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La distruzione della ragione, Gyorgy Lukacs (1954)

1. Tappe storiche fondamentali della Germania (dal XVI secolo al 1933)


- 31 ottobre 1517: Martin Lutero appende le 95 tesi alla Chiesa di Wittenberg
- primavera 1525: rivolta dei contadini guidati da T. Mntzer repressa
- 25 settembre 1555: pace di Augusta, cuius regio eius religio
- 1806: Napoleone sconfigge esercito prusso a Jena; nasce la confederazione del Reno; il
Sacro Romano impero si scioglie (fine I Reich)
- 1815: congresso di Vienna: riva est del Reno organizzata in confederazione composta da 39
formazioni politiche sotto controllo della Prussia e dellImpero dAustria
- giugno-luglio 1866: la Prussia guidata da Bismarck sconfigge lesercito austriaco; gli stati
tedeschi della confederazione vengono annessi al regno
- 18 gennaio 1871: Bismarck proclama il II Reich tedesco con Kaiser Guglielmo I di Prussia,
inizio imperialismo
- 6 febbraio 1919: prima assemblea nazionale a Weimar della Repubblica democratica
tedesca (Weimarer Republik)
- 24 ottobre 1929: crollo della borsa di Wall-street; crisi economica che colpisce duramente
la Germania
- 30 gennaio 1933: Hindenburg nomina Hitler cancelliere (inizio III Reich)
- 28 febbraio 1933: incendio del parlamento diventa il pretesto per Hitler per sciogliere la
camera e liberarsi degli oppositori politici
2. Cause storiche dellavvento del nazionalsocialismo
Lukacs nel capitolo sulle Caratteristiche dellevoluzione tedesca ricerca sia le cause remote
del Nazismo, legate allo sviluppo economico sociale della Germania a partire dal XVI secolo
fino al XX, sia le cause prossime rintracciabili nel decennio che precede lascesa di Hitler.
Cause remote:
Arretratezza economica della Germania - Il destino, la tragedia del popolo tedesco
consiste nel ritardo con cui esso giunto allo sviluppo borghese moderno. Proprio mentre
negli altri stati europei si sviluppava uneconomia capitalista (XVI secolo) e un
accentramento politico del potere, gli staterelli della Germania mantennero
unorganizzazione economica ancora radicalmente feudale e medievale fino alla seconda
met dell'Ottocento.
Frammentazione politica della Germania - Parallela (e non sconnessa) allaratretezza
economica fu la frammentazione politica in vari stati durata fino al 1866. Essa imped una
rivoluzione e uneducazione democratica come vi fu negli altri paesi. La nazione tedesca"
rimase un concetto meramente ideale romantico che specialmente dopo larrivo di
Napoleone risvegli negli intellettuali germanici sentimenti nazionalisti: odio antifrancese
e identit nazionale basata sullappartenenza di sangue.
Mentalit religiosa luterana - Pu aver contribuito alla mancata rivoluzione sociale tedesca
la Weltanschauung del luteranesimo che Lukacs definisce psicologia del suddito": la cieca
obbedienza alla volont di Dio pu potenzialmente tradursi a livello esteriore ad una totale
subordinazione alla volont del sovrano. Basta pensare alla massima del tipico funzionario
tedesco: attuare in modo tecnicamente perfetto le scelte imposte dallautorit statale.
Modalit dellunificazione della Germania - Nel 1866 gli stati ad est del Reno furono
conquistati dal regno di Prussia; questo era in quel momento guidato dal primo ministro

Von Bismarck, esponente dellestrema destra conservatrice, antidemocratico, antiborghese


e animato da un forte senso della nazione. Lintera Germania sub cos linfluenza di tale
mentalit militare e nazionalista prussiana.
Borghesia incapace di agire - Quando nella seconda met dell800 dopo lunificazione
prussiana si form una classe borghese, questa non ebbe la capacit di agire e riformare i
rapporti di potere; fu sempre vinta dalla maggioranza conservatrice.

Cause prossime:
Fallimento repubblica di Weimar - La repubblica democratica tedesca fall principalmente
per due motivi: (1) perch fu una democrazia imposta a causa della sconfitta del paese
nella Grande Guerra: mancava la partecipazione necessaria dei cittadini per uno stato
democratico, ero uno stato democratico senza democratici; (2) per vari motivi la
repubblica non riusciva a dare ai propri cittadini uno stato di benessere sufficiente.
Fallimento lotte socialiste - Lukacs sottolinea anche il fatto che molti operai tedeschi
(generalmente marxisti o socialisti), delusi dalle mancate riforme sociali nel paese, si
lasciarono trascinare dalle correnti nazionaliste.
Contraddizioni evidenti del capitalismo - La crisi del 1929, gli innumerevoli disordini
sociali in Germania, furono le pi evidenti prove che il sistema capitalistico moderno
borghese non poteva in alcun modo autosostenersi e garantire le sue promesse di benessere
e uguaglianza.
Disperazione del popolo - Lo stato di totale disperazione del popolo tedesco dagli anni 20
al 33 gener una sorta di attesa di miracoli, un attesa di un salvatore della patria che
favor la credenza in Hitler come rimedio a tutti i mali dello stato.
3. Metodologia e tesi fondamentali
Metodo filosofico storicista: Una delle tesi fondamentali di questo libro che non c
nessuna Weltanschauung innocente [...] lassumere posizione a favore della ragione oppure
contro di essa decide al tempo stesso dellessenza di una filosofia come filosofia, della sua
funzione nello sviluppo sociale. Questo gi per il fatto che la ragione stessa non pu essere
qualcosa di neutrale che se ne stia, senza prender partito, al di sopra dellevoluzione
sociale, ma rispecchia sempre, e conduce al concetto, la razionalit concreta (o
lirrazionalit) di una situazione sociale, di una direzione di sviluppo; e con ci la favorisce
o la ostacola. Lopera di Lukacs si muove secondo il principio della forte interdipendenza
tra teoresi filosofica e prassi sociale: un certo pensiero sempre figlio e specchio
dellordine economico sociale in cui prodotto. Tuttavia la filosofia non assume il ruolo di
mera sovrastruttura, bens essa pu avere un ruolo attivo: una posizione filosofia pu
fungere s da ideologia mascherando, legittimando o addirittura peggiorando il proprio
ordine sociale con le sue contraddizioni; ma allo stesso tempo ha anche la possibilit di
opporsi, non senza fatica, allordine sociale vigente promuovendo un modo di pensare
diverso da quello dominante nel proprio tempo. Il metodo lukacsiano cerca quindi non solo
di analizzare le varie dottrine filosofiche irrazionaliste, ma di vedere come tali dottrine
potenzialmente possano esserso tramutate in azioni allinterno della societ germanica,
indipendentemente dallintenzionalit degli autori (pensiero tradotto in prassi). Si rifiuta
lidea di uno sviluppo immanente delle idee filosofiche: c sempre un cammino
parallelo tra sviluppo economico-sociale e sviluppo filosofico.
Lirrazionalismo filosofico ha favorito lavvento del Nazionalsocialismo - la tesi principale

dellautore che quelle posizione filosofiche germaniche che a partire dal Romanticismo si
sono opposte (hanno reagito) con tutte le loro forze alla ragione illuministica prima e a
quella socialista dopo (post 1848), hanno contribuito a risvegliare nella popolazione
tedesca sentimenti nazionalistici e regressivi. Cos facendo lirrazionalismo ha prima
accelerato la venuta di un Reich autoritario e razzista, per poi fungere da ideologia per il
Nazismo stesso. Lascesa di questultimo non pu essere stato un evento accidentale bens
un fenomeno storicamente e filosoficamente preparato da lungo tempo.
4. Caratteristiche dellirrazionalismo
Lirrazionalismo quel filone di pensiero reazionario borghese caratterizzato principalmente
dalla tendenza a deoggettivare la ragione, sia essa storica, gneoseologica o metafisica. Il
filosofo irrazionalista, nel momento in cui coglie le contraddizioni della conoscenza categoriale
intellettiva, si rifiuta (pi o meno consapevolmente) di elaborare una meta-razionalit hegeliana
in nome di una presunta forma di conoscenza assoluta a carattere intuitivo o mitologico. In altre
parole, l'irrazionalismo, invece di cercare di sviluppare una logica dialettica che sopperisca alle
aporie della razionalit formale, taglia direttamente la corda rifiugiandosi o in un semplice
agnosticismo, o in una filosofia completamente a-logica (al di fuori della razionalit).
Per lautore, le prime tracce di tale tendenza si riscontrano negli intellettuali tedeschi che si
oppongono alla ragione illuminista, alla rivoluzione francese e al concetto storico di progresso
(Schopenhauer, Schelling, Kierkegaard). Dopo i moti del 1848, la nascita del socialismo, lo
sviluppo delle idee di Feuerbach, Marx e Engels, lirrazionalismo filosofico comincia a
sviluppare idee tendenzialmente antisocialiste, contro il materialismo storico e le analisi
dialettiche della societ (Nietzsche, la filosofia della vita, Heidegger).
Sebbene ogni filosofo irrazionalista mantenga una certa peculiarit di pensiero e svolga la sua
attivit sempre in un contesto storico-sociale differente, tuttavia interessante riassumere
schematicamente le caratteristiche filosofiche che accomunano tali pensatori:
gneoseologia aristocratica: la conoscenza della realt ultima del mondo non pu avvenire
attraverso ragionamenti trasparenti e universali ma attraverso intuizioni non comuni o atti
interiori di fede
soggettivizzazione della storia: la storia non ha leggi razionali che la governano
pessimismo antropologico: le contraddizioni del proprio contesto economico-sociale sono
intrinseche allinevitabile debolezza della natura umana
Unultima caratteristica dellirrazionalismo, molto cara a Lukacs, lidea di apologetica
indiretta: essa mette in rilievo senza riguardo i lati cattivi e gli orrori del capitalismo, ma
afferma che essi non sono propriet specifiche del capitalismo, ma della vita umana,
dellesistenza in generale. Per apologetica lautore intende unesaltazione e legittimazione del
sistema capitalistico; tuttavia, nei filosofi irrazionalisti, apparentemente anticapitalisti, essa
indiretta poich legittimano il sistema economico-sociale vigente considerandolo come lunico
possibile in quanto le sue contraddizioni fanno parte della realt stessa o dellesistenza umana
in quanto tale. La tendenza dellirrazionalista a negare la realt, a negare la storia si trasforma
cos a livello sociale in una sua incondizionata e subdola affermazione.
5. Principali filosofie irrazionaliste
Friedrich Wilhelm Joseph Schelling (1775-1854) - Il giovane Schelling, interessato alla
filosofia della natura e autore del Sistema dellidealismo trascendentale (1800),
considerato da Lukacs il primo filosofo irrazionalista. Egli ha sotto gli occhi sia le

contraddizioni pratiche della ragione illuminista (esiti della rivoluzione francese), sia le
antinomie filosofiche del razionalismo kantiano (natura meccanicistica di Critica della
ragion pura). Pertanto tenta di elaborare un sistema di pensiero fondato sullintuizione
intellettuale, per principio opposta al concetto razionale, considerato necessariamente
antinomico. Lobiettivo era quello di riuscire a pensare una natura viva, panteistica, dalla
quale luomo ha origine. In sintonia con i Romantici, larte per il giovane Schelling
lorgano della filosofia, lintuizione estetica loggettivarsi del pensiero creatore. Tuttavia, il
passo decisivo verso lirrazionalismo avviene nella maturit con la pubblicazione di
Filosofia e religione (1804): da interessi naturalistici lautore comincia a porre al centro
del suo pensiero il mito, la religione e la conoscenza mistica di Dio. Schelling avvia perci
quella tendenza reazionaria a negare il progresso storico, negare loggettivit della
conoscenza razionale in nome di una mitizzazione della realt e di unesaltazione del
sentimento, dellesistenza, della rivelazione divina.
Arthur Schopenhauer (1788-1860) - Quando Schopenhauer pubblica la sua principale opera
Il mondo come volont e rappresentazione (1818), la sua filosofia tenuta ai margini da
quella hegeliana. Dopo il 1848 il suo pensiero diventa a livello internazionale la guida per
la borghesia dlite ribelle o presunta tale. Lidea di una conoscenza scientifica
puramente fenomenica e illusoria fondata su una volont nounomenica irrazionale e
distruttiva assai attraente per quel tipo di classe sociale; innanzitutto perch sembra
spiegare esaurientemente le contraddizioni sociali di quel periodo, e poi perch conferisce
una presunta libert dal mondo ad attivit tipicamente borghesi come larte contemplativa e
lascesi. Cos facendo Schopenhauer maschera le contraddizioni del capitalismo
riconducendole ad una volont trascendente e nello stesso tempo esula i suoi lettori da
qualsiasi impegno civile o sociale volto a cambiare lordine attualmente vigente. La
filosofia di Schopenhauer quindi, oltre ad avere elementi di mitizzazione e
soggettivizzazione della realt e del divenire storico tipici dellirrazionalismo, d inizio alla
tendenza borghese dellapologetica indiretta (vedi 4).
Soren Kierkegaard (1813-1855) - Il pensiero kierkegaardiano muove dalla critica alla
dialettica quantitativa di Hegel, nella quale la coscienza finita si risolve e viene assorbita
dal movimento infinito della ragione, del pensiero logico. A ci Kierkegaard oppone una
dialettica qualitativa (o dialettica dellesistenza): ogni azione della coscienza finita
rottura nei confronti del movimento infinito della storia; anche colui che formula un
sistema di pensiero razionale e universale non pu non farlo dalla posizione relativa e
individuale dellesistenza: anche il pensare un atto esistenziale. Tuttavia, ogni singolo
atto ha la sua dignit, linteriorit dellindividuo (specialmente se cristiano) ha la flebile
possibilit di non lasciarsi trascinare dal destino perseguendo una verit concreta (esistenza
autentica) fatta di singoli gesti di opposizione ad esso. Sebbene questa possa apparire una
posizione filosoficamente ragionevole, Kierkegaard, in alcuni suoi passi, mostra una certa
tendenza, irrazionalistica, a considerare la storia come un destino immutabile guidato
dallimperscrutabile volont di Dio. Inoltre, la sua etica religiosa, a-logica, interiore rischia
di diventare letica del borghese che ritirandosi in se stesso abbandona il campo dei doveri
sociali. Infine, anche lidea di una verit esistenziale pi autentica di quella razionale
costituisce unirrazionalistica soggettivizzazione della realt.
Friedrich Nietzsche (1844-1900) Nietzsche considerato da Lukacs il fondatore
dell'irrazionalismo nell'et dell'imperialismo tedesco, nonch l'ideologo della borghesia
decadente. Con la nascita di nuovi movimenti socialisti nella seconda met dell'Ottocento,

la borghesia capitalista ha un nuovo nemico sul terreno intellettuale: il materialismo storico


e il metodo dialettico. Gran parte del pensiero nietzscheano si dichiara in aperta
opposizione al socialismo e alla democrazia. Rispetto a tali tendenze, Nietzsche si dimostra
estremamente reazionario, contrapponendo ad esse una teoria della razza che esalti la
bestia bionda germanica, che a differenza dei valori da schiavi di uguaglianza,
fraternit e libert, sia detenitrice di valori aristocratici basati sulla forza fisica e sulla
capacit di imporsi violentemente sugli altri (Genealogia della morale 1888). La sua
concezione della storia come eterno ritorno, le sue prese di posizioni contro le verit
scientifiche e razionali in nome dell'arte e del mito, arricchischino il pensiero conservatore
di Nietzsche di altri elementi chiaramente irrazionalisti. In particolare per Lukacs, la
filosofia nietzscheana si presta facilmente all'ateismo religioso, cio quella tendenza della
borghesia con la crisi delle religioni rivelate a trasferire la loro adorazione religiosa ad altre
forme mitiche con l'illusione di avere un atteggiamento indipendente e anticonformista.
Tale modo di pensare, come quello di Schopenhauer, risulta estremamente efficace per il
pubblico borghese d'lite: rende consapevole la borghesia del loro momento di decadenza,
la rende partecipe di una sua superiorit spirituale rispetto al gregge delle masse e le
fornisce una presunta via d'uscita dallo stato di depressione in cui si trova, proponendo una
pseudo rivoluzione intellettuale, artistica; ovviamente tale rivoluzione non potr mai avere
un carattere sociale ma esclusivamente riservato ai pi nobili d'animo. Tutto ci scritto in
uno stile accattivante ed esteticamente valido.
La filosofia della vita con tale denominazione, Lukacs intende denotare l'ideologia
[irrazionalista] dominante in Germania durante tutto il periodo imperialistico. Essa ha la
funzione di mascherare le grandi contraddizioni sociali di quell'epoca e combattere il
socialismo. Da un punto di vista filosofico, la filosofia della vita cerca di rivendicare
contrariamente al positivismo e ai nuovi sviluppi della scienza contemporanea
l'indipendenza della vita (comprese le sue declinazioni in anima, esistenza o coscienza) da
qualsiasi razionalizzazione. La dimensione della Leben ha la pretesa di imporsi come realt
assoluta: soggettiva perch vi partecipano attivamente tutti i singoli soggetti individuali,
oggettiva in quanto legislatrice della realt stessa; materiale e ideale allo stesso tempo. Da
ci consegue un sostanziale scetticismo nei confronti della razionalit della conoscenza ed
una mitizzazione della realt: la presunta terza via tra idealismo e materialismo collassa
in un idealismo dogmatico. Sotto la categoria di Lebensphilosophie, l'autore include, pi o
meno giustificatamente, una serie di pensatori assai differenti fra loro: Wilhelm Dilthey
(1833-1911), principale esponente della filosofia della vita e sostenitore di una storia
fondata sulla psicologia, Georg Simmel (1858-1918), il quale traspone problemi
economico-sociali del capitalismo su un piano esistenziale e religioso, Oswald Spengler
(1880-1936), apertamente contro qualsiasi tipo di scientificit naturale e storica, Max
Scheler (1874-1928), fenomenologo allievo di Husserl che tenta di conciliare logica
formale e coscienza, Karl Jaspers (1883-1969), psichiatra ed esistenzialista, Martin
Heidegger (1889-1976).
6. Heidegger e l'irrazionalismo
L'opera che Lukacs prende in considerazione per criticare il pensiero heideggeriano Essere
e tempo, pubblicata nel 1927. In questi anni (periodo della Repubblica di Weimar) la
Germania si trova in una profonda crisi sociale: le contraddizioni del capitalismo sono sotto gli
occhi di tutti; l'intellettuale borghese, sentendosi continuamente minacciato dai disordini sociali,

si trova in uno stato di depressione e angoscia.


La Lebensphilosophie, durante l'imperialismo dominante, entra cos in crisi poich viene a
mancare per la borghesia quella sicurezza e stabilit sociale che le permetteva di
abbandonarsi alla dinamica dimensione della vita. Il concetto heideggeriano di Dasein
(esserci, esistenza), rispetto a quello fluttuante di vita, rimarca maggiormente lo stare qui
ed ora, ossia l'identit di un soggetto ampiamente travolto dal divenire accidentale del mondo.
La dimensione dell'esistenza all'interno della teoria heideggeriana rappresenta una terza via
filosofica rispetto ai dualismi fenomeno/noumeno e soggetto/oggetto: una dimensione
temporale del qui e dell'ora ma allo stesso tempo la dimensione dell'essere, delle cose in s;
soggettiva poich costituita dai singoli soggetti, ma anche oggettiva in quanto per certi aspetti
non sottomettibile alla volont di questi. Il soggetto esistente, il Dasein, un ente gettato nel
mondo, non uno spettatore del mondo; tuttavia ha in s la possibilit di farsi carico dei propri
limiti e diventare padrone del proprio destino attraverso le singole autentiche scelte.
Quest'ultimo aspetto progettuale dell'esistenza scaturisce da quella visione anticipatrice della
morte che porta l'individuo in uno stato d'animo di kierkegaardiana angoscia.
L'ontologia esistenziale di Heidegger divent perci l'ideologia dominante dell'individuo
borghese che, angosciato di fronte al divenire accidentale di una societ caotica e disordinata,
ritrova la propria identit pura, senza fare niente per cambiare le strutture economiche della
societ che tale caos generano. Tutto ci testimoniato da una serie di elementi irrazionalisti
che Lukacs individua nel pensiero di Heidegger:
Costruttivismo ontologico: l'essere soltanto nell'intendere [verstehen] dell'ente, al cui
essere appartiene qualcosa come la comprensione dell'essere. Le cose sono ci che
sono in virt di un soggetto che comprendendole le costituisce.
Tendenza al soggettivismo: sebbene Heidegger tenti di perseguire la terza via
filosofica, nel momento in cui il dualismo reale/non reale sostituito da
autentico/inautentico e, nel momento in cui la dimensione pi autentica della realt
costituita da categorie emotive del soggetto come l'angoscia, la gettatezza, la visione
della morte, la scelta, il suo pensiero collassa nel soggettivismo o nell'idealismo.
Deoggettivazione della ragione: la polemica di Heidegger contro il tecnicismo della
scienze matematiche lo porta sotto certi aspetti a negare l'oggettivit dei loro risultati.
Apologetica indiretta: se il mondo sociale, considerato dal filosofo come il mondo
quotidiano del Man, necessariamente inautentico data la sua dimensione collettiva,
ci esula l'individuo da qualsiasi progettualit sociale.
Soggettivizzazione della storia: il luogo dei problemi della storia non va cercato
nell'indagine scientifica [Historie] sulla storia [] L'essere propriamente per la morte,
cio il carattere finito della temporalit, il fondamento riposto della storicit dell'essere
determinato; il senso della storia risiede nell'interiorit del soggetto, nella sua
percezione della morte.
Etica individualistica: il risvolto etico della teoria heideggeriana consiste in una condotta
meramente individuale di preparazione alla morte che ricorda l'etica protestante della
vita come colpa.