You are on page 1of 71

Letteratura Francese 1.

LES FLEURS DU MAL Charles Pierre Baudelaire


1. XCIX - Je n'ais pas oubli
2. C

- La servante au grand coeur

3.

- Au Lecteur

4. IV

- Correspondances

5. X

- L'ennemi

6. XII

- La Vie Antrieure

7. XV

- Don Juan aux enfers

8. XXII - Parfum exotique


9. XXIV - Je t'adore l'gal
10. XXV - Tu mettrais l'univers entier
11. XXX - De Profundis clamavi
12. LXXVI Spleen
13. LIII

- L'invitation au voyage

14. XCIII A une passante


15. LXXXIX Le Cygne

Lezione 18-02-13
Baudelaire l'iniziatore di tutta la poesia moderna non solo francese. Il tema fondamentale
della sua poesia e del suo pensiero l' ASSOLUTO. La parola assoluto stata comprata in
varie modi dalla religione nel corso della storia. La sua etimologia : dal latino, absolutus
coi sciolto o libero da vincoli, da legami. L'assoluto un qualcosa di alto.
Una persona che dice all'amato ti amo in modo assoluto vuol dire ti amo senza riserve,
senza sotto-pensieri. L'assoluto trova il suo apice e habitat nel Romanticismo. Il
Romanticismo un movimento culturale, artistico, letterario ecc che ha occupato l'intero
secolo 19esimo e cio l' 800.
La parola romanticismo viene da una aggettivo inglese romantic che venne usato per la prima
volta in Inghilterra, nel 600 per indicare i romanzi, le tragico commedie di argomento
cavalleresco in cui c' l'uomo cavaliere che ama la sua dama e la protegge, che protegge gli

orfani, che sconfigge i felloni cio cattivi. La cavalleria ha un grande posto nella letteratura
occidentale. In Inghilterra questo aggettivo viene usato per indicare appunto queste storie di
cavalleria e viene utilizzato in modo abbastanza spregiativo.
Successivamente, il concetto in fine 700 viene assunto in Germania con una progressiva,
crescente e euforica valutazione.
La parola romantico viene a indicare:
- il mistero della realt;
- la prevalenza del sentimento sulla ragione
Pascal diceva: il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce.
Nel 700 non si credeva al sentimento perch non porta bene. I romantici per dicono che
quando agiamo dobbiamo essere sentimentali. Il concetto di sentimentale ha dei difetti
perch pu intridere una mischia di sentimento. Il sentimentale ci attrae anche per motivi
che non riusciamo bene a definire.
Il Romanticismo dice che il sentimento riesce ad arrivare laddove la ragione non riesce.
Il romanticismo comincio ad apprezzare la categoria del primitivo e del remoto di ci che
lontano da noi. Questo non sono sempre conosciuto, appartiene a un mondo mitico,
leggendario, fiabesco. Quando noi pensiamo al primitivo e al remoto abbiamo sempre un
senso di soprassalto e di entusiasmo ( i giochi fatti con il papa, il primo amore ecc).
Un suggerimento che il prof. ci da di non tornare mai alle cose effettive del passato,
lasciate che siano immerse in quest'ambra di ricordi.
Il romanticismo voleva opporsi all'illuminismo che nata in Francia. Nella fine del 700 in
Francia nacque la Rivoluzione Francese, che viene fatta dai borghesi e non dai proprietari,
e venne ispirata dai filosofi come Voltaire, Rousseau ecc. I principi a cui si ispiravano i
rivoluzionari come Robespierre, venivano dalla rivoluzione. La Francia divenne sinonimo
di mostruosit per la violenza che aveva seminato. La rivoluzione al contatto
dell'illuminismo. In Germania si comincio a crearsi una sorta di rivolta contro questo
spirito logico, razionalista che aveva portato a degli orrori storici cos spaventosi come
quelli della rivoluzione. Questi orrori poi non erano serviti a nulla perch con la caduta di
Napoleone tutto era tornato come prima.
Il Romanticismo nasce in Germania anche come forte reazione alla Francia e
all'illuminismo. Un fondatore del romanticismo che si chiama Hamann diceva: Dio non
un geometra, un poeta. I romantici dicono che Dio uno che ha inventato la bellezza. Da
pensare quanto c' di anti-illuminismo in questa frase. Gli illuministi riducono la visione
del mondo a geometria.
Se Dio fosse un geometra come avrebbe fatto un fiore?
L'avrebbe disegnato e costruito perfettamente ma senza colori, perch non sono necessari.
Ma i colori esistono come esiste l'invenzione. La geometria afferrabile, prendibile, la
poesia no. Il romanticismo ha messo in evidenza il valore della poesia in quanto imprendibile, in
quanto cosa che suggerisce l'infinito.
Che cosa vuol dire romantico? Il romantico ama il sentimento, i fiori, il tramonto, ecc. Il
romanticismo non ci ha dato pi pace da allora perch lo si avuto anche nel tempo
successivo. Il romanticismo ci ha fatto pensare all'infinito. Il romanticismo dobbiamo
considerarlo, all'interno dell'ottica banderillero, con i sinonimi di questi tre termini:
infinito, assoluto e ideale. Questi per definizione non possiamo raggiungerli anche se
siamo profondamente attratti. Baudelaire dice che non possiamo raggiungerli perch
siamo come tirati in basso, come da un peso, dallo spleen. Lo spleen lo possiamo definire in
prima istanza una tristezza rabbiosa, una melanconia rancorosa. Una melanconia piena di

astio e d ira.
Lezione 21-02 -13
L'assoluto qualcosa di sciolto da legami. qualcosa che non si trova nella vita. Fare del
assoluto non importa. Importa tendere all'assoluto. I romantici sapevano che l'assoluto era
irraggiungibile, ma tendevano all'assoluto. Nel periodo culturale immediatamente
precedente, cio nell'illuminismo, questo concetto era completamente estraneo. Questo
concetto, cio come intendere l'assoluto, oltre che essere tipico del romanticismo tipico
della civilt occidentale. Il romanticismo determinato da questo desiderio e aspirazione
all'assoluto. La nascita trionfale del romanticismo stata in Germania.
I temi principali sono:
- l'idea che la realt e cio l'esistenza sia misteriosa. Misteriosa vuole dire che non si
conosce. Il mistero induce una sensazione di soggezione, di curiosit e anche di paura e di
inquietudine;
- la contrapposizione tra sentimento ragione.
Il sentimento fa capire intuendo. Il sentimento ti fa capire l'orizzonte in cui ti muovi. La
ragione fa capire. La valutazione del sentimento come mezzo per farti capire la realt, per
approssimazioni, per adombramenti, per intuizioni.
Questa valutazione del sentimento insieme alla passione del primitivo e remoto, sembrano
deliziosamente sentimentali ai romantici.
In queste prese di posizione a favore del mistero e del sentimento la Germania mossa da
una considerazione storica politica. Si tratta di persone povere che venivano dalla
campagna ma erano pieno di alto idee, attenti e appassionati osservatori della realt.
Il 14 luglio 1789 ci fu la rivoluzione francese che aveva promosso delle cose molte belle:
l'eguaglianza, la libert e la fraternit.
La rivoluzione francese fu una serie di feroce, di stragi, in cui non si era mai visto: il re e la
regina vennero decapitati. Dopo la rivoluzione appare Napoleone Bonaparte, il quale
infligge delle terribili sconfitte al resto dell'Europa, fra cui la Prussia e la Germania
(chiamata cos nel 1871). Decaduto il Napoleone tutto era tornato nel suo ordine consueto.
Fu il periodo della Restaurazione.
Il romanticismo nacque in chiave anti-francese. Il romanticismo si voleva aprire
all'Infinito. L'infinito si pu sostituire con la parola assoluto e ideale.
Baudelaire dice che c' una cosa che impedisce di raggiungere l'assoluto: lo spleen. Spleen
una parola inglese che vuole dire bile. Questa parola viene usata in realt da lui non
richiamandosi alla bile ma pensando a uno stato di tristezza, di cupezza, di malinconia.
Questi sentimenti per sono astiosi, rancorosi. La malinconia si tinge di rabbia, di cattivo
umore. Lo spleen qualcosa di cupo e masochistico. Noi tendenzialmente vogliamo farci
del bene, mangiare bene ma vogliamo anche farci del male.
..e cos che dopo l'erotismo si rovinato, perch potendosi vedere sempre c' una
gloriosa noia. "Le coppiette di 20 anni, sono annoiati metafisici."
Lo spleen una voglia di degradarsi, voglia di farsi male, voglia di non vivere e di non
fare progetti. Lo spleen quello che ci tira indietro ma noi abbiamo una tendenza verso
l'alto. Baudelaire inoltre attratto anche dal sentimento. Il sentimento pu snaturare
l'uomo. L'uomo per il sentimento pu dimenticare tutti i buoni principi dell'esistenza.
Baudelaire colpito dalla dignit di questo perdere la testa per il sentimento perch un
qualcosa di autentico.
La poesia A una passante: Baudelaire vede una donna che passa per la strada e sente il

desiderio che ha nei suoi confronti. Non un desiderio solo sessuale, ma un desiderio
che va oltre.
Lezione 22-02-13
C' stato una riflessione sull'importanza della ragione per risolvere i problemi del mondo.
Questa riflessione avvenuta nel 700 e ha avuto come suo centro fondamentale quello che
era il paese di maggiore tradizione culturale, cio la Francia. Questa ricerca dell'utilizzo
della ragione fu molto complicata. In Diderot avvenne nel segno di una grande
dialogocit, in Voltaire avvenne in molto pi limpido e didascalico invece in un
personaggio fantastico come Rousseau le cose avvengono in modo stranissimo. Da una
parte da un grande credito alla ragione ma dall'altra parte parla in modo affidandosi ai
concetti di assoluto, al bisogno di uscire fuori da questo mondo che senza paragoni negli
effetti che ha avuto nell'intera cultura occidentale. Rousseau lo scrittore che ha avuto pi
importanza in assoluto nella storia della cultura occidentale.
Il '68 viene da Rousseau, tutto viene da lui. In Francia si cercava di recuperare l'importanza
della ragione. Vicino alla Francia c'era la Prussia che poi diventata la Germania. Questo
paese era stato duramente sconfitto dalle politiche che aveva fatto la Francia. La
Rivoluzione Francese era continuata e confluita in Napoleone e questo aveva sconfitto
gravemente i tedeschi. Cosa pensavano i tedeschi di questa rivoluzione in nome della
ragione, della libert ecc e che aveva portato morti e stragi? Un gruppo di persone,
studenti intelligenti, colti e poveri coltivarono delle idee, di questo genere.
Ci sono due cose nella vita che sono importanti:
- la prima la volont, non la ragione. con la volont che si pu fare tutto.
- non bisogna ritenere, come credevano gli illuministi, che questo mondo sia dato una
volta per tutto cos come. Il mondo mutevole, cambia ed complicato.
Il romanticismo nasce i Germania e poi si dilaga in Francia e in Inghilterra. Non possiamo
considerare Baudelaire fuori dal romanticismo. La formazione culturale frutto del suo
tempo. Baudelaire morto a 46 anni, ma gi da un anno non capiva niente. Il
romanticismo la investito in pieno. Lo attraeva quest'idea dell'infinito e allo stesso tempo
vedeva che l'infinito era irraggiungibile per via dello spleen. Quindi desiderio dell'infinito
ma trattenuto dallo spleen che non noia ma una specie di astio, rancore e fastidio del
vivere che tra l'altro tutti i giovani di qualsiasi tempo sono predisposti ad averlo.
Baudelaire era attratto anche dal sentimento e per niente dalla ragione.
Non bisogna leggere la letteratura contemporanea, se avete la tentazione fermatevi
davanti un distributore di benzina per mezz'ora prima di leggere un romanzo
contemporaneo. Si tratta in genere di merda, merda vera, merda allo stato puro.
Nella poesia A un passante, Baudelaire vede una donna e pensa che potrebbe amarla e
vivere una vita meravigliosa con lei.
Quando non c' l'amore bisogna trovarsi dei succedanei. Il sentimento amato da
Baudelaire e l'infinito tipico del romanticismo sono due concetti che stanno insieme. Il
maggior teorico del valore del sentimento nel romanticismo stato il filosofo Shelling.
Shelling diceva che tutto quello che ci circonda fa parte della natura, tutto natura e noi
uomini siamo dei stadi evoluti dalla natura. Tutto il mondo intorno nostro strumento.
Tutto Dio. come se ci fosse una sorta di autocoscienza di Dio. Il sentimento
importante perch ci fa percepire l'infinito, un qualcosa che va al di l di noi. Il sentimento
non ci da dei dati certi come invece ci da la ragione. Perch importante fidarsi della
ragione?

Perch nella vita normalmente si sta male, e l ragione l'unica cosa che ti possa soccorrere.
La ragione vuole dire il senso della realt. La ragione serve a darci delle certezze e ad
aiutarci contro il dolore del mondo. Il sentimento ci schiude degli orizzonti.
Nessun amante vive una vita meravigliosa, per tutti gli amanti sperano di vivere una vita
meravigliosa.
Baudelaire capisce che la scrittura deve essere composta, ferma, intelligente, deve essere
impeccabile, perfetto e deve grondare sentimento. Vicino a Baudelaire c'era un gruppo di
scrittori che pubblico su una rivista, che usci in tre parti, Il Parnasse Contemporaneo 18661876. Loro scrivevano senza neologismi, con perfetta punteggiatura, nessuno variazione
fantasica, tutto era geometrico. Baudelaire cap che questa era la sua forma per parlare del
sentimento.
Lezione 25-02-13
Il Romanticismo un movimento culturale, poetico che si contrappone al movimento
francese dell'illuminismo, nel segno anche di una contrapposizione politica. La Germania
era stata sconfitta da Napoleone e poi la Germania ha potuto vedere quello che accadeva
in Francia con gli insegnamenti che sono stati messi in pratica dagli rivoluzionari che la
libert, l'eguaglianza, la fraternit non erano stati raggiunti per nulla. Si era tornati negli
stessi regimi totalitari privi di grazia che avevano preceduto la rivoluzione. Accanto a
questo c'era il bisogno di schiudersi verso orizzonti pi ampi, verso l'infinito, l'ideale e
l'assoluto, il tutto contro la ragione. Questo si impone non solo in Germania ma anche in
Francia. Era un bisogno di libert che aveva a che fare con motivazioni religiose. Infinito
nel senso di Alto, di Dio ma non solo, anche tenendo conto della dimensione umana e
sessuale. Il romanticismo nasce con il bisogno di distruzione e di libert. Accentrandosi sul
concetto dell'infinito, questo non raggiungibile.
Baudelaire ci dice che l'infinito irraggiungibile perch noi siamo tirati e schiacciati verso
il basso dallo spleen, da questo tedio e noia mescolata di rabbia e stizza, e non solo che si
rivolge contro noi stessi, che ci mette di malumore, che non ci da la voglia di sognare e
pensare. Baudelaire attratto anche dal sentimento che una via molto importante per
conoscere la realt, anche se non ce la fa conoscere in modo preciso il sentimento.
Il sommo genio dell'umanit che era il filosofo Hegel ci diceva che il sentimento ci pu
dare delle risposte ma non per quanto riguarda l'ordine dell'universo ma solo per quanto
riguarda la nostra vita. Il sentimento non ci pu dare delle risposte certe ma ci pu
indicare degli orizzonti di verit per peraltro nulla di preciso.
Capita che il ragazzo sia pi ottuso e la ragazza sia pi fine, e quest'ultima si irriti e cerca
di farlo ragionare. Gli uomini hanno sempre avuto la convinzione di essere loro i
proprietari della ragione. Le femmine dicono poi che inutile che tu ragioni perch con la
ragione non arriverai a nulla. La donna maneggia meglio la sfera sentimentale di quanto l
maneggi l'uomo.
Baudelaire di fronte al sentimento se ne sta in ginocchio anche nelle follie che il sentimento
produce. Baudelaire ne parla sempre in modo solenne e sacrale.
Ognuno di noi costretto prima dalla famiglia, poi da se stesso, poi dall'universit, poi
dal posto del lavoro ad avere degli atteggiamenti codificati, rigidi, ingessati che lo fanno
stare male e tutta la vita spesso si sta male per questa ingessatura che noi ci provochiamo.
Il sentimento che ama Baudelaire e l'infinito che parla lui si trovano nel romanticismo.
Se uno scrive sulla base del sentimento esce fuori dalle righe. Se uno scrivendo ha lo

scopo di far commuovere il lettore non deve commuoversi lui stesso, bisogna scrivere con
il cuore caldo e la testa fredda.
La scuola poetica del Parnasse era utile. La scuola si ispirava al poeta degli anni 30 e 40, a
Thophile Gautier che aveva inventato il principio dell'Art pour l'art. L'arte non deve
avere alcun fine se non quello di piacere a se stessa. Sulle finalit dell'arte la tradizione
culturale occidentale si divisa perch c' una tradizione che si muove dal Platone e una
concezione che l'arte fatta per piacere. Una concezione aristotelica vuole che l'arte serva a
insegnare. Queste due concezioni si intrecciano e si alternano nella storia dell'occidente
con varie prevalenze. Se noi prendiamo uno dei sommi dei sommi come Shakespare, nella
sua tragedia si conoscono delle chiuse, tranquillizzanti a volte, che vogliono avere una
finalit pedagogica.
C'era una cosa che non andava bene a Baudelaire del Parnasse, che voleva dire scrittura
estremamente accurata, nessun neologismo, nessuna infrazione alle regole della
grammatica e della sintassi, nessun gusto della sorpresa. Tutto doveva essere levigato e
perfetto. Baudelaire per ricorre a questo modello perch vede che abbandonandosi al
sentimento si sbrodola addosso. (come fanno i bambini e i vecchi. I vecchi sono i bambini
brutti). I Parnasse parlavano dell'antichit classica, di leggende, di mitologie, di fauni, di
ninfee, di cose senza tempo. Baudelaire aveva capito che non aveva senso parlare di faune
e di ninfee. Aveva capito che aveva senso parlare solo di una cosa della modernit.
Perch? L'arte deve fare emozionare, se non emoziona non serve a nulla. Noi vogliamo
commuoverci. Gli emozioni ti danno il gusto di vivere. Noi ci emozioniamo di cose
presenti e di cose moderni perch di queste noi ci possiamo immedesimarci.
La parola moderno proviene dal latino tardo, modernus, dall'avverbio modo che vuole dire
adesso, ora, poco fa, al presente. Il moderno quindi l'esaltazione del modo, del adesso
che ci pu far vibrare il cuore.
Il moderno ti presenta una vita che ha due caratteristiche: una vita che palpitante e una
vita allo stesso tempo precaria, che adesso c' e domani non c' pi.
Identificarsi molto importante, soltanto identificandoci, i nostri sentimenti si possono
muovere. Noi cerchiamo tutti di essere noi stessi e attraverso l'identificazione riusciamo ad
essere. Un grande filosofo tedesco, uno dei maggiori del 900, Martin Heidegger, diceva che
bisogna essere autentici. Noi siamo autentici quando facciamo qualcosa di proprio.
Noi nella vita dobbiamo cercare quello che ci distingue, quello che pu essere nostro.
Accanto al moderno possiamo diventare autentici.
Lezione 28-02-13
Baudelaire valuta il sentimento, come fatto per capire l'esistenza. La scuola Parnassiana
presentava un grosso inconveniente agli occhi di Baudelaire, per i temi che trattava.
Trattava dei temi pagani. L'arte ha bisogno da parte del suo lettore di immedesimarsi. Se
non si immedesima il lettore non si emoziona e se non si emozione l'arte non vale. La
nostra vita, le cose che ci riguardano, la nostra contemporaneit sono le cose che pi ci
emozionano perch ci immedesimiamo.
Il moderno fondamentale ma non tutto. Il moderno una condizione per cui si
presuppone uno scavalcamento interrotto verso una nuova forma futura, un
miglioramento delle forme presenti. Il moderno pi che una condizione stabile una
condizione in movimento. La moda un esempio tipico di uno scavalcamento continuo.
Stare nel moderno, stare in ci che si scavalca molto importante ma non sufficiente.
Noi attualmente siamo nel post-moderno, siamo al di l della logica dello
scavalcamento.

Baudelaire ci dice che l'arte consiste nel moderno ma non solo: la modernit il transitorio,
il fuggitivo, il contingente, la met dell'arte di cui l'altra met l'eterno e l'immutabile.
Lui usa tre aggettivi sostantivati che non sono sinonimi, anche se sono molto vicini:
- transitorio vuole dire ci che passa.
- fuggitivo. Il moderno scappa, fugge e non hai tempo di acchiapparlo che gi se ne andato
via.
- contingente una parola latina, viene da cum e tangere, che vuole dire toccare e quindi il
contingente qualcosa che ci tocca, ci sfiora, cio che c' ma pu non esserci.
L'altra met eterno e immutabile.
- eterno, vuole dire che non c' la fine. (la Gioconda, la bellezza eterna nell'arte)
- immutabile. vero che la bellezza l in quelle forme ma anche vero che ci parla cos
diversamente nel corso del tempo che noi possiamo immaginare un qualcosa che si muova
nella bellezza. (Dante nel 700 non era apprezzata, quindi qualcosa si muove).
Baudelaire considerato l'iniziatore della poesia moderna, per due motivi: uno per questa
grande importanza che da alla modernit e in connessione per un importanza che da al
artificio. Lui non crede affatto che bisogna scrivere esclusivamente sentendo l'ispirazione
che ti viene da Dio, dall'alto, come dicevano i stilnovisti. Nel mondo baudeleriano invece
quello che importa il lavoro. L'ispirazione ti viene dal lavoro. Baudelaire aveva un
maestro che non era stato conosciuto nella sua patria che si chiamava Edgar Allan Poe.
Quest'ultimo aveva teorizzato in un celeberrimo saggio The philosophy of composition
che in un suo poemetto che si chiama Il Corvo, gli effetti struggenti e tragici che c'erano in
questa poesia, per cui il lettore si commuoveva erano stati voluti freddamente a tavolino.
uno dei saggi pi provocatori e antitetici alle convenzioni romantiche. Lui per fare
piangere il pubblico non poteva che parlare della morte. Ma non si piange per tutte i
morti. Si piange per la bellezza. Allora Poe per fare piangere prende una bella donna e la
fa morire.
L'arte moderna, a partire da Baudelaire, ha quest'idea, che bisogna procedere non
aspettando l'ispirazione dall'alto ma per artificio.
Baudelaire ritenuto il fondatore della poesia moderna:
- per l'interesse all'artificio,
- per il gusto della modernit,
- per un bisogno di verit.
Il problema vero non la verit, ma il dire la propria emozione. A Petrarca interessava
raccontare la sua emozione, di Laura non sappiamo niente. Nel mondo moderno c' questo
bisogno spaventoso di dire la verit, forse per non morire. Se dico la verit non ho perso
tempo. La poesia moderna usa termini che la poesia classica e quella romantica non
avrebbe mai usato. Il maggior poeta italiano del 900 che Eugenio Montale, che trae frutto
da questa esperienza baudeleriana, usa parole che Leopardi non avrebbe mai sognato di
farlo. Noi notiamo in Baudelaire qualcosa di singolare e di fastidioso. Baudelaire
enfatico. L'essere umano ha bisogno di sorridere e ridere. Un libro come Don Chiscotte fa
ridere. Sul riso ci sono pocchi testi, ma due da conoscere: il saggio Il Riso di Henry Bergson
e Il motto di spirito di Freud. Quando ridiamo ci sentiamo meglio. Se uno non ride mai
avete un senso di smarrimento.
Baudelaire non ride mai. Non ride mai perch tratta degli argomenti terribili ed chiuso in
questa solennit. Non retorica ma semplicemente una severit assoluta che chiuso
dentro argomenti che sono di terribile profondit.

Lezione 01-03-13
L'enfasi rende Baudelaire un caso abbastanza singolare della poesia dell'800 perch unita
a una visione cupa e dissacrante della vita e non a una visione trionfalistica. Quando
questa enfasi la troviamo in un poeta come Baudelaire che cos assolutamente
sconvolgente anticonformistico la cosa ci lascia un po sorpresi. La sua enfasi non da
intendere come retorica e vuota ma come solennit. Solennit di chi si trova davanti a
qualcosa di sacro e i misteri dell'anima sono sacre.
Baudelaire attratto dalla grandezza. La musica di Wagner li piaceva perch li dava un
senso di grandezza. Anche la poesia di Baudelaire ti da un senso di grandezza. Una poesia
da leggere in ginocchio. La sua poesia ti da un senso di profonda seriet e sacralit.
Wagner il grande musicista che ha inventato la musica moderna. La sua una musica
intrisa di pensieri, di letteratura e di filosofia. Questo non vale per i musicisti del passato.
Il pensiero in Mozart assente. A volte la leggerezza mirabile di Mozart ti urta per la sua
mancanza di profondit.
I generi di pensiero di Wagner erano:
- un pensiero mistico che aveva a che fare con un elevazione a Dio
- un pensiero sessuale che aveva a che fare con la carnalit
- c'era una volont di peccato
- il gusto del pensiero torpido e malato.
I pensieri torpidi ti suadono ma ti fanno stare anche male. Sentendo Mozart e Beethoven
nessuno sta male. Sentendo Wagner si.
Baudelaire diviso fra il bisogno di visceralit, di grandezza, di sommo da una parte e
dall'altra parte del bisogno di usare una forma geometrica per imprigionare il tessuto
emotivo. Su Baudelaire c' questo giudizio inquietamente unanime, cio tutti vedono la
sua grandezza. Lui non ricorre a neologismi, non inventa niente. Le poesie hanno un
metro regolarissimo, ricorre spesso al classico metro della poesia classica francese cio
all'alessandrino. Nella poesia epica francese c'era il decasillabo e poi subentro quello
alessandrino. Questo un verso di 12 sillabe, ma se l'ultima sillaba non accettata allora
c' un altra, quindi diventa a 13 sillabe e si dice femminile. Quando finisce con la sillaba
accettata il verso si dice maschile ed di 12 sillabe. L'alessandrino un verso pari e
pesante. Gli italiani hanno inventato l'endecasillabo, un verso di 11 sillabe. Un verso pari
consente meglio di governare dei sentimenti molto forti e molto violenti.
Quindi in Baudelaire non c' ombra di sperimentalismo. Il fascino in lui sta nel aver
rinserrato nel teorema di Pitagora, tutta la passionalit pi turbe che ci pu essere nello
spirito umano. (?) Quando si guarda a questa voglia di non lasciarsi andare, di non
piagnucolare, di parlare per alessandrino, di scegliere teoremi per esprimersi. Si pensa a
una sorta di orgogliosa aristocrazia da parte di Baudelaire. Lui era di animo aristocratico,
non di famiglia, e detestava la democrazia perch significava che il mio voto vale quanto la
tua. Stendhal era estremamente aristocratico. Il peggio per loro erano gli Stati Uniti. Nel
700 gli illuministi, Voltaire, Diderot, ecc avevano detto cose molto chiare sulla democrazia:
sono i competenti che debbono e possono reggere uno stato e voi non troverete in nessun
uomo, dell'illuminismo, una aperta dichiarazione a favore della democrazia.
I tre principi della Rivoluzione francese sono libert, eguaglianza, fraternit. da notare
che non parla di democrazia e in effetti non tutti avevano il diritto di voto. Voltaire e altri
pur non parlando di democrazia avevano consentito la Rivoluzione Francese. Il risultato
stato che la libert non si era stabilita e dell'eguaglianza e fraternit non vi era nemmeno
l'ombra. Tutti i governanti erano tornati nei posti in cui stavano.

Al tempo di Baudelaire la rivoluzione francese si vedeva come un tragico, spaventoso


fallimento. Fu detto che la rivoluzione fall perch chi ha fatto la rivoluzione erano si dei
politici ma non dei tecnici, non sapevano l'economia. Un illuminista aveva detto che
abbiamo a che fare con delle masse ignoranti cui bisogna educarli.
Baudelaire pensava alla democrazia come grande valore. Nei confronti delle donne scrisse:
non si vede perch alle donne debba essere concesso di entrare in chiesa.
Questa aristocrazia ha a che fare con questa forma dura e impeccabile: non bisognava
lasciarsi andare. Se uno faceva delle stranezze se ne assumeva in modo aristocratico e
orgogliosamente tutta la responsabilit.
A Baudelaire fu interdetta la possibilit di maneggiare denaro e viene messo sotto tutela.
Aveva un tutore che si chiamava Arselle, il quelle li dava soldi un po' alla volta. Arselle era
messo da sua madre.
Baudelaire era figlio di un vecchio, che si chiamava Joseph-Franois Baudelaire, un uomo
nato nel 1759, di 66 anni che ebbe come prima moglie Jeanne Justine Rosalie Jasminla. Chi
seguiva una carriera ecclesiastica lo faceva per studiare anche se credevano poco. Il padre
si occupava delle biblioteche nei conventi. La rivoluzione confisco tutto quello che aveva a
che fare con la religione. Il padre e la moglie si facevano passare per pittori. I due ebbero
un figlio, Claude Alphonse Baudelaire, che sar il fratellastro di Baudelaire, figura
fondamentale. Nel 1819 muore sua moglie e lui,sessantenne, si risposa con una giovane
donna di 26 anni. Si chiamava Caroline Archimbaut-Dufays. Nel 1827 muore il padre e la
madre si risposa con un generale che si chiamava Acquese Auspici. Baudelaire, nato nel
1821, si ritrova con la madre a 6 anni. Questa mamma diventa sua moglie. Il patrigno nel
1828 gli la porto via quindi lui della presenza di sua mamma godete solo un anno. Lui
cominci a odiare la madre. Il caso Baudelaire comincia con questo atteggiamento duplice
nei confronti della madre: per un verso era la madre adorata e per un altro verso era la
madre che si era lasciata portare via da un uomo che poi avrebbe concorso a metterli
vicino un tutore cio a farlo vivere in una condizione di debolezza, in una condizione in
cui aveva ogni motivo per disprezzarsi.
Lezione 4-03-2013
Il rapporto fra Baudelaire e il male. Il titolo I Fiori del Male non un titolo a caso.
Anzitutto si vuole dare una conottazione positiva al male. Vuole dire che il male
suadente e bello. Le poesie sono scritte con una logica ferrea, con un piano di sviluppo
come una sorta di romanzo poetica e si vuole parlare della fascinazione del male. Lui
sostiene che nei confronti del male l'uomo ha un atteggiamento complicato. Lui riconosce
che l'uomo tirato e attirato da una parte verso Dio e da una parte verso Satana e ci sono
tre possibili soluzioni:
- l'uomo sceglie satana per si rammarica perch riconosce la presenza di Dio. Il male
troppo forte per lui per potervi resistere quindi sceglie Satana ogni momento dell'esistenza
per sa che c' Dio quindi soffre e ha rimorso per aver scelto Satana;
- chi sceglie Satana ma non si rammarica quindi non ha rimorsi perch un ateo, non
riconosce la presenza di Dio. Pu fare qualsiasi cosa e la cosa non lo turba;
- l'uomo sceglie Satana e non si rammarica bench riconosca Dio. Sa che c' Dio per
sceglie egualmente il male per offenderti o/e per un tornaconto personale. Questa la
posizione, diceva Sartre, del demoniaco. Sa che Dio c' ma si sceglie la strada opposta.
Satana nella storia sacra un angelo che si opposto consapevolmente a Dio.
Qual' la posizione di Baudelaire?

Possiamo metterla a fuoco se teniamo conto di un elemento di questa terza posizione.


Perch sceglie questa posizione? Lo fa per identificarsi. il problema dei problemi di tutta
la nostra esistenza. Noi cerchiamo di affermarci. Noi stiamo male se non ci affermiamo.
Siccome ci viene posto questo grande ideale e/o obbligo nella vita, (devi essere buono e
devi fare del bene) allora la tentazione quella di affermarsi facendo del male. Nella storia
della criminalit c' un bisogno di identificazione, nel senso di fare del male. Nel caso di
Baudelaire anche lui ha un fortissimo bisogno di identificazione e per questo sceglie
Satana ma si rammarica perch sa che c' Dio. Lui diviso fra la pulsione al male che gli
serve per identificarsi e il rimorso. In Baudelaire non c' ombra di sorriso e questa poesia
una poesia cupa e tragica proprio perch c' questa lacerazione di fondo.
Baudelaire ha un atteggiamento ambiguo nei confronti di Dio. Lui dice una frase che
molto interessante che ha uno spirito aforistico e quindi deve essere preso per il gusto che
ispira gli aforismi cio un po paradossale ma c' un fondo di verit: Dio unico essere che
per regnare non ha bisogno di esistere.
In effetti noi tutta la vita la passiamo con questa allusione a Dio che pu pi o meno
spegnersi nel corso del tempo. Anche se riteniamo che il Dio non esista abbiamo un
atteggiamento molto conflittuale al riguardo. C' un peso culturale e antropologico di Dio
nella nostra formazione.
Un altra frase da ricordare: Dio uno scandalo ma uno scandalo che frutta. La parola scandalo
viene dal greco e vuole dire pietra che inciampo. Scandalo un qualcosa di urtante. Il caso
di Dio uno scandalo che ha fruttato un enorme quantit di potere a una parte
dell'umanit contro un altra parte. Tutti coloro che hanno rappresentato le chiese o meglio
tutte le religioni sono scandali che fruttano.
Baudelaire verso Dio ne sente la struggente incombenza e tutta via si potrebbe definire un
credente solo in questo modo conflittuale, certamente non un cattolico ma altres vero che
pesantemente influenzato dalla morale cattolica.
Baudelaire vive con un fortissimo senso di colpa. Il senso di colpa non esattamente un
rimorso. una condizione psicologica per cui uno si sente colpevole, in modo kantiano e
trascendentale: prima di agire gi uno si sente colpevole. Quindi si particolarmente
inclini a raccogliere il rimorso. L'emblema del racconto del senso di colpa in uno dei tre
grandi scrittori del 900 del mondo, Kafka. ( da leggere Il Castello)
Il senso di colpa quello che ti rovina la vita, un peso spaventoso. Quando il prof. Dice
che Baudelaire attratto da Satana, non dice che Satana troppo forte per lui e cede al
contrario lui vuole andare verso Satana consapevolmente e vuole per identificarsi. Accanto
a questo contrasto c' quello prodotto dal senso di colpa per il quale lui vuole essere
giudicato condannato. Baudelaire vuole essere condannato e non vuole essere assolto.
Lui passa per essere un dandy, un uomo che cura eccessivamente l'immagine di s presso
gli altri, il suo aspetto fisico, l'abito che indossa, le maniere che si hanno. Spesso si tratta di
persone di nessun conto. Sono persone che cercano un identificazione di s in queste
manifestazioni fuori dalle righe. Baudelaire si tinse i capelli di verde, ecc. Lui faceva
questo perch voleva essere giudicato male.
Dove nasce questo senso di colpa? Nasce dal rapporto che aveva con la sua famiglia. Nella
famiglia lui vede una colpa originaria, quella della madre che ti abbandona. Non ce n'
colpa pi spaventevole. Noi pensiamo che per un figlio quello che conta l'unione dei
genitori ma quello che pi importante per un figlio la madre. Nei momenti di pericolo
noi invochiamo la mamma. La mancanza della presenza della figura paterna, dicono gli
scienziati, crea un grosso scompenso nel senso che non hai un punto di riferimento ma la
carenza della figura materna come se dovessi vivere sospeso in un abisso. La carenza

della figura materna che Baudelaire soffri, sta nel fatto non che la madre lo abbandono ma
che la madre si sposo con un altro uomo. Quest'idea ha dato idea a uno dei testi
fondamentali della letteratura mondiale: Amleto. La madre traditrice. Noi riteniamo che la
mamma sia una parte di noi. L'idea che questa parte si stacchi da noi e che cerca una vita
autonoma intollerabile.
Quando la mamma si risposo, la cosa era catastrofica anzi ancora pi perch quest'uomo
era l'opposto di suo padre. Il padre di Baudelaire aveva seguito una carriera ecclesiastica
che aveva mandato all'aria quando scoppio la rivoluzione e Baudelaire non poteva non
pensare a questo uomo (padre) come un emblema di spirito libertario, come un uomo che
aveva saputo sfidare vincoli. Il padre si faceva passare per un artista e Baudelaire si
sentiva in qualche modo figlio di un artista. La madre prima era propriet del figlio da un
certo momento in poi divent propriet del marito.
Aupic era un uomo della istituzione, un generale.
Una frase che Baudelaire scrive : bisogna fucilare il generale Auspici.
Di suo non migliorava il rapporto perch era un scialacquatore spaventoso. Sopra di se
aveva il fratello Alphonse. La madre era una donna fragile. La donna in Francia nel 800 era
una schiava del marito che lo comandava. Si creo una sorta di consiglio di famiglia fatto
dalla madre, il generale e il fratellastro per far si che questo ragazzo la piantasse di vivere
una vita cos dissoluta. Effettivamente al di l di uno sperpero di denaro lui faceva una
vita dissoluta. Di Baudelaire abbiamo conoscenza di due o tre grandi amori. Lui passava la
sua vita nella dissolutezza sessuale pi assoluta. Lui morto a 46 anni per i postumi di
una sifilide. La malattia lo aveva reso scemo, non capiva niente, a 45 anni. La moglie di
Victor Hugo disse: morto un sommo scrittore, e poi aggiunse, ma soprattutto morto un
uomo di straordinaria intelligenza.
Si cre questo consiglio familiare e si decise di affidare Baudelaire a un tutore. Questo
avrebbe dovuto dargli soldi e gli dava pochissimi soldi. Allora, in una sorta di
schizofrenia, lui immagino che la famiglia fosse fatta di due nuclei differenti:
1. nucleo cattivo, la madre moglie, il fratellastro, Aupick, il notaio Ancelle
2. mamma non moglie di Aupick, Mariette, la donna che la aveva allevata o la governante,
il padre morto e per ultimo uno scrittore, anche esso morto, Edgar Allan Poe.
Edgar viene adottato ed era un maledetto. Era uno che aveva scelto satana pur
riconoscendo Dio. A Baudelaire colpiva di Edgar due cose:
- la sua immaginazione era sterminata, feroce e violentissima.
- Edgar teorizzava che l'arte si dovesse fare non con il cuore ma con la testa
Baudelaire in effetti era affascinato dall'uso della ragione. Lui temeva che l'abbandonarsi al
sentimento, rendesse poi debole la presentazione del sentimento. Edgar quindi gli serviva
come esempio. Nonostante l'immaginazione lui lo riusciva a dominare con la ragione.
Quando uno sceglie un modello nel campo del arte, sceglie un modello che sia
completamente sua, che non sia troppo noto. Dante o Shakespeare sono geni che
appartengono a tutti e a nessuno.
L'amore sempre geloso, quindi anche l'ammirazione artistica gelosa. Proust si era
scelto, per ammirarlo, un pittore come Vermeer che non conosceva nessuno.
Lezione 7-03-12
Madre moglie, figura duplice per Baudelaire. il grande mito di Edipo in cui si vuol
giacere con la propria madre e uccidere il proprio padre.
Giacere con la propria madre significa rientrare a contatto con le origini, possibilit per

recuperare l'equilibrio che si era rotta con la propria madre. Il fatto che un uomo si
impadronisce della propria madre intollerabile. I padri non contano tanto nella vita,
quello che conta la madre, per se il padre non c' allora la sua assenza conta molto. Il
padre diventa un fattore culturale e se c' magari non la valuti quanto conta. Charles si
trova nell'estate del 1827 a vivere solo con sua madre in una villetta, vicino al centro di
Parigi (allora per era abbastanza periferico). Lui padrone di sua madre. Su questo
contatto esclusivo Baudelaire ha scritto uno delle sue poesie mirabili. Il concetto di
mirabilit consiste nel fatto che se tu prendi una cosa mille volte, ogni volta quella cosa ti
sembra di assoluta perfezione. A un certo momento, la cosa di particolare di bellezza,
quello di cui Keats, poeta romantico, diceva, una cosa bella una gioia per sempre. Se lo ripeti
meccanicamente, perdi il contatto con questa bellezza ma se uno si riferma a riconsiderarla
torni a provare le stesse cose.
XCIX JE N'AI PAS OUBLIE' (pg 186)
In questa poesia c' tutto Baudelaire, intenso, perfetta, impeccabile dal punto di vista
formale. Da notare come da dentro viene una specie di fuoco. Sono parole approssimative
come tutte le descrizioni estetiche. Questa poesia dedicata e riguarda la madre. Lui non
le ha dato titolo perch lui non voleva contaminare. Lui diceva che la sua famiglia era
innominabile, perch sacra ecco perch la poesia non ha titolo se no quello che deriva dal
primo verso: Je n'ai pas oubli.
Poesia scritta 180 anni fa. Il verso quello alessandrino.
Non ho dimenticato, vicino alla citt,
la nostra bianca casa, piccola ma tranquilla;
la sua Pomona di gesso e la sua vecchia Venere
in un boschetto stento che nascondeva le loro membrane nude,
e il sole, la sera, ruscellante e superbo,
che dietro al vetro dove si spezzava il suo covone,
sembrava occhio spalancato nel cielo curioso,
contemplare le nostre cene lunghe e silenziose
spandendo largamente i suoi bei riflessi di cero
sulla tovaglia frugale e le tende di saia.
Era l'unico momento in cui la madre era con lui, poi arrivato Aupick. La madre poi era
innamorato di lui, offesa grande per lui quando uno si occupa pi dell'altro. Questo era un
uomo diverso da suo padre. Il padre era un tipo scapestrato, era uno che aveva ceduto al
fascino della rivoluzione, faceva la carriera ecclesiastica per aveva buttato alle ortiche
la tonaca. Aupick era un militare severo, un tormento per lui.
Gli oggetti dell'amore se ne vanno, se ne vanno i nostri bambini, tutti muoiono. Come si
usa tra gli amanti in cui uno lascia l'altro, lui scrive una frase bella che dal punto di vista
retorico lo possiamo chiamare litote cio quando si nega l'opposto.
Nessuno di noi vuole morire agli occhi dell'altro. A un certo punto i pensieri verso una
persona che non si veda pi da anni, diventano sacri, e noi gli custodiamo dentro come se
fossero tabernacoli. Le persone amate ci guardano dal fondo del tabernacolo in cui gli
abbiamo messo dentro di noi, come diceva Flaubert.
Baudelaire rivolgendosi alla madre dice che Io non ho dimenticato, non ha dimenticato la

loro casa, vicino a Parigi. Da notare come scandita geometricamente il primo verso e in
modo simmetrico al secondo. Sono scanditi esattamente a met, dopo la 6 sillaba.
L'aggettivo bianco usato in modo premiante. La loro casa era bianca? Forse. La casa
bianca vuole dire purezza. Qui c' una citazione di Orazio che diceva povera casa ma
adatta a me. A nessuno di noi piacerebbe avere come casa grande. Sostanzialmente la casa
dei nostri affetti piccola, la sentiamo come piccola. Tranquilla un bel aggettivo. Una
casa bianca, piccola e tranquilla il colmo della felicit.
La sua Pomona di gesso e la sua vecchia Venere in un boschetto stento che nascondeva le
loro membrane nude.
Vicino alla casa come si usava a quel tempo c'erano delle statue ornamentali nel giardino.
Si parla di un boschetto misero e triste (bosquet chtif). Una statua rappresenta Pomone,
una ninfea dell'abbondanza. Aveva una specie di grande cesto con se in cui c'era frutta e
ortaggi. Pomone ti da l'idea di una vita lussureggiante, ma di gesso cio di materiale
scadente, e in questo senso si a dice all'ambiente. La statua accanto Venere, simbolo di
bellezza. La vecchia Venere vuole dire una vecchia statua di Venere ma pu indicare che
una Venere casareccia. Queste statue casarecce danno l'idea di una vita umile e semplice.
C' un contrasto fra le membra nude e la miserabilit della situazione in cui si trova.
In seguito c' una rappresentazione del sole al tramonto. Il sole picchia sui vetri della casa
e la luce del sole sembra un covone di grano e cio un fascio di spighe di grano. Il vetro
diventa dorato. Questa luce arriva morbidamente ruscelando, non d'un colpo, ma
inondando il vetro. E il sole la sera ruscellante e superbo, perch il sole nonostante la
morbidezza nel dilagarsi nei vetri, non perde i suo orgoglio. Dietro al vetro dove si
spezzava il covone, il sole sembrava, guardando da dentro a fuori, un grande occhio
spalancato nel cielo curioso, che guardava la vita di queste due persone. E come se questo
innocente voyeur, che diventa il sole si introducesse nella loro vita per guardarla. Da
notare come l'aggettivo curieux implica anche qui un qualcosa di tranquillo. Non vuole
violare nessuno il sole.
Grand oeil ouvert vuole dire occhio spalancato nel cielo curioso contemplava le nostre cene
lunghe e silenziose. Le cene erano lunghe perch i bambini mangiano lenti, si distraggono
o non vogliono mangiare. Silenziose perch un bambino di 6 anni non ha niente da dire
alla madre e viceversa.
E questo sole spandeva largamente i suoi bei riflessi di cero, cio una luce morbida, sulla
nostra tovaglia frugale perch povera questa casa. La tovaglia stessa fatta di saia. La saia
un tipo di intreccio tessile caratterizzato da una rigatura diagonale, un tipo di stoffa con
una cucitura obliqua, che rende la stoffa pi resistente.
Questa semplicit di amore e di vita comune diventa il centro delle tue nostalgie.
Lezione 08-03-2013
LA SERVA DAL GRAN CUORE
Poesia successiva alla Io non ti ho dimenticato, di ambiente familiare che si rivolge alla
governante, serva, nutrice, la persona che la allevata.
Anche questa senza titolo perch si tratta di fatti familiari che in qualche modo non voleva
violare dandogli un titolo.
La serva dal cuore grande di cui eravate gelosa,
e che dorme il suo sonno sotto un umile aiuola,
noi dovremo per portarle qualche fiore.

I morti, poveri morti, hanno grandi dolore,


e quando l'ottobre soffia, potatore di vecchie alberi,
il suo vento malinconico intorno ai loro marmi
certo debbono trovare vivi assai ingrati,
a dormire, come loro fanno, caldamente nelle loro lenzuola,
mentre divorati da nere fantasie,
senza compagno di letto, senza buone conversazioni,
vecchi scheletri gelati rosi dai vermi,
sentono sgocciolare le nevi dell'inverno
e il secolo collare, senza che amici, ne famiglia
sostituiscono i cenci che pendono alle loro griglie.
Quando il ceppo sibilla e canta, nella sera,
calma, nella poltrona dove la vedevo sedere,
se in una notte azzurra e fredda di dicembre,
covare il bambino che cresciuto sotto occhio materno,
che potrei rispondere a quest'anima pia,
vedendo cadere pianti dalla sua palpebra scavata, vuota?
La poesia inizia con questa serva dal grande cuore, di cui rivolgendosi alla madre, eravate
gelosa. La cosa che la madre era gelosa della serva un po strana. Per Baudelaire
immagina che vi sia una sorta di rivalit, di contesa fra le due. A noi ci piace immaginare
che una persona ci ami pi ancora di quello che dice. Lui quindi immagina che la madre
dica alla serva, donna di grande cuore.
Nel corso della vita troviamo normalmente cuori indifferenti, duri e rispetto ai cuori che
troviamo nella mamma o in chi ci ha allevato, sono cuori piccoli. Raramente si incontrano
persone dal cuore grande che vuole dire sapere capire, comprendere, accogliere.
La serva morta e si colloca in una situazione di lontananza esattamente come la madre,
pur non essendo morta si trova lontana da lui.
Dorme il suo sonno sotto un umile aiuola. Da vedere che humble si a dice al piccolo
cimitero in cui sepolta la serva ma che in poesia anche in prosa ci sono delle parole faro
cio che illuminano il loro significato, al di l del termine di cui si riferiscono, su tutta
quanto la poesia.
La poesia si cominciata con una persona che umile, buona e poi c' questo aggettivo
humble che si riferisce strettamente all'aiuola. Humble rimane nella nostra mente per
illuminare e mandare i suoi riflessi su tutto il clima della poesia. Un clima di semplicit, di
modestia e di umilt.
Nous derisione portapunta, noi dovremmo tuttavia portarle dei fiori. Portapunta vuole dire
che nonostante il fatto che sia una persona umile e una povera morta, cio non sia pi
nulla per noi, che non abbia alcun diritto, noi dobbiamo portarli qualche fiore. Con
quelques vuole dire che bastano pochi fiori per questa donna semplice che mi ha amato.
Il tono insistentemente e volutamente patetico: i morti, i poveri morti.
I toni retorici in Baudelaire sono in realt toni solenni, non retorici. Il patetismo c' ma non
mai urtante e fastidioso perch completamente nasce dalla situazione, dove c' un
compianto per la povera morta. I morti sono particolarmente poveri, perch non hanno
pi nulla, ma questo non vero perch qualcosa di negativo hanno: il dolore. Il dolore dei
morti uno solo, ma basta per tutti ed in fondo il dolore maggiore per ogni essere
umano, cio il dolore che viene dal essere abbandonato.
L'ottobre soffia: il clima topico. L'autunno, delle 4 stagioni la pi triste perch

annuncia la fine. Il novembre gi fine. L'ottobre sta togliendo le foglie a queste vecchie
alberi. In realt l'ottobre toglie le foglie a tutti gli alberi. Anche l'aggettivo vieux getta luce
sul resto della poesia. Quindi la scrittura artistica non prevede solo mettere insieme le
parole nel modo pi appropriato e pi adeguato ma fa si anche che le parole possono dare
una certa luce al contesto. Chi mira a fare una bella frase in se e si dimentica il contesto
non riesce a fare una bella frase.
L'aggettivo ingrati pu sembrare senza senso: che colpa ne hanno i vivi di dormire al
caldo. Questa deformazione affettiva tanto poetica e come se i morti dicessero: tu sei
ingrato a stare bene nel letto caldo dove io invece sto qui al freddo. I morti vogliono essere
trattati come bambini e se l'altro non ci bada abbastanza a noi sia ingrato per questo.
Questo che segue il verso pi bello che racconta l'intimit della vita coniugale: senza
compagno di letto.
Nei migliori casi il rapporto di una coppia proprio avere un buon compagno di letto.
Quando uno vedovo o stato abbandonato allunga la gamba e il braccio nell'altra met
del letto e sente il freddo del lenzuolo. Queste cose contano quando si avverte l'assenza
perch quando c' la presenza del compagno e come se uno fosse abituato. Compagnon de
lit significa che vive con te la vita, non vuole dire amante, ma chi ti tiene compagnia. In un
rapporto amoroso fondamentale il sesso ma sottilmente pi importante l'esser
compagno della persona. Nei matrimoni che si sfasciano in genere le accuse sono di questo
genere: tu non mi sei stato abbastanza compagno.
Senza buone conversazioni: quando due si amano e stanno al letto insieme parlano e
commentano i fatti della giornata. A un morto manca la conversazione che ridotto a
scheletro gelato. Il gelo preparato al clima invernale. D'ora in poi nella poesia tutto
inverno. Da una parte abbiamo i vivi che dormono al caldo nelle lenzuola con i compagni
di letto, godendo delle loro conversazioni dall'altra parte i morti gelati rosicchiati dai
vermi che sentono sgocciolare i nevi dell'inverno.
Quando si comincia un discorso triste si spinti a continuare, a dilagare nei argomenti
tristi a non fermarsi, finch a un certo punto ci rendiamo conto che dobbiamo bloccarci
perch la tendenza a immergerci nella tristezza troppo forte. Quando uno parla di cose
triste l'altro dice basta e di cambiare argomento ma se uno solo nessuno gli pu dire di
fermarsi e neanche si rende conto che per tanto tempo si fermi in pensieri tenebrosi.
Sicle tradotto letteralmente vuole dire tempo. I morti misurano la loro vita con il secolo.
Proust dice: la cosa che uno teme di pi quando la persona amata non c' pi che un
giorno non ti importi pi niente. Quello che fa impressione la fine del nostro amore.
Nessuno che venga a sostituire i cenci. I cenci sono dei piccoli semi fiori secchi che ci sono
sulle griglie delle tombe. Lui immagina che la serva morta torna tra i vivi.
Si torna a una sera azzurra e fredda di dicembre. Quando il ceppo, il focolare sibilla e
canta, da notare che ci si trova in una situazione domestica, se la sera calma nella poltrona
io vedessi sedere la persona che mi ha amata, se io la trovassi raggomitolata in un angolo
della mia camera: questi sono pensieri romantici. Ci si immagina che i morti tornino a
visitarci e salutarci. Tutto l' 800 si immaginato questo.
La serva era umile e quindi non vuole occupare la poltrona perci se ne sta in un piccolo
cantuccio per non dare fastidio. L'aggettivo grave vuole dire seria. I morti sono seri. E
venendo dal fondo del suo letto eterno a covare le chioccia di uovo per fare nascere i
pulcini. Quando una mamma assiste un bambino, lo cova come una chioccia per
proteggerlo. Questa serva /mamma cova il suo bambino, il poeta che ormai adulto.
Allora di fronte a questa scena cosa si pu rispondere vedendo che piange? Gli occhi sono
la vita. Gli occhi dei morti sono dei buchi. Quindi l'immagine, angosciosamente romantica,

proprio di questa donna che ti ama, che morta, che ha due buchi al posto degli occhi
ma sa piangere, perch l'unica cosa che gli rimasta la ricchezza del suo dolore.
Lezione 11-03-2013
Un concetto da tenere in considerazione riguarda il rapporto fra il senso di consistenza di
s di Baudelaire e il senso di colpa. Il senso di colpa non il rimorso. Il senso di colpa
significa sentirsi in linea generale, preliminare, colpevole indipendentemente dalle azioni
che si commettono e quanto pi l'azione si presti a vederti in una figura di colpevole tanto
pi il meccanismo scatta. Il senso di colpa qualcosa che ti perseguita al di la dei singoli
fatti accaduti. Il senso di colpa per Baudelaire nasce anzitutto da questa scelta del male in
quanto male.
Ci sono vari modi per avere contatto con il male:
- uno pu seguire il male perch spinto da una forza irresistibile a farlo, per poi sente
rimorso proprio perch riconosce la presenza di Dio.
- chi spinto ad andare verso il male ma non sente rimorso perch non riconosce la
presenza di Dio.
- chi spinto verso il male e ci volentieri bench riconosca la presenza di Dio. Questo il
caso del demoniaco. Il demoniaco un problema filosofico molto interessante che ha
occupato soprattutto l'et romantica.
Il caso di Baudelaire questo: scelgo il male, in quanto male, sapendo che cos' il male
per soffro ed ho rimorso perch so che Dio c'.
Si pu dire che Baudelaire fosse un uomo religioso? No. Si pu dire invece che egli
riconosceva la terribile presenza e importanza di Dio nella civilt occidentale ma
sostanzialmente aveva paura di Dio. Non c' alcun amore Dio. contrastato il suo
sentimento verso la religione. In una frase citato: Dio l'unico essere che per imporsi non
ha bisogno di esistere; Dio uno scandalo, pieno di inciampi, che frutta.
Quindi l'atteggiamento che ha nei confronti della religione di odio, di riconoscimento di
forza alla quale non ci si pu sottrarre. Da qui nasce il senso di colpa ma non solo anche da
fatti di altro genere. Lui odiava la sua famiglia ma allo stesso tempo aveva slanci d'amore
molto forti nei confronti della sua mamma e non della madre come moglie di Aupick.
Baudelaire detestava il fratellastro, il notaio, amava Mariette e la figura di Poe, che era
morto ai suoi tempi. Era un scrittore maledetto per Baudelaire si riconosceva. Oltre a
questo atteggiamento di odio, miscelato da slanci d'amore nei confronti della famiglia, lui
aveva un atteggiamento di vendetta. Vendicarsi significa ti restituisco il male che tu mi hai
fatto.
I suoi oggetti di vendetta erano sostanzialmente tre:
la famiglia, per i motivi citati sopra;
la borghesia, la quale aveva cercato di ottundere il suo spirito. Questa era il nemico
suo pi profondo. Flaubert, nato anche lui nello stesso anno di Baudelaire,
detestava la borghesia ma era ben contento di starci dentro e vantava la sua
famiglia alto borghese. Baudelaire invece non voleva avere proprio a che fare con la
borghesia. Baudelaire aveva un gusto quasi morboso del bello e del lusso. A lui il
lusso lo premeva molto.
la donna. Baudelaire vuole l'artificio, vuole le cose che siano il prodotto dell'azione
umana. I bei paesaggi, il tramonto, l'alba non gli interessano. Quindi la natura non
gli interessa. Gli piace il mare invece, ma nella misura in cui violento. La donna
il simbolo stesso della natura, e quindi lui non pu altro che disprezzarla. La natura
ha avuto per un enorme importanza nel romanticismo e questa una posizione

assolutamente originale.
Egli scrive: la donna il contrario del Dandy, dunque ella deve suscitare orrore. La
donna ha fame e vuole mangiare, ha sete e vuole bere, in foglia e vuole essere
scopata. La donna naturale, cio abominevole cos sempre volgare.
Il dandy figura centrale del mondo Baudeleriano ed un personaggio che si controlla,
che ama il lusso, che non arriva a patti con gli emozioni, che non prova emozioni e che
attraversa il mondo come vestito di ghiaccio. Dandy significa autocontrollo.
Per fare dell'arte basta essere un dandy cio basta avere questo supremo autocontrollo? La
risposta no. Un artista pu essere dandy, ma non tutti i dandy possono essere artisti.
Il motivo che al dandy manca quello spirito di altezza, di calore del cuore e della mente
che per l'artista indispensabile. Comunque il dandy rappresenta un ideale per questo
controllo laddove la donna, un po' per sua verit effettiva, un po per il luogo comune, le
donne sono isteriche, si abbandonano e debbono essere scartate. Da considerare che il
concetto delle donne nel 800 era diversa a quella attuale.
Lui dice: non so perch le donne le si fa entrare in chiesa. In chiesa non possono entrare i
cani. La donna viene equiparata a un cane e quindi non pu entrare in chiesa. La donna
troppo naturale. C' una carnalit cieca nella donna che la rende diversa dal dandy e
comunque lontana dai desideri di Baudelaire. Un amante di lui era di colore. Le donne di
colore erano considerate donne di serie C. Lui appositamente sceglie una donna di colore
perch non voleva una donna come le altre. Lui se voleva essere accompagnata da una
donna doveva essere diversa dalle altre.
Le idee che abbiamo sopra parlato trovano collocazione nel Preambolo. Tra le altre idee c'
la contrapposizione tra lo spleen e l'ideale.
Lo spleen o annui, si tratta di sinonimi, non definita semplicemente come una noia che ti
prende ma come una sorta di disgusto profondo, disgusto nei confronti della vita esterna
che si riverbera su di noi. una non voglia di vivere. Nell'et romantica, il poeta italiano
Leopardi ha parlato tanto della noia. Carlo Emilio Gadda, mette in evidenza la noia che c'
in Leopardi e la noia che c' in Baudelaire.
Mentre la noia di Leopardi proprio il tedio nei confronti della vita che ci circonda dove
no vale la pena di vivere. quindi una noia molto pi simile alle accezioni che noi
frequentiamo. Per Baudelaire non solo questo, ma una sorta di nausea, un idea questa
del sentirsi sovrabbondante rispetto al mondo e nel aver voglia di nullificarsi. Sarte ha
scritto La Nausea che non la noia, anche questo, perch proprio uno schifo che ti
tocca personalmente.
Lettura del preambolo. AU LECTEUR (pg. 4 - min 21)
La stupidit, l'errore, il peccato, l'avarizia,
occupano i nostri cuori e logorano i nostri corpi,
e noi alimentiamo i nostri amabili rimorsi,
come i mendicanti nutrono il loro verme.
I nostri peccati sono ostinati e i pentimenti vigliacchi;
noi ci facciamo pagare altamente le nostre confessioni,
e rientriamo con allegria nel sentiero fangoso,
credendo con vili pianti di lavare tutte le nostre macchie.

Sul guanciale del male c' Satana Trismegisto


che culla lungamente il nostro spirito incantato,
e il ricco metallo della nostra volont
tutto vaporizzato da questo sapiente chimico.
E' il diavolo che tiene i fili che ci muovono
agli oggetti ripugnanti noi troviamo un fascino.
Ogni giorno verso l'Inferno noi discendiamo d'un passo
senza orrore attraverso tenebre che puzzano.
Cos come un dissoluto povero che bacia e mangia
il seno martirizzato di un antica puttana,
noi strappiamo al passaggio un piacere clandestino
che spremiamo forte come una vecchia arancia.
Serrato, formicolante, come un milione di elminti.
Nei nostri cervelli fa baldoria un popolo di demoni
e quando respiriamo, la morte dai nostri polmoni scende
fiume invisibile, con sordi lamenti/gemiti.
Se lo stupro, il veleno, il pugnale, l'incendio
non hanno ancora ricamato con i loro piaceri disegni
il canovaccio banale dei nostri pietosi destini
che la nostra anima, ahim, non abbastanza coraggiosa.
Fra gli sciacalli, le pantere, le cagne
le scimmie, gli scorpioni, gli avvoltoi, i serpenti
i mostri che guaiscono, che urlano, che grugniscono e strisciano
nel serraglio infame dei nostri vizi.
C' ne uno pi brutto, pi malvagio, pi immondo
sebbene non faccia grandi gesti ne grandi grida
farebbe volentieri de la terra una sola maceria
e con uno sbadiglio inghiottirebbe il mondo.
E' la noia, l'occhio carico di un pianto involontario
egli sogna patiboli, fumando la sua pipa
tu lo conosci lettore, questo mostro delicato
ipocrita lettore, mio simile, fratello mio.
Questa poesia un preambolo ma essa stessa un compendio di quella che la tematica
del Fiori dei mali. I versi sono alessandrini, di cui possiamo notare il particolare valore.
Sono versi parisillabi e sono versi pesanti. I versi imparisillabi, sono come una danza.
E' interessante notare i quattro sostantivi iniziali della poesia e soprattutto l'ordine. Il male
del mondo comincia ed raccolta nella STUPIDITA'. Questo anticristiano. La stupidit si
riteneva che fosse il male dei mali nella civilt greca. Era questa civilt che con Socrate e
Platone riteneva che il sommo bene fosse dovuto alla conoscenza, al sapere.

Alla base di questa visione effervescente del mondo e dei guasti del mondo ci sono i
stupidi. Alla base del male del mondo ci sono i coglioni. Dalla stupidit discende
l'errore. L'ERRORE una conseguenza del non sapere. Errore significa non scegliere la
giusta strada. Il peccato viene in terza battuta. Questo rappresenta uno schiaffo alla
gerarchia morale della chiesa cattolica perch crede che il peccato quello cui si fonda il
male del mondo. Tra i peccati, Baudelaire ne mette solo uno in evidenza: la lsine e cio l'
AVARIZIA. L'avarizia vuol dire quando non aiuti una persona bisognosa e non dai te
stesso, si tratta quindi dell'avarizia dello spirito. Per Baudelaire l'avarizia fra tutti i
peccati il pi grave. Dante dice che i traditori sono al fondo dell'inferno, mentre riguardo i
lussuriosi a un occhio di benevolenza, i quali nel 5 dell'inferno sono trascinati da una
tempesta, da una pioggia che imita ,per contrappasso, quello che era stata la passione della
loro vita. Paolo e Francesca sono guardati con occhio di riguardo. La lussuria un cedere a
forze che sono pi grandi di noi. Il traditore invece uno che ha fatto qualcosa di doloso
con piena consapevolezza.
Questi peccati occupano il nostro spirito.
La parola ESPRIT, in francese, viene tradotto come mente, spirito o anche come cuore ed
ci che ha a che fare con l'interiorit della persona e quindi quando ci sono dei difetti lo
spirito che coinvolto.
Il verbo OCCUPARE, vine dal latino OB che una preposizione ed indica un movimento
in avanti e da CAPERE che vuole dire vuole dire prendere quindi prendere mettendo in
avanti la mano. Presuppone precisamente questo movimento in avanti afferrando. Questi
vizi afferrano i nostri spiriti, se ne impadroniscono e lavorino cio scavino i nostri corpi. Il
corpo si adatta al vizio e lo testimonia.
I vizi lo si vedono, cio il goloso lo vedi, l'invidioso lo vedi, ecc. Noi siamo modellati dai
nostri vizi. Baudelaire ci dice che noi alimentiamo i nostri rimorsi. L'obiettivo polemico
suo : noi crediamo di saldare i conti avendo rimorso per quello che facciamo. Dopo che
ho un rimorso la colpa non c' pi, come nella confessione cattolica. Quindi questa
ipocrisia del cattolicesimo viene completamente abbandonato da Baudelaire, che dice: non
sperate che con il rimorso la situazione si chiuda. Il male che avete fatto rimane male. Voi
coltivate i vostri rimorsi cos come i mendicanti nutrono con il loro corpo sporco i vermi
che hanno, allo stesso modo voi coltivate i vostri rimorsi.
Lezione 15-03-2013
AU LECTEUR (cont.)
Sono due gli elementi essenziali da mettere in evidenza:
- come l'origine dei mali del mondo sia la stupidit, quindi non la non conoscenza. Dalla
stupidit pu discendere l'errore. Il peccato meno importante dell'essere stupidi del non
sapere che una concezione molto greca. Platone dice con chiarezza che colui che
commette il male, sapendo, meno colpevole di colui che commette il male non sapendo.
Quindi il male dei mali il non sapere.
- che dobbiamo guardarci dagli aimables remords, concetto questo assolutamente
Baudelairiano. Il meccanismo dell'agire umano sostanzialmente questo: l'uomo va
incontro ai suoi desideri anche quando ai questi desideri sia vietato andare incontro, egli
commette un peccato ma crede di poter riscattare la cosa attraverso il meccanismo del
rimorso. Il rimorso cio il mordersi contro l'essenza stessa del nostro agire perch noi
facciamo il male. Pasolini, che ha avuto una grande importanza nel secondo novecento e
non era un cattolico, diceva che noi dobbiamo peccare, ma aveva un senso fortissimo della
religione della vita. Questo voleva dire che dobbiamo essere umani, e quindi dobbiamo

peccare. Tutta la storia e cultura occidentale percorso da questo messaggio: dobbiamo


essere umani e quindi peccare. Quando Dante costruisce il suo mondo infernale, egli
riserva agli ignavi, cio ai coloro che non hanno fatto nulla, che non hanno nemmeno osato
peccare, l' Anti -inferno. Egli gli chiama questi sciagurati che mai non furono vivi.
La parola pentito anche si rivolge al concetto di rimorso. Non basta avere rimorso per
chiudere i conti con quello che si fatto. La chiesa cattolica ha inventato il sacramento
della confessione, dove parli di quello che hai fatto e ne esci fuori. stata inventata per
farci vivere perch le colpe sono tante. Baudelaire dice invece che non basta avere un
rimorso, se uno ha fatto del male, quel male rimane. I rimorsi si aggiungerano al male che
hai fatto ma il male rimane. Quando Baudelaire dice aimables remords, amabili rimorsi,
che il centro di questa poesia, intende dire qualcosa che ci gratifica: io ho commesso il
male ma ho un rimorso che non chiuso per nulla.
Baudelaire sembrerebbe pi vicino sicuramente che alla psicologia e alla dottrina cattolica
a quella protestante, in cui non esiste la confessione, ma solo la grazia. Uno pu implorare
la grazia ma non che si possono togliere i rimorsi.
Quindi uno non pu cavarsela con i rimorsi.
Ignavi il termine solitamente attribuito alla categoria dei peccatori incontrati da Dante
nel l'Antinferno, durante la narrazione fantastica del suo viaggio nel regno dell'oltretomba
all'interno della Divina Commedia. Essi sono aspramente descritti nel Canto III
dell'Inferno. Questi dannati sono coloro che durante la loro vita non agirono mai n nel
bene n nel male, senza mai osare avere una idea propria, ma limitandosi ad adeguarsi
sempre a quella del pi forte; tra essi sono inseriti anche gli Angeli che non si schierarono
nella battaglia che Lucifero perse contro Dio.
Dante li inserisce qui perch li giudica indegni di meritare sia le gioie del Paradiso, sia le
pene dell'Inferno, a causa proprio del loro non essersi schierati n a favore del bene, n a
favore del male. Sono costretti a girare nudi per l'eternit inseguendo una insegna che
corre velocissima e gira su se stessa punti e feriti da vespe e mosconi. Il loro sangue,
mescolato alle loro lacrime, viene succhiato da fastidiosi vermi.
Dante definisce queste anime come quelle di peccatori "che mai non fu vivi". Il disprezzo del
poeta verso questa categoria di peccatori massimo e completo. Tanto accanimento si
spiega, dal punto di vista teologico, perch la scelta fra Bene e Male, deve
obbligatoriamente essere fatta. Dal punto di vista sociale, inoltre, nel Medioevo lo
schieramento politico e la vita attiva all'interno del Comune erano quasi sempre
considerate tappe fondamentali ed inevitabili nella vita di un cittadino. Se l'uomo un
essere sociale, chi si sottrae ai suoi doveri verso la societ non degno, secondo la
riflessione dantesca, di alcuna considerazione.
2 strofa.
I nostri peccati sono ostinati e i nostri pentimenti vigliacchi;
noi ci facciamo pagare l' altamente le nostre confessioni,
e rientriamo allegramente nel sentiero fangoso,
credendo con vili pianti di lavare tutte le nostre macchie.
La 2 strofa parla dei peccati. I nostri peccati sono ostinati. Il mondo occidentale di oggi,
dei giovani quasi ateo e il problema del peccato tocca pochissimo. I peccati sono
vigliacchi perch dopo che uno si pentito ricommetter lo stesso errore. Tuttavia il fatto
di ammettere questo peccato, ti mette erroneamente, dice Baudelaire, in una posizione di
forza: ho riconosciuto i miei peccati. Dalla poesia scaturisce il tema della coscienza che

un punto sostanziale per Baudelaire.


3 strofa.
Sul guanciale del male c' Satana Trismegisto
che culla lungamente il nostro spirito/animo incantato,
e il ricco metallo della nostra volont
tutto vaporizzato da questo sapiente chimico.
Sul nostro guanciale dorme satana. SATANA TRISMEGISTO una citazione di un Dio
egiziano toth, noto nella tradizione come Dio delle scienze alchemiche, un Dio delle
trasformazioni e delle cose oscure, dell'alchimia.
Ermete Trismegisto un personaggio leggendario dellet ellenistica venerato come
grande sapiente Trismegisto significa letteralmente tre volte grandissimo con questo
epiteto si voleva assimilare Ermete, dio greco del logos, delle scienze tecniche e della
comunicazione, con Thot, dio egizio delle lettere, dei numeri e della geometria.
Noi dormiamo con Satana vuole dire che ci facciamo andare bene delle cose che sono
colpevoli. Esempio. Nel aver tradito si chiede perch lo fatto e si cerca di rispondere
perch non si curava di me, perch si occupava solo delle cose sue ecc. Quindi cerchiamo
prima di addormentarci di mettercela bene. E come se ci che un altra persona
oggettivamente giudicherebbe male e noi lo venissimo a tramutare in bene.
Satana che dorme con la testa sul nostro cuscino, culla per molto tempo il nostro spirito
incantato. La parola CULLARE ha un significato abbastanza univoco e vuole dire avere un
contatto fisico con la persona che lo coinvolga, che lo tranquillizzi, che lo metta nelle
condizioni psicologiche migliori.
INCANTATO un verbo che deriva dal latino in canto. Canto il verbo
frequentativo, indica un azione che si compie pi volte, di cano, cio di canere cantare.
Canto cantare pi volte. Incantare vuole dire ridurre con le proprie melodie nella propria
sudditanza. Quando uno dice incanto una ragazza e che parlandole in un certo modo la
riduco in una posizione di sudditanza. Quindi il male ci riduce in una posizione di
sudditanza e a quel punto la nostra volont scompare. La volont indicata come metallo
ed quella che ci serve per affermarci nel mondo e quando siamo incantati la volont si
vaporizza. Ognuno di noi quando ci ha provato con qualcuna ha cercato di incantarlo per
vaporizzare la sua volont.
4 strofa
E' il diavolo che tiene i fili e ci muove
agli oggetti ripugnanti noi troviamo un fascino.
Ogni giorno verso l'Inferno noi discendiamo d'un passo
senza orrore attraverso tenebre che puzzano.
Nella visione angosciosa morale di Baudelaire noi siamo delle marionette. Noi siamo tirati
dai fili. Il diavolo, cio il male ci tira con i suoi fili e noi abbiamo del fascino per gli oggetti
ripugnanti. Ogni giorno scendiamo di un passo verso l'inferno senza orrore. Al male ci si
abitua, all'adulterio anche e noi andiamo senza orrore verso tenebre che puzzano.
* La differenza sostanziale tra Marionette e Burattini si evidenzia principalmente dal fatto
che i Burattini sono teste di legno con un foro centrale e senza gambe manovrate dal basso
dal burattinaio che infila il dito indice nella testa e con tecniche diverse le altre dita nelle

due mani. Questo permette la massima mobilit del burattino che pu prendere e
manipolare oggetti oltre che spostarsi rapidamente attraverso la scena.
Le Marionette al contrario sono un pupazzo completo di braccia e gambe di altezza
variabile tra i 20 e 80 centimetri. La mobilit ottenuta mediante una serie di fili legati alle
varie giunture mobili che fanno capo ad una crocera di legno manovrata dal burattinaio.
Questi si trova in alto su un ponte che sormonta il Teatro e mediante la trazione dei fili
ottiene i movimenti.
5 strofa
Cos come un dissoluto povero che bacia e mangia
il seno martoriato/martirizzato di un antica puttana,
lo strappiamo al passaggio al piacere clandestino
che spremiamo forte come una vecchia arancia.
Un DISSOLUTO uno che non ha principi. Un dissoluto povero colui che non ha niente
da perdere. Egli sta attaccato a una puttana e il desiderio sessuale lo spinge non a baciarli
il seno ma a mangiarlo. La sessualit pu, anzi nella sua essenza aggressiva, ma siamo
noi che cerchiamo di controllarlo. Bella l'espressione ANTICA puttana. Il dissoluto pur
di fare sesso non guarda in faccia niente. Antica non ha solo il significato di vecchia ma che
appartiene proprio alle origini umane. Nel senso che la puttana quella che in qualche
modo unifica il mondo. Noi rubiamo al volo un piacere clandestino. Con questo
Baudelaire ci vuole dire che la vita molto amara e quindi quando ci troviamo di fronte a
un piacere bisogna acchiapparla e viverla.
Ma tutti quelli che chiedono un caff, un caff ...che cacchio chiedono, se no un piccolo
piacere che le distragga dalle angosce del quotidiano.
Lezione 18 03 2013
AU LECTEUR (cont.)
Noi dobbiamo allargare il nostro pensiero, pi leggiamo pi con il tempo riacquisterete
delle antenne e si capisce meglio.
Uno dei centri particolarmente significativo del pensiero di Baudelaire, che la natura
umana malvagia. L'uomo costruito per cedere alle sue tentazioni, alle sue dissolutezze,
l'uomo tendenzialmente un criminale. Un sommo di genio, che si chiamava Lutero
,aveva parlato della natura malvagia dell'uomo, di una sua corruzione completa, per cui
l'unico modo per potersi salvare, di fronte a Dio, per Lutero non era agire. Qualunque
azione noi facciamo non serve a salvarci, soltanto chiedere la grazia, l'intervento di Dio.
Tutta una corrente di cultura, letteraria, filosofica ecc, che si muove nella modernit si rif
a questa idea corrotta del mondo.
*Martin Lutero, nome italianizzato di Martin Luther (Eisleben,1483-1546), stato un
teologo tedesco. Fu l'iniziatore della Riforma protestante, detta anche Luteranesimo.
PENSIERO Slogan di Lutero:
1. SOLA FEDE: Lutero si rende conto che la natura umana malvagia e quindi
come pu luomo salvarsi? Inutile era lo sforzo per ottenere la propria salvezza
attraverso le buone opere, attraverso limpossibile adempimento della legge di Dio
perch troppo radicale la malvagit umana. Lutero convinto che luomo pu
salvarsi solo grazie alla fede (il cattolicesimo medievale afferm invece che la realt

il luogo dove luomo rischia la sua fede) che deriva da unilluminazione interiore.
Tutto viene quindi spostato dalla corrispondenza del comportamento umano alla
legge divina al momento tutto interiore della vera accettazione di Dio attraverso la
fede (la fede salvifica deriva da Dio e non dalle opere compiute).
2. SOLA SCRITTURA: Lutero riconosce come unica autorit la Sacra Scrittura. Il
Papa non pu essere considerato superiore alle Scritture ed essere cristiano una
questione che riguarda linteriorit individuale e non ha niente a che fare con la
sudditanza nei confronti della Curia romana (spazza via tutta la tradizione e tutte le
autorit della chiesa di Roma).
3. SOLO DUE SACRAMENTI: Senza il primato della fede i sacramenti si riducono
a sacrileghe superstizioni di opere. Saranno perci conservati solo quei segni
sacramentali nei quali il fedele ad accogliere ci che Dio gli offre, mentre verranno
aboliti o riformati quelli che fanno credere di compiere unopera buona perch
venga accettata da Dio. Quindi Lutero salva solo:
4. Battesimo
5. Comunione (eucarestia)
Il medioevo aveva un punto comune di unit: DIO. Lutero con la sua riforma rompe
questo punto di unit perch spezza luomo dividendolo in: luomo interiore che
appartiene a Dio e luomo esteriore che risponde allo Stato. Egli fa questa distinzione
perch era convinto che luomo malvagio e quindi ci vuole un potere politico per
contenerlo. Luomo dunque non ha la salvezza per le azioni che compie ma per la fede.
Stando ai tempi contemporanei a Baudelaire, un suo ispiratore fu senz'altro Joseph De
Maistre. Costui passato alla storia per essere il pi reazionario dei reazionari. Era nato in
Savoia, quindi tra Italia e Francia, e divenne ministro del re della Sardegna. Si trattava di
una persona non di spiriti particolarmente feroci anzi era un conservatore. Del Maistre
per vive quello che era successo nella rivoluzione francese. Vide gli orrori, le
decapitazioni e al di l di questo, vide uno spirito giacobino, quello per intenderci che si
incarnato nella figura di Robespierre. A Joseph li sembr che tutto questo fosse terribile e
quindi decise di opporsi allo spirito giacobino cio allo spirito da sinistra, severo, feroce,
distruttore e quindi agli orrori ma non solo a questi, ma anche alla mentalit che aveva
portato a questi orrori e cio all'illuminismo. Quando si trovo a fare il lavoro di ministro,
di fronte allo zar si trovo in una condizione conturbante. Lo zar si trovava di fronte a due
questioni:
- la chiesa si ingeriva troppo negli affari degli stati, il papato cattolico
- gli schiavi che chiedevano di essere liberati
De Maistre dice allo zar che liberare gli schiavi voleva dire distruggere la Russia e quindi
che la gente pu essere controllata solo se in condizione di forte sudditanza di schiavit.
Inoltre disse che la chiesa controlla le masse e quindi non pu farne a meno.
Questi due fatti che noi consideriamo reazionari, che hanno sconvolto la coscienza
moderna, a Baudelaire facevano pensare. Le masse sono stupidi o intelligenti, si chiedeva
Baudelaire che aveva una visione altamente aristocratica dell'uomo ed era un
antidemocratico, come tutti del resto ai suoi tempi, come gli uomini che credevano al'
egalit, alla fraternit, ma non alla democrazia. Quanto al papato lui non era cattolico e
neanche un credente, nel senso stretto della parola, per avvertiva che questa autorit del
papato poteva essere utile. Baudelaire, quindi, aveva un' ammirazione per De Maistre che
aveva capito bene che l'uomo una carogna.
De Maistre aveva detto LA NATURA HA ZANNE ROSSE DI SANGUE, infatti se

guardiamo nella natura verde che induce a sentieri idilici, gli animali che si trovano dentro
si divorano l'un l'altro, per poter vivere. Nella natura tutti si ammazzano. Se la natura
questa perch gli uomini dovrebbero essere diversi? Quando l'uomo ammazza un altro,
per una volont, in primis per la sopravvivenza, e in secondo per violenza intrinseca,
ingovernabile. La visione che Baudelaire mutua dalla tradizione protestante che l'uomo
malvagio e dalla visione di De Maistre, una visione a tinte un po fosche.
* Il conte Joseph-Marie de Maistre (Chambry,1753-Torino,1821) stato un filosofo,
politico, diplomatico, scrittore, magistrato e giurista italiano-savoiardo di lingua francese,
cittadino del Regno di Sardegna. Ambasciatore del re Vittorio Emanuele I presso la corte
dello zar Alessandro I dal 1803 al 1817, poi da tale data fino alla morte ministro reggente la
Gran Cancelleria del Regno di Sardegna, de Maistre fu tra i portavoce pi importanti del
movimento controrivoluzionario che fece seguito alla Rivoluzione francese e ai
rivolgimenti politici in atto dopo il 1789; propugnatore dell'immediato ripristino della
monarchia ereditaria in Francia, in quanto istituzione ispirata per via divina, e assertore
della suprema autorit papale sia nelle questioni religiose che in quelle politiche, de
Maistre fu anche tra i teorici pi intransigenti della Restaurazione, sebbene non manc di
criticare il Congresso di Vienna, a suo dire autore da un lato di un impossibile tentativo di
ripristino integrale dell'Ancien Rgime (peraltro ritenuto di sola facciata) e dall'altro di
compromessi politici con le forze rivoluzionarie.
5 strofa
Cos come un dissoluto povero che bacia e mangia
il seno martirizzato di un antica puttana,
lo strappiamo al passaggio al piacere clandestino
che spremiamo forte come una vecchia arancia.
E da notare che Baudelaire non dice morde ma mangia. Il mangiare presuppone il mordere
il seno, mordere per la rabbia ma come se volesse inglobare in s, mangia, l'oggetto della
lussuria, desiderio. Noi rubiamo al passaggio un piacere clandestino, non solo sessuale, e
lo succhiamo. Noi siamo fatti per bruciare i piaceri intorno.
6 strofa Com' la nostra anima?
Serrato, formicolante, come un milione di elminti
Nei nostri cervelli fa baldoria un popolo di demonio
e quando respiriamo, la morte dei nostri polmoni discende
fiume invisibile, con sordi lamenti
La differenza tra demoni e demonio che i demoni sono creature che sono a met fra gli
uomini e i Dei. Il demonio invece il diavolo. L'uomo malvagio e corrotto alimenta la
morte che in s. Tutti i pensieri diventano di morte morale. Pi vivi e pi muori
moralmente. Baudelaire parla di questa corruzione terribile.
7 strofa
Se lo stupro, il veleno, il pugnale, l'incendio
non hanno ancora ricamato con i loro piaceri disegni
il canovaccio banale dei nostri pietosi destini
che la nostra anima, ahim, non abbastanza coraggioso,ardita.

Una persona se non ha fatto niente perch un vigliacco e perch la nostra anima non
abbastanza ardita. Uno non ha fatto niente perch ha avuto paura perch uno sa che se fa
una violenza sessuale va a finire in galera perch c' una legge, ma non solo, anche la
paura di essere ammazzato a sua volta. Baudelaire, a questo punto, la considera la
peggiore di tutte le colpe umane.
8 strofa
Fra gli sciacalli, le pantere, le cagne
le scimmie, gli scorpioni, gli avvoltoi, i serpenti
i mostri che guaiscono, che urlano, che grugniscono e strisciano
nel serraglio infame dei nostri vizi.
9 strofa
C' ne uno pi brutto, pi malvagio, pi immondo
sebbene non faccia grandi gesti ne grandi grida
farebbe volentieri de la terra una sola maceria
e in uno sbadiglio inghiottirebbe il mondo.
10 strofa
E' la noia, l'occhio cade di un pianto involontario
egli sogna patiboli, fumando la sua pipa
tu lo conosci lettore, questo mostro delicato
ipocrita lettore, mio simile, mio fratello mio.
Questo uno dei vertice della poesia di ogni tempo. Quale la colpa pi grave? lo
SPLEEN. Lo spleen non semplicemente una disgrazia. Baudelaire ci dice che il concetto
di noia un concetto impreciso. Lo spleen questo disgusto tetro della vita, per cui uno
soffre e che ti spinge verso la morte. Lo spleen il rifiutare di agire e di vivere. Lo spleen
per certi aspetti ha a che fare, con la depressione che noi moderni conosciamo bene. La
depressione pu essere alimentata. Lo spleen quando uno non vuole vivere ma
comunque non vuole uccidersi. Baudelaire dice che questa la cosa pi terribile. Il voler
infognarsi di idee e pensieri che ti portano lontane dall'ideale. A questo punto si pu
capire questa contrapposizione tra lo spleen e l'ideale, perch appunto questo non voler
vivere che ti porta lontano dall'ideale. Quando Baudelaire parla di questo, si rivolge al
lettore che crede che sia un male generico ed invece anche il suo. Baudelaire parla al
lettore che non si deve considerare fuori. Questo un aspetto interessante perch diciamo
che la letteratura ha avuto sempre un atteggiamento di rispetto nei confronti del lettore.
Dante ringrazia il suo lettore, e anche a Shakespeare non mai venuto in mente di dire al
lettore tu sei bastardo, spetta a quest'ultimo di identificarsi con l'uno o con l'altro.
Baudelaire caso primo nella letteratura moderna.
Questo male che corrode l'uomo, viene rivolto al lettore. Baudelaire parla al lettore,
chiamandolo a stronzo, il quale crede che si sta parlando in generale ed invece rivolto al
lettore, a tutti e anche a lui stesso. Non questione di somiglianza ma questione di essere
fratello di un farabutto.
CORRESPONDACES
Il sonetto ha una particolarissima importanza perch considerato il punto di riferimento

di questo grande movimento che il simbolismo. Nel sonetto si parla di corrispondenze


fra sensazioni diverse, fra un profumo, un suono e un colore. I profumi noi gli percepiamo
con il naso. I colori gli percepiamo con la vista. Baudelaire ci fa un esempio preciso ma
solo sui profumi e ci dice questo: ci sono dei profumi che sono verdi, che sono freschi, che
sembrano carni di bambini. Cio ci sono dei profumi che coinvolgono dei sensi e che non
sono a fatto l'olfatto, ma coinvolgono la vista, il tatto e il gusto.
Che cosa significa questa confusione? Significa che il mondo a cui ci aggiriamo confuso,
complicato e quindi quando noi abbiamo una visione angosciata della vita, come da
incomprensibilit, abbiamo ragione di averla perch noi siamo in un mondo confuso, in
cui le sensazioni si corrispondono fra di loro. Questa confusione per significa anche
ricchezza. Tutto ci che confuso, vero che ci pu far angosciare, perch non lo capiamo
ma altres ricco.
Lezione 21-03-13
CORRESPANDANCES (cont.)
Il sonetto CORRESPANDANCES tratta delle corrispondenze tra sensazioni diverse
all'interno del mondo sensibile. Il sonetto ha costituito il punto di riferimento per l'intero
simbolismo. Si tratta di una corrispondenza che viene enunciata fra sensazioni diverse e
nella fattispecie tra profumi, colori e suoni. Come queste corrispondenze avvengano in
generale abbastanza oscuro; all'idea che a un colore corrisponda un suono o un profumo.
Nel caso specifico dei profumi Baudelaire ci fa un esempio nel senso di che si pu parlare
di corrispondenza. Non chiarisce per quanto riguarda colori e suoni, lasciandoli alla nostra
intuizione.
Queste corrispondenze fra sensazioni diverse sono state chiamate dal greco sinestesia che
lui stesso chiama cos. Il termine sinestesia viene dal greco syn = unione ed aisthesis =
sensazione. Letteralmente significa percepire insieme, sentire insieme e quindi prevede
una percezione simultanea. La percezione di suoni colorati o viceversa il tipo di sinestesia
pi ricorrente.
* una figura retorica che prevede l'accostamento di due termini appartenenti a due piani
sensoriali diversi. Tipo di metafora, quindi consistente nell'attribuire a un oggetto
percepibile con uno o pi sensi qualit percepibili con altri sensi (quindi "metaforiche")
cio non pertinenti a quell'oggetto: "dolci parole" (gusto - udito), "fragori del sole" (udito vista), "colore freddo" (vista - tatto), "profumo dolce" (olfatto - gusto).
LOttocento far della sinestesia la chiave di volta delluniverso e la radice della creazione
di ogni opera darte.
La parola estetica, viene direttamente da aisthesis, che appunto significa "sensazione" e
"sentimento" ed la sfera conoscitiva che guarda le sensazioni che poi si evoluta come
arte del bello. Nel Kant, una delle tre parti si chiama Estetica analitica, dialettica
trascendentale. L'estetica quindi, riguarda il mondo delle sensazioni.
Che cosa succede se alle sensazioni non si corrispondano pi dei sensi?
Che il nostro controllo sulla realt diventa minore, perch uno controlla certe sensazioni
con i sensi corrispondenti. I profumi gli controllo attraverso l'olfatto. I colori gli controllo
attraverso i sensi. I suoni con l'udito e la concretezza degli oggetti attraverso il tatto.
Questa retta corrispondenza fra sensazioni e sensi ci aiuta a mantenerci in equilibrio. Che
cosa succederebbe se noi percepissimo un colore attraverso l'udito?
Succede che ci manca l'equilibrio. Nella nostra esperienza della vita, l'uomo ha un
equilibrio precario. Questo equilibrio pu continuamente essere messo in discussione.

Quando si comincia ad essere un po squilibrati, si sta male. Pascal, che mor intorno ai 37
anni, girava negli ultimi tempi della sua vita con una seggiola che lo teneva sulla sinistra
perch si sentiva cadere. Una terribile metafora di uno stato psicosomatico.
Continuamente noi siamo sul punto di crollare. Se noi immaginiamo che le sensazioni si
corrispondano e non rispondono ai sensi che sono propri, il mondo diventa caotico,
confuso. Ma che cosa significa la confusione? La confusione significa anche ricchezza. Con
questa teoria Baudelaire adombra l'idea di un mondo confuso, denso ma ricchissimo. A
questa teoria si riallaccia l'idea del secondo piano. Di che si tratta secondo piano?
Noi non siamo circondati da cose vere, ma finte, da segnali che appartengono a un primo
piano fenomenico e che ci inducono a pensare e a supporre un secondo piano che sta
dietro. Il simbolismo si occupa di tentare di descrivere, o meglio di tentare di far
presagire il secondo piano.
* Simbolo:
Etimologia. Da lat symbolus, symbolum, dal greco sumbolon, accostamento, segno di
riconoscimento, derivato dal verbo sumballo, gettare o mettere insieme, far coincidere.
Significato: simbolo qualsiasi elemento segno, gesto, oggetto, animale, persona atto a
suscitare nella mente unidea diversa da quella offerta dal suo immediato aspetto sensibile,
ma capace di evocarla attraverso qualcuno degli aspetti che caratterizzano lelemento
stesso.
Letteratura. Movimento letterario e artistico sorto in Francia nell'ultimo ventennio del sec.
XIX. Nato ufficialmente con un manifesto di Jean Moras pubblicato sul Figaro il 18
settembre 1886, aveva origini lontane, risalenti al romanticismo e alla poesia di Baudelaire,
al quale appartiene anche la prima definizione poetica di simbolismo, contenuta nel
sonetto Correspondances. In esso la natura rappresentata come una foresta di simboli tra
loro "corrispondenti" che racchiudono le chiavi del significato dell'universo. Secondo una
concezione gi romantica della funzione del poeta, suffragata dalla filosofia idealistica, a
lui compete il ruolo di interprete della realt, grazie a strumenti di conoscenza diversi e
pi penetranti di quelli del puro raziocinio.
Quindi il simbolo un segno di corrispondenza. Il simbolismo aldil che un movimento,
culturale, letterario, poetico e artistico che si sviluppato nel secondo 800 inizialmente in
Francia, poi in aderenza in altri paesi, riflette una condizione della mente, dello spirito, che
ha origine platoniche. Dietro il simbolismo c' Platone con l'idea che tutto ci che vediamo
fosse apparente e la verit fosse in alto.
I poeti simbolisti, che si muovono da Baudelaire, alludono al secondo piano. Molti poeti
simbolisti, come Verlaine e Rembaud intendono il simbolo in un altro modo, non come
qualcosa che richiami qualcos'altro, ma come qualcosa di molto premiante: il simbolo un
immagine ricca e premiante.
Quando Nelson si trov a combattere Napoleone, disse ai soldati inglesi, ricordatevi che
l'Inghilterra si aspetta che voi facciate il vostro dovere. Con questo Nelson faceva vibrare
la sensibilit dei soldati. Il tricolore bandiera che a sua volta il segno della patria. Uno
avverte per che qualcosa di pi, qualcosa a cui si rivolge a se stessi di fare delle
imprese importanti. Il tricolore di ordina di andare in guerra.
Ci sono due modi per interpretare la parola simbolo:
1. come qualcosa che richiama un qualcos'altro, nella sua forma pi elementare, anche se ci
sono delle opinioni contrastanti. Il semaforo rosso e ci dice che non devi passare.
2. come un immagine ricca e premiante. Questa concezione pi diffusa. (Nelson o la
bandiera tricolore)

Il simbolismo non una scuola. Ci sono dei movimenti che tendono ad essere scuole. Il
realismo, che un movimento poetico-letterario dell'800, una scuola. Naturalmente
ognuno ha il suo pensiero. In Francia fra Stendhal, Balzac e Fleubert ci sono delle
differenze, ma una scuola. Dickens appartiene al realismo come anche Tolstoj.
Il simbolismo vede diverse personalit riunite intorno ad alcuni temi:
- il simbolismo vuole un arte per gli happy few, per i pochi felici. L'arte non deve essere
accessibile a tutti.
- il simbolismo, consequenziale al primo, ha una stile oscuro. La poesia simbolista
difficile da leggere, perch vuole, che premeditatamente, pochi si accostino.
- la poesia simbolista richiede una partecipazione di interpretazione del lettore. In certi
casi questo diventa interattivo. Affida all'intelligenza del lettore la comprensione.
- le arti devono essere interdipendenti. Quest'ultimo punto ha a che fare con quella
corrispondenza di sensazioni, con la confusione e il caos ipotizzato da Baudelaire.
La durata del simbolismo tra gli anni 70 - 80 del diciannovesimo secolo fino agli anni 20,
e quindi fino a Valery. Il simbolismo poi come movimento poetico si esaurisce, ma non
come visione dello spirito e della poesia.
In passato, possiamo dire in et romantica anche, la pittura, la scultura, ecc faceva il suo
compito preciso. Da un certo momento in poi queste sfere di competenza si confondono.
Esempio. A nessuno verrebbe in mente di dire che la musica di Mozart o di Beethoven o di
Bach abbia a che fare con la letteratura e soltanto per comodit, banalizzante, si dice che la
6 sinfonia di Beethoven la si chiama Pastorale e la 3 l'Eroica. La musica musica. Da un
certo momento in poi la musica non solo musica. Un eroe della musica che accompagna
il simbolismo e che ha costruito la modernit Richard Wagner. In Wagner filosofia,
musica, letteratura, pittura si confondono tra loro.
proprio richiesta questo contatto del interdipendenza che un concetto estremamente
moderno, al di l delle arti.
C' un punto in cui Baudelaire parla del secondo piano che si trova nel giornale Fuse, al
capo undicesimo, il quale dice: in certi stati dell'anima, quasi soprannaturali, la profondit
della vita, si rivela tutto intera nello spettacolo, straordinario che sia, che si ha sotto gli
occhi, ne diviene il simbolo. La profondit della vita non si rivela in stati dell'animo
soprannaturali, in cui noi usciamo fuori da questo mondo, ma invece siamo ben piantati
ad esso. Quindi la percezione di un altra realt, quella del secondo piano, legata alla
carne, al nostro essere vivi,
alla nostra mortalit, perci non dobbiamo uscire
misticamente da questi stati di carnalit, di umanit per percepire il secondo piano, anzi
se usciamo non capiamo nulla (da notare la dimensione non mistica di Baudelaire). Noi
dobbiamo, per cosi dire, rimanere ancorati al fatto che abbiamo gambe e braccia. Non
sono i mistici quelli che escono fuori da se, che percepiscono il secondo piano, ma sono
coloro che sono a met nel corpo e a met stanno fuori. Quest'idea non originale di
Baudelaire, cio quest'intuizione del secondo piano, che stata presa da lui da un grande
scrittore Hoffman. Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (Knigsberg,24 gennaio 1776
Berlino,25 giugno1822) stato uno scrittore, compositore e giurista tedesco, esponente del
Romanticismo.

Lettura del sonetto Correspondences (minuto 34)

La Natura un tempio dove i pilastri vivi


lasciano talvolta sfuggire confuse parole
l'uomo vi passa attraverso foreste di simboli
che lo osservano con sguardi familiari
Come lunghi echi che lontano si confondono
in un tenebrosa e profonda unit
vasta come la notte e come la luce
i profumi, i colori e i suoni si rispondono
Ci sono profumi freschi come carni di bambini
dolci come gli oboi, verdi come le praterie
e altri corrotti, ricchi e trionfanti
Che hanno l'espressione delle cose infinite
Come l'ambra, il muschio, il belzoino e l'incenso
che cantano i trasporti dello spirito e dei sensi.
La prima osservazione da fare che la natura viene sentita in modo sacrale. Baudelaire
ritiene che tutto ci che naturale sia sbagliato e preferisce l'artificio alla natura.
Comunque la natura qui vista come un tempio dove i pilastri, le colonne di questo
tempio sono vivi. Quando Dante stacca un ramicello, l'albero li parla: 13 canto
dell'Inferno. Baudelaire ci dice che la natura due cose, sacra ed viva.
sacra perch ha dei significati fondamentali, nascosti, celati dietro cose vive. Tutto ci pu
parlare del secondo piano. Ci sono stati filosofi come Shelling che hanno parlato della vita,
anche delle pietre. Quindi in questo tempio sacro, la cui sacralit proprio nel fatto che
racchiude i significati profondi della vita, l'uomo si aggira e non capisce niente, perch gli
arrivano come dei sussurri confusi. Il concetto di confusione molto importante perch se
noi guardiamo alla nostra vita, essa si svolge nella confusione. Noi non sapremo parlare
della nostra vita, passano gli anni, e si ha la sensazione di un grande caos. Quando
Baudelaire dice che l'uomo lascia uscire talvolta confuse parole, dice qualcosa che
rappresenta esattamente la nostra esperienza. E poi dice che queste cose vive, che parlano ,
l'osservano con sguardi familiari. Noi abbiamo continui segnali della profondit della vita
nel nostro agire, nel nostro esistere. Sono segnali o basati su oggetti, su situazioni del tutto
irrilevanti, o addirittura sulle allucinazioni, coincidenze ecc. Tutto questo ci fa pensare
dell'esistenza di un secondo piano. Il mescolarsi di tre echi diversi appartiene a un fondo
che non riusciamo a scorgere. Si ha una sensazione abbastanza spaventevole: siamo
circondati da suoni che alludono all'esistenza di un secondo piano.
C' una corrispondenza di profumi, colori e suoni. Per quanto riguarda i profumi
Baudelaire dice: vi sono profumi che sono freschi. Mettendo in evidenza questi sensazioni
corrispondenti, si mette in evidenza il fatto che la natura torbida, peccaminosa, lo
specchio della nostra anima ed per questo che ci piace. La natura quindi non come la
vedeva Carducci. Nella ultima parte del sonetto Baudelaire ci dice che vi sono poi profumi
che sono corrotti: qui la sessualit demorda. Baudelaire canta il trasporto, non lo slancio,
dello spirito dei sensi. Essere trasportati qualcosa di violento, di emozionante. Questa
poesia rappresenta un introduzione al mondo di passione e di violenza di Baudelaire.
Lezione 25-03-2013
LENNEMI (nr 10)

Ma jeunesse ne fut quun tnbreux orage,


Travers et l par de brillants soleils;
Le tonnerre et la pluie ont fait un tel ravage,
Quil reste en mon jardin bien peu de fruits vermeils.
Voil que jai touch lautomne des ides,
Et quil faut employer la pelle et les rateaux
Pour rassembler neuf les terres inondes,
O leau creuse de trous grands comme des tombeaux
Et qui sait si les fleurs nouvelles que je reve
Trouveront dans ce sol lav comme une grve
Le mystique aliment qui ferait leur vigueur?
-O douleur! douleur! Le Temps mange la vie,
Et lobscur Ennemi qui nous ronge le coeur
Du sang que nous perdons crot et se fortifie!
IL NEMICO
La mia giovinezza non fu che un tenebroso uragano,
traversato qua e l da soli brillanti;
il tuono e la pioggia hanno fatto una tale devastazione,
che restano nel mio giardino ben pochi frutti vermili.
Ecco, che sono arrivato allautunno delle idee
e che bisogna impiegare la palla e il rastrello
a trassodare a nuovo le terre inondate
dove lacqua scava dei buchi grandi come tombe.
E chi sa se i fiori nuovi, che io sogno
troveranno in questo suolo, lavato come un greto,
il mistico alimento che darebbe a loro vigore?
O dolore, o dolore, il Tempo mangia la vita,
e l'oscuro Nemico che ci rode il cuore
del sangue che perdiamo cresce e si fortifica!
un sonetto in alessandrini, tipico verso della poesia classica francese. Precedetemente ad
alessandrini, nella letteratura francese aveva la stessa importanza per composizioni di
carattere epico il decasillabo.
* alessandrino Verso, originariamente narrativo, della poesia medievale d'ol e poi di
quella classica francese. Consta di 12 sillabe divise in due emistichi di sei sillabe. La sua
fortuna cominci nel 16 sec. con P. Ronsard. Nel 17 sec. l'a. divenne tipico dei drammi in
versi.
* decasillabo Verso composto di dieci sillabe metriche, la cui variet con accenti ritmici
sulla 3, 6 e 9 sillaba, senza cesura e molto orecchiabile, ha esempi nel Settecento in P.

Rolli, nellOttocento in A. Manzoni (Soffermti sullrida spnda).


La mentalit, la psicologia che emana la lingua e la cultura francese eminentemente
razionalistica. Questi versi pari stanno a significare che nell'espressione delle emozioni, la
forma metrica regolare serve a frenare le tracimazioni del sentimento.
Il verso imparisillabo, contraddistingue il meglio, forse della poesia italiana, in cui Dante si
esprime, in una visione di quei luoghi comuni dove c' un fondo di verit.
Versi parisillabi hanno avuto poco fortuna in Italia. A volte hanno avuto fortuna per i
caratteri quasi parodistico. Comunque normalmente un verso italiano un verso
imparisillabo. (esempio Leopardi).
Nel sonetto serve un verso imparisillabo, perch l'emozione che viene espressa in questa
poesia molto forte. Il poeta guarda indietro la propria esistenza. La sua giovinezza non
fu che un tenebroso uragano e lui fu solo. L'uragano fatto di lampi, di fulmini, di
quantit d'acqua spaventevoli. Un uragano sconvolge. Occorre distinguere tra due concetti
quando si pensa al proprio passato: tragedia e catastrofe. Questi concetti non sono la stessa
cosa. Catastrofe significa che la vita stata sconvolta, buttata all'aria e questo aver
mandato all'aria la vita non affatto qualcosa che si risolve nel dolore, ma anzi in qualcosa
di benefico. Una catastrofe si vedr dopo se sar una tragedia. Queste riflessioni intorno
all'uragano ci fanno presente che la sua vita giovanile fu sconvolta da catastrofi. Questi
uragani catastrofici sono stati tenebrosi, bui cio non si capiva il senso di quello che
accadeva. Questi uragani per, qua e la erano attraversati da soli brillanti. Quindi non
tutta la sua giovinezza stata un uragano nero. Ci sono stati momenti anche folgoranti di
gioia. Che cos' la gioia? C' stato chi ha detto che la gioia un interruzione dell'infelicit.
La gioia sempre precaria. La felicit dura poco, diceva il poeta Montale nei versi di ossi
di seppia: felicit raggiunta, si cammina in un filo di lama...... BRILLARE una luce che
si muove, una luce scintillante. Quindi la felicit in questo uragano nero viene descritta
come luce brillante. Il tuono e la pioggia dell'uragano hanno fatto una tale devastazione.
Tutto quello che d'orribile che ci stato ha distrutto la vita. Tutto quello che avvenuto ha
lasciato pochi frutti vermigli/rossi, cio ha spazzato via tutto. Di quei momenti brillanti
rimasto pochissimo.
Il poeta a quel punto dice che arrivato all'autunno delle idee. Le idee non si hanno tutta
la vita. Le grandi idee vengono quando si freschi, e poi si diventa pi intelligenti, ma con
meno idee. L'et anziana e l'et della sapienza, ma non c' una sorta di freschezza
profonda, che ti fa innamorare, di idee, di luoghi, di persone. Quando questo per
eccezione c', allora uno rimane sbigottito.
L'autunno delle idee quando si hanno meno idee. Baudelaire mette in evidenza una sorta
de prosciugamento della vita. L'autunno delle idee corrisponde al fatto che ci si innamora
di meno. Ecco che arrivato all'autunno delle idee e bisogna, proprio perch i campi
sonno allagati e i semi non ci sono pi, impiegare la palla e il rastrello per poter rassodare
le terre inondate, dove l'acqua scava dei buchi grandi come tombe. Il paragone con le
tombe sta nel fatto che non c' pi niente. Le cose sono un nostro punto di riferimento. Se
non ci stanno pi, a quel punto devi avere un forte senso dell'io per dire che non ho pi
niente ma almeno ci sono: abbiamo bisogno delle nostre cose. Quindi la domanda che
Baudelaire si fa: riuscir a mettere a posto questo campo, in cui non c' pi niente e i fiori
che io sogno potranno trovare il modo di fiorire? A questo punto c' un invocazione al
dolore e una confessione che dice che il tempo mangia la vita. Il tempo il nostro nemico.

Se noi ci pensassimo saremmo terrorizzati. Noi non vogliamo sapere il nostro futuro.
Vogliamo averlo il futuro ma non conoscerlo perch il nostro futuro il nostro assassino,
ci mangia la vita. La percezione che abbiamo del tempo cambia con l'et. Il nemico della
nostra vita il tempo. L'oscuro nemico che ci rode il cuore lo stesso tempo. Per un verso
c' il tempo, per un altro verso c' il nemico. Il tempo non che ci mangia ma piano piano
ci rode, ci scava. Nello stomaco del tempo, metaforicamente parlando, vanno a finire i
giorni della nostra vita. Quindi il tempo, che il nemico, si accresce di noi, come se fosse
una sorta di sanguisuga. Accanto all'interpretazione dell'Ennemi che lo stesso tempo, c'
un'altra interpretazione e cio che l'Ennemi sarebbe lo spleen. Lo spleen nulla ha a che
vedere con il senso di noia. Lo spleen la noia di vivere, il disgusto che abbiamo per gli
altri e per noi stessi, quello che ci impedisce di amare e di agire ed allo stesso tempo
una colpa. Noi siamo colpevoli di alimentare questo spirito distruttivo che in noi.
Lezione 04-04-2013
LA VIE ANTRIEURE
In questo sonetto Baudelaire, volutamente, costruisce amplissimi orizzonti. una
credenza che, talvolta, quando uno si trova in un certo luogo, pu capitare di avere la
sensazione di avere gi passato in quel luogo, di conoscerlo gi. Tutto questo lo disorienta
perch per quanto cerca e fruga nella propria memoria, non riesce a trovare quel luogo.
Ma sono le sensazioni, le immagini, i colori e le luci che li fanno credere. Quest'idea di aver
vissuto una vita prima della vita un idea antica, addirittura si rif Pitagora. Il problema
terribile dell'essere umano, dice Mallarm, il Non Essere, cio la morte. Per cercare di
evitare questo tema ci si inventati le varie religioni. La potenza inaudita che ha la
religione rispetto a qualunque altra ideologia e filosofia e che la religione ti promette di
non morire. L'orrore di non morire sempre legato agli affetti nei confronti delle persone
che scompaiono e al timore del nulla che subentra nell'esistenza della persona. Cos ci si
immaginati che l'essere umano, una volta morto, possa trasmigrare in altri corpi: la famosa
metempsicosi.
* Metempsicosi La trasmigrazione delle anime, nella credenza professata da alcune
dottrine religiose ( reincarnazione). Per reincarnazione si intende la rinascita dell'anima,
o dello spirito di un individuo, in un altro corpo fisico, trascorso un certo intervallo di
tempo dopo la sua morte terrena.
La portata irrazionalistica di teorie del genere evidente a chiunque. Ci non di meno,
quest'idea non cessa nell'uomo, anzi lo invade nonostante i suoi giusti sforzi razionalistici
per tenerlo a bada.
Nel sonetto siamo di fronte a una visione non esattamente religioso ma in una visione
fiabesca: come se noi avessimo vissuto in un certo posto. Una della sensazioni pi
sgradevoli che possono cogliere l'essere umano quando ha problemi nella propria
coscienza, quando non sa se dorme o sveglio, o non riconosce le persone intorno. Tutto
questo pu dare una sensazione di nausea e di malessere. Per abbandonarsi all'idea di una
vita interiore ci vuole molto spirito poetico, ci vuole un'et sufficientemente giovane.
L'anziano vuole stare con i piedi per terra. Pi si va avanti con il tempo pi si vuole vivere
con i piedi per terra. Pi si emersi nelle aure adolescenziali, pi si ammettono sogni
come quella della vita anteriore.
La vita interiore di cui ne parla Baudelaire, una vita di origine di lusso e di felicit. Il
concetto di origine molto importante per ognuno di noi. Quando si giovani l'origine
importa poco, perch noi siamo proiettati in avanti. da un certo momento in poi che uno
si chiede da dove viene, chi era la propri famiglia, ecc.

In questa poesia si nota una strana costruzione per cui la bellezza si presenta al di l delle
parole, in un'atmosfera e in un clima a cui non alludono esattamente i nessi sintattici
Questa poesia nel metro rigidissimo dell'alessandrino.
Lettura Vie Antrieure (minuto 11)
Jai longtemps habit sous de vastes portiques
Que les soleils marins teignaient de mille feux,
Et que leurs grands piliers, droits et majestueux,
Rendaient pareils, le soir, aux grottes basaltiques.
Les houles, en roulant les images des cieux,
Mlaient dune faon solennelle et mystique
Les tout-puissants accords de leur riche musique
Aux couleurs du couchant reflt par mes yeux.
Cest l que jai vcu dans les volupts calmes,
Au milieu de lazur, des vagues, des splendeurs
Et des esclaves nus, tout imprgns dodeurs,
Qui me rafrachissaient le front avec des palmes,
Et dont lunique soin tait dapprofondir
Le secret douloureux qui me faisait languir.
Ho abitato per lungo tempo sotto ampi portici
che i soli marini tingevano di mille fuochi
e che i loro grandi pilastri, dritti e maestosi,
rendevano simili, la sera, alle grotte di basalto.
I mareggi, rotolandole le immagini dei cieli,
mescolavano in un modo solenne e mistico
gli onnipotenti accordi della loro ricca musica
ai colori del tramonto riflesso dai miei occhi.
l che ho vissuto nelle volutt calme,
in mezzo all'azzurro, alle onde, agli splendori,
e ai schiavi nudi, tutti impregnati di odori,
che mi rinfrescavano la fronte con delle palme
e la cui unica cura era di approfondire
il segreto doloroso che mi faceva languire.
C' un altro punto di riferimento filologico in questa poesia che l'anno prima, poesia
questa del 1855, Nerval aveva scritto qualcosa del genere nelle Le fille de feu.
* Grard Labrunie (Gerard de Nerval Parigi 18081855) stato un poeta e scrittore
francese, figura di spicco del romanticismo letterario. Le Figlie del Fuoco sicuramente
il libro pi famoso di Nerval. Nell'introduzione-dedica a Alexandre Dumas, Nerval parla
dell'immaginazione e dell'identificazione degli scrittori con le proprie storie, ma

soprattutto dello stato di "fantasticheria super naturalista" in cui ci si trova durante la


composizione. Gran parte dell'introduzione un racconto (che dice sembrare il seguito del
Roman comique di Paul Scarron) che definisce "ineseguibile" e che si ripromette di scrivere
perch una storia di una "discesa all'inferno".
Nerval era molto stimato da Baudelaire. Ci sono, quindi, echi pitagorici in questa poesia,
l'idea della trasmigrazione delle anime, l'idea che uno abbia vissuto una vita prima della
vita che sta vivendo e poi infine l'eco di Nerval.
Ho per molto tempo abitato sotto i vasti portici. Un portico una struttura architettonica
ed caratterizzato dal fatto che una parte del portico vuota. Quest'idea di una struttura
architettonica che sia piena da una parte e vuota per un altra, questo contrasto di pieno e
vuoto ti da immediatamente un senso di apertura. Questo senso di apertura convalidato
dall'aggettivo vaste. Da una parte si ha la sensazione di sentirsi riparati sotto il portico,
dall'altra parte sentire l'aria che viene. L'avverbio longtemps bellissimo e viene tradotto
per molto tempo, anche se non l'esatta traduzione. Per longtemps, qui vuole dire che lui
stato per molto tempo in luoghi chiusi e aperti, in luoghi che lo facevano respirare. Egli
per molto tempo si abitato a contatto dell'apertura. Questi portici si trovano in
prossimit del mare. I soli marini, cio il sole che colpisce il mare, colpendo il mare, la luce
si riflette sui portici che vengono tinti di mille luci. Qui c' un gioco di luci per cui il sole
arriva sul mare e dal mare arriva ai portici. Questa luce come se portasse in s il profumo
del mare. Il sole del mare tinge i portici. I portici hanno dei grandi pilastri che sono dritti e
maestosi. Un tipo di architettura non dritta in Europa, tutta fatta a curve quella di Gaud
con la Sagrada Famiglia. Tutto quello che dritto e maestoso ha a che fare con un senso di
solennit. Questa solennit aumentata dal fatto che al tramonto, questi templi somigliano
alle grotte di basalto. Il basalto una roccia effusiva di origine vulcanica, di colore scuro o
nero. Quindi dai portici venuto fuori tutto quel senso di apertura e di ampiezza. Poi con
l'aggettivo marins questo senso di ampiezza si convalidato in pi con il profumo
dell'immensit del mare, poi c' una forte impressione di luce, questa luce che va dal sole,
al mare, ai portici e infine, c' un senso di solennit che dato sia dalle colonne dritte, sia
dal colore nero del basalto.
Siamo vicino al mare. I mareggi, le houles, che non sono le onde ma quelle lunghe onde
costruite dal vento, rotolandole l'immagini del cielo, dove le nuvole vengono riflesse dai
mareggi, mescolavano in un modo solenne e mistico gli onnipotenti accordi della loro
ricca musica. I mareggi quindi hanno una musica. Mentre le onde hanno un rumore molto
pi forte e risentito, i mareggi sono lunghi, lenti, suadenti che aumentano il senso di
rilassamento. La musica del mare si unisce, si mescola ai colori del tramonto. La grande
poesia non vi mai il racconto di una cosa reale, ma sempre la presentazione di una
sensazione. Se provo a mettere insieme il colore con la musica ottengo un effetto che pu
essere smarrente ma certamente mi fa molto pensare mettere insieme questi. Quando i
simbolisti, che muovono da Baudelaire, hanno detto le arti devono interdipendere l'una
dall'altra,musica, letteratura, filosofia, hanno detto, quindi, qualcosa di difficile e di
estremamente stimolante. Pu la letteratura essere musicale? Pu un libro avere un colore?
Nella musica del mare e nei colori del tramonto vediamo qualcosa che di per se non
possono associarsi, per la loro combinazione proprio perch difficile, proprio perch
mantiene in se uno scarto irriducibile ci fa pensare, ci fa sentire. Questo il principio di
poesia.
Ho vissuto nelle volutt calme. Volutt vuole dire piacere molto forte. La parola volutt
noi la applichiamo a certi contesti precisi.

* Volutt. Piacere intenso che deriva dalla soddisfazione degli impulsi sessuali ma anche
un vivo godimento fisico e spirituale. Non a caso Volutt la figlia di Amore e Psiche.
La volutt quindi un piacere forte per qui nel sonetto queste volutt pur essendo
fortissime sono calme, che non scuotono le fondamenta dell'essere. Le volutt in genere
sono travolgenti per definizione.
L ho vissuto, una vita con volutt calme, una vita anteriore a quello che sto vivendo, in
mezzo all'azzurro, alle onde, agli splendori e agli schiavi nudi. Ne esce fuori qualcosa di
mitologico. Le schiave possono fare delle funzioni che hanno a che vedere con la
sessualit. Le schiave sono belle perch sono completamente alla nostra merc. Le schiave
qui ti fanno aria. Quest'idea che ci siano dei schiavi nudi che ti fanno vento d'estate,
pregnanti di odori, forse noi non desidereremo stare vicino a schiavi che odorano
fortemente. L'odore per un eccitante sessuale. I pregnanti odori indicano che siamo in
un luogo di origine in cui i odori sono incorrotti.
Quindi si sta parlando di un piacere altissimo, ma che non ti travolge, ti lascia tranquillo e
al tempo stesso di un piacere legato al senso dell'origine. Pi si va avanti, pi noi abbiamo
bisogno di sentire la terra da dove noi veniamo. I schiavi che profumano di selvatico, ci
fanno sentire da dove veniamo.
Questi schiavi si occupano, la cui unica cura di approfondire il segreto doloroso che mi
faceva languire.
Qui siamo nella inverosimiglianza pi assoluta, perch non possiamo immaginare lo
schiavo che abbia una funzione tale da aprirti la mente. Posso invece immaginare uno
schiavo nudo che mi fa delle cose tipo sessuali e mi sventola. Mi riesce difficile
immaginare uno schivo che mi fa approfondire il segreto della mia vita, a meno che
ragionassi cos: cosa mi pu far approfondire il segreto della vita se non per l'appunto ci
che legato alla natura, all'origine. Tutto quello che costruito dalla civilt non mi fa
approfondire il segreto di me stesso.
Quando Baudelaire scrive, c' stata in Francia e in Europa una rivoluzione intellettuale, la
pi grossa di tutte le rivoluzioni intellettuali, insieme alla Rivoluzione Francese. la
rivoluzione del pensiero di Rousseau. Rousseau ha cambiato il mondo, piano piano, come
la cambiato soltanto Ges Cristo. Non c' nessun altro rivoluzionario eguale a lui, il quale
ha detto che noi dobbiamo tornare, per avere un senso della nostra vita presente, allo stato
di natura. Sono pensieri tutt'altro che semplici. Rousseau in quel meraviglioso lo dice nel
libro Les Confessions che il cardine della cultura mondiale. Bisogna arrivare a dire la
verit e avere un rapporto con la propria coscienza. Tutto questo tanto pi significativo,
origine, coscienza, uguale verit, in quanto che quando Rousseau scrive c' una enorme
civilt alle sue spalle che invece ha imbottito gli animi e le menti di dati culturali. Lui dice
che i dati culturali possono uccidere. una posizione questa rivoluzionaria. Quando
Baudelaire ha scritto questa poesia non vi dubbio, perch questo pensiero di Rousseau
ha influito un po' tutti in Europa, che quest'idea di schiavi nudi, cio dell'origine, che ti
aiuta ad approfondire il segreto doloroso che mi fa languire. Uno guardando se stesso
potrebbe replicare, ma io no ho alcun segreto doloroso. Invece se uno si guarda dentro
avvertirebbe che a un certo momento della vita, noi sentiamo il nostro segreto doloroso in
cui ci rimescoliamo, in cui ci crogioliamo, che ci fa languire. Languire vuole dire
crogiolarsi soffrendo, cullarsi soffrendo. In quel momento noi capiamo che vorremo fare di
tutto per capire il nostro segreto doloroso. In questa poesia si dice che c' qualcuno che ti
aiuta a capire, i schiavi nudi, simbolo dell'origine, i segreti dolorosi della vita.
Lezione 05-04-2013

DON JUAN AUX ENFERS


Quand Don Juan descendit vers londe souterraine
Et lorsquil eut donn son obole Charon,
Un sombre mendiant, loeil fier comme Antisthne,
Dun bras vengeur et fort saisit chaque aviron.
Montrant leurs seins pendants et leurs robes ouvertes,
Des femmes se tordaient sous le noir firmament,
Et, comme un grand troupeau de victimes offertes,
Derrire lui tranaient un long mugissement.
Sganarelle en riant lui rclamait ses gages,
Tandis que Don Luis avec un doigt tremblant
Montrait tous les morts errant sur les rivages
Le fils audacieux qui railla son front blanc.
Frissonnant sous son deuil, la chaste et maigre Elvire,
Prs de lpoux perfide et qui fut son amant,
Semblait lui rclamer un suprme sourire
O brillt la douceur de son premier serment.
Tout droit dans son armure, un grand homme de pierre
Se tenait la barre et coupait le flot noir,
Mais le calme hros, courb sur sa rapire,
Regardait le sillage et ne daignait rien voir.
Don Giovanni agli inferi
Quando Don Giovanni discese verso l'onda sotterranea
e quando ebbe dato il suo obolo a Caronte,
un cupo mendicante, l'occhio fiero come Antistne,
con braccio vendicatore e forte afferr ogni remo.
Mostrando i loro seni penduli e le loro vesti aperte,
delle donne si torcevano sotto il nero firmamento,
e, come un grande gregge di vittime offerte,
trascinavano dietro a lui un lungo muggito.
Sganarello ridendo gli richiedeva il suo compenso,
mentre Don Luigi con un dito tremante
mostrava tutti i morti che erravano sulle rive
il figlio audace che scarni la sua fronte bianca.
Rabbrividendo sotto il lutto la casta e magra Elvira,
vicino allo sposo perfido e che fu il suo amante,
sembrava reclamare un supremo sorriso
dove brillasse la dolcezza del suo primo giuramento.

Dritto nella sua armatura, un uomo alto di pietra


restava alla barra del timone e tagliava il flutto nero,
ma il calmo eroe, curvo sulla sua spada,
guardava il solco e non si degnava di vedere altro.
Questa poesia si richiama al mito di Don Giovanni. uno dei miti pi famosi della storia
letteraria europea. Il personaggio teatrale di Don Giovanni ebbe la sua origine in Spagna,
dove il frate Gabriel Tllez, una volta convertito alla letteratura ed al teatro, scrisse sotto lo
pseudonimo di Tirso Molina, la commedia in versi El Burlador de Sevilla y Convidado de
Piedra. Pubblicato nel 1630, tale scritto serviva da esempio e monito ad ogni trasgressore
della morale umana e della legge divina. Poi ha girato tra Francia e Spagna. Si trovato
inseguito, nel '600, elaborato da Molire nel celeberrimo Don Giovanni ed elaborazione a
cui Baudelaire qui fa riferimento.
* Don Giovanni o Il convitato di pietra (Dom Juan ou le festin de pierre), una Comdie
tragica in V atti, del drammaturgo francese Molire. Venne rappresentata per la prima
volta a Palais-Royal il 15 febbraio 1665, dalla "Troupe de Monsieur, frre unique du Roi".
Fu pubblicata con tagli nel 1682 e ad Amsterdam nel 1683 con reintegrazioni. Su richiesta
della vedova di Molire, Thomas Corneille ne fece un adattamento in versi nel 1667, che
rimase il testo adottato sulle scene fino a met Ottocento. Da notare inoltre, come il Don
Giovanni di Molire sia in prosa, a differenza del Don Giovanni Spagnolo ed italiano, che
sono in versi.
Poi il mito di Don Giovanni ha continuato in diverse elaborazioni, finch diventata nella
sua forma pi clamorosa, in Mozart. Il Don Giovanni di Mozart, viene scritto su libretto da
Lorenzo da Ponte nel 1787 e venne rappresentato a Praga per la prima volta. Il direttore
d'orchestra di questa prima rappresentazione di Don Giovanni era Mozart. I miti letterari
quando passano da una versione all'altra cambiano ma la sostanza rimane la stessa. Don
Giovanni viene visto da Molire, poi da Mozart, da Ponte, da Hildegard Hillebrecht.
Quando un mito colpisce la sensibilit del pubblico, ha moltissime elaborazioni. Il mito di
Don Giovanni racconta la storia dell'eroe del male. Il male consiste nel fatto che Don
Giovanni, a parte le pi minute e singole scelleratezze, seduce le donne e poi le
abbandona. Nel Don Giovanni di Mozart c' una parte del catalogo in cui vengono
elencate le donne che ha avuto che sono 1003. Il pi bel Don Giovanni mai fatto con
l'italiano Cesare Siepi. Edizione degli anni '50 in cui lui fa il Don Giovanni.
* Cesare Siepi (Milano,1923Atlanta 2010) stato un basso italiano. Don Giovanni si pu
considerare il ruolo chiave della carriera di Siepi, che ne fu per lungo tempo interprete di
riferimento. Il debutto avvenne nel1952 al Metropolitan, dove lo interpret oltre 100 volte
raccogliendo l'eredit di Ezio Pinza.
Nel canto, il termine basso designa sia la pi grave tra le voci maschili, sia il cantante che
la possiede, sia il suo registro peculiare.
Il Don Giovani viene aspramente rimproverato da varie parti per questo suo modo di fare.
Qui si vede che viene rimproverato dal padre, vecchio Don Luigi, ma lui schernisce il
padre e si macchia di varie scelleratezze. Una si trova nel Don Giovanni di Molire. Questo
seduttore di donne ateo.
Don Giovanni di Molire. C' un mendicante che ha la mano stesa per chiedere
l'elemosina.
Don Giovanni. Chiedi l'elemosina?

Mendicante. Si, dammi per favore del mangiare perch sono sul punto di morire.
Don Giovanni. Vuoi che ti dia una moneta?
Mendicante. Si, ti prego dammi una moneta.
Don Giovanni: Ecco bene, tu credi in Dio?
Mendicante. Si, credo in Dio.
Don Giovanni. Allora devi bestemmiare. Se bestemmi ti do una moneta.
Mendicante. No, io non bestemmio.
Don Giovanni. E io non ti do la moneta.
Alla fine il Don Giovanni da la moneta dicendo che la da per piet dell'umanit dove per
il mendicante non si fa umiliare.
Seduttore e ateo, non crede ne a Dio ne alla mortalit dell'anima, Don Giovanni viene
condotto davanti una statua di pietra. Questa statua di pietra, in Mozart il padre di una
donna che ha cercato di sedurre, qui il commendatore. Don Giovanni si rivolge alla
statua di pietra e dice: se esiste Dio, allora io domani ti invito a cena. La statua gli
risponde, con terrore dei presenti, di Don Giovanni stesso e del servo che presente, verr
a cena. La statua il giorno dopo con il suo corpaccio enorme di pietra, va a cena da Don
Giovanni, dopodich lo invita lui a casa sua. Lo afferra per una mano e Don Giovanni
precipita negli abissi girato gi dai diavoli.
Quindi i punti da ricordare sono:
- eroe del male che seduce donne e le abbandona;
- ateo che disposto all'elemosina solo a patto di umiliare che crede facendolo
bestemmiare;
- schernitore di Dio, sfida Dio.
Il testo di Mozart -Ponte del 1787, quindi in et illuministica. Alla fine c' un sestetto in
cui tutti sono contenti. Don Giovanni stato punito, due personaggi che si dovevano
sposare si sono sposati, ecc. Insomma tutto finisce bene, c'era questo sestetto
assolutamente conforme allo spirito di voglia di vivere che era il 700. Quando i romantici
hanno preso questo testo famosissimo, hanno preso questo sestetto e l'hanno tagliato,
perch gli sembravano insopportabile l'idea che in una tragedia di questo peso ci fosse un
happy Ending. Solo nel 800 venne ripristinato questo sestetto del testo originale.
A Baudelaire interessa Don Giovanni perch vuole presentare un eroe de male. Baudelaire
fa il male non con spirito demoniaco, ma fa del male sapendo che male, esponendosi allo
stesso tempo, sapendo che si espone, al castigo di Dio. Il punto che Baudelaire, uomopoeta, vuole essere punito. Qui c' una forma di sadismo.
* sadismo Disturbo della personalit caratterizzato da una modalit pervasiva di
comportamento crudele, umiliante e aggressivo diretto verso gli altri. Il comportamento
sadico si manifesta spesso sia nelle relazioni sociali, specie con i familiari, sia sul lavoro,
ma raramente nei contatti con persone in posizione di autorit o di pi elevato livello
sociale. Nell'ambito dei disturbi sessuali, il s. si manifesta con ricorrenti e intensi impulsi e
fantasie sessuali che implicano atti reali, non simulati, in cui la sofferenza psicologica o
fisica (oppure l'umiliazione della vittima) a essere sessualmente eccitante. Lo stupro o altri
tipi di aggressione sessuale possono essere commessi da soggetti affetti da questo
disturbo.
Al sadismo si contrappone il masochismo, quando uno gode per il male che sente. C' una
dimensione masochistica nel mondo di Baudelaire perch vuole essere punito. Con questa
poesia egli raggiunge una dimensione, nuova nel suo panorama poetico, Dantesca perch i
personaggi che vengono fuori hanno una potenza e un rilievo che si trovano solo nei

personaggi della Divina Commedia.


Il mito di Don Giovanni gli stava tanto a cuore a Baudelaire, che addirittura voleva fare un
dramma, ma alla fine non lo fece. Baudelaire aveva molti progetti, che poi non furono
conclusi.
Il mito di Don Giovanni arriva a Baudelaire anche in forme pittoriche attraverso Delacroix.
* Eugne Delacroix (17981863), fu un artista e pittore francese, considerato fin dall'inizio
della sua carriera il principale esponente del movimento romantico del suo paese. "IL
NAUFRAGIO DI DON GIOVANNI (UN NAUFRAGIO)" un dipinto autografo di
Delacroix realizzato nel 1840, ed custodito al Louvre, Parigi. La tematica tratta dal
secondo canto del Don Giovanni di Byron. Robaut asserisce che potrebbe trattarsi invece
del canotto di salvataggio del veliero denominato Don Giovanni, proprio come nella Zattera
della "Medusa"di Gricault (1791 - 1824). Ma la prima tesi, cio quella derivata dal poeta
inglese Byron, provata, anche se in modo non proprio diretto, dai richiami evidenti
nell'impianto compositivo alle tavole predisposte da G. Cruikshank per le illustrazioni
delle scene di Byron.
Delacroix, pi degli altri, ha fatto sentire la violenza della passione. Quindi nella
fattispecie ha presentato il Don Giovanni insieme a dei naufragi. Dietro a questa pittura
c'era quindi il ricordo letterario di Lord Byron. Quest'ultimo era un poeta singolare e
strano, perch ha avuto un attivit poetica nel primo periodo della sua vita completamente
diversa dalla seconda. Nella prima era un romantico che parlava di amore e di passione,
nella seconda divenne feroce, crudele, sarcastico. Byron fu un ispiratore di Baudelaire.
Quando Don Giovanni discese verso l'onda sotterranea e quando ebbe dato il suo obolo a
Caronte, un cupo mendicante, l'occhio fiero come Antistne, con braccio vendicatore e
forte afferr ogni remo.
* Caronte. Nella religione greca e nella religione romana, Caronte (in greco="ferocia
illuminata") era il traghettatore dell'Ade. Come psicopompo trasportava i nuovi morti da
una riva all'altra del fiume Acheronte, ma solo se i loro cadaveri avevano ricevuto i rituali
onori funebri (o, in un'altra versione, se disponevano di un obolo per pagare il viaggio);
chi non li aveva ricevuti (o non aveva l'obolo) era costretto a errare in eterno senza pace tra
le nebbie del fiume (o, secondo alcuni autori, per cento anni)
Caronte quindo il traghettatore dei morti da una parte dell'altra del fiume. Bisognava
pagare il traghettatore, per cui l'uso dei Greci era quella di mettere una moneta in bocca al
morto, perch poi la potesse dare al traghettatore. Nella poesia c' un cupo mendicante.
il mendicante che non ha bestemmiato e che adesso vuole vendicarsi, ed cupo con
occhio fiero come Antistne. Quest'ultimo un filosofo cinico cio nel senso che faceva
parte della scuola cinica. Lui era un discepolo di Soccrate che fu maestro di Diogene,
quindi IV-V sec.
* Antistene (Atene, 444 a.C.365 a.C.) stato un filosofo greco antico. Fu allievo di Gorgia
e discepolo di Socrate, fond la scuola cinica, cos chiamata perch i cinici si riunivano nel
Cinosarge, il ginnasio ateniese dove erano accettati anche i "semi-cittadini" (Antistene era
stato infatti ostracizzato da Atene), e per questo i suoi allievi furono chiamati Cinici
(letteralmente Cinosarge significa "cane agile", da cui sarebbe derivato il nome di "cinici").
Fu maestro di Diogene di Sinope che fu certamente il cinico pi famoso e divenne noto
come il Socrate pazzo.
I cinici quindi si chiamavano cos perch si radunavano nel liceo Cinosarge. Cinico un

termine che arriva dal greco, kynikos che significa cane. Nome dispregiativo dato ai
discepoli per dire che abbaiavano come dei cani e perch vestivano poveramente con
mantello lacero e barba incolta o perch, usavano atti sconci e mordaci. Un cinico una
persona che mostra di non avere alcun valore. Cinico, nell'accezione originaria, era invece
uno che aveva, al contrario, un altissimo senso della moralit e rimproverava tutto quello
che andava verso un senso di dissolutezza dello spirito. attribuita ad Antistene nel suo
rifiuto delle cose che potevano portarlo fuori dalla moralit. Antistene diceva: preferirei
essere pazzo piuttosto che godere. Il godimento ti porta fuori di se e il godimento si allude
a piacere sessuale.
Ci sono le donne di Don Giovanni e sono donne non accolte, non accettate e invecchiate.
Una donna invecchiata mostra un seno che scende e hanno le vesti aperte, cio che hanno
dato via il sesso. Queste donne si sono mostrate aperte al sesso ed hanno i seni penduli.
Loro quindi con il vestito aperto hanno dato il loro corpo nudo a Don Giovanni per
adesso si torcono dal dolore, dalla rabbia, dall'umiliazione e sono come un mucchio di
pecore. Il seduttore quando ha sedotto ha abbruttito la sua vittima e se il seduttore ha
10.000 donne, queste non sono pi donne, sono bestie, di cui si servito per il suo piacere
occasionale. Le donne abbandonate dall'uomo che gli ha sedotto sono diventate bestie.
Sganarello il servo di Don Giovanni che cerca nel suo piccolo di dare una lezione a lui,
dicendoli: padrone siate buoni, padrone rendetevi conto che potrete andare all'inferno. Il
Don Giovanni per si fa beffe. In tutte le elaborazioni c' sempre un servo che cerca di fare
la morale al padrone. Nel Don Giovanni di Molire, quando tutto succede, a Sganarello
non importa niente. Essendo un servo, gli importa soltanto di essere pagato. Alla fine
Sganarello chiede la sua ricompensa. Mentre Don Luigi con un dito tremante, padre di
Don Giovanni che stato irriso dal figlio, mostrava tutti i morti che erravano sulle rive il
figlio audace, tracotante, sfrontato che insulto la sua fronte bianca. Una di queste donne
stata sua moglie, Elvira. Lei rappresentata come casta e magra. Casta perch rimasta
all'asciutto, abbandonata da lui e magra perch la donna amata viene rappresentata
tradizionalmente con carni addosso che possono sollecitare l'uomo.
Elvira vicina allo sposo perfido che fu il suo amante. Perfido deriva dal latino perfidus che
significa colui che tradisce la fede. Lei sembrava richiamare un supremo sorriso. Lei vuole
almeno un sorriso. Un sorriso che gli ricorda il giuramento d'amore che gli aveva fatto. Poi
vicino, dritto nella sua armatura c' il commendatore, un uomo alto, implaccabbile sta alla
barra del timone cio deve portare fino in fondo Don Giovanni. Don Giovanni ha perduto
ed stato condannato all'inferno, ma lui orgoglioso, superbo e dice al lettore: tu credi
che io sia pentito, io non son pentito. Dio pu farmi tutto il male che vuole ma io rimango
fiero chiuso in me stesso. Tu mi punisci, ed giusto che mi punisci, ma io non mi pento.
Quindi rimane il calmo eroe curvo. Da notare la differenza fra il commendatore che sta
dritto e lui curvo che guarda la spada che come simbolo della sua volont di lottare,
anche l in questa condizione sul fiume dell'inferno.
Come la racconta Tirso de Molina
Nell'opera si racconta di don Giovanni che fugge da Napoli dopo aver ingannato la
duchessa Isabella. Giunto a Siviglia, don Giovanni si innamora di Anna, figlia di don
Gonzalo de Ulloa. Quando per Anna scopre che lui la sta ingannando, chiama in aiuto il
padre che accorre per vendicare la figlia. Ma don Giovanni lo uccide. Dopo altre
avventure, altri innamoramenti e altre scelleratezze, don Giovanni torna a Siviglia e in una
chiesa vede una statua di marmo di don Gonzalo, l'uomo che lui ha ucciso. Senza alcuna
commozione, per beffa lo invita a cena. La statua risponde con voce d'oltretomba e accetta

l'invito. Tutto questo per non spaventa don Giovanni che riceve a cena don Gonzalo e si
lascia a sua volta invitare a un sinistro convito presso la cappella degli Ulloa. Dopo una
cena piena di orrori, don Giovanni, che rifiuta ogni pentimento e piet per la persona che
ha ucciso, trascinato dalla statua di marmo nell'inferno.
e nella musica
Tra le tante opere su don Giovanni la pi celebre quella di Mozart su libretto di Lorenzo
Da Ponte (1787) che, riprendendo direttamente da Tirso de Molina, ci presenta un don
Giovanni peccatore e impenitente, privo di ogni morale, capace di sfidare la morte. Don
Giovanni finisce all'inferno per mano del padre di donna Anna, come nella tradizione.
Alcune arie di Mozart sono particolarmente famose. Tra queste vi quella del catalogo in
cui Leporello, servo di don Giovanni, elenca a donna Elvira, ingannata anch'essa, la lista
delle donne amate del suo padrone.
Leporello aggiunge che don Giovanni si innamorava di tutte, sia belle che brutte, sia
bionde che brune, sia magre che grasse, sia ricche che povere. Sono esagerazioni, che
servivano a Mozart per mettere un po' di ironia scherzosa nel suo don Giovanni.
Difatti la figura di don Giovanni rappresenta colui che pensa solo ai piaceri, che segue solo
i suoi istinti e non si cura degli ideali, degli insegnamenti della morale o della religione.
Ma proprio in questo sta il fascino di don Giovanni e proprio per questo diventato
popolare.
Lezione 08-04-2013
XXII - Parfum exotique
Quand, les deux yeux ferms, en un soir chaud d'automne,
Je respire l'odeur de ton sein chaleureux,
Je vois se drouler des rivages heureux
Qu'blouissent les feux d'un soleil monotone;
Une le paresseuse o la nature donne
Des arbres singuliers et des fruits savoureux;
Des hommes dont le corps est mince et vigoureux,
Et des femmes dont l'oeil par sa franchise tonne.
Guid par ton odeur vers de charmants climats,
Je vois un port rempli de voiles et de mts
Encor tout fatigus par la vague marine,
Pendant que le parfum des verts tamariniers,
Qui circule dans l'air et m'enfle la narine,
Se mle dans mon me au chant des mariniers.
Quando, con gli occhi chiusi, in una sera calda d'autunno,
respiro l'odore del tuo seno ardente,
vedo svolgersi due rive felici
che abbagliano i fuochi d'un sole monotono;
un'isola pigra dove la natura da
alberi strani e frutti saporiti,
uomini il cui corpo snello e vigoroso,
donne il cui occhio abbaia per la franchezza

Guidato dal tuo odore verso climi fascinosi,


vedo un porto stipato di veli e di alberi
ancora spossati dall'onda marina,
mentre il profumo di verdi tamarindi,
che circola nell'aria e mi riempie le narici
e si mescola nella mia anima al canto dei marinai.
Questa tipica poesia di Baudelaire. Lui un scrittore di scrittura apparentemente facile,
diversamente da Malarm, Rambaud. Con una lettura assai semplice riesce a dare delle
straordinarie profondit che spesso alla critica sfuggono.
Leggere una poesia di Baudelaire diventa quindi difficile perch bisogna estrarre i sughi
poetici, l'atmosfera, senza a volte soffermarsi sui dettagli che era una cosa che lui non
faceva come al contrario Apollinaire faceva.
La poesia parla di un contatto amoroso fra il poeta e la donna amata e immagini esotiche
che questo contatto susciterebbe.
La scena la si pu immaginare cos: c' una spiaggia, si in riva al mare e i due amanti
stanno sdraiati sulla spiaggia a prendere il sole. La traduzione con gli occhi chiusi in
realt sbagliato perch si dovrebbe tradurre i due occhi chiusi.
I due occhi chiusi vuole dire un immergersi completamente nell'atmosfera in cui ci si
trova. Si in una sera calda d'autunno. Perch non si una sera d'estate? Perch l'estate
troppo violenta, troppo forte con i calori. Mentre invece l'autunno, a patto che sia una sera
calda, da l'idea di un culmine, di un trionfo ormai della bella stagione, in cui il caldo i
mantiene, ma ci sono delle promesse melanconiche di fine. E che sia un necessario un
senso di fine in questa poesia non vi alcun dubbio. Se diceva estate si sarebbe persa il
concetto di melanconia che l'autunno ha in se. Qui invece la parola autunno riesce a dare
due concetti: da una parte il senso di melanconia e di fine e dall'altra parte il senso di
calore. L'uomo partecipa sensualmente alla donna e respira l'odore del suo senso. Da
notare che Baudelaire non dice annusa l'odore ma respira l'odore. Respirare significa
abbrancare quest'odore in un modo pi profondo.
* Abbrancare: afferrare con forza qualcuno o qualcosa.
Questo seno caldo. Un seno una cavit e ci richiama in mente una situazione
primordiale, una situazione infantile. Il bimbo il primo contatto che ha il seno della
mamma. Noi abbiamo bisogno di una tana che l'utero, che il seno e non di qualcosa
che respingente.
Gli esseri umani sono concavi o convessi. Convesso qualcosa di penetrante e di
respingente. Concavo qualcosa che accoglie. Per conformazione anatomica il maschio
convesso, la donna concavo. Dal punto di vista psicologico l'incontro fra convesso e
concavo presenta affascinanti difficolt perch magari, la donna concava, per natura,
convessa come carattere e viceversa. Noi stessi abbiamo una parte in noi psicologicamente
predominante che non sappiamo se non nella pratica dell'esistenza.
Nella poesia c' l'immagine di un uomo che sta dentro un grembo. Questo grembo un
seno femminile che di per s qualcosa di confortante e riparatorio. Si tratta di una tana
accogliente. Lui si sta immergendo in lei come in una sorta di tana primordiale, cio di
utero. Gli occhi sono chiusi per stare nell'atmosfera di questa intimit.
Questa situazione di incontro amoroso una situazione che prelude alla scena che segue.
Lui ha la faccia immersa fra i due seni e si pu immaginare che i due seni diventano due
rive di un corso d'acqua. Sono rive felici. Questa felicit parte da qualcosa che legato a
due fatti: alla carne, cio al sesso e alla tana. Uno pu essere felice a partire da questa

immersione nella concavit. I bambini e gli anziani a 80 anni vogliono stare in una
situazione protettiva. Le case loro sono piene di oggettini, di piccole cose che le
contraddistinguono, di fotografie, di piccoli santuari e queste non sono che delle tane, per
rifugiarsi dalla durezza del tempo che passa. Noi dappertutto cerchiamo una situazione di
concavit, di tana. Da questa tana, si comincia a immaginare la felicit.
Queste rive che vengono immaginate sulla base dei seni sono abbagliate dai fuochi di un
sole monotono. Da notare la bellezza dell'aggettivo monotono, perch il sole sempre
quello. Noi sotto al sole abbiamo bisogno di questa continuit di luce e di calore. Noi
abbiamo bisogno delle monotonia del sentimento amoroso. Se un amica o l'amoroso
cambia modo di essere, ci trafigge il cuore o si provoca un senso di preoccupazione. La
monotonia che di per se un concetto noioso, brutto, fastidioso e pure noi vogliamo
sempre quella.
A questo punto il sogno quella di un isola pigra dove ci siano delle cose esotiche, alberi
strani, frutti saporiti, uomini e donne esotiche. L'isola un luogo di separazione dal
mondo. L'uomo nato per lavorare ma tutti siamo attratti in modo affascinante dalla
pigrizia, dove proviamo un senso di sollievo e magari unito al senso di colpa. Questi
uomini sono come da copertina, snelli e vigorosi e le donne hanno una franchezza. L'idea
di Baudelaire che le donne siano segrete, che mentano agli uomini, che siano false e
piene di misteri. Questa l'idea che hanno tutti gli uomini che non conoscono le donne che
invece sono delle povere criste come anche gli uomini. Invece nella poesia in questo luogo
di felicit si immagina che la donna sia sincera e franca. Baudelaire a distanza di pocchi
versi ripete il sostantivo odore e usa una aggettivo banale come charmant. Questo perch,
essendo il concetto molto importante, il poeta se ne frega di usare aggettivi banali. Egli gli
usa tranquillamente, anzi pi sono banali pi viene fuori la forza del concetto. Lui vede un
porto rempli, pieno, anzi riempito di veli e alberi. Rempli quindi non pieno. Lui vuole
dire che sono arrivate delle barche da fuori e lo hanno stipato, riempito. Dicendo poi che
questi alberi e vele sono affaticati, come se li rende persona. Questi alberi e vele vengono
personalizzati e si da l'idea che si siano stancati per esser state al largo e adesso sono
raccolte nel porto. intanto il profumo di verdi tamarindi, che circola nell'aria, mi riempie
le narici e si mescola nella mia anima al canto dei marinai. Tamarindo una albero
sempreverde, con baccelli sfruttati anche per fare una bevanda. I marinai cantano perch
sono soli e quindi cantano per tenersi compagnia.
Lezione 09-04-2013
XXIV [JE T'ADORE L'GAL...]
Je t'adore l'gal de la vote nocturne,
O vase de tristesse, grande taciturne,
Et t'aime d'autant plus, belle, que tu me fuis,
Et que tu me parais, ornement de mes nuits,
Plus ironiquement accumuler les lieues
Qui sparent mes bras des immensits bleues.
Je m'avance l'attaque, et je grimpe aux assauts,
Comme aprs un cadavre un chur de vermisseaux,
Et je chris, bte implacable et cruelle!
Jusqu' cette froideur par o tu m'es plus belle!

Ti adoro come la volta notturna,


o vaso di tristezza, o grande taciturna;
e ti amo tanto pi bella quanto pi mi fuggi,
e quanto pi mi sembri, ornamento delle mie notti,
pi ironicamente accumulare leghe miglie
che separano le mie braccia dall'immensit azzurre.
Mi avanzo verso l'attacco, e mi arrampico sugli assalti,
come una schiera di vermi dietro a un cadavere,
e amo o bestia implacabile e crudele!
Persino la freddezza attraverso cui mi sembri pi bella.
Questa poesia e la seguente, numero xxv, sono legate fra di loro. Sono due poesie, d'amore
in senso lato, di sfogo violento dei propri sensi, attribuibili, almeno la prima, a un periodo
giovanile cio caratterizzato da una sorta di inesperienza. In realt le poesie sono gi
estremamente solide e abili e ci fanno entrare nel mondo amoroso Baudelairiano che un
mondo estremamente egocentrico, perch la presenza dell'altro assolutamente
accessoria, come anche in Proust. Nella storia della lirica europea italiana si trovano pocchi
casi in cui l'interlocutore amoroso abbia una sua effettiva consistenza. Un caso senz'altro,
quello di Beatrice, cos non invece Laura di Petrarca. Quello che conta il dolore del
poeta che desidera l'oggetto d'amore. Se la dinamica amorosa la si trasporta a degli assunti
religiosi, quello che importa non il fatto che Dio-l'oggetto d'amore ami l'uomo, ma il
rapporto che ha Dio con l'uomo. La cosa davvero importante che uno ami qualcuno e
non che sia amato da qualcuno. La ragione per cui Beatrice dantescamente una figura
cos solida, perch Beatrice (colei che rende beato) ha una straordinaria funzione di
mediatrice fra l'uomo e Dio. Al di l del fatto che sia amata da Dante, ha una sua
consistenza, ma normalmente nelle donne della letteratura quello che importa il
sentimento del poeta. Le donne a Baudelaire, nella loro soggettivit eventuale, non li
importa niente. Le donne sono viste in un oggettivit assoluta. Molti si sono affannati a
spiegarsi chi poteva essere una tale donna di cui parla Baudelaire nelle sue poesie,
arrivando a risultati spesso insoddisfacenti e a volte ridicoli. Baudelaire ha amato una
donna nel segno della stranezza, della originalit, della mostruosit, perch era una
mulatta la donna che lui ha amato e si chiamava Jeanne Duval. Era una cosa mostruosa
perch non si poteva ammettere l'amore per una donna di colore. Poi ha amato, si fa per
dire, delle prostitute. Una di costoro degna di menzione, e si chiama Sarah la Luochette
ed probabilmente la persona a cui dedica la poesia. Sarah gli ha trasmesso la sifilide per
cui Baudelaire morto. Infatti lui morto a 46 anni di postumi della sifilide, caratterizzato
dalla demenza, per cui lui era molto pazzo. La sifilide in genere fa diventare anche ciechi.
Per chi frequenta una facolt di lettere, la filologia dovrebbe essere una madre intoccabile.
La filologia quella scienza che ci dice come un testo letterario si costruito, quale storia
ha avuto, quali versioni diverse ha presentato nelle successive scritture. L'obiezione del
professore della filologia che di questa si pu fare non un buon uso. Comunque noi non
possiamo prescindere dalla filologia. Se la lettura di un testo si riduce a dire il personaggio
che si presenta tale, ci sono state delle giunture e non si entra nel merito del discorso
poetico. Cos facendo non si da prova di intuizione. Bisogna guardare scavalcando.
Quando si legge un testo letterario bisogna avere un doppio sguardo, uno sguardo sulla
parola e uno sguardo pi lontano, per capire dove va questa parola, quale il contesto in cui
emersa. Uno quando in macchina non pu guardare solo la macchina davanti se no

quando questa ferma ci vai a sbattere ma bisogna dare uno sguardo pi lontano.
Su poesie come queste si possono dire alcune cose precise:
- che la donna non esiste, c' proprio un assenza di donna con nome e cognome;
- che esiste soltanto il problema dell'uomo e quindi la solitudine del poeta amante;
A questo concetto di badare soltanto il punto di vista dell'amante, figura presente in
Petrarca, al quale non importa nulla di Laura, ma pensa soltanto a se stesso. L'amante nella
tradizione lirica europea solitario.
Si vede un altra cosa, una violenza espressiva che potrebbe sembrare persino ingenua e
infantile, come lo sono in genere tutte le manifestazioni di violenza. Se non che, a una sua
autenticit, a una sua forza, per cui non vediamo pi l'aspetto ingenuo, ma semmai
vediamo l'aspetto sublime. La categoria dell'infantile confina con il sublime. Nei romanzi
di Dostoevskij c' un discrimine sottilissimo fra infanzia e sublimit, per esempio
nell'Idiota, in Delitto e Castigo, nei I Demoni e anche nei Fratelli Karemzov.
Tradurre Baudelaire difficile. In realt lui usa un lessico molto semplice che nel ritmo
della frase francese ha un suo senso, trasportarle nel ritmo linguistico italiano, queste
parole diventano pesanti e perdono il senso. Baudelaire scrive molto spesso in
alessandrino, che un verso pari, in Italia non ci sono versi pari, ma endecasillabi, quelli
che sono pari fanno ridere, servono per parodie.
Io ti adoro come la volta notturna un verso bello. La volta notturna l'immagine
dell'infinito: il cielo con le stelle, con la luna. O meglio una cosa pi alta che un essere
umano possa avere. Quando noi amiamo qualcuno usiamo l'enfasi. Quando due amanti si
amano, che un periodo breve nell'esistenza, l'iperbole il modo con cui si separa.
Quando uno chiede per quando tempo mi amerai l'altro rispenderebbe per tutta la vita e
oltre la vita; questa un iperbole che si dice. Se uno non ricorre al linguaggio amoroso
dell'iperbole la persona risponde, aggrottando le ciglia, ti amer per 10 anni, tre mesi e un
giorno. Ma come risponde l'altro, solo 10 anni, allora l'altro dice 17. A questo punto
l'amato insoddisfatto potrebbe replicare, ma dopo che succeder. Dopo il nulla, risponde
l'altro. Se noi incontrassimo nella vita una tale persona saremo sconcertati, perch calcola i
sentimenti come si calcolano le gocce della medicina che uno deve prendere. L'iperbole
quello che caratterizza il linguaggio sentimentale e quindi il verso Je t'adore l'gal, che
da intendere ti amo come le cose che pi al mondo si possono avvicinare a Dio.
* iperbole. Figura retorica che consiste nell'ingigantire o diminuire la realt per rendere
pi incisivo il proprio discorso (p.e. te l'avr detto mille volte); estens. amplificazione,
esagerazione
La parola vaso interessante. Se uno ha una cultura cattolica saprebbe dire dove si trova
la parola vaso. La parola ha a che fare con le litanie, una pratica religiosa, in particolare
con le litanie alla Madonna.
* litania Nella liturgia cattolica, brevi invocazioni rituali rivolte a Dio, alla Madonna o ai
santi da parte di un ministro del culto, a ciascuna delle quali i fedeli rispondono con una
formula (p.e. ora pro nobis, prega per noi)
Come nasce questa storia della Madonna come vaso? Perch il termine vaso ampiamente
usato nelle scritture in riferimento al calice della comunione. Diciamo per che il concetto
di vaso diventato famoso quando un amico di Ges, che si chiamava, Giuseppe di
Arimatea, tolto il corpo di Cristo dalla croce, lo port nella tomba di famiglia, caddero
delle gocce di sangue che vennero raccolte in un vaso.
* Giuseppe di Arimatea un personaggio del Nuovo Testamento. Giuseppe svolge un
ruolo di rilievo nei racconti della passione di Ges contenuti nei vangeli canonici, in cui
depone Ges morto dalla croce e lo mette nella tomba. Nei vangeli sinottici l'episodio si

ripete secondo uno schema ben determinato: presentazione di Giuseppe, richiesta del
corpo di Ges a Pilato da parte di Giuseppe, che poi lo depone dalla croce, lo avvolge in
un sudario e lo mette nella tomba, che viene chiusa. Durante il medioevo sorsero alcune
leggende che lo collegano alla Britannia e al mito del Santo Graal.
Questo vaso con il sangue di Cristo viaggio per il mondo. Qui diverse leggende e versioni
si incrociano. Il vaso and a finire in Britannia e di qui tutto il ciclo narrativo dei cavalieri
della tavola rotonda d re Art. Si chiama Santo Graal. Graal viene dal latino gradale che
vuole dire vaso. C' inizialmente il vaso che vuole dire gradale, graal che ha accolto il vaso
di Cristo. Ma poi c' il vaso che la Madonna.
* graal designa in francese antico una coppa o un piatto e probabilmente deriva dal latino
medievale gradalis, con il significato di "piatto", o dal greco ("vaso"). In particolare
secondo la tradizione medievale il Graal la coppa contenente il sangue di Ges Cristo
utilizzata nell'Ultima Cena. Proprio per aver raccolto il sangue di Ges, tale oggetto
sarebbe dotato di misteriosi poteri mistico-magici.
Secondo il racconto dei Vangeli sinottici (Matteo 26,26-29; Marco 14,22-25; Luca 22,15-20),
durante l'Ultima Cena Ges prese il pane, lo spezz, lo diede ai suoi discepoli e disse:
"Prendete e mangiatene tutti, questo il mio corpo offerto in sacrificio per voi"; poi prese il
calice, rese grazie, lo diede ai suoi discepoli e disse: "Bevetene tutti, perch questo il mio
sangue dell'alleanza versato per voi e per molti in remissione dei peccati".
Il giorno dopo, Venerd Santo, Ges fu crocifisso. Quando venne deposto dalla croce uno
dei suoi discepoli, Giuseppe d'Arimatea, lo avvolse in un lenzuolo e lo port nella tomba
di famiglia che si era da poco fatta costruire l vicino. Robert de Boron, autore del Roman
dou l'Estoire de Graal ou Joseph d'Arimathie (secolo XIII) aggiunge a queste vicende un
episodio che non compare n nei vangeli canonici n negli apocrifi: mentre il corpo di
Ges veniva lavato e preparato per essere sepolto, alcune gocce di sangue uscirono dalla
ferita infertagli dal centurione; Giuseppe le raccolse nella stessa coppa che era servita per
la consacrazione dell'Ultima Cena. Giuseppe lasci poi la Palestina e si rifugi in Britannia
con il Sacro Graal, raggiungendo la valle di Avalon (identificata gi con Glastonbury) che
sarebbe diventata il primo centro cristiano oltre la Manica.
La Madonna ha accolto in s Ges Cristo ed ecco perch nelle litanie alla Madonna c' il
ritorno della parola vaso. Qui il poeta sta parlando della donna amata e gli viene quasi
istintivo sentirla come una Madonna, come una creatura divina e salvifica. Lui sente
questa donna come un vaso che per un vaso di tristezza. Subito dopo il poeta aggiunge
che la donna triste e taciturna. L'interpretazione che il professore da perch lei chiusa
in una sua inaccessibilit e questo fa si che non possa spendersi in sorrisi, in concessioni
futili di se stessa. La tristezza della donna amata come una sorta di sigillo della sua
nobilt, ecco perch la chiama vaso di tristezza.
Io ti amo, dice il poeta, tanto pi bella, in quanto tu mi fuggi. Questo un topos (tema
ricorrente) che vediamo continuamente apparire, come anche in Proust, cio io amo una
persona soltanto quando fugge. L'umanit si divide in due categorie, quelli che vengono
sollecitati dal fatto che la persona amata fuga e allora sentono di amarla di pi, perch
sentono che di maggior pregio. In realt noi siamo portati a valutare la nostre cose
quando sentiamo che gli altri lo desiderano. Un critico letterario francese, Ren Girard
dice: Noi amiamo le cose che gli altri amano. Una seconda categoria dell'umanit invece
si incavola quando l'essere amato fugge. Se una ragazza, amata dal professore, cercava di
fuggire, lui non si ingelosiva ma sentiva cadere dentro ogni desiderio. Ma molti altri

invece hanno il bisogno che la persona fuga per sentirsi irresistibilmente attratti da questa
persona. La formulazione del concetto io ti amo quanto tu pi mi fuggi una
formulazione molto ingenua. Una frase di questo genere noi lo possiamo aspettare da una
ragazzina di terza media. Quello che sembra ingenuo in Baudelaire accettato da lui ed
presentato al lettore perch ha una tale potenza e una tale intensit, che solenne. Quindi
l'ingenuit non la vedi pi, vedi la forza del concetto. La migliore cosa che uno pu
pensare prima di andare a dormire sono i pensieri erotici perch possono essere dei
giochetti disincarnati che portano lontano dall'esistenza. Se uno comincia a tirare in ballo
l'esistenza, tra rimpianti, rimorsi, rabbia, umiliazioni, paure non si addormenter. Il
pensiero erotico come lo spot pubblicitario, che ha una funzione, quasi spesso nella sua
stupidit, notevole perch ci consente un rilassamento mentale. Anche la stessa ripetitivit
dello spot in qualche modo rassicurante. Noi abbiamo bisogno della ripetizione. La
ripetizione quindi ha un suo valore. Mi pare ornamento delle mie notti, cio le notti sono
buie, fosche, pieni di pensieri tristi, ma tu sei come la collana che indossa la mia notte, sei
l'anello della mia notte. Pi ironicamente sembri accumulare dai chilometri delle leghe
delle miglia, pi di quelle che separano me dal cielo. Il concetto di ironia fondamentale
nel Romanticismo. Ironia significa distacco. L'ironia la lontananza che venne teorizzata
nel 1798 da Friedrich Schlegel nella prefazione a un libretto semi-pornografico, che si
chiama Lucinde. Schlegel uno dei grandi autori che hanno creato la psicologia romantica.
* Schlegel, Friedrich von uno scrittore e filosofo (Hannover 1772 - Dresda 1829).
L'Ironia romantica. Essa poggia sul presupposto dell'attivit creatrice dell'Io assoluto.
Identificandosi con l'Io assoluto, il filosofo o il poeta (che molto spesso coincidono, per i Romantici)
portato a considerare anche la realt pi salda come un'ombra o un gioco dell'Io: portato cio a
sottovalutare l'importanza della realt, a non prenderla sul serio. Secondo Friedrich Schlegel,
l'ironia la libert assoluta di fronte a qualsiasi realt o fatto: "trasferirsi arbitrariamente ora in
questa ora in quella sfera come in un altro mondo, non solo con l'intelletto e con l'immaginazione
ma con tutta l'anima; rinunciare liberamente ora a questa ora a quella parte del proprio essere, e
limitarsi completamente a un'altra; cercare e trovare il proprio uno e tutto ora in questo, ora in
quell'individuo e dimenticare volutamente tutti gli altri: questo pu solo uno spirito che contiene
in s come una pluralit di spiriti e tutto quanto un sistema di persone, e nel cui intimo l'universo
che, come si dice, in germe in ogni mondo, s' dispiegato ed pervenuto alla sua maturit"
(Fragmente, 1798,

Quando il poeta dice ironicamente accumulare le leghe vuole dire che la distanza che ella
genera intorno a se una distanza immensa. Quando uno ama una persona sente che
questa persona fasciata dalla sua propria distanza ed questo che fa scattare l'amore. Se
uno sente una persona che ti sta attaccata l'amore non c'. Se Dio non fosse distante, ma
venisse a porta a porta da Bruno Vespa non sarebbe amato. Con mi arrampico sugli assalti
vuole dire che li va addosso, idealmente, come una schiera di vermi su un cadavere.
Allora uno pu chiedersi che la donna amata viene paragonata a un cadavere. Quello che
conta non che la donna sia un cadavere ma che lui, il poeta, un verme che si attacca a
lei come se fosse un cadavere. La freddezza l'ostacolo fra lui la donna amata ma tutto
quello che circonda l'oggetto d'amore bello. Allora perfino la freddezza che lo separa da
lei, diventa oggetto d'amore.
Lezione 11-04-2013
XXV TU METTRAIS L'UNIVERS ENTIER
Poesia connessa con la precedente. Si tratta di poesie giovanili che hanno una particolare
antonomastica e violenza nel descrivere il sentimento amoroso e la critica a cercato, tutto

sommato un po pedante, di riconoscere chi fosse la persona nascosta dietro la figura della
donna. La cosa utile dal punto di vista filologico, ma se si tratta di una donna o un altra,
non cambia le cose. L'oggetto d'amore femminile della letteratura sempre qualcosa di
emblematico, di un immagine trascendente, di divinit.
Baudelaire aveva questa specie di predilezione sessuale per una donna di colore, perch
una donna innaturale. La donna pura e perfetta secondo la tradizione una donna bianca
e bionda.
Nella poesia non si sa di certo se si parla di Jeanne Duval o della prostituta Sarah, ma forse
si tratta proprio di quest'ultima. Certo che c' un ricordo letterario molto preciso della
donna che ti distrugge. Questo un mito antico e nella letteratura classica, greca e latina
soprattutto la Lesbia di Catullo.
Catullo, nato a Verona attorno all'84 a.C., si trasfer nella capitale in giovane et, entrando
immediatamente in contatto con l'intellighenzia romana. Di lui rimangono 116 carmi, raccolti nel
"Liber Catullianus", in gran parte dedicato alla sua appassionata vicenda d'amore per Lesbia; in
altri componimenti si abbandona al gioco letterario, alla celebrazione dell'amicizia e alla satira
politica. Musa ispiratrice delle liriche Lesbia, pseudonimo scelto per rendere omaggio alla poetessa
greca Saffo , vissuta appunto a Lesbo, fra il VII e il VI secolo a. C.
Due sono i punti di vista di Catullo nei confronti di Lesbia: da una parte ella viene descritta come
donna ideale, protagonista di un grande amore, intenso sia fisicamente che mentalmente; dall'altra,
nei momenti di crisi fra i due, viene descritta dal poeta in modo molto disincantato, con gli occhi
dell'amante deluso. Dal tutto, emerge il ritratto di una donna molto affascinante che attrae in
maniera morbosa il giovane ed inesperto Catullo, e che lo tormenta con il suo modo di vivere
l'amore. Odio e amo, forse mi chiederai come sia possibile? Non so, ma proprio cos e mi tormenta. Da
questo breve ma intensissimo componimento appare che Catullo non sa spiegarsi la contrastante
natura dei sentimenti che prova per la donna amata e che questa consapevolezza del non sapere lo
fa soffrire. Catullo cos emblema dell'uomo che entra nella vorticosa spirale di un amore difficile.
Egli consapevole di non essere nemmeno il suo solo amante, lo si evince da vari carmi, ma
nonostante questo egli la ama pazzamente.

Nella donna corrotta attraggono alcune cose: che si possono commettere con questa donna
delle orrendezze sessuali che con la propria moglie non possono essere praticati. In Orazio
c' un elogio dei bordelli, il quale diceva: per fortuna esistono le puttane. Il proibito attrae
sempre. Ci sono uomini che possono amare donne solo a pagamento. Baudelaire era in
una condizione del genere. Tutto quello che era naturale a Baudelaire non piaceva. A lui
piaceva l'artificio. Non gli piaceva la natura, un prato verdeggiante con dei fiorellini e
uccellini cinguettanti, ma gli piaceva una costruzione, un edificio costruito in una citt.
Questo perch dietro la natura non c' la mano dell'uomo, dietro l'edificio invece si.
Quindi la donna naturale a lui non piace, la quale viene ritenuta sciocca e stupida e ma
non che venga ritenuta intelligente la prostituta. Lui ha una visione assolutamente
totalizzante di donna oggetto. Ma come in altri scrittori, per esempio Fluabert, questa
donna oggetto degradata, che non pu avere una testa e un anima, essendo padrona della
vita del amato, diventa una sorta di Dio. Quindi esiste da una parte l'idea di donna
oggetto, di carnaccia da letto, e dall'altra parte questo stesso corpo diventa Dio.
Tu mettrais l'univers entier dans ta ruelle,
Femme impure! L'ennui rend ton me cruelle.
Pour exercer tes dents ce jeu singulier,
Il te faut chaque jour un coeur au rtelier.
Tes yeux, illumins ainsi que des boutiques

( lettura: min. 9 )

Et des ifs flamboyants dans les ftes publiques,


Usent insolemment d'un pouvoir emprunt,
Sans connatre jamais la loi de leur beaut.
Machine aveugle et sourde, en cruauts fconde!
Salutaire instrument, buveur du sang du monde,
Comment n'as-tu pas honte et comment n'as-tu pas
Devant tous les miroirs vu plir tes appas?
La grandeur de ce mal o tu te crois savante
Ne t'a donc jamais fait reculer d'pouvante,
Quand la nature, grande en ses desseins cachs
De toi se sert, femme, reine des pchs,
De toi, vil animal, pour ptrir un gnie?
fangeuse grandeur! sublime ignominie!
Tu porteresti l'universo intero a letto,
donna impura! La noia rende la tua anima crudele.
Per esercitare i tuoi denti in questo gioco singolare,
hai bisogno ogni giorno di un cuore rastrelliere.
I tuoi occhi illuminati, cos come i boutique
e i lampioni fiammeggianti nelle feste pubbliche,
ricorrono insolentemente a un potere prestato,
senza conoscere mai la legge della bellezza.
Macchina cieca e sorda, feconda crudelt!
Strumento salutare, tu che bevi il sangue del mondo,
come non hai vergogna e come non hai visto impallidire
davanti a tutti gli specchi il tuo fascino?
la grandezza di questo male di cui ti credi sapiente
non t'ha dunque mai indietreggiare di spavento,
quando la natura, grande nei suoi disegni nascosti,
di te si serve, oh donna, regina dei peccati,
- di te, animale vile - per massacrare un genio?
O fangosa grandezza! sublime ignominia!
La poesia estremamente emblematica di Baudelaire per questo tono alto, terribile e
solenne. La parola solenne usata pi volte e riesce a darci ragione: retorica. La parola
retorica, nell'uso comune, vuole dire vuoto, grido che cerca in qualche modo di sopperire
alla realt dei sentimenti. Esprimersi in modo retorico qualcosa da considerare come
negativo.
*Retorica. Nelluso moderno, con valore spreg., modo di scrivere e di parlare ampolloso e
risonante, enfatico e sostanzialmente vuoto, privo o povero di impegno intellettuale, civile
e morale.
In Baudelaire non c' retorica perch c' una profonda fede in quello che dice. Sono parole
altissime. Il primo verso, ti porteresti a letto il mondo intero, gi inizia con un
affermazione retorica. La cosa interessante quel dans ta ruelle. Ruelle due cose:
inizialmente lo spazio che c' tra la spalliera del letto e il muro. Dal '600 in poi ruelle
anche un alcova che le signore avevano nelle camere di cui si servivano per ricevere dei

amici. Si ha un idea quindi di strettezza della situazione in cui lei ha stipato il suo letto di
uomini. Il poeta dicendo questo verso ispira un animo di rabbia e furia e poi dice donna
impura. In uno scrittore che ha genio e spirito di innovazione come Baudelaire, questo
chiamare la puttana, una donna impura fa un po ridere. Ma sulle cose dell'amore
Baudelaire estremamente tradizionalista. Quindi se da una parte non vuole la natura,
vuole l'artificio dall'altro ha l'idea di una donna sporca che ti sporca. In tutta la tradizione
occidentale comunque c' l'idea della puttana che ti contamina, non solo sul discorso di
malattia, ma nel senso che ti sporca e non ti lascia come prima; si trova in Dante. Ma non
vuole forse Baudelaire essere punito? Lui vuole essere sporcato, ed questo la ragione per
cui lui cerca la puttana altre al fatto di una cosa perversa.
La noia rende la tua anima crudele. Questa non la noia che proviamo nel vedere uno
spettacolo che non ci piace. La noia di cui egli parla una sorta di disgusto della vita e di
se stessi, quindi si ritorce rabbiosamente su di noi; ci fa schifo il mondo e noi facciamo
schifo a noi stessi. In questi casi la persona vittima di spleen non vuole pi vivere e
partecipare al gioco vitale, cio lavarsi, mangiare; come se volesse rintanarsi nel nulla,
nello sporco. Quindi questa noia rende crudele la puttana. Tu perch, dice a lei, vai con gli
uomini a pagamento? Non tanto per guadagnarci. Ma perch lei si annoia, questa una
cosa che le cambia la quotidianit dell'esistenza. La crudelt della puttana consiste che da i
propri piaceri a pagamento, (esempio, la Citt Vecchia di De Andr che parla di un
professore che da il suo stipendio a una prostituta, angosciato all'idea dei piacere che lei
potrebbe negarli, questa le stabilisce un prezzo alle sue voglie).
Quando lui dice tu eserciti i tuoi denti, paragona la puttana a un animale a un cane
feroce che uda i denti. Un cane non graffia come il gatto ma morde.
Baudelaire dice che una donna che vuole avere ogni giorno un cuore alla rastrelliera, cio
vogliono far fuori un uomo ogni giorno. Questa donna ha gli occhi illuminati come i
negozi che diventano dei lampioni da festa. La luce dei negozi ha del caratteristico, che
artificiale. Quindi una luce che serve per attrarre i clienti. Use vuole dire due cose in
francese: impiegare ma anche consumare. Queste donne usano un potere imprestato, un
potere che le da la legge della domanda e dell'offerta. Se ci sono degli uomini che chiedono
certe cose in conseguenza loro hanno potere. Quindi il potere che hanno queste donne in
diretta connessione con la richiesta che c'.
Da notare la bellezza di questo verso: senza conoscere mai la legge della loro bellezza. Non
che queste donne non siano belle, ma la loro bellezza non conta. Perch quello che conta
il duro gioco economico: io pago e tu mi fai certe prestazioni. Quindi queste donne, magari
belle non hanno mai potuto mostrare la loro bellezza perch sono prezzolate. La puttana
una macchina cieca e sorda che va avanti a bere il sangue del mondo come il vampiro. Ed
salutare strumento perch fa si che gli uomini scaglino le loro voglie su di loro e poi si
mantengono corretti nel ambito familiare. Lui poi fa questa domanda: tu non ti sei mai
vista brutta?. Perch in realt tutte le donne vedono sfiorire la loro bellezza, ma quello
che qui sembra adombrare Baudelaire e che la puttana senza tempo. Nel senso che
essendo solo un oggetto, come una penna, non pu vedere svanire la sua bellezza. L'unica
cosa che conta questo scambio commerciale, ecco perch non vede svanire la sua
bellezza. Il poeta continua a chiederle, la grandezza di questo male in cui tu ti credi
sapiente, non ti mai spaventato? Perch, segue il poeta, tu sei uno strumento della natura
che si serve per appunto di te, per massacrare tanti geni che tuttavia sono costretti a
seguire il desiderio sessuale. Nietzsche diceva: La ragione per cui non possiamo crederci
dei che abbiamo un basso ventre. E quindi, anche un uomo di alto spirito ha dei
desideri sessuali. L'ultimo verso parla con il simbolo di fangosa grandezza. Da una parte si

parla di fango e dall'altra parte si parla di grandezza, perch una persona che ha deciso di
non vivere pi per se, per dimostrare la sua spiritualit, se c', la sua bellezza fisica ma
soltanto per farsi comprare ha una sua grandezza. Chi considera l'altezza morale della
puttana? Nessuno. Nel volere nullificarsi e ridursi a nulla, la puttana ha una sua
grandezza, onde poi il poeta parla della sua ignominia sublime che ripete il concetto.
* Ignominia.cInfamia, stato di vergogna e di universale disprezzo in cui una persona viene
a trovarsi per aver compiuto atti disonorevoli.

Lezione 12-04-2013
XXX DE PROFUNDIS CLAMAVI lett.min 14 Dal profondo io grido
J'implore ta Piti, Toi, l'unico que j'aime,
Du fond du Gouffre obscur o mon coeur est tomb.
C'est un univers morne l'horizon plomb,
O nagent dans la nuit l'horreur et le blasphme;
Un soleil sans chaleur plane au-dessus six mois,
Et les six autres mois la nuit couvre la terre;
C'est un pays plus nu que la terre polaire;
- Ni btes, ni ruisseaux, ni verdure, ni bois!
Or il n'est pas d'horreur au monde qui surpasse
La froide cruaut de ce soleil de glace
Et cette immenso nuit semblable au vieux Chaos;
Je jalouse le sort des plus vils animaux
Qui peuvent se plonger dans un sommeil stupide.
Tant l'cheveau du temps lentement se dvide!

Imploro la tua piet, te, l'unica che io amo,


Dal fondo dell'abisso scuro in cui il mio cuore
caduto,
E 'un universo cupo, dall'orizzonte di piombo,
dove nuotano nella notte l'orrore e la bestemmia;
Un sole senza calore piana al di sopra per sei mesi,
e gli altri sei mesi la notte copre la terra,
E 'un paese pi nudo della terra polare;
- N bestie, n ruscelli, n verzura, n boschi!
Ora non c' orrore al mondo che sorpassi
la fredda crudelt di questo sole di ghiaccio
E questo immensa notte simile al vecchio Caos;
Io invidio la sorte degli animali pi vili
che possono immergersi in un sonno stupido,
mentre la matassa del tempo lentamente si dipana!

Questa poesia come se in qualche modo l'altro verso di quella visione della donna
prostituta, terrificante e che ti distrugge ma la stessa donna che ti distrugge pu
rappresentare un valore insostituibile, a qualcosa di divino. Questa una delle poesie pi
interessanti da questo punto di vista: cio la donna malvagia ma questa volta divinizzata.
L'accostamento tra donna amata e Dio un tema centrale in Baudelaire. Lui era
profondamente influenzato dal cattolicesimo, ma non era un cattolico. Per certi aspetti si
vede che Baudelaire era un credente, poi alla credenza forte del demoniaco, cio nel fare
del male in quanto male, ha delle implicazioni con la divinit. Un ateo no gli interessa fare
del male in quanto male, nel senso non considera neppure il concetto di male. Baudelaire,
per, aveva espressioni di profondo disprezzo nei confronti delle religione. Da ricordare la
citazione sua: Dio uno scandalo, ma uno scandalo che frutta. La poesia tratta di una
donna che la abbandonato e tutta la disperazione che segue. Ma noi non possiamo capire
bene questa disperazione, a meno che immaginiamo che la donna sia per lui il suo Dio. La

cosa spaventevole che dice Baudelaire e sviluppa Proust, che un essere umano
qualunque, la donna amata, pu diventare Dio. Oggetto di grande amore, di passione, non
sono le donne belle o uomini di particolare avvenenza o di intelligenza. Uno perde la testa
per una persona brutta, sgradevole, non solo agli occhi degli altri e cui vengono attribuiti
gli attributi di Dio, ed ecco perch in questa poesia si parla di tanta disperazione.
La poesia, che si intitola appunto De Profundis Clamavi, una preghiera della chiesa
cattolica che si canta per gli defunti. Il titolo sta a significare soffro troppo, quindi tu
donna torna a me perch io soffro, oppure, seconda interpretazione, tu oh Dio donna,
vieni da me perch soffro troppo e voglio essere aiutato. Questo chiedere aiuto un
espressione tanto umana.
Nelle bozze di stampa il poeta oscilla tra Beatrix, intitolato nel 1851 e Batrice era il titolo
nel 1855. Batrice nel senso di colei che ti salva. Dieci anni prima, Balzac aveva scritto una
novella che si chiamava Beatrix. Se uno estende il discorso, l'oggetto d'amore che ti fa
morire e poi l'unico che ti pu salvare. Nei confronti della persona che se ne andato
abbiamo un atteggiamento misterioso, sacrale perch l per l vogliamo delle spiegazioni,
tentare un nuovo passo. Man mano che il tempo passa nella solitudine, nella lontananza,
uno pensa il tempo che scorre da quella data, e a un certo momento abbiamo paura di
incontrare quella persona che ci ha abbandonato. Questa paura o terrore di incontrare
quella persona che ci ha abbandonato, fa pensare a qualcosa di divino. La persona che noi
amiamo diventato Dio. Allora ci si chiede, come mai l'idea della religione cos insita
nell'uomo? La religione stata inventata quando si cominciata a vedere morire la prima
persona cara. Ma in qualche modo, questa stregante attrazione di Dio, questa volont di
Dio, nel corso dell'esistenza si trasferisce alle persone che amiamo e quelle diventano Dio.
E come se noi non potessimo fare a meno di questa maledetta presenza di Dio, maledetta
perch ci fa soffrire, e facessimo diventare Dio la persona che amiamo; la disgrazia di
amare come dice Baudelaire. Proust dice che innamorarsi una sciagura spaventosa.
Da notare nella poesia la t maiuscolo di Te. Noi lo possiamo intendere in due modi, che si
sta rivolgendo a Dio, Dio abbi piet di me, salvami da questa sofferenza oppure che si
sta rivolgendo alla donna amata che diventata Dio ai suoi occhi. C' per una piccola
finezza stilistica che induce alcuni a pensare che si tratti di Dio, Toi, l'unique que j'aime. La
cacofonia evidente.
* cacofonia: si riferisce a un suono che risulta sgradevole all'udito per la successione
disarmonica delle note di strumenti musicali o il ripetersi di sillabe uguali o simili in un
discorso. possibile addirittura che la cacofonia venga ricercata e divenga fattore poetico
quando utilizzata per evidenziare linguisticamente le parole e i loro legami.
Dio non pu essere molteplice. Noi vogliamo che la donna o l'uomo amato sia uno e solo
per noi. Si pu immaginare che la donna amata mi ha lasciata, arriva Dio padre
onnipotente, ma non ci importa della sua presenza, noi vogliamo l'unica donna amata che
ci ha lasciata. Il fatto di questa cacofonia, dicono alcuni, da l'idea che siamo di fronte alla
donna- Dio.
Quando siamo stati abbandonati la nostra vita diventa un abisso. L'abisso un luogo
profondo, dove non si respira. Nell'abisso non riesci a guardare manco l'inizio della
voragine. Nell'abisso non c' luce. Non a caso l'inferno dantesco immaginato come un
abisso. Quest'abisso, di cui si caduti, un universo dall'orizzonte di colore di piombo. La
vita che noi vediamo colorata sempre. Noi non vediamo pi i colori e la luce quando
siamo depressi. Nella notte nuotano l'orrore e la bestemmia: l'orrore di essere abbandonato
e la bestemmia, che un insulto contro Dio, consiste nel fatto in uno screzio-litigio con
Dio-donna che se ne andata. Un sole senza calore perch quando uno abbandonato dalla

persona amata ha freddo. La persona amata ti da calore. Quando noi siamo soggetti al
dolore, c' un aspetto di questo dolore, che pi lo capiamo e pi soffriamo: la crudelt.
Uno chiede al dolore perch ci deve fare del male e non la smette e in pi che cosa ho fatto
per stare male. Ivan del romanzo La morte di Ivan Il'ic di Toltoj, 1886, aveva il cancro, una
malattia mai nominata, e quando stava male si chiedeva perch capitato proprio a lui e
perch non smette il male.
Il poeta nella poesia si chiede perch questo sole di ghiaccio, cio questa fredda crudelt
continua e allo stesso tempo avverte che sta in una situazione di caos. La parola caos viene
dal greco ed l'opposto di cosmos, che viene da un verbo, cosmeo, che vuole dire ordino.
Quindi Dio ha fatto il cosmo, le cose ordinarie: ha diviso la luce dalle tenebre, ha fatto gli
animali, ecc. Nello specifico cos viene dal greco chaos, prop. fesso, fenditura che tiene a
Chano, mi apro, mi spalanco, mi schiudo. Quindi il caos nasce da una situazione di
apertura illimitata dove uno si pu smarrire. Il caos ci fa stare male. Quando la persona
amata se ne andata via, non c' pi ordine. A questo punto il poeta dice che invidia la sorte
degli animali che possono immergersi in un sonno stupido. I cani e i gatti normalmente
dormono. Gli esseri umani sono sensibili, hanno difficolt in molti casi a dormire. Man
mano che si va avanti, la nostra tensione ci fa si che sempre pi difficile riposare.
Quando noi siamo abbandonati da qualcuno, vogliamo dormire. Amleto voleva dormire,
questo era uno delle alternative, perch non voleva vedere il casino della sua vita, il fatto
che doveva scegliere, il fatto che doveva ammazzare l'usurpatore, il fatto che la madre
fosse la pi lurida delle puttane. Noi, quando siamo male, non vogliamo vedere. Ecco
perch il poeta stando male, vorrebbe il sonno stupido che hanno gli animali mentre il
tempo va avanti.
Lezione 15-04-2013
LXXVI SPLEEN
Il tema centrale il desiderio e il bisogno di assoluto che ha Baudelaire. La parola
absolutus deriva dal latino ed indica un non legame, libero, indipendente, ossia prosciolto
da vincoli. Quindi indica qualcosa che in natura non esiste. Tutto quello che noi patiamo,
che noi soffriamo nella vita ha invece un legame. Uno cerca l'assoluto quando questa rete
di condizionamenti di relazioni ci disgusta, ci stanca e ci fa desiderare un altrove. Al
centro del romanticismo, il quale Baudelaire pur con debiti distanze profondamente
legato, c' il bisogno di assoluto a cui corrisponde la sensazione dolorosa, che invece noi
siamo connessi, dipendenti, condizionati. All'interno di questo desiderio di assoluto si
colloca il pensiero religioso di Baudelaire, che senz'altro distante dal cristianesimo e dal
cattolicesimo, ancorch da entrambi sia profondamente condizionato. Come appare la vita
a chi cerca l'assoluto ed costretto a muoversi al contrario di esso? Appare qualcosa di
disgustoso. Tutti noi, in modo pi o mano esplicito, annoveriamo a una forma di assoluto.
L'assoluto sia a livello politico, sia nella nostra vita quotidiana qualcosa che ci
entusiasma. Noi vorremo che l'amicizia fosse totale, ma questo impossibile perch le
amicizie sono condizionate da interessi, non solo per il vantaggio altrui, o la pochezza
altrui, le amicizie sono forzatamente relative ma anche per la pochezza nostra. Al dunque
noi ci sentiamo di dare a un amico pi di quello che diamo.
Questo anelito al assoluto che diventato molto forte in et romantica, ma che
naturalmente un aspirazione dell'uomo, solo che diventato particolarmente forte in
quest'et rivoluzionaria che il Romanticismo e dall'altra parte la consapevolezza che
tutto relativit, miseria, negazione all'assoluto. Pi in particolare questa vita senza

assoluto, questa vita nostra, ci appare spesso caotica; un non senso. Noi viviamo nel caos.
La nostra vita pu cambiare da un momento all'altro. Proust ha scritto una frase
bellissima, forse la pi bella, : il mondo non stato creato una volta per tutte per ognuno
di noi. Quindi gli elementi da considerare sono:
- l'aspirazione all'assoluto e costrizione al relativo
- consapevolezza della nostra vita caotica e un non senso
- la vita memoria
Questo terzo punto risponde alla domanda che Baudelaire si pone, che cos' la vita? Un
animale ha una memoria limitatissimo. La nostra vita tutto un ricordo, e di qui viene la
nostra disperazione, il nostro strazio o le nostre gioie.
La poesia ricorda il concetto di spleen, di disgusto di fronte alla condizione esistenziale di
caos, di negazione di assoluto. In particolare, in questa poesia, Baudelaire sviluppa il
concetto di memoria.
J'ai plus de souvenirs que si j'avais mille ans.

Ho pi ricordi che se avessi vissuto mille anni.

Un gros meuble tiroirs encombr de bilans,


De vers, de billets doux, de procs, de romances,
Avec de lourds cheveux rouls dans des quittances,
Cache moins de secrets que mon triste cerveau.
C'est une pyramide, un immense caveau,
Qui contient plus de morts que la fosse commune.
- Je suis un cimetire abhorr de la lune,
O comme des remords se tranent de longs vers
Qui s'acharnent toujours sur mes morts les plus
chers.
Je suis un vieux boudoir plein de roses fanes,
O gt tout un fouillis de modes surannes,
O les pastels plaintifs et les ples Boucher,
Seuls, respirent l'odeur d'un flacon dbouch.

Un grosso mobile a cassetti ingombro di bilanci,


Di versi, di lettere d'amore, di verbali, di romanze,
con dei pesanti capelli arrotolati in ricevute, in
quietanze,
nasconde meno segreti che il mio triste cervello.
Una piramide, un immensa tomba,
che contiene pi morti che la fossa comune.
- Io sono un cimitero aborrito dalla luna,
dove come i rimorsi strisciano lunghi vermi
che si accaniscono sempre sui miei morti pi cari.
Sono un vecchio boudoir pieno di rose appassite,
dove giace un mucchio di mode superate,
dove i lamentosi pastelli e i pallidi Boucher,
soli, respirano l'odore di un flacone stappato.
Niente uguale in lunghezza le zoppicanti giornate,
quando sotto i pesanti fiocchi degli anni nevosi
La noia, frutto della cupe incuriosita,
prende le proporzioni dell'immortalit.
- Ormai tu non sei pi, o materia vivente!
Che un granito circondato di un vago spavento,
Assopito nel fondo di un Sahara nebbioso
Una vecchia sfinge ignorata dal mondo incurante,
dimenticata sulle carte, e il cui umore cupo
non canta che ai raggi del sole che tramonta.

Rien n'gale en longueur les boiteuses journes,


Quand sous les lourds flocons des neigeuses annes
L'ennui, fruit de la morne incuriosit,
Prend les proportions de l'immortalit.
- Dsormais tu n'es plus, matire vivante !
Qu'un granit entour d'une vague pouvante,
Assoupi dans le fond d'un Saharah brumeux ;
Un vieux sphinx ignor du monde insoucieux,
Oubli sur la carte, et dont l'humeur farouche
Ne chante qu'aux rayons du soleil qui se couche.

Commento del verso ho pi ricordi che se avessi mille anni: pi si va avanti nella nostra
vita e dobbiamo raccontarla, pi il discorso si fa complesso, perch pi ci si rende conto
che siamo un mucchio di ricordi. Non richiederebbe pi qualche ora o giorni, ecc.
Uno si rende conto poi e si chiede ma quanto ho vissuto, quante persone si sono perdute,
persone che non si sentono pi da anni. C' qualche persona nel presente legato per motivi
di lavoro o altro, ma poi c' quest'esercito di morti. Baudelaire dice questo verso che di
estrema ingenuit. Quando un sentimento molto forte stupido dirlo in modo

sofisticato. Il professore segue a parlare di un passaggio dell'eroica, la terza di Beethoven,


al quale gli sembra troppo esplosivo ma poi a un certo momento ha capito che la tensione
emotiva cos alta e allora ci si deve e si pu permettere questo tono eccessivo. Questo
concetto vale per tutti gli artisti. Perfino Virginia Woolf, quando ci sono cose importanti da
dire, da pensare Mr Dalloway, preme il pedale.
Da fare caso che questo verso sospeso perch subito dopo c' uno spazio, in modo tale da
lasciare una sorta di possibilit di vibrazione, di eco. Gli spazi fanno si che un verso
esplora. A questo punto confronta il suo cervello a un cassettone, che non grande ma
grosso. Grosso ci che fuori misura. Un uomo grosso pi di quello che dovrebbe
essere. Tutto il passato andato a finire nei cassetti che contiene bilanci, versi, ecc. Questi
concetti sono messi in modo tale da riprodurre il caos della vita. I bilanci sono messi vicini
a dei versi, poi seguono le lettere d'amore, il verbale e le romanze. Le romanze sono delle
composizioni musicali che si usavano nel 19 sec. che venivano cantate in onore di una
donna, di facile melodia e di cantabilit. In realt quello che sconvolgente, che l'intimo
e il sublime coesistano in noi. Ci sono dei luoghi in cui l'intimo e il sublime coesistono. Il
poeta di fronte a questo caos si chiede io chi sono, io dove sono. Di se stesso dice che
questo mobile nasconde meno segreti che il suo triste cervello. Con il termine cervello,
parte concreta del corpo, non di anima quindi, il poeta come se vuole dire che la nostra
natura fatta di carne. Tutta una cultura occidentale sotto un duplice flusso, il flusso
idealistico e quello religioso, cristiano ha cercato di mettere in difficolt il corpo: una
ragazza nel 20 sec. doveva farsi il bagno nei collegi con la camicia da notte. Ma noi siamo
corpo. Questo cervello triste perch non capisce, perch pieno di cose che lo riempono e
non capisce. I ricordi sono nel cervello. Il poeta continua a dire che questo cervello una
piramide, una immensa tomba che contiene pi morti della fossa comune. La piramide era
la tomba dei faraoni. Dal numero del telefono abbiamo cancellato il numero di tante
persone amate o non a cui abbiamo raccontato i segreti della nostra vita. Poi queste
persone sono scomparse. E come se noi avessimo a che fare con milioni di morti, poi noi
facciamo finta di niente.
Lezione 16-04-2013
LXXVII SLEEN (cont.)
Spleen non solo noia, tedio nei confronti del mondo esterno ma anche disgusto del
mondo e nei confronti di se stesso. Il concetto di spleen nasce soprattutto per merito di
Baudelaire, poi viene preso da altri, nel cuore del romanticismo, ed era un concetto ignoto
in questa forma nel et classica e rinascimentale. C' qualcosa di moderno nel concetto di
spleen di Baudelaire che ha a che fare con la nevrastenia, la nevrosi, desiderio di
scomparire e sull'altro versante si trova il desiderio di assoluto. quest'ultimo quello che
fa vibrare esteticamente le poesia di Baudelaire, al di l di questa solennit che ha qualcosa
di sacrale e che ci appare anacronistica, sostituita alla parola retorica che significa un
espressione magniloquente e vuota di un sentimento.
Distinzione tra moderno e post-moderno: Baudelaire si muove in un clima di modernit,
che vuole dire convinzione che ci siano dei valori e che ci sia una possibilit di sviluppo. Il
post-moderno invece un et in cui non c' pi una convinzione di valori, al punto tale
che i valori esistenti si mescolano tra di loro e soprattutto non c' pi la sensazione di
sviluppo. La storia si ferma nel post-moderno. Oggi colpisce il valore di dimensione nullo,
tutto questo pensiero ridotto, costretto, ironico, fatto di battute, non un caso che si
avuto un avanzamento della satira in questi anni. La satira corrisponde alla placidit dei

valori attuali. Baudelaire, da un certo punto di vista, ci sembra estraneo con i suoi valori
solenni e terribili, come per esempio il senso della fedelt, il senso della colpa, i problemi
religiosi che vengono vissuti in modo drammatico. Quindi il tutto alterato, violento,
esasperato, in lui che lo rende appunto per certi aspetti anacronistico, ma lo rende
straordinariamente anche autentico.
* anacronistico: retrogrado, non a passo con i tempi, non attuale
Anche noi gente post-moderna siamo assettati di autenticit. Bisogna essere autentici,
perch la nostra vita banale, inautentica. Martin Heidegger, il filosofo e pensatore
tedesco, parlava di autentico e lo metteva in connessione con la parola proprio, quindi per
essere autentici noi dobbiamo essere noi stessi fino in fondo. Anche noi post-moderni
possiamo sentire in questa solennit anacronistica di Baudelaire, qualcosa di
assolutamente autentico.
*autenticit/inautenticit: Coppia di concetti, con cui, soprattutto nella filosofia
esistenziale del 20 sec., si contrappone ci che appartiene alla natura pi propria
delluomo, che ne esprime il carattere e il valore pi alto, a ci che invece fa s che luomo
perda tale natura, e di conseguenza si trovi separato dal suo s pi profondo e vero.
Gi Kierkegaard, a suo tempo, aveva insistito sul fatto che pi facile che si salvi chi crede
in qualcosa di sbagliato ma in modo sincero e autentico piuttosto di chi crede in modo
inautentico in cose giuste. Heidegger riprende questa coppia di concetti e li applica
all'esistenza, scavando, come sempre, nell'intimit delle parole e scoprendo in esse una
verit nascosta. In particolare, egli nota, nella parola "autentico" racchiusa la radice greca,
che significa "se stesso"; una cosa, pertanto, sar autentica quando se stessa, quando
propria fino in fondo. Cerchiamo di capire meglio in che senso: si pu parlare di esistenza
autentica quando l'esser-ci, soggetto dell'esistenza, compie scelte vere, appunto
"autentiche", quando cio nelle scelte mette in gioco se stesso come l'Abramo di
Kierkegaard. Viceversa, un'esistenza sar inautentica quando sar caratterizzata da nonscelte, da un'assoluta non-originariet.
Nella poesia il poeta guarda alla propria vita e guarda questo carico di memoria che
l'occupano. Lui ha paragonato il suo cervello a un cassettone. Questo confondere le cose,
l'importante con l'essenziale, un segno di modernit. Lo scrittore che ha pi ripreso
questa profanazione e degradazione del mondo, mettendo insieme la cartina che avvolge
la caramelle e un cartellone pubblicitario con la pagina del vangelo senz'altro Joyce nel
Ulisse (1922). C' un preannuncio tragico di Joyce del post-moderno. Gli anni pi
importanti dal punto di vista filosofico e letterario del '900 sono i primi 20-30 anni, poi
l'attivit filosofica letteraria si spenta, laddove invece si sviluppato in modo ipertrofico
tutta l'attivit scientifica e tecnologica.
da notare che quando il poeta dice questi capelli pesanti avvolti in quietanze, un
abitudine che non c' pi. Una volta le donne tenevano molto ai loro capelli lunghi e per
ricordo di se stessi o dandogli in omaggio alla persona amata avvolgevano le ciocche di
capelli in pezzettini di carta.
In seguito, noi ci saremmo aspettati che il poeta dicesse che i rimorsi si trascinano in noi
come fossero vermi. Perch un rimorso striscia? Perch il rimorso si insinua dentro di noi e
non riusciamo a liberarci.
* rimorso. Sentimento di dolore e di tormento che nasce dalla consapevolezza dei mali
commessi. un'emozione sperimentata da chi ritiene di aver tenuto azioni o
comportamenti contrari al proprio codice morale. Il rimorso produce il senso di colpa
Sartre in un pezzo teatrale paragona i rimorsi a delle mosche, infatti fastidiosi.

Baudelaire invece dice che i vermi strisciano come i rimorsi. Il punto di partenza sono i
vermi che assediano i morti e che somigliano ai rimorsi. I vermi si accaniscono sempre pi
sui suoi morti pi cari.
Il rimorso pu essere gestito diversamente, con un grande senso di pesantezza oppure
possiamo cercare di infischiarci. I rimorsi ci assediano, ci tornano di continuo in mente.
Abbiamo dei rimorsi nei confronti delle persone care. Questi morti, sia in senso reale e sia
di persone che non ci sono pi a cui noi abbiamo fatto dei torti, stanno tranquilli per conto
loro ma noi non li lasciamo stare perch i nostri rimorsi come se gli facessero tornare in
vita. La vita interiore secondo Baudelaire fatta in questo modo: ci sono tanti morti in
senso affettivo e anche effettivo, che stanno tranquilli per conto loro ma noi andiamo a
tormentarli con i nostri rimorsi. Siccome sono morti e non possono reagire, possiamo
immaginare che questo tormento sar permanente, cio torneremmo sempre a tormentare
con i rimorsi di tipo scusa per quello che ho fatto, non avrei voluto farlo. Ma il morto
non c' pi. Quando noi costruiamo questa situazione per cui i rimorsi inseguono una
persona cara morta siamo parlando di follie secondo Baudelaire, perch appunto i morti
non ci sono.
Analisi dei versi sono un vecchio boudoir pieno di rose appassite, dove giace un mucchio
di mode superate, dove i lamentosi pastelli e i pallidi Boucher, soli, respirano l'odore di
un flacone stappato. Un boudoir un salottino delle donne, nelle case aristocratiche, in
cui si ricevevano amiche e amici.
* boudoir una stanza da letto privata di una signora, un salotto o uno spogliatoio; il
termine deriva da verbo francese "bouder", che significa "mettere il broncio".
Storicamente, il boudoir formava una suite privata di una stanza di una signora, per il
bagno e per lo spogliatoio, ed era adiacente alla camera da letto. Successivamente divenne
l'equivalente del gabinetto per l'uomo. In un periodo successivo venne usato come un
salotto privato e per altre attivit come il ricamo o per divertenti incontri intimi.
Gli amici in realt erano amanti anche perch non esisteva che una donna dell'800 avesse
un amico. Il rapporto fra i sessi dell'800 era molto pi teso di quello che adesso. La
religione era molto pi fondata, adesso quasi non esiste pi a regolare pi le azioni sociali.
Senza il matrimonio un uomo una donna non potevano stare insieme. C'erano delle
barriere che sono cadute socialmente nel ultimo 30 -40 anni. Jane Eyre un romanzo
mirabile. Il protagonista uomo era gi sposato e non poteva sposarsi un altra volta. Quello
che colpisce l'odore che c'era nel boudoir. Le donne da sempre si sono truccate, prima
ancora dei tempi di Cleopatra e da sempre si sono cremate.
Nei boudoir c'era una sottile puzza. Nell'intimit femminile, le donne si concedono dei
piccoli lussi di agiatezza zozza. Il boudoir deve avere tanti fiori soprattutto le rose. Ma non
curandosi troppo per questo clima di lassitudine mentale, succedevano che le rose
appassissero, per trascuratezza. (lassitudine: fiacchezza, stanchezza)
La moda di per se un qualcosa che sempre sorpassato che ci da l'idea che il boudoir
privo di freschezza, concentrato proprio sulla sua intimit. Qui ci sono dei fogli di moda
sorpassati, e ci sono anche dei lamentosi pastelli e pallidi Boucher, soli, respirano l'odore
di un flacone stappato. Boucher Francois (1703-1770) era un pittore e artista francese. Dee
in quasi totale nudit abbracciate tra loro, ninfe e baccanti, sono tra i soggetti pi usati da
Boucher per incarnare l'erotismo pi compiuto e amato della corte francese di Luigi XV.
Lui abbraccio lo stile rococ, che deriva da rocaille, che significa roccia.
* Il rococ uno stile ornamentale sviluppatosi in Francia nella prima met del Settecento
come evoluzione del tardobarocco. Si distingue per la grande eleganza e la sfarzosit delle

forme, caratterizzate da ondulazioni ramificate in riccioli e lievi arabeschi floreali. Sono


espresse soprattutto nelle decorazioni, nell'arredamento, nella moda e nella produzione di
oggetti. Il termine "rococ" deriva dal francese rocaille, parola usata per indicare un tipo di
decorazione eseguita con pietre, rocce e conchiglie, utilizzate come abbellimento di
padiglioni da giardino e grotte. Il rococ nasce in Francia nel secondo ventennio del XVIII
secolo, sotto il regno di Luigi XV.
Caratterizzato da delicatezza, grazia, eleganza, gioiosit, luminosit, pieno di sottigliezza
ma anche di freddezza. Lo stile rococ si poneva in netto contrasto con la pesantezza e i
colori pi forti adottati dal precedente periodo barocco. Il rococ era pi esterno del
barocco. Il barocco aveva una dimensione etica pi profonda.
In questo boudoir c'erano delle figurazioni di Boucher, che rappresentavano i colori del
tempo. da immaginare poi che quando uno stampa un profumo forte questo rimane e
tarda ad andare via. Entrando nel boudoir ci si sente stordito non solo dal profumo
stappato, ma da profumi che si sono sovrapposti. Il cervello del poeta quindi paragonato
a un Boudoir, a un cassetto e poi entra e fa un commento sulle giornate di Spleen. Gli anni
zoppi sono anni che non vanno avanti bene e che concorrono al senso di disgusto della
vita. Il poeta diventato una pietra. Quando si molto stanchi e amareggiati nella vita, ci
si impietrisce dentro. Un anziano si commuove di meno. Il poeta diventato come un
granito circondato da un vago spavento. Questa la condizione a cui si arriva nello spleen.
Il poeta dice che sono uno stato di pietra ma ha una vaga paura, apprensione e ansia. Il
Sahara vuole dire aridit, quindi non solo arido il luogo dove si trova ma anche nebbioso
e confuso.
Lezione 18-04-2013
LIII L'INVITATION AU VOYAGE
Mon enfant, ma soeur,
Songe la douceur
D'aller l-bas vivre ensemble!
Aimer loisir,
Aimer et mourir
Au pays qui te ressemble!
Les soleils mouills
De ces ciels brouills
Pour mon esprit ont les charmes
Si mystrieux
De tes tratres yeux,
Brillant travers leurs larmes.
L, tout n'est qu'ordre et beaut,
Luxe, calme et volupt.
Des meubles luisants,
Polis par les ans,
Dcoreraient notre chambre;
Les plus rares fleurs
Mlant leurs odeurs
Aux vagues senteurs de l'ambre,
Les riches plafonds,
Les miroirs profonds,

Bambina mia, sorella mia


pensa che dolcezza di andare a
vivere laggi insieme!
Amare a piacere,
amare e morire
nel paese che ti assomiglia!
I soli inumiditi
di quei cieli turbati
per il mio spirito hanno il fascino
cos misterioso
dei tuoi occhi traditori,
che brillano attraverso le lacrime.
L, tutto soltanto ordine e bellezza,
lusso, calma e volutt.
Mobili lucenti,
levigati dagli anni
decorrerebbero la nostra camera,
i pi rari fiori
mescolando i loro odori
ai vaghi sentori dell'ambra
i ricchi soffitti,
gli specchi profondi,

La splendeur orientale,
Tout y parlerait
l'me en secret
Sa douce langue natale.
L, tout n'est qu'ordre et beaut,
Luxe, calme et volupt.
Vois sur ces canaux
Dormir ces vaisseaux
Dont l'humeur est vagabonde;
C'est pour assouvir
Ton moindre dsir
Qu'ils viennent du bout du monde.
Les soleils couchants
Revtent les champs,
Les canaux, la ville entire,
D'hyacinthe et d'or;
Le monde s'endort
Dans une chaude lumire.
L, tout n'est qu'ordre et beaut,
Luxe, calme et volupt.

lo splendore orientale,
tutto vi parlerebbe
all'anima in segreto
la sua dolce lingua natale.
L, tutto solo ordine e bellezza,
lusso, calma e volutt.
Vedi sui quei canali
dormire quei vascelli
il cui l'umore vagabondo;
e per esaudire
il tuo minimo desiderio
che vengono dal altra perte del mondo.
I soli al tramonto
rivestono i campi,
i canali, la citt intera;
di giacinto e di oro;
il mondo si addormenta
in una luce calda.
L, tutto solo ordine e bellezza
lusso, calma e volutt.

Le cose belle devono essere maneggiate bene e rispettate; bisogna avere riguardo per la
bellezza. Leopardi sosteneva che la lingua francese poco poetica di per s. Quest'idea,
famosa di Leopardi, un idea abbastanza rozza. Lui ha detto questo, perch considerava
la lingua francese nelle sue manifestazioni poetiche, soprattutto dei grandi classici,
Corneille, Racine, con gli alessandrini che sono pesantissimi, a petto della lingua italiana,
poco poetica. La Francia ha avuto sempre un po questo mito di essere il paese della
ragione, del razionalismo, quindi di una lingua quadrata, talmente troppo quadrata per
essere anche, sotto un altro versante, davvero profonda filosoficamente. In fondo in
Francia, escluso Cartesio, escluso, relativamente all'et moderna, Henri Bergson, non
molto adatta la filosofia. La lingua francese invece maneggiata in un certo modo pu
essere altamente poetica. In questa poesia c' un innovazione: versi brevi. Si tratta di versi
penta-sillabi, quindi quinari e settenari. Si trovano tre strofe che sono intervallate da un
ritornello.
Differenza tra verso e prosa. Il verso caratterizzata da un'armonia determinata
dall'ossequio a certi regi metriche che possono essere draconiani, cio gli accenti debbono
cadere su certe sillabe oppure il verso pu avere una metrica molto pi mobile. Gli accenti
possono cadere qua e l, perch una certa armonia ne venga fuori e sono i cosiddetti versi
liberi. Quindi ci sono versi regolari, in cui l'accento cade sulla seconda, sulla quinta, sulla
settima e i versi liberi. Verso viene da vertere che significa volgere ed una frase che va a
capo. Il verso lo si conta dalle sillabi di cui composto, tenendo conto che debbono essere
fatte tutte le liesons, di pertinenza, cio quando si incontrano due vocali devono essere
fuse, fino all'ultima sillaba accentata. Questo ci da il numero del verso. Se poi all'ultima
sillaba accentata si aggiunge una sillaba muta, non pi una sillaba accentata e il verso si
dice piano. Se si aggiungono due sillabe il verso sdrucciolo. La tecnica fondamentale
nella letteratura. Le sillabe si leggono tre per tre. Un esempio:
Mon enfant, ma soeur: mo 1 sillaba, nen 2 sillaba, fant 3 sillaba, ma 4 sillaba, soeur 5

sillaba. Soeur accentata. Si pu dire che si di fronte a un quinario, penta-sillabo. Il fatto


che finisca con una sillaba accentata, fa si che questo verso sia considerato maschile o
tronco. Se ci fosse un altra sillaba, o un altra ancora dopo, sarebbe femminile oppure piano
e sdrucciolo.
Songe la douceur: ceur accentata, ci sono cinque sillabe, quinario maschile o tronco.
Con il verso successivo le cose cambiano.
D'aller l-bas vivre ensemble! Sono sette sillabe. Sem l'ultima sillaba accentata. Dopo
queste 7 sillabe, c' un altra sillaba muta ble, questo significa che il verso femminile e
piana. La definizione femminile e maschile francese.
Aimer loisir : sono 5 sillabe, tra cui l'ultima, sir, accentata ed un verso maschile
oppure tronco.
La prosa non deve essere poesia. Se abbiamo detto che il verso quello che va a capo,
prosa viene dal latino prorsus, che vuole dire andare avanti. Se si crea una natura melodica
e ritmica nella prosa, si ottengono dei buoni risultati, ma in qualche modo snaturo la
natura della prosa. La prosa ha una sua mascolinit, per cui deve rifuggire da situazioni
melodiche facili.
La poesia un invito a un viaggio meraviglioso. Chiunque ama una persona, vuole
viaggiare con questa persona, perch nel momento di viaggio si sente l'amore in modo
amplificato. Lo spostamento proprio legato alla dimensione amorosa. Chiunque
rivolgendosi alla persona amata la chiama con nomignoli. Gli uomini tendono nella loro
insicurezza, direi ontologica, a chiamare bambina, un po per tenerezza, un po per
possesso, la donna amata.
Ma soeur non sorella mia. In francese suona come una sfumatura semantica di
affettuosit amorosa e erotica. Sorella in italiano non ha questa connotazione. L-bas un
avverbio, bellissimo: noi lo traduciamo, laggi ma invece secondo il professore c' un
senso semantico di fuga e abbandono. L-bas un luogo di predizione di felicit, di
abbandono e non soltanto un luogo lontano. L'avverbio chiave della vita amorosa
ensemble. Insieme nell'amore vuol dire tutto. In questo paese dove il poeta vuole recarsi,
vuole aimer loisir, cio amare a saziet. Il piacere non legato solo alla qualit, ma anche
alla quantit. Da notare la semplicit di questa formulazione: Aimer et mourir (amare e
morire), due attivit estreme.
La poesia dedicata all'attrice Marie Daubrun. Au pays qui te ressemble: si tratta dell'
Olanda, un paese mitico, immaginario in quell'epoca. Il poeta dice che l'Olanda assomiglia
alla donna perch un paese per cui il sole inumidito, un paese acquatico, come sono
acquatici i tuoi occhi, cio come sono sfuggenti i tuoi occhi, quindi occhi traditori perch
sfuggono. Da una parte ci sono le lacrime e dall'altra parte, dietro, c' il mistero e la
menzogna.
Lezione 19-04-2013
L'INVITATION AU VOYAGE (contin.)
La poesia caratterizzata da versi brevi, cosa inconsueta in Baudelaire, e servono a darci
un senso di leggerezza. Si tratta di un invito alla donna amata verso un viaggio felice. un
tema che viene abbastanza lontano. Questa donna non ha dei tratti precisi, caratteristici. La
poesia costruita da tre strofe: la prima riguarda l'aspirazione alla fuga, nel secondo caso
si vede l'interno, come se ci fosse una macchina da presa rivolta verso l'interno, nel terzo la
macchina da presa esce fuori, rivolta all'esterno. La meta del viaggio l'Olanda che
veniva avvertita come un paese di romanticismo, di sogno, di beatitudine, di follia. La

stessa Albertine di Proust, desidera per la sua fuga e liberazione complessiva, di andare a
Olanda. Il progetto di vita di andare l- bas. In italiano viene tradotto come laggi, ma in
questa parola non c' quel senso di predizione e di abisso che invece c' nel l-bas. Nel la
bas si far una cosa da paradiso terrestre, cio amare a piacere e ancora amare e morire. In
fondo l'alternativa a un amore assoluto la morte. La vita senza amore non vale la pena di
essere vissuta. Coloro che non hanno vissuto, vengono giudicati da Dante e collocati nel'
Anti-inferno, che non meritano neanche l'inferno: questi sciagurati che mai non furon vivi.
Si rivolge a coloro che non si segnalano per un inclinazione affettiva, quand'anche
quest'inclinazione sia colpevole, non merita di essere raccolto.
La grandezza di qualunque scrittore nella sintesi. Sintesi una parola greca synthesis:
syn con, insieme e thesis, azione di porre, di collocare. Ci sono due processi importanti
nelle cose dell'arte, uno quello della sintesi, mettere i concetti insieme nel modo pi
premiante possibile, e l'altro processo quello che Michelangelo, pittore e scultore,
chiamava del levare. Lui diceva che l'arte la si fa per via del levare.
* Nel sonetto Non ha lottimo artista alcun concetto la scultura viene presentata come arte del levare, cio
come quellarte in cui lopera nasce, levando la materia in eccesso fino a liberare la forma insita in essa. Si
pensi alle sculture dei Prigioni, massimo esempio del non-finito michelangiolesco, dove particolarmente
evidente lidea del blocco di marmo sbozzato, da cui si libera, come un prigioniero, la figura scolpita. Il
termine concetto, si riferisce alla forma racchiusa in un blocco di marmo dal quale lottimo artista sapr
ricavare lopera darte, togliendo la materia superflua. Come lo scultore, anche lamante dovr liberare lidea
imprigionata nellanimo dellamata, seguendo lintelletto, affidandosi cio a unimmagine puramente
mentale. Nella donna convivono tutti gli opposti, la morte e la vita, il male e il bene, il dolore e la felicit (Il
mal chio fuggo, e l ben chio mi prometto) e spetta allamante riuscire a far emergere luno o laltro. Inutile
dunque incolpare la crudelt dellamata o il destino, ma solo la propria incapacit di trarre da quellamore
altro che dolore e morte.

Anche nella scrittura questi processi sono molto importanti: saper costruire delle sintesi, il
processo del levare e non affezionarsi delle cose che si dice. Per far questo occorre avere
una grossa disciplina. Valery diceva che perduto lo scrittore che non sappia rinunciare a
qualche cosa. Non con le belle frasi che si fa la scrittura. Flaubert diceva non con le
perle che si fa la collana. Bisogna saper rinunciare a quello che pur crediamo bello, una
perla, non aiuti alla costruzione della collana. Quindi bisogna adattarsi al contesto.
Lo stare insieme il sugo dell'esperienza affettiva alta. Le religioni trattano molto del tema
affettivo e pensano molto della felicit di stare insieme. L'infelicit per contro si manifesta
quando la persona che amiamo ci viene sottratto. La parola insieme un po la chiave di
felicit nel viaggio in Olanda. A questo punto lui fa uno strano paragone, che tratta dei
cieli di Olanda. Olanda, che non mai stata visitata da Baudelaire, viene concepita come
paese del nord, nebbioso, acquatico dove i cieli sono turbati perch sono piene di nuvole.
In conseguenza dei cieli turbati anche il sole si inumidisce. Lui paragona questo alla donna
amata e in particolare ai suoi occhi. Gli occhi sono la spia evidente dell'anima. Questi per
non sono occhi buoni, sono occhi traditori ma allo stesso tempo sono piene di lacrime.
L'amante si chiede: ma che occhi sono? Gli occhi di una che non mi ama e mi tradisce
ovvero di una che mi ama e non lo vuole far vedere. Baudelaire, pur nella sua scarsa
conoscenza della figura femminile ma nella sua profonda conoscenza dell'affettivit
umana, quello che mette in evidenza in fondo l'imperscrutabilit dell'oggetto d'amore.
Noi no riusciamo a capire fino in fondo l'oggetto. Due amanti fanno tante cose insieme ma
quando uno dei due scompare, l'altro si chiede come andata veramente tra di loro, se
l'altro la amato o no, o se lo stesso ha amato l'altro.
Questi occhi traditori e bagnati di lacrime diventano affascinanti. Gli occhi traditori
potrebbero sembrare occhi cattivi. Ma questi occhi sono piene di lacrime allora il poeta si
chiede di occhi si trattano. In questa alternanza della donna amata tra occhi traditori e

occhi inumiditi dalle lacrime c' qualcosa di assolutamente vero che sormonta, anche la
lieve entit della poesia. Le vere gemme sono nascoste.
Il ritornello stato considerato fondamentale da uno dei maggiori scrittori francesi del'900,
adesso passato di moda, si tratta di Andr Gide. Egli disse che questo ritornello la
summa estetica dell'arte di Baudelaire: l, tout n'est qu'ordre et beaut, luxe, calme et
volupt. Baudelaire non solo era un grande poeta, ma in certe cose si avvicina a livello di
Dante e Shakespeare. Inoltre stato un grande pensatore.
Nel dire che questo paese tutto soltanto ordine si intende che la disciplina
fondamentale. La disciplina dirsi che ci sono delle cose pi importanti, fare bene il
proprio lavoro e poi estendendosi alle minuscole cose del quotidiano, che non sono poco
importanti, come fare bene il caff e fare bene il letto. L'arte deve essere anzitutto
disciplina, poi deve essere bellezza. L'arte non arte se non bella. L'arte bella questo
uno dei motivi per occuparsi dell'arte. La terza cosa il lusso. Il lusso il di pi. Secondo
l'idea di Baudelaire, se uno si veste qualcosa di pregiato, se uno scrive o dipinge in modo
lussuoso, questo una promessa di felicit. Il lusso questo piccole cose eccedenti anche
alle nostre possibilit, che in qualche modo rendono pi lieta la vita. L'arte anche un
piccolo aperitivo.
La parola calme difficile da capire. Joyce parlava delle cartine che avvolgono le caramelle,
di un cartellone pubblicitario, di un libro, di un pensiero profondo, sullo stesso piano.
Tutto umano troppo umano, espressione questa di Nietzsche. La calma che l'arte ti da,
un elemento essenziale, indipendentemente dalla cruenza e dal sconvolgimento del
contenuto. L'ultima elemento la volutt, che vuole dire piacere forte, carnale. L'arte
appunto ci deve dare questo forte piacere. Noi ci scordiamo del fatto quanto la volutt sia
importante e lo dimentichiamo proprio nelle cose pi importanti, come nell'esperienza
amorosa. Si hanno delle esperienze amorose che diventano tragicamente routinarie perch
la fantasia non di tutti, perch siamo stanchi, annoiati. Nell'arte non si va avanti senza la
volutt. Volutt vuole dire piacere anche di mangiare. Uno dei pochi maestri di Proust era
John Ruskin che diceva che la cattedrale gotica di Amiens una delle cose pi belle del
mondo. Nella piazzetta, dove si trova la cattedrale, sfociano varie stradine. Nella facciata
c' qualcosa di scandaloso e di meraviglioso. C' una donnina che sembra ballerina, una
soubrette. Ci troviamo in un opera dell'alto medioevo e all'interno di uno stile gotico, che
semmai ci fu ostile e sacrale nella storia dell'arte, per appunto il gotico. Non solo sacrale,
ma anche duro, burbero. Nel rinascimento si considerava l'aggettivo gotico come qualcosa
di barbaro. Ruskin diceva di andare a vedere questa facciata, stando bene, magari dopo
aver fatto l'amore. Inoltre lui diceva che lungo le stradine che ti portano alla cattedrale, ci
sono delle meravigliose pasticcerie e che bisogna comprarsi dei bign, ma soprattutto
bisogna tenerli in bocca mentre si guarda la cattedrale. Il senso che bisogna avere un
piacere fisico. Quando Baudelaire, parla qui della volutt, intende dire che l'artista che non
si esprime in modo voluttuoso, amando quello che dice e facendo amare quello che dice,
un artista fallito.
Lezione 9-05-2013
L'universo poetico di Baudelaire si articola attorno a due assi, che sono il male e il bene. Il
male non dato parlare ulteriormente, proprio perch la raccolta poetica, gi nel titolo
contiene questo elemento. Baudelaire si rende conto che il romanticismo aveva esaurito
una serie di temi e il male era un tema fin da allora non esplorato. Lui allora cerca estrarre
la bellezza dal male. In questo modo crea qualcosa di innovativo. Di solito l'idea che noi

abbiamo nell'arte che il bello vada d'accordo con il bene. Si parla di due categorie diverse:
da una parte c' la dimensione estetica, dove noi definiamo ci che bello e ci che
brutto, e dall'altra c' la dimensione morale, dove ci occupiamo di distinguere ci che
bello e ci che male. Baudelaire intreccia questi due terreni, quello estetico con quello
morale, e capiamo che il suo lavoro un opera, che ha anzitutto un valore di carattere
morale. Il grande problema appunto, per lui, il male. Secondo lui l'uomo immerso nel
male. La condizione umana quasi destinata al male e questo a partire dall'idea tipica del
cattolicesimo, della caduta cio del peccato originale. L'uomo si trova immerso nel male e
cerca di rivolgersi al bene. come se il male fosse una condizione dominante e poi c' un
tentativo di andare verso il bene, un tentativo per frustrato dal insuccesso. Non a caso la
prima sezione quella pi importante, anche dal punto di vista del numero dei componenti,
spleen e idal. Possiamo far coincidere questi due termini, spleen a una sorta di stato di
condanna, a un stato infernale e idal come una sorta di stato di paradiso inaccessibile. Il
bene potrebbe essere identificato con la felicit: poesia Invitation au vouyage, poesie con il
tema dell'esotismo, dove l'argomento la speranza di un altrove. Questo altrove si
configura come un altrove felice. Uno va via da qui e spera di fuggire e di trovare la felicit
in un altro luogo, ma che cos' questa felicit non molto chiaro. Quello che invece pi
chiaro l'evidenza del male. Nei diari intimi di Baudelaire si trova la definizione della
doppia postulazione. Lui dice che in ogni uomo c' in ogni istante una doppia
postulazione cio una doppia tensione. La postulazione sarebbe letteralmente una richiesta
di qualcosa insistentemente o fare istanza per ottenere un qualcosa. La postulazione un
termine religioso con significato di assumere o avere un presupposto: criteri che postulano
un certo rigore formale.
* Postulare: in diritto canonico, l'ecclesiastico che sostiene, presso il tribunale competente,
una causa di beatificazione o di canonizzazione.
In Baudelaire molto presente il lessico religioso e non solo il lessico, anche una serie di
immagini. Cio quando lui parla apertamente del male, parla si Satana o se deve parlare
del bene parla di angeli, Madonne, di creature angelicate. Questa doppia tensione che c'
in ogni uomo va da una parte verso Satana ed una gioia e un piacere di scendere verso il
basso a cui si oppone una tensione che va verso l'alto, un desiderio di salire di grado.
Satana ci porta verso il basso. Con il basso si intende verso una bassezza morale: il peccato.
L'idea di salire di grado nel senso di spiritualit. Il termine opposto della spiritualit e la
materialit. Possiamo capire che tutto cio che materiale e fisico, dalla parte del male.
Mentre tutto ci che spirituale sta dalla parte del bene. Quindi non pu esistere Idal se
non come un Idal spirituale. Nella poesia Le Balcon si descrive una sorta di ideal
amoroso. Questa la poesia pi famosa di Baudelaire sul tema dell'amore, della felicit
amorosa, insieme all'altra poesia che La Mort des amants. Le Balcon descrive una
situazione di felicit fra due innamorati, per una felicit fugace. L'amore pu
rappresentare per Baudelaire una possibilit di realizzazione di Idal, ma soltanto se
amore spirituale. L'amore fisico e il sesso, legato al piacere, al volupt, sempre dalla parte
del peccato. come se Baudelaire prendesse in modo estremistico quello che dice la
religione cattolica. A questa contrapposizione, fra il basso e l'alto, fra la materia e lo spirito
corrisponde una contrapposizione che riguarda la figura femminile. La donna pu stare
dalla parte di Satana e trascinare l'uomo verso il peccato, verso dei piaceri che non lasciano
nulle o all'opposto la donna pu essere un angelo, un essere disincarnata. Il fatto che la
donna sia in carne e ossa quasi un incidente, un fatto quasi indesiderato. A queste due
immagini di donna, una Satana-Vampira, l'altra Angelo-Pura, corrispondono due figure
reali nella vita di Baudelaire. La prima Jeanne Duval, ragazza mulata, nera come colore

della pelle e dei capelli. Anche qui c' la simbologia: il nero, contrapposto al bianco. Con
Jeanne, lui ha vissuto una relazione lunga e tormentata. Dall'altra abbiamo madame
Sabatier, che rappresentava la donna angelo. Baudelaire scrisse a lei alcune lettere d'amore
e ne invio i versi. Lei fu ammiratissima e era ben disposta nei confronti di Baudelaire ma
lui non volle approfittare di questa disposizione, anzi non volle proprio frequentarla,
perch ai suoi occhi doveva continuare ad avere quest'immagine disincarnata, idealizzata.
La carne sta sempre dalla parte peccato. Con il piacere dello spirito va d'accordo l'idea del
lavoro artistico. L'altro possibile idal per Baudelaire l'opera d'arte, che si pone come
qualcosa che pu consolare l'uomo, come qualcosa che ci illumina. Per Baudelaire
positivo il lavoro artistico, l'idea del lavoro in s. Ci sono due vie d'uscita, dice Baudelaire,
rispetto al tempo, all'angoscia del fatto che il tempo passa. I modi per difendersi dall'idea
del tempo: il primo dedicarsi al piacere, al piacere della carne, l'ubriacarsi di vino, di
compagnie leggere. Nella poesia Le Crpuscule du matin , Baudelaire fa il bilancio di
quello che succede la mattina presto, ci sono quelli che tornano alle sei a casa perch si
sono dedicati al piacere e quelli che alle 6 stanno al lavoro. Il modo buono per fuggire
all'idea del tempo quella di dedicarsi al lavoro. Il tempo passato lo stesso ma almeno io
ho costruito qualcosa. Uno se si divertito tutto l'anno e ha fatto un esame il senso
dell'angoscia poi lo attraverser. Baudelaire molto sensibile al senso di colpa. Quindi
tutto l'universo di Baudelaire fondato sull'idea del due. Forse questo l'elemento che pi
lo riallaccia al cattolicesimo: la contrapposizione tra l'alto e il basso. Altra distinzione tra
la natura e l'artificio. Baudelaire detestava la Natura, perch in essa esiste il male, esiste il
brutto. La natura per lui, non rappresenta un luogo di consolazione, non quindi quella
immagine idealizzata che vedevano i romantici, lui che comunque presenta tanti elementi
romantici, soprattutto lui ha un temperamento romantico, fatto di passioni, di grandi
contrapposizioni. Molto pi interessante gli sembra la dimensione dell'artificio, che ha
valore in quanto c' la presenza dell'uomo, dell'ingegno, della fantasia creatrice.
Baudelaire ama le luci delle citt, tutto ci che costruito. Lui detesta l'aspetto naturale
della donna. Nel Eloge du Maquillage, Baudelaire dice che il trucco permette alla donna di
diventare altro e non deve servire semplicemente per nascondere i segni del tempo, ma
come costruzione della personalit della donna stessa. In questo reinventarsi la donna
pu dare il meglio di s e diventare simile al dandy, all'uomo che si costruisce un
immagine e un modo suo di vivere.
Il tempo strettamente collegato all'idea di questo sentimento di angoscia che prova
Baudelaire e secondo alcuni critici il tempo proprio il protagonista dei Fiori del Male.
Noi possiamo leggere l'opera sua , non come un insieme di liriche isolate, ma come un
canzoniere unitario in cui il protagonista, invisibile in alcune poesie, molto percettibile e
visibile in altre, il tempo. Per esempio nella poesia l'Ennemi il tempo l'oscuro nemico. Il
problema dello spleen e dell'angoscia che Baudelaire descrive legato a due fatti: il primo
la noia che deriva dalla vita ordinaria, come se Baudelaire avvertisse che la vita comune
qualcosa di vile, di ripetitivo, pieno di sentimenti bassi, quale l'ipocrisia, che animano gli
uomini. Accanto a questo c' il tema del tempo fuggi, cio della contingenza, del fatto che
le cose passano e il tempo si porta via anche ci di pi bello possiamo avere. Quindi il
tempo ci che conferisce al poeta la malinconia. Su questo tema legato la poesia Le
Cygne. Nella condizione malinconica c' tuttavia una possibilit di salvezza temporanea,
forse, che data dalla possibilit di incontrare un angelo, cio chi si trova nello spleen
aspetta che arrivi un angelo a salvarlo. Questo dice Baudelaire in un altra poesia
memorabile L'Irrparable. In questo caso la donna non diventa pi soltanto una sorta di
Madonna, da adorare per la sua bellezza ma come possibile salvatrice. Diventa una specie

di angelo custode, che sta l, nascosta e poi improvvisamente, tende la mano e ci salva.
A UNE PASSANTE (lettura min 31)
La rue assourdissante autour de moi hurlait.
Longue, mince, en grand deuil,douleur majestueuse,
Une femme passa, dune main fastueuse
Soulevant, balanant le feston et lourlet;
Agile et noble, avec sa jambe de statue.
Moi, je buvais, crisp comme un extravagant,
Dans son il, ciel livide o germe louragan,
La douceur qui fascine et le plaisir qui tue.
Un clair... puis la nuit! - Fugitive beaut
Dont le regard ma fait soudainement renatre,
Ne te verrai-je plus que dans lternit ?
Ailleurs, bien loin dici ! trop tard! jamais peut-tre!
Car jignore o tu fuis, tu ne sais o je vais,
O toi que jeusse aime, toi qui le savais!
La strada assordante attorno a me urlava.
alta, magra, in grande lutto, dolore maestoso,
una donna pass, con una mano fastosa
sollevando, bilanciando il pizzo e l'orlo della gonna;
Agile e nobile con la sua gamba di statua.
Io bevevo, increspato come un estravagante,
nel suo occhio, cielo livido in cui germoglia l'uragano,
la dolcezza che affascina e il piacere che uccide.
Un lampo, poi la notte! - Fuggitiva bellezza
in cui sguardo m'ha fatto improvvisamente rinascere,
non ti rivedr pi se non nell'eternit?
Altrove, ben lontano da qui! Troppo tardi! Mai forse!
Perch ignoro dove fuggi, tu non sai dove vado,
o te che avrei amata, o te che lo sapevi!
Questa poesia ispirata da un microevento della vita quotidiana, cio l'incontro con una
sconosciuta di cui ci innamoriamo a prima vista e con cui avvertiamo, cosa assolutamente
misteriosa, una sorta di sintonia, dove hai l'impressione che quella persona ti dica qualcosa
di pi. Per usare l'espressione di Goethe, come se ci fosse un affinit elettiva. Questo
incontro avviene per strada, in mezzo alla folla e a Parigi. Questa esperienza di Baudelaire
a portata di tutti. L'arte parla di noi e spesso da una forma emblematica, una sorta di
visualizzazione pi chiara di ci che uno prova. L'idea del colpo di fulmine, dell'anima
gemella un mito antico. Gi nel Simposio di Platone si trova quest'idea, il racconto degli
esseri che furono divisi da Zeus, e poi a un certo punto sono infelici perch ognuno deve
cercare l'altra met, cio l'essere da cui stato separato. Noi cerchiamo nel anima gemella
una sorta di completamento.
Il Simposio una delle opere pi famose di Platone. Lui parla di Amore e ne descrive le

caratteristiche e le funzioni osannando lamore omosessuale e dichiarandolo perfino


superiore a quello eterosessuale. Il testo scritto sotto forma di dialogo. Platone descrive
una discussione avvenuta allinterno di un simposio tra dotti filosofi. Il simposio allepoca
era un rito iniziatico, riservato solo agli eletti, dove si beveva in modo rituale, guidati da
uno dei convenuti che decideva come e quanto bere e quanta acqua mischiare al vino.
Mentre si beveva si tenevano discorsi, su un tema che si decideva, parlando a turno. Il
tema trattato nel simposio che Platone descrive lAmore, inteso come divinit e come
passione.
Baudelaire quindi scrive una poesia su due idee che sono: uno sull'anima gemelle e l'altro
sull'amore a prima vista. Baudelaire parla dell'incontro con una passante. La strada
rumorosa. Addirittura la strada urlava, come se fosse una creatura vivente. Il primo verso
alessandrino di 12 sillabe. Improvvisamente, quasi come un evento sovrannaturale,
appare questa donna, alta, magra, in grande lutto. molto importante il fatto che la donna
sia in lutto. Baudelaire interessato a questa donna dall'aspetto fisico ma lo colpisce anche
il fatto che sia vestita da lutto. Questo fa pensare che stata al funerale, o forse una
vedova. Con il termine grande lutto si comprende che un lutto importante, stretto, che
da l'impressione di un lutto maestoso. una donna colpita dalla sciagura. Anche il poeta
in una situazione di lutto continuo, con la sua condizione di malinconia, perci attratto
ancora pi dal fatto che lei sia al lutto. La donna solleva con la mano fastosa, con un
atteggiamento quasi legale, e non fa ondeggiare la gonna, agile e nobile. Lui vede un
pezzo della sua gamba. Come fa non si sa bene visto le gonne lunghe. Ma comunque vede
la sua gamba, che sicuramente fa venire pensieri innocenti, per questa donna al lutto.
Quindi c' una sorta di contrasto.
Lezione 13-05-13
LXXXIX LE CYGNE
Questa la poesia forse la pi bella di Baudelaire e ha come tema fondamentale la
malinconia.
Ricapitolando la lezione precedente. Il poeta affascinato dalla donna proprio dal fatto
che vestita di nero ed colpita dal dolore, dalla disgrazia. Cos come una donna
segnata dal lutto, una vedova Andromaca, che il personaggio della poesia Le Cygne.
Quindi possiamo dire che Baudelaire ha una sorta di predilezione per la donne
malinconiche, cio la donna malinconica incarna un immagine instituibile di bellezza. Nei
suoi diari scrive che ha trovato quello che la migliore definizione di bello: consiste in un
viso di donna che faccia sognare, fantasticare al tempo stesso di volutt e di tristezza, cio
compresente l'erotismo e la tristezza. Questa la caratteristica della passante.
Questo tema della malinconia calato in un contesto particolare, che quello della
modernit parigina. Accanto alla malinconia nella poesia Le Cygne presente Parigi.
proprio la citt urbana di Parigi che in qualche modo associata alla malinconia.
Lettura della poesia min. 7
Andromaque, je pense vous! Ce petit fleuve,
Pauvre et triste miroir o jadis resplendit
L'immensa maest de Vos douleurs de Veuve,
Ce Simoenta menteur qui par vos pleurs grandit,
Un fcond soudain ma mmoire fertile,

Andromaca, penso a voi! Questo piccolo fiume,


povero e triste specchio dove un tempo risplendeva
l'immensa maest dei vostri dolori di vedova,
questo simoenta mentore che cresce attraverso le
vostre lacrime, a fecondato d'improvviso la mia

Comme je traversais le nouveau Carrousel.


Le vieux Paris n'est pi (la forme d'une ville
Change pi vite, hlas! que le coeur d'un mortel);
Je ne vois qu'en esprit tout ce camp de Baraques,
Ces tas de Chapiteaux Ebauches et de fts,
Les herbes, les gros blocs verdis par l'eau des
flaques,
Et, brillant aux carreaux, Le bric--brac confus.
L s'talait Jadis une mnagerie;
L je vis, Un Matin, l'heure o sous les cieux
froids et clairs Le Travail s'veille, ou la voirie
Pousse un sombre ouragan dans l'aria silencieux,
Un cygne qui s'tait vad de sa gabbia
Et, de ses pieds Palmes frottant le pav sec,
Sur le sol raboteux tranait son blanc plumage.
Prs d'un ruisseau sans eau la bte ouvrant Le Bec
Baignait nerveusement ses ailes dans la poudre,
Et disait, le coeur plein de son beau lac natale:
Eau, Quand donc pleuvras-tu? Quand tonneras-tu,
foudre?
Je vois ce malheureux, mythe et trange fatale,
Vers le ciel quelquefois, comme l'homme d'Ovide,
Vers le ciel et ironique cruellement bleu,
Sur son cou convulsif tendant sa tte Avide
Comme s'il adressait des reproches Dieu!

memoria fertile, mentre attraversavo il nuovo


Carosello. La vecchia Parigi non c' pi (la forma di
una citt cambia pi in fretta, ahim, del cuore di un
mortale); Non vedo se non con la mente tutto quei
campi di baracche, quei mucchi di Capiteli e dei
ciuffi, le erbe, le grande masse resi verdi dall'acqua
delle pozzanghere e brillanti dietro le vetrine, le
cianfrusaglie confuse.
L un tempo si estendeva un serraglio, l vidi, un
mattino, nell'ora in cui sotto i cieli freschi e chiari il
lavoro si sveglia, quando la nettezza urbana tinge un
cupo uragano nellaria silenziosa,
vidi un cigno che era evaso dalla sua gabbia uscito e
con i suoi piedi palmati sfregando il secco
selciato, sul suolo trascinava il suo bianco
piumaggio, vicino un ruscello senzacqua, la bestia
apriva il becco, bagnava nervosamente le sue ali
nella polvere e diceva, col cuore pieno del suo bel
lago natale: acqua, quando dunque pioverai? quando
tuonerai tu fulmine?
Vedo questo infelice, mito, strano e fatale,
verso il cielo talvolta, come luomo di Ovidio.
verso il cielo ironico crudelmente azzurro
sul suo collo scossa, tendeva la sua testa avida
come se indirizzasse dei rimproveri al Signore!

Paris change! mais rien dans ma mlancolie


N'a boug! palais neufs, chafaudages, blocs,
Vieux faubourgs, tout pour moi devient allgorie
Et mes chers souvenirs sont plus lourds que des rocs.
Aussi devant ce Louvre une image m'opprime:
Je pense mon grand cygne, avec ses gestes fous,
Comme les exils, ridicule et sublime
Et rong d'un dsir sans trve! et puis vous,
Andromaque, des bras d'un grand poux tombe,
Vil btail, sous la main du superbe Pyrrhus,
Auprs d'un tombeau vide en extase courbe
Veuve d'Hector, hlas! et femme d'Hlnus!
Je pense la ngresse, amaigrie et phtisique
Pitinant dans la boue, et cherchant, l'oeil hagard,
Les cocotiers absents de la superbe Afrique
Derrire la muraille immense du brouillard;
quiconque a perdu ce qui ne se retrouve
Jamais, jamais! ceux qui s'abreuvent de pleurs
Et ttent la Douleur comme une bonne louve!
Aux maigres orphelins schant comme des fleurs!
Ainsi dans la fort o mon esprit s'exile
Un vieux Souvenir sonne plein souffle du cor!
Je pense aux matelots oublis dans une le,
Aux captifs, aux vaincus!... bien d'autres encor!

Parigi cambia! Ma niente nella mia malinconia


cambia! Palazzi nuove, impalcature, massi,
vecchi sobborghi: tutto per me diventa allegoria,
e i miei cari ricordi sono pi pesanti dei massi.
Cos davanti a questa Louvre un immagine
mopprime: penso al mio grande cigno, con i suoi
gesti folli, come gli esiliati, ridicolo e sublime,
e roso da un desiderio senza tregua e poi a voi
Andromaca, caduta dalle braccia dun grande sposo,
come vile bestiale, sotto la mano del superbo Pirro,
accanto una tomba vuota curvata in estasi
vedova di Ettore, ahim, e donna di Eleno!
Penso alla negra, magra e fisica,
coi piedi che scalpiccia nel fango, e cerca, con
l'occhio sconvolto, le palme assenti della superba
Africa dietro il muro immenso della nebbia;
penso a chiunque ha perduto ci che non si ritrova
mai , mai! a coloro che si abbeverano di pianto
e succhiano il dolore come una buona uva!
Ai magri orfanelli, che appassiscono come i fiori!
Cos, nella foresta in cui il mio spirito si esilia
un vecchio ricordo suona a pieno soffio di corno
Penso ai marinai dimenticati su di un isola
ai prigionieri, ai vinti! e ad altri, ad altri ancora!!

una poesia difficile per la costruzione, con immagini che compaiono, poi scompaiono,
poi ritornano. In questa confusione lui vuole dare l'idea di una sorta di conclusione
mentale che pu capitare durante una meditazione, con pensieri non in modo ordinato. Da
notare che all'inizio pensa ad Andromaca, poi ricomincia a pensare a lei nel verso 37. Lo

stato d'animo prevalente la malinconia. Il testo di Starobinski verte anche sulla figura
pittorica della malinconia. Sono rappresentazioni di tipo allegorico. La malinconia viene
presentata come se fosse un essere vivente.
L'allegoria un meccanismo di cui si serve Baudelaire per parlare dei sentimenti.
L'allegoria funziona in due modi: il primo modo quello di prendere un sentimento
scriverlo con la lettera maiuscola e farlo diventare un essere vivente, per cui si ha quello
che si chiama nella retorica la personificazione. Da notare al verso 15, la parola travaille
che scritta con la lettera maiuscola. Baudelaire si riferisce al fatto che al mattino la citt si
sveglia e comincia a lavorare; nel caso specifico fa riferimento a coloro che costruiscono la
strade. Questi diventano il simbolo del lavoro. Baudelaire fa una distinzione tra il piacere e
il lavoro. Se non ci dedichiamo al piacere, questo ci svuota e piano piano ci fa assalire un
senso d'angoscia. Se noi invece ci dedichiamo al lavoro, il nostro io si consolida, secondo
Baudelaire. Ecco che il lavoro diventato un allegoria, come qualcosa di buono. Il lavoro
non un sentimento ma da pensare proprio all'idea positiva che lui ha del lavoro.
Il secondo modo consiste nel fatto di incontrare nella nostra vita qualcosa che ci sembra
allegoria di qualcos'altro, il caso del cigno. Il cigno un allegoria di una condizione di
esilio. A volte capita quando siamo particolarmente pensierosi, di avere l'impressione di
cogliere qualche verit, di vedere o ascoltare una cosa che diventa simbolo a sua volta di
qualcos'altro. Uno vede, condizione tipica del malinconico, dei segnali. Le cose non sono
semplicemente quello che sono, ma come se la cosa diventata altrettanti simboli,
altrettanti allegorie. La malinconia quindi una sorta di esilio, secondo Baudelaire. La
dedica a Victor Hugo ha un doppio significato: per prima Baudelaire vuole ringraziarsi del
poeta pi importante del tempo e poi perch Victor Hugo stato esiliato da Napoleone III,
perch Hugo aveva contestato la sua politica. Baudelaire di fronte al cigno si commuove e
proprio tutta la poesia nasce da questo incontro casuale con il cigno. La struttura della
poesia complessa perch il cigno si incontra dopo un po e l'apertura invece dedicata ad
Andromaca. Questa era la moglie-vedova di Ettore. La sua vedovanza rappresenta un
vuoto. Quando si soffre per l'amore di qualcuno si soffre il vuoto. Lei era doppiamente
vedova perch il figlio piccolo stato buttato gi dalle mura. Andromaca viene rapita da
Pirro e viene portata via in Grecia. Pirro lo abbandona, lo lascia al suo schiavo Eleno, che
era lo stesso un troiano. Andromaca per ricordare i tempi migliori della sua vita, si fa
costruire una tomba, finta, vuota di Ettore e fa costruire anche un fiume finto, simbolo di
Troia. come se questa donna finita fra due tempi: il tempo felice, quello perduto, e il
tempo presente che assolutamente inesistente. Lei piange su questa tomba e infatti viene
descritto dal poeta piangente, con addosso un dolore immenso. Al malinconico non gli
possibile guardare in avanti e vedere in alto. Il malinconico guarda in basso ed qualcuno
che si specchia nel proprio dolore. Infatti non riesce a vedere altro, se non la sua
condizione. La vedova Andromaca piange su questo simoento finto, che riflette la sua
stessa immagine.
Compare spesso la predilezione di Baudelaire per il tema del due. Non a caso la poesia
costituita da due parti, come se la seconda fosse lo specchio della prima parte.
Lezione 16-05-13
LE CYGNE (cont.)
L'evocazione di un passato felice evocato da Virgilio nel Eneide. Questo un riferimento
letterario da parte di Baudelaire a Virgilio. Questo riferimento non ha nulla di erudito ma
viene fatto nel segno dell'emozione. Baudelaire parla del fatto che in alcuni stati d'anima

particolari, quasi sopranaturali, noi percepiamo improvvisamente qualcosa come se fosse


un simbolo. La condizione malinconica, un po' come la spiega Starobisky, sospesa tra
due estremi. Un estremo la situazione del depresso che in alcuni momenti in preda a
una sorta di aridit, cio il depresso sente di essere bloccato, improduttivo, di non essere
utile n a se stesso n agli altri. Il depresso preso da meditazioni cupe, che hanno spesso
come argomento la propria vita, la possibilit di essere felice. Il resto tende a parlare del
passato in termini di qualcosa di irrecuperabile e irrimediabile. L'altro estremo della
condizione malinconica c' anche la possibilit di cogliere delle sorprendenti verit, di
avere delle illuminazioni, per cui il malinconico pu essere anche colui che fa pensieri pi
alti. Potremmo vedere una sorta di coincidenza tra lo stato di tristezza estrema e lo stato di
chi percepisce delle verit profonde. In questo caso si ha l'impressione di essere nel vero,
di essere consapevole che le cose passano, che quei momenti di gioia in realt sono fugaci,
passeggeri perch in realt il tempo porta con s tutto e distrugge tutto. Questo la vera
costrizione di Baudelaire, cio il tempo che diventa una sorta di nemico. La poesia che
stiamo prendendo in considerazione ha come tema la malinconia, il tempo e la scoperta
improvvisa, quasi malgrado, del fatto che il tempo passa. Improvvisamente Baudelaire
sente di rivolgersi ad Andromaca mentre attraversava il nuovo carosello. La memoria del
poeta fertile, come se in quel momento attraversato da una sorta di stato di eccitazione,
quasi soprannaturale. La sua memoria produce tante cose e anche ricordi di carattere
letterario: Andromaca stessa una figura letteraria. L'esperienza letteraria per Baudelaire
vale quanto l'esperienza esistenziale. Lui non vuole fare un ornamento letterario, non
vuole vantarsi di aver letto Virgilio. Per lui Andromaca non una figura leggendaria. Lui
pensa a lei come se fosse in carne e ossa, pensa alla sua figura di vedova, alla sua
solitudine e al suo senso di vuoto, ai suoi rimpianti. Baudelaire pensa ad Andromaca,
emozionato, mentre fa una passeggiata e si accorge che la vecchia Parigi cambiata. Da
notare che il poeta apre una parentesi, come se volesse fare una considerazione in pi, cio
che il mondo cambia pi in fretta del nostro cuore., prima che i nostri sentimenti possano
abituarsi, come se la nostra vita fosse in ritardo. Questo una condizione tipica del
malinconico: le cose cambiano ma non si vuole che cambino. L'allegoria sta davanti propri
occhi, sta nel concretizzazione del fatto le cose cambino. La vecchia Parigi comunque non
era affatto un paesaggio bello, ma fatto di baracche, di rovine di epoca romana e
medievale e di erbe selvatiche. Tutto questo stato cancellato perch stato costruito una
piazza. Tra le cose sparite erano le cianfrusaglie esposte nelle vetrine, si trattava di negozi
di commercianti. Un tempo c'era anche une mnagerie, un serraglio, che potrebbe essere un
piccolo zoo di animali rari e esotici. L vicino, Baudelaire dice di ricordare di aver visto un
cigno che era evaso dalla sua gabbia. Il cigno evoca il poeta per la sua purezza, con il
bianco, con il suo candore, con il suo aspetto nobile, quasi una creatura superiore. Il cigno
diventa una figura in cui il poeta si rispecchia, non tanto per il simbolo della purezza, ma
per il fatto che anche lui come Andromaca diventa simbolo dell'esilio, perch scappato
dalla gabbia ed finito in un terreno ancora pi ostile rispetto alla gabbia.
Il poeta parla del mattino, del Lavoro. Auerbach dice che una delle cose che caratterizza
Baudelaire la presenza di ci che basso e un registro anche basso e volgare accanto a
un registro sublime. Nessun poeta romantico avrebbe parlato della bruttezza urbana in
una poesia che ha come tema la malinconia, il tempo. Questa nettezza urbana l'immagine
della vita vera, comune. Questo contrasto l'essenza della vita stessa. Le cose nobili stanno
accanto a quelle basse, non possiamo cercare di separarli. Baudelaire con questo registro,
quello sublime accanto a quello vero, vuole darci un immagine della vita pi concreta.
Quindi ricapitolando: mentre il poeta passeggia si accorge che Parigi cambiata e

attraverso il ricordo di questo scenario che non c' pi, si ricorda di un cigno che aveva
visto una volta che era evaso dalla sua gabbia. da tenere in considerazione che davanti a
questa confusione c' un procedimento di analogia che guida questo susseguirsi di ricordi.
Si va da un immagine all'altra come se facesse delle libere associazioni. Il suo pensiero si
muove liberamente sull'onda di questo emozione di malinconia legato al fatto che il tempo
passa. I piedi palmati del cigno quasi soffrono. Le loro zampette delicate sono fatte per
camminare su un terreno morbido e umido e invece qui si trova a calpestare un suolo duro
e cabroso. Il cigno si trascina su questa strada e apre il becco vicino a un ruscello senza
acqua. Questa mancanza di acqua evoca un aridit, una secchezza che paragonabile alla
condizione del malinconico, che si sente improduttivo. Il cigno bagna le sue ali non
nell'acqua ma nella polvere. Agli occhi del poeta il cigno parla ed esprime un rimpianto
della perdita del luogo natale, infatti lui stato prelevato da quel luogo ed stato portato
in un serraglio, cio in una gabbia. Volendo fuggire dalla gabbia, il cigno, anzich trovare
il suo luogo natale, trova una condizione ancora peggiore. Si ritrova smarrito in questo
terreno arido, vuole bere e bagnare le sue ali, facendo cos una sorta di invocazione al cielo
perch piova. Il poeta rivede la vecchia Parigi soltanto con la sua mente e allo stesso modo
rivede il cigno infelice che diventato un mito strano e fatale. Il cigno diventato una
figura allegorica perch il suo destino quello di tutte le cose. Come l'uomo di Ovidio, in
riferimento alla metamorfosi, che spiegava il fatto che l'uomo cammina su due zampe
rispetto agli altri animali. La spiegazione che ne deriva e che l'uomo elevato per poter
guardare il cielo. Allo stesso modo qui nelle poesia il cigno guarda in alto come se fosse un
uomo, diventando una figura antropomorfa. Il cigno guarda in alto con la speranza che
piova, ma questo cielo ironico e crudele, nel senso che lo prende in giro. Il cigno beffato
che tende la sua testa avida come se muovesse dei rimproveri a Dio. Il cigno attraverso la
memoria diventa cos l'immagine dell'infelicit umana.
Baudelaire a questo punto crea uno stacco e passa nella seconda strofa in cui si
rispecchiano i temi gi enunciati, partendo dall'immagine di Parigi che sempre la sua
citt, non soltanto simbolo della modernit e della metropoli. La sua Parigi cambiata e
continua a cambiare, mentre il poeta prende consapevolezza del fatto che una cosa che
esisteva non esiste pi, e gi deve pensare che questa cosa nuova del presente passer.
Mentre Parigi cambia la sua malinconia non si mossa. Per il poeta tutto un allegoria,
cio ogni fenomeno portatore di significato, di emozione. L'artista deve essere come un
bambino, come un convalescente una persona che avverte nella sua carne il fatto che tutto
ci che ci circonda portatore di significato. Questo vero per il malinconico che vede in
tutto ci che lo circonda un segno pregno di significato. I ricordi pesano pi delle rocce,
nell'animo del poeta. Davanti a Louvre, fatto questo concreto, un immagine lo opprime e
cio il fatto che pensa al cigno che cerca di trovare l'acqua tendendo il collo verso l'alto
nervosamente. Il destino del cigno ridicolo e sublime, ridicolo perch goffo nel suo
muoversi e sublime perch diventato l'immagine dell'uomo. Il cigno doppiamente
esiliato, dal lago e dalla gabbia che era un luogo migliore della situazione in cui si trova
adesso. Un tempo felice era l'infanzia caratterizzata dalla spensieratezza. Uno rimpiange il
tempo felice anteriore che non c' pi. L'esilio si configura in rapporto al tempo.
Baudelaire vedendo Parigi che cambia pensa al cigno e ripensa di nuovo ad Andromaca
che anche lei in esilio ridotta a piangere in una tomba vuota e a scalpicciare nel fango.
Lei portata via come schiava dalla sua terra di origine, magra e con uno sguardo
sconvolto cerca cose che non ci stanno pi. Lei vede la nebbia. La nebbia di Parigi diventa
un muro come un segno di prigionia, del suo stato di reclusione. Questo muro indica un
tempo, cio un prima l'Africa e il presente. Il poeta pensa, ma in realt li vengono in mente

da s. Gli vengono in mente tutti coloro che hanno perduto qualcosa, coloro che si nutrono
delle lacrime. Il malinconico, l'esiliato, colui che in lutto riescono a nutrirsi soltanto dei
propri pensieri dolorosi. Il dolore che ti fa soffrire diventa l'unico nutrimento, diventa
come una lupa buona. In questa schiera di immagini il poeta sente come se lui stesso fosse
esiliato. La sua mente si esilia e si immerge in questo pensiero malinconico. Tutta la sua
poesia diventa un suono lungo e prolungato. Il pensiero infine va ai marinai, ai prigionieri,
a coloro che sono stati vinti, il suo pensiero va avanti ancora ....
La cosa pi bella del mondo imparare, pi imparate pi avete un piacere complessivo,
perch senza piacere non si studia. Chi studia senza piacere non ricorda e non impara
La laurea in lettere serve a formarsi una testa, una cultura
Non bisogna avere paura di dire le cose sciocche. Sciocco chi ha queste paure
La letteratura serve a capire la vita e nasce dalla vita
La letteratura se non tocca nella vita, non capiamo cosa vuole dire
Uno perch si occupa di letteratura? Non sarebbe meglio occuparsi delle cura dell'Aids.
soltanto per capire un po pi della vita in se.
Governare gli italiani non difficile inutile Benito Mussolini
Quando noi leggiamo la letteratura spesso vediamo le parole senza guardarle. Perci
quando noi leggiamo dobbiamo sforzarci per guardare le parole che si vedono.
Nello stomaco del tempo vanno a finire i giorni della nostra vita. Il tempo il nostro
nemico
Il mare rilassante. La montagna esaltante.