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Associazione Italiana di Acustica

41 Convegno Nazionale
Pisa, 17-19 giugno 2014

RUMORE DA IMPIANTI EOLICI: APPLICAZIONE DELLE LINEE


GUIDA ISPRA/ARPA E DELLA NORMA UNI 11143-7:2003 E
ANALISI COMPARATIVA

Salvatore Curcuruto (1), Rinaldo Betti (1), Enrico Mazzocchi (1), Giuseppe Marsico
(1), Rosalba Silvaggio (1)

1) ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Roma

1. Introduzione
Il Sistema Agenziale ISPRA/ARPA, su incarico del MATTM, nel 2013 ha pubblica-
to le Linee Guida per la valutazione e il monitoraggio dellimpatto acustico degli im-
pianti eolici. Lo scopo del lavoro ha riguardato la definizione di una procedura di mi-
sura da adottare per il monitoraggio acustico degli impianti eolici, assieme a una meto-
dologia di elaborazione dei dati, al fine di confrontare i livelli acustici con i valori limite
previsti dalla normativa nazionale sullinquinamento acustico.
LEnte Italiano di Unificazione (UNI), a sua volta, ha emanato la norma UNI/TS
11143-7:2013 Metodo per la stima dellimpatto e del clima acustico per tipologia di
sorgenti - Parte 7: Rumore degli aerogeneratori, che propone una metodologia di mi-
sura e valutazione alternativa a quella proposta dalle Linee Guida ISPRA/ARPA.
Alla luce di quanto sopra, il Sistema Agenziale ha ritenuto di avviare unattivit di
sperimentazione in campo, attualmente in corso, per la comparazione delle suddette me-
todologie. ISPRA ha partecipato a tale attivit effettuando misure acustiche presso il
campo eolico di Grottole (MT), in applicazione delle due procedure, che hanno consen-
tito di valutare le criticit e di evidenziarne le differenze in termini di aspetti operativi e
di analisi dei dati.

2. Norma UNI/TS 11143-7:2003


La norma UNI/ TS 11143-7:2003 Metodo per la stima dellimpatto e del clima acu-
stico per tipologia di sorgenti. Parte 7: Rumore degli aerogeneratori ha lo scopo di
supportare i diversi iter autorizzativi per la realizzazione e la modifica di un parco eoli-
co, in conformit alla legislazione nazionale vigente, fornendo una metodologia per la
caratterizzazione del clima acustico presso i ricettori e per la valutazione previsionale
dellimpatto acustico.

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I parametri acustici da rilevare sono i valori di LAeq, i livelli percentili L10, L50 e L90
con ponderazione fast, gli spettri in banda di 1/3 di ottava di Leq e di Lmin,
questultimo con ponderazione fast. Tali parametri devono essere misurati su blocchi
di tempo consecutivi TP (tempo di elaborazione), di durata pari a dieci minuti.
I metodi di rilievo previsti possono essere a breve e a lungo termine e di durata tale
da consentire che i dati ottenuti risultino rappresentativi di tutto lintervallo di velocit
del vento, comprese tra il cut-in e il cut-off degli aerogeneratori.
La velocit del vento si intende riferita al mozzo degli aerogeneratori; nel caso in cui
la velocit del vento sia misurata ad una altezza differente, deve essere riportata al moz-
zo, specificando nel rapporto il metodo utilizzato.
La norma introduce la definizione di gruppo omogeneo, in funzione dei seguenti
fattori: tempo di riferimento prescritto dalla legislazione vigente, condizione di esercizio
del parco eolico e direzione del vento (ricettore sopra/sottovento rispetto alla sorgente).
I dati rilevati devono garantire la condizione che ogni campione del gruppo omogeneo
sia costituito da almeno un numero di tre rilievi di durata TP nei quali siano elaborati
congiuntamente i dati di rumore e di velocit del vento.
Lelaborazione dei dati prevede la definizione di diagrammi a dispersione e oppor-
tune curve di regressione dei valori di LAeq misurati in funzione delle classi di velocit
del vento al mozzo, per ciascuno dei gruppi omogenei. Il livello ambientale LA viene di
conseguenza calcolato tramite media logaritmica dei LAeq pesata tramite le occorrenze
delle singole classi di velocit del vento allinterno di ciascun gruppo omogeneo. La
norma prevede esplicitamente la medesima procedura di calcolo per la determinazione
del livello residuo LR.
La procedura di calcolo dei livelli di emissione prende in considerazione le differen-
ze, per ciascuna classe di vento, tra il livello ambientale LA e il livello residuo LR
allinterno dei gruppi omogenei individuati.
Qualora la differenza tra tali livelli sia maggiore di 3 dB, i valori di emissione devo-
no essere calcolati come differenza logaritmica tra LA e LR riferiti alla medesima classe
di velocit del vento; se detta differenza risulta minore di 3 dB, si dovranno sottrarre 3
dB al livello ambientale; se infine la detta differenza sia invece maggiore o uguale di 10
dB, il livello di rumore residuo pu essere trascurato. Il livello di emissione complessi-
vo LEM, per ciasun gruppo omogeneo, viene calcolato con la medesima procedura appli-
cata per LA e LR.

3. Linee Guida ISPRA/ARPA


Le Linee Guida per la valutazione e il monitoraggio dellimpatto acustico degli im-
pianti eolici, elaborate dal Sitema Agenziale ISPRA/ARPA, forniscono una metodolo-
gia standard sia per la misura che per lelaborazione dei dati acquisiti, finalizzata
allanalisi e alla valutazione dellimpatto acustico prodotto durante lesercizio degli im-
pianti eolici, anche per la stima dei parametri necessari per il confronto con i limiti nor-
mativi vigenti.
La procedura, basata sui criteri del D.M. 16/03/1998, richiede quale condizione ne-
cessaria lacquisizione di almeno 2000 intervalli minimi di misurazione utili, dei quali
almeno 400 corrispondenti alle condizioni di emissione ritenute pi gravose (aerogene-
ratori a regime e propagazione sottovento verso il ricettore), mediante rilevamenti in
continuo di almeno due settimane.
I parametri acustici da rilevare sono: i valori di LAeq su base temporale di 1 s, i valori
di LAeq,10min valutato su intervalli temporali successivi di 10' e lo spettro acustico medio
del Leq in bande di 1/3 di ottava.

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I dati meteorologici da acquisire, tutti su intervalli di dieci minuti, sono relativi alla
media della velocit del vento ad un altezza di 3 m dal suolo; quelli da acquisire dal ge-
store, riferiti a ciascuna turbina, sono: media della velocit del vento al rotore, moda
della direzione del vento al rotore e media della velocit di rotazione delle pale.
La Linea Guida fornisce una procedura iterativa che consente, di definire i livelli di
rumore residuo e quelli di emissione degli aerogeneratori estrapolandoli dai livelli di
rumore ambientale misurati, consentendo anche la determinazione del livello differen-
ziale senza interruzione dellimpianto.

4. Misure di rumore presso il campo eolico di Grottole (MT)


Nellambito delle attivit di sperimentazione e di confronto delle procedure, avviata
dal Sistema Agenziale, ISPRA ha eseguito campagne di misura del rumore eolico gene-
rato dallimpianto sito presso Grottole (MT) nel periodo compreso tra il 10 ottobre e il 7
novembre 2013.

4.1 Descrizione del sito


Il parco eolico oggetto delle misure situato su un altopiano naturale, lontano da
centri urbani e in prossimit di ricettori isolati residenziali, alcuni dei quali ricadenti
allinterno del parco stesso. stato individuato il ricettore oggetto dellindagine, in cor-
rispondenza del quale sono state scelte opportune postazioni di misura.
Nella Figura 1 riportata lubicazione del ricettore scelto e quella degli aerogenera-
tori impattanti (GT14, GT15, GT16, GT17), posizionati allinterno di unarea di raggio
pari a 1 km e tutti in visibilit dal punto di misura individuato.

Figura 1 Ubicazione del ricettore e degli aerogeneratori considerati

Laerogeneratore pi prossimo al ricettore (GT14) dista da esso 142 m, mentre il pi


lontano (GT17) collocato a una distanza di circa 900 m.

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4.2 Metodologia di misura adottata


Il posizionamento degli strumenti di misura stato effettuato in modo tale da soddi-
sfare i requisiti previsti da entrambe le procedure: il microfono stato posto ad
unaltezza pari a 1,5 m e a una distanza di 1 m dalla facciata esposta; la centralina meteo
stata posizionata ad unaltezza pari a 3 m dal suolo e a distanza di 5 m dalla facciata.
E stata inoltre prevista unaltra postazione di misura per ridondanza, ad una distan-
za inferiore a 1 m dalla prima, dato lampio periodo di tempo senza presidio
delloperatore e per una eventuale ed ulteriore verifica dei dati.
Nei 27 giorni di misura, effettuata senza presidio, sono stati acquisiti tutti i parametri
acustici previsti dalle due procedure.

5. Elaborazione delle misure


L elaborazione dei dati, che ha previsto anche la pulizia di quelli anomali o affetti
da condizioni climatiche non corrispondenti ai requisiti del D.M. 16/03/1998, stata ef-
fettuata relativamente al periodo temporale compreso dalle ore 06:00 dell11/10/2013
alle ore 06:00 del 7/11/2013.
Tale analisi ha riguardato esclusivamente il periodo di riferimento diurno, in quanto
non stato possibile effettuare le misure di rumore residuo previste dalla norma UNI
nel periodo notturno, a causa delle esigenze di sicurezza dellimpianto. E stato possibi-
le eseguire le misure di rumore residuo nel solo periodo diurno e con un solo rotore
spento (GT14), il pi prossimo al ricettore, a causa di motivi legati alle esigenze di pro-
duzione del campo eolico. Le misure di rumore residuo sono state effettuate nei periodi
temporali compresi tra le16:00 e le 16:40 del 5/11/2013 e tra le 10:00 e le 11:20 del
6/11/2013.

5.1 Risultati ottenuti con lapplicazione della Norma UNI 11143-7:2003


In applicazione della procedura di elaborazione descritta dalla norma UNI, sono stati
individuati quattro gruppi omogenei, relativi al rumore ambientale e al rumore residuo
ciascuno nelle condizioni di ricettore sopra e sottovento rispetto alla sorgente.
Sono stati considerati campioni di LAeq su 10 in funzione di velocit del vento com-
prese tra quella di cut-in degli aerogeneratori (3 m/s) e quella massima rilevata (16 m/s).
Mentre per il rumore ambientale erano disponibili valori acustici sufficienti a coprire
lintero intervallo di classi di velocit del vento, per il rumore residuo a causa della scar-
sit dei dati acquisiti si fatto ricorso a dati estrapolati dalla curva di regressione ottenu-
ta dai dati misurati.
Al fine di assicurare la significativit statistica dei livelli di rumore residuo, sono
stati considerati anche i livelli misurati durante il monitoraggio in continuo durante i
quali il rotore di GT14 risultava fermo e la velocit del vento al mozzo non inferiore a 3
m/s.
Inoltre, per coprire anche per il rumore residuo lintero intervallo delle classi di ve-
locit del vento del rumore ambientale, stata utilizzata una curva di regressione di tipo
logaritmico, al fine di interpolare ed estrapolare le classi mancanti.
In Figura 2 sono riportati gli andamenti dei livelli di rumore ambientale e residuo,
misurati in condizioni di sottovento, in funzione delle classi di velocit del vento al
mozzo dellaerogeneratore GT14.
Si pu notare che gli andamenti del rumore ambientale e di quello residuo sono con-
frontabili alle basse velocit del vento, e che presentano differenze significative a partire
dalla velocit di 7 m/s.

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Figura 2 Ricettore sottovento alla sorgente: rumore ambientale e residuo in funzione


delle classi di velocit del vento al mozzo

In Figura 3 sono riportati gli andamenti dei livelli di rumore ambientale e residuo, in
condizioni di sopravento, in funzione delle classi di velocit del vento al mozzo
dellaerogeneratore GT14.

Figura 3 Ricettore sopravento alla sorgente: rumore ambientale e residuo in funzione


delle classi di velocit del vento al mozzo.

Si evidenzia che il livello di rumore ambientale riferito alla velocit del vento di 11
m/s risultato di valore inferiore rispetto alla classe di velocit precedente. Ci anche
dovuto a un numero sensibilmente minore di occorenze dei campioni di LAeq misurati
per tale classe di vento rispetto alle altre.

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5.2 Risultati ottenuti con lapplicazione della Linea Guida ISPRA/ARPA


In accordo alla Linea Guida, sono stati calcolati i valori di rumore ambientale LAeq,
relativi al solo tempo di riferimento diurno e associati alle classi di velocit di rotazione
equivalente (NeqTOT) dei quattro rotori considerati. Tale parametro corrisponde alla velo-
cit di rotazione virtuale che avrebbe un singolo aerogeneratore posto nella posizione di
quello pi vicino al ricettore (GT14) affinch esso produca i medesimi livelli di emis-
sione sonora dei quattro aerogeneratori sotto indagine.
Per quanto attiene alla determinazione dellemissione sonora del parco eolico, sono
stati presi in considerazione i livelli acustici corrispondenti sia al contributo complessi-
vo fornito dai quattro aerogeneratori sia, in analogia allapplicazione della norma UNI,
al contributo del singolo generatore pi prossimo al ricettore.
Nelle Figure 4 e 5 sono riportati gli andamenti del livello ambientale e dei valori di
emissione, relativi ai due casi suddetti, in funzione di NeqTOT.

Figura 4 Livello ambientale e valori di emissione relativi ai quattro aerogeneratori in


funzione di NeqTOT.

Figura 5 Livello ambientale e valori di emissione relativi allaerogeneratore GT14 in


funzione di NeqTOT.

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Si fa presente che lelaborazione dei dati prevede lindividuazione della soglia di at-
tivazione del parco eolico, ovvero del valore di NeqTOT in corrispondenza del quale il
contributo di emissione del parco eolico rispetto al rumore residuo comincia ad essere
significativo. Si rileva altres che i valori di emissione, nei due casi riferiti ai quattro e al
singolo aerogeneratore GT14, sono uguali per tutte le classi di velocit, ad eccezione
della classe pari a 14 rpm, per la quale si riscontra una differenza pari a 1 dB(A). Nel
calcolo complessivo dellemissione sono stati utilizzati i valori appartenenti alle curve
di interpolazione riportate nelle Figure 4 e 5.

5.3 Confronto tra i risultati delle due procedure


La Tabella 1 mostra i valori finali dei livelli di rumore ambientale e di emissione ot-
tenuti mediante le due procedure.

Tabella 1 Confronto dei risultati ottenuti


Procedure Livello ambientale Livello di emissione

dB(A) dB(A)
Norma UNI
47,0 45,5
(emissione di 1 rotore)
Linea Guida ISPRA/ARPA
46,0 44,0
(emissione di 4 rotori)
Linea Guida ISPRA/ARPA
46,0 43,5
(emissione di 1 rotore)

Si evidenzia che la differenza tra i valori di livello ambientale tra le due procedure
risulta pari a 1 dB(A). Per quanto attiene allemissione, la differenza tra i valori ottenuti
utilizzando la Linea Guida ISPRA/ARPA nei due casi riferiti a quattro rotori e un rotore
risulta pari a 0,5 dB(A). Infine, c da osservare che nei due casi suddetti la differenza
tra i valori di emissione ottenuti dalle due procedure risulta rispettivamente 1,5 dB(A) e
2 dB(A).

6. Conclusioni
Dallesperienza di misura condotta, si riportano le seguenti osservazioni riguardanti
lapplicazione della norma UNI:
- la norma pu risultare di difficile applicazione, relativamente alla misura del ru-
more residuo, in presenza di un parco eolico esistente, soprattutto per il periodo
di riferimento notturno;
- la norma pu concedere spazio a dubbi e interpretazioni in alcuni suoi passaggi,
riservando una discrezionalit nelle scelte tecniche da operare, soprattutto per
quanto concerne il tempo di osservazione durante il quale acquisire i dati misura-
ti e il numero minimo di campioni ammissibile per gruppo omogeneo;
La Linea Guida ISPRA/ARPA, essendo prevalentemente basata su un algoritmo di
calcolo, necessita di un elevato numero di dati misurati, per la cui elaborazione sarebbe
auspicabile ladozione di un foglio di calcolo automatico, al fine di facilitare la fase di
elaborazione e garantire anche la comparabilit dei risultati ottenuti.
Si deve comunque rilevare che dallesperienza condotta non sono emerse differenze
considerevoli nei valori dei livelli acustici relativi al rumore ambientale e allemissione
del parco eolico, che risultano compresi allinterno di un intervallo di 2 dB(A).

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7. Bibliografia
[1] Norma UNI/TS 11143-7:2013, Acustica Metodo per la stima dellimpatto e del
clima acustico per tipologia di sorgenti. Parte 7: Rumore degli aerogeneratori
[2] Linea Guida ISPRA/ARPA, Linee guida per la valutazione e il monitoraggio
dellimpatto acustico degli impianti eolici, dicembre 2013
[3] Artom F., Betti R., Carmagnini A., Lenzuni P., Lodi Rizzini L., Marchisio A.,
Marsico G., Ziliani R., Towards a national standard to support the assessment of
the noise impact of wind farms, Fourth International Meeting on Wind Turbine
Noise, Rome Italy, April 12th -14th, 2011
[4] S. Curcuruto, D. Atzori, R. Betti, E. Lanciotti, G. Marsico, F. Sacchetti, R. Sil-
vaggio, Rumore prodotto da impianti eolici: esperienze di misura, 10 Congresso
Nazionale CIRIAF, Perugia 9-10 aprile 2010

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