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ALTEZZA E TIMBRO DEI SUONI

ALTEZZA
L’altezza è la variabile del suono che calcola la frequenza di oscillazioni dell’onda
sonora in un’unità di tempo (1 secondo). Viene misurata in Hertz, una unità di
misura che prende il nome dal fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz: 1 Hertz
corrisponde a una oscillazione sonora che dura per 1 secondo.

Per approfondire: https://www.youtube.com/watch?v=Chep3H_i0X4

LE NOTE MUSICALI
Ogni nota della scala musicale corrisponde a un preciso numero di oscillazioni
dell’onda sonora al secondo, quindi a un preciso numero di Hertz.

L’orchestra classica si accorda (strumenti a corda) e si intona (strumenti a fiato


e percussione) ascoltando dall’oboe (o dallo strumento solista) la nota LA a
440hz circa, quindi ascoltando l’effetto di un’onda che compie 440 oscillazioni al
secondo.

Per approfondire: https://www.youtube.com/watch?v=F31FdsiYK_M

In questa immagine puoi osservare le oscillazioni di un LA


a 440hz e di altre note LA: se le oscillazioni raddoppiano
(880 Hz) il LA sarà più acuto, se le oscillazioni si dimezzano
(220Hz, 110 Hz) il LA sarà più grave.

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© Mondadori Education
TIMBRO
Il timbro di un suono è caratterizzato dalla forma dell’onda sonora che crea il corpo in
vibrazione. Diverse forme d’onda danno origine a timbri diversi.
Ogni strumento ha il proprio timbro, che può dipendere dal materiale, dalla struttura,
dalla modalità con la quale vengono messi in vibrazione i corpi.
Anche la nostra voce ha un timbro del tutto unico e personale.

Per approfondire: Il timbro vocale https://www.youtube.com/watch?v=v-Eg_YtUUZ8

LABORATORIO IN CLASSE
Riconoscere altezza e timbro dei suoni è un’abilità che può essere potenziata
attraverso attività laboratoriali proposte in classe.

ALTEZZA: l’insegnante può suonare coppie di note distanti tra loro chiedendo agli
alunni di riconoscere quale può essere la più acuta e quella più grave.

È possibile utilizzare un pianoforte virtuale al sito: http://virtualpiano.net/

TIMBRO: L’insegnante fa chiudere gli occhi a tutta la classe. Sceglie una coppia di
bambini all’insaputa del resto degli alunni e fa pronunciare loro la stessa parola
(“ciao”, “ombrello”, “matita”).

Una volta ascoltati i due suoni ogni bambino si può prenotare per comunicare a chi
appartenevano i suoni pronunciati, riconoscendo quindi il timbro delle voci.

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