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Giacomo Giamello

LA LINGUA DELL’ALTA LANGA
Storia, grammatica, racconti, filastrocche, preghiere, proverbi, modi di dire, canzoni e curiosità

La grammatica della lingua dell’Alta Langa è stata redatta sull’esempio del lavoro del professor Bruno Villata: La lingua piemontese, Montreal, Losna & Tron, 1996; si ringrazia l’autore per i suoi preziosi consigli e le sue correzioni al testo.

GRAZIE – ai testimoni: Allerte Luigi, Belmonte Iose, Belmonte Rita, Bonello Luciano, Bonetto Gabriella, Canaparo Domenico, Canaparo Giuseppe, Cappello Giovanni, Cappello Silvana, Damiano Giovanni, Defabri Ugo, Fontana Maria Grazia, Fontana Marinella, Fontana Pierangelo, Fontana Richelmo, Gabutti Walter, Giamello Elio, Giamello Giorgio, Porello Ida, Rabino Iride, Ravina Maddalena detta Olga, Ravina Rina, Rosso Renato, Scanavino Andrea, Viberti Silvio,Villata Bruno; – ai collaboratori: Babbiotti Giorgio, Borgno Carla, Bressano Giovanni, Buccolo Antonio, Cordero Luciano, Ricatto Giancarlo; – all’Associazione per gli Studi su Cravanzana; – alla “Nuova Franchin” edizioni musicali; – alla Famija Albèisa; – ai revisori delle bozze: Corino Riccardo, Giamello Giuseppe, Viberti Silvio; – al revisore delle trascrizioni musicali: Bertino Alberto; – agl’interpreti dei brani musicali: Bertino Alberto e Bertino Andrea; – alla Banca d’Alba – e a tutti coloro che mi hanno aiutato ed incoraggiato in questo lavoro.

Illustrazioni: tratte dalle opere di Clemente Rovere (1807-1860) in collaborazione con la Famija Albèisa. Stampa: L’Artistica Savigliano (Cn). Edizione: SORÌ EDIZIONI, via Roma 41/A, Piobesi d’Alba (Cuneo), tel. 0173 619941. Opera depositata e registrata. Sito internet: www.erbariopiemontese.com per contatti: info@erbariopiemontese.com

© Copyright by Giacomo Giamello, 2007 Proprietà artistica e letteraria riservata. Riproduzione e traduzione, anche parziali, vietate.

Aˆ me nine: r Cristina, Elena, Lucia e Virginia

Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei, resta ad aspettarti.
CESARE PAVESE, La luna e i falò

I forestieri stentano a pronunciare il dialetto pedemontano, viceversa i piemontesi, per la ginnastica linguale che fanno in casa propria, hanno una gran facilità a pronunciare ed imparare i dialetti e le lingue altrui.
ARTURO ALY-BELFADEL, Grammatica piemontese

la signora interpellata rivolse la stessa domanda ad alcune persone che erano poco lontane e poi ci tradusse la risposta in italiano. informazioni a una signora che passava. risale alla fine degli anni Ottanta. nella parlata locale. al momento degli annunci parrocchiali. Quando giunsi a destinazione. come immagino facesse solitamente. riprese il discorso cambiando lingua e registro. le interazioni si svolge7 . anche tra gli abitanti dell’Alta Langa la parlata locale è in forte regresso di fronte all’italiano. si scusò di aver parlato italiano e promise che la domenica seguente la predica sarebbe stata nella lingua solita. avendo notato che in chiesa vi erano alcune persone che non abitavano nel paese. le usanze e le tradizioni particolari. va subito detto che. Al momento della predica il celebrante iniziò il sermone domenicale esprimendosi. Dopo il “Rëscontr” che aveva avuto luogo ad Alba. quando avevo passato parecchi mesi a Cravanzana. negli ultimi decenni. che è l’argomento principale dell’opera. Infatti. per dare un’idea più esplicita del cambio linguistico avvenuto tra gli abitanti di questa zona. E così. Questo fatto mi sorprese molto perché mi ricordo che da bambino. a un certo punto. usando la parlata locale. Il secondo episodio. farò ricorso a due episodi piuttosto significativi di cui sono stato testimone. E con la lingua sono cambiati anche altri comportamenti. avendo deciso di pernottare in quel centro domandai. le statistiche regionali sul transfert linguistico dalla parlata locale all’italiano potrebbero non addirsi ad un contesto sociale particolare come quello delle Langhe. mi trovavo ad Alba e decisi di far visita ad un compagno di studi che abitava in un ridente paese della Bassa Langa. nel terzo ne considera l’aspetto umano cioè la lingua. mentre nei primi due volumi Giacomo Giamello descriveva la flora e la fauna della sua terra. dopo una brevissima pausa. Per quanto concerne la lingua. sempre nell’Alta Langa. Però. questo amico stava andando a messa e così ve lo accompagnai. Il primo si riferisce all’inizio degli anni Sessanta ed il secondo alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso.Prefazione La lingua dell’Alta Langa si può considerare il seguito naturale del Dizionario botanico e del Dizionario zoologico. accompagnai altri tre colleghi a fare un giro nell’Alta Langa. Prima di rispondermi. in piemontese. il sacerdote riprese ad usare la parlata locale. apparsi rispettivamente nel 2004 e nel 2005. Pur essendo molto eloquenti. Alla fine della messa. Giunti a Niella Belbo. Nel primo caso. ebbe un attimo di esitazione e. una domenica mattina.

è uno dei pochi che la usi in pubblico oltre che in famiglia. grazie alla sua vasta cerchia di conoscenze. ma che egli ha creduto opportuno allegare alla grammatica. Per quanto concerne la parlata dell’Alta Langa si può dire che. si deve concludere che tra non molto pure il langarolo sarà scomparso. a causa dell’isolamento della zona in cui è usata. vissuto tra il ’400 e il ’500. Però. 8 . dato che un esame approfondito di tutti questi fenomeni sarebbe qui inopportuno. con amici e conoscenti. Anzi! Il Dizionario botanico ed Il Dizionario zoologico. se un frusté rivolgeva una domanda in italiano ad un locale riceveva una risposta in piemontese. perché Giacomo Giamello ha pensato di scriverne la grammatica. Più nessuno usa la parlata locale rivolgendosi ad uno sconosciuto mentre. nel campo della glottologia non lo si può affatto considerare un dilettante. come è capitato per molte parlate di cui oggi si conosce appena il nome. Un progetto che all’inizio sembrava chimerico. nella fonologia e pure nella morfologia. E molte volte. nel caso della parlata di Cravanzana e dell’Alta Langa. si dovrebbe addirittura pensare all’astigiano dell’Alione. Bisogna poi anche ricordare che.vano esclusivamente nella parlata locale. Se le si volesse trovare un corrispondente letterario. va detto che essa è la lingua madre di Giacomo Giamello il quale. essendo entrati a far parte delle collezioni di varie biblioteche pubbliche. Ora capita esattamente l’opposto di quanto avveniva qualche decina di anni fa. Molto significativo è anche il fatto che. E l’importanza della sua opera è pure confermata dal successo che questi volumi hanno riscosso presso i cultori della lingua piemontese e anche al di là dei confini regionali. tra l’altro. sugli usi e sui costumi che forse sarebbero state sufficienti per un altro volume. l’autore di questo volume ha avuto modo di accumulare molte altre notizie interessanti sulla storia. Per quanto Giacomo Giamello non sia un linguista di professione. sono due opere magistrali che lo collocano nel numero ristretto dei dizionaristi piemontesi. per corroborare quanto detto mi limiterò a segnalare solo pochi esempi. i giovani non usano più comunicare nella parlata ancestrale. questo scenario sembra scongiurato. egli ha potuto avvalersi della collaborazione di informatori anziani che hanno anch’essi questa parlata come lingua madre e hanno trascorso quasi tutta la loro vita nella zona. A proposito della parlata dell’Alta Langa. ma che si realizza felicemente con un’opera preziosa e lungimirante che potrebbe costituire un esempio per altri studi di questo tipo. essa rappresenta uno stadio più arcaico rispetto ad altre varianti pedemontane. E detta corrispondenza la si può rilevare nel lessico. usciti in questi ultimissimi anni. Per fortuna. in passato. la scomparsa di una lingua che non ha documenti scritti significa pure la sparizione di ogni traccia relativa ad essa. questi due dizionari sono alla portata del grande pubblico. Ma un’indagine linguistica spesso si estende agli altri aspetti del comportamento umano e quindi oltre a raccogliere notizie sulla lingua. Se a queste considerazioni si aggiunge il fatto che oggi. perché in un certo qual modo la completano e la illuminano. anche nelle Langhe.

tratte soprattutto dalla “Comedia de lhomo…”: al long ander [a lungo andare] 33a. e son un poch dur daureglia [sono un po’ duro d’orecchi] 268a. ma per essere conciso mi limito a ricordare solo i seguenti: almanch atre vote magreva marramba brigna bronza carme an co craston croy derco dru erbor gera giouc lauda liam masna mor nespo pau pianzer pita pita preve prumerament romatich la sa serventa squela tampory trantamiria [almeno] 512a [altre volte] 391b [mi pesa] 283a [mi avvicini] 250c [prugna] 61i [pentola] 125b [calmiere] 54i [alla fine] 255a [castrone] 361e [magro] 92c [anche] 256a [florido] 224h [albero] 139a [ghiaia] 273g [pollaio] 113e [lodato] 209a [letame] 105e [bambino] 496a [faccia] 5I [nespola] 109h [paura] 536a [piangere] 451i [chioccia] 253b [prete] 137h [dapprima] 765a [reumatico] 578g [il sale] 584g [domestica] 123b [scodella] 150b [precoce] 545h [tre quintali]183f arey ausel ampy brella brignon cad. o me pur viz che si [eppure mi pare di sì] 241a. 344g [pollice] 89i [primo] 873a [più] 243c [rotonde] 141i [scope] 378g [quasi] 47b [logoro] 514g [pergolato] 202d [pomeriggio]182h Fra le numerose espressioni idiomatiche. ghianda] 172f [credere] 188c [companatico] 54e [sbiadito] 824a [elemosina] 451f [gozzo] 111c [chiesa] 218h [bacca] 281c [lingue] 358 [manzo] 173b [ragazza] 202h [nebbiolo] 226e [puerpera] 351f [pancia] 143h [pieno] 283. 270g [chioccia] 240g [galla. con la testa and o sach [con la testa 9 . cada chiocz (pr.I lemmi delle farse alionesche che fanno pensare alla lingua dell’Alta Langa sono parecchi. de noug tug y gat son griz [di notte tutti i gatti sono grigi] 63a. siuss) cocale creze cumpanary deslava elimosna gavacz giesia gratacu lengue manzet matota nebioeu pagliora petaza pin. ne segnalo solo alcune. e son spagia [sono spacciato] 514a. tagle curt [tagliate corto] 331a. pina pori prumer pu rionde scoe squasi strus topia vespr [ariete] 37g [uccello] 592g [riempire] 279g [escremento] 200h [sciocco] 414a [caldo] 222e. besogna avey leugl al penel [bisogna avere l’occhio al pennello] 60a. pigle party [prendere partito] 662a. prometintgle mont e val [promettendogli mari e monti] 554a.

mi limiterò solo a poche osservazioni sull’articolo determinativo e sui pronomi verbali. fer dra teyra [far della tela] 167e. il suono palatale indicava il plurale. S. lorch [l’orco] 125b. el fer [il ferro] 199b. nog [notte]. erbor [albero]139c. gleyg dra porta [gli altri della porta] 241e. R. o derrer [il deretano] 257b. o stagnin [la pentola] 13i. o censal [il sensale] 87 b. chi a y pe andra fossa [che ha i piedi nella fossa] 257g. tücc. Anche nel campo della morfologia sono numerose le corrispondenze tra le due parlate e. Questo comportamento sembra ancora essere seguito nella parlata dell’Alta Langa. Si pensi a: lospia [l’ospedale] 154b. neucc. Si pensi ai lemmi seguenti: bayra [balia]103c.nel sacco] 183c. nelle farse alionesche e nella parlata dell’Alta Langa il rotacismo riguarda soprattutto la L. Si pensi a lacc. o roux [il rosso] 88i. sia essa intervocalica o tra vocale e consonante. lag ed garina [latte di gallina] 320h. drig [diritto]. coy dra bancha [quelli della banca] 512e. per convenzione. lecc. dricc. nel Cinquecento questi lemmi dovevano presentare un suono palatale sonoro. D. o iudex [il giudice] 104i. Per l’articolo determinativo plurale maschile. segnal dra croux [segno della croce] 603e. lhom [l’uomo] 152a. o turch [il turco] 162b. nelle farse dell’Alione troviamo L davanti a parola che inizia per vocale o H muta. Come indica la G. ne mratu dagia [non me l’hai data?] 238e. carme [calmiere] 54i. che prima di cadere hanno agito sulla dentale che le precedeva. Se la parola che segue inizia per consonante si può trovare EL oppure O: el cazul [il mestolo] 16b. quacc. quag [quatto]. come per esempio tug. o tagliau [il tagliere] 375b. davanti a parola che inizia per con10 . L’articolo O si trova davanti alle parole maschili singolari che iniziano per T. cho mra za cala [che me l’ha già fatta] 129e. ficc… In alcuni casi. Si pensi: fag [fatti]. dig [detto]. mentre nei corrispondenti cravanzanesi e dell’Alta Langa la palatale finale è sorda e. Tra i fenomeni fonologici comuni all’astigiano dell’Alione ed alla parlata descritta da Giacomo Giamello vanno senz’altro ricordati quelli del rotacismo e della palatalizzazione delle dentali finali. dra feura neyra [dalla pelliccia nera] 168e. garina [gallina] 320h. camora [tarma] 228d. N e C seguita da vocale palatale (e oppure i). o nostr posta [il nostro podestà] 43i. Qui di seguito se ne riportano esempi tratti dalla “Farsa di Nicolao Spranga caligaro…”: gle dra trippa [c’è della trippa] 31e. fig [affitto]. A differenza di altri idiomi romanzi. lag [latte]. leuf [l’uovo] 197b. candeyra [candela] 540a. corp [colpo] 71g… A questo rotacismo sono soggette anche le forme dell’articolo e dei vari pronomi personali complemento atoni. la si nota -CC. Per l’articolo determinativo maschile singolare. el me euteury [il mio aiuto] 36b. sempre per concisione. tug [tutti]. ande andra stalla [andate nella stalla] 104e. leg [letto]. L. particelle che presentano frequenze elevatissime. Per quanto concerne la palatalizzazione delle dentali finali. va detto che questo fenomeno si verifica soprattutto sotto l’influenza delle vocali I ed E. o mla cala [me l’ha fatta] 129e. lus [l’uscio] 347b. fene vos prou [fatene il vostro pro] 436d. O si trova anche davanti alla semiconsonante I: o iantilhom [il gentiluomo] 20b.

le farse ci presentano Y.sonante. alla terza persona singolare. GLI e GL dovevano suonare come la J del piemontese di j’euj. Da queste poche osservazioni si può dedurre quanto sia importante la ricerca di Giacomo Giamello. y bracz [le braccia] 175b. a ven [lei viene]… Molto interessante è poi anche il possessivo seu che nelle farse dell’Alione troviamo in competizione con soy e lour/lor [i suoi e i loro]. e sun ët canti u sta a peu e vuraissu i pudrai. a parlava [parlava]. Per il femminile plurale. y pover omi [i poveri uomini] 160b. dell’occitano e dell’italiano. le farse ci presentano spesso l’articolo EL: el mare e el figle [le madri e le figlie] 70b. i sarai i veuru i vurran Mi sembra degno di nota il fatto che. lingua che l’Alione doveva conoscere molto meglio. e ven [vengo]. gli archichioch [i carciofi] 127b. sut el vote [sotto le volte] 320b. i divi [dicevate]. Talvolta nelle farse lor/lour appare al posto di seu/soy. forse l’ha salvata dall’oblio. a causa della caduta delle consonanti e di certe vocali finali latine. ët vurrai [vorrai]. e parlava [parlavo]. a da illa. Forse qui è bene ricordare che. o da vos. ët divi [dicevi]. u da illu. i vurrai [vorrete]. divi. a finiss [finisce]. Nella parlata presentata da Giacomo Giamello seu si riferisce solo alla terza persona plurale maschile [i loro]. ma piuttosto a quella del francese. e son 183a te un vyot 40b. Si pensi infatti agli esempi riportati qui di seguito: astigiano dell’Alione piemontese dell’Alta Langa e te o a e o y el e digh 270a. anche per il possessivo di terza persona plurale. ma sicu11 . davanti a parola che inizia per consonante semplice. vurrai… che assumono un significato ben preciso solo se sono preceduti dal pronome verbale: e finiss [finisco]. I pronomi verbali sono presenti in molte parlate dell’Italia settentrionale perché dette particelle rendono esplicite forme verbali che. cosa che non avviene in tutte le parlate pedemontane. Naturalmente i pronomi verbali derivano dal latino. però la sua presenza non dovrebbe essere dovuta alla pressione del toscano. o sare adovra y volon 207a el vorran 329c e ët u a e i i i e digh. gli homi [gli uomini] 74b. Davanti a vocale si trova GL oppure GLI: gloeuf [le uova] 124b. erano diventate ambigue. pur se sotto la forma rotacizzata ER. il piemontese ha sviluppato una forma diversa da quella del francese. la parlata di Cravanzana conservi la distinzione tra il maschile [u] ed il femminile [a]. Codificando la sua parlata. talvolta notato anche I: y faseu [i fagioli] 126b. te e stanc 460b com o sta a ne po pu quand e vollesson 338a o porre 157a. Per la parlata dell’Alta Langa si pensi per esempio a: finiss. parlava. u ven [lui viene]. e da ego. articolo che si ritrova anche nell’Alta Langa. Una grande corrispondenza tra l’astigiano dell’Alione e la parlata dell’Alta Langa si trova anche tra i pronomi verbali.

Si ricorda che i testi dell’Alione presentano parecchie oscillazioni grafiche.ramente l’ha messa in una vetrina privilegiata dove è a disposizione di quanti si interessano o si interesseranno alla cultura dell’Alta Langa. Lòsna & Tron. che il suono /o/ è rappresentato dalla O. Montréal Le parole delle farse sono riportate secondo la grafia con cui sono notate nell’edizione de L’Opera Jocunda del 1521. Questa seconda parte che. Montréal. Testo originale con traduzione italiana e piemontese. Per non essere frainteso vorrei sottolineare che in questi testi non c’è un rimpianto del passato. mentre quello della /u/ normale poteva essere notato OU. a mio avviso è importante quanto la prima. l’attaccamento alle sue radici e ai suoi valori. il Dizionario Botanico e il Dizionario Zoologico sono tre opere che hanno molto in comune. O ed anche U. Le farse. ma piuttosto lucida coscienza del presente. per rinsaldare la propria identità e per conoscersi meglio. ma soprattutto perché sono pervase da un motivo comune che è l’amore dell’autore per la sua terra. E quest’affinità deriva non tanto dal fatto che presentano dei temi complementari. ma a chi sa leggerle o riesce a capirle esse rivelano il pensiero. I numeri che seguono i vari lemmi corrispondono al numero del verso. mentre la lettera dell’alfabeto indica la farsa. dei propri valori e delle proprie tradizioni sia il miglior modo per difendersi dall’appiattimento e dalla spersonalizzazione a cui sembra portarci la globalizzazione odierna. a cura di Bruno Villata. L’introduzione è dedicata soprattutto ad osservazioni linguistiche. La U rappresentava anche il suono velare /ü/. tanto che pur non contenendo nulla di tragico si potrebbero quasi definire una trilogia dell’Alta Langa. Va anche detto che i testi originali non presentano accenti né segni di punteggiatura. pensa che una migliore conoscenza di sé. 12 . In fondo mi sembra proprio che il famoso detto socratico «conosci te stesso» stia alla base di la produzione letteraria di Giacomo Giamello che. Come detto all’inizio La lingua dell’Alta Langa. 2007. Per le Comedie si fa riferimento all’edizione del 1521 giacente presso la biblioteca Nazionale di Torino e pure al volume: GIOVAN GIORGIO ALIONE. i racconti e gli aneddoti che accompagnano la parte linguistica la completano e contribuiscono a dare un’idea più precisa dell’universo concettuale degli abitanti dell’Alta Langa. BRUNO VILLATA. E non c’è dubbio che le notizie storiche. ad alcuni potrebbe sembrare marginaria. Dopo tutto le parole non sono semplici segni o suoni. la sensibilità e la cultura di quanti le dicono o le hanno dette. probabilmente. una ricerca per riflettere sui propri valori.

Gli abitanti furono iscritti alla tribù Camilia e il territorio aggregato alla IX regione cispadana. come scrive Giulio Cesare nel primo libro del De bello gallico «.pere dëˆ trun. altri autori li descrivono come «. C. Il gruppo etnico presente in Langa era quasi sicuramente quello dei Bagienni da bhagus il faggio. nostra Galli appellantur. le aquile di Roma incominciarono ad affacciarsi in Liguria e in Piemonte e cento anni dopo le sue legioni.capillati. un giorno. la lingua locale dovette confrontarsi e cedere. una fitta rete di scambi commerciali e culturali con le confinanti popolazioni celtiche ed etrusche.. I Bagienni non elaborarono una scrittura propria.ipsorum lingua Celtae. imposero la loro pace: «. ma anche in quelle circostanze della vita non scevre da pericolo.Ubi solitudinem faciunt. D). ma pare adottassero quella estrusca e impiegassero come supporto per la scrittura la corteccia del faggio. albero a loro sacro. le costruzioni sintattiche e conservando numerosi lemmi ancora oggi ben distinguibili (vedi tabella A). lontano dall’essere rozzi e primitivi.c.Lingua e storia D’estate sovente accompagnavo mio nonno sulla Langa. mi raccontò. nel contempo. la caccia e la pesca intrecciando. nella nostra Galli). praticavano l’agricoltura. Alla caduta dell’impero romano. parlata che.C. ma non completamente.» (Bibl. Diodoro Siculo ne parla in questi termini: «. di certe «. A partire dal III secolo a.» e cioè dalle lunghe chiome.». queste pietre non erano altro che manufatti mesolitici. pacem appellant.» (nella loro stessa lingua si definiscono Celti. 13 . testimoni dell’antichissima presenza dell’uomo sulle nostre colline.» (pietre del tuono) che i contadini rinvenivano durante il r lavoro nei campi. Stor. materiale purtroppo molto deperibile. Il loro idioma faceva parte delle lingue celtiche. cosicché ci sono pervenute scarsissime testimonianze della loro lingua: alcune epigrafi in lingua etrusca. rare incisioni su roccia come quelle del Bric Biula presso Saliceto e le desinenze in -asco e -asca di molti toponimi (Mercenasco. soffocando le ultime sacche di resistenza. Cherasca…). diversi popoli passarono per le Langhe.sono coraggiosi e nobili non solo in guerra. I Liguri che per primi abitarono queste terre. l’allevamento.2-3). con donne gagliarde come gli uomini e gli uomini come le fiere. ma quelli che lasciarono le tracce più evidenti sulla nostra lingua furono i Longobardi ed i Franchi (vedi tabella B. V. ad esempio punte di frecce.39. nel V secolo d. al latino volgare influenzandone la pronuncia.

le abbondanti sorgenti e la possibilità di condurre agevolmente l’agricoltura e la pastorizia. In quegli stessi anni accanto alle più conosciute lingue d’oc e d’oil prende autonomia una lingua d’oe che. Dal Cinquecento in poi la letteratura piemontese ci dà esempi di lessici molto vicini a quello dell’alta Langa. si può scoprire un nutrito gruppo di lemmi locali che «. possa maturare la consapevolezza che possedere una lingua è ricchezza. alla scarsa considerazione in cui la maggior parte dei piemontesi tiene la propria lingua.» e non ritenne opportuno imporre tributi. come è emerso dagli innovativi studi sui Sermoni Subalpini (sec. come ad esempio quello delle commedie dell’Alione (vedi prefazione). Maurizio Pipino. tuttavia ritengo che questo impoverimento linguistico sia da addebitare. lontano da sterili e sciocchi campanilismi. raggiungendo nei secoli successivi la sua massima espansione e ricchezza espressiva. compilò addirittura una grammatica ed un dizionario ad uso della principessa di Savoia. si inserisce alla base dell’albero genealogico degli idiomi pedemontani (vedi tabella E). Mi auguro invece che. attraversandole nel 967. 14 . dunque il piemontese delle Langhe arriva a maturità e dall’attenta lettura degli Statuti comunali dei secoli XIV e XV. è rispetto delle conoscenze e delle fatiche di tutti coloro che ci hanno preceduto su queste colline di Langa. Purtroppo negli ultimi decenni la crescente urbanizzazione.Plebatus de Cravexana. le descrisse come «. Bruno Villata. Successivamente la sicurezza di quei luoghi impervi.» furono impiegati in quei testi (vedi tabella F). testimoniata dall’arrivo a San Benedetto Belbo dei frati Benedettini e dalla contemporanea istituzione delle prime pievi tra cui il «. XI-XII) condotti dal prof.desertis locis. arrivando addirittura a connotarla negativamente. Un medico. Maria Adelaide.latinizzati. anche se tardi.Intorno all’anno Mille le nostre colline erano quasi completamente disabitate tanto che l’imperatore Ottone I.» come testimoniato nel Registrum delle Costituzioni Isnardi. il diffuso terrorismo scolastico nei confronti delle lingue minoritarie e la fortissima pressione dei mezzi di comunicazione hanno ridotto drasticamente il numero delle persone che usano la parlata pedemontana e che la trasmettono ai propri figli. com’è ben testimoniato dalla vasta bibliografia esistente. è cultura. portarono ad una ripresa demografica. Gradatamente.

vezzun biüm buch. indolente annusare pezzo di legno ferita stare in agguato guindolo risentimento. aria gelida maiale vivacità ceppo fango ontano piemontese dell’Alta Langa italiano Betze (cagna) Blume Bock Brand (tizzone) Gries (semola) klingen (suonare) Magen Rand Riste Schlendrian schnuffeln Stock Verletzung wahten Winden Wut vez. magunà (a) randa rista langhërdan nifiè stach ferleca vacè. svacè vindu fut 15 cagnaccio tritume caprone alare pagnotta limpido accorato margine canapa per filare individuo pigro. bech brandè ghërsa sclint magun. stizza .TABELLE Tabella A parole di origine ligure-celtica piemontese dell’Alta Langa italiano bal-men beol bial brace bran broc briven brug caban crog croi drut galerne grein gig (solletico) suc niten verna Tabella B esempi di parole comuni con la lingua tedesca bàrma ˆ biula bialera ˆ bràje bran brich brivè brü cabàna croch croi drü garaverna ˆ crin gigiat z ˆüch nita verna alta roccia betulla canale d’acqua calzoni crusca collina assalire erica riparo uncino avvizzito fertile brina.

acciarino pranzo ascoltare.Tabella C francese antico piemontese dell’Alta Langa italiano briquet disner (dîner) escouter (écouter) escurer (écurer) estagere (étagère) fouet gauche jayet pois rabot taster (tâter) Tabella D provenzale bricat disnè scutè sghirè stagera ˆ fuat gáucc giajat pois rabot tastè fiammifero. ubbidire pulire afondo scansia frusta storto. sinistro lustrino pisello pialla assaggiare piemontese dell’Alta Langa italiano agacin champorgno esglai grueyo jap jarri jouc prou ramada Tabella E lingua d’oe dei Sermoni Subalpini ajaz ˆin ciamporgna sgiàj sgreuja giap. uggiolare topo pollaio abbastanza scroscio d’acqua piemontese dell’Alta Langa italiano agnel almosna baila barba espus fam fee limun lin lum munt agnel limosna bàila bàrba ˆ spus fàm fè limun lin lüm mund 16 agnello elemosina balia zio sposo fame pecore limone lino lume mondo . giapì giàri giuch pru ramà callo zampogna orrore guscio latrato.

bialeria bennia Berbi (flumen) bergeras bibiorum biglionum blava bolio apis botallus bozolum bropas bropiglonus buria.lingua d’oe dei Sermoni Subalpini piemontese dell’Alta Langa italiano oil pan pecà pere pom preve vas vidua vin Tabella F esempi di parole locali presenti nel testo latino degli statuti dei comuni di Bossolasco. Mango e S. Castino. Stefano Belbo (XIV-XV secolo) euj pan pecà pere ˆ pum previ ˆ vàs vidua vin occhio pane peccato pietre mela prete vaso vedova vino piemontese dell’Alta Langa italiano anlevare arbetioni arbra autinus baronum battere bealeria. buira burium canas anlvè arbiun àrbra ˆ autin barun ˆ bàti (ër gran) ˆ bialera ˆ bënna Berb ˆ bergera bibin biun biàva buj dr’avije ˆ butàj bòz ˆa ˆur bropa brupun büria buri ˆ càna 17 allevare piselli pioppo vigna sostenuta da alberi mucchio trebbiare (correggiare) il grano canale d’irrigazione capanna torrente Belbo pastora tacchino tronchi biada alveare botti rovo pertica o palo di piccolo diametro palo grosso grosso volume di acqua torbida liquido di scolo fetido canne .

gorgo henzare leamine leza macatura carnis michas mugio nucas rogliatas olocherum panaterijs carà caruss cavàgna cavè. fasso faudatam fera firagnus gabias gathum. faudarà fera ˆ firàgn gàbie gàt. gatham geram gorras gurgos. fascina grembiule.esempi di parole locali presenti nel testo latino degli statuti dei comuni di Bossolasco. gatta ghiaia salici sorgente con fontana iniziare letame mezzo di trasporto senza ruote ammaccatura pagnotta mucchio noci con il mallo tritume della paglia panettieri . grembiulata fiera filare gabbie gatto. aia graffiare i diversi attrezzi per il lavoro fascio. fassium. Mango e S. gàta gera ˆ gure gurgh anzè liàm leza macadüra ˆ mica mügg nus cun ra rola ˆ uruché panatè 18 carico d’un carro carretto cesta zappare. zappando sentiero sul confine di un campo aratro recinzione fatta da siepi o simili coppia (di buoi) cuoio conciato capra gridare caduti coppi cortile. cavanda cauz ˆàgna sloira ciuenda cubia (ëd beu) curàm faità ˆ cràva criè cruà cup curt sgrafignè asiamainta fàss faudà. Stefano Belbo (XIV-XV secolo) piemontese dell’Alta Langa italiano carata. carazam carrusium cavagnam cavare. cavandos cavezanam celoiram cloenda cobia coramen afaitatum crapa criare croati cuppos curtem exgrafigniare exiamenta fassum. Castino.

scarvè sfrondando. scarvare senevra sgiratandos. tampe turtàgne teuj trabüch treuja verna zerb sciogliendo. sternire stobia. posare un selciato stoppie solco fossa quadrata legacci per covoni fatti con rami tronco. zerbum pascolare bilancia a bilico pezza di stoffa. sfrondare sënnëvra senape sghiranda ij puz ˆ pulendo i pozzi sluanda. sternì stubia surch tampa. Stefano Belbo (XIV-XV secolo) piemontese dell’Alta Langa italiano pasturare paysa pecia pianca ramacium rapolare rasoira sajvando sapellum. stobias surchus tampa. sciogliere zafferano carico d’un asina recinto per animali selciato posando.esempi di parole locali presenti nel testo latino degli statuti dei comuni di Bossolasco. ramo grosso trabucco. unità di misura lineare scrofa ontano gerbido pastirè páisa pèz ˆa 19 . fascia per bambini pianca planca ramàz ˆ grosso ramo rapulè raccogliere grappoli quà e là rasoira (rasè: rasare) rasiere saivanda (saivè: innaffiare) innaffiando sapel via di accesso ad un campo sarmainta tralci di vite scandàj bilancia a bilico scarvanda. tampas tortagnas toyrus trabuchus troya vernam zerbis. sloare sofranum somata stabi starnita sterniendo. Castino. sgurandos puteis sloando. sapellos sarmenta scandaleum scarvandum. Mango e S. sluè sufran sumatà (soma: asina) stàbi starnìa sterninda.

l’antica porta 20 .Feisoglio. veduta da mezzodì Niella Belbo.

svelando suggestivi panorami e peculiarità come i caratteristici terrazzamenti (ër preuss). Il vento soffia in genere da sud-est. per cui ˆ). prima fra tutte la « tz» (z simile a quella che troviamo in italiano nella parola «. ambiente ideale per la vite.».pozzo. ma come asserisce Carlo Prandi nei suoi Canti: «. San Benedetto Belbo. Niella Belbo e Bossolasco dove hanno le loro radici i testimoni di questo lavoro condotto tra gli anni 1995 e 2005.». La parlata di quest’area presenta alcune peculiari caratteristiche. avremo in modo più o meno accentuato: piemontese dell’Alta Langa piemontese italiano autzè (auz ˆè) putzé (puz ˆè) stràtz (stràz ˆ) tzicot (z ˆicot) tzinch (z ˆinch) aussé pussé strass sicot sinch 21 alzare spingere straccio zucchino cinque . tanto da essere definito «.La parola Langa parrebbe significare una collina allungata e andar per Langa il tenersi sulla via o sentiero che corre in alto lungo la dorsale delle colline. tra il Tanaro a ovest e la Bormida di Spigno a est. dolci e ricche di argilla nella Bassa Langa.Lingua e territorio A sud del Piemonte. mai freddo. ripide e solide per via delle arenarie (pere ’d Langa) e delle marne (tuu o tuvu) nell’Alta Langa. In questo contesto troviamo i comuni di Cravanzana. grazie ai quali geneˆ razioni di tenaci e laboriosi contadini hanno reso coltivabili anche i più ripidi pendii.» (ër marin). La particolare conformazione di questi rilievi fa si che il clima. Questo antichissimo toponimo ha un’etimologia ancora oggi incerta. Sono proprio le colline l’anima di questa terra. si colloca il territorio chiamato Langa o Langhe. ˆ Ricchissima è la flora e gli appassionati di botanica possono trovare nelle Langhe un fertile terreno per i loro studi come hanno ben dimostrato Vignolo Lutati e il cravanzanese Giacinto Abbà.marino. La principale via di accesso a questo territorio è costituita dalla strada statale 29 che arrivando da Alba attraversa le valli Belbo e Bormida. regno della nocciola tonda e gentile. sia soggetto a sensibili differenze tra il versante esposto a sud (ar sirì) e quello a ˆ nord (ar livernaint o a r ’invernaint) con risvolti sull’agricoltura ben noti a tutti i conˆ ˆ tadini. in genere temperato. Feisoglio.

mentre tra la plebe ed il contado era aperta tanto da diventare «.l.comune con il resto della Langa e dell’Albese è la rotacizzazione della «. che a Torino tra le persone di alto rango ed i letterati la pronuncia della «.-gg.» al posto della «.i.» che sostituisce sovente la «.»: piemontese dell’Alta Langa piemontese italiano àra ˆ bìsura ˆ càmura ˆ garaverna ˆ vurp ˆ ala bìsula càmula galaverna vulp ala salvadanaio tarma brina volpe noteremo poi che la «.a.» per cui garèt si trasformava in garat.-cc.» al posto della «.ü.» era sempre molto stretta.»: piemontese dell’Alta Langa piemontese italiano bitè fisì tipin Tirin büté füsil tüpin Türin mettere fucile vaso di terracotta Torino «.e. la stessa pronuncia aperta è presente in l’Alta Langa per cui: piemontese dell’Alta Langa piemontese italiano avaj bagn baichè cavaj cravat cumplimaint giaint staimbr raid s-ciupat avej ben beiché cavej cravèt cumpliment gent stember reid s-ciupèt 22 avere bene guardare capelli capretto complimenti gente settembre intirizzito schioppetto .d.» e «. nel suo dizionario.» in finale di parola: piemontese dell’Alta Langa piemontese italiano dricc fragg fricc neucc stracc sücc drit freid frit neuit streit süit dritto freddo fritto notte stretto asciutto Ricordiamo ancora che nel 1783 il medico Pipino annotava.t.

veduta da mezzodì 23 .piemontese dell’Alta Langa piemontese italiano smains starnìa sufiat trai smens sternìa sufièt trè semente acciottolato soffietto tre Dunque si sono qui amalgamate peculiarità fonetiche piemontesi. monferrine e liguri tali rendere la parlata dell’Alta Langa assolutamente unica e ben individuabile. Ponte sul Belbo Cravanzana.

LA GRAMMATICA ˆ RA GRAMÀTICA Bossolasco. la chiesa parrocchiale .

simile alla a della parola inglese garden. t. j. m. n.Fonologia Per quanto riguarda la grafia si sono seguite le chiare e semplici regole contenute nelle pubblicazioni del professor Bruno Villata: La lingua piemontese. presto. n-. r. h. ragazza) (asina) (risentimento) (uva) (fuoco) 27 nido iena sole tufo come la u francese come la eu francese . avremo in dettaglio: a. g. giardino. z ˆ ˆ Vocali toniche alfabeto alfabeto fonetico piemontese (traduzione) parole italiane con suono corrispondente a. grafia e pronuncia Il piemontese delle Langhe presenta un numero di suoni decisamente superiore all’italiano. o. i. b. Alfabeto. s. è. f. e. q. c. quanto o alla Z del russo nella parola $ZFHD@. velare simile alla î del rumeno nella parola cît. l. i j o u ü eu i j o u y ø ni fija soma fut üva feu (nido) (figlia. p. Losna & Tron. 5 del 2001 (Grafia Internazionale). à. ringrazio il professore per la sua cortese disponibilità. ü. i preziosi consigli e le sue indispensabili correzioni. ë. eu. u. d. v. á à a a: ajazin ˆ fàm (callo) (fame) amore ------ Suono cupo di articolazione posteriore. r. é è ë e ε Z védr tèra bërta (vetro) (terra) (berretta) vetro terra ------ Suono semimuto. e. Montreal 1997 e “Boletin ëd l’Academia dla lenga piemontèisa” n. z.

ira) (mal lievitato) (listello) (strega) (naso) (seme. ha un suono tra la r e la l s (sonora) z cheusi s (sorda) s sach ss (intervocalica) z snujesse sc ï scirot. burla c k caval cc tï cicin. bissa. -ü. lo stesso vale per alcune parole che iniziano con s seguita dalle vocali a e ü come ad esempio: sü (scure). grana) (palpebra) (quattro) (radice) (brina) (cuocere) (secco) (inginocchiarsi) (scure. scudo) (strappare) barca casa cena. saintè (scomparire). contagio) (carro) (moglie.Consonanti alfabeto alfabeto fonetico piemontese (traduzione) parole italiane con suono corrispondente b b bula.ciau (chiave). scü s-c V s-cianchè t v z z ˆ t v dz ts tavanàda vindu zembu z ˆicot (bolla.ha un suono dolce come nell’italiano scena prima della vocale -i: scirot (scure). mentre è duro prima delle vocali -a . scuratè (scala.in schön. scudo. (parola sciocca) (guindolo) (accelerazione angolare) (zucchino) Particolarità La desinenza -ssa (spressa. -u: scara. Il suono sc. odio. cuntac ch k cher d d dona f f fuin g g gàl gg d• frumàgg gh Ü ghignun gn Ö gnech l l listel m m màsca n n nàs ngran-a faucale o velare (ebraico: ain) p p parpera ˆ qu kw quàtr r r rais r ˆ garaverna ˆ palatale. scü. scudo scervellarsi tavolo vaso zona pozzo I due suoni si fanno sentire separati come ad esempio nelle parole italiane scervellarsi o scentrato. La lettera v davanti a consonante ed in fine di parola prende un suono vicino alla u: ciav . ˆ scorrazzare). bica) (cavallo) (carne. donna) (faina) (gallo) (formaggio) (faccia. ciccia chiesa dono faro goccia gaggia ghiro gnomo lira mamma naso fango padre quadro rete -----rosa sano scosso scena. cheussa) in fine di parola ha un suono simile al francese ch. 28 .in chacun e al tedesco sch. sümia (scimmia). savüj (pungiglione).

o. ˆ ˆ La z ha il suono ts comune alla z sonora della parola italiano pozzo e ci farà distinˆ guere tra: za (già) dë z (dë tsa) (di qua). In alcuni casi essa assume valore diacritico ed è indispensabile per distinguere. sun (suono). il digramma può essere ridotto ad una semplice i: cunsié. La rotacizzazione della l ha prodotto un suono tra la l e la r che verrà indicato con r ˆ ˆ per cui. nelle uscenti in -et e in fine di parola: tèra (terra). ˆü 29 . se a Torino abbiamo dël (del) e galaverna (brina). nei casi di accento tonico sulla vocale che segue -ij. uno analogo all’italiano che si indicherà con a o á ed un’altro più cupo che si ottiene con una sua articolazione posteriore. cavè (zappare). del Roero e del Monferrato e si noterà con à.a.». ˆa La vocale e può avere un suono aperto (è) o chiuso (é): – la e con suono chiuso (é) va accentata nei digrammi -er finali e in fine di parola infatti avremo: Chér (Chieri) e non cher (carro) a rivé (sul bordo) e non rivè (arrivare). mentre ü quasi sempre: scheu (pascolo). caz (mestolo). La rotacizzazione è inoltre indispensabile per distinguere vocaboli apparentemente uguali come: sarà (chiuso) j’ati sarà r a porta? ˆ (hai chiuso la porta) sar à (salato) ˆ sa mnestra a r ’è propi sar à (questa minestra è proprio salata). ad esempio: bàgn (bagno) bagn (bene) da cavàj (cavalli) cavaj (capelli) » ciàp (coccio) ciap (tiepido) » magna (manica) » màgna (zia) pàss (passo) pass (pesce) » sà (sale) sa (questa) » sach (secco) » sàch (sacco) spàss (passeggio) spass (denso) » La j ha valore di semivocale.La lettera n in fine di parola ha un suono leggermente diverso (palatale) rispetto all’italiano: bun (buono). nell’Alta Langa avremo dër e gar averna. La a in posizione tonica ha due suoni. il fenomeno del rotacismo è comune ad altre lingue romanze come ad ˆ esempio il rumeno dove però in un lemma quale scara (scala) la r suona diversamente da quella dell’Alta Langa. sèt (sette).» con un suono vicino alla «. Il suono eu è sempre tonico. questa «. è caratteristica delle Langhe. – la e con suono aperto (è) si accenta nelle parole piane. cunsijé (consigliere).

amèra (amara). u): sùa (sua). ad esempio: vìa (via) e non paìs (paese) e non vià (veglia). – tra le consonanti s e c per notare il suono particolare dei trigrammi s-ci e s-ce come in s-cianchè (strappare). dall’articolo determinativo maschile plurale ij matot (i ragazzi). se esso inizia con consonante uguale a quella finale del verbo: avaj-je (averli). cugg-te (coricati). Le parole sdrucciole sono sempre accentate: riùndura (rondine). in piemontese è di uso frequente e viene impiegato: – dopo la consonante n per indicarne il suono faucale come in lün-a (luna) simile al suono dell’italiano fango. accento grafico. cantè (cantare) e quando la e di -er ha un suono chiuso: Chér (Chieri). ras-cèt (raschietto) specificando un suono simile a quello delle parole italiane scervellarsi o scentrato. trattino Accento.Accento tonico. I monosillabi non si accentano salvo che per distinguere la é dalla è: rè (re) frè (fabbro) I trittonghi (sillabe di tre vocali) non prendono l’accento: ciau (chiave). – per unire l’imperativo uscente in -ch. falìa (guasta) e per distinguere. Le parole tronche (accento tonico sull’ultima sillaba) sono accentate solo se terminano in vocale: parlè (parlare). Trattino. – per unire certe particelle avverbiali ai pronomi dimostrativi e ai nomi che sono accompagnati da aggettivo dimostrativo: si-zì (questi qui). marìa (cattiva). pece). specc-te (specchiati). Le parole piane (accento tonico sulla penultima sillaba) sono accentate solo se terminano in consonante: àngel (angelo) e quando la e ha un suono aperto: tèra (terra). -cc o -gg con il pronome che lo segue: beichte (guardati). ˆ 30 . si-là (quelli là). i-j disu (gli dicono) per distinguerlo. le parole possono avere un solo accento grafico. ˆ I dittonghi vanno accentati nel caso in cui l’accento cada su una vocale debole (i. si-lì (quelli lì). – per unire due nomi per formare un composto: peru-peru. – per separare l’infinito dal pronome che lo segue. andùa (dove). ad esempio. pais (pesante. – per unire il pronome personale atono -j o la particella avverbiale i al pronome verbale: e-i suma (ci siamo).

le .ra ˆ (donna.van .stun (bastone) musca mu .maint ˆ (solamente). Nel caso di consonanti doppie. una sillaba può essere formata da una sola vocale. Il gruppo n-a non si separa: lün-a lü . l.ricc (strabico) furigg fu . m. -ss in finale di parola non si separano: sarvëzza ˆ sar .tò (cappotto) arvangia ar . 31 .gia (rivincita) vinvera vin . mentre -cc. la prima fa sillaba con la vocale che precede e la seconda con quella che segue. La s seguita da consonante fa sillaba con la vocale che la segue: castagna ca . i dittonghi e i trittonghi fanno parte della stessa sillaba: scèleri scè . n.vëz .gna (castagna) bastun ba .ta (polenta). I gruppi di consonanti finali non si separano: testamaint testa . Giacu (Giacomo).sta .n-a cün-a cü . parentesi tonde e quadre. moglie) paltò pal .n-a (luna) (culla) (brina). trattino e puntini di sospensione.ca (passerella su un corso d’acqua) piàt piàt (piatto) can can (cane). si usano in principio del periodo e per i nomi propri: Cravanzan-a (Cravanzana). Curtmija (Cortemilia).za (salvezza) ˆ baricc ba . punto interrogativo ed esclamativo. Iniziali maiuscole. Nei gruppi di consonanti.sca (strega).ri (sedano) staira stai . da una consonante e da una vocale oppure da più vocali e da più consonanti: pianca pian .maint (condimento) suramaint ˆ sura . punto e virgola.ve . rispecchia quella della lingua italiana con punto. r vanno con la vocale che precede: fumra ˆ fum . Ogni sillaba contiene almeno una vocale.lain . Punteggiatura. -gg.ra (scoiattolo). virgola.rigg (manovale).ra (stella) pulainta pu .n-a brün-a brü .maint (testamento) cundimaint cundi .Divisione in sillabe.sca (mosca) màsca mà .

vista del paese Cravanzana.Feisoglio. la chiesa parrocchiale 32 .

u s-ciop ˆu r vìnvera ˆa ij cher jë s-ciop j’ambutur ër matote ˆ il carro prendersi l’incarico l’imbuto il fucile lo scoiattolo i carri i fucili gli imbuti le ragazze Maschile r (singolare). jë (plurale) ˆu. st): ru. plurale. u ˆ sgiàj jë sgiàj (la paura. u ˆ stàbi jë stàbi (il recinto. Forme Gli articoli determinativi sono: articolo traduzione esempio traduzione ër ˆ ’r ˆ r’ ˆ r u ˆu. r u (singolare). u ˆ scau jë scau (l’essiccatoio. le paure) ru. u ˆ s-ciop jë s-ciop (il fucile. sg. può sostantivare qualsiasi parte del discorso e determinare singolare. r ˆa ij jë j’ ër ˆ il il l’ lo la i i gli le ër cher ˆ pijesse ’r badò ˆ r ˆ’ambutur r s-ciop. femminile di molti nomi. j’ (plurale) ˆ’ si usano davanti alle parole che iniziano per vocale: r’ambutur ˆ j’ambutur (l’imbuto. si usano nelle parole che iniziano con s impura (seguita da consonante sc. indeterminativo e partitivo. s-c. maschile. gli essiccatoi). i recinti) ru.Morfologia Articolo L’articolo si può distinguere in: determinativo. Articolo determinativo L’articolo evidenzia il nome che accompagna. gl’imbuti). i fucili) ru. 33 .

ër ’r (singolare). le amiche). madamin. r (singolare).). ˆ ˆ ra giàca ˆ ër giàche ˆ (la giacca. madama. signora. mentre la j (semiconsonante) non fa cadere la ë: savaj ër piemuntais ˆ (conoscere il piemontese). le acciughe) r’amisa ˆ j’amise (l’amica. le giacche). tota… (signore. gli scoiattoli). signorina. i carri). ij (plurale) ˆ. l’articolo ër perde la ë e diventa ’r: ˆ pijesse ’r badò ˆ (prendersi l’incarico). ˆ si usano davanti alle altre parole: ër cher ˆ ij cher (il carro. Se preceduto da un termine che esce in vocale. ër pitur ˆ ij pitur (il pittore. nelle esclamazioni e quando sono seguiti da un nome proprio che non sia accompagnato da determinanti: salüta munsù Giuanin! (saluta il signor Giovanni!) dije ciàu a Iose! (di ciao a Iose!) I nomi di battesimo delle persone in genere rifiutano l’articolo: j’ati vist Pinetu dij Gaj? (hai visto Giuseppe dei Galli?) J’ho truvaru da Miclin ˆ (l’ho trovato da Michele) Al singolare i cognomi delle persone non richiedono l’articolo: j’è rivàje Favot (è arrivato Favot) j’ati piàru da Tairacrüva? ˆ (l’hai preso da Tairacrüva?) j’ati cataru da Pianfrè? ˆ (l’hai comprato da Pianfrè?). non richiedono l’articolo nel discorso diretto... i pittori). Femminile r (singolare). 34 . j’ (plurale) ˆ’ Si usano davanti alle parole che iniziano per vocale: r’anciuva ˆ j’anciuve (l’acciuga. ër (plurale) ˆa ˆ Si usano davanti alle parole che iniziano per consonante: ra vìnvera ër vìnvere (lo scoiattolo. Casi particolari e differenze con la lingua italiana Munsü.

un altro gruppo di consonanti di difficile pronuncia come ml. uno sciocco) ën ninin (un bambino). në vlü (un velluto) në mse (uno suocero) në mr ˆun (un melone). Si usa se la parola che precede termina in vocale: Pinetu u cata ’n pulastr (Giuseppe compra un pollo). un gruppo di consonanti in cui la -n occupa il secondo posto e la prima consonante non sia una -g: në mnestrun (un minestrone). ’n n’ në Femminile na. Si usa davanti ai nomi che iniziano con: la s impura (s seguita da consonante): në snuj (un ginocchio) në sbroch d’üva (un racimolo d’uva) në stibi (uno divisorio). mr vl. Forme Gli articoli indeterminativi sono: articolo traduzione esempio traduzione ën (raro ün) ’n n’ në na n’ un un un uno una un’ ën ninin ’n pulastr n’anfergiù në snuj na mëssuira n’ania un bambino un pollo un raffreddore un ginocchio una falce un’anitra Maschile ën Si usa davanti ai nomi che iniziano con una consonante o con un gruppo di consonanti di facile pronuncia: ën burich (un asino. Si usa davanti ai nomi che iniziano con una vocale: n’anfergiù (un raffreddore). ms. dz: ˆ. n’ Si usano analogamente al maschile: na ca (una casa) n’amisa (un’amica). 35 .Articolo indeterminativo L’articolo indeterminativo serve ad indicare una cosa non ben definita.

delle dei. il nome si usa al plurale. delle dei. dj’amis Marìa a dis màch dër fularià ˆ Giacomo vendemmia del nebbiolo il vitello succhia solo del latte zia Gina cucina della minestra Michele vendemmia dell’arneis mia madrina scrive delle cartoline Filippo racconta solo delle frottole Nino ha solo delle galline Luigi ha rotto delle uova Giacomo raccoglie solo cavoli Luigi ha visto delle anitre. se possibile. delle dei. della dei. 36 .Casi particolari e differenze con la lingua italiana L’articolo indeterminativo piemontese si apostrofa sia al maschile che al femminile: n’ambutur (un imbuto) n’ania (un’anitra) L’articolo indeterminativo non ha plurale. delle delle Giacu u vandëmmia dër nebbieu ˆ ër bucin u püpa màch du làcc ˆ magna Gina a fà cheusi dr mnestra ˆa Miclin u vandëmmia dr ˆ’arnais me marin-a a scriv ëd (dër cartulin-e ˆ) Filip u cunta màch dë storie Ninu pi che ’d galine u j’ha naint Luis u j’ha s-ciapà d’euv Giacu u cheuj màch dij coj Vigiu u j’ha vist dj’anie. se un nome plurale è usato in senso indeterminato si ricorre al partitivo e l’articolo partitivo è obbligatorio: u cheuj dij puciu (raccoglie delle nespole). Articolo partitivo L’uso dell’articolo partitivo è obbligatorio: italiano piemontese ho mangiato solo pane j’ho mangià màch dër pan ˆ In generale il partitivo si può esprimere con: – preposizioni semplici e articolate: preposizione traduzione esempio traduzione dër ˆ du dr ˆa dr ˆ’ ëd dë ’d d’ dij dj’ dër ˆ del del della del. italiano piemontese non compra giornali u càta naint dij giurnaj. delle dei dei. degli amici Maria racconta solo delle scemenze – aggettivi indefiniti: aggettivo indefinito traduzione esempio traduzione caichi caiche ën poch ëd gnün gnüna gnün-e qualche qualche un po’ di nessuno nessuna nessune pija màch caichi puciu! lacia màch caiche fè! ën poch ëd pan ti ’t j’hai dàje gnün pum mi e j’ho naint baicà gnün-a spaisa pianta gnün-e gran-e! raccogli solo alcune nespole! mungi solo qualche pecora! un po’ di pane tu non gli hai dato mele io non ho badato a spese non fare storie! Nelle frasi negative il partitivo è obbligatorio e.

porcella) pueta . r liàm (il letame).crin-a (porcello . una persona che sta bene). però possiamo anche avere ra rizu (la ˆ ˆ ˆ ruggine). ra stàla (la stalla). ër badò (l’incombenza). om (uomo.Nome I nomi piemontesi sono maschili o femminili. Particolarità Sur.matota (ragazzo . Sur precede un nome che indica una carica o una professione: sur prufessur (signor professore). Sgnur corrisponde all’italiano «signore» nel significato di «benestante» e non si premette al nome: u re propi sgnur (è proprio un signore.puetëssa (poeta . madamin (signora). ˆ Munsü è la forma più comune: munsü Giuanin (signor Giovanni). ër sarunè (il carraˆ ˆ dore). Le stesse considerazioni valgono per i corrispondenti femminili: sura.poetessa) gàl . non esiste il genere neutro. esistono però eccezioni ër pueta (il poeta). In genere i nomi che al singolare terminano in -a sono femminili: ra cà (la casa). fumra. 37 . ër feu (il fuoco). ra giaint (la gente). ˆ ˆ ˆ I nomi uscenti in -u sono di regola maschili: ër puciu (il nespolo). u stràz (lo straccio). tota ˆ (signorina). ër monumaint (il monumento). sovente. ër sunaˆ ˆu ˆ ˆ dur (il musicista). I nomi uscenti in -o sono maschili: ër fo (il faggio). dona (donna. marito). ër përru (il coniglio). ra biru (la penna biro).galin-a (gallo . -ëssa. madama. munsü (signore). Femminile dei nomi In parecchi casi esistono due forme distinte per il maschile ed il femminile tuttavia.ragazza) crin . ra man (la mano). sgnura. ˆ ˆ I nomi uscenti in -è sono solitamente maschili: ër frè (il fabbro). il nome femminile deriva dal maschile aggiungendo le desinenze -a. moglie). ra ˆ ˆ ˆ ˆ curaint (la corrente). Om ha significato sia di «uomo» che di «marito»: so om (suo marito).gallina). sgnur. ˆ I nomi uscenti in -eu sono maschili: ër bareu (il barolo). Non sempre il genere del nome è determinato dalla vocale finale per cui fondamentale diventa l’articolo. -in-a: matot . ˆ ˆ I nomi che terminano in consonante possono essere sia maschili che femminili: ër cavàl (il cavallo).

ër boce ˆ ˆ (la boccia . ˆ ˆ ˆ Nomi composti I nomi composti possono essere formati da: nome e nome capësquàdra nome e aggettivo ratavuròira ˆ aggettivo e nome mezalün-a verbo e nome tirabursun preposizione-avverbio e nome sutcupa verbo e verbo muntacàla 38 (caposquadra) (pipistrello) (mezzaluna) (cavatappi) (sottocoppa) (montacarichi) . Eccezioni: om (uomo) plurale: om. -ur si cambia in -oira: messur . questo cambio può rendere necessari alcuni adattamenti grafici: ra cadrega .le barche) ra butega .ij pum ˆ (la mela .professoressa).i tappi). Per i nomi uscenti in -tur si cambiano la desinenza finale in -tris: pitur .ij cavàj ˆ (il cavallo .i poeti) tuttavia i nomi uscenti in -l la cambiano in -j: ër cavàl .mietitrice). Plurale dei nomi Maschili Di norma i nomi maschili restano invariati al plurale: ër pum .le botteghe). ann (anno) plurale: agn.panatera (panettiere .pitris (pittore . Di alcuni nomi esiste solo il plurale: ër noze (le nozze).le mele) ër pueta . ecc. Femminili I nomi uscenti in -a atona cambiano la -a in -e: ra spusa .le spose).Per rendere femminili i nomi che indicano una professione uscenti in: -é si cambia in -era: panaté .panettiera).le sedie) ˆ ˆ ra bocia .ër cadreghe (la sedia .pittitrice).ër buteghe ˆ ˆ (la bottega .ër spuse ˆ ˆ (la sposa . omi. quelli in -ssur prendono -ssura: prufessur . ër tusùire (le forbici). ra nàta .prufessura (professore .ër nate ˆ ˆ (il tappo .ij pueta ˆ (il poeta . òmini.ër bàrche ˆ ˆ (la barca .messoira (mietitore .le bocce) ra bàrca .i cavalli).

accrescitivo dispregiativo .ër mezelün-e ˆ ˆ (la mezzaluna . Si ricorda che lo spostamento dell’accento tonico può portare a cambiamenti grafici e fonici: o diventa u: porta. ranëtta (rana. L’aggiunta del suffisso provoca adattamenti grafici e conseguenze sulla vocale tonica. butega. beccuccio). bucin (bue. becüciu (becco. n. cadrega. purtun (porta.ër ratevuròire ˆ ˆ ˆ ˆ (il pipistrello . seggiolina). piccolo bue). stradina). rosetta). buteghin-a (bottega.ij sutcupa ˆ (il sottocoppa . rusëtta (rosa. ranetta).ij tirabursun ˆ (il cavatappi . beu.le mezzelune) ra ratavuròira .i pipistrelli).Normalmente questi nomi seguono le regole generali: ër tirabursun . maluchin-a (manciata. cadreghin-a (seggiola. Suffissi delle alterazioni: diminutivo -in -in-a -at -ëtta -un -un-a -az ˆ -az ˆa -astr -astra sod porta gàl fija porta plandra àsu bestia pare màre sudin purtin-a galat fijëtta purtun plandrun-a asnàz ˆ bestiàza ˆ parastr maràstra 39 soldo porta gallo ragazza porta pigra asino bestia padre madre soldino portina galletto ragazzetta portone pigrona asinaccio bestiaccia patrigno matrigna. straji-na (strada. i nomi composti da un aggettivo e da un nome nel femminile cambiano la -a in -e: ra mezalün-a . botteghina).i cavatappi) ër sutcupa . -è prendono la r prima del suffisso: disnè. pranzetto). manciatina). Pertanto i nomi che terminano in: -ca e -ga cambiano la c e la g in ch e gh davanti ai suffissi che iniziano con i suoni i ed e: maloca.i sottocoppa). praticamente il nome alterato ha il valore di un nome più un aggettivo: gàt. Nomi alterati È comune che a un nome venga aggiunto un suffisso per modificarne anche se di poco il senso. gatin (gatto. eu diventa u: reusa. -à recuperano suoni che esistevano in latino: strà. disnerot (pranzo. -ch e -gh diventano -c: bech. gattino).faucale diventa n: ran-a. portone).

Nota Esempi di nomi femminili in italiano e maschili in piemontese: bambagia (la) bumbàs (ër) ˆ saliera (la) botte (la) butàl (ër) ˆ frusta (la) calza (la) cauzat (ër) ˆ paletta (la) gramigna (la) gramun (ër) ˆ talpa (la) roccia (una) roch (ën) Esempi di nomi maschili in italiano e femminili in piemontese: caldo (il) càd (ra) ˆ minuto (un) fiore (il) fiù (ra) ˆ orecchio (l’) freddo (il) fragg (ra) ˆ ramo (il) ˆ sigaro (il) ghiaccio (il) giàza (ra) ˆ mattino (il) matin (ra) ˆ sonno (il) midollo (il) miula (ra) ˆ tartufo (il) Alcuni nomi cambiano significato mutando l’articolo: ra bàrba (la barba) ˆ ˆ ër bàrba (lo zio). Giuanin. Pinin. Nomi collettivi Naturalmente abbiamo anche nomi collettivi che come in italiano reggono il verbo al singolare: në strop (un gregge) ën pàira (un paio) ën bosch (un bosco) Saira e j’ho vist në strop ëd fè ch’u ëndàva a scheu (ieri ho visto un gregge di pecore che si recava al pascolo). fulatun.vezzeggiativo -üciu -ücia -üz ˆ -üz ˆa -ot -otu -ota cavàl buca mur butega parin vej veja cavalüciu bucücia murüz ˆ butegüza ˆ parinot vejotu vejota cavallo bocca viso bottega anziano vecchio vecchia cavalluccio boccuccia visetto botteguccia anzianotto vecchietto vecchietta Particolarità Il suffisso -in si usa anche con i nomi di battesimo sia maschili che femminili: Giaculin. Pinu. Catlinin. ˆ ˆ 40 sar (ër) ˆin ˆ fuat (ër) ˆ par (ër) ˆat ˆ tar ˆpun (ër) ˆ minüta (na) urija (r ˆ’) ràma (ra) ˆ sigàla (ra) ˆ sogn (ra) ˆ trìfur (ra) ˆa ˆ . Pinutin fol. Marijin. Miclin. fulat. Pinotu. Suffissi doppi: il suffisso può essere addirittura doppio sia nell’accrescitivo che nel diminutivo: Pin. fulitru Si ricorda che di solito in piemontese non vengono usati i suffissi -issim (-issimo) e -issima (-issima) e a un termine quale campionissimo corrisponde in genere gran campiun.

Aggettivo
Gli aggettivi si possono dividere in due gruppi: qualificativi e determinativi.

AGGETTIVO QUALIFICATIVO
L’aggettivo qualificativo aggiunge una qualità al nome che accompagna e si accorda allo stesso in genere e numero; I gradi dell’aggettivo qualificativo sono: il positivo: che esprime una qualità; il comparativo: che esprime un paragone; il superlativo: che esprime il grado massimo di una qualità rispetto ad un certo gruppo di cose, animali o persone. Grado positivo Possiamo distinguere tra gli aggettivi uscenti in consonante e quelli uscenti in vocale. Aggettivi uscenti in consonante Questi aggettivi presentano tre uscite, una per il maschile (singolare e plurale) e due per il femminile: maschile invariato per il singolare e il plurale: ër beu russ (il bue rosso) ˆ ij beu russ ën bun vin (un buon vino) ij bun vin (i buoi rossi) (i buoni vini);

femminile singolare in -a e plurale in -e: ra galin-a russa (la gallina rossa) ër galin-e russe (le galline rosse) ˆ ˆ ra bun-a chisinera (la buona cuoca) ër bun-e chisinere (le buone cuoche). ˆ ˆ Si specifica che gli aggettivi che terminano in: -ch, -gh perdono la h davanti alla a nel singolare femminile: stràch, stràca, stràche (stanco, stanca, stanche); -l maschili hanno solo due uscite - l per singolare e -j per il plurale: difìcil, dificij (difficile, difficili); se l’accento cade sulla -i possiamo avere quattro uscite: tranquil, tranquila, tranquij, tranquile (tranquillo, tranquilla, tranquilli, tranquille); si noti però che bel (bello), sul (solo), fol (sciocco) hanno quattro forme: bel, bela, bej, bele (bello, bella, belli, belle) sul, sula, suj, sule (solo, sola, soli, sole) fol, fola, foj, fole (sciocco, sciocca, sciocchi, sciocche).
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Gli aggettivi che terminano in: -at al maschile, nella forma femminile raddoppiano la t e cambiano a in ë: asprat, asprëtta, asprëtte (aspretto, aspretta, asprette); -ach al maschile, nelle forme femminile raddoppiano la c e cambiano la a in ë: sach, sëcca, sëcche (secco, secca, secche); -ass anche loro al femminile cambiano la a in ë : spass, spëssa, spësse (spesso, spessa, spesse); -cc e -gg al femminile si trasformano in -cia e -gia al singolare e -ce e -ge al plurale: baricc, baricia, barice (strabico, strabica, strabiche); in alcuni lemmi il digramma -ra diventa -ër : fragg, fërgia, fërge (freddo, fredda, fredde) stracc, stërcia, stërce (stretto, stretta, strette); -n al maschile cambiano questa in n- faucale: scrusun, scrusun-a, scrusun-e (sporcaccione, sporcacciona, sporcaccione); Ricordiamo tra le eccezioni l’aggettivo ciap (tiepido) che al femminile fa cëppa (tiepida): ën brod ciap (un brodo tiepido), na mnestra cëppa (una minestra fredda).

Aggettivi uscenti in vocale Gli aggettivi uscenti in: -i, -ì, -u, -ü seguono la regola generale: seuri, seuria, seurie ˆ ˆ ˆ (liscio, liscia, lisce) ënsarì, ënsarìa (ënsarija), ënsarìe (ënsarije) (rauco, rauca, rauche) drolu, drola, drole (bizzarro, bizzarra, bizzarre) grutulü, grutulüa (grutulüva), grutulüe (grutulüve) (bozzoluto, bozzoluta, bozzolute); -a, -ista mantengono la -a per maschile sia singolare che plurale e il femminile singolare, mentre termineranno in -e per il plurale femminile: utimista, utimiste (ottimista, ottimiste).

Casi particolari e differenze con la lingua italiana
bleu può presentare tre forme: bleu - bleuva - bleuve; bràv, prüm, povr, sul, fol … (bravo, primo, povero, solo, sciocco ….) hanno quattro forme: bràv, bràva, bràvi, bràve (bravo, brava, bravi, brave), prüm, prüma, prümi, prüme (primo, prima, primi, prime), povr, povra, povri, povre (povero, povera, poveri, povere), sul, sula, suj, sule (solo, sola, soli, sole), fol, fola, foi, fole (sciocco, sciocca, sciocchi, sciocche)
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ar prüm curp ˆ ˆ (al primo colpo) ra prüma vota ˆ (la prima volta) ij prümi fragg (i primi freddi) ër prüme faraospe ˆ (le prime “faraospe”, grossi e soffici fiocchi di neve) povr si può contrarre in por davanti ai nomi che iniziano con consonante: por matot (povero bambino). mez (mezzo, metà) a differenza dell’italiano si accorda sempre col genere del nome: traj bot e mez, quàtr (ure) e meza (le tre, le quattro e trenta). Grado comparativo Comparativi di maggioranza e minoranza
aggettivo traduzione esempio traduzione

pi … che menu … che

più …di meno….di

pi àt che ’r brich du su ˆ menu svicc che na vota

più alto del bricco del sole meno arzillo di un tempo

Se si comparano due nomi si usa farli precedere da ’d o dë (partitivo): pi ’d fumre che d’om ˆ (piu donne che uomini). Il comparativo può essere rafforzato con tant (tanto), bagn (ben), mutubagn (ben più): ra me bici a r ’è tant pi bela che (la mia bicicletta è molto più bella ˆ ˆ ra tùa ˆ della tua). Si sottolinea che più si esprimerà con pi se segue un aggettivo o un avverbio e pü in fine di frase: pi bun che… (più buono di….) e nun peuss pü (non ne posso più). Comparativo di uguaglianza
aggettivo traduzione esempio traduzione

paj ëd o d’ cume, me tant cume

come ciorgn paj d’ën tipin come grass me ’n pitu tanto come u r brüt tant cume ˆ’è ij Gidè ëd Curtmija

sordo come una pignatta grasso come un tacchino è brutto come le statue dei Giudei che ci sono a Cortemilia

Grado superlativo Superlativo relativo
aggettivo traduzione esempio traduzione

ër pi ... dij ˆ r pi … dër ˆa ˆ ër pi ... ëd ˆ

il più ... di la più … di il più ... di

ër pi cit dij frej ˆ r pi bràva dër surele ˆa ˆ ër pi grand ëd tücc ˆ
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il più piccolo dei fratelli la più brava delle sorelle il più alto di tutti

aggettivo

traduzione

esempio

traduzione

r pi ... ëd ˆa ër menu ... dij ˆ

la più …di il meno … di

r menu …dër la meno … di ˆa ˆ

r pi cita ëd tüte ˆa ër menu ënteligiaint ˆ dij scurè r menu svelta dër ˆa ˆ lavander ˆe

la più piccola di tutte il meno intelligente degli scolari la meno veloce delle lavandaie

Superlativo assoluto A differenza dell’italiano non si usa un suffisso (bello - bellissimo, bene - benissimo), ma si premette all’aggettivo un avverbio o un prefisso:
aggettivo traduzione esempio traduzione

bumbagn franch mutubagn propi straultra

molto molto veramente proprio straultra

bumbagn pi grev franch ciáir mutubagn sclint ër merlu u r propi nair ˆ ˆ’è strarich ultrasensibil

molto più pesante chiarissimo trasparentissimo il merlo è nerissimo ricchissimo sensibilissimo

Comparativi e superlativi sintetici bun (buono) mej, pi bun gràm (cattivo) pez, pi gràm àt (alto) süperiur, pi àt bàss (basso) inferiur, pi bàss cit (piccolo) minur, pi cit gran(d) (grande) magiur, pi grand

(migliore) (peggiore) (superiore) (inferiore) (minore) (maggiore)

òtim pèssim süprem ìnfim mìnim màssim

(ottimo) (pessimo) (supremo) (infimo) (minimo) (massimo)

Si ricorda qui l’espressione idiomatica: ën po’ pi bun che … (migliore di …). Aggettivi alterati Come i nomi anche gli aggettivi si possono alterare con diversi suffissi: -at citulat -üciu citulüciu -ot citulot -un, -un-a citulun, citulun-a -az ˆ citulàz ˆ -astr citulàstr -in citulin

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cuj.. custe solo da z ˆì. z ˆì custa … z ˆì traduzione questo . sa. se possono essere rafforzati dagli avverbi z lì. indefiniti e interrogativi. custi. (là) questa … (qui) questa … (lì) questa … (là) quello … (lì) quello … (là) quella … (lì) quella … (là) questo … (qui) questa … (qui) esempio ës bucin z u r propi bel ˆi ˆ’è pija ’s cutel lì sauta ’s firàgn là sa nina z a r svicia ˆì ˆ’è sa brunza lì a r ruta ˆ’è sa maisa là a r veuida ˆ’è cul nini lì u r dëspipà ˆ’è cul matot là u r drucà ˆ’è cula vàca là a j’ha sfrazà cula dus là a r sücia ˆ’è cust giuvu z u travàja tant ˆì custa càgna z a r da trifur ˆì ˆ’è ˆe 45 traduzione questo vitello è bello prendi questo coltello salta questo filare questa bambina è sveglia questa pentola e rotta questa madia è vuota quel bambino è svezzato quel ragazzo è caduto quella mucca ha abortito quella sorgente è asciutta questo giovane lavora molto questa cagna è da tartufi . ˆì. cula. Gli aggettivi ës.. possessivi.. cule da lì e là mentre cust. custa. numerali. là (qui. (qui) questo . quei quelle stesso stessa medesimo esempio cust amis u r ’n gamba ˆ’è custa pulainta a r fërgia ˆ’è custi dui i nun var gnün ˆu custe cadreghe i sun neuve st’utun j’ha piuvuje tant sta saira ’nduma ar cine ˆ ës birò u r gros ˆ’è porta s’ambutur a r màma ˆa s’amis u stà luntan sa porta a r sempre sarà ˆ’è si porti i sun scür se z ˆiule i sun verde cul balengu u staissa a cà! cula bestia a r z ˆ’è ˆopa cuj dui i sun birichin cule due i sun propi bele r ˆ’istess prublema ëd prüma a r sempre r ˆ’è ˆ’istessa storia ënt ër medesim post ˆ traduzione questo amico è in gamba questa polenta è fredda questi due non valgono niente queste sedie sono nuove quest’autunno è piovuto tanto questa sera andiamo al cinema questo mobile è grande porta quest’imbuto alla mamma questo amico abita lontano questa porta è sempre chiusa questi portici sono bui queste cipolle non sono mature quello sciocco rimanesse a casa! quella bestia è zoppa quei due sono birichini quelle due sono veramente belle lo stesso problema di prima sempre la stessa storia nel medesimo luogo Cust viene usato molto raramente preferendosi la forma ës. alla posizione o al possessore. lì. Aggettivi dimostrativi L’aggettivo dimostrativo precede sempre il nome accordandosi in genere e numero: aggettivo cust custa custi custe st’ sta ës ’s s’ sa si se cul cula cuj cule istess istessa medesim traduzione questo questa questi queste questo questa questo questo questo questa questi queste quello quella quelli.. si. là).AGGETTIVO DETERMINATIVO Gli aggettivi determinativi portano al nome una precisazione relativa al numero. aggettivo ës … z ˆì ës … lì ës … là sa … z ˆi sa … lì sa … là cul … lì cul … là cula … lì cula … là cust …... Si possono dividere in: dimostrativi. (lì) questo . cul.

(padre. frel. mare. madre. ˆa ˆ Nel caso in cui l’aggettivo sia posposto al nome conserva il femminile: ëd testa tùa (di testa tua) r to testa (la tua testa). to màgna. suo) anche con il femminile. nos-ce nostre ër nostre galin-e i cantu fort ˆ le nostre galline cantano sonoramente vostr vostro ër vostr can u báura sempe ˆ il vostro cane abbaia continuamente vostra vostra r vostra cascin-a a r veja ˆa ˆ’è la vostra cascina è vecchia vostri vostri ij vostri matot i sun svicc i vostri figli sono svegli vostre vostre ër vostre fè i sun a scheu ˆ le vostre pecore sono al pascolo so loro.Aggettivi possessivi L’aggettivo possessivo richiede l’articolo. ër me vàche (le mie mucche). fratello. ecc. tuo. tua zia. surela. zio. traduzione mio fratello è un po’ birichino è tutta colpa mia le mie mele sono veramente buone mìe mie ër mìe cràve i fan dër bun làcc le mie capre producono ˆ ˆ del buon latte to tuo to nud u r propi svicc ˆ’è tuo nipote è molto in gamba tùa tua painsa sempe cun r tùa testa pensa sempre con la tua testa ˆa teu tuoi ij teu camp i sun bagn lavurà i tuoi campi sono ben arati tùe tue ër tùe bestie i sun bele gràsse le tue bestie sono proprio ˆ belle grasse nostr nostro ër nostr ort u r pin ëd babon il nostro orto è pieno di insetti ˆ ˆ’è nostra nostra r nostra vëgna a r snerta ˆa ˆ’è la nostra vigna è su un terreno scosceso nostri. ˆa 46 . sia singolare che plurale: me màma. zia) ˆ ˆ che lo rifiutano. suo so fumr a cur tüt u dì ˆa sua moglie corre tutto il giorno sùa loro. so fija (mia mamma. fanno eccezione i nomi di famiglia al singolare pare. barba. magna. sua figlia). nos-ci nostri ij nostri përru i sun baruss i nostri conigli sono rossicci nostre. sua a r tüta culpa sùa ˆ’è è tutta colpa sua seu loro. sorella. so (mio. sue ër sùe surele i sun tüte marià ˆ le sue sorelle sono tutte sposate aggettivo me mìa me traduzione mio mia miei esempio me frel u r ën po’ birichin ˆ’è a r tüta culpa mìa ˆ’è ij me pum i sun propi bun Si ricorda che nel linguaggio corrente si usano sovente gli aggettivi maschili me. suoi ij seu paraint i stan luntan i suoi parenti abitano lontano sùe loro. to. mentre l’articolo resta sempre al femminile: r me stiva (la mia stufa).

sessanta sessanta 100. quarto quàrt VIII. dieci des 14. duemila duimila 10000. settecento setz ˆaint 1100. nono ch’u fà neuv II. milletrecento miletërsaint 1550. decimo dècim III. duento dusaint 600. trecento tërsaint 700. quaranta quaranta 80. I. unz 15. miliardo miliun. millequattrocento milequàtz ˆaint 1800. venti vint 60. tremila traimila 100000. due dùi (maschile) dùe (femminile) 6. quattordici quatordes. duz 16. mille mila 1400. sëdz 20. diecimila desmila 3. primo prüm V. tre trai (maschile) trè (femminile) 7. sesto sest X. cento z ˆaint 500. quindici quìndes. undici ùndes. millesimo milèsim . settimo sètim C. nove neuv 13. novanta nuvanta 400.Aggettivi numerali Gli aggettivi numerali si dividono in: cardinali. millecinquecento milez ˆaint ˆinz 2000. diciotto disdeut 40. diciassette dissèt 30. mille0. terzo terz ˆ VII. quattrocento quatz ˆaint 800. quinz 19. cinquemila z ˆinchmila milione. ottavo utàv M. tërz 17. scund VI. moltiplicativi e collettivi. tredici tërdes. settemila setmila 2. dodici dùdes. sei ses 10. centesimo centèsim 47 IV. milleduecento miledusaint 4. cinquecento z ˆaint ˆinz 900. settanta stanta 200. quinto quint IX. sette sèt 11. quattro quàtr 8. seicento sesz ˆaint 1000. Cardinali 1. zero cinquecentocinquanta milez ˆaint e z ˆinz ˆinquanta zeru 3000. diciannove disneuv 50. secondo secund. ottocento eutz ˆaint 1200. novecento neuvz ˆaint 1300. millecento milez ˆaint 1500. quatorz 18. sedici sëddes. otto eut 12. ordinali. miliard Ordinali I numeri ordinali indicano una successione in un elenco. milleottocento mileutz ˆaint 7000. uno ün (maschile) ün-a (femminile) 5. ottanta utanta 300. trenta tranta 70. cinque z ˆinch 9. cinquanta z ˆinquanta 90. centomila z ˆaintmila 5000.

I termini italiani ambo e ambedue si esprimono con tüci dùi. ecc.Da undicesimo si usa la formula ch’u fà: al maschile: ch’u fà undes ch’u fà tërdes. al femminile: ch’a fà undes ch’a fà tërdes. ecc. Per re e papi dopo l’ottavo si usa il semplice numerale cardinale: Lüis quìndes. indubi dùe vote (tant) triplu tre vote (tant) triplo traduzione esempio doppio u var r ˆ’indubi dr ˆ’ànn passà ër to cavàl u cur due vote ˆ pi fort ch’ër me ˆ s’èra z a r tre vote r mìa ˆì ˆ’è ˆa traduzione costa il doppio dello scorso anno il tuo cavallo corre due volte più veloce del mio quest’aia è il triplo della mia u r tre vote pi àt che r cà è tre volte più alto della casa ˆ’è ˆa Collettivi Si formano aggiungendo i suffissi -aina: na meza duzaina d’euv (una mezza dozzina di uova) na duzaina dë ziule ˆ (una dozzina di cipolle) na vintaina ’d galin-e (una ventina di galline) na trantaina ’d cheuv (una trentina di covoni) na zinquantaina ëd pulastrin (una cinquantina di pulcini). tüte dùe. Moltiplicativi aggettivo dubi. ˆ 48 .

49 . vujàci gnün gnün-a gnün-e cert certa certi certe tüt tüta tüci tüte Àci. buone notizie un rimedio certo è andar via certa gente è un po’ strana certe mele non sono ancora mature ci sono certe facce da far paura tutta la collina vendemmiava tutta la Bruzza fa festa tutti i giorni la stessa storia tutte le sere va all’osteria nujàcc. Aggettivi e pronomi: aggettivo àtr àtra àci.Aggettivi indefiniti Si possono dividere in tre gruppi termini che possono avere solo valore di: – aggettivo – aggettivo e pronome – aggettivo. àcc (altri) è usato con valore rafforzativo con i pronomi personali nui e vui che da soli sono usati molto raramente. nujàci vujàcc. Solo aggettivi: aggettivo ogni mica caiche traduzione ogni ogni qualche esempio ogni tant mica tant caiche tumatiche i sun màrz ˆe caichi bucin ij sun dr faz ˆa ˆiun qualunque scüsa a r bun-a ˆ’è për risè mandje ën regal mecussìa traduzione ogni tanto saltuariamente qualche pomodoro è marcio alcuni vitelli sono pregiati qualunque scusa è buona per bisticciare mandagli un regalo qualsiasi caichi qualche qualunque qualunque mecussìa. bun-e neuve ën rimedi cert u r ëndè vìa ˆ’è certa giaint a r ’n po’ drola ˆ’è certi pum i sun ëncura beuzr i-j sun certe bife da fè pau tüt ër brich u vandëmmiava ˆ tüta r Bruza a fà festa ˆa tüci ij di r stessa storia ˆa tüte ër saire u và a r ˆ ˆ’ostu traduzione prendi un altro cioccolatino andiamo in un altro posto ci sono altri bambini lì fuori quello ha altre nocciole a Feisoglio noi tre andiamo a scuola voi due siete birichini è proprio indolente nessuna camicia senza macchia nessuna notizia. pronome e avverbio. mecassìa qualsiasi Esiste anche la forma caich in cui si perde la e: caich maranghin ëd pü (qualche marengo in più). àcc àtre traduzione altro altra altri altre noi altri voi altri nessuno nessuna nessune certo certa certi certe tutto tutta tutti tutte esempio pija n’àtr ciculatin ënduma da n’àtra pàrt i j’è dj’àci nini lì feur ˆa li chial u j’ha dr ˆ’àtre niz ˆe ˆor a Faisseu nujàci trai ënduma a scor ˆa vujàci dui i sai arsifej u j’ha propi gnün andi gnün-a camisa sanz màcia ˆa gnün-e neuve.

Aggettivi. tanta diverso diversa diversi diverse esempio tant pan a ti e atërtant a mi tanta sai e atërtanta fàm tanci riz ˆulin atërtanci vizi tante ribote atërtante piumbe poch bruz e tant pan tanta roba. pochi a lavorarle troppo impegno per uno solo troppa grazia Sant’ Antonio troppi campi non sono coltivati troppe gallette fanno male non ne ho tanta voglia è un ragazzo diverso dagli altri è una strada diversa dal solito diversi bambini andavano a scuola diverse persone sono arrivate Aggettivi interrogativi Si usano nel fare una domanda e possiamo elencare: aggettivo che cul cula cuj cule quant quanta quanci quante vàri traduzione che quale quale quali quali quanto quanta quanti quante quanti esempio a che ura ruvti? cul sàch u r’èlu veuid? cula buta a r’èla pin-a? cuj pulàstr i sun-ne pi grass? cule crubele i sun-ne pi pàise? quant pan mangg-ti? quanta panàda fàti cheusi? quanci sod j’àti spaindü? quante marminele j’àti fà? vàri om i-i sun-ne? traduzione a che ora arrivi? quale sacco è vuoto? quale bottiglia è piena? quali polli sono più grassi? quali ceste sono più pesanti? quanto pane mangi? quanto pancotto hai cucinato? quanti soldi hai speso? quante marachelle hai fatto? quanti uomini ci sono? Aggettivo esclamativo aggettivo che quant quanta quanci quante traduzione che quanto quanta quanti quante esempio che tabaleuri! quant calur! quanta spüz ˆia! quanci pass! quante cirese! 50 traduzione che babbeo! quanto caldo! quanta puzza! quanti pesci! quante ciliegie! . poca giaint pochi sod e bun-a ventüra poche crave e tanti bucin tant taimp u r passà ˆ’è j’è tanta nita për r strà ˆ ˆa st’ànn i j’è tanci puciu tante niz ˆore. poca gente pochi soldi e buona fortuna poche capre e tanti vitelli tanto tempo è passato c’è tanto fango per la strada quest’anno ci sono tante nespole tante nocciole. pronomi e avverbi: aggettivo atërtant atërtanta atërtanci atërtante poch poca pochi poche tant tanta tanci tante trop tropa tropi trope vàri divers diversa diversi diverse traduzione altrettanto altrettanta altrettanti altrettante poco poca pochi poche tanto tanta tanti tante troppo troppa troppi troppe tanto. pochi a travaje-je trop tràfi për ün sul tropa gràzia Sant’ Antoni tropi camp i sun naint travajà trope galëtte i fan mà e n’ho pàna vàri veuja u r ’n matot divers da j’àci ˆ’è a r na strà diversa dar sòlit ˆ’è ˆ diversi matutin i ’ndàvu a scor ˆa diverse persun-e i sun rivà traduzione tanto pane a te e altrettanto a me tanta sete e altrettanta fame tanti riccioli altrettanti vizi tante baldorie altrettante sbornie poco formaggio e tanto pane tanti beni.

veduta da mezzodì 51 .Feisoglio. la fontana Cerretto Langhe.

voi). interrogativi e esclamativi. vujàci e luràci (noi. 52 . ma anche un aggettivo o un verbo. indefiniti. Pronomi allocutivi pronome ti chial chila vui traduzione tu lei esempio forma confidenziale: seu-ti ën cà? forma di cortesia: chial u stàlu bagn? chila a stàla bagn? forma di rispetto: ma vui i j’hai r frev? ˆa traduzione sei in casa? lei sta bene? voi ma voi avete la febbre? Alla forma italiana di cortesia lei. lei lei lavora noi beviamo voi urlate essi passeggiano esse passeggiano loro vanno a zonzo loro vanno a zonzo Si possono trovare anche le forme: nujàci. vui (noi. relativi. possessivi. corrispondono in piemontese due forme: chial per il maschile Oh su pudaissa ’nnì co chial! (oh. dimostrativi. sono formati da una coppia di pronomi di cui il primo è il pronome personale e il secondo è un pronome verbale: pronome mi e ti ët. lui lui ascolta nujàcc e baivuma vujàcc i bràji chiaj i spasëggiu chile i spasëggiu lur i scuràtu luràcc i scuràtu traduzione io vado tu parli ella. Pronomi personali Pronomi personali soggetto.Pronome Viene detta pronome la parte variabile del discorso che sostituisce un nome. se potesse venire anche lei!) chila per il femminile ëncheu a venla co chila? (oggi viene anche lei?). voi e loro) e molto raramente nui. Si possono dividere in: personali. ti ’t chial u chial u scuta nujàcc e vujàcc i chiaj i chile i lur i luràcc i (raro) traduzione io tu chila a chila a travàja noi voi essi esse essi essi esempio mi e vàgh ti ’t pàrli egli.

nun precede il verbo.il pronome atono -m diventa per eufonia -n: lulì un manca (quello mi manca). Si riportano qui le particelle pronominali ne e nun (italiano: ne).Pronomi personali complemento Forme atone (senza accento): se il pronome se il pronome precede il verbo segue il verbo -m më -me -n në -ne -t të -te -v vë -ve ru ˆ -r u ˆ -j -je ra ˆ -r a ˆ -j -je -j -je -j -je le li. mentre ne lo segue: is nun treuva a rabel (se ne trovano in giro) j’àti truvàne? (ne hai trovati?) 53 . gli le la gli lo vi ti ci traduzione mi esempio um salüta u më scàpa u r scapàme ˆ’è un salüta u në scàpa u r scapàne ˆ’è ut salüta u të scàpa u r scapàte ˆ’è uv salüta u vë scàpa u r scapàve ˆ’è u r u salüta ˆ salütr u ˆ u-j pàrla u r scapàje ˆ’è a r a salüta ˆ salütr a ˆ a-j pàrla a j’ha parlàje i-j salütu i-j parlu i j’han parlàje i-j salütu i-j pàrlu i sun scapàje traduzione mi saluta mi scappa mi è scappato ci saluta ci scappa ci è scappato ti saluta ti scappa ti è scappato vi saluta vi scappa vi è scappato lo saluta salutalo gli parla gli è scappato la saluta salutala le parla le ha parlato li salutano gli parlano gli hanno parlato le salutano le parlano le sono scappate Davanti ad un verbo che inizia con m.

me le me ne me lo me la me li. all’infinito. me le me ne me lo me la esempio mi em r u port ˆ ti t’em r u porti ˆ mi em r a port ˆ ti t’em r a porti ˆ mi em ji port ti t’em ji porti mi em nun port ti t’em nun porti chial um r u càta ˆ chila am r u càta ˆ chial um r a càta ˆ chila am r a càta ˆ chial um ji càta chila am ji càta chial um nun càta chila am nun càta chiaj.Forme toniche (con l’accento): pronome mi ti chial chila nujàcc. am j’ um nun am nun im r u ˆ im r a ˆ traduzione me lo me la me li. chile im r u càtu ˆ vujacc im r u càti ˆ chiaj. um j’ am ji. Nota: il pronome atono -je se preceduto da consonante si pronuncia più stretto e verrà notato con -ji. chile im r a càtu ˆ vujacc im r a càti ˆ 54 traduzione io me lo porto tu me lo porti io me la porto tu me la porti io me li porto tu me li porti io me ne porto tu me ne porti lui me lo compra lei me lo compra lui me la compra lei me la compra lui me li compra lei me li compra lui me ne compra lei me ne compra loro me lo comprano voi me lo comprate loro me la comprano voi me la comprate . nujàci traduzione me te lui lei noi esempio traduzione ha picchiato me al posto suo chiama te e non lui corrono tutti da lui corrono tutti da lei ha parlato a noi e non a loro ha sgridato voi con loro bisogna correre! con loro bisogna correre! con loro bisogna darsi da fare u j’ha patlà mi ar so post ˆ u ciama ti e naint chial i curu tüci da chial i curu tüci da chila u j’ha parlà a nujàci e naint a lur vujàcc. al gerundio e al participio passato. luràci loro cun lur tuca desse da fè Pronomi accoppiati Due pronomi si possono trovare di fronte o posposti ad un verbo e daranno luogo a differenti gruppi. Vengono posposti all’imperativo. Anteposti al verbo: pronome em r u ˆ em r a ˆ em ji. em j’ em nun um r u ˆ am r u ˆ um r a ˆ am r a ˆ um ji. vujàci voi u j’ha risà a vujàci chiaj loro (essi) cun chiaj tuca curi! chile loro (esse) cun chile tuca curi! lur.

chile it r a mandu ˆ chiaj. u-j j’ glielo gliela glieli. te le te ne glielo gliela glieli. chile im nun càtu vujacc im nun càti mi ’t r u port ˆ ti ’t r u porti ˆ nujacc ët r u purtuma ˆ mi ’t r a port ˆ ti ’t r a porti ˆ nujacc ët r a purtuma ˆ mi ’t ji port ti ’t ji porti nujacc ët ji purtuma mi ’t nun port ti ’t nun porti nujacc ët nun purtuma chial ut r u manda ˆ chila at r u manda ˆ chial ut r a manda ˆ chila at r a manda ˆ chial ut ji manda chila at ji manda chial ut nun manda chila at nun manda chiaj. gliele . chile it nun mandu mi e-j r u càt ˆ ti t’e-j r u càti ˆ nujàcc e-j r u catuma ˆ mi e-j r a càt ˆ ti t’e-j r a càti ˆ nujàcc e-j r a catuma ˆ mi e-j ji càt ti t’e-j ji càti nujàcc e-j ji catuma mi e-j nun càt ti t’e-j nun càti nujàcc e-j nun catuma chial u-j r u ciàma ˆ chila a-j r u ciàma ˆ chial u-j r a ciàma ˆ chila a-j r a ciàma ˆ chial u-j ji ciàma 55 traduzione loro me li comprano voi me li comprate loro me ne comprano voi me ne comprate io te lo porto tu te lo porti noi te lo portiamo io te la porto tu te la porti noi te la portiamo io te li porto tu te li porti noi te li portiamo io me ne porto tu te ne porti noi te ne portiamo lui te lo manda lei te lo manda lui te la manda lei te la manda lui te li manda lei te li manda lei te ne manda lei te ne manda loro te lo mandano loro te la mandano loro te li mandano loro te ne mandano io glielo compro tu glielo compri noi gliela compriamo io gliela compro tu gliela compri noi gliela compriamo io glieli compro tu glieli compri noi glieli compriamo io gliene compro tu gliene compri noi gliene compriamo lui glielo chiede lei glielo chiede lui gliela chiede lei gliela chiede lui glieli chiede ut r u ˆ at r u ˆ ut r a ˆ at r a ˆ ut ji. gliele gliene u-j r u ˆ a-j r u ˆ u-j r a ˆ a-j r a ˆ u-j ji. chile im ji càtu vujacc im ji càti chiaj.pronome im ji. ut j’ at ji. it j’ it nun e-j r u ˆ e-j r a ˆ e-j ji. chile it ji mandu chiaj. te le te ne te lo te la te li. e-j j’ e-j nun te lo te la te li. me le me ne te lo te la te li. chile it r u mandu ˆ chiaj. te le te ne esempio chiaj. ët j’ ët nun traduzione me li. im j’ im nun ët r u ˆ ët r a ˆ ët ji. at j’ ut nun at nun it r u ˆ it r a ˆ it ji.

ce le ce ne ce lo ce la ce li. chile i-j nun mandu vujàcc i-j nun mandi chial un r u porta ˆ chila an r u porta ˆ chial un r a porta ˆ chila an r a porta ˆ chial un ji porta chila an ji porta chial un nun porta chila an nun porta chiaj. ëv j’ ëv nun uv r u ˆ av r u ˆ uv r a ˆ av r a ˆ uv ji. chile in r u portu ˆ vujàcc in r u porti ˆ ˆ chiaj.pronome a-j ji. chile in nun portu vujàcc in nun porti nujàcc ës r u purtuma ˆ nujàcc ës r a purtuma ˆ nujàcc ës ji purtuma nujàcc ës nun purtuma mi ev r u càt ˆ nujàcc ev r u catuma ˆ mi ev r a càt ˆ nujàcc ev r a catuma ˆ mi ev ji càt nujàcc ev ji catuma mi ev nun càt nujàcc ev nun catuma chial uv r u càta ˆ chila av r u càta ˆ chial uv r a càta ˆ chila av r a càta ˆ chial uv ji càta 56 traduzione lei glieli chiede lui gliene chiede lei gliene chiede loro glielo mandano voi glielo mandate loro gliela mandano voi gliela mandate loro glieli mandano voi glieli mandate loro gliene mandano voi gliene mandate lui ce lo porta lei ce lo porta lui ce la porta lei ce la porta lui ce li porta lei ce li porta lui ce ne porta lei ce ne porta loro ce lo portano voi ce lo portate loro ce la portano voi ce la portate loro ce li portano voi ce li portate loro ce ne portano voi ce ne portate noi ce lo portiamo noi ce la portiamo noi ce li portiamo noi ce ne portiamo io ve lo compro noi ve lo compriamo io ve la compro noi ve la compriamo io ve li compro noi ve li compriamo io ve ne compro noi ve ne compriamo lui ve lo compro lei ve lo compro lui ve la compra lei ve la compra lui ve li compra . ce le ce ne ce lo ce la ce li. un j’ an ji. ës j’ ës nun ëv r u ˆ ëv r a ˆ ëv ji. ve le ve ne ve lo ve la ve li. chile in ji portu vujàcc in ji porti chiaj. chile i-j r a mandu ˆ vujàcc i-j r a mandi ˆ chiaj. chile i-j r u mandu ˆ vujàcc i-j r u mandi ˆ chiaj. uv j’ traduzione gliene glielo gliela glieli. a-j j’ u-j nun a-j nun i-j r u ˆ i-j r a ˆ i-j ji. ve le esempio chila a-j ji ciàma chial u-j nun ciàma chila a-j nun ciàma chiaj. i-j j’ i-j nun un r u ˆ an r u ˆ un r a ˆ an r a ˆ un ji. chile in r a portu vujàcc in r a porti ˆ chiaj. an j’ un nun an nun in r u ˆ in r a ˆ in ji in nun ës r u ˆ ës r a ˆ ës ji. ce le ce ne ve lo ve la ve li. chile i-j ji mandu vujàcc i-j ji mandi chaij. gliele gliene ce lo ce la ce li.

chile is nun mangiu traduzione lei ve li compra lui ve ne compra lei ve ne compra loro ve lo comprano voi ve lo comprate loro ve la comprano voi ve la comprate loro ve li comprano voi ve li comprate loro ve ne comprano voi ve ne comprate lui se lo mangia lei se lo mangia lui se la mangia lei se la mangia lui se li mangia lei se li mangia lui se ne mangia lei se ne mangia loro se lo mangiano loro se la mangiano loro se li mangiano loro se ne mangiano Posposti al verbo: pronome -mr u ˆ -mr a ˆ -mje -mne -tr u ˆ -tr a ˆ -tje -tne -jr u ˆ -jr a ˆ -j-je -jne -nr u ˆ -nr a ˆ -nje -nne traduzione -melo -mela -meli. se le se ne esempio chila av ji càta chial uv nun càta chila av nun càta chiaj. lavandotelo lavatela. av j’ uv nun av nun iv r u ˆ iv r a ˆ iv ji.pronome av ji. dìndëjr a ˆ ˆ dij-je. dándëmne làvëtr u. lavándëtje làvëtne. dándëmr u ˆ ˆ dàmr a. dandomela dammeli. -cele -cene esempio dàmr u. dìndëjr u ˆ ˆ dijr a. dandomelo dammela. us j’ as ji. lavándëtr u ˆ ˆ làvëtr a. -gliele -gliene -celo -cela -celi. dicendoglieli digliene. dicendoglielo digliela. ëv j’ iv nun us r u ˆ as r u ˆ us r a ˆ as r a ˆ us ji. dìndëj-je dijne. chile iv r a càtu ˆ vujàcc iv r a càti ˆ chiaj. chile is r a mangiu ˆ chiaj. portandocene . purtándënr u ˆ ˆ purtenje. is j’ is nun traduzione ve ne ve lo ve la ve li. dándëmje dàmne. chile iv nun càtu vujàcc iv nun càti chial us r u mangia ˆ chila as r u mangia ˆ chial us r a mangia ˆ chila as r a mangia ˆ chial us ji mangia chila as ji mangia chial us nun mangia chila as nun mangia chiaj. lavandoteli lavatene. se le se ne se lo se la se li. dicendogliela digliele. -mele -mene -telo -tela -teli. purtándënr u ˆ ˆ purtenr a. lavándëtne dijr u. chile iv ji càtu vujàcc iv ji càti chiaj. ve le ve ne se lo se la se li. dìndëjne purtenr u. portandoceli portacene. portandocelo portacela. purtándënr u ˆ 57 traduzione dammelo. purtándënr u ˆ purtenne. dicendogliene portacelo. lavandotela lavateli. chile is ji mangiu chiaj. as j’ us nun as nun is r u ˆ is r a ˆ is ji. chile iv r u càtu ˆ vujàcc iv r u càti ˆ chiaj. -tele -tene -glielo -gliela -glieli. dándëmr a ˆ ˆ dàmje. chile is r u mangiu ˆ chiaj. lavandotene diglielo. dandomene lavatelo. dandomeli dammene. lavándëtr a ˆ ˆ làvëtje. portandocela portaceli.

fatta eccezione per il per l’infinito. c’era. togliendovela toglieteveli.toglitelo . gavándëvne fejr u. facendoglielo fategliela. -gliele -gliene esempio gavevr u. togliendovene fateglielo. i-i eru. fándejr u ˆ ˆ feir a. ecc.gàvëtru . il gerundio e il participio passato. ˆ ˆ Pronomi riflessivi I pronomi riflessivi sono quasi simili a quelli personali e precedono il verbo. l’imperativo. qualora sia posposta diventa -je: i-i sun co lur (ci sono anche loro) painsje bagn? (pensaci bene). ci sono.lavándëtru (lavare .làvatelo . gavándëvr a ˆ ˆ gavevje.togliendotelo). i-i sun. facendogleli fategliene. Preposti al verbo: pronome traduzione esempio traduzione -m -t -s -s -v -s mi ti si ci vi si em auz ˆ et auz ˆi us auz ˆa es auz ˆuma iv auz ˆi is auz ˆu 58 mi alzo ti alzi si alza ci alziamo vi alzate si alzano .pronome -vr u ˆ -vr a ˆ -vje -vne -jr u ˆ -jr a ˆ -j-je -jne traduzione -velo -vela -veli. facendogliela fateglieli.: u r ’è tardi e i-i è pi gnun ˆ (è tardi e c’è più nessuno) i-i sun tüci dui (ci sono tutti e due). gavándëvr u ˆ ˆ gavevr a. Alcuni verbi richiedono variazioni ortografiche per rendere meglio pronunciabili i diversi suoni. togliendoveli toglietevene.lavàndotelo) ˆ ˆ gavè . facendogliene Si ricorda qui che: – la particella pronominale ed avverbiale i (italiano: ci) può precedere o seguire il verbo. quindi tra i pronomi posposti e l’infinito e il gerundio si inserisce ad esempio una ë eufonica: lavè . – le strutture i-i è. -vele -vene -glielo (gli = loro) -gliela -glieli. gavándëvje gavevne. fándejne traduzione toglietevelo.làvëtru . fándej-je fejne. i-i era. fándejr a ˆ ˆ fej-je. c’erano. ecc. corrispondono all’italiano c’è. togliendovelo toglietevela.gavàndëtru (togliere .

se le se ne ce lo ce la ce li. us j’ as ji. chile is r u mangiu ˆ chiaj. chile is ji mangiu chiaj. me le me ne te lo te la te li. chile is r a mangiu ˆ chiaj. ës j’ ës nun iv r u ˆ iv r a ˆ iv ji. te le te ne se lo se la se li. se le se ne esempio mi em r u port ˆ mi em r a port ˆ mi em ji port mi em nun port ti ët r u porti ˆ ti ët r a porti ˆ ti ët ji porti ti ët nun porti chial us r u mangia ˆ chila as r u mangia ˆ chial us r a mangia ˆ chila as r a mangia ˆ chial us ji mangia chila as ji mangia chial us nun mangia chila as nun mangia nujàcc ës r u purtuma ˆ nujàcc ës r a purtuma ˆ nujàcc ës ji purtuma nujàcc ës nun purtuma vujàcc iv r u càti ˆ vujàcc iv r a càti ˆ vujàcc iv ji càti vujàcc iv nun càti chiaj. is j’ is nun traduzione me lo me la me li. Pronomi riflessivi e personali accoppiati: Preposti al verbo: pronome em r u ˆ em r a ˆ em ji. ce le ce ne ve lo ve la ve li. ët j’ ët nun us r u ˆ as r u ˆ us r a ˆ as r a ˆ us ji. ëv j’ iv nun is r u ˆ is r a ˆ is ji. chile is nun mangiu 59 traduzione io me lo porto io me la porto io me li porto io me ne porto tu te lo porti tu te la porti tu te li porti tu te ne porti lui se lo mangia lei se lo mangia lui se la mangia lei se la mangia lui se li mangia lei se li mangia lui se ne mangia lei se ne mangia noi ce lo portiamo noi ce la portiamo noi ce li portiamo noi ce ne portiamo voi ve lo comprate voi ve la comprate voi ve li comprate voi ve ne comprate loro se lo mangiano loro se la mangiano loro se li mangiano loro se ne mangiano .Posposti al verbo: pronome traduzione esempio traduzione -me -te -se -se -ve -se -mi -ti -si -ci -vi -si e sun smuràme ët z ˆeuj (sej) smuràte u r ’è smuràsse ˆ e suma smuràsse i sai smuràve i sun smuràsse mi sono divertito ti sei divertito si è divertito ci siamo divertiti vi siete divertiti si sono divertiti Il pronome -se quando segue un verbo uscente in vocale può trasformarsi in -sse (ij sun raindusse cunt). as j’ us nun as nun ës r u ˆ ës r a ˆ ës ji. ve le ve ne se lo se la se li. em j’ em nun ët r u ˆ ët r a ˆ ët ji.

Posposti al verbo: pronome -mr u ˆ traduzione me lo esempio càtëmr u ˆ catándëmr u ˆ j’ho catàmr u ˆ càtëmr a ˆ catándëmr a ˆ j’ho catàmr a ˆ càtëmje catándëmje j’ho catàmje càtëmne catándëmne j’ho catàmne càtëtr u ˆ catándëtr u ˆ càtëtr a ˆ catándëtr a ˆ càtëtje catándëtje càtëtne catándëtne catumsr u ˆ catándensr u ˆ catumsr a ˆ ˆ catándësr a catumsje catándësje catumsne catándësne catevr u ˆ catándevr u ˆ catevr a ˆ catándëvr a ˆ catevje catándëvje catevne catándëvne traduzione compramelo comprandomelo me lo sono comprato compramela comprandomela me la sono comprata comprameli comprandomeli me li sono comprati compramene comprandomene me ne sono comprato compratelo comprandotelo compratela comprandotela comprateli comprandoteli compratene comprandotene compriamocelo comprandocelo compriamocela comprandocela compriamoceli comprandoceli compriamocene comprandocene compratevelo comprandovelo compratevela comprandovela comprateveli comprandoveli compratevene comprandovene -mr a ˆ me la -mje me li. te le te ne ce lo ce la ce li. ve le ve ne 60 . ce le ce ne ve lo ve la ve li. me le -mne me ne -tr u ˆ -tr a ˆ -tje -tne -sr u ˆ -sr a ˆ -sje -sne -vr u ˆ -vr a ˆ -vje -vne te lo te la te li.

pronome cust custa custi custe su-z ˆì sa-z ˆì si-z ˆì se-z ˆì cul cula cuj cule cul-lì cula-lì cuj-lì cule-lì ës-lì sa-lì si-lì se-lì cul-là cula-là cuj-là cule-là ës-là sa-là si-là se-là cul che cula che cuj chi cule chi chial-z ˆì chila-z ˆì chiaj-z ˆì chile-z ˆi traduzione esempio cust u r ’è bel gràss ˆ custa a r ’è bela gràssa ˆ custi i sun bei gràss custe i sun bele gràsse su-z u r propi brüt ˆì ˆ’è sa-z a j’ha fàne ëd tüci ˆì ij culur questi si-z i j’han fàne ëd tüci ˆì ij culur queste se-z i j’han fàne ëd tüci ˆì ij culur quello cul matutin u r ’è birichin ˆ quella cula matutin-a a r ’è birichin-a ˆ quelli cuj dui i sun bagn vestì quelle cule due i sun bagn vestije quello cul-lì u và a r a mëssa ˆ quella cula-lì a và a r a mëssa ˆ quelli cuj-lì i van a spàss quelle cule-lì i van a spàss codesto ës-lì u bàla propi mà codesta sa-lì a bàla propi mà codesti si-lì i bàlu propi mà codeste se-lì i bàlu propi mà cul-là u và ar mërcà ˆ quello quella cula-là a và ar mërcà ˆ quelli cuj-là i van a r a fer ˆ ˆa quelle cule-là i van a r a fer ˆ ˆa quello ës-là u travàja propi bagn quella sa-là a travàja propi bagn quelli si-là i sun-u propi bagn quelle se-là i sun-u propi bagn quello che cul ch’u z ˆerca u treuva quella che cula ch’a z ˆerca a treuva quelli che cuj ch’i z ˆercu i treuvu quelle che cule ch’i z ˆercu i treuvu quello chial-z u r ’è ’n plandrun ˆì ˆ quella chila-z a r ’è na plandrun-a ˆì ˆ quelli chiaj-z i sun plandrun ˆì quelle chile-z i sun plandrun-e ˆì 61 questo questa questi queste questo questa traduzione questo è bello grasso questa è bella grassa questi sono belli grassi queste sono belle grasse questo è proprio brutto questa ne ha fatte di tutti i colori questi ne hanno fatte di tutti i colori queste ne hanno fatte di tutti i colori quel bambino è birichino quella bambina è birichina quei due sono ben vestiti quelle due sono ben vestite quello va a messa quella va a messa quelli vanno a spasso quelle vanno a spasso codesto balla proprio male codesta balla proprio male codesti ballano proprio male codeste ballano proprio male quello va al mercato quella va al mercato quelli vanno alla fiera quelle vanno alla fiera quello lavora proprio bene quella lavora proprio bene quelli suonano proprio bene quelle suonano proprio bene quello che cerca trova quella che cerca trova quelli che cercano trovano quelle che cercano trovano quello è un pelandrone quella è una pelandrona quelli sono pelandroni quelle sono pelandrone .Pronomi dimostrativi Come gli altri pronomi tengono il posto di un nome e abbiamo qui molte forme già incontrate tra gli aggettivi.

Gli avverbi z lì. ciò codesto quello chi (quello che) lo che ciò che istess stesso istessa stessa istessi stessi istesse stesse medesim medesimo medesima medesima z lì.pronome chial-lì chila-lì chiaj-lì chile-lì chial-là chila-là chiaj-là chile-là cus-z ˆì ës-z ˆì z ˆo lo suz ˆì lulì lulà chi traduzione esempio chial-lì u r ’è ’n badola ˆ chila-lì a r ’è na badola ˆ chiaj-lì i sun fulandran chile-lì i sun fulandran-e chial-là u r ’è ’n fagnan ˆ chila-là a r ’è na fagnan-a ˆ chiaj-là i sun fagnan chile-là i sun fagnan-e cus-z u và ch’u brusa ˆì ës-z u và ch’u brüsa ˆì u r ’è z ch’u và naint ˆ ˆo u r ’è lo ch’u và naint ˆ suz u vàr gnente ˆì lulì us dovra poch lulà us dovra pi tant chi ch’u tribüla u r u fà naint ˆ a posta fà lo ch’ ët veuri r ’istess ëd r ’àtra vota ˆ ˆ ra stessa ëd r ’àtra vota ˆ ˆ r ’istessi ëd r ’àtra vota ˆ ˆ r ’istesse ëd r ’àtra vota ˆ ˆ ër medesim ëd r ’ànn passà ˆ ˆ r a medesima ëd r ’ànn passà ˆ ˆ traduzione quello è uno sprovveduto quella è una sprovveduta quelli sono sciocchi quelle sono sciocche quello è un fannullone quella è una fannullona quelli sono fannulloni quelle sono fannullone costui corre velocissimo costui corre velocissimo è ciò che non va è quello che non va questo non vale niente codesto si adopera poco quello si adopera di più chi è in difficoltà non lo fa di sua volontà fa quello che vuoi lo stesso della volta precedente la stessa della volta precedente gli stessi della volta precedente le stesse della volta precedente il medesimo dello scorso anno la mesima dello scorso anno quello quella quelli quelle quello quella quelli quelle costui costui ciò quello questo. vano sia anteposti che posposti ad esso: pronomi lì chial lì chila lì chiaj lì chile z chial ˆì z chila ˆì z chiaj ˆì z chile ˆì là chial là chila là chiaj là chile chial-lì chila-lì chiaj-lì chile-lì chial-zì ˆ chila-zi ˆ chiaj-zì ˆ chile-zì ˆ chial-là chila-là chiaj-là chile-là esempio lì chial u pàrla bagn lì chila a pàrla bagn lì chiaj i pàrlu bagn lì chile i pàrlu bagn z chial u ciaciàr a vruntè ˆì ˆ z chila a ciaciàr a vruntè ˆì ˆ z chiaj i ciaciàr u vruntè ˆì ˆ z chile i ciaciàr u vruntè ˆì ˆ là chial u r ’n gamba ˆ’è là chila a r ’è ’n gamba ˆ là chiaj i sun ’n gamba là chile i sun ’n gamba 62 traduzione quello parla bene quella parla bene quelli parlano bene quelle parlano bene codesto chiacchiera volentieri codesta chiacchiera volentieri codesti chiacchierano volentieri codeste chiacchierano volentieri quello è in gamba quella è in gamba quelli sono in gamba quelle sono in gamba . là rafforzano nel pronome l’idea di vicinanza o lontananza e si troˆì. là ˆì.

la cui i cui.Cul che. u serv naint Giuanin. cula che. ˆ Pronomi relativi I pronomi relativi mettono in relazione due proposizioni e sono: pronome traduzione che che chi che quello che esempio cunus-ti r tota ch’a pàssa? ˆa chi ch’u cur u rèsiga traduzione conosci la signorina che passa? chi corre rischia che può riferirsi a persone. in questi casi assume il significato di: in cui. cuj. cuj che. le cui u r ’è na persun-a che r a prepa ˆ ˆ a fà stipì ij Favot a r ’è na famija che i ˆ matot ij sun-u tüci è una persona la cui superbia fa stupire i Favot è una famiglia i cui ragazzi suonano tutti 63 . cule che Cul. dove per le quali. così da formare coppie di pronomi: cul ch’u pàrla u dis màch dër tavanàde (quello che parla dice solo scemenze) ˆ e possono essere sostituiti da chi: chi ch’u pàrla u dis màch dër tavanàde (quello che parla dice solo scemenze). u r ’è mar àvi ˆ ˆ era l’anno in cui c’era stata l’alluvione crucciarsi. per cui al quale. për ër cose ch’ët ˆ peuri feje gnente. ch’e j’uma telefunaje saira. cule sono sovente seguiti da un pronome relativo. è malato che seguito dall’articolo forma le strutture italiane: il cui. animali e cose può essere usato come complemento indiretto. per le cose per le quali non si puo far nulla. a cui u r ’era r ’ànn ch’i j’era stàje ˆ ˆ r ’aluviun ˆ sagrinesse. cula. non serve Giovanni a cui abbiamo telefonato ieri.

r a mìa no ˆ ˆ ˆ ij to bucin i sun pi gross che ij me ër tùe vëgne i sun pi bele ˆ ch’ër mìe ˆ ër me vin u r ’è pi bun ch’ër to ˆ ˆ ˆ r a mìa bici a r ’è pi bela ˆ ˆ che r a tùa ˆ ij me camp i sun pi ar sirì ˆ che ij to ër me galin-e i fan pi euv ˆ ch’ër tùe to papà u travàja ar Turnin. le sue a Torre Bormida ër vostr cher u r ’è gross. ˆ u nostr r a nostra ˆ ij nostri ër nostre ˆ ër vostr ˆ r a vostra ˆ ij vostri il nostro la nostra i nostri le nostre il vostro la vostra i vostri ër vostre ˆ le vostre . ˆ ër so a r Bruza ˆ ˆa to màma a r ’è ’ndà ’n sr a Riva ˆ ˆ e r a sùa a Munot ˆ ij teu firagn i sun puà. ˆ ˆ il nostro maiale è grasso. la differenza consiste nel fatto che fanno le veci del nome e sono sempre preceduti dall’articolo determinativo. i vostri no ër nostre tumàtiche i sun máire. r a nostra no ˆ di fieno. ij vostri no hanno vinto molti premi. la mia no i tuoi buoi sono più grossi dei miei le tue vigne sono più belle delle mie il mio vino è migliore del tuo la mia bicicletta è più bella della tua i miei campi sono più al sole dei tuoi le mie galline producono più uova delle tue tuo papà lavora al Turnin. i vostri boschi sono lontani. la nostra carretta è tutta rotta. ij so nà ër nostr. ër vostr ëncura ëd pü ˆ il vostro ancora di più r a nostra carëtta a r ’è tüta ruta. le vostre nocciole rendono ër nostre i sun ën po’ mej ˆ poco. ij nostri vëssin i nostri vicini ër vostre niz ˆ ˆore i j’han poca resa. il suo alla Bruzza tua mamma è andata alla Riva e la sua a Munot i tuoi filari sono potati.Pronomi possessivi I pronomi possessivi presentano le medesime forme degli aggettivi. ër nostr u r ’è citulin ˆ ˆ il nostro è piccolino vostra cascin-a a r ’è pin-a ˆ la vostra cascina è piena ëd fagn. ˆ ˆ il vostro carro è grosso. la nostra no ij vostri bosch i sun luntan. i nostri pomodori sono maturi. u to ˆ r a tùa ˆ ij to ër tùe ˆ ër so ˆ r a sùa ˆ ij so ër sùe ˆ traduzione il mio la mia i miei le mie il tuo la tua i tuoi le tue il suo la sua i suoi le sue traduzione il tuo cane abbaia più forte del mio la tua casa è nuova. ˆ ër vostre quàsi màrz ˆe i vostri quasi marci 64 esempio ër to can u baur a pi fort ˆ ˆ ch’ër me ˆ r a tùa cà a r ’è neuva. ˆ ˆ r a vostra a r ’è neuva ˆ ˆ la vostra è nuova ij nostri gigadur da balun i j’han i nostri giocatori di pallapugno vagnà tanci premi. ër sùe a Tur ˆ ballare a Feisoglio. pronome ër me ˆ r a mìa ˆ ij me ër mìe ˆ ër to. le nostre un po’ di più ër nostr crin u r ’è gràss. i suoi no ër tùe surele i sun ënda a balè ˆ le tue sorelle sono andate a a Faisseu.

ˆ u r ’è to. è suo corrispondono al piemontese u r ’è me. è tuo. Come già per gli aggettivi li dividiamo in termini che hanno valore di: pronome pronome e aggettivo pronome. r a sua nà ˆ ˆ ˆ ij teu biru i fan burdel tüta r a neucc. ˆ ër sùe sun máire ˆ traduzione il suo tetto è malandato. è il contesto che ci fa capire cos’è sottinteso. Valgano come esempio: cume stan-ne ij to? come stanno i tuoi (parenti)? baica ’d naint passè ’nt ër me attenzione a non passare nella mia (proprietà) ˆ ij sun da r a nostra ˆ sono dalla nostra (parte) ij sun da r a vostra ˆ sono dalla vostra (parte) tüci i disu r a sùa ˆ tutti esprimono la loro (opinione) a r a tùa! ˆ alla tua (salute)! a r a nostra! ˆ alla nostra (salute)! Le espressioni italiane è mio. u r ’è so: ˆ ˆ ës cher u r ’è me ˆ questo carro è mio ës paltò u r ’è so ˆ questo cappotto è suo sa machina a r ’è sùa ˆ quest’automobile è sua ës bucin u r ’è to ˆ questo vitello è tuo sa mustra a r ’è tùa ˆ questo orologio è tuo. ˆ ˆ ˆ ër so ëncura pez ˆ r a tùa bici a r ’è ruta. la loro no i tuoi tacchini fanno chiasso tutta la notte. aggettivo e avverbio Pronomi pronome traduzione caicadün qualcuno caicadün-a qualcuna caicadün-e qualcune esempio j’ho vistne caicadün a r ’ostu ˆ j’ho vistne caicadün-a a r a Niela ˆ i-j nun capita sempre caicadün-e 65 traduzione ne visto qualcuno all’osteria ne ho vista qualcuna a Niella ne capitano sempre qualcune . Pronomi indefiniti I pronomi indefiniti presentano le medesime forme degli aggettivi. le loro sono mature Il pronome possessivo si trova sovente con valore nominale.pronome ër so ˆ r a sùa ˆ ij seu ër sùe traduzione il loro la loro i loro le loro esempio ër so curm u r ’è màr ëndà. il loro peggio ancora la tua bici è rotta. ij seu nà ˆ ër tùe brigne i sun beuzre. la differenza consiste nel fatto che fanno le veci del nome. i loro no le tue prugne non sono ancora mature.

dë) quando si trovano davanti al pronome àtr (altro): gnente d’àtr (nient’altro). Pronome e aggettivo pronome àtr àtra àci àtre àtr (pronome neutro) certi certe traduzione altro altra altri altre altro certi certe esempio n’àtr ch’u fà ’r furbu! ˆ n’àtra ch’a pàrla! àci chi sgunfiu! àtre ch’i sun sbijisse fulitru ch’ët z ˆeuj naint àtr certi ij piju ciò për broche traduzione un altro che fa il furbo! un’altra che parla! altri che scocciano! altre che si sono spaventate sciocco che non sei altro certi prendono chiodini per chiodi certe ij piju ciò për broche certe prendono chiodini per chiodi 66 . ün us ciàma cosa fè (ci si chiede cosa fare). ciascuno ognidün fà cume ch’u veu più ij pü i sun stà ciütu l’una cule birate i custavu vint mila lire r ’ün-a ˆ uno ün a pr’ün una i-j piass ün-a dr a Ruà ˆ ün quando ün ha valore di pronome impersonale equivale all’italiano «si»: ün u dis (si dice). caicos caicos presenta due diminutivi: caicusin-a e caicusëtta (qualcosina. gnente a differenza dell’italiano gnente e caicos richiedono la preposizione d’ (’d. ün-a ün-a può avere il significato di «una cosa»: u j’ha cuntàmne ün-a ch’a stà nè ’n ciel e nè ’n tèra (me ne ha raccontata una che non sta né in cielo e né in terra).pronome caicos certidün chichissìa gnente menu naint ognidün pü r ’ün-a ˆ ün ün-a traduzione qualcosa certi esempio traduzione hai visto qualcosa di bello? certi ne fanno di tutti i colori qualunque persona parlasse avrebbe sempre ragione basta nulla a farlo spazientire se ne vedono sempre meno niente del tutto ciascuno fa come vuole i più non hanno parlato quelle bambole costavano venti mila lire l’una uno per uno gli piace una della Ruà j’ati vist caicos ëd bel? certidün i nun fan ët tüci ij culur qualsiasi (quachichissìa ch’u parlaissa lunque persona) u j’avrìa sempre rasun niente i basta ’n gnente a feru ëndè feura dij feuj meno is nun vugu sempre menu niente naint dër tüt ˆ ognuno. caicos d’àtr (qualcos’altro). qualcosetta).

pronome gnün gnün-a gnün gnün-e tüt tüta tücc. altrettanto sprecato tanto fumo fuori. tanti arrivavano dalla Niella delle susine. tante erano «armassin» . gnün-e a differenza dell’italiano si può usare il plurale gnün-e (nessune) in forme quali: dàme dër carote! E n’ho gnün-e (dammi delle carote! Non ne ho). aggettivo e avverbio pronome atertant atertanta atertanci atertante poch poca pochi poche tant tanta tanci tante traduzione altrettanto altrettanta altrettanti altrettante poco poca pochi poche tanto tanta tanti tante esempio tant mangià. atertant sgairà tanta fum feur a. nessuna per terra c’è tutto che cade l’ho mangiata tutta intera tutti vanno a scuola tutte vanno al cinema c’è voluto il tutto per arrivare àtr si ricordano le espressioni idiomatiche: àtr che (altro che) naint àtr (nient’altro) sanz’àtr (certamente) tüt àtr (tutt’altro) r ’àtrest ˆ (il resto). nessuna dall’altra pochi a nessuno due in aria. gnün-a. gnün. gnün. tüci tüte tüt (pronome neutro) traduzione esempio nessuno nessuna nessuni nessune tutto tutta tutti tutte tutto ën poch a prün u fà mà a gnün üna da z e gnün-a da r ’àtra ˆi ˆ pochi a gnün dùe a n’aria. gnün-e ’n tèra j’è tüt ch’u ribata j’ho mangiàr a tüta ëntreja ˆ tücc i van a scor a ˆ tüte i van ar cine ˆ j’ha ’ndamje ër tüt a rivè ˆ traduzione un po’ per uno fa male a nessuno una di qua. altrettanto in casa dieci dentro e altrettanti fuori sette dentro e altrettante fuori quanti ne hai visto? Ne ho visti poco quanto ne hai mangiata? Ne ho mangiata poca quanti ne hai? Ne ho pochi quante ne hai prese? Ne ho prese poche tanto a poco quanta allegria! Proprio tanta moltissimi vitelli. ˆ Pronome. tanci i ’nnivu da r a Niela ˆ dër brigne. tante j’eru ˆ armassin 67 traduzione tanto mangiato. atertanta ˆ ën cà des ëndrinta e atertanci feura ˆ sèt ëndrinta e atertante feura ˆ quant j’àti vistne? E j’ho vistne poch quanta j’àti mangiàne? E j’ho mangiàne poca quanci n’àti? E n’ho pochi quante j’àti piàne? E j’ho piàne poche tant a poch quanta alegrìa! Propi tanta na patela ëd bucin.

ˆ ˆ Il pronome -s si usa anche nelle forme passivanti come ad esempio: a n’Àr ba is vaindu tante trifur e (ad Alba si vendono molti tartufi) ˆ ˆ equivalente a: a n’Àr ba tante trifur e i sun vainduve (ad Alba molti tartufi sono venduti). tante. tant preceduto dall’articolo ën (un) nella forma ën tant. ˆ L’ -s impersonale si accompagna sovente con il pronome nun (ne): is nun pàrla suainz ˆ (se ne parla spesso). Pronome impersonale -s L’uso del pronome impersonale ün (uno) è. infatti nel primo caso il parlante può prendere parte all’azione. 68 . tanta. ün u gieuga ar balun a pugn (la domenica uno gioca a palla pugno) ˆ ˆ e viene normalmente usato -s: r a diminica is gieuga ar balun a pugn (la domenica si gioca a pallapugno). trapassato. come per l’italiano. mentre nella seconda ne è escluso. notiamo la differenza con l’espressione: i nun pàrlu suainz (ne ˆ parlano spesso). poche. ˆ r a bela a rˆ’è gigàsse a Curtmija (l’incontro finale è stato giocato a Cortemilia). tropi. (tante persone hanno la febbre) (troppi se ne fregano) (pochi hanno un bel modo di fare). ecc. trope pochi. troppa gente»: pochi i bugiu tanci j’han r a frev ˆ tropi is nun fregu pochi i j’ha ën bel deuit (poca gente si muove). tanci. ˆ ˆ Con i tempi composti (passato. tropi usati da soli hanno il valore di «poca. ha l’idea di una quantità imprecisata: ën tant ar metr ˆ (una somma di denaro al metro) ën tant ar mir ia ˆ ˆ (una somma di denaro ogni dieci chili) ën tant a prün (una somma di denaro a testa). molto limitato: r a diminica.pronome trop tropa tropi trope traduzione troppo troppa troppi troppe esempio ër trop u stravàca ˆ r a mnestra? U j’ha mangiàne ˆ tropa tropi i j’han dësmantià ër ˆ piemuntais trope i j’han dësmantià ër ˆ piemuntais traduzione il troppo è esagerato la minestra? Ne ha mangiata troppa troppi hanno dimenticato il piemontese troppi hanno dimenticato il piemontese pochi.) troviamo unicamente una struttura analoga a quella dei verbi riflessivi e non quella passivante: a Curtmija j’è gigàsse r a bela (a Cortemilia si è giocato l’incontro finale). tanci.

senza di loro sarebbe molto difficile distinguere se: canti (indicativo presente del verbo cantare) si riferisca a ti (tu) o a vujacc (voi) per cui avremo: ti ët canti (tu canti). femminile -la 1a persona plurale -ne 2a persona plurale -ne 3a persona plurale -ne persone forma verbale cosa e fàsne ëncheu? ëndùa vàti duman? Giacu u pàrtlu màrtes? cosa a fàla dop mesdì? cosa e fumne diminica? j’hai savune caicos? cosa i fan-ne staneucc? traduzione cosa faccio oggi? dove vai domani? Giacomo parte martedì? cosa fa nel pomeriggio? cosa facciamo domenica? avete saputo qualcosa? cosa fanno questa notte? Pronomi esclamativi pronome chi che cul cula cuj cule cosa traduzione chi che quello quella quelli quelle cosa esempio chi! che! cul là! cula là! cuj là! cule là! cosa i saintne ër me urije! ˆ traduzione chi! che! quello là! quella là! quelli là! quelle là! cosa sentono le mie orecchie! Pronomi verbali In piemontese. pronome chi che cosa cul cula cuj cule traduzione chi che cosa quale quale quali quali esempio ëd chi u r’èlu lulì? che turnavis dovti? cosa fàti? cul u r’èlu ër pi bun? ˆ cula a r ’èla r a pi bun-a? ˆ ˆ cuj i sun-ne i pi bun? cule i sun-ne ër pi bun-e? ˆ traduzione a chi appartiene quella cosa? che cacciavite adoperi? cosa fai? qual è il più gradevole? qual è la più gradevole? quali sono i più gradevoli? quali sono le più gradevoli? Le frasi interrogative richiedono anche l’aggiunta al verbo dei pronomi interrogativi come di seguito: pronome interrogativo -ne 1a persona singolare 2a persona singolare -ti 3a persona sing. maschile -lu 3a persona sing. 69 . Mentre in latino esistono consonanti e vocali finali proprie per ciascuna persona. nel piemontese queste sono cadute e pertanto si sono resi necessari i pronomi verbali. a differenza della lingua italiana. esistono i pronomi verbali che sono necessari per distinguere le diverse forme del verbo. vujàcc i canti (voi cantate).Pronomi interrogativi Il pronome interrogativo si usa nelle forme interrogative dirette ed indirette.

I pronomi verbali insieme a quelli personali formano gruppi pronominali e in dettaglio avremo: pronome personale traduzione mi io ti tu pronome verbale e ët t’ të u a e i i i i gruppo pronominale mi e ti ët. tuttavia viene omesso: se nella frase manca il verbo: ti ët mangi e chial no (tu mangi e lui no) se il verbo è all’infinito: mi ëndè ’nbelelì? (io andare proprio lì?). veduta da ponente 70 . Normalmente il pronome verbale deve sempre essere espresso. ti ’t davanti ai verbi che iniziano per consonante: ti ’t curi (tu corri) ti t’ per quelli in vocale ti t’ ëmbràzi (tu abbracci) ˆ ti të per quelli che iniziano per s ti të scàpi (tu scappi). Niella Belbo. ti ’t ti t’ ti të chial u chila a nujàcc e vujàcc i chiaj i chile i lur i forma verbale mi e cur ti ’t curi ti t’ëmbràzi ˆ ti të scàpi chial u cur chila a cur nujàcc e curuma vujàcc i curi chiaj i curu chile i curu lur i curu traduzione io corro tu corri tu abbracci tu scappi lui corre lei corre noi corriamo voi correte essi corrono esse corrono essi corrono chial chila nujàcc vujàcc chiaj chile lur egli ella noi voi essi esse loro La seconda persona singolare avrà diverse forme: ti ët.

aggettivo o predicato): ër fiù i sun bele (i fiori sono belli). tu scappi). ti t’ per quelli che iniziano in vocale e ti të per quelli che iniziano per s : ti ët curi. I verbi possono essere: predicativi ( indicano un azione) divisi a loro volta in: transitivi: Tumlin u cheuj ër cirese (Bartolomeo raccoglie le ciliege) ˆ intransitivi: Miclin u dreum sempe (Michele dorme sempre) transitivi-intransitivi: ra levr a cur ˆ (la lepre corre). chiaj e curu )essi corrono). Le forme del verbo sono: attiva (il soggetto compie l’azione): Giàcu u mangia ra mnestra ˆ (Giacomo mangia la minestra). ti t’ ëmbràzi. ti ’t ti t’ ti të chial u chila a nujàcc e vujàcc i chiaj i chile i lur i forma verbale mi e cur ti ’t curi ti t’ ëmbraz ˆi ti të scàpi chial u cur chila a cur nujàcc e curuma vujàcc i curi chiaj i curu chile i curu lur i curu traduzione io corro tu corri tu abbracci tu scappi lui corre lei corre noi corriamo voi correte essi corrono esse corrono loro corrono chial chila nujàcc vujàcc chiaj chile lur egli ella noi voi essi esse loro La seconda persona singolare avrà le forme ti ët.Verbo Il verbo è la parte variabile del discorso che indica azioni o condizioni considerate nel tempo. passiva (il soggetto subisce l’azione): ër gran u r’è mirinà për fè ra farin-a (il grano è macinato per ottenere la farina). ˆ ˆ ˆ ˆ riflessiva (l’azione resta sul soggetto che agisce): Pietrin us ëndreum prast (Pietrino si addormenta presto). tu abbracci. ˆ La terza persona plurale può anche avere la forma e. ˆ A differenza dell’italiano i verbi sono accompagnati da pronomi verbali (vedi) che insieme a quelli personali formano gruppi pronominali: pronome personale mi ti traduzione io tu pronome verbale e ët t’ të u a e i i i i gruppo pronominale mi e ti ët. ti të scàpi (tu corri. ti ’t davanti ai verbi che iniziano per consonante. copulativi (legano il soggetto ad un sostantivo. 71 .

ti ’t vesti chial us vest chila as vest nujàcc es vestuma vujàcc iv vesti chile is vestu io mi vesto tu ti vesti lui si veste lei si veste noi ci vestiamo voi vi vestite esse si vestono Queste particelle quando seguono il verbo diventano: pronome riflessivo forma verbale completa traduzione -me -te -(s)se -(s)se -ve -(s)se mi e sun baivüme ti ’t z baivüte ˆeuj chial u r’è baivüsse ˆ nujàcc e suma baivüsse vujàcc i sai baivüve chiaj i sun baivüsse io mi sono bevuto tu ti sei bevuto lui si è bevuto noi ci siamo bevuti voi vi siete bevuti essi si sono bevuti Può essere necessario inserire una vocale eufonica tra il pronome riflessivo e il verbo. antrè (entrare). dëspiàsi (dispiacere). custè (costare). chile. piàsi (piacere). lur. ribatè (cadere). ˆ Verbi ausiliari I verbi ausiliari sono usati per formare i tempi composti degli altri verbi e sono: esci (essere) avaj (avere). venire). – dei verbi in forma riflessiva: Vigiu u r ’e auzasse dau lecc (Luigi si è alzato dal letto) ˆ ˆ – dei verbi in forma passiva: ër brigne i sun stà chice dar papà (le susine sono state raccolte dal papà). ˆ ˆ – di molti verbi intransitivi tra cui: ëndè (andare). ti ’t chial us chila as nujàcc es vujàcc iv chiaj.Nella forma riflessiva vengono impiegati i pronomi riflessivi i quali si aggiungono ai pronomi verbali. valga come esempio: ra rista as ë s-cianca (la canapa filata si strappa). veni (venire). nasci (nascere). partì (partire). scapè (scappare). restè (restare). 72 . sorti (uscire). dirè (durare). meuiri o mirì (morire). per cui avremo: pronome riflessivo pronome verbale e riflessivo forma verbale completa traduzione -m -t -s -s -v -s mi em ti ët. rivè (arrivare). bastè (bastare). luracc is mi em vest ti ët vesti. esci (essere) Esci (essere) si usa per formare i tempi composti: – del verbo esci (essere) e del verbo stè (stare): e sun stà mi (sono stato io). ënnì (diventare.

Talvolta vengono usate anche le forme: i-j pieuv. chërsi ˆ (crescere). sautè (saltare). è caduto per terra) u j’ha vurà ra scara ˆ ˆ ˆ (ha “volato” la scala. scapè (scappare). ˆ Verbi impersonali Nei modi finiti. curi (correre). ˆ Si usa esci (essere) solo per il senso figurato: cun r ’ardità ëd so bàrba ij sod i sun piuvuje a col (con l’eredità dello zio i soldi gli sono ˆ piovuti addosso). presentano un doppio ausiliare.avaj (avere) Avaj (avere) si usa per formare i tempi composti di: – tutti i verbi transitivi in forma attiva: Luisin u j’ha scricc na lètera a so murusa (Luigino ha scritto una lettera alla sua fidanzata) – alcuni verbi intransitivi: i j’han drimì propi poch (hanno dormito poco). finì (finire). aumaintè (aumentare). avaj (avere) se hanno un complemento oggetto e esci (essere) quando sono intransitivi. Tra i verbi che presentano questa proprietà possiamo ricordare: abituè (abituare). cuminzè (cominciare). A differenza dell’italiano i verbi che indicano fenomeni atmosferici sono retti dall’ausiliare avaj (avere): i j’ha piuvüje tüta ra neucc (è piovuto tutta la notte). antrè (entrare). vurè (volare). i-j fioca (piove. 73 . passè (passare). cunveni (convenire). Verbi con doppio ausiliare Alcuni verbi che possono essere usati sia con valore transitivo che intransitivo. è volato giù dalle scale). carè (scendere). ˆ muntè (salire). i verbi impersonali si usano di solito nella terza persona singolare e sono preceduti dal pronome verbale di terza persona u: u pieuv (piove) u fioca (nevica) u slavàza ˆ (piove a dirotto) u vanta dì (bisogna dire) u càpita (succede). nevica). non ha fatto pranzo) u r ’è vurà ’n tèra ˆ ˆ (è “volato” per terra. u r’è muntà ën sij cup ˆ (è salito sul tetto) u j’ha muntà ë scare ’d cursa (salì le scale di corsa) ˆ u r’è sautà n’ària ˆ (è saltato in aria) u j’ha sautà disnè (ha saltato pranzo.

Per quanto riguarda l’imperativo. Forme interrogative Le forme interrogative si rendono nel discorso parlato cambiando l’intonazione della voce e nello scritto aggiungendo il punto interrogativo. tuchè (toccare). Miliu. smijè (sembrare) e si formano con l’ausiliare esci (essere): ëncheu u r’è tucàme a mi (oggi è toccato a me). A differenza dell’italiano la seconda persona dell’imperativo non corrisponde all’infinito: parla pà! (non parlare!) fà naint ër fol! ˆ (non fare lo scemo!).I verbi impersonali più comuni che non indicano fenomeni atmosferici sono: capitè (capitare). pà: birbun cuàta pà lulì! (birbone non coprirlo!). A differenza della lingua italiana l’avverbio negativo segue il verbo: naint: li chial u gieuga naint a trai sèt (quello non gioca a tre sette). ˆ Verbi servili o modali I verbi servili duvaj (dovere). le forme negative sono identiche a quelle affermative salvo l’aggiunta delle particelle naint (non) e pà (non). pudaj (potere). Forme negative Le forme verbali si rendono negative facendole seguire dagli avverbi negativi: naint (non) e pà (non). ënnì (diventare. Le frasi interrogative richiedono anche l’aggiunta al verbo dei pronomi interrogativi: pronome interrogativo -ne 1a persona singolare 2a persona singolare -ti 3a persona sing. e j’ho vussü ëndè a Tur (ho voluto andare a Torre Bormida) e j’ho puduje fè gnente (non ho potuto farci niente). femminile -la 1a persona plurale -ne 2a persona plurale -ne 3a persona plurale -ne persone forma verbale cosa e fasne ëncheu? cosa fàti ëncheu? cosa u fàlu ëncheu? cosa a fàla ëncheu? cosa e fumne ëncheu? j’hai savune caicos? cosa i fan-ne ëncheu? 74 traduzione cosa faccio oggi? cosa fai oggi? cosa fa oggi? cosa fa oggi? cosa facciamo oggi? avete saputo qualcosa? cosa fanno oggi ? . venire). và pi naint ëmbelelà! (Emilio. maschile -lu 3a persona sing. non andare più là!). vuraj (volere) sono sempre coniugati con l’ausiliare avaj (avere): e j’ho duvü curi për gnente (ho dovuto correre per niente).

avremo dunque: infinito tema painsè catè chërzi curi finì capì painscatchërzcurfincap- L’infinito della seconda coniugazione si può trovare anche con la desinenza -e. Fanno parte della seconda coniugazione anche i verbi: verbo traduzione avaj pudaj duvaj savaj vuraj avere potere dovere sapere volere Modi Finiti: indicativo. puzè (spingere). – i per la seconda coniugazione – ì per la terza coniugazione.Coniugazioni. condizionale. congiuntivo. Per ottenere il tema dei verbi regolari occorre togliere la desinenza dell’infinito e cioè: – è per la prima coniugazione. participio. gerundio. modi e tempi dei verbi Coniugazioni I verbi si dividono in tre coniugazioni: 1a coniugazione in cui l’infinito esce in -è: gighè (giocare). Ogni verbo è composto da due parti: il tema e la desinenza. ˆ 2a coniugazione in cui l’infinito esce in -i atona (senza l’accento): chërzi (credere). capì (capire). Indefiniti: infinito. curi (correre). cure (correre). 75 . 3a coniugazione in cui l’infinito esce in -ì tonica (con l’accento): finì (finire). imperativo.

Coniugazione dei verbi ausiliari ESSERE ed AVERE Esci (essere) Indicativo presente mi e sun ti ’t z (seui. sej) ˆeui chial u r’è ˆ chila a r’è ˆ nujàcc e suma vujàcc i sai chiaj i sun imperfetto mi e j’era ti ’t j’eri chial u r’era ˆ chila a r’era ˆ nujàcc e j’eru (j’emu) vujàcc i j’eri chiaj i j’eru futuro mi e sareu ti ’t sarai chial u sarà chila a sarà nujàcc e saruma vujàcc i sarai chiaj i saran traduzione io sono tu sei lui è lei è noi siamo voi siete essi sono traduzione io ero tu eri lui era lei era noi eravamo voi eravate essi erano traduzione io sarò tu sarai lui sarà lei sarà noi saremo voi sarete essi saranno passato prossimo mi e sun stà ti ’t z stà ˆeui chial u r’è stà ˆ chila a r’è stà ˆ nujàcc e suma stà vujàcc i sai stà chiaj i sun stà trapassato prossimo mi e j’era stà ti ’t j’eri stà chial u j’era stà chila a j’era stà nujàcc e j’eru stà vujàcc i j’eri sta chiaj i j’eru stà futuro anteriore mi e sareu stà ti ’t sarai stà chial u sarà stà chila a sarà stà nujàcc e saruma stà vujàcc i sarai stà chiaj i saran stà traduzione io sono stato tu sei stato lui è stato lei è stata noi siamo stati voi siete stati essi sono stati traduzione io ero stato tu eri stato lui era stato lei era stata noi eravamo stati voi eravate stati essi erano stati traduzione io sarò stato tu sarai stato lui sarà stato lei sarà stata noi saremo stati voi sarete stati essi saranno stati Condizionale presente mi e sarìa ti ’t sarìi chial u sarìa chila a sarìa nujàcc e sarìu vujàcc i sarìi chiaj i sarìu traduzione io sarei tu saresti lui sarebbe lei sarebbe noi saremmo voi sareste essi sarebbero passato mi e sarìa stà ti ’t sarìi stà chial u sarìa stà chila a sarìa stà nujàcc e sarìu stà vujàcc i sarìi stà chiaj i sarìu stà traduzione io sarei stato tu saresti stato lui sarebbe stato lei sarebbe stata noi saremmo stati voi sareste stati essi sarebbero stati 76 .

Imperativo ----sìi ch’u sìa ch’a sìa suma sìi ch’i sìu traduzione ----sii che lui sia che lei sia siamo siate siano Congiuntivo presente che mi e sìa che ti ’t sìi che chial u sìa che chila a sìa che nujàcc e sìu che vujàcc i sìi che chiaj i sìu imperfetto che mi e fissa (fussa) che ti ’t fissi (fussi) che chial u fissa (fussa) che chila a fissa (fussa) che nujàcc e fissu (fussu) che vujàcc i fissi (fussi) che chiaj i fissu (fussu) traduzione che io sia che tu sia che lui sia che lei sia che noi siamo che voi siate che essi siano traduzione che io fossi che tu fossi che lui fosse che lei fosse che noi fossimo che voi foste che essi fossero passato che mi e sìa stà che ti ’t sìi stà che chial u sìa stà che chila a sìa stà che nujàcc e sìu stà che vujàcc i sìi stà che chiaj i sìu stà traduzione che io sia stato che tu sia stato che lui sia stato che lei sia stata che noi siamo stati che voi siate stati che essi siano stati traduzione che io fossi stato che tu fossi stato che lui fosse stato che lei fosse stata che noi fossimo stati che voi foste stati che essi fossero stati trapassato che mi e fissa (fussa) stà che ti ’t fissi (fussa) stà che chial u fissa (fussa) stà che chila a fissa (fussa) stà che nujàcc e fissu (fussa) stà che vujàcc i fissi (fussa) stà che chiaj i fissu (fussa) stà Infinito infinito presente e passato esci esci stà traduzione essere essere stato Gerundio gerundio semplice e composto escinda escinda stà traduzione essendo essendo stato Participio participio stà 77 traduzione stato .

Avaj (avere) Indicativo presente mi e j’heu ti ’t j’hai (j’ha) chial u j’ha chila a j’ha nujàcc e j’uma vujàcc i j’hai chiaj i j’han imperfetto mi e j’àva ti ’t j’àvi chial u j’àva chila a j’àva nujàcc e j’àvu (j’amu) vujàcc i j’àvi chiaj i j’àvu futuro mi e j’avreu ti ’t j’avrai chial u j’avrà chila a j’avrà nujàcc e j’avruma vujàcc i j’avrai chiaj i j’avran traduzione io ho tu hai lui ha lei ha noi abbiamo voi avete essi hanno traduzione io avevo tu avevi lui aveva lei aveva noi avevamo voi avevate essi avevano traduzione io avrò tu avrai lui avrà lei avrà noi avremo voi avrete essi avranno passato prossimo mi e j’ho avü ti ’t j’hai avü chial u j’ha avü chila a j’ha avü nujàcc e j’uma avü vujàcc i j’hai avü chiaj i j’han avü trapassato prossimo mi e j’àva avü ti ’t j’àvi avü chial u j’àva avü chila a j’àva avü nujàcc e j’àvu avü vujàcc i j’àvi avü chiaj i j’àvu avü futuro anteriore mi e j’avreu avü ti ’t j’avrai avü chial u j’avrà avü chila a j’avrà avü nujàcc e j’avruma avü vujàcc i j’avrai avü chiaj i j’avran avü traduzione io ho avuto tu hai avuto lui ha avuto lei ha avuto noi abbiamo avuto voi avete avuto essi hanno avuto traduzione io avevo avuto tu avevi avuto lui aveva avuto lei aveva avuto noi avevamo avuto voi avevate avuto essi avevano avuto traduzione io avrò avuto tu avrai avuto lui avrà avuto lei aveva avuto noi avremo avuto voi avrete avuto essi avranno avuto Condizionale presente mi e j’avrìa ti ’t j’avrìi chial u j’avrìa chila a j’avrìa nujàcc e j’avrìu vujàcc i j’avrìi chiaj i j’avrìu traduzione io avrei tu avresti lui avrebbe lei avrebbe noi avremmo voi avreste essi avrebbero passato mi e j’avrìa avü ti ’t j’avrìi avü chial u j’avrìa avü chila a j’avrìa avü nujàcc e j’avrìu avü vujàcc i j’avrìi avü chiaj i j’avrìu avü traduzione io avrei avuto tu avresti avuto lui avrebbe avuto lei avrebbe avuto noi avremmo avuto voi avreste avuto essi avrebbero avuto 78 .

j’aismu) che vujàcc i j’avaissi che chiaj i j’avaissu trapassato che mi e j’avaissa avü che ti ët j’avaissi avü che chial u j’avaissa avü che chila a j’avaissa avü che nujàcc e j’avaissu avü che vujàcc i j’avaissi avü che chiaj i j’avaissu avü traduzione che io avessi che tu avessi che lui avesse che lei avesse che noi avessimo che voi aveste che essi avessero traduzione che io avessi avuto che tu avessi avuto che lui avesse avuto che lei avesse avuto che noi avessimo avuto che voi aveste avuto che essi avessero avuto passato che mi e j’àba avü che ti ët j’àbi avü che chial u j’àba avü che chila a j’àba avü che nujàcc e j’àbu avü che vujàcc i j’àbu avü che chiaj i j’àbu avü traduzione che io abbia avuto che tu abbia avuto che lui abbia avuto che lei abbia avuto che noi abbiamo avuto che voi abbiate avuto che essi abbiano avuto Infinito presente e passato avaj avaj avü traduzione avere avere avuto Gerundio semplice e composto avanda avanda avü traduzione avendo avendo avuto Participio participio avü 79 traduzione avuto .Imperativo ----ha ch’u j’àba ch’a j’àba avuma / j’uma àbi ch’i j’àbu traduzione ----abbi abbia abbia abbiamo abbiate abbiano Congiuntivo presente che mi e j’àba che ti ’t j’àbi che chial u j’àba che chila a j’àba che nujàcc e j’àbu che vujàcc i j’àbi che chiaj i j’àbu traduzione che io abbia che tu abbia che lui abbia che lei abbia che noi abbiamo che voi abbiate che essi abbiano imperfetto che mi e j’avaissa che ti ’t j’avaissi che chial u j’avaissa che chila a j’avaissa che nujàcc e j’avaissu (j’avaismu.

futuro anteriore. passato remoto. Presente Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. composti: passato prossimo. tema: cur-. italiano: correre persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale è formata dal semplice tema verbale -i è formata dal semplice tema verbale -uma -i -u mi e cur ti ’t curi chial u cur chila a cur nujàcc e curuma vujàcc i curi chiaj i curu io corro tu corri lui corre lei corre noi corriamo voi correte essi corrono Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. imperfetto. Il passato remoto (esempio in italiano: io mangiai) e il trapassato remoto (esempio in italiano: io ebbi mangiato) sono scomparsi dalla lingua piemontese parlata. futuro. tema: fin-. italiano: finire Nota: eccetto la prima persona plurale tutte le altre forme del presente indicativo aggiungono la radice -iss tra il tema e le desinenze.Indicativo L’indicativo presenta tempi: semplici: presente. italiano: cantare persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale è formata dal semplice tema verbale -i -a -uma -i -u mi e cant ti ’t canti chial u canta chila a canta nujàcc e cantuma vujàcc i canti chiaj i cantu io canto tu canti lui canta lei canta noi cantiamo voi cantate essi cantano Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi. trapassato prossimo. tema: cant-. 80 . trapassato remoto. sin dal Settecento.

Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi. italiano: correre persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -iva -ivi -iva -ivu -ivi -ivu mi e curiva ti ’t curivi chial u curiva chila a curiva nujàcc e curivu vujàcc i curivi chiaj i curivu io correvo tu correvi lui correva lei correva noi correvamo voi corrivate essi correvano Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. italiano: finire persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare -iva -ivi -iva 81 mi e finiva ti ’t finivi chial u finiva chila a finiva io finivo tu finivi lui finiva lei finiva . tema: fin-. tema: cant-. italiano: cantare persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -àva -àvi -àva -àvu -àvi -àvu mi e cantàva ti ’t cantàvi chial u cantàva chila a cantàva nujàcc e cantàvu vujàcc i cantàvi chiaj i cantàvu io cantavo tu cantavi lui cantava lei cantava noi cantavamo voi cantavate essi cantavano Per la 1ª persona plurale viene usata anche la desinenza -àmu come nell’esempio: fàmu (facevamo). tema: cur-.persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale è formata dal semplice tema verbale + -iss -issi è formata dal semplice tema verbale + -iss -iuma -issi -issu mi e finiss ti ’t finissi chial u finiss chila a finiss nujàcc e finiuma vujàcc i finissi chiaj i finissu io finisco tu finisci lui finisce lei finisce noi finiamo voi finite essi finiscono Imperfetto Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè.

ˆ duman ënduma a scora ˆ (domani andremo a scuola). italiano: finire persona 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale desinenza -ireu -irai -irà -iruma -irai -iran 82 forma verbale mi e finireu ti ’t finirai chial u finirà chila a finirà nujàcc e finiruma vujàcc i finirai chiaj i finiran traduzione io finirò tu finirai lui finirà lei finirà noi finiremo voi finirete essi finiranno .persona 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale desinenza -ivu -ivi -ivu forma verbale nujàcc e finivu vujàcc i finivi chiaj i finivu traduzione noi finivamo voi finivate essi finivano Futuro Normalmente. anziché il futuro si usa un avverbio di tempo e l’indicativo presente: diminica e mangiuma da ra nona (domenica mangeremo dalla nonna). Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. tema: cur-. italiano: correre persona 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale desinenza -reu -rai -rà -ruma -rai -ran forma verbale mi e curreu ti ’t currai chial u currà chila a currà nujàcc e curruma vujàcc i currai chiaj i curran traduzione io correrò tu correrai lui correrà lei correrà noi correremo voi correrete essi correranno Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. tema: cant-. tema: fin-. a differenza dell’italiano. italiano: cantare persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -reu -rai -rà -ruma -rai -ran mi e cantreu ti ’t cantrai chial u cantrà chila a cantrà nujàcc e cantruma vujàcc i cantrai chiaj i cantran io canterò tu canterai lui canterà lei canterà noi canteremo voi canterete essi canteranno Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi.

italiano: finire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e j’ho finì ti ’t j’hai finì chial u j’ha finì chila a j’ha finì nujàcc e j’uma finì vujàcc i j’hai finì chiaj i j’han finì io ho finito tu hai finito lui ha finito lei ha finito noi abbiamo finito voi avete finito essi hanno finito 83 .essere) insieme al participio passato del verbo in questione (ad esempio: cantà . tema: part-. tema: cant-.cantato. Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. italiano: cantare persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e j’ho cantà ti ’t j’hai cantà chial u j’ha cantà chila a j’ha canta nujàcc e j’uma cantà vujàcc i j’hai cantà chiaj i j’han cantà io ho cantato tu hai cantato lui ha cantato lei ha cantato noi abbiamo cantato voi avete cantato essi hanno cantato Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: parti.avere e esci .partito. partì . italiano: partire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e sun partì ti ’t z ˆeuj partì chial u r partì ˆ’è chila a r partija ˆ’è nujàcc e suma partì vujàcc i sai partì chiaj i sun partì io sono partito tu sei partito lui è partito lei è partita noi siamo partiti voi siete partiti essi sono partiti Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì.finito). finì .Passato prossimo Il passato prossimo si forma con il presente indicativo del verbo ausiliare (avaj .tema: fin-.

Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. tema: fin-. italiano: partire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e j’era partì ti ’t j’eri partì chial u r ˆ’era partì chila a r ˆ’era partija nujàcc e j’eru partì vujàcc i j’eri partì chiaj i j’eru partì io ero partito tu eri partito lui era partito lei era partita noi eravamo partiti voi eravate partiti essi erano partiti Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì.partito.avere e esci . italiano: finire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e j’àva finì ti t j’àvi finì chial u j’àva finì chila a j’àva finì nujàcc e j’àvu finì vujàcc i j’àvi finì chiaj i j’àvu finì io avevo finito tu avevi finito lui aveva finito lei aveva finito noi avevamo finito voi avevate finito essi avevano finito 84 . finì . italiano: cantare persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e j’àva cantà ti ’t j’àvi cantà chial u j’àva cantà chila a j’àva canta nujàcc e j’àvu cantà vujàcc i j’àvi cantà chiaj i j’àvu cantà io avevo cantato tu avevi cantato lui aveva cantato lei aveva cantato noi avevamo cantato voi avevate cantato essi avevano cantato Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: parti. tema: cant-.finito).Trapassato prossimo Il trapassato prossimo si forma premettendo l’imperfetto dell’ausiliare (avaj .essere) al participio passao del verbo in questione (ad esempio: cantà .cantato. tema: part-. partì .

avere e esci . italiano: cantare persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e j’avreu cantà ti ’t j’avrai cantà chial u j’avrà cantà chila a j’avrà canta nujàcc e j’avruma cantà vujàcc i j’avrai cantà chiaj i j’avran cantà io avrò cantato tu avrai cantato lui avrà cantato lei avrà cantato noi avremo cantato voi avrete cantato essi avranno cantato Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: parti. Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè.Futuro anteriore Il futuro anteriore si forma premettendo il futuro del verbo ausiliare (avaj .finito). tema: cant-.cantato. finì .essere) al participio passato del verbo in questione (ad esempio: cantà .partito. italiano: finire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e j’avreu finì ti ’t j’avrai finì chial u j’avrà finì chila a j’avrà finì nujàcc e j’avruma finì vujàcc i j’avrai finì chiaj i j’avran finì io avrò finito tu avrai finito lui avrà finito lei avrà finito noi avremo finito voi avrete finito essi avranno finito 85 . italiano: partire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e sareu partì ti ’t sarai partì chial u sarà partì chila a sarà partija nujàcc e saruma partì vujàcc i sarai partì chiaj i saran partì io ero partito tu eri partito lui era partito lei era partita noi eravamo partiti voi eravate partiti essi erano partiti Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. partì . tema: fin-. tema: part-.

tema: cant-. tema: cant-. tema: fin-. passato Presente Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. italiano: finire persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -rìa (-irìa) -rìi (-irìi) -rìa (-irìa) -irìu (-irìu) -rìi (-rìi) -rìu (-irìu) mi e finrìa (finirìa) ti ’t finrìi (finirìi) chial u finrìa (finirìa) chila a finrìa (finirìa) nujàcc e finrìu (finirìu) vujàcc i finrìi (finirìi) chiaj i finrìu (finirìu) io finirei tu finiresti lui finirebbe lei finirebbe noi finiremmo voi finireste essi finirebbero Passato Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè.Condizionale Il condizionale ha due tempi: presente. italiano: cantare persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare mi e j’avrìa cantà ti ’t j’avrìi cantà 86 io avrei cantato tu avresti cantato . italiano: cantare persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -rìa -rìi -rìa -rìu -rìi -rìu mi e cantrìa ti ’t cantrìi chial u cantrìa chila a cantrìa nujàcc e cantrìu vujàcc i cantrìi chiaj i cantrìu io canterei tu canteresti lui canterebbe lei canterebbe noi canteremmo voi cantereste essi canterebbero Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi. tema: cur-. italiano: correre persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -rìa -rìi -rìa -rìu -rìi -rìu mi e currìa ti ’t currìi chial u currìa chila a currìa nujàcc e currìu vujàcc i currìi chiaj i currìu io correrei tu correresti lui correrebbe lei correrebbe noi correremmo voi correreste essi correrebbero Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì.

tema: fin-. italiano: finire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e j’avrìa finì ti ’t j’avrìi finì chial u j’avrìa finì chila a j’avrìa finì nujàcc e j’avrìu finì vujàcc i j’avrìi finì chiaj i j’avrìu finì io avrei finito tu avresti finito lui avrebbe finito lei avrebbe finito noi avremmo finito voi avreste finito essi avrebbero finito Niella Belbo. tema: part-. veduta da levante 87 .3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale chial u j’avrìa cantà chila a j’avrìa canta nujàcc e j’avrìu cantà vujàcc i j’avrìi cantà chiaj i j’avrìu cantà lui avrebbe cantato lei avrebbe cantato noi avremmo cantato voi avreste cantato essi avrebbero cantato Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: parti. italiano: partire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e sarìa partì ti ’t sarìi partì chial u sarìa partì chila a sarìa partija nujàcc e sarìu partì vujàcc i sarìi partì chiaj i sarìu partì io sarei partito tu saresti partito lui sarebbe partito lei sarebbe partita noi saremmo partiti voi sareste partiti essi sarebbero partiti Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì.

italiano: cantare persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare ----cantr ˆu ch’u r canta ˆu ch’a r canta ˆu 88 ----cantalo che lo canti che lo canti . tema: cur-. tema: cant-. tema: cap. italiano: correre 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale persona ----è formata dal semplice tema verbale -a -uma -i -u desinenza ----cur ch’u cura ch’a cura curuma curi ch’i curu forma verbale ----corri che corra che corra corriamo correte che corrano traduzione Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: capì.Imperativo Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. italiano: capire 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -----iss -issa -iuma -ì -issu ----capiss ch’u capissa ch’a capissa capiuma capì ch’i capissu ----finite che finisca che finisca finiamo finite che finiscano Come in italiano i pronomi personali seguono il verbo all’imperativo: gavr (toglilo). tachr (appendilo). italiano: cantare persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale persona -----a -a -uma -é -u desinenza ----canta ch’u canta ch’a canta cantuma canté ch’i cantu forma verbale ----canta che canti che canti cantiamo cantate che cantino traduzione Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi. esempi: ˆu ˆu Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. tema: cant-.

pensami La prima persona plurale perde la -a: verbo forma verbale traduzione baivi (bere) baivuma .baivumr ˆa beviamo .muovilo .pàinsme pensa . tema: cur-. italiano: capire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale ----capissme ch’um capissa ch’am capissa capiumje capime ch’im capissu ----capiscimi che mi capisca che mi capisca capiamoli capitemi che mi capiscano Variazioni ortografiche davanti ai pronomi personali La seconda persona singolare dei verbi della prima coniugazione perde la desinenza -a: verbo forma verbale traduzione painsè (pensare) painsa . italiano: correre persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale ----curje ch’u-j cura ch’a-j cura curumje curije ch’i-j curu ----corrigli che lui corra che lei corra corriamogli corretegli che gli corrano Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: capì. -gè perdono la desinenza della seconda persona e raddoppiano la consonante finale: verbo forma verbale traduzione bucè (bocciare) bugè (muovere) bocia .1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale cantumr ˆu canter ˆu ch’i r cantu ˆu cantiamolo cantatelo che lo cantino Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi.bocc-r ˆu bugia .boccialo muovi .beviamola I verbi terminanti in -cè.bugg-r ˆu 89 boccia . tema: cap-.

tema: fin-. tema: cant-. italiano: correre persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -a -i -a -u -i -u che mi e cura che ti ’t curi che chial u cura che chila a cura che nujàcc e curu che vujàcc i curi che chiaj i curu che io corra che tu corra che lui corra che lei corra che noi corriamo che voi corriate che essi corrano Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. composti: passato e trapassato Presente Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. tema: cur-. italiano: finire persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale Imperfetto -ssa -ssi -ssa -ssu -ssi -ssu che mi e finissa che ti ’t finissi che chial u finissa che chila a finissa che nujàcc e finissu che vujàcc i finissi che chiaj i finissu che io finisca che tu finisca che lui finisca che lei finisca che noi finiamo che voi finiate che essi finiscano Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè tema: cant-.Congiuntivo Il condizionale presenta tempi: semplici: presente e imperfetto. italiano: cantare persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare -aissa -aissi che mi e cantaissa che ti ’t cantaissi 90 che io cantassi che tu cantassi . italiano: cantare persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -a -i -a -u -i -u che mi e canta che ti ’t canti che chial u canta che chila a canta che nujàcc e cantu che vujàcc i canti che chiaj i cantu che io canti che tu canti che lui canti che lei canti che noi cantiamo che voi cantiate che essi cantino Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi.

tema: fin-. tema: cur-. italiano: cantare persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale che mi e j’àba cantà che ti ’t j’àbi cantà che chial u j’àba cantà che chila a j’àba canta che nujàcc e j’àbu cantà che vujàcc i j’àbi cantà che chiaj i j’àbu cantà 91 che io abbia cantato che tu abbia cantato che lui abbia cantato che lei abbia cantato che noi abbiamo cantato che voi abbiate cantato che essi abbiano cantato . Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi. Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè.3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -aissa -aissu -aissi -aissu che chial u cantaissa che chila a cantaissa che nujàcc e cantaissu che vujàcc i cantaissi che chiaj i cantaissu che lui cantasse che lui cantasse che noi cantassimo che voi cantaste che essi cantassero Per la 1ª persona plurale viene usata anche la desinenza -asmu come ad esempio in: fasmu (facessimo). italiano: finire persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -ssa -ssi -ssa -ssu -ssi -ssu che mi e finissa che ti ’t finissi che chial u finissa che chila a finissa che nujàcc e finissu che vujàcc i finissi che chiaj i finissu che io finissi che tu finissi che lui finisse che lei finisse che noi finissimo che voi finiste che essi finissero Passato Il congiuntivo passato si forma con il congiuntivo presente dell’ausiliare e il participio passato del verbo in questione. italiano: correre persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -issa -issi -issa -issu -issi -issu che mi e curissa che ti ’t curissi che chial u curissa che chila a curissa che nujàcc e curissu che vujàcc i curissi che chiaj i curissu che io corressi che tu corressi che lui corresse che lei corresse che noi corressimo che voi correste che essi corressero Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. tema: cant-.

tema: part-.Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: pàrti. italiano: partire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare se mi e fissa partì se ti ’t fissi partì se chial u fissa partì se chila a fissa partija 92 se io fossi partito se tu fossi partito se lui fosse partito se lei fosse partita . italiano: partire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale che mi e sìa partì che ti ’t sìi partì che chial u sìa partì che chila a sìa partija che nujàcc e sìu partì che vujàcc i sìi partì che chiaj i sìu partì che io sia partito che tu sia partito che lui sia partito che lei sia partita che noi siamo partiti che voi siate partiti che essi siano partiti Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. tema: part-. italiano: finire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale che mi e j’àba finì che ti ’t j’àbi finì che chial u j’àba finì che chila a j’àba finì che nujàcc e j’àbu finì che vujàcc i j’àbi finì che chiaj i j’àbu finì che io abbia finito che tu abbia finito che lui abbia finito che lei abbia finito che noi abbiamo finito che voi abbiate finito che essi abbiano finito Trapassato Il congiuntivo passato si forma con il congiuntivo imperfetto dell’ausiliare e il participio passato del verbo in questione. tema: cant-. Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. italiano: cantare persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale se mi e j’avaissa cantà se ti ’t j’avaissi cantà se chial u j’avaissa cantà se chila a j’avaissa canta se nujàcc e j’avaissu cantà se vujàcc i j’avaissi cantà se chiaj i j’avaissu cantà se io avessi cantato se tu avessi cantato se lui avesse cantato se lei avesse cantato se noi avessimo cantato se voi aveste cantato se essi avessero cantato Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: parti. tema: fin-.

tema: cant-. tema: cur-. tema: cant-.1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale se nujàcc e fissu partì se vujàcc i fissi partì se chiaj i fissu partì se noi fossimo partiti se voi foste partiti se essi fossero partiti Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. italiano: cantare desinenza traduzione avaj cantà aver cantato 93 . italiano: finire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale se mi e j’avaissa finì se ti ’t j’avaissi finì se chial u j’avaissa finì se chila a j’avaissa finì se nujàcc e j’avaissu finì se vujàcc i j’avaissi finì se chiaj i j’avaissu finì se io avessi finito se tu avessi finito se lui avesse finito se lei avesse finito se noi avessimo finito se voi aveste finito se essi avessero finito Infinito L’infinito ha due tempi: presente e passato Presente Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. italiano: correre -i desinenza curi forma verbale correre traduzione Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. italiano: cantare desinenza forma verbale traduzione -è desinenza cantè forma verbale cantare traduzione Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi. italiano: finire -ì finì finire Passato L’infinito passato si forma premettendo l’infinito dell’ausiliare al participio passato del verbo in questione. Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. tema: fin-. tema: fin-.

Ricordiamo qui la forma: «esci ën mentre che »: e sun ën mentre che mangg (sto mangiando). tema: cant-. italiano: cantare desinenza forma verbale traduzione -anda cantanda cantando Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi. tema: cur-. tema: part-. «stare per» si possono rendere con: esci ën camin: e sun ën camin (a) andè a scora ˆ (sto per andare a scuola) i sun ën camin a gighè ar balun ˆ (stanno per giocare a pallone) e suma ën camin a mangè (stiamo per mangiare). tema: fin-. italiano: finire desinenza traduzione avaj finì aver finito Gerundio Il gerundio ha due forme: semplice e composto Semplice Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. 94 . La forme italiane «essere sul punto di».Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: parti. tema: fin-. italiano: partire desinenza traduzione esci partì essere partito Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. italiano: correre desinenza forma verbale traduzione -inda curinda correndo Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. italiano: finire desinenza forma verbale traduzione -inda fininda finendo Il gerundio semplice posposto ai verbi ëndè (andare) e stè (stare) viene a descrivere un’azione in progressione: mi e stàgh giganda italiano: io sto giocando francese: je suis en train de jouer chila a va migliuranda italiano: lei va migliorando inglese: she is going to feel better.

italiano: cantare forma verbale traduzione avanda cantà forma verbale avendo cantato traduzione Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: parti. tema: cant-. tema: cant-. italiano: correre -aint desinenza curaint forma verbale corrente traduzione Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. italiano: partire escinda partì forma verbale essendo partito traduzione Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. tema: cur-. italiano: cantare desinenza forma verbale traduzione -à desinenza cantà forma verbale cantato traduzione Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi. italiano: cantare desinenza forma verbale traduzione -ant desinenza cantant forma verbale cantante traduzione Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi.Composto Il gerundio composto si forma premettendo il gerundio dell’ausiliare al participio passato del verbo in questione. Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. tema: cur-. italiano: finire -aint finaint finente Passato Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. tema: fin-. tema: cant-. tema: part-. tema: fin-. italiano: finire avanda finì avendo finito Participio Il participio ha due forme: presente e passato Presente Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. italiano: correre -ü curü 95 corso .

Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. Esempi: infinito participio passato traduzione parti (partire) beuji (bollire) seufri (soffrire) partì bijì. italiano: finire desinenza forma verbale traduzione -ì finì finito I verbi terminanti in -i (seconda coniugazione) che un tempo facevano parte dei verbi in -ire presentano un participio passato in -ì. la particella pronominale si pospone ad esso: l’ho vista ieri le ha già spedite e j’ho vistr sair ˆa ˆa u j’ha zà spedije Si ricorda dunque che a differenza di tutte le altre lingue romanze le forme atone dei pronomi personali complemento si pospongono al participio passato. bjì seufrì partito bollito sofferto A differenza dell’italiano quando il participio passato è coniugato con avaj (avere). tema: fin-. anche se accompagnato dall’ausiliare: le ho scritto ieri l’ho mandato al diavolo e j’ho scrivuje sair ˆa e j’ho mandar ar diavu ˆu ˆ Particolarità 1ª coniugazione I verbi terminanti in -chè e -ghè perdono la h davanti alle desinenze che iniziano con le vocali a e u: verbo esempio traduzione baichè (guardare) tuchè (toccare) e baicuma u tuca guardiamo tocca i verbi terminanti in -cè e -gè inseriscono una i tra il tema e le desinenze che iniziano con a e u: verbo esempio traduzione cicè (succhiare) marcè (camminare) u ciücia e marciuma 96 succhia camminiamo .

mentre l’infinito ha la «è» aperta (catè . e murdivu. i murdivu 97 .comprare).faucale. 2ª coniugazione I verbi come mordi (mordere) cambiano il suono o in u quando tale vocale perde l’accento (diventa atona): indicativo traduzione mi e mord ti ët mordi chial u mord nujàcc e murduma vujàcc i mordi chiaj i mordu io mordo tu mordi lui morde noi mordiamo voi mordete essi mordono Imperfetto: e murdiva. u murdiva. ët murdivi.i verbi come purtè (portare) cambiano il suono u in o quando la vocale è tonica: indicativo traduzione mi e port ti ët porti chial u porta nujàcc e purtuma vujàcc i porti chiaj i portu io porto tu porti egli porta noi portiamo voi portate essi portano alcuni verbi cambiano il suono i in eu o ü quando questo diventa tonico: verbo esempio traduzione bitè (mettere) stidiè (studiare) ti ët beuti chial u stüdia tu metti lui studia i verbi in -nè cambiano la n in n. quando l’accento si sposta sulla vocale che precede la n stessa: verbo esempio traduzione sunè (suonare) trunè (tuonare) chila a sun-a u trun-a lei suona tuona i verbi con una contrazione interna in cui l’infinito ha perso il suono e latino riprendono la vocale ogni volta che l’accento non cade sulla desinenza: verbo esempio traduzione rablè (trascinare) splè (pelare) ti ët rabeli chial u spela tu trascini lui pela In questa coniugazione la seconda persona plurale dell’imperativo presenta la desinenza «é» chiusa (caté . i murdivi.comprate).

ët drimivi. 98 .i verbi come dreumi (dormire) cambiano la eu in i quando tale dittongo perde l’accento: indicativo traduzione mi e dreum ti ët dreumi chial u dreum nujàcc e drimuma vujàcc i dreumi chiaj i dreumu io dormo tu dormi lui dorme noi dormiamo voi dormite essi dormono Imperfetto: e drimiva. i drimivu i verbi terminanti in -ci e -gi inseriscono una i tra il tema e le desinenze che iniziano con a. u drimiva. senza eccezioni. e drimivu. i drimivi. u e ü: verbo esempio traduzione curegi (correggere) chiaj i curegiu essi correggono i verbi terminanti in -chi e -ghi perdono la h davanti alle desinenze che iniziano con le vocali a e u: verbo esempio traduzione vughi (vedere) e vuguma vediamo I verbi come përmëtti (permettere) cambiano la consonante lunga -tt in breve -t quando l’accento passa sulla vocale che segue: verbo esempio traduzione përmëtti (permettere) e përmëtuma permettiamo 3ª coniugazione La terza coniugazione presenta le stesse desinenze per tutti i suoi verbi.

si ripetono in modi e tempi determinati. Le irregolarità. uno regolare ed uno irregolare come ad esempio: infinito participio passato regolare participio passato irregolare traduzione cumpun-i (comporre) cundividi (condividere) cunvinci (convincere) curumpi (corrompere) decidi (decidere) deludi (deludere) dëspun-i (disporre) cumpunü cundividü cunvinciü curumpü decidü deludü dëspunü 99 cumpost cundivis cunvint curot decis delus dispost composto condiviso convinto corrotto deciso deluso disposto . tuttavia ve ne sono alcuni che presentando peculiarità specifiche sono detti irregolari. I verbi irregolari al: presente indicativo presentano le irregolarità anche al: presente congiuntivo imperativo imperfetto indicativo mantengono le irregolarità anche al: imperfetto congiuntivo participio presente gerundio futuro presentano l’anomalia anche al: condizionale presente Participio passato i più comuni participi irregolari sono: infinito participio passato traduzione cheusi dì esci fè meuiri nasci scrivi vughi (cuocere) (dire) (essere) (fare) (morire) (nascere) (scrivere) (vedere) cheucc dicc stà fàcc mort nà scricc vist cotto detto stato fatto morto nato scritto visto in piemontese alcuni verbi hanno due participi passati.Verbi irregolari La maggior parte dei verbi segue le regole appena descritte. In genere le anomalie si registrano solamente nel tema mentre le desinenze sono regolari. in genere.

veduta da mezzodì 100 . Cravanzana.infinito participio passato regolare participio passato irregolare traduzione distaindi (distendere) dividi (dividere) espun-i (esporre) fè (fare) ilüdi (illudere) nasci (nascere) perdi (perdere) persuad (persuadere) pretaindi (pretendere) pruduvü (produrre) prumovi (promuovere) prupun-i (proporre) suspaindi (sospendere) teni (tenere) upun-i (opporre) distaindü dividü espunü fà ilüdü nassü perdü persuadü pretaindü pruduvü prumuvü prupunü suspaindü tenü upunü distais divis espost fàcc ilüs nà pèrs persuas pretais prudot prumoss prupost suspais tnì upost disteso diviso esposto fatto illuso nato perso persuoso preteso prodotto promosso proposto sospeso tenuto opposto Normalmente l’ausiliare avaj (avere) si usa con le forme regolari mentre esci (essere) con quelle irregolari: esempio traduzione ij matot i j’han decidü ëd pàrti saira neucc to frel u r maj decis a pàrti ˆ’è hanno deciso di partire ieri notte tuo fratello non si decide mai a partire.

darìu. cheusa. darìu dàga. chisissa. chisivu futuro: chisreu. cheusran cheusrìa. dàvi. daissi. cheusrà. cheusrìu cheusa. cüsu imperfetto: chisissa. darìi. cüsi. cusuma. cüsi. cheusu cusiva. dàvu. cheusrìa. chisrìu. chisrà. cheus. darìi. cusivu cheusreu. cheusu cusissa. cüsuma. chisrai. dàghi. cheusi. cusissu cheus. cusuma.cüsù Indicativo Dè (dare) . dàva. cheusi. dai. dai. cusivu. daruma. darà. ch’u cüsa. cheusrìu. dé. ch’i cheusu cusinda cheucc Cüsi (cucire) . cusruma. dà. dàvu dareu. cüsi. chisissu Imperativo cüs. cheusi. dan dàva. cheusrai. chisrìa. daran darìa. cheusi. daissa. dàghi. darai. chisran Condizionale presente: chisrìa. cüsu imperfetto: chisiva. duma. duma. chisruma. dàgu daissa.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: dagh. chisrai. chisrìi. cüsuma. cusivi. dàvi.ausiliare: avaj (avere) presente: cüs. dàgu.ausiliare: avaj (avere) presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: Indicativo cheus. cusiva. cüsa. ch’i cüsu Gerundio semplice: chisinda Participio passato: chisì. darìa. chisrìu Congiuntivo presente: cüsa. chisivu. daissu. cheusrìi. cusissi. cheusu. cheusrìi. chisivi. ch’u cheusa. cusissi.Coniugazione di alcuni verbi irregolari Cheusi (cuocere) . chisissi. cusivi. cüsi. darai. chisiva. chisivi. chisissu. cusissu. daissi. ch’i dàgu danda dà 101 . daissu dà. chisrìì. cüsu. cheusrai. cusissa. cüsi. cüs. dàga. chisissi. ch’u dàga. cheusi.

dissi. ëndàvu futuro: ëndareu. disi. disi. diga. vai. ëndarìa. dissa. devu duvaissa. dissu. ëndarà. vàga. dissu dì. ëndarai.Dì (dire) . fà. dissi. ch’u vàga. duvran duvrìa. ëndaissu. vàgu imperfetto: ëndaissa. devi. ëndaruma. diruma. duvuma. duvàvu duvreu.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: fàz fài (fà). dirai. ch’i digu dinda dicc Duvaj (dovere) . ëndarìi. divi. duvàva. ëndaissu Imperativo và. duvrìu deva. duvrà.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: dev. divu direu. vai (và). ch’i deuvu duvanda duvü Ëndè (andare) . devi. divi. devi. van imperfetto: ëndàva. ëndàva. dis. ch’u deuva. ëndarìu Congiuntivo presente: vàga. dirai. ëndarai. duvrìa. dirìa. diuma. duvrai. duvàvi. ëndarìi. dighi.ausiliare: esci (essere) presente: vàgh. vàgu. dighi. dirìu diga. duvaissu. duvrìi. fai. duvaissa. duvaissi. deuvi. ëndàvi. devu. duvàvu. 102 . devi. dirà. ch’u diga. ëndaissi. ëndaissa. deva. và. duvaissu deuv. ëndé. dirìi. dì. duvàvi. diva. vàghi. divu (dimu). fan ˆ. dirìi. devu duvàva. diran dirìa. duvruma. ëndàvi. duvrai. digu. duvaissi. duvrìi. disu diva. ëndarìu. ëndàvu (ëndàvmu). dev. vàghi. duvrìu. ch’i vàgu Gerundio semplice: ëndanda Participio passato: ëndà Indicativo Fè (fare) . ënduma. ënduma.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: digh. diuma. ëndaran Condizionale presente: ëndarìa. dirìu. ëndaissi. fuma. digu dissa. duvuma.

pudàva (pava). savrai. pudran pudrìa. pudrìi. puduma (puma). ˆi. farà. stàvi. stan stàva. faissa. peussu. faissu (faismu). ch’u sàpa. ch’u faz fuma. starà. savrìi. staruma.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Gerundio Participio semplice: passato: peuss. fàz fàz ˆi. savaj. savrìu sàpa. fàvi. starìi. fé. sàvi. ˆa.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: seu. peussi. faissu fà. pudrìa. farìa. faissi. pudàvi. starai. stàvu. pudrà. savrìi. farìu fàz fàz fàz fàz (fàz ˆa. peussu pudaissa. sà. fàvu (fàmu). farai. farìi. savrai. savrìa. pudrai. sàpu savaissa. farai. starìa. stai.imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: fàva. savran savrìa. ˆu ˆmu) fanda fàcc. ˆu faissa. pudaissi. sai. pudaissu pudanda pudü Savaj (sapere) . peur peu. peussi. pudaissu. san sàva. ch’i sàpu savanda savü Stè (stare) . pudruma. savaissi. stàva. starai. pudrìu. stà. pudàvu. farìu. starìi.ausiliare: esci (essere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: stàgh. sàvi. faissi. fàvi. sàpi. pudàvi. sàvu. sàpi. peur peur ˆi. starìu. ˆu pudàva. farìi. stàvi. stuma. pudaissi. ch’i fàz (ch’i faz ˆa. faàva fareu. savaissu. pudaissa (paissa). ˆu ˆmu). pudrai. stàvu stareu. stai (stà). pudrìi. starìu 103 . suma. sàva. sàpu. faran farìa. sàpa. savaissi. faruma. pudàvu pudreu. savaissu sà. suma. savruma. fà Pudaj (potere) . sàvu savreu. pudrìu peussa. savrìu. fàva. savrà. savaissa. peussa. staran starìa. ˆi. sai (sà).

ënnirìu. tenrìu. varinda var ˆü Veni. tena. tnissu. tenrìu tena. ënnirìi. ˆi. teniva. ˆuma. varrìu. ˆu. teni. sté. ënnirà. tnissi. teni. ch’i stàgu semplice: standa passato: stà Teni (tenere) . var ˆiva. var ˆivi. tenu. veni. ënniuma. venu ënnissa. ënniran ënnirìa. teni. ënnivu ënnireu. ch’i tenu teninda tnì. tenivu tenreu. tenrìi.ausiliare: avaj (avere) presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: Indicativo var var var var ˆ. venu. ënnivi. ënnì (veni). var ˆissu var ch’u vàr var ˆ. varran varrìa. ënnivu. ch’i venu 104 . venu ënniva. tenrìa. diventare) . tenrai. ënnirai. ënnirai. var var ˆi. Ënnì (venire. ch’u vena. stàghi. ˆa. ënnissu. var ˆissu. var ˆivi. tenu teniva. teni. veni. var ˆivu. var ˆivu varreu. ënnivi. veni. ˆa. staissi. varrìa. ˆuma. tenuma. ënnirìa.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: ten. ënnissu ven. tenivi. ënnissa. staissu stà. ˆi. tnissi. tenrà. stàga. varrai. varrìi. staissi. teni. var ˆissi. ven. ˆ. ënnissi.Congiuntivo Imperativo Gerundio Participio presente: stàga. stàgu imperfetto: staissa. ënnissi. ch’u tena. varruma. ten. varrà. varrai. vena. tnuma. ënniuma. ˆu var ˆiva. var ˆissa. veni. tenivu. tenrai. varrìu vàr vàr vàr vàr vàr vàr ˆa. ˆi. ënniruma. stàghi. vàr ch’i vàru ˆi. tenü Vari (valere) . ˆu var ˆissa.ausiliare: esci (essere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo ven. ch’u stàga. tenruma. tenu tnissa. var ˆissi. tenivi. ënnirìi. stàgu. staissa. staissu. tnissu ten. tenran tenrìa. ënniva. stuma. ënnirìu vena. tenrìi. tnissa. varrìi.

baivivi. baivrìa. vugu vughiva. ch’i baivu 105 . vuràvu vurreu. baivivu. vugrai. veuji. vughissa. ch’u veuja. baivi. vurrìa. baivissa. vuranda vursü. vurran vurrìa. baivissu. ch’u vuga.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo baiv. vuràvu. vuga. vuguma. vurruma. vughivi. vugrìa. ëvnü Vughi (vedere) . vugruma. vugrà. vuraissa. vugh. veuja.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: veuj. baivissi. vughiva. baivivi. baivran baivrìa. vurrìi. baivrai. vugrìi. vughissi. baivi. baivruma. baivissu baiv. vugu vughissa (vugaissa). vurrìi. vurrà. vuruma. vninda ënnü.Gerundio Participio semplice: passato: ënninda. veur veu. ch’i vugu vughinda vist semplice: passato: Vuraj (volere) . vurrai. baivissi. veur veur ˆi. ch’u baiva. baivuma. vuraissi. ˆu vuràva. veuju. vugrìu vuga. vuguma. vurrìu. baivi. vurü Coniugazione di alcuni verbi Baivi (bere) . vurrìu veuja. vuruma. baivi. baivuma. baiv. vuràva.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio Participio vugh. baivivu baivreu. vuraissi. baivu baiviva. baivrìi. vughi. baivu baivissa (baivaissa). vughi. vuràvi. baivrìi. vughivu. vughissu vugh. veur ch’i veuju ˆi. vugrai. baivrìu. vughi. ˆi. baivrìu baiva. baiviva. baivrà. vugrìu. baivrai. vuràvi. vugu. vughissi. vuraissu. vughivi. baivi. vuraissu veu. vugran vugrìa. vughissu. vugrìi. veuji. vughivu vugreu. vughi. vughi. baiva. vurrai. baivu. veuju vuraissa.

chërzi. cheuja. chërz. bugiàvu futuro: bugg-reu. chërzrai. chërzuma.Gerundio Participio semplice: passato: baivinda baivü Bugè (muovere) . bugg-rìu. chërzissi. chërzrìa. chërzivu futuro: chërzreu. chërzu. chërzu imperfetto: chërziva. cherzrìi. bugg-rà. chijrissu. chërzivi. chijrissi. bugi. bugi. chijrìa. bugiuma. chërzissi. ch’i bugiu Gerundio semplice: bugianda Participio passato: bugià Chërzi (credere) . chërzran Condizionale presente: cherzrìa. bugiu. cheuji.ausiliare: avaj (avere) presente: chërz. bugg-rìi. bugi. chërzu imperfetto: chërzissa. bugi. bugg-ruma. bugg-rìa. cheuji. chijran chijrìa. chërzi. chërzrìu. chërzissu. bugiaissu. cheuju chijrissa. cheuji. bugiàvi. bugiàvu. ch’i chërzu Gerundio semplice: chërzinda Participio passato: chërzü Indicativo Cheuji (raccogliere) . chërzissu Imperativo chërz. chërzissa. bugiu imperfetto: bugiàva. bugg-rai. cheuji. bugé. chijrìu. bugiàvi. bugg-rìu Congiuntivo presente: bugia. chërza. chijruma. chërzivu. bugiàva. chërzuma. cheuj. chijrìi. chivi. chërziva. bugia.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: bugg. ch’u bugia. chijrissu 106 . chijrai. chërzrà. chijrìu cheuja. bugiaissi. bugg-rìi. bugiu imperfetto: bugiaissa.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: cheuj. bugiuma. bugg-ran Condizionale presente: bugg-rìa. bugiaissa. bugg-rai. chijrissi. cheuju. chërzrai. chivu. chijrìi. chërzi. chërzi. chijrai. chiva. bugiaissu Imperativo bugia. cheuju chiva. chijrà. bugia. chërzrìi. chërzivi. ch’u chërza. cherzrìu Congiuntivo presente: chërza. chijrissa. chivu chijreu. chërzruma. chërzi. chivi. chiuma (chijuma). bugiaissi.

ch’i cheuju chinda chicc. curegiu imperfetto: curegissa. creubi.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: creub. curegg-ran Condizionale presente: curegg-rìa. cribissa. curegg-rìu. dësbelran dësbelrìa. dësbelruma. curegi. cribirìu creuba. curegg-rai. curegivi. cribiva. cribissu. curegia. cribuma. dësbelrà. curegiu. curegissi. cribirai. curegi. dësblàvu futuro: dësbelreu. curegg-rìu Congiuntivo presente: curegia. cribivu. cribuma. curegivu. cribirìu. curegissu. dësbeli. cribissi. cribissu creub. cheuji. curegg-rai. curegiuma.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: dësbel. creubu. curegivi. dësbela. cribirai. cribivi. ch’u curegia. curegi. creub. dësbelrìu. dësbelrìi. curegg-rìi. dësbelrai. curegg-rìi. cribirìi. curegg. creubu cribiva. dësbelrìi. ch’u creuba. dësbelrai. ch’i curegiu Gerundio semplice: cureginda Participio passato: curegiü Indicativo Dësblè (disfare) . cribiruma. curegissi. curegivu futuro: curegg-reu. curegiu imperfetto: curegiva. ch’u cheuja. curegg-rìa. cribirìi. cribiran cribirìa. dësbelrìa. curegissu Imperativo curegg.ausiliare: avaj (avere) presente: curegg. cribirìa. dësbluma. curegiva. chiuma (chijuma). creubi. dësbelu imperfetto: dësblàva. chì Creubi (coprire) . dësblàvu. curegg-ruma. dësblàvi. curegiuma. cribirà. curegissa. creubi. cribissi. dësblàvi. cribivi. curegg-rà. ch’i creubu cribinda cribì Curegi (correggere) . curegi. creubu cribissa.Imperativo Gerundio Participio semplice: passato: cheuj. creubi. dësbeli. curegi. cribivu cribireu. creuba. dësbelrìu 107 Condizionale presente: . dësblàva. creubi.

ch’i dreumu driminda drimü Druchè (cadere) . drimrìu. droca. drucran drucrìa. drucàva. ch’i drocu drucanda drucà semplice: passato: Duminè (dominare) . duminrìi. drucrai. drimissi. drimrìu dreuma. ch’u dësbela. dumin-u imperfetto: duminàva. drucaissu droca. dësblé. drimissi. duminàva. drimruma. dësbela. drucuma. duminrìu 108 Indicativo . drimiva. drimissu dreum. drucaissi. duminrai. dësbeli. drimrai. drimrìa. duminrà. drucàvi. duminruma. drucrìa. dreumi. drimrìi. drochi. dreuma. drimivi. drucrai. duminàvi. drocu drucaissa. drocu drucàva. dësbluma. drimissu. droca. druché. duminàvu futuro: duminreu. dësblaissi. dreumu. dësbelu imperfetto: dësblaissa. drochi.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: dreum. dreumi. drucaissi. ch’u dreuma. drimivi. drochi. dreumi. ch’u droca. dumin-a. dreumi. drucrìu. drimissa. dumin-i. dumin-i. duminàvu. drimran drimrìa. drucaissa. duminran Condizionale presente: duminrìa. duminàvi. dësbeli. drucrìi. dochi. drimrìi. duminrìa. dësblaissi. duminrìu. dësblaissu dësbela. drimivu drimreu. ch’i dësbelu semplice: dësblanda passato: dësblà Dreumi (dormire) . dësbelu. duminuma. duminrai. drucrìu droca. dësblaissu.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio Participio droch. drucaissu. duminrìi. drucàvu drucreu. dreumi.Congiuntivo Imperativo Gerundio Participio presente: dësbela. drucàvi.ausiliare: avaj (avere) presente: dumin. drucàvu. drucruma. drimuma. drimrà. drimrai. drimivu. drimuma. drucrà. drucrìi. drucuma. dreumu drimissa. dësblaissa. dreum. drocu. dreumu drimiva.

gigàvu. duvrai. duminaissi. giguma. gieugu gigàva. dovri. grignàvi. grignrà. gigaissu gieuga. giguma. duvraissi. grignu 109 . ch’u dovra.duminaissa.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: gieugh. gigrà. duvrai.duminaissu. dumin-a. dovri. ch’i dumin-u semplice: duminanda passato: duminà Duvrè (adoperare. dovri. grignàvi. grignàva. gieughi. duvraissu dovra. ch’i dovru duvranda duvrà semplice: passato: Gighè (giocare) . duvràvi. ch’u gieuga. grigna. grignrìi. duvruma. duvrìi. duvraissi.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: grign. giguma.duminaissi. grigni. grignu grignàva. gigaissi. grignrai. dovru. grignran grignrìa grignrìi. grigni. dovru duvraissa. duvràvu duvreu. gigrai. dovra. gigrai. gigàvi. ch’i gieugu giganda gigà Grignè (ridere) . duminaissu dumin-a. duvré. gigrìu. duvrà. duvrìa. grignrai. grignuma. duvruma. grigna. grignàvu. gigrìi. duvrìu. gigaissu. grignruma. dumin-i. gigaissi. gighé. duvruma. duvràva. gigran gigrìa gigrìi. dumin-u. dumin-u imperfetto: duminaissa. gigrìu gieuga. gigruma. dovra. gigàvi. grignàvu grignreu. duvraissu.Congiuntivo Imperativo Gerundio Participio presente: dumin-a. gieugu gigaissa. gieuga. duvràvi. ch’u dumin-a. gigaisssa. grigni. grignrìu grigna. gieughi. gieuga. duvràvu. gigrìa. duvran duvrìa. gieughi. gigàvu gigreu. grignu. dovri. grignrìu. duminuma. dovru duvràva.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio Participio dovr. duvrìu dovra. gringnrìa. usare) . duminé. gigàva. grigni. dumin-i. duvrìi. gieughi. duvraissa.

mangi. mangiàvu futuro: mangg-reu. jitrai. grignaissu grigna. mangi. jituma.mangiaissa. jüti. mangg-rai. mangiuma.Imperativo Gerundio Participio imperfetto: grignaissa. marci. marciu imperfetto: marciàva. mangg-ran Condizionale presente: mangg-rìa. jitaissi. grignaissi. jitàvi. ch’i mangiu Gerundio semplice: mangianda Participio passato: mangià Indicativo Marcè (camminare) . jitaissu. marciàva. jitaissa. mangg. jitaissi. jitrà. mangiuma.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: marcc. ch’i jütu jitanda jità Mangè (mangiare) . mangiaissu. jüti. jitrìi. marcc-ran 110 . grigné. mangiu imperfetto: mangiàva. marciàvi. jitàva. jitrìa.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: jüt. mangg-rà. mangiàva. jütu jitàva. mangg-rai. jitran jitrìa. mangia. mangé.mangiaissi. marcc-rai. mangg-rìi. jitaissu jüta. mangiu. marciàvi. jitàvi. mangi. marciuma. ch’u mangia. grignaissa. mangg-rìi. jitrìu. jitruma. jüta. mangiàvi. mangg-rìa. jité. jitrai. jitrìu jüta. mangg-rìu. mangiàvi. jitrìi. jüta.ausiliare: avaj (avere) presente: mangg. mangiàvu. mangi. mangiaissu Imperativo mangia. mangia. jüti. jütu. marciàvu. marcia. ch’u grigna. marcc-rà. mangg-ruma. ch’i grignu semplice: grignanda passato: grignà Jitè (aiutare) . mangiu imperfetto: mangiaissa. jituma. jütu jitaissa. grignaissi. jüti. marci. marcc-ruma. mangiaissi. marciàvu futuro: marcc-reu. jitàvu jitreu. ch’u jüta. jitàvu. grignuma.rìu Congiuntivo presente: mangia. grignaissu. marcc-rai.

mës-crìu Congiuntivo presente: mës-cia. mës-ci. mainàvi. mës-ciàvi. maini. marcc-rìa. mainàva. mainruma. ch’i marciu semplice: marcianda passato: marcià Mës-cè (mescolare) . murduma. ch’i mës-ciu Gerundio semplice: mës-cianda Participio passato: mës-cià Indicativo Mainè (condurre) . mës-ciaissu. mës-crai.Condizionale presente: Congiuntivo Imperativo Gerundio Participio marcc-rìa. mës-ciuma. mainaissa. marcc. mainé. marciaissu marcia. mordi. mordi. marciaissa. mës-ciàva. marciaissi. marciu. mës-cruma. marciuma. murdivi. marcia. mord. marcc-rìu. mës-crìi. mës-crìu. mainàvu. mainu mainàva. mës-ci. marciu imperfetto: marciaissa. mainrìa. mës-ciu. ch’i mainu mainanda mainà semplice: passato: Mordi (mordere) .mainaissi. mainrìu. marcc-rìi. marcé. murdivu 111 . mës-cé. ch’u marcia. mudivi. mës-ci. mës-ciaissa. ch’u maina. mës-crà. mainuma. mës-ciu imperfetto: mës-ciàva. mës-crai. mainàvi.rìu presente: marcia. marcc-rìi. mës-cran Condizionale presente: mës-crìa. mordu imperfetto: murdiva. mës-crìi. mainrà. mës-ciuma. mës-ciàvu. mës-ciaissi. marci. maina. murdiva. maina. marciaissu. mainran mainrìa. mës-ciàvi. mainrìi. mainrai.ausiliare: avaj (avere) presente: mës-cc. ch’u mës-cia. maini. mainàvu mainreu. mës-ci. murdivu. maini. mainaissu. mainu. maini. mainrai. mës-ciu imperfetto: mës-ciaissa.marciaissi. mës-crìa. mainrìu maina. mës-ciaissu Imperativo mës-cia. mainu mainaissa. mainuma. mës-ciaissi. marci. mës-cia.mainaissi. mainaissu maina. mës-ciàvu futuro: mës-creu. mës-cia. mainrìi.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: mord.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio Participio main.

nascissi. nasrà. nascivi. nuvàvu. novu. murdrìi. nàsci. nova. nàssu. mordu imperfetto: murdissa. pagàvu. nascissi. nascissu. nàssu nascissa. paghi. mordi. nasrìa. nassruma. murdruma. murdrìu Congiuntivo presente: morda. murdran Condizionale presente: murdrìa. pagu imperfetto: pagàva. nascivi.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: pagh. nàsci. murdissi. nova nuvàva. nuvàvi. nascissa. novi. murdissu Imperativo mord. murdrìi. ch’u nàssa. mordi. novi. nuvaissu. murdissa. paghi. paga. nascivu. nova. murdrai. nuvrà. nàssu nasciva. pagran 112 . nuvaissi. nuvuma. ch’i nàssu nascinda nassü. nuvaissu nova. mordu. ch’u morda. nuvrai. nuvaissi. murduma. nuvàva. murdrìu. paguma. novu nuvaissa. nuvrìi. mordi. murdrìa. pagrà. nasran nasrìa. nuvrai.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: nov. murdissu. nuvrìa. novi.murdreu. ch’i novu nuvanda nuvà Paghè (pagare) . pagruma. nuvuma. pagàvi. murdrai. nassuma. novi. nàsci. nuvrìu. pagàva. nasciva. nascissu nàss. nasrai. nasrìi. nassuma. ch’u nova. pagrai. nuvaissa. nàsci. nàss. nasrìi. nuvran nuvrìa. nasrai. nasrìu nàssa. murdrà. nuvruma. nasrìu. pagàvu futuro: pagreu. ch’i mordu Gerundio semplice: murdinda Participio passato: murdü futuro: Nasci (nascere) . nascivu nasreu. nàssa. pagàvi. nuvé. morda. pagrai. nuvrìu nova. nà Nuè (nuotare) . nàsci. nuvàvu nuvreu.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: nàss. murdissi. nuvrìi. nuvàvi.

Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato:

pagrìa, pagrìi, pagrìa, pagrìu, pagrìi, pagrìu paga, paghi, paga, pagu, paghi, pagu pagaissa, pagaissi, pagaissa, pagaissu, pagaissi, pagaissu paganda pagà

Perdi (perdere) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: perd, perdi, perd, perduma, perdi, perdu perdiva, perdivi, perdiva, perdivu, perdivi, perdivu perdreu, perdrai, perdrà, perdruma,perdrai, perdran perdrìa, perdrìi, perdrìa, perdrìu, perdrìi, perdrìu perda, perdi, perda, perdu, perdi, perdu perdissa, perdissi, perdissa, perdissu, perdissi, perdissu perd, ch’u perda, perduma, perdi, ch’i perdu perdinda perdü

Përmëtti (permettere) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo përmët, përmëtti, përmët, përmëtuma, përmëtti, përmëttu imperfetto: përmëtiva, përmëtivi, përmëtiva, përmëtivu, përmëtivi, përmëtivu futuro: përmëtreu, përmëtrai, përmëtrà, përmëtruma, përmëtrai, përmëtran Condizionale presente: përmëtrìa, përmëtrìi, përmëtrìa, përmëtrìu, përmëtrìi, përmëtrìu Congiuntivo presente: përmëtta, përmëtti, përmëtta, përmëttu, përmëtti, përmëttu imperfetto: përmët, përmëtti, përmët, përmëttuma, përmëtti, përmëttu Imperativo përmët, ch’u përmëtta, përmëtuma, përmëtti, ch’i përmëttu Gerundio semplice: përmëtinda Participio passato: përmëttü presente:

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Piè (Pijè) (prendere) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: pij, piji, pija, piuma (pijuma), piji, pìu (piju) piàva, piàvi, piàva, piàvu, piàvi, piàvu pijreu, pijrai, pijrà, pijruma, pijrai, pijran pijrìa, pijrìi, pijrìa, pijrìu, pijrìi, pijrìu pìa (pija), piji, pija, piuma, piji, pìu (piju) piaisssa, piaissi, piaissa, piaissu, piaissi, piaissu pìa (pija), ch’u pìa (pija), piuma, pié, ch’i pìu (piju) pianda (pijanda) pià (pijà)

Purtè (portare) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio Participio port, porti, porta, purtuma, porti, portu purtàva, purtàvi, purtàva, purtàvu, purtàvi, purtàvu purtreu, purtrai, purtrà, purtruma, purtrai, purtran purtrìa, purtrìi, purtrìa, purtrìu, purtrìi, purtrìu porta, porti, porta, portu, porti, portu purtaissa, purtaissi, purtaissa, purtaissu, purtaissi, purtaissu porta, ch’u porta, purtuma, purtè, ch’i portu purtanda purtà

semplice: passato:

Rivè (arrivare) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: rüv, rüvi, rüva, rivuma, rüvi, rüvu rivàva, rivàvi, rivàva, rivàvu, rivàvi, rivàvu rivreu, rivrai, rivrà, rivruma, rivrai, rivran rivrìa, rivrìi, rivrìa, rivrìu, rivrìi, rivrìu rüva, rüvi, rüva, rüvu, rüvi, rüvu rivaissa, rivassi, rivaissa, rivaissu, rivaissi, rivaissu rüva, ch’u rüva, rivuma, rivé, ch’i rüvu rivanda rivà

Sgairè (sprecare) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: sgair, sgairi, sgaira, sgairuma, sgairi, sgairu imperfetto: sgairàva, sgairàvi, sgairàva, sgairàvu, sgairàvi, sgairàvu
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sgaireu (sgairëreu), sgairai (sgairërai), sgairà (sgairërà), sgairëruma, sgairürai (sgairai),sgairan (sgairëran) Condizionale presente: sgairìa (sgairërìa), sgairìi (sgairërìi), sgairìa (sgairërìa), sgairìu (sgairërìu), sgairìi (sgairërìi), sgairìu (sgairërìu) Congiuntivo presente: sgaira, sgairi, sgaira, sgairu, sgairi, sgairu imperfetto: sgairaissa, sgairaissi, sgairaissa, sgairaissu, sgairaissi, sgairaissu Imperativo sgaira, ch’u sgaira, sgairuma, sgairé, ch’ui sgairu Gerundio semplice: sgairanda Participio passato: sgairà

futuro:

Stesse (sedersi) - ausiliare: esci (essere)
Indicativo presente: em set, ët seti, us seta, es setuma, iv seti, is setu imperfetto: em setàva, ët setàvi, us setàva, es setàvu, iv setàvi, is setàvu futuro: em setreu, ët setrai, us setrà, es setruma, iv setrai, is setran Condizionale presente: em setrìa, ët setrìi, us setrìa, es setrìu, iv setrìi, is setrìu Congiuntivo presente: ch’em seta, ch’ët seti, ch’us seta, ch’es setu, ch’iv seti, ch’is setu imperfetto: ch’em setaissa, ch’ët setaissi, ch’us setaissa, ch’es setaissu, ch’iv setaissi, ch’is setaissu Imperativo sette, ch’us seta, setumse, seteve (steve), ch’is setu Gerundio semplice: ën setandse Participio passato: setà, stà

Storzi (torcere) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: storz, storzi, storz, sturzuma, storzi, storzu sturziva, sturzivi, sturziva, sturzivu, sturzivi, sturzivu sturzreu, sturzrai, sturzrà, sturzruma, sturzrai, sturzran sturzrìa, sturzrìi, sturzrìa, sturzrìu, sturzrìi, sturzrìu storza, storzi, storza, storzu, storzi, storzu sturzissa (sturzaissa), sturzissi (sturzaissi), sturzissa (sturzaissa), sturzissu (sturzaissu), sturzissi (sturzaissi), sturzissu (sturzaissu) storz, ch’u storza, sturzuma, storzi, ch’i storzu sturzinda sturzü, stort
115

Imperativo Gerundio Participio

semplice: passato:

Sunè (suonare) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: sun, sun-i, sun-a, sunuma, sun-i, sun-u sunàva, sunàvi, sunàva, sunàvu, sunàvi, sunàvu sunreu, sunrai, sunrà, sunruma, sunrai, sunran sunrìa, sunrìi, sunrìa, sunrìu, sunrìi, sunrìu sun-a, sun-i, sun-a, sun-u, sun-i, sun-u sunaissa, sunaissi, sunaissa, sunaissu, sunaissi, sunaissu sun-a, ch’u sun-a, sunuma, suné, ch’i sun-u sunanda sunà

Tuchè (toccare) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: tuch, tuchi, tuca, tucuma, tuchi, tucu tucàva, tucàvi, tucàva, tucàvu, tucàvi, tucàvu tucreu, tucrai, tucrà, tucruma, tucrai, tucran tucrìa, tucrìi, tucrìa, tucrìu, tucrìi, tucrìu tuca, tuchi, tuca, tucu, tuchi, tucu tucaissa, tucaissi, tucaissa, tucaissu, tucaissi, tucaissu tuca, ch’u tuca, tucuma, tuché, ch’i tucu tucanda tucà

Tuirè (rigirare) - ausiliare: avaj (avere)
presente: tuir, tuiri, tuira, tuiruma, tuiri, tuiru imperfetto: tuiràva, tuiràvi, tuiràva, tuiràvu, tuiràvi, tuiràvu futuro: tuireu (tuirëreu), tuirai (tuirërai), tuirà (tuirërà), tuirëruma, tuirai (tuirërai), tuiran (tuirëran) Condizionale presente: tuirërìa, tuirërìi, tuirìa, tuirërìu, tuirërìi, tuirërìu Congiuntivo presente: tuira, tuiri, tuira, tuiru, tuiri, tuiru imperfetto: tuiraissa, tuiraissi, tuiraissa, tuiraissu, tuiraissi, tuiraissu Imperativo tuira, ch’u tuira, tuiruma, tuiré, ch’i tuiru Gerundio semplice: tuiranda Participio passato: tuirà Indicativo

Vagnè (vincere) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: vagn, vagni, vagna, vagnuma, vagni, vagnu imperfetto: vagnàva, vagnàvi, vagnàva, vagnàvu, vagnàvi, vagnàvu
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voidu imperfetto: vuidàva. vincc-rìi. vuiduma. vuidàvi. vagnrìi. ch’u vincia. vincc-rai. variss. varirai. vincissi. ch’u vàgna. varissi. variran varirìa. vagné. vinci.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: void. vinci. vagnaissi. vinciuma. ch’u varissa. vincc. varirà. vincissi. varissa. varirìa. varissu varissa. varirai. vincissa. vuidruma. varissu. vagnrà. vagnuma. vagnrai. vuidrai. vinci. ch’i vàgnu vagnanda vagnè Varì (guarire) . vincc-rai. vinciuma. vagnaissi. vincc-rìi. vincivi. vàgnu vagnaissa. varì. vuidàvi. vuidàvu. vàgni. vincc-ran Condizionale presente: vincc-rìa. vagnaissu vàgna. varissu variva. vincc-rìu. varissi. vagnrìu. vinciu imperfetto: vinciva. varissa. vagnran vagnrìa. varissi. vincc-rà. varirìu varissa. vuidran 117 . vagnrìi. varivu varireu. vagnaissu. vagnaissa. vinciuma. varirìi. voidi. varissu variss.ausiliare: esci (essere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: variss. vinci. vincivu. variuma. varirìu. vinciva. vincc-ruma. varirìi. vàgnu. vincissu Imperativo vincc. vuidàva. vincc-rìu Congiuntivo presente: vincia. variva. varissi. voidi.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: vincc. vagnruma. vàgna. vuidrà. vàgni. vinciu imperfetto: vincissa. varissu.futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio Participio semplice: passato: vagnreu. ch’i varissu varinda varì Vinci (vincere) . varissa. vagnrìu vàgna. varivi. vagnrìa. vincissu. variruma. voida. vincivi. varivu. ch’i vinciu Gerundio semplice: vincinda Participio passato: vinciü Vuidè (vuotare) . vagnrai. varissa. vinci. varivi. vincia. variuma. vuidàvu futuro: vuidreu. vincc-rìa. vuidrai. vincivu futuro: vincc-reu.

voti.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: vot. vuidé. vuidrìi. vutrai. voti. vuidrìa. veduta da levante 118 . ch’i voidu Gerundio semplice: vuidanda Participio passato: vuidè Vutè (votare) . vutàvi. vutrai. vutran vutrìa. votu vutaissa. voti. ch’u vota. vutrìi. voidi. vutàvi. vutuma. voidu imperfetto: vuidaissa. vuidrìu. vutruma.Condizionale presente: vuidrìa. vutaissi. vutaissi. vutaissu vota. vutrìi. vuiduma. vutrìu. vota. vuidaissu Imperativo voida. vuidaissi. voida. ch’u voida. vutaissa. vutuma. vutrìu vota. votu vutàva. vutàvu vutreu. vutrà. voidu. vuidrìi. vuidaissa. vutrìa. vutaissu. voidi. vh’i votu vutanda vutè Cravanzana. vuidaissi. votu. vota. vuidrìu Congiuntivo presente: voida. vuidaissu. voti. vutàva. vutàvu. vuté.

landa vàri traduzione come da dove dove dove forse quando dove quanto esempio cume? d’andùa venti? dùa seuti? ëndùa vàti? forsi chi gieughi? quandi turnti? landi vàti? vàri u custlu? traduzione come? da dove vieni? dove sei? dove vai? forse giocate? quando torni? dove vai? quanto costa? Possiamo ricordare qui anche alcuni avverbi che indicano dubbio o speranza come: avverbio forsi chissà traduzione forse chissà esempio forsi ch’ët r cunussi? ˆu chissà s’ënduma ? 119 traduzione forse che lo conosci? chissà se andiamo .Avverbio La parte invariabile del discorso che completa o modifica il senso d’un verbo o d’un aggettivo è detta avverbio. dùa ënduva. interrogativi. sicuro!) Avverbi interrogativi avverbio cume d’andùa duva. ma anche per rafforzare il si: Venti për buraj cun nujàci? Si. ëndùa forsi quandi landi. Avverbi di affermazione avverbio bagn dabun é oh zà propi sanz’àtr si sicüra traduzione bene davvero si oh già. quantità e tempo ed inoltre aggettivi con valore avverbiale e locuzioni avverbiali. sicur! (Vieni per funghi con noi? Si. modo. certo proprio senz’altro si sicuro esempio bagn. Possiamo avere in ordine alfabetico avverbi di: affermazione. negazione. hai fatto un bel lavoro ma davvero! sei Teobaldo? Si certo che si muove vuoi farlo davvero! Proprio vieni anche tu? Senz’altro hai preso tu il pallone? Si ma sicuro che è bugiardo Questi avverbi possono essere usati da soli. luogo. ’t j’hai fà ën bel travàj ma dabun! seuti Tubàd? É oh zà ch’u bugia veuti fer dabun! Propi ˆu venti co tì? Sanz’àtr j’àti piàr ti ër balun? Si ˆu ˆ ma sicüra ch’u r bisiard ˆ’è traduzione bene.

ënduva ënfina ënturna ënzüma. ëd z ˆura ëndùa. con riferimento a chi parla o ascolta e indeterminativi senza alcun riferimento: Determinativi indicano un luogo vicino a chi parla avverbio traduzione esempio z ˆi qui ven z ! ˆì ëmbelez ˆì proprio qui u r’è carà ëmbelez ˆ ˆ ˆì indicano un luogo lontano da chi parla e da chi ascolta avverbio traduzione esempio là là beutru là ! ˆ ëmbelelà proprio là ëmbelelà u r’è naint ër so post ˆ ˆ lassü lassù u ven da lassü lazü laggiù lazü encreus indicano un luogo vicino a chi ascolta avverbio traduzione esempio lì lì lì o là u r’è sempre a rabel ˆ ëmbelelì proprio lì quanci i sai ëmbelelì ? traduzione vieni qui! è caduto proprio qui traduzione mettilo là ! là non è il suo posto viene da lassù laggiù in profondità traduzione lì o là è sempre in disordine lì quanti siete? Le forme zì. là servono anche a rafforzare aggettivi e pronomi dimostrativi: ˆ cul-lì u r’è pi scür che cul-là (quello è più scuro di quell’altro). ˆ Indeterminativi avverbio ramba. brüa (an. vicino dietro dappertutto vicino fuori mano davanti sopra dove fino intorno sopra. randa (a) ananz brüva (an. dré dapertüt. ën z ˆüma traduzione molto vicino avanti sul margine. lì. danpërtüt davzin dëscost dnanz. ën). dnan dzüra.Avverbi di luogo Gli avverbi di luogo si dividono in determinativi. in cima esempio u r lì a ramba ˆ’è và ananz! u r ’ndàje ën brüa ˆ’è u r ’ndàje dadrè ˆ’è i-i na j’è dapertüt a r rivàme davzin ˆ’è cul paìs u r dëscost ˆ’è u màrcia sempe dnanz Giniu u r dz ˆ’è ˆura ëndua che càt ar mercà ˆ u j’ha marcià ënfina a r Niela ˆa u-j gira ënturna u r muntàje ënzüma ˆ’è 120 traduzione è lì vicino vai avanti ! gli è arrivato vicino gli è andato dietro ce n’è dappertutto mi è arrivata vicino quel paese è fuori mano cammina sempre davanti Virginio è sopra dove compro al mercato ha camminato fino alla Niella gli gira intorno è salito in cima . ën) dadré.

vai avanti ! è da qualche parte che si trastulla era proprio lì sul bordo su. baica-là ˆì. sul brdo su in superficie sotto molto vicino vicino giù esempio ëndè feura! landa venti? landi j’àti bitàje? ën po’ pi luntan che r Beusia ˆa uh. Baica-z baica-lì. pi àt che r cùa dër ràt ˆa ˆ ër patàte i sun propi a sum ˆ beuta ër lanzeu a suta ˆ u r rivàje propi tacà ˆ’è beutje ün vëssin u r propi zü ˆ’è traduzione fuori di! da dove vieni? dove li hai messi? più lontano della Bosia su. al gerundio. all’imperativo o con la forma composta diventa -je (ci): vàje ti ëmbelelì (vacci tu in quel luogo). Baica-lì ’t ru ër pi bràv! ˆ ˆ (Eccolo il più bravo!). posta bagn duz ˆman mà màch. a suta tacà vëssin zü traduzione fuori dove dove lontano avanti da qualche parte sull’orlo. baica-là: ˆì. Tra gli avverbi di luogo si possono ricordare le espressioni baica-z baica-lì. Notiamo qui che il pronome atono sembra assumere valore avverbiale come anche nell’espressione: Che ’t ru lì cul fulandran! (Eccolo quel babbeo!) ˆ Avverbi di modo Tra gli avverbi di modo più comuni ricordiamo: avverbio adàsi aposta. ëdmàch traduzione adagio di proposito bene dolcemente male solamente esempio far ’ndè adàsi ˆu ët j’hai far posta ˆu u gira bagn lassr car duz ˆu ˆè ˆman u và mà u mangia màch r tuma ˆa 121 traduzione fallo procedere adagio l’hai fatto di proposito gira bene lascialo scendere dolcemente va male mangia solamente la robiola . và nan! u r për lì ch’u bamblun-a ˆ’è ur ˆ’era propi lì a rivé sü. più in alto della coda del topo le patate sono in superficie (appena sotto terra) metti il lenzuolo sotto gli è arrivato molto vicino mettigli uno vicino è ridotto a mal partito Particelle avverbiali -i. -je Con gli avverbi dobbiamo far menzione della particella avverbiale -i (ci): duman e-i vàgh co mi (domani ci vado anch’io) che con i verbi all’infinito.avverbio feura landa landi luntan nan për lì rivé (a) sü sum (a) suta.

pa seguono il verbo. ˆ Avverbi di quantità avverbio bàsta (a) gnente menu pitost poch pru (a) pü quàsi sè traduzione abbastanza niente meno abbastanza poco. po’ a sufficienza più quasi a sufficienza esempio e n’ho bele bàsta lu là u vàr gnente cun ër macchine ˆ is fatiga menu u spüzia pitost dàmne ’n poch n’àti a pru? e nun peuss pü u ’r quàsi rivaje ˆè e n’ho sè 122 traduzione ne ho abbastanza quella cosa là non vale niente grazie alle macchine si fa meno fatica puzza abbastanza dammene un po’ ne hai a sufficienza non ne posso più ci è quasi arrivato ne ho abbastanza . nemmeno no non no no non esempio ma manch mort r me cà a r bela r tua nà ˆa ˆ’è ˆa e ven naint j’ati pagàr No ˆu? e suma pà foj e n’heu pàna veuja d’ëndè traduzione ma manco morto la mia casa è bella la tua no non vengo l’hai pagato? No non siamo mica scemi non ne ho voglia di andare Le forme equivalenti naint. manco.avverbio mej paraj. përparaj vrunté traduzione meglio così volentieri esempio ët pudàvi fer mej ˆu fà paraj e r mang vrunté ˆu traduzione potevi farlo meglio fa così lo mangio volentieri Si possono inoltre formare aggiungendo il suffisso -maint al caso femminile dell’aggettivo corrispondente: avverbio dificilmaint (difìcil) sur ˆamaint (sul) mar ˆamaint (mar ˆ) traduzione difficilmente solamente malamente esempio us vugh dificilmaint j’avaissu sur ˆamaint vistr ˆu u j’ha ribatà mar ˆamaint traduzione si vede difficilmente l’avessimo solamente visto è caduto malamente Avverbi di negazione avverbio manch nà naint (raro nan) no pà pàna (pà naint) traduzione non. il gerundio e il participio passato senza ausiliare: u r’è mej naint bugesse ˆ (è meglio non muoversi) na strà naint batüva (sovente non bisogna correre) u r’è pà resiganda ch’ët fài pi sveltu (non è rischiando che fai più in fretta). ma precedono l’infinito.

avverbio sé (a ). ne pi tard ne pi bun ura passa-duman dopo domani passa-duman a dui bot peu poi prüma và dar frè e peu ˆ dar car ˆ ˆiè! peu dop poi dopo peu dop vuguma prast presto ven prast! quandi quando quandi u vàlu a scor ˆa? r ˆ’aterdì l’altro giorno r ˆ’aterdì e j’ho viste ar mercà ˆ saira. ˆ ˆ 123 . paina dop duman traduzione adesso appena dopo domani esempio adess tuca ti u r paina rivà ˆ’è dop mangià turna a cà u losna ër calur ëd duman ˆ traduzione adesso tocca a te è appena arrivato dopo mangiato ritorna a casa ci sono i lampi del caldo di domani oggi è una bella giornata cerca ancora un po’ allora. dess apaina. assè tant. eri ieri saira u fàva pi càd ch’ëncheu saira neucc sta saira strasura (dë) suainz ˆ suverdì turna ieri sera questa sera fuori orario sovente di giorno nuovamente saira neucc i j’ha piuvüje stassaira ënduma a balè e suma ënnü dë strasura suainz u canta r viuleta ˆ ˆa suverdì e vàgh ënt r ˆ’ort turna z ˆi? ëncheu oggi ëncura. ne più tardi ne più presto dopo domani alle due prima va dal fabbro e poi dal calzolaio! dopo vediamo vieni presto! quando va a scuola? l’altro giorno ti ho visto al mercato ieri la temperatura era più alta di oggi ieri sera ha piovuto questa sera andiamo a ballare siamo venuti fuori orario sovente canta la “violetta” di giorno vado nell’orto nuovamente qui? ëncheu a r na bela giurnà ˆ’è uz ˆerca ëncù ’n poch ënlura. tantu trop vàri traduzione a sufficienza tanto troppo molto esempio u j’ha avüne a sè cur naint tant u j’ha mangiàne tantu poch mangia naint trop um pias naint vàri traduzione ne ha avuto abbastanza non correre tanto ne ha mangiato tanto poco non mangiare troppo non mi piace molto Avverbi di tempo Tra i più comuni ricordiamo: avverbio adess. ëncù ancora ënlura allora Ricordiamo qui che l’avverbio turna (di nuovo) può reggere il pronome infatti si può sentire: e j’avu perduru e j’uma turnaru truvè (l’avevamo perso e l’abbiamo di nuovo ˆ trovato) invece di: e j’avu perduru e j’uma turna truvaru (l’avevamo perso e l’abbiamo ritrovato).

adasiot (adagio. pianot (piano. mecussia mumainti (a) na vota fà mà dì traduzione fortunatamente nascostamente. soltanto più ogni. all’improvviso neanche più solo più. ogni tanto in ogni modo a momenti una volta in abbondanza esempio buneur ch’u r rivà ˆ’è cul matot u gieuga dë scundun e vàgh ëd lungh ën general u baica dë stidiè suma scapà ën pressa mani man i j’è rivàje Pinetu mampi ün. avverbiale buneur (për) dë scundun ëd lungh ën general ën pressa mani man mampi màpi mica. di nascosto subito in generale in fretta ad un tratto. a crepare ne ho trovati solo più due ogni morte di vescovo fallo in qualunque modo a momenti cado una volta era meglio di adesso ne ho mangiato in abbondanza Aggettivi con valore avverbiale avverbio adàsi. pianin. pianino). mica tant mecassìa. 124 .Locuzioni avverbiali loc. a stè sach e j’ho truvàne màpi dui mica r mort d’ën vëscu ˆa fàr mecassìa ˆu a mumainti e droch na vota u r ˆ’era mej ch’ëncheu e j’ho mangiàne fà mà dì traduzione fortunatamente è arrivato quel ragazzino gioca di nascosto vado subito in generale cerca di studiare siamo scappati in fretta ad un tratto è arrivato Giuseppe neanche più uno. pü traduzione esempio meglio u j’ha travajà mej che r ˆ’ànn passà peggio ër mercà u r ’ndà pez ˆ ˆ’è a n’Àr che a Curtmija ˆba meno u peu naint fene a menu più u nun peu pü traduzione ha lavorato meglio dello scorso anno il mercato è stato peggio ad Alba che a Cortemilia non ne può fare a meno non ne può più Si ricorda che gli avverbi di modo possono avere la forma comparativa o superlativa come ad esempio: bugia pi pian (muoviti più piano) e la forma alterata: adàsi. adagetto) pian. adasiot ciàir ëncreus fort pian traduzione adagio chiaro profondo forte piano esempio u và adàsi u pàrla ciàir u rüva ëncreus và ’n po’ pi fort! bugia pian! traduzione procede lentamente parla chiaro arriva in profondità va più forte! muoviti piano! Alcuni avverbi hanno il comparativo sintetico: avverbio comparativo bagn (bene) mej mà (male) poch (poco) tant (tanto) pez menu pi.

– la preposizione dë è spesso usata come articolo partitivo (vedi). d’ Le forme saranno: ’d quando si trova tra una parola che finisce in vocale ed una che comincia in consonante: cula tota ’d Faisseu (quella signorina di Feisoglio). dë quando precede una parola che inizia con s impura o con un suono difficile da pronunciare: na crusiera dë strà (un incrocio di strade).Preposizione Preposizioni semplici preposizione dë ëd ’d d’ a da ën cun sü për tra. – nel superlativo relativo il secondo termine di paragone è preceduto da che e non da dë o ëd (di o d’) come in italiano: mi e sun pi grand che ti (io sono più alto di te). ’d. 125 . d’ quando precede una parola che inizia per vocale: na fir d’ambutur (una fila ˆa d’imbuti). a La preposizione a è di uso comune e regge diversi complementi come in italiano. ëntramez sanz ˆa traduzione di di di di a da in con su per tra senza esempio na crusiera dë strà cul matot ëd San Benedet cula tota ’d Faisseu na fir d’ambutur ˆa u r ’nversàsse tüt a col ˆ’è da na pàrt a r ˆ’àtra dui faseu ën sacocia e ün ën man r madamin cun j’euj bleu ˆa sü da cula riva për dabun? tra Cravanzan-a e Faisseu j’è ij Baràta sanz sod it dan gnente ˆa traduzione un incrocio di strade quel giovane di San Benedetto quella signorina di Feisoglio una fila d’imbuti si è rovesciato tutto addosso da una parte all’altra due fagioli in tasca e uno in mano la signora con gli occhi blu su per quel pendio scosceso per davvero? tra Cravanzana e Feisoglio c’è Baratta senza soldi non ti danno nulla dë. – per indicare l’ora in piemontese non si usa l’articolo dopo la a: turna a dui bot! (torna alle due!) – nel complemento distributivo non si premette la a ai due numeri: i curivu duj a duj (correvano a due a due). – nelle strutture idiomatiche è fequente il suo uso: ghigna ’d tola (faccia di latta).

126 . formando la locuzione prepositiva ënsem(a) a: ënsema a mi (con me). për sempe (per poco. dré davzin dëdnanz ˆ dop dvan dzura. ’ntramez Queste forme sono di uso comune: i j’eru lì ëntramez (erano li in mezzo). da suta traduzione contro dietro vicino davanti dopo davanti sopra dentro intorno fuori lungo lontano secondo sotto esempio cuntra r miràgna ˆa dadrè a r cà ˆa davzin ar giuch ˆ dëdnanz aj beu dop a dui bot dvan da r ˆ’üss dzura aj cup ëndrinta a r stàla ˆa ënturna ar pajè ˆ feura da ’n ti ciàp lungh a Ber ˆb luntan dar gurgh ˆ scund mi … suta r fioca ˆa traduzione contro il muro dietro la casa vicino al pollaio davanti ai buoi dopo le due davanti all’uscio sopra il tetto dentro la stalla intorno al pagliaio fuori dalle scatole lungo il Belbo lontano dal lavatoio secondo me … sotto la neve Alcune di queste forme possono avere anche il valore di avverbio. z ˆura (ëd) ëndrinta ënturna feura lungh luntan scund suta. la preposizione ën diventa ënt: ënt ën gnente (in un niente). la struttura ën e il gerundio semplice sostituisce l’italiano «nel. La preposizione sü può essere rafforzata da ën: ën sër feu (sul fuoco). ëntramez. ënt Quando precede l’articolo determinativo o indeterminativo. per sempre). nell’. Preposizioni improprie Le più usate preposizioni improprie sono: preposizione cuntra dadré. A differenza dell’italiano ënsema (insieme) non è seguito da cun (con) ma da a (a). ˆa cun La preposizione cun (con) introduce diversi complementi. sü për tra. ˆ Questa preposizione (për può avere valori diversi come nella lingua italiana e ˆ) la troviamo in diverse espressioni idiomatiche come ad esempio: për poch. ëd suta. nello» più l’infinito: ën gavanda r nàta (nel togliere il tappo).da La preposizione da introduce vari complementi e notiamo che insieme a z ˆì (qui) determina l’espressione temporale e spaziale da z che corrisponde all’itaˆì liano tra: es vuguma da z n’ura (ci vediamo tra un’ora) ˆi ën.

ma tente ar pian ˆ e j’ho dairu ar matote ëd Vigiu ˆ purtèine a r ˆ’àsu ëd Giuanin a r matin ënduma a scora ˆa ˆ e suma ëndà ai Gàj ënturna a jë stàbi u j’uma dàje da mangè a j’amis e suma ëndà dar medi ˆ da r ˆ’ancò dij firàgn da r matin a r saira ˆa ˆa dai Tàpa ai Vilarat da jë scau da j’om ë dar fumr ˆ ˆe r brunza ën sër feu ˆa ˆ ën passurot ën sr ˆ’urmu ër castàgne ën su scau ˆ ër giuch ën sr Langa ˆ ˆa lassü ën sij brich u r rivaje ën sj’ungin ˆ’è 127 traduzione un discorso di poco conto la vendemmia dell’anno precedente il vino dell’anno scorso sotto un sole cocente i giorni della merla un vitello della coscia il più bravo dei due la canna dei fucili il più vecchio degli amici la più vecchia delle due bambine loda le colline. du ij (i) dij ai dai sij jë (gli) djë ëd jë a jë da jë sjë j’ (gl’) dj’ ëd j’ a j’ da j’ sj’ r (le) ˆë dër ˆ ëd r ˆ’ ar ˆ dar ˆ sër ˆ dë (di) a (a) da (da) sü (su) preposizione articolata traduzione esempio dër ˆ dr ˆ’ ëd r ˆ’ du dr ˆa ëd r ˆa dij djë dj’ dër ˆ ar au ˆ. articolo preposizione ër (il) ˆ dër ˆ ëd r ˆ’ ar ˆ dar ˆ sër ˆ r (l’) ˆ’ dr ˆ’ ëd r ˆ’ ar ˆ’ da r ˆ’ sr ˆ’ r (la) ˆa dr ˆa ëd r ˆa au ar ˆa da r dau da r ˆu. ar ˆ ar ˆ’ ar ˆa ai a jë a j’ dar ˆ da r ˆ’ da r ˆa dai da jë da j’ sër ˆ sr ˆ’ sr su ˆu. dai sul sul sul sulla sui sui.Preposizioni articolate Quando l’articolo determinativo segue le preposizioni dë. ˆa sr su ˆu. ˆ dër cucàle ˆ r vandëmmia dr ˆa ˆ’ànn prüma ër vin ëd r ˆ ˆ’ànn passà au russ du su ij dì dr merla ˆa ën bucin ëd r cheussa ˆa ër pi bràv dij dui ˆ r càna djë s-ciop ˆa ër pi vej dj’amis. sr ˆa r u (lo) ˆu. si noti che sü diventa së. da. dj’amise ˆ r pi veja dër due nine ˆa ˆ lauda ij brich. sulle ën dëscurs dër pentu. a. sü esse si fondono dando origine alle preposizioni articolate. ma tieniti al piano glielo dato alle figlie di Luigi portatene all’asino di Giovanni al mattino andiamo a scuola siamo andati ai Galli intorno ai recinti abbiamo rifocillato gli amici ci siamo recati dal medico dal margine ultimo del filare dal mattino alla sera dai Tappa ai Villaretti dagli essiccatoi dagli uomini e dalle donne la pentola sul fuoco un passero sull’olmo le castagne sull’essiccatoio il pollaio sulla Langa lassù sui colli gli è arrivato sulle “unghie” . sr ˆa sij sj’ del del del del della della dei dei dei. delle delle al al al alla ai ai ai dal dal dalla dai dalle dalle.

Come già scritto quando ën precede l’articolo determinativo o indeterminativo.Locuzioni prepositive Le locuzioni prepositive sono sintagmi formati da altre parole e che svolgono la funzione di preposizioni. la preposizione ën diventa ënt per cui avremo: esempio traduzione esempio traduzione ënt ën gnente ënt ër prà ˆ in un niente nel prato ënt r tampa ˆa ënt ij camp nella fossa nei campi Serravalle. Le preposizioni articolate derivate da dë diventano ëd r e ëd r se seguono una ˆë ˆ’ parola che finisce in consonante: ën bucin ëd r cheussa (un vitello pregiato) ˆa Quando për precede l’articolo ün diventa pr’: mez a pr’ün (metà ciascuno). veduta da mezzodì 128 . da queste parti di là da di qua da dietro a fa (presente di fare) senza eccetto esempio da cant a r stiva ˆa ënsem a so bàr ˆba ën fàcia ar porti ˆ r büria a r rivà fin-a ˆa ˆ’è ën si z ˆì da dlà da Burgna da dz da Tàne ˆa dr da r cascin-a ˆe ˆa duj máis fà sanz savair ˆa ˆu gavà che lamaintesse sempe … traduzione a fianco della stufa insieme allo zio di fronte al portico l’acqua grossa è arrivata fin qui al di là della Bormida di qua da Tanaro dietro la cascina due mesi fa senza saperlo eccetto che lamentarsi continuamente … Casi particolari e differenze con la lingua italiana Davanti agli aggettivi possessivi le preposizioni diventano semplici. Ecco alcuni esempi: locuzione prepositiva da cant ënsem(a) a ën fàcia ën si z ˆì da dlà da da dz da ˆà dr da ˆe fà sanz ˆa gavà traduzione a fianco insieme a di fronte qui.

ëdcò. copulative. për lo ˆ’è ch’u j’ha r frev ˆa me fumr a j’ha regalàme na ˆa bela biru. conclusive. dco. Le congiunzioni si dividono in coordinative e subordinative. dunca e sun i pieuv. Avversative congiunzione traduzione esempio cuntüt epüra ma mentre però anche eppure ma mentre però cuntüt ch’u r cit u gieuga bagn ˆ’è ër trenu u r luntan epüra ˆ ˆ’è saintuma ër rumur ˆ u r giust. ënlura ënduma a r susta ˆa ës pum u r trop mair. ven co ti! ne da na pàrt ne da r ˆ’àtra ni verde ni sëcche 129 traduzione Giacomo Truss e sua moglie su vieni anche tu! ne da una parte ne dall’altra ne verdi ne secche . correlative. për z che sun ˆo cuntaint traduzione penso. così non lo posso mangiare Luigino è malato. ma non proprio! lui lavora mentre tu fai il pelandrone questa mela è brutta però è buona Conclusive congiunzione traduzione dunca ënlura paraj për lo për z ˆo dunque allora così perciò per questo esempio mi e pains. co ne ni e anche ne ne Giacu Truss e so fumr ˆa sü. Coordinative Le proposizioni coordinative si dividono in: avversative. dunque sono piove. per questo sono contento Copulative congiunzione traduzione esempio e dërcò. perciò ha la febbre mia moglie mi ha regalato una bella penna.Congiunzione La congiunzione viene definita come la parte invariabile del discorso che unisce due termini di una proposizione o due proposizioni di uno stesso periodo. paraj ˆ’è e peuss naint manger ˆu Luisin u r maràvi. allora andiamo al riparo è troppo maturo. ma pà tant! ˆ’è chial u travàja mentre ti ët fài ër plandrun ˆ ës pum u r brüt però u r bun ˆ’è ˆ’è traduzione anche se piccolo gioca bene il treno è lontano eppure sentiamo il rumore è giusto. dichiarative e disgiuntive.

concessive. vale a dire un bel paese Disgiuntive congiunzione traduzione esempio o o seuti fürb o seuti fol opüra oppure i peur esci ëndà a r Bruza ˆu ˆa opüra a Munot traduzione sei furbo o sei scemo possono essere andati alla Bruzza oppure a Munot Subordinative Le congiunzioni subordinative si dividono in: avversative. dichiarative. comparative. difàti mair Cravanzan-a. Avversative congiunzione traduzione dësnun mentre che quandi che sedenun. difatti maturo Cravanzana. ma è anche un po’ folle o uno o l’altro fa lo stesso sia che sia dolce sia che sia amara è sempre disgustosa tanto si è dato da fare che ha finito Dichiarative congiunzione traduzione difàti var a dì ˆ difatti vale a dire esempio bel russ.Correlative congiunzione traduzione e…e naint mach… ma co o…o sìa che … sìa che tant… che e…e non solo… ma anche o…o sia che … sia che tanto…che esempio Martin u j’ha perdü e r ˆa cartela e ij libr naint mach u r ën bocc. causali. sednun altrimenti mentre che quando che altrimenti esempio scuta dësnun ët patel to bàrba u viàgia. eccettuative. mentre ch’i j’han dije de stè cugià so chisin u sgairàva quandi che u j’àva manch ën sod spariss sedenun ët pij a cauz ˆ ënt ër cü ˆ 130 traduzione ubbidisci altrimenti ti picchio tuo zio viaggia mentre che gli è stato detto di rimanere a letto suo cugino sprecava quando non aveva nemmeno un soldo sparisci altrimenti ti prendo a calci nel sedere . esclusive. var a dì ën ˆ bel paìs traduzione bello rosso. ˆ’è ma u r co fol ˆ’è o ün o r ˆ’àtr u fà istess sìa ch’a sìa duz sìa ch’a sìa ˆa. finali. dubitative. condizionali. modali e temporali. limitative. amera a fà sempe strì tant u r desgagiàsse ˆ’è ch’u j’ha finì traduzione Martino ha perso e la cartella e i libri non è solo un buono a nulla. consecutive.

Causali congiunzione da zà che dar mumaint ˆ che përchè che sicume che traduzione di già che dal momento che perché che siccome che esempio da zà che ti seuj. a meno che non ti piaccia caso mai lo vedeste. ˆu saliter ˆu basta che basta che basta ch’u vàga basta màch che basta solo basta màch ch’u sìa prumoss che (passà) ënt ër cas che nel caso ˆ ënt ër cas ch’u piova quàta ˆ in cui ër fagn ˆ quandi ch’i quando che fà sorti ër galin-e. basta che sia pulito Consecutive congiunzione traduzione ën manera che in modo che paraj che si che tant che cosìcche si che tanto che esempio beutr ën manera ch’u ˆu bugia naint ven che paraj nun parluma ün ch’u sà naint si ch’u sà Iose a j’ha curü tant ch’a r drucà ˆ’è traduzione mettilo in modo che non si muova vieni cosicchè ne parliamo chi non sa «si che sa» Iose ha corso tanto da cadere Condizionali esempio pijr a menu che ut ˆu. salutatelo basta che vada basta solo che sia promosso nel caso in cui piova ripara il fieno fai uscire le galline quando c’è il sole se il giovane sapese e se il vecchio potesse . andiamo Concessive congiunzione bele che bele se cuntüt ëdcò se i-j nun fà naint che traduzione benchè anche se sebbene anche se non importa che esempio bele che u studia u sà gnente bele s’u r mair u r marì ˆ’è ˆ’è cuntüt ch’u r ˆ’era maràvi u r ˆ’è ënnü a travajè ëdcò s’u r giuvu u sà ˆ’è i-j nun fà naint ch’u sìa vej. basta ch’u sìa pulid traduzione benchè studi non sa nulla anche se maturo è cattivo sebbene malato è venuto a lavorare anche se giovane conosce non importa che sia vecchio. piàsa naint casu mài che caso mai che casu mài ch’i r vughissi. ënduma traduzione di già che ci sei compra anche due dolci dal momento che scappa lasciala andare ritorna un’altra volta perché è tardi! siccome cadi dal sonno. quandi ˆ ch’i fà su se se se ’r giuvu u savaissa e se ˆ ’r vej u pudaissa ˆ 131 congiunzione a menu che traduzione a meno che traduzione compralo. càta co due brignole dar mumaint ch’a scàpa ˆ làssr ëndè ˆa turna n’àtra vota përchè ch’u r tàrdi! ˆ’è sicume ch’ët drochi da r ˆa sogn.

giochiamo? dove corre? Eccettuative congiunzione traduzione a menu che a meno che feuravìa che gavà che sanz che ˆa esempio e vàgh a menu che i-j rüva me màma tolto che. fatta u studia ëd tüt feuravìa eccezione di che r storia ˆa tranne che u r bràv. gavà che u r ˆ’è ˆ’è poch simpàtich senza che u j’ha pijà dër caramele ˆ sanz che gnün u vughissa ˆa traduzione vado a meno che arrivi mia mamma studia di tutto fatta eccezione della storia è bravo tranne che è poco simpatico ha preso delle caramelle senza che nessuno vedesse Esclusive congiunzione traduzione esempio sanz che ˆa senza che u j’ha fà tüt sanz che gnün ˆa u savaissa gnente sanz ˆa senza us fà dër mà sanz savair ˆ ˆa ˆu 132 traduzione ha fatto tutto senza che nessuno sapesse nulla si fa del male senza saperlo . ch’ che u r stanch ch’u droca ën tèra ˆ’è cume.Comparative congiunzione cume mej che menu che paraj pü … pü pì che pitost che tant me esempio cume ch’ët j’hai dicc ët j’hai fà i sai stà mej che j’àtra vota mi e n’ho menu che ti fà paraj o làssa perdì pü t’e-j nun dai pü u nun mangia più che u r frus pì che n’urs ˆ’è piuttosto che dër vote u r mej stè ciütu ˆ ˆ’è pitost che parlè tanto quanto u mangia tant me ’n gril traduzione come meglio che meno he così più … più traduzione come hai detto hai fatto siete stati meglio dell’altra volta ne ho meno di te fa così o lascia perdere più gliene dai più ne mangia è più antipatico di un orso a volte è meglio tacere piuttosto che parlare mangia tanto quanto un grillo Dichiarative congiunzione traduzione esempio che. quand se landi traduzione come perché quando se dove esempio cume stàti? perché fàti paraj? quandi a vàla vìa? se u ven. e gigumne? landi u curlu? traduzione come stai? perché ti comporti così? quando va via? se viene. me come nair cume ër merlu ˆ traduzione è stanco che cade a terra nero come il merlo Dubitative o interrogative congiunzione cume përchè quandi.

u j’ha dàsse da fè për lo che per ciò che mi e fareu tüt lo che peuss. lasseru stè fin ch’i campa dr ˆ’eva. me cume se ën manera che quàsi. bele che ˆ’è maràvi bele se anche se bele s’u fàva fragg e j’uma travajà istess cuntüt che nonostante cuntüt ch’u piuvissa.Finali congiunzione traduzione esempio për che perchè mi e j’ho divr për ch’i sàpi ˆu reguleve përchè perchè chial u j’ha bitàje ënt u tirat. përchè che gnün i-j pija traduzione ve lo detto perché sappiate come comportarvi li ha messi nel cassetto perchè nessuno li prenda Limitative congiunzione traduzione esempio bele che benchè Miliu u r ënnü. attingine mentre dorme russa appena arrivato urla appena passa glielo diciamo quando arrivi ne parliamo . per lo che sun bun traduzione Emilio benchè malato è venuto anche se faceva freddo abbiamo lavorato ugualmente nonostante piovesse. si è dato da fare io farò tutto il possibile. tirne mentre ch’u dreum u runfa paina rivà u bràja pàina ch’u pàssa e-j r diuma ˆu quandi che ’t rüvi e nun parluma 133 traduzione come arriva. chiamami dopo che è partito telefonami fin tanto che dorme. per quanto sono capace Modali congiunzione cume. ciam-me dop che u r partì. squàsi quàsi che traduzione come come se in modo che quasi quasi che esempio parla cume ch’ët mangi parlje cume s’u fussa to frel baica ëd fè ’n manera ch’i-j vàga tüt bagn e suma ëndàje quàsi vëssin cul-là u cur quàsi ch’u j’avaissa ër feu ënt ër bràje ˆ ˆ traduzione parla come mangi parlagli come se fosse tuo fratello vedi di fare in modo che proceda tutto per il meglio ci siamo andati quasi vicino quello corre quasi che avesse il fuoco nei pantaloni Temporali congiunzione cume. lasciatelo stare fin che scorre l’acqua. me dop che fin tant che fin che mentre pàina pàina che quandi traduzione come dopo che fin tanto che fin che mentre appena appena che quando esempio cume ch’u rüva. telefun-me ˆ’è fin tant ch’u dreum.

Alcune congiunzioni subordinative assumono un diverso valore a seconda del contesto in cui sono. valga come esempio cume che può essere: interrogativa temporale modale comparativa dichiarativa u vurrìa savaj cume ch’a stà so màgna (vorrebbe sapere come sta sua zia) cume u r rivà u r subit partì ˆ’è ˆ’è (com’è arrivato è subito partito) u r bagnà cume n’aniot ˆ’è (è bagnato come un anatroccolo) u r vej cume ër cucu ˆ’è ˆ (è vecchio come il cuculo) na vota cume ëncheu (una volta come oggi). Cravanzana. la chiesa “bassa” 134 .

boja fauz ˆ! it tacaissa na caghëtta! ommi. eh. fulandran! ommi. Le interiezioni si possono dividere in tre categorie: proprie. ehi bon cribbiu cristiandor cuntàcc ommi uffa traduzione ah. mi hanno mangiato tutto! comprati un mestolo. parlo io! cribbio. j’han mangiàme tüt! vate catè ën caz badola! ˆü. che botta! oh. su bàla bagn! ëndarmàge. u r scapàme ˆ’è ’n tèra! uffa. che barba! Improprie interiezione o esclamazione ciau bije. ˆa tabaleuri! 135 traduzione boia bugiardo. Proprie interiezione o esclamazione ah. cade! vieni. idiota! . che patela! ommi. che bela màchina! cristiandor. che bàr ˆba! traduzione eh. scemotto! vatti a coricare nella nebbia. smettila cribbio. povera me. ciau bale ciütu dìncine ëndarmàge ënduma giuramèntuna nèh sà tü s-ciau. sà tü! E vàgh vìa e s-ciau! tenz ˆiun. pollastri! giuramento. l’ho lasciato cadere per terra! uffa. it tacaissa na caghëtta. scemotto! oh. balle silenzio cribbio peccato andiamo giuramento neh perbacco basta attenzione vieni esempio ciau bije. infatti praticamente ciascuna persona ha il proprio modo di esprimere stupore. che sbarüv! cuntàcc. che mà! bon. u r tàrdi! ˆ’è traduzione ciao biglie. ch’ënduma! tuca pà. eh. mi povra dona! vàte catè ën caz ˆü! vàte cugè ënt r ˆa nebbia! traduzione boia bugiardo ti venisse una caghetta! oh. improprie e locuzioni esclamative. che botta ti venisse una caghetta. ohi. vàte cugè ënt r nebbia. meraviglia. gioia o dolore per cui gli esempi che seguono sono a puro titolo esplicativo. che sgarula! nèh. tuca mi parlè! dìncine. ih. se balla bene! peccato. ohi. perbacco! me ne vado e basta! attenzione. s-ciav tenz ˆiun ven traduzione ciao biglie. sono caduto! andiamo. mi povra dona. ehm ahi. ehi basta cribbio perbacco accidenti oh uffa esempio eh. che spavento accidenti. stà ’n là! ahi. e sun ribatà! ënduma. u droca! ven. ehm ahi. stai in la! ahi. che andiamo! non toccare. mi scappa silenzio. ih. povera me comprati un mestolo! vatti a coricare nella nebbia esempio boja fauz che patela! ˆ. che male! basta. è tardi! Locuzioni esclamative interiezione o esclamazione ispa. che bella automobile! perbacco. u me scàpa ciütu. piantr lì ˆa cribbiu. pulastrun! giuramèntuna.Interiezioni o esclamazioni Il numero di queste unità lessicali è veramente enorme.che sfortuna! neh.

Sintassi Possiamo dividere in: sintassi della proposizione e sintassi del periodo. ëd (di). Sintassi della proposizione Nella proposizione possiamo distinguere alcune parti e precisamente: il soggetto. Avremo dunque i seguenti complementi in ordine alfabetico: abbondanza o privazione introdotto da: dë. esistono i complementi che ne specificano ulteriormente il senso. mentre il verbo quello di copula: soggetto r me cà a r bela ˆa ˆ’è traduzione la mia casa è bella Complementi Quantunque il soggetto e il predicato verbale possano formare già di per sé una proposizione. Soggetto Il soggetto corrisponde a chi o cosa fa l’azione: soggetto Virginia a bràja fort Ër màchine i van fort ˆ traduzione Virginia urla forte Le automobili corrono velocemente Predicato verbale Il predicato verbale è costituito dal verbo: soggetto Gepin u pùa ër vi ˆ traduzione Giuseppe pota le viti Predicato nominale Il nome o l’aggettivo che seguono il verbo esci (essere) prendono il nome di predicato nominale. il predicato nominale. i diversi complementi e l’attributo. soggetto Cravanzan-a a r rica ëd nizor ˆ’è ˆe Ber u r propi povr ëd pass ˆb ˆ’è traduzione Cravanzana è ricca di nocciole il Belbo è povero di pesci 136 . il predicato verbale.

dë. su. ˆ soggetto cui dui i parlu màch sempe ëd sod ar ˆ’ostu i ciaciar dër partije ˆu ˆ ëd diminica traduzione quei due parlano solo sempre di soldi al bar chiacchierano delle partite di domenica causa introdotto da: për. sü. da. soggetto r ˆ’üva a r stà rüinà da r tampesta ˆ’è ˆa traduzione l’uva è stata rovinata dalla grandine compagnia e unione introdotti da: cun. ënsem. da. a proposito). ëd. ën cumpanìa (con. da). soggetto cul nini u và ar màr cun so màgna ˆ traduzione quel bambino va al mare con sua zia denominazione introdotto da: dë. insieme. soggetto Virginia a r na matutina ëd quatr àgn ˆ’è so surela a r diplumàsse a disdeut àgn ˆ’è traduzione Virginia è una bambina di quattro anni sua sorella si è diplomata a diciotto anni fine introdotto da: për. a causa di). ën zuma (di. da (per. soggetto ër paìs ëd Cravanzan-a u r a quasi ˆ ˆ’è sesz ˆaint metr d’autëzza traduzione il paese di Cravanzana è ad un’altitudine di quasi seicento metri età introdotto da: dë. a. con. di. in compagnia). a (di. a pruposit. a).argomento introdotto da: dë. soggetto traduzione r Ferrari a r na bela màchina da cursa la Ferrari è una bella automobile da corsa ˆa ˆ’è 137 . a causa ’d (per. cun. soggetto saira e suma naint surtü për r fragg ˆ ˆa Catlinin a suda da r càd ˆa traduzione ieri non siamo usciti per il freddo Caterina suda per il caldo causa agente o efficiente introdotto da: da (da). ëd (di).

për. senza). ën (di. cun (di. di. travers. ën. a (di. a. per. in. complemento so zene u sà tüt dër balun a pugn ˆ u r grand. sanza (con. për. in). in. con). ëd. per. complemento i j’han ficàje trai àgn ëd përsun 138 traduzione gli hanno dato tre anni di prigione . attraverso. suta (a. complemento sa cadaina a r ëd fer pin ˆ’è traduzione questa catena è di ferro massiccio mezzo introdotto da: cun. per. complemento ër sindich u pàrla sanza gena ˆ z ˆërcuma ëd travajè cun deuit traduzione il sindaco parla a ruota libera cerchiamo di lavorare a modo oggetto complemento Carlin u mangia r turta ˆa saira i j’han baivü dër vin ˆ traduzione Carlo mangia la torta ieri hanno bevuto vino pena o colpa introdotto da: dë. di. a. ëd. complemento mi e stàgh a Cravanzan-a ti ’t vài an Àr ˆba mi e sun ën camin ch’e turn da Curtmija ën curriera e sun passà për San Stèu traduzione io abito a Cravanzana tu vai ad Alba io sto per tornare da Cortemilia in autobus sono transitato per Santo Stefano materia introdotto da: dë. a. moto a luogo. grazie a (con. grazie a). moto per luogo) introdotti da: a. ën. da. moto da luogo. dë. sopra. sotto). a. ma è un po’ scarso di forza luogo (stato in luogo. complemento Gispin u porta ër fagn cun ër tamagnun ˆ ˆ so bàr u r turnà a cà ën bici ˆba ˆ’è traduzione Beppe trasporta il fieno con il rimorchio agricolo suo zio è ritornato a casa in bicicletta modo o maniera introdotto da: cun. a). da. dë. a. ma u r ën po’ scàrs ëd forza ˆ’è ˆè traduzione suo genero conosce tutto della pallapugno è alto. in. dzura. ëd. a.limitazione introdotto da: dë. ën. in. për. ën.

specificazione introdotto da: dë, ëd (di);
complemento ër càmiu ëd Miclin u r vàst ˆ ˆ’è traduzione il camion di Michele è guasto

stima e prezzo introdotto da: da (da);
complemento u r ’n bucin da vint mila lire ar mir ˆ’è ˆ ˆia traduzione è un vitello del valore di venti mila lire il miriagrammo

tempo (determinato e continuato) introdotti da: a, ën, dë, për (a, in, di, per);
complemento a r diminica ënduma a r mëssa ˆa ˆa u j’ha piuvü për trai dì ëd fir ˆa traduzione la domenica andiamo a messa ha piovuto per tre giorni di seguito

vocazione non ha preposizioni
complemento matot, adess e fuma për dabun Nusgnur, ër to asu us cugia ˆ traduzione ragazzi, adesso si fa sul serio Signore, il tuo asino si corica

Attributo L’attributo è un aggettivo che unito al nome ne specifica le qualità.
complemento a Cravanzan-a puduma truvè ’n bel castel Pinotu u fà ën bun duz ˆat traduzione a Cravanzana possiamo trovare un bel castello Giuseppe fa un buon dolcetto

Bossolasco, veduta da mezzodì
139

Sintassi del periodo
La sintassi del periodo si occupa del rapporto tra le varie proposizioni che fanno parte del periodo. Le proposizioni si dividono in principali che hanno senso compiuto, dipendenti che dipendono invece da un’altra proposizione e coordinate che possono avere entrambe le caratteristiche.

Principali
Le proposizioni principali possono essere, in ordine alfabetico: dichiarative od enunciative, esprimono un giudizio e presentano il verbo all’indicativo, al condizionale o all’infinito;
esempio ër miradur u j’ha travajà bagn ˆ a staimbr e farìu ër ferie ˆ traduzione il muratore ha lavorato bene a settembre saremmo in ferie

esclamative esprimono ad esempio gioia e meraviglia e hanno il verbo all’indicativo, al condizionale, al congiuntivo o all’infinito;
esempio ch’it vena ën po ’d bagn! traduzione ti venga un po’ di bene! (ma vai a quel paese!)

esortative esprimono un’esortazione e hanno il verbo all’imperativo o al congiuntivo;
esempio avaj paziainz ˆa! traduzione abbi pazienza!

imperative esprimono un comando e presentano il verbo all’imperativo, al congiuntivo, all’infinito e al futuro;
esempio ven ëmbelez a r svelta! ˆì ˆa traduzione vieni qui velocemente!

incidentali sono in genere limitate da due virgole e non hanno legami sintattici con le altre proposizioni;
esempio traduzione Gepin, ët r digh ciair, stàme luntan Beppino, te lo dico chiaro, stammi lontano ˆu

interrogative dirette presentano una domanda e si reggono con il verbo all’indicativo, al condizionale, al congiuntivo e all’infinito;
esempio ëndua u r ˆ’elu ’ndà cul babau? traduzione dov’è andato quel babbeo? 140

ottative esprimono un desiderio e presentano il verbo al congiuntivo;
esempio ch’u vena püra avanti, munsü! traduzione venga pure avanti, signore!

Dipendenti
Le proposizioni dipendenti sono introdotte da una congiunzione, un pronome relativo, un verbo (infinito, participio, gerundio), un pronome o un avverbio interrogativo, per cui avremo in ordine alfabetico: avversative si dividono in esplicite, introdotte da: mentre che, quandi che (mentre che, quando che) ed implicite introdotte da: ënvece dë, ar post che (invece di, al posto di); ˆ
esempio j’àci i travàju, mentre chial u fà gnente ënvece dë scutè u fàva sempe lo ch’u vuràva traduzione gli altri lavorano mentre lui non fa nulla invece di ascoltare faceva ciò che voleva

causali si dividono in esplicite introdotte da: përchè, da za che, sicume che (perché, di già che, siccome che) ed implicite introdotte da: për, a, dë (per, a, di);
esempio u r naint ëndà a travajè përchè u j’àva ˆ’è r frev ˆa i sun stràch per avaj curü tüt u dì traduzione non è andato a lavorare perché era febbricitante sono molto stanchi per aver corso tutto il giorno

comparative si dividono in esplicite introdotte da: pi … che, cume (più … che, come) ed implicite introdotte da: pitost che, pi che (piuttosto che, più che);
esempio r vandëmmia a r stà cume ch’is ˆa ˆ’è r spetàvu ˆa pi che cantè u crijàva me n’àquila traduzione la vendemmia è stata come se l’aspettavano più che cantare urlava come un’aquila

concessive si dividono in esplicite introdotte da: cuntüt che, ëdcò si (nonostante che, anche se) ed implicite introdotte da: pür (pur);
esempio ëdcò s’u pieuv i j’è ër su ˆ pür avanda gigà tüt u dì u j’ha naint sogn traduzione anche se piove c’è il sole pur avendo giocato tutto il giorno non ha sonno

condizionali si dividono in esplicite introdotte da: se, basta mach che, a cundiziun che (se, cerca solo di, a condizione che) ed implicite introdotte da: a (a);
141

esempio va ’nduva ch’ët veuri, basta màch che të stàghi bràv ëndanda a scor u starìa naint tüt u dì ˆa ën gir a fè ër fol ˆ

traduzione vai dove vuoi, cerca solo di stare bravo andando a scuola non starebbe in giro tutto il giorno a fare lo scemo

consecutive si dividono in esplicite introdotte da: tant … che (tanto … che) ed implicite introdotte da: da (da);
esempio u j’ha mangia tant ch’u r stumiàsse ˆ’è u j’ha tampestàje tant da fè sgiàj a tüci traduzione ha mangiato tanto che ha fatto indigestione ha grandinato tanto da lasciare tutti sgomenti

esclusive si dividono in esplicite introdotte da: sanza che (senza che) ed implicite ˆ introdotte da sanza (senza); ˆ
esempio ˆ u gigàva ar balun sanza che ij so ˆ i r savaissu ˆu u r ’ndà vìa sanza dì gnente a gnün ˆ’è ˆ traduzione giocava a pallone senza che i suoi lo sapessero è andato via senza dir niente a nessuno

eccettuative si dividono in esplicite introdotte da: a menu che, feuravìa che (a meno che, eccetto che) ed implicite introdotte da: gavà che, feuravìa che (tolto che, eccetto che);
esempio us lamaintàva maj a menu che i r ˆu faissu travajè gavà che ’ndè ’n bici u fàva ëd tüt traduzione non si lamentava mai a meno che lo facessero lavorare tolto che andare in bicicletta faceva di tutto

finali si dividono in esplicite introdotte da: përchè, për che, ën manera che (perché, per che in modo che) e implicite introdotte da: për, a (per, a);
esempio e j’ho divr për ch’i sàpi reguleve ˆu u canta na bela canzun për fè piasì a so murusa traduzione ve lo detto perché sappiate regolarvi canta una bella canzone per compiacere la sua fidanzata

interrogativa indiretta può avere il verbo al condizionale, al congiuntivo, all’indicativo;
esempio ës ciamuma tüci përchè ch’u j’àba dicc lulì traduzione ci chiediamo perché abbia detto ciò

limitative si dividono in esplicite introdotte da: për lo che, standa a (per quello che, secondo ciò che) ed implicite introdotte da: riguard a, për, a (riguardo a, per, a);
142

a (in ogni modo. a forza ’d ˆ (a. a forza di). che era il più forte giocatore di pallapugno. cun. esempio quandi ch’u và a n’Àr u dovra r curriera ˆba ˆa prüma ëd pàrti u j’ha salità ij so 143 traduzione quando va ad Alba si serve dell’autobus prima di partire ha salutato i suoi (genitori) . paina che (quando che. ch’u r ˆ’era ër pi fort gigadur ˆ da balun a pügn. con. esempio st’istà u r mej che të stüdii ˆ’è suainz u sarìa ër càs dë stè ciütu ˆ ˆ traduzione quest’estate è meglio che tu studi sovente sarebbe il caso di stare zitti strumentali si trovano solo nella forma implicita e introdotte da: ën. u stàva a Cravanzana uz ˆerca caicadun ch’u-j pulida r ˆ’ort traduzione Ghindu. dop ëd (prima di. esempio Ghindu. esempio e j’ho dije ch’ëndàva a r Beusia ˆa er medi u j’àva dije ’d pi naint fimè ˆ traduzione gli ho detto che andavo a Bosia il medico gli aveva detto di non più fumare relative si dividono in proprie ed improprie introdotte da un relativo. esempio u parlàva cume s’u fissa ër padrun ˆ dër vapur ˆ a mangè trop i farài indigestiun traduzione parlava come se fosse il padrone del vapore a mangiare troppo farete indigestione oggettive si dividono in esplicite introdotte da: che (che) ed implicite introdotte da: dë (di). appena che) ed implicite introdotte da: prüma ’d. mentre che. come se) ed implicite introdotte da: tüt ën.esempio standa a lo ch’u dis cul là i sarìu tüci cativ a mangè e a báivi u r ’r pi fort ëd tüci ˆ’è ˆ traduzione secondo la sua opinione sarebbero tutti cattivi a mangiare e bere è il più capace di tutti modali si dividono in esplicite introdotte da: cume. in. dopo di). cume se (come. abitava a Cravanzana cerca qualcuno che gli pulisca l’orto soggettive si dividono in esplicite introdotte da che (che) ed implicite introdotte da dë (di). ën. con. mentre che. a). cun. esempio a forz dë sbaliesse i s’ëmpàr ˆa ˆa traduzione a forza di sbagliare si impara temporali si dividono in esplicite introdotte da: quandi che. pronome o avverbio.

nujàcc e baicuma traduzione Elio mangia le nespole.Coordinate La coordinazione tra due proposizioni. naint mach… ma ’dcò esempio nè u pàrla nè u bugia o u stà ’n pe o u droca bàsta ch’i vagu vìa e ün e r ˆ’àtr traduzione né parla né si muove o rimane in piedi o cade che vadano solo via e uno e l’altro pronome correlativo pronome chi … chi esempio chi ch’u scapàva. Iose ij pum. nè. Iose le mele. noi stiamo a guardare congiunzione congiunzione e. si ottiene con una: virgola esempio Elio u mangia i puciu. chi ch’u brajàva traduzione chi scappava. principali o dipendenti. manch o e…e. chi urlava 144 .

la chiesa parrocchiale .LE PAROLE ˆ ˆ ËR PAROLE Feisoglio.

ˆa Batista sauta ’n sr pianca. bàla bàla bel ninin. vatti a coricare. i-j nun j’è na quantità. r cioca a fà din-dan. ˆì chi u ven r e ru pij a curnà. pianca a droca ˆa ˆa Batista ën sr cioca. ër castàgne brisatà. il filo di canapa si strappa Battista salta sulla pianca. vàte cugè ˆ ˆa) Crava (r ˆa Mi sun r crava ’ncravinà. meza tusa. ham. Butalin (ër (ën che man u r ˆ) ˆ’èlu?) Pin. mangia carte prenditi la giacca. Battista Battista fila la canapa. Buca (ën) Ën buca a mi. Carabignè Carabigné. ˆ ën buca ar can. in bocca al cane. la pianca rovina Battista sulla campana. ˆ’èlu veuid cul u r ˆ’èlu pin? cul u r Canarin (ër ˆ) Gin gin canarin quante fije j’è a Tirin. le castagne bruciacchiate. mangia papé pijte ër giachè. Battista si è cagato in mano. sotto i piedi di un cavallino. Batista cagàsse ën man. in bocca a te. piena qual’è vuota qual’è piena ? Il canarino Gin gin canarino quante ragazze ci sono a Torino. 147 . ën buca a ti. r rista as ë s-cianca. La botticella (in che mano è?) Botticella piena. Carabinieri Carabinieri. ˆ qua-qua-qua. capretta per metà tosata e per metà pelata chi viene qui lo prendo a cornate. italiano Balla balla Balla balla “picucalla” sotto i piedi di una cavalla. balla balla bel bambino. nine nane e surtégg Filastrocche. ninne nanne e sorteggi piemontese dell’Alta Langa Bàla bàla Bàla bàla picucàla suta ij pe di na cavàla. ham. suta ij pe din cavalin. ce n’è una quantità qua-qua-qua. la campana fa din-dan. pin butalin. meza splà.Cunte. Batista ˆa ˆa ˆa Batista fir r rista. La capra Io sono la capra. In bocca In bocca a me.

ma se vedeste sua sorella cucu. cucu come è bella. tüci zü ’nt ër prà. curu. curnabò qual’è il mio. tàja r porta ˆa ˆa porta è zà tajà. can bucin j’è mortje Giuanin. cu. curnabò cul u r ˆ’èlu ër me. tàja r pel ˆa pel è düra. mortje ’n crin crin cutel.curu. cume ch’a r bela. cul u r ˆ ˆ’èlu ër to ? ˆ Dalin dalan Dalin. Curnabò (ën che man u r ˆ’èlu?) Curnabò. tàja r mür ˆa ˆa mür è forta. Quando è vestita di tutti i colori. Dalin dalan Dalin dalan è morto un cane cane volpino e morto Giovannino 148 . ˆ Dalin dalan Dalin dalan j’è mortje ën can can vur ˆpin j’è mortje Giuanin italiano Il cuculo Cuculo della barba grigia quanti pidocchi hai nella camicia? (I bimbi ascoltavano quante volte cantava) Il cuculo Cuculo dalla barba blu quanti giorni prima che piova? (I bimbi ascoltavano quante volte cantava) Il cuculo Cuculo dalla barba bianca quanti anni vivrai? (Si ascoltava poi quante volte cantava) Il cuculo Il padre del cuculo è un gran bel uccello. ˆ’è tüci ij cucu vurriju feje r ˆ’amur. curu. Giuanin cutel tajàje r pel. cucu. ˆ’è Quandi ch’a r vestija ëd tanci culur. taglia la pelle pelle è dura.piemontese dell’Alta Langa Cucu (ër ˆ) Cucu dr bàrba grisa ˆa quanci pieuj j’ati ’nt r camisa? ˆa (Ij nini i scutàvu quante vote u cantàva) Cucu (ër ˆ) Cucu dr bar bleuva ˆa ˆba quanci dì prüma ch’i-j pieuva? (Ij nini i scutàvu quante vote u cantàva) Cucu (ër ˆ) Cucu dr bàrba bianca ˆa quanci àgn te scampti? (Ij nini i scutàvu quante vote u cantàva) Cucu (ër ˆ) Er pare dër cucu u r ’n gran bel usel. ˆ ˆ ˆ’è pi e r baich e pi u r bel. taglia il muro muro è forte. qual’è il tuo ? Dalin dalan Dalin. Curnabò (in che mano è?) Curnabò. Dalin dalan Dalin dalan è morto un cane cane volpino. cane e bue è morto Giovannino.cu. ˆa r pel du luv. la pelle del lupo. più lo guardo e più è bello. tutti giù nel prato. dalan j’è mortje ’n can. dalan è morto un cane. taglia la porta porta è già tagliata. curu. morto un maiale maiale coltello. ˆu ˆ’è ma se i vughissi so surela cucu. tutti i cuculi vorrebbero farci l’amore. ˆa Dalin dalan Dalin dalan mortje ën can can vur ˆpin. Giovannino col coltello ha tagliato la pelle.

tre possono. è morto Donato Donato “lëssìa” (il bucato). quattro stentano. tre in peuru. (il medio) questo li mangia. ˆa ˆ ˆ Ra furmichetta russa muntàva ’n sër mür. ˆ Cosa fàti patalüch lì ’n si cup? Cosa fàti tabaleuri? Càr zü. Le dita (insegnando il nome delle dita) Questo va al mulino. (l’anulare) questo fa pio. ˆu ma se fissa stà ’n cà tùa st’ura zì e sarìa zà ëndà vìa. ˆì ës-z u fà pìu. ˆa cun sue manine bianche s’ë s-ciupatàva ’r pecc. ës-z u fà ij tajarin. ˆ Furmichëtta russa (r ˆa) ˆ Ra furmichetta russa muntàva sü dar mür. ˆì ës-z u-j mangia. Furmichëtta russa (r ˆa) ˆ Ra furmichetta russa muntàva sü dar mür. ˆ Gal (ër ˆ) Na vota ënz ˆuma aj cup i j’era ’n gàl scapà dar giuch. chi j’è ’n cà dj’acc. cinque è necessaria una domestica. Fumr ˆe Due in veuru. ch’i j’è dër bosch da fete cheusi. ˆ’è Des. La formichetta rossa s’arrampicava sul muro. quàtr i staintu. ˆa Di (ij) (mus-cianda ër nom dij dì) ˆ Ës-z u và ar mir ˆì ˆ ˆin. pio dietro l’uscio (il mignolo) La formichetta rossa La formichetta rossa s’arrampicava sul muro. Donne Due mi vogliono. con le sue manine bianche si batteva il culo. Cosa fai “patalüch” li sul tetto ? Cosa fai birichino ? Scendi che c’è legna pronta per farti cuocere. suona l’una chi è in casa d’altri se ne vada a casa. le è preso mal di pancia e si è coricata nel letto con le sue manine bianche si batteva le mammelle. pussa vìa. (l’indice) questo li fa cuocere. Dalin Dalan Dalin dalan Lucia ciapàva ij passurot se so màre a crija dije ch’u r Pinot. con la camicia corta mostrava tutto il culo. ˆ tacàje mà r panza ’ndàsse cugè ’nt u lecc.piemontese dell’Alta Langa Giuanin dij frà. (il pollice) questo fa le tagliatelle. ˆ cun r camisa curta mus-ciàva tüt ër cü. Dunà lëssìa passa vìa. le undici. ˆ cun sue manin-e bianche s’ë s-ciapaz ˆàva ’r cü. z ˆinch i-j và r sërvainta. ch’us nun vàga a cà. unz ure (quandi u r ura d’ëndè vìa) ˆ’è Des unz ure ën bot sunà. La formichetta rossa La formichetta rossa s’arrampicava sul muro. ët r digh pà a ti ch’ët zeuj ën cà mìa. Le dieci. Dalin dalan Dalin dalan Lucia catturava i passerotti se sua madre urla dille che è Beppino. ma se fossi stato in casa tua a quest’ora sarei già andato via. Il gallo Una volta sul tetto c’era un gallo scappato dal pollaio. j’è mortje Dunà. pìu dré da r ˆì ˆ’üss. non lo dico a te che sei in casa mia. ˆa ˆ italiano Giovannino dei frati. ˆì ës-z u-j fà cheusi. le undici (quando è ora di andarsene) Le dieci. 149 .

ër galin-e ru portu ar giuch. r ˆ’euv u ribàta r galin-a as màz ˆa ˆa. Gianna e Gianni Gianna e Gianni van per more tornano a casa che sono le sette 150 . Gallina di San Pietro indicami la strada per raggiungere il paradiso altrimenti ti uccido. ˆa Giacu e ër galin-e ˆ Giacu Miracu ër galin-e ru bëcaz ˆ ˆu. La gallina Piove. piove la gallina fa l’uovo. tre galli in un castello pregate il Signore che faccia bello. piove la gallina fa l’uovo. Gin e Gian Gin e Gian i van për mure ˆ turnu a cà ch’u r sèt ure. Galin-a ’d San Michel (r ˆa) Galin-a. Giacomo Giacomo Giacomo già coricato? Già coricato Giacomo? Giacomo Giacomo già coricato. la gallina è mezza matta. Giacomo è un allocco. ˆa r galin-a r meza màta. Galin-e (ër tre) ˆ Su mirasù trè galin-e ’n sna ru. La gallina Piove. ˆ ˆ Giàcu Giàcu Giàcu zà cugià? Zà cugià Giàcu? Giàcu Giàcu zà cugià. piove la gallina fa l’uovo. nevica la gallina fa l’oca. Le tre galline Sole. ˆa sedenun et màz ˆ. ˆa ˆa Galin-a (r ˆa) Pieuv. La coccinella Gallina. pieuv r galin-a fà r ˆa ˆ’euv. le galline lo beccano. musme r strà për ëndè ’n paradis. fioca fioca r galin-a fà r ˆa ˆ’oca. ˆa ˆ’è Galin-a (r ˆa) Pieuv. La gallina Piove. preghé Nusgnur ch’u fàz bel. l’uovo cade la gallina s’ammazza. nevica. fa l’uovo al cioccolato. guarda il sole tre galline su una quercia. galin-a ’d San Pe. Giacu e le galin-a Giacomo Miracolo. pieuv r galin-a a fà r ˆa ˆ’euv. ˆ’è italiano La coccinella Gallina. Giacu r n’ur ˆ’è ˆuch. Galin-a (r ˆa) Pieuv. traj gaj ’nt ën castel.piemontese dell’Alta Langa Galin-a ’d San Pe (r ˆa) Galin-a. Galin-a ’d San Michel pija r scàr e munta ’n ciel. Gallina di San Michele prendi la scala e sali in cielo. le galline lo conducono al pollaio. fà r ˆ’euv a r ciculàta. pieuv r galin-a fà r ˆa ˆ’euv.

gattino fa le fusa. a Ruma cavàl a na tuma. ˆor tira feura ij teu curnun sedenun et màz ˆ. cich e ciach sul sedere. “ciach” sulla mano!!! Milano A Milano a cavallo di un cane. u fà su r Madona a và për fiù ˆa ˆ a nun cheuj ën maz ˆulin për purteje ar so ninin. lumachetta tira fuori le tue corna altrimenti ti uccido. Una volta Una volta c’era un uomo che girava intorno al duomo. ˆor ij curnin ranchie fora.piemontese dell’Alta Langa ma sèt ure j’han zà batü. maggiolino prendi il cestino e cammina a scuola. fa sole la Madonna va per fiori ne raccoglie un mazzolino per portare al suo bambino il bambino è contento e le regala una luna d’argento. ˆ italiano ma le sette han già battuto. cich e ciach ën sër cü. r scor r sarà. ˆ Limaz (r ˆa ˆa) Limaz limaz ˆa ˆa. ˆ ˆ ër ninin u r cuntaint ˆ ˆ’è e u-j regàla na lün-a d’argiaint. La Madonna Piove. sedenun e vàgh dar barbé ˆ e ’t ji fàz tajé. Il maggiolino Maggiolino. (Giovannino per guadagnarsi il sigaro) faceva l’aviatore in mancanza di benzina pisciava nel motore. Il gattino Gatto. ˆ Givu (ër ˆ) Givu. givola pija ’r cavagnin e marcia a scor ˆ ˆa. la scuola è chiusa prendi il cestino e torna a casa. ciach a r man!!! ˆa Milan A Milan cavàl an can. ˆ Madona (r ˆa) U pieuv. Mignin (ër ˆ) Mignin gatin rumau. ën mancanza ëd benzina u pissàva ’nt ër mutur. pët sigàla. Limaz (r ˆa ˆa) Limaz limaz ˆa ˆa. ˆ Giuanin Giuanin pët. pet sigaro. (Giuanin për fè sigàla) ˆ u fàva r ˆ’aviatur. Na vota Na vota j’era n’om ch’u giràva ’nturna ar dom. La lumaca Lumaca. Giovannino Giovannino pet. a Roma a cavallo di una toma. La lumaca Lumaca. altrimenti vado dal barbiere e te li faccio tagliare. ˆa ˆa ˆ’è pija ’r cavagnin e turna a cà. 151 . lumachetta le corna tira fuori.

tre r Pipina a fà ër cafè. faruma na cà neuva na cà neuva pin-a ëd ris. Se vuol dormire che dorma. Nanna “cuncheta” o “cucheta” Nanna “cuncheta” mamma è andata a messa messa suonava gli angeli cantavano cantavano una canzone la Madonna in processione. due tre la Peppina fa il caffè. Pin piripetta (i bambini sorteggiano) Pin piripetta noce. Pin piripeta (ij nini i cuntu) Pin piripeta nusa. Nanna nannetta Nanna nannetta mamma è andata a messa messa suonava l’angelo cantava cantava così bene fa la nanna bel bambino. Nana cuncheta Nana cuncheta ˆ’è màma r ’ndà a messa. pin piripetta pan. La Peppina Uno. Nana naneta Nana naneta ˆ’è màma r ’ndà a messa messa sunàva r ˆ’angel u cantàva cantàva tantu bin ˆa fà r nana bel bambin. dui. r Pipina a r meza màta. pin piripeta pan. Nanna nannetta Nanna nannetta mamma è andata a messa papà è andato nei boschi fai la nanna bel bambino. ˆa Nana naneta Nana naneta ˆ’è màma r ’ndà a messa ˆ’è papà u r ’ndà ’n ti bosch ˆa fà r nana bel matot. Nanna “cuncheta” Nanna “cuncheta” mamma è andata a messa papà è andato nei boschi fai la nanna bel bambino. ˆa ˆ’è italiano conduceva la carretta. il caffè alla cioccolata. 152 . ˆ’è papà r ’ndà ’nt ij bosch ˆa fà r nana bel matot. Su veu drimì ch’u dreuma. gli scappava la caghetta. ˆa ˆa j’è scapàva r caghëtta. il bambino in paradiso. ˆa) Pipina (r Ün. ˆa ˆ ˆ ˆa ër cafè a r ciculàta. ˆ ër matot ën paradis. la Peppina è mezza matta. faremo una casa nuova una casa nuova piena di riso. Nana cuncheta (cucheta) Nana cuncheta ˆ’è màma r ’ndà a messa messa sunàva j’angej i cantàvu cantàvu na canzun r Madona ’n prucessiun.piemontese dell’Alta Langa u mainàva r carëtta.

Una storia bella Io conosco una storia bella che fa piacere raccontare vuoi che tela racconto? 153 . topino cosa fai nel mio giardino ? Mangio l’uva. Allora ti prendo. ˆ Storia bela (na) Mi e seu na storia bela fà piasì cunter ˆa veuti ch’ët r cunta? ˆa italiano Il tacchino Tacchino. ënlura mi e scàp.piemontese dell’Alta Langa Pitu (ër ˆ) Pitu. Topino. che il diavolo ti strini. una rana nel secchio. ˆ Strossa fer Strossa fer và me ’r vaint. portali di quà. ho lasciato pane e vino. ˆ che màniga dë sbiri-ri-ri-ri. Riundur ˆin-a (r ˆa) Sun ëndà vìa a San Martin. sono tornata all’Annunziata. Puciunin Puciunin ha cagato nei pantaloni la sua mamma li ha lavati. fai la tua. spione porta i cannoni. tacchino fai la ruota. li ha lavati volentieri. che razza di sbiri-ri-ri-ri. ˆa j’ha lavàje vur ˆunté. Ënlura mi ët ciàp. portje dzà. pitu fà r rua ˆa fà r mìa. più forte del mondo. ˆ pi fort dër mund. ˆa che ’r diau u te strin-a. portje dlà. Singhiozzo Singhiozzo barbozzo una rana nel pozzo. sun turnà a r ˆ’Anunzià. La rondinella Sono andata via a San Martino. topino (giocando a prendersi) Topini. ratin (giganda a ciapesse) Ratin. j’heu truvà tüt ër ni drucà. ho trovato tutto il nido rovinato. portali di là portali dietro alla tua casa. allora io scappo. Sangiut Sangiut barbut na ran-a ’n tër puz ˆ ˆ. ratin cosa fàti ’nt ër me giardin ? ˆ E mangg r ˆ’uva. Puciunin turnàje caghè. spiun Spiun. spione Spione. ˆa portje dré da r to cascin-a. singhiozzo va via!! Spione. portje dré da r tua cà. ˆa ˆa Puciunin Puciunin cagà ’nt ër bràje ˆ r so màma j’ha lavàje. portali dietro alla tua cascina. fai la mia. Strappa ferro Strappa ferro vai veloce come il vento. Puciunin ci ha cagato di nuovo. spiun porta canun. fà r tua. ër babi ’nt r sija. j’heu lassà pan e vin. Ratin. ˆ ˆa sangiut và vìa!! Spiun.

ˆ ˆ’è ër sacat u r furà ˆ ˆ tüte ër veje zü dar prà. Tiru Liru Tiru Liru fà bacat ˆ tüte ër veje ’nt u sacat. 154 . i suoi fratelli han fatto la frittata e non ne hanno dato a testa pelata. ˆu mi ët r digh: ˆ’àsu u turna mi ët r pij. ˆa ij seu fratej j’han fà r frità j’han pà dàne a testa splà. ˆu se r Toni Toni Baloni na mica ’n tu stomi. cun tre cur ˆ’è da Milan a r ’ndà a Savun-a ˆ’erba bun-a. l’erba buona è pestata Franceschina è innamorata. Non bisogna dire si. Antonio Tonio “Baloni” un pagnotta nello stomaco. ˆ’è Tonì r bele batü. ˆ Tuca naint di é. ˆ’àsu e và ar mirin. batti l’asino e vai al mulino. c’è l’asino nel prato ! Ieri c’era ed oggi è tornato. Toni Toni. da Milano a Savona dove pestano l’erba buona (assenzio). Toni. ënnamurà ’d sèt giuinin . risponde la gallina. Tiru Liru Tiru Liru fa bacchetta tutte le vecchie nel sacchetto. innamorata di sette giovanotti. tutte le vecchie giù dal prato. Toni. Toni. perché è una storia bella che fa piacere raccontare vuoi che tela racconto? Testa pelata Testa pelata ha fatto i “fidej” (tagliolini) e non ne ha dato ai suoi fratelli. Toni. ˆ tuca r italiano Si (risponde il bimbo). r ˆ’àsu ’n tër prà! ˆ ˆ’è Saira u j’era ëncheu r turnà. ˆ na mica ’nt ër cü. canta lo gallo. Antonio Toni. Tranta quaranta ˆ Tranta quaranta tüt ër mund u canta. Madama Franceschina s’affaccia a la finestra ˆumbe ’n testa. Toni. il sacchetto è bucato. canta il gallo risponde la gallina. ˆ’è përchè a r na storia bela ˆa fà piasì cunter ˆa veuti ch’ët r cunta? Testa splà Testa splà u j’ha fà ij fidej u j’ha pà dàne a-j seu fratej. Madama Franceschina s’affaccia alla finestra con colombe in testa. una pagnotta nel sedere Tonio è battuto. ëndùa ch’i pistu r ˆ’è erba bun-a a r pistà Franceschina ’nnamurà.piemontese dell’Alta Langa É (u respund ër nini). Trenta quaranta Trenta quaranta tutto il mondo canta. Toni te lo dico: se l’asino ritorna te lo prendo.

medicina di vacca. ˆa Vaca (r ˆa) Maisin-a ’d beu. s’ët fài bela ët dagh r caramela. tüte ’r done ’nt u sacat. ˆa italiano Tuma. tumela. ˆ ër sacat u r furà ˆ ˆ’è tüte ’r done ’n tër prà. se ti fai brutta ti do la pastasciutta. chi ha il male se lo gratta. la “roba” non produce. tumela fatti bella se ti fai bella ti do la caramella. La mucca Medicina di bue. chi j’ha ’r mà ˆ us r gràta. Zich e Zach Zich e Zach hanno un tronchetto. Cerretto Cerretto è in mezzo ai boschi. maisin-a ’d vàca. il sacchetto è forato tutte le donne nel prato. ˆa s’ët fài brüta ët dagh r pasta süta. fate bela. veduta da ponente 155 . r roba a fà nagn. ˆ ˆ Zraj Zraj ënt ij tragn. tutte le donne in un sacchetto. ˆu Zich e Zach Zich e Zach j’han fà bacat. tumela Tuma. tumela Tuma.piemontese dell’Alta Langa Tuma. Feisoglio.

ha la corona. ma non son re. ˆa. bordarla. mai due giorni della stessa misura. mangia la foglia.Ëndvinej piemontese dell’Alta Langa Tanci ëndvinej i tàcu paraj: j’è na cosa bësca bëscosa che… A r naint pi grossa che na caplin-a ˆ’è a fà curi tüta r cascin-a. (ra lün-a) ˆ Indovinelli italiano Molti indovinelli incominciano così: … c’è una cosa bësca bëscosa che… Non è più grande di una cappelina fa correre tutta la cascina. ˆa Donna Rebecca chi ch’a r ˆ’è. ˆa (ër gal) ˆ Ën butalin cun due sorte ’d vin che màj is mës-ciu. ˆ ˆ da mort ër corp ën tër buele. (il cavolo) Ho la corona. (ra galin-a) ˆ Cula a r ˆ’èla r bestia pi fürba? ˆa ër bigat. ˆ ˆ (ër crin) ˆ J’è na cosa urlà. e j’ho ji sprun e màrcc a pe. Donna Rebecca chi è ? (la gallina) Qual è la bestia più furba? il baco da seta. galif e tagliata se sei capace a orlarla. galif e taglio. bordata. (il maiale) C’è una cosa orlata. galif e tagliarla. burdà. bordatura. ma sun naint rè. che non si mescolano mai. un po’ è scura. ˆa ˆa ët pàgh urlür burdür galif e tajür ˆa. ˆ’è ën po’ a r scüra. da mortoil corpo nelle budella. ˆ’è a j’ha tanci matutin. ti pago orlatura. ho gli speroni e vado a piedi. ˆ a porta ra curun-a. ˆ’è màj dui dì dr stessa misür ˆa ˆa. ˆa. galif e tajà se z bun a urler burder galif e tajer ˆej ˆa. ˆ ˆa Da viv ër buele ’n tër corp. ˆ ma r naint regin-a. (la polenta) Non beve caffè. Da vivo le budella dentro il corpo. ma non è regina. u mangia r feuja. ma senza marito. ma sanz marì. (l’uovo) Un po’ è chiara. (la luna) 156 . senza orologio e senza campanello canto l’ora al mattino. ˆa (ra pulainta) ˆ A baiv naint ër cafè. sanz mustra ne ciuchin ˆa e màrch r ˆ’ura r matin. (ër coj) ˆ ˆa E j’ho r curun-a. ha tanti bambini. (r’euv) ˆ Ën po’ a r ciàira. (il gallo) Una botticella con due vini.

cürta cürta a mesdì. (il secchiello nel pozzo) Mio padre è andato a caccia. poltrone bianche. i denti. (il fossato) Scendendo cigola. (ij birin dra vàca) ˆ Sar russa. (la chioccia e i pulcini) Più lo guardi da vicino più diventa piccolino. corta a mezzogiorno. (la bocca. tüti quàtr tacà davzin. picinin picinin. lunga al mattino e all’imbrunire. (l’ombra) Più è caldo più è fresco. (il sigaro. piccolini piccolini. tutti e quattro vicini. ˆ’è ˆ’è (r’euv o ër pan) ˆ ˆ Quàtr bachëtte ni verde ni sëcche. (ij birin dra vàca) ˆ Quàtr purilu balarin. ij dancc. (i pidocchi) Una cricca balaricca bada a cento cricchi balaricchi. la sigaretta) Più è chiaro e più è scura tutti momenti cambia misura. (r’umbra) ˆ Pi u r càd pi u r frasch. una signora che muove i fianchi. piccolino. picinin. (i capezzoli della mucca) Sala rossa. (ër fussà) ˆ Ëndanda zü u sivur ˆa. ënninda sü u pissur (ër sigilin ënt ër puz ˆ ˆ ˆ) Me pare u r ’ndà a r caz ˆ’è ˆa ˆa. ˆa. se u-j treuva naint u-j porta a cà. pissu ënsema ’nt ën basin. ˆa na madamin ch’a bugia ij fianch. (ra sigala. ra sigarëtta) ˆ ˆ Pi j’è ciair e pi a r scüra ˆ’è tuci ij mumaint a cambija misüra. salendo piscia. cadregun bianch. (ra ziuz e ij pulastrin) ˆ ˆ Pì ët r baichi davzin davzin.piemontese dell’Alta Langa Pi i-j nun gàvu e pi u ven gross. (ra buca. (i capezzoli della mucca) Quattro birilli ballerini. ˆu pì u ven picinin. (l’ombelico) Più tiri e più si accorcia. ma z ˆaint crich balarich i guvernu pà na crica balarica. (l’uovo o il pane) Quattro bacchette ne’ verdi ne’ secche. ma cento cricchi balaricchi non badano a una cricca balaricca. longa a r matin e a r ˆa ˆ’imbrunì. la lingua) 157 . (ër butun dra panza) ˆ ˆ ˆ Pi et tiri e pi a s’è scurz ˆa. che ’pisciano’ insieme per un bacino. ra laingua) ˆ ˆ italiano Più gliene tolgono e più viene grosso. se u-j treuva u-j maz ˆa. se li trova li uccide. (ij pieuj) Na crica balarica a guverna z ˆaint crich balarich. se non li trova li porta a casa. corta.

(ra musca) ˆ Surele binele ch’is curu apress. passo il mare senza battello. i sun mài ciapàsse. dietro si allunga. (ra fioca) ˆ Dednanz a se scürz dadrè a se slunga. ˆ ˆa. bela e sun e bruta ’n fàz ˆ. mi e mangg ënsema ar rè. (ra strà) ˆ ˆ’è A r grossa cume na scuela. sanz r ˆà piantà. pàss ër màr sanz batel. (il tetto della casa) Grosso e rotondo come una mela. ˆa (ra cioca) ˆ italiano Son padrona di casa sono in casa anche quando esco. ma una viva mi porta. (il cavaliere) Son più veloce di un uccello. se si disfa arriva a Roma. (la chiocciola) Son seduto su una pelle morta. ma pel viva ’n porta. vado a tavola con il re. a fà ciàir a r gesa e a r capela. is ciàpu manch adess. (la mosca) Sorelle gemelle si corrono dietro. (la campana) 158 . (le ruote) Un campo arato. (la lampada) Una vecchia senza denti che fa correre tutta la gente. (ra limàza) ˆ ˆ Sun setà ’n z ˆüma na pel morta. ˆa ˆa (ra limera) ˆ ˆ Na vejàz cun ën dancc ˆa ch’a fà curi tüta r giaint. sun ën cà anche quandi vàgh feura da cà. ˆa ˆ’ar (ij cup dra cà) ˆ Gross e rutund paj d’ën pum s’us dësbela u rüva a Ruma. ˆ ëm nun sbàt dij purtié. (il gomitolo) Bianca dama del palazzo cado per terra e non mi ammazzo. senza aratro piantato. non si raggiungono ora. bella sono e brutta mi faccio. me ne frego del portinaio. (ër rue) ˆ Ën camp tüt lavurà. (ër cavaliè) ˆ Sun pi lesta che n’usel. ˆ ˆa ˆ ˆa ˆa. mai si raggiungono. (r’amiscel) ˆ Bianca dama dër paràs ˆ droch ën tèra e pà ’n màz ˆ. (la neve) Davanti si accorcia. rischiara la chiesa e la cappella.piemontese dell’Alta Langa Sun padrun-a ’d cà. entro ed esco dalla sala. (la strada) È grossa come una scodella. ër muntagne sanz scàr antr e sort da ’nt r sàr ˆa ˆa. le montagne senza scala.

ën po’ storta ën tüci ij post a porta.piemontese dell’Alta Langa Zinch ar e zinch oss. (le nespole) Un po’ dritta. una piazza del paese 159 . (la strada) Serravalle Langhe. (ij puciu) Ën po’ dricia. un po’ storta in tutti i posti porta. (ra strà) ˆ italiano Cinque ali e cinque ossa e volano nei boschi. ˆe i voru ’nt ij bosch.

Sant’Antonio pieno di virtù. ˆu Gilian Gilian. Santa Barbara e San Simun liberene da r ˆa losn e dar trun. Biagio Biagio più lo vedo e più mi piace. It ënnisa pan e persci. ˆ Vattra pijè ’nt u gnau. Maledizioni Crepassi a rate. Ti venisse pane e pesche. Maria. nel sedere. Giovannino della susina un po’ piange e un po’ ride. ˆ Và për scue. Riempiti il sedere d’aglio. Santa Lucia conservami la vista. ˆa ˆa Maté. Vatti a coricare nella nebbia. It ënnisa pan e puciu. gnün i r pija. Ti prendesse mal di pancia. Pietro. Matteo. nessuno la prende. Giuanin dr brigna ën poch u pianz e ˆa ’n poch u grigna. It tacaissa na caghëtta. Và ar diavu. Matteo si è comprato un’acciuga. ˆa Vàte catè ’n caz ˆu. Vattela prendere nel “gnau”. Ti venisse la caghetta. Vattela a prendere nella giacca. Biàs. Vai a farti friggere. Vattela a prendere nel mucchio. il vostro asino si corica. Marìa a r na bela fija ˆ’è tüci r veuru. Ti venisse pane e nespole. Giuliano Giuliano i pidocchi ti mangeranno. ij pieuj it mangg-ran. fammi trovare ciò che ho perduto. ˆa It tacaissa mà a r panza. alleluja mi e pisc ënt ër tipin e chial ënt r duja. u berlëcca ’r papé. alleluia io piscio nel tegame e lui nella brocca. ˆa Vàte fè frizi. che l’appetito c’è l’ho già. fàme truvè lo che j’heu përdü. Maté catàsse n’anciua. ˆ Sant Antoni pin ’d virtü. Và spanè r meria. ˆ Santa Lizìa ch’am cunserva r vista. Maria è una bella ragazza tutti la vogliono. ˆ Vàttra pijè ’nt ër fràch. 160 . Vai a spannocchare il granoturco. Vai al diavolo. Vattela prendere in quel posto. ma lecca la carta. It ënnisa ’n po’ bagn. Vai per scope. Invocazioni Alleluia.piemontese dell’Alta Langa italiano Invucaz ˆiun Alleluja. Ti venisse un po’ di bene. Santa Barbara e San Simone liberateci dal lampo e dal tuono. ’nt ër cü. Vàte impì ’r cü d’àj. Vatti a comprare un mestolo. Oh Signore. Marìa. pi e r vugh e pi un piàs. ˆ ˆa Biàs. che ˆa r ˆ’aptit e r ˆ’ho zà. ˆ Oh Nusgnur. ˆ Vàttra pijè ’nt r giàca. ˆa Vàttra pijè ’n cul post. Vàte cugè ’nt r nebbia. ër to àsu us cugia. Pietro lascia le cose com’erano. Malediziun Ët chërpaissi a rate. Peru làssa ër cose cume ch’i j’eru. ˆ Peru.

ˆa Avaj r pel d’ën beu raid. A piede di gallina. ˆa A r bun-a. 161 . Essere molto tirchio. Essere più bravo. Avaj ër z ˆ ˆërvel da galin-a. Alla carlona. Avaj cü. dër fuin. Aver la pelle di un bue con l’artrosi. Avere le braccine. Avere l’osso “bacan”. Avere buone sponde. Avere una vista acutissima. A r bele mej. Essere alterati. Avere la pancia che brontola. Alla buona. Avaj j’euj dr àquila. Al tempo in cui le formiche portavano gli zoccoli. Guardare le stelle. Avaj r ˆ’oche da frè. della faina. Vertebra che impedisce il lavoro. Avaj dij balin. Passare la crusca al vaglio.Manere ’d dì piemontese dell’Alta Langa A pe ’d pula. ˆ Baichè ër paj ’nt r ˆ ˆ’euv. Avere molta fame. Essere deciso. Avere il corpetto del leone. ˆa ˆ Avaj bun-e spunde. Guardare il pelo nell’uovo. Avere la pelle d’oca. Avere “sedere”. Avere delle fissazioni. Persona molto bella. Aver da ferrare le oche. Aver mangiato il manico della scopa. Avere dei pallini. Àt cume r cùa dër ràt. Essere fortunato. coraggioso. Avere molto freddo. Bagnè ’r nàs. Avere una fame da lupo. Baichè r ˆ’uranie. ˆa Avaj ij buracin ch’i giru. Avaj mangià ër mani dr ˆ ˆa ramaz ˆa. Avere una lingua da ciabatta. Bel paj du su. Bello come il sole. Avere i peli sul torace. ˆa ˆa ˆ Avaj r panz ch’a bërbuta. Avaj ër bran da valè. Avaj r blëz dr ˆa ˆa ˆ’àsu. ˆ Bagnesse ër bech. Veramente debole. ˆa Ar táimp che ’r frimije j’avu ˆ ij z ˆocru. Essere in posizione favorevole. Bagnarsi il becco. Aver occhi dell’ aquila. ˆ’ ˆ Avaj ij paj ën su stomi. Avere sia la carne che l’intingolo. Avaj r forz dër perru giaj. Essere pienamente soddisfatti. Avaj na fàm da luv. Una bellezza effimera. Alla buona Mai! Veramente in basso. Avere i burattini che girano. italiano Modi di dire significato In modo esatto. Avaj ij grij për r testa. ˆ Avaj ën curpat da leùn. Avere un freddo cane. Bagnare il naso. Avere il cervello da gallina. Avaj i braz ˆin. Pensare a cose futili. Essere molto scrupoloso. Alla bella meglio. da sgiàf. Poltrire. Avere la bellezza dell’asino. Compiere un lavoro inutile. Avaj na laingua da patin. Avere fame. ˆa ˆa Avaj r pel capun. Individuo non molto intelligente. Avaj na fragg da can. Avaj r ˆ’oss bacan. Si dice di una persona stucchevole. ˆa Avaine cicin e bàgna. Alto come la coda del topo. Avere i grilli per la testa. Avere la pelle cappone. Avere la forza del coniglio biondo. Compiere un lavoro inutile Essere molto coraggioso. Persona dalla cute coriacea. Bere. da schiaffi. Chiacchierare volentieri.

Caricarsi di legna verde. Cantare da gallo. Campè ij dàdi. ˆ Non seguire un ordine cronologico. Persona emaciata. Urlare come un orso. Essere contento come una pera. ˆ Prendere i tordi. Bitè ’r cher davanti ai beu. Bitè r prüss ënt r ˆa ˆ’urije. ˆa ˆa italiano Ballare il ballo dell’orso. Urinare. Un lavoro inutile. che scendono a marzo. Cagà da r galin-a bianca. Mettere la pulce nell’orecchio. Sfogarsi con un innocente. una fava. Bitè berta ’n sàch. Farla da padrone. Ciapè ër grive. Molto carico. Brutto come un topo. all’asino Cuntaint paj na z ˆiàra. Brajè paj n’urs. Gettare i dadi. Ballare come un’allodola. non potendo acciuffare il colpevole. Nato con la camicia. Ciapè dui cur ˆumb cun na fàva. Cariesse ëd bosch verd. ˆ’ur Prendere l’allocco. Come i grossi fiocchi di neve A manciate. Persona con la vista molto debole. ˆ Cambiare l’acqua al canarino. Cume lavè r testa a r ˆa ˆ’àsu. Mettere il carro davanti ai buoi. Succhiato dai pidocchi. Cantè da gàl. Carico come un mulo. Cicià dai piplin. Essere folle. Chërsi cume na nià ’nt ën buch. Ciamè bute. 162 . Suggerire qualcosa a qualcuno. Accollarsi dei fastidi. Essere come lavare la testa. Essere in continuo movimento. Mettere insieme due cose malconce. Urlare come un’aquila. Mettere insieme la fame con la sete. Bravu merlu! Bravo merlo! Bravo babbeo! Breun cume ’n merlu. Chi urla forte. Mettere la gazza nel sacco. Cume ij pataràz ëd màrz ˆ ˆ. Contento come una cicala.piemontese dell’Alta Langa Balè ’r bàl ëd r ˆ ˆ’urs. Invocare le bottiglie. Chi cresce in fretta. Brüt paj d’ën giariat. Ciuch paj na bija. Ottenere ciò che si desiderava. Borgnu cume ’n tarpun. Cambiè r ˆ’eva ar canarin. Carià me’n mü. Bati ër bàst për naint pudaj ˆ ˆ bàti r ˆ’àsu. Una grossa preoccupazione. Essere molto contento. Cuntaint paj d’ën prüz ˆ. Ubriaco come una biglia. Battere il basto per non poter battere l’asino. Soffrire un freddo intenso. Cieco come una talpa. Bitesse ër man ’nt ij cavaj. Ciapè r ˆuch. significato Far cose poco piacevoli. Lavoro da matti. ˆ Mettersi le mani nei capelli. Persona molto scura. Molto ubriaco. Culaz ˆiun dër gàl. Brajè me n’àquila. ˆa Cagato dalla gallina bianca. Urlare forte. Arrendersi. Balè paj na lodur ˆa. Molto brutto. Crescere come la nidiata nel buco. Chi è “attivo” già di buon mattino. Bitè ’nsema r fàm cun r saj. ˆ Colazione del gallo. Persona veramente soddisfatta. Prendere due colombi con Azione molto proficua. Scuro come un merlo.

Dare il largo. ˆa Ëndè paj dij beu ’nt r mèira. Procedere come i buoi Procedere senza nessuna nel granoturco. Procedere come la nave in Essere in cattive acque. Procedere con le zampe. Liberare. Essere un tipo tranquillo. Prendere la strada giusta. Andare a dormire. significato Correre molto velocemente. un asino. Essere una persona grossolana. Esci ’n fàmr cheusi. ˆa Desse r z ˆa ˆampa ’n sij pe. Dormire come un ceppo. Essere una persona impacciata. Picchiare il sedere su un masso.piemontese dell’Alta Langa Curi paj dr levr. Ëndè a gatagnau. Essere un caga miracoli. ën burich. Covare qualcosa. Persona di poco conto. Dormire molto profondamente. Esci ’n babiàz ˆ. Indietreggiare. Darsi la zampa sui piedi. Esci ’n bucinot. Essere un rospaccio. un bosco. Procedere come un fulmine. Esci ’n càga miracu. da schioppo. Ëmbranà paj na foca. Drizzare le gambe ai cani. ˆa ˆa Ëndè paj d’ën can süs. Ëndè a piote. Dormire della quarta (muta). Ëndè a giuch. Dür me ’n bacalà. Correre come un segugio. Imbranato come una foca. Camminare come il gatto. In bocca al lupo. Andare a carponi. ˆ Ën poch a prün cavàl a r ˆ’àsu. ˆa Cuvè caicos. Driz ’r gambe aj can. Molto rigido. Far bancarotta. Camminare. Essere un fannullone. Progetto o malattia in incubazione. Lavorare duramente. Essere un fanfarone. Ëndè a rabel paj dij cussot. Individuo molto veloce. Procedere col sedere in avanti. Ëndè a rabel. Dè dër cü ’n sr pera. Persona poco vivace. Essere una persona semplice. Andare a rotoli. Andare come una palla Procedere speditamente. Ëndè cume na nàv ënt ën bosch. Infilare il bandolo della matassa. Essere un bestione. Duro come un baccalà. ˆa Dreumi cume ’n z ˆüch. Finire nel posto sbagliato. ˆ ˆa Dè r làrga. Ëndè cun r panz ’n tèra. Essere un vitello. Essere uno che fa nevicare. Essere un barba di becco. Correre velocissimi. Procedere pancia a terra. ˆu italiano Correre come la lepre. Andar male. Veramente infuriato. Entrare nel pollaio. Essere un cane da pagliaio. Dormire profondamente. Ënfirè ’r caviun. Esci ’n barbabuch. Eseguire un lavoro impossibile. Esci ’n bëstiun. Ëndè paj dr losn. attenzione. ˆa Ëndè paj na bàla da s-ciop. Camminare a carponi. Arrabiato come una biscia. buone. ˆ Ënrabià paj na bissa. Essere un “fammelo cuocere”. Un po’ per uno a cavallo Bisogna condividere le cose dell’asino. Essere grande e grosso. Ën buca ar luv. ˆè ˆ Dreumi dr quàrta. Ëndè a archir ˆun. Esci ’n can da pajè Esci ’n fà fiuchè. Andare a male come gli zucchini. Fare cose svantaggiose per sé. 163 .

ˆa Essere cattivo come la pecora nera. Essere una persona lentissima. ˆ Essere a livello dei rospi. Essere un fessacchiotto. Essere molto sordo. Esci cuntra ij verm. Esci dr forza ’d gnün. Esci ’n z ˆicutun. ën z ˆüch. Esci ’n truss. Esci a r susta. Essere fuori dei fogli. Esci ciorgnu paj d’ën tipin. ˆ Forte come il formaggio “bruz”. Essere il merlo dalla coda bianca. ma “tosto”. Esci fol paj d’ën duj. Essere una testa dura. Esci gram paj dr fè naira. Essere pazzo come un salice. Esci ’r fij dr galin-a bianca. Essere irascibile. Essere una persona irritabile. Essere piccolo. Esci ’n muschin. Essere salito sulle biglie quadre Essere molto presuntuoso. folle. Essere scemo come una ripa. Essere scemo come un secchio. Essere veramente scemo. Essere scemo come una pagnotta. Esci ’n z ˆavàt. Essere testardo. Esci fol paj na mica. Essere un mirtillo. Esci ’n tabaleuri. Esci màt paj d’ën sars. Esci ’r merlu dr cùa bianca. Essere fuori di se. Esci ’n garofu. ma schiz ˆ. Esci fol paj na riva. Esci màrz paj n’aniot. Esci fort paj dër bruz. Essere alto come un soldo Essere alto come un soldo di “tuma”. Folle come un olla. ˆ 164 . ˆa Avere la forza di nessuno.. Essere uno zuccone. Essere completamente pazzo. Esci ’n sifrin. scalzacane. Esci ’n gàt ëd màrmu. Essere una persona scaltra. di cacio. Persona debole. Essere un piantagrane. Essere un fiammifero. Persona importante.piemontese dell’Alta Langa Esci ’n fuin. Essere abbiente. Esci ’n pieuj. në scauz ˆacan. Esci ’n piantin d’erba brüsca. Essere un po’ tonto. Esci muntà ’n sër bije quàdre. Essere un gatto di marmo. Essere contro i vermi. Esci linatich me na soma màta. Essere molto contento. Esci cit. Essere un torsolo. anatroccolo. Persona sgradevole. Essere un pidocchio. Essere un pesce grosso. Esci ’n pass gross. Esci ’r padrun dër vapur ˆ ˆ Essere il padrone del vapore Voler comandare Esci feura dij feuj. Essere un po’ tonto. Essere molto cattivo. Molto in basso. Essere veramente scemo. Esci àt paj d’ën sod ëd tuma. Essere una persona o cosa ˆ ˆa rarissima. ˆ ˆa Essere figlio della gallina bianca. Essere una ciabatta. Essere molto indolenti. Esci ar pian dij bàbi. ˆ Essere marcio come un Essere fradicio. Essere contento come una pera. Essere una persona molto rara. un ceppo. Esci cuntaint me ’n prüz ˆ. Essere lunatico come un’asina Essere molto lunatico. Essere un moschino. Esci fol me n’ula. uno Avere modi poco raffinati. ma “concentrato”. Essere un garofano. Essere un persona molto avara. Essere piccolo. italiano significato Essere una faina. Esere sordo come una pignatta. Veramente folle. ˆa Stare dove non piove. Essere una piantina di acetosella.

Essere una tacchina. Esci naj paj d’ën capel. Avere la testa dura. Esci na merda muntà ’n su scagn. Essere una testa d’ alambicco Essere una testa di carciofo. Persona poco furba. Essere una tartaruga. Essere un rondone. Donna suscettibile. Essere giù di morale. Essere uno da prendere con le molle. Essere una persona dispettosa. Esci sempe a r mir ’d Nuvel. Essere un uccello in gabbia. Essere poco lievitato. Esci na marmota. Esci n’àquila. Esci na riundur ˆin-a. Essere uno sciocco. ˆa ˆa Esci r ˆ’àsu dër cümün. Essere un’aquila. Essere una merda salita sullo scanno. Essere una persona fortunata. Essere completamente svestiti. Individuo noioso. Essere di umore pessimo. Chi non va molto d’accordo. Esci nech. Essere come cane e gatto Essere nudo come un tacchino. Molto fitto. Essere una persona “accesa”. Esci s-ciass cume ’r gramun. Esci na rugna. ma benestante. Essere a disagio. Essere una testa accesa. Esci paj can e gàt. Essere una rondinella. Essere una testa di rovere. Avere la testa dura. Esci na bissa cupela. Essere una testa di legno. Persona testarda. Esci na testa ’d bosch.piemontese dell’Alta Langa Esci n’asu carià ’d sod. Esci pi fürbu che bel. Essere molto furbo. Esci n’oca. Essere nero come un cappello. Esci na testa ëngavërgnà. Essere una persona “difficile”. Esci na pita. Essere sempre a livello di Novello. Essere una malalingua. Essere in una situazione statica. ˆ Esci s-ciass me ij cavaj ën testa. Esci na testa d’arabich Esci na testa d’arcicioch. Essere birichina. Esci na sümia baricia. Esci ne sbiri. Essere fitto come i capelli in testa. Esci patanü paj ’d ën pitu. ˆ italiano Essere un asino carico di soldi. Esci na testa grila. Essere nato con la camicia. Esci na testa ’d përru. Esci nà cun r camisa. Essere più furbo che bello. Essere l’asino del comune. Essere dispettoso. Essere una testa ingarbugliata. Esci na birba fuin-a. . Esci ün da pijè cun ër mole. Non essere in grado di tracciare una “o” con l’imbuto. Esci na testa ’d coj. Essere un’oca. Essere birichino. Essere una marmotta. Individuo sempre stanco. Essere una birba “fuin-a”. Essere appiccicato ai vetri. Essere un vero taccagno. ˆa Esci na bëcàz ˆa. Essere una testa di cavolo. Una cosa che non è mai a posto. Essere una beccaccia. Essere una scimmia strabica. Essere una donna volubile. Essere incapace. Essere presuntuoso. Esci na testa ’d ru. Essere un testone. 165 significato Persona sciocca. Essere fitto come la gramigna. Essere indisponente. Essere una testa dura. Esci n’usel ën gàbia. Essere una stupidotta. Essere una testa di carpino. Esci na testa ’d cherpu. Essere una testa di coniglio. ˆ Esci naint bun a fè “o” cun r ’ambutur. Essere una rogna. Essere una testa di “grillo”. ˆ Esci tacà ai vedr. Avere la testa dura. Esci na testa ’nvisca. Molto fitto. Persona da cui stare in guardia.

Avere succeso. Far tribolare qualcuno. Fare il sostenuto. Far qualcosa in modo inutile. la civetta. Fare San Martino. ˆ Fare il becco agli uccelli. Far ridere i topi. ginocchia. Fene pi che sèt ëmpicà. cappone. Fare prima gattino. Non ottenere nessun risultato. ˆa ˆ ˆ Far la fine del rospo. Fare l’insetto. Fè r fin dër bàbi. Far accapponare la pelle. Procedere impettito. ˆa Far la gatta morta. ˆa Fare l’oca. Compiere un lavoro inutile. ˆ Fare le scintille. ˆ’àr Far fresco alle ali. Fè ’nnì r musca ar nàs. Fè San Martin.piemontese dell’Alta Langa Esci verd paj d’ën coj. Fè cume ër tar ˆ ˆpun ch’u j’ha baratà j’euj cun r cùa. Fare una cosa fuori della norma. Far cagare in piedi. italiano significato Essere verde come un cavolo. Essere avarissimo. Fè ër galat. con una di poco pregio. Farsi raggirare. ˆa Far l’occhio della capra morta. Fè r ˆ’oca. ˆa Far la quaglia. Far come la talpa che ha scam. r cuchëtta. ˆa Socchiudere un occhio solo. Fè ’r fisëtte. Fè r soma. Farne più di Bertoldo in Francia. riuscire. Gozzovigliare. Fè r schica. Fesse pijè ’n braz ˆ. Fè frasch a r ˆe. Far venire il latte a gomiti e Essere indisponente. ˆa Fare le mosse della scimmia. Fè grignè ij ràt. Fè r quàja. Fè j’euj dr cràva morta. Far spazientire qualcuno. capun ˆa Fè ënni ’r làcc ai gumi. Fare l’ “erlu” (maschio dell’anitra). Far qualcosa a “nuneus”. Frequentare la prima elementare. Far capolino. Fè ’r gadan. ˆ Far vedere le streghe. Godere di buone cose. Fè gaudineta. Fè caghè da dricc. Farne più di sette impiccati. Farsi prendere in braccio. Fè vughi ’r babuin. ji snuj. Far la svenevole. Compiere un’azione sciocca. Farei il pigro. Fare una brutta fine. del topo. Farne di tutti i colori. dër ràt. Feje ’r bech a n’usel. Far vigilia. Digiunare. Fare trasloco. Fare il furbetto. Fè r gàta morta. Andare benissimo. ˆ Fè baboja. Occhio da pesce lesso. Affrontare una grossa spesa. ˆ Fè ’r sustnü. Far venire la pelle d’oca. Fè vughi ’r màsche. ˆa ˆ Far venire la mosca al naso. Far punto (nella pallapugno). ˆ Fare il galletto. Fare il furbetto. Fare l’occhiolino.Scambiare una cosa di valore biato gli occhi con la coda. Fè r ˆ’erlu. Fè vigilia. Fare una cosa fuori della norma. ˆa Fè ënnì r pel d’oca. Fè caicos a nuneus. Compiere un’azione sciocca. Fene pi che Bërtoldu ën Franza. Essere indolente. Fesne na bela süpa. ˆa Comportarsi da asina. Fare la stupidotta. Fè n’euv feura dër cavagnin ˆ Fare l’uovo fuori dal cestino. Fare la stupida. ˆ Far vedere il babbuino. Farne di tutti i colori. 166 .. Fare un uovo con due rossi. Fè intra. Fè ij vers dr sümia. Fè prüma mignin. Farsene una bella zuppa. Essere donna di facili costumi. Farne di tutti i colori. Fè n’euv ’cun dui russ. Far tribolare qualcuno.

Fortunato come i cani in chiesa. Persone sprovvedute. Uscire da qualche situazione. Scappare di fronte alle difficoltà. ˆ Togliere il passerotto. . Persone sciocche. Non esistono più le cose giuste. Molto giovanile.Furbo come quelli di … che càvu ër gran cun ër traint. ch’u Furbo come Garibuia che scundiva ij sod ën sacocia nascondeva i soldi in tasca a j’àci. Mettere il naso in faccende altrui. perché non tramontasse. J’è pi naint Martin ch’u maina Non c’è più Martino che r ˆ’asu. Tutti i momenti. Grass cume ’n frà. ˆ Fürbu cume cui … ’d chi j’han ciapà ’r tar ˆ ˆpun e për maz ˆeru i j’han sutrar ˆu. Eseguire un lavoro impossibile. Giuvu paj dr ˆ’aj. Giovane come l’aglio. ˆ ˆ riempivano i sacchi di grano con il tridente. Gira vutà. Is peu naint lacè ’r frimije. Persona poco scaltra. col campanile Fürbu cume cui d’… chi Furbo come quelli del paese puntlàvu ër su për naint ˆ ˆ di … che puntellavano il sole ch’u ëndaissa a suta. ˆ Flambè ’r balin. Lasciare al freddo. ’n crin. ˆ Non si possono mungere le formiche. ˆa Aggiungere ferro alla campana. Fürbu cume Garbuja. Grasso come un frate. Fulminare il pallino. 167 Persone sprovvedute. Gratesse ji snuj. Precisissimo. italiano significato Dispiacersi per qualcosa. Fürbu cume cui ’d … chi Furbo come quelli del paese misiràvu r tair cun ër ˆa ˆa ˆ di … che misurano la tela campanin. Preciso come l’oro. Lamentarsi pur avendo le gambe sane. Lasciar perniciare. conduce l’asino. Fürbu cume cui ’d … ch’insa. Giuntè fer a r cioca. Gram paj du tossi. ˆ Fichè ’r bech. Cibo molto cattivo. Grattarsi le ginocchia. Oziare. Peggiorare le cose. Persona poco scaltra. Eseguire un lavoro inutile. Fürbu cume cui ’d … chi Furbo come quelli del paese j’han purtà ’r musche ’n sr ˆ ˆa di … che hanno portato le cascin-a e peu i j’han gavà r ˆa mosche sul fienile e poi hanno scàr përchè i scapaissu naint. Chi si lamenta senza ragione. Istess cume lavè r testa a r ˆa ˆ’asu. Farsi venire il sangue cattivo. Furbo come quelli del paese di … che hanno catturato una talpa e per ucciderla l’hanno sotterrata. Individuo molto sfortunato. Giüst me r ˆ’or.piemontese dell’Alta Langa Fesse ’nnì ër sangu gràm. Persone molto “furbe”. Gavè ’r passurot. un porcello. Lassè a pernisè. agli altri. tolto la scala perché non ˆa scappassero. Furtinà cume ij can ën gesa. Disgustoso come il tossico. Essere perfetti. Girare indietro i buoi. Uguale a lavare la testa all’asino. Mettere becco. Girè ’ndré ij beu. Persona pingue. Ogni carta girata. Lamaintesse ’d gamba san-a.

Essere una persona agiata. Non averne più gli occhi asciutti. Perdije ënfina r strà andè a cà. Pane bianco e vino dolce. Persona di cattivo umore. in bocca Passa il cane con la ramazza Apertura molto ampia. ˆa Muntè ’n sër cavàl gris. ˆ Mus-cèje aj gàt a rampegnè. Accorgersi di qualcosa. Mica r mort d’ën vëscu. Individuo che si altera per nulla. Nero come una cornacchia. ˆa Mangesse ënfina ’r braje. Essere un grande scialacquatore. Persona molto magra. Lavoro in grave perdita. Naint avaj fragg aj pe. Veramente scuro. Salire sul cavallo grigio. Naint savaj che pass pijè. Chi agisce in modo poco accorto. ˆa Lurd paj na z ˆa. Màt paj ’d ën sars. Për ën punt Martin u j’ha perdü r ˆ’asu. per un’inezia. Perderci persino i pantaloni. Prendere una “spruzzata” Avere un colpo di sonno. Magro come un picchio. Pijesse na ramà ’d sogn. Camminare come l’anitra. un ceppo. Mangiare poco. in bocca. Magro come un chiodo. Pesare un chilo più del falchetto. ˆ Mangesse ër bagn ëd sèt gese. Più indietro della coda del maiale. Mangiarsi i beni di sette chiese. Per un punto Martino ha perso Non raggiungere il traguardo l’asino. Perderci persino la strada per casa. Veramente magro. Lavoro in grave perdita. Mangiare i beni di sette cascine. Nero come una talpa. Mangè r feuja. ˆotur Màgr cume ’n pich. ’n z ˆuch. 168 . ˆa ˆ Pi naint avaine j’euj sücc. Vivere dissolutamente. Voler insegnare a chi ne sa più di te. Passeje ’r can cun r scùa ˆ ˆa ’n buca. Cadere come un rospo. Veramente matto. Noioso come una piattola. Caso molto spiacevole. ˆ Pi ’ndrè che r cùa dër crin. Non saper prendere una decisione Non avere freddo ai piedi. Marcè da ania. Non saper che pesci pigliare.piemontese dell’Alta Langa Lungh cume r Quaresima. Insegnare ai gatti ad arrampicarsi. italiano Lungo come la Quaresima. Mangiare come un grillo. Naj paj ’d ën tar ˆpun. ˆ Marcè ’n si j’euv. Veramente scuro. ˆa Perdije ënfina ër bràje. Mangiarsi addirittura i pantaloni. Persona impacciata. Ogni morte di vescovo. Parlare per avere la lingua . Mangiare pane e volpe. Cadere malamente. Mangè pan e vurp. Persona lenta nel lavoro. Piantè na babiaz ˆà. Molto magro. Naj cume ’n capel. Persona molto noiosa. Avere un forte capogiro. Nero come un cappello. Dire stupidaggini. Màt paj na crubela. Màgr cume ’n ciò. di sonno. Paisè ’n chilu pì dër far ˆ ˆcat. Parlè për avaj r laingua ˆa ’n buca. Molto raramente. Matto come una cesta. Mangiare la foglia. Matto come un salice. Aver sperperato tutti i propri beni. Naj cume ’n curnajàz ˆ. Persona veramente “indietro”. Mangè cume ’n gril. Pan bianch e vin duz ˆ. Nujus paj na piàtur ˆa. Camminare sulle uova. Stordito come una trottola. Camminare con le gambe larghe. significato Cosa molto lunga e noiaosa. ˆa Mangè r roba ’d sèt cascin-e. Completamente matto.

Pijè ün për bàti r ˆ ˆ’àtr. Sach paj n’anciuva. Prendere un sacco di botte. Pijè ’n can da purtè. Pisciare lontano. ˆ a cauder ’d màgg. ˆ Sentir le formiche. ˆ Ra prüma galin-a ch’a canta La prima gallina che canta a r cula ch’a j’ha fà r ˆ’è ˆ’euv. Secco come un fuso. Rompere i chitarrini. Rassegnarsi. ˆ …la storia del lupo. Alterarsi per un nonnulla. Prendere le farfalle. Pulid cume ’r bastun dër giuch. Essere un po’ meno superbo. Prendere una sbornia. Pijè na cràva. Risià daj tar ˆpun nair. Prendere una capra. Restare di stucco. Scaudesse ’r piss. Dare molto fastidio. In buona salute. Il colpevole si vede subito.piemontese dell’Alta Langa Pijesse r vaca e ër bucin. ˆ Quando le galline pisciano. ˆ’àr Accorciare le ali. …la solita lunga storia. Rispondere a caso. Risiè ’r cainaz ˆ ˆ. Schirzè r ˆ’unge. Materiale che non flette Avere delle parestesie. ˆ’àr Abbassare l’ali. Persona magra. Rosso come un tacchino. ˆ ˆ Quandi ’r galin-e i pissu. Pisciare come una grondaia. Scür me ’n buca ar luv. ˆ Rair ch’ët vughi Zraj. Schirzè r ˆe. ˆ scaldarsi il piscio. Scrivi cume na galin-a. Flusso d’acqua consistente. Pin me n’euv. Magro come un’acciuga. Prendere un cappello di paglia. Rosicchiare il catenaccio. Rompere le uova nel paniere. ˆa ˆ Pijessne na caplin-a Pijessne na giacà. Mai ! Gran caldo fuori stagione. Russ paj d’ën pitu. Prendersene una giaccata. Pipè ’r grive. Individuo emaciato. Cose di poco prezzo. Pissè lungh. Rovinare la “festa” a qualcuno. Prendere un cane da portare in giro. Roba da bun pàt. Scrivere come una gallina. Accorciare le unghie. 169 . ˆ Poppare i tordi. Pijè ’r far ˆ ˆfàle. le chiappe. italiano significato Sposare una donna incinta. Completamente pieno. Prendersi un lavoro noioso. Tessuto molto liso. San cume ’n pass. Raid cume’n paruch. Molto sporco. Merce a buon mercato. R ˆa La caldaia di maggio. Pulito come il bastone del pollaio. Scrivere malissimo. ˆ Reumpi ij chitarin. Reumpi j’euv ën tër cavagnin. Rosicchiato dalle talpe nere. Eseguire un lavoro inutile. ˆ Secco come il vetro Sainti ’r frimije. Tarpare le ali. Restè ëmbajà. Buio come la bocca del lupo. Persona molto rigida. Pissè cume na canà. Pieno come un uovo. Essere presuntuosi. ˆ Secu fisulà. ˆ Rispondere chiodo per chiodino. Luogo veramente buio. Prendersi una cotta. ˆ Ra storia dër luv. Tarpare le ali. Prendersi mucca e vitello. Restare abbagliato. Rigido come un palo. Sano come un pesce. Rado e sottile tanto da vedere Cerretto Respundi ciò për broca. Essere distratti. Prendere uno per battere l’altro. Persona molto magra. è quella che ha fatto l’uovo. Sach paj dër vedr. ij ciàp. Persona paonazza. Sbassè r ˆe. Due persone dello stesso valore.

Sembrare un’Ave Maria infilzata. Lavorare molto male. Essere completamente incapaci. Tërmur cume na feuja. Travajè da can. ˆa Vanitoso come l’upupa. ˆè ˆ Stuzzicare le vespe. Tener testa a qualcuno. Stare a botta. Vej paj dër bale dr ˆ ˆ’urs. Molto vecchio. da Papa. Spetè ’r balun ar bot. Manco trovare l’acqua nella Bormida. Tirare le calze. ˆè Tremare come una foglia. Proprio solo. Sunè r trumba. Specius paj dr pupù. Vàri manch ën sod. Anziano come il cane di S. Sudato come un un porcello. Stare da cuculo. ën piota. Stè cun ër bràje ’n man. Avere la tremarella. Tèra da pipe. Vuraj cuntè ij sod a r metà. Smijè n’Ave Marìa ënfriz ˆà. Stare in ozio. ˆa Voler contare i soldi alla metà. Veramente vecchio. Tireje lüstre. Persona o cosa di nessun pregio. Taimp da luv. Essere in una situazione difficile. Essere molto pignoli. Arrivare a malapena. Molto sudato. ˆa Suonare la scrofa. Persona o cosa molto vecchia. Essere come un passero sotto un portico. Trovarsi a carte quarantotto. Cercare il pelo nell’uovo. da Pàpa. Molto vanitoso. Scegliendo tra due cose simili. Solo come un pulcino. ˆ Zerchè ’r paj ënt r ˆ ˆ’euv. Sunè r crin-a. Persona o cosa molto vecchia. Essere emaciato. ˆa Suonare la tromba. Stare da nespola. Smijè a’n passurot suta ’n porti. Essere sul punto di morire. Persona o cosa di nessun pregio. Su r naint süpa u r pan bagnà. Essere in cattive condizioni. Fare la spia. Stè a bota. Valere nemmeno un escremento. Evento molto fortunato. Trovare il Signore nell’orto. Aspettare la palla al balzo. ˆ ˆ Aspettare il pallone al salto. Suonare il contrabbasso. Tempo pessimo Terra senza nessun valore. Lavorare da cani. Molto spesso (costoso). Tempo da lupi. in gamba. ˆ’è ˆ’è Sul paj ’d ën pulastrin. Truvesse a càrte sporche. Persona sola. Sidà paj ’d ën crin. Terra da pipe (gesso). Stè da cucu. Persona molto avara. Sgaz ’r vespe. Trovarsi a carte sporche. Verde come un ramarro. Stè da puciu.piemontese dell’Alta Langa italiano significato Cercarsi grane. Truvè Nusgnur ënt r ˆ’ort. Valere nemmeno un soldo. Vej paj dër can ëd San Roch. Vej paj tarabadan. Stè da can. Chi cerca un lavoro che non esiste. Trovare il “pollo”. Vecchio come le “palle” dell’orso. Se non è zuppa è pan bagnato. Truvè manch r ˆ’eva ’n Burgna. Persona seccante. Rocco. Trovarsi a malaparata. Truvè ’r pass. Spass (càr) na cutlà Spesso (caro) una coltellata. ˆ ˆa Appiccicoso come la pece. ˆ Rimanere con le brache in mano. ˆ Vecchio come il cuculo. Essere in luogo confortevole. 170 . Verd paj ’d ën lajeu. Star bene. Tirarle lucide. Tacagniz cume r páis. Star da cani. ˆ Vej paj dër cucu. Tirè ij cauz ˆat. Vàri manch na bërla sëcca. Truvesse a càrte quaranteut. ˆ Trovare il pesce. Vecchio come “tarabadan”.

Albin. Ghita. Gustinu. Binu.Nomi di persona italiano Abbondio Achille Adamo Adelaide Adolfo Adriano Agata Agnano Agnese Agostina Agostino Albano Alberta Alberto Albina. Ghitin. Pulu Alessi Funsu Fredu. Sina Gustina. Alessandro Alessio Alfonso Alfredo Amabile Amadigi Amalia Ambrogio Amedeo Amelia Anacleto Anastasio Andrea Andreina Angela Angelo Anita Anna Annibale Anselmo Antonia Nom ëd përsun-e piemontese dell’Alta Langa Avundu Chile Adàm Delàide. Giulinu. Medeurin. Sandru. Tinina. Fredo Màbile Amadis Màlia. Angelotu. Anser ˆmin Antunieta. Giulina. Angel. Andrijun. Netina. Binin. Neta. Andrijot. Amedè Melia Cletu Anastàs Andreja. Selmin. Anin. Nin. Tugnina 171 . Niblin Anselmin. Bina. Lisandru. Sandrun. Andrijin. Jin. Tunina. Nineta. Anselm. Angelin. Gnesin-a. Binel Aldu. Jot Andrejin-na Angiulina. Lina Angiulin. Amè. Angeletu. Tunieta. Tin Nìbale. Lìa Brugin. Dulin Sandrin-a. Albino Aldo Alessandra. Giulin Nita Ana. Sandrin. Antuniëtta. Làide Dulfu Adrian Agatin. Tinin. Gustin Alban Berta Bertu Albinu. Ser ˆmu. Ambreus Medeu. Ghitina Agnan Gnese. Sandrot. Aldulin.

Tumé. Linu. Tita. Batistola. Tinu. Bërtrumé. Tuninot. Biasin. Reliot Balbin-a Batsàr Baldvin. Camillo Candida Candido Carla piemontese dell’Alta Langa Antoni. Carlutin 172 . Benedetto Beniamino Benigno Bernardino Bernardo Biagio Bianca Bibiana Bonifacio Bovo Brigida Bruno Caino Callistu Camilla. Suntina Atanàs Tiliu. Tumlin. Camilu. Bernardin. Bërtrumlin. Baldulin Barbra. Tivu Gusta Gustu. Trumlin. Biasot. Toni. Tunin. Candulina Candi Carlota. Tumlinotu. Bernardun. Trumè. Tugnin Argentin-a Sunta. Bnegn Bernardin Bernard. Basìliu. Detin Beniamin. Baldin. ˆi Beuv Brigida Brün. Basir Siliu Bastian. Tuniot. Tiani Batista. Notu. Ghistin Reliu. Detina.italiano Antonio Argentina Assunta Atanasio Attilio Augusta Augusto Aurelio Balbina Baldassarre Baldovino Barbara Barnaba Bartolomeo Basilio Bastiano Battista Beatrice Beltramo Benedetta. Batistin. Benedet. Trumalin. Titi Beatris Beltràm Benedeta. Biasetu Bianca Bibian-a Bonifàciu. Camilin-a. Biasurot. Minu Balàgn. Ninu. Linot. Bunifàz Bunifàz ˆ. Dinu Biagiu. Barbrina Barnabà Bertumlin. Brunun Caìn Calistu Camila. Malin. Biàs. Tinu ˆi. Tista. Milu Candina.

Culumbina Cosm Custantin. Clemaint. Tofu. Catlinot. Carlutin Melina. Catlijna. Lina Tilde Bina. Carlota. Cristin-a Cristofu. Clarinot Claudin-a. Celestina Celestin Celsina Celu.italiano Carlo Carlotta Carmelina Carmelo Carolina Caterina Cecilia Celeste Celestino Celsa Celso Cesare Cesarina Cesira Chiaffredo Cipriano Cirillo Clara Claudia Claudio Clemente Clementina Clotilde Colombina Cosma Costantino Costanza Costanzo Crispino Cristina Cristoforo Dalmazzo Damasio Damiana. Claudin Claudio Clementin. Cèsare. Carulin Catlin-a. Carlinot. Carlinat. Ceserin Sira Ciafrè Ciprian Cirulu Clarin-a. Carlinu. Ceserin Ceserin-a. Celsin Cesarin. Lina Carmelu Carulina. Damàs Damian-a. Damian Dàriu Dàvide Fina 173 . Carlüciu Ciarlota. Tin Custanz ˆa Custanz ˆ Crispin Cristinin. Carlat. Rina Sesilia Celest. Carletu. Tufin Dalmàz Macin. Clarin. Mentin Tina. Carlin. Carlot. Damiano Dario Davide Delfina piemontese dell’Alta Langa Carlu. Catlinin. Mazzo ˆ.

Sablinin. Fedel Ricu. Vasinin Fabrizi Faustin Fedele. Beta. Finu Desideri Dinu.Tinin.italiano Delfino Desiderio Dino Dionigi Dionisio Domenica Domenico Donato Dorina Edoardo Efisio Egidio Elena Eleonora Eligio Elio Elisabetta Elvira Emanuele Emilia Emiliano Emilio Emma Enrica Enrico Erasmo Ercole Ermelina Ermenegildo Ermete Ernesta. Netu. Nàtu. Mecu. Duàrd. Dunarin Durina Duàrdu. Tinina . Ernesto Eugenia. Enrichëtta Ricu. Chëttu. Mini. Tinu Genia. Menico Dunà. Manel Milia Milan. Richetu. Nurina Ligiu Eliu Sablin. Zablin Vira Manuè. Vasin. Richetu 174 . Miliotu Ema Richeta. Richin Rasmin Erculin Melina Gildu Mete Tina.Geniu Sebiu. Betina. Eugenio Eusebio Evasio Fabrizio Fausto Fedele Federico piemontese dell’Alta Langa Delfin. Duardin Fisiu Gidiu Lena Nora. Din Diunis Diunis Michina. Vasinot. Eusebi. Michin. Dunin. Vasiu. Nestu. Minot. Menica Dumini. Minin. Malin Miliu. Arnestu. Usebi Vasiot. Lisabeta.

Lice. Ninu. Nandulin Firmin Nandu Filip. Francesch. Cicu. Giacint ˆin Giàcu. Giuanin-a. Cìa Cinu.Tanin. Gianotu. Ciach. Gianetu. Giuaninu. Notu. Giuanula. Cech. Ninetu. Gian. Natin. Giuachin. Cinin. Cichinota. Netu. Giaculin. Giuanin. Gilieta 175 . Giacur Giandun Giàcu. Nin Girumeta Girumin-a Giulia. Flipin. Nàtu (la moglie: r Nàtura) Cichin-a. Germanin Gironi. Ciach. Cichinin. Tanu Gasprin Gaudainz ˆ Ghindu Genesiu Genè Gënujefa German. Giacot.italiano Felice Felicina Felicino Ferdinando Fermo Fernando Filippo Fiorentina Firmino Fortunata Fortunato Francesca Francesco Gabriele Gabriella Gaetano Gaspare Gaudenzio Gelindo Genesio Gennaro Genoveffa Germano Gerolamo Gervasio Giacinto Giacomo Giandomenico Gioacchino Giobbe Giorgio Giovanni Giovanna Girometta Giromina Giulia piemontese dell’Alta Langa Felicin. Girom Gervas Cintu. Cinat. Cecu. Flip. Vanni Giuàna. Gin. Giuanot. Flipot. Cichinot. Fiù Firmin Netina. Cicota Cichin. Nita ˆa Natinu. Lipu Fiorentina. Giaculin. Cescu Gabriel Lela Gaetan. Nandin. Giachin Giob Giors Giuàn. Cesca. Gianulin. Cicotu. Tina. Licin Cina. Giuaneta. Cin Nandu.

Leùn Leùn Puldinu. Vigia. Ginetu. Gnaz Gnasin ˆi. Ginat. Cianin Liciu Luis. Puldin. Gin. Giuli Gisepin. Neta.italiano Giuliano Giulio Giuseppe piemontese dell’Alta Langa Giulian. Ciano. Gigin. Lancc ˆ. Magiurin 176 Giuseppina Giustino Grato Graziano Gregorio Guglielmo Guido Gustavo Ida Ignazio Iolanda Iose Isabella Lazzaro Leonardo Leone Leopoldo Letizia Liberata Lidia Lodovico Lorenzo Lucia Luciana. Pinot. Pinat. Ciutina ˆìa. Gigin-a. Lena. Luciano Lucio Luigi Luigia. Pulu Tizia Delibera Lidia Ludvich Lurainz Lurainz Renz Renz Lancin. Jen. Naina Mafàlda Magiurina. Jin Iose Sablin Lazàri Leunàrd. Ielmu. Vigiotu. Gin. Luisin Madalena. Vigina. Liz Liziota. Manin. Vigiu. Pinetu. Pinu. Gepu. ˆu. Pinota. Ginu. Cìa. Giotu. Nigi Gin-a. ˆin. Gepot. Gina. Ginota. Luigina Luisa Maddalena Mafalda Maggiorina. Ciot Pina. ˆin. Gepin. Ciota. Pineta. Madlaina. Pinina. Gisep. Luisot. Potu. Vigiota Luisina. Ciana. Not. Gigugin. Cinin. Guspina Gistin Grà Grazian Gregori Elmu. Lizjin. Pinin. Gilian Gili. Gepotu. Madlen-a. Jurmin Guidu Gustav Ida Ignazi. Gisepun. Lüsjin. Gigiot. Notu. Gispin. Pinutin. Maggiorino . Luisin. Gèpa. Pot. Pinotu. Gepinu. Vigi. Vigin. Pin. Luisota. Gigia. Madlinin. Gipin. Pinulin. Gep.

Mariucia. Marcelin. Tin Matè Matìa Mauriliu Muriz ˆi Maurin. Ghitin. Miclin. Marcat Margarita. Massmin Tilde. Miclot.italiano Magno Marcellino Marcello Marco Margherita Maria Marianna Mario Martino Marziale Marziano Massimo. Jeta. Màrtu. Mariutin. Marculin. Miclin-a. Marijin. Massimino Matilde Matteo Mattia Maurilio Maurizio Mauro Michela Michele Modesta Modesto Natale Nicola Nicolina Olimpia Olimpo Onorina Onorio Oreste Orso Orsola Osvaldo Ottavia Ottavio Pantaleo Paola piemontese dell’Alta Langa Màgn Celin. Michelinu Mudesta Mudest. Mudestin. Ghita. Cel Màrch. Culin Niculin-a Limpia. Ursulin-a. Micilin-a Michè. Talin Niculin. Tildin. Valdin. Destu Natalin. Celin. Tavjin Pantalèu. Jin Mariàna. Mo Michela. Marianin Màriu Martin. Celu. Tabia Taviu. Michel. Rita Marìa. Culinu. Mariota. Marieta. Nureta Noriu Reste Urs Ursula. Ursulin Valdu. Valdinu Tavia. Ginota. Marcelin Marcel. Pantalun Paulin-a 177 . Talotu. Tinu Marziàl Marzian Massimin. Talinu. Matildin. Marietin. Majin. Limpjin Limpiu Nurina. Miclun. Jota.

Pasqualin. Pierat. Pietrina Pietrin. Pauluciu. Bas-cian. Saturnin Zaveri Bastian. Rafel Raimund Regin-a Remigiu Richin. Pedrot. Pietrocc. Paulaz Pulu. Ritin. Richetu. Quiri Quirin Rafael. Gundin. Ciano. Bastianin. Finu 178 . Pe. Ritinot Rubertin. Cianin. Scundin. Rusin Rusàlia. Pierinu. Quilin. Pasqualin. Din Fina Serafin. Paulinin. Lin ˆ. Tiani Scundina. Bas-cianin. Pasquè Patrizi Petrunila Piera. Ruchin Dulfu Ruman. Piero Pio Placido Pompeo Quirico Quirino Raffaele Raimondo Regina Remigio Richelmo Riccardo Rinaldo Rita Roberto Rocco Rodolfo Romano Romualdo Rosa Rosalìa Ruffino Sabina Salvatore Saturno Saverio Sebastiano Secondina Secondo. Dina Secundin. Rusina. Rucat.italiano Paolo Pasquale Patrizio Petronilla Piera Pietro. Perulin. Pietraz ˆ Pìu Plàcidu Pumpèu Quili. Bastianot. Peru. Pierina. Maldin Ruseta. Maniot Rumaldu. Paulinat. Rusolìa Rufin Bin Salvatù Saturnu. Po. Richinin Ricardu Rinald Rita. Pierin. Manin. Gundu. Paulot. Pierot. Bertu Roch. Bertin. Serafinu. Secondino Serafina Serafino piemontese dell’Alta Langa Paulin.

Siri Sistu Sufìa Stevu.italiano Sergio Severino. Sarvan Silvia Silvestr Simeùn Simun Siriu. Centu. Toju Vivian-a Zeferin Zita 179 . Gigin. Censu. Gin Giniu Vital Vite. Baldu. Durin. Cin Gilia Ginia. Tumasin Ugo Bertu. Tujina. Vitur Vitoria. Steve Tecla Tubad. Viturin. Severo Silvana. Tujin. Var ˆentin Censin.Toja Vitoriu.Vì Vitù. Baldin Doru. Steurot. Cinu. Sergi. Stèu. Steurin. Tumà. Vitu. Severin Nàna. Gin Tumalin. Tèu Teresin. Teresina. Bartu Var ˆantin. Silvano Silvia Silvestro Simeone Simone Siro Sisto Sofia Stefano Tecla Teobaldo Teodoro Teresa Tommaso Ugo Umberto Valentino Vincenzo Virgilia Virginia Virginio Vitale Vito Vittore Vittoria Vittorio Viviana Zefferino Zita piemontese dell’Alta Langa Sergiu. Sergin Sèvere. Ginota. Cens. Vitorina. Vitujin-na. Tumatèu. Centin.

Cose ch’i s’è smiju piemontese dell’Alta Langa àsu (banch ëd r ˆ’) àsu (schin-a d’) càgna cartela ciamporgna cràva cravun crin-a cucu cur ˆumbot delfin euj ’d beu far ˆfàla far ˆfalin far ˆfalin-a frà galat galin-a galüciu gatin gran griva lufa marmota pantufle papagàl passurot patàta pe ’d crin pita priz ˆutin prüz ˆ puciu puciu italiano Similitudini significato posto dell’ultimo della classe profilo di certe strade morsa colpo deciso persona pettegola cavalletto odore caratteristico contrabbasso scaldaletto mammelle successore ad una determinata carica lampada da teatro cambiale tipo di cravatta signorina graziosa scaldaletto varietà di dolce schiacciato a forma di gallo moneta con l’effigie di un’aquila tipo di pagnotta amento denaro piatto a base di fegato e semi di ginepro peto valigia da viaggio mani grosse pitale raffreddore naso attrezzo da scasso asso di denari delle carte da scopa bambinetto clistere broncio acconciatura dei capelli raccolti sulla nuca banco dell’asino schiena d’asino cagna cartella zampogna capra caprone femmina del maiale cuculo colombotti delfino occhio di bue farfalla farfallino farfallina frate galletto gallina galletto gattino frumento tordo vescia marmotta pantofole pappagallo passerotto patata piede di porco tacchina pera piccola pera nespolo nespolo 180 .

veduta presa salendo dal Belbo 181 . guancie naso polpette orologio da tasca d’oro (vedi z ˆiula) percosse una bella ragazza gambe molto magre attrezzo dei falegnami alluce valgo orologio da tasca d’argento Feisoglio.piemontese dell’Alta Langa puciunin pumin russ puvrun quajëtte ràva saràche sarsat (ën bel ) scèleri (gambe ’d) tass z ˆiula z ˆiula italiano piccolo nespolo mela piccolina peperone quagliette rapa saraghi valerianella (bella) sedano (gambe di) tasso cipolla cipolla significato piccolo bambinetto gote.

ˆa ˆa A j’è naint bela reusa. Alla candelora o gran freddo o gran acqua. tüt lo ch’u beuta feur r testa ˆa ˆa ˆa u r bun a fè r mnestra. A ogni àsu ër so bàst. Bel ën fàssa. A San Valentino tutti i venti diventano scirocco. Bue lungo. Caval senz sprun u r na barca sanz timun. ˆ A ogni usel so nì u r bel. A San Simun r vantajin-a ’n tër cantun. Aprile ha trenta giorni. Alla candelora occorrono ancora metà della botte. Asino vecchio. A San Lurainz u r ëncù taimp. ˆa. Proverbi italiano Al cavallo lo sprone. che non diventi grattaculo. A San Lorenzo c’è ancora tempo (per seminare). A San Sebastiano i raggi del sole raggiungono ripe e ritani. tutto ciò che mette fuori la testa è buono per la minestra. A San Bartolomeo dagli del naso nel di dietro. a lassa r smainz ˆ ˆa ˆ. ˆa A San Lurainz r ˆ’üva a tainz. ˆa ˆa A r prüma. Chi fa di testa sua paga di tasca propria. A r saira leùn.Pruverbi piemontese dell’Alta Langa A cavàl sprun. se piovesse trentuno non fa male a nessuno. ˆa A r Candrer meza carera. A San Simone si ripone il ventaglio in un angolo. cavallo corto Braccio al collo. al mattino pelandroni In primavera. Non c’è bella rosa. meza fner ˆa ˆa. bàst neuv. A ogni asino il suo basto. ch’a vena naint gratacü. Cavallo bianco. alla moglie il bastone. Il cavallo senza sprone è come una barca senza timone. A Sant’Andrea l’inverno sale in cassetta. basto nuovo. gamba al letto. A San Lurainz mangia ër früt. 182 . cavàl cürt. ˆ’è ˆa A San Bastian ër su u dà ’nt ër rive e ’nt ij rian. A San Lorenzo l’ uva prende colore. A San Sebastiano la violetta in mano. Alla sera leoni. mài stràch. Per ogni uccello il suo nido è bello. ˆ ˆ A San Bastian r viurëtta ën man. ˆ Àsu vej. a r matin plandrun. ˆa ˆa. A San Michè ër castàgne tàcu a car ˆ ˆè. A Santa Lizìa i j’è ër dì pi cürt ch’i-j sìa. buttano la propria madre nel pozzo. A San Michele le castagne incominciano a cadere. A San Rocco è già un po’ troppo. A r Candrer o gran fragg o gran eva. ˆa ˆ’è ˆa Chi fà ëd so testa. ˆa ˆ A San Var ˆentin tüte r ˆ’àrie i venu marin. A San Lorenzo mangia il frutto e lascia il seme. ˆ’è A San Roch u r zà ’n po’ trop. A Sant’Andreja r ˆ’invern u munta ën careja. ˆ’è A San Bërtumé daje du nàs da dré. Caval bianch. All’Epifania le giornate si allungano secondo il passo della formica. Avrì u n’ha tranta. pàga ëd so bursa. Beu lungh. A Santa Lucia il giorno più breve che ci sia. mai stanco. ma u piuvissa trantün u fà mà a gnün. meza granera. ˆ’è Ar ˆ’Epifanìa ër giurnà i së slungu ar pàss ˆ ˆ dr frimija. brüt ën piàz ˆa. gamba ar lecc. a r fumr bastun. ˆ Bràz ar col. Bello in fasce brutto in piazza. meta del fienile e metà del granaio. ˆ ˆ Cavaj russ campu so màre ’nt ër puz ˆ ˆ. Capelli rossi.

Qualsiasi tempo è buono purchè la caldaia di maggio sia in ebollizione. Il lupo non genera agnelli. Le mosche tirano i calci che possono. Anche un bel ballo se dura troppo stufa. Ënninda vej is perd ër mej. Dodici galline e un gallo mangiano come un cavallo. Chi impresta perde la cresta. Il tempo ed il sedere non hanno regole. Ër pum quandi ch’u r mair u droca. ˆ Il “buon mercato” torna a casa prima del padrone. ˆ ˆ’è La mela matura casca giù. Ëdcò ’n bel bàl s’u düra tant u stufia. una cesta e un’oca fanno già ˆe. chi j’ha tre vàche ch’i ˆ ˆa notte al chiaro della luna. Ër luv u j’ha mài mangià ne r ˆ ˆ’istà. La campana rotta non ha più fine. Chi dorme con i cani si sveglia con le pulci. Non dire quattro senza che tu l’abbia nel sacco. Chi va a cavallo da giovane va a piedi da vecchio. a r mëssa ’d meza neucc. i fan ën mercà. và a pe da vej. Due fumr na cavàgna e n’oca. ˆa Andando e ritornando alla messa di mezza ar ciàir dr lün-a. Il lupo non ha mai mangiato né l’estate e né l’inverno. Due fè e ’n can i fan r fer a Dian. Com’è il tempo a Santa Bibiana accompagnerà per altri quaranta. Ën mancanz ’d cavàj. Ër musche tiru ij cauz ch’i peur ˆ ˆ ˆu. ˆa Chi và a cavàl da giuvu. Se la bocca è chiusa non entrano le mosche. s’u pieuv naint ën cheu. Ën buca sarà i-j antra gnün-e musche. di cumpagna Dar luv. chi ha tre mucche nun vainda ün-a. ch’u r pianta a snè. ˆa ˆ Chi pësta perd r chësta. un mercato. ˆ Ër taimp e ’r cü i j’han sempre fà me j’han vussü. Ër cü u j’ha sèt pel. ˆ 183 . Ër mà u ven a cavàl e u va vìa ar pàss ˆ ˆ Il male arriva a cavallo e se ne va al passo ëd na frimija. ˆ Invecchiando si perde il meglio. i-j nass naint dj’agnej. pi ’t r bàti e pi u ven bel. ˆ Di màj quàtr sanza ch’ët r ˆ’àbi ’nt u sàch. quaranta . ˆ Le lungaggini diventano come le bisce. più lo batti e più è bello. Ër fer u vanta battr fin ch’u r càd. trotu j’àsu. ˆa ˆa Due pecore e un cane fanno la fiera a Diano. Ër bun pàt u turna a cà prüma dër padrun. ˆ ˆu Il sedere ha sette pelli. ˆ ˆ Il pane del padrone ha sette croste. Un po’ o completamente le schegge assomigliano al ceppo. ˆa In mancanza di cavalli trottano gli asini. Dudes galin-e ’n gàl mangiu cume ’n cavàl. ˆu Chi dreum cun ij can. ˆ ˆu ˆ’è Il ferro va battuto fin che è caldo. ne r ˆ’invern. nella stalla ne venda una. Ëndanda e ’nninda. Cielo fatto a pane. Ch’u fàz ër taimp ch’u veuja bàsta che ˆa ˆ r cauder ëd màgg a beuja. Cume fà a Santa Bibian-a. italiano Chi vuole un buon agliaio lo pianti a gennaio. Ër robe lunghe i venu bisse. ˆa ˆa Ciel fàcc a pan. Cioca ruta a j’ha màj pi fin. Due donne. pieuv duman. u s’auz cun ër prüss. Ër pan dër padrun u j’ha sèt cruste. Ën poch o tüt ë stele i smiju a-j z ˆuch.piemontese dell’Alta Langa Chi ch’u veu ën bun ajè. se non piove oggi piove domani. della formica.

La gallina vecchia desidera un galletto giovane. vandëmmia cürta. Ij dèbit i sun cume ij përru. Non si può afferrare una gallina per le mammelle. ˆ Le mele rosse sono quelle col vermetto. galline. Galin-a cita. I morti fanno terra. Non hai mai visto un falco buttarsi in un orto. Non prato senza erba. làssu naint dreumi tüta r neucc. Erba cruda e gamberi cotti non lasciano dormire tuta la notte.piemontese dell’Alta Langa Ër vin u r r püpa dij vej. a morire di fame. Ij cur ˆumb mangiu r e cagu ’r piumb. ˆa Ët j’hai màj vist ën farcat campesse ’nt n’ort. Le cipolle diventano grosse quando prendono neve sulla schiena. vendemmia corta. I bocconi migliori finiscono sempre in bocca al lupo. Fervè primavera ai marinè. Is peu naint pijè na galin-a për ij birin. ij viv i fan guèra. ma la terra li aspetta. oche mej avaine poche. non camicia senza macchia. ˆe. ˆ’or ˆ I colombi mangiano oro e cagano piombo. ˆa Grand e gross ciul e gof (baloss). Gli asini di Cavour non li loda nessuno ma si lodano da loro medesimi. Galin-a veja fà bun brod. is laudu da lur. I debiti sono come i conigli. Marzat ën fisat. oche meglio poche. non donna senza amore. Tralci lunghi. Lauda ij brich. ˆ’è ˆ Gnün prà sanz’erba. Ij pum russ ij sun cuj ch’i j’han ër giuanin. ma tieniti al piano. Ij can gross baur màj për gnente. ma tente ar pian. Majè lungh. che ci sia la luna nuova di febbraio. i vivi fanno guerra. Donne. sempre giovane. Febbraio primavera al mare. u dì dré ëd carvè sanza ch’u sia Non c’è mai l’ultimo giorno di carnevale senza lun-a neuva ëd fërvè. Donne. ˆ Loda i colli. Fumr previ e àsu tüci ij mumaint is bàsu. marzo da noi. ˆ italiano Il vino è il latte dei vecchi. Far di ogni piccola mosca un tafano. Ij pruverbi dij vej i mandu ij giuvu a meuiri I proverbi dei vecchi mandano i giovani ëd fàm. màrz da nujàcc. Gallina piccola. ˆa Erba crüva e gambr cheucc. A marzo un piccolo fuso da filare. ˆa Gli affari vanno male quando la gallina canta da gallo. Niente serve per gli occhi. 184 . Lavura cun ij beu e smaina cun ër vache. Grande e grosso. ma incapace e goffo. Fè d’ogni musca ’n tavan. ma r tèra a j’ëspeta. ˆa gnün-a camisa sanz màcia. ˆ Ara con i buoi e semina con le mucche. sempe pula. ˆu ˆ I cani grossi non abbaiano mai per niente. J’è maj. Ij mort i fan tèra. Ij beu van adàsi. J’afè i van mà quandi r galin-a canta da gàl. gnün-a fumr sanza amur. Galin-a veja a veu ën galat giuvu. ˆa Ij bun bucun van sempe ën buca ar luv. Fumr galin-e. ˆe. ˆ ˆ’è ˆa Ër z ˆ ˆiule i venu grosse quandi ch’i-j fioca ën sr schin-a. ad aprile lava le scodelle e vai a dormire. avrì làva scuele e và drimì. I buoi vanno piano. Gnente u r bun për j’euj. preti e asini ogni momento si baciano. J’ àsu ’d Cavour gnün ch’ij lauda. Gallina vecchia fa buon brodo.

Quando il colombo è pieno. Ne mü. ˆa r castàgna a ven bela ˆa Quandi r lün-a a j’ha ër reu o ch’u fà bel ˆa ˆ o ch’u fà breu. castàgna e vin ten tüt për San Martin. Për buneur ch’ër mund u gira. le castagne diventano buone. scoppi la pancia. Piuttosto che avanzi il cibo. ˆ ˆ ma r tèra a r fërma. ˆe. ˆ er galin-e i strainzu ër cü. ˆ Na cativa lavandera treuva mài na bun-a per ˆa. Oca castagna e vino tieni tutto per San Martino. ne’ benestanti per vicini. ˆa ˆ’è Për ëndè ’n campàgna ën tër mol ˆ u r mej ëndè ’n piàz a fè ër fol. Na cràva arsaniss r stàla. 185 . ˆ ˆ R’amur dij giuvu u r cume trot d’àsu. ˆa Quandi ch’u fiuriss ër sambü. Se Natale è senza luna. Mentre ër can us gràta r levr a scàpa. Ne fumr ne cavàj is pëstu màj. le vecce diventano amare. garantì dar tulè. Oca. ’d carn dar maslè i-j nun ˆ ˆ ˆ resta gnente. ne mir ne sgnur për avzin. anno di vino buono. Nàda da vespe. ˆa Nàda da erba nàda da merda. ma la terra è ferma. è meglio andare in piazza a far lo stupido. Il pane bruciato è facile da restituire. ˆ’è italiano Marzo asciutto grano per tutti. annata da erba annata da merda. ˆa. ˆ’è ˆa ˆ Për ër so presi. ˆ Mür e cavàla portu ’n sr spàla. Or dublé. Marzo chi non ha scarpe può andare scalzo. Quandi ch’ër cur ˆ ˆumb u r pin. Mej strisè scàrpe che lanzeu. garanzia del lattoniere. Non ci possono essere gli ultimi giorni di carnevale senza che ci sia la luna nuova di febbraio. ˆ Pan brisà bun da raindi. Pitost che roba a vanz chërpa r panza. Per fortuna che il mondo gira. Oro placcato. Anno di vespe. nàda da vin bun. L’amore de giovani è come il trotto dell’asino. Pane e noci mangiare da sposi. Al suo prezzo di carne dal macellaio non ne rimane. Ne’ muli. Quando la luna ha l’alone o fa bello o fa brodo (piove). Mula e cavalla portano sulla spalla. Per recarsi in campagna con il terreno inzuppato. ne’ mulini. Donne e cavalli non si danno mai in prestito. tre fè i nun mangiu ün-a. ˆ ˆa Mez r ˆ’ann ër cü u fà scàgn. ˆin. Una capra rende salubre la stalla. Meglio consumare scarpe che lenzuola. Natàl sanza lün-a. Ogni scimmia trova belli i propri figli. ˆa ˆa àsu e mü portu ’n sër cü. All’età di sei mesi il sedere fa da seggiolino. tre pecore ne mangiano una. ˆ ˆ Quandi ch’u pieuv ën sr giavela. Ogni sümia a treuva bej ij seu sümiot. la lepre scappa. Mentre il cane si gratta. Pan e nus mangè da spuss. Quando piove sui covoni. ˆ’è ër vëzze i venu amère. le galline stringono il buco. Una cattiva lavandaia non trova mai una buona pietra. Peu naint esci-e j’ultimi dì ’d carvè sanza che i-j sìa lun-a neuva ëd fërvè. ˆ ˆ Marz chi u j’ha gnün-e scàrpe u và dëscauz ˆ ˆ. Quando fiorisce il sambuco. asino e mulo portano sul “culo”.piemontese dell’Alta Langa Màrz sücc gran për tücc.

L’asino di due padroni ha la coda “pelata”. R ˆ ˆ S’ ët veur dër gran. ˆ a ramiriva cumanda per sèt feste ëd fir R ˆa. La neve di febbraio se la portano via le galline con i “piedi”. Se i-j canta ër cucu. mettere la nebbia nei sacchi. ˆ ˆ ˆ ’eva a fà ënnì ër ran-e (ij bàbi) ’nt r panza. r ˆ’è ˆ’utun u r ënnü. Se vuoi il grano. fa anche dei prati. ˆ’è ˆ R’àsu ’d dui padrun u j’ha r cùa splà. Se ’r cavàl u r bel. Se il cielo è a pagnotte se non piove oggi piove domani. gavè r fioca ˆ ˆa ˆa e maz j’om i sun travàj ch’i servu a gnente. R ˆ ˆa ˆ R’invern u r passà. ˆ’è ch’u-j ch’i j’han fàme ij piasì. baica ne ràza. ˆ ˆ R’istà ëd San Martin a düra da r saira a r matin. Una buona greppia fa una buona bestia. ënsachè r nebbia. Sacco vuoto non sta in piedi. ˆ ˆ Se ’r vej u pudaissa. ˆ R’euj dër padrun u ëngràssa ’r caval. i-j canta r prüma. fà dij prà. L’estate di San Martino va dalla sera al mattino. ˆa ˆ ’àsu u perd màj r R ˆ’urije. Il tempo di Santa Bibiana accompagnerà per quaranta giorni. ër galin-e r portu vìa cun ij pe. ˆ Ra sar a r ne bun-a. ˆ Ra vi a dis: fàme povra ët fareu rich. ˆe u s’ënnivur ˆa. ˆi ˆ Sàch veuid u stà naint dricc. ne mantel. La paglia fa maturare le nespole. se il giovane sapesse. L’occhio del padrone ingrassa il cavallo. ˆè Santa Bibian-a quaranta di cumpàgna. ˆ ˆa ˆ Ra griva a j’ha ij bèj a r ramiriva. r pieuva ˆ ˆ ˆa peu naint tardè.piemontese dell’Alta Langa ˆ R’àsu cümün u r màj gràss. ˆ ˆa italiano L’asino in comune non è mai grasso. Se ’r musche ij mordu. ne bela sanza rüga ˆata ˆ’è e pimpinela. Sbàti ër nus. Ruga e pimpinella fanno l’insalata buona e bella. i vagu a piessr ˆa ’nt ër cü. Se il merlo canta al mattino non ti mancheranno crucci. ˆ a prüma galin-a ch’a canta a j’ha fà r R ˆ’euv. L’acqua fa venir le rane nello stomaco. Il giorno dell’olivo comanda per sette feste di fila. ˆ a vurp a perd ër paj. Se il cavallo è bello non guardare né la razza né il mantello. canta la primavera 186 . se ’r giuvu u savaissa. Se il gallo canta fuori orario se è sereno diventerà nuvoloso Se il gallo si gratta il di dietro la pioggia non può tardare. Gallina che canta ha fatto l’uovo. ër taimp u cambija. Se ’r merlu u canta a r matin. Battere le noci. L’inverno è passato. Se il vecchio potesse. ma naint ër vizi. L’asino non perde mai le orecchie. Se canta il cuculo. ˆ ˆ Se ër ciel u r a pan s’u pieuv naint ëncheu ˆ ˆ’è u pieuv duman. Se ’r gàl us grata ër dadrè. La vite dice: fammi povera e ti farò ricco. it mancrà ˆ ˆa naint ij sagrin. ˆ ˆ’è Se ’r gàl u canta dë strasur su r sragn ˆ ˆa. ˆa ˆ Ra pàja a fà mairè ij puciu. l’estate è venuta chi mi ha fatto dei piaceri vada a prendersela nel culo. Le uova del tordo schiudono la domenica delle palme. R ˆa ˆ Ra fioca ëd fervè. La volpe perde il pelo ma non il vizio. togliere la neve e uccidere le persone sono lavori inutili. Se le mosche pungono il tempo cambierà. ˆa ˆa ˆ a bun-a grüpia a fà r bun-a bestia.

Non si deve mettere il carro davanti ai buoi. Il sole leva per tutti e a ogni bambino il suo fagottino. ër persi ar nemis. Gli eccessi sono dannosi. ˆ Vanta sempe lassè ’ndè r ˆ’eva ar so mirin. ˆ ˆe Vanta fè gnün agriman. Se fa bello a Sant’Orso il mago mette il pagliericcio al sole e batte la moglie. È meglio consumar scarpe che lenzuola. tre z ˆiule fan pissè. Mancando il gatto i topi ballano Zucche e meloni alle loro stagioni. Se j’erbu i beutu r fiu prüma che r feuja. ˆa U su u leva për tücc. ˆ ˆ Speta naint a fè duman. suta r fioca pan. Pela il fico all’ amico e la pesca al nemico. balu ij ràt. Caga più un bue che cento rondini. Bisogna lasciar fluire l’acqua al suo mulino. Tücc ij beu i turnu a r stàla. Soldo fa soldo. tutto l’anno i buoi nei campi. poca üva. Il sole di febbraio conduce le femmine sottoterra. È meglio lavorare un’ora di buona voglia che battere tutto il giorno la fiacca. cosa ch’ët peuri fè ’n cheu. ˆ Z icot e amrun ogni cosa a so stagiun. U r mej n’àsu viv che ’n medi mort. U càga pi ën beu che z ˆaint riundure. Non bisogna fare favoritismi. Spela ër fì a r ˆ ˆ’amis. 187 . Non aspettare a fare domani. poca uva. sotto la neve pane. U su ëd fërvè u porta ër fumr a suttrè. pidocchio fa pidocchio. Se gli alberi fioriscono prima di mettere la foglia avremo frutta da toglierci la voglia. ˆa ˆa Se r lün-a a fà u reu o ch’u fà vaint . italiano Se nevica ai Santi. Vanta naint bitè ër cher davanti a-j beu. cosa puoi fare oggi. ˆ’è U r mej n’ura ëd bun-a veuja che tüt u dì ˆ’è a bàti r treuja. ˆ Vìa ij gàt. Suta r ˆ’eva fàm. pieuj fà pieuj. Molte foglie. Semina i piselli a San Maurizio e ne avrai a tuo capriccio. a fè ër ravior ˆ ˆe. se piove sta in casa e prepara gli agnolotti. ˆa Tante feuje. S’i-j fioca prüma dij Sant. Sod fà sod. Tre brine fan nevicare. ër magu u beuta r pajaz ˆ ˆa ˆa ar su e u bat r fumr s’i pieuv u stà ’n cà ˆ ˆa ˆa. ˆa Tüci ij trop i stravàcu. Tre brün-e fan fiuchè. tre cipolle fan pisciare. Sotto l’acqua fame. ˆa ˆa i j’è dr früta da gavesne r veuja. Se nevica prima dei Santi tutti i mesi si vedranno i campi. Tutti i buoi ritornano alla stalla. a ogni matutin ër so ˆ fagutin. Se la luna ha l’alone o arriva il vento o la pioggia.piemontese dell’Alta Langa Se i-j fioca a-j Sant tüta r ˆ’ànn ij beu ’nt ij camp. tüci ij mais is vugh ij camp. ˆa o ch’u fà breu Smaina ij pois a San Muriz ët n’ avraj ˆi. S’i fà bel a Sant’ Urs. U r mej cunsimè dë scarpe che di lanz ˆ’è ˆeu. È meglio un asino vivo che un medico morto. a to capriz ˆi.

n’Àich. n’Àrba ˆ ˆ Arbaraj ˆ Merica Arguèl. n’Àchi Àrba. ar Guel ˆ Àst.Toponimi Città. frazioni e fiumi italiano piemontese dell’Alta Langa Àich. paesi. n’Àst Bauz ˆè Barbarasch Bareu Batifeuj Berb ˆ Bërvaj Bene Bënvel Bèrgui Bistàgn Bunvzin Bërgumà Burgna Beusia Buz ˆuràsch Brà Bübi Càire ˆ Calamandran-a Caloss Cameran-a Càmu Campaj Franz Neuva ˆa Canàl Canej Cantaran-a Caplat Carü Castagnì Castagnore ˆ Castlat Castlinàd Nom dij post italiano Castiglion Falletto Castiglion Tinella Castino Cengio Ceresole d’Alba Cerretto Langhe Ceva Cherasco Cissone Cisterna d’Asti Clavesana Coazzolo Cocconato Corneliano Cortemilia Cossano Belbo Costigliole d’Asti Cravanzana Cuneo Diano d’Alba Dogliani Envie Farigliano Feisoglio Ferrere Fossano Francia Genova Gorrino Gorzegno Gottasecca Govone Grinzane Cavour Guarene La Morra Lequio Berria Levice Loazzolo Madonna Como 188 piemontese dell’Alta Langa Castiun Falat Castiun Càstu Ciangg (ër) ˆ Cërsore ˆ ˆ Zraj ˆ Zeva Cheràsch Cissun Sisterna Cravzan-a Cuaz ˆeu Cucunà Curgnan Curtmija Cussan Custiore ˆ Cravanzan-a Cuni Dian Dujan-i Ënvije Farijan Faisseu Frere ˆ Fussan Franz ˆa Gènua Ghirin Gurzin Botasëcca Guvun Grinzan-e Guaraine Mura (ra) ˆ Lech Làis Luaz ˆeu Cum (ën) Acqui Terme Alba Albaretto Torre America Arguello Asti Baldissero d’Alba Barbaresco Barolo Battifollo Belbo Belvedere Langhe Benevagienna Benevello Bergolo Bistagno Bonvicino Borgomale Bormida Bosia Bossolasco Bra Bubbio Cairo Montenotte Calamandrana Calosso Camerana Camo Campetto Canada Canale Canelli Cantarana Cappelletto Carrù Castagnito Castagnole Lanze Castelletto Uzzone Castellinaldo .

Gnela ˆ Niza Nuvel Urm ˆ Parod Piagera (ra) ˆ ˆ Përlaj Perlu Pz ˆeu Piubs Po Pocapàja Pralurm ˆ Përiuca Prinaj Rachinis Roca (ra) ˆ Ruchëtta (ra) ˆ Rod italiano piemontese dell’Alta Langa Ridin Rudel Ruma Ruraj Sàre ˆ Sarsaj Salüz ˆe San Benedet San Beuv San Damian San Dunà San Giors San Roch Santa Vitoria San Stèu Savian Savun-a Scarëtta ˆ Scurun Sairore ˆ Sanadàiva Seralunga.italiano piemontese dell’Alta Langa Majan Mangu Milan Mnesu. Sin-i Suman Sumariva Bosch Sumariva Spign Tàne Tinela Tuduch Tirin Tur Tursela Trai Cün-i Trais Trez Iz ˆun Vaj Verdün Vesme Vëzza Vilaneuva Magliano Alfieri Mango Milano Millesimo Monastero Mombarcaro Monchiero Mondovì Monesiglio Monforte d’Alba Mongardino Montà d’Alba Montaldo Roero Montelupo Albese Monteu Roero Montezemolo Monticello d’Alba Montiglio Monviso Motta Murazzano Narzole Neive Neviglie Niella Belbo Nizza Monferrato Novello Olmo Gentile Paroldo Pedaggera Perletto Perlo Pezzolo Valle Uzzone Piobesi d’Alba Po Pocapaglia Pralormo Priocca Prunetto Racconigi Roccaverano Rocchetta Belbo Roddi Roddino Rodello Roma Roreto Sale delle Langhe Saliceto Saluzzo San Benedetto Belbo San Bovo San Damiano d’Asti San Donato San Giorgio Scarampi San Rocco Santa Vittoria Santo Stefano Belbo Savigliano Savona Scaletta Uzzone Scorrone Serole Seno d’Elvio Serralunga d’Alba Serravalle Langhe Sinio Somano Sommariva Bosco Sommariva Perno Spigno Tanaro Tinella Todocco Torino Torre Bormida Torresina Tre Cunei Treiso Trezzo Tinella Uzzone Vaglio Verduno Vesime Vezza d’Alba Villanova d’Asti 189 . Saraval Scin-i. Saralunga Seraval. Mresu ˆ Munastè Munbarchè Muncé Mundvì Mnisì Munfort Mungardin Muntà Muntàd Muntluv Muntaj Munzemu Muntisel Muntij Munvis Mota (ra) ˆ Miraz ˆan Narz ˆ e ˆor Nàive Anvije Niela (ra).

le tre). mesdì e per mezzanotte. le sei …).30) la mezza (0. ses e des (le due e dieci. ˆ 190 . le sei e dieci). scund L’ora l’una l’una e un quarto l’una e venti l’una e mezza le due meno venti le due le due e venti le tre le quattro meno venti le quattro le quattro e un quarto le quattro e venti le quattro e mezza le cinque le sei sette le otto le nove le dieci le undici mezzogiorno ˆ R’ura ën bot ën bot ën quart ën bot e vint ën bot e mez dui bot menu vint dui bot dui e vint trai bot quàtr menu vint quàtr ure quàtr ën quàrt quàtr e vint quàtr e meza z ˆinch ure ses ure set ure eut ure neuv ure des ure undes ure mesdì Il giorno mattino pomeriggio sera notte di giorno domani domani mattina domani pomeriggio domani sera dopo domani ieri ieri mattina ieri sera ieri notte Ër dì ˆ matin dop mesdì saira neucc suverdì duman duman matin duman dop mesdì duman a (ra) saira ˆ passa duman saira saira matin saira saira saira neucc Si dirà dunque: che ura u r’èlu? I sun des menu ën quàrt (che ore sono? Sono le dieci ˆ meno un quarto). dopo le tre si aggiunge ure (ore) al numero: quatr ure. A differenza dell’italiano non si usa preporre l’articolo al numero che indica l’ora: i sun dui bot (sono le due). le due. per mezzogiorno. i sun zinch ure (sono le cinque). ses ure… ˆ (le quattro. le 12.Il tempo Ër táimp ˆ Per indicare le ore si usa: bot (colpo) e ura (ore): eun bot. Si ricorda che nelle frazioni di tempo i termini bot e ura rimangono sottintesi: dui e des. le cinque. zinch ure.30 e le 0. dui bot. traj bot (l’una. italiano piemontese dell’Alta Langa italiano mezzanotte la mezza (12.30 si esprimono con mezbot e mesbot dop mezaneucc. mezaneucc.30) minuto secondo piemontese dell’Alta Langa mezaneucc mesbot mesbot dop mezaneucc minüta secund.

veduta da settentrione 191 .italiano piemontese dell’Alta Langa italiano maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre piemontese dell’Alta Langa màgg giugn lüj agust stáimbr utubr nuváimbr dzáimbr I giorni della settimana lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì sabato domenica Ij di dr sman-a ˆa lünes màrtes mercu giobia véner sàba dimìnica I mesi dell’anno gennaio febbraio marzo aprile Ij mais ëd r ˆ’ànn snè fërvè màrz ˆ avrì Le stagioni dell’anno Ë stagiun ëd r ˆ’ànn primavera estate autunno inverno ra prüma ˆ r’istà ˆ r’utun ˆ r’invern ˆ Bossolasco.

CANZUN piemontese dell’Alta Langa CANZONI italiano Cantè j’euv Ër salüt ˆ Suma partì dar nostre cà ˆ ch’u r ˆ’era prüma saira. Canto delle uova Il saluto Siamo partiti dalle case sin dalla prima sera. O se loro non dicono niente è segno che sono contenti. për ënnive a salitè ˆ e deve r bun-a saira. Buona sera signor padrone e signora la padrona. dateci delle uova della gallina bianca. han detto i vostri vicini che sono tre giorni che spinge. ra dumanda ˆ Dene dj’euv o dene dj’euv dër vostre galin-e. ˆa Bun-a saira sur padrun cun sura r padrun-a. che passato Carnevale arriverà la Settimana Santa. Dateci delle uova. ˆa suma ënnü ciamè liciainz ˆa si sun cuntaint che sun-na. dateci delle uova della gallina rossa. Sun-a sun-a sunadur al chiaro della stair ˆa. ˆa che passà Carvè j’ënnirà r Sman-a Santa. han detto i vostri vicini che ne avete le ceste piene. ˆa Dene dj’euv o dene dj’euv dr galin-a naira. ˆ Dene dj’euv o dene dj’euv dr galin-a russa. 192 . ˆa la richiesta Dateci delle uova. Suona suona suonatore al chiaro della stella. Dateci delle uova. la padrun-a r zà ’lvà ˆ’è ch’a ’nvisca r candair ˆa ˆa. ˆ i j’han dicc i vostri avsin ch’i n’hai ër gorbe pin-e. dateci delle uova della gallina nera. dateci delle uova delle vostre galline. ˆa i j’han dicc i vostri avsin chi sun trai di ch’a puz ˆa. ˆ’è canteruma e suneruma tüci allegramenti. perciò suoneremo e canteremo tutti allegramente. Dene dj’euv o dene dj’euv dr galin-a bianca. siam venuti a chiedere licenza se son contenti che si suoni. la padrona è già sveglia e accende la candela. per venirvi a salutare e darvi la buona sera. Dateci delle uova. O da zà ch’i disu naint u r sagn ch’i sun cuntenti.

che alle sue pecorelle porta vero amore.piemontese dell’Alta Langa italiano i j’han dicc i vostri ausin ch’u r trai dì ch’a canta. Dateci delle uova. ˆa che passà Carvè j’ënnirà r primavera. se non si sposerà per Carnevale sicuro che si sposerà a Pasqua. ˆa Cumpatine sur padrun che suma girulari. ma quando saremo sposati non gireremo più. che passato Carnevale arriverà la primavera. 193 . ˆ’è Dene dj’euv o dene dj’euv dr galin-a nera. Siamo venuti qui a cantare dove c’è una sposa svelta. dateci delle uova della gallina nera. ˆ suta ra canonica ˆ Suma ënnü cantè ’n si zì alla porta dër pastore. Cumpatine sur padrun che suma giuventüra. ˆa a ca d’ën vidu Questa casa gentil casa j’è ’n vidu ’d bela grazia. quandi ch’i sìu maridà girruma pà pi vari. ˆa Suma ënnü cantè ’n sizì ch’a j’è na spusa lesta. una dozzina e mezza di uova ce li dia dalla finestra. O se ha perso la gonna sarà perché ha perso il nastro. ma per darci le uova se le metta pure nella camicia. Abbiate pazienza signor padrone che siamo gioventù. se nun dà meza duzaina far ˆuma r partenza. ma se ce ne dà mezza dozzina faremo la partenza. han detto i vostri vicini che sono tre giorni che canta. Abbiate pazienza signor padrone che ce ne andiamo in giro. ˆa O se j’ha perdü ër cutin ˆ j’avrà s-ciancà r frisa. na duzaina e meza d’euv ch’a ni dàga da r fnestra. su r pà mariàsse për Carvè ˆ’è us maridrà për Pasqua. ˆ che alle sue pecorelle u-j porta vero amore. Una dozzina e mezza di uova e troppa impertinenza. ˆa ma për dene dj ’euv a nui ˆ bitevje ’nt r camisa. abbiamo il sangue che ci tormenta fino alla cintura. ˆa Na duzaina e meza d’euv r’è tropa impertinenza. sotto la canonica Siamo venuti a cantare qui alla porta del pastore. a casa di un vedovo In questa casa gentil casa c’è un vedovo di bella grazia. j’uma ’r sangu ch’un turmainta ˆ fina a r cintüra.

La mamma che l’ha allevata non ha perduto il suo tempo. Suma ënnü cantè ’n si zì ch’i j’è na riz ˆulin-a. j’uma ën giuinin cun nui ch’u veu purter vìa. abbiamo un giovanotto che vuol portarla via. a casa di un neonato Suona suona suonatore al chiaro della luna la padrona è già sveglia e fa muovere la culla. Bianca e russa cume na fiù a j’ha tanto ’n culur bello. Bianca e rossa come un fiore a un colore così bello. a casa di una signorina Siamo venuti qui a cantare dove c’è una bella ragazza. se non arriva niente Guardate lì quel fraticello che è rimasto sulla porta .piemontese dell’Alta Langa italiano Questa casa gentil casa j’è ’n bravo religioso. il giovanotto che la sposerà si troverà contento. r vughissi ’ndè per cà ˆa ˆ smija na riundur ˆin-a. la vedeste girar per casa assomiglia a una rondinella. lui aspetta il regalo che la padrona gli porta. Siamo venuti qui a cantare dove c’è una ricciolina. ˆa Bianca e russa cume na fiù a j’ha tant ën bel culur. Sua màma ch’a r ’lvà ˆa j’ha pà përdü ’r so tempo giuinin ch’a spuserà us truverà contento. ˆa In questa casa gentil casa c’è un bravo religioso dappertutto è descritto come molto grazioso. ˆ’è ˆa chial u speta ’r regal ˆ che r padrun-a a-j porta. furtinà cul giuinin ch’u-j bittrà r ˆ’anello. ˆ r padrun-a r za ’lvà ˆa ˆ’è ch’a fà bugè r cün-a. fortunato quel giovanotto che farà l’amore. ˆ’è a ca ’d na tota Suma ënnü cantè ’n sizì ch’i j’è na bela fija. Bianca e rossa come un fiore ha tanto un bel colore. furtinà cul giuinin ch’u-j farà l’amur. danpertüt u r numinà ˆ’è ch’u r così grazioso. 194 . fortunato quel giovanotto che le metterà l’anello. ˆa s’ i-j rüva niente Vardè lì cul fratucin ch’u r restà ’n sr porta. a ca d’ ën ninin Sun-a sun-a sunadur ar chiaro della lün-a.

195 . Adess che lur j’han dàne dj’euv nujàci e ringraziuma se vivruma ’n santità natr’ànn e turneruma. che la luna ha passato i monti e noi vogliamo andare. rovinasse il tetto della casa e il padrone vi rimanesse sotto. il ringraziamento La padrona ha pagato e noi lo ringraziamo se il prossimo anno saremo vivi noi ritorneremo. Siamo venuti qui a cantare dove canterà il codirosso. ˆ Ën custa casa z ˆì j’ënnisa r sicin-a. se c’è una ragazza da maritare che marcisca sul pagliericcio. ˆa se n’àtr ànn suma ëncu viv nujàcc riturneruma. qualche maledizione Siamo venuti qui a cantare dove canterà la gazza. Suma ënnü cantè sizì ch’i-j canta r cua russa. si j’è na fija da mariè ch’a màrz ’n sr pajàz ˆa ˆa ˆa. Proprio in questa casa venisse la siccità. che r lün-a a pàssa i monti ˆa e nujàcc vuruma andare. ër ringraziamaint ˆ Ra padrun-a a j’ha pagà e nujàcc r ringraziuma. ˆ ˆa Se non volete darci le uova non fateci più penare.piemontese dell’Alta Langa italiano Si veur naint dene dj’euv ˆi fene pà pü penare. seccase la cresta al gallo e il culo alla gallina. caiche malediziun Suma ënnü cantè sizì ch’i-j canterà r ˆ’ajàz ˆa. ˆa ch’i-j drucaissa ’r curm dr cà ˆ ˆa ër padrun u-j restaissa suta. ˆa ch’i j’è scaissa r chësta ar gàl ˆa ˆ e’r cü a r galin-a. e se vivremo in salute un altr’anno ritorneremo. Adesso che ci han dato le uova noi ringraziamo.

…. o ben ritorna il mese di maggio. o ben sia maggio. …. feve a r finestra ˆa lu vedi ben dubà. o bin riturna il mèis di màgg. tutti gli uccelli che cantano si preparano il loro bel nido. Purtuma s’arburin carià ’d bej bindlin. ˆ’è tüci j’usej ch’i cantu is preparu ër so bel nì ˆ O bin vena màgg. për fè r riverenza ˆ ˆa a munsü e madamin. O ben venga maggio. Ra stagiun di primavera a r na stagiun ch’a fà piasì. cerea la padrun-a sa veu lassè cantè. o ben ritorna il mese di maggio. Portiamo quest’alberello carico di nastrini. O bin vena màgg. Siamo a primavera i fiori sono già fioriti. per far riverenza a signori e signore. O ben venga maggio. ˆ tüci j’usej ch’i cantu u fà piasì saintije. o bin staga màgg. cerea alla padrona se vuole lasciarci cantare. tutti gli uccelli cantano ed è un piacere sentirli. o bin staga màgg. o ben sia maggio. O ben venga maggio. …. …. chi glielo avrà donato 196 . o bin riturna il mèis di màgg. O ben venga maggio. affacciatevi alla finestra lo vedete ben addobbato. Se ’t veuri nen credi che magg u sìa rivà. …. O bin vena màgg. chi l’avrà dunair ˆu Cantar maggio Siamo venuti a cantare che a noi piace andare. O bin vena màgg. La stagione della primavera è una stagione che fa piacere. Suma r primavera: ˆa ër fiù sun zà fiurije. ….piemontese dell’Alta Langa italiano Cantè màgg E suma ënnì a cantè ch’un fà tant bel ëndè. Guardè r nostra spusa ˆa che bel anel ch’a j’ha. Se non vuoi credere che maggio sia arrivato. Guardate la nostra sposa che bell’anello che ha. O ben venga maggio. O bin vena màgg.

O ben venga maggio. ˆa O bin vena màgg. danturna r so fàcia ˆa sun tücc bej riz ˆulin. Guardè cula fija cume sa ben cüsì. lontano cinquanta miglia sarà poi nominata. O ben venga maggio. …. Se non è nominata la faremo nominare. Guardate la nostra sposa com’è ben sistemata. . O ben venga maggio. …. O ben venga maggio. …. ˆ O bin vena màgg. …. …. se andasse nella sua vigna troverebbe qualcosa da fare. Guardè cula fija che j’ha tant dui bej ujin. e se non è ancora sposata la faremo sposare. O ben venga maggio. O bin vena màgg. ˆ’è O bin vena màgg. sembra il fiore del pesco appena sbocciato. 197 .. Guardate la nostra sposa com’è ben messa... ˆa o s’a r naint spusà ˆ’è r faruma spusè. Guardè r nostra spusa ˆa cume ch’a r bin bità. …. …. che Nusgnur u-j dàga gràzia ëd naint furesse ij dì. …… Guardè r nostra spusa ˆa cum’è bin dubà. O bin vena màgg. …. Guarda quel giovinetto che sta a guardare. ˆè luntan z ˆinquanta mija a sarà peu numinà. Sa r naint numinà ˆ’è r faruma numinè. sarà il suo innamorato. O ben venga maggio. smija r fiù dër persi ˆa ˆ quandi ch’a r spuntà.. O bin vena màgg. …. …. Guardate quella ragazza che ha due occhi così belli. O ben venga maggio. Baica là cul giuinin ch’u stà a baichè. intorno al suo viso sono tutti riccioli belli. Guardate quella ragazza come sa ben cucire.piemontese dell’Alta Langa italiano sarà ër so innamurà. …. O bin vena màgg. che il Signore gli onceda la grazia di non pungersi le dita. su ’ndaissa ’nt r so vigna ˆa u truvrìa caicos da fè. ….

…. ˆ’è O bin vena màgg. signora del castello. ˆ ch’a vena a regalene na rosa dër bindel. …. O ben venga maggio. Baica là cul giuvu ch’u j’ha tant ën bel suris. O ben venga maggio. O bin vena màgg.piemontese dell’Alta Langa italiano Baica là cul giuvu ch’u j’ha tant ën bel culur. o tüci i r disu ˆu ch’u r da maridè. Guarda quel giovane che ha tanto un bel colore. Padrun-a. cun ër manin-e bianche ˆ u së storz tüci ij barbis. o tutti lo dicono che è da sposare. …. O ben venga maggio. guardatelo in viso sembra una pomo d’amore. padrun-a si veuri naint regalè. Guarda la quel giovane che porta il cravattino. se hanno dei bambini è il suo divertimento. venga a regalarci una rosa per il nastro. Siamo venuti a cantare a casa della brava gente. ˆa si j’han dër masnajin-e ˆ u r so divertiment. …. …. baicher ën cula fàcia ˆu smija ’n pumin d’amur. …. o tutti sanno e dicono che è un bel giovanottino. …. O ben venga maggio. O ben venga maggio. padrona se non volete regalare. Baica là cul giuvu ch’u sa si ben tratè. 198 . Padrona. O ben venga maggio. …. O bin vena màgg. Baica là cul giuvu ch’u porta ër cruvatin. Scenda signora. Guarda quel giovane che ha un bel modo di fare. ˆ’è O bin vena màgg. ˆ o tüci san e r disu ˆ’u ch’u r ’n bel giuvinin. …. ˆa madàma dër castel. Ch’a car zü madàma. Guarda là quel giovane che ha tanto un bel sorriso. …. ˆ O bin vena màgg. E suma ënnì a cantè a cà dr brava gent. …. …. con le sue manine bianche si arriccia i baffi. ˆ’è O bin vena màgg.

Padrona. …. O bin vena màgg. padrun-a padrun-a dër pulè. preghiamo il Signore e la Madonna che vi diano la santità. l’antica porta 199 . il sole sta passando i monti e noi vogliamo andare. Cravanzana. O bin vena màgg. preparate delle uova fresche e lasci stare quelle vizze. Padrona. ˆ pruntè dj’euv frasch e j’andi lasseje stè. …. preguma Nusgnur e r Madona ˆa ch’iv dagu r santità. ˆa O bin vena màgg. Padrun-a. O ben venga maggio. Padrun-a. ….piemontese dell’Alta Langa italiano il sole passa i monti e nui vuruma ’ndè. …. …. padrona padrona del pollaio. …. O ben venga maggio. O ben venga maggio. padrona adesso che ce ne avete regalate. padrun-a adess ch’i n’a-j regalà.

ˆ’è ˆa ˆ ër previ’d San Dunà ˆ u r ’ndà r fera ’r Mangu. Vai lì. jeu ferma i buoi. vai avanti. vai avanti. va san che dess e r gavruma. tira. tira piano la spina poi si toglieva. va san la spin-a peu as rancàva. vai piano. 200 . ˆa Va lì va pian. vai piano. Va lì va pian. tira tira pian la spin-a peu as rancàva. ˆ’è ˆa ˆ U r ’ndà catè dui beu. vai sano la serva li conduceva. Tira. vai rosso. È andato a comprare due buoi È andato a comprare due buoi la serva li conduceva. vai rosso. jeu fër ˆma ’n po’ si beu.piemontese dell’Alta Langa italiano Ër previ ëd San Dunà ˆ Ër previ’d San Dunà ˆ u r ’ndà r fera ’r Mangu. va nan. tira piano. Va lì va pian. Vai lì. va nan. vai avanti. attraversando un bosco ha preso una spina. Li conduceva così bene. vai piano. va nan. ˆ Va lì va pian. va san la serva li meinàva. vai sano la spina si toglieva. jeu. vai rosso. Vai lì. Jeu. il prete di San Donato è andato alla fiera al Mango. ˆ’è u r ’ndà catè dui beu ˆ’è la serva li meinàva. vai piano. va san ch’ër previ s’innamuràva. jeu. Il prete di San Donato Il prete di San Donato è andato alla fiera al Mango. vai avanti. jeu ferma i buoi che adesso la toglieremo. vai rosso. Vai lì. attravërsanda ’n bosch a j’ha ciapà na spin-a. li conduceva così bene che il prete s’innamorava. ˆa Tira tira pian. vai sano che il prete s’innamorava. li meinàva tantu bin ch’ër previ s’innamuràva. Jeu. jeu fër ˆma ’n po’ si beu che dess e r gavruma. va nan. vai piano. ˆ Attravërsanda ’n bosch. Li meinava tantu bin. vai sano che adesso la toglieremo. vai avanti. vai sano ha preso una spina. Attraversando un bosco. Va lì va pian. va san a j’ha ciapà na spin-a. vai rosso. Vai lì. va nan.

piemontese dell’Alta Langa

italiano

Ma tiranda ’n po’ pi fort, ma tiranda ’n po’ pi fort tüci dui i sun ënvërsàsse. Va lì va pian, va nan, va san tuci dui i sun ënvërsàsse. Sa-z a r r fin, ˆì ˆ’è ˆa sa-z a r r fin ˆì ˆ’è ˆa dr spin-a sërpentin-a. ˆa Va lì va pian, va nan, va san dr spin-a sërpentin-a. ˆa

Ma tirando un po’ più forte, ma tirando un po’ più forte tutte e due si ribaltano. Vai lì, vai piano, vai avanti, vai rosso, vai sano tutti e due si ribaltano. Questa è la conclusione, questa è la conclusione della spina serpentina. Vai lì, vai piano, vai avanti, vai rosso, vai sano della spina serpentina.

ˆ Ra straina
Bundì, bundì deme r straina a mi, ˆa deme ën cur ˆumb che r ˆ’ànn u r lungh. ˆ’è (deme ën cauz a mi e sbatime zü da lì). ˆ Bastian, Bastian dame r straina ën man, ˆa se ’t r campi ’n tèra mi e r pij nan; ˆa ˆa se ’t r campi ’n su suré, vattra a pijè, ˆa se ’t r campi ’n sr cascin-a ˆa ˆa vate a pijè na bela galin-a.

La strenna
Buongiorno, bongiorno datemi la strenna, datemi un colombo che l’anno è lungo. (date un calcio a me e sbattetemi giù). Bastiano, Bastiano dammi la strenna in mano, se la butti per terra io non la prendo; se la butti sul solaio, vattela a prendere, se la butti sulla cascina vatti a prendere una bella gallina.

Bossolasco, veduta da levante
201

piemontese dell’Alta Langa

italiano

Ën sunat për ji spus ˆ
Cit e grand, cuntaint e frus tüci i bràju: «Viva jë spus». Che gran festa, che gran ribota tüta r giaint a r ën propi ën piota, ˆa ˆ’è ma j’ëndàulu tüt ës ciadel për mariè si dui farinéj ? ˆ Peirù, previ e frà i j’han bugià da San Dunà, màgne, bàrba, cé e none i sun rivà da Custandone, capun, galin-e e fasan j’han cumandàje vessin a Dian, duz barbera e nebieu ˆat, i j’han purtàje da Bareu, bji, arost e grive j’han truvàje ’nt se rive. O ma basta ciaciarè r panza ’nduma a suagnè ˆa e si j’è piasuve ës sunat bitene ij sod ënt u sacat. Da bun cristian preguma ij nostri Sant che jë spus i sìu cuntaint e standa ën bun-a cumpagnìa i peussu fesse na grossa famija. «Viva jë spus»

Un sonetto per gli sposi
Bambini ed adulti, contenti e tristi tutti urlano: «Viva gli sposi». Che gran gioia, che gran festa, tutta la gente è proprio di buon umore, ma era necessario tutto questo rumore per sposare questi due birichini? Priori, preti e frati si sono mossi da San Donato, zie, zii, suoceri e nonne sono arrivati da Costandone, capponi, galline e fagiani li hanno ordinati a Diano, dolcetto, barbera e nebbiolo li hanno portati da Barolo, bolliti, arrosti e “grive” li ha trovato nelle rive. O ma smettiamo di chiacchierare la pancia andiamo a ben sistemare, se vi è piaciuto questo sonetto metteteci i soldi nel sacchetto. Da buoni cristiani preghiamo i nostri Santi affinchè gli sposi siano contenti e rimanendo in buona compagnia possano farsi una grande famiglia. «Viva gli sposi».

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piemontese dell’Alta Langa

italiano

ˆ Ra cràva
Oh, ’r bun vin duz ˆ ˆ ch’i j’era ënt ër me but! ˆ J’è passàje na cràva ch’a j’ha rimpime ër but. ˆ Oh, ’r bun vin duz ˆ ˆ ch’i j’era ënt ër me but! ˆ J’è passàje ’r luv, ˆ ch’u j’ha mangià r cràva, ˆa ch’a j’ha rimpime ër but. ˆ Oh, ’r bun vin duz ˆ ˆ ch’i j’era ënt ër me but! ˆ J’è passàje ’r can, ˆ ch’u j’ha giapì ar luv, ˆ ch’u j’ha mangià r cràva ˆa ch’a j’ha rimpime ër but. ˆ Oh, ’r bun vin duz ˆ ˆ ch’i j’era ënt ër me but! ˆ J’è passàje ’r bastun, ˆ ch’u j’ha patlà ’r can, ˆ ch’u j’ha giapì ar luv, ˆ ch’u j’ha mangià r cràva ˆa ch’a j’ha rimpime ër but. ˆ Oh, ’r bun vin duz ˆ ˆ ch’i j’era ënt ër me but! ˆ J’è passàje ’r feu, ˆ ch’u j’ha brisà ’r bastun, ˆ ch’u j’ha patlà ’r can, ˆ ch’u j’ha giapì ar luv, ˆ ch’u j’ha mangià r cràva ˆa ch’a j’ha rimpime ër but. ˆ Oh, ’r bun vin duz ˆ ˆ ch’i j’era ënt ër me but! ˆ

La capra
Oh! Il buon vino dolce che c’era nel mio fiasco! È passata una capra che mi ha rotto il fiasco. Oh! Il buon vino dolce che c’era nel mio fiasco! È passato il lupo che ha mangiato la capra, che mi ha rotto il fiasco. Oh! Il buon vino dolce che c’era nel mio fiasco! È passato il cane che ha abbaiato al lupo che ha mangiato la capra che mi ha rotto il fiasco. Oh! Il buon vino dolce che c’era nel mio fiasco! È passato il bastone, che ha picchiato il cane che ha abbaiato al lupo che ha mangiatola capra che mi ha rotto il fiasco. Oh! Il buon vino dolce che c’era nel mio fiasco! È passato il fuoco che ha bruciato il bastone, che ha picchiato il cane che ha abbaiato al lupo che ha mangiato la capra che mi ha rotto il fiasco. Oh! Il buon vino dolce che c’era nel mio fiasco!
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piemontese dell’Alta Langa

italiano

J’è passàje r ˆ’eva, ch’a j’ha dësmurtà ’r feu, ˆ ch’u j’ha brisà ’r bastun, ˆ ch’u j’ha patlà ’r can, ˆ ch’u j’ha giapì ar luv, ˆ ch’u j’ha mangià r cràva ˆa ch’a j’ha rimpime ër but. ˆ Oh, ’r bun vin duz ˆ ˆ ch’i j’era ënt ër me but! ˆ J’è passàje ’r beu, ˆ ch’u j’ha lapasse r ˆ’eva, ch’a j’ha dësmurtà ’r feu, ˆ ch’u j’ha brisà ’r bastun, ˆ ch’u j’ha patlà ’r can, ˆ ch’u j’ha giapì ar luv, ˆ ch’u j’ha mangià r cràva ˆa ch’a j’ha rimpime ër but. ˆ Oh, ’r bun vin duz ˆ ˆ ch’i j’era ënt ër me but! ˆ

È passata l’acqua, che ha spento il fuoco che ha bruciato il bastone, che ha picchiato il cane che ha abbaiato al lupo che ha mangiato la capra che mi ha rotto il fiasco. Oh! Il buon vino dolce che c’era nel mio fiasco! È passato il bue, che ha bevuto l’acqua che ha spento il fuoco che ha bruciato il bastone, che ha picchiato il cane che ha abbaiato al lupo che ha mangiato la capra che mi ha rotto il fiasco Oh! Il buon vino dolce che c’era nel mio fiasco!

Cerreto Langhe, veduta da levante
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La Passione La Passione di Gesù Cristo è tanto bello sentirla piace a piccoli e grandi e a tutta la gente del mondo. a r tant bun-a d’ampraindi: ˆ’è r ˆ’ampraindu cit e grand e tüta r giaint d’urdinanz ˆa ˆa. 205 . Ha incontrato tanta gente che gli faceva riverenza. Vugrai tüte r stair a ribatè zü dar ciel e ˆë ˆe ˆ a creubi tüta r tèra cume ’r feuje ’ns r ˆa ˆ ˆ’erba. la mia testa incoronata di spine. senza assumere nulla di “sostanzioso”. Poi è andato a Gerusalemme a vedere i suoi pastori. ˆ Vugrai r tèra a tërmurè. A r fin di quaranta dì. Ra riverainza r meriti vui ˆa ch’i fai tanta penitainz ˆa. Alla fine dei quaranta giorni. Gesù rivolgendosi a quella gente gli ha detto con costanza: (recitando) «Venitemi a vedere il Venerdì Santo vedrete la mia vita in croce: vedrete i miei piedi inchiodati e le mie mani trafitte. Vedrete le stelle cascare giù dal cielo e coprire tutta la terra come le foglie sull’erba. u fava gran penitainz ˆa: u fava digiün quaranta dì. Peu u r ’ndà a Gerusalem ˆ’è a vughi i suoi pastori. i morti resuscitare e riunirsi tutti insieme». a-j pias a cit e grand e a tüta r giant dër mund.piemontese dell’Alta Langa italiano ˆ Ra Passiun ˆ Ra passiun ëd Gesü Crist a r tantu bel saintir ˆ’è ˆa. La riverenza la meritate voi che fate tanta penitenza. Gesù assume cibo. ˆa ˆ ˆ Ra Passiun ëd Gesü Crist. La Passione di Gesù Cristo è tanto semplice da imparare: la imparano piccoli e grandi e tutta la gente in “ordine”. ˆa ˆë ër sangu a grundè giü da questa croce. Vedrete la terra tremare e il sole oscurarsi. r me testa ’ncurunà cun tüte r spinëtte. Quandi che Gesü Crist u r ˆ’era ëncura cit. u j’ha pijà ’n bucun ëd pan e na gucëtta d’acqua. i mort a resuscitè e a bitesse ’nsema». ër su a ënnì scür. ˆa ˆ vugrai r lün-a cun ër su a cumbatisse ˆa ˆ ’nsema. vedrete la luna e il sole combattersi. Gesü girandse a cula giaint u j’ha dije cun custanz (parlanda) ˆa: «Ënnime a vughi ’r Vener Sant ˆ vugrai r mia vita in croce: ˆa vugrai ij me pe ’nciuvà cun ër man ëdcò ˆ trafitte. il sangue grondare giù dalla croce. prende un boccone di pane e una goccia d’acqua. Quando Gesù Cristo era ancora piccolo faceva gran penitenza: faceva digiuno quaranta giorni. sanz pijè sustanz ˆa ˆa. U r ’ncuntràsse ’n tanta giaint ˆ’è e ch’a-j fà r riverainz ˆa ˆa. ˆa Gesü u pija sustanz ˆa.

Sono andata dal maiale che mi dia lo strutto e lui mi ha detto di dargli delle ghiande. ˆa E sun ëndà dar luv ch’un dàga r bërta. che ho portato ai 206 . ˆ ˆ «Dove mettoni i ferri alle mosche ad un soldo e mezzo per zampa c’era…». E sun ëndà dar crin ch’un dàga dr sciunza ˆ ˆa e chial u j’ha dime che i-j dàga dr giandr. che ho portato al maiale che mi ha dato lo strutto. Sono andato dalle nuvole che mi diano l’acqua e le nuvole mi ha detto di dar loro dello strutto. in questo modo il racconto era sempre nuovo. piemontese dell’Alta Langa italiano Ër luv e ra bërta ˆ ˆ E sun passà ënt r strà stërcia e ’r luv u j’ha ˆa ˆ piàme r bërta. ˆ ˆa e chial u j’ha dime che i-j dàga dr càrn fësca. le narrazioni. ˆa E sun ëndà dar maslè ch’un dàga dr càrn ˆ ˆa fësca e chial u j’ha dime che i-j dàga dër fagn për ˆ ër bucin. Sono andato dal prato che mi dia del fieno e lui mi ha detto di dargli dell’acqua. e terminavano con lo stesso epilogo: «e a mi che j ’era dré da r ’üss j ’han tirame na ciàpa ëd prüz[ ch ’a j ’ha fàme ’ndè ˆ a zupat e mi e zop-j ëncura adess» ˆ ˆ «e a me che ero dietro l ’uscio hanno tirato una fetta di pera che mi ha reso zoppo ed io zoppico ancora adesso». Sono andato dal lupo che mi dia la berretta e mi ha detto di dargli della carne fresca. Sono andata dalla quercia che mi ha dato delle ghiande. Sono andato dal macellaio per farmi dare della carne fresca e lui mi ha detto di dargli del fieno per il vitello. Il lupo e la berretta Sono passato nella strada stretta e il lupo mi ha preso la berretta.CUNTE RACCONTI Sono qui raccolti alcuni esempi di racconti e favole che fino a non molti anni fa occupavano il posto della televisione o della radio durante le veglie invernali o le calde serate estive. colorandosi di nuovi personaggi ed avvincenti circostanze. E sun ëndà dar nivur ch’in dàgu dr ˆ ˆe ˆ’eva e ’r nivur i j’han dime che i-j dàga dr ˆ ˆe ˆa sciunza. variavano a seconda della vena e dell ’umore del narratore. ˆ E sun ëndà dar prà ch’un dàga dër fagn ˆ ˆ e chial u j’ha dime che i-j dàga dr ˆ’eva. pur procedendo su una traccia fissa. ˆa E sun ëndà da r ru ch’a j’ha dàme r giandr. In ogni paese o frazione c ’era almeno una persona che conosceva molte novelle con le quali riusciva a catturare l ’attenzione di grandi e piccini. ˆa ˆa che j’ho purtaje ar crin ch’u j’ha dàme r ˆ ˆa sciunza. anche per quelli che lo aveva già ascoltato decine di volte. In genere i racconti avevano inizio sempre col medesimo breve prologo: «Endùa ch ’i feru ër musche a ’n sod e mez a ra piota i j’era…». che ho portato alle nuvole che mi hanno dato l’acqua.

l’avevo 207 . dammi la parte del patrimonio che mi spetta». e j’àva perdür e j’ho turnàru ˆ’è ˆu truvè». Il padre divide tra loro i beni. Io non passerò mai più per la strada stretta. e mèrit pi ˆ naint ëd ciameme to fij». che ho portato al lupo che mi ha restituito la berretta. mangiamo e facciamo festa. e mèrit pi naint ëd ˆ ciameme to fij. che j’ho purtaje ar maslè ch’u j’ha dàme r ˆ ˆa càrn fësca. in quel paese arriva una grande carestia ed egli comincia a trovarsi in difficoltà. Una volta speso tutto. Ënt ër mentre ër fieu pì grand ch’u r ˆ ˆ ˆ’era a travajè ënt ij camp u ven a cà. Ma il padre dice ai servi: «Presto portate qui il vestito più bello e vestitelo. Allora va a lavorare da uno che abita là e che lo manda nei campi a pascolare i maiali. ër fij pi giuvu u pija ër so ˆ ˆ cose e u part për ën paìs luntan. Ënlura u và a travajè da ün ch’u stàva ënbelelà e ch’u r manda ënt i camp a scheu ai crin. ammazzatelo. Vorrebbe saziarsi con le ghiande che mangiano i maiali. Allora rientra in se stesso e dice: «Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzo e vado da mio padre a dirgli: Padre ho peccato contro il Cielo e contro di te. ˆ ˆe ˆa Dop caichi di. che mi ha dato la carne fresca. U pàrt e us ëncamin-a da so par ˆe. ˆa E mi passreu mài pü da r strà stërcia. ˆa Na vota spaindü tüt. là sperpera le sue sostanze vivendo da dissoluto. ˆ’anel ar dì e scarpe aj pe. che j’ho purtaje ar luv ch’u j’ha ˆ turnàme dè r me bërta. U vurrìa ˆu impisse r panz cun ër giandr ch’i mangiu i ˆa ˆa ˆ crin.piemontese dell’Alta Langa che j’ho purtaje ar nivur ch’i j’han dàme ˆ ˆe r ˆ’eva. là u sgaira tüci i seu sod sanz tenne da cunt. Ënlura so fij u-j dis: «Par e j’ho ˆu ˆe. Ma ër par u dis ˆ ˆe a-j servitù: «Sveltu. che ho portato al macellaio. ën cul paìs i-j rüva na gran carestìa e chial u tàca a tribilè. Parte e s’incammina verso suo padre. Trattami come uno dei tuoi servitori». Il più giovane dice al padre: «Padre. Dopo alcuni giorni. Quandi ch’u r ëncura luntan. ër par u r ˆ’è ˆ ˆe ˆu vugh e u-j cur ëscuntra. purtè z r vesta pi bela e ˆì ˆa vestir biteje r ˆu. maz ˆu. mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. non merito più di essere chiamato tuo figlio. che j’ho purtaje ar prà. che mi hanno dato il fieno. ˆa italiano prati. gli si getta al collo e lo bacia. il figlio più giovane prende le sue cose e parte per un paese lontano. ma nessuno gliene dà. Allora il figlio gli dice: «Padre. E paraj i tàcu a fè festa. Quando è ancora lontano il padre lo vede e commosso gli corre incontro. Ër par u divid tra lur r roba. Portate il vitello più grasso. Tràtme cume ün dij to sërvitù». perché questo mio figlio era morto ed è tornato vivo. përchè ës me fij u r ˆ’era mort e u r turna viv. us i campa ar col e u ˆ r bàsa. ho peccato contro il Cielo e contro di te. ˆa ˆa speta». ˆ Purtè ër bucin pi grass. Ër fij sgairun ˆ N’om u j’àva dui fij. U saint a sunè Il figliol prodigo Un uomo aveva due figli. Ër pi giuvu u dis ar ˆ ˆ par «Par dàme r part dr roba ch’a me ˆe: ˆe. ma gnün i-j nun dà. mangiuma e ˆ ˆer fuma festa. pecà cuntra ër Ciel e cuntra ti. ch’u j’ha dàme ër ˆ ˆ fagn. non merito più di essere chiamato tuo figlio». Ënlura u turna ën santur e us dis: «Quanci sërvitù a cà da me par i j’han dër pan fin ch’i ˆe ˆ veuru e mi ëmbelez e meuir ëd fàm! E m’auz ˆì ˆ e vàgh da me par a dije: Par e j’ho fà pecà ˆe ˆe cuntra ër Ciel e contra ti.

Giovannino. e j’ho sempre scutate e ti ët j’hai màj dàme manch ën cravat për fè festa cun ij me amis. Giovannino il più giovane e caro al padre. ˆe. italiano perduto e l’ho ritrovato». ma il figlio gli dice: «Padre io ti sono servitore da tanti anni. tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo. ër pi giuvu e pi vësˆ sin a so pare. u duvrà fesse passè ’n sj’euj na püma ’d r ˆ’usel Macun». Ma adess ch’es to fij. përchè u j’ha turnaru avaj san e sàrv».piemontese dell’Alta Langa e balè e u-j ciama a na sërvainta cosa ch’i staissa capitandje. Ij dui matot pi grand i partu për ëndè a truvè sa püma. che ha dissipato i tuoi averi con le prostitute. ma fin-a ’nlura gnente u j’àva faje. ma ër fij pi giuvu. passi pure». perché lo ha riavuto sano e salvo». përchè to frel u r ˆ’era mort e u r turnà viv. ˆi ˆ U-j respund so par «Fij. Allora il padre esce a parlargli. chiedendo di poter vedere il re. immediatamente le guardie la vogliono allontanare. 208 . ma fino ad allora tutto era stato inutile. u r ˆ’è ˆ’era perdusse e j’uma turnàru truvè». për chial et ˆ ˆ’è maz ër bucin pi gràss». Chial u s’ënrabija e u veu naint antrè ën cà. E così cominciano a far festa. Ën di is presainta ar castel na vëjëtta màr ˆ ˆ vestija e a ciama ’d vughi ’r rè. u decid ëd parti co chial cun lur. Da tute ’r part i rivàvu medi e setmin për ˆ z ˆërchè ’d feru varì. se u veu tùrna vughi. u dis: «Se sa fumr a veu vughi ër rè ˆa ˆ për deje na cüra ch’a pàssa püra». La vecchiettina visita il re e sentenzia: «Maestà se vuole riacquistare la vista dovrà passare sugli occhi una penna dell’uccello Macone». ch’u j’ha s-ciapà tüci ij to sod cun ër bagàsce. ma si deve far festa ed essere contenti. ˆu ˆ Giuanin. perché tuo fratello era morto ed è tornato in vita. Egli si arrabbia e non vuole entrare in casa. I due figli più grandi partono per trovare questa piuma. Giuanin. Nel frattempo il figlio maggiore che era al lavoro nei campi ritorna verso casa. contro il volere del re. L’uccello Macone J’era na vota ’n rè borgnu ch’u stàva ’n drinta a ’n bel castel ënsema a-j seu trai matot. decide di partire con loro. ëdcò se ’r rè u vuràva naint. Sente la musica e le danze e chiede ad una serva cosa stesse succedendo. per lui hai ammazzato il vitello più grasso». Un giorno si presenta al castello una vecchiettina mal vestita. Ra sërvainta a-j dis: «I j’è turnàje to frel e to par u j’ha fà mazè ër ˆe ˆ bucin pi grass. Ënlura so par u sort a parleje. dice: «Se questa donna vuol vedere il re per dargli una cura. a-j dis: ˆ «Maestà. ti et z sempre ˆe: ˆeuj cun mi e lo ch’u r me u r to. sübi ër guarˆ die i veur fera ’ndè vìa. ma so fieu ˆe u-j dis: «Par mi et sun sërvitù da tanci àgn. u r turnà. ma il figlio più giovane. Da ogni dove giungevano medici e settimini per cercare di guarirlo. ma is dev fè ˆ’è ˆ’è festa e esci cuntaint. ti ho sempre ubbidito e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. ˆ Ij trai prinz rivà ’n tër post ch’us ës-ciaˆi ˆ L’usel Macun C’era una volta un re cieco che abitava in un bel castello insieme ai suoi tre figli. Ra vëjëtta na vota visità ër rè. Ma ora che questo tuo figlio. Gli risponde il padre: «Figlio. era perduto e lo abbiamo ritrovato». La serva gli dice: «E’ tornato tuo fratello e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello più grasso. è tornato.

ma ˆa u baica e i-j manca Giuanin. essi rispondono: «Lo abbiamo atteso a lungo. cattivi ed invidiosi. ma ˆu j’uma pi naint vistru». mi hanno ucciso nel campo de Prej. questo dice la stessa cosa. ma lascia cadere una piuma. con un bastone trova un osso da cui ricava un fischietto per richiamare il cane. con torto senza ragione per togliermi la piuma dell’uccello Macone». chial prast u r pija e u turna ’ndrè dai ˆa seu frej che j’àvu naint truvà gnente. giunti nel luogo chiamato «delle quattro strade». ˆ Cume che u-j suffia ’ndrinta u saint na vus: «Amico tu sei. che lui presto raccoglie per tornare dai suoi fratelli che nulla avevano trovato. Turnà sveltu ar castel i-j dan r puma ar rè ˆ ˆa ˆ che strufugnandesr ’n sj’euj sübi u vugh. si sente: «Padre mio tu sei. Quando ormai pareva non ci fosse più nulla da fare. mi hanno ucciso nel campo de Prej. con torto senza ragione per togliermi la piuma dell’uccello Macone». «Ënduva u r’èlu Giuanin?» u ciama ai seu frej ch’i rispundu: «J’uma spetar tant. con torto senza italiano I tre principi. Tornati velocemente al castello. Tüte ’r vote che caicadün u-j suffiàva ˆ ’ndrinta ’r sivurin u diva sempe r stessa ˆ ˆa cosa. stufo del fischietto. che un giorno arriva nel paese del re.piemontese dell’Alta Langa màva «dër quatr strà». si sente una voce che dice: «Amico tu sei. Ër rè u capiss subi e u-j fà suffiè ëdco a ˆ j’àci seu matot. is dividu e prumëttu ˆ ’d truvese lì dop quaranta dì. Tanto fanno che li conduce al «campo de Prei» e li per portargli via la piuma lo uccidono e lo sotterrano. tu mi hai ˆ ucciso nel campo de Prej. Giovannino arriva in un prato chiamato «campo de Prei» e sopra un salice vede un grosso uccello con una scritta sulle ali: «Uccello Macone». Ij frej. enz ˆuma an sars u vugh ën gross usel che tacà a j’ar u j’àva ˆe scricc: «Uccello Macone». «Dov’è Giovannino?» chiede ai suoi fratelli. Trascorsi molti anni un giovinetto che accudiva alle pecore nel «campo de Prei» sollevando un po’ di terriccio. ma non l’abbiamo più visto». Giuanin. dicono: «Giovannino portaci dove hai trovato la piuma!». curioso lo va a provare. ˆa Tant i fan che chial u-i porta ’n tër «campo ˆ de Prej» e lì për pieje r püma r màz e r ˆa ˆu ˆu ˆu suteru. Come ci soffia dentro. Subito l’uccello vola via. mi hanno ucciso nel campo de Prej. Ër giuvinot. I fratelli. ma manca Giovannino. lo vende ad un commerciante di vino. chial u j’àva saintì dër sivu ˆ ˆ ˆ magich e chërius u và a pruveru. Cume ch’u-j suffia ’ndrinta is saint: «Padre mio tu sei. si dividono e promettono di ritrovarsi lì dopo quaranta giorni. con torto senza ragione per togliermi la piuma dell’uccello Macone». Subi r ˆ’usel u vor vìa. questo sentito parlare del fischietto magico. cativ e invidius i disu: «Giuanin portne ’nduva che ’t j’hai truvà r püma!». stufi dër sivurin. con torto senza ragione per togliermi la piuma dell’uccello Macone». Come ci soffia dentro. ma u làssa car na ˆa ˆè püma. quandi ch’u-j suffia ër pi vej. u finiss ëd ˆ ˆ vaindru an neguziant ëd vin ch’ën dì u rüva ’n tër paìs dër rè. Il giovinetto alla fine. consegnano la piuma al padre che sfregandosela sugl’occhi riacquista subito la vista. u rüva ’n tën prà chi ciamàvu «campo de Prej». mi hanno ucciso nel campo de Prej. Quandi che uramaj smijàva ch’i-j fissa pi gnente da fè. ˆ ’r sivurin u dis: «Fratello mio tu sei. Tutte le volte che qualcuno soffia nel fischietto. Dop tanci àgn ën matot ch’u r ˆ’era a scheu ’n tër «campo de Prej» bugianda r tèra cun ˆ ˆa ën bastun u treuva n’oss e u r dovra a fè ’n ˆu sivurin për ciamè ’r so can. 209 .

ˆ ˆ Suainz suta as punt. tu mi hai ucciso nel campo de Prej. turnanda a cà. ˆa italiano Il re capisce subito e fa soffiare anche ai suoi figli. Ten e Bil i fan cume ch’i j’àvu dicc e ij ladr sbarivà i scàpu ’d cursa. 210 . i lupi”». Bil vede un piccolo lumicino là sotto e dice a Ten: «Eccoli. a dui bot dop meza neucc. mi ’n sacocia e j’ho dër gere.con torto senza ragione per togliermi la piuma dell’uccello Macone». ci sono» e Ten risponde: «Facciamo così. io in tasca ho della ghiaia la getto su nella ripa. uno suona la fisarmonica cromatica e l’altro il clarino. tornando a casa alle due dopo mezza notte arrivano presso il ponte delle masche. lassanda ëmbelì tuci ij sod. i rivu dar punt dër màsche. Ten e Bil fanno come avevano detto e i ladri spaventati scappano di corsa lasciando lì tutti i soldi. Ij sunadur Ten e Bil sono due musicisti di Cravanzana.piemontese dell’Alta Langa ragione per togliermi la piuma dell’uccello Macone». Sovente sotto quel ponte si radunavano i ladri per dividersi i soldi che avevano rubato in giro. quando tocca al più grande il fischietto dice: «Fratello mio tu sei. tu nel frattempo fai stridere la fisarmonica con una voce simile a quella del lupo e poi urliamo: “I lupi. Bil u vugh ën cit ciairin là suta e u dis a Ten: «Chetelì ch’i-j sun!» e Ten u rëspund: «Fuma paraj. Na saira ij sun ëndà a sunè a San Benedet a pe. Sentito ciò comanda alle guardie di prendere i due figli e rinchiuderli nella prigione più profonda e scura fino alla fine dei loro giorni. I musicisti Ten e Bil i sun dui sunadur ëd Cravanzan-a. mentre ti ’t fài schërzi ˆa r ˆ’armoni cun na vus ch’a smija cula du luv e peu brajuma: “Ij luv. I due musicisti anche se avevano guadagnato poco a suonare a san Benedetto si sono rifatti con il denaro dei ladri. ij luv”». Ij dui sunadur ëdco si j’àvu ciapà poch a sunè a San Benedet i sun arfasse cun ij sod dij ladr. ij ladr is truvavu për ˆ dividse ij sod ch’i j’àvu rubà ’n gir. ˆ e-j tir sü ’nt r riva. Una sera sono andati a suonare a San Benedetto a piedi. ün u sun-a r fisa «tira e puz e r ˆa ˆa» ˆ’àtr ër ˆ clarin. Saintì lu lì ër rè u comanda ar guardie ’d ˆ ˆ pijè ij dui fieu e ficheje ’n tra galera pi ’ncreusa e scüra fin-a a r fin dij seu di.

ma l’acqua è poca e solo sul fondo. La volpe. quando senti dire cich-ciach. mentre r vur a scapàva ˆa ˆp lesta ’nt ij bosch. ma r ˆ’eva a r ˆ’era poca e màch ën sër ˆ fund. Il pozzo La volpe e il lupo hanno sete e si recano al pozzo a bere. E la volpe risponde: «Cich-ciach per la coda ti lascio». ˆ ˆ Ra vur che a r ˆp. Così il lupo cade nel pozzo. mentre la volpe fuggiva svelta nei boschi. butta fuori una gallina e continua a mangiare tranquilla. Ër puz ˆ ˆ ˆ Ra vur e ’r luv j’han saj e van dar puz a ˆp ˆ ˆ baivi. che era furba. ogni tant a pruvàva a vughi se a passàva ëncura dar buch. I fan paraj. giüst ˆp dar buch. a campa feura na galin-a e a contiˆ nua a mangè tranquila. Di notte si avvicinano piano. appena dal buco. t’ën tiri sü». quandi che ’t sainti di cich-ciach. ër ˆ ˆ luv u mangiàva e bàsta. E r vurp a respund: «Cich-ciach për r ˆa ˆa cùa e ti làss». ˆ Ra vur a dis ar luv: ˆp ˆ «Pijme për r cùa e lasme carè ’n tër puz ˆ ˆa ˆ ˆ. pianin e antru dan buch stracc ch’i j’era ’n tra mir ˆagna e i tàcu a mangè ’r galin-e. 211 . Ëd neucc s’avzinu pian. piano entrano attraverso uno stretto buco del muro e incominciano a mangiare le galline. ˆ Ra vur vughinda ch’a passàva giüst. Nel frattempo arriva il padrone delle galline con un grosso bastone. La volpe dice al lupo: «Prendimi per la coda e lasciami scendere nel pozzo. prima la volpe e poi il lupo. ˆ’era fürba. ˆ Ra vur e ’r luv ˆp ˆ Le galline Una volpe e un lupo un giorno decidono di andare a mangiare le galline in un pollaio sulla sommità di una collina. es birbun cume ch’u j’ha finì ’d baivi u dis: «Cich-ciach». ogni tanto controllava se era ancora in grado di passare attraverso al buco. Ër luv cun r panz pin-a u pudàva pi ˆ ˆa ˆa naint sorti feura.piemontese dell’Alta Langa italiano La volpe e il lupo Ër galin-e ˆ Na vur e ’n luv ën dì i decidu d’ëndè a ˆp mangiè ër galin-e ’ndrinta an giuch ënz ˆ ˆüma an brich. prüma i-j baiv r vurp e dop ër ˆa ˆ luv. come questo ha finito di bere dice: «Cichciach». Il lupo con la pancia piena non riusciva più ad uscire fuori. Ën tër mentre i-j rüva ër padrun dër galiˆ ˆ ˆ n-e cun ën gross bastun. mi tiri su». Për ˆparaj ër luv u droca ’nt ër puz ˆ ˆ ˆ. Così fanno. il lupo mangiava e basta. La volpe accorgendosi di passare appena.

adess e ’nt r ˆ’ura dër dulur dr nostra mort. Amen. adesso e nell’ora del dolore della nostra morte. Ven ti a regnè ën tr nostra vita. Sant u r ër to nom. ˆa dàne ’n toch ëd pan tüci ij di për vivi. Preghiera del mattino Signore ti ringrazio della buona notte che mi hai dato. ˆ’è Santa Marìa màma ëd Nusgnur prega për nujàcc che suma pecatur. fammi il piacere di darmi una buona giornata e che possa vivere e morire in Grazia Tua. Santo è il tuo nome. ët ringraz ˆ dr bun-a neucc ch’et j’hai dàme. che è nella tua vita. perdun-a ij nostr pecà e jütne a përdunè Padre nostro O Nostro Signore del cielo e della terra sei nostro papà. ch’u r ’nt r vita tùa. imparate nell’infanzia e recitate durante tutta la vita. Papà nostr O Nusgnur du ciel e dr tèra. ˆa fàme ër piasì ’d deme ën bun dì ˆ e che peussa vivi e meuiri ën Grazia Tua.ËR BAGN LE PREGHIERE Le preghiere. vieni tu a regnare nella nostra vita. dacci un pezzo di pane tutti i giorni per vivere. Ave Maria Salve Marìa tüta gràzia ëd Nusgnur. ˆ’è ˆa Ti ët sej r pi santa ˆa ëd tüte ’r màme dër mund ˆ ˆ e sant u r to fij Nusgnur Gesü. Santa Maria mamma del Signore prega per noi che siamo peccatori. che sia onorato per sempre. perdona i nostri peccati e aiutaci a perdonare 212 . ˆ’è ˆ ch’u sìa unurà sempre. si riportano qui di seguito le preghiere (ër bagn) e i salmi (ij ˆ sàrm) di cui ci è stato testimone il sacerdote di Cravanzana Renato Rosso (il prete degli ˆ Zingari). sono parte integrante della nostra fede e della nostra cultura. ˆ ˆa Amen. Ave Maria Ave Maria piena della grazia di Nostro Signore. Tu sei la più santa di tutte le mamme del mondo e santo è tuo figlio Nostro Signore Gesù. ˆa jütne a fè r tua vuluntà sempre. piemontese dell’Alta Langa italiano Ër bagn dr matin ˆ ˆa Nusgnur. aiutaci a fare la tua volontà sempre. ˆa ët sej nostr papà.

Nusgnur em cugg ënt ës lecc. fammi il piacere di darmi anche una buona notte e che possa vivere e morire in Grazia Tua. non sono sicuro di risvegliarmi. bontà e speranza nostra. dal terremoto e dal tuono. Salve Regina Salve Regina mamma di misericordia vita. Veniamo a te come poveri bambini. Preghiere della sera Signore ti ringrazio della buonagiornata che mi hai dato. o bontà delle bontà mamma dei poveri e Regina del mondo. ënt na valàda ’d lacrime. ët ringraz ˆ dër bun dì ch’et j’hai dàme. Salve Regin-a Salve Regin-a màma ’d misericordia vita. eur sant e r Madona ar ˆi ˆa ˆ cumand. buntà e speranza nostra. ˆ Amen. Crus Santa.piemontese dell’Alta Langa cui ch’i j’han ufaindüne e làssne naint cedi ar tentaziun ˆ e liberne da tücc ij mà. persunè ’nt na tèra frustera ënniuma a ti pianzinda e brajanda. in una valle di lacrime. italiano quelli che ci hanno offeso e non lasciarci cedere alle tentazioni e liberaci da tutti i mali. prigionieri in una terra straniera veniamo a te piangendo e gemendo. Croce santa. Signore mi corico in questo letto. figli di una lunga storia di sofferenza. Cose di chiesa voglio chiedere: comunione. non sono più sicura di risveliarmi. ˆ’è ˆ o buntà dër buntà ˆ màma dij povr e Regin-a dër mund. che Nusgnur u sìa benedet. confessione. Croce degna che ci liberi dalla morte maligna. 213 . crus degna ch’an libera da r ˆa mort maligna. Amen. Amen Ër bagn dr saira ˆ ˆa Nusgnur. ˆa cunfessiun. fàme ër piasì ’d deme co na bun-a neucc ˆ e che peussa vivi e meuiri ën Grazia Tua. Santa Barbara e San Simone liberateci dal lampo. che il Signore sia benedetto. Amen. fij ëd na lunga storia ëd suferainz ˆa. oli consacrati e la Madonna comandi. Santa Barbara e San Simun liberene da r losn. sun pi naint sicüra ’d turneme ëlvè. Cose dr Gesa e veuj ciamè: cuminiun. u r ër pi bel rigal ch’ët ’n fài. Ënniuma a ti cume povre masnà. Vieni ad aiutarci e a difenderci e guardaci con la tua compassione sena fine e dopo una vita di miseria aprici il tuo cuore e mostraci tuo figlio: Nostro Signore. dau taramot e dar trun. sun naint sicur ëd turneme ëlvè. ˆa ˆ Mi em cugg ënt ës lecc. è il più bel regalo che ci fai. Ven a jitene e a difaindne e baicne cun r tua cumpassiun sanz fin ˆa ˆa e dop na vita ’d miseria dreubne ’r to cheur ˆ e fàne vughi to fij: Nusgnur. Mi corico in questo letto.

mia difesa e il Signore di chi posso avere terrore ? Se questa gente cattiva mi attacca per spezzarmi come un ramo proprio quelli che fanno il male si inciampano nel primo bastone. Sàr 136 ˆm Ër chitare scurdà ’d pianta ˆ i sun là e nujàcc ciütu. propi cui ch’i fan ër mà ˆ i s’ëngambar ’n tër prüm pà. La pace ritorna e con tutto il cuore canto la preghiera che io sento.piemontese dell’Alta Langa Quattr cose a Gesü e vurrìa ciamè: cuminiun. Santissima Trinità e dame r gràzia dër bun vivi e ˆa ˆ dër bun meuiri ’n Gràzia Tua. Santissima Trinità e dammi la grazia del buon vivere e del buon morire in Grazia Tua. ˆu ˆ Se n’esercit un ven cuntra ër me cheur u j’ha naint unta ˆ e sis maz ëndùa mi. non ci sono più. ˆa ˆ’è A Nusgnur na cosa sula j’ho ciamàje e peu ëncura. Salmo 26 Paura di cosa se Nostro Signore è salvezza e mia luce. vivi sempe ’nt r sùa cà ˆa tüci ij dì che chial un dà r sua cà bagn pin-a a randa ˆa ëd buntà ’r me cheur a ëncanta. i-j sun pü. Fij e Spirit Sant për sempe. ˆu r fidücia a r ’n cu lì. cunfessiun. i sun ëdcò grupà a na pianta paj nujàcc che suma ’n lütu. Sàr 26 ˆm Pau ’d cosa se Nusgnur u r sar ˆ’è ˆvëzza e mìa lüs. L’anima mia ti raccomando. I j’han bitàne z ’n përsun ˆì bagn luntan da r tèra santa ˆa Salmo 136 Le chitarre sono completamente scordate sono là e noi in silenzio. penitainza e eur sant. Gloria a te Nostro Signore Papà Figlio e Spirito Santo per sempre. la fiducia è ancora lì. ˆa Gloria a ti Nusgnur Papà. La sua porta è sicura se la cercano nella sventura e i nemici che c’erano intorno. sono anche legate a una pianta come noi che siamo in lutto. penitenza e olio santo. ˆ Ra sua porta a r sicüra ˆ’è se r z ˆa ˆercu ’nt r sventüra ˆa e ij nemis ch’i j’eru ’nturna. Ci hanno messo qui in prigione ben lontano dalla terra santa 214 . confessione. Se un esercito mi viene contro il mia cuore non ha difficoltà e se si uccidono dove sono io. A Nostro Signore una cosa sola ho chiesto e poi ancora vivi sempre nella sua casa tutti i giorni che lui ci da la sua casa di bontà il mio cuore incanta. Ra pàs a turna e cun tüt ër cheur ˆ e cant r preghiera che mi e saint. ˆ italiano Quattro cose a Gesù vorrei chiedere: comunione. mìa difaisa u r ër Signur ˆ’è ˆ ’d chi peussne avaj terur? Se i m’atàcu sa giant gràma për rimpime paj na ràma. ˆi R’anima mìa et arcumand.

O losne e nìvure tute neucc. ënsem a-j Angel dër Ciel ˆ ludè ’r nom du Signur. ch’in disu canta! ˆ Mi ’n ricord Gerusaleme. anche se divento una corteccia. r fioca e r giaz ˆa ˆa ˆa i sun tüte ’nsem cose sante. ma anche r fragg sa r’è tanta ˆa u zer. Sàr 148 ˆm Ludè e unurè sanz fin ˆa o tüte creatüre ’d Nusgnur. Calore fuoco e caldo beneditelo ma anche il freddo intenso il gelo e la neve e il ghiaccio sono tutte insieme cose sante. ci dicono canta ! Mi ricordo Gerusalemme. anche se j’ho pi naint forz ˆa e pudreu màj dësmantieme. anche se divaint na scorz ˆia. ˆ Salmo 148 Lodate e onoratesenza fine o tutte creature di Nostro Signore insieme agli Angeli del Cielo lodate il nome del Signore. O lampi e nuvole tutte notti. italiano qui legati senza ragione e il più bello. 215 . nebbie insieme alla luce la terra in ginocchio che onora per sempre il nome di Nostro Signore. nebie ’nsem a r lüs ˆa r tèra ’n snujun ch’a unura ˆa për sempe ’r nom ’d Nusgnur. anche se non ho più la forza mai potrò dimenticare. sole e luna estelle che siee il suo onore. rugiada insieme ai venti della terra lodate sempre il nome di Nostr Signore. O piogge del cielo. ˆ O pieuve du ciel su e lün-a e stàire ch’i saj u so unur.piemontese dell’Alta Langa z grupà sanza rasun ˆi e ’r pi bel. ˆ Calur feu e cad benediru. rusà ’nsem a r ˆ’arie dr tèra ˆa ludè sempe ’r nom ’d Nusgnur.

ad esempio ricercando i nomi e i soprannomi delle famiglie di un paese e i locali toponimi: Nomi e soprannomi di famiglia a Cravanzana Nom e straninom dër famije a Cravanzana ˆ piemontese Albinu (d’) Balamej Barbisin Biasin Bosiu (ëd) Brich (dij) Bunej Canavè Cascin-a Chirlat Ciabot Custabela (ëd) Felice (ëd) Frè (dër ˆ) Gàrtu (dër ˆ) Gavarin (ëd) Giorz (ëd) Gisepun Giuanula Luscot (d’ëndré Langhe) Malin Medèu. Sobrero P. Torrero Toponomi cravanzanesi Nom dij post a Cravanzan-a Centro abitato Bujat (ër ˆ) Castel (ar ˆ) Castel (piàz dër ˆa ˆ) Fera (prà dr ˆa) Funtan-a (cuntrà dr ˆa) Gersimin (strà dij) Gesa àta Gesa bàsa o dij Batü Levr (cuntrà dr ˆa) Pianfrè (da) Pont (ën sër ˆ) 216 Il boglietto Il castello La piazza del castello Il prato della fiera Via della fontana Strada dei gelsomini Chiesa “alta” Chiesa “bassa” o dei Battuti Via della lepre Da “Pianfrè” Sul ponte . Santero Salvetti Abbà B. Bosio Borello A. Brusco M. piemontese Paulàz ˆ Pedrot Pianfrè Pietràz (ëd) ˆ Pinutin (ëd) Purin Purinat Santrat Sarvat Srü (du) Tecla Turè italiano Filippa Abbà M. Paglieri M. Servetti E. Rosso P. Gabutti Moreno Gaj Sobrero Carmelina Paglieri M. Robaldo M. Rivetti Bertone E.APPENDICE Gli argomenti sin qui trattati potrebbero essere sviluppati localmente con altre indagini. Robaldo M. Medeurot Melinda (ëd) Moch Mucc Munot Neuv (du) Nin (ëd) Notu (ëd) italiano Ravina A. Castagnotti Servetti G. Bolla L. Bolla G. Bonelli Canaparo Pace Curletti Delmonte E. Rosso Rabino Vacchetti Bolla A. Fontana Adriano Paglieri G. Prandi L.

piemontese italiano piemontese italiano Porti (suta ij) Ranca fià (muntà ëd) Ruà (ën tra) San Pe San Roch Turëtta (a r ˆa) Ustarìa (a r ˆ’) Scaudalat Sotto i portici Salita “togli” fiato Roata San Pietro San Rocco Alla torretta All’osteria “Scaldalat” a nord del centro abitato verso il fiume Belbo Angelotu (cà d’) Casa d’Angelo Arguel (mirin d’) Bianca (cà) Braja (r ˆa) Carlat (cà ’d) Canavè (cà ’d) Casot (ër ˆ) Custandone Ëncreusa (strà) Falcunera (roca) Fazel (rian dër ˆ) Funtan-a (cascin-a) Fioca (camp dr ˆa) Funtanele (rian dër ˆ) Lòdura (gir dr ˆa) Giribech (rian dër ˆ) Mercurel (cascin-a) Meuje Meuje (cascin-a dër ˆ) Muntisej (aj) Murot (cascin-a ëd) Pradarot (ër ˆ) Punga (ciabot ëd) Punga (pian ’d) Mulino d’Arguello Casa Bianca La “Braja” Casa di Carletto Casa di Canaparo Il Casotto Costandone Strada profonda Rocca dei falchi Rio del Facello Cascina Fontana Campo della neve Rio delle fontanelle Curva dell’allodola Rio del giribecco Cascina Mercorello Moglie Cascina delle Moglie Ai Monticelli Cascina del gelso Il prato piccolo Casotto di Punga Piano di Punga Carmelu (cà ’d) Crusiera (r ˆa) Fioca (brich) Frera (cascin-a dr ˆa) Furnàsa (r ˆa) Grangia (cascin-a dr ˆa) Lacera (cascin-a dr ˆa) Lan (cascin-a) Lazacue (rian ëd) Nas (cascin-a ’d) Peschere (ër ˆ) Roch. Rocu (ciabot du) Tumalin (ar ˆ) Turnin (cascin-a dër ˆ) Varugè (rian ëd) Casa di Carmelo La crociera Bricco Fiocca Cascina della Ferrera La fornace Cascina della Grangia Cascina della “Lacera” Cascina del Lan Rio Allacciacode Cascina di Nasio Le peschiere Casotto di Rocco Al Tomalino Cascina del Tornino Rio Varugè a sud del centro abitato verso il fiume Belbo Albinu (cà d’) Berciàla (da) Bula (cascin-a ’d) Canarota (dus dr ˆa) Caplat (cascin-a dij) Caplot (ar ˆ) Ciabot (cascin-a du) Ciapaluv (rian du) Crusëtta (r ˆa) Custabela (cascin-a ’d) Custalun-a Faz (ar ˆel ˆ) Gavarin (cà ’d) Lavagel (mirin du) Muntà (r ˆa) Parè (cascin-a dër ˆ) Periù (dus dër ˆ) Pin (ciabot ënt ij) Purin o Purinat (cà ’d) 217 Casa di Albino Da Berchialla Cascina Bolla Fonte della Canarota Cascina Cappelletto Al Cappelletto Cascina Ciabotto Rio acchiappa lupi La crocetta Cascina di Costabella Costaluna Al Facello Casa di Gavarino Mulino del Lavagello La montà Cascina del “Parè” Sorgente del priore Casotto dei pini Casa Porrino verso i comuni di Torre Bormida e Bosia Biasin (cà ’d) Biula (cascin-a) Casa di Biagio Cascina Biula .

piemontese italiano piemontese Munot (cà ’d) Murena (brich ëd) Panì (cascin-a dër ˆ) Parcu (bosch dër ˆ) Peiraz (strà dij) ˆ Pian Castel Piàza (ënt r ˆa) Piàza (dus dr ˆa) Prà lungh (brich) Pumpèu (ciabot ëd) Ridin (ar ˆ) Ridin (brich e prà du) Riva (ën sr ˆa) Riva (santé dr ˆa) Riva feja (cà ’d) Runcà (cascin-a dr ˆa) Runcot (ar ˆ) San Gisep San Gisep (capela ë gurgh) Santrat (cà ’d) Snert (camp) Sprela (a r ˆa) Su (brich du) Tampa (r ˆa) Val Blin (ën) Val du Ri (strà) Vascun (cascin-a dër ˆ) Verna (cascin-a dr ˆa) Vescu (ar ˆ) Vilarat (aj) italiano Casa di “Munot” Bricco Morena Cascina Panì Bosco del parroco Strada dei pietroni Pian castello Alla “Piaza” sorgente dell “Piaza” Bricco Pratolungo Casotto di Pompeo Al Roddino Bricco e prati di Roddino Sulla ripa Sentiero della ripa Casa “Riva Feja” Cascina Roncà Al “Runcot” San Giuseppe Cappella e lavatoio di S. Giuseppe Casa di Santero Campo erto Alla Sprella Bricco del Sole La tampa Val Bellino Strada Valdorito Cascina del Vascone Cascina Verna Al vescovo Ai Villaretti Ravaz (cascin-a du) Cascina Ravezzo Riblot (cascin-a ’d) Cascina Rublotto San Vital (cascin-a ’d) Cascina San Vitale Tàpa (cascin-a dij) Cascina dei Tappa Taramot (au) Al terremoto Taramot (dus du) Sorgente del terremoto Trantamila Casotto dei Trentamila (ciabot ëd) Tufagne (ër ˆ) Le Tufagne ˆ r (cascin-a du) Z ˆà Cascina del Serrato verso i comuni di Torre Bormida e Feisoglio Balamej (da) Baràta (aj) Barel (camp) Bavot (rivaz ˆ) Brich (cascin-a dij) Brich (ënt ij) Bruza (r ˆa) Canavè (funtan-a ’d) Cativ (cascin-a dër ˆ) Ciütu (brich) ˆ Crus du Zü (a r ˆa) Ëndré Langhe Fresia (da) Funtanin (ar ˆ) Langa (ën sr ˆa) Langun-a (a r ˆa) Malin (da) Masche (punt dër ˆ) Da “Balamej” Ai Baratta Campo Barello Al “Bavot” Cascina del Bricco Nei bricchi La Bruzza Fonte di Canaparo Cascina Cattivo Bricco Ciutto Croce dello “zü” ˆ Dietro Langhe Da Fresia Al fontanino Sulla Langa Alla Langona Cascina del Bric Ponte delle masche 218 .

LA MUSICA ˆ RA MÜSICA 219 .

tra qualche anno. Cantè j’euv Cantè j’euv Cantè magg 220 .Melodie che al giorno d’oggi sono patrimonio di grandi e piccini. facilmente cadranno nel più completo oblio per cui ci è sembrato opportuno trascriverle insieme al testo.

Dalin dalan Nana cuncheta Nana naneta 221 .

ˆ Ra furmichetta Toni. Toni ˆ Ra cràva 222 .

Ër previ ’d San Dunà ˆ ˆ Ra Passiun Munfrin-a ’d “Ciach dër Langhe” ˆ 223 .

Serravalle Langhe. veduta venendo da Niella Belbo 224 . la chiesa parrocchiale Feisoglio.

Rastlèir ˆe. 225 . CAPELLO L. Dictionnaire portatif piémontais-français. GIANOTTO M.. GASCA QUEIRAZZA G. Famija Albèisa 1975. DOTTA C.. Dnans ch’a fassa neuit. Gran dizionario piemontese-italiano. 1893. Torino. Claudiana 1982. PASERO D. “Bundì bundì deme na streina a mi”. Torino-Roma.F.. Cortemilia e le Langhe. Udine. CAVALLO O. Torino. Vercelli 2004. Torino.. BRAIDA G. Santhià. Pollenzo. Torino.... Priulli e Verlucca 1999 GRIBAUDO G. Roux 1891. Dissionari piemontèis.. GIANOGLIO D. Vocabolario Piemontese-Italiano.. MAMINO R... Santhià. ˆi ˆ DAL POZZO G. DE BENEDETTI S.. Grande raccolta di proverbi piemontesi. piemontese. Nota Geos 2007... La vegetazione dell’albese. francese inglese. Savigliano. cose e gente di Langa. ALY-BELFADEL A. Scoutin. FERRARO G.. Sorì edizioni 2005. La letteratura piemontese dalle origini al Settecento.. MORTEO G.. Regione Piemonte. Tipografia Bressa 1877. CARESIO D. Dizionario zoologico latino. Glossario monferrino. Regione Piemonte.. La grammatica del dialetto di Borgo San Martino. CARESIO D. BENADUCE S. VIBERTI S.Bibliografia ALGOZINO E. BARALE P.. Pelazza 1994. Canove di Govone (Cn). francese inglese.. BUCCOLO A. Noale.A. Andrea Viglongo 1966. L’Arciere 1981. Il cielo del popolo del faggio. Piobesi d’Alba. CULASSO P. Invito alle Langhe.. Tesi di Laurea. Ca dë Studi Piemontèis 2003... Langhe e Roé. Dizionario botanico latino. Curtmija ed na vota cun er so dialet…. Sorì edizioni 2004. Glossario etimologico piemontese.. Utet 1859. Loescher 1899. GAVUZZI G. Grammatica piemontese. Guin 1933. Università degli Studi del Piemonte Orientale. italiano.. Savigliano. GABUTTI W. Torino. 2a ed. Torino. GIAMELLO G. Torino. Sopravvivenza e vitalità del canto popolare nell’alta Langa. GIBELLI L. CLIVIO G.. GIAMELLO G. Daniela Piazza 1996.R..Vocabolàr d’Arba.. Bianco 1814. BORGARELLO F. Cuneo. Gribaudo2003. L’Arciere 1981. GS editrice 2000. DI SANT’ALBINO V.. CAPPELLETTI E. Piobesi d’Alba. Pro Loco La Torre 2003. Tipografia L. Spettacolo e spettacolarità tra Langhe e Roeri.. GS editrice 2005. Ivrea... Alba. piemontese. Torino.. Grande raccolta di modi di dire e sinonimi piemontesi. PREGLIASCO M. italiano. Tradizioni musicali in Alta Langa.

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. . . . . . . l’antica porta (1835) . . tra le centinaia di disegni a carboncino possiamo trovare alcuni suggestivi scorci dell’Alta Langa. . veduta salendo dal Belbo (1837) veduta venendo da Niella (1837) veduta da ponente (1835) . . . . . . . . . . . . . . . . . la chiesa parrocchiale (1835) veduta da mezzodì (1835) veduta da levante (1835) . . la chiesa bassa (1835) . . . . . . . . . . . . . sono relativi al comune di Cravanzana e al violinista Carlo Giamello (Carlin dij Favot). . dalle opere di Clemente Rovere (1807-1860) che nella prima metà del XIX secolo fu incaricato dalla Real Casa di trasferire sulla carta i più bei paesaggi del regno sabaudo. . veduta da ponente (1837) . . . . . quasi tutte. . . l’antica porta (1835) . I due documenti fotografici. . della fine del XIX secolo. . la chiesa parrocchiale (1831) . . . . . . . . . . . . . . . veduta da mezzodì (1831) . . . . . veduta da levante (1835) . . . . . . . . . . . pag. . . . . . . . . . . . . . . . . Niella Belbo Serravalle Langhe veduta da mezzodì (1827) . . . . . . . Bossolasco la chiesa parrocchiale (1837) . . . . . . 227 . . . .Indice delle illustrazioni Le illustrazioni sono tratte. . . . . . . . p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» 25 100 139 191 51 204 5 23 23 32 100 118 134 199 20 32 51 145 155 181 224 70 87 20 128 159 224 Cerretto Langhe Cravanzana Feisoglio veduta da mezzodì (1837) . . veduta da settentrione (1837) veduta da mezzodì (1835) veduta da levante (1838) panorama da levante (1900) veduta da mezzodì (1835) ponte sul Belbo (1835) . . . . . vista del paese (1835) . . . . veduta da levante (1837) . . . . . . . . . . . . . . . . . la chiesa parrocchiale (1835) . . . . . . . . . . . . . . . la fontana (1831) . . . . . . una piazza del paese (1831) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

portando con se millenni di conoscenza umana e di storia. october 2007. taking millenia of human knowledge and history with it. 26 Ogni due settimane un’altra lingua muore. 26 Mica due sman-e n’àtra laingua a meuir. utubr 2007. 2007 . National Geographic. pag. pag. ottobre 2007. National Geographic. National Geographic. pag. purtanda ensema a chila mila e mila agn ëd savaj e dë storia. 26 Giacomo Giamello dij Favot ëd Curtmija.About every two weeks another language dies.

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . dimostrativo . . . . . . interrogativo . . relativo . . . . . . . femminile . . . . . . . . . esclamativo . . . . . qualificativo . . . . . accenti . dimostrativo. . . . . . . . . . . . interrogativo . . . collettivo . . . . . . . . . . . . . . . . determinativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » 27 30 33 35 36 37 37 38 38 38 39 40 41 45 45 46 47 49 50 52 58 60 63 64 65 68 69 69 69 – Aggettivo: – Pronome: . . . . . . . . . . . . . . . . . . indefinito . . . . . . . . . plurale . . possessivo . . . . verbale . . . . . singolare . . . . . . . . . . . impersonale -s . alterato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. . . . . . . . . . . . . indefinito . . . . . . . . . Lingua e storia . . . maschile . . . . . . . . . . . . . . . . . .Sommario Prefazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . riflessivo . . . . 7 » 13 » 21 LA GRAMMATICA Fonologia – Alfabeto: Morfologia – Articolo: – Nome: grafia e pronuncia . . . . . . . possessivo . . . . . composto . . . . . . . . . . . 229 . indeterminativo partitivo . . determinativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Lingua e territorio . . . . . . . . . personale . . . . numerale . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Il tempo . . . . . quantità . . . . . ausiliari. . . . . . . . . . . . . . . . . . Toponomi . . . . . . congiuntivo . . . . . interrogativi . . articolate . aggettivi con valore di avverbio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . – Preposizioni: semplici . . . . . . . . Nomi di persona . ninne nanne e sorteggi Indovinelli . . . . . . . . . . . improprie . Similitudini . . . . . . imperativo . del periodo . . . . . . . . . . . . . . locuzioni prepositive . . . . infinito . . . . . . . . . . . . . . . . . . participio . . . . . . . modo . . . . . . . . . . . . . . . . » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » 71 72 75 76 80 86 88 90 93 94 95 99 101 119 119 120 121 122 122 123 124 124 125 126 127 128 129 130 135 135 136 140 LE PAROLE Filastrocche. . . . – Verbo: . . . . . servili . . . . . . . . . . . . . . . . . subordinative . . – Avverbio: affermazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . modi e tempi . . . locuzioni avverbiali . . . . . . – Congiunzioni: coordinative . . .forma attiva. . . . . Modi di dire . . . . . . . . . . . . . . . 230 . . . – Interiezioni: proprie ed improprie . . . . . . ausiliari (coniugazione) . . . . . locuzioni esclamative . . . . . . . . . . . . . riflessiva . . . . . . . irregolari ed esempi di coniugazione coniugazione di alcuni verbi . . . . . . . . . . . . pag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Proverbi . . . . . . . . . . . gerundio . . coniugazioni. . . . . . negazione . tempo . . . . . . » » » » » » » » » 147 156 160 161 171 180 182 188 190 . . . . . . passiva. . . . . . . . . . . . . . . . impersonali. . . condizionale . . Invocazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . indicativo . . luogo . . . . . . . . . . . . . . . . . . – Sintassi: della proposizione . . . . . . .

.L’uccello macone. . . . . . . . . . . . . . . » 228 . . . Appendice: Nomi e soprannomi di famiglia in Cravanzana Toponimi in Cravanzana . . . . . . . . . . .I musicanti . . . . .La Passione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .La capra . . . . . . .La volpe . . . . Indice delle illustrazioni . . . . . . . . . . . . . – Ninne nanne . . . . . . . .Cantar maggio . . . . . . . . . . . . . . .Salmo 136 . IL DISCO Note illustrative e contenuto . . . . . . . . . . . . . . . . . . 231 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Preghiere della sera . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. . . . . . – Il prete di San Donato – La Passione . . . . . . . . . . . . . – Monferrina di Cecco. . . . .Sonetto degli sposi . . . . . . . . . . . . . . . . . .Il lupo e la berretta . . . . . . . . » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » 192 196 200 201 202 203 205 206 207 208 210 211 212 212 212 213 213 214 214 215 216 216 Racconti: Preghiere: . .Salve Regina . . . . .Preghiere del mattino . . . . . . . . . . . . .Canzoni: . . . .Il figliol prodigo . . LA MUSICA (partiture) . . . . . . . » » » » » » » » » » » » 220 220 221 221 222 222 222 223 223 223 225 227 – Canto delle uova . . . .Il prete di San Donato . Bibliografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .La strenna . . . . . . . . – Cantar maggio . . . .Padre Nostro .Canto delle uova . . . . . . .Salmo 26 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . – Dalin dalan . . . . . . . . . . . . . – La formichetta rossa – Tonio . . . . . . . . . . . . .Salmo 148 .Ave Maria . . . . . . . . . . . – La capra . . . . . . . .

Per il testo delle registrazioni. Toni Tonio. questo lo può solo fare la viva voce dei testimoni.Il disco Il disco digitale (CD) allegato al libro. Tonio Dalin Dalan Ër sunat dij spus ˆ La berretta I tre fratelli L’uccello Macone Il figliol prodigo La volpe e il lupo Preghiera del mattino Ave Maria Padre nostro Salve regina Salmo 26 Salmo 128 Salmo 136 Introduzione Monferrina di “Ciach” delle Langhe 31) Alfabeto 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) 17) 18) 19) 20) 21) 22) 23) 24) 25) 26) 27) 28) 29) 30) (Olga Ravina) (melodia) (Iride Rabino) (melodia) (Rita Belmonte) (melodia) (Richelmo Fontana) (melodia) (Rita Belmonte) (melodia) (Silvana Cappello) (melodia) (Iose Belmonte) (melodia) (Silvana Cappello) (Giorgio Giamello) (Giacomo Giamello) (Olga Ravina) (Giacomo Giamello) (Giorgio Giamello) (Gabriella Bonetto) (Giuseppe Giamello) (Renato Rosso) (Renato Rosso) (Renato Rosso) (Renato Rosso) (Renato Rosso) (Renato Rosso) (Elio Giamello) (melodia) pag. non può rivelare le sfumature. per quanto completa. si rimanda direttamente ai vari capitoli del libro dove si potrà seguire la narrazione in piemontese e la traduzione in italiano. I numeri indicano le tracce sul disco. TESTIMONE Canzoni Cantè j’euv Canto delle uova Cantè magg Cantar maggio Ër previ ‘d San Dunà ˆ Il prete di San Donato ˆ R a crava La capra ˆ R a furmichetta russa La formichetta rossa Nana cuncheta Nanna “cuncheta” Toni. non è stato confezionato per soddisfare le esigenze dell’audiofilia. . ma semplicemente per registrare un frammento vivo della lingua e della musica dell’Alta Langa. le intonazioni e le cadenze di una parlata. Lo testimonianza scritta. 192 p» 220 p» 196 p» 220 p» 200 p» 223 p» 203 p» 222 p» 149 p» 222 p» 152 p» 221 p» 154 p» 222 p» 148 p» 202 p» 206 (fuori testo) p» 208 p» 207 p» 211 p» 212 p» 212 p» 212 p» 213 p» 214 p» 214 p» 215 (fuori testo) p» p» 223 27 Filastrocche Racconti Preghiere Monferrina Fonologia Le melodie sono interpretate da Alberto Bertino (fisarmonica) ed Andrea Bertino (violino).