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IL MITO ED IL RITO

IL MITO
Che cos’è il mito e quali sono i suoi caratteri?

La parola mito deriva dal termine greco “Mythos”, che significava parola, discorso. Il mito è una narrazione
simbolica significativa per il gruppo sociale. In ogni mito è presente una chiave drammaturgica e si utilizza
una struttura discorsiva paratattica (in modo sintattico su coordinate e non subordinate).

Lo scopo del mito è sia quello di dare spiegazioni (rendere più semplice un concetto complesso) e sia quello
di sacralità (per esempio un mito che spiega l’origine degli dei). Il mito si può intendere quindi anche come
narrazione sacra.

La filosofia ha catalogato il mito come una forma di pensiero totalmente differente da quella logica-
scientifica a cui siamo abituati oggi. Quindi, la filosofia tende a considerare l’impostazione del mito come
opposta all’approccio razionale, pertanto la mitopoiesi (pensiero che opera attraverso il mito e che
contiene delle verità) è opposto al pensiero logico (logos).

Bisogna specificare delle differenze tra termini che nell’uso colloquiale tendiamo a confondere:

 Fiaba: è un racconto fantastico che non ha intenti morali (es. Biancaneve, cappuccetto rosso…)
Vladimir Propp ha teorizzato la derivazione della fiaba dal mito. Jakob Grimm vedeva nelle fiabe di
tradizione germanica residui di originarie credenze mitiche proprie dei popoli degli Arii. Nella fiaba gli
elementi sono su un piano narrativo nel mito hanno una valenza antropologico- culturale.
 Favola: è un racconto fantastico che ha un carattere moralistico (es. La volpe-lupo, lepre- tartaruga…)
 Saga: fatti realmente accaduti raccontati con elementi fantastici.
 Leggenda: simile alla saga, però si tende a esaltare più il singolo individuo (eroe)

Un esempio di mito presente in moltissime culture del pianeta è il mito del diluvio universale. Si pensa che
un tempo sia avvenuta una catastrofe climatica in cui molti uomini sono morti e che quindi l’uomo doveva
trovare una spiegazione a tale evento climatico.

La classificazione dei miti

1. Miti cosmogonici→ com’è stato creato l’universo;


2. Miti antropogonici→ com’è stato creato l’uomo;
3. Miti teogonici→ origine degli dei;
4. Miti escatologici→ cosa accadrà alla fine dei tempi;
5. Miti naturalistici→ eventi influenzati da forze della natura (es. sole, pioggia);
6. Miti di fondazione culturale→ come sono stati creati alcuni elementi della vita culturale della comunità;
7. Miti di fondazione di elementi naturali→ es. differenza tra uomo e donna; morte.

Religioni senza mitologia esistono? Spesso l’Ebraismo è stata dichiarata religione senza elementi mitologici.
In realtà riscontra diversi elementi mitici ad esempio tutte le caratterizzazioni antropomorfiche riferite a
Dio (Dio con caratteri umani); le narrazioni della creazione dell’universo denunciano elementi tipicamente
mitici nell’area vicino-orientale; diversi aspetti delle manifestazioni di Dio all’uomo. Nell’Ebraismo abbiamo
una storicizzazione del mito (collocazione in un ambito nuovo per le culture antiche del medio-Oriente) ed
una mitizzazione della storia (tentativo di interpretare la storia del popolo degli ebrei come una
manifestazione del piano divino nei suoi confronti).
Teorie sui miti

1. Il mito come elemento prelogico

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2. Il mito come categoria del sacro
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3. Il mito come storia esemplare


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4. Il mito come valore funzionale

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5. Il mito come storia vera

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6. L’algebra del mito

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