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Universit degli Studi di Napoli FEDERICO II Facolt di Ingegneria

ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE


a.a. 2012-13

GLI ATTI AMMINISTRATIVI RELATIVI ALLESECUZIONE DELLE STRUTTURE

E un documento non obbligatorio per limpresa ma sarebbe buona norma possederlo per annotare tutte le indicazioni relative alle fasi di getto. Il registro serve per la certificazione di qualit da parte del SINCERT.
LOGO STUDIO
DATA MANUFATTO DDT

REGISTRO DEI GETTI

REGISTRO DEI GETTI DI CONGLOMERATO CEMENTIZIO


LAVORI DI ..
QUANTITA' (m3) PARTE DELL'OPERA TIPO DI CEMENTO RESISTENZA Rck (Mpa) CLASSE DI ESPOSIZIONE SLUMP SIGLA PRELIEVO NOTE

MANUFATTO/I

MANUFATTO/I

MANUFATTO/I

xx/yy/zzzz

MANUFATTO/I

x/y x/y x/y x/y TOT. x/y x/y x/y x/y TOT. x/y x/y x/y x/y TOT. x/y x/y x/y TOT. x/y x/y

xx/yy/zzzz

0,00 0,00 0,00 0,00 0 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0 0

xx/yy/zzzz

PARTE cem II / B-M 32,5 R DELL'OPERA

rck

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sigla

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PARTE cem II / B-M 32,5 R DELL'OPERA

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PARTE cem II / B-M 32,5 R DELL'OPERA

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PARTE DELL'OPERA

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MANUFATTO/I TOT. 0,00

PARTE cem II / B-M 32,5 R DELL'OPERA

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In accordo al D.P.R. n. 380/2001 la D.L. deposita allo Sportello Unico (ex Genio Civile) in duplice copia la Relazione a strutture ultimate con allegati i certificati di prova sui materiali (calcestruzzo ed acciaio) ed i risultati di eventuali prove di carico eseguite, entro 60 gg dallultimo getto. Qualora non venga rispettato tale termine si incorre, ai sensi dellart. 73 DPR 380/2001, in unammenda variabile da 41 a 206.

RELAZIONE A STRUTTURE ULTIMATE

Nella relazione sono esplicitati, oltre alle date di inizio e fine dei lavori strutturali: 1) lesame dei certificati delle prove sui materiali, articolato: nellaccertamento del numero dei prelievi effettuati e della sua conformit alle prescrizioni contenute nelle N.T.C.; nel controllo che i risultati ottenuti delle prove siano compatibili con i criteri di accettazione fissati dalle N.T.C.; 2) lesame dei certificati relativi ai controlli in stabilimento e nel ciclo produttivo, previsti nelle N.T.C.; 3) ogni indicazione inerente alla tesatura dei cavi ed ai sistemi di messa in coazione per le opere in conglomerato armato precompresso,; 4) il controllo dei verbali e dei risultati delle eventuali prove di carico fatte eseguire dalla D.L., allegando le copie dei relativi verbali firmate per copia conforme.

RELAZIONE A STRUTTURE ULTIMATE

Nella relazione la D.L. attesta che le opere sono state eseguite in conformit agli atti progettuali depositati. Delle due copie della relazione, una conservata agli atti dallUfficio competente e laltra, con lattestazione dellavvenuto deposito, viene restituita alla D.L. che provveder a consegnarla al collaudatore statico, unitamente alla copia timbrata del progetto strutturale a suo tempo depositata, prima dellinizio dei lavori. In caso di varianti strutturali in corso dopera la D.L. consegna al collaudatore statico anche la copia timbrata del relativo progetto.

RELAZIONE A STRUTTURE ULTIMATE

COLLAUDO STATICO
Il collaudatore statico ha 60 gg di tempo per effettuare il collaudo delle strutture, a decorrere dalla data di ricevimento degli atti da parte della D.L.: prevista una sanzione per il mancato rispetto di tale termine variabile, ai sensi dellart. 74 D.P.R. 380/2001, da 51 a 516. Il collaudo statico, previsto dallart. 67 D.P.R. 380/2001 per tutte le costruzioni in c. a., verifica: la correttezza del progetto delle strutture; la buona esecuzione delle realizzazione delle stesse, anche mediante prove di carico, qualora ritenute necessarie dal collaudatore. LAmministrazione Comunale, in mancanza di collaudo statico, non pu rilasciare la certificazione di agibilit delledificio.

COMPITI DEL COLLAUDATORE STATICO


Per quanto attiene al calcestruzzo il Collaudatore deve: controllare i documenti attestanti il possesso delle necessarie autorizzazioni; esaminare il progetto per quanto attiene la vita utile di servizio e la durabilit; controllare le certificazioni dei controlli di accettazione Rck. Il Collaudatore pu: richiedere prove supplementari (prove in sito, prove di carico, ecc.) sulla sicurezza e la curabilit dellopera; predisporre un programma di prove da sottoporre allaccettazione del Progettista, del DL e dellimpresa.

Universit degli Studi di Napoli FEDERICO II Facolt di Ingegneria

ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE


a.a. 2011-12

CONTROLLI DELLE OPERE STRUTTURALI REALIZZATE

Nelle opere finite gli scostamenti ammissibili s, tolleranze, rispetto alle dimensioni e/o quote di progetto sono riportate di seguito per i vari elementi strutturali: Fondazioni (plinti, platee, solettoni) posizionamento fili fissi s= 3,00 cm dimensioni in pianta s= - 3,00 5,00 cm dimensioni in altezza (superiore) s= - 0,50 3,00 cm quota altimetrica estradosso s= - 0,5 2,00 cm Strutture in elevazione (pile, spalle, muri, pilastri) posizionamento fili fissi s= 2,00 cm dimensione in pianta s= - 0,50 2,00 cm spessore muri, pareti, pilastri s= - 0,50 2,00 cm quota altimetrica sommit s= 1,50 cm verticalit per H 6,00 m s= 2,00 cm verticalit per H > 6,00 m s= H/12

TOLLERANZE DEI GETTI

TOLLERANZE DEI GETTI


Solette, solettoni per impalcati, solai spessore s = -0,50 1,00 cm quota altimetrica estradosso s = 1,00 cm Fori, cassette, inserterie (piastre, boccole) posizionamento vani e cassette s = 1,50 cm dimensione vani e cassette s = 1,50 cm posizionamenti inserti s = 1,00 cm In ogni caso gli scostamenti dimensionali negativi non devono ridurre i copriferri minimi prescritti dal progetto.

La diagnosi del deterioramento di una struttura consiste nella raccolta di dati sperimentali che unita alle informazioni di carattere ambientale, climatico, storico, strutturale, consente di stabilire le cause del deterioramento della struttura e del degrado dei materiali. La raccolta di dati sperimentali si basa sull'esecuzione di prove che possono essere suddivise in distruttive e non-distruttive: le prove distruttive si basano su prove sperimentali, generalmente eseguite in laboratorio, su provini o campioni prelevati dalla struttura che possono arrecare una compromissione alle strutture, le prove non-distruttive presentano il vantaggio di fornire elementi utili alla interpretazione del potenziale deterioramento in atto, senza aggravare lo stato della struttura dal punto di vista estetico o strutturale.

PROVE SU STRUTTURE IN C.A.

Le prove non-distruttive consistono in test di carattere prevalentemente fisico o fisico-meccanico da eseguire in sito, mentre le prove distruttive sono di carattere chimico, fisico, o meccanico da effettuare in laboratorio. In generale per giungere ad una diagnosi esauriente del degrado necessario implementare le prove nondistruttive con quelle distruttive. L'accoppiamento di prove distruttive e non-distruttive, oltre al carattere di complementarit e di completezza dell'informazione, ha il vantaggio di ridurre globalmente il numero totale delle prove da eseguire ed il costo della diagnosi. Infatti, in linea di massima, il costo della singola prova di laboratorio relativamente basso, ma richiesto un numero relativamente elevato di prove sui diversi prelievi, rispetto alle prove non distruttive, per poter emettere una diagnosi.

PROVE SU STRUTTURE IN C.A.

Le NTC definiscono: resistenza strutturale quella determinata con prove distruttive (carote) o non distruttive (ultrasuoni) sul calcestruzzo della struttura nel caso in cui esistano dubbi sulla qualit del calcestruzzo fornito o di quello messo in opera; resistenza potenziale quella determinata sui provini durante il controllo di accettazione per determinare la Rck. La prove per la determinazione della resistenza strutturale non devono, in ogni caso, intendersi sostitutive dei controlli di accettazione eseguiti sui provini prelevati in corso dopera per la determinazione della resistenza potenziale Rck.

RESISTENZA STRUTTURALE E RESISTENZA POTENZIALE

Le N.T.C. precisano che la resistenza strutturale media, Rms o fms, deve essere non inferiore all85% del valore medio definito in fase di progetto, purch i due valori siano riferiti alla stessa forma geometrica, cubica Rcm o cilindrica fcm. La maggiore complessit della struttura armata e spesso sagomata in modo geometricamente contorto rispetto alla confezione dei provini cubici o cilindrici la maggiore responsabile della deviazione R tra Rmc ed Rms. Questa deviazione pu essere prevista in base a misure molto semplici della massa volumica mv della carota estratta dalla struttura rispetto a quella del provino mv0 perfettamente compattato a rifiuto.

RESISTENZA STRUTTURALE E RESISTENZA POTENZIALE

Il rapporto mv/mv0, grado di compattazione gc, pu essere determinato gi il giorno dopo il getto ed in relazione con la R, per cui il controllo di gc da parte della DL pu individuare, subito allinizio della costruzione, i possibili rischi di errore di esecuzione per carenza di compattazione del calcestruzzo.

RESISTENZA STRUTTURALE E RESISTENZA POTENZIALE

RESISTENZA E GRADO DI COMPATTAZIONE


Carote (h/d=2) fms= 20,8 MPa Rms=25 MPa mv = 2209 kg/m3

carotaggio effettuato nella zona con vespai

Rm = 37 MPa mvo = 2350 kg/m3

R= (37-25)/37 x 100 = 32%

gc= mv/mvo = 2209/2350 = 0,94

RESISTENZA E GRADO DI COMPATTAZIONE


Carote (h/D=29 fms= 26 MPa Rms=31,3 MPa mv = 2280 kg/m3 Carotaggio in zona senza vespai

Rm = 37 MPa mvo = 2350 kg/m3

R = (37-31,3)/37 x 100 = 15%

gc= mv/mvo = 2280/2350 = 0,97

Le prove pi comuni sono: Indagine pacometrica (DIN 1045): rilievo della posizione e stima del diametro delle barre darmatura; Determinazione dellindice sclerometrico (UNI EN 12504-2): verifica dellomogeneit di un calcestruzzo; Indagini ultrasoniche (UNI EN 12504-4): verifica dellomogeneit del calcestruzzo; Indagine combinata sclerometro-ultrasuono (metodo SonReb): stima indiretta della resistenza cubica a compressione; Determinazione della profondit di carbonatazione del calcestruzzo tramite fenolftaleina (UNI 9944;) Prelievo di campioni cilindrici di calcestruzzo-carote (UNI EN 12504-1, UNI 10766) per prove di compressione; Prelievo di barre darmatura in acciaio per prove di trazione e piegamento al fine di caratterizzare meccanicamente lacciaio.

PROVE SU STRUTTURE IN C.A.

PARAMETRI ESSENZIALI DEL C.A.

Resistenza del cls

Diametro delle barre e staffe

Copriferro

CARATTERIZZAZIONE MECCANICA DEL CLS


Sclerometro Prove non distruttive
Ultrasuoni

Pacometro

Prove semidistruttive

Sonda Windsor Pull-out

Prove distruttive

Carotaggi

PACOMETRO
Nei controlli sulle strutture esistenti in c.a. vanno preliminarmente individuate le armature esistenti nelle travi e nei pilastri. In genere si utilizza il pacometro, che oltre alla stima del diametro fornisce la esatta posizione della barra e lesatto spessore del copriferro.

Posizione

Risultati

Copriferro

Diametro

PACOMETRO

Il pacometro uno strumento che rileva la presenza di barre di armatura all'interno di getti di calcestruzzo senza alcuna demolizione, misurando anche il copriferro e linterferro dei tondini. Il funzionamento si basa sul principio dellinduzione magnetica: la presenza del metallo indicata dalle variazioni di un segnale permanente ed i risultati possono variare in funzione delle variazioni termiche, della presenza di aggregati magnetici e di interferenze elettriche. I pacometri pi recenti si basano sul metodo della conducibilit: vi un segnale soltanto in presenza di metalli ed i relativi risultati non sono condizionati dalle condizioni di esercizio.

E costituito da una centralina portatile e da una sonda che viene appoggiata e fatta scorrere sul manufatto. La posizione dei ferri determinata muovendo la sonda sulla superficie in esame, fino ad individuare la direzione di massimo assorbimento elettromagnetico che corrisponde all'andamento longitudinale della barra. Negli strumenti digitali la distanza della barra dalla sonda, letta sul display dello strumento.

PACOMETRO

La sonda di tipo direzionale e presenta la massima sensibilit se posizionata con il proprio asse maggiore parallelamente alla direzione della barra con la minima se disposta ortogonalmente. Pertanto in fase di ricerca si pone la sonda parallelamente alle barre da individuare e si sposta lateralmente. Se larmatura composta da due file di barre, disposte una verticale e laltra orizzontale, la ricerca va eseguita due volte, una per ciascuna fila. La prova pacometrica regolamentata dalle norme BS 1881:2004, DIN 1045 e P110. Con le prove pacometriche si possono individuare le zone di conglomerato non attraversate da armature al fine di effettuare prove non distruttive, PND, quali prove sclerometriche, ultrasoniche, sonda Windsor o distruttive, carotaggi, che sono tutte influenzate dalla presenza di armature. Tale prova, congiuntamente al test di carbonatazione, , in genere, linizio di un percorso teso alla determinazione delle caratteristiche del calcestruzzo in opera.

INDAGINI PACOMETRICHE

Le verifiche pacometriche possono essere completate da scarifiche di piccola entit, qualora lo strumento dia risultati poco chiari. Il controllo delle armature di un pilastro va eseguito secondo lo schema di seguito riportato. Pacometro Posizione dei ferri

INDAGINI PACOMETRICHE

Pilastro in ca.

Lo sclerometro, dal greco sklros duro, uno strumento per l'esecuzione di prove empiriche in situ e non distruttive, dette prove sclerometriche, per accertare la stima speditiva della resistenza del calcestruzzo, della muratura ma anche di rocce, in funzione della durezza superficiale. Tale stima si basa, infatti, sulla misura della durezza superficiale del materiale, rapportata allindice di rimbalzo Ir. Lapparecchiatura costituita da una massa mobile con una certa energia iniziale, che urta la superficie di una massa di calcestruzzo: una parte assorbita dal calcestruzzo sotto forma di energia di deformazione plastica o permanente, mentre la rimanente restituita alla massa mobile che rimbalza in proporzione allenergia rimasta disponibile. Sono le prove non distruttive pi frequentemente utilizzate, sebbene i valori che restituiscono, se non abbinate a prove ultrasoniche, metodo SONREB, non sono estremamente esaustivi.

METODO SCLEROMETRICO

Condizione essenziale affinch il sistema funzioni correttamente che la massa del calcestruzzo sia praticamente infinita rispetto alla massa dellorgano mobile. Il risultato si ottiene impiegando masse di impatto molto piccole. Per tale motivo lo sclerometro non pu essere utilizzato per spessori di calcestruzzo inferiori a 10 cm, potendo sottoporre a prova campioni pi piccoli. Poich lo sclerometro un dispositivo meccanico che sfrutta un sistema di molle per ottenere lenergia di impatto necessaria, ogni strumento provvisto di un sistema di taratura, incudine, in quanto, a seguito di un uso prolungato, le costanti elastiche delle molle possono subire variazioni. Pu essere digitale o meccanico.

METODO SCLEROMETRICO

La UNI EN 125042:2001 prescrive che il metodo sclerometrico non inteso come una alternativa per la determinazione della resistenza alla compressione del calcestruzzo ma, con una opportuna correlazione, pu fornire una stima della resistenza in sito. Lindice sclerometrico determinato mediante questo metodo pu essere utilizzato per la valutazione delluniformit del calcestruzzo in sito, per delineare le zone o le aree di calcestruzzo di scarsa qualit o o deteriorato presenti nelle strutture . Ciascun tipo e formato di sclerometro possiede proprie curve di correlazione e dovrebbe essere utilizzato solo con la classe di resistenza ed il tipo di calcestruzzo per la quale stato progettato. Il metodo sclerometrico utilizzato principalmente per la determinazione delluniformit e dellomogeneit dei getti di calcestruzzo.

METODO SCLEROMETRICO

Il metodo sclerometrico regolato dalla UNI 9189/88 aggiornata dalla UNI 9189 FA 1-90. Per lesecuzione della prova vanno rispettate alcune regole di buona esecuzione: indagare su elementi di spessore maggiore di 15 cm; evitare zone che presentano nidi di ghiaia, scalfitture, porosit elevata; individuare preventivamente di eventuali armature mediante il pacometro; posizionare lasse dello sclerometro perfettamente ortogonale alla superficie da indagare. Per ogni elemento da sottoporre a prova va scelta una zona circolare di diametro compreso tra 15 cm e 30 cm, allinterno della quale vengono effettuate almeno 12 misurazioni, evitando i punti nelle vicinanze degli spigoli e delle riprese di getto, scartando il valore maggiore e quello minore e mediando i 10 rimanenti.

METODO SCLEROMETRICO

Le posizioni di prova possono essere di 3 tipi:

PROVE SCLEROMETRICHE

Prima di effettuare le prove si pulisce la zona prescelta di dimensioni preferibilmente 20 cm x 20 cm con una mola o una spazzola dura. opportuno effettuare almeno 12 misurazioni in punti ripartiti nella zona prescelta distanti 2 5 cm, evitando di eseguire le prove nelle vicinanze di un inerte affiorante di grosse dimensioni o di vuoti, perch darebbero rispettivamente valori maggiori o minori.

Per usare lapparecchio si preme il percussore sulla superficie da provare fino allarresto: la massa contenuta nellapparecchio viene caricata per mezzo di una molla di una quantit fissa denergia.

PROVE SCLEROMETRICHE

Si libera la massa che urta, contro il percussore in contatto con la superficie e rimbalza. Lentit del rimbalzo misurato da un indice che scorre lungo una scala graduata. ll calcestruzzo esaminato deve avere uno spessore di almeno 10 cm, nel caso di strutture vaste, e di almeno 12 cm nel caso di pilastri, poich la superficie da esaminare deve far parte di una struttura rigida, dal momento che lindice sclerometrico pu essere influenzato da movimenti elastici della stessa struttura.

Lenergia assorbita dal calcestruzzo correlata alla rigidezza e alla resistenza meccanica mediante relazioni empiriche e di tipo probabilistico. Lindice di rimbalzo va trasformato in resistenza cubica attraverso le curve di correlazione legate alla direzione duso dello sclerometro. Una stima approssimativa della resistenza a compressione si pu ottenere con curve di taratura appositamente costruite con campioni di calcestruzzo estratti dalla struttura. Non sarebbe possibile limpiego di una curva generica di correlazione poich lindice di rimbalzo fortemente influenzato dal tipo di cemento e dal dosaggio, dal rapporto a/c, dalle dimensioni degli inerti, dallumidit e dalla stagionatura del calcestruzzo, nonch dalle condizioni superficiali (carbonatazione, materiali da casserature, umidit) e dalla posizione di prova.

LIMITI METODO SCLEROMETRICO

Ogni apparecchio dotato di una curva di taratura su supporto metallico flessibile, che opportuno duplicare prima che venga incollata sullo sclerometro. Resistenza alla compressione su cubo

CURVE DI TARATURA DI UNO SCLEROMETRO

Valore del rimbalzo IR

Errore medio

PROVE SCLEROMETRICHE
La correlazione tra indice di rimbalzo Ir e resistenza a compressione Rc definito dalla: Rc = A x Ir B con i coefficienti A e B calibrati con prove distruttive su carote. Il resoconto di ogni prova sclerometrica deve riportare almeno i dati indicati in tabella:
media
40 40 51 51 41 52 N. 1 2 Data Elemento 45 42 40 54 54 53 Indici di rimbalzo 40 38 39 41 45 53 52 53 51 52 Rcub Mpa 36 58

7/7/11 Trave 201 anima 7/7/11 Trave 201 base

7/7/11 Pilastro 23 1 ord. 52 50 45

44 50 46 49 47

48 48

48

50

La determinazione della resistenza a compressione ottenuta con una accuratezza variabile tra nel migliore dei casi tra 15% e 20%.

METODO SCLEROMETRICO
In generale se: Ir > 40 il calcestruzzo valutabile buono; 30 Ir 40 il calcestruzzo valutabile mediocre; Ir < 30 il calcestruzzo valutabile scadente. Lo sclerometro uno strumento indicato per una valutazione su calcestruzzi giovani, poich il fenomeno della carbonatazione provoca lindurimento dello strato superficiale, alterando il valore dellindice di rimbalzo.
superficie spinata e ripulita
Percussore sclerometro

punto di prova valido


Percussore sclerometro

punto di prova su grosso inerte non valido


Percussore sclerometro

punto di prova su barra acciaio non valido

METODO ULTRASONICO
Il metodo basato sulla misura della velocit di propagazione di onde elastiche longitudinali allinterno del calcestruzzo e valuta lomogeneit del cls in relazione alluniformit e alla presenza di difetti o cavit allinterno delle strutture e non direttamente la resistenza meccanica. Consente di ricavare il modulo elastico dinamico del calcestruzzo ed il coefficiente di Poisson e successivamente di stimare la resistenza a compressione. La velocit degli ultrasuoni influenzata dallentit del carico, inteso come percentuale del carico di rottura, dallet del calcestruzzo, dalla forma e dalle dimensioni della struttura, dalla lunghezza del percorso, dal rapporto A/C, dallo stato di sollecitazione, dalla temperatura e dallumidit del calcestruzzo e dalla presenza di armature metalliche.

Non esistendo una relazione diretta tra velocit ultrasonica e resistenza a compressione del calcestruzzo si devono costruire curve di correlazione. La presenza di armature metalliche disposte sia in direzione ortogonale che in direzione parallela a quella di propagazione dellonda ultrasonora rende praticamente impossibile poter effettuare una correlazione affidabile. E conveniente accompagnare le misure di velocit con quelle di attenuazione, poich la presenza di difetti di piccole dimensioni, mentre non influenza la velocit ultrasonica, pu determinare una notevole riduzione della sua ampiezza. In Italia la prova regolata dalla UNI 9524/89 modificata da UNI 19524 FA 1 del 1992. Punto di riferimento europeo la BS 1881-203.

METODO ULTRASONICO

La sonda emettitrice (trasmettitore) produce degli impulsi ultrasonici che sono captati dalla sonda ricevente (ricevitore) dopo aver attraversato il materiale interposto. Il tempo di transito misurato e memorizzato dalla centralina.

PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO

TRASMETTITORE H > 10-12 cm Vp VELOCIT DI PROPAGAZIONE CENTRALINA

RICEVITORE

La misura della velocit di 3 1 propagazione pu essere eseguita mediante tre differenti modalit: per trasparenza, metodo di 4 trasmissione diretta, in cui le due 2 sonde sono posizionate su 2 facce opposte dellelemento (1-2), che il metodo migliore; diagonale, metodo di trasmissione semidiretta, in cui le due sonde sono posizionate su due facce adiacenti, in genere ortogonali, dellelemento (1-4); superficiale, metodo di trasmissione indiretta, in cui le due sonde sono posizionate sulla stessa faccia dellelemento (1-3): il metodo meno affidabile. Per ogni prova si effettuano almeno 10 misurazioni. Al termine delle misure su ogni zona si esegue un controllo delle misure eseguite, verificando i valori medi della velocit di propagazione delle onde elastiche.

METODO ULTRASONICO

METODO ULTRASONICO
Il calcolo della velocit di propagazione Vp effettuato con la seguente relazione: Vp = l/[T-(Tt-To)] con l = lunghezza della base di misura; T= tempo di propagazione tra trasmettitore e ricevitore; Tt = tempo impiegato dalle onde elastiche a percorrere, secondo la sua altezza, il cilindro o il prisma metallico di taratura fornito a corredo dello strumento; T0= tempo di percorrenza, predeterminato dal fabbricante, relativo al cilindro o del prisma di taratura. La correlazione tra la velocit di propagazione delle onde elastiche, Vp, e la resistenza a compressione, Rc del tipo: Rc = A x B Vp in cui i coefficienti A, B sono opportunamente calibrati mediante prove distruttive su carote.

La prova si esegue ponendo le sonde, emettitrice e ricevente, nelle facce opposte o contigue nel caso di spessori fino a 50 cm, o su una linea superficiale.

METODO ULTRASONICO

Trasmettitore a 55 Khz

Attrezzatura completa

Ricevitore da 55 Khz

In letteratura sono presenti diversi studi che mettono in relazione le registrazioni delle velocit con le resistenze a compressione dei calcestruzzi, ma non sono generalmente estendibili perch riferite al calcestruzzo esaminato. Dal momento che lerrore percentuale cresce in modo spropositato per calcestruzzi di scarsa qualit, nel ricavare le leggi di correlazione necessario distinguere il caso di calcestruzzi scadenti da quello di calcestruzzo di qualit migliore. Nel caso che il numero delle carote non sia significativo, la curva di regressione pu essere costruita secondo quanto suggerito dal CSN 73 13 71: Rc2 = 9,9 (Vp x C)2 56 x Vp x C + 87,8 MPa con Rc2 = resistenza a compressione Vp = velocit dellonda ultrasonica in m/s C = coefficiente di forma dellelemento variabile

METODO ULTRASONICO

METODO ULTRASONICO
Se si ha a disposizione almeno una carota per ogni tipologia di elemento strutturale, la resistenza a compressione reale pu essere determinata con Rc = Rc2 K, con K = Rccar/Rc2 Rccar= resistenza a compressione del calcestruzzo ottenuta con la prova distruttiva. La migliore interpretazione dei dati ottenuti rappresentata dallapplicazione dei minimi quadrati, con una correlazione del tipo Rc = a ebVp ove i parametri a e b vanno determinati con precisione e Vp la velocit dellonda diretta.

Il metodo pullout utilizzato per la determinazione della resistenza a compressione del calcestruzzo in sito. La prova consiste nellestrazione di un inserto metallico, inserito nel getto successivamente, da un elemento in calcestruzzo. Questa metodologia di analisi considerata di tipo semidistruttivo. Lapparato si compone di poche di unit: pompa idraulica, anche di tipo manuale, dotata di un manometro con indicatore di massima per la misura della pressione; attuatore idraulico munito di un anello di contrasto; stelo di estrazione per lafferraggio dellinserto e bloccaggio al martinetto; sistema di foratura del calcestruzzo ed inserimento dellinserto metallico.

PROVA DI PULL OUT

PROVA DI PULL OUT


molto pi affidabile di altri metodi superficiali soprattutto per calcestruzzi in opera da molto tempo. I risultati sono molto influenzati dal tipo di aggregati soprattutto per valori di resistenza superiori a 20 MPa. La prova di estrazione di inserti post inseriti nel calcestruzzo regolata in Italia dalle norme UNI 7997 e UNI 10157, con riferimento alla raccomandazione ASTM C 900. La forza di estrazione va trasformata in resistenza a compressione equivalente, tenendo presente che il calcestruzzo, durante la prova sottoposto ad uno stato tensionale di tipo triassale e la distribuzione degli sforzi allinterno del materiale complicato dalla presenza degli aggregati. La prova, se opportunamente strumentata, con la misura della deformazione del calcestruzzo, consente di ricavare i parametri di elasticit del materiale.

La prova finalizzata a determinare la forza F necessaria ad estrarre linserto metallico, ad espansione geometrica, inserito in un foro, opportunamente realizzato nellelemento di calcestruzzo. Lazione avviene facendo contrasto sulla Sistema di estrazione superficie con limpiego di un anello. La forza di estrazione ricavata dal valore della pressione p applicata dallapparato di carico, che consente lestrazione misurata con un manometro, e dalle caratteristiche del suo attuatore, martinetto idraulico: Sistema di estrazione F=pA strumentato con A pari alla superficie sulla quale agisce il fluido allinterno dellattuatore. Dal valore di F, tramite curva di correlazione ricavata sperimentalmente con prove distruttive, si ottiene la resistenza a compressione.

PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO

Sul calcestruzzo da indagare, previa pulizia con pietra pomice della zona interessata dalla prova, viene eseguito un foro con il trapano nel quale si inserisce un tassello meccanico, poi collegato ad un martinetto. Con una pompa, anche manuale ad olio, il tassello viene strappato dal getto di calcestruzzo. Per ogni punto di indagine si eseguono in genere da 3 a 5 prove, i cui valori vengono mediati. La forza di estrazione va trasformata in resistenza a compressione equivalente, utilizzando curve di taratura idonee.

PROVA DI PULL OUT

Per ottenere risultati affidabili necessario che la legge di correlazione sia determinata specificamente per il calcestruzzo impiegato nella costruzione, data la notevole influenza della natura degli aggregati sul risultato delle indagini. Una curva di correlazione tra forza massima di estrazione e resistenza media del calcestruzzo Rmc, ricavata da studi sperimentali, presente in letteratura, del tipo: Rmc = -12,5 x 10-6 x F2 + 0,157 x F + 10 / 10 con F = forza massima di estrazione in daN Rmc= resistenza del calcestruzzo in MPa

PROVA DI PULL OUT

Il metodo consiste nellinfiggere nel calcestruzzo una sonda metallica per mezzo di unapposita pistola. Il parametro che caratterizza il metodo lindice di penetrazione, cio la lunghezza della parte di sonda non penetrata nel calcestruzzo, misurata con un idoneo strumento digitale. La correlazione tra la resistenza penetrometrica e la resistenza reale del calcestruzzo dipende da un numero assai limitato di parametri. In pratica il risultato influenzato esclusivamente dalla durezza degli inerti. La prova normata dalla UNI 7997, dalla BS 1881-207 e dalla ASTM C 803-79. Questultima afferma anche esplicitamente che possibile costruire delle curve di correlazione che leghino tra loro le resistenze penetrometriche con quelle ricavate da carote, stimando la resistenza a compressione dello stesso calcestruzzo in altri elementi strutturali dellopera in esame.

SONDA WINDSOR

Lapplicazione conveniente per range di resistenza compresi tra 15 MPa e 40 MPa, come sottolineato dalla BS 4078-1/1987. Per ogni prova vengono infisse 3 sonde ed il risultato della prova la media delle tre misure effettuate. Lattendibilit del risultato dipende dallo scarto tra i valori rilevati, che aumenta al crescere della dimensione massima degli inerti. Secondo la BS 1881-207 la prova va ripetuta se la differenza di penetrazione maggiore di 5 mm. Per calcestruzzi con valore di resistenza superiore a 25 MPa la pistola viene caricata in modalit di potenza standard, mentre per quelli con caratteristiche inferiori si impiega la modalit a bassa potenza. Sostanzialmente la carica balistica la stessa, ma nel secondo caso viene ampliata meccanicamente la camera di scoppio, in modo da ridurre la potenza di spinta.

SONDA WINDSOR

Di seguito sono riportati i vari elementi dellattrezzatura standard necessaria per la prova. Pistola

SONDA WINDSOR

Chiodi

Centralina di lettura

Questa metodologia di analisi considerata di tipo semidistruttivo.

Dopo avere individuato zone prive di armature con lausilio del pacometro si procede al posizionamento, con una dima triangolare, dei 3 punti sui quali si colloca lapparecchiatura a forma di pistola. Una piastra guida mantiene la pistola perpendicolare alla superficie del calcestruzzo e nel contempo libera il meccanismo di sparo che non pu essere altrimenti azionato per sicurezza delloperatore o di eventuali osservatori. Una carica balistica di estrema precisione fornisce lenergia necessaria per far penetrare la sonda (chiodo) nel cls.

DESCRIZIONE DELLA PROVA

Chiodi/Sonde
120

DESCRIZIONE DELLA PROVA


La sonda penetra, frantuma laggregato e la matrice cementizia e comprime una zona bulbare di circa 1 dm3, provocando una crisi di materiale che, come parametri distruttivi, pu ritenersi affine alla rottura per compressione. Una volta inserita la sonda nel calcestruzzo, si inserisce la piastra di rilevamento facendola passare attraverso lapposito foro, assicurandosi che aderisca completamente alla struttura. Successivamente si avvita sulla sonda (fino a fine corsa) la testina di misurazione.

DESCRIZIONE DELLA PROVA


Mediante un rilevatore a corsoio calibrato si effettua la misurazione della porzione di sonda non penetrata, partendo dalla parte superiore della testina e con la punta dellasta che poggia sulla piastra di rilevamento. Nel caso di applicazioni di sonde singole vanno eseguite 3 rilevazioni. Il valore medio di tali misurazioni viene raffrontato in una tabella di correlazione, dalla quale si rileva la resistenza a compressione. Se la differenza massima tra le 3 misurazioni eccede 5 mm si possono usare per la media soltanto i due valori pi vicini.

METODI COMBINATI
Limpiego dei metodi combinati nasce dallesigenze di ridurre le incertezze e gli errori di misurazioni di ogni singolo metodo. I metodi utilizzabili, secondo le raccomandazioni RILEM 43 CND, devono dipendere da parametri che sono influenzati in modo diverso dalle caratteristiche fisiche del calcestruzzo impiegato. Nellappendice sono indicati 7 metodi a 2 parametri ed i 3 metodi a 3 parametri che rispettano le condizioni descritte. Il pi diffuso metodo a due parametri il SonReb che utilizza i risultati ottenuti combinando le prove sclerometriche e le indagini ultrasoniche. La redazione di idonee curve di taratura risulta indispensabile quando si voglia utilizzare il metodo SonReb con sufficiente grado di affidabilit nella stima della resistenza a compressione in sito del calcestruzzo.

Secondo le raccomandazioni RILEM la determinazione della resistenza a compressione del calcestruzzo con la SonReb consiste: 1.misurazione del tempo t di transito dellonda ultrasonica e degli indici di rimbalzo; 2.determinazione delle velocit ultrasoniche Vp e dellindice di rimbalzo medio Irm con le seguenti espressioni: Vp = h/t Irm = n i=1 Iri/n ove con h indicata la lunghezza percorsa dallonda; 3.calcolo della resistenza a compressione relativa alle misure eseguite in corrispondenza di ogni punto di misura; 4.determinazione del coefficiente di influenza in modo semi-teorico, se nota la composizione di chimico fisica del cls indagato, od in modo sperimentale, se non si conoscono le caratteristiche del cls, sulla base dei risultati di prove a compressione eseguite su carote estratte in prossimit delle prove SonReb. Nel metodo

METODO SONREB

METODO SONREB
sperimentale il coefficiente calcolato ed del tipo: C1exp = 1 ni=1 Ricar/ RiRef con Ricar= valore della resistenza a compressione della carota iesima; RiRef= valore della resistenza a compressione delliesima prova non distruttiva, ottenuto dalle curve relative al calcestruzzo di riferimento. 5. determinazione della resistenza reale del calcestruzzo analizzato con lespressione:Rcreale = C1 x RcRef in cui Ct = Cts-t oppure Ct = Ctexp a seconda dei casi, mentre RcRef il valore della resistenza a compressione del calcestruzzo di riferimento.

METODO SONREB
I livelli di accuratezza del metodo SonReb, sempre secondo le RILEM, sono: 1013%, quando nota la composizione del calcestruzzo e sono disponibili i risultati di prove a compressione su carote; 1215%, quando sono disponibili solo i risultati di prove a compressione su carote; 1520%, quando nota solo la composizione del calcestruzzo; maggiore del 20%, quando non si hanno a disposizione carote n si conosce la composizione del calcestruzzo. In letteratura sono presenti numerose leggi di variazione.

CAROTAGGIO
Il carotaggio uno dei metodi pi noti per saggiare la qualit del calcestruzzo in opera e la successiva prova sui campioni rappresenta uno dei mezzi pi sicuri per valutare le caratteristiche di un calcestruzzo di una struttura in c.a. Prima di prendere la decisione di estrarre delle carote necessario valutare lopportunit di eseguire loperazione in relazione ai risultati che si vogliono ottenere. Generalmente si presuppone che chi decide di condurre tale tipo di indagine abbia una ben definita idea su come, poi, interpretare i risultati.

La resistenza di un calcestruzzo in opera generalmente inferiore a quella determinabile sui cubi del controllo di accettazione, poich le procedure di messa in opera causano deficienze significative sulle resistenze. Nella letteratura scientifica dimostrato che il rapporto tra la resistenza del calcestruzzo di una struttura e quello dei cubi non costante e diminuisce allaumentare delle propriet meccaniche del materiale. In ogni caso la resistenza del calcestruzzo in sito, nelle migliori condizioni raggiunge al pi il 90% della resistenza dei provini. Daltra parte la resistenza una grandezza non univocamente definibile. Inoltre allinterno di una struttura le propriet meccaniche del calcestruzzo variano da punto a punto e la variabilit pu essere di tipo: casuale, dipende dal livello di controllo della confezione degli impasti;

CAROTAGGIO

sistematica, la fonte principale la segregazione durante la messa in opera o la compattazione mediante vibrazione che tende a far rifluire verso lalto laria e le parti di calcestruzzo aventi minore densit; combinazione di ambedue. Questi effetti si evidenziano in modo particolare negli elementi verticali, potendo verificarsi differenze in termini di resistenza a compressione del 15-30%. In Italia il prelievo del calcestruzzo indurito regolato dalla UNI 6131, che fornisce indicazioni sulle modalit di carotaggio, lavorazione e conservazione dei campioni, suggerendo luso di carotieri a lama diamantata di tipo idoneo al conglomerato, mentre la UNI 6132 fornisce indicazioni sulle modalit di prova. Non sono indicati il numero dei campioni da estrarre, la scelta della zona da interessare con il prelievo e linterpretazione dei risultati.

CAROTAGGIO

Inoltre non si trovano indicazioni per tener conto dei fattori che possono influenzare i risultati dei valori di compressione, quali: effetto di differenti condizioni di stagionatura del calcestruzzo in opera rispetto a quello dei provini; effetto di tormento provocato per lazione a seguito dellazione meccanica del carotaggio; effetto della posizione e direzione di estrazione dei campioni; effetto dellet di maturazione del calcestruzzo in situ. La normativa inglese e quella americana forniscono maggiori dettagli ed a queste normative sono riferite le trattazioni tecniche e scientifiche disponibili sullargomento.

CAROTAGGIO

Il prelievo dei campioni cilindrici, carote, va eseguito: non in prossimit degli spigoli; in zone a bassa densit darmatura (prima di eseguire i carotaggi opportuno stabilire lesatta disposizione delle armature con apposite metodologie dindagine non distruttive); evitando le parti sommitali dei getti; evitando i nodi strutturali; attendendo un periodo di tempo, variabile in funzione delle temperature ambientali, tale da poter conseguire per il calcestruzzo in opera un grado di maturazione paragonabile a quello di un calcestruzzo maturato per 28 giorni alla temperatura di 20C e con umidit ambientale del 90%.

CAROTAGGIO

La determinazione della resistenza a compressione su carote, rientra tra i metodi diretti, per i quali non sarebbe necessaria alcuna correlazione. In realt il passaggio dalla resistenza della carota al campione indisturbato viene effettuato attraverso correlazioni di natura empirica. In Italia la normativa di riferimento, UNI EN 12504 1, non specifica la procedura per linterpretazione dei risultati in merito. Le normative europee BS 6089, BS 1881120 e quella americana ACI 214.4R03 forniscono invece precise relazioni tra la resistenza delle carote e quella di campioni indisturbati del tipo Rc = x fcar/1,5 + d/l con Rc = resistenza a rottura del cubetto equivalente, fcar = resistenza a rottura della carota, = parametro dipendente dalla direzione di perforazione ( pari a 2,5 per perforazioni ortogonali alla direzione del getto ed a 2,3 per quelle parallele), d = diametro della carota, l = altezza della carota.

DETERMINAZIONE DELLA RESISTENZA

La ASTM C 823 raccomanda di estrarre un numero minimo di carote pari a 5 per ogni categoria di calcestruzzo individuabile allinterno della struttura indagata. Per BS 6089 la resistenza stimata di una singola carota pu essere considerata allinterno di 12% della resistenza del calcestruzzo in opera ad un livello di confidenza del 95%, se il numero di carote estratte dallo stesso elemento strutturale il valore medio della resistenza pu essere considerato stimato con un accuratezza inferiore a (12/) 12%. Il valore della resistenza misurata su una carota dipende da vari fattori: rapporto tra lunghezza e diametro (l/d) del campione; diametro del campione; umidit del campione; direzione di carotaggio; presenza di armature metalliche.

DETERMINAZIONE DELLA RESISTENZA

Nella tabella si riportano i fattori di correzione della resistenza al variare del rapporto l/d da 1 a 2 compensato dalle norme americane ed inglesi.
Rapporto l/d 2,00 1,75 1,50 1,25 1,00 ASTM C 42/C 42 M 1,00 0,98 0,96 0,93 0,87 BS 1881-120 1,00 0,97 0,92 0,87 0,80

DETERMINAZIONE DELLA RESISTENZA

La UNI EN 12504 2 e la pr EN 13791 raccomandano di eseguire carote con rapporto l/d pari a 1, se il risultato deve essere confrontato direttamente con un cubo di lato l, ovvero con l/d = 2 se si fa riferimento a provini cilindrici. Il valore della resistenza del calcestruzzo che si ricava dalla fcar, Rc attuale, pi basso della resistenza caratteristica convenzionale Rck misurata sui provini.

Le N. T. C. ritengono accettabile un valore medio di Rc attuale pari almeno: all85% della Rck di progetto, se il rapporto l/d=1, con fcar pari alla Rc attuale; al 70% della Rck di progetto, se l/d=2, con fcar = 0,83 Rc attuale. Tale criterio di valutazione si basa sul differente grado di compattazione del calcestruzzo in opera rispetto a quello realizzabile per un provino.

DETERMINAZIONE DELLA RESISTENZA

RIEPILOGO CARATTERISTICHE PROVE

1)La singola misura influenzata dallo stato della superficie dellarea di prova (umidit, carbonatazione, ) 2)La misura si correla bene con il modulo elastico del materiale, la bont della correlazione tra modulo elastico e resistenza meccanica pu dipendere dalle caratteristiche del conglomerato.

In cantiere si eseguono prove di carico su solai e su pali, oltre che sulla lunghezza di questultimi.

PROVE DI CARICO SU SOLAI E PALI

Limpresa esecutrice dovr fornire ogni supporto utile allesecuzione delle prove di carico, rispettando le procedure e le indicazioni della D. L. e del collaudatore, predisponendo, a proprie cura e spese, quanto necessario per il rispetto delle norme che attengono alla sicurezza di uomini e cose ed allambiente. Limpresa tenuta ad accettare: i risultati delle operazioni di collaudo; le eventuali azioni ed interventi per sanare situazioni ritenute insoddisfacenti dalla D.L., dal collaudatore o dal progettista.

PROVE DI CARICO SU SOLAI E SU PALI

Si utilizza il metodo sonico cross-hole, CSL, per effettuare una verifica ad alta risoluzione sulla lunghezza e forma del palo. Unonda ultrasonica viene inviata da un trasmettitore ad un ricevitore, i quali vengono spostati lungo tutta la lunghezza del palo allinterno di tubi annegati internamente allo stesso nel corso del getto. La velocit dellonda e la sua energia sono fortemente influenzate dalla qualit stessa del calcestruzzo.

METODO SONICO CROSS-HOLE SU PALI

Il PET, Pile Echo Tester, utilizza il metodo Pulse-Echo (PEM) per rapidi controlli qualit su un gran numero di pali. La testa del palo viene sollecitata da un leggera martellata. Londa riflessa viene registrata e analizzata tramite un accelerometro digitale per fornire informazioni relative alla lunghezza ed alla forma del palo.

PILE ECHO TESTER PER CONTROLLI CROSS-HOLE SU PALI

La prova di carico sui solai consiste nellapplicare gradatamente ad una striscia dellimpalcato un carico equivalente a quello che provoca le massime sollecitazioni in mezzeria, evidenziando gli abbassamenti con almeno 3 flessimetri centesimali per travetto. In genere sono eseguite utilizzando: serbatoi riempiti gradualmente con acqua; pesi di diversa natura da porre in opera gradualmente; sistemi a contrasto.

PROVA DI CARICO SU SOLAI

I flessimetri sono gli strumenti maggiormente usati per lesecuzione di prove di carico su solai, monitorando labbassamento dellelemento sottoposto a carico. La strumentazione composta da un morsetto, un comparatore centesimale e un filo metallico con caratteristiche fisiche e meccaniche che eliminano sia possibili estensioni che dilatazioni termiche. Gli strumenti di misura utilizzati sono comparatori, montati su aste, che hanno corsa variabile da 10 mm, 30 mm e 50 mm, a seconda delle esigenze richieste dalla prova. Il set di flessimetri pu essere fornito con 1 o 3 sistemi di lettura

PROVA DI CARICO SU SOLAI

I serbatoi vengono gradualmente riempiti di acqua, controllando le deformazioni dellimpalcato sia allatto del carico che allo scarico.

PROVA DI CARICO SU SOLAI CON SERBATOIO

Set di comparatori

Serbatoio

Vengono gradualmente posati sacchi di cemento, controllando le deformazioni dellimpalcato sia allatto del carico che allo scarico.

PROVA DI CARICO SU SOLAI CON PESI

Lattrezzatura composta da una centralina idraulica, un gruppo di 3 pistoni e dagli accessori per l'applicazione del carico.

PROVA DI CARICO SU SOLAI A CONTRASTO

Schema di montaggio

PROVA DI CARICO SU SOLAI A CONTRASTO


La centralina in grado, per mezzo di pompe, di fornire la potenza idraulica necessaria ad imprimere e mantenere costante la forza applicata. Una valvola idraulica proporzionale attivata dal sistema elettronico e per mezzo di un sensore di forza, garantisce la stabilit e l'intensit del carico. Alcuni cilindri idraulici provvedono alla conversione della pressione dell'olio in forza sulla struttura.

Universit degli Studi di Napoli FEDERICO II Facolt di Ingegneria

ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE


a.a. 2012-13

TIPOLOGIE

DEGRADO OPERE IN C.A.

CAUSE DEL DEGRADO DEL CALCESTRUZZO


1. CAUSE INTRINSECHE, riducibili mediante: appropriata progettazione dellimpasto; corretta esecuzione del getto. 2. AZIONI ESTERNE attacchi chimici; attacchi fisico meccanici; penetrazione di sostanze nocive.

CAUSE ESTERNE DEL DEGRADO DEL CALCESTRUZZO

anidride solfati

Effetti di degrado esogeno della struttura: alterazione a seguito di agenti esterni alla struttura delle caratteristiche dei materiali (solfati, cloruri, gelo-disgelo, anidride carbonica, sostanze chimiche di provenienza industriale)

Al procedere del degrado, variano i costi dellintervento di restauro, come spiega De Sitter con la regola del 5: 1 speso per ottenere una struttura progettata e realizzata correttamente comporta gli stessi benefici ottenibili spendendone 5 quando la costruzione finita, ma si trova ancora nel periodo di innesco della corrosione; 25 a partire dal momento in cui la sua propagazione iniziata e 125 quando oramai il degrado e la corrosione hanno portato alla fessurazione del copriferro.

COSTI DEL DEGRADO

La carbonatazione una delle cause principali del degrado del cemento armato. Ca(OH)2 + CO2 Ca CO3 + H2O Lanidride carbonica presente nellaria, reagendo con i componenti alcalini del calcestruzzo, riduce il pH, abbassandolo da 13 a 9 e compromette lambiente passivante che costituisce la protezione delle barre di armatura. La carbonatazione non provoca diminuzione delle caratteristiche meccaniche del calcestruzzo, per cui il fenomeno non pericoloso per il calcestruzzo non armato, dal momento che la resistenza presenta addirittura un leggero incremento, ma lo per il calcestruzzo armato, rappresentando una delle principali cause di degrado del materiale, poich determina l'innesco della corrosione delle armature, dal momento che si perdono le condizioni di passivit delle armature.

CARBONATAZIONE

CARBONATAZIONE

Situazione di passivit delle armature

Perdita di passivit e corrosione delle armature

La relazione tra profondit di carbonatazione s e tempo t del tipo s=k t0,5. Fick La velocit di carbonatazione influenzata dallumidit, dalla temperatura e dal contenuto di C02 nellaria.

CARBONATAZIONE

CARBONATAZIONE
La velocit di diffusione della carbonatazione diminuisce al crescere dellumidit: il trasporto dellanidride carbonica ha luogo facilmente attraverso i pori riempiti daria mentre avviene molto lentamente in quelli riempiti dacqua. La reazione di carbonatazione avviene solo in presenza di acqua, pertanto per umidit relative inferiori al 50% non avviene con velocit apprezzabile: lintervallo di umidit relativa pi pericoloso per la carbonatazione compreso tra 50% e 80%. Inoltre al crescere del contenuto di anidride carbonica nellaria, la velocit di propagazione del fronte carbonatato aumenta e a parit di umidit relativa gli aumenti di temperatura fanno crescere la velocit di penetrazione.

La carbonatazione inizia sulla superficie esterna C del calcestruzzo e successivamente interessa le regioni pi interne. Se lo strato carbonatato B interessa il calcestruzzo che avvolge le armature, in presenza di umidit e ossigeno, lacciaio si ossida e si corrode, con formazione di ruggine e riduzione della sezione dei tondini. I prodotti della corrosione possono occupare un volume, dal punto di vista stechiometrico, circa 6 volte maggiore dello strato metallico aggredito.
A C

EVOLUZIONE DEGRADO DA CARBONATAZIONE

La carbonatazione provoca inoltre la formazione di microcrepe, che consentono allanidride carbonica, allumidit e al sale di penetrare in profondit nel calcestruzzo e di corrodere i ferri di armatura, fenomeno che comunemente causa il degrado delle strutture in calcestruzzo.

EVOLUZIONE DEGRADO DA CARBONATAZIONE

Spazi vuoti nel calcestruzzo

L'aumento di volume allinterfaccia metallo-calcestruzzo genera elevate tensioni puntuali di trazione nel calcestruzzo che, sommate alle tensioni da ritiro impedito, provocano il distacco del copriferro, spalling.

EVOLUZIONE DEGRADO DA CARBONATAZIONE

CORROSIONE INDOTTA DA CARBONATAZIONE

Espulsione, spalling, del copriferro indotto dalla corrosione delle armature. La porosit del calcestruzzo favorisce la carbonatazione (calcestruzzi con alti rapporti A/C). Le condizioni ambientali peggiori sono quelle con umidit media.

CARBONATAZIONE ED OSSIDAZIONE DEI FERRI DI ARMATURA

La diagnosi si effettua eseguendo un test colorimetrico con fenolftaleina su carotaggi o su frammenti di calcestruzzo, con le modalit previste dalla UNI 9944, spruzzando una soluzione idroalcolica di fenolftaleina su una superficie perpendicolare alla superficie di estradosso dell'elemento strutturale. A contatto con la soluzione di fenolftaleina il colore del calcestruzzo tende al viola se la pasta di cemento alcalina (pH> 10,2 cls non carbonatato), rimane identico se la pasta ha un pH < 8,6. In tale calcestruzzo per effetto della carbonatazione Ca(OH)2 si completamente trasformato in CaCO3. calcestruzzo carbonato

DIAGNOSI CARBONATAZIONE

Un altro metodo consiste nel raccogliere con continuit le polveri prodotte durante la perforazione di un manufatto in calcestruzzo effettuata mediante un trapano a percussione per muratura. La prima polvere in uscita viene raccolta sul fondo di una provetta trasparente in posizione verticale, lultima sulla sommit della stessa, ottenendo un campione di polvere ordinato allinterno di un contenitore trasparente, che consente anche di verificare il regolare afflusso di polvere durante la perforazione. Utilizzando un righello con scala graduata si determina con precisione la lunghezza del campione di polvere prelevato, che va rapportato con la misurazione delleffettiva profondit del foro nel manufatto.

DIAGNOSI CARBONATAZIONE

Nella provetta, dotata di un sottile taglio longitudinale, subito dopo lestrazione, si lascia filtrare la soluzione alcolica di fenolftaleina. Individuato il punto di passaggio tra polvere carbonatata e polvere alcalina, con il righello graduato si misura il valore della profondit del fronte di carbonatazione. Al termine della prova si procede alla chiusura del foro eseguito per il prelievo, utilizzando stucco per cemento ad asciugatura rapida. La prova classificata di tipo semidistruttivo e la valutazione del tipo a debole discriminazione nel senso che semplice capire se il fenomeno sia in atto o meno, ma difficile quantificarlo.

DIAGNOSI CARBONATAZIONE

Nel caso, di seguito illustrato, si utilizzata per la determinazione della profondit di carbonatazione del calcestruzzo una soluzione di fenoftaleina all1 % in alcool etilico, spruzzata con un nebulizzatore, direttamente sulla scarificazione effettuata sul pilastro, evidenziando con il metro la profondit dello strato carbonatato.

INDAGINI CARBONATAZIONE

Le indagini per la determinazione della profondit della carbonatazione si possono effettuare anche sui coni di rottura formati dalle prove di pull-out e sulle carote estratte.

Sul calcestruzzo vanno applicati impermeabilizzanti che penetrando al suo interno, ne diventano parte integrante reagendo con l'idrossido di calcio (CaOH2) o con il sodio e il potassio presenti nel cls, originando idrati di silicato di sodio, con propriet cementanti e impermeabilizzanti. Allinterno dei pori e dei capillari del calcestruzzo si forma uno strato insolubile, che sigilla permanentemente il calcestruzzo, impedendo allumidit di penetrarvi, ma consentendo al calcestruzzo di traspirare. I prodotti in commercio sono liquidi, atossici, non infiammabili, inodori e trasparenti,in genere a base di minerali naturali, che possono essere immagazzinati per lunghi periodi.

RIMEDI CARBONATAZIONE

I fenomeni corrosivi risultano spesso segnalati dalla comparsa alla superficie esterna del calcestruzzo di macchie di ruggine oppure da danneggiamenti del copriferro provocati dallazione espansiva dei prodotti di corrosione. Questi occupano un volume da 2 a 6 volte superiore a quello del ferro dal quale provengono a seconda della composizione e del grado di idratazione degli ossidi formatisi. Le conseguenze dei fenomeni corrosivi non riguardano solo gli aspetti funzionali o lo stato esteriore delle opere interessate dal processo, ma anche gli aspetti strutturali e di sicurezza.

EFFETTI DELLA CORROSIONE

CORROSIONE DA CLORURI

In ambiente umido la presenza di alcali, sodio e potassio, nel cemento e di silice reattiva, opale, calcedonio e alcune forme di quarzo, negli aggregati innesca la cosiddetta reazione alcali-silice. Il degrado si manifesta sotto forme distinte. Nelle strutture massive, contenenti una quantit rilevante di aggregato reattivo distribuito con omogeneit nel conglomerato, si ha una fessurazione diffusa, accompagnata da un rigonfiamento soprattutto nelle zone pi esposte allumidit ambientale.

CORROSIONE DA ALCALI-SILICE

Negli elementi strutturali armati si formano lesioni ad andamento lineare parallele al lato lungo del manufatto. Nei pilastri si generano fessure sulla mezzeria delle facce verticali. Se gli aggregati reattivi sono pochi e situati in vicinanza della superficie esposta allumidit, il degrado si manifesta nel sollevamento e successiva espulsione di una piccola area di calcestruzzo che circonda linerte reattivo, pop out.

CORROSIONE DA ALCALI-SILICE

CORROSIONE DA ALCALI-SILICE
Poich il decorso della reazione alcali-aggregato richiede in genere tempi molto lunghi (da qualche mese a qualche decina di anni), il fenomeno molto insidioso, comportando il degrado della struttura quando essa ormai da tempo in pieno esercizio.

FASI CORROSIONE DA ALCALI-SILICE

Da unindagine sulle cause di corrosione effettuate su 10000 casi da Patterson nel 1984 si rileva che l86% dei casi da ricondurre a errori in sede di progetto o in sede di realizzazione dellopera.

DANNI DA CORROSIONE

La prevenzione della corrosione delle armature e delle altre forme di degrado interessa tutte le fasi che portano alla realizzazione di unopera in calcestruzzo. Inizia in sede di progetto dellopera, nel momento della concezione e del calcolo della struttura, del disegno dei suoi particolari costruttivi, della scelta dei materiali da utilizzare e delle loro proporzioni ottimali. Si sviluppa poi nella fase della sua realizzazione con la preparazione, la messa in opera, la costipazione e la maturazione del calcestruzzo e con leventuale applicazione di misure speciali di prevenzione aggiuntiva. Continua inoltre per tutta la sua vita di servizio con interventi programmati di ispezione e manutenzione.

PREVENZIONE DANNI DA CORROSIONE

Relativamente alle misure di prevenzione riguardanti la progettazione, la messa in opera e la manutenzione delle strutture, si richiamano alcune regole pratiche. In fase di progettazione: la tipologia dellopera deve consentire laccessibilit allispezione e alla manutenzione; lo schema strutturale deve essere tale da limitare al minimo la fessurazione del calcestruzzo; il progetto dei dettagli costruttivi deve, con riferimento anche alle modalit esecutive, evitare geometrie complesse, spigoli vivi, addensamenti di armature (giunti di dilatazione, appoggi e ogni zona di possibile ristagno dacqua costituiscono punti deboli della struttura dal punto di vista della durabilit); In sede di messa in opera : limpasto non deve segregare durante il trasporto e la posa in opera;

PREVENZIONE DANNI DA CORROSIONE

la vibrazione va eseguita per ottenere la massima compattazione possibile, senza segregazione; gli effettivi spessori di copriferro devono corrispondere a quelli di progetto; le condizioni di temperatura e di umidit vanno mantenute ottimali per un periodo sufficientemente lungo, per consentire lidratazione del cemento; vanno effettuati tutti i controlli necessari per ottenere un prodotto che rispetti i requisiti qualitativi. Poich operano figure diverse, il progettista, il confezionatore del calcestruzzo, limpresa costruttrice e quella che effettua la manutenzione, sono particolarmente importanti i controlli alla loro interfaccia, cio dove la responsabilit della qualit del prodotto passa da un gruppo a un altro.

PREVENZIONE DANNI DA CORROSIONE

Quando lacqua gela in una cavit capillare della pasta di cemento, aumenta di volume di circa il 9% e genera una pressione idraulica, che per non la sola causa dellespansione della pasta di cemento. Se il grado di saturazione del calcestruzzo superiore al 91,7%, grado di saturazione critica, laumento di volume dellacqua, provocato dal congelamento, non pi in grado di essere contenuto allinterno nei pori non ancora saturi di acqua, generando allinterno del conglomerato pressioni capaci di distruggere progressivamente il calcestruzzo, soprattutto se il fenomeno si ripete ciclicamente. Il fenomeno degradante si manifesta sotto forma di fessurazioni, sfaldamenti e distacchi superficiali.

CICLI GELO DISGELO

La pressione osmotica, dovuta alle differenze di concentrazione del sale nel fluido dei pori, e leffetto capillare, che implica una migrazione su larga scala dellacqua dai pori piccoli alle cavit pi grandi, sono ugualmente responsabili dellespansione dei corpi porosi. Anche gli aggregati costituiti da roccia porosa, pietra arenaria, calcari e scisti possono essere interessati dallo stesso fenomeno. Il degrado si manifesta con modalit diversa a seconda che siano presenti o meno sali disgelanti. Se questi ultimi non sono presenti, i cicli, per effetto dellaumento di volume dellacqua, provocano un progressivo sfarinamento della pasta cementizia della superficie del manufatto, sgretolando la frazione di malta ed evidenziando laggregato grosso. In presenza di sali si verifica il distacco e sollevamento di strati corticali di calcestruzzo.

CICLI GELO DISGELO

CICLI GELO DISGELO


Losservazione visiva, oltre al tipo di esposizione, permette di riconoscere il fenomeno. In sintesi, il disgelo in un primo tempo scongela la parte ghiacciata superficiale del calcestruzzo, provocando linfiltrazione dellacqua nelle porosit del calcestruzzo. Delaminazione In seguito con il congelamento strato superficiale dellacqua nelle porosit del materiale, si generano una serie di tensioni distruttive che dallinterno spingendo verso lesterno, danneggiano, qualora il calcestruzzo presenti un alto grado di porosit, lo Provino di calcestruzzo non strato superficiale. areato danneggiato da cicli
di gelo-disgelo

Se il calcestruzzo asciutto, il ghiaccio non si forma, ancorch la temperatura scenda al di sotto di 0 C. Il calcestruzzo non si danneggia anche se possiede un certo grado di saturazione (volume di acqua/volume dei pori), purch questo sia inferiore ad una determinata soglia definita saturazione critica. Questo principio incentrato su tre regole pratiche: a)impiego di aggregato lapideo non gelivo; b)riduzione della microporosit capillare (0,1 - 10 m) della matrice cementizia, ponendo un limite nel rapporto acqua-cemento (a/c < 0,55); c)realizzazione di pori a grande dimensione (100-300 m) in forma di bolle daria inglobate nella matrice cementizia, impiegando additivi che modificano la tensione superficiale dellacqua (tensio-attivi) e favoriscono la formazione di bolle daria con lagitazione dellimpasto in betoniera (agenti aeranti).

PREVENZIONE DANNI DA CICLI GELO DISGELO

Dal punto di vista pratico, poich ormai consolidato il risultato di ottenere con determinati agenti aeranti, bolle di dimensioni e spaziatura adeguate, ci si pu limitare, in corso dopera, al controllo dellaria totale mediante porosimetri da campo per verificare, al momento della miscelazione e del getto, se il volume sia compreso o meno nellintervallo richiesto, in genere il 46%.

PREVENZIONE DANNI DA CICLI GELO DISGELO

Porosimetri a pressione

Rilevatore di porosit

Porosimetro a colonna dacqua

Poich la presenza delle bolle daria, nei quantitativi previsti per la resistenza al gelo, comporta una riduzione della Rck di circa il 20% rispetto al corrispondente calcestruzzo senza agente aerante, il potenziale abbattimento della Rck deve essere compensato con il rinforzo della matrice cementizia con una riduzione nel rapporto a/c: a parit di Rck un calcestruzzo aerato resistente al gelo richiede circa 30 Kg/m3 in pi di cemento rispetto al calcestruzzo non aerato e non resistente al gelo.

PREVENZIONE DANNI DA CICLI GELO DISGELO

PREVENZIONE DANNI DA CICLI GELO DISGELO


Il maggior costo del calcestruzzo aerato, non solo per lagente aerante e per i 30 Kg/m3 di cemento, ma anche per la maggior cura richiesta nel controllo dellaria inglobata, largamente compensato dalla maggiore durabilit e dai conseguenti minori costi manutentivi di servizio: diminuirebbero le spese destinate dalla collettivit al restauro delle opere pubbliche danneggiate dal gelo.