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di FILIPPO LORENZON e VITO AZZONE ree er egli ultimi anni preparatori fisici e match analyst hanno modificato note- volmente il proprio modo di lavorare in virti dello sviluppo tecnologico che ha prodotto cambiamenti tangibili anche nel nostro ambiente. L’ana- lisi di dati provenienti da GPS e da sistemi di video analisi rientra, ormai, nella routine lavorativa di quasi tutti gli staff. I preparatori fisici utilizzano queste informazioni per ‘pesare’ il carico esterno delle partite e degli allenamenti, mentre i match analyst le usano per fornire agli alle- natori considerazioni un po’ pid oggettive sulle prestazioni effettuate. Queste due figure professionali che supportano gli allenatori, tuttavia, collaborano ancora poco e troppo spesso lavorano a compartimenti stagni. Per quanto riguarda le analisi tecniche, ad esempio, i tocchi di palla medi che un'a- zienda riesce a scoutizzare al temine di una partita sono circa 1800. Si tratta di uno scouting che consente di analizzare, nella maniera pid ‘oggettiva’ possibile, cosa sucesso sul terreno di gioco, chi ha compiuto quel gesto tecnico (passaggio, cross, parata, ecc) e in quale zona di campo lo ha effettuato. La sommatoria di questi eventi ci pud dare l'idea di quante volte quel gesto tecnico si sia verificato a livello collet- tivo. Questo metodo ‘tradizionale’ di raccogliere i dati fornisce una visione globale di cosa viene fatto in un determinato arco temporale, ma offre scarse indicazioni per quan- to riguarda specifiche situazioni tattiche, riferite sostanzialmente ad atteggiamenti collettivi di squadra, che possono essere per noi piti interessant. Inoltre sono dati che vengono elaborati per essere fruibili e spendibili da ‘tutti’, nel senso che sono prodotti attraverso dei modelli standard che vengono poi messi a disposizione di staff tecnici, operatori del settore e media. Qualche azienda del set- tore sta iniziando a raccogliere anche dati collettivi di ordine tattico, ma l’analisi é sempre legata a parametri standard che, magari, non si adattano all’idea di un alle- natore. Quello che a nostro gitdizio mancava - quando abbiamo ideato questo studio - era proprio questo: una valutazione tarata sul nostro modelo di gioco e sui principi del nostro allenatore. Ad esempio, per quanto riguarda il pressing - che rappresenta una situazione di gioco assolutamente non scoutizzata con i dati tecnico-tattici forniti dalle aziende del settore e che noi, invece, abbiamo deciso di raccogliere - é importante valutare quante volte lo effettuiamo, quanto dura e quante volte riusciamo a recuperare la palla, ma é altresi necessario comprendere cosa succede quando recuperiamo palla o quando il pressing non riesce. Liipotesi @ che tutte queste informazioni, non reperibili dagli scout ‘tradizionali’, possano aiutare l'allenatore a verificare l’efficacia del pressing e di tutte le situazioni di gioco analizzate con questa procedura. Una valutazione di questo tipo, per essere realmente completa, non pud prescindere da un’analisi contemporanea dell’intensita e del dispendio energetico di ogni speci- fica situazione che caratterizza il nostro modello di gioco. Al momento dati fisici di questo tipo, riferiti esattamente a situazioni tattiche, non sono mai stati presi in considerazione ed infatti le analisi classiche che vengono ef- fettuate sono: confronto tra dati medi della propria squadra e dati medi degli avver- sari; valutazioni longitudinali per evidenziare eventuali trend; analisi delle differen- ze del dispendio energetico in funzione del ruolo ricoperto in gara o del sistema di gioco utilizzato dall’allenatore. Questi stessi dati vengono suddivisi tra primo e secondo tempo o, in maniera pil dettagliata, ogni quindici minuti (eventualmente anche, addirittura, ogni cinque mi- nuti). Viene anche studiato il profilo individuale per capire se un determinato giocatore abbia caratteristiche pid neuromuscolari (accelerazioni e decelerazioni) 0 se invece sia pit portato per azioni a campo aperto (distanza percorsa ad alta velocita) con lo scopo di provare a collocarlo in un ruolo pitt consono alle proprie qualita fisiche. Queste informazioni sono state estremamente utili per comprendere meglio il mo- dello prestativo e per proporre di conseguenza esercitazioni pitt specifiche e vicine al reale impegno in partita dei giocatori. Tuttavia, questi dati sono stati utilizzati anche in maniera errata quando, ad esempio, sono stati presi in considerazione per ‘spiegare’ il risultato della partita. Purtroppo ancora oggi c’é qualcuno che attribuisce i risultati negativi di una squadra alla condizione fisica, nonostante sia stata dimostrata pit volte l'assenza di correla~ zione tra dato fisico e risultato finale. Gli aspetti che determinano il risultato finale sono molteplici e la performance fisica, seppur importante, é subordinata al fattore emozionale (definito da Guardiola “animico”), all’organizzazione tattica, alla qualita dei giocatori e, non ultimo, all’andamento dinamico del risultato. Lulteriore implementazione di software di videoanalisi ha permesso di sincronizza~ re il dato fisico con il dato della palla, fornendoci anche l'intensita sviluppata nella fase di possesso ¢ di non possesso. Da questi dati é emerso, ad esempio, che tenden- zialmente 'impegno fisico maggiore si verifica proprio nella fase di non possesso. Per un allenatore sapere che in fase di possesso palla la squadra sviluppa meno in- tensita rispetto alla fase di non possesso é senza dubbio un’informazione pit impor- tante rispetto al semplice dato assoluto. Tuttavia si tratta di un’informazione ancora troppo limitata per due motivi fondamentali. Primo: la fase di possesso e la fase di non possesso sono formate da diverse sotto-fasi tutte diverse tra di loro, che andrebbero monitorate separatamente. Difendersi nella propria meta campo o effettuare un pressing ultra offensivo appartengono entram- be alla fase di non possesso, ma sono due situazioni del tutto differenti, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista tattico. Secondo: manca il dato relativo all’efficacia tattica che, alla fine, ¢ quello pit impor- tante. Se la mia squadra ha subito molti gol 0 molte occasioni pericolose, vorra dire che é stata poco efficace in fase difensiva e se ha sviluppato un’intensita molto alta vorra dire che é stata anche poco efficiente. 1 dato fisico non pud essere decontestualizzato, deve piuttosto essere letto in rap- porto alla prestazione tattica a cui é strettamente legato.