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Prof.

ANGELO SOLERTI

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PRATO
TIPOGRAFIA GIAfHETTI, FIGLIO E C.

1004
Prof. ANGELO SOLERTI

m iLii HJiiiiLiA lira

PE ATO
TIPOGRAFIA GIACHETTI. FIGLIO E C.

1904
7~S bCo.

Estratto dal voi. XV, anno XV, numero 2

della J!ii-h;ta delle Biblioteche e degli Archiri diretta dal Dott. Guido Biagi
I. tante, non tanto in sé stesso, quanto per-
chè si collega alla memoria di Lodovico
È purtroppo cosi frequente il caso di Ariosto.
dover annunciare con vani lamenti l'e- Se questi riacquisti sono rari è perchè
sodo dall' Italia di qualche opera d'arte rara è la munificenza illuminata come

Eitratto dell'Ariosto di Tiziano


appartenente a Lord Darnley a Turnham Hall (Londra).

di qualche biblioteca, che almeno per quella onde onorasi il cav. Giuseppe Ca-
nna volta sia ragione di giusto compia- valieri, di Ferrara, nome ben noto ai
cimento l'annuncio del ritorno nella sua amoroso rac-
bibliografi e agli studiosi,
sede più naturale di un archivio impcr- coglitore e fortunato possessore di una
o

biblioteca che ormai è tra le prime fra biblioteca e fu notata giustamente la


:

le private in Italia. Infatti, lasciando da stranezza del silenzio in proposito del


parte la bellezza degli esemplari, ac- Lanzoni, cos'i liberale nel dare notizie e
cennerò soltanto alla raccolta dantesca nel permettere l'uso de' propri libri.

che annovera le più rare edizioni alla ; Che fosse colà attesta Girolamo Baruf-
raccolta dei poemi cavallereschi, credo faldi nella sua ì'ila dell' Ariosto edita
ormai unica nel suo genere; alla raccolta a Ferrara nel 1807, ed egli fu il primo
aldina quasi completa; alla raccolta di a darne qualche saggio, ma senza dire
libri di feste, di costumi, di pizzi, di dove in quel momento fossero le carte
giuochi e d'altre curiosità eminente- Ariostee*; parte delle quali vide di certo
mente rare; alla raccolta ferrarese cosi il Frizzi e se ne giovò qualche anno pri-
di stampe come di manoscritti a una : ma ". Forse in quel periodo turliolento
collezione d'autografi di primo ordine: e furono tenute gelosamente nascoste da
accanto a tutto ciò si trovano le edi- chi aveva la fortuna di possederle : e
zioni più rare di canzonieri e d' altre questi pare sia stato il padre del cano-
opere dei secoli xv e xvi; e insieme nico Vincenzo Faustini, noto letterato e
un museo di rarità, di ventagli, di carte bibliotecario di Ferrara, presso il quale
da visita, di quadri ecc. ecc.: il tutto finalmente si ritrovano nel 1847, come
collocato in artistici scaft'ali e in splen- fa fede questa lettera o minuta di lui,

dide vetrine intagliati d:il Bessarel. E assai scorretta, che oggi è insieme con
perciò che la palazzina di via Giovecca le altre carte:
è un paradiso per gli amatori e là gli
Pregiatissimo Sig. Filippo,
studiosi trovano sempre con una giusta
liberalità 1' ospitalità più cortese. Rispondo alla di lei cortesissima lettera

Di recente adunque il sig. Cavalieri delli 6 dello stante mese, dicendole che
ha acquistato ciò che avanza dell' ar- sa quanto sia bibliofilo ossia amante di

chivio di casa Ariosto, che anni addie- quei rarissimi ed unici autografi di perso-
tro era emigrato in Germania, come naggi di primo nome, di cui manoscritti i

tempo addietro aveva acquistato quel- mi fanno nome alla mia privata biblio-
l'autografo del Rinaldo Ardito, che an- teca, unica ricca di volumi in questo luogo.

che di recente ha dato argomento a dotte Solamente esternai nel tempo passato con
controversie. Il sig. Cavalieri aveva in- alcuni che io venderei tali gioie riguardo

dicato e suggerito tale acquisto alla Bi- all'età mia a qualche pubblico stabilimento
blioteca Civica della sua città, ma non scientifico, che subito divulgatasi tale mia

essendo stato possibile con essa conve- intenzione mi venne ricercato l'abbozzo
nire per il prezzo, ha fatto egli mede- autografo del poema inedito intitolato il
simo r acquisto, e noi, come italiani e Rinaldo di Lodovico Ariosto dal qui ve-
come studiosi, non possiamo che applau- nuto Sig. Bibliotecario di Sua Altezza
dirlo e tributargli la lode dovuta. Arciduca di Toscana in prezzo di scudi
Misteriosa vicenda quella dell'archi- fini settecento, quantunque foss'egli man-
vio Ariosto! Nessuno mai vide per due cante del principio, mezzo e fine di più
secoli il Rinaldo Ardito, che pure ha della metà, pieno di correzioni, pentimenti

gli stessi segni e le macchie medesime e cancellature, con infiniti sgorbi, conte-
degli alrri frammenti autografi del Fu-
rioso che si conservano nella Biblioteca ' Certo non erano in mano propria del

Civica, e che certamente fu insieme con Baruifaldi, donde forse avrebbero preso il
le altre carte di cui ora dico. Tutto ciò volo per altri lidi come avvenne degli au-
deve essere uscito di casa Ariosto prima tografi della Oerusatemme e deWAminta .'

dell'estinzione della famiglia avvenuta • Nelle Memorie storiche della nobile fami-
verso la metà del secolo xviii, perchè glia Ariosto di Ferrara in Raccolta di opuscoli
nel 1730 alla morte del dott. Giuseppe scientifici e letterari, Ferrara, Rinaldi, 1779,
Lanzoni, celebre bibliofilo di Ferrara, il il Frizzi si valse di qualche lettera che ora si

ms. del Riìialdo fu ritrovato nella sua ritrova con le altre acquistate dal Cavalieri.
nente trenta pagine, come sa Ella, per la delle sue Memorie storiche della Nobil Fa-
quale vendita si adontò con me l'illustre mic/Ua Ariosti di Ferrara nel inserite
Comunale Consiglio ferrarese, portando- tomo 3" della Raccolta di opuscoli scienti-
mene lagno la sua Magistratura per es- fici e letterari di Ch. Autori Italiani f&lta.
serselo lasciato scappare come oggetto in- dall' abb. Antonio Meloni. Tanto il compo-
teressantissimo alla pubblica Biblioteca nimento che la lettera furono fuggite dalle
Ferrarese, suscitandomi molto imbarazzo somme indagini fatte dall'abate Serassi
per aver alienato il sudetto codicetto olo- e non è compreso né mai stampato nelle
grafo, mettendomi in campo l'Editto Ca- opere di detto Tasso.
merlengale 8 marzo 18 19, che vieta la —
Dialogo della virtù femminile, olo-
estrazione di tali oggetti preziosi, senza grafo di Torquato Tasso, dedicato alla se-
uno speciale permesso del Superiore Go- renissima Duchessa di Mantova già stam-
verno, in altri stati ;
per cui avendo io pato nelle Opere. Abbraccia dodici pagine,
fatto altrimenti, diceva egli d'essere io ed è mancante di due pagini, già in fo-
incorso nella multa di scudi dugento in- glio. »

timata e fulminata da tale Editto, e perciò — Lettera di Ludovico Ariosto in data


pure io venderò gli altri rimastimi raris- 14 novembre (sic) 1490, da lui sottoscritta,
simi articoli purché venghino acquistati diretta al Co. Gherardo Bevilacqua Ee-
non da un forestiero, ma da un papalino. ferendario di N. S. e governatore, di cui
Le cose autografe da me possedute, mi ne parla del suo nobile fu aerale il Diario
sono state ricercate in compra dal dotto ferrarese inserito nel tomo 24 Rerum Ita-
odierno Sig/ Marchese Canonici, gonfa- Hcaruvi Scriptores del Muratori sotto
loniere, per invito della Magistratura, col r anno 1495 adi xxv aprile alla colon-
venerato dispaccio 18 marzo 1846, ed io na 301.
a sua compiacenza le comunicai dicendo — Discorso ossia Scrittura sul modo di
che le avrei contraccambiate col fabbri- fare le paci, olografo di Giambattista Gua-
cato della soppressa Chiesa di S. Salvatore rini dedicata al March. Del Vasto, ma
ed adiacenze della valuta di circa cinque- stampato.
cento scudi,ma essendovi annesso un di- — Lettere originali ed altro di Virginio
ritto Reverendissimo Metropolitano
del figlio di Lodovico Ariosto in foglio.
Capitolo di Ferrara, non essendo libero —
Diploma originale della scomunica
restò la trattativa della vendita di essi fulminata in Avignone il 1317 da Papa
miei manoscritti sospesa, essendo perciò Giovanni XXII contro li ferraresi in carta
in libertà di cederli a chi mi piace, se mi pergamena logora e tagliata nella piega-
assicura che l'acquisitore sia dello Stato tura.
Pontificio, e non d'altro Stato, io allora —
Lettere di Attilio Ariosto, di Lucrezia
li esibisco a moneta fina e non meno di Malvezzi Ariosto, di Paolo Alvarotti, di
scudi trecento; ricordasi però che questi Giulio Sacrati.
miei manoscritti non affido fuori di mano — Annotazioni autografe del cel. dott.
a nessuno, come ho usato con l'ultimo Gianuandrea Barotti fatte alla Secchia
acquirente Fiorentino, non per diffidare, rapita del Tassoni, con varianti diverse
ma per esser quelle gioie esposte ad im- dalle stampate, forse preparate in un tomo
pensate vicende, e chi le vorrà si porti in foglio per fare altra edizione.
qui ed io le consegnerò colla rifusione — Manoscritto in un volume in foglio,
dell'analogo denaro: queste sono le se- non di carattere antico,
contenente il testo
guenti : di cento Sonetti di Petrarca trasportati
— Componimento poetico autografo di in versi latini e non mai pel passato tra-
Torquato Tasso consistente in venti versi
senza sua sottoscrizione, unitavi una let-
tera originale di Camillo Ariosti, allo stesso ' Passò in Inghilterra ed ora se ne sono
Tasso analoga, descrivendo lo stato suo smarrite le tracce; cfr. Solerti, Appendice
quando era nell'Ospedale di S. Anna, della alle opere in prosa di T. Tasso, Firenze, Le
quale il cel. Frizzi ne parla alla pag. 164 Mounier, 1892, p. 67.
— 4

sportati, nei quali tro7ansi soprappostivi cose nostre e intelligente conoscitore


pentimenti, cancellature, sotto de' quali come attesta una
corona di dodici so-
ossia a calce vi sta scritto: Attesto io netti da lui composta sui nostri princi-
infrascritto come qualmente il presente pali poeti. Egli aveva incominciato la
scritto è tutto di carattere di mio Padre fu pubblicazione di qualcuna delle carte
dott. Giuseppe Bonaccioli. Potrebbe darsi ariostee nell'Album di Roma ; in fatti
che il dotto Dott. Bonaccioli l'avesse co- neir annata xviii (1851) a pag. 152
piato fedelmente da uno smarrito Codice col titolo di Autografi, documenti e
antico [!!]. corrispondenza della nobile famiglia
Questi manoscritti non sono stati ve- Ariosti di Ferrara dall'anno 1470
duti da nessuno, né mostrati, perchè qual- fino al 1670 in possesso del sig. C.
cuno non s' innamorasse e che mi venis. Francesco Ki'hlen a Roma, pubblicò
sero domandati, essendo ancor io molto la lettera di Isabella Ghirlanda a Vir-
amante di simili cose, ma pensando alla ginio Ariosto '; e a p. 157 la lettera di
mia età, perchè non vadino a male o per- Camillo ad Annibale Ariosti
del 21
duti ho deliberato di alienarli prima di marzo 1579 parola del Tasso '.
in cui è
morire. Ma poi smise; dopo la sua morte la
Ecco quanto posso significare al vostro ricca raccolta fu dispersa e finalmente
desiderio, e vi ringrazio delle premure ed apparve in cataloghi d'antiquaria in
interessamento che avete preso per me. Germania, ove il sig. Cavalieri trovò il
Se vaglio a servirvi comandatemi senza fondo ariosteo, e come ho detto, lo ri-
cerimonie, salutandovi caramente. portò in patria, riunendolo al Rinaldo
Argenta, 11 febbraio 1817. di cui intanto era venuto in possesso, e
a un frammento di 4 pp. autografe della
Aff.mo Vostro Servitore Cassuria, cui fanno corona le più rare
D. Vincenzo Canonico Faustini. edizioni del Furioso, quali quelle del 1516,
1.524, 1532, 1533 (Bindoni), 1533 (Sessa),
La lettera manca del secondo foglio 1536, 1539 (Bindoni), 1545 (Aldo), 1546
e manca quindi dell' indirizzo, restan- (Giunti), 1546 (Giolito) e molte altre.
done sconosciuto cotesto sig. Filippo. L'abituale cortesia e la amicizia del
Tutta la roba ariostea ricordata in Cavalieri mi hanno conceduto di olfrire
questa lettera, ad eccezione del Rinaldo ai della Rivista il catalogo del
lettori
che prese altra via ', venne poco dopo piccolo archivio Ariosto, nonché qual-
in possesso del conte Francesco Kiihlen che spigolatura da esso delle cose più
a Roma, uno straniero innamorato delle interessanti.

' Per la storia di questo ms. cfr. Giovanni L'interessante corrispondenza Ghirlanda
'

Targioni-Tozzetti, Sul t Rinaldo Ardito . di con Virginio Ariosto sarà presto pubblicata
Lodovico Ariosto in Annali dei RR. Istituti da Giovanni Sforza, cui ne ho ceduta la
Tecnico e Nautico di Livorno. Anno scolastico copia concessami dal sig. Cavalieri.
1899-1.900, Serie 4^ voi. I, Livorno, G. Meuc- * Cfr. la mia VUa di T. Tasso, Torino,
ci, 1900, pp. 83-84; vi è anche un fac-simile. Loescher, 1895. voi. II, parte II, n. cxx.xiv.
II.

AUTOGRAFI DELLA FAMIGLIA ARIOSTO DI FERRARA


documenti in pergamena, corrispondenze, poesie

dall'anno 1393 all'anno 1676 abbracciando tre secoli

NUMERO
IN PERGAMENA
luvfstitura (li Niccolo Roberti Vescovo di Ferrara a Gio-
vanna Baecliiui niof^lie di Niccolo di una pezza di terra
in Villa nuova in Denore 1393

Investitura di Corradino di Sanarra data a Domenico Vigni


e fratelli della villa di Rodi colla sottoscrizione di Mala-
testa Ariosto 1441

Convenzione fatta da Michele Arienti ed altri della stessa


famiglia colla sottoscrizione di Sfalatestd Ariosto . .
1460

Restituzione di una casa jiosta nella contrada di S. Gregorio


fatta ad Apollonia Gagranovi, sottoscritta da Mnlatesta
Ariosto 1441

Investitura di una pezza di terra fuori porta S. Benedetto


di Ferrara data da Manfredo Pio, dottore di legge ret-
tore di S. Alessio, a Barberio Nascimbene 1441

Quattro investiture riguardanti la famiglia Ariosto, tutte


e <iuattro sottoscritte da Malatesta Ariosto distinto Legale
ed uno dei Consiglieri Estensi 1461

Documenti indicanti vendita fatta di alcune terre in


la
Campo Santo Bolognese rogato da Filippo dei Stabellini
dai Nobili Uomini Alidosio, Antonio, Gaìlaso, Aldobran-
dino e Bonifazio Ariosto al Nobil Uomo Marco Provano
da Saluzzo il 29 Febbraio 1476

Affitto fatto da Antonio Maria da Valenza con Alfonso degli


Armi Rettore della chiesa di S. Vitale, sottoscritto da Lu-
dovico Frizzi 1477
Instrumento puhlico di Bartholomeo notarlo sopra i beni di
Allìerto de Sallora di cui erede universale è stata fatta
la sua moglie Ippolita Arienti
1469

10 Quaderno contenente XV
Instnunenti spettanti alle fami-
glie Arienti, Sagrati e di Bonifazio Ariosto; a questo
qua-
derno si trova unita la nota di pugno di Ludovico Ariosto
contenente i nomi degli affittuari di S. Zagro che paga-
vano alla famiglia Ariosto 1504
1515
— 6 —

NUMERO IN CARTA
La mayyior piirtc dei seyuenli HcrUti nono con imìiri::i e

suf/yelti tlilln fttmii/lia Ariosto e dei eorrispondenli.

11 Ariosto Ludovico, il ferini Poeta letteni di condoglianza al


:

suo parente Conte Gherardo Bevilacqua consigliere del


Duca Ercole I, alla morte del fratello di lui Annibale suc-
ceduta il 14 Ueeembre 1490 1490

12 Lettera del Duca Ercole I di Ferrara ad Ercole Strozzi di

Firenze il 7 Giugno 1504 segnata con la seguente abbre-


viatura « Lnd » essendo allora Ludovico Ariosto segretario
del Duca 1504

13 (litui Minia Ariosto figlio di Antonio ricevuta di un feudo. 1485

U Jioiìifasio e Giacomo Ariosto affari domestici 1492

15 Antonio Ariosto cugino del Poeta: aftari, carte, ed autografi


diversi

21 Iiinaldo Ariosto figlio di Francesco, cugino del Poeta: afifari. 1507

31 Girolamo Stabellini. lettera diretta ad Alberto Bandadei


Massaro Ducale, suU'iiudata a Eonia del Poeta Ludovico
Ariosto 1510

Iiinaldo Ariosto: lettera ad Allìerto Bendadei Massaro Du-


cale 1510

33 Gia)i ^^llria Ariosto cugino in terzo grado del Poeta. (Af-


fari diversi) 15 Carte 1516

48 Alfonso Ariosto cugino in secondo grado del Poeta. (Auto-


grati diversi, affari, ecc.) 1518

50 Gabriele Ariosto fratello di Ludovico, anche egli poeta, e


continuatore della commedia la i^colastica - Nota di varie
spese 1522

51 Galasso Ariosto, Uditore dell' arciv." di Bologna, fratello


maggiore del Poeta, che a lui dedicò la sua 3" Satira . 1522

52 Virginio Ariosto tìglio del Poeta. Can.co della cattedrale di


1538
Ferrara, poeta anche lui (Carte diverse)
1576

63 Galasso Ariosto. Copia di un Breve di Papa Paolo III (Far-


nese) col (luale concede beuetìci al detto Galasso . . . 1547

67 Giulio Lucio Guariui di Modena corrispondenza con Virtji-


1542
nio Ariosto. (Lettere 7)
1554
7 —

NUMEUO
—8—

NI MKUIJ
— 9 —
Oltre a tutta la corrispondenza Ghir- rantivano 1' autografia del grande poeta,
landa, come ho accennato, richiesi al- cosi che mi chiesi se fossi cieco io.... o
l'egregio amico i n. 11, 12, 31 e notizia lo fossero stati quelli ! Presi in mano
di vari altri. Una lettera di Lodovico anche il foglio di saggio della grande
del 1490, e quindi la più antica, con la riproduzione degli autografi del Furioso
notizia di una sua gita a Roma, sa- che prepara 1' amico Giuseppe Agnelli,
rebbe stata cosa ghiotta! Invece, appena quasi vergognoso di aver bisogno di un

Ritratto dell'Ariosto di Dosso Dossi, già nella Galleria Barbicinti,


ora del sig. Giuseppe Cavalieri in Ferrara.

r ebbi, non potei trattenere un senso di riscontro: e proprio non c'era neppure
dispetto: quantunque la firma fosse chiara lapin lontana rassomiglianza! Allora
e tonda Lodovico Ariosto, tuttavia la guardai meglio la lettera: sulla firma
grafia era indubbiamente della fine del non e' era dubbio, ma aguzzando lo
cinquecento. sguardo, la data e l'indirizzo mi par-
Né senza estrema maraviglia vidi in vero alterati a poco a poco al luogo cos'i
:

fine di essa tre attestazioni del Faustini, della data come del protocollo, dov' è
del Cittadella e dell' Antonelli ' che ga- 1490, vidi evidente sopra il 4 un'asta
' Eccole quali si leggono sulla pagina
curato in molti anni nelle cose patrie, e nel-
esterna della lettera :
l'esame di varii Arcbivj pubblici e privati,
• 31 gennaio 1851 Ferrara non esito ad assicurare per mia parte ohe
« Per quelle cognizioni che mi sono pro- la presente lettera è autografa del nostro
— 10 —
ricurva doveva esserci stato un G; al .9
: E dopo ciò ecco la lettera incriminata,
m' accorsi che la metà a sinistra del- avvertendo inoltre che dovunque è /?.<>
l' occhietto era di inchiostro più sbia- la R fu mutata in B, perchè il Gherardo
dito dell'altra niet.'i e della gamba: do- del M90 non era reverendissimo!
veva esservi uno 0; al luogo delio
ultimo vidi pure che la muta a destra Illmo e R.mo s.' mio S.' OSS.'no

dell' occhio era più sbiadita ma a sini- Quel dispiacere et dolore insieme, che
stra, oltre una piccola raschiatura, l'in- ha apportato a tutta la Città nostra la
chiostro era più intenso da y si era :
iniprovisa nova della inaspettata morte
fatto 0: la lettera doveva essere del 1601. dell' lll.mo S.'-Co. Annibale, fratello di V.
Ciò assodato trovai nelle Memorie della S. IH."'" et R.™«, quello stesso ha appor-
famiglia Ariosto del Frizzi che un Lo-
tato anco a me, ma tanto maggiore, quanto
dovico Ariosto era nato nel 1554 e morto che dopo' l'occasione ch'ebbi di servire
nel 1623: la lettera doveva esser sua; alle 111.™» S.rie loro nel viaggio di Roma
poi nuli' altro avendo sottomano ricorsi li ho sempre tenuti per miei principalis-
a quell'elenco di personaggi ferraresi simi S.''' et se bene sarò stato per aven-
tratto dal Sansovino che ricordava di tura uno delli ultimi a compliere a tanto
aver riprodotto nel mio studio su Fer- debito con V. S. 111.™' et R. rendassi (sic)
rara e la corte estense nella seconda però certa ch'io sia stato de' primi a sen-
metà del secolo decimosesto ', e infatti tire la puntura di perdita cossi grave,
a p. Lxvi trovai che a questo tempo quale è stata udire che sia stato oppresso
erano vissuti, con altri, un Annibale e da acerbissima morte Cavaliere di tanto
un Gherardo Bevilacqua fratelli. Ma merito, et di cossi grande espettatione,
quel Gherardo per cui il Faustini aveva nel più bel fiore dell'anni suoi, [sola] so
trovato cosi opportuno riscontro nel Mu- ch'ella usando della solita prudenza sua
ratori mi aveva dato sospetto, e dovetti farà forza a sé stessa per conformarsi col
al fine convincermi che vi era proprio voler di Dio, dalla cui santa mano pro-
stata alterazione e forse la lettera era viene ogni cosa, et però a rimane me non
diretta o ad Onofrio, o a Ercole o ad altro che pregar a quella santa anima da
Antonio vissuti nel medesimo tempo. S. D. M. eterno riposo et a V. S. Ill.™>
et R."'» ogni maggior essaltatione, alla
quale resto offerendomi con ogni mio af-
immortale poeta Lodovico Ariosto, che la
fetto et fattale riverenza le bacio le mani.
scrisse nella sua età d'anni sedici. Tanto
Di Ferrara il di 14 Decemb. 1490 [cioè 1601].
« Luigi Nap. Cittadella
Di V. S. IH."» et R."'»
« Segr. Agg.lo ed Archivista Municipale. •

Afiett.™" et obbl."» ser.™


« Ferrara 31 gennaio 1851
Ludovico Ariosto
« Attesto io sottoscritto che la presente
lettera è autografa di Lodovico Ariosto, foris: All'Ili."" et R.»'» S."' mio S."' oss.""
come ho potuto anche confrontare cogli au-
il S.'- Co. Gher.do [?] Bevilacqui
tografi che di lui si conservano in questa Refer."» di N. S."- et Camer." d... '

Biblioteca. Del 14 Decemb. 1490 [1601].


« Giuseppe Can. Antonelli
« Bibliotecario. » Per compenso il n°. 12 è indubbia-
mente autentico, se non che la sigla Ivd
Nota del Faustini.
nell'angolo estremo inferiore destro è
Veggasi il Funerale del suddetto Co: Ghe- cos'i da suscitare qualche so-
sbiadita
rardo descritto nel Diario Ferrarese inserito spetto tanto più che non consta che il
:

nel tomo 24 Rerum Italicartim Scriplores del Poeta nel 1504 sia stato a Firenze, né
Muratori sotto l'anno 1495 adì XXV aprile
alla colonna 801. ' Forse di S. S., ma il rimanente sarà
' Città di Castello, Lapi, 1899, 2» ediz. stato scritto sulla linguetta che manca.
— 11 —
era allora segretario del Duca '. Comun- tutte le debiati fare abrusare, et siano de
que sia, ecco la lettera : chi se vegli senzaavere rispetto ad alchuno,
et fatilo subito: imperocché per questa
Dux Ferrariae ecc.
via stimemo che facilmente se provederà
m. hercule: havemo bavuto le vostre: per che il male non procederà più oltra es-
le quale ne dati adviso de la nova pulu- sendo questa potissima causa de tale in-

Ritratto dell'Ariosto posseduto dalla l'aiuiglia Podestà, a iSarzana.

latione de la peste: che è cosa che ne di- fectionecome havemo dicto: et habiati a
spiace mirabilmente: stringemovi quanto mente de fare subito evacuare tutte diete
più potemo a metter modo et fare ogni case infectate et r...undarle per modo chel
provisione possibile ad ciò che non pro-
la cessi ogni suspicione de tal male.
ceda più oltra: Et perchè non se potemo
tìoren. VII Juljj 1504.
persuadere che questa cosa sia processa
LVD.
da altro che da remescolamento de panni,
foris: Sp.li dìl.mo nostro D.uo
vi dicemo che tutte quelle robe infectate, herculi stroze
terrariae
' Campoei G,, Notizie su la vita di L. Ario-
cito
sto ^, Firenze, Sansoni, 1896, p. 20. cito.
— 12 -
Sicuro in ogni sua parte è il docu- E perchè son da povertà si preso
mento col n°. 31 dal quale risulta com-
che non trovo al mio mal redentione,
a voi ne vengo, eh' a compassione
provata la gita a Roma dell'Ariosto in harette a vederme da sorte oiì'eso.
servizio del Cardinale Ippolito nel mag-
gio 1510.' Et husandoroe voi qualche mercede
ingrato non sarò, quest'è ben certo,
'

Messer lo Massaro mio hon.'^ Questa — che un dono vi farò colmo di fede:
matina ho ricevuto le vostre lettere, et La sembianza di colui, che il ciel n'ha
non se trovando in Ferrara m. Ludovico aperto]
Ariosto, quale sei giorni fanno fu man- col proprio sangue, come chiar si vede,
dato per stafietta a Roma dal Card. le no-
donò (nir) per recompensa a tanto merlo.

stro, se dice per causa de la Abbazia de Con la lettera del 1579 (n°. R7) Ca-
Nonantola. doti in manibus propriis al millo Ariosto mandava al cugino An-
Conte hannibale Rangone la vostra, alli- nibale come saggio delle facoltà poetiche
gatoli prima la directiva al Card. le se- del Tasso, rinchiuso in S. Anna da pochi
cando me havete scripto et quella de m. giorni, un noto madrigale che comincia:
Ludovico ve remetto qui alligata. ]'ula, vola, pensier, fuor del mio petto
A le altre parte de dieta vostra non vi (n°. 148). Ma cotesta composizione non è
voglio respondere altro per adesso, se ben certamente del Tasso e contro ciò che
gli seria da dire assai, perchè m. Ludo- altra volta sostenni, ho dovuto convin-
vico bonomello et io sperarne, che se noi cermi che è a lui anteriore ", quantunque
siamo bora faliti, che in brevi serete an- la copia sia senza dubbio di sua mano.
chora voi in tale compio. Ma nessuno si è accorto che insieme con
De le cose de la guerra per che sono essa vi è un altro madrigale, pure au-
varie et frede, non ho che scrivervi adesso, tografo, e questo ha davvero tutto il
ma vedrete per certo senza San Gallo sapore Tassiano, talché se l'avessi co-
quello che se saprà fare, et li barbasori nosciuto in tempo 1' avrei collocato nel
bravano, se non in questo anno, in l'altro.
II voi. della mia edizione delle Rime, in
A voi me raccomando. Ferrariae XXVij quel gruppo di composizioni un po' libero
Maij 1510. formato dai n. 302-387. Ne anticipo qui
V. Hier. Stabilini.
pertanto la conoscenza ai lettori :

forìs: Sp.li affini et hon. D.


fri.

Alberto bendedeo Due. li A le mense d' Amor cortesi inviti


Massario Mutinae dig.mo Fanno dolci occhi tuoi,
i

Mutinae. Mentre son mille cor, forse, e non '1 vuoi,


Semphcetta fanciulla, arsi e feriti. ^

Il rimanente delle carte, come ap-


paro dall'inventario riguarda affari di Io che invece di mèi vivanda amara
Spesso gustai servendo,
famiglia; importante, anche per la firma
Ai primi assalti tuoi l'armi non rendo.
di Carlo V, è il n". 100, un passaporto Qual uom che per timor suo schermo
al capitano Giovan Battista, figliuolo di impara].
Lodovico; ma specialmente vi è mate-
Pur tu mi sfidi, et io le fiamme accese
riale abbondante per illustrare la figura Scorgo e le reti per mio danno tese:
di Virginio Ariosto, che meriterebbe Ma, se talor ti miro.
l'attenzione di qualcuno. Anche intorno Ardo a i tuoi sguardi e di legger sospiro.
ad Orazio, l'amico del Tasso, vi è qualche
cosa di interessante; non giustifica certo
' L'autogr. in grado,

la stima di cui godette il sonetto che è


^ Dì una canzonetta ricordata in due incate-

al n"-. IGl !
nature nel Oiorn. Star, di Leti, Ital."" voi. XII
(1889), pp. 308-11, e Di nuovo a proposto di
Havendo, signor mio, da molti inteso
una canzonetta del Tasso nello stesso Giorn.,
quella grau cortesia, che in voi si pone,
e clie d'ogni virtute e divotione
XIII, p. 458.
un lume setti in oriente acceso, ^ Questa mossa ricorda l'altro celebre : La
bella pargoletta (Rime, Bologna, 1899, voi. Ili,

' Campori, Op. cil., pp. 23 24. n. 611).


— 13

III. 6 che non ho veduta citata nei due studi

E
poiché sono attorno all'Ariosto, non
più recenti sull' amica del poeta ' :

sarà discara una letterina o meglio una «poscritto, il mesere questa notte è stato
ultima parte di una lettera di Alessan- bene e stamatina lì medici launo trovato
dra Strozzi, favoritami già tempo dal- senza febre dio grazia, questa febre si^è

Ritratto dell'Ariosto attribuito a Palma il Vecchio,


nella Natioìial Gallery di Londra.

l'eg. amico dott. C. E. Pollak, di Londra, mezana .semplize siche a me pare che non
la quale si conserva nel cod. 44 Egerton ', uè metile in fuga de venire ; di mandare

* Nello stesso ms. ve ne sono altre tre cui è a parte anche Gabriele Ariosto. Sugli
Bell'Ariosto e precisamente quelle coi n.i XV, autogr. è la nota : < Recueilli a Ferrara la
LXX e XCVII dell' ediz. Cappelli (Milano, dimanche 26 Sbre IS06 , e forse furono sot-
HoepH, 1887). — Nel ms. Additional 12103 tratti dal libro di conti che si conserva in
sono alcune note del 1510, 1517, 1518, 1521 quella biblioteca.
di Ludovico riferentesi ad affari di bestiame ' Giuseppe Pardi, La moglie delV Ariosto,
con un suo contadino Mengo bolognese, di Ferrara, Zuffi, 1901 (estr. dal voi. XII degli
— 14 —
uno servitore qui sera ben fatto per po- povero Antonio Valeri (Carletta) di al-
tervi dare auiso de quello che acadirà e cuni documenti ariostei ch'egli, infati-
cusi io ne o parlatocome il mesere questa cabile ricercatore, aveva scovato e per
matina che sta bene e me a risposto che i quali chiedeva un prezzo che non si
il mio parere è bono e che io uè debia potè dare.
scrivere e ui se racomanda e che pregate L'elenco naturalmente non dice dove
dio per lui; la consorte ui se ricomanda i documenti si conservino, ma è facile
e madona Isabella uostra cogiata et io comprendere che debbono trovarsi nel-
senza fine; la uostra consorte e la sorella l'Arcliivio Vaticano, e forse quattro da i

me a pregato ohe io uè scria de la uesta lui editi dopo fattane la comunicazione ',
de raso morello che [che] io uè disse qui potranno mettere sulla traccia dei rima-
in la mia camera che senza sua comisione io nenti :

non lo disse e dicoiie che tutte le citadine 1". Notizie inedite su Pandolfo Ariosto.
di questa terra hanno ueste de raso tagiato Carlo Ariosto del Campori non
2". Il
e che bisongia fare diferenzia de una con- era fratello carnale di Lodovico.
dizione a unaltra o più che qui parechi 3. Prova che nell' aprile 1509 1' A-
donne uanno de ricamate, se uoi
zintile riosto non fu in Roma.
me mandato subito il raso allora
auesti 4. Prova che la minaccia di Giu-
quando uo partirsene di qui la sariano lio II fu di gettar 1' Ariosto in mare e
meza fatta si che fate il uostro parere, io non in fiume.
credo che auereti una gran fatiga a tro- 5. Prova che l'Ariosto non fu in
uare casa che sia bona che non se ne Roma nel 1512.
troua. 6. Documento sulla casa abitata dal-
a di uenti tri de zungio l' .Ariosto in Roma.
D. V. S.
7. Documento sul benefizio di Castel
Ales.\ndra Strozza S. Felice.
8. Documento sul benefizio di S. Ma-
La senza dubbio diretta a
lettera è ria in Benedellio.
Giovanfrancesoo Strozzi a Firenze ed è 9. Documento e bolla sul benefizio
certamente quella cui si allude nell'altra di S. Agata.
del 18 luglio a Lucia Strozzi « Io av- ;
10. Documenti e bolla sul benefizio di
visai a questi dì al magnifico figliuolo Milano.
di V. S. del male del messer, e poi come 11. Documento che 1' Ariosto fu a
era guarito » (ediz. Cappelli cit., Roma nel dicembre 1517.
p. 331-2). 12. Documento che l'Ariosto era a
Cosi a poco per volta si viene rag- Roma nel novembre 1520.
granellando il materiale per quella vita 13. Documento che 1' Ariosto era a
dell'Ariosto che vicende non liete mi Roma neir aprile 1521.
hanno impedito di scrivere, ma che è 14. Documento che il vecchio prete
vergogna non sia ancora fatta. Credo era vivo ancora nel 1525.
pertanto opportuno, in servigio e guida 15. Tutte le suppliche relative al con-

di chi vorrà accingersi all'impresa, se- ferimento dei quattro benefizi Arioste-
gnalare una comunicazione che ebbi dal schi.

Atti d. Deput. ài Stor. Pat. di Ferrara), e ' A. Valeri, Per una data. Notisiola Ario-
Adolfo Vital, Di alami documenti riguardanti stesca nella liivitta d'Italia, an. Ili (1900)
Alessandra Benucci, Conegliano, tipografia pp. 517-19. 1 documenti pubblicati sono certo
Nardi, 1901. quelli indicati ai n.i 9 e 11 dell'elenco.

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