tanaro (cfr.); regione varia di monti non molto alti, e ricca di grandi boschi di roveri, di castagni e di faggi. medico nativo di Vignale Lanza (Giovanni - 18151882j (Piemonte), uomo politico pi volte ministro. Era presi-1. T-zT j i j 1 ^ 1 ,-LL ,, dente del Consiglio nel rO, quando approfittando de e
Langhe

R. R. Bicocca di
^'^"

Giacomo,
""'
'

'"

-,

-,

E. Canto del1" Italia che va 'n giio str "5

Campido-

Lapi.

sia, e

168

Lauretta.

Francia nella guerra contro la Prusdella conseguente caduta di Napoleone III, protettore del pontefice, risolvette di procedere all'occupazione di Roma. Occupata Roma, seguit a governare con grandisfatte toccate alla
sole,

dissima prudenza, temendo, da buon medico, i coI})i di cio che qualche atto un po' ardito mandasse in rovina l'edificio nazionale non ancora molto stabile. E cosi avvenne che V Italia salisse il Camiidoglio fcfr.) con somma cautela: il governo si trasferi effettivamente a Roma soltanto il 20 giugno del '71 il re vi entr solennemente il d luglio ('cfr. Feste ed Oblii e Io triumphe in G. E); il parlamento vi si riun per la prima volta
;

il

27 novembre.

Lapi
Satana, L. G. str. 24.

v.

Bindi.

Lari

della casa, e quindi la casa culto idolatrico si conserv lungamente nei casolari e nei villaggi, anche in tempi cristiani.
protettrici
stessa. Il loro

divinit

R. E. Elegia del monte Spluga,


V. 13.

Larice

pianta

conifera di grande altezza.

O. B.

Su l'Adda,

Laro

antico

nome

del lago di

Como.

str. 5.

0. B. Dinanzi lu

Terme di Caracalla, str. 4.

Laterano

San Giovanni in Laterano oggi una dello pi ragguardevoli chiese di Roma: sorge a nord-est delle terme di Caraealla (cfr.), sul luogo stesso dove al tempo dei Romani si inalzava la sontuosa casa dei Laterani, una delle pi cospicue famiglie romane. La prima trasformazione della casa in tempio dovuta all'imperatore Costantino (310-337;.

G. E. Per Giusep-

Latino
lieo.

del

Lazio, e quindi di

Roma; romano.

Cfr. argo-

pe Monti

Gaetano

To-

gnetti, str. 4. R. K. XXIV, Visione, str. 4.

Latmio (monte)
Latoide

monte
di

Latmos

nell'antica Caria

(cfr.).

Ju.

A Febo

Apol-

il

figlio

Latona: Apollo.

line, str. 41.

Ju.

Febo Apol-

line, str. 28.

Ju. Canto di Pri-

mavera, str. 20.

dea amata da Giove, al quale partor, nell'isola Latona di Delo (Egeo), Apollo e Diana. Laura v. Petrarca di Lanrento, antica citt del Lazio, dove, Laurente quando vi giunse Enea (cfr.), figlio di Anchise, regnava che ad Enea fosse il re Latino. La dea Venere fece s

data in moglie la
vergine).
0. B. Sogno dostate, V. 36.

figlia di

Latino, Lavinia (tcna laurente

Lauretta

vezzeggiativo
al

di

Laura, nome della seconda


il

ligliuola del

C, nata a Bologna

21

marzo
il

1863, e an-

data sposa bre 1887.

ragioniere Giulio Gnaccarini

20 settem-

Lavacri.
Lavacri

acque, bagni.
(Luigi Francesco) presidio di Longwy

IGO

O
str. 8.

Lelio.

il

B. Su l'Adda, N. <>
6tr. 2.

tenente colonnello coniiinil 20 agosto 1792. Lazaro re di Serbia caduto tra migliaia di prodi sul piano di Cossovo (cfr.) combattendo contro Turchi riH89i, che perdettero il loro sultano JInrad I, ma vinsero e soffocarono la nazione serba. Il nome di Lazaro rimasto popolarissimo tra i suoi connazionali. Lazio antica regione d'Italia. Vari d'estensione a seconda dei tempi e vide sorgere e crescere e dominare la citt di Roma (cfr.). Il suo territorio vario di piadaiiti'
(ctV.)
i

Lavergna

il.

lti,

IV,

.Tu.

Sicilia
1.5.

l.i

Rivoluzione,
str.

O.B.Alla
R. N.

Vitto-

ria, str. 8.

Una rama

nura e di colli. pallida musa del Lazio la ispirazione classica e poesia latina {pallida, perch da noi remota). Leandro v. Ero.

d'alloro, str. a.

la

Ju. riologo.v.3S.

Lear lo sventuratissimo re, protagonista della tragedia omonima dello Shakespeare (cfr.). Divise i! regno fra le
sue

0. B. Presso l'urna di P.B.She'.ley, V. 21.

ma

figlie predilette, diseredando la terza (cfr. Cordelia, proprio dalle prime due non ebbe che ingratitudine e dolori, onde impazzi. Vecchio, con lunga barba e lunghi capelli bianchi (chiomato) sarebbe andato ramingo se la tglia perseguitata non lo avesse soccorso.

Legnano

luogo memorando a nord-ovest di Milano sul liume Olona (cfr.) dove il 29 maggio 1176 le milizie della lega lombarda sconfissero Federico (cfr.) Barbarossa. Il C. tratt in poesia l'argomento della battaglia di Legnano per amore del vero storico e della epopea raedioevale (cfr. Carducci, nota alla Canzone di Legnano i), e la canzone doveva consistere di tre parti: nella prima, che l'unica compiuta, la descrizione del pai-lamento nel quale si deliber la disperata resistenza all'imperatore; la seconda doveva contenere la descrizione, ravvivata da scene episodiche, della battaglia; la terza narrare la notturna fuga del Biubarossa [Mazzoni e Picciola] (v. Appendice).
e Gavinana sol una patria or l'Italia, una dai plebisciti, comprende entro suoi vasti confini cosi il popolo i cui avi pugnarono contro Federico fcfr.) Barbarossa a Legnano (1176), come quello che col Ferruccio (cfr.) a Gavinana combatt contro Medici e

La

Canzone

di

Legnano.

Legnano

Ju

II

Plebiscito,

fatta

str. 8.

gli

imperiali.

Legno

barca.

(cfr.),

O.B. Sa l'Adda,
str.

13.

Liapo nome del fedele e velocissimo cane di Cefalo che lo aveva avuto in dono dalla moglie.

0. B. All'aurora,
V. 53.

Lelio personaggio che dalla commedia dell'arte (cfr.) pass alla commedia goldoniana. Xella Putta onorata
j>

R. R. Callo Goldoni, IV, str. 4.

Leni.

un giovinastro padre Pantalone

170

uomo onesto ma

Lesbiaco.

che minaccia con audace violenza


(cfr.),

il

fiacco.

E. Carlo Goldoni, lY, str. 4.

O.B.Sirniionc, V.
43.

ll.R. Allacittkdi Ferrara. 1, v.


31.
iJ. V. 28.

Lelio qui Napoleone Bonaparte che veramente content di minacciare Ludovico Manin (cfr. doge"^ ma lo cacci a dirittura dal palazzo ducale, facendo un indegno tralfico della libert di Venezia (cfr.). dolci, soavi, leggieri. Len flessibile, morbido, molle. Lento Leonello figlio naturalo di Nicol III d'Este Ccfr.), signore di Ferrara dal Hil al 1450. Fu amantissimo degli studi e delle lettere; ebbe per maestro il Guarino (cfr.V Leonora principessa di Casa d'Este, sorella del duca Alfonso II. Visse dal 1537 al 15S1 e mor zitella (matura vergine senza amore). Si favoleggiato circa gli amori del Tasso per lei e i)er la sorella Lucrezia, andata sposa in Urbino a Francesco Maria della Rovere. Anzi si volle vedere in atti e parole del poeta, disdicevoli all'alta condizione di Leonora, la causa principale del suo imprigionamento in Sant'Anna per ordine del duca Alfonso. Ma, come noto ormai che solo la pazzia fu la causa della clausura del Tasso, cos non da mettere in dubbio che il poeta non ebbe per la principessa che l'ossequio rispettoso del cortigiano , e se scrisse versi per lei fu soltanto, com'era di moda, per mettere insieme un canzoniere petrarchesco. Le due principesse ebbero sempre, del resto, molta benevolenza per il poeta, ma 1' amore di lui era stato per altre donne: Lucrezia Bendidio a
Il 7-eo
si

non

Ju.

scusa di un

francesismo.
str. 9.

Ju.

Alla Musa

odiernissmii.
str. 30.

Padova, Laura Peperara a Mantova. Leopardi Giacomo poeta italiano grandissimo, nato a Recanati (;\Iarche1 il 1798, morto a Napoli il 1837. La sua vita fu tutta un seguito di dolori. Scrisse moltissimo, giacch egli non fu soltanto poeta altissimo, ma prosatore magnifico, nitido, elegante e inoltre erudito e filologo moderno. I Canti , le Operette morali , 1' Epistolario e Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura sono i le sue opere pi note. Lesbia nome che Catullo (cfr.) diede nei suoi carmi alla donna della quale fu perdutamente innamorato. Si chiamava costei Clodia, era moglie di Q. Metello Celere (console nel 60 a. C), aveva forse una decina d'anni pi di Catullo. Men vita scostumatissinia, ebbe rapporti incestuosi col fratello, fin col concedere i suoi favori nei vicoli (cfr. angiporti) di Roma al popolo minuto [i nepoli di Somalo), come disse di lei Catullo stesso in un ce-

0. B.

Da Desen31.

zano, str. 11. O. B. Sirruione,

id.

V. 33, -U.

^u. XCIV, Brindisi, str.


l',i.

lebre carme. Lesbiaco di Lesbo (cfr.). Cantor lesbiaco Alceo


vino.

(cfr.)

che inneggi spesso

al

Lesbio.

Lesbo
(cfr.),

171

Letizia.

Lesbio

di

O.B. Fantasia,
str. G.
.Jii.

Leshio vale Alceo (cfr.), die cant, cos per confortare in guerra le falanyi aatate (fifli eserciti armati d'astal, come per celebrare, durante la libera pace, le ebbrezze di'ir amore, del piacere e della giovinezza. Lesbo isola dell'Egeo settentrionale, vicina alla costa dell'Asia Minore e non lontana dalle altre molte isole dell'Arcipelago; patria di Alceo (cfr.), di Saffo (cfr.), e di altri minori poeti eoiii, dal dolcissimo canto.

Invocazione,

str. 2.

G. E. Intermezzo,

X.

str. 2.
Alc.<<-

R. N. Primavere

EU. (IH
7.

sandrina), str.

la deserta di
il

Lesbo

Saffo

(cfr.,

che am non riamata

giovine Paone.

0. B. Ero e Leandro, V. 6.

Letane
Lete

litanie.

G. E. Meminis.so
liorret, str. 3.

a differenza dell'inferno cristiano, era la semplice dimora dei trapassati, e non un luogo di pena. Dante fece scorrere il tiume Lete nel paradiso terrestre (eden). Era anche detto fiume dell'oblio 3 (onde l'appellativo di p alla sua cor'ente),
il

fiume dell'inferno pagano che.

0. B. Ero e Leandro, V. 6.

G. E. Prologo,

str,

per la virt delle sue acque di far dimenticare sato a chi ne beveva o vi era immerso {infuso). Letifica che fa lieto.

pas-

Ju.AllamemoiJa
di D.

C,

str. 8.

0. B. Da Dge cinzano, str. 13. 0. B.

Letizia

Ramolino, moglie di Carlo Bonaparte Aiarcio ben otto figliuoli: Giuseppe, Napoleone (cfr.), Luciano, Elisa, Luigi, Paolina, Carolina e Gerolamo. Troppo breve tempo {stagione) visse ella felice nella casa d'Aiaccio; rimasta vedova nel 1785, fu costretta a trasferir.si a Marsiglia nel 1793, dove visse vari anni miseramente. La improvvisa gloria del figlio e la successiva smisurata potenza non la distolsero dalla modestia e dalla semplicit che le erano usuali: si dice persino che sconsigliasse Napoleone dall'assumere il titolo d'imperatore: cos l'avesse egli obbedita, e, dopo aver abbattute colle armi le tirannidi {lanciata ai troni l'ultima folgore) e pacificati popoli con la giustizia {date concordi leggi tra i popoli), si fosse ritirato col grado di console (cfr.) nella materna casa d'Aiaccio, egli che, fra la incredulit religiosa di tutti, mostrava, solo, di credere
(1766),

Letizia
gener

in

te di

Per la molNapo(o-

ne Eugenio,
str. 9, 8.
id. SU'. 9.

id. str. 10.

id. id.

Op., XII, p. 42|. ogni altro della famiglia Bonaparte si affannava a procacciarsi potenza e onori. Letizia, amante dell'ombra, non volle essere illuminata dalla luce irraggiante dal figlio imperatore (non lei di Cesare - cfr. - il
in
[cfr.

Dio

Caudicci,

E mentre

id.

str. II.

raggio precinse - cfr.). Travolta a Waterloo (1815) la fortuna napoleonica, Letizia si ritir a Roma, ove con forte animo sopport le sventure incalzanti su la sua casa, e sopravvisse a non pochi dei suoi figli e nipoti. Nel 1820 mori la figlia mag-

Leuca.

172

Lbetrico.

O. B. Per lamort ''i ^^^Polpo-

1".*''
sU-.
id.

id. str. 9.

id.

str.
id.

u.

id.

giorc Elisa, exgranduchessa di Toscana; nel 1821 Napoleone (il SUO fatate - cfr.- dagli occhi d'aqiiila);nelS2b la figlia Paolina, exdnchessa di Guastalla, la pi bella delle figlie: ed erano tutte belle [come l'anrora splendide); nel 1831 il nipote Luigi, granduca di Cleves, figlio di Luigi ex re d'Olanda e fratello del futuro Napoleone III; nel IS'.yi il nipote Napoleone, gi re di Boma, poi duca di Eeichstadt (cfr. Naioleom? Eugenio), Letizia mori ottantaseienne nel 1836 e il suo bel nome che significa gioia, significher invece nei secoli scenlura, per le ineffabili sofferenze da lei patite. Anche gli altri napoleonidi morirono dispersi pel mondo: in America a Baltimora nel 1870 Girolamo Bonaparte-Patterson, nipote di Letizia; in Inghilterra (Brtannia - cfr.) nel 1873 Napoleone III (cfr. Ortensia); in Africa nel 1879

R.R.AlleValcliirie, V. 14,22.

Napoleone (cfr.) Eugenio. Leucade isola del mar Ionio a sud di Corcira Leuca Oggi Santa Maura. Secondo la leggenda. Saffo (Corf) (cfr.) si sarebbe gettata in mare da una rupe di quc-

st' isola.

Ju

Neera,

str.

Leucadia (pietra)
Levia gravia
(

la

rupe

di

Leucade

(cfr.).

11.

Ju.

XXIX,

Brin-

frase latina ispirata da un verso di Ovidio Tristia , II, 339); qui significa versi leggeri e versi aspri , rime dolci e rime violente . sacerdotale; veramente dovrebbe dirsi solo a Levitico

disi, str. 6.

Ju. Sicilia
^**

I.1

Rivoluzione,

R. R. Jaufr Rudei, str. 1.

L. G.

Satana

str. 19,

proposito di sacerdoti ebrei (cfr. efod levitico), ma si usa in senso generico anche per i cattolici. il giogo del non pi fren di lenitica stola ecc. ecc. Bolognesi, dal governo pontificio non vi trattenga pi, combattere lo straniero; anzi cacciategli contro i leoni che torvi ornano lo stemma della vostra citt. catena di monti sorgenti lungo la costa della SiLibano i-ia, ricchi in antico di foreste di cedri, ove il mito narra che il bellissimo Adone (cfr.) fosse sbranato da un cinghiale suscitatogli contro da Marte geloso; ma Venere (Cipride) che lo amava, lo fece risorgere sotto le specie di un fiore; la sua resurrezione era celebrata ogni anno

Ju.

Te

gridi

vii...,

3ti'- 1-

Ju.

XXIX,

Brin1:3;

disi.
si, str.

str.

XCIV, Brindi7,10,14,
16, 18.

gli animi ben fatti non {a,mono. solo mirando a ritardare la morte. pago a cessar ecc. soprannome di Bacco (cfr.) in quanto con 1' cbLibero gli uomini dagli affanni, brezza del vino libera *'

solennemente. la Morte, che Liberatrice

Ju.

AFeboApol-

Libetrico

line, str. 43.

poetico. Le Ninfe lbetridi erano le Jluse (cfr.) ^osi dette dalla fonte Libetra, in Tessaglia, a loro sacra.

Liuoo.

il
I:v

173

l'ecJii.

liiffuri.

errore al cor m' induce


citazioiio poetica e

memore

lihetrico furore

A Febo A pol-

cscuipi della

fantasia, clic vola a ricordare ^'li piet di Apollo per l'amore degli uoiniui,

line, 8tr. 4:i.

m'inducono in errore se spero piet da Ini. di Libia, antico nome dell'Africa mediterranea a Libico occidente dell'Egitto. Anche oggi ha nomo di deserto libico la parte nord-e.st del deserto di Sahara.

O.H. Alessandria,
str. lo.

Libica eslate
Liburnio
mazia).
Licia

calore

intenso.
pirati dell' lUiria (Dal-

R.N.IdiieTitani,
fitr. -1.

dei

Libami, audacissimi

.Tu.

Prologo,

V.

128.
Jii.

regione dell'Asia Minore. A Patara di Licia Apollo aveva nn tempio. Lieo bellissimo tiglio di Poseidone e di Celeno, trasportato dal padre nell'isola dei beati. Simbolo della dolce
giovinezza.

Maggio e novembre, I,v. 11.


Invocazione,
str. 3.

Ju.

donna amata e celebrata per la sna bellezza Licoride da Cornelio Gallo, poeta dei tempi d'Augusto (cfr. Glicera).
Licurgo
colo
gli

L. G.
str.

Satana,
Baraliolo-

.3.3.

di

IX

a.

re e legislatore di Sparta, vissuto, pare, nel seC. Gli Spartani gli eressero un tempio dove

Ju.

ne, str. 13.

oft'rivano

annui

sacrifizi. 11

suo

nome
di

amore
plina.

patria, di sacrificio eroico e


lui,

simbolo di austera discile

che molto viaggi, sono attribuite

mura
0,B. Alla Vittoria,

d'Atene.
Lidia
i:^,

nome
il

quale

di una delle amanti di Orazio (cfr.), alla poeta latino dedic quattro delle sue odi (I, 8,
9).

str.

6; In

25; III,

Il

C.

adombra

sotto

il

nome

una

cliiesa go-

classico di

tica, str. 5, lo;

Lidia una donna che a

lui fa cara.

Su l'Adda; Kuit
bora.
0. B. Da Desenzano, str. 3.

della Lidia, regione dell'Asia Minore dalla quale Lidio alcuni credono venissero in Italia gli Etruschi (cfr.). E poich questo popolo, occupando la valle del Po, abit anche le rive del lago di Garda (cfr. Benaco), il lago ebbe (.'l da Catullo (cfr.) l'appellativo di lidio.

Lido Lieo

nome della lunga isola che separa la laguna di Venezia dal mare aperto.

G. E. Le nozze del

mare,
Ju.
4.

str. 7.

appellativo

di

Bacco

(cfr.),

e quindi

vino

Equi-

Neera,

str.

vale a Libero

(cfr.).

O. B. Ruifc hora,
str. 7.

O.B. Alessandria, str. 10

Liguri

popolazione che abit gran parte dell'Italia settentrionale e che per le sopravvenute invasioni di Umbri (cfr.), di Etruschi (cfr.) e di Galli (cfr. Celti), and ognora pi restringendosi verso la regione che ancor oggi ne conserva il nome. I Romani trovarono nei Liguri ferissima resistenza all' estensione del loro dominio, ma li vinsero definitivamente nel 180 a. C. Fu-

antichissima

E. R. Alla citt di Ferrara, II,


str. S.

R. R. Bicocca di

San Giacomo,
str. 29.

Lilg'ustro.

174

Lira^

R. Alla citt
di Ferrara,
str. 14,
II,

rono liguri che l'uomo

gli abitatori

di

quelle antichissime dimore


si-

iniiiiitivo costru nei laghi su palafitte (cfr.

slaz'ion lacustri),

per avere nell'acqua circostante una cura difesa dalle belve (cfr. Fetonte e Ferrara),
o de'

.Tu

Sicilia

la

Liguri donna

Genova.

Rivoluziono,
str. 7.

R N Ad una
bambina, str.4.
R. N. Sui campi
di

ligure mare il Tirreno superiore, l dove bagna le ceste della Liguria. Ligustro fiore della famiglia dei gelsomini.

Marengo,

str. 6.

liuto e la

la

bionda chioma per Vagii collo rose capelli biondi scendono gi per

e
il

ligustri

inonda
roseo e

collo

candido.
0. B.
II

lira, str. 12.

R. N. Primavere
Ellen. (1 Eolia), str. 1,9; id. (II

semplice di rose e ligustri il sembiante dall'aspetto semplice e dal viso bianco-rosato. Lina nome di una bella e giovane amica del Poeta.

Dorica), str. 14.


1 e s s a n B. dria, str. 13.

Lince

quadrupede carnivoro,

di color giallo-grigio.

R. R. Carlo Goldoni, I, str. 3.

Lindoro
(cfr.).

nome
il

comunissimo nella
gallica
(cfr.

commedia
Celti),

dell'arte

R. R. Alla citt di Ferrara, II,


str. 12.

Lingoni

popolazione

stanziatasi in
il

Italia tra

corso inferiore del Po, l'Apennino e

mare.

G. E. Intermezzo,

X,

str. 5.

Lino figlio di Apollo e di una Musa; personificazione della natura che mentre fiorisce, muore. Ahi Lino il canto di tristezza per la sua morte (cfr. Elini).

id. Ili, str. 5,

Lionardo (da Vinci)


;

id.

pittore, scultore, architetto, letterato e scienziato uno dei pi meravigliosi ingegni apparsi sulla terra. Nacque ad Anchiano in quel di Vinci, terra del Valdarno inferiore, l'anno 1452; mor in Francia nel castello di Cloux presso Amboise il 1519. Non lontano dal luogo dove Lionardo vide il sole,
il

paesello di Santa

Maria a Monte dove giace sepolto

R.N. La leggenda
di

Teodoricii,

fratello del C. (cfr. D. C). Lipari gruppo di isole vulcaniche a nord della Sicilia e a occidente della Calabria. Sono dette anche Eolie. Le
il

str. 12.

principali sono: Lipari, Vulcano, Stromboli (vulcano in continua attivit alto 921 m.) e Salina.

Ju. Invocazionr,
str. 1.

Lira

strumento a

corde col quale

gli

antichi greci ac-

compagnavano
la

la poesia;

onde

lira e

poesia sono dive-

nuti presso che sinonimi.

O.B.Il liuto e
lira, str.

IG.

periante

a la lira io li do di Roma iraun'alcaica (cfr.), metro (lira) usato a Roma, nel periodo della sua maggiore potenza, da Orazio, i sentimenti e le imagini proprie della poesia medioevale che soleva essere accompagnata dal liuto (cfr.).

forme

io canto

fantasimi

in

Lirl.

Hmnc.
(U'I

175

.111.

Liuto.

clic nasce ncll' Al)nizzo :i ocoitU'iite della Fucino, scorro verso sud, entra nella Campania, e alla confluenza del (lari (cosi detto il Kapido nel suo nltinio tratto) prende il nome di Garigliano. Si getta n(l 'J'irreno nel golfo di Gaeta. dove Liri e Sarno a bestiai signoria nulron le ^jj'ecZe il paese fecondato dalle acque del Liri e del Sarno (cfr.) fu sottoposto alla bestiai siijnoria dei Borboni fino al '(JO. la pi alta l'orina di poesia: quella che esprime i Lirica sentimenti dell'animo: la pi diftcilo a essere intesa. Lisippo celebre scultore in bronzo di Sicionc (Peloponneso). Alessandro Majjno non volle essere effigiato che da lui: e Lisippo lo figur in varie grandezze e atteggiamenti. isola dell'Adriatico, presso la costa dalmata. In Lissa quelle acque l'armata navale anstriaca guidata dall'am-

Liri

A Vittorio

conca

KiiLiiiuelc, str. 2.

ili.

0.

n.La

lirif.'i

O.B. Alossan(Iri.a,

str. 11.

G.E. I,e nozze del mare, str. 7.

Tegetthof riport vittoria (20 Inglio 186G) su la comandata dall' ammiraglio Persane (cfr.). La nostra bellissima nave Ke d'Italia ebbe il fianco sinistro squarciato dal rostro della nave ammiraglia austriaca Kaiser Max e affond col suo coraggioso capitano Fa di Bruno e con tutto l'equipaggio. La Palestre (comandante Cappellini) accorsa in suo aiuto, fu costretta a prendere il largo, perch incendiata dallo scoppio di una granata, e, appena sbarcati feriti, salt
iniraglio
flotta italiana
i

in aria.

Tre anni dopo,


Pisani
le
, si

a Venezia per il varo della Vettor volle rimettere in onore l'antica cerimonia de

nozze del mare > mediante un anello lavorato neldoveva esser gettato nelle onde da una signora veneziana. E nell'invito alla festa era detto che la solennit doveva farsi con tutta la pompa possibile. cantando litanie. Litanlando
l'arsenale, che

0. B. Alle Fonti del Clitunino,


str. 31.

Lituo bastone

ricurvo,
di

anche tromba

proprio degli Etruschi guerra ugualmente incurvata.

(cfr.);

ed

O. B. Fuori alla

Certosa

di

Bo-

logna, v. 21.

O.B. Da Desenlituo relieo

zano, str.

8.

squillo di

trombe tedesche.

Ju.

XXIX,

Brin5
;

disi,

str.

XCIV, Brindilituo

barbaro

tromba
la

si,

str. 12.
str. 28.

barbarica.

Ju. Canto di Pri-

mavera,

Liuto

strumento

a corde simile alla chitarra, usato per

R. R. Bicocca di

accompagnare
che furo).

poesia medioevale {la viisa de' tempi

Pan Giacomo,
str. 27.

B.

11

liutoe la

lira, str. 1, 16, 2.

Livia.

liuto e la

176

liOdl.

0.

II

Livia

la seconda moglie dell' imperatore Augusto, la quale


gli

lira, str. 20.

0. B.

AGiusep-

st^rw'''^'^^'^''

L.

G.

Satana,

str.35.

0. B. Alla mensa dell'amico, str.

G E.PerG.Mon* T*^J,^.^"^*' ti, I, str. 9

0. B.

Su l'Adda,

^t'"- 3-

id. str. 0.
id. str. 4.

omaggi dei pi illustri poeti della sua et (VirOrazio, Ovidio). il pi illustre storico latino. Nacque a PaLivio (Tito) ''"^''^ "^^ ^^ ^- ^' '"^'"' ^ ^^^'"'^ '' ^^ ^' ^" Scrisse una grandiosa storia di Roma dalle origini al 9 a. C, giunta solo in parte lino a noi. Dallo studio delle pi/i?ie di Livio, dove rivivono ricordi della umana grandezza, il monaco Arnaldo da Brescia fu spinto sul Cavipidofjlio, cio fu indotto a istituire in lloma (1145) una repubblica secondo gli antichi ordinamenti. Livorno bella e moderna citt toscana sul Tirreno, L'amico al quale il C. dedic le strofe augurali Giuseppe Cliiarini (cfr.) preside nel 1882 del liceo,di Livorno, dove Carlo Bevilacqua (cfr. Bice), genero del C, era professore di matematica. innocente giovane che, ingiustamente accusato LocatelN d'aver ferito un gendarme in una dimostrazione, fu preso e decapitato il 21 settembre 18(31 a Roma, da quella scure che doveva essere arrotala a novo per Giuseppe Monti fcfr.) e Gaetano Tognetti (cfr.). citt della Lombardia situata sulla piccola altura Lodi (docile colle) di Egliezzone, a destra dell'Adda (cfr.). Non fu sempre questo il sito della citt: la quale prima della ricostruzione di Federico Barbarossa era posta a qualche chilometro a occidente, dove oggi esiste il paesetto di Lodi vecchio . La storia di Lodi antichissima: distrutta durante le guerre sostenute dai Romani contro i Galli, che l'avevano fondata, fu ricostruita da Povipeo Strabone, il romuleo (cfr.) marie (cfr.), padre di Pompeo
ebbe
gilio,

Magno
di
i

(106-48 a. C.) e divenne municipio romano col nome Laus Ponipeia . Nel medio evo durante le lotte fra comuni italiani fa nuovamente distrutta dai milanesi

iJ.
id. str. 9.

id. str. H.

LI

str. G, 9.

id. str,

2.

id.

id. id. str. G.

(1111 - cfr. Milano), e quindi ricostruita nel 1158 sotto la protezione del barbaro marte. Federico Barbarossa (cfr.) Vispido sir di Soavia (cfr.) che le concesse notevoli privilegi. Fu cinta allora di solide mura dove si aprivano quattro porte Nell'et moderna (10 maggio 1796) Napoleone (cfr.) Bonaparte, il pallido crso (cfr.), riport una famosa vittoria sugli Austriaci nelle vicinanze di Lodi, sul 2^onte allora di legno, oggi in muratura, che sovrasta l'Adda con archi alti (aerei) e slanciati, dove il fiume (il liquido 2^ian) assai largo (cfr. cede). L'esito della battaglia fu dubbio per alcun tempo, e l'Adda si tinse di molto sangue francese (cfr. celtico) e austriaco (cfr. tentone),
alla fine quando il fumo dei fucili (nitrico - cfr.j si disperse, e tacque il tuono dei cannoni (concavi seni), la vittoria fu del generale Bonaparte, giovane allora di 27 anni.

id

str. 7.
7, 8.

ma

id str

id str

0.

Loiola.

177

('.

Longrwy.
K.

cavalitMt; spa),Muiulu foiiLoiola (Ignazio di- HOI-Ij'jO) (lalorc (lolla coiiipai,'iiia di Ges, approvata dal poiitclco Paolo III nel 'tiO. Il nuovo ordino religioso assunse formo diverse dagli altri: non abito fratesco e nemmeno vita contemplativa, ina cdncazione civile e maniere quasi mondane. Suo scopo precipuo fu di opporre un argine al protestantesimo (cfr. Lutero). I Gesuiti divennero potentissimi e penetrarono por tutto, abili corno orano a simulare: onde gesuita e ipocrita son divenuti sinonimi. l'aromatico miei del Loiola la ostentata dolcezza, la untuosit |)ropria dei Gesuiti. Lombardia ricca e storica regione dell'Italia settentrionale dove Longobardi (cfr.) stettero pi a lungo e in maggior numero che altrove: di qui il nomo. Nel medio evo per Lombardia si intendeva un territorio assai pi vasto di quello odierno. Lombardo di Lombardia (cfr.). Nel medio evo gli Italiani, speciaimoute quelli della vallata del Po, eraa detti lombardi ci in seguito alia dominazione dei Longobardi (cfr.) dai lunghi capelli e dalla lunga barba (il huigo-chiomalo lomhardo).

pi'opoHito

del

processo
ll.str.O.

I';ulJ;x,

Ju.

Prologo,

V.

75.

L. G. Poeti (li parto bianca.v. 191.

R. N. Sui camici
di
i;,

Marengo,
Giacomo,
11.

str. 8.

K. Bicocca di

San
.str.

O. B. Fuori alla Certosa di Bologna, V. 25.


l.

lombarda lega

Po per opporsi

Pare che il Bergamo, Brescia, Cremona


aggiunsero
(cfr.
i

unione di varie citt della valle del prepotere di Federico (cfr.) Barbarossa. primo nucleo della lega fosse costituito da
al

N. Sui campi
di

Marengo,

str. 11.

Mantova
citt.

(1107);

dopo

si

Milanesi e altre diiesa lombarda chiosa di

stile

lombardo

romanico

K.N.Era un
no
di
str. 1.

bifori);

qui

il

Duomo

di

Modena che

ornato al-

giorfesta

l'interno di figure bizantine

(cfr.).

id. str. 5.

Longobardi
nord

popolazione

nell'a. 568,

germanica venuta in Italia guidata dal re Alboino. Tentarono di im-

dal G.K intermezzo


IX, str. 2.

padronirsi di tutta l'Italia, ma non vi riuscirono: costituirono tuttavia un forte regno che divisero in 36 ducati.

La dominazione longobarda

dur due secoli e fu, almeno nei primi tempi, selvaggia, feroce, durissima per vinti; dopo si fece pi mite. Uno dei ducati fu quello di Lucca, che per la natura montuosa dei luoghi (cfr. Versilia), rimase in potere dei
i

feudatari anche dopo la conquista dei Franchi

(cfr.

Carlo
B. R.

Magno).

Longobardico

longobardo.
della Francia sulla frontiera di nord-est.

La Guerra,

str. 15.

Longwy
Il
-IO

citt

R. N. C'a ira, IV,


str.
1.

agosto 1792 si dovette arrendere ai Prussiani, perch il tenente colonnello Luigi Francesco Lavergne, comandante del presidio, appena cominciarono a cadere le
Duionario
Cartiieciano.

12

Loreley.

178

liuigri

XVI.

prime bombe su la citt, capitol, o per tradimento, o cedendo alla sua debolezza e alla confusione e allo spaR. R. Elegia del

monte Spinga,
V. 10.

R. R. Cadore,
V. 41.

II.

LG. Dopo Aspromonte,


str. 13.

vento della popolazione. Loreley ninfa del Keno che attirava i naviganti col suo dolce canto, trascinandoli cos a morire nell'abisso. Aveva sua dimora tra S. Goar e Oberwcsel, dove anche oggi una pericolosa roccia porta il suo nome. una delle pi graziose leggende germaniche. Lorenzago paese cadorino situato tra Pieve e Auronzo, dove la valle del Piave si allarga. Lorica corazza, e, in senso figurato, difesa.

R. N. Faida

di

Lucca

Comune, sti-.l.
Ju. Al beato Gio-

citt della Toscana protettrice Santa Zita.

sul

fiume Serchio.

Ha

per

vanni della
Pace, str. 12.

Ju. Danto, str.

2.

Lucia opera in musica (Lucia di Lammcrmoor) ricchissima d melodia, tra le pi note e pi care al popolo che ne conosce tutte le arie. Fu scritta da Gaetano Donizetti bergamasco, nato nel 1797 morto il 1848. la santa martire siracusana che si rec da Beatrice per volere della Vergine e la preg di porgere aiuto a Dante, smarrito nella selva. Cosi Dante stesso nella Divina

Commedia
R. N.

Davanti
str.

Galleni,

nonna

del

C;

San Guido,
20, 21.

glio di certi

manzoniani

che essendo toscana parlava me(cfr. manzonismo).

Ju. Sur un canonico, str. 8.


Ju. Agli Italiani,
str. 29.

Lucibeilo

Lucifero o altro demonio.

Lucrezia
figlio

matrona

romana, che per


si

l'offesa ricevuta dal

del re Tarquinio
le

uccise

(.510 a.

C).

id

.str.

28, 29.

malgrado la moda che mette carte insane ecc. in mano a inesperte giovinette impudichi romanzi francesi {galliche fole), si continui fra noi e si rinnovi l'esem-

Da

G. E. Ripresa,
str. 6.

III,

Lucumoni

pio e la tradizione di Lucrezia. principi che con potere civile e rei dodici ligioso stavano a capo delle citt dell' Etruria unite in

R. N. Primavere

Alessandrina), str.
Eli. (III
11.

confederazione. Ludi giuochi pubblici: corsa, cori, rappresentazioni ecc.

lotta, ecc.

anche danza,

Jn. Canto di Piiniavera,str. le.

R. N.

<^'a

ira, 111,

Luigi

Ktr. 1.

re di Francia dal 1774 al 1792. Sorpreso dalle XVI vicende della Kivoluzione Francese, fu arrestato il 10 agosto del '92 e chiuso nella prigione del

0. E.

La sacra di Enrico V, v. 8.5.

Tempio

(cfr.),

dalla

quale usci soltanto per essere processato e poi condotto a morte (21 gennaio 1793). Uomo debole, re inetto, educato dai gesuiti a usar la menzogna come un doveroso istrumento al servizio di Dio e a difesa de' pr^/j e di se

Liinese.

Op., IV,
ilciia
p. 100],

179

il

Lussor.
nodello
Jii.

[Carducci,
saltasti in
in

pag

sul patibolo

colpe secolari
lica, le idee di

poppa

sua casa. a i legni di Luigi ecc.

dall'Aiiic-

Alla

Liljoi'ti,

Francia su

libert e di nfrnagiianza civile vennero le navi delia (lotta francese (177S), che

Btr. 11.

Luigi XVI aveva inviata per sostenere gli insorti nordamericani contro ringiiiltcrra. E a poca distanza da Pastipulato il trattato che riconobbe rigi, a Versailles, fu l'indipendenza degli Stati Uniti (1783). di Luni, citt ora non pi esistente, ma che ha Lunese dati) il nome alla Lunigiana (Val di Magra).

Ju. Voto, str.

3.

Lungh' esso
nio,

lungo.

O.B Roma. V. 28.


papato, la
chiesa,

Lupa vaticana
Tasso).

il

avida di
(ci'r.

non che spirituale, anche temporale

domiFerrara e

R. R. Alla citt di Ferrara, III,


V. 2, 15, 19.

Lurchi

ghiotti e beoni.

La
Ju.

Canzone

di

Legnano.str.a.

A Vittorio
Magenta,

Emaniiolc, str.
18 e
str. 2.

Lusiade

portoghese. I Romani chiamavano Lusitania la regione corrispondente press' a poco all' odierno Portogallo.

R.N. Al Sonetto,
^t'"- *

Lussor
rovine

Luxor

il

maggiore dei vari villaggi

sorti sulle

0. B.

Alessaustr. i.

dell'antica

Tebe

d'Egitto,

immensa

citt

che

si

dna,

estendeva sulle due rive del Nilo. Ivi e nelle vicinanze si ammirano gli avanzi delle dimore faraoniche di liamse II (cfr.), detto Sesostri e di Amenofi III. Il nome castello j, palazzo . stesso Luchsor significa in arabo Le rovine pi grandiose sono quelle di Karnac, dove si ammira un'aula amplissima, giudicatala pi vasta e pi splendida rovina dei tempi antichi. E una sala divisa in quattordici gallerie, sostenuta da centotrentaquattro colonne, che sembrano una gran selva di palme pietrificate. La navata di mezzo retta da dodici colonne che hanno
<

sessantasei piedi di altezza e undici di diametro.


reti e le

Le

pa-

colonne sono tutte istoriate con ritratti di Faraoni ecc. L'aula preceduta dalle rovine di due propilei [vestiboli] e di un peristilio [colonnato interno], davanti
alle quali sorge, rotta nel capo, una statua colossale di granito, rappresentante il gran Sesostri. Altre rovine si

ammirano
sostri,

al

Ramesseo, costruzione anche questa


e

di Se-

palazzo a un tempo. Anche qui esisteva una grande aula sostenuta da ben sessanta colonne,
santuario

Ramesseo ricorda

trenta rimangono in piedi. L'aula del l'altra di Karnac, ed pi leggiadra di quella. Ha innanzi, guasti e rovinati, i propilei, i colonnati e le cariatidi [statue adoperate per sostenere architravi] e, enorme rovina, il colosso di granito rossastro (roggio) di Kamse II franto in tre pozzi.
delle

quali

solo

liustre.

Lustre

180

Lutzove.

L. G.

Carnevale,

tane, nascondigli.

str. 8.

E. N. La Stampa e la Riforma,
str. 1.

O.B. Congedo,
str. 3.

Lustro

spazio di cinque anni.

L.G.

Dopo Asprostr. 18.

Luteo

giallo.

monte,
tero.

K. S. Martin Lu-

id. str. 1.

id. str. 2.

il principale autore della Riforma reliLutero (Martin) giosa che tolse tanti milioni di fedeli alla Chiesa cattolica. Nato ad Eisleben nel 1483, studi filosofa all'Universit di Erfuit, dove si addottor nel 1505: tre anni dopo fu chiamato a insegnare nell'Universit di Witteraberg, e nel 1511, per interessi dell'ordine monastico agostiniano al quale apparteneva fin dal 1507, and a Roma, dove rimase accorato e inasprito dallo spettacolo di corruzione che offriva la Chiesa. Poco dopo ebbe principio lo scandalo della vendita delle indulgenze, e Lutero, dopo essersi invano rivolto alle autorit ecclesiastiche per farlo cessare, scrisse e divulg le famose novantacinque tesi sulle indulgenze (1517) che segnano il principio della battaglia ingaggiata con la Cliiesa di Roma e perseguita per trent' anni indomabilmente. Scomunicato (1520) da Leone X (V allegro papa) che aveva in Roma una corte magnifica e fastosa, Lutero confut la

R. N.

La Stampa

eia

Riform

.T,

str. 3.

R. N. Martin Lutero, str. 3.

bolla pontificia e la bruci in pubblico, quindi attese a dare forma organica alla sua dottrina. Egli volle ricondurre la Chiesa ai puri principii evangelici {Cristo Ges duro ed austero] e perci pose come fondamento della nuova religione la sacra scrittura liberamente interpretata da ciascun fedele: il che significava abolire la tradizione e r autorit della Chiesa cattolica e ridurre il culto alla lettura della bibbia tradotta in volgare, a canti religiosi e alla predicazione fondata esclusivamente su la sacra scrittura. Lutero stesso tradusse la bibbia in dialetto sassone (fier sassone metro) e music inni religiosi da Ini medesimo composti, fra i quali celebre quello che comincia Nostra fortezza e vostra spada Iddio. Naturalmente Lutero abbandon la tonaca di frate ago:

L.G.

str.

Satana, 4L
1.

R.R
Ju.

Carlo Gol-

Mor nel 1546. V. anche Stampa e Carlo V. antico nome della citt di Parigi. Lutezia
stiniano.

doni, IV, str.

O. T. T.,

Lutte

lotte,

battaglie.
di

str. 11.

Ju.
9.

A Vittorio Lutzove (Ludovico Adolfo Guglielmo


str.

Emanuele,

celebre

Lutzow-

1782-1834).

corpo

e valoroso capitano tedesco organizzatore del franco destinato alla piccola guerra. Combatt
i

nel 1806 contro

Francesi

{i

franchi) e Napoleone.

Lya.

181

Macbeth.
u. R. in riva
'-y^-

Lys

che sporga dai gliiacciai della montagna Grcssonoy e elio passa poco hingi dal pittoresco viilapgio di GreMSoncy-la-Trinitc. Il suo nome che significa giglio iveramcnte Lcis Lys o pare signiliclii acqna t) fa ripensare al C. la famosa riva d'Arno, cio Firenze che reca nello stemma nn giglio rosso in campo
d

torrente

al

iil.s=t

2.

bianco.

M
Macabei
di

Maccabei disccndcntidiGiuda Macabeo, tglio Liberarono la Palestina dal giogo dei Siri, e fondarono uno stato indipendente, aiutati sempre nelle loro imprese dal favore delia fortuna e di Dio che ino
i

Ju.

Voce

di Dio,

.Matatia.

t"- ^

Macbeth

con/ro agli appressar tra i falcjor vaia. redi Scozia, fatto immortale dallo Shakespeare (cfr.) in una delle sue pi fosche tragedie. Era cugino del re Duncan VII e i successi conseguiti in guerra gli avevano fatto nascere il pensiero di poter giungere al trono. Accadde un giorno che mentre traversava

O.B.Pe'lChiaro"**
'l''^

*^'^'*''.'

una landa insieme con l'amico Hanco, gli si fecero incontro tre vecchie femmine dairas))etto strano e pauroso
fiere sorelle) e lo salutarono futuro re di ScoChi siete voi - disse allora Banco - che predite si grandi cose al mio compagno, e nulla a me? . Noi ti prediciamo pi grande felicit che a Ini - rispose una delle vecchie - perch egli far una triste fine e non lascer figli a succedergli, e invece i tuoi discendenti saliranno al trono di Scozia . E le tre streghe disparvero. Da allora in poi il pensiero dominante di Macbeth fu quello di divenir re, finch spinto dalla moglie (cfr. Clite.nnestra), donna sanguinaria e feroce, impaziente di divenire regina, uccise durante il sonno il vecchio Duncan e si fece proclamare re di Scozia (1040). Perch poi non dovesse avverarsi la seconda parte della profezia, fu fatto uccidere anche Banco. Guglielmo Shakespeare, re dei poeti, nella scena dopo il delitto commesso sul vecchio re, fa dire a Macbeth: Mi sembrato che una voce mi dicesse all'orecchio: Non pi sonno, Macbeth; Macbeth ha ucciso il sanno.'; il sonno che simile all'innocenza, che il riparatore della vita, quando gli afanni ne scuotono la trama; il sonno che nutre l'uomo, stagna le piaghe della nostra anima, ci immerge nell'oblio e ci fa rivivere ogni giorno . E poi: La voce diceva sempre: Pi, sonno. E l'eco ripeteva Chi ha ucciso il sonno IMacbeth; chi non dormir pi Macbeth . Altra scena mirabile del rimorso che segue il delitto quella di Lady Macbeth che si alza durante il sonno in
{le

tre

id

v. Sa-

zia.

Id.v. 33.

id. v. 41,

Macca.

182

Machiavelli Nicol.

preda al pauroso ricordo dell' uccisione di Duncan e si pulisce continuamente le mani come per fare scomparire una macchia incancellabile, e dice; Vattene, maledetta macchia; vattene, ti dico! Vi sempre un odore di sangue! Tutti i profumi di Arabia non riuscirebbero
Ju.

Alla Musa

Macca

a disinfettare lo stretto spazio di questa mano! a macca; in grande abbondanza.

odiernissinia.
str. 11

G. E. Canto dell'Italia

il creatore Machiavelli Nicol (fiorentino - 14G9-1527) della scienza politica; il primo storico che abbia consiin Ca derato i fatti umani come contrasto e svolgimento di forze glio, str. 11. G. E. Meniinisse che sono tutte nell'uomo. Entrato nella segreteria della horrct, str. 7. Repubblica fiorentina nel 1498, vi rimase per quattordici anni fino al ritorno dei Medici, che dal 1494 erano stati espulsi dalla citt. In quel periodo di tempo gli furono affidate importanti missioni, che egli comp molto onorevolmente, traendone ammaestramenti preziosi. Ilitiratosi nel 1512 a San Casciano presso Firenze, attese agli studi prediletti e alla composizione delle opere che dovevano rendere il suo nome famoso nel mondo. Di queste le pi importanti sono: * i Discorsi , il Principe e le Istorie fiorentine . I Discorsi sono dissertazioni sopra alcuni punti della storia di Roma di Livio (cfr.), scelti col proposito di dimostrare con quali mezzi debba essere conservato lo Stato dopo la sua formazione nel Principe sono esposte le norme utili alla costituzione dello Stato e alla redenzione dell' Italia oppressa. L'uno scritto compie l'altro: l' idea della unificazione d'Italia liberata dagli stranieri e fortemente costituita sotto il governo di un principe, grandeggia in quelle pagine immortali. Accenti di vera commozione vibrano nelle parole augurali di questo grande Italiano. Il quale nel secolo XVI G. E rerEdu.irfu tanto moderno da osservare acutamente come il podo Corazzini, tere temporale dei papi fosse l'ostacolo maggiore alla str. 19. unificazione della patria. Egli subordina all'ideale dello Stato ogni altra considerazione: religione, morale, crudelt, clemenza sono per il Machiavelli strumenti di governo e non hanno un valore assoluto, ma debbono essere giudicate nei loro effetti politici. Questi principii, che egli aveva desunto dall'osservazione obbiettiva dei fatti,

che va mpi do-

in tempi posteriori come il sommo della doppiezza e della immoralit (machiavellismo); e tali sarebbero se li considerassimo disgiunti dalle condizioni

furono giudicati

dell'et in cui furono concepiti. Le Istorie fiorentine sono il


ria

primo esempio

di sto-

siano considerati come il risultato infallibile di certe premesse, escluso qualunque proconcetto religioso o morale.

dove

fatti

Uaddalena.

183

Hag'iaro.

Il nome del Macliiavelli ( oggi Kiiistamciitc onorato conio quello (li'l pi audace precursore dell'Italia moderna. doloroso Machiavello maturava il pio desir ecc. Macliiavelli dolente delle sventure d' Italia vaghegil giava l'indipendenza e l'unit acquistata con le armi nazionali e assicurata sotto un principe nazionale potente. Egli per, ad attuare il suo sogno, chiese aiuto a la forza ed al peccalo, cio a uomini violenti e nefandi come Cesare Borgia detto il Valentino e Lorenzo II de' Medici duca d'Urbino e Dio non vuole che le opere grandi e belle 8i compiano per mezzo di bassi e brutti istrumenti [cfr. le note del C. ai .Tu.]. Infatti Firenze ricadeva sotto il giogo mediceo, malgrado il sacrifcio e l'eroismo di Fran-

.Tu.

Alla Croco di

.Savoia, str.t.

cesco Ferruccio, il buon Decio (cfr.) fiorentino. Tuttavia pensier del sapiente (Mncliiavelli) ed il sangue del guerriero (Ferruecio) fruttarono ira eterna allo straniero. Maddalena Maria di Magdala, peccatrice che per la sua fede ebbe perdonate da Ges tutte le sue colpe. rappresentata solitamente con gli occhi [le luci) molli di pianto. Il nome di Maddalena (tipo della mondana pentita) si addice a chi, pur avendo gravi peccati sulla coscienza, si scandalizzi o mostri scandalizzarsi per nulla. Madesimo torrente alpino che d nome a un pittoresco villaggio situato poco a sud dello Spinga (cfr.) a 1534 metri di altezza. Le sue acque precipitano in ixn' amena cascata tra il verde (gli smo-aldi) dei boschi e dei prati. Madrigaieito breve componimento lirico, di contenuto amoroso e leggiero. Xe rifuggi il C, che perci non ebbe il plauso, 71071 fu mitrialo d' immortalit, dai tanti che amano e intendono solo quel genere di poesia. Magenta luogo della provincia di Milano, sulla sinistra del Ticino, dove il 4 giugno 1859 Francesi alleati ni Piemontesi, combatterono un' aspra battaglia contro gli Austriaci e riportarono una magnifica vittoria per merito del generale Mac Malion che ebbe perci il titolo
il

id str. 0.
id.

G. E.

certi c^ usori, str. ].

G.E.

A proposito

de1 processo l'adda, str. 0.

n.R.SanfAbboiidio, str. 2

.Ju.

Prologo, v.

4.

Ju. M.Tgenla.

di

duca

di

Maggesi

Magenta. campi lasciati

in riposo

qualche tempo, per

?'iji-

0. B. Allo fonti

legrarli, rinnovarli con

nuova semina.

del

Clitumno,

str. .37.

Maggiolata canto di maggio. Magiaro o Ungherese poi)olo di origine finnica che nel secolo Vili si stabili nel bacino del Duieper e alla (ine del successivo, passando i Carpazi, in quello del Tibiseo e del medio Danubio (Ungheria, sotto la guida di Arpad. figlio di Almus. Di li gli Ungheresi fecero frequenti scorrerie in Italia e in altre regioni.

Ju.
Il

R. X. Sicilia
i

la

Vo uz
I

ue

str. IO.

Furono convertiti al cristianesimo da un loro capo. Gelsa, nel secolo X e dal successore,
il

santo re Stefano
stabile,

('.t97-10;5S);

UD popolo

ed ebbe inizio

il

con il quale divennero regno d'Ungheria.

Ha^nati.
G. E. Nel 20 anniversario dell'8

184

Hamiaui Terenzio.

Magnati

agosto 1848,

str. 11, 13.

Grandi chi neirordinnmento medioevale del conservava diritti fendali e privilegi varii. Nel secolo XII consoli fcfr ) erano scelti tra inagnati. Oggi al vocabolo rimasto il significato di nobili, di auo

Comune

(cfr.)

torit costituita, di classe dirigente e simili.


R. X. All-Autoro
del Mago.

Mago

di un poemetto burlesco di Severino Ferove sono mostrate le bizzarrie e i dispetti letterari fatti e ricevuti da un gruppo di amici e scolari del C, fra i quali Ugo Brilli - il mago. - Questi, che ora R. Provveditore agli studi, aiut il maestro a compilare quelle letture italiane che per moltissimi anni furono usate nelle nostre scuole secondarie ed in ispecic

titolo

rari (cfr.)

nei ginnasi.
R. N. Sui campi
di etr.

Magontino

Marengo,
7.

di Magonza, citt tedesca sul Eeno. L'arcivescovo marjonlino. gran prelato feudale, pur nell'estremo pericolo, non ha pensiero che per le cose preziose predate in Italia e inviate in Germania; e s'augura almeno che quelle siano in salvo, di l dai varchi delle

Alpi.

G.E.Versaglia,
str. 11.

L.G.Poetidi parte bianca, v.3.3,


5.

donna celebre per essere stata amante e poi segretamente moglie del re Luigi XIV (1643-1715). Era vedova del poeta Scarron (IGOOi. Malaspina Franceschino marchese di Lunigiana ('vai di Magra -cfr. Innese) che nel primo decennio del secolo XIV

Maintenon

L.G. Dopo Aspro-

monte,
str. 5.

str. 22.
li,

G. E. Ripresa,

Ju.

Terenzio

Maniiani.

id. str. 2.

diede ospitalit nel castello di Mulazzo (cfr.) a Dante Alighieri, a Sennuccio (cfr.) Del Bene e ad altri poeti di Parte (cfr.) bianca . Nella nobile casa dei Malaspina l'ospitalit era una tradizione. genovese, capitano di stato Mameli (Goffredo - 1827-1849) maggiore della Repubblica romana, e poeta d'Italia . Caro a Mazzini e a Garibaldi, una delle figure pi fulgide del risorgimento italiano. Il suo inno Fratelli d'Italia, l'Italia .s' desta musicato dal maestro Michele Novario rison per tutte le terre e su tutti i campi di battaglia della penisola nel 1848 e nel '49 [Carducci, Op., Ili, Goffredo Mameli]. Accorso alla difesa di Roma (cfr.) nel '49, fu ferito il 3 giugno a una gamba da una palla di moschetto, e mor, non ostante l'amputazione, il 6 luglio, tre giorni dopo la fine della gloriosa Repubblica. Mamiani Terenzio (della Rovere - 1799-1885) nato negli .stati della Chiesa a Pesaro, nutr sentimenti liberali; partecip ai moti del 1831 e dopo aver sofferto carcere ed esilio, divenne nel '48 ministro di Pio IX durante il breve periodo di governo costituzionale, poi, fuggito Pio IX, membro della Costituente romana. Fu nel '(30 con Cavour ministro della pubblica istruzione del regno d' Italia, poi ambasciatore, senatore e professore all'Universit di Roma. Filosofo (sofo) di gran nome, fu anche poe'a {vate: Inni sacri , Idilli ) e prosatore eccellente.

mamme.

manimello.

185

Manzoni Alessandro.
O.B. Canto di marzo, tr. 3.
Ju.
Il

Mamme
l

nato ;i Milano nel 1825, si 8c<rnal pel suo valore nella insnrrczione delle cinque giornate (1822 marzo '48) ed organizz una schiera di volontari cou cui combatt nel Trentino. Nominato in Piemonte maggiore di un battaglione di bersaglieri lombardi, sostenne con esso nel '49 l'urto di 8000 Austriaci. Prese parte alla battaglia di Novara. Condusse poi il suo battaglione a llomn (cfr. e fu nominato da Garibaldi capo dello stato maggiore. La mattina del 30 giugno 1849, difendendo Villa Francesi, fu colpito nel petto e dopo Spada contro cinque ore mor. pubblici funzionari dell'impero cinese. Mandarini
i

Manara Luciano)

Plcblocito,

str. 17.

N. I/'InipevatcjiedellaCina,
str. 6.

villaggio posto su la sponda occidentale del lago di Garda, non lungi da Desenzano (cfr.). luogo antichissimo; ebbe gi un tempio dedicato a Jlinerva, che forse ha dato il nome al paese; fu citt notevole sotto gli Etruschi (cfr.). Mani anime dei defunti, onorate dagli antichi come divinit a cui si offrivano sacrifici ed espiazioni. Consacra i rei signori, debite inferie (cfr.) ai santi aviti Mani in nome dei tuoi santi avi defunti, giura di ofmalvagi oppressori d'Italia. frir loro come vittime

Manerba

0. B. Da De.scuzano, atr. 4.

Ju.

A Vi ori o Enianuole, str.


1,
1

21.

Maniero
Mansci

castello.

E. R.

Piemonte,

str. .

gli abitanti della Mancinria (cap. Mukden), una delle regioni che fanno parte dello Stato cinese. La famiglia imperiale della Cina era originaria della Manciuria. ninfa italica, fornita della virt di predire il fuManto turo. Amata dal dio Tevere, gener Ocno Bianore, il

R. N. L'Imperatore della Cina, str. 8.

0. B.

Sirmione,

V. 55.

quale fond sul Mincio una citt che in onore della madre chiam Mantova (cfr.). dalle acque del Mincio dai flutti d'Ocno e di Manto

R. R. Alla citt di Ferrara, II,


str. 20.
i.l.

(cfr.)

sulle cui rive

nacque

Virgilio

(cfr.).

Mantova

citt situata sul Mincio (cfr.) dove il fiume si allarga a formare alcuni laghetti. Nei dintorni, verdi di pascoli (paschi), era. il villaggio di Andes (Pietole) dove nacque Virgilio (cfr.). Durante la soggezione austriaca, fu, con Verona, Legnago e Peschiera, formidabile fortezza del regno lombardo-veneto, e vide nella fossa di Belfiore (cfr.) il martirio di tanti patrioti italiani,

R. R. Cadore,
V. 62.

IT,

O. B.
V. 55.

Sirmione,

id. V. 56.

R.R.AlleVaichirie, V. 7.

L. G.

Noi primi

giorni del 1862,


str. 21.

Manzoni Alessandro (1785-1873) capo riconosciuto e autorevole del Romanticismo (cfr.) in Italia. Nato a Milano, cominci assai presto a scrivere versi, seguendo da prificipio le orme dei poeti del suo tempo pi in voga,

.Tu.

Al beato Gio5.

vanni della
Paco. str.
Ju.

Messerino,

str. J.

manzonismo.

186

Marat.

prendendo poi risolutamente la via che aveva ad esser la sua. Durante la lunga dimora a Parigi (1805-10) ebbe
agio di chiarire e rassodare i concetti d'arte dai quali si sentiva attratto, e tornato a Milano compose, nel giro di quindici anni, tutte le opere che hanno reso glorioso U suo nome: tra il '12 e il '-22 gli Inni sacri , il Cinque Maggio e il Marzo 1S21 >; tra il IG e il '22

ormai

<!

le tragedie

il
il

tra

il

'21

Conte di Carmagnola e 1' Adelchi >; '27 i Promessi Sposi >. Il Manzoni iden-

Ju.
4.

Ai Peti

str.

R. N.
21.

Davanti
str.

Srn Guido,

con la religione cattolica, l'ideale di verit e di giustizia che fu la coscienza nuova del Risorgimento, e tutta la sua opera non che 1' espressione a grado a grado pi chiara e perfetta di questo ideale [CesaPvEo]. Onde pi dei numerosissimi suoi seguaci credettero con Cristi e sarjreslie di toccare il sommo dell'arte manzoniana: ma ben altro occorreva per m.ettersi sulle traccie del maraviglioso scrittore lombardo. Manzonismo la degenerazione della teoria manzoniana su la lingua. Il Manzoni nella sua celebre relazione Deltific
i

l'unit della

lingua e

dei

mezzi

di diffonderla > (18G8',

dovevano attenersi all'uso odierno dei fiorentini coiti. Egli, pur avendo avuto il torto di trascurare la tradizione letteraria di ben sei secoli di letteratura, seppe poi, nella pratica, correggere
gli

aveva sostenuto che

scrittori

G.

E.Ter Giusep-

pe Monti
gnctti,
11.
id.
I,

Gaetano Tostr.

|^ E. Meruinisse boiTtt. str. 4. Ju. Prologo, V. 160.

R.

X. fa
str. 4.

ira,

VI,

le esagerazioni del suo sistema e darci quella mirabile prosa, fatta di semplicit ma non di sciatteria, che tutti conoscono. Molti manzoniani invece, come accade sempre degli imitatori, esagerarono e altorarono le teorie del maestro, fino al punto di credere pi italiana e pi bella quella prosa che pi fosse infiorata di riboboli fiorentini e di modi di dire affatto dialettali, quali uscivano dalla bocca di Stenterello (efr.). Maometto nome del fondatore della religione maometDa Ini s'intitola tana, morto Tanno 632 (cfr. Allah). una tragedia del Voltaire (cfr. Volter), ove si affermano principii contrari al fanatismo religioso. i Francesi losato il Maometlo ecc. Francesi, dimentichi della tragedia del grande pensatore, si diano una volta ancora al fanatismo e aiutino il papa a preparare la forca per Monti (cfr.) e Tognetti (cfr.). capitano degli Spagnuoli mandati Maramaldo (Fabrizio) contro Firenze nel 1530 per ridare la citt in potere dei Medici (cfr. Clemente VII). tristamente famoso per aver ammazzato Francesco Ferruccio (cfr.) gi mortalmente ferito in battaglia e caduto in sue mani. Marat il pi sanguinario fautore della Kivolnzione francese. Prima dell' 89 era medico nelle Guardie del Corpo del conte Artois (che fu poi Carlo X - 182-1 1830). Col giornale r Amico del Popolo propugn eccidi e spoglia-

Muratono.
zioni. Volle le stragi del

187

Uaroo.

settembre 1702, che egli 8ogn;iva nelle sue visioni di sangue (vede ne l'aria osctire (orme d'uomivi con piif/uali erti passando). Fu pugnalato nel bagno da una giovinetta, Carlotta Corday, che uccidendo
lui,

credeva salvare
o
l'JO a.
('.

la

Francia.
u.

Maratone
nel

Maratona luogo dell'Attica (Grecia) dove


gli

R.La Guerra,
str.
i;t.

Ateniesi condotti da Milziade vinsero i Persiani. La vittoria fu cantata da Esehilo (cfr.) che aveva partecipato alla pugna fi'fja spargendo e morie. Per egli non si compiace delle febee (cfr.) corone, cio dei trionfi della sua poesia, ma dal funereo sasso, dal tumulo che lo racchiude, ricorda Maratona e ammonisce, secondo l'iscrizione appostavi, di stare in guardia contro nemici della patria. grande imperatore romano del Marc'Aurelio (Antonino) secolo II d. C, celebre per saggezza, modestia e valore. Vinse i Marcomanni, barbari del medio Danubio. Di lui ci restano tre monumenti: la statua equestre di bronzo sulla piazza del Campidoglio, con ancora le tracce dell'antica doratura {questo po' d'oro che avanza); la colonna Antonina in piazza Colonna, e un libro di Ricordi ricco di ammaestramenti morali. Marceau celebre generale francese, (ontribu'i alla vittoria di Fleurus sugli Olandesi (1794) e mor'i giovanissimo, di ventisette anni appena, ad Alten-Kirclien, nella campagna di Germania del '96. Fu cos'i grande il suo coragquali gio che dest persino l'ammirazione dei nemici, si unirono con i Francesi a rendergli onori militari.
i

'^'H.iidedfn'Ktr
,5.

J"-

G. B. Nic-

coliDi_,^8tr. 6.

G.E.lotriurupbo
str. 8.

j^j^

i;.

n.

Vittore
str.
.5.

Hugo,
str. 4.

r. n. r;a ira,

li,

nome di tre cittadini romani integri e valorosi: Marcello Siracusa il primo vinse Annibale (cfr.) a Nola, espugn e sconfisse Viridomaro re degli Insubri; il secondo difese la repubblica contro le mire assolutiste di G. Cesare (cfr.); ingegno, mori il terzo, giovine molto dotto e di grande speranze riposte in lui il 23 a. C. deludendo le grandi dal popolo romano. Accanto ai grandi nomi antichi dei Gi'acchi (cfr.) e dei Marcelli, possono degnamente collocarsi quelli moderni di Giovanni e di Enrico Cairoli. Marco Kraglievich (principe) eroe nazionale dei Marco Serbi, vissuto al tempo della battaglia di Cossovo (cfr.). La leggenda narra che doi)0 aver vissuto 160, 0, secondo altri, 300 anni, si ritiras.se in nna caverna, dove dormir finch la spada non gli caschi da s giti dal fodero. Allora egli balzer dalla grotta {l'antro) sul suo grande destriero pezzato a combattere di nuovo contro Turchi. re di Cornovaglia (Inghilterra), marito di Isotta la bionda. Quando seppe patimenti e la morte da lei sofferti per amor di Tristano (cfr.), la ritenne degna di perdono e le fece costruire una tomba dove volle poi essere sepolto con lei.

g.E. In morto di Giov^^Cairoli,


str. 10.

.ju.

Sicilia

la

Rivoluzione,
**'' '^"

id.

0. B. Presso Tur5''!,!^',^.''^V7^'''^'' ry, V. -27.

Mar emina.
B.K. Faida di Comune, str. 28.
Ti.

Maremma

188

Margherita.

N. Traversan-

do

la

Marem-

ma
l.

toscana.

K. Nostalgia,
str. 4.

territorio che si stende lungo le coste del mar Tirreno. Vario di pianura e di colli, vi abbondano le paludi e gli stagni salmastri, alternati da macchie e da pascoli. In molte parti malsana. Il C. visse in Maremma tutta la sua giovent {la viia triste primavera), e per quei luoghi serb costantemente nel cuore un intonso affetto.
di

R. X. Idillio

ma-

Maremmano

Maremma.

remmano.
IJ.

X. Sui campi
di

Marengo,

Marengo luogo presso Alessandria in Piemonte, fra la Bormida (cfr.) e il Tanaro, dove Federico (cfr.) Barba(il Cesar ghihelUno) fuggendo da Alessandria (cfr.), invano assediata per lunghi mesi, si trov preso in mezzo alle milizie della lega lombarda (cfr.) senza pi speranza di scampo, la nolle del sabato santo (14-15 aprile) 7/75. L'imperatore e le sue imperiali milizie parevano irrevocabilmente perdute: e tali sarebbero state se l'idea della legittimit dell' impero, consacrata da una tradizione pi che millenaria, non avesse tanto potuto sugli animi dei

itr. 1.

rossa

collegati (che

ma
id. str. 12. id. str.
id. str.

combattevano le soperchierie dell'impero, non l'impero) da far aprire le forti schiere comunali
le bandiere {vesV imperatore erede

silli)

e lasciar che passassero incolumi, tra inchinate e yli animi riverenti,

11.
11.

12,

di Giulio Cesare e successore di Traiano (cfr.), e i suoi soldati tedeschi {teutoni) protetti dal sacro segno del-

0. B.

Alessan-

dria, str. 3.

.Tu

A Vittorio
str.
19.

Emanuele,

romana. palude che si estende ad occidente del delta del Nilo, in comunicazione diretta col Mediterraneo Nei dintorni cresceva abbondante in antico W papiro, la pianta famosa la cui corteccia interna servi agli Egiziani per carta da scrivere. Marghera luogo presso Venezia famoso pel valore ivi spiegato dai Veneziani assediati dagli Austriaci nel 1849.
l'aquila

Mareoti

K. N.

Ninna nandi

Margherita d'Austria

zia

di

Carlo

(cfr.), figlia di

Mas-

na

Carlo V,

similiano d'Austria e di Maria di Borgogna.


trice dei Paesi Bassi, negozi

Fu governa-

btr. 1.

ili.

e str. 15.
II

O.B
1.

liuto e la

lira, str. 3, 20,

il trattato di Cambrai (l08),_ pace delie Dame (1529) con Luisa di Savoia. Fu vedova di tre mariti, cio di Carlo Vili re di Francia (che veramente non spos, ma a cui fu fidanzata), di Giovanni di Spagna e di Filiberto II di Savoia. Si gloriava di essere buona cucitrice di camicie. Margherita di Savoia {Sabauda) nata il 20 novembre 1851 da Ferdinando di Savoia, duca di Genova, fratello del

e strinse la cosi

detta

0. B. Alla Regi-

re Vittorio

na
9.

d'Italia, str.

da Elisabetta di Sassonia, cugino Umberto, principe di Piemonte, e divenne dieci anni dopo regina d' Italia. Fu la prima regina dell'Italia nuova e diede alla regalit il fascino della bellezza, della coltura e della grazia. Il C. si
II, e

Emanuele

and sposa nel 18G8

al

Slarerotta.

189

iilcalc

SEarlowe.
imnginata
O.U. Alia Regina
d'Italia, str. 1.
id. str. e.
ij. str.
:}.

(Idiiiniida se ellii

non

sia

una creatura

fantasia doi poeti: o nelle canzoni di guerra e d'amore, scritte nella fosca et di mezzo (cfr. Germania) in versi non pi latini, ma nuovi, tutti uguali e assonanti, dal cii})o ritmo vioiiolono (e le fanciulle impal-

dalla

lidendo [trascolorando] a quelle storie, pregavano per forti]; oppure nelle poesie dello stil novo ai tempi di Dante (efr.), quando gentilezza e valore fiorivano in tutte le terre d' Italia, assurta a nuova civilt dalla forza operosa dei Comuni (cfr.) dove il popolo era a un tempo ari

id.

str. 4.

tigiano e soldato.

Margotta

vezzeggiativo

di

Jlarglierita (cfr.

Margherita

K. X.

Ninna nanCarlo V,

d'Austria).

"-' ^'

str. 15.

Maria

nome di un'amica di fanciullezza del C, elevata qui a simbolo della libera, sana, spensierata, felice vita maremmana, in contrasto con l'alTannoso viver civile.

R. N. Idillio

mastr.

remmano,
1.

di Carlo VI d'Absburgo (cfr.) impeAlla morte del padre gli successe sul trono (1740), ma dovette subito combattere contro molti pretendenti a tutta o a parte dell'eredit (guerra di successione d'Austria). Dopo otto anni di guerra, il trattato di Aquisgrana riconobbe erede universale degli stati austriaci Maria Teresa, e imperatore il marito Francesco di Lorena (efr. Goldoni). la Madonna; venerata dai cristiani come Maria Vergine

Maria Teresa

figlia

R. R. Carlo Coldoni,
li, str. 4.

ratore d'Austria.

R. R. r>icocca di

madre

di

Ges Cristo

(cfr. lesse).

San
str.

Giacomo.
15

Mario (Caio

- 150-86 a. C.)

R. R. Nicola Pi sano, I, str. 4.

celebre generale romano, vin-

G.IJ.Iotriumphe,
str. 2.

citore di Giugurta (lOG), re di Numidia (odierna Algeria), poi dei Teutoni (cfr. - 102) e finalmente dei Cimbri (101), popolazione questa venuta in gran numero dal nord e scesa gin dalle Alpi per la valle dell'Adige a minacciare
l'esistenza stessa di

R. R. Cadore, HI,
str. 9

Ju.

G.B. Nic-

Koma. Fu console per

sette volte e

colini, str. 9, 11.

in lotta con Siila. G. B. Niccolini (cfr.) scrisse una tragedia, intitolandola dal nome di Mario. fin che il Civibro dimora nel suol di Mario, e dal carinzio chiostro ecc. finch barbari dimorano in Italia e penetrano dai monti della Carinzia (regione situata al confine orientale d'Italia) a depredare la nostra patria. Marlowe (Cristoforo) autore drammatico inglese, nato a Canterbury il 1564, morto non ancora trentenne nel 1593, ucciso da un servo, suo rivale in amore. Fu attore prima che autore e visse la vita pi dissoluta. Nella storia del teatro il pi grande precursore dello Shakespeare (cfr.); nei suoi drammi mostr una particolare predilezione per il pauroso e l'orribile, spingendo talvolta la commozione

capo del partito democratico

Jii.

A Vittorio
str.

Emanuele,
20.

O.B.PelChiarono da Civitaveccliia, V. 11, 60.

Marmarole.
fino allo

KO spasimo.

Marsigliese.

La

R. N. R. N.

^a

ira,

1.

Marmarole v. Tiziano. Marna fiume della Francia. Nasce


gres, attraversa
la

morte del dottor Faust t drammatica terrificante.

sua opera principale Vita e in cui raggiunta una potenza

str. 1.

Vittore
str. 5.

Hugo,

sbocca nella Senna Senna segnavano il


Galli

nell'altipiano di Lanvinifera provincia di Champagne o (cfr.) presso Parigi. La Marna e la liviile nord della regione abitata dai
di Virgilio (cfr.).

LG. A Satana, Maro


str. 31.

Marone,

(cfr.).

cognome

R.R. Alla
21.

citt di
II, str.

V itala antica melodia di


(cfr.)

Maro

l'antica poesia epica

Ferrara.

latina di Virgilio.

Ju.

Vincenzo
str. 2, 4.

Monti,

L. G.
1.

Curtatone e Montanara, str.

sirena immortal che guarda Fossa di Maro ecc. VirPozzuoli presso Napoli dove la leggenda narra che la sirena Partenope si annegasse, non avendo potuto adescare Ulisse con la dolcezza del suo canto. di Maro il fiume il Mincio (cfr.) su le cui rive nacque

La

gilio fu sepolto a

Virgilio.

.Tu.

XXIX,

Brin-

disi, str. 5.

freme

il

lituo (cfr.) relieo (cfr.)

dove

Maron naseea

squillano trombe tedesche nelle

terre bagnate dal

R. N. Al sonetto,
str. 4.

G. E. Intermezzo, IX, str. 5.

L.

G.Roma o morte, str. 2.

0. B. Alla Vittoria, str. 2.

L. G.

Alla LouLsa

Grace Barto lini, str. 12.

R. N. Ca

ira,

X,

str. 1, 4.

R. R. Bicocca di

San Giacomo,
tir.
2;t.

Mincio (cfr.) dove nacque Virgilio. il L'angle e il lusiade (cfr.) Maro in te si piacque Virgilio inglese Milton, e il portoghese Camoens, si compiacquero di scriver sonetti. Il Milton (1608-1647) autore del poema epico Il paradiso perduto >, il Camoens (1524lSO) de I Lusiadi f, poema che celebra le glorie marinare dei Portoghesi. del Marpesso, monte dell' isola di Paro (cfr.), Marpesio cava del celebre marmo nel quale furono scolpite le statue degli antichi di della Grecia (Elias). citt della Sicilia occidentale, famosa per lo Marsala sbarco dei Mille (maggio 1860). Nel '62 parve che da Marsala chiamasse novellamente un suon di tromha, perch dalla Sicilia Garibaldi lanci il grido Roma o morte > e a lui accorsero da ogni parte i suoi fidi compagni sotto il saio vermiglio (la camicia rossa). Marsi popolo dell'Italia centrale che forniva all'esercito romano i soldati {militi) pi ardenti, quelli che si lanciavano all'assalto con l' impeto dei fluiti. affrontarono con ululando le morse aste affrontar alte grida i forti soldati marsi di Roma, combattenti contro le trib germaniche. Marsigliese il canto nazionale francese, composto dal capitano del genio Rouget de l'Isle il 24 o 25 aprile del 1792, pochi giorni dopo la dichiarazione di guerra al-

Marte.

l'.il

Hassena.

Marie dio della guerra, o la guerra stessa. Come nome comune vale guerriero. I Komani fecero di Marte l'amante di Koa Silvia, la sh'ujottila or/'anella privata dallo zio Amulio del padre, e fatta sacerdotessa {sacerdote] d Vesta. Frutto di quell'amore furono lomolo (cfr.) e Remo, e Komani, e per lunga discendenza quindi Roma stessa e
i

Fu detto inard(jliese perch lo cantarono l.i l'Aiistriii. prima volta a Parifjl ciiiquoccnto federati repubblicani venuti da Marsiglia ai primi d'agosto del 1792.

Ju.
li.

o. T. T.,

str. 5.

R. Carlo Goldoni,
II, str. 1.

.III.

Canto di primavera, 9tr.'20.


id.

str. 27.
id.

Giulio Cesare,

domestico Marte

guerre
sguardi

e lotte intestine e fratricide.

Ju.

Giulio, str.

10.

Marte spiran
;

(/li

fuoco di Marte sensi guerreschi.

gli

' gli occhi sono accesi dal sguardi sono bellicosi ed esprimono

.)

u.

Omero, V.

152.

Prostrare a morte libera devoti Marie straniero vincere gli eserciti nemici, votandosi volontariamente alla morte.

Ju. Agli It.Tliani


str. 17.

Marte spir guerra


gli

sensi

guerreschi infiammarono

Ju.

G. B. Nic-

animi.

colini, str. 1.

gV idi aspett di Marte aspett le idi (il 15) di marzo, mese dedicato dai Komani al dio Jlarte. il romuleo Marte ed il barbaro Pompeo Strabene e

Ju.

XXIX,
Su

Brin-

disi, str. l^.

il

0. B.

l'Add.i,

Federico Ikubarossa (cfr. Lodi). guerresco. Marzio di Marte 27 viarzio gallo canta risuona

str. 4.

canto di guerra.

R.R.C.ndore,
str. 8.

III,

Mascheroni (Lorenzo - 1750-1800)

^ insigne matematico, leggiadro poeta ed ottimo cittadino nato a Castagneta presso Bergamo. Dal 1786 fu professore d'algebra e geometria nell'Universit di Pavia, della quale descrisse i gabinetti, laboratoii e l'orto botanico in un poemetto intitolato Invito a Lesbia Cidonia , dove imagina di esser di guida alla contessa Paolina Grismondi, bella e colta signora di IJergamo. Vincenzo Monti (cfr.) scrisse in onore del Mascheroni uno de' suoi poemetti pi belli,
i

Ju.

Ancora Vinc.
str. 4.

Monti,

intitolato Mascheroniana . Masnadiere* assassino di strada, malandrino, prepotente. viasnadier di Francia Napoleone III (cfr. Ortensia).

G. E. Per Eduar-

do Corazzin
str.
li.

i,

L.G. Dopo Aspro-

monte,

str. 18.

Massena
ria
i>.

(1758-1817)

poleone, che lo

uno dei pi illustri generali chiamava figlio prediletto della

di

Na-

R. R. Bicocca di

vitto-

San Giacomo,
str. 32.

d'Italia del '94 e del '9G, divenne celebre per la vittoria di Rivoli (1797), per la difesa di Genova (1800), per la resistenza di a Nizza, fece le

Nacque

campagne

Essling (1809), per


(1810-111.

la

ritirata

di

Spagna e Portogallo

Massimillan.
G. E. Per il 78 anni versarlo del-

192

Massimiliano.

Massimilian

Robespierre.

Kcpubblic.i Francese, slr.


la 16.

O. B.

Miramar,

str. 20, 13, 19.

id. str. G.

id.

str.

Massimiliano cV Absburgo (1832-1807) fratello dell' imperatore d'Austria e re d'Ungheria Francesco Giuseppe. Bello e aitante della persona, d'animo mite, amante dello studio e della poesia, si lasci attrarre dal sogno ambizioso di un trono e ne rimase vittima. Il Messico (cfr.) fin dalla rivoluzione del 1821, con la quale si era liberato dal dominio spagnuolo, era agitato da continue convulsioni interne. Nel 1857 il presidente Juarez riusci vittorioso sui suoi avversari, ma presto si vide assalito (1861) da Inglesi, Spaguuoli e Francesi che si dicevano danneggiati in certi loro interessi. Gli Inglesi e gli Spagnuoli, avuta soddisfazione, ritirarono le loro milizie, non cos Francesi, che anzi inviarono nel '63 nuove truppe al comando del generale Fere}-, il quale, dopo l'assedio e la presa di Puebla, entr nella citt di Messico, dalla quale Juarez fu costretto ad uscire, protestando contro la violenza patita. Napoleone III (cfr. Ortensia) che aveva voluto quell'impresa per costituire su la rovina delia Repubblica messicana un impero latino da opporre alla potenza ognora crescente degli Stati Uniti, indusse gli oppositori di Juarez a mutare il governo repubblicano in monarchia costituzionale, e si adoper affinch la corona fosse offerta all'arciduca Massimiliano. Questi rimase qualche tempo dubbioso, tanto pi che accettando la corona del Messico doveva rinunciare a ogni eventuale diritto al trono austro-ungarico. Ma alla fine, indotto anche dal volere della moglie a lui dilettissima, la bella principessa Carlotta nata nel 1840 da Leopoldo I re dei Belgi e da Luisa d'Orlans, risolse di accettare, dopo avere ottenuto da Napoleone III sicura garanzia di aiuto militare e finanziario. Il 10 aprile 1864 Massimiliano ricevette nel castello di Miramar (cfr.) la deputazione messicana presieduta da Guttierez de Estrada, e pochi giorni dopo {quel dolce mattn d'aprile) salp con la consorte su la nave Novara pieno l'animo
i

id.

avvenire. Ma la terribile quasi a vendicare le atrocit sofferte dai Messicani sotto l'impero di Carlo V, progenitore di Massimiliano, sali anch'essa su la nave fatale per guidarla non verso la gloria, ma verso la morte (cfr. stnge). Il giovine imperatore approd al Messico il 28 maggio, e il 12 giugno prese possesso dell'Impero. Subito si trov di fronte a gravi difficolt sia interne che esterne, divenute poi gravissime per il ritiro delle forze francesi, ordinato da Napoleone III contrariamente ai patti stabiliti.
di tranquilla

fiducia nel suo

Erinni

(cfr.),

Massimiliano.
oppoaizioiKi

193

Massimiliano.

.Iiiarez e

capogtjiato da non si (iiii('tava un iH'jjolaro esercito messicano imperiale non era ancora costituito; le bande armate afjli ordini di iMassimiliano erano indisciplinate e poco sicure: fu allora die l'imperatrice Carlotta si imbarc i)cr l'Europa col ])roposito <li richiamare Napoleone all'ossei'vanza dei patti, e, comuiiIl

paitito

(li

rci)iil)l)lii";iiin,

sostonuto

dat;'' -Stati Uniti,

trovare api)ogcTi all' instabile trono messicano. segni, se non gi il viaggio ella diede frefiuenti di pazzia, certo di grande eccitauKMito nervoso. Quando fu in presenza di Napoleone, trov le pi calde j)aroli! per mostrare la pericolosa condizione di Massimiliano; gli ricord l'impegno assunto di non abbandonare il giovine imperatore, implor, si adir; e si dice che a Napoleone, irremovibile nel proposito di non far pi nulla per Massimiliano, dicesse alzandosi: ilo, nata da un;i Orlans, avrei dovuto difilidare di un Bonaparte . Raccontano che, dopo questa frase. Napoleone voltasse lo spalle a Carlotta e si avviasse per uscir dal salone; allora Carlotta avrebbe tentato l'ultimo sforzo esclamando: s Sire! voi sapete chi il principe che col vostro rifiuto condannate a morte sicura Ricordatevelo! volendo alludere alla voce che Massimiliano fosse figlio del napoleonide duca di Reichstadt (cfr. Napoleone Eugenio). Comunque, tutto fu vano. L'infelice donna corse allora a chiedere protezione a Pio IX, il quale naturalmente non primi segni di pot far nulla. A Roma Carlotta diede vera pazzia. Questa dolorosa notizia fu saputa da Massimiliano nell'ottobre del '66, mentre gli avvenimenti al Messico precipitavano, e allora risolse di lasciare il paese e la corona che gli avevano cagionato soltanto dolori. Ma poi, indotto dalle preghiere del ministro Lacunza, fini col rimanere. La guerra civile ardeva minacciosa. Recatosi egli a Queretaro per assumere il comando dell'esercito, sostenne per tre mesi un diticile assedio, durante il quale diede prova di indomito valore; ma poi, tradito da uftciali e ministri che vedevano in lui soltanto lo straniero, cadde prigione la notte tra il 14 e il 15 aprile 1867. La sua condotta da allora sino alla morte fu mirabilmente cavalleresca e leale. Avrebbe potuto tentare la fuga, e probabilmente con successo, ma egli voleva che insieme potessero fuggire i generali Meia e Miramon che erano stati fatti prigionieri con lui. Il che imped ogni tentativo. Condannati tutti e tre a morte, egli scongiur il presidente Juarez che il suo sangue fosse l'ultimo versato per la pacificazione del Messico. Poco prima di morire scrisse alla diletta Carlotta una lettera, dove tra l'altro diceva: Tanti avvenimenti infelici, tanti violenti colpi di fortuna, hanno fatto cadere ogni mia speranza,
((ue, di

Durante

0. B.

Miramar,

***' ^*-

Dicwario

Cardiiccirtio.

J''

Mastai.
e oggi

194

Mazzini Giuseppe.

O.B.

Miramar,
19.

str. 18,

morte, invece di essere un' angoscili, v \)vv me Addio, addio.... Il tuo povero Massimiliano. E la mattina del l'J giugno, il discendente (nepole) di Carlo [' (cfr.), il rinato fiore iV Ahshuroo (cfr.) cadde
I;i

nnafelicitii....

sotto
Il

14

una scarica di fticilcria. gennaio dell'anno seguente

la

salma tocc

il

porto

Trieste su la stessa corazzata Novara clic aveva trasportato al Messico i due sposi felici. Ma Carlotta non era ad attendere il corpo del suo amato: viveva impazzita in un castello di Fiandra. Ella oggi vive ancora, ina in stato di completa amnesia lAnnKi.i.^ Cimin*.
di
l"(H.l.li:i!i

Dk

l.r.N.X.

.U.<.-.v/j !.//(</*./

l'

Ausli-ia-

il

(Jo-

>7W/n di Miram,'!-.
i,.i:,ll,Mi,i...icl-

l''iren/.e,

1.S7.".:

.\l l..\.Nj.

Mastai - Giovanni Maria Ma.-iai l'rrnKi, papa col muiM


,[;

liiinoicsir

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j.-^,

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l-',r;(

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Siii;iiiijlii(.

ri(t:'i

Li.
le

i'...

bianca,

tiiliiKuv.

sulTAdriatico, ne! IT'.'-'. grossi cani da gnardia. Mastini

\,\niiiil<'

tra

due

;-i<'v///(i

^Tii' V 191 R. N. Dante,' str.


-.

Can Grande della Scala, il caraliey novello, vicario imperiale nella Marca veronese. Matelda nome della iella donna che Dante (cfr.) incontia nel Paradiso terrestre; da lei egli immerso nel sa,.|-;i

\q

stemma

di

lutar lavacro del lume Lete, le cui acque, secondo mito accolto anche da Dante, avevano la propriet dare l'oblio,
o. B. Alle fonii del ciidimn.i.
^''''

il

di

Mauri

^^-

R. N.

duo

Tit.^-

ni, str. 1.

V N. Xinna nanna di Carlo V,


^

'
id.

id.

G. E. Alla morte
di

Giuseppe
1.

G.^'E^Giuseppe
Mazzini, sti.

collettivo dei popoli della Jlauritania (cfr. militavano nell'esercito di Annibale; erano terribili d'aspetto, feroci di costumi (iinnani) usavano grandi scudi e mantelli fatti di pelli di belve. antica regione dell'Africa mediterranea, tra Mauritania l'Atlantico e la Numidia (cfr. Numidi). Corrispondeva press'a poco all'odierno Marocco e a gran parte dell'Algeria. Ivi era Atlante (cfr.), il titano condannato a so.stenere sulle spalle il mondo. Max Massimiliano I, imperatore d'Austria dal 1493 al 1510. Parve preso dalla vertigine delle cose grandi, jier le quali poi gli manc semjire la risolutezza e il danaro clic andava ognora accattando. Trascinato dalla .solita mania delle avventure pericolose, narrano le cronache che una volta si smarrisse per l'Alpe del Tiralo, ove per jiarecchi giorni vag di pendice in pendice ! Questa mana rovinosa Massimiliano sembr avere trasmessa al nipote Carlo V (cfr. - figlio di sno figlio Filippo d'Anstria). il primo e piii audace assertore deiMazzini Giuseppe T unit e dell'indipendenza italiana. Nato a Genova il -^ giugno 1805 nei tri.sti tempi {bassi d) della servito napoleonica, studi legge in quella Universit, e giovanissimo prese a collaborare con articoli v;i:' all' Indicatore Genovese , all' Indicatore jjivornese , all' Antologia . Nel 1830, costretto ad esulare dopo essere stato

nome
il/rt?'i

Molti

Wazzocchlo.

lOf)

Medi.
l;i

iiic;uTci:i(o e i)roc(;s.sato pciclit; iscritto al

Carboneria,

societ .scjji'ota I^a (jlioviiic Italia e il sioniah; ih^llo stesso nome. Ef^li mirava a riunire K; forze j,M0vani (ieli' Italia in nn solo fascio per liberare la i)at ria ilaij;li stranieri e forniarr iiiid Stato solo, retto a l'orma repubblicana. Di pi egli voleva redimere gli Italiani dalla mollezza, dalle superstizioni, dalla servilit, e farne una gente propagatriee delli! pi nobili idee civili e sociali. Agitatore instancabile, votato come Orarco (cfr.) alla redenzione del poi)olo,e pens.iso come Danle ictV.l dei mali eint travagliavano la |)atria, vide tra le in'ldiir ilcir:i\\i'iiii-(^ (uri. cii-l rr> /mxrolan:) ravv(mto (Iella ((r.-.n. IhtHn. cim- ijrll' f l;ili:i di'l
liovci

ripar a Marsi^^Iia,

nel

':>2

I'oikI

la

(.

r:

Oinsepju-

Maz/.uii.str.-.'.
ni
i,l

,-ir.:i.

|)OiioIo,

splendida
l'

di

ei\'ilt,

eoiiie

gi

lllalia,
la

dei

lioin
'''

mani
sonno

Italia

ilei

C'onuini

(clr.l.

Con
gli

mente

tissa

((Uesto illeale, eei'c dj


in cui
le

svegliare

italiani dal

lnng(

giacevano, e riusc a dilVonderiM, a rendere due grandi idee dell'unit e dell'indipendenza della pati'ia. Da quando il poeta francese Lamartine (182,'j) neir Ultimo canto di Aroldo aveva avuto
popolari
la

trista idea

di

insolentire

l'Italia con alcuni ignobili

dove si parlava a nostro proposito di poussire humaine [polvere umana], molti stranieri si dilettavano a chiamare spregevolmente l'Italia la terra dei morti . Ma il popol morto seguendo la parola e l' esempio di Mazzini seppe risorgere a nuova vita. Esule a Parigi, iii Isvizzera, a Londra, Mazzini si adopr costantemente per la causa italiana, mantenendo relazioni attivissime con i suoi seguaci in Italia, llimpatri nel '48; nel '4',i fu triumviro della Repubblica lomana (cfr. Roma), poi torn all'estero. Quando l'Italia ebbe conseguita l'unit con una forma di governo diversa da quella sognata da iMazzini, il grande agitatore non si pieg al nuovo stato di cose, e, sebbene tornato in patria, si considi'r ancora esule, la mente ognora rivolta al grande ideale che fu la
versi

jj.

sola realt della sua


vero).

\'ita

{tu sol -

jensando - o idecd

nei
id. str. 4.

Mori a Pisa il 10 marzo 1872. Nel primo centenario della nascita, il Parlamento approv che le opere di Maz-

zini fossero

Mazzocchio
Medi

berretta

ristampate a spese dello Stato. da magistrato.

r, n.

Faida

di

Comune,
popoli della IMedia, antica regione dell'Asia occidentale a sud e a sud-est del mar Caspio. La loro storia, dopo Cia.ssare (morto nel fjO a. C.) e Astiage (vinto da Ciro, il quale divenne re di Media e di Persia nel 5f)0 a. C.),3i confonde e si identifica con quella dei Persiani. r Medi fiiggiliui sono i Persiani vinti e messi in fuga dalla virl greca (il valore dei Greci) a Maratona (490 a. C), a Salamina e a Platea (480 - cfr. Eschilo).
i

str. 4.

Ju. Poi che mal...,


str. 4.

'

l-

Ju Omero, v.

ICO.

Medicee
]..

sale.

Medicee

1%

Memfl.

G.

Per

il

tra-

sporto del le reliquie


di

Ugo
!.

Foscolo, str.

Jii.

A Vittorio
str.

Emanule,
20.

R. R. Jaufr
dcl, str. 3.

Ru-

Ju.

Sicilia e la Rivoluzione,
str
9.

sale le sale degli Uffizi a Firenze costruite durante il goverijo granducale della famiglia Medici, e particolarmente la cos detta Tribuna dove sono riuniti alcuni capolavori di scoltura greca {i marmi infusi d'anima argiva - cfr.). La costruzione della Tribuna fu ordinata da Francesco I de' Medici (1574-1587) e compiuta sotto Cosimo II (1610); una sala ettagona dove si ammirano tra gli altri capolavori la famosa Venere medicea e il Satiro danzante . generale italiano nato a Milano nel 1819. Medici (Giacomo) Combatt prima in Ispagna e in America, dove si uni con Garibaldi col quale torn in Italia nel '48. Dopo la battaglia di Novara (cfr. Carlo Alberto) and a Roma (cfr.), ove difese strenuamente la villa del Vascello > {la mole arsa e distrutta) contro Francesi dell' Oudinot. Caduta la Repubblica Romana (30 giugno '49), visse privatamente a Genova fino al '59, anno in cui riprese le armi come comandante d' un reggimento di Cacciatori delle Alpi . Nel 'GO fu con Garibaldi in Sicilia e al Volturno; nel 'GG fu nel Trentino e vinse gli Austriaci a Levico e a Borgo. Mor senatore nel 1882. Meiisenda contessa di Tripoli (cfr.) di Siria, donna di grande bellezza, gi promessa sposa all'imperatore d'Oriente Manuele Comneno, ma poi ripudiata proprio nell'imminenza delle nozze (llGl). Il fatto ebbe grande eco non pure in Oriente, ma in tutto l'Occidente (cfr. Rucjel), e Meiisenda divenne famosa non solo per le grazie e la virt che l'ornavano, ma per l'oltraggio patito e il pianto versato [cfr. Carducci, Op., X: Jaufr Rudel]. fiume della Lombardia scende gi per la Val Meila Trompia, passa a occidente di Brescia (cfr.) e sbocca Del-

l'

Oglio.

O
R.N.FaidadiComnne. str. G.
G. E. Ripresa, III,
str. 4.

del Mella viragine (cfr.) forte

Brescia,

fortissima

citt.

Meloria isolotto del Tirreno sorgente in mezzo a scogli poco lungi da Livorno. In quei pressi furono combattute due battaglie navali tra Pisani e Genovesi la prima
:

Ju. Dante, V. 148.

.Tu.
1

AN. F.P.,str. A G. B. Nic:

colini, str. 12.

O. B.

Alessan-

dria, str. 2.

nel 1240 vinta dai Pisani; la seconda, pi famosa, nel 1284 vinta dai Genovesi, che trasportarono a Genova molti nemici prigionieri. Melpomene una delle nove Muse (cfr.). Presiedeva alla tragedia e si rappresentava col pugnale in mano e col coturno (cfr. coturnato). una delle capitali dell'antico Egitto, ora ridotta Memfi a povero villaggio. Un lungo viale decorato di sfi7igi (cfr.) granitiche conduceva al Serapeo, la venerata tomba del dio Api (cfr.). Era il Serapeo composto di tre parti, e conteneva magnifici sarcofagi [monumenti sepolcrali] di granito. In certi giorni stabiliti, i cittadini di Memfi so-

Mcminisse

horret.

197

Mentana.

levano visit;irc la tomba dol dio, e per ricordo vi lasciavano nna pietra istoriata (stele). frase latina tolta dall' Eneide di Meminisse horret

G. E.

Virjjilio (Cfr.). Sip;nitea:

a ricordar

ci, la

mente

inor-

ridisce . Qui il ricordo (piello di Mentana (cfr.) e del susseguente arresto di Garibaldi, ordinato dal governo italiano. Al poeta pare; che con qnesto fatto l'Italia rinsuoi pi grandi figli neghi il suo passato glorioso e (Ferruccio, Giano della Uella, Dante, Machiavelli), quali con atroce sarcasmo ai)paiono come dimentichi di s e della loro nobile vita. C'osi p. es. il ^[ac1^iav^lli (cfr.) che
i i

E.

Mominisse

moderna il i)iii audace precursore, appare come un turpe mezzano che fa mercato del corpo di sua madre il' Italia) e ne decanta le bellezze voluttuose.
fu dell'Italia

liorret, str. 7.

Memore
Mena

ricordevole

che ricorda

che

sa.

0. B.

str. 2;

Su l'Adda, Le due

Torri, str. 2.

nome

di parassita e ladro,

uomo

servile e buffone,

G. E.

il
i.

Cesaristr. 3;

fatto senatore

da Cesare.

s'

certi censo-

ri, str. 6.

Menabrea
ceduto

(Luigi Fed. - 1809-1896) generale italiano sucKattazzi (cfr.) come presidente del Consiglio dei Ministri nell'ottobre del "07. Pochi giorni prima del supplizio di Monti (cfr.) e Tognetti, aveva fatto pagare a Roma una rata del debito pontifcio. L'oro del governo italiano giunse cosi in tempo per essere usato dal governo papale a comprare un bel jiutiboo per chi era colpevole di aspirare alla libert ed alla unificazione d'Italia.
al

G.E.PerG. Monti e G.
ti,

Tognet-

str. 10.

Menade

baccante (cfr.). Mitrala il crine,... salmeggi itala musa e... Menade oscena.... salti, ecc. la poesia italiana o assume il tono della preghiera, o delira pazzamente ed oscenamente. scritturali, copisti d'infimo ordine, spropositati Menanti anche nel copiare. Menestrello chi nel medio evo cantava, accompagnandosi con istrumenti musicali, le canzoni dei trovatori (ed'.). Oggi ha significato dispregiativo. Menni impotenti. Menno vale anche difettoso, manche-

Ju.

eh' io per-

ch...., str. 2.

Ju.

Messerino,

str. 2.

Ju.

Ancora
i^.

ai

poeti, str.

id. str. 12.

vole, vano.

Se il diacol non v' impenni, ecc. se il diavolo non vi d le penne e non v'aiuta, siete impotenti. Mentana paese del Lazio, a sei km. da Monterotondo, a una ventina da Roma, famoso nella storia medioevale per

Ju. Giuseppe Garibaldi, str.

l'incontro (triste amjlesso) ivi seguito il 23 novembre dell'anno SOO (e allora il luogo si chiamava Nomentum) fra il re dei Franchi Carlo Magno [Cesare] e il pontefice Leone III (Pietro) il potere temporale dei papi, vergogna secolare d'Italia (ron<a dei secoli), ebbe da queli'in:

Mentana.

198

Merlino.

<

n.

Perii 50antaglia
ili

contro nuova forza e riconoscimento, e in cambio Carlo Magno ebbe la corona imperiale. Nei tempi moderni Montana va famosa per la battaglia ivi combattuta il novembre 18G7 da Garibaldi (cfr.) che voleva ridar ]loma all'Italia. I garibaldini avevano gi respinti alla baionetta gli znavi pontifici guidati dal generale Kanzler, quando si trovarono di fronte i Francesi del generale De Faiily, mandati da Napoleone III a contrastare a Garibaldi la marcia su Roma. Ne segni un disperatissimo combattimento, dove le armi perfezionate dei Francesi (cliasscpots) e il loro numero sovcrcliiantc ebbero alla fine vittoria. Ben 1200 garibaldini, fra morti,
.">

iiiversariodeli.jii.ii

feriti e prigionieri,
,jj

mancarono all'appello, ma l'eroismo

t^

B. Giuiie]ipu (iaribaldi, sir.

Garibaldi e dei suoi, clie avevano avuto l'ardire di opporsi al pontefice Pio IX e all'imperatore Napoleone III, J'ieiro e Cesare ancora una volta collegati ai danni dell'Italia, rimane nella storia uno dei pi puri e nobili e fecondi fatti d'arme del Kisorgimento italiano. I^a sera della battaglia Garibaldi da Monterotondo ordin la riPrincipi dunque alle otto la tirata su Passo Corese mesta e muta discesa. Garibaldi cavalcava in testa alla lugubre processione taciturno e solo. Nessuno parlava non udivasi che la cadenza dei passi lenti e il cielo color di piombo formava l'aria appropriata di questo quadro [A. Mario, Garibaldi . Genova, 1879, p. 193J. La colonna seguiva lunga, serrata, taciturna non un canto, non un grido, non un colloquio. Garibaldi jrccedeva a cavallo, silenzioso anch'esso, col cappello sugli occhi, le braccia abbandonate, lugubre, spettrale.... Egli non badava ad alcuno, e nessuno a sua volta avrebbe osalo interrompere il sacro collo(juio di quell'uomo con la sua Garibaldi , II, p. 548]. sventura [Gueizoni, Dopo ]\Ientau;i, Garibaldi solo una volta sguain ancora la spada, e fu in Borgogna (Digionc) nel 1870, in soccorso di quei Francesi che lo aveviiuo vinto tre anni ])rima e che ora si trovavano a mal jartito nella guerra contro l'I Prussia: cosi si vendicava superbamente (.w^ero f7i:

<=

id. str. b.

dice)
Il
id. str.

il

generoso eroe.
1880, nel

novembre

13.

lano inaugur un

monumento
mngo,

tredicesimo anniversario, ]Miai caduti di ISIentana (marino


del demonio.
Si

memore
II. \i

degli eroi).
figlio

Alla citt

Merlino
di

celebre

innamor

di
^'

Ferrara

J,

Viviana, la

gana e di re lei un sepolcro, prima di morire insegn un giorno alla sua donna un certo incantesimo che, detto sopra la tomba, la faceva restar chiusa per sempre. La donna, che sdegnava l'amore di Jlerlino, un giorno con un pretesto Io fece entrare nella tomba, poi disse le magiche parole,

Donna del Lago, sorella della Fata MorArtii. Avendo fatto costruire per se e per

Uesserlno.
cIh-

(li

199

MetaBtaaio Pietro.

81

.Mi'ilino riin;iHc cliiiiso


lui,

l doiitio e mori. M;i lo spi

imprigionato nella tomba por virt dell' incanto, rispondeva a (|nanti 1' inteno{^avano. L'Ariosto (<IV.), e. Ili dell' Orlando Fnrioso , imafjfina elu! IJradanianto. una delle eroine del sno poema, ascolti Merlino la profezia delia futura fjran811 l:v tomba di dezza di casa d' Kste, di eiii ella sar la legf^endaria
rito inol'ctico
^

l)iot;i iiitriet'.

Messerino

nome

satirico

adoml)rato

(Jiiiseiii)c

v, convenzionale, sotto il (|ualc l'olverini, editore e proprietario

Ju.

Me3.9erino.

d'un giornale lorentino, Il Passatempo >-, dove scrivevano il Fanfani (c(v-) e alcuni altri nemici letterari del C. e degli Amici pedanti (v. Appendice). Messico grande Stato deirAmcrica settentrionale tra l'Oceano Pacilco e il Golfo del Messico. Confina a uord con gli Stati Uniti. l'er le sue vicende politiche, v. Aztechi e Massimiliano.

L. G.

Per

la spe-

dizione dei
Messico.

Messidoro

nome del primo mese d'estate secondo il calendario repubblicano francese (cfr. brumaio); comprendeva all' incirca l'ultima decade di giugno e le prime
due
di luglio.

O,

B. Fuori alla Certosa di Bologna, V. 4.

K.

N.
la,

li

ini e 111di scuo-

branze

V. J.

Messina

citt della Sicilia, situata su lo posizione incantevole. Il L'8 dicembre 1008 fu colpita da un violentissimo terremoto che la distrusse. Nella storia del liisorgiinento famosa per l'insurrezione del settembre 1847, ferocemente domata

anticliissinia
in

stretto

omonimo

Ju. A Vittori o f.'manuele, str.

ma nel gennaio 1848 l'eroica seguendo l'esempio di Palermo l'cfr.), insorse ancora. Mestre piccola citt poco distante da Venezia. Divenne quartiere generale degli Austriaci dopo l'insurrezione veneziana del '48. Ma il 27 ottobre fu presa d'a.ssalto e conquistata dai Veneziani, tra quali combattevano molti
dalle milizie borboniche;
citt,
i

id. str.

19.

volontari d'ogni parte d'Italia. La mischia fu feroce specialmente al ponte della Campana. Il patriota napoletano

Alessandro Poerio
dopo.

ferito

mortalmente mor pochi

giorni
Ju. Pietro Metastasio.

Metastasio
d' Italia.

Pietro

il

Nacque

Roma

maggior poeta melodrammatico nel 1698 da famiglia oriunda

d'Assisi; mori a Vienna nel 1782, poeta di Corte. Egli ridiede dignit artistica alla poesia melodrammatica che,

sopraffatta dalla musica, era totalmente decaduta. Scrisse


quali Didone abbandoben veutisei melodrammi, tra nata , Catone in Utica {il tuo nobile Caio - cfr.\ Clemenza di Tito , Temistocle , Attilio Regolo
i
i

id str. 1.

prigionier consol di Iio7na). tutti i drammi del Metastasio scaturisce un insegnamento morale quasi tutti personaggi sono personificazioni generiche di un eroismo astratto.
{il

Da

Meteora.
IJ.R. Bicocca di

Meteora

L>00

Milano.

San Giacomo
str

18

ogni fenomeno die ha origine e sede nelT atmosfera. Detti fenomeni sono sempre di breve durata (lampo, fulmine, bolide, ecc.).

deh come sparve luminosa.... imperiai riieteora d' Itala casa aleramica dei marchesi del Monferrato (cfr.) pass veloce come meteora nel cielo della
lia, ecc.

storia d'Italia.

Metriche
O. B. Alle Fonti del Clitiiiuiio,
str. 14.

Mevania
il

L.

G. Francesco

Petrarca,

str.

dell'Umbria, presso Clitumno(cfr.). Situata in luogo umido e chiuso, e spesso ombrata da caligine (nebbia). Famosi i bellissimi buoi del suo territorio (v. Appendice). V. Bavio. Mevio Il garrir de' loschi Mevi le vane chiacchiere e le sciocche questioni dei critici maligni e cattivi.

Ragioni metriche. lodicriia Bevagna, paese


v.

L. G. str.

Sat.ina,

Michele

7. 8.

nome dell'arcangelo che secondo il mito cristiano espulse dal Paradiso Terrestre, con la spada {il brando
mistico) infocata.
la

Adamo

ed

Eva quando ebbero commessa


ellenismo) che significa

Ajp Da G. C. Cordara, v. 7.
O.

prima colpa. Microcosmo grecismo


colo

(dir.

pic-

mondo

B Su
str. 4.

l'Adda.

Milano

ricca, industre e popolosa citt d'Italia, situata nel centro della pianura padana. La sua storia, cosi nei

tempi antichi come nei raedioevali e nei moderni, importantissima. Negli ultimi anni del sec.XI e nei primi decenni del XII, durante l'assenza dell'imperatore di Germania, le citt dell'Italia settentrionale e centrale erano sorte a libert (cfr. Comune) e ciascuna naturalmente pensava alla propria grandezzn, e spesso il fiorire di una determinava la rovina di un'altra. Cosi da pi anni Milano era in guerra con Lodi (cfr.) perch Eriberto d' Intimiano, vescovo di Milano, voleva imporre a Lodi il vescovo, che i lodigiani invece avevano diritto di eleggere liberamente. Lodi si oppose, fu assediata, resistette, ma la rabbia vindice (vendicativa di Milano ebbe ragione delia misera citt (1111) e la pose a ferro e a fuoco (arse in itali incendi).
I

Canzone
gnano,

di

Le-

str. 6.

Barbarossa, i Colotta per conservare la loro libert. Milano nel 1159 espulse il rappresentante dell' imperatore, e Federico, che dall'anno prima era in Italia, rivolse indignato le armi contro la citt ribelle, dopo aver distrutto Crema che aveva commesso il medesimo atto. Stretta d'assedio, alla fine Milano si arrese por fame i'll(V2). Il 1 di marzo {ralen di marzo) consoli andarono a Lodi dove l' imperatore aveva preso stanza e gli giurarono obbedienza. Poi il 4 andarono pi altri, fra quali 36 vessilliferi che, baciando il piede
(cfr.)

Divenuto imperatore Federico

muni

italiani dovettero sostenere

una lunga

Milton.
all'imperatore,
lano, e

201

Mincio.

gli consegnarono 30 stendardi di ]\rimastro Guitelmo, peritis.sinio maestro d'areiiitettura, le chiavi della citt. Poi il G and tutto il popolo: precedevano (jli ahilanti delle tre 2}orte Vercellina, (,'omasina e Nuova; veniva quindi il carroccio fcCr.) allattato in guisa che di l si poteva comodamente combattere [parato a r/iterra) seguiva la moltitudine delle altre
i ;

Canzono
enano,

di

I,co.

htr.
7.

ij. str.

kl.

tre porte

Homana, Ticinese

e Orientale. Giunti

innanzi

all'imperatore, l'alta trave che sorgeva in mezzo al carroccio e dalla quale pendeva il gonfalone, si chin, e

l'imperatore tocc i leuhi del gran vessillo in sogno di Milanesi in abiti dimessi (resizt dominio. Cosi stettero i sacchi della penitenza), a piedi nudi, sotto la pioggia, a implorare misericordia. Ma invano. E tornarono il giorno dopo; e videro V imperatrice e da lei invocarono piet sempre invano; ch anzi l'imperatore impose loro di atterrore le due cinte della citt. Aspettarono nove rjiorni e al decimo un bando dell' imperatore li cacci a forza da Milano, s che la domenica degli ulivi o della Passione, otto giorni prima della Pasqua del 11(52, Milanesi rifugiati nei quattro Corpi santi, i sobborghi della citt, videro l'orrenda distruzione di Milano [Mazzoni e PjcCIOLa]. Ma quattordici anni dopo Comuni lombardi collegati ebbero ragione dell'imperatore nella memoranda giornata di Legnano (cfr.), dove l'impeto disordinato dei Tedeschi fu trattenuto dalla fanteria milanese e dalla cosi detta Compagnia della morte {il drappel de la di vincere o di morte), " " i cui membri avevano giurato morire. Nella storia del Risorgimento, Milano va specialmente famosa per le cinque giornate (18-22 marzo 1848) combattute vittoriosamente dal popolo contro gli Austriaci, che furono costretti ad abbandonare la citt.
i
:

jj.
id. atr. 8.

id.str.
id.
id. str.

9.

10.

id.str. 11.

id.

Ju. Sicilia e la

Rivoluzione,
str. 6.
id.

Ju.

A Vittorio
str.

Emanuele,

grande poeta inglese. Prese Milton (Giovanni - 1608-1674) parte alla rivoluzione contro Carlo I (cfr.), poi, restaurata la monarchia, si ritir in una sua villa, dove cieco compose la il Paradiso perduto , poema che narra in 12 canti cacciata degli angeli ribelli dal Paradiso, il fallo e la punizione di Adamo, poi la storia dell'uomo prima della redenzione. poeta greco della fine del VII secolo a. C, Mimnermo nato a Colof^one poco lungi da Smirne (Asia Minore). Con 11,i. i elegia greca divenne passionata lui, per la prima volta, malinconico all'ermo che il Poeta molle romantica. e e morire migliore ventura del vivere. aflluente di sinistra del Po. Esce a Peschiera dal Mincio lago di Garda, in cui era entrato col nome di .Sarca, forma i laghetti di Mantova e si gotta nel Po a Gover-

0. B. Pei- un instituto di eie-

L. G.

Per

il

tra-

porto delle
reliquie di

Foscolo,
Santa
str. 2.

U. in

Croce,

o.
jj

B.

Sirmiono,
'

^^^ Vx vi
ne, str.
2.

Mino.
G. E. Kel 20" anniversario dell' 8 agosto, str.
3.

202

Mirsllo.

nolo (cfr. cigno). Poco lungi dalla sinistra del Mincio a sud-est del lago di Garda l' infausta Custoza (cfr.).

,)u.

.Sicilia e la

l?i

vuluzioiie,

str. 4.

R. N.Fiesole, str.
4.

che d'Aus/ria e Boemia la pl'he si disseta di MinBrenta fnich i soldati dell'impero austriaco accampano in Mantova e nel Veneto [e ci fu lino al '(jO|. Mino da Fiesole scultore niito nel 1431 morto nel 148t. Di lui, nella cappella Salutati della cattedrale di Fiesole, una tavola marmorea rappresentante la Madonna inginoccliiata presso il Bambino tra san Komolo e san Leo/''<?*

cio e di

nardo.

id.

Il bambino Ges, seduto sopra un gradino, accenna con puro atto di grazia al piccolo snn Giovanni. Mino am rappresentare nel marmo bambini, e' lo fece sempre con gentilezza s((uisita pare - dice il C. - che alle loro chiome ricciute sorrida a natura che anch'essa r, come Maria, rerfjine e madre [Mazzoni e PlCflOLA].
i
:

0. B.
str.

ramar,

Miramar
ISG e

1, 2, 4.

id. .str. 8. id. str. 8, 2.

id. str. 4.

- cfr.) costruito tra il ISGO sotto la personale; sorveglianza dell'arciduca Blassiniiliano (cfr.), per accogliervi la bella e giovine sposa Carlotta, principessa del Belgio, e vivere l dentro felici {castello pe' felici rjiorni, nido d'amore). Sorge f/ranitico, sopra un bastion di scogli, a picco sul mare, a nove chilometri da Trieste, in posizione incantevole; dalla terrazza si vede da una parte Trieste e la lunga verde costa
il

castello crocea d'Ahsbitrgo

iJ.

id.str.

1.

lagune grandi nevate Alpi della Gamia e del Cadore [Mazzoni e Pjcciola]. La bianca mole del castello ornata di torri che accrescono eleganza al Iteli' edificio. Nell'interno
istriana, dall'altra (a le
di

due

viste

d'Adria

-cfr.) le

Grado

e di

Venezia, e

al limite dell'orizzonte le

id. str. 9.

la sala

maggiore

i;

istoriata

di

trionfi e

incisa di sa-

pienza : i)endono infatti dalle pareti due quadri, l'uno rappresentante l'apoteosi (l'esaltazioiie, il trionfo di Masi

similiano, l'altro un'allegoria dell'impero di Carlo V (cfr. avo degli Absburgo; tutt' intorno poi sono inil grande

>,

id. str. 10, 9.

cise pi sentenze latine, in parte dettate dallo stesso arciduca. Nella stanza di studio presso quattro usci della biblioteca sono busti marmorei (non le animose
i i

tavole [quadri])
id. str. 9.

<li

Dante

(cfr.), di
(cfr.),
i

Goe^/(e

(cfr.). di

Shake-

speare (cfr.) e di Omero miliano (il sire) amava.


di

Quando
il

grandi poeti che Massiil

C. visit

il

castello

id.str. 1,2.

id. atr. 10.

corso da nubi minaccianti pioggia [piovorno) e il mare (pelago) era burrascoso. Nella stanza di studio di Massimiliano, il C.vide ancora aperta sul tavoliuo un'antica edizione di romanze castigliane (di Castiglia [Spagna]): il lomancero d, libro d'avventure eroiche e d'amore [cfr. la nota del C. stesso]. Miro mirabile, meraviglioso, straordinario. Mirsilo V. Alceo.
(estate
1.S7S),

Miramar

cielo era

Mirteo.

(li

208

il

Molosso.

Mirteo....

ridi'

inirli; oniatu di mirti. slUlav la mirtea ckiovia, ecc.

poc(:i Alltio

.III.

Canto

ib

l'i i-

'l'ilMillo

(clV.),

iidiiKo

(lii

raiiiore

di

Neera

(cIV.),

oblio la

iii:ivrii,str. :i4.
.III.

vi.sionc di Apollo dalla cliionia ornata di mirto, il ([iialo, conio dio doi poeti e amico ai loro amori, lo incuora a sperare d'esser<! corri.sposto e a volger frattanto lid'eiili progliiore agli di superi (celesti). nome fantastico e convenzionalo di filosofo. Mirtillo

A Tulio A pol'>ij.

lino, Blr.

Ju.

un

filuoufn,
li.

sti-. 2.

Mirto
(Ica

pianta che
:

gli

aiitiolii

dicevano sacra a

\'eiiero,

0. U.

Sinuione.

dcH'Amoro. Miserar misorore


lingua latina abbi piet di me
in

v. 51

!).

principio dell' invocazione cristiana Miserore mei, Domine! (0 Signore,


d'i

0. K. Muniinisse
liorret, str. 3.

jy (ji ila' bei colli che a'

del cimenlo, ecc.

gi

dai bei colli fiorentini

che
|

al

teniio dell' assedio di Fi-

(15:J0) videro l'eroico impeto degli assediati contro resorcito imperiale (fidvo biondo-rossiccio] slruuier), ecc. Missolungi paese della Grecia occidentale, sul Golfo di Patrasso. Nella guerra d'indipendenza combattuta dai (ireci contro i Turchi sostenne un eroico assedio;! difensori, dopo un anno di estreme ])rove di valore, fecero un'ultima sortita guidati da Noto Lotzari (cfr. Ilozzari); alcuni riuscirono ad aprirsi un varco tra i nemici, comandati da Koscliid pasci; gli altri, perduta ogni speranza di salvezza, rimasero volontariamente sepolti sotto le rovine di Bli-ssolungi da essi stessi distrutto con le mine (22 aprile 1826). Giorgio Byron (cfr.), che era accorso in Grecia con altri valorosi a combattere per la causa ellenica, colto da febbri malariche era morto due anni prima, il l."{ aprii e 1821 proprio

ronzo

0. B. Pcoglio

(li

^.^uaito, str, 9.

dove invece avrebbe dato con entusiasmo la durante l'eroico assedio (.v(7 - cfr. l'eroico Misi-oiiaigi). citt dell' Emilia, famosa nella storia del KisorModena giiuento, specialmente jicr l' insurrezione del ISH] in cui (Jiro .A[enotti, tradito dal duca Francesco IV che non voleva cadere in disgrazia dell' imperatore d'Austria, fu vilmente imprigionato e poi condannato a morte. Degli eroici compagni del Menotti deve essere ricordato Nicola Fabrizi, che, sfuggito nel '31 alla morte, spese poi tanta parte della vita per la risurrezione della patria. delicato. Molle
a ^Missolungi,

vita

id.
.Tu.

Jlodena e Bo-

Irigna.

O. B.

Su l'Adda,

str. 12.

Molosso
nel

pseudonimo di Paulo Fambri (cfr.j che pubblic Fanfulla (cfr.) una critica delle Odi barbare. Paulo Molosso ringhia, o antichi versi italici, ecc. Fambri ringhia ecc. ecc. in Paulo Fambri, proprio come un molosso (cane pi tcro del mastino) ringhia che io seguo o richiavio il ritmo ^i numeri) degli antichi versi italici (i metri barbari: cfr. Odi barbare,) co '1 bat>

O. B. Saluto italico, v.
1.

id.

ter del dito

;>.

Moltisono.
R.

201

Monferrato.

li.

La guerra,

Moliisono

dai

molti e vari suoni.


Ilaria - 1489-1544)

str. 8.

G. E.

Canto dell'amore, str. 6.

Molza (Francesco

scrisse eleganti versi italiani e latini. In alcuni distici [unione di due versi, solitamente disuguali, che proce-

poeta modenese;

dono alternati]
fatti
n. R.

egli

accenna

ai

lavori

di

fortificazione

Piemonte,

str. 8.

R. R. Bicocca di

San Giacomo,
Btr. 16.

R. R. Piemonte
str. 8.

eseguire in Perugia da papa Paolo III (cfr.). Mondovi piccola citt del Piemonte, in provincia di Cuneo. E situata in posizione collinosa dove le Langhe (cfr.) si aflfacciano al piano. antico marchesato del Piemonte, compreso Monferrato oggi per la maggior parte nella provincia di Alessandria e in parte minore nelle Provincie di Cuneo e di Torino, territorio collinoso, ricco di vigneti (esultante di vigne) che danno ottimi vini. La leggenda fa derivare il nome di Monferrato da mun che nel dialetto del paese significa mattone o frrha > che vale ferrato , perch Aleramo (cfr. il fondatore della casa che fu signora del Monferrato, prima della gran corsa attorno al terri-

I,

torio

che
gli

fu poi suo, volle

ferrare

il

cavallo, e

non

tro-

R. R. Bicocci di

San

Giacomo,

str. 16.

strumenti necessari avrebbe adoperato un mattone. Si narra che quando l' imperatore Ottone I si nipoti, rappacific con la figlia, con Aleramo e con diede a tutti il cingolo (cfr.) della cavalleria e consegn il simbolo della milizia con la balzana (cfr.) di color rosso e bianco, che doveva essere il segno del valore e della fede di tutti gli eredi del seme di Aleramo . I quali infatti non vennero mai meno all'obbedienza agli imperai

vando

id. e

Canzone di Legnano, str. 4.


San Giacomo,

tori (Cesare) e alla religione di Cristo.


I marchesi del Monferrato furono amanti della poesia (gente di canzoni amica): sulla fine del sec. XII ospitarono nella loro corte poeti provenzali Pietro Vidal e
i

R. R. Bicocca di
str. 17.

Rambaldo
il

di

Vaqueiras: anzi quest'ultimo accompagn

iJ.

marchese Bonifacio IV, al quale era carissimo, nelle guerre contro Asti e nella spedizione di Enrico VI in Sicilia, poi lo segui in Oriente alla quarta crociata (12021204) componendo sin-enlesi (cfr.) caldi di ardore guer-

resco.

iJ.str. 18.

discesero e regnarono in Monferrato per Ottoni, Enrichi, Bonifazi, Guglielmi. E mandarono dei loro alle crociate, pi di ogni altra casa principesca d' Europa. 'L'oriente esercit sempre un fascino speciale sugli Aleramici che vi trovarono spesso la morte; Bonifazio IV, gran capitano della quarta crociata e re di Tessalonica (Salonicco), rimasto mortalmente ferito in uno scontro coi Bulgari, ebbe mozza la testa (1207); il fratello maggiore Guglielmo, conte di loppe (Giaffa) e di Ascalona, mori di oscura e immatura morte a Gerusalemme (1177); il fratello minore Kainero, genero
circa
tre
secoli,

Da Aleramo

Monna.
(li

205

montecitorio.

Maiiuelt Comiioiio, imperatore! d' (jrioiite, coinvolto in


i

palazzo (ini suoi giorni a Costantinopoli ilis;!); il padre stosso Giii,'liclmo IV, rimasto prigioniero del Saladino (sultano d'Egitto) nel 1187, mori poco dopo. E in oriente fini la discendenza diretta dfgli Aleramici pereli dopo Giovanni I (morto nel 1305) figlio di Guglielmo VII Spadalnnga, la signoria del Monferrato pass a Violante o Sobanda, che era andata sposa anni avanti ad Andronico Paleologo in Costantinopoli, dove fn chiamata Irene. Il figlio di costei, Teodoro Paleologo, venne in Italia a raccogliere l'eredit di Giovanni e cosi i Paleologi ebbero per poco meno di tre secoli (fino al 158.") il Monferrato. Dopo, la signoria fn tenuta meschinamente dai Gonzaga, finch nel 1707 il Monferrato pass tutto a un'alira (/ente: ai duchi di Savoia (Vittorio Emanuele II) che fino dal 1C:51 avevano gi ottenuto quella parte che sta tra il Po (cfr.) e il Tanaro [cfr. Cakdtjcci, Op., XX, 5 Gli Aleramici ; Abia, Le Langhe e il Monferrato |. madonna, signora. Monna
lina rivoliizioiu; di

li.

.San

K. Bicocca di (Jiacoiuo.

str. 1.

id. Ktr.

19.

Ju.

Alla Musa
1.-

odiornissinia,
slr.

Montagnola Montanara

v.

Bologna.

Ju.

Sicilia e la Kivoluzioue,

v.

Curtatone.

str. 8.
,Tu.

Montaperto
Senesi e

o Montaperti
fu

tembre 1260

luogo di Toscana dove il 4 setcombattuta una famosa battaglia tra


i

Dante,

V. 133.

guelfi dall'altra.

ghibellini dall'una parte e Fiorentini questi tocc una rovinosa sconfitta. battaglia fratricida, quindi il campo dove fu comgli esuli

battuta ferale.

Montebello

la battaglia

paese nella provincia di Pavia, celebre per combattuta poco lontano il 20 maggio 1859

Ju. Montebello.

tra gli alleati franco-piemontesi e gli Austriaci. La divisione francese Forey e dieci squadroni di cavalleria pie-

montese condotti dal brigadiere Maurizio De Sonnaz combatterono parecchie ore contro due divisioni austriache
guidate dal generale Stadion. Gli Austriaci furono respinti con gravi perdite e si ritirarono al di l dal Po. il pi potente massiccio delle Alpi occiMontebianco dentali compreso tra il colle della Seigno e quello di Ferret; contiene trenta e pi vette che sorpassano i ;5000 ni.; culmina nel Monte Bianco a 4807 metri. palazzo romano cominciato nel 1(J50 a spese Montecitorio della famiglia Ludovisi su disegno di Lorenzo Bernini (1598-1G80), compiuto nel 1697 dal pontefice Innocenzo XII, per opera dell'architetto Carlo Fontana. Col nome di Curia Innocenziana ospit il tribunale di polizia sotto il governo pontificio; dal 1871 sede della Camera dei deputati del regno d' Italia.

0. B.

Il

liuto e la

lira, str. 19.

U.K. Esequie della Guida, str. 8.


0. B.

Roma,

v. 0.

App. Ter

la so-

spensione

Don

del Chisciot1.

te, str.

=>

Monte Mario.
.

Monte Mario
cinta dello
la

206

Morgana.

B. Sul molile Mario, str. 1.

mina

colle vicinissimo a Roma, fuori dall'anticii di San riotro. E sparso di ville e, su

rcihi, allicrato di ciprcsK.

G. E.

Versaglia.

Montespan
'

celebro favorita del re di Francia Luigi

XIV

str. 10.

dal quale cliese di Alonte.span.


l(".i:;-171.")).
ili

ebbe

sei figli.

Era moglie

del mar-

Ti.

R. Bicocca
str. 30.

Monte Zmolo
a circa 7J0
nibale).

San Giacomo,

ni. di

luogo della i)roviucia di Cuneo, situalo altezza sul livello del mare (cfr. An-

'

I.

B.

Mi va mar,

G, E. Per (iiiiMoiit e Gaet.


'i'ognetti.

imperatore azteco (cfr. del Messico al tempo Montezunfa della conquista siiagnnola (l.')19-21). Vinto e fatto prigiuniero da l'erdinaiido Cortcz, elio aveva avuto l'audacia di affrontarlo con soli 700 iioniini, 18 cavalli e 14 cannoni, In costretto ad assi.s,terc alla morte, del tiglio e di cinque suoi fedeli uDieiali. IJinicsso -sul tronca ))atto che fosse docile strumento del (.'ortez, fu ucciso dagli stessi Messicani. (iiiseppe Monti, muratore marcliigiano, Monti e Tognetti e (Tactano Tognetli, operaio romano, nel settembre del '07 minarono la caseima poulifcia Serristori in loma, per .agevolare 1' insurrezione die doveva accompagnare l'impresa dei Cairoli (cfr.). Il 22 settembre del '08 furono condannati a morte e la sentenza, confermata dalla sacra

Vincenzo Ju Jfonti Anciira Ville Monti;


.
:

Messerlno.

str. 1.

consulta, fu eseguita il 24 novembre. Monti Vincenzo (17r4-1828) fecondissimo poeta, magnifico e melodioso aimonizzatore di versi. Nato alle Alfonsino, in Romagna, visse la prima giovent a Faenza e a Ferrara (su le rive del Po [Ei-idano]), poi circa un ven-

Ju.

Vincenzo
str. 2. 8,

Monti, 4

K. X. Mito e verit, str. 2.

id. str. 1.

E. X. LX, Visione, str. 3.

tennio a Roma. Sorpreso dal turbine napoleonico, vi si lasci travolgere, e trasferitosi nell'Italia settentrionale dimor, salvo brevi interruzioni, a ^lilano, e riprodusse fedelmente in s, e quindi nella sua opera di poeta, i contrasti, le speranze, gli entusiasmi, le delusioni, le vilt di quel burrascoso periodo storico [Vitt.Ro.'>si]. Scrisse sonetti, odi, canzoni, canti, poemetti, cantate e azioni drammatiche, tre tragedie, traduzioni (famosa quella dell' Iliade ) e prose su la lingua. Nella sua poesia lo spirito vergiliano e dantesco e il sentimento epico. Mordrec figlio o nipote ribelle di re Art (cfr.). Appostatosi ed attesolo per ucciderlo, ricevette da Art un colpo di lancia (antenna) nel petto, cos gagliardo che, secondo la favola, dietro 1' apertura della lancia, per mezzo la piaga, pass un raggio di sole. una delle mirabili cose che la leggenda attribuisce alla destra d'Art. Morgana leggendaria sorella di re Art (cfr.) istruita da Merlino (cfr.) nell'arte magica. Col nome di Fata Morgana si designa particolarmente quel fenomeno ottico prodotto dalla ritrazione dei raggi solari, per cui nello stretto di Messina appare tal-

Morituro.

207

MufiTRia-

(la ima .spdiula il pacsaK^ii) dell'altra capovolto. Ma movijana vai! aiiclio {^ciioiicainciitt' niirajfjio, cioivana e fallace illiisioiic per la quale si vcile innanzi a 8 cosa clic in icalt;\ non esiste. Morituro clic .sta per morire.

volta

l'ala

sui

morlitro

sole

0.

li.

Nella piaz(li

clic traniunla.

za

8.111

l'ert.

troiilo, V.

Moro

lido
file,

moro

dei Mori o Saraecni o Arabi che dir si voglia. le spiaggic dell'Africa, a cui la fame deli

Jii

0.

T. T.

8tr. 7.

denaro, eoiidnee naviginti (il nauta) per riportare oi'o e riecliczze, siidano / furari d Euro ila \i()l.'ii/.i del vento e delle tcinpi'stei. valoroso soiihiln. cMiiiiti. f|:i tini- ,ilj';isMorosini Kmilio
l'oro, l'avidit del
>.ilii.

III.

Mi-

io

di

i;..ni,i

l.-lV.I

del

1^1'.'.

l:iii:tiiiit:le.

mi'.

JO.
!..(;.

U.,|iM.\s)ir...slr.
-'-'.

iiiiiiil'',

l''i'aiieeseo

il

ntni/t/ion

(ifli;i

celi lui'

i,iiiiix;li.i

\i'in'-

(;.!:.

Le nozze

(3fci

diede itaiecclii i)ei.sonaggi illustri alla Jicpnbdei pi grandi cai)itani del suo tempo; ditese vigoros.imente Candia (capitale dell' isola omonima, detta anche Creta, a sud-est della Grecia) assediata dai Turchi, ai quali ritolse nel 1G87 la Morca (antico Peloponneso: parte meridionale della Grecia). Per questa memorabile impresa Venezia gli decret un busto in bronzo con l'iscrizione: A Francesco Morosini Peloponnesiaco, ancora vivente, il Senato . Mors parola latina che significa Jlorte . Per gli antichi la morte era personificata in una dea (diva) triste e sererrt, dalle grandi ali nere. L'ode fu scritta quando nel 1874 infier un'epidemia difterica (v. Appendice). rupe della Carnia (cfr.) dove la leggenda narra Moscardo die Silverio, un dannalo a cui le credenze popolari attribuiscono lo sfrananiento della montagna presso il Moscardo stesso, apparisse vestito festivamente, con mantello rosso e cappello verde per mirare le fate danzanti sulla
elie

ziana
blica.

ruare, str. 4.

Fu nno

O.B.
0. B. Mora, V.
id. V. 15.
1.

R. N. In Caniia,
str. 9.

U.

id.str. 12.
id. str. 1.

Tenca (cfr.). Mozzorecchi imbroglione


rante.

leguleio

disonesto

igno(cfr.

.Tu.

.Sur

un canoai

nico, str. 12.

Mufti

capo spirituale della religione maomettana

,Tii.

Ancora

Allah), nominato secondo i desideri del califfo (il sultano). Torrei jjrima il r/ran cane od un viift, ecc. ai vo-

poeti, str. 8.

gran kan (suprema autorit presso Tartari, popoli orientali) od un muft. valle della Sieve, fiume toscano, attinente di deMugello
stri eroi preferirei
i

il

L G. Poeti

di

stra dell'Arno.

pari e biaiie;i. V. UlT.


(cfr, )

Muggia
golfo.
di

paese dell'Istria

situato di fianco a Trieste nel

O.B. Saluto
lico, V. 24.

ita-

Conserva ancora sul jialazzo dei Rettori l'antico leone Venezia e l'ala merlata del vecchio castello veneto.

O.

B Mhaniar,
str, 3.

Mugrgrio.

208

Murat.
mugg
.

0. B. Alessaii dria, str. 2.

Muggo

voce

verbale equivalente a

Ju.

Il

ai str.
Jii.

Biuchicllo linguaioli,
1.

Mugnone

piccolo fiume toscano afilueiitc dcU'Arno.

Prologo,

V.

182.

Xarra una graziosa leggenda che un giorno un giovane chiamato Mugnone andando a caccia arriv a nn fiume (che ebbe poi da lui nome), dove trov una bella ninfa, la quale vedendolo si diede a fuggire. Mugnone la insegu, la raggiunse, la strinse fra le braccia, coprendola di baci ardenti. Cosi la ninfa fu contaminata. Allora la dea Diana, gelosa custode della castit verginale, vedendo i due insieme abbracciati, con grande ira scocc dall'arco una freccia e li uccise entrambi. Ove il Mugnone ancor timido (timoroso) dell'infallibile strale della vergine Diana
{de la virginea

iti

v.lSl

seg.

certa saetta), si affretta a raggiungere che ancora si dolga dell'amore e degli abbracciamenti della ninfa, mal concessigli, perch gli recarono la morte, ivi, tra il fiume e il monte, alle falde di Fiesole in mezzo a' nitidi colli, cio fra campi bella-

VArno

e pare

mente

coltivati,
affitto

il

Chiarini
il

(cfr.)

nell'estate del 1865

aveva
fin-

preso in

una

villetta (un'ascosa viagion),

che fu

L.

G.

Poeti di
bianca,

ritrovo de' pochi amici rimasti dopo il 1859 a Firenze, e di quelli che, come il C, di tratto in tratto vi capitavano [Chiarini, pag. 164]. castello dei Malaspina (cfr.) in Lunigiana sulla Mulazzo
vi rest

ch egli

parte
V. 30.

O. B. Sirniione,
V. 31.

destra della Magra, fiume che sbocca nel mar Ligure a sud-est della Spezia. Muitivolo che vuole molto, che molto brama.

0. B.

Da Desen-

zano, str. 4.

!..

G.

Brindisi,

btr. 17.

paese sul lago di Garda situato circa a met strada da Desenzano (cfr.) e Sal (cfr.). E nome greco, e anche i nomi dei luoghi vicini testimoniano forse l'antica esistenza di una colonia greca e specialmente attica \P. Ilos.si, Verona e il lago di Garda nella poesia di G. Carducci , 1908, pag. 91]. isola e villaggio presso Venezia, celebre per hMurano produzione del vetro. Come Venezia, fu francata (liberata) dal dominio austriaco nel '66.

Muniga

R. N.
str.

Ca
3.

ira,

II,

Murat Gioacchino (1771-1815) famoso generale francese, salito da umile condizione ai pi alti gradi militari durante il consolato e l' impero di Napoleone (cfr.). Spos
Carolina, sorella di Napoleone, dal quale nel 1808 fu fatto re di Napoli, ma quando giunse al termine la fortuna

sedurre dall'ambizione di a una corona) e si alle con l'Austria per combattere il cognato (1814). Dopo un periodo di incertezza tormentosa in cui non sapeva se secondare risolutamente l'Austria e gli alleati, o accordarsi un'altra volta con Napoleone che dall'isola d'Elba maturava il disegno di riprendere la corona imperiale, tesi

napoleonica, Murat

lasci

farsi re d'Italia {s'abbatte

Muse.

209

Musulmano.

incndo Napoleone se vittorioso e gli alleali se trionfatori, pens cIk;, cliiamando '' Italiani a raccolta i)cr combattere la guerra (riiidipeiidenza, avrebbe trovato in essi il pi sicuro a|t|)oggi(). Entrato negli btati della (Chiesa, pubblic a liiniini il l'anioso proclama agl'Italiani (.'JO marzo 1815) e mosso contro gli Austriaci. Ma questi lo costrinsero a retrocedere, e il 20 maggio a Casalanza, presso Capua, Murat capitol. Approd quindi in Francia, ma dopo la seonlitta di Napoleone a Waterloo (18 giugno 1815) anche Murat fu bandito, e dovette cercare altrove fortuna, Ambizioso ed esaltato, credette di poter riconquistare almeno la corona di Napoli, e raccolti in Corsica alcuni audaci suoi partigiani sbarc in Calabria al Pizzo. Ma fu subito fatto
usci alla fine d'incertezza e

prigioniero e fucilato

Muse

Giove e di Mnemosine, dee della poesia e delle arti belle. Erano: Calliope, Clio, Melpomene, lana, Euterpe, Erato, brama, Pohmnia, Tersicore.
figlie di

le

il

12 ottobre.

nove

o.B.
"^v.^-

Cerilo, v.ll. *""'!. "''^

logna, v. 17. R. N. Vittore

Jii.

Hugo, str. C. A Febo Apo'.line, str.


.'JU.

Le
e
. '

parole
..

musa

muse

valgono spesso

poesia

o.

b.

Counua\^

poeti

P ^T'\\R. N. Ali Alessandro D'Ancona, .str. 12. R. R. Alla citt di Ferrara, I, V.2. 0. B. Sirmione, V.47.

Cofjli

le

jnir'e

mune

tre

rami, ecc.

cogli

per Ca-

id. v. 51.

tulio (cfr.), Virgilio (cfr.) e

Dante

(cfr.)

tre rami, ecc.


0. B. Nella piaz^-^
'^l

Tale la viusa ride fuggente al verso in evi trema un la dea della poesia sorride al Poeta desiderio, ecc. che tenta rimettere in onore la bellezza antica della metrica classica (cfr. Odi barbare). dalla poesia di Orazio (cfr.), che da le tihurti muse

^*"
*

^''
'

20.

R. N.

il

Sonetto,

predilesse
lina villa.

il

soggiorno

di Tivoli

(TiburJ dove possedeva

str. 2.

la

Oscia,(/Hrato [la musa odiernissima],/' c/te <i rico?'cZi, ecc. poesia d'oggigiorno, vedovata dei grandi poeti del
: 1f-

Ju.

Alla Musa
4 e sogg,

odiemissnu.i.
str.

passato e dimentica di
disonesta. le secure vinse
zioni.
le

j-

essi, si

concede a

j.

tutti

il-

come donna

l'ispirazione serena, senza preoccupa


V ispirazione sincera.
di

.lu.Candidisoli
^*'- ^

...

libere

muse

ju.

0.

T. T.,

.str. Vi.

Musulmano
mettano

seguace della religione


Allah).

Maometto

mao-

R, R- i-a Guerra,
^t'"'

(cfr.

^^-

Dizionario Carducciano.

Nabr esina.

210

Napoleone BonaparteJ

N
O.B.

Mi ramar,

str. 5.

Nabresina paese a nord-ovest di Trieste (cfr.), situato a poca distanza dal maro sull'altipiano aspro e roccioso
del Carso. Naiadi v. Ninfe.

O. B. Alle fonli
ilei

CU tulli Ilo,

str. 24.

R. K. Primavere Ellen. (II Dorica), str. 23.

Naidi

naiadi.

G.

E. Ter Gius. Monti e Gaet.


Togiietti,lI,str.
5.

Naim

citt della Palestina presso Nazareth, dove Ges Cristo fece risuscitare il figlio della 'piangente vedovella onesta.

Jii.

Prologo,
ia.v.107.

V.

Nando

lUl.

id. V. 103.

id. V. 105.

i quali sono adombrati certi toscana poco avanti e poco dopo il 27 ajyrile 1859, scribaccbiatori di poesie, compilatori di strenne e ahnanacclii, uomini tutti privi di carattere e di dignit avevano inneggiato con distici latini [unione di due versi solitamente disuguali che procedono alternati] a nozze principesche (auguste), e ora si atteggiavano ad ultraliberali; avevano esaltato Fio IX e ora si profon-

e Poldino

nomi sotto

figuri della societ

id. V. 107.

devano
78

in lodi

a re Villoi'io

G. E. Per

il

Napoleone Bonaparte
la storia ricordi.
zia),
il

anniversario della Repubblica Francese,


.str.

uno dei pi grandi capitani che Nato in Corsica ad Alacelo (cfr. Leti-

19.

agosto 1769, frequent le scuole militari di ne usc a 18 anni luogotenente di artiglieria. Durante la Rivoluzione Francese, che egli second con entusiasmo, sali tutti i gradi della milizia finch compromesso come partigiano di Robespierre (cfr.), fu dispensato dal servizio dopo il 10 termidoro (cfr. - 28 luglio 1794). Ma scoppiata l' insurrezione realista con la quale i monarchici, approfittando della violenta reazione contro i giacobini seguita alla caduta di Robespierre, tentarono di modificare la costituzione in modo da poter riatferrare il potere, il generale l?o?ia2Jar<e ebbe l'incarico di reprimere la sollevazione (4 ottobre 1795): il che egli compi tanto felicemente da ottenere pochi mesi dopo
15

Urienne e

di Parigi e

R. R. Bicocca di

San

Giacomo,
l-Add.a,

str. 30, 31.

O.B. Su
str. C.

di comandante in capo dell'esercito d'Italia marzo 179G). La fortuna napoleonica cominciava cosi il suo grande volo verso l'avvenire il jallido crso non aveva che 27 anni ed era destinato a volgere secondo suoi disegni la storia di due secoli (il XVIII e il XIX)! Compiuta rapidamente e felicemente la campagna d'Italia (cfr. Annibale, Colli, Lodi, Venezia), Napoleone sbarc
il

grado

(27

Napoleone Bonaparte.
inipiovvidaincntc
e
l:i

211

il

IVapoleone Bonaparte.
coinnicrcio

in

Et,nt(o

por ilamicgtiriarc

lotciza iiiarittima

cieli' Iii},diiiteiTa

o assicurare alla

Francia

predominio sul Mediterraneo. Il 'Jl Inolio 17'J8 il Mamelucchi, arditi a Giscli presso le i)iraini(li seonissc c.ivalicri che dominavano il i)aese sotto Talta signoria
i

del sultano di Costantinoiioli. La l)atta(,'lia prese nome nUc pi'amidi, i }?i}j:anteHelii inonuuKMiti eh^vati l. Faraoni (cfr.) 4000 anni circa a. C. e destinati a servire loro

R. R.
''^'''

La Guerra,
^?;

tomba. Si narra che Napoleone gridasse ai suoi solQuaranta Hecoli \\ dati prima di lanciarli all'assalto: guardano dall'alto di queste piramidi . E cos gli Egiziani, che il {',iovane generale si era amicato parlando loro di libert e di uguaglianza, i)arvero liberati dal giogo dei Mamelucchi in virt dei diritli dell' nonio che la Kivoinzone Francese aveva solennemente dichiarati e che ora Napoleone diffondeva per il mondo all'ombra (/!<?i (re colori (rosso, bianco, azzurro) della nuova Francia repubblicana. Durante la lontananza di Napoleone, si era diffuso contro il Direttorio (cosi aveva nome il governo temperato istituito in Francia il "20 ottobre 1795) un generale malcontento per la debolezza mostrata all'interno e per U; sconftte patite dagli eserciti francesi in Europa. Conosciute queste notizie Napoleone affid il comando dell'esercito d'Egitto al generale KU'bcr (cfr,) e dopo pericolosa navigazione sbarc in Francia (ottobre 1799) e giunse inaspettato a Parigi. Accordatosi col fratello Luciano, presidente del Consiglio dei cinquecento, col direttore Sieys egoista ed avido, coi ministri Tallej'rand e Fouch e cogli amici intimi della famiglia, risolvette di rovesciare il governo. Facendo credere al Consiglio degli anziani che l'assemblea era minacciata in Parigi dal pedi
<i

il-

id. str. l'J.

una sommossa, l'indusse il 18 brumaio (9 novembre) a trasferire la sede dei due Consigli a SaintCloud e ad aflidargli il comando della guarnigione di Parigi. Barras minacciato, Sieys e Koger-Ducos complici rassegnarono le dimissioni, Gohier e Moulin furono imprigionati. Il 19 Consigli si adunarono a Saint-Cloud
ricolo di
i

O.B.Por
te di

la nim--

Napoieo-

"u.,^"^"'"'

circondati dalle truppe. Gli anziani, rinvenuti dalla sorpresa della vigilia, stavano deliberando un messaggio al Consiglio dei cinquecento per 1' elezione immediata di un nuovo Direttorio, (juando il I?onaparte entr nella sala accompagnato dallo stato maggiore per impedire qualsiasi provvedimento. Penetr quindi nell'aula dei cinquecento seguito da alcuni granatieri. L'atto audace produsse un gran trambusto; i deputati in piedi gridavano: abbasso fi tiranno . Il presidente, dopo aver tentato invano di ristabilire la calma, usci per arringare i soldati contro i briganti dell'Assemblea; allora un distacca-

Napoleone Bonaparte.
mento

212

Napoleone

Eugrenlo.

O.B. Per la morte (li Napoleoiie

Eugenio,

str. 10.

id. fair. 11.

di granatieri, comandato dal generale Ledere cognato di Napoleone, invade le sale e ne scaccia i depntati. Verso le dieci di sera nna cinquantina di rappresentanti riuniti da Luciano Iona])arte conferiva la ditBonaparte, Sieys e tatura a tre consoli provvisori lioger-Ducos. Con la violenza militare si era atterrato il governo della Repubblica temperata, e la Francia, avida di riposo e di gloria, tollerava ed applaudiva il colpo di stato, credendo [cfr. Ortensia] ritrovare eoi Bonaparte la pace interna e la vittoria all'estero [Hinaudo]. Poco dopo, due dei tre consoli provvisori cedettero il posto a due consoli definitivi, e Napoleone, che conserv naturalmente il suo grado col titolo di primo console, prese ad esercitare una vera e propria dittatura sulla Francia. Rafforzatosi all'interno, rialz in breve le sorti della guerra contro 1' Europa collegata, cos che circa cinque anni dopo il colpo di stato del 18 brumaio, all'onnipotente generale, pacificatore della Francia e vincitore di tante battaglie, non mancava pi che la corona imperiale (cfr. Letizia). E anche questa ottenne il 2 dicembre 18C4
:

a Parigi.
I dicci anni di impero che corsero fino al 1814, se da un lato segnano lo strapotere di Napoleone, da un altro ne prepararono la rovina. Costretto ad abdicare il 4 aprile 1814, ottenne che il minuscolo ducato di Parma fosse concesso alla sua seconda moglie Maria Luisa per il figlio Napoleone II, il re di Roma (cfr. Napoleone Eugenio); ma dopo il tentativo di riguadagnare il trono per-

id. str. 5.

duto, tentativo iniziato

audacemente

il

26 febbraio 1815

con l'improvviso sbarco in Francia dall'isola d'Elba dove si era ritirato, e finito miseramente con la disfatta di Waterloo (18 giugno 1815), Napoleone I, dopo aver invano cercato di salvare al figlio la corona, abdic la seconda volta. Rifugiatosi sopra una nave inglese fu esiliato nell'isola di Sant' Elena (Atlantico) dove mor il
0. B. Per la
te di

morNapoleo-

5 maggio 1821. Napoleone Eugenio

unico figlio di Napoleone III

(cfr.

Or-

ne

Ku^'oiiio.

tensia) e dell'imperatrice Eugenia di Montijo, nacque a Parigi il 19 marzo 1856, quando il secondo impero napo-

id. str. G.

U.

leonico pareva sicuramente avviato a grande fortuna nel dicembre del 1855 l'esercito francese era rientrato in Parigi dopo la vittoriosa guerra di Crimea finita colla presa di Sebastopoli (cfr.): V Europa ammi-ava la rinascente fortuna napoleonica, il cui simbolo, la Colonna (cfr.) Vendme, pareva risplendere in Parigi come un faro. Eppure la fatalit storica per la quale chi attenta alla libert e alla giustizia dei popoli deve j.'igarne senza eccezione il fio, sia personalmente, sia nei propri discendenti, volle che Eugenio Napoleone scontasse con im:

Napoleone

Eugrenio.

213

Napoleone

m.

matura e misora morte le colpe che il padre aveva commesse per divenire imperatore dei Francesi Giovane di
23 anni, gi travolto dalla rovina paterna, Eugenio, per compiere, come egli disse, un'azione degna dello splendore del suo nome, e per non essere principe soltanto di parata, si arrol nell'esercito inglese e and a combattere i barbari Zul (cfr.zagagliai nell'Africa del sud. Ma giacque morto in battaglia (1" giugno 187'.)), e giacquero con lui i sogni (fantaumi) di gloria sorridenti alla sua anima di n la rjiat/re- esule napoleonide poco pi che ventenne 11, ^ -w if capelli, in Inghilterra - gli fu accanto ad accarezzargli morte lo della n al trapasso (;>as.so) dalla vita al buio segni la voce ['eloqiio) affettuosa della patria piangente un suo figlio glorioso. Come questo, in terra straniera, senza materne carezze e senza udire il patrio linguaggio, era morto il 22 luglio 1832 un altro napolconide a soli 21 anno di et: il re di Roma, l'unico figlio di Napoleone I (cfr.) e dell' imperatrice Maria Luisa d'Austria, nato a Parigi il 20 marzo 1811 fra la trepida gioia del padre, la riverenza dell' Europa, gli inni dei poeti. Ma anch' egli aveva dovuto espiare le colpe paterne: e la fatalit inesorabile lo fece schiavo, dopo la caduta di Napoleone, della corte di Vienna, del nonno Francesco I imperatore d'Austria, e del suo scaltro ministro il prin

o.r..

XI

te ih

Perla morNapoieo-

"" Eugenio,
str. l. id. str. 3.
id.

str.i.

id. str. l.

''^-

*>

st'-^-

cipe di Mctternich. Furono tentati tutti i mezzi per sfrancesizzavlo gli fu sostituito il titolo di re di Koma con quello austriaco di duca di Reichstadt, fu educato austriacamente dal nonno stesso, e perch, cresciuto, non dovesse un giorno fuggire in Francia a ridestare con la sua sola presenza l'idea napoleonica, fu tenuto quasi prigioniero nei palazzi imperiali d'Austria e specialmente a Schoenbriin, dove mori esausto dai piaceri [di baci sazio) facilmente a lui offerti col deliberato proposito di indebolire irrimediabilmente la sua fibra gi minata dalla tisi. E forse morendo sogn di riconquistare con la spada, al rullo battagliero dei tamburi sonanti la sveglia (le diane- eh-.) snWalba, il paterno trono di Francia, mentre alla madre, che troppo tardi si era ricordata del figlio ed era venuta al suo letto dalle vergognose lascivie di Parma, narrano dicesse le nltinie sconsolate parole in lingua tedesca: Ich gehe unter! Mutter! Muttcr (Mamma! mamma! io me ne vado, io muoio!). Ad Eugenio Napoleone [il jjarvolo - cfr.) invano il padre aveva augurato, in cospetto a tutta Parigi (in faccia a Parigi), un destino diverso {lontani i fati) da quello del re di Jloma ! v. Ortensia. Il C, in tutta la sua opera Napoleone III poetica, lo nomina direttamente solo nel sottotitolo di
: !

'

"J- str. 2.

i'^-

"^^-

*^''-

i'i-

str.
id.
>'!

-5.

G. E.

il

Cesari-

'^''-

Il

Cesarismo

>,

e col

cognome Bonai^arte

in

Il

beato

Napoli.

>U

Neera.

Giovanni della Pace , slr. 7 ogni altra volta accenna a lui con perifrasi: fosco figlio d'Ortensia (0. B. Per la morte di Napoleone Eugenio , str. ); masnadier di Francia, imperiai Caino (L. 6. Dopo Aspromonte , str. 18, 20) Cesare sinistro, bieco imperatore (G. E. Per Eduardo Corazzini , str. 25) ladron notlurno, di libertade insidioso amante, Caco imperiai (L. G. Anche per la stessa
;

i 1 1 o r o Ju. Eiuanui-lo, str.


i

AV

[la spedizione del Messico]). bellissima e popolo.sa citt italiana, gi capitale Napoli del regno omonimo- Quando seppe dell'insurrezione di

15.

Palermo
che
il

joli attinge),

R. N. Martin Lutero, str.


1.

Nappo
Nar

tende l'orecchio, il siion della temjjesta Nainsorse ancli'essa (27 gennaio 1848) e ottenne re Ferdinando II concedesse la costituzione. bicchiere, tazza.
(cfr. -

0. B. Allo fonti del Clitumno.


str. 15.

Ju. 11 Burchiello ai linguaioli,


str. 0.

L. G.

Nei primi

giorni del 1862.


str. 2.

G.E. Intermezzo, IX, str. G.

N. Omero, 111,
str. 2.

G.E. Ripresa, III,


str. 8.

R X. Primavere
Ellen.
(II

Do-

rica), str. 7.
.Ju.

latino del fiume Nera che nasce dai monti Si(Apennino umbro-marchigiano), attraversa la parte meridionale dell' Umbria a sud di Spoleto, lascia alla sua sinistra Narni (Xarnia, colonia romana) tra colli feracissimi, e si getta nel Tevere ad Orte. fiorentino, traduttore di Livio Nardi Iacopo (U7G-1563) (cfr.) e autore di nna Istoria della citt di Firenze e di altre opere minori celebratissime per l'eleganza e la purezza dello stile. Narenta fiume che sbocca nell'Adriatico orientale dopo esser passato accanto a Mestar capoluogo dell' Erzegovina, provincia serba ora annessa all' impero austroungarico, ma per secoli soggetta ai Turchi, contro quali combatt parecchie volte ed anche nel 1861-02. la maggiore delle isole Cicladi (mare Egeo), siNasso tuata ad oriente di Paro icfr.), celebre per il marmo ed il vino (cfr. Arianna^ la bella e giovane figlia di Alcinoo, re dei Feaci Nausicaa (favolosi abitatori dell'isola di Corcira - cfr.). Era andata al fiume per lavare i propri lini, e, lavatili, si era messa a ginocare alla palla con le ancelle, quando Ulisse, naufragato sulle sponde dell'isola, le si fece incontro ed ella lo condusse alla casa del padre. Cos narra Omero (cfr.) neir Odissea . cantici cristiani [a Nazareth (Palestina) Nazareni (sa/mi) nacque Ges Cristo] qui i riti religiosi del medio evo contrapposti ai costumi barbarici {germane faide - cfr.) del medesimo tempo. Nebrod monti selvosi del nord-est della Sicilia; non scendono mai sotto mille metri, formano un paese poco popolato, aspro, di una bellezza selvaggia.
billini

nome

A Febo

Apol.'S.

Neera

line, str..3.3,

Ju.

Xeera.

donna celebrata nel terzo libro delle elegie di Albio Tibullo (cfr.) dove sono narrati gli amori di Ligdamo, sotto il quale si celerebbe il poeta, e di Neera. da notare per che questo libro fu a torto creduto di Tibullo.

Nefele.

2ir

Nerone

Il

r Eliso

C. imagina d'esser tratto con la sua fanciulla nel(cfr.) ha' fiori de l'asfodelo ([t'innU della raiiii{,'lia
il

.Ih.

a Noora, A

str.

delle gifjliacee). Varia di amori

candido vale

A'^eera

avgea

Neera,

Ju.

Fel:o Apol-

incostante nell'amore, angustiava, allliggeva il cuore del buono e dolce poeta. titolo della pi famosa e popolare commedia di Nefele Aristofane, il pi grande commediografo greco (!l'j:iSOa. C); significa Nubi e contiene una curiosa caricatura di Socrate, il grande filosofo 170-;^98 a. C). nome antico di mercante popolano lucchese. Nello

line, 8tr. 33.

App.D.-iGC. Cordala,
V. 13.

X Faida
.

di
3.

Comiino, str

Nembi - temporale, tempesta,

nubi tempestose.

0. B. Allo fonti del Clitiimno,


str. 19.

R.R. AlIeValclii-

Nemesi

alata

rio, V. 2.

dea della giusta vendetta,


;

figlia di

Giove

G. K.

Per KduarCorazzini,

nel suo registro ferreo, cio inesorabile, scrive le colpe degli uomini per assegnar poi le pene. Cos Napoleone III (cIV. Ortensia), il Cesare sinistro, il bieco imptralore, colpevole di essersi alleato col papa
e della Necessit

do

str. 25.

contro il buon diritto dell' Italia che voleva loma (cfr.), e d'avere sparso sangue di popolo nel giugno del '49 combattendo contro la Kopubblica romana, e nel dicembre del 'l a Parigi per divenire imperatore, dovr scontare pi tardi le sue colpe con la sconfitta di Sedan (1 settembre 1870), con l'esilio, e con la morte immatura del figliuolo Napoleone (cfr.) Eugenio. tiranni sono di1 / tiranni cui Nemesi divelle, ecc. velti e abbattuti da Nemesi e cambiati in pietre di s reo livore, di cosi brutto aspetto, che tutti le calpestano. Nepente - medicina che bevuta con vino rallegrava il cuore, non facendo pi sentire dolore di sorta (cfr. Elena).

L. G.
1.

P. E.,str.

G. E.

Prologo,

str. 2

R. N. Primavere Ellen. (II Dorica), str. 18.

Nereo

dio marino tglio dell'Oceano, padre delle ninfe oceaniche detto Nereidi; e identificato col mare. dal corso tuo che a Nereo, ecc. il sole non accenna ancora a tramontare tul'andosi nel mare. imperatore romano dal 54 al G8 a. C. I! suo nomo Nerone sinonimo di tirannide e di delinquenza. Fece pugnalare la madre e uccise con un calcio la sua seconda moglie

Ju.

A Febo

Apol-

line, str. 43.

Ju.

A Vittorio
str.

Emanuele,
11. G. E.

Poppca Sabina dopo aver fatto svenare la prima, Ottavia. Condann a morte uomini preclari, fra quali il filosofo Seneca che gli era sfato maestro; commise crudelt,
i

Intermezzo,
9.

VI, str.

dissolutezze e stravaganze d'ogni sorta. II 10 luglio dell'anno 64 scoppi in Koma un gravissimo incendio che distrusse gran parte della citt. La leggenda vuole che. fosse stato Nerone a ordinarlo per godersi dall'alto di

0. B.

a torre di

Nerone.

Nesso.

216

Niccol.

una torre lo spettacolo del fuoco, al quale, toccando la cetra, avrebbe cantato un inno di gloria. Ancor oggi si ammira in Roma una bellissima torre mediouvale (la
torre delle Milizie) che il popolo cliiama la torre di Nerone. Egli poi incolp dell'incendio i Cristiani, die furono per ordine suo ferocemente perseguitati. centauro (animale favoloso dal busto d'uomo Nesso uscente da un corpo di cavallo) che innamoratosi di Deianira, moglie di Ercole (cfr.), fu da questo ucciso con una freccia intrisa nel sangue dell'idra di Lerna (mostro dalle molte teste, ucciso da Ercole stesso). Nesso morendo diede la sua camicia intinta nel suo sangue a Deianira, dicendole che con quella poteva conservarsi l'amore di Ercole. Deianira in buona fede la fece indossare ad Ercole che

I?.

na

N. Ninna nandi Carlo \',

Btr. 15.

E.

R La

moglie

ne rimase avvelenato (cfr, Carlo V). dio delle acque salse e delle Nettuno
turno, marito di Anfitrite

del Gigante.
Ju.

A X.F.P. Ri-

sposta.

O.li.

Da Desen2.

dolci, figlio di SaGigante). Feliciano Pelosini, avvocato, poeta e N. F. amico del C, al quale indirizz nel 185(5 un sonetto. Pelle stesse rime gli rispose il C. [cfr. le Note ai Ju.]. uccello di rapina. Nibbio
(cfr.

P. Narciso

zano, str.
Ju.

G. B. Nic-

colini.

iJ. str. 4.

iJ. str. 9.

poeta tragico nato ai Bagni Niccolini Giovati Battista presso Pisa nel 1782. Cuore infiammato (li San Giuliano d' amor patrio, fu dei primi che in politica avessero il concetto dell' unit monarchica italiana. Pur fra gli entusiasmi suscitati dai primi atti di Pio IX, tenne fede all' idea di Dante, del Machiavelli e di Vittorio Alfieri, che l'Italia non potesse risorgere per opera di un papa. L'arte consider e profess come un apostolato in servizio di codesti suoi principii politici, trasfondendo i suoi sentimenti liberali unitari e antipapali nelle numerose liriche civili e nelle tragedie che sono il principal titolo della sua gloria [Vitt. Rossi]. In parecchie di queste i propositi civili dello scrittore sono cosi palesi che i vecchi governi ne vietarono la pubblica recitazione; agli oppressori dei suoi tempi egli mosse guerra con le tragedie

L. G, In

morte di G.B. Niccolini.


id. str. 4.

id. Btr. 3, 4.

ai Ju. poeti, str. 6.

Ancora

Giovanni da Procida (cfr.) (1830), Arnaldo (cfr.) da Brescia (1843), Mario (cfr.) e i Cimbri (1858). Mori in Firenze nel 1861, e il C. imagina che lo spirito del poeta voli sull'Aventino (cfr.), colle sacro alla liberti!, dove convengono ad accoglierlo le luci dive (le santr anime) di Boezio (cfr.), di Crescenzio (cfr.), di Arnaldo (cfr.) da Brescia, del tribuno Cola di Rienzo (1312-1354) che durante l'assenza dei papi da Roma tent di ristabilire la repubblica, e del lucchese Arato [cir.), il Burlamacchi. V. Machiavelli. Niccol Or via, che Dante e Niccol s' inchina a questa bella Vnnte e Machiavelli, assertori di itaItalia parigina

Nicola Pisano.
lianif,

217

Nicola Pisano.

con

clic

onore vedrebbero

l'Italia atteggiarsi ai

francesi insigne scultore del secolo XIII, nato Nicola Pisano circa il 1--0, gi morto nel 12S4. Fu il promotore del
sensi e alle

mode

U.R.

primo liuascimento toscano; pervenne

al

rinnovamento

dell'arte scultoria mediante lo studio e la diligenza messa intorno ad alcuni pili (arche, sepolture) antichi trasportati a Tisa dall'armata ilei Pisani. Uno tra gli altri piacque fortemente a Nicola [o Nicol]: il Sarcofago greco ove riposano le ossa della tedesca contessa Beatrice di Lorena (il marmo fnneral della contessa; il

R.R.Nicola
sano,
id.
I,
l,

Ti-

str. 2.
II,

str. 1;

greco avello delle tedesche ossa), madre della contessa Matilde (1040-111,')), la famosa signora di Toscana, strenua
sostenitrice degli interessi papali. Da l'nn lato del sarcofago scolpito Ippolito che va alla caccia del cingliiale, dall'altro Ippolito in atto di rifiutare le proposte di Fedra (cfr.). Migr la tomba pi

str. 3.

id

III, str. 2.

volte dall'interno all'esterno della chiesa, e dalla facciata al fianco dell'abside, verso il Campanile, finch fu trasportata in Camposanto, dove tuttora si ammira n. B. Supino, Vita di Nicola e Giovanni Pisani scritta

da Giorgio Vasari

Firenze, Bemporad]. Nicola

si

giov

dello studio dell'antico al punto da trasformare a dirittura le ammirate figure pagane nelle figure cristiane delle sue composizioni; cosi nel ^Jw/pi^o del Battistero di Pisa, che l'opera sua pi celebre, la Fedra (cfr.) del
id.

trasforma nella Vergine [da la gloria di la vecchia nutrice della regina innamorata diviene la profetessa Anna; i cavalli d'Ippolito Magi; i Magi alla lor volta si tramutano in quelli dei sembrano tolti da una figura di Creonte; Simeone riproduce il Dioniso (cfr.) barbato di un vaso greco recante scolpita una scena bacchica e situato allora sulle scalee
sarcofago
si

id. I.str. 4.

Fedra

esce

Maria);

iJ. III, str. 1.

Duomo, ora, dal 1810, in Camposanto. Derivano inoltre da di fluviali e da nercidi alcune figure del Giudizio, dove Lucifero scaturisce dalla deforme imagine di Pane [Supino, op. cit.]. Il pulpito di Pisa fu compiuto nel 1260; esagono e porta sui lati la figurazione della Nativit, dell'Adorazione dei Magi, della Presentazione al Tempio,
del

id.

IV, str

4.

della Crocifissione e del Giudizio.


Ma Nicola intendeva ormai che non bastava pi l'abile interpretazione dei modelli prescelti, se alla tecnica migliorata non rispondeva una pi profonda e pi intima ricerca di sentimento e di espressione. Gi nell' ultima composizione del pulpito pisano raffigurante il Giudizio, Nicola aveva accennato a modificare la sua primitiva e grandiosa maniera per umanizzarsi e addolcirsi. Queste doti si mostrarono ancor pi sviluppate nell'altra sua opera famosa, l'Arca di San Domenico, in Bologna, dove

Nicola Pisano.

218

Nicola Pisano.
lo

Ivi r imitazione

K.R.Nicola Pisano, souelto


I.

scolaro fra Guglielmo. attenua, e si accresce la ricerca del sentimento, cosi che le varie scene assumono nn carattere pi libero e pi vivo LSlpino, op. cit.]. Il C nei quattro sonetti intitolati a Nicola Pisano, esprime poeticamente l' importanza di quel momento storico per cui, sotto le sembianze della fede cristiana, passa lo spirito pnorano del Rinascimento destinato a mutare profondamente tutta l'arte e tutta la vita; il momento in cui l'umano comincia ad affermarsi di fronte al divino, e Tuomo intento s al cielo, volge tuttavia Io spirito all'osservazione di si; e della natura. Queir avviamento classicheggiante degli studi e del pensiero che gi si era manifestato fin dai secoli XI e XII, quella devozione all'antico che in segnito sar pi vigorosa e pi consapevole, improntava nel secolo XIII tanta parte del vivere civile da trasformare lentamente e quasi inconsapevolmente la vecchia societ medioevale nella nuova societ moderna. Il Poeta imagina che Nicola ('simbolo della nnova generazione del secolo XIII) in una giornata d'aprile as-

ebbe prezioso collaboratore


dell'antico

si

messa nel duomo di Pisa tra il pubblico dei fedeli (la divota gente). Fnori, la natura esulta nella rinascita della primavera; dentro, pur tra la luce blanda
sista alla

delle vetrate dipinte,


id.

sonetto

II.

nuova

il

marmo

si illumina e pare risplenda di luce greco dove figurato il mito pagano di

Fedra
cfr.)

(cfr.).

id.

sonetto

III,

id.

sonetto IV.

{il fior di lesse consolatrice degli a^i7<i, redentrice degli oppressi; ma la Divinit cristiana scolpita da Nicola riproduce quasi inconsapevolmente la donna del mito pagano. La bellezza e la grazia riprendono il loro posto nella vita: la Vergine Ilaria si identifica quasi con Venere (cfr.) e sparge intorno allegrezza come l'antica dea. Il rito cristiano pare a dirittura trasformarsi in rito pagano; l'arte rinnovatrice trasporta su l'altare Dioniso (cfr.), l'allegro dio del vino e dell' ebbrezza, e sul pulpito Ippolito, simbolo di sereno vigore. L'ascetismo medioevale si dilegua; letizia e amore tornano ad essere onorate in terra, e le giovani spose nell' ore del vespro levano a Dio preghiere perch i figli nascano e crescano forti e belli alla gioia della vita. E la vita rigermina e si rinnova in tutte le sue forme. L'Italia si rileva dal torpore medioevale, un magnifico risveglio la pervade, il commercio rifiorisce: Pisa, simbolo della rinata vita italiana, ha sciolto al vento le vele delle sue navi verso il greco Egeo, donde si diffuse per l'Occidente quel sano, armonioso ed eterno spirito classico, che ora attraverso i secoli infonde nuovo vigore

Segue un'Esaltazione della Vergine

Nioomede.
alla CHaust.i civilt cristiana.

in

219

Niobd.

armonizza
t)

so Io

risorto: gli
re
il

Pan (eh.), W dio greco elio forze ofjnora operanti della natura, uomini hanno ritrovato la ldiicia in hc
di
litinia
.

stessi e nelle

opere umane.
E.
Il

Nicomede

(Asia Minore), amico di Cesecondo Svctonio (storico romano 7;') al ICA) d. (,'.), era detto da Dolaljella la leinmina che la le corna alla regina di ]5itinia o la
sare (cfr.), vissuto dal

Cesari-

quale,

smo,

li, btr. 4.

sposa segreta della lettiga reale [cfr. la nota del C. stesso a G. E.]. L'amicizia di Cesare per Nicomede, come anche la morte di Catone (cfr.), non giov certo alla fama
del dittatore. v. Gaby. NeI lnnm dell'Africa, geogratcamcnte e storicamente Nilo importantissimo. Solo nei tempi moderni fu scoperto il suo luogo d'origine, ritenuto misterioso per gli antichi che reputavano il Nilo liume sacro. Oggi si sa clic nasce dal gran lago Vittoria nell'Africa Equatoriale; col nome di Nilo Ijianco giunge fino a Kartiim dove si unisce col

0. n.

Alessan-

dria, str. 12.

Nilo Azzurro, indi prosegue per la Nubia e l'Egitto


fino al

(cfr.)

Mediterraneo

Sono note le piogge regolari delle regioni equatoriali. Le rondini, garrule peregrine del cielo, nella stagione invernale, migrano dai nostri paesi a quelli caldi bagnati
dal Nilo.

sbocca per un immenso delta. periodiche inondazioni del Nilo, dovute allo
in cui
Ju.

Peregrino
1.

delciol...,str.

Ninfe.

Gli antichi, che videro in ogni fenomeno naturale una divinit animatrice, imaginarono che anche nelle valli, nei monti, nelle piante, nelle acque si celassero

i;.

E. Elegia del

monte Spluga,
V.
2, 20, ;j2.

K. N.

Brindisi

certe divinit

in

(gura

di fanciulle:

le

ninfe.

Vissero

d'aprilo, str. 2.

le ninfe secondo la mitologia greco-romana, e furono naiadi nei fiumi e nelle fonti, nereidi nel mare, driadi nelle piante, oreadi ^ nei monti, napee nelle valli. Sopravvenuto il Cristianesimo, che fece di tutto il creato l'opera di un Dio solo, sparvero (fuggir) le ninfe dalle credenze degli uomini, e con le ninfe, simbolo delle giovani e vergini forze della natura, ogni altra leggiadra imaginazione pagana, fonte inesauribile di poesia italica [de' tuoi carmi il fonie).

dunque

R. N.
15.

Davanti
str.

San Guido,

O. B. Alle fonti

del Clitumno,
str. 23 e 24. R. N. Primavere
p:ilen.
(II

Do2''.

rica), str.

0. B. Allo
str.
.30.

lenti

del Clitumno,
id. str. 23.

Ninna-Nanna dormentano
Niobe

nenia
i

bambini

o canto con cui (cfr. Carlo Vj.

si

acquetano e ad-

Ninna nanna di Carlo V. R.K. Carlo I, str.


R. N.
1.

che secondo la mitologia greca ebbe quattordici figli, e se ne vant disprezzando Latona, che da Giove ne aveva avuti due soli Apollo e Diana. Questi, per vendicare La madre, uccisero a Niobe tutti figli sotto suoi occhi. personificazione del dolore materno dignitosamente sopportato; pu ben dirsi perci
:

donna

O. B. Per lamoi-

te di Napo leone Eugenio,


str. 13.

Nitrico.

dispersi tutti
i

220

(cfr.)

Novale.

0. B.

Su lAdda,

Rtr. 7.

R. N. Primavere Ellen. (I Eolia),


str. 2.

Bonapartc, che ebbe uccisi o che il C. imagina sulla porta della casa di Alacelo dove li aveva partoriti, tragica ombra in attesa che la furia del mare ne riporti qualcuno, pietoso avanzo del naufragio della sua famiglia. Nitrico aggettivo derivato da nitro, nome del principale componente della polvere pirica. Nivale bianco di neve, o bianco come neve.
suoi
figli,

crsa Niohe Letizia

Ju.

A Bambolone,

str. 7.

R. R. Piemonte,
str. 26.

Nizolio (Francesco Maria) letterato cinquecentista nato a Brescello (Reggio Emilia) nel 1498, morto dopo aver servito lunghi anni i Gonzaga nel 1566. Scrisse tra l'altro Osservazioni su Cicerone che una raccolta alfabetermini e di tutte le parole u.;ate dal grande tica di tutti scrittore latino. Per cui fu detto che fece l'anatomia di Marco Tullio Cicerone Nizza bella citt situata ai piedi delle Alpi Marittime,
i

Per secoli fu italiana e stette sotto il dominio della Casa di Savoia, ma nel 1860 fu ceduta alla Francia. Nel 1807 vi nacque Giuseppe Garibaldi (cfr. - di Nizza il
sul mare.

marinaio).
R. N. Ora e pre, str.

sem1.

G. E. Perii 5 anniversario della battaglia di

Mentana, str. 1.
R. N.

di Nizza. giovane Nizzardo Garibaldi (cfr.). Nomentani tumuli le tombe dei morti a Mentana (cfr), l'antica - Nomentum . Si chiama ancora < Nomentana la via che da Roma conduce allo storico paese.
il

Nizzardo

Vittore
str. 4.

Normanni

Hugo,
G. E.
64.
id. V.

piani pianure di Normandia, regione settentrionale della Francia, caratteristica per l'indole avventurosa dogli abitanti.

La sacra di Enrico V,v. 53,


55,56.

id. V. 57, 5S.

id. V. 59, 60.

Ntre Dame , la chiesa metropolitana Nostra Donna di Parigi, dove sono sepolti tre arcivescovi mitriati e porporati, morti di morte violenta. Il primo Dionigi Augusto Atfre, ferito a morte il 25 giugno 1848 mentre predicava la pace dalle barricate rivoluzionarie erette dai socialisti contro 1 repubblicani saliti al potere da appena quattro mesi con la cacciata di Luigi Filippo d'Orlans. Il secondo Domenico Augusto Sibour, assassinato nel 1857 dall' abate Verger sull' aitar maggiore mentre diceva le secrete, preghiere della Messa che van pronunciate a bassa voce. Il terzo Giorgio Darbo)', da prima tenuto come ostaggio, poi fucilato (maggio 1871) nel carcere della Roquette dai comunardi durante l' insurrezione anarchico-socialista scoppiata in Parigi dopo

R.X. LX, Visione, str.


1.

la disfatta dell' esercito francese nella guerra contro Prussiani. Novale il campo coltivato dopo un periodo di riposo, o - in senso pi largo - i campi lieti del nuovo grano.
i

Novara.
Novara

221

Oceanine.
R.
slr.
,Ju.

avvolta spesso

del Piouioute circondata da risaie e perci in un velo di nebbia {brumale). Da essa prende nome la battaglia del S.i marzo 1840 in cui Piemontesi furono battuti daj,'li Austriaci, i (inali si ^'loriai

citt

]{.

Piemonte,

H.
Vittoriu

Umaiiuclo, str.
14.

rono sempre moltissimo


Si

chiamava

Novara

Mnssimiliano a Trieste.

(cfr.)

quella vittoria. nave austriaca die port al Messico, e che lo ricondusse morto
di

la

0. U.

irani

r,

str. 13.

Novissimo
Nubile

ultimo.

I?.

R. Jaufr(' Rudol, str. 10.

nuvoloso.
divinit.

CE. Ripresa, IH,


str. 2.

0. B. Sole d'in-

Nume
e

verno,

str. 0.

ludo avevi il ninne in fronte, Come l'antico che scenQuando Dante (cfr.) scese dal Paradiso dea dal monte. in terra era ancora sfolgorante della luce derivatagli dalla visione di Dio, come Mos [l'antico) che scendendo dal Monte Sinai, dove era stato a prendere dalle mani del Signore le tavole delle leggi, era fulgido e splendente raggi di luce che gli uscivano dalla fronte. l)er ritmo, armonia. Numero

Ju. Dante, V. 134, 135.

0. B. Saluto italico, V. 2.

frenati numeri

ritmi

sottoposti al freno o limite del

numero
Numidi

delle sillabe e degli accenti (versi).

L G. Alla Louisa Grace l'artolini,

str

2.

Numidia, antica regione dell'Africa mediterranea, tra la Mauritania (cfr.) e il territorio di Cartagine. Corrisponde press' a poco alla parte orientale dell'odierna Algeria. .Santissima Annunziata, rentina.

di

0. B. Alle fonti del Clitunino,


str. 19.

Nunziata

nome

di

una chiesa

fio-

Jii.

A Bambolo4.

ne, str.

o
Occaso

occidente,

ovest; tramonto.

0. B. Su l'Adda,
str. 16.

O. B. Ideale, str.

Al tempo di Luigi XV fn cos detta, da Occhio di bue. una finestra ovale, nna sala attigua alla camera di Luigi

8.

G. E. Ver.saglia,
str. 9.

XIV

Occiduo

(1643-1715) nel palazzo delle Tuileries. che tramonta; occidentale.

O. B. Su l'Adda,
str. 1, 10.

0.

B.

Fantasia,

str. 2.

R. N. Primavere
Ellen.
(1

Eolia),

Oceanine

ninfe

str. 10.

dell'

Oceano.

R.N.

dueTita-

n', str. 9.

Oceano.
G. E. Versatila,
str. 5.

Odi barbare.

Oceano

nome dell' immensa distesa d'acqua salata che ricopre tre quarti della superfcie terrestre. Prende vari nomi: Atlantico, Pacifico, Indiano, Glaciale artico, Glaciale antartico.
hitla la Francia dalV Oceano al Beno tutta la regione francese, che lia per limiti a occidente l'Oceano Atlantico e a oriente il Reno.
il

id.

E. R.

La Guerra,

str. 15, 16.

venturiere che uscito a vista del

Grande Oceano,

ecc.

Vasco Nunez de Balboa, traversando l'America Cen-

per primo l'Oceano Pacifico nel settembre 151S, ed entr armato e a cavallo nelle onde prendendone possesso in nome della Corona di Castiglia fSpagna - cfr.).
trale, vide
G. E. Canto delrjt.ilia

Oche

che va

in

Campido-

glio, str. 1.

del Campidoglio. Un'antica leggenda racconta che essendo il Campidoglio (cfr.) assediato dai Galli (890 a. Ci, questi tentarono una sorpresa notturna per una parte sfornita di difesa, e sarebbero certamente riusciti a prendere la rocca capitolina se le oche, che in omaggio alla dea Giunone si conservavano lass, non avessero con il loro schiamazzo richiamati nel luogo i liomani, quali naturalmente respinsero l'assnlto. Quando l'Italia nel '70 and a Roma, di cui simbolo il Campidoglio, vi and con grandissima prudenza (cfr. Lanza), quasi pregando le oche capitoline (simbolo dei patrioti ingenui contenti che l'Italia avesse finalmente la sua capitale) di non far tanto schiamazzo per non dar nei nervi al partito clericale e alle potenze amiche e protettrici del P<ipa.
i

Ju.

XXIX, Brin-

Ocnea
(cfr.)

disi, str. 5.

la valle

(cfr. Manto). ocnea la pianura attraversata dal Mincio che scorreva attraverso il regno lombardo-veneto

di

Ocno

soggetto all'Austria fino al

'59 e al 'CG.

Ocno
G. E. Intermezzo,

V.

Manto.

Odi barbare.

L'appellativo

di

barbare volle dare

il

X,

str. 4.

C. stesso al. e odi composte secondo la metrica classica (cfr. Giambi ed Epdi), perche tali sembrerebbero al giudizio dei Greci e dei Romani, sebbene volute com-

O. B.

Prehidio,

str. 1.

porre nelle forme metriche della loro lirica, e perch tali soneranno pur troppo a moltissimi italiani, sebbene composte e armonizzate di versi e di accenti italiani [CauDUCCi, nota alla 1^ edizione (1877) delle 0. 13.]. E infatti l'ode barbara [Sev. Ferrari] vuole riprodurre versi latini con le sillabe, con gli accenti e con le pause che in essi avverte l'orecchio italiano senza tener conto della quantit (durata delle sillabe), che era invece il fondamento della metrica classica. Nel Preludio alle Odi barbare il C. dice di odiare la facile poesia, la poesia rimata che a tutti si concede; egli vuole per s la strofa dedotta dalla lirica greca e
i
j-

Odinlci.

l'ode barbara iii^oniina,


di

223

Ofelia.

l.itiiiM,

dificilc

(ecco perclit re-

u.l.

Preludio,

pmjna) ad esser annoiiizzata


e curi).

versi italiani (cfr. ^nede

.str. 2.

Innanzi

al

primo libro delle

Odi barbare

il

pose

come

epif,Mafe iiuattro versi di Angusto l'iaten (cfr.) elio tradotti suonano cosi: A versi scadenti basta un con-

tenuto da poco, mentre la forma pi nobile dimanda profondi pensieri. Se si volesse esprimere in un' ode salHca una vostra ciancia, il mondo comprenderebbe che una vuota ciancia . ICfr. Caiidi-cci, Op., XI, pa^'j^. 235-238, 375, 380-381]. V. anche Primavere Elleniche. in onore di Odino tcfr.). Odinici

0.

15.

Davanti
11

il
il)

Castel Vece
(li

Verona,

atr.

3.

Odino il maggiore degli di della mitologia germanica (Wotan) secondo alcuni dio della guerra, secondo altri del sole o dei nembi e delle tempeste. Come Tentate (cfr.)
;

Ju.

XXIX,

Rrin-

disi, str. 8.

ed altre divinit nordiciie stato introdotto nella nostra letteratura dai romantici (cfr.), che contrapposero i .miti germanici ad ApoUine e agli altri di d' Orazio (Macco) e dei classicisti, nell' et che la poesia {la musa] traeva ispirazione da leggende nordiche {da fj elide Alpi tedesche).

id.str.9.

A Odino cantavano inni di vittoria i combattenti e gli dedicavano le anime dei nemici uccisi. I Vandali, popolazione originaria della Germania nord-orientale, si reputavano spinti innanzi alla rapina e alFeccidio ^\ furor d'Odino. Jligrati nella Gallia e poi nella .Spagna, di qui passarono in Africa (429) dove fondarono un proprio regno durato 105 anni. Con Genserico raggiunsero la maggior padroni del mare, movevano dall'Africa setpotenza tentrionale a predare le citt monumentali delle isole mediterranee e delle coste italiche {le arridenti di due mari a specchio inoli e cittadi) e ad impadronirsene: la Sardegna, la Corsica, le Baleari, le minori isole fra la Sicilia e l'Africa, Lilibeo ed altri luoghi della Sicilia, il golfo di Policastro, Ostia e Koma stessa (455) conobbero la potenza distrnggitrice di questi l)arbari che per correre i mari usavano navi velocissime, dalle quali pioveva fuoco sulle navi avversarie e su le misere terre dove Odino, dio ululante a i^oppa, le sospingeva. signore d'Italia dal 47G al 493; con la deposiOdoacre zione di Itomelo Augustolo, ultimo imperatore romano, segn la fine dell' impero d' Occidente. I barbari che lo riconoscevano capo erano specialmente Eruli, originari dei paesi germanici al di l dal Danubio (cfr. Verona). la dolce fanciulla creata dall'arte possente dello Ofelia
:

R.

]?.

La Chiesa

di
.str.

Polenta,
17.

id. str. 10.

0. B. Davanti
Ciistel
di

il

Vecchio Verona, 8tr.

Shakespeare

(cfr.).

Innamorata
uccise
il

di

Amleto
il

(cfr.)

impazz

B Presso l'urna di P.B..MielIcy, V. 15.

([uando questi le

padre,

vecchio cortigiano

Oligrarch.!.

224

Oluf.

O. B.

Per

le

noz-

ze di mia figlia, str. 6.

B.

Alessant.

dria, str.

Polonio. Vittima dell'amore e della piet filiale, mori annegandosi in un ruscello, in cui si specchiavano rami di un salice al quale voleva appendere una ghirlanda di fiori allora intcssuta. Qui sfuggita al pallido amante (Amleto) d fiori a Sigfrido (cfr.), il rappresentante del sano vigore e della forza. fautori dell' oligarchia che il governo dei i Oligarchi pochi. Si fatto governo naturalmente violento e partigiano. Qui il C. allude specialmente al partito moderato che tenne il potere dalla costituzione del regno d'Italia fino al '76, e contro il quale il Poeta scagli i suoi violenti Giambi ed Epdi (cfr.). ridente contrada dell' Elide nel Peloponneso Olimpia (Grecia) dove tra sacri boschetti si inalzava il celebre tempio di Giove con la magnifica statua del dio, opera di Fidia. In Olimpia si celebravano ogni quattro anni i famosi giuochi ginnici, ai quali prendeva parte tutta la pi forte giovent greca. Si narra che Alessandro (cfr Magno, interrogato se anch'egli si sarebbe cimentato nei giuochi olimpici, rispondesse: Si, purch io vi trovi, per rivali, dei re .

R.R. Cadore,
str. 5.

I,

Come aggettivo vale divina (cfr. Olimpo). fronte divina. fronte olmpia

R. N.

Vittore
str. 2.

Hugo,
str. 11.

ode di cosi perfetta bellezza da semode olimpia brare non opera umana, ma divina.

O. B. Su l'Adda.
0. B.
4.

Olimpico

divino.

Giuseppe

Garibaldi, str.
O. B.

Alessan-

Olimpo
saglia

monte
;

sui confini

della Jlacedonia con la Tesvi

dria, str. 10.

gli

antichi

credevano che

avessero dimora

gli di.

a
rato

te

[Alessandro] l'Olimpo
infatti
figlio

come un Dio:
di

mare
R. N. I

tu sarai onorato e veneAlessandro (cfr.) si fece chiaAmmone, e, morto, fu adorato da tutto

due Tita-

r Oriente. il re d'Olimpo

Giove

(cfr.).

ni, str. 5.

R. N. Omero,
.str. 1.

I,

R. N. Dante, str.
3.

R.X.Lafigliadel
re degli
Elfi.

non piti riso d' iddei la nebulosa cima d'Olimpo agli 1' Olimpo non pi per i moderni occhi um.ani accende la dimora degli di, ma un monte qualunque. Olona piccolo fiume di Lombardia; nasce sopra Varese, jtassa a ovest di Milano e si scarica nel Po a mezza via tra la confluenza del Ticino e quella del Lambro. Sulla sua destra Legnano (cfr.). Oluf (sir) personaggio principale d'una favola popolare poetica germanica, in parte ampliata dal C. Sir Oluf, sul punto di sposare la fanciulla amata, tentato d' amore

Ombria.

225 --

Ondisona.

dalla figlia del re degli Elfi (clV.). Egli resiste, e allora ella lo colpisce mortalmontc a! cuore, r. lo rimanda cosi alla sposa, tir Oluf iia apix'iia la forza di tornare a casa, e la sposa, clic giunge poco dopo, lo trova morto. omI)ra. Ombria

O.U.Courniayeiir
V. 25.

Omei

lamenti.

.Tu.

Canto di primavora.str. 14.

Omero
liei

del poeta greco a cui sono attribuiti i pi !' Iliade e !' Odissea. La data pi probabile della sua esistenza si riporta al secolo X a. C. la leggenda lo fa nascere in ben undici citt dell'Asia o delle isole o della penisola ellenica, e

nome
;

0. B.

Alessan-

poemi dell'antichit:

dria, str. 13.

>

O. B. Da Deseuzano, str. 1. 0. B. Per le nozze di mia figlia,


str. 10.
II.

suoi versi; in lui il andar ramingo e cicco a recitare popolo greco sent la pi fedele espressione delie marai

N. Tedio

in;i.

vernale, str.

vigliose facolt artistiche della razza.

0. B. Per un istituto di cieclii,


str. 1.

G. E. Intermezzo,
I,

str. 4.

L' Iliade narra un episodio della guerra decenne che i Greci combatterono contro la citt asiatica d'Ilio (cfr.), ed poema (carme) tutto sonante di baltarjlie.

.Tu.

Omero.

R. N.

Ad AlesD'An-

sandro

cona, str. 13. R. N. A un asino,


str. 4.

0. B. Sogno d'estate, V. 1.

L' Odissea narra invece il ritorno in patria di un eroe della guerra troiana, Ulisse (Odisseo), dopo numerosissime, svariate avventure. Le favole omeriche hanno sempre goduto di grande popolarit, e se morto il mondo mitologico pagano di quei tempi, pur sempre viva ed eterna la divina poesia animatrice del sommo poeta. Fidia (cfr.) scolpi la statua di Zeus (cfr.) secondo l'imagine descritta da Omero in versi famosi.
rici,

O.B. Per un
V. 1, 2.

isti-

tuto di ciechi,

O.B. La Lirica,
str. 14.

R. N. Omero.

R. R.

La Guerra, Po
'1

str. 14.

C. attese fin da ragazzo alla lettura dei poemi omee desider di morire udendo il canto di Omero, padre della pi alta j^oesia che mai nomo abbia creata.
Il

0. B.

Chia-

rone da Civitavecchia,v.59. R. R. Presso una Certosa, v. 1316.

gli antichi
(cfr.

numi d'Omero

gli di della mitologia greca


poemi omerici.
d'

Grecia), che hanno tanta parte nei

R. N. Primavere Ellen. (II D rica) str.


li'.

del vecchio celebrato Apollo. asino selvatico. Onagro


il

Omero

verso

poemi

Omero, ove

Ju.

A Febo Apolla

line, str. 47.

App. Per

so-

spensione del

Don
te,

Cliisciot-

str. 1.

Ondisona

rumoreggiante, risonante del rumore delle onde.

R. N.

Momento

epico, str. 2.

Dizionario Carducciano.

Opi.

226

Oreadl.

R. N.

Brindisi

Opi

d'aprile, str.l2.

R. R. Carlo Goldoni, I, str. 1.

Opima

R. R. Piemonte,
str. 24.

Portogallo, situata sulDuero (Douro - cfr.) presso la foce. a. E. Il canto del- Orazio Quinto Orazio Fiacco, uno dei pi grandi poeti l'amore, str. 3. latini; nacque a Venusia (l'odierna Venosa in Basilicata) l. N. Una rama nel 65 e mor 1' 8 a. C. in Roma, dove era vissuto lund'alloro, str. 3.
ghi anni. Scrisse odi, epdi, satire ed epistole. Nato per la satira, fu in questa insuperabile, ma riusci anche sommo poeta lirico, anzi il pi grande lirico di Roma. In lui'

ricca. Oporio importante citt del

dea dell'abbondanza, delle mrssi e dei frutti. Si festeggiava nelle feste oi)alie (25 agosto). Era fecondata dal sole, che riscaldandole il seno faceva nascere, tra l'altro, la vite e riempiva di succo i grappoli.

.Tu.

XXIX, Brin-

disi, str. 3.

verso e pensiero sono sempre perfettamente e insuperabilmente armonizzati. Di Orazio il C. fu studiosissimo e venne preparando parecchie versioni che poi non pubblic.
l

0. B. Alla miAsa dell'amico, str.


3.

dov' Orazio

nell'Eliso

(cfr).

Ju Prologo,
37
iC

V,

tenui miche
ziana.

d'OraAo

ricordi e studi

di

poesia ora-

1.

Ju.

A Febo Apol-

line, str. 3.

R. X. In maggio,
str. 3.

R. R. Elegia
V. 17.

dtl

monte Spinga,
Jn.

Orazio predica al vento.' Orazio, nell'epivolgarmente detta Arte poetica (vv.386390), dice che non si deve aver fretta di far conoscere i versi al pubblico, che meglio aspettare a metterli fuori, che bisogna tenerseli per se o tutt' al pi leggerli solo a qualche amico o parente, poich sempre possibile e lecito distruggere quel che non si dato in pasto al pubblico. Ma tu, o mio libretto di versi - dice il C. nel Prologo ai Juuenilia - sei insoft'erente di startene chiuso nella mia casa e vnoi andartene pel mondo: per te dunque Orazio parla inutilmente e le sue parole non ti persuadono . Leucotoc figlia di Orcamo (e perci detta OrOrcamide camide), re d'Oriente; amata da Febo Apolline su gli Achemenii (orientali - cfr. Achemenidi) (alami. la sede dei morti, secondo la concezione pagana^ Orco e la morte stessa. Anche il re del regno dei morti; e perci, riferito a persona, vale essere che incute spavento . Ah,
j}e7- te

stola ai Pisani,

A Febo A pol- Ore

ancelle ninfe

o serve del Sole.

line, str. IS.

Jn.

Diana. TiiI.

via, str.

R. N. Primavere Ellen. (II iJolical


str.
Iti

Oreadi

(cfr.)

dei monti....

Orenoco.

Orlando.

Orenoco
St;ito di

flunie deirAmcrica niPiidionalc; attraversa lo Vcnezupla e sbocca ncH'Atlantico poco a sud

.lii.

Aglllalia:

I,

htr. ^.

delle Piccole Anfillc. Presso la foce giunse in uno de' suoi viaggi Cristoforo

Colombo
....
e.

(cfr.)-

le navi fero lito d' Orenoco impari culli civili dell'Inghilterra {la britanna prora) arrivino agli ultimi paesi bagnati dall'Oceano Indiano {V indo pelago); i liIteri naiili (navigli) giungano a toccare il polo attraverso i ghiacci artici; l'America (i7 fero lito d'Orenoco) impari le arti e i culti della civilt, ecc. tglio di Apollo e della musa Calliope, nato in Orfeo Tessaglia (Grecia) pres.so l'Olimpo (cfr.). il pi famoso dei mitici rappresentanti della pi antica poesia greca. Aveva voce cesi melodiosa ed era tanto esperto nel suono della lira che le bestie feroci si ammansavano ai suoi piedi, gli alberi e i sassi lo seguivano simbolo questo dell' eftieacia dell'arte che scuote il duro sasso de le umane menti. Sposo di Euridice, la perdette pel morso d'un serpente; discese per riaverla nell' Inferno, ma non avendo obbedito all'ingiunzione fattagli di non voltarsi indietro, la perdette di nuovo. D'allora in poi fu insensibile ad altri amori, cosi che le Baccanti (cfr.), prese da furore per queir odiatore di donne, lo uccisero e ne diil

id.
i(l,

.str. 5.

id. str. 2.

id.

L. G.

Nei primi
.:i,

giorni del IS
str. 5.

I!.R.AC.C.n).".ndaiidogli pi enii

di

Byr

a,

str. 4.

Ju. Prometeo, v.
21, 23.

spersero

le

membra.
col quale
si

Oriente nome

designano

le
i

terre bagnate

R.

li.

Bicocca di
Giflcomo.

dal Mediterraneo orientale e in generale

paesi che gi

San

fecero parte dell'impero romano d'Oriente (.395-1453) o


in Alessanfondatore della teologia cristiana come sistema scientifico, successore a san Clemente Alessandrino come catechista. Insegnando teologia a uomini e donne, per evitare ogni scandalo si evir (a ci allude il servizio d'Origene). Pi tardi, espulso da Alessandria e scomunicato da un concilio tenuto in Egitto, mori a Tiro mentre sorgevano discussioni sulle sue dottrine che furono accusate di eresia. Orione cacciatore della Beozia e amante della dea Eos, fu ucciso per l'ira degli di da Artemide (Diana) o dal morso di uno scorpione, e mutato poi in costellazione con un cingolo e tre spade. detto infesto perche reca pioggie e tempeste {nembi), nel tempo in cui la sua costellazione (ardente astro) visibile, cio d' inverno. Oriore v. Gaietta il Orlando o Rolando pi eelebre dei paladini di Carlo Magno (cfr. epos). Sorpreso con la retroguardia dell'cser-

^tr. 1.

dell' impero turco. Origene (185-254) dottore della Chiesa, nato

.Tu.

Ai Poeti,

str.

dria d'Egitto,

G.

Ju.

0. T. T.,

str. 9.

Ju. Alla Liberi'


str.
i:{.

K. R.AIlacittdi
!'

errar

II,

str. 10.

O.B. Presso
ley, V. 17.

l'ur-

nadiP.B.Sliel-

Orleanesi.

228
cito nelle gole di Koncisvalle (cfr.)
jj
i

Ortensia-

R N.

A Victor

Hugo, str.5.

son disperatainentc corno d'avorio (rolilautc) perch Franelii di Ke Carlo venissero ad aiutarlo contro i Mori (cfr.), ma, scoppiategli le vene, mori dopo aver fatto grandi prove di valore (778). Intorno all'eroico guerriero la leggenda lia iniaginato le pi strane avventure, divenute poi materia di romanzi e di poemi, tra i quali la francese Clianson de Roland > (Canzone d'Orlando), L'Orlando

R. N.
^'''-

^'a ira,
'

X,

OB
glj.

Per

te di

la moiNapoieo'

5
id.

Furioso^ dell'Ariosto (cfr.) e L'Orlando Innamorato > del Boiaido (cfr.). Orleanesi dell' Orleancse, storica provincia di Francia clie lia per capoluogo la citt di Orlans (cfr. Pidcella). Ortensia liglia di Giuseppina Beauharnais e figliastra di Napoleone I che ebbe per prima moglie la vedova Giseppina. And sposa a Luigi Bouaparte, fratello di Napoleone e re d'Olanda. Il 24 aprile 1808 nacque il /?^/it) Luigi Napoleone, colui che doveva poi divenire Napo-

leone III. Ebbe costui vita avventurosissima. Affigliato alla carboneria in Italia, prese ivi parte a varii moti liberali: alla morte del pontefice Pio Vili (30 novembre 1830), tent col fratello di proclamare in Roma la repubblica; accompagnato al confine toscano, pass a Bologna, ove il 4 febbraio 1831 era stata inalberata la bandiera tricolore, e partecip all'insurrezione di Ro-

magna.
il suo sogno era quello di far risorgere in Francia potenza della sua casa, e per conseguire questo fine non si trattenne dall'usare mezzi insidiosi o addirittura delittuosi, e dal praticare una politica fosca, non chiara, piena di avvolgimenti e di infingimenti. Tent due volte, a Strasburgo nel 1836 e a Boulogne nel 1840, di fare scoppiare un'insurrezione militare contro il re di Francia Luigi Filippo d'Orlans. La prima volta, arrestato e imbarcato per l'America, riusc a tornare in Europa la seconda fu condannato a prigione perpetua e rinchiuso nel castello di Ham, donde tuttavia fuggi il 25 maggio 184G. Caduta la monarchia orleauese nel febbraio del 1848 e proclamata la repubblica. Luigi Napoleone fu eletto prima deputato in quattro dipartimenti, poi presidente della Repubblica (10 dicembre). Ma egli, che aspirava alla restaurazione dell'impero, attese in tutti l'opinione pubblica francese in suo i modi a preparare favore: cosi che il 2 decemhre 1851, con un colpo di stato, scioglieva il Parlamento, faceva arrestare i capi dei pare convocava gli elettori titi repubblicano e orleanista, per accettare o respingere con suffragio universale una

Ma

la

icl,

id str. 7.

nuova costituzione.
stati d'assedio,
il

Arresti, fucilazioni, esigli, barricate,

funestarono in quei giorni la Francia, ma plebiscito del 21 dicembre approv con sette milioni

Orvietan marchese.

O.K)

Osiri.

mezzo

di

voti

il

co\( di

sfato e la

nuova costituzione

per la quale a Luigi Napoleone, come presidente della Ucpubblica, eia aflidato por dieci anni il potere eacciitivo e il diritto di scelta dei ministri. Circa un anno dopo il presidente ai fece proclamare imperatore dei Francesi col nome di Nai)oleone Ilf, e il 2 dicembre 185'2, anniversario del colpo di stato, prendeva possesso del palazzo delle Tuileries. Anche il suo grande zio Napoleone I icfr.) era divenuto imperatore con un colpo di stato (18 brumaio - cCr.)! Ma il potere conseguito con le usurpazioni e col dispotismo non pu dare che assai miseri frulli, frutti di morte {cenere e tosco - cfr.). (hi interrompe il diritto, chi mette la volont sua in luogo della volont nazionale, espressa con le norme e con le forme del diritto, chi mette in luogo della Ugge la forza, quegli con la sua rivoluzione personale rende perenn(; la rivoluzione sociale, gitta anzi semi di rivoluzioni e reazioni che scoppieranno contro rappresentanti didi lui, avvolgendo nella sua rovina nastici deirnsurpazione e della violazione [Carducci, Op XII, 40 - cfr. Napoleone Eugenio]. Napoleone IH, dopo le sconfitte avute nella guerra contro la Prussia (cfr. Guglielmo), si ritir in Inghilterra dove mori nel 1873 (cfr. Britannia). il marchese Orvietan marchese Filippo Antonio Gualterio (1819-1874) di Orvieto, autore di memorie storiche quali Gli ultimi rivolgimenti italiani (1850-1851) e Gli interventi dell'Austria nello Stato Romano (1859). sudicio, turpe, che contamina. Osceno
i i
,

O.B Per
te di
8tr. 7.

la

mor-

Napoleo-

no Eugenio,

G. E. Io triiiuiplie, str. 6.

0. B. Alle fci:ti

del Clitumno,
str. 19.

Osiri

Osiride,

da Seb

dio egizio, nato, secondo quella mitologia, dio del firmamento e da Nut dea del cielo. Fu

O.B.

Alessan-

dria, str. 21.

principe sapiente e pacifico, e grande legislatore. Spos la sorella Iside, da cui ebbe Oro;' ma poi si innamor dell'altra sorella Nefti, gi sposa al fratello Set o Tifone (cfr.), e ne ebbe un figlio Anubi (cfr.). Allora Tifone, coll'aiuto di 72 complici, si ribell contro Osiride suo fratello e monarca: per mezzo di insidie lo fece entrare, durante un convito, entro una cassa che lestamente con l'aiuto dei complici incliiod, gettandola quindi nel Nilo. Il fiume la trasport nel Mediterraneo che alla sua volta la sbatt sulle rive della Fenicia, dove Iside finalmente la ritrov e la port in Egitto per dar sepoltura alla salma. Tifone, riconosciuto il feretro, fece quattordici brani del cadavere di Osiride, e li disperse, ma Iside peregrinando sulle rive del Nilo riusci a dare a ciascun pezzo la desiderata sepoUura. Osiride, che forse un simbolo del Nilo (allo stesso

Osmanico.

280

Ottavio.

modo che
il

Iside della terra Egizia), fu poi vcnr rato pi benefico dio dell'Egitto.

come

G. Nei primi giorni del 186.',


str. 3.

Osmanico

L.

G.

Poeti

parte
V. 20.
Jii.

di bianca,

turco. I Turclii furono detti Osmani o Ottomani dal califfo Otman I (1259-13-2G) che fond nel 1294 in Asia Minore l'impuro degli Ottomani. Questi estesero successivamente il loro dominio nella penisola balcanica (cfr. Cossovo), fiucli nel 1453 si impadronirono di Costantinopoli che divenne la capitale dell'impero. Oste esercito armato in guerra,

ci

Agli AustriainPieiuontc,
.3.

str.

n N. Ninna nanna
I!.

Ostel

palazzo.

offre alio sguardo,

di Carlo V,
(;a ira,

str. 1.

N.

XI,

str. 1.

o. B. Saluto italieo, V. 26.


Iv

Ostenta

mette innanzi

agli occhi.

R. Piemonte,
str. 7.

Ju. Canto di priinaveia,str. 10.

Ostia
tin

antica citt del Lazio, sul mare. Porto di Roma dai tempi del re Anco Marzio {640-G16 a. C.) fu ampliato dagli imperatori Claudio (41-54 d C.) e Traiano (98-117). Si vanno tuttora scoprendo avanzi d'antichi edilizi

e opere d'arte che attestano la sua passata grandezza.


offerta agli di.

Ju.
6.

A Vittorio
str.

vittima
Otmane

Emanuele,

U. N. Omero,
str. 2.

I,

ottomane, turche

(cfr.

Osmanico).

Ju.

0. T. T.

id. str. 1.
id. str. 2.

R. R. Alla citt di Ferrara,!, V.


3.

0. T, T. Ottavio od Ottaviano Targioni Tozzetti, uno degli amici pi fedeli del Carducci e del Chiarini (cfr.), con i Fu quali fond nel '59 il periodico letterario Poliziano insieme col Chiarini testimonio alle nozze del Carducci celebrate semplicissimamente il 7 marzo del '59. Uomo di buon gusto e di molta cultura, fu in giovent anche poeta {caro alle vergini d'Ascra - cfr ), pubblic molti testi antichi (codici d' airea favella) e compil due utili antologie della prosa e della poesia italiana. Era nato a Mercatale di Vernio (Firenze) nel 1833; mori nel 1899 a Livorno, dove da lunghi anni insegnava nel liceo. il metro preferito dalla poesia narrativa (cfr. Ottava
'.

epos);
il

si

componeva

di otto versi endecasillabi, dei quali

primo doveva rimare col terzo e col quinto, il secondo col quarto e col sesto, il settimo con l'ottavo. Tocc la perfezione con l'Ariosto (cfr.) e col Tasso (cfr.). Ottavio v. O. T. T.

Ottentotti.

il

231

Jii.

Palatino.

Ottentotti

popolazione deirAfiicii

carattcristiciic

ziy:omi spor;,'cii(i,

di sud-ovest. Huiio sue colore bniiio rossigno dell;i pcllo, gli le labbra grosse, capelli laimli, il
i

H.iiuIkjIu-

no, str. 11.

ventre prominente. ottone, nome Otton

tr<; imi)eratori di Germaniii e re seconda met del .secolo X. Il nome di Ottone, essendo molto comune in Germania, usato anche a iudicare genericamente il signore te-

di

e,

. LaConsull.i

d'Italia vissuti nella

araldica, str.

-'.

desco.

Ottonari - versi

sillabe con accenti ritmici fissi settima sillaba. L'ottonario verso di monotona cadenza, molto tacile e popolare.
di

otto

O.B.n.igioni n;ctriclio, V. 15.

sulla terza e sulla

Pace

dea

vestita.

che
Il

gli

C.

mise
:

antichi rappresentavano alata e biancoin fronte alla prima edizione (no-

li.

R.

La Guerra,

&tr. 20.

1891) dell'ode La, Guerra alcune sentenze di Carlo Cattaneo vedile riferite nelle note del C. stesso al!. K. nome antico del Capo Passero, estrema punta Pachino meridionale della Sicilia. fra il Tiror fra i due mari e da Pachino al monte reno e l'Adriatico, dalla Sicilia alle Alpi: dunque in tutta r Italia. titolo del sultano di Costantinopoli come primo Padisci

vembre

.Tu.

G. B. Niccoi:-

ni, str. 2.

id.

R.

R
ra

La mietitudel Turco,

dei pasci.

Padusa

v,

Ferrara,

str. 3

Pafio - di Pafo, citt dell' isola di Cipro, in cui era un antico e famoso tempio di Venere (cfr.) eretto da Pigmalione per riconoscenza alla da che gli aveva animato una sua bella statua, dalla quale, fatta donna, Pgmalione ebbe poi un figlio di nome Pafo. rose sacre a Venere. pafie rose

Ju.AO.T.T.,str.
11.

Pagoda
di

tempio
(cfr.

indiano o cinese dedicato a Brahraa


di

oa

R. N. L'irapera-

Budda. Le pi celebri pagode sono quelle

Benares e

toredellaCina,
str. 7.

Cina). abitazioni di canne e di fango, costruite su piatPalafitte taforme sostenute da pali confitti nell'acqua dei laghi o delle paludi. Furono la dimora dell'uomo nell'et pi recente della pietra e in quella del bronzo (cfr. Desenzano). Prima 1' nomo abitava nelle caverne {fumidi [fu-

Pegu

0. B. R. R.

Da

Desoii7.

zano, str.
str. 7.

La Guerra,

iJ.

mosi] antri). colle sulla sinistra del Tevere (cfr.), dove, circa Palatino 60 anni prima della caduta di Troia, Evandro, figlio di Hermes e di Carmenta, venuto dall'Arcadia nel Lazio, fond una citt. Ivi fu poi costruita la primitiva citt qua-

0. B. Dinanzi alle terme di Caracalla, eti-.


7.

id. s(r. 8.

Palatino.

23-2

il

Pan.

r. X. Sui

campi

di

Marengo,

Btr. C.

Ju,

A Vittorio
str.

Emanuele,
15.

0. B. A Giuseppe Garibaldi, str.


6.

L. G.

Per la proclamazione del

Regno
str. 1.

d'Italia,

Palatino divenne uno dei colli fn dimora dell' imperatore Augusto con la sua corte, e poscia dei successori. Palatino {conte) di palazzo. Conti di palazzo erano detti nel medioevo alcuni dei pi alti dignitari feudali de<,'li imperatori. V. Palatino. Palazio la pi beila e popolosa citt della Sicilia. Il Palermo 12 gennaio 1848 insorse contro l'oppressione di Ferdinando II e istitu un governo provvisorio presieduto dal contrammiraglio Ruggero Settimo, ma poi ricadde sotto il dominio borbonico. Il 27 maggio 1860 fu occupata da Garibal:li (cfr.) dopo lungo e sanguinoso combattimento. La presa di Palermo una delle pi memorande azioni garibaldine. Palestro paese della provincia di Pavia, celebre per la battaglia combattuta in quei pressi il 31 maggio 1859 tra da un reggimento francese di Zuavi, i Piemontesi, aiutati e gli Austriaci. Vittorio Emanuele II <di Palestro il cavaliero) si mise alla testa degli Zuavi, i quali col loro impeto decisero della vittoria. Otto cannoni e un migliaio
di

(Irata (cfr. Romolo), e

Roma. Sotto

l'

impero

di prigionieri
il

caddero nelle mani dei

vincitori. Gli

Zuavi

Ju. Palestre, str.


2.

id

str 3.

giorno dopo, in attestato di ammirazione per Vittorio Emanuele, lo crearono loro caporale, e gli mandarono in dono i cannoni tolti al nemico. In quella giornata il re guerriero si dimostr ben degno della corona d'Italia {la cesarea benda) che pochi mesi dopo doveva conseguire.

Ju. Omero, v.

'.i.

Palla

Pallade dea balzata intera dal cervello di Giove, venerata dai Greci col nome di Atena e dai Romani con quello di Minerva. Celebre per il suo senno e pel suo sapere, era adorata come dea della sapienza.
di Pallade la luce
il

id. V. 111.

l'intelligenza,

il

genio.

App. Da Friedr.
Hlderlin, str.
3.

sacro a Pallade severa dove sorgeva il Partenone (cfr.).


colle

l'acropoli di

Atene

0. B. Scoglio di Quarto, str. 12.

Pallante

figlio

di

Evandro

(cfr

Palatino) e iilleato di

Enea

(cfr.).

Cadde

in battaglia,

combattendo contro Turno,

B.

La madre, Le due
2

presso i colli {appo i clivi) sui quali sorse poi sepolto sull'Aventino. Palleggia dal verbo palleggiare, sballottare.

R l^iia. Fu

str. 4.

0. B.

tor-

ri, str.

Ju.

Diana Tri-

Paivesato armato di palvese scudo di forma allungata che ricopriva tutta la persona; fu in uso presso le milizie cittadine dei comuni medioevali. Pan dio dei monti e delle valli, dei boschi e dei Pane
:

via, str. 12.

pascoli, protettore
ciatori.

delle gregge, dei


i

Pare che riuscisse a godere

pastori e dei cacfavori di Diana, la

Pancetta.

233

iia-

Paolotto.

dea cacciatrice.

simbolo delle forze eti-rnc della

n.

N.

Davanti
Guidi), str.

lina datrici di vita.

San
1(1.

n. K. Nicola ri-

sano. IV,

str. 4.

noinignolo sclierzoso con cui era indicato llngPancetta fjcro Hoiiglii di Napoli ll82(j-''J), uomo eiiiditissiiiio, di versatilit meravigliosa: letterato, storico, liloiogo, filosofo, critico, giornalista. Fu uomo politico, ministro dell' istruzione pubblica, consigliere di Stato. Proiuinci gran numero di discorsi e su argomenti disparatissimi, ma la sua eloquenza era fredda e senza espansione.
famose masnade rosse capitanjite da Trenck e Panduri Kenzel che dalla Scliiavonia si precipitarono in Baviera e sul Hcno all'appello di Maria Teresa fcfr.) nella guerra di successione e commisero atrocissime crudelt [Allan]. maschera notissima della comPantalone do' Bisognosi media dell'arte (,cf'r.); era il tipo del vecchio borghese brontolamenti veneziano che nonostante le prediche e il Goldoni gli tolse EJ faceva menar pel naso da tutti quello che aveva di sciocco e di ridicolo, e ne fece una onesta tgura di mercante buono e di buon senso, ma appunto per ci corbellato. Il tipo di Pantalone morto, o almeno si fa sempre

G.E.Iotiiunjplie,
slr. 5.

il.

U. Carlo Golduni, II, stv. 4.

<

G. E. Intermezzo. VII. str. 8.

R. K. Carlo Goldoni,
I,

IV,

fetr.

str. 3; 4.

pi raro.

Panteismo

tendenza
il
;

filosofica o poetica

dello spirito a

R.X.

considerare

mondo

della divinit una stessa cosa. uno dei pi superbi e significativi monumenti Pantheon di Roma: tempio di Giove sotto l'impero, fu chiamalo Pantheon per significare la tolleranza in Roma di lutti Trasformato nel medio evo (608) in chiesa crii culti. stiana, fu dedicato alla Vergine e a tutti i Martiri. Dal 1878 l'Italia nuova, libera e unificata, ha fatto del Pantheon la tomba dei suoi re. Alessandro Farnese, papa dal 1534 al 1549. Fu Paolo Ili studioso di lettere e amante di arti; usava alternare spesso l.i lettura del latino non certo perfetto del Messrt/e,con quello profano ma elegantissimo del Bembo (cfr.).

natura come estrinsecazioni a fare insomma di Dio e dell' Universo


o la

R. N. Ora e semr pre, str. 4.

G. E.

Il

canto del1.

l'amore, str.

Paolotto

appartenente alla congregazione


bigotto.

di

S.Vincenzo

G.E LaConsulta
araldica, str.
1.

de' Paoli

Odio la faccia tua stupida e tonda ... celeste paolotta odio la luna che ha faccia simile a quella di unapaolotta. 1 romantici (cfr.) adorarono la luna, forse perch

R. N. Classici e l'omiintici>

smo,

str. 10.

il raggio lunare gli aspetti delle cose si scolorano prestano meglio alia interpretazione del sentimento e alle trasformazioni della fantasia: e sentimento e fantasia dominano nella psiche romantica [cfr. A. Graf, Il vomanlicismo del Manzoni in Foscolo, Manzoni, Leo-

sotto
si

Papiri.

234

Parietaria.

pardi, Torino, 1898]. Il C.,natuialiueiite per reazione ai romantici, mostra di odiare la luna, che i classicisti in genere non esaltarono mai (cfr. Classicismo e Romanticismo).
G.E. A
celti censori, str 14.
l'otHo.... un'amante paolotta e un giornale del centro timista e l'idealista per tornaconto inneggia -aW ideale, ma si arricchisce giocando in borsa e si gode un'amante bigotta e si prepara una buona carriera letteraria e politica, pagando nn giornale del centro (partito parlamentare che trae il nome dal posto occupato dai suoi rappresentanti alla Camera, tra la destra e la sinistra).

Papiri

G.E

II

Canto dcl-

Paracleto

l'aniore, str. G.

(l'invocato) con la quale si incui sette doni spirituali sono; dica lo Spirito Santo, piet, timore, fortezza, scienza, con,siglio, intelletto, sapienza. Ai Perugini, invece dei doni spirituali, pioveva addosso di.struzione e morte.
i

V. Mareoti. parola greca

G. E. Le nozze del mare, str.

Paraninfa custode di castit; mezzana di matrimonio. Paraninfo era presso i Greci il giovine amico del marito che gli conduceva a casa la sposa.

G. E. Tu morto di G io V an ni
Cairoli, str. 16. Ju. Omero, v. 3.

Parca

dea che prescrive agli nomini la durata della Morte. Le parche erano tre: Cloto, che teneva la conocchia, Lachesi che filava. Atropo che tagliava il
vita.

la
La

K.K. A C.C. mandandogli poemi di Byron,


str. 4.

tlo

della vita.

G.E. Per
ze di

le

noz-

Parenzo (Cesare)

Cesare

Parenzo.
id. str. 11.

avvocato e patriota veneto; ardent-e mazziniano, prese parte alla spedizione garibaldina del '66 nel Trentino. Giornalista, diresse giornali di parte liberale e progressista.
e

Am la giovinetta Estella Dal Medico; non Dalmerico, come erroneamente stamparono alcuni

commentatori.
O. B.

Miramar,

str. 3.

piccola citt situata a met circa della costa occidentale della penisola d'Istria (cfr.). Ha origini romane, possiede un magnifico monumento di arte bizantina, il tempio

Eufraziano , una notevole rcca quadrata e tre campanili di S. Francesco, di S. Lorenzo e del Duomo visibili da lungi.
i

App.DaG.C.Cordara, v. 10.

Parergon

parola greca che significa cosa secondaria .

opera accessoria

Pargolo
R.R.AC.C. mandandogli
poe-

fanciulletto.
della

Pari

membri

Camera Alta (Senato)

inglese.

mi

di

Byron,

str. 1.

G.E. Intermezzo, X, str. 7.

pianta orticacea che nasce e cresce tra sassi Parietaria e crepacci.

Parigi.

2;io

Il

Pario.
suo
tutti

Parigi

citt capiialf della Francia.

nomo
i

si

usa

(i.

sicsso per indicare tutta la

Francia e

Frano^si.

Iv La .satra di Kiirico V. v.6!t. O. M, l'crlainnrto


ili

Napoleoni!
atr.
:>.

l'Jug.,

Parigi e la nera Bastiglia e il radioso scettro di san Luigi Voltaire e Housseau loro scritti rivoluzionari fecero si che Parigi con con
....

onde gioioso

abbatti' poi

('<.

!;.

Por EJiiarCorazzili!
-.
,

(lo

str.

gioia abbattesse la J)a.sti}i;lia e il trono dei re di Francia. Un d (jtando Parigi nrl protervo, ecc. durante il periodo del Terrore, quando, cacciata la monarchia e condannata la famiglia reale, il popolo si lasci andare a

G. E. Iiiteniiczzu,
II, str. 4.

eccessi d'ogni maniera il re grande die Parigi guadagn per una messa Enrico IV di Borbone detto ^ il Grande , re di Francia dal 1589 al 1(510. Vissuto al tempo delle guerre civili e di religione, vi ebbe parte i)rincipalissinia. Per riconciliarsi con la citt di Parigi, che gli teneva chiuse le porte, ab-

G. E.

La sacra di Enrico V, v. 4'J,

.50.

bandon il protestantesimo (25 luglio 159:5', e Parigi nel marzo 1594 lo accolse tra lo sue mura. In quest'occasione Enrico, alludendo alla sua conversione, avrebbe pronunciato le parole famose: Parigi vai bene una messa . Parini Giuseppe il primo italiano del secolo XVIII in cui si manifestasse intero e attivo il rinnovamento della nostra coscienza. Carattere saldo e franco, amante per istinto dell'onesto, del giusto e del vero, provveduto f'i un altissimo sentimento del dovere, trasse la mati ria
della sua opera poetica dal confronto pacato e r.igionato tra la nobile idealit morale, che sentiva attuata in s, e la societ frivola, falsa, corrotta, che gli si moveva intorno [Vitt. Rossi]. Il Giorno (7 verso onde sent'ia lo stuolo de V ignavi iiotenti il grave morso) un poema satirico illuminato dal riflesso di quella idealit; le Odi {il canto superbo onde in suo corso tornasti la civil musa tu solo] sono poesia educativa ravvalorata dal pungolo
della satira.

.Ju.

Giiisepi'e Pa-

rini.

id. str. 1

Questo nobile poeta che seppe sollevare la poesia italiana ad altezza da secoli inusata, dando principio alti nostra letteratura moderna, nacque a Bosisio (Como) il 1729, mori settant'anni dopo a Milano, dove aveva visParlo
suta quasi tutta la sua modesta e spesso misera vita. dell'isola di Paro (cfr.), famosa pel suo marmo bianco.

O.B. In una cliiesa gotica, str.


Ifi.

crepuscolo pario delle doriche (cfr.) forme per le ombre del vostro bel corpo che i chiaro-scuri, per sembra scolpito nel marmo di Paro. le antiche statue di le parie forme del tempo antico eroi e divinit greche che scolpite nel marmo Paro toccarono il sommo della statuaria antica e moderna.

pe

'l

O.B Ttagionimetrc':e, V. 14

G. E. Ripresa,

1^

Parsina.

236

di

Parte Bianca.

1?.

(li

B. Alla cittk Ferrara, I,

Parisina

soprannome

Laura Malaiesta,

figlia del Si-

V. 29.

gnore di Kiniini (dal sangue natal di Francesca - cfr.) e sposa (1418) del vedovo Nicol III d' Este, signore di Ferrara. Costui aveva avuto dalla prima moglie un figlio, Ugo, bellissimo giovane, il quale am, riamato, la matrigna Parisina. Scoperti, furono gettati da Nicol in duo orribili prigioni, in fondo ad una torre del castello, e
decapitati
il

21

maggio del

14-2J.

R. X.

Faida

Comune, str.31.

porta Parlascio {porta (?e/i chi voleva andare a Lucca. F)agrii di Lucca.

di

Pisa dalla

quale usciva

Ju.

A scusa di

un

Parnaso

francesismo,
str. 2.

monte dalia doppia vetta, sitaato nella Focide (Grecia). Ai suoi piedi era il santuario di Delfo (cfr.) e scorreva la fonte Tastalia (cfr.). Gli antichi avevano consacrato
il

Parnaso ad Apollo

("cfr.)

ed

alle

Muse

(cfr.).

G E

Intermezzo. IX, str. 5,8. 10.

Paro

isola greca dell'Egeo ad ovest di

Nasso

e a sud di

id X.str.l.

Delo, tra le maggiori delle Cicladi, celebre per il diasuoi marmi candidi, splendenti i in fulgidezza bianca, tra l'azzurro dell'Egeo. Fu patria di Archiloco (cfr.) e di Eveno (cfr.).

mante bianco, cio per

L.

G Poeti di Parte bianca.

Parte Bianca

nome di una delle due fazioni (l'altra era quella dei Neri >) che travagliarono la citt di Firenze negli anni intorno al 1300. In principio le due parti erano designale dal nome della famiglia che le capeggiava; Cerchi, gente arricchita col commercio, erano a capo della borghesia e di quella parte della nobilt che accettava la supremazia del popolo; Donati, antica famiglia feudale, sostenevano nobili, e trovavano appoggio nel popolo minuto, trascinato da clientele o da interessi a favorire questa parte. Contemporaneamente si combatteva in Pistoia una violentissima lotta tra due rami della famiglia de' Cancellieri, detti l'uno Bianco , l'altro Nero a; e poich Cerchi e i Donati aiutarono rispettivamente l'nua e l'altra fazione pistoiese, pare che anche partiti fiorentini da loro capeggiati prendessero perci nomi di Bianchi e di Neri. Per sedare continui tumulti, furono allontanati da Firenze principali membri delle due fazioni (1300), ma il provvedimento fu di scarsa efficacia, giacch i capi dei Bianchi furono presto richiamati dall'esilio, e i Donati invocarono l'aiuto del pontefice Bonifazio Vili. Allora le due parti divennero da sociali e cittadine, prettamente politiche: Neri si appoggiarono al papa e ricorsero a lui; i Bianchi, timorosi dell' invadenza pontii i
i i
i i

avvicinarono agli esuli ghibellini icfr. Manfroni). Bonifazio Vili mand in Firenze come paciere Carlo di Valois (cfr. Carlo di Valese), il quale protesse invece i Neri, si che Bianchi furono violentemente espulsi e
ficia, si
i

Partenone.

2M
Dante).

Pastren^o.

costretti ad iuidare raniiiiglii per le citt toscane (1302 cfr. Seiiniiccio e

Partenone
al

o
di

Parthenon

celebre tempio che

tjli

Ateniesi

0.15

Alossnuil.

dedicarono a Minerva l'artlienia (vergine). Sorgeva sull'Acropoli e conteneva la statua in oro e avorio della dea, opera di Fidia, sotto la cui direzione era sorto tutto il monuniento. Parti antico popolo abitante a snd del Mar Caspio, celebre per suoi cavalieri instancabili, agilissimi e seivaggi, contro quali combatterono ripetute volte Romani,
(eiiipo

l'ericle (sec.

a. C.)

'''' str.
gj,.

3*

""".

0. B. Alla Vitto''''

^''"

Parvolo
\al<'

jiargolo,

fanciullo, Cauciullino

come aggettivo
G.
E.

iiii'colo.

Pasqualino

Pasquale Villari, insigne storico vivente nato nel &21 a IS'apoli. Dei suoi moltissimi studi, nei quali sa
assurgere dai documenti alla rappresentazione artistica dei personaggi e dei loro tempi, citeremo soltanto le due opere maggiori Storia di Glerolanio Savonarola e dei suoi tempi [2 ed., Firenze, 1887-88]; Niccol Machiavelli e suoi tempi [2-' ed,, Milano, 1895-%] (v. Ap)).),
:

Io trinm-

Pl'^. str. 6.

Pasquino
rione,

di statua antica eretta nel 1507 in Parione prelatizio e cortigianesco della Roma del '500, ed esistente ancora su un lato di Palazzo Braschi. Per secoli furono appesi al torso di Pasquino certo
il

torso

id.str.9

satire

dette perci

anonime, piene di ^ pasquinate

sapore e
.

di

popolana

ironia,

Pastorella

grazioso

componimento

lirico,

originario della

0. B.

il

liuto e
^''"^'^

I.1

Francia settentrionale e imitato di poi in Provenza. Riprodusse nelle origini la fresca vivacit e l'ingenuo candore della poesia campagnuola, ma poi si fece manierato: di pastorale non ebbe che la maschera, la campagna fece da cornice a ritratti di citt e a conversazioni di
castello. In Italia,

'"*'

come

tutti

quasi

generi della poesia

provenzale e francese, cosi anche le pastorelle furono imitate nel sec. XIII, ma pi raramente: se ne cita una vaghissima di Guido Cavalcanti (cfr. - In un boschetto trovai pastorella ), che tolse dalla pastorella francese gli spiriti, il disegno e i colori, e li distese e acconci entro la forma popolare della ballata (cfr.). Noi avemmo madrigale la forma propria della poesia pastorale nel
I

campagnuola

[cfr.

Carduccj,
in

Op., Vili, pp. 330-333].


Ju.

Pastrengo

provincia di Verona, celebre per la battaglia combattuta il 30 aprile 1848 dai Piemontesi, condotti da Carlo Alberto, contro gli Austriaci. La vittoria piemontese fu dovuta specialmente all'attacco di 200 carabinieri a cavallo, comandati dal maggiore Lanfront, che riuscirono a liberare il re e lo stato maggiore dal nemico

villaggio

A Vittorio

K^uanuele, str.

che

li

aveva accerchiati.

Patareo.
Ju.

Patareo

238

Pedantic

Maggioe No-

vembro,l,v.i2.

id. V. 12, 13.


Jii. I

voti, sti. 9.

G. E. Intermezzo, IV, str. 1.

Ju.

A Enrico

P*2^'-

L. G.

P. E.

o.B. Alessandiia, str. 3.

O.B. A Giuseppe
Garibaldi, str.
4.

Patara, citt marittima della Licia (Asia Miil culto e per l'oracolo d'Apollo, detto anche i)crci Patareo. palerei dumeti gli spineti di Patara. Ptera tazza, a forma di piattello poco profondo, di legno terracotta e pi tardi di vetro e di metalli nobili serviva per bere. parola greca che significa: ci che qualcuno Pathos soffre , patimento , infermit . Il j5a//ios ideale r idealismo morboso e convenzionale che signoreggi le nostre lettere tra il '70 e V '80. scultore di buona fama, autore del monuPazzi Enrico mento a Dante in Firenze, contemporaneo e amico del C. Nel 1850 il C, insieme con un gruppo di amici, doveva pubblicare sul Pazzi un libro (che poi non usc) contenente sei canzoni sopra sei busti che lo scultore aveva cominciato a modellare per suggerimento di quei giovani amici. Erano i busti dell'Alfieri, del Parini, del Monti, del Foscolo, del Leopardi, del Giordani. Il C. aveva gi scritto la canzone pel busto dell'Alfieri, il Gargni (uno degli amici pedanti - cfr.) scrisse quella sul Foscolo; lo scolopio Francesco Donati scrisse, ma non pubblic mai, quella sul Parini. Quella sul Monti fu assegnata forse al C. Il Targioni (cfr. 0. T. T.) e il Chiarini (cfr.) cominciarono ma non finirou le loro sul Leopardi e sul Giordani. E anche i busti del Pazzi non furono tutti finiti |cfr. Chiarini, p. G5]. Pietro Ellero, nato nel 1833 a Pordenone (Udine), P- Einsigne giurista, gi professore di diritto penale nella Universit di Bologna. canto in onore di Apollo, e in generale di ogni Peana divinit: canto di vittoria, di lode (cfr. Io Pen).
di

Horci, (aniosa per

Ju.

Omero, V.

151.

R.N.Faidadicomune, str. 2.
Ju. Il Burchiello
ai

Pecchio

nome

di

popolano lucchese del sec XIV.


che

Pedanti (amici)
^
gj

linguaioli,
8 ^tesserino

str

Ju

str. 1.

si comiiacqucro di dare giovani toscani, nemici del 7 r romanticismo e risoluti a dar nuovo vigore alla poesia con Io studio dei classici. Capo dell'audace brigata fu il C, come ben si addiceva alla sua baldanza giovanile e alla forza precoce del suo intelletto compagni

nomignolo

stessi nel ISuG

alcuni

Giuseppe Torquato Gargni e battaglieri (1834-186-2, fiorentino), Giuseppe Chiarini (cfr.) e Ottaviano
intelligenti
:

Targioni Tozzetti (cfr. 0. T. T.). L'espressione amici pedanti comparve la prima volta in uno scritto del Gargni stampato a Firenze nel giugno del '56, e intitolato Di Braccio Bracci e degli altri poeti nostri odieriiissim'
: ;

Pg-aso.

2;59

Pelope.

spese degli aulici palcndi . ili G. T. Gargni, a Hracci era un giovane livornese che aveva iniltblicato allora un volumetto di versi Fiori e spine . La diceria suscit a Firenze poitMuiche aspre e curiosissime, nelle quali gli amici jialauli > si sbizzarrirono a difendere a spada tratta i propri convincimenti letterari K'fr. CiriAiUNr, cap. Ili e note al cap. III]. cavallo alato delle Jlnse (^efr.i; con un calcio Pgaso fec(5 scaturire in Elicona icfr.) la fonte di Ippocrene che dava ispirazione al canto e alla poesia. Qui simbolo della poesia idealista di taluni ai quali l' idealismo giova
diceria
Il

G.E. A certi ncus"'"'' "*" ''

e d profitto (fa crescere lo slrame....). mare. Pelago dei Pelasgi, popolo primitivo del Pelasgico e Pelasgo quale sapjiiamo pochissimo. Pare che abitassero in origine l'Epiro e la Tessaglia, donde si sarebbero estesi in tutta la Grecia, nell'Asia Minore, a Creta e anche in Italia: nel Lazio, neir Etrnria (dove si ammirano ancora a Volterra

Ju.

Omero,

v. 28.

avanzi delle cosi dette mura cic!oi)ichc o pclasfjiche formate di grandi mus^ - jn e Ir e -poligonali) e altrove. .Si noti peraltro che trovandosi il nome di questo popolo nelle origini leggendarie di tanti luoghi diversi, vale forse soltanto a indicare genericamente la popolazione primitiva originaria dei singoli luoghi. 1 poeti poi usano l'aggetti vo pelasgo col significato speciale di greco .
gli

G.K. liprcaa,
^tv.r,.

ili.

l-

'^-

Primavere

Hca'''su-%^'
ju. xc'iv, Brindisi, str. 9.

mime
Pelide

pelasrjo

divinit schiettamente greca.


figlio

IJR. La Guerra,
str.

H.
un
cavallo,

Achille

(cfr.),

di

l'eleo,

re

della

Tessa-

Ju.

glia (cfr.;.

^*''-

^
v. 33.

Odo, la diva odo; e di te la grave ira mi canta. re Pelide, al tuo poeta mostrati la JMusa (cfi'.) m' isi)ira e mi eccita a cantare la tua ira, o Achille. [Episodio fondamentale (ieW Iliade l'ira di Achille causata da una discordia sorta nel campo greco tra Achille e il re Agn-

.Ju.

Omero,

id.v. 43-45.

niennone: il Pelide si ritira dalla pugna, ma poi depone lo sdegno, e, per vendicare l'amico Patroclo morto in battaglia, torna a combattere contro Troiani, finch pone fine alla guerra uccidendo Ettore (cfr.)]. d'omicide furie raggiante salta su 'l carro il tuo divin Pelide il divino Achille, fatta strage di nemici, rimonta sul carro guidato dal fido Automedonte (cfr.). il nipote del Pelide Alessandro (cfr.) Magno, come discendcnte di Achille. Pelmo montagna dolomitica del Cadore, alta 3168 metri su! livello del mare. Pelope mitico re, conquistatore della parte meridionale della Grecia, che da lui ebbi' il nome di Peloponneso (odierna Morea).
i

l.

N. Omero,
^^^'-

I,

*
Alessanstr. 18.
ir,

O. B.
<3''''.

l.

R. Cadore, '' ^'

R. N. Primavere

KHen.

ili

Do-

'"'"

^^''^-

Peltasti.

Oh
riccliezze,

240

Peplo.

di Pelope re tenere il suolo, ecc. non regni, non non agilit nella corsa io bramo; ma cantare e aver te fra le braccia, e veder tutto il gregge pascere

lungo
O.B. Alla
Vitti
ria, str. 1.

Peltasti soldati greci muniti di piccolo scudo leggero della forma di una mezzaluna (pelta), al quale appoygiacano nn ginoccio quando chini aspettavano con l'aste protese V impeto del nemico.

il

mare

ili

Sicilia.

G.E. In morte di Giov. Cairoli,


str. 25.

Veramente peltasti non avevano ne elmo, n asta, ma erano armati di giavellotti e di spada qui peltasti significa genericamente fanteria greca. Penati divinit protettrici della casa e della famiglia; onde penati vale spesso famiglia >, domestico foi
:

<^

colare
l/S.

Congedo,
1

.str. 1

Ed ecco istoriati ai penati tabernacoli ed al rito ai penati e ai loro riti foggiavano mistici tabernacoli gli antichi arteiici ai sentimenti sereni della famiglia inal;

zano inni
0. B. Alle funti

poeti.

gl'itali penati

pi che

gli

di del focolare domestico,

del Clitumno,
str. 17.

qui sono gli di indigeti della stirpe.

(cfr.)

protettori della patria e

O.B. In una chiesa gotica, str.

Pendute

pendenti.

0. B. Pe'l Chiarone da Civi-

di

bevon le nubi dal mare con pendde trombe vortici vento sollevano l'acqna del mare verso le nubi.

tavecchia, V.
.Tu.

Omero,

v. 95.

Penelope

moglie

di

Ulisse

(cfr.j,

celebre per
(cfr.),

la

sua ca-

stit e fedelt coniugale.


R. N.

Brindisi
Una rama
1.

Peneo

celebre fiume della Tessaglia

sulle cui rive


fu trasfor-

d'aprile, str. 13.

R. X.

d'alloro, str.

Dafne (cfr.) inseguita da Apollo Agieo mata in pianta di alloro.

(cfr.)

G. E.

ti e

Per G. MonG. Tognet-

ti. III, str. 4.

famoso seguace della setta Perni (Guglielmo - 1644-1718) religiosa dei Quacqueri. Possessore, dopo la morte del padre, di un territorio nell'America del Nord, vi fond una colonia (Pennsylvania), e nel 1682 vi si rec egli stesso da Londra ove era nato. Xella sua colonia diede asilo a tutti quelli che erano perseguitati per le loro credenze religiose, e volle che si vivesse in assoluta libert di fede
e in piena

Qni
ricano.

il

uguaglianza sociale. sno nome servo a indicare

il

continente ame-

O.B.Ragionimetriehe, v. 8,

Romani alternarono verso che Greci e Pentametro sempre con l'esametro (cfr.). Il C. lo riprodusse unendo nu
i
i

O.

B.Fantas
str. 5.

ia,

Peplo

settenario o un senario o nu quinario con nn settenario. tessuto finissimo e bianco, splendido di ricami, che adattato con pieghe e drappeggi sn la persona servivn di vestimento alle donne greche.

Ferarolo.

241

Pertioari Giulio.
R.R. Cadore,
sti5.

Perarolo
alla

paese del C.idore a otto cliilometri da Pievo continenza del JJoite col Piave- Vi attivissimo (/erre) il commercio del legname. Qnoi montanari fanno trasportare dalla corrente le travi d'alberi (ino a Perarolo, dove sono trattennte dal cdolo, cliinsa artilciale a
e ivaliere del tume. Estrattelc di l, le mandano alle segherie, e poi su zattere, pel tume, a Venezia.

III,

sleale, infido, malsicuro. Solo col tradimento Perfido furono possibili i colpi di stato dei due Napoleoni (cfr.).

O.B. Perla morte di Napoleone Eugenio,


8tr. 7.

Perfusi

che significa

participio passato del verbo latiuo * perfundere * versar sopra, cospargere, bagnare .

B
^^^

Alle Fonti Clitumno,

Persano

{conle Carlo di) ammiraglio italiano, ministro della Marina nel '(j'i, senatore nel 'Ci. Comandante l'armata navale nella campagna del 'G6, la condusse il 20 luglio al disastro di Lissa (cfr.). Accusato di imperizia e di negligenza, fu sottoposto al giudizio del Senato eretto iu Alta Corte di Giustizia, e condannato alla destituzione. Era nato a Vercelli nel 1806, mori a Torino nel 1883.

G. E.

Le Nozze

delmare,str.8.

Persefone

nome greco

di

tone, re dell'inferno pagano. Ottenne da


i fiori

Proserpina, moglie di PluGiove di poter

0.

B.Eio
dro,

Lean-

V. 4.

passare sei mesi ogni anno in terra, e infatti quando sbocciano ella ritorna (cfr. Ennea),

O.

B.Ave,
str. 13.

str. 3.

Persepoli

grandiosa capitale della Persia, dove re persiani tenevano i loro tesori {aurea): oggi non restano che splendide rovine.
i

antica

R. E.

La Guerra,

l'aurea Persepoli gli adoratori del fuoco a Persiani, seguaci della religione di Zoroastro, adoravano il fuoco e chiamavano idolatri i Greci che ammettevano la rappresentazione, sotto forme umane, delle proprie divinit. I Persiani combatterono lunghe e aspre guerre contro Greci, e a Maratona (cfr.) ebbero una delle pi famose sconfitte.
gl'idoli contro, ecc.

manda

Persi

i Persiani e in generale gli abitanti dell' impero persiano, che, al tempo delle guerre contro i Greci (500-479 a. C), si estendeva dall'Indo (grande tume asiatico che sbocca nell'Oceano indiano) all'Asia Minore. Qui sono i soldati di Serse, sconfitti dai Greci a Salamina (cfr.) come gi quelli di Dario a Maratona (cfr.).

Jii.

G. B. Xic1.

colini, str.

Persica

persiana,

dei Persiani.

id. str. 3.

letterato, critico e linguista, Perticari Giulio (1779-1822) nativo di Savignano di Romagna (il nido Compitano cfr.), fondatore a Roma dell'Accademia Tiberina. Predilesse gli studi su la lingua, sostenendo ne' suoi scritti la teoria del * volgare illustre per cui tutti i dialetti e non solo il toscano contribuiscono a formare la lingua
Dizionario Carducciano.

Giulio j\pp. Perticari.


id. str. 1.

Perugia.

24'2

Festalozza.

italiana la quale - egli (liceva - appare in tutti i .secoli dal XIII al XIX e nou riposa in alcuno . al proprio Il C. aggiunse la qualilica di fiorentino Giulio Perticavi: nome e cognome nj-posto all'inno
>

terari

App.
3.

Giulio
st. 2,

Perticali,

tal morto far risaltare die gli antichi odi letregione erano scomparsi, se un fiorentino rendeva onore a chi era stato campione di una teoria linguistica clie negava ogni superiorit o autorit su gli altri dialetti al dialetto toscano. E l'inno stesso, scritto quando l'Italia aveva appena conseguita l'unit politica, non in fondo che l'esaltazione di un italiano sostenitore, in tempi unit > linguistica delia di divisione e di servit, dell'

volendo in
di

<-

patria.
citt capoluogo dell'Umbria, situata sopra un'alPerugia tura poco lungi dalla di'stra del Tevere, in posizione bellissima. ricca di magnifici edifizi. Incorporata agli Stati della Chiesa (1540) dal pontefice Paolo III (cfr. Kocca Paolina), vi rimase per tre secoli. Durante la guerra d'indipendenza del 1859, anche Perugia spieg la bandiera nazionale e istitu un governo provvisorio, ma da Roma [VaduUera antica) Pio IX invi a Perugia il colonnello Schmidt con l'ordine di ridurre all'obbedienza la citt ribelle. I mercenari pontifici si gettarono ferocemente su la citt, che non voleva arrendersi, e fecero vergognosa strage di quei miseri cittadini (21 giugno). Furono tali gli eccessi e le infamie compiute da la viicdial masnada che tutta Europa ne inorridi. I voti della nobile citt ebbero poi compimento l'airuo dopo, quando le milizie italiane si impadronirono di Perugia facendo jn-igioniero il famigerato Schmidt (14 settembre 1860): e l'Umbria fu annessa al regno d'Italia.

G.E.II Canto dell';!

more,

str. 9.

Ju.

Per le stragi di Perugia, str.


4.

G.E.Il Canto dell'amore, str. 26.

Perugino

Pietro Yannucci detto il Perugino , nato a Citt della Pieve nel 1446, morto a Castel Fontignano nel 15'24. Fu maestro di Raftaello e celebratissimo autore
di

Madonne

egli stesso.

0. B.

Sirmione,

V. 53.

Ju. Alla Croce di


.'^avoia, str. 12.

paese situato nell'estremo angolo sud-est del Peschiera Garda, dove il Mincio (cfr.) esce dal lago (cfr. cigno). Gli Austriaci lo fortificarono e munirono di to7-7-i si da farne una fortezza di prim'ordine. Assediata nei primi giorni del maggio 1S4S dall'esercito di re Carlo Alberto
(cfr.

iJ.

un magnanimo)

si

arrese al

Duca

di

Genova

il

:30

R. R. Piemonte,
btr. 20.

dello stesso mese. La resa di Peschiera fu uno dei pi bei successi della prima guerra d' indipendenza.

O.B.
2.

Giuseppe

Pesta

orma
il

Garibaldi, str.

mente;

del cavallo su la strada pestare della bestia.

anche pesta-

Ju.

A un Filosofo, Pestalozza (Alessandro)

btr. 1.

prete e professore di filosofia, nato a Milano nel 1807, morto nel 1871. Kosmiuiauo, espose

Petrarca.
sue opere
dotdiiie

le

243

il

Petrarca.

lu'llc

di'l Uosiiiiiii,

celebre (llosofo

di Itovereto nel

Tientluo

(ITDT-lfsrj).

quel po' di mano che vi die il Peislalo::za il lume a luce clic cerc fare il Pestalozza sulla dottiina rosuiiiiiaiia.

Jii.

A un Filosofo,

blr. 1.

sommo poeta lirico, nato nel ];04 0. 1!. La Lirica, Petrarca (Francesco) str. 3 in Arezzo dove suo padre, cacciato da Firenze due anni App. A Giulio prima con la parte bianca ^ (cfr.), aveva preso dimora. l-'erticari,str.4. Nel 1312 si trasfer con la famiglia in Avignone (cfr.), cominciando cosi quella vita errabonda die parve poi sempre una necessit della sua esistenza. Ad Avignone tuttavia, sebbene non continuamente, vi.sse luugliissimo tempo, e il G aprile 1327 vide per la prima volta, nella chiesa di Santa Chiara, la bionda gentildonna che doveva 1!. N. Coiumert a u d il P e ispirargli cosi appassionato amore e canti immortali: str. 1, Laura, figlia di Audiberto di Noves e moglie di Ugo de R. trarci, N. A lu.nUimiSade, come credono i pi. Nel 1337 si ritir a Valehiusa gella Maria L tr. 2. presso le sorgenti della Sorga (cfr.) poco lungi da Avignone, e il 3 aprile 1341 fu solennemente coronato poeta in Ilenia sul Campidoglio. Jlorta Laura il 6 aprile 1318, il suo poeta lasci per sempre nel 1353 Avignone e si stabili in Italia. Ivi pass da una citt a un'altra, festeggiato, ricercato, onorato da tutti, finch la morte lo
!

colse in
Il

Arqu

(cfr.) il

19 luglio 1374.

Petrarca scrisse moltissimo, sopratutto in lingua latina, e a lui si attribuisce il merito di essere penetrato, primo nel Medio-evo, nello spirito degli antichi scrittori; ma la sua gloria presso posteri dovuta sopratutto alle poesie italiane, dal poeta stesso raccolte e ordinate nel Canzoniere . Dei 3G6 componimenti poetici che costituiscono questo mirabile libro, la maggior parte si riferiscono a Laura, che il Petrarca am intensamente e umanamente quantunque ella si mantenesse fredda e sdegnosa verso di lui. Di qui la tristezza che pervade il Canzoniere " e la soave malinconia in cui il Petrarca ad si culla. Il suo dolore non rende mai note tragiche esso si mescola una arcana dolcezza piangere per il poeta il supremo diletto [Vitt. Kossi]. Il Petrarca fu amantissimo della campagna, e frequente nei suoi carmi il ricordo di ruscelli mormoranti, di boschi fronzuti, di campi verdi, idillico sfondo alla figura di Laura; celebre per squisita delicatezza e dolcezza
i ' ;
;

R. N.

Il

Sonetto,

str. 1.

0. n. il Liuto ola Lira, sti-. G. L. G. Per il trasporto delle reliquie di Ugo

Foscolo, str.

2.

L. G.F.Petrarca. K. N". Il Sonetto,


str. 1.

canzone Chiare, fresche e dolci acque dove i ricordi di un bel prato in riva alla Sorga (cfr.), e dell'acqua corrente, e di Laura appoggiata al tronco di albero, e dei fiori che le cadono in grembo, sono rievocati ed espressi con insuperabile potenza d'arte. Le forme metriche preferite dal grande lirico furono Canzoniere il consta di il sonetto e la canzone
la
:

IJ.

N. Commenta 11 o il l' e trarla htr. 1

Petrarca.
U. N. All'Autore
<lel

244

Petronio.

Mago,

str.

8.

(i.B. Alla

Regimi

d'Italia, str. 12.

K. R. Piemonte,
str. 12.

G.E. Per Eduardo Corazzini,


str

317 sonetti, -29 canzoni, il sestine (cfr.), 7 ballate e 4 madrigali. Al sonetto il Petrarca diede nn' onda dolcissima di melodia, non superata nemmeno dal Foscolo, il pi armonioso dei nostri poeti. La canzone rese elegantissima e perfetta, togliendole ogni asprezza e dandole norme e leggi fondamentali, s da meritarle l'appellativo di < petrarchesca . L'ideale politico del Petrarca fu determinato e costante solo nel desiderio di un' /;/( unita e forte, e di una Boma degna dell'antica. Ma circa i mezzi per l'attuazione di questo ideale, egli li vari a seconda delle

19,18.

circostanze e sper che il re di Napoli Roberto d'Augi potesse riunire in un corpo politico unico le forze disperse pontefici a tornare in degli Italiani; e pi volte invit Italia da Avignone per sollevare Roma dal misero stato in cui giaceva; e quando fu eletto senatore di Roma un personaggio a noi ignoto nel quale egli tuttavia aveva grande fiducia, lo sollecit alia nobile impresa di restau:
i

R.
t

N. Coiumena 11 d o il Petrarca, str. 4.

R. R. In riva al

Boma e A'Italia con una famosa canzone che comincia Spirto gentil che quelle membra reggi ; e credette vedere in Cola di Rienzo il rinnovatore dell'antica repubblica, l' iniziatore della nuova fortuna di Roma con quell'ordinamento repubblicano che per amore del classicismo era sempre stato il pi caro al suo cuore; e finalmente sper, ma sempre invano, nell'imperatore Carlo IV di Lussemburgo, che per un istante parve volesse por fine a quelle discordie civili che laceravano l'Italia e che gi avevano ispirato al Petrarca la nobile canzone Italia mia, bench il parlar sia indarno . Del sommo lirico italiano, il C. fu studiosissimo e venne preparando durante lunghi anni il commento a tutto il Canzoniere r, che fu compiuto e pubblicato soltanto nel 189S [Firenze, Sansoni] coll'iutelligente cooperazione
rare la grandezza di
di Severino Ferrari icfr.). scrittore Petronio (Arbitro)

Lys,

str. 4.

Ju. Prologo, V. 51.

latino, raffinato

amante

dei

piaceri della vita. Pare vivesse al tempo di Nerone e si facesse aprir le vene nel G6 d. C. perch caduto in disgrazia dell' imperatore. Gli si attribuisce il ^ Sat3-ricon , romanzo in prosa e in versi in cui l'autore ritrae la societ e i costumi corrotti del suo temjio. Il Petronio j^redicatore del Prologo a .Ju. quel del

Sat}ricon [nota il C. stesso] divenuto dopo il 1815 scrittore di romanzetti mistici e d'omele |ragioname;'.ti sui Vangeli] erotiche . Egli dunque una specie di simbolo, personificante quegli scrittori che, autori in giovinez/.a di libri e romanzi e scritti poco decenti, dopo il 1815 si diedero, secondo la moda e il desiderio dei principi, ad opere e scritti pi ortodossi e conformi ai principi della

Pianto antico,

2ir.

Pier de la Vigna.

lestaiirnzionc e (k-lla Santa Alleanza; pi brovonioutr, il tipo del vizioso poco sinceranient(! convcrtito.

Per dico Petronio

v.

San Petronio.

o. n. NoU.i piaz-

za di S. l'ctronio, V. 4.

Pianto antico

soave rievocazione del tgliolctto Dante ('. K'IV. Fnnere niersit acerbo) che, tornata l'ostate, il non vede n sento pi giuocare nell'orto, su cui si aprivano lo (inestro del suo studio a Bologna nella casa di
vii lroccaindosso.

H. N.

Piave

linnie clic
{i

verdi vallate
[divcia)
iior;l

al

nasce nello Alpi Carnicho, traversa lo verdi hara(ri) del Cadore (cfr.), poi scende piano e sbocca nell'Adriatico {VAdria) al
Piccardia,
antica

k. r.

Cadmo,

I,

str. 8.

di

Venezia,

Piccardo
tissima.

di al

Francia,
Picei

nord

di

Parigi.

provincia storica della L'agricoltura vi tioren-

n.

fa

ira,

l,

str. i.

di

pece, materia infianiniahilissima.

O.B. La torre Nerone, etr.


o. B.

di
J.

Piede.

poesia dei Greci e dei Romani non aveva, come la nostra, suo fondamento ritmico nel numero delle sillabe e nella distribuzione degli accenti (cfr. Giambi ed Epdi), ma nella misura lunga e breve delle sillabe (quantit), lo quali riunite in gruppi costituivano jnedi, cos (letti porcile si segnavano col batter del piede (cfr. cori). regione dell'Italia settentrionale, aperta verso Piemonte oriente sulla valle del Po, chiusa a ovest e a nord dalle Alpi Marittime, Cozie, Graie e Pennino. Dalla cerchia alpina scendono gi a irrigare per ogni verso la regione la Dora Baltea, su cui numerosissimi fitani e torrenti siedono Aosla (cfr.) e Icrea (cfr.); il Cervo (affluente della Sosia) che ha sulla destra Biella (cfr.); la Stura e il Gesso che chiudono alla confluenza Cuneo (cfr.); l'Ellero che bagna Mondavi e si scarica nel Tanaro, il sonante fiume che attraversa il Monfeirato {suol eV Aleramo - cfr.) e lascia sulla sinisira Asti (cfr.); il Po che con la Dora Riparia cinge Torino. storia Il Piemonte ha particolari benemerenze nella del Risorgimento italiano; il suo popolo, uso da secoli al maneggio delle armi e alla vita di guerra - di che fan fede gli stessi canti popolari -, costitu sempre una considerovole forza militare al servizio dei principi di Savoia, cos che, quando nel '48 il re Carlo Alberto (cfr.) intim guerra all'Austria, l'esercito piemontese era il solo esercito italiano eflicacemente costituito. Pier de la Vigna tiglio di un povero notaio di Capua,

La

Preludio,

str. 2.

ij_

r.

Piemonte,
io, 29.

st(-. 3,

i^

gt^. 3.

i,i.

str. 5, 0.

id. str. 7.

id. str. 8.
id. str. 10. jd. str. 8. ia. str. 0.

id. str. 3.

i,,i.

str.

H.

divenne peritissimo nell'arte

scriver lettere, si che Fderico II re di Sicilia lo volle alla sua corte come cancelliere. Fu addentro per circa vent'anni in tutti i tratdi

o.B.Pe'lClnaro"e da Civitnvecchia, v. ly.

Pietro.

246

Pimplea.

O. B.
^
I,.G

Giiiscp-

pc Garibaldi,
^"'''

Dopo Asprostr.

suo signore, finch fati, i maneggi e le faccende del nel 1249 caduto in disgrazia e imprigionato si uccise. Dante (cfr.) lo pone nella selva dei violenti contro se stessi, e racconta che, avendo colto un ramiccllo da un gran jviino dove l'anima del suicida stava imprigionata, ' senti i suoi lamenti ed ebbe un colloquio con lui. il capo degli Apostoli, cio dei primi sePiero Pietro guaci di Cristo. ritenuto dalla Chiesa il primo dei pontefici, onde tutti i suoi successori si possono indicare col nome di Pietro, come tutti gli imperatori col nome di Ce-

monte,

17

G.*E.%ia Ugo
Bassi, str.
Jn.
1.

g^re ^-

fcfr.).

^"clif'

San Pietro.

Ter le str.ngi di Perugia, sti.

Cristo che a Pietro fe'ripor la spada stolo Pietro vide Giuda avvicinarsi a

quando

l'apo-

3.

per baciarlo, sapendo che questo era il segno del tradimento, corse con la mano alla spada, ma Cristo gli impedi di
Cri,sto

usarla.
G.E. Per Ginsep-

pe Monti
guctu*"str

e
7"

Pietro

Piero, hastarono gli orecchi; io taglier la testa apostolo tagli con la spada un orecchio a Malco, servo del sommo sacerdote Caifa, quando le guardie di questo stavano per trarre Cristo al tribunale. Ai pontefici successori di Pietro, spesso non bastato tagliare gli orecchi, hanno preferito tagliare addirittura le
te,

teste.
I?

R.Cadore,
^- ^^-

II.

0. E. La Consulta araldica, str.


7

G.E.

corti ccn-

sori. str. 10.

la minuscola capitale del Cadore, a?^ePieve di Cadore gru e ridente, tra una bella chiostra di monti. Gi in basso scorre il Piave. nobile palermitano, esule dalla Kosalino piio Rosolino ^^^^ patria, ebbe il compito diffcile e pericoloso di preparare Siciliani ad accogliere favorevolmente Garibaldi e i Mille. Sbarcato presso Messina il 10 aprile 1860 insieme con l'amico Giovanni Corrao, percorse buona parte dell'isola per tenere in fede e ingrossare le bande insorte. A Calatafimi si uni con la sua squadra di 800 uomini a Garibaldi, ma non ebbe la gioia di veder libera la sua Palermo, poich il 21 maggio, in uno scontro sulle alture circostanti la citt, fu ucciso da un colpo in fronte. Era nato nel 1820 da Girolamo de' conti di Capaci e da Antonia Gioeni de' duchi d'Angi. Per cui egli vantava origini principesche [(' Tiv^AROXi, L'Italia degli Italiani -, t. II, pag. 180. Koux e Frassati, Torino musa, cos detta da Pimpla, borgo della Mace Pimplea donia (Grecia; sacro alle muse. La musa sorride a Pomponio (cfr.) come sorridono gli angioli paffuti ne le chiese

|.

del Ges, le quali


coli

furono costruite dai gesuiti nei sein quel gonfio e sovraccarico stih; barocco che spesso sostitui l'artifizio alla bella eleganza architettonica del Rinascimento.

XVII

XVIII

Pindaro.
Pindaro
cia.

247

L. G.
Ili,

Piramo.
Alla Loiii(-a Bnrtol
str. 8.

('rJ-J 442 a. C.) il mnfjgior poeta lirico (lolla GreXncqiie a Cinocefale presso Tebe, ma fu allevato a Tebe. Visse in Atene e alla corte macedone, ma spieg la sua maffRore attivit poetica in Sicilia, presso (ierone, signore di Siracusa. Fu poeta civile, d'animo nobile, fiero, indipendente, e non si i)erit() di iinimonir(^ gli stessi principi jresso quali viveva. Coltiv (junsi tutte le .specie della lirica. Della sua copiosissima opera non ci restano vincitori nei giuochi ellenici, nelle quali die le Odi per da tenue argomento il sommo lirico si eleva all'altezza di tante piccolo epopee, onde quei rapidi passaggi che hanno proso il nome di < voli pindarici . Pindo catena di monti nella Grecia separa la Tessaglia dall'Epiro. Per gli antichi il Pindo era sacro alle muse. salisti in Pindo, ecc. volesti atteggiarti a poeta, ma Febo, dio dei poeti, ti prose a bastonate come un ]\[ar/yWe [birbante matricolato; comico personaggio del Morgante >, poema del torontino Luigi Pulci (14.32-84)]. devoto, at'ettuoso, amoroso; che ispira pensieri pii; Pio sacro; che desta nell'animo un sentimento solenne; pietoso, che ha piet.
i i

(ir.ni'c

App.DiiG.C.C'oidata, V. 1 I{. N. A Villo Jlugo, str. U'.


.

0.

B. str.

I,a
;j.

Lirica,

Jii.

un poeta
mont.ngiia,

di

str. 3.

O.B. Alla Villoria, str. 6 Siiuiioiio V. 25. 0. B. Fuori alla

O. B.

Certosa

di

Bo-

logna, V. 11.

K.N.Il bvo,str.
1.

stelle

pie

perch
il

notte dal cielo

Pio

Maria INIastai (cfr.) Ferretti, ponteFavori da prima liberali, poi si ritrasse, 0, timoroso di perdere il potere temporale, si appoggi a Napoleone III (cfr. Roma), che per ragioni di convenienza politica sostenne la cattedra pontificia, come Atlante (cfr.) sostiene sulle spalle il mondo.
fice dal 184C) al '78.
i

Nono

Giovanni

pietose degli uomini, danno loro di conforto della luce.

0. B.

Da Deseiizano,str. 6, 1.!.

.Ju.

Prologo,

V.

103.

.Tu.

Al boato Giostr. 7.

vanni della
Pace,
0. B.
str. 1.

Piovorno

pieno
;

di

nuvoli acquosi.

Mii-amir,
li,

catasta di legna per abbruciarvi sopra specialmente Pira cadaveri rogo. l'infelice amante di Tisbe. Non potendo amoregPiramo giare liberamente con lei per l'opposizione dei parenti, deliber di fuggire con la fanciulla e le diede un convegno. Tisbe vi giunse per prima, e veduta una leonessa fugg via, lasciando cadere il volo che la fiera lacer e insanguin. Il che avendo veduto Piramo, giunto poco dopo, credette Tisbe morta e s'uccise. E anche Tisbe, quando torn sul luogo e vide morto Piramo, si trafisso con la sua stessa spada. Un gelso, presso il quale era avvenuta la tragica fine dei due amanti, mut i frutti bianchi in neri. la sposa prescelta da PiColai forse aggiravasi, ecc. ramo si aggirava per la casa dei suoi {odiosa perch non

R. N. Omero,
str. 2.

Ju.

A Febo A pol-

line, str. lo.

id.

slr. 12.

Pirano.

248

Plsacane.

Jh.

a Febo

Apol-

line, str. 11.

0. B. Miraniar,
str. 3.

K. N.

Vittore
str. 4.

Hugo,

poteva uscirne liberamente e liberamente amare Piramo) e pensava alle gioie dell'amore e della prossima fuga, senza prevedere la tragedia che le si preparava. piccola citt dell' Istiia (cfr.) situata sull'ingresso Pirano del golfo di Trieste e raccolta intorno all'alto campanile del suo duomo. Ha mura venete. i Pirenei, gran catena di monti che separa la Pirene Francia dalla Spagna. T^iniita a sud la storica provincia di Guascogna, i cui abitanti, di stirpe iberica, hanno Var-

ilore dei popoli meridionali.

Ju Sicilia e la Kivoluziono,
str. 15.

Pireo

porto

d'Atene,

di

rimpetto

all'isola di Salamina,

nelle cui

acque

la flotta dei Persiani

L. G.

Per la rivo-

ttta (480 a. C.)

da Temistocle

luzione di Grecia, str. 2.

mata greca, che

il re dell'esercito e della flotta di ritirar.si in Asia. Nel 1862 il bavarese re Ottone, costretto dalla rivoluzione trionfante (cfr. Grecia), si imbarc al Pireo e ab-

ebbe una tale sconcomandante dell'arSerse ordin alla maggior parte


(cfr.)

R.R. Piemonte,
str. 27.

Piroo Piropo

Grecia ove aveva regnato per trent'anni. Eto. pif'tia preziosa rossa; granato di Boemia. d'intorno splendeagli, fiamme di pirojo al sole, l'italo sangue intorno a Garibaldi era la schiera rossa fiam-

bandon

la

V.

Ju.

voti, str. y.

meggiante dei garibaldini. danza guerresca eseguita al snono del flauto, Pirrica propria di Creta e di Sparta, ma usata anche in Atene

e in altre citt.
E. R. Nic.ola Pisano, IV, str. 1.

Pisa

bella

citt toscana ricca d'opere d'arte e di

monu-

menti

insigni. Situata sull'Arno (cfr.) a circa dieci chilo-

R.N. Faida di Comune, str. 1.


2-',

25, 27, 29, 31,

O.

B Scoglio di Quarto, str. 9.

metri (nel medio evo navigabili) dalla foce, fu dal sec. XII la principale piazza di commercio dell'Italia. Mand le sue navi in tutto l'Oriente e dall'Oriente accorrevano mercanti. Nei tempi del suo maga lei numerosissimi giore splendore ebbe fin 200,000 abitanti (oggi 64,000). Genova le contese il dominio del Mediterraneo e con la sconttta della Meloria (cfr. - 1284) le diede tale colpo che Pisa non si rilev pi. Ebbe poi aspre contese interne e con le altre citt toscane, specialmente con Lucca e con Firenze, che nel 1509 si impadroni della rivale. Da allora Pisa segui le sorti della citt vincitrice. esule e patriota napoletano, Plsacane Carlo- 1818-1857) dotto cultore di studi su 1' arte della guerra, autore di scritti vari, da ultimo professore di matematica a Genova. Seguace di Mazzini, che nel '57 aveva architettato un vasto piano di contemporanea insurrezione in diverse parti della penisola, capitan la spedizione che, secondo l'intento dei cospiratori, avrebbe dovuto far insorgere tutto il Napoletano. A Genova dett (cfr. segnava) prima di partire il suo testamento politico con uno stile spigliato e caldo, quale non hanno gli altri suoi scritti: forse il presentii

Pisani.

249

Plzzacherino.

presa fjo fjenio) (lcl!;v |)rossim;v fine (transilo faquella pngina al nobile eroe! E nella notte giugno, con una (juaiantiua di compagni, parti sul ilei piroscafo genovese Cagliari clu^ faceva viaggi regolari tra Genova, Cagliari e 'l'unisi. Giunti in alto mare, congiurati misero uno dei loro al governo del piroscafo e approdarono all'isola di l'onza, dove liberarono prigionieri e se li fecero compagni nell'impresa. Il HO sbarcarono nel golfo di Policastro a Sapri (Salerno) gridando Viva l'Italia, viva la repubblica , ma la popolazione rimase sospettosa e ostile. Assaliti il 1" luglio dalle forze superstiti borboniche, ebbero perdite gravi, e mentre si ritiravano verso il (jilento sperando di trovare popolazioni pronte a ribellarsi, furono assaliti presso il paese di Sanza da una turba di contadini inferociti (2 luglio). L'eroico Pisacane, vistosi sopraffatto senza pi speranza di salvezza, si uccise: ventisette rimasero morti, ventinove - molti dei quali feriti - furono presi e consegnati
{

monto

tale) ispir
_>;')

alle milizie borbonielic.

nome d'una famiglia veneziana clic diede alla RePisani pubblica croi ed ammiragli famosi, tra cui il pi celebre Vettor (Vittore), che nella seconda met del sec. XIV ebbe a sostenere una parte importantissima nella lotta di Venezia contro Genova. Vincitore prima a Porto d'Anzio (1378), fu poi vinto a Pola (maggio 1379), e dai suoi, come colpevole della sconftta, imprigionato. Liberato dal popolo quando Venezia correva il supremo pericolo per la tracotanza dei Genovesi che, di nuovo vincitori, la
cingevano di stretto assedio, riusc a infliggere ai nemici una grave sconftta a Chioggia (dicembre '79) dovcli blocc e li costrinse pochi mesi dopo alla resa (giugno 1380). Il nome del grande veneziano fu dato ad una corvetta italiana varata a Venezia il 22 luglio 1869; in quell'occasione fu celebrata l'antica cerimonia delle nozze del

G. E.

Le Nozze del m^re, str. 4.

mare

(cfr. Lissa).

soprannome di un giovinetto genovese che nella Pittamuli giornata del 10 dicembre 174G, col suo atteggiamento coraggioso e col suo esempio eroico, condusse i Genovesi alla vittoria definitiva sugli Austriaci. Egli infatti, armato d'una pistola e con una fascina accesa in mano, si avvent alla casa ove resisteva l'ultimo manipolo d'Austriaci, entr, diede fuoco ai sacconi dei letti, e seguito dalla folla obblig gli Austriaci ad arrendersi. Piva luogo del Montenegro ove nel 18G2 i Turchi furono

Ju.

Sicilia

la

Rivoluzione,

L.

vinti, e

Wismnnvo

(cfr.)

furore sopraffatto.
in

G. Noi primi giorni del 1862.

Pizzacherino
l)iccolo.

nome che danno

cino reale, uccello simile alla beccaccia,

Romagna al beccacmala met pi

K. N. All'Autore Jlago, sir.


J^*^'

Platen.
La tomba,

Piateli

250

Po.

R. N.

"l''ienogHn*'o davanti a Saiit


I"st.

(Augusto von) poeta tedesco nato ad Ausbach (Baviera) nel 179G, morto nel 1835 a Siracusa. Dal 1826 ili Italia. Autore di connuedic, poemi, S' era Stabilito
(Irainmi. liriche, liallate.

0.

B La
15.

torre

ili

Nerone.
0.

Congedo,
1"
'

Platone

"

^r'it-" 5^1-5

App. Da Friedr.
Holderlin. str.

greco detto dai posteri divino borgo attico, nel 427 a. C. e fu discepolo di Socrate. Fond presso la citt di Atene, in un ameno bosco dedicato in oriirine all'eroe attico Academo, la celebre scuola detta Academia, dove per vent'anni svolse e divulg la sua dottrina. Mori nel 347 e la sua tomba sorse nel luogo del suo insegnamento. Lasci molte e celeliratissime opere. Nessuno nel campo dello spirito giunto ad altezze pi sublimi (cfr. plafilosofo
(''fo) .

sommo

Nacque a

Collito,

tonica).
0. B. Da Deeiizano, str.5, ir,.
jn. Prologo, V. ^^*-

Platonia

cara a Platone

(cfr.)

che

si

compiacque dispu-

^^,.p ;iii'n,ni.a

Platonica

secondo la dottrina di Platone (cfr.). Egli ammetteva come vera e assoluta realt solo le idee-tipo, nostri sensi non delle quali le cose che cadono sotto sono che il riflesso, la materializzazione. L' idea-tipo deli

dei platani,

0. B. Preludio, st'-20. B. Alle fonti

irjnoranza qui rappresentatM, materializzata, incarnata da Trasone (cfr.). Plauso battuta; plauso e piede ritmico, battuta ritmica del piede (cfr.). carro agricolo a due ruote in uso nell'Italia Plaustro
l'

del
L.
(;.

Clitumno.

str. 4

centrale e meridionale,

Alla Louifa

Gi-ace Bartol.ni, str. 12.

R.N.idiic Titani,
'*''

Pleiadi
fra

le

sette figlie di Atlante (cfr.) e di Pleione: Elet-

^"-

di Bardano progenitore &W inclita gente troiana), Alcione, Celeno, Maia, Sterope, Taigete e Merope. Cangiate in stelle furono collocate sul petto del Toro, una delle costellazioni dello zodiaco; volgarmente sono dette gallinelle .

(madre

R X. Primavere
Kllen
str. 7.
.Tu. I

Plettro
jj,.j^

il

pettine con cui

si

toccavano

le

corde della

(1

Eolia),

voti, str. 4.

Pluto

dio delle ricchezze.


io libare ecc.

non

non vorr piegare

l'estro poetico

a brindare ai ricchi e alle ricchezze.


R. R. Alla citi
di
1.5.

Po

F^eirara^^l.
20.

B.x. Visione. LX,


slr. 2.
.Tu
.\

maggior tnme d'Italia; nasce dal Monviso nelle bagna Torino (gi sede dei re di Sardegna, poi dei re d'Italia, onde l'appellativo di regale anche ;;1 fiume), e dopo aver attraversata tutta l'Italia supeil

,^]pj

(^Q^ie (cfr.),

Vittorio
,

Enian

str

1.

Poerio.

251

Fole.

irrig:it;i la fertile pianura che dal l'o r dotta a)ipunto padana (latino: Padus, Po), lasciata a destra la citt di Ferrara (cfr.), si getta nell'Adriatico. Nel corso inferiore, il Po contenuto entro //i argini

fiore e

Giulio Ai)p. i'ertican, str.


o. H. A unabottieli di Valu^l-

clie

nroteg;:ono
:

il

letto del tuinie


il

territorio eirco.stante pi basso del (erre tristi e sole (deserte) clic tuttavia

''*^'''

*''l}"'i;

-;
;j.

epico, tr.2,
iil.

lavoro umano lia guadagnato e va ognora guadagnando alTagricoltura. Qui'ste i)laglic videro la mitologica caduta di tetoiite (c(r.) nelle ac(ii;e del Po (detto allora Lnciano) e la trasformazione delle Eliadi (cfr.) in pioppi
ic: populeo ^ ^
^
\.

str.

3.

'J-

fi-

Alla
:j.

cittii

str.

0. B.

Su lA(M;i.

^.*4''t' 0. B. Le j due 1 torri,

str.l.

Ju. Vincenzo il Tasso (cfr), lispondea di su 7 Po l'epica tromba Monti, str. 4. che 8I Po a Ferrara (cfr.) scrisse il suo poema epico, rispondeva alle grandi voci di Virgilio e di Dante. Dietro le vien co 'l Po, con la sua bianca croce, ecc. R- R- Bicocca di San Giacomo, la casa di Savoia (un'altra gente) accrebbe gradatamente il suo dominio seguendo il corso del Po; uomini id. str. 20 di guerra e di senno, i quaranta princii)i (duci) che da Umberto Biancamano e da suo figlio Oddone (sec. XI) .si succedettero per otto secoli snl trono, seppero con politica avveduta (a lor servon gli eventi e le disfatte) non id. ttr. 2!. solo conservare in mezzo a tanti pericoli e vicende la loro signoria, ma ingrandirla con lenta sicurezza. E la fortuna li protesse. Conti e poi duchi di Savoia con Amedeo Vili nel 1416, divennero re di Sardegna nel 1718 con Vittorio Amedeo II, e re d'Italia nel 18G1. A Vittorio Emanuele II era serbata la sorte di portare lo stemma della sna casa con V aqiHa e la bianca croce id str. 20, 19. non solo in tutta la vallata del Po, ma in tutta la peniid. str. 21.

sola e nelle isole


la

(il

serto gilta oltre

Po
),

Vittorio - cfr.:

id. str. 37.


id. str. 21.

corona

(il

serto) di

Berengario

(cfr

che comprendeva

soltanto parte dell'Italia settentrionale e della centrale, ben piccola cosa in confronto della corona dell'Italia unita Poerio {.\lessandro - 1802-1848) patriota napoletano figlio di patrioti. Fu soldato e poeta della patria. Ferito nella sortita di Mestre (cfr.) il 27 ottobre 1848 mori pochi giorni dopo a Venezia.
!

.Tu.

A Vittorio
str.

Emanuele,
~^'

Poeta

(pcllegrin)

Giuseppe

Regaldi

(cfr.).

0. B. Alessandria, str. 20,23.

citt e porto dell' Istria (cfr.). Fu dei Komani e dei Pola Veneziani: ora dell'Austria che ne ha fatto un porto ..,. j. , 1 I11 i, fortihcato di prmi ordme, per dominare lAdriatico del nord. Nel periodo romano, Pola ebbe importanza marittima grande: il porto era capace di tutte le forze navali di Roma; la citt conserva ancora qua-si intatto il tem-,
.

L 6. Per
regno d
sti-. l.

la

prodel

clani.T/.ioiio

Italia,

Polenta.
O. B. Saluto italico, V. 26.

252

Polenta

ir.R.

La Chiesa (li

Polenta,
id. str. 26.

d. str. 2.

id. str. 6.

id. str. 16.

id. str. 2.

id.slr

:j.

pio di Augusto dedicato lioma e a Cesare, e ne orgogliosa dell'et romana sono inoltre le rovine di un anfiteatro, quelle dell'arco dei Sergi e della porta Gemina. Polenta luogo situato a poco pi di cinque chilometri da Bcrtinoro (cfr.), su quegli ameni colli (halcon di 2'>of/fji) di Romagna dove corre Io sguardo del barcaiolo quando, nei pericoli del gonfio Adriatico {Adria), sul cader della notte, si affretta al ritorno. La chiesa di S. Donato in Polenta sorge a circa 250 metri di altezza. I primi documenti che ne facciano parola risalgono agli anni 911, 958 e 976, ma la costruzione del secolo Vili quando il caos barbarico muggiva informo e selvaggio [Carducci, La Libert perpetua di S. Clarino , in Op., X, pag. .335]. Poco lontano, su nn' erta, rupe, pi non minaccia il castello dei Polentani (cfr.) ridotto a pochi miserevoli avanzi (cfr. Guido). E anche la chiesa sarebbe stata interamente abbattuta per far posto a una nuova e pi vasta, se l'intelligente premura di alcuni cittadini di Romagna (1890) non avesse levata la voce perch invece si provvedesse a restaurare e rassodare queir antichissimo monumento fcfr. la nota del C. stesso a R. R.]. La piccola chiesa a tre navate, sostenute da colonne grosse, rotonde, a strati di mattoni e di pietra lavorata con lo scalpello, coronate

<

id. str. 13.


id. str. 7.

id. str. 1.

id. str. 7.

da caratteristici capitelli (cfr.). Narra una bella leggenda che Dante (cfr.), negli ultimi anni della sua vita, quando fu ospite dei Polenta a Ravenna (1.317-21), salisse alla chiesetta polentana; e se nessun documento attesta la verit di questo fatto, niente d'altra parte lo rende inverosimile, come nulla vieta di credere che anche Francesca (cfr.) da Rimini visitasse quei luoghi. Dante in quegli anni attendeva alla composizione del Paradiso e sperava che il poema gli valesse poi un glorioso ritorno in patria: inginoccliiato nell'umile
chiesetta,

chiusa

entro

le

j}alme quella /"ron^e

id.

id. str. 8.
id. str. 9.

id.

id.slr. 28.

id str.27, 28.

che una particolare grazia gli aveva concesso di alzare in presenza di Dio per mirare da presso rincfifabile luce divina (e la visione fu poi narrata nell'ultimo canto della Commedia ), avr implorato di rivedere il suo bel San Giovanni (cfr.) e avr pianto al ricordo dolcissimo. Alla sua mente rapita in mistica contemplazione sar apparsa la visione del Paradiso, mentre sotto le basse navate della chiesa risonava il salmo gioioso della liberazione, quello che canta il ritorno degli Israeliti alla patria dopo l'esilio egiziano (cfr. Jn exitu, ecc.). Il C. da Cesena, dove era ospite del conte Pasolini Zanelli, visit pi volte la solitaria piccola chiesa, e augur che, compiuto del tutto il restauro, si provvedesse anche a riedificare il campanile, a restituire cio a quella madre vegliarda la voce della prer/hiera. E ora il campa-

Polentanl.
accanto alla

'2')^)

cliiesetta resa ce-

Polonia.

lille

soi^t'

iiiotiiiiiuuitalc

lebrt? (lall'odc carchicciaiia.

Poleniani
(li

nome

della

Caiiifilia roiiiat,'iiola clic,

oi-i<,'iiiaria

IM?.

I.a

chiosa di
ij.

l'oleiita,

divenne con Guido


(128J).

(cfr.)

il

Vecchio

sii,Miora

l'olunta, str.
"'

di

Ravenna

""

''

Possedeva a Polenta un castello costruito (Va il 'J.jH il 10IJ7, e il primo accenno storico alla famiglia
1101).

dniuiue nel secolo Vili sorse la chiesa Polenta), i Poleiitani ancora del tutto ignoti e commisti alla plebe, che gi era stata sotto il dominio di Poma, niorcano servi dei barhari che su le rovine dell'impero romano, come onde incalzate dalle onde, venivano, premevano, sparivano " [Cakducci, id.]. La poca superstite gente latina, rifugiatasi nelle chiese, presso le tombe profanate {dischiusi luniuli) dai vincitori, si prosternava in abito di penitenza davanti ai Uvidi e magri cristi bizantini (cfr.) dai grandi occhi bianchi, imi)lorando misericordia. Dante, che nel suo Inferno ha reso immortale la figura di Francesca (cfr.) figlia di Guido il Vecchio, fu accolto nel 1317 a Pavenna da Guido Novello, il buono e illuminato princi|)e polentano che consol con generosa ospitalit gli ultimi anni del grande esule, e gli diede onorevole sepoltura {V'rl) nella chiesa di S. Francesco, e gli avrebbe fatto erigere un degno mausoleo se, scacciato dal cugino Ostasio, non fosse stato sorpreso da morte immatura (1823 E un raggio della luce immortale del Poeta illumina nei secoli il nome dei Folenlani.
del
di S.

Quando

Donato

(of'r.

id.str.O.

id.str il.

id. str. 12.

i'I-

st'"'

6.

1.

id.

Polifemo vorando

ciclope (gigante con un solo occhio) che, didi Ulisse, fece solTrire a questo i compagni e ai * 1 "^ superstiti le pene pi atroci dell'agonia (cfr. etnesej. Ben si poteva apostrofare col nome di Polifemo (cio a dire crudele, tiranno, mostro) chi volle prorogare l'agonia di due condannati per trenta d, come fece Pio IX per Monti (cfr.) e Tognetti.
il
'

G.E.Pei-G. Mon-

H fili ti, II,

^.?' ^."^'i*' c-f 1 9. str. Q

Pollone

tenero

rampollo

di

una pianta.

R.N. Ninna nanna


di Carlo V,
.str. 4.

Polene femmine le donne di Polonia (cfr.), che nei tre successivi smembramenti del regno avito (1772, 1793, 1795) perdettero tanti valorosi figli. Nei loro canti tutta l'amarezza dei loro cuori.

L. G. Alla
s i'>

Louisa

Gi-ace Bartoli-

Polonia - antico Stato dell' Europa centrale abitato dai Polacchi, popolo di stirpe slava. Gran regno un tempo, indebolitosi per le discordie interne e per le lotte di religione, fu smembrato dalla Kussia, dalla Prussia e dall'Austria, che alla line del secolo XVIII se ne spartirono
il

i?.

N. Sui campi
di

Marengo,

territorio.

Pompeo.
V
ti.

Pompeo (Gneo
tloi

254

Populonia.

Alessan-

dria, str. 22.

O. B.

Su

l'Adila,

generale romano, vincitore Mitridate; ebbe l'appellativo di Magno (grandei. Fu triumviro con Cosare e Crasso. Alla morte di quest'ultimo divamp in guerra civile la rivalit gi esistente fra gli altri due, e Pompeo, vinto da Cesare a Farsaglia, ripar in Egitto, dove fu ucciso per ordine di quel re (cfr. Alessandria). (Strabone) padre di Gneo Pompeo Magno (efr. Lodi).
- 10(5-48 a. C.)

pirati

di

str. 9.

G.

E A

certi cen-

Pomponio

nome

generico,

assunto qui a significare


il

il

sori, str. 10.

tipo dell' ideali.sta interessato e

che canta V ideale e vede


miele, e lascia clie
altri
si

non sincero (cfr. paolotto) mondo nuotar nel latte e


alla poesia della rivo-

ispiri

luzione
liere).
G. E. Intermezzo, VII, str. 4.

(le

Muse de

la barricata; le

Grazie

- cfr. - jtetro-

G. E. Agli amici della Valle Tiberina, str. Iti.

Ponte dell'asino cosi detto nelle scuole il famoso teorema di Pitagora; ma veramente si dice ponte dell'asino ogni passo di dififcile transito, o cosa di non facile esecuzione. Qui ha senso satirico. Ponte Milvio nome dell'antico ponte sul Tevere fuori Porta del Popolo a Poma. Volgarmente detto Ponte

Molle

6. E.

La sacra

di

Enrico V,

v. 49.

id. V. 51,

id. V. 50.

Ponte Nuovo il ponte su la Senna nel centro di Parigi. Ivi al tempo di Luigi XYIII (1815-24) fu eretta una statua marmorea al gran re Enrico IV (cfr. Parigi) in luogo
convertita in cannoni durante la Kivoluzioue. ponte che unisce il Castelvecchio di Verona, antica dimora degli Scaligeri eretta nel 1355 da Cangrande II, con la riva sinistra dell'Adige, e detto comunemente ponte di Castelvecchio (cfr. Verona). regione dell' Asia Minore sul mar Nero, che era Ponto detta dagli antichi Ponto Eusino. Fu ridotta a provincia romana da Gneo Pompeo (65 a. C), ma otto anni dopo Farnace, tglio del re vinto, Mitridate, ricuperava il regno paterno. Allora Cesare, che si trovava in Egitto, raggiunse per la Palestina e la Siria l'Asia Minore, e a Zela, nel Ponto, distrusse in una sola battaglia l'esercito di Farnace (47 a. C). Fu di questa vittoria che diede notizia al Senato con le celebri parole: Venni, vidi, vinsi. Pplite l'incavo dietro al ginocchio.
di un'altra

0. B. Davanti

il

Ponte Scaligero

Castelveccliio di Verona, str.


5.

G.

Il

CesariII, str. 1.

smo,

O. B. Alla Vittoria, str. 3.

K. R. Alla citi.-i di Ferrara, 11,


f,tr. G.

Populeo

di pioppo; e anche ornato di pioppi. populee fronde rami di pioppo; pioppi (cfr. Fetonte).

G. E. Ripresa, IN,
str. 4.

Populonia

citt etrusca sul mare, a nord-est dell'isola d'Elba, sul promontorio di Piombino. Distrutta nella guerra

Ju.

voti, str. 5.

fra Mario e Siila (87 a. C), mostra ancora qualche rudere. la terra dove in gran solitudine l'ombra di Popidonia
e il

nome

sta

la

Maremma

toscana.

Porteria.

205

Primavere Elleniche.

e per la e un 'L populeo Po pe'l verde paeiie, ecc. vordc vallata del Po (cfr.), su le cui sponde cieseono
pio]ipi, occ.

<>.

l.

I.e
'^^'

duo tm^^

"'

Porteria
Postille

v.

Pr.
-'n-

o nota in dicliiarazione del tcato. In annotare e postillare opere altrui s'acquist fama tra il '.j'j e il 'GO Pietro Fanfani (cfr.), contro gli errori o le esageai,fgiiiiita

Pietro Fan"

^"

'tll'ie'^

razioni del (luale

il

Praga

C. scrisse sonetti burleschi.

citt

cai)itale
cristallo.

della ISociuia, celebre per la pr-

b. o.
''''

Brindisi
^^'

dazione del

.... via ni del cristallo, ecc.

mano non

pii

armala

id.

.str.

14.

della spada, ma del bicchiere di crnlallo di Boemia, colmo colorito (li li)i>ido vino dtd leno.

id.
.Tu.

str.15.

Pr

Porteria

(inartieri

popolari

ziarono sempre le sommosse e le polani hanno (ieri sentimenti e belle tradizioni di libert e di indipendenza. Precinse cinse, riciuse, circond.

Genova, ove si iniinsurrezioni. Quei pdi

Siciii.'x

eia

R^'^voluzione,

O.B. Per la morie di Napoluo11 e E 11 gonio,


.str.

11.

Prenestini di Prcneste, antica citt del Lazio, situata a oriente di Roma; oggi Pale.strina.

O.B. Ragioni me*"''^'^' ^- '^^

Presule alto

prelato, capo del clero.

Ju. Al beato Gio-

va n n i della Pace, str. 4.


vestito di pretesta, lunga veste bianca orporpora. La portavano a Koma le persone pi autorevoli e figli dei cittadini liberi fino all'et virile. Primavera classica primavera sentita e rappresentata con la serena e umana ispirazione dei classici, senza leziosaggini e sentimentalismi. Primavera sacra. Le antiche popolazioni italiche chianiavano f |)rimavera sacra l'otferta delle primizie dell'anno al dio Mavorte: e su una gran pira ardevano con le primizie dei campi e degli armenti i nati dell'uomo in quella primavera . Ci facevano quando sventura minacciasse la patria o eventi inaspettatamente felici avesser rimosso la incombente sventura . Ingentilitisi i tempi, anche la primavera sacra si ingentil, e invece di uccidere nati dell' uomo , si costringevano giovinetti e fanciulle a emigrare lontano semente di un nuovo mondo . Ed essi - primavera sacra voluta dal dio - si avviavano confidenti e sereni di giovent a cercare altre terre, a cercare altre guerre da combattere [cfr. Carducci, Op., VII, pag. 3, 4, 11]. Primavere fiorellini di prato, simili a piccole margherite.

Pretestato
lata
di

o.

e. Alle fonti

del Chtumuo,

R.

N.

o. B. Scoglio

di

Quarto, str. 11.

R.

x. Brindisi
d'aprile, str. 2.

Primavere Elleniche.

Il
il

del suo ingegno, attua

C, giunto alla piena maturit proposito espresso nell' Inter-

R.

N.

Primigenio.

mezzo

206

Frooida.

R. X. Piiuiavere Ellen. (1 Eolia),


str. 10,

" (IX, 10), di trarre l' ispirazione dei suoi carmi soltanto dali'anticiiit serena delia Grecia: le fonti, insomma, delia sna poesia saranno da ora in poi nel classicismo pi schietto Lascia dunque il Poeta h occidue - cfr. - vtacchiate rive dove l'anima umana soft're, inquieta e tormentata dal vivere moderno privo di bellezza, e naviga verso la lieta armonia della civilt ellenica, verso le pure forme della bellezza antica, confidente e sereno come i giovani che

per r antico

primavera sacra (cfr.) della vita a un nuovo mondo. Una fresca fioritura di ellenismo invade l'anima del Poeta. Le Primavere Elleniche sono quasi un preludio delle anche nel tempo sono vicinissime < Odi Barbare , e
rito

italico

<

andavano lontani a dar

prima ode barbara, era compiuta il 16 dile Primavere portano la data del '72. Scriveva il C. al Chiarini (cfr.) il 1" gennaio 1874 - e aveva allora 38 anni - che in quel tempo tutta 1' anima e la persuasione sua ritornavano alla grande poesia greca. In fondo, confessiamolo, fu la pi gran poesia della terra: Omero, Pindaro, Sofocle, Aristofane, Teocrito, sono gli ultimi confini del bello di primo getto gio-

Su l'Adda , cembre 187:^;

la

venile, florido, sereno. Dopo viene il riflesso, il contorto, il vecchio . E in un'altra lettera del luglio soggiungeva: Tutta questa letteratura che esiste ora abbietta. Tutta
que.sta societ tal cosa che non merita ci occupiamo di lei. Kitorniamo dunque all'arte pura, ai Greci ed ai

R. R.
str.

La Guerra,
1.

[Chiarini, p. 19l]. E di questo ritorno le Odi (cfr.) sono la pi fulgida espressione (v. App.). della prima generazione. Primigenio nel fango che doveva dare orinel primigenio fango gine alla prima generazione di uomini.
Latini

<

Barbare

Ju.
la

nova angostr. 4.

Primo amante Dio.


espressione tolta dal latino di Orazio; sinel principio della primavera . antico. Prisco medico nato da famiglia ghibelProcda (Giovanni da) lina di Salerno. Fu partigiano della casa di Svevia (cfr.), che nel secolo XIII ebbe il dominio della Sicilia e del-

0. B.

Primo vere
gnifica

Ju.

G. B. Nic-

coliui, str. 9.

l'

Italia meiidionale.

Ma divenuto re di Napoli e Sicilia Carlo d'Angi (1266), Giovanni da Procida and esule in Aragona (Spagna) presso il re Pietro, e la leggenda vuole che travestito si recasse frequentemente nell' isola per fare insorgere le popolazioni contro i nuovi dominatori. A lui sarebbe da attribuire quindi la organizzazione della rivolta del Vespro (31 marzo 1282), per la quale Francesi furono in tutta l'isola messi a morte e la corona pass a Pietro
i

Proclo.

Ma

257

Provenza.

d'Arniiroiia.

ogrgi storicaiiientc

provato che quel moto

tu
J'ii

spontaneo

e iniprevoiliito, e clie

Giovanni da Piocitla
i

baroni soltanto intermediario (Va il re d'Aragona e siciliani, stanchi dei soprnsi angioini. La sua figura leggendaria ha ispirato una delle pi belle tragedie di U. B. Niccolini (cfr.). il suono delle camla siciliana squilla; e Vrocida pane all'ora del vespro segn il principio della insurre-

.Tu. Il
.str.

Plebiscito,
14.

zione preparata da Giovanni da Procida. ijuamlo iovello Procida, ecc. Francesco Crispi (cfr.), come il Procida, si rec parecchie volte in Sicilia per l'ar insorgere contro Borboni l'isola nativa. filosofo greco nato a Costantinopoli nel 412 d. C. Proclo e morto nel 4.s5. Contro il diffondersi del cristianesimo, si adoper per mantenere vivo tra il popolo il culto del

II.

li.

Alla figlia
Fr.
.-.

di
str.
.Ju.

Ciispi,

A Febo Apol-

line, str. 47.

paganesimo. Progenie generazione; pallida per


pieno di tristezza
(cfr.
(cfr.)

gli

affanni del secolo

O. B.

Da Desen14.

fantasimi).
figlio di

zano, str.
.Tu.

Prometeo

titano

Giapeto e della oceanina

Climene, da Giove cacciato dall'Olimpo. Secondo la leg genda, form l'uomo col fango e gl'infuse la vita per mezzo del fuoco preso dal cielo. Giove allora lo fece incatenare ed inchiodare sul freddo Caucaso (catena di monti che va dal mar Nero al mar Caspio), dove un avvoltoio doveva divorargli il fegato e il cuore ognora rinascenti.

Prometeo. R. N. I due Titani.

Odiatore degli

di,

Prometeo

simbol