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Introduzione alla filosofia

1. Introduzione: Metodo vs. Oggetto delle scienze


2. Subiectum
a. Visione generale nella storia
Lo studioso Enrico Berti ha lasciato uninteressante interpretazione tripartita del
plesso della filosofia nella storia. La filosofia, daccordo con quello che stato
preferenzialmente il subiectum di studio dei filosofi, si pu dividere cos:
i. Interesse di studio sulla res, la realt immediata delle cose: che abbraccia il
periodo antico1 e medievale, fino a Cartesio (anche se gi in Ochkam si nota
una chiara tendenza allo studio delle rappresentazioni mentali).
ii. Attenzione nello studio della ratio, la facolt razionale delluomo: da
Cartesio fino a Hegel.
iii. Interesse marcato sul nomen, il linguaggio umano: da Frege fino ai nostri
giorni.
La filosofia analitica un chiaro esempio nella filosofia contemporanea sul come
nella storia della filosofia non c uno sviluppo n rettilineo n continuo, ma
piuttosto un bilanciamento ininterrotto di prospettive diverse. Uno degli ultimi
grandi movimenti della filosofia analitica quello dellanalisi del linguaggio
ordinario, che si presenta come un tentativo di prender conto della realt linguistica
come questa ci si presenta, come punto di riferimento per il linguaggio scientifico e
filosofico.
In questa maniera oggi la parola realismo ha un complesso significato a seconda
della prospettiva filosofica con cui viene usata. Nel nostro discorso assumiamo
questa parola come quella scuola filosofica che comincia la sua indagine dalla realt
immediata e tenta di trovarne le cause tornando risolutivamente su di essa.
b. Il subiectum della filosofia in genere
Il subiectum della filosofia dunque tutta la realt. Cio, la sua indagine versa su
tutte le realt che esistono indipendentemente dal fatto di esser pensate o no. E le
altre realt che sono pensate, ma non hanno unesistenza concreta, formano anche
parte di questo subiectum in quanto aiutano a chiarirlo e a far notare le sue cause e
propriet.
Aristotele ha fatto notare bene laspetto universale e superiore di questo sapere 2
sottolineando allinizio della sua Metafisica (A, 1) quale sia la natura della saggezza,
che per lui un altro nome possibile per la filosofia prima ( ).
1 C un interessante interpretazione tomista sulla progressiva scoperta delle cause dellente in quanto ente
nellAntichit in tre tappe distinte (ST, I, q. 40, a. 2, resp.): [...] antiqui philosophi paulatim, et quasi
pedetentim, intraverunt in cognitionem veritatis. A principio enim [...] non existimabant esse entia nisi
corpora sensibilia. Quorum qui ponebant in eis motum, non considerabant motum nisi secundum aliqua
accidentia [...]. Et supponentes ipsam substantiam corporum increatam, assignabant aliquas causas
huiusmodi accidentalium transmutationum [...]. Ulterius vero procedentes, distinxerunt per intellectum inter
formam substantialem et materiam, quam ponebant increatam; et perceperunt transmutationem fieri in
corporibus secundum formas essentiales. Quarum transmutationum quasdam causas universaliores ponebant,
ut obliquum circulum, secundum Aristotelem, vel ideas, secundum Platonem. [...]. Utrique igitur
consideraverunt ens particulari quadam consideratione, vel in quantum est hoc ens, vel inquantum est tale
ens. Et sic rebus causas agentes particulares assignaverunt. Et ulterius aliqui erexerunt se ad considerandum
ens inquantum est ens: et consideraverunt causam rerum, non solum secundum quod sunt haec vel talia, sed
secundum quod sunt entia. [...]. Et sic oportet ponere etiam materiam primam creatam ab universali causa
entium.
1

Per i platonici (II-IV ss. d. C.) il subiectum della filosofia si rende ancora pi
soprumano e quindi questa viene chiamata teologia.
Gli scolastici, ad esempio san Tommaso, daranno un posto di servit alla filosofia
rispetto alla teologia (ancilla theologiae), ma non mancano gli sforzi per assegnarle
una certa autonomia.
c. Il subiectum delle principali branche della filosofia aristotelico-tomista3
La filosofia aristotelico-tomista si divide secondo lordine con cui la ragione (ratio)
procede allindagine o scoperta del subiectum in considerazione. In questa
concezione c una chiara impostazione teleologica sottostante, per cui la
conoscenza intenzionale delluomo viene misurata dalla realt da conoscere4.
i. La ragione fa diverse operazioni, per cui si parla di ratio speculativa da una
parte e, dallaltra, di ratio practica. Questa prima divisione della ragione
fondamentale nella divisione che stiamo proponendo.
ii. Le scienze dette speculative hanno come oggetto la verit delle cose e le
pratiche hanno come oggetto lordinamento duna cosa al suo fine secondo la
verit previamente considerata.
iii. Le scienze speculative si suddividono in tre branche.
Metafisica: il cui subiectum non dipende dalla materia secundum esse.
Fisica: il cui subiectum dipende dalla materia secundum esse.
Matematica: il cui subiectum dipende dalla materia secundum esse,
ma non secundum intellectum.
iv. Le scienze pratiche si suddividono secondo lagire, che pu essere
immanente o transiente:
Limmanente comprende lEtica e la Politica.
2 Preferiamo chiamare la filosofia sapere invece di scienza, anche se nella Scolastica aristotelica
chiamata propriamente scienza per la stessa concezione di scienza che sta nel sottofondo: scientia est
cognitio certa per causas. Il fatto stesso di conoscere una cosa tramite le sue cause fa di questa conoscenza
qualcosa di scientifico. Oggi invece il metodo (empirico-esperimentale) ad avere preferenza nella
definizione di scienza (anche se ci sono diverse scuole al riguardo).
3 Oggi ci sono pi branche di sapere allinterno delle scuole aristotelico-tomiste e ci si deve a fattori e
cause diverse. Un modo di spiegare questa diversificazione multiforme della filosofia ha come chiave di
lettura i diversi movimenti e scuole filosofiche che hanno messo qualche problematica nuova allapproccio
aristotelico-tomista. La Critica, ad esempio, nasce come risposta alle problematiche poste soprattutto dalla
corrente scettica, approfondita a partire da Cartesio. La Filosofia della scienza nasce come risposta
allantimetafisica e antiaristotelismo dei moderni (Petrus Ramus, Galileo Galilei, Bacon). Si tratta in questi
due casi di scienze nate da motivi apologisti. Quello non vuol dire che lo statuto epistemologico di queste
scienze sia inutile o artificioso. Ma spiega soltanto il motivo della genesi di queste branche della filosofia.
Altre scienze che sono trattate dai tomisti, come la Filosofia del Linguaggio e la Filosofia del Diritto, sono
invece uno sforzo di arricchire il patrimonio filosofico che si accumulato in torno a queste materie.
4 nota la divisione wolffiana della scienza dove appare subito il profilo meccanicistico-cartesiano (res
extensa/res cogitans) nella struttura totale del sapere. La Matematica ha un posto del tutto separato ed
speciale, data la sua affinit con la quantit (res extensa) e la Filosofia viene suddivisa a seconda di questi
due elementi: cosa pensante e cosa estesa, per cui per Wolff ci sono scienze razionali (Metafisica, Ontologia,
Teologia naturale, Psicologia, Cosmologia) e scienze empiriche (Fisica, suddivisa in Botanica, Astronomia,
ecc.).
2

Tra le scienze di agire transiente si trovano le arti, che Aristotele


chiama scienze poetiche, come la Retorica e le scienze meccaniche.

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