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Giacomo Giamello

LA LINGUA DELL’ALTA LANGA
Storia, grammatica, racconti, filastrocche, preghiere, proverbi, modi di dire, canzoni e curiosità

La grammatica della lingua dell’Alta Langa è stata redatta sull’esempio del lavoro del professor Bruno Villata: La lingua piemontese, Montreal, Losna & Tron, 1996; si ringrazia l’autore per i suoi preziosi consigli e le sue correzioni al testo.

GRAZIE – ai testimoni: Allerte Luigi, Belmonte Iose, Belmonte Rita, Bonello Luciano, Bonetto Gabriella, Canaparo Domenico, Canaparo Giuseppe, Cappello Giovanni, Cappello Silvana, Damiano Giovanni, Defabri Ugo, Fontana Maria Grazia, Fontana Marinella, Fontana Pierangelo, Fontana Richelmo, Gabutti Walter, Giamello Elio, Giamello Giorgio, Porello Ida, Rabino Iride, Ravina Maddalena detta Olga, Ravina Rina, Rosso Renato, Scanavino Andrea, Viberti Silvio,Villata Bruno; – ai collaboratori: Babbiotti Giorgio, Borgno Carla, Bressano Giovanni, Buccolo Antonio, Cordero Luciano, Ricatto Giancarlo; – all’Associazione per gli Studi su Cravanzana; – alla “Nuova Franchin” edizioni musicali; – alla Famija Albèisa; – ai revisori delle bozze: Corino Riccardo, Giamello Giuseppe, Viberti Silvio; – al revisore delle trascrizioni musicali: Bertino Alberto; – agl’interpreti dei brani musicali: Bertino Alberto e Bertino Andrea; – alla Banca d’Alba – e a tutti coloro che mi hanno aiutato ed incoraggiato in questo lavoro.

Illustrazioni: tratte dalle opere di Clemente Rovere (1807-1860) in collaborazione con la Famija Albèisa. Stampa: L’Artistica Savigliano (Cn). Edizione: SORÌ EDIZIONI, via Roma 41/A, Piobesi d’Alba (Cuneo), tel. 0173 619941. Opera depositata e registrata. Sito internet: www.erbariopiemontese.com per contatti: info@erbariopiemontese.com

© Copyright by Giacomo Giamello, 2007 Proprietà artistica e letteraria riservata. Riproduzione e traduzione, anche parziali, vietate.

Aˆ me nine: r Cristina, Elena, Lucia e Virginia

Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei, resta ad aspettarti.
CESARE PAVESE, La luna e i falò

I forestieri stentano a pronunciare il dialetto pedemontano, viceversa i piemontesi, per la ginnastica linguale che fanno in casa propria, hanno una gran facilità a pronunciare ed imparare i dialetti e le lingue altrui.
ARTURO ALY-BELFADEL, Grammatica piemontese

Prima di rispondermi. negli ultimi decenni.Prefazione La lingua dell’Alta Langa si può considerare il seguito naturale del Dizionario botanico e del Dizionario zoologico. avendo deciso di pernottare in quel centro domandai. Dopo il “Rëscontr” che aveva avuto luogo ad Alba. come immagino facesse solitamente. va subito detto che. le statistiche regionali sul transfert linguistico dalla parlata locale all’italiano potrebbero non addirsi ad un contesto sociale particolare come quello delle Langhe. le usanze e le tradizioni particolari. dopo una brevissima pausa. a un certo punto. Questo fatto mi sorprese molto perché mi ricordo che da bambino. nella parlata locale. Giunti a Niella Belbo. Per quanto concerne la lingua. accompagnai altri tre colleghi a fare un giro nell’Alta Langa. mi trovavo ad Alba e decisi di far visita ad un compagno di studi che abitava in un ridente paese della Bassa Langa. risale alla fine degli anni Ottanta. le interazioni si svolge7 . la signora interpellata rivolse la stessa domanda ad alcune persone che erano poco lontane e poi ci tradusse la risposta in italiano. il sacerdote riprese ad usare la parlata locale. Nel primo caso. E con la lingua sono cambiati anche altri comportamenti. farò ricorso a due episodi piuttosto significativi di cui sono stato testimone. apparsi rispettivamente nel 2004 e nel 2005. E così. ebbe un attimo di esitazione e. avendo notato che in chiesa vi erano alcune persone che non abitavano nel paese. si scusò di aver parlato italiano e promise che la domenica seguente la predica sarebbe stata nella lingua solita. che è l’argomento principale dell’opera. una domenica mattina. riprese il discorso cambiando lingua e registro. anche tra gli abitanti dell’Alta Langa la parlata locale è in forte regresso di fronte all’italiano. questo amico stava andando a messa e così ve lo accompagnai. sempre nell’Alta Langa. Però. mentre nei primi due volumi Giacomo Giamello descriveva la flora e la fauna della sua terra. Al momento della predica il celebrante iniziò il sermone domenicale esprimendosi. Pur essendo molto eloquenti. nel terzo ne considera l’aspetto umano cioè la lingua. Il secondo episodio. usando la parlata locale. Infatti. Quando giunsi a destinazione. al momento degli annunci parrocchiali. Il primo si riferisce all’inizio degli anni Sessanta ed il secondo alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso. per dare un’idea più esplicita del cambio linguistico avvenuto tra gli abitanti di questa zona. quando avevo passato parecchi mesi a Cravanzana. Alla fine della messa. informazioni a una signora che passava. in piemontese.

questo scenario sembra scongiurato. ma che si realizza felicemente con un’opera preziosa e lungimirante che potrebbe costituire un esempio per altri studi di questo tipo. si deve concludere che tra non molto pure il langarolo sarà scomparso. per corroborare quanto detto mi limiterò a segnalare solo pochi esempi. l’autore di questo volume ha avuto modo di accumulare molte altre notizie interessanti sulla storia. Se a queste considerazioni si aggiunge il fatto che oggi. 8 . i giovani non usano più comunicare nella parlata ancestrale. con amici e conoscenti. E detta corrispondenza la si può rilevare nel lessico. nella fonologia e pure nella morfologia. A proposito della parlata dell’Alta Langa. va detto che essa è la lingua madre di Giacomo Giamello il quale. Per fortuna. Più nessuno usa la parlata locale rivolgendosi ad uno sconosciuto mentre. vissuto tra il ’400 e il ’500. questi due dizionari sono alla portata del grande pubblico. E l’importanza della sua opera è pure confermata dal successo che questi volumi hanno riscosso presso i cultori della lingua piemontese e anche al di là dei confini regionali. nel campo della glottologia non lo si può affatto considerare un dilettante. Però. tra l’altro. se un frusté rivolgeva una domanda in italiano ad un locale riceveva una risposta in piemontese. Anzi! Il Dizionario botanico ed Il Dizionario zoologico. essendo entrati a far parte delle collezioni di varie biblioteche pubbliche. Se le si volesse trovare un corrispondente letterario.vano esclusivamente nella parlata locale. Per quanto Giacomo Giamello non sia un linguista di professione. Per quanto concerne la parlata dell’Alta Langa si può dire che. Ma un’indagine linguistica spesso si estende agli altri aspetti del comportamento umano e quindi oltre a raccogliere notizie sulla lingua. come è capitato per molte parlate di cui oggi si conosce appena il nome. a causa dell’isolamento della zona in cui è usata. ma che egli ha creduto opportuno allegare alla grammatica. Ora capita esattamente l’opposto di quanto avveniva qualche decina di anni fa. dato che un esame approfondito di tutti questi fenomeni sarebbe qui inopportuno. la scomparsa di una lingua che non ha documenti scritti significa pure la sparizione di ogni traccia relativa ad essa. nel caso della parlata di Cravanzana e dell’Alta Langa. perché Giacomo Giamello ha pensato di scriverne la grammatica. perché in un certo qual modo la completano e la illuminano. Un progetto che all’inizio sembrava chimerico. essa rappresenta uno stadio più arcaico rispetto ad altre varianti pedemontane. sono due opere magistrali che lo collocano nel numero ristretto dei dizionaristi piemontesi. E molte volte. egli ha potuto avvalersi della collaborazione di informatori anziani che hanno anch’essi questa parlata come lingua madre e hanno trascorso quasi tutta la loro vita nella zona. grazie alla sua vasta cerchia di conoscenze. Bisogna poi anche ricordare che. usciti in questi ultimissimi anni. anche nelle Langhe. in passato. sugli usi e sui costumi che forse sarebbero state sufficienti per un altro volume. Molto significativo è anche il fatto che. è uno dei pochi che la usi in pubblico oltre che in famiglia. si dovrebbe addirittura pensare all’astigiano dell’Alione.

prometintgle mont e val [promettendogli mari e monti] 554a. besogna avey leugl al penel [bisogna avere l’occhio al pennello] 60a. pigle party [prendere partito] 662a. tratte soprattutto dalla “Comedia de lhomo…”: al long ander [a lungo andare] 33a. 344g [pollice] 89i [primo] 873a [più] 243c [rotonde] 141i [scope] 378g [quasi] 47b [logoro] 514g [pergolato] 202d [pomeriggio]182h Fra le numerose espressioni idiomatiche. siuss) cocale creze cumpanary deslava elimosna gavacz giesia gratacu lengue manzet matota nebioeu pagliora petaza pin. ma per essere conciso mi limito a ricordare solo i seguenti: almanch atre vote magreva marramba brigna bronza carme an co craston croy derco dru erbor gera giouc lauda liam masna mor nespo pau pianzer pita pita preve prumerament romatich la sa serventa squela tampory trantamiria [almeno] 512a [altre volte] 391b [mi pesa] 283a [mi avvicini] 250c [prugna] 61i [pentola] 125b [calmiere] 54i [alla fine] 255a [castrone] 361e [magro] 92c [anche] 256a [florido] 224h [albero] 139a [ghiaia] 273g [pollaio] 113e [lodato] 209a [letame] 105e [bambino] 496a [faccia] 5I [nespola] 109h [paura] 536a [piangere] 451i [chioccia] 253b [prete] 137h [dapprima] 765a [reumatico] 578g [il sale] 584g [domestica] 123b [scodella] 150b [precoce] 545h [tre quintali]183f arey ausel ampy brella brignon cad.I lemmi delle farse alionesche che fanno pensare alla lingua dell’Alta Langa sono parecchi. de noug tug y gat son griz [di notte tutti i gatti sono grigi] 63a. e son spagia [sono spacciato] 514a. o me pur viz che si [eppure mi pare di sì] 241a. cada chiocz (pr. ne segnalo solo alcune. pina pori prumer pu rionde scoe squasi strus topia vespr [ariete] 37g [uccello] 592g [riempire] 279g [escremento] 200h [sciocco] 414a [caldo] 222e. ghianda] 172f [credere] 188c [companatico] 54e [sbiadito] 824a [elemosina] 451f [gozzo] 111c [chiesa] 218h [bacca] 281c [lingue] 358 [manzo] 173b [ragazza] 202h [nebbiolo] 226e [puerpera] 351f [pancia] 143h [pieno] 283. e son un poch dur daureglia [sono un po’ duro d’orecchi] 268a. 270g [chioccia] 240g [galla. con la testa and o sach [con la testa 9 . tagle curt [tagliate corto] 331a.

gleyg dra porta [gli altri della porta] 241e. lus [l’uscio] 347b. coy dra bancha [quelli della banca] 512e. Questo comportamento sembra ancora essere seguito nella parlata dell’Alta Langa. la si nota -CC. L’articolo O si trova davanti alle parole maschili singolari che iniziano per T. nog [notte].nel sacco] 183c. lorch [l’orco] 125b. garina [gallina] 320h. O si trova anche davanti alla semiconsonante I: o iantilhom [il gentiluomo] 20b. o derrer [il deretano] 257b. che prima di cadere hanno agito sulla dentale che le precedeva. quag [quatto]. particelle che presentano frequenze elevatissime. Se la parola che segue inizia per consonante si può trovare EL oppure O: el cazul [il mestolo] 16b. sempre per concisione. leuf [l’uovo] 197b. dricc. o censal [il sensale] 87 b. candeyra [candela] 540a. Si pensi a: lospia [l’ospedale] 154b. neucc. Per l’articolo determinativo plurale maschile. dig [detto]. carme [calmiere] 54i. Si pensi a lacc. fer dra teyra [far della tela] 167e. va detto che questo fenomeno si verifica soprattutto sotto l’influenza delle vocali I ed E. N e C seguita da vocale palatale (e oppure i). lecc. erbor [albero]139c. nel Cinquecento questi lemmi dovevano presentare un suono palatale sonoro. sia essa intervocalica o tra vocale e consonante. segnal dra croux [segno della croce] 603e. fene vos prou [fatene il vostro pro] 436d. lag [latte]. Anche nel campo della morfologia sono numerose le corrispondenze tra le due parlate e. tug [tutti]. ne mratu dagia [non me l’hai data?] 238e. Si pensi ai lemmi seguenti: bayra [balia]103c. Per l’articolo determinativo maschile singolare. o roux [il rosso] 88i. come per esempio tug. quacc. Tra i fenomeni fonologici comuni all’astigiano dell’Alione ed alla parlata descritta da Giacomo Giamello vanno senz’altro ricordati quelli del rotacismo e della palatalizzazione delle dentali finali. Si pensi: fag [fatti]. el fer [il ferro] 199b. lhom [l’uomo] 152a. o nostr posta [il nostro podestà] 43i. Come indica la G. tücc. dra feura neyra [dalla pelliccia nera] 168e. S. o iudex [il giudice] 104i. mi limiterò solo a poche osservazioni sull’articolo determinativo e sui pronomi verbali. o stagnin [la pentola] 13i. R. o mla cala [me l’ha fatta] 129e. Per quanto concerne la palatalizzazione delle dentali finali. Qui di seguito se ne riportano esempi tratti dalla “Farsa di Nicolao Spranga caligaro…”: gle dra trippa [c’è della trippa] 31e. camora [tarma] 228d. drig [diritto]. ficc… In alcuni casi. el me euteury [il mio aiuto] 36b. L. leg [letto]. D. o turch [il turco] 162b. chi a y pe andra fossa [che ha i piedi nella fossa] 257g. nelle farse alionesche e nella parlata dell’Alta Langa il rotacismo riguarda soprattutto la L. per convenzione. A differenza di altri idiomi romanzi. cho mra za cala [che me l’ha già fatta] 129e. o tagliau [il tagliere] 375b. corp [colpo] 71g… A questo rotacismo sono soggette anche le forme dell’articolo e dei vari pronomi personali complemento atoni. mentre nei corrispondenti cravanzanesi e dell’Alta Langa la palatale finale è sorda e. davanti a parola che inizia per con10 . fig [affitto]. ande andra stalla [andate nella stalla] 104e. lag ed garina [latte di gallina] 320h. il suono palatale indicava il plurale. nelle farse dell’Alione troviamo L davanti a parola che inizia per vocale o H muta.

il piemontese ha sviluppato una forma diversa da quella del francese. Talvolta nelle farse lor/lour appare al posto di seu/soy. Naturalmente i pronomi verbali derivano dal latino. però la sua presenza non dovrebbe essere dovuta alla pressione del toscano. Per la parlata dell’Alta Langa si pensi per esempio a: finiss. lingua che l’Alione doveva conoscere molto meglio. e son 183a te un vyot 40b. e ven [vengo]. o sare adovra y volon 207a el vorran 329c e ët u a e i i i e digh. parlava. I pronomi verbali sono presenti in molte parlate dell’Italia settentrionale perché dette particelle rendono esplicite forme verbali che. GLI e GL dovevano suonare come la J del piemontese di j’euj. a causa della caduta delle consonanti e di certe vocali finali latine. talvolta notato anche I: y faseu [i fagioli] 126b. e da ego. y pover omi [i poveri uomini] 160b. ma sicu11 . anche per il possessivo di terza persona plurale. dell’occitano e dell’italiano. i sarai i veuru i vurran Mi sembra degno di nota il fatto che. te e stanc 460b com o sta a ne po pu quand e vollesson 338a o porre 157a. vurrai… che assumono un significato ben preciso solo se sono preceduti dal pronome verbale: e finiss [finisco]. alla terza persona singolare. a ven [lei viene]… Molto interessante è poi anche il possessivo seu che nelle farse dell’Alione troviamo in competizione con soy e lour/lor [i suoi e i loro].sonante. a da illa. le farse ci presentano spesso l’articolo EL: el mare e el figle [le madri e le figlie] 70b. ma piuttosto a quella del francese. davanti a parola che inizia per consonante semplice. Davanti a vocale si trova GL oppure GLI: gloeuf [le uova] 124b. gli archichioch [i carciofi] 127b. Forse qui è bene ricordare che. le farse ci presentano Y. sut el vote [sotto le volte] 320b. Per il femminile plurale. y bracz [le braccia] 175b. articolo che si ritrova anche nell’Alta Langa. pur se sotto la forma rotacizzata ER. divi. a finiss [finisce]. e sun ët canti u sta a peu e vuraissu i pudrai. cosa che non avviene in tutte le parlate pedemontane. Si pensi infatti agli esempi riportati qui di seguito: astigiano dell’Alione piemontese dell’Alta Langa e te o a e o y el e digh 270a. la parlata di Cravanzana conservi la distinzione tra il maschile [u] ed il femminile [a]. erano diventate ambigue. e parlava [parlavo]. ët vurrai [vorrai]. Nella parlata presentata da Giacomo Giamello seu si riferisce solo alla terza persona plurale maschile [i loro]. o da vos. Da queste poche osservazioni si può dedurre quanto sia importante la ricerca di Giacomo Giamello. gli homi [gli uomini] 74b. a parlava [parlava]. ët divi [dicevi]. Una grande corrispondenza tra l’astigiano dell’Alione e la parlata dell’Alta Langa si trova anche tra i pronomi verbali. u da illu. u ven [lui viene]. forse l’ha salvata dall’oblio. Codificando la sua parlata. i vurrai [vorrete]. i divi [dicevate].

Testo originale con traduzione italiana e piemontese. E quest’affinità deriva non tanto dal fatto che presentano dei temi complementari. per rinsaldare la propria identità e per conoscersi meglio. mentre quello della /u/ normale poteva essere notato OU. pensa che una migliore conoscenza di sé. Per non essere frainteso vorrei sottolineare che in questi testi non c’è un rimpianto del passato. Montréal. ad alcuni potrebbe sembrare marginaria. tanto che pur non contenendo nulla di tragico si potrebbero quasi definire una trilogia dell’Alta Langa. Per le Comedie si fa riferimento all’edizione del 1521 giacente presso la biblioteca Nazionale di Torino e pure al volume: GIOVAN GIORGIO ALIONE. Si ricorda che i testi dell’Alione presentano parecchie oscillazioni grafiche. La U rappresentava anche il suono velare /ü/. O ed anche U. mentre la lettera dell’alfabeto indica la farsa. a cura di Bruno Villata. Montréal Le parole delle farse sono riportate secondo la grafia con cui sono notate nell’edizione de L’Opera Jocunda del 1521. l’attaccamento alle sue radici e ai suoi valori. a mio avviso è importante quanto la prima. Come detto all’inizio La lingua dell’Alta Langa. ma a chi sa leggerle o riesce a capirle esse rivelano il pensiero. 2007.ramente l’ha messa in una vetrina privilegiata dove è a disposizione di quanti si interessano o si interesseranno alla cultura dell’Alta Langa. la sensibilità e la cultura di quanti le dicono o le hanno dette. il Dizionario Botanico e il Dizionario Zoologico sono tre opere che hanno molto in comune. Dopo tutto le parole non sono semplici segni o suoni. Va anche detto che i testi originali non presentano accenti né segni di punteggiatura. dei propri valori e delle proprie tradizioni sia il miglior modo per difendersi dall’appiattimento e dalla spersonalizzazione a cui sembra portarci la globalizzazione odierna. Le farse. i racconti e gli aneddoti che accompagnano la parte linguistica la completano e contribuiscono a dare un’idea più precisa dell’universo concettuale degli abitanti dell’Alta Langa. In fondo mi sembra proprio che il famoso detto socratico «conosci te stesso» stia alla base di la produzione letteraria di Giacomo Giamello che. una ricerca per riflettere sui propri valori. Questa seconda parte che. I numeri che seguono i vari lemmi corrispondono al numero del verso. che il suono /o/ è rappresentato dalla O. 12 . probabilmente. ma piuttosto lucida coscienza del presente. ma soprattutto perché sono pervase da un motivo comune che è l’amore dell’autore per la sua terra. E non c’è dubbio che le notizie storiche. L’introduzione è dedicata soprattutto ad osservazioni linguistiche. BRUNO VILLATA. Lòsna & Tron.

Stor. queste pietre non erano altro che manufatti mesolitici. ad esempio punte di frecce. I Liguri che per primi abitarono queste terre. parlata che. D). Cherasca…). nella nostra Galli). Il gruppo etnico presente in Langa era quasi sicuramente quello dei Bagienni da bhagus il faggio. diversi popoli passarono per le Langhe.Ubi solitudinem faciunt.» (Bibl. Alla caduta dell’impero romano. lontano dall’essere rozzi e primitivi.» (nella loro stessa lingua si definiscono Celti.C.capillati. Il loro idioma faceva parte delle lingue celtiche.c. la lingua locale dovette confrontarsi e cedere. albero a loro sacro. 13 .ipsorum lingua Celtae.» e cioè dalle lunghe chiome. la caccia e la pesca intrecciando. materiale purtroppo molto deperibile. testimoni dell’antichissima presenza dell’uomo sulle nostre colline. ma non completamente. cosicché ci sono pervenute scarsissime testimonianze della loro lingua: alcune epigrafi in lingua etrusca.. Gli abitanti furono iscritti alla tribù Camilia e il territorio aggregato alla IX regione cispadana. le costruzioni sintattiche e conservando numerosi lemmi ancora oggi ben distinguibili (vedi tabella A). imposero la loro pace: «. un giorno. l’allevamento. mi raccontò.sono coraggiosi e nobili non solo in guerra. rare incisioni su roccia come quelle del Bric Biula presso Saliceto e le desinenze in -asco e -asca di molti toponimi (Mercenasco. una fitta rete di scambi commerciali e culturali con le confinanti popolazioni celtiche ed etrusche. come scrive Giulio Cesare nel primo libro del De bello gallico «. nel V secolo d.» (pietre del tuono) che i contadini rinvenivano durante il r lavoro nei campi. V. nel contempo. praticavano l’agricoltura. soffocando le ultime sacche di resistenza. Diodoro Siculo ne parla in questi termini: «. ma pare adottassero quella estrusca e impiegassero come supporto per la scrittura la corteccia del faggio. altri autori li descrivono come «. ma anche in quelle circostanze della vita non scevre da pericolo.39. A partire dal III secolo a.». I Bagienni non elaborarono una scrittura propria. ma quelli che lasciarono le tracce più evidenti sulla nostra lingua furono i Longobardi ed i Franchi (vedi tabella B.pere dëˆ trun. con donne gagliarde come gli uomini e gli uomini come le fiere. pacem appellant. le aquile di Roma incominciarono ad affacciarsi in Liguria e in Piemonte e cento anni dopo le sue legioni. C.2-3). nostra Galli appellantur. di certe «. al latino volgare influenzandone la pronuncia.Lingua e storia D’estate sovente accompagnavo mio nonno sulla Langa.

è cultura. In quegli stessi anni accanto alle più conosciute lingue d’oc e d’oil prende autonomia una lingua d’oe che. è rispetto delle conoscenze e delle fatiche di tutti coloro che ci hanno preceduto su queste colline di Langa. testimoniata dall’arrivo a San Benedetto Belbo dei frati Benedettini e dalla contemporanea istituzione delle prime pievi tra cui il «. compilò addirittura una grammatica ed un dizionario ad uso della principessa di Savoia. Dal Cinquecento in poi la letteratura piemontese ci dà esempi di lessici molto vicini a quello dell’alta Langa. il diffuso terrorismo scolastico nei confronti delle lingue minoritarie e la fortissima pressione dei mezzi di comunicazione hanno ridotto drasticamente il numero delle persone che usano la parlata pedemontana e che la trasmettono ai propri figli. Mi auguro invece che. si può scoprire un nutrito gruppo di lemmi locali che «. portarono ad una ripresa demografica. attraversandole nel 967.desertis locis. XI-XII) condotti dal prof. possa maturare la consapevolezza che possedere una lingua è ricchezza. lontano da sterili e sciocchi campanilismi.latinizzati. Successivamente la sicurezza di quei luoghi impervi. come ad esempio quello delle commedie dell’Alione (vedi prefazione). raggiungendo nei secoli successivi la sua massima espansione e ricchezza espressiva. le descrisse come «. come è emerso dagli innovativi studi sui Sermoni Subalpini (sec.» e non ritenne opportuno imporre tributi. Bruno Villata. com’è ben testimoniato dalla vasta bibliografia esistente.» furono impiegati in quei testi (vedi tabella F). tuttavia ritengo che questo impoverimento linguistico sia da addebitare. si inserisce alla base dell’albero genealogico degli idiomi pedemontani (vedi tabella E). le abbondanti sorgenti e la possibilità di condurre agevolmente l’agricoltura e la pastorizia. anche se tardi.Intorno all’anno Mille le nostre colline erano quasi completamente disabitate tanto che l’imperatore Ottone I.» come testimoniato nel Registrum delle Costituzioni Isnardi. arrivando addirittura a connotarla negativamente. Un medico. dunque il piemontese delle Langhe arriva a maturità e dall’attenta lettura degli Statuti comunali dei secoli XIV e XV. alla scarsa considerazione in cui la maggior parte dei piemontesi tiene la propria lingua. 14 . Maria Adelaide. Maurizio Pipino. Purtroppo negli ultimi decenni la crescente urbanizzazione.Plebatus de Cravexana. Gradatamente.

magunà (a) randa rista langhërdan nifiè stach ferleca vacè. svacè vindu fut 15 cagnaccio tritume caprone alare pagnotta limpido accorato margine canapa per filare individuo pigro. stizza . bech brandè ghërsa sclint magun. vezzun biüm buch.TABELLE Tabella A parole di origine ligure-celtica piemontese dell’Alta Langa italiano bal-men beol bial brace bran broc briven brug caban crog croi drut galerne grein gig (solletico) suc niten verna Tabella B esempi di parole comuni con la lingua tedesca bàrma ˆ biula bialera ˆ bràje bran brich brivè brü cabàna croch croi drü garaverna ˆ crin gigiat z ˆüch nita verna alta roccia betulla canale d’acqua calzoni crusca collina assalire erica riparo uncino avvizzito fertile brina. aria gelida maiale vivacità ceppo fango ontano piemontese dell’Alta Langa italiano Betze (cagna) Blume Bock Brand (tizzone) Gries (semola) klingen (suonare) Magen Rand Riste Schlendrian schnuffeln Stock Verletzung wahten Winden Wut vez. indolente annusare pezzo di legno ferita stare in agguato guindolo risentimento.

acciarino pranzo ascoltare. uggiolare topo pollaio abbastanza scroscio d’acqua piemontese dell’Alta Langa italiano agnel almosna baila barba espus fam fee limun lin lum munt agnel limosna bàila bàrba ˆ spus fàm fè limun lin lüm mund 16 agnello elemosina balia zio sposo fame pecore limone lino lume mondo . giapì giàri giuch pru ramà callo zampogna orrore guscio latrato.Tabella C francese antico piemontese dell’Alta Langa italiano briquet disner (dîner) escouter (écouter) escurer (écurer) estagere (étagère) fouet gauche jayet pois rabot taster (tâter) Tabella D provenzale bricat disnè scutè sghirè stagera ˆ fuat gáucc giajat pois rabot tastè fiammifero. sinistro lustrino pisello pialla assaggiare piemontese dell’Alta Langa italiano agacin champorgno esglai grueyo jap jarri jouc prou ramada Tabella E lingua d’oe dei Sermoni Subalpini ajaz ˆin ciamporgna sgiàj sgreuja giap. ubbidire pulire afondo scansia frusta storto.

Stefano Belbo (XIV-XV secolo) euj pan pecà pere ˆ pum previ ˆ vàs vidua vin occhio pane peccato pietre mela prete vaso vedova vino piemontese dell’Alta Langa italiano anlevare arbetioni arbra autinus baronum battere bealeria. bialeria bennia Berbi (flumen) bergeras bibiorum biglionum blava bolio apis botallus bozolum bropas bropiglonus buria. Castino. Mango e S. buira burium canas anlvè arbiun àrbra ˆ autin barun ˆ bàti (ër gran) ˆ bialera ˆ bënna Berb ˆ bergera bibin biun biàva buj dr’avije ˆ butàj bòz ˆa ˆur bropa brupun büria buri ˆ càna 17 allevare piselli pioppo vigna sostenuta da alberi mucchio trebbiare (correggiare) il grano canale d’irrigazione capanna torrente Belbo pastora tacchino tronchi biada alveare botti rovo pertica o palo di piccolo diametro palo grosso grosso volume di acqua torbida liquido di scolo fetido canne .lingua d’oe dei Sermoni Subalpini piemontese dell’Alta Langa italiano oil pan pecà pere pom preve vas vidua vin Tabella F esempi di parole locali presenti nel testo latino degli statuti dei comuni di Bossolasco.

zappando sentiero sul confine di un campo aratro recinzione fatta da siepi o simili coppia (di buoi) cuoio conciato capra gridare caduti coppi cortile. fascina grembiule. gatta ghiaia salici sorgente con fontana iniziare letame mezzo di trasporto senza ruote ammaccatura pagnotta mucchio noci con il mallo tritume della paglia panettieri . Mango e S. fassium. Castino. cavanda cauz ˆàgna sloira ciuenda cubia (ëd beu) curàm faità ˆ cràva criè cruà cup curt sgrafignè asiamainta fàss faudà.esempi di parole locali presenti nel testo latino degli statuti dei comuni di Bossolasco. carazam carrusium cavagnam cavare. grembiulata fiera filare gabbie gatto. aia graffiare i diversi attrezzi per il lavoro fascio. gatham geram gorras gurgos. gàta gera ˆ gure gurgh anzè liàm leza macadüra ˆ mica mügg nus cun ra rola ˆ uruché panatè 18 carico d’un carro carretto cesta zappare. cavandos cavezanam celoiram cloenda cobia coramen afaitatum crapa criare croati cuppos curtem exgrafigniare exiamenta fassum. gorgo henzare leamine leza macatura carnis michas mugio nucas rogliatas olocherum panaterijs carà caruss cavàgna cavè. Stefano Belbo (XIV-XV secolo) piemontese dell’Alta Langa italiano carata. faudarà fera ˆ firàgn gàbie gàt. fasso faudatam fera firagnus gabias gathum.

esempi di parole locali presenti nel testo latino degli statuti dei comuni di Bossolasco. Mango e S. sciogliere zafferano carico d’un asina recinto per animali selciato posando. tampas tortagnas toyrus trabuchus troya vernam zerbis. sgurandos puteis sloando. posare un selciato stoppie solco fossa quadrata legacci per covoni fatti con rami tronco. sluè sufran sumatà (soma: asina) stàbi starnìa sterninda. tampe turtàgne teuj trabüch treuja verna zerb sciogliendo. sfrondare sënnëvra senape sghiranda ij puz ˆ pulendo i pozzi sluanda. fascia per bambini pianca planca ramàz ˆ grosso ramo rapulè raccogliere grappoli quà e là rasoira (rasè: rasare) rasiere saivanda (saivè: innaffiare) innaffiando sapel via di accesso ad un campo sarmainta tralci di vite scandàj bilancia a bilico scarvanda. stobias surchus tampa. scarvare senevra sgiratandos. sapellos sarmenta scandaleum scarvandum. scarvè sfrondando. sternì stubia surch tampa. sloare sofranum somata stabi starnita sterniendo. Castino. sternire stobia. ramo grosso trabucco. unità di misura lineare scrofa ontano gerbido pastirè páisa pèz ˆa 19 . zerbum pascolare bilancia a bilico pezza di stoffa. Stefano Belbo (XIV-XV secolo) piemontese dell’Alta Langa italiano pasturare paysa pecia pianca ramacium rapolare rasoira sajvando sapellum.

l’antica porta 20 . veduta da mezzodì Niella Belbo.Feisoglio.

si colloca il territorio chiamato Langa o Langhe.La parola Langa parrebbe significare una collina allungata e andar per Langa il tenersi sulla via o sentiero che corre in alto lungo la dorsale delle colline.Lingua e territorio A sud del Piemonte. ripide e solide per via delle arenarie (pere ’d Langa) e delle marne (tuu o tuvu) nell’Alta Langa. tra il Tanaro a ovest e la Bormida di Spigno a est. Feisoglio. La parlata di quest’area presenta alcune peculiari caratteristiche. Il vento soffia in genere da sud-est. San Benedetto Belbo. tanto da essere definito «. in genere temperato.». ˆ Ricchissima è la flora e gli appassionati di botanica possono trovare nelle Langhe un fertile terreno per i loro studi come hanno ben dimostrato Vignolo Lutati e il cravanzanese Giacinto Abbà.marino. ma come asserisce Carlo Prandi nei suoi Canti: «.pozzo. mai freddo. La principale via di accesso a questo territorio è costituita dalla strada statale 29 che arrivando da Alba attraversa le valli Belbo e Bormida. ambiente ideale per la vite. Questo antichissimo toponimo ha un’etimologia ancora oggi incerta. svelando suggestivi panorami e peculiarità come i caratteristici terrazzamenti (ër preuss). In questo contesto troviamo i comuni di Cravanzana. La particolare conformazione di questi rilievi fa si che il clima. avremo in modo più o meno accentuato: piemontese dell’Alta Langa piemontese italiano autzè (auz ˆè) putzé (puz ˆè) stràtz (stràz ˆ) tzicot (z ˆicot) tzinch (z ˆinch) aussé pussé strass sicot sinch 21 alzare spingere straccio zucchino cinque .». grazie ai quali geneˆ razioni di tenaci e laboriosi contadini hanno reso coltivabili anche i più ripidi pendii. dolci e ricche di argilla nella Bassa Langa. Sono proprio le colline l’anima di questa terra. regno della nocciola tonda e gentile. sia soggetto a sensibili differenze tra il versante esposto a sud (ar sirì) e quello a ˆ nord (ar livernaint o a r ’invernaint) con risvolti sull’agricoltura ben noti a tutti i conˆ ˆ tadini.» (ër marin). per cui ˆ). prima fra tutte la « tz» (z simile a quella che troviamo in italiano nella parola «. Niella Belbo e Bossolasco dove hanno le loro radici i testimoni di questo lavoro condotto tra gli anni 1995 e 2005.

nel suo dizionario. mentre tra la plebe ed il contado era aperta tanto da diventare «.» al posto della «.comune con il resto della Langa e dell’Albese è la rotacizzazione della «. la stessa pronuncia aperta è presente in l’Alta Langa per cui: piemontese dell’Alta Langa piemontese italiano avaj bagn baichè cavaj cravat cumplimaint giaint staimbr raid s-ciupat avej ben beiché cavej cravèt cumpliment gent stember reid s-ciupèt 22 avere bene guardare capelli capretto complimenti gente settembre intirizzito schioppetto .»: piemontese dell’Alta Langa piemontese italiano bitè fisì tipin Tirin büté füsil tüpin Türin mettere fucile vaso di terracotta Torino «.» al posto della «.» per cui garèt si trasformava in garat.i.-gg.d.» in finale di parola: piemontese dell’Alta Langa piemontese italiano dricc fragg fricc neucc stracc sücc drit freid frit neuit streit süit dritto freddo fritto notte stretto asciutto Ricordiamo ancora che nel 1783 il medico Pipino annotava.a.» era sempre molto stretta. che a Torino tra le persone di alto rango ed i letterati la pronuncia della «.e.-cc.ü.»: piemontese dell’Alta Langa piemontese italiano àra ˆ bìsura ˆ càmura ˆ garaverna ˆ vurp ˆ ala bìsula càmula galaverna vulp ala salvadanaio tarma brina volpe noteremo poi che la «.» e «.t.l.» che sostituisce sovente la «.

monferrine e liguri tali rendere la parlata dell’Alta Langa assolutamente unica e ben individuabile. Ponte sul Belbo Cravanzana. veduta da mezzodì 23 .piemontese dell’Alta Langa piemontese italiano smains starnìa sufiat trai smens sternìa sufièt trè semente acciottolato soffietto tre Dunque si sono qui amalgamate peculiarità fonetiche piemontesi.

LA GRAMMATICA ˆ RA GRAMÀTICA Bossolasco. la chiesa parrocchiale .

j. d. ü. i. n. b. avremo in dettaglio: a. 5 del 2001 (Grafia Internazionale). z. eu. e. r. à. ringrazio il professore per la sua cortese disponibilità. s. presto. ë. u. o. Losna & Tron. e. r. f. velare simile alla î del rumeno nella parola cît.Fonologia Per quanto riguarda la grafia si sono seguite le chiare e semplici regole contenute nelle pubblicazioni del professor Bruno Villata: La lingua piemontese. n-. á à a a: ajazin ˆ fàm (callo) (fame) amore ------ Suono cupo di articolazione posteriore. v. i preziosi consigli e le sue indispensabili correzioni. h. i j o u ü eu i j o u y ø ni fija soma fut üva feu (nido) (figlia. c. Alfabeto. è. l. quanto o alla Z del russo nella parola $ZFHD@. t. g. ragazza) (asina) (risentimento) (uva) (fuoco) 27 nido iena sole tufo come la u francese come la eu francese . grafia e pronuncia Il piemontese delle Langhe presenta un numero di suoni decisamente superiore all’italiano. simile alla a della parola inglese garden. m. z ˆ ˆ Vocali toniche alfabeto alfabeto fonetico piemontese (traduzione) parole italiane con suono corrispondente a. Montreal 1997 e “Boletin ëd l’Academia dla lenga piemontèisa” n. p. q. giardino. é è ë e ε Z védr tèra bërta (vetro) (terra) (berretta) vetro terra ------ Suono semimuto.

bica) (cavallo) (carne. scü. contagio) (carro) (moglie.in chacun e al tedesco sch. cuntac ch k cher d d dona f f fuin g g gàl gg d• frumàgg gh Ü ghignun gn Ö gnech l l listel m m màsca n n nàs ngran-a faucale o velare (ebraico: ain) p p parpera ˆ qu kw quàtr r r rais r ˆ garaverna ˆ palatale. Il suono sc. saintè (scomparire). 28 . ha un suono tra la r e la l s (sonora) z cheusi s (sorda) s sach ss (intervocalica) z snujesse sc ï scirot. sümia (scimmia). scudo) (strappare) barca casa cena.Consonanti alfabeto alfabeto fonetico piemontese (traduzione) parole italiane con suono corrispondente b b bula.ciau (chiave). mentre è duro prima delle vocali -a . -u: scara. odio. scü s-c V s-cianchè t v z z ˆ t v dz ts tavanàda vindu zembu z ˆicot (bolla.ha un suono dolce come nell’italiano scena prima della vocale -i: scirot (scure). savüj (pungiglione). cheussa) in fine di parola ha un suono simile al francese ch. La lettera v davanti a consonante ed in fine di parola prende un suono vicino alla u: ciav . scudo. donna) (faina) (gallo) (formaggio) (faccia. bissa. ciccia chiesa dono faro goccia gaggia ghiro gnomo lira mamma naso fango padre quadro rete -----rosa sano scosso scena. ira) (mal lievitato) (listello) (strega) (naso) (seme. scudo scervellarsi tavolo vaso zona pozzo I due suoni si fanno sentire separati come ad esempio nelle parole italiane scervellarsi o scentrato. ˆ scorrazzare).in schön. grana) (palpebra) (quattro) (radice) (brina) (cuocere) (secco) (inginocchiarsi) (scure. -ü. (parola sciocca) (guindolo) (accelerazione angolare) (zucchino) Particolarità La desinenza -ssa (spressa. burla c k caval cc tï cicin. scuratè (scala. lo stesso vale per alcune parole che iniziano con s seguita dalle vocali a e ü come ad esempio: sü (scure).

Il suono eu è sempre tonico. – la e con suono aperto (è) si accenta nelle parole piane. ˆü 29 .a.» con un suono vicino alla «. se a Torino abbiamo dël (del) e galaverna (brina). La a in posizione tonica ha due suoni.o. cavè (zappare). nelle uscenti in -et e in fine di parola: tèra (terra). questa «. sun (suono). caz (mestolo). nei casi di accento tonico sulla vocale che segue -ij. ad esempio: bàgn (bagno) bagn (bene) da cavàj (cavalli) cavaj (capelli) » ciàp (coccio) ciap (tiepido) » magna (manica) » màgna (zia) pàss (passo) pass (pesce) » sà (sale) sa (questa) » sach (secco) » sàch (sacco) spàss (passeggio) spass (denso) » La j ha valore di semivocale. sèt (sette).La lettera n in fine di parola ha un suono leggermente diverso (palatale) rispetto all’italiano: bun (buono). cunsijé (consigliere). In alcuni casi essa assume valore diacritico ed è indispensabile per distinguere. ˆ ˆ La z ha il suono ts comune alla z sonora della parola italiano pozzo e ci farà distinˆ guere tra: za (già) dë z (dë tsa) (di qua). uno analogo all’italiano che si indicherà con a o á ed un’altro più cupo che si ottiene con una sua articolazione posteriore. il digramma può essere ridotto ad una semplice i: cunsié. il fenomeno del rotacismo è comune ad altre lingue romanze come ad ˆ esempio il rumeno dove però in un lemma quale scara (scala) la r suona diversamente da quella dell’Alta Langa.». La rotacizzazione della l ha prodotto un suono tra la l e la r che verrà indicato con r ˆ ˆ per cui. ˆa La vocale e può avere un suono aperto (è) o chiuso (é): – la e con suono chiuso (é) va accentata nei digrammi -er finali e in fine di parola infatti avremo: Chér (Chieri) e non cher (carro) a rivé (sul bordo) e non rivè (arrivare). mentre ü quasi sempre: scheu (pascolo). nell’Alta Langa avremo dër e gar averna. La rotacizzazione è inoltre indispensabile per distinguere vocaboli apparentemente uguali come: sarà (chiuso) j’ati sarà r a porta? ˆ (hai chiuso la porta) sar à (salato) ˆ sa mnestra a r ’è propi sar à (questa minestra è proprio salata). è caratteristica delle Langhe. del Roero e del Monferrato e si noterà con à.

specc-te (specchiati). si-lì (quelli lì). Le parole piane (accento tonico sulla penultima sillaba) sono accentate solo se terminano in consonante: àngel (angelo) e quando la e ha un suono aperto: tèra (terra). in piemontese è di uso frequente e viene impiegato: – dopo la consonante n per indicarne il suono faucale come in lün-a (luna) simile al suono dell’italiano fango. -cc o -gg con il pronome che lo segue: beichte (guardati). – per unire l’imperativo uscente in -ch. se esso inizia con consonante uguale a quella finale del verbo: avaj-je (averli). – per separare l’infinito dal pronome che lo segue. amèra (amara). Le parole tronche (accento tonico sull’ultima sillaba) sono accentate solo se terminano in vocale: parlè (parlare). i-j disu (gli dicono) per distinguerlo. andùa (dove). ˆ 30 . accento grafico. ˆ I dittonghi vanno accentati nel caso in cui l’accento cada su una vocale debole (i. le parole possono avere un solo accento grafico. si-là (quelli là). marìa (cattiva). dall’articolo determinativo maschile plurale ij matot (i ragazzi). Trattino. ad esempio. ad esempio: vìa (via) e non paìs (paese) e non vià (veglia). falìa (guasta) e per distinguere. – per unire certe particelle avverbiali ai pronomi dimostrativi e ai nomi che sono accompagnati da aggettivo dimostrativo: si-zì (questi qui). pece). cantè (cantare) e quando la e di -er ha un suono chiuso: Chér (Chieri). – tra le consonanti s e c per notare il suono particolare dei trigrammi s-ci e s-ce come in s-cianchè (strappare). trattino Accento. pais (pesante. cugg-te (coricati).Accento tonico. I monosillabi non si accentano salvo che per distinguere la é dalla è: rè (re) frè (fabbro) I trittonghi (sillabe di tre vocali) non prendono l’accento: ciau (chiave). ras-cèt (raschietto) specificando un suono simile a quello delle parole italiane scervellarsi o scentrato. Le parole sdrucciole sono sempre accentate: riùndura (rondine). u): sùa (sua). – per unire due nomi per formare un composto: peru-peru. – per unire il pronome personale atono -j o la particella avverbiale i al pronome verbale: e-i suma (ci siamo).

mentre -cc.sca (mosca) màsca mà .stun (bastone) musca mu .ca (passerella su un corso d’acqua) piàt piàt (piatto) can can (cane). n.Divisione in sillabe.ra (stella) pulainta pu .vëz .gia (rivincita) vinvera vin . Nei gruppi di consonanti. punto interrogativo ed esclamativo. si usano in principio del periodo e per i nomi propri: Cravanzan-a (Cravanzana). r vanno con la vocale che precede: fumra ˆ fum .za (salvezza) ˆ baricc ba . Il gruppo n-a non si separa: lün-a lü . Punteggiatura.maint (testamento) cundimaint cundi .ve . la prima fa sillaba con la vocale che precede e la seconda con quella che segue.ri (sedano) staira stai .sta .n-a (luna) (culla) (brina). Curtmija (Cortemilia). -ss in finale di parola non si separano: sarvëzza ˆ sar .lain .ra (scoiattolo).n-a cün-a cü . da una consonante e da una vocale oppure da più vocali e da più consonanti: pianca pian . Giacu (Giacomo). rispecchia quella della lingua italiana con punto. 31 .n-a brün-a brü . -gg. moglie) paltò pal .ta (polenta). l. La s seguita da consonante fa sillaba con la vocale che la segue: castagna ca . trattino e puntini di sospensione.tò (cappotto) arvangia ar .le .rigg (manovale).ra ˆ (donna. Ogni sillaba contiene almeno una vocale.gna (castagna) bastun ba .ricc (strabico) furigg fu . virgola. Nel caso di consonanti doppie. Iniziali maiuscole.van . punto e virgola.maint (condimento) suramaint ˆ sura . I gruppi di consonanti finali non si separano: testamaint testa . m. i dittonghi e i trittonghi fanno parte della stessa sillaba: scèleri scè .maint ˆ (solamente). una sillaba può essere formata da una sola vocale.sca (strega). parentesi tonde e quadre.

vista del paese Cravanzana.Feisoglio. la chiesa parrocchiale 32 .

i recinti) ru. sg. le paure) ru. plurale. gli essiccatoi). u ˆ scau jë scau (l’essiccatoio. femminile di molti nomi. si usano nelle parole che iniziano con s impura (seguita da consonante sc. j’ (plurale) ˆ’ si usano davanti alle parole che iniziano per vocale: r’ambutur ˆ j’ambutur (l’imbuto. maschile. Forme Gli articoli determinativi sono: articolo traduzione esempio traduzione ër ˆ ’r ˆ r’ ˆ r u ˆu. u ˆ stàbi jë stàbi (il recinto. indeterminativo e partitivo. può sostantivare qualsiasi parte del discorso e determinare singolare.Morfologia Articolo L’articolo si può distinguere in: determinativo. st): ru. 33 . Articolo determinativo L’articolo evidenzia il nome che accompagna. jë (plurale) ˆu. s-c. u s-ciop ˆu r vìnvera ˆa ij cher jë s-ciop j’ambutur ër matote ˆ il carro prendersi l’incarico l’imbuto il fucile lo scoiattolo i carri i fucili gli imbuti le ragazze Maschile r (singolare). r u (singolare). r ˆa ij jë j’ ër ˆ il il l’ lo la i i gli le ër cher ˆ pijesse ’r badò ˆ r ˆ’ambutur r s-ciop. gl’imbuti). u ˆ s-ciop jë s-ciop (il fucile. i fucili) ru. u ˆ sgiàj jë sgiàj (la paura.

ˆ si usano davanti alle altre parole: ër cher ˆ ij cher (il carro.. signora. madamin. gli scoiattoli). tota… (signore.ër ’r (singolare). le amiche). nelle esclamazioni e quando sono seguiti da un nome proprio che non sia accompagnato da determinanti: salüta munsù Giuanin! (saluta il signor Giovanni!) dije ciàu a Iose! (di ciao a Iose!) I nomi di battesimo delle persone in genere rifiutano l’articolo: j’ati vist Pinetu dij Gaj? (hai visto Giuseppe dei Galli?) J’ho truvaru da Miclin ˆ (l’ho trovato da Michele) Al singolare i cognomi delle persone non richiedono l’articolo: j’è rivàje Favot (è arrivato Favot) j’ati piàru da Tairacrüva? ˆ (l’hai preso da Tairacrüva?) j’ati cataru da Pianfrè? ˆ (l’hai comprato da Pianfrè?). Casi particolari e differenze con la lingua italiana Munsü. 34 . l’articolo ër perde la ë e diventa ’r: ˆ pijesse ’r badò ˆ (prendersi l’incarico). i carri).. signorina. mentre la j (semiconsonante) non fa cadere la ë: savaj ër piemuntais ˆ (conoscere il piemontese). r (singolare). non richiedono l’articolo nel discorso diretto. i pittori). madama. ër pitur ˆ ij pitur (il pittore. ij (plurale) ˆ. Se preceduto da un termine che esce in vocale. le giacche). Femminile r (singolare). ër (plurale) ˆa ˆ Si usano davanti alle parole che iniziano per consonante: ra vìnvera ër vìnvere (lo scoiattolo. le acciughe) r’amisa ˆ j’amise (l’amica.). ˆ ˆ ra giàca ˆ ër giàche ˆ (la giacca. j’ (plurale) ˆ’ Si usano davanti alle parole che iniziano per vocale: r’anciuva ˆ j’anciuve (l’acciuga.

un gruppo di consonanti in cui la -n occupa il secondo posto e la prima consonante non sia una -g: në mnestrun (un minestrone). uno sciocco) ën ninin (un bambino). Si usa se la parola che precede termina in vocale: Pinetu u cata ’n pulastr (Giuseppe compra un pollo). Forme Gli articoli indeterminativi sono: articolo traduzione esempio traduzione ën (raro ün) ’n n’ në na n’ un un un uno una un’ ën ninin ’n pulastr n’anfergiù në snuj na mëssuira n’ania un bambino un pollo un raffreddore un ginocchio una falce un’anitra Maschile ën Si usa davanti ai nomi che iniziano con una consonante o con un gruppo di consonanti di facile pronuncia: ën burich (un asino. 35 . n’ Si usano analogamente al maschile: na ca (una casa) n’amisa (un’amica). në vlü (un velluto) në mse (uno suocero) në mr ˆun (un melone). mr vl.Articolo indeterminativo L’articolo indeterminativo serve ad indicare una cosa non ben definita. ms. dz: ˆ. Si usa davanti ai nomi che iniziano con una vocale: n’anfergiù (un raffreddore). Si usa davanti ai nomi che iniziano con: la s impura (s seguita da consonante): në snuj (un ginocchio) në sbroch d’üva (un racimolo d’uva) në stibi (uno divisorio). un altro gruppo di consonanti di difficile pronuncia come ml. ’n n’ në Femminile na.

della dei. Articolo partitivo L’uso dell’articolo partitivo è obbligatorio: italiano piemontese ho mangiato solo pane j’ho mangià màch dër pan ˆ In generale il partitivo si può esprimere con: – preposizioni semplici e articolate: preposizione traduzione esempio traduzione dër ˆ du dr ˆa dr ˆ’ ëd dë ’d d’ dij dj’ dër ˆ del del della del. degli amici Maria racconta solo delle scemenze – aggettivi indefiniti: aggettivo indefinito traduzione esempio traduzione caichi caiche ën poch ëd gnün gnüna gnün-e qualche qualche un po’ di nessuno nessuna nessune pija màch caichi puciu! lacia màch caiche fè! ën poch ëd pan ti ’t j’hai dàje gnün pum mi e j’ho naint baicà gnün-a spaisa pianta gnün-e gran-e! raccogli solo alcune nespole! mungi solo qualche pecora! un po’ di pane tu non gli hai dato mele io non ho badato a spese non fare storie! Nelle frasi negative il partitivo è obbligatorio e. se un nome plurale è usato in senso indeterminato si ricorre al partitivo e l’articolo partitivo è obbligatorio: u cheuj dij puciu (raccoglie delle nespole). il nome si usa al plurale. delle dei dei. italiano piemontese non compra giornali u càta naint dij giurnaj. dj’amis Marìa a dis màch dër fularià ˆ Giacomo vendemmia del nebbiolo il vitello succhia solo del latte zia Gina cucina della minestra Michele vendemmia dell’arneis mia madrina scrive delle cartoline Filippo racconta solo delle frottole Nino ha solo delle galline Luigi ha rotto delle uova Giacomo raccoglie solo cavoli Luigi ha visto delle anitre. 36 . se possibile. delle dei. delle delle Giacu u vandëmmia dër nebbieu ˆ ër bucin u püpa màch du làcc ˆ magna Gina a fà cheusi dr mnestra ˆa Miclin u vandëmmia dr ˆ’arnais me marin-a a scriv ëd (dër cartulin-e ˆ) Filip u cunta màch dë storie Ninu pi che ’d galine u j’ha naint Luis u j’ha s-ciapà d’euv Giacu u cheuj màch dij coj Vigiu u j’ha vist dj’anie.Casi particolari e differenze con la lingua italiana L’articolo indeterminativo piemontese si apostrofa sia al maschile che al femminile: n’ambutur (un imbuto) n’ania (un’anitra) L’articolo indeterminativo non ha plurale. delle dei. delle dei.

puetëssa (poeta . il nome femminile deriva dal maschile aggiungendo le desinenze -a. ˆ I nomi uscenti in -eu sono maschili: ër bareu (il barolo). esistono però eccezioni ër pueta (il poeta). ër monumaint (il monumento). 37 . moglie). ër feu (il fuoco). ˆ ˆ I nomi che terminano in consonante possono essere sia maschili che femminili: ër cavàl (il cavallo). ër përru (il coniglio). ër sunaˆ ˆu ˆ ˆ dur (il musicista).porcella) pueta .crin-a (porcello . ra ˆ ˆ ˆ ˆ curaint (la corrente). Particolarità Sur. madama. Sgnur corrisponde all’italiano «signore» nel significato di «benestante» e non si premette al nome: u re propi sgnur (è proprio un signore. fumra.galin-a (gallo . ra stàla (la stalla). ra man (la mano). sgnura. sovente. una persona che sta bene). Non sempre il genere del nome è determinato dalla vocale finale per cui fondamentale diventa l’articolo. I nomi uscenti in -o sono maschili: ër fo (il faggio). ra giaint (la gente). ˆ Munsü è la forma più comune: munsü Giuanin (signor Giovanni). ër sarunè (il carraˆ ˆ dore). dona (donna.Nome I nomi piemontesi sono maschili o femminili. r liàm (il letame). munsü (signore).ragazza) crin . marito). om (uomo. u stràz (lo straccio). però possiamo anche avere ra rizu (la ˆ ˆ ˆ ruggine). In genere i nomi che al singolare terminano in -a sono femminili: ra cà (la casa).gallina).matota (ragazzo . ra biru (la penna biro). ër badò (l’incombenza). Om ha significato sia di «uomo» che di «marito»: so om (suo marito). madamin (signora). Le stesse considerazioni valgono per i corrispondenti femminili: sura.poetessa) gàl . Sur precede un nome che indica una carica o una professione: sur prufessur (signor professore). non esiste il genere neutro. sgnur. -in-a: matot . -ëssa. ˆ ˆ ˆ I nomi uscenti in -u sono di regola maschili: ër puciu (il nespolo). ˆ ˆ I nomi uscenti in -è sono solitamente maschili: ër frè (il fabbro). tota ˆ (signorina). Femminile dei nomi In parecchi casi esistono due forme distinte per il maschile ed il femminile tuttavia.

le barche) ra butega . ra nàta .i poeti) tuttavia i nomi uscenti in -l la cambiano in -j: ër cavàl .panettiera).ij cavàj ˆ (il cavallo . Per i nomi uscenti in -tur si cambiano la desinenza finale in -tris: pitur .professoressa).ij pueta ˆ (il poeta .prufessura (professore .ër boce ˆ ˆ (la boccia .ër cadreghe (la sedia . omi. Plurale dei nomi Maschili Di norma i nomi maschili restano invariati al plurale: ër pum . ann (anno) plurale: agn.ër buteghe ˆ ˆ (la bottega .ër bàrche ˆ ˆ (la barca . -ur si cambia in -oira: messur .messoira (mietitore .panatera (panettiere . quelli in -ssur prendono -ssura: prufessur .pittitrice).i cavalli).mietitrice).le spose). Eccezioni: om (uomo) plurale: om.le botteghe).ij pum ˆ (la mela .le sedie) ˆ ˆ ra bocia .Per rendere femminili i nomi che indicano una professione uscenti in: -é si cambia in -era: panaté . ecc. questo cambio può rendere necessari alcuni adattamenti grafici: ra cadrega . Di alcuni nomi esiste solo il plurale: ër noze (le nozze).ër nate ˆ ˆ (il tappo . Femminili I nomi uscenti in -a atona cambiano la -a in -e: ra spusa .ër spuse ˆ ˆ (la sposa . ˆ ˆ ˆ Nomi composti I nomi composti possono essere formati da: nome e nome capësquàdra nome e aggettivo ratavuròira ˆ aggettivo e nome mezalün-a verbo e nome tirabursun preposizione-avverbio e nome sutcupa verbo e verbo muntacàla 38 (caposquadra) (pipistrello) (mezzaluna) (cavatappi) (sottocoppa) (montacarichi) .le bocce) ra bàrca .le mele) ër pueta .i tappi).pitris (pittore . òmini. ër tusùire (le forbici).

le mezzelune) ra ratavuròira .Normalmente questi nomi seguono le regole generali: ër tirabursun . Suffissi delle alterazioni: diminutivo -in -in-a -at -ëtta -un -un-a -az ˆ -az ˆa -astr -astra sod porta gàl fija porta plandra àsu bestia pare màre sudin purtin-a galat fijëtta purtun plandrun-a asnàz ˆ bestiàza ˆ parastr maràstra 39 soldo porta gallo ragazza porta pigra asino bestia padre madre soldino portina galletto ragazzetta portone pigrona asinaccio bestiaccia patrigno matrigna.ër ratevuròire ˆ ˆ ˆ ˆ (il pipistrello . disnerot (pranzo. beccuccio). portone). Nomi alterati È comune che a un nome venga aggiunto un suffisso per modificarne anche se di poco il senso. n. butega. manciatina). eu diventa u: reusa.ij tirabursun ˆ (il cavatappi . -è prendono la r prima del suffisso: disnè.i sottocoppa). bucin (bue. botteghina). buteghin-a (bottega. cadreghin-a (seggiola.faucale diventa n: ran-a. gattino).ër mezelün-e ˆ ˆ (la mezzaluna . maluchin-a (manciata. Pertanto i nomi che terminano in: -ca e -ga cambiano la c e la g in ch e gh davanti ai suffissi che iniziano con i suoni i ed e: maloca.ij sutcupa ˆ (il sottocoppa . L’aggiunta del suffisso provoca adattamenti grafici e conseguenze sulla vocale tonica. pranzetto). i nomi composti da un aggettivo e da un nome nel femminile cambiano la -a in -e: ra mezalün-a . becüciu (becco. accrescitivo dispregiativo . beu. straji-na (strada. -ch e -gh diventano -c: bech. rusëtta (rosa. stradina). Si ricorda che lo spostamento dell’accento tonico può portare a cambiamenti grafici e fonici: o diventa u: porta.i cavatappi) ër sutcupa . ranëtta (rana. piccolo bue).i pipistrelli). ranetta). seggiolina). gatin (gatto. rosetta). cadrega. purtun (porta. -à recuperano suoni che esistevano in latino: strà. praticamente il nome alterato ha il valore di un nome più un aggettivo: gàt.

Miclin. Nomi collettivi Naturalmente abbiamo anche nomi collettivi che come in italiano reggono il verbo al singolare: në strop (un gregge) ën pàira (un paio) ën bosch (un bosco) Saira e j’ho vist në strop ëd fè ch’u ëndàva a scheu (ieri ho visto un gregge di pecore che si recava al pascolo). Suffissi doppi: il suffisso può essere addirittura doppio sia nell’accrescitivo che nel diminutivo: Pin. Pinutin fol. fulitru Si ricorda che di solito in piemontese non vengono usati i suffissi -issim (-issimo) e -issima (-issima) e a un termine quale campionissimo corrisponde in genere gran campiun. Pinu. Giuanin. Pinin. Marijin. Pinotu. Nota Esempi di nomi femminili in italiano e maschili in piemontese: bambagia (la) bumbàs (ër) ˆ saliera (la) botte (la) butàl (ër) ˆ frusta (la) calza (la) cauzat (ër) ˆ paletta (la) gramigna (la) gramun (ër) ˆ talpa (la) roccia (una) roch (ën) Esempi di nomi maschili in italiano e femminili in piemontese: caldo (il) càd (ra) ˆ minuto (un) fiore (il) fiù (ra) ˆ orecchio (l’) freddo (il) fragg (ra) ˆ ramo (il) ˆ sigaro (il) ghiaccio (il) giàza (ra) ˆ mattino (il) matin (ra) ˆ sonno (il) midollo (il) miula (ra) ˆ tartufo (il) Alcuni nomi cambiano significato mutando l’articolo: ra bàrba (la barba) ˆ ˆ ër bàrba (lo zio). ˆ ˆ 40 sar (ër) ˆin ˆ fuat (ër) ˆ par (ër) ˆat ˆ tar ˆpun (ër) ˆ minüta (na) urija (r ˆ’) ràma (ra) ˆ sigàla (ra) ˆ sogn (ra) ˆ trìfur (ra) ˆa ˆ . fulatun.vezzeggiativo -üciu -ücia -üz ˆ -üz ˆa -ot -otu -ota cavàl buca mur butega parin vej veja cavalüciu bucücia murüz ˆ butegüza ˆ parinot vejotu vejota cavallo bocca viso bottega anziano vecchio vecchia cavalluccio boccuccia visetto botteguccia anzianotto vecchietto vecchietta Particolarità Il suffisso -in si usa anche con i nomi di battesimo sia maschili che femminili: Giaculin. fulat. Catlinin.

Aggettivo
Gli aggettivi si possono dividere in due gruppi: qualificativi e determinativi.

AGGETTIVO QUALIFICATIVO
L’aggettivo qualificativo aggiunge una qualità al nome che accompagna e si accorda allo stesso in genere e numero; I gradi dell’aggettivo qualificativo sono: il positivo: che esprime una qualità; il comparativo: che esprime un paragone; il superlativo: che esprime il grado massimo di una qualità rispetto ad un certo gruppo di cose, animali o persone. Grado positivo Possiamo distinguere tra gli aggettivi uscenti in consonante e quelli uscenti in vocale. Aggettivi uscenti in consonante Questi aggettivi presentano tre uscite, una per il maschile (singolare e plurale) e due per il femminile: maschile invariato per il singolare e il plurale: ër beu russ (il bue rosso) ˆ ij beu russ ën bun vin (un buon vino) ij bun vin (i buoi rossi) (i buoni vini);

femminile singolare in -a e plurale in -e: ra galin-a russa (la gallina rossa) ër galin-e russe (le galline rosse) ˆ ˆ ra bun-a chisinera (la buona cuoca) ër bun-e chisinere (le buone cuoche). ˆ ˆ Si specifica che gli aggettivi che terminano in: -ch, -gh perdono la h davanti alla a nel singolare femminile: stràch, stràca, stràche (stanco, stanca, stanche); -l maschili hanno solo due uscite - l per singolare e -j per il plurale: difìcil, dificij (difficile, difficili); se l’accento cade sulla -i possiamo avere quattro uscite: tranquil, tranquila, tranquij, tranquile (tranquillo, tranquilla, tranquilli, tranquille); si noti però che bel (bello), sul (solo), fol (sciocco) hanno quattro forme: bel, bela, bej, bele (bello, bella, belli, belle) sul, sula, suj, sule (solo, sola, soli, sole) fol, fola, foj, fole (sciocco, sciocca, sciocchi, sciocche).
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Gli aggettivi che terminano in: -at al maschile, nella forma femminile raddoppiano la t e cambiano a in ë: asprat, asprëtta, asprëtte (aspretto, aspretta, asprette); -ach al maschile, nelle forme femminile raddoppiano la c e cambiano la a in ë: sach, sëcca, sëcche (secco, secca, secche); -ass anche loro al femminile cambiano la a in ë : spass, spëssa, spësse (spesso, spessa, spesse); -cc e -gg al femminile si trasformano in -cia e -gia al singolare e -ce e -ge al plurale: baricc, baricia, barice (strabico, strabica, strabiche); in alcuni lemmi il digramma -ra diventa -ër : fragg, fërgia, fërge (freddo, fredda, fredde) stracc, stërcia, stërce (stretto, stretta, strette); -n al maschile cambiano questa in n- faucale: scrusun, scrusun-a, scrusun-e (sporcaccione, sporcacciona, sporcaccione); Ricordiamo tra le eccezioni l’aggettivo ciap (tiepido) che al femminile fa cëppa (tiepida): ën brod ciap (un brodo tiepido), na mnestra cëppa (una minestra fredda).

Aggettivi uscenti in vocale Gli aggettivi uscenti in: -i, -ì, -u, -ü seguono la regola generale: seuri, seuria, seurie ˆ ˆ ˆ (liscio, liscia, lisce) ënsarì, ënsarìa (ënsarija), ënsarìe (ënsarije) (rauco, rauca, rauche) drolu, drola, drole (bizzarro, bizzarra, bizzarre) grutulü, grutulüa (grutulüva), grutulüe (grutulüve) (bozzoluto, bozzoluta, bozzolute); -a, -ista mantengono la -a per maschile sia singolare che plurale e il femminile singolare, mentre termineranno in -e per il plurale femminile: utimista, utimiste (ottimista, ottimiste).

Casi particolari e differenze con la lingua italiana
bleu può presentare tre forme: bleu - bleuva - bleuve; bràv, prüm, povr, sul, fol … (bravo, primo, povero, solo, sciocco ….) hanno quattro forme: bràv, bràva, bràvi, bràve (bravo, brava, bravi, brave), prüm, prüma, prümi, prüme (primo, prima, primi, prime), povr, povra, povri, povre (povero, povera, poveri, povere), sul, sula, suj, sule (solo, sola, soli, sole), fol, fola, foi, fole (sciocco, sciocca, sciocchi, sciocche)
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ar prüm curp ˆ ˆ (al primo colpo) ra prüma vota ˆ (la prima volta) ij prümi fragg (i primi freddi) ër prüme faraospe ˆ (le prime “faraospe”, grossi e soffici fiocchi di neve) povr si può contrarre in por davanti ai nomi che iniziano con consonante: por matot (povero bambino). mez (mezzo, metà) a differenza dell’italiano si accorda sempre col genere del nome: traj bot e mez, quàtr (ure) e meza (le tre, le quattro e trenta). Grado comparativo Comparativi di maggioranza e minoranza
aggettivo traduzione esempio traduzione

pi … che menu … che

più …di meno….di

pi àt che ’r brich du su ˆ menu svicc che na vota

più alto del bricco del sole meno arzillo di un tempo

Se si comparano due nomi si usa farli precedere da ’d o dë (partitivo): pi ’d fumre che d’om ˆ (piu donne che uomini). Il comparativo può essere rafforzato con tant (tanto), bagn (ben), mutubagn (ben più): ra me bici a r ’è tant pi bela che (la mia bicicletta è molto più bella ˆ ˆ ra tùa ˆ della tua). Si sottolinea che più si esprimerà con pi se segue un aggettivo o un avverbio e pü in fine di frase: pi bun che… (più buono di….) e nun peuss pü (non ne posso più). Comparativo di uguaglianza
aggettivo traduzione esempio traduzione

paj ëd o d’ cume, me tant cume

come ciorgn paj d’ën tipin come grass me ’n pitu tanto come u r brüt tant cume ˆ’è ij Gidè ëd Curtmija

sordo come una pignatta grasso come un tacchino è brutto come le statue dei Giudei che ci sono a Cortemilia

Grado superlativo Superlativo relativo
aggettivo traduzione esempio traduzione

ër pi ... dij ˆ r pi … dër ˆa ˆ ër pi ... ëd ˆ

il più ... di la più … di il più ... di

ër pi cit dij frej ˆ r pi bràva dër surele ˆa ˆ ër pi grand ëd tücc ˆ
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il più piccolo dei fratelli la più brava delle sorelle il più alto di tutti

aggettivo

traduzione

esempio

traduzione

r pi ... ëd ˆa ër menu ... dij ˆ

la più …di il meno … di

r menu …dër la meno … di ˆa ˆ

r pi cita ëd tüte ˆa ër menu ënteligiaint ˆ dij scurè r menu svelta dër ˆa ˆ lavander ˆe

la più piccola di tutte il meno intelligente degli scolari la meno veloce delle lavandaie

Superlativo assoluto A differenza dell’italiano non si usa un suffisso (bello - bellissimo, bene - benissimo), ma si premette all’aggettivo un avverbio o un prefisso:
aggettivo traduzione esempio traduzione

bumbagn franch mutubagn propi straultra

molto molto veramente proprio straultra

bumbagn pi grev franch ciáir mutubagn sclint ër merlu u r propi nair ˆ ˆ’è strarich ultrasensibil

molto più pesante chiarissimo trasparentissimo il merlo è nerissimo ricchissimo sensibilissimo

Comparativi e superlativi sintetici bun (buono) mej, pi bun gràm (cattivo) pez, pi gràm àt (alto) süperiur, pi àt bàss (basso) inferiur, pi bàss cit (piccolo) minur, pi cit gran(d) (grande) magiur, pi grand

(migliore) (peggiore) (superiore) (inferiore) (minore) (maggiore)

òtim pèssim süprem ìnfim mìnim màssim

(ottimo) (pessimo) (supremo) (infimo) (minimo) (massimo)

Si ricorda qui l’espressione idiomatica: ën po’ pi bun che … (migliore di …). Aggettivi alterati Come i nomi anche gli aggettivi si possono alterare con diversi suffissi: -at citulat -üciu citulüciu -ot citulot -un, -un-a citulun, citulun-a -az ˆ citulàz ˆ -astr citulàstr -in citulin

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Aggettivi dimostrativi L’aggettivo dimostrativo precede sempre il nome accordandosi in genere e numero: aggettivo cust custa custi custe st’ sta ës ’s s’ sa si se cul cula cuj cule istess istessa medesim traduzione questo questa questi queste questo questa questo questo questo questa questi queste quello quella quelli. lì. quei quelle stesso stessa medesimo esempio cust amis u r ’n gamba ˆ’è custa pulainta a r fërgia ˆ’è custi dui i nun var gnün ˆu custe cadreghe i sun neuve st’utun j’ha piuvuje tant sta saira ’nduma ar cine ˆ ës birò u r gros ˆ’è porta s’ambutur a r màma ˆa s’amis u stà luntan sa porta a r sempre sarà ˆ’è si porti i sun scür se z ˆiule i sun verde cul balengu u staissa a cà! cula bestia a r z ˆ’è ˆopa cuj dui i sun birichin cule due i sun propi bele r ˆ’istess prublema ëd prüma a r sempre r ˆ’è ˆ’istessa storia ënt ër medesim post ˆ traduzione questo amico è in gamba questa polenta è fredda questi due non valgono niente queste sedie sono nuove quest’autunno è piovuto tanto questa sera andiamo al cinema questo mobile è grande porta quest’imbuto alla mamma questo amico abita lontano questa porta è sempre chiusa questi portici sono bui queste cipolle non sono mature quello sciocco rimanesse a casa! quella bestia è zoppa quei due sono birichini quelle due sono veramente belle lo stesso problema di prima sempre la stessa storia nel medesimo luogo Cust viene usato molto raramente preferendosi la forma ës. là). alla posizione o al possessore. custi. aggettivo ës … z ˆì ës … lì ës … là sa … z ˆi sa … lì sa … là cul … lì cul … là cula … lì cula … là cust …. Gli aggettivi ës. sa.. là (qui.AGGETTIVO DETERMINATIVO Gli aggettivi determinativi portano al nome una precisazione relativa al numero. cuj. custa.. ˆì. Si possono dividere in: dimostrativi. cul. si. se possono essere rafforzati dagli avverbi z lì. (qui) questo ... numerali. cula.. (lì) questo . possessivi. (là) questa … (qui) questa … (lì) questa … (là) quello … (lì) quello … (là) quella … (lì) quella … (là) questo … (qui) questa … (qui) esempio ës bucin z u r propi bel ˆi ˆ’è pija ’s cutel lì sauta ’s firàgn là sa nina z a r svicia ˆì ˆ’è sa brunza lì a r ruta ˆ’è sa maisa là a r veuida ˆ’è cul nini lì u r dëspipà ˆ’è cul matot là u r drucà ˆ’è cula vàca là a j’ha sfrazà cula dus là a r sücia ˆ’è cust giuvu z u travàja tant ˆì custa càgna z a r da trifur ˆì ˆ’è ˆe 45 traduzione questo vitello è bello prendi questo coltello salta questo filare questa bambina è sveglia questa pentola e rotta questa madia è vuota quel bambino è svezzato quel ragazzo è caduto quella mucca ha abortito quella sorgente è asciutta questo giovane lavora molto questa cagna è da tartufi . z ˆì custa … z ˆì traduzione questo .. custe solo da z ˆì. indefiniti e interrogativi. cule da lì e là mentre cust.

so (mio. traduzione mio fratello è un po’ birichino è tutta colpa mia le mie mele sono veramente buone mìe mie ër mìe cràve i fan dër bun làcc le mie capre producono ˆ ˆ del buon latte to tuo to nud u r propi svicc ˆ’è tuo nipote è molto in gamba tùa tua painsa sempe cun r tùa testa pensa sempre con la tua testa ˆa teu tuoi ij teu camp i sun bagn lavurà i tuoi campi sono ben arati tùe tue ër tùe bestie i sun bele gràsse le tue bestie sono proprio ˆ belle grasse nostr nostro ër nostr ort u r pin ëd babon il nostro orto è pieno di insetti ˆ ˆ’è nostra nostra r nostra vëgna a r snerta ˆa ˆ’è la nostra vigna è su un terreno scosceso nostri. suoi ij seu paraint i stan luntan i suoi parenti abitano lontano sùe loro. to màgna. tuo. frel. suo so fumr a cur tüt u dì ˆa sua moglie corre tutto il giorno sùa loro. so fija (mia mamma. suo) anche con il femminile. magna. fratello. fanno eccezione i nomi di famiglia al singolare pare. zia) ˆ ˆ che lo rifiutano. sua a r tüta culpa sùa ˆ’è è tutta colpa sua seu loro. madre. to. nos-ci nostri ij nostri përru i sun baruss i nostri conigli sono rossicci nostre. sorella.Aggettivi possessivi L’aggettivo possessivo richiede l’articolo. ˆa 46 . ecc. barba. mare. ër me vàche (le mie mucche). mentre l’articolo resta sempre al femminile: r me stiva (la mia stufa). ˆa ˆ Nel caso in cui l’aggettivo sia posposto al nome conserva il femminile: ëd testa tùa (di testa tua) r to testa (la tua testa). sue ër sùe surele i sun tüte marià ˆ le sue sorelle sono tutte sposate aggettivo me mìa me traduzione mio mia miei esempio me frel u r ën po’ birichin ˆ’è a r tüta culpa mìa ˆ’è ij me pum i sun propi bun Si ricorda che nel linguaggio corrente si usano sovente gli aggettivi maschili me. tua zia. (padre. zio. sia singolare che plurale: me màma. nos-ce nostre ër nostre galin-e i cantu fort ˆ le nostre galline cantano sonoramente vostr vostro ër vostr can u báura sempe ˆ il vostro cane abbaia continuamente vostra vostra r vostra cascin-a a r veja ˆa ˆ’è la vostra cascina è vecchia vostri vostri ij vostri matot i sun svicc i vostri figli sono svegli vostre vostre ër vostre fè i sun a scheu ˆ le vostre pecore sono al pascolo so loro. sua figlia). surela.

millesimo milèsim . sedici sëddes.Aggettivi numerali Gli aggettivi numerali si dividono in: cardinali. settimo sètim C. ottocento eutz ˆaint 1200. nove neuv 13. diciassette dissèt 30. cinque z ˆinch 9. duz 16. decimo dècim III. sëdz 20. venti vint 60. diciannove disneuv 50. quarto quàrt VIII. milleduecento miledusaint 4. mille mila 1400. quattrocento quatz ˆaint 800. sesto sest X. nono ch’u fà neuv II. duento dusaint 600. tërz 17. ottanta utanta 300. trenta tranta 70. Cardinali 1. sessanta sessanta 100. millequattrocento milequàtz ˆaint 1800. primo prüm V. quattro quàtr 8. novecento neuvz ˆaint 1300. trecento tërsaint 700. I. settemila setmila 2. undici ùndes. scund VI. quinz 19. unz 15. due dùi (maschile) dùe (femminile) 6. diciotto disdeut 40. ordinali. millecinquecento milez ˆaint ˆinz 2000. secondo secund. tredici tërdes. miliardo miliun. tre trai (maschile) trè (femminile) 7. quindici quìndes. dieci des 14. seicento sesz ˆaint 1000. tremila traimila 100000. milleottocento mileutz ˆaint 7000. quaranta quaranta 80. moltiplicativi e collettivi. cento z ˆaint 500. settanta stanta 200. diecimila desmila 3. zero cinquecentocinquanta milez ˆaint e z ˆinz ˆinquanta zeru 3000. cinquecento z ˆaint ˆinz 900. novanta nuvanta 400. cinquanta z ˆinquanta 90. mille0. settecento setz ˆaint 1100. miliard Ordinali I numeri ordinali indicano una successione in un elenco. quattordici quatordes. centesimo centèsim 47 IV. quinto quint IX. ottavo utàv M. duemila duimila 10000. millecento milez ˆaint 1500. terzo terz ˆ VII. sei ses 10. dodici dùdes. cinquemila z ˆinchmila milione. centomila z ˆaintmila 5000. uno ün (maschile) ün-a (femminile) 5. quatorz 18. sette sèt 11. otto eut 12. milletrecento miletërsaint 1550.

Moltiplicativi aggettivo dubi.Da undicesimo si usa la formula ch’u fà: al maschile: ch’u fà undes ch’u fà tërdes. Per re e papi dopo l’ottavo si usa il semplice numerale cardinale: Lüis quìndes. tüte dùe. ecc. indubi dùe vote (tant) triplu tre vote (tant) triplo traduzione esempio doppio u var r ˆ’indubi dr ˆ’ànn passà ër to cavàl u cur due vote ˆ pi fort ch’ër me ˆ s’èra z a r tre vote r mìa ˆì ˆ’è ˆa traduzione costa il doppio dello scorso anno il tuo cavallo corre due volte più veloce del mio quest’aia è il triplo della mia u r tre vote pi àt che r cà è tre volte più alto della casa ˆ’è ˆa Collettivi Si formano aggiungendo i suffissi -aina: na meza duzaina d’euv (una mezza dozzina di uova) na duzaina dë ziule ˆ (una dozzina di cipolle) na vintaina ’d galin-e (una ventina di galline) na trantaina ’d cheuv (una trentina di covoni) na zinquantaina ëd pulastrin (una cinquantina di pulcini). ecc. al femminile: ch’a fà undes ch’a fà tërdes. I termini italiani ambo e ambedue si esprimono con tüci dùi. ˆ 48 .

vujàci gnün gnün-a gnün-e cert certa certi certe tüt tüta tüci tüte Àci. àcc (altri) è usato con valore rafforzativo con i pronomi personali nui e vui che da soli sono usati molto raramente. àcc àtre traduzione altro altra altri altre noi altri voi altri nessuno nessuna nessune certo certa certi certe tutto tutta tutti tutte esempio pija n’àtr ciculatin ënduma da n’àtra pàrt i j’è dj’àci nini lì feur ˆa li chial u j’ha dr ˆ’àtre niz ˆe ˆor a Faisseu nujàci trai ënduma a scor ˆa vujàci dui i sai arsifej u j’ha propi gnün andi gnün-a camisa sanz màcia ˆa gnün-e neuve. nujàci vujàcc. bun-e neuve ën rimedi cert u r ëndè vìa ˆ’è certa giaint a r ’n po’ drola ˆ’è certi pum i sun ëncura beuzr i-j sun certe bife da fè pau tüt ër brich u vandëmmiava ˆ tüta r Bruza a fà festa ˆa tüci ij di r stessa storia ˆa tüte ër saire u và a r ˆ ˆ’ostu traduzione prendi un altro cioccolatino andiamo in un altro posto ci sono altri bambini lì fuori quello ha altre nocciole a Feisoglio noi tre andiamo a scuola voi due siete birichini è proprio indolente nessuna camicia senza macchia nessuna notizia. mecassìa qualsiasi Esiste anche la forma caich in cui si perde la e: caich maranghin ëd pü (qualche marengo in più). Solo aggettivi: aggettivo ogni mica caiche traduzione ogni ogni qualche esempio ogni tant mica tant caiche tumatiche i sun màrz ˆe caichi bucin ij sun dr faz ˆa ˆiun qualunque scüsa a r bun-a ˆ’è për risè mandje ën regal mecussìa traduzione ogni tanto saltuariamente qualche pomodoro è marcio alcuni vitelli sono pregiati qualunque scusa è buona per bisticciare mandagli un regalo qualsiasi caichi qualche qualunque qualunque mecussìa. 49 .Aggettivi indefiniti Si possono dividere in tre gruppi termini che possono avere solo valore di: – aggettivo – aggettivo e pronome – aggettivo. pronome e avverbio. Aggettivi e pronomi: aggettivo àtr àtra àci. buone notizie un rimedio certo è andar via certa gente è un po’ strana certe mele non sono ancora mature ci sono certe facce da far paura tutta la collina vendemmiava tutta la Bruzza fa festa tutti i giorni la stessa storia tutte le sere va all’osteria nujàcc.

tanta diverso diversa diversi diverse esempio tant pan a ti e atërtant a mi tanta sai e atërtanta fàm tanci riz ˆulin atërtanci vizi tante ribote atërtante piumbe poch bruz e tant pan tanta roba. pochi a lavorarle troppo impegno per uno solo troppa grazia Sant’ Antonio troppi campi non sono coltivati troppe gallette fanno male non ne ho tanta voglia è un ragazzo diverso dagli altri è una strada diversa dal solito diversi bambini andavano a scuola diverse persone sono arrivate Aggettivi interrogativi Si usano nel fare una domanda e possiamo elencare: aggettivo che cul cula cuj cule quant quanta quanci quante vàri traduzione che quale quale quali quali quanto quanta quanti quante quanti esempio a che ura ruvti? cul sàch u r’èlu veuid? cula buta a r’èla pin-a? cuj pulàstr i sun-ne pi grass? cule crubele i sun-ne pi pàise? quant pan mangg-ti? quanta panàda fàti cheusi? quanci sod j’àti spaindü? quante marminele j’àti fà? vàri om i-i sun-ne? traduzione a che ora arrivi? quale sacco è vuoto? quale bottiglia è piena? quali polli sono più grassi? quali ceste sono più pesanti? quanto pane mangi? quanto pancotto hai cucinato? quanti soldi hai speso? quante marachelle hai fatto? quanti uomini ci sono? Aggettivo esclamativo aggettivo che quant quanta quanci quante traduzione che quanto quanta quanti quante esempio che tabaleuri! quant calur! quanta spüz ˆia! quanci pass! quante cirese! 50 traduzione che babbeo! quanto caldo! quanta puzza! quanti pesci! quante ciliegie! .Aggettivi. poca gente pochi soldi e buona fortuna poche capre e tanti vitelli tanto tempo è passato c’è tanto fango per la strada quest’anno ci sono tante nespole tante nocciole. pochi a travaje-je trop tràfi për ün sul tropa gràzia Sant’ Antoni tropi camp i sun naint travajà trope galëtte i fan mà e n’ho pàna vàri veuja u r ’n matot divers da j’àci ˆ’è a r na strà diversa dar sòlit ˆ’è ˆ diversi matutin i ’ndàvu a scor ˆa diverse persun-e i sun rivà traduzione tanto pane a te e altrettanto a me tanta sete e altrettanta fame tanti riccioli altrettanti vizi tante baldorie altrettante sbornie poco formaggio e tanto pane tanti beni. poca giaint pochi sod e bun-a ventüra poche crave e tanti bucin tant taimp u r passà ˆ’è j’è tanta nita për r strà ˆ ˆa st’ànn i j’è tanci puciu tante niz ˆore. pronomi e avverbi: aggettivo atërtant atërtanta atërtanci atërtante poch poca pochi poche tant tanta tanci tante trop tropa tropi trope vàri divers diversa diversi diverse traduzione altrettanto altrettanta altrettanti altrettante poco poca pochi poche tanto tanta tanti tante troppo troppa troppi troppe tanto.

Feisoglio. la fontana Cerretto Langhe. veduta da mezzodì 51 .

Pronomi personali Pronomi personali soggetto. sono formati da una coppia di pronomi di cui il primo è il pronome personale e il secondo è un pronome verbale: pronome mi e ti ët. dimostrativi. possessivi. vujàci e luràci (noi. lui lui ascolta nujàcc e baivuma vujàcc i bràji chiaj i spasëggiu chile i spasëggiu lur i scuràtu luràcc i scuràtu traduzione io vado tu parli ella. lei lei lavora noi beviamo voi urlate essi passeggiano esse passeggiano loro vanno a zonzo loro vanno a zonzo Si possono trovare anche le forme: nujàci. 52 .Pronome Viene detta pronome la parte variabile del discorso che sostituisce un nome. voi). voi e loro) e molto raramente nui. se potesse venire anche lei!) chila per il femminile ëncheu a venla co chila? (oggi viene anche lei?). interrogativi e esclamativi. Si possono dividere in: personali. vui (noi. ma anche un aggettivo o un verbo. indefiniti. Pronomi allocutivi pronome ti chial chila vui traduzione tu lei esempio forma confidenziale: seu-ti ën cà? forma di cortesia: chial u stàlu bagn? chila a stàla bagn? forma di rispetto: ma vui i j’hai r frev? ˆa traduzione sei in casa? lei sta bene? voi ma voi avete la febbre? Alla forma italiana di cortesia lei. relativi. ti ’t chial u chial u scuta nujàcc e vujàcc i chiaj i chile i lur i luràcc i (raro) traduzione io tu chila a chila a travàja noi voi essi esse essi essi esempio mi e vàgh ti ’t pàrli egli. corrispondono in piemontese due forme: chial per il maschile Oh su pudaissa ’nnì co chial! (oh.

Si riportano qui le particelle pronominali ne e nun (italiano: ne). mentre ne lo segue: is nun treuva a rabel (se ne trovano in giro) j’àti truvàne? (ne hai trovati?) 53 . gli le la gli lo vi ti ci traduzione mi esempio um salüta u më scàpa u r scapàme ˆ’è un salüta u në scàpa u r scapàne ˆ’è ut salüta u të scàpa u r scapàte ˆ’è uv salüta u vë scàpa u r scapàve ˆ’è u r u salüta ˆ salütr u ˆ u-j pàrla u r scapàje ˆ’è a r a salüta ˆ salütr a ˆ a-j pàrla a j’ha parlàje i-j salütu i-j parlu i j’han parlàje i-j salütu i-j pàrlu i sun scapàje traduzione mi saluta mi scappa mi è scappato ci saluta ci scappa ci è scappato ti saluta ti scappa ti è scappato vi saluta vi scappa vi è scappato lo saluta salutalo gli parla gli è scappato la saluta salutala le parla le ha parlato li salutano gli parlano gli hanno parlato le salutano le parlano le sono scappate Davanti ad un verbo che inizia con m.il pronome atono -m diventa per eufonia -n: lulì un manca (quello mi manca).Pronomi personali complemento Forme atone (senza accento): se il pronome se il pronome precede il verbo segue il verbo -m më -me -n në -ne -t të -te -v vë -ve ru ˆ -r u ˆ -j -je ra ˆ -r a ˆ -j -je -j -je -j -je le li. nun precede il verbo.

um j’ am ji. Nota: il pronome atono -je se preceduto da consonante si pronuncia più stretto e verrà notato con -ji. chile im r u càtu ˆ vujacc im r u càti ˆ chiaj. all’infinito. am j’ um nun am nun im r u ˆ im r a ˆ traduzione me lo me la me li. vujàci voi u j’ha risà a vujàci chiaj loro (essi) cun chiaj tuca curi! chile loro (esse) cun chile tuca curi! lur. me le me ne me lo me la me li. Anteposti al verbo: pronome em r u ˆ em r a ˆ em ji. nujàci traduzione me te lui lei noi esempio traduzione ha picchiato me al posto suo chiama te e non lui corrono tutti da lui corrono tutti da lei ha parlato a noi e non a loro ha sgridato voi con loro bisogna correre! con loro bisogna correre! con loro bisogna darsi da fare u j’ha patlà mi ar so post ˆ u ciama ti e naint chial i curu tüci da chial i curu tüci da chila u j’ha parlà a nujàci e naint a lur vujàcc. em j’ em nun um r u ˆ am r u ˆ um r a ˆ am r a ˆ um ji. Vengono posposti all’imperativo. luràci loro cun lur tuca desse da fè Pronomi accoppiati Due pronomi si possono trovare di fronte o posposti ad un verbo e daranno luogo a differenti gruppi. al gerundio e al participio passato. me le me ne me lo me la esempio mi em r u port ˆ ti t’em r u porti ˆ mi em r a port ˆ ti t’em r a porti ˆ mi em ji port ti t’em ji porti mi em nun port ti t’em nun porti chial um r u càta ˆ chila am r u càta ˆ chial um r a càta ˆ chila am r a càta ˆ chial um ji càta chila am ji càta chial um nun càta chila am nun càta chiaj. chile im r a càtu ˆ vujacc im r a càti ˆ 54 traduzione io me lo porto tu me lo porti io me la porto tu me la porti io me li porto tu me li porti io me ne porto tu me ne porti lui me lo compra lei me lo compra lui me la compra lei me la compra lui me li compra lei me li compra lui me ne compra lei me ne compra loro me lo comprano voi me lo comprate loro me la comprano voi me la comprate .Forme toniche (con l’accento): pronome mi ti chial chila nujàcc.

chile it ji mandu chiaj. at j’ ut nun at nun it r u ˆ it r a ˆ it ji. chile it r u mandu ˆ chiaj. gliele . te le te ne esempio chiaj. it j’ it nun e-j r u ˆ e-j r a ˆ e-j ji. ët j’ ët nun traduzione me li. chile im ji càtu vujacc im ji càti chiaj.pronome im ji. me le me ne te lo te la te li. chile it nun mandu mi e-j r u càt ˆ ti t’e-j r u càti ˆ nujàcc e-j r u catuma ˆ mi e-j r a càt ˆ ti t’e-j r a càti ˆ nujàcc e-j r a catuma ˆ mi e-j ji càt ti t’e-j ji càti nujàcc e-j ji catuma mi e-j nun càt ti t’e-j nun càti nujàcc e-j nun catuma chial u-j r u ciàma ˆ chila a-j r u ciàma ˆ chial u-j r a ciàma ˆ chila a-j r a ciàma ˆ chial u-j ji ciàma 55 traduzione loro me li comprano voi me li comprate loro me ne comprano voi me ne comprate io te lo porto tu te lo porti noi te lo portiamo io te la porto tu te la porti noi te la portiamo io te li porto tu te li porti noi te li portiamo io me ne porto tu te ne porti noi te ne portiamo lui te lo manda lei te lo manda lui te la manda lei te la manda lui te li manda lei te li manda lei te ne manda lei te ne manda loro te lo mandano loro te la mandano loro te li mandano loro te ne mandano io glielo compro tu glielo compri noi gliela compriamo io gliela compro tu gliela compri noi gliela compriamo io glieli compro tu glieli compri noi glieli compriamo io gliene compro tu gliene compri noi gliene compriamo lui glielo chiede lei glielo chiede lui gliela chiede lei gliela chiede lui glieli chiede ut r u ˆ at r u ˆ ut r a ˆ at r a ˆ ut ji. te le te ne te lo te la te li. gliele gliene u-j r u ˆ a-j r u ˆ u-j r a ˆ a-j r a ˆ u-j ji. im j’ im nun ët r u ˆ ët r a ˆ ët ji. ut j’ at ji. e-j j’ e-j nun te lo te la te li. u-j j’ glielo gliela glieli. chile it r a mandu ˆ chiaj. chile im nun càtu vujacc im nun càti mi ’t r u port ˆ ti ’t r u porti ˆ nujacc ët r u purtuma ˆ mi ’t r a port ˆ ti ’t r a porti ˆ nujacc ët r a purtuma ˆ mi ’t ji port ti ’t ji porti nujacc ët ji purtuma mi ’t nun port ti ’t nun porti nujacc ët nun purtuma chial ut r u manda ˆ chila at r u manda ˆ chial ut r a manda ˆ chila at r a manda ˆ chial ut ji manda chila at ji manda chial ut nun manda chila at nun manda chiaj. te le te ne glielo gliela glieli.

chile in ji portu vujàcc in ji porti chiaj. chile i-j r u mandu ˆ vujàcc i-j r u mandi ˆ chiaj. chile i-j nun mandu vujàcc i-j nun mandi chial un r u porta ˆ chila an r u porta ˆ chial un r a porta ˆ chila an r a porta ˆ chial un ji porta chila an ji porta chial un nun porta chila an nun porta chiaj. ve le esempio chila a-j ji ciàma chial u-j nun ciàma chila a-j nun ciàma chiaj. ce le ce ne ce lo ce la ce li.pronome a-j ji. ës j’ ës nun ëv r u ˆ ëv r a ˆ ëv ji. chile in r a portu vujàcc in r a porti ˆ chiaj. chile i-j ji mandu vujàcc i-j ji mandi chaij. i-j j’ i-j nun un r u ˆ an r u ˆ un r a ˆ an r a ˆ un ji. a-j j’ u-j nun a-j nun i-j r u ˆ i-j r a ˆ i-j ji. ve le ve ne ve lo ve la ve li. un j’ an ji. ce le ce ne ce lo ce la ce li. ëv j’ ëv nun uv r u ˆ av r u ˆ uv r a ˆ av r a ˆ uv ji. chile in nun portu vujàcc in nun porti nujàcc ës r u purtuma ˆ nujàcc ës r a purtuma ˆ nujàcc ës ji purtuma nujàcc ës nun purtuma mi ev r u càt ˆ nujàcc ev r u catuma ˆ mi ev r a càt ˆ nujàcc ev r a catuma ˆ mi ev ji càt nujàcc ev ji catuma mi ev nun càt nujàcc ev nun catuma chial uv r u càta ˆ chila av r u càta ˆ chial uv r a càta ˆ chila av r a càta ˆ chial uv ji càta 56 traduzione lei glieli chiede lui gliene chiede lei gliene chiede loro glielo mandano voi glielo mandate loro gliela mandano voi gliela mandate loro glieli mandano voi glieli mandate loro gliene mandano voi gliene mandate lui ce lo porta lei ce lo porta lui ce la porta lei ce la porta lui ce li porta lei ce li porta lui ce ne porta lei ce ne porta loro ce lo portano voi ce lo portate loro ce la portano voi ce la portate loro ce li portano voi ce li portate loro ce ne portano voi ce ne portate noi ce lo portiamo noi ce la portiamo noi ce li portiamo noi ce ne portiamo io ve lo compro noi ve lo compriamo io ve la compro noi ve la compriamo io ve li compro noi ve li compriamo io ve ne compro noi ve ne compriamo lui ve lo compro lei ve lo compro lui ve la compra lei ve la compra lui ve li compra . chile in r u portu ˆ vujàcc in r u porti ˆ ˆ chiaj. uv j’ traduzione gliene glielo gliela glieli. chile i-j r a mandu ˆ vujàcc i-j r a mandi ˆ chiaj. gliele gliene ce lo ce la ce li. an j’ un nun an nun in r u ˆ in r a ˆ in ji in nun ës r u ˆ ës r a ˆ ës ji. ce le ce ne ve lo ve la ve li.

se le se ne se lo se la se li. -cele -cene esempio dàmr u. dìndëjne purtenr u. dándëmr u ˆ ˆ dàmr a. dandomelo dammela. lavandotelo lavatela. dìndëjr a ˆ ˆ dij-je. chile iv r a càtu ˆ vujàcc iv r a càti ˆ chiaj. chile iv ji càtu vujàcc iv ji càti chiaj. lavándëtne dijr u. chile iv nun càtu vujàcc iv nun càti chial us r u mangia ˆ chila as r u mangia ˆ chial us r a mangia ˆ chila as r a mangia ˆ chial us ji mangia chila as ji mangia chial us nun mangia chila as nun mangia chiaj. ëv j’ iv nun us r u ˆ as r u ˆ us r a ˆ as r a ˆ us ji. chile is nun mangiu traduzione lei ve li compra lui ve ne compra lei ve ne compra loro ve lo comprano voi ve lo comprate loro ve la comprano voi ve la comprate loro ve li comprano voi ve li comprate loro ve ne comprano voi ve ne comprate lui se lo mangia lei se lo mangia lui se la mangia lei se la mangia lui se li mangia lei se li mangia lui se ne mangia lei se ne mangia loro se lo mangiano loro se la mangiano loro se li mangiano loro se ne mangiano Posposti al verbo: pronome -mr u ˆ -mr a ˆ -mje -mne -tr u ˆ -tr a ˆ -tje -tne -jr u ˆ -jr a ˆ -j-je -jne -nr u ˆ -nr a ˆ -nje -nne traduzione -melo -mela -meli. dándëmje dàmne. lavándëtje làvëtne. portandocene . as j’ us nun as nun is r u ˆ is r a ˆ is ji. portandoceli portacene. chile iv r u càtu ˆ vujàcc iv r u càti ˆ chiaj. -mele -mene -telo -tela -teli. chile is r u mangiu ˆ chiaj. dándëmr a ˆ ˆ dàmje. se le se ne esempio chila av ji càta chial uv nun càta chila av nun càta chiaj. purtándënr u ˆ ˆ purtenje. chile is ji mangiu chiaj. dicendogliela digliele. is j’ is nun traduzione ve ne ve lo ve la ve li. dandomela dammeli. -gliele -gliene -celo -cela -celi. lavandoteli lavatene. av j’ uv nun av nun iv r u ˆ iv r a ˆ iv ji. chile is r a mangiu ˆ chiaj. -tele -tene -glielo -gliela -glieli.pronome av ji. lavándëtr u ˆ ˆ làvëtr a. dándëmne làvëtr u. dìndëj-je dijne. portandocela portaceli. dicendoglielo digliela. ve le ve ne se lo se la se li. dicendogliene portacelo. purtándënr u ˆ purtenne. dicendoglieli digliene. purtándënr u ˆ ˆ purtenr a. dandomene lavatelo. dìndëjr u ˆ ˆ dijr a. purtándënr u ˆ 57 traduzione dammelo. dandomeli dammene. portandocelo portacela. lavandotela lavateli. lavandotene diglielo. us j’ as ji. lavándëtr a ˆ ˆ làvëtje.

làvatelo . fándejr u ˆ ˆ feir a.làvëtru .togliendotelo). -gliele -gliene esempio gavevr u. quindi tra i pronomi posposti e l’infinito e il gerundio si inserisce ad esempio una ë eufonica: lavè . l’imperativo. fatta eccezione per il per l’infinito. facendogleli fategliene.lavándëtru (lavare . i-i eru. qualora sia posposta diventa -je: i-i sun co lur (ci sono anche loro) painsje bagn? (pensaci bene). togliendovene fateglielo.: u r ’è tardi e i-i è pi gnun ˆ (è tardi e c’è più nessuno) i-i sun tüci dui (ci sono tutti e due). facendogliene Si ricorda qui che: – la particella pronominale ed avverbiale i (italiano: ci) può precedere o seguire il verbo. gavándëvr a ˆ ˆ gavevje. ecc.gavàndëtru (togliere . c’era. ci sono. – le strutture i-i è. facendoglielo fategliela. fándejne traduzione toglietevelo. ˆ ˆ Pronomi riflessivi I pronomi riflessivi sono quasi simili a quelli personali e precedono il verbo. Alcuni verbi richiedono variazioni ortografiche per rendere meglio pronunciabili i diversi suoni. gavándëvne fejr u. togliendovelo toglietevela.gàvëtru . i-i sun. ecc. gavándëvje gavevne. gavándëvr u ˆ ˆ gavevr a. il gerundio e il participio passato. fándej-je fejne.toglitelo . -vele -vene -glielo (gli = loro) -gliela -glieli. corrispondono all’italiano c’è. Preposti al verbo: pronome traduzione esempio traduzione -m -t -s -s -v -s mi ti si ci vi si em auz ˆ et auz ˆi us auz ˆa es auz ˆuma iv auz ˆi is auz ˆu 58 mi alzo ti alzi si alza ci alziamo vi alzate si alzano . c’erano. i-i era. facendogliela fateglieli.pronome -vr u ˆ -vr a ˆ -vje -vne -jr u ˆ -jr a ˆ -j-je -jne traduzione -velo -vela -veli. togliendovela toglieteveli. togliendoveli toglietevene.lavàndotelo) ˆ ˆ gavè . fándejr a ˆ ˆ fej-je.

se le se ne esempio mi em r u port ˆ mi em r a port ˆ mi em ji port mi em nun port ti ët r u porti ˆ ti ët r a porti ˆ ti ët ji porti ti ët nun porti chial us r u mangia ˆ chila as r u mangia ˆ chial us r a mangia ˆ chila as r a mangia ˆ chial us ji mangia chila as ji mangia chial us nun mangia chila as nun mangia nujàcc ës r u purtuma ˆ nujàcc ës r a purtuma ˆ nujàcc ës ji purtuma nujàcc ës nun purtuma vujàcc iv r u càti ˆ vujàcc iv r a càti ˆ vujàcc iv ji càti vujàcc iv nun càti chiaj. as j’ us nun as nun ës r u ˆ ës r a ˆ ës ji. em j’ em nun ët r u ˆ ët r a ˆ ët ji. ës j’ ës nun iv r u ˆ iv r a ˆ iv ji. ët j’ ët nun us r u ˆ as r u ˆ us r a ˆ as r a ˆ us ji.Posposti al verbo: pronome traduzione esempio traduzione -me -te -se -se -ve -se -mi -ti -si -ci -vi -si e sun smuràme ët z ˆeuj (sej) smuràte u r ’è smuràsse ˆ e suma smuràsse i sai smuràve i sun smuràsse mi sono divertito ti sei divertito si è divertito ci siamo divertiti vi siete divertiti si sono divertiti Il pronome -se quando segue un verbo uscente in vocale può trasformarsi in -sse (ij sun raindusse cunt). us j’ as ji. Pronomi riflessivi e personali accoppiati: Preposti al verbo: pronome em r u ˆ em r a ˆ em ji. me le me ne te lo te la te li. chile is r a mangiu ˆ chiaj. is j’ is nun traduzione me lo me la me li. chile is ji mangiu chiaj. ve le ve ne se lo se la se li. se le se ne ce lo ce la ce li. chile is r u mangiu ˆ chiaj. ëv j’ iv nun is r u ˆ is r a ˆ is ji. chile is nun mangiu 59 traduzione io me lo porto io me la porto io me li porto io me ne porto tu te lo porti tu te la porti tu te li porti tu te ne porti lui se lo mangia lei se lo mangia lui se la mangia lei se la mangia lui se li mangia lei se li mangia lui se ne mangia lei se ne mangia noi ce lo portiamo noi ce la portiamo noi ce li portiamo noi ce ne portiamo voi ve lo comprate voi ve la comprate voi ve li comprate voi ve ne comprate loro se lo mangiano loro se la mangiano loro se li mangiano loro se ne mangiano . ce le ce ne ve lo ve la ve li. te le te ne se lo se la se li.

ve le ve ne 60 . ce le ce ne ve lo ve la ve li.Posposti al verbo: pronome -mr u ˆ traduzione me lo esempio càtëmr u ˆ catándëmr u ˆ j’ho catàmr u ˆ càtëmr a ˆ catándëmr a ˆ j’ho catàmr a ˆ càtëmje catándëmje j’ho catàmje càtëmne catándëmne j’ho catàmne càtëtr u ˆ catándëtr u ˆ càtëtr a ˆ catándëtr a ˆ càtëtje catándëtje càtëtne catándëtne catumsr u ˆ catándensr u ˆ catumsr a ˆ ˆ catándësr a catumsje catándësje catumsne catándësne catevr u ˆ catándevr u ˆ catevr a ˆ catándëvr a ˆ catevje catándëvje catevne catándëvne traduzione compramelo comprandomelo me lo sono comprato compramela comprandomela me la sono comprata comprameli comprandomeli me li sono comprati compramene comprandomene me ne sono comprato compratelo comprandotelo compratela comprandotela comprateli comprandoteli compratene comprandotene compriamocelo comprandocelo compriamocela comprandocela compriamoceli comprandoceli compriamocene comprandocene compratevelo comprandovelo compratevela comprandovela comprateveli comprandoveli compratevene comprandovene -mr a ˆ me la -mje me li. te le te ne ce lo ce la ce li. me le -mne me ne -tr u ˆ -tr a ˆ -tje -tne -sr u ˆ -sr a ˆ -sje -sne -vr u ˆ -vr a ˆ -vje -vne te lo te la te li.

pronome cust custa custi custe su-z ˆì sa-z ˆì si-z ˆì se-z ˆì cul cula cuj cule cul-lì cula-lì cuj-lì cule-lì ës-lì sa-lì si-lì se-lì cul-là cula-là cuj-là cule-là ës-là sa-là si-là se-là cul che cula che cuj chi cule chi chial-z ˆì chila-z ˆì chiaj-z ˆì chile-z ˆi traduzione esempio cust u r ’è bel gràss ˆ custa a r ’è bela gràssa ˆ custi i sun bei gràss custe i sun bele gràsse su-z u r propi brüt ˆì ˆ’è sa-z a j’ha fàne ëd tüci ˆì ij culur questi si-z i j’han fàne ëd tüci ˆì ij culur queste se-z i j’han fàne ëd tüci ˆì ij culur quello cul matutin u r ’è birichin ˆ quella cula matutin-a a r ’è birichin-a ˆ quelli cuj dui i sun bagn vestì quelle cule due i sun bagn vestije quello cul-lì u và a r a mëssa ˆ quella cula-lì a và a r a mëssa ˆ quelli cuj-lì i van a spàss quelle cule-lì i van a spàss codesto ës-lì u bàla propi mà codesta sa-lì a bàla propi mà codesti si-lì i bàlu propi mà codeste se-lì i bàlu propi mà cul-là u và ar mërcà ˆ quello quella cula-là a và ar mërcà ˆ quelli cuj-là i van a r a fer ˆ ˆa quelle cule-là i van a r a fer ˆ ˆa quello ës-là u travàja propi bagn quella sa-là a travàja propi bagn quelli si-là i sun-u propi bagn quelle se-là i sun-u propi bagn quello che cul ch’u z ˆerca u treuva quella che cula ch’a z ˆerca a treuva quelli che cuj ch’i z ˆercu i treuvu quelle che cule ch’i z ˆercu i treuvu quello chial-z u r ’è ’n plandrun ˆì ˆ quella chila-z a r ’è na plandrun-a ˆì ˆ quelli chiaj-z i sun plandrun ˆì quelle chile-z i sun plandrun-e ˆì 61 questo questa questi queste questo questa traduzione questo è bello grasso questa è bella grassa questi sono belli grassi queste sono belle grasse questo è proprio brutto questa ne ha fatte di tutti i colori questi ne hanno fatte di tutti i colori queste ne hanno fatte di tutti i colori quel bambino è birichino quella bambina è birichina quei due sono ben vestiti quelle due sono ben vestite quello va a messa quella va a messa quelli vanno a spasso quelle vanno a spasso codesto balla proprio male codesta balla proprio male codesti ballano proprio male codeste ballano proprio male quello va al mercato quella va al mercato quelli vanno alla fiera quelle vanno alla fiera quello lavora proprio bene quella lavora proprio bene quelli suonano proprio bene quelle suonano proprio bene quello che cerca trova quella che cerca trova quelli che cercano trovano quelle che cercano trovano quello è un pelandrone quella è una pelandrona quelli sono pelandroni quelle sono pelandrone .Pronomi dimostrativi Come gli altri pronomi tengono il posto di un nome e abbiamo qui molte forme già incontrate tra gli aggettivi.

là ˆì. vano sia anteposti che posposti ad esso: pronomi lì chial lì chila lì chiaj lì chile z chial ˆì z chila ˆì z chiaj ˆì z chile ˆì là chial là chila là chiaj là chile chial-lì chila-lì chiaj-lì chile-lì chial-zì ˆ chila-zi ˆ chiaj-zì ˆ chile-zì ˆ chial-là chila-là chiaj-là chile-là esempio lì chial u pàrla bagn lì chila a pàrla bagn lì chiaj i pàrlu bagn lì chile i pàrlu bagn z chial u ciaciàr a vruntè ˆì ˆ z chila a ciaciàr a vruntè ˆì ˆ z chiaj i ciaciàr u vruntè ˆì ˆ z chile i ciaciàr u vruntè ˆì ˆ là chial u r ’n gamba ˆ’è là chila a r ’è ’n gamba ˆ là chiaj i sun ’n gamba là chile i sun ’n gamba 62 traduzione quello parla bene quella parla bene quelli parlano bene quelle parlano bene codesto chiacchiera volentieri codesta chiacchiera volentieri codesti chiacchierano volentieri codeste chiacchierano volentieri quello è in gamba quella è in gamba quelli sono in gamba quelle sono in gamba . ciò codesto quello chi (quello che) lo che ciò che istess stesso istessa stessa istessi stessi istesse stesse medesim medesimo medesima medesima z lì. Gli avverbi z lì. là rafforzano nel pronome l’idea di vicinanza o lontananza e si troˆì.pronome chial-lì chila-lì chiaj-lì chile-lì chial-là chila-là chiaj-là chile-là cus-z ˆì ës-z ˆì z ˆo lo suz ˆì lulì lulà chi traduzione esempio chial-lì u r ’è ’n badola ˆ chila-lì a r ’è na badola ˆ chiaj-lì i sun fulandran chile-lì i sun fulandran-e chial-là u r ’è ’n fagnan ˆ chila-là a r ’è na fagnan-a ˆ chiaj-là i sun fagnan chile-là i sun fagnan-e cus-z u và ch’u brusa ˆì ës-z u và ch’u brüsa ˆì u r ’è z ch’u và naint ˆ ˆo u r ’è lo ch’u và naint ˆ suz u vàr gnente ˆì lulì us dovra poch lulà us dovra pi tant chi ch’u tribüla u r u fà naint ˆ a posta fà lo ch’ ët veuri r ’istess ëd r ’àtra vota ˆ ˆ ra stessa ëd r ’àtra vota ˆ ˆ r ’istessi ëd r ’àtra vota ˆ ˆ r ’istesse ëd r ’àtra vota ˆ ˆ ër medesim ëd r ’ànn passà ˆ ˆ r a medesima ëd r ’ànn passà ˆ ˆ traduzione quello è uno sprovveduto quella è una sprovveduta quelli sono sciocchi quelle sono sciocche quello è un fannullone quella è una fannullona quelli sono fannulloni quelle sono fannullone costui corre velocissimo costui corre velocissimo è ciò che non va è quello che non va questo non vale niente codesto si adopera poco quello si adopera di più chi è in difficoltà non lo fa di sua volontà fa quello che vuoi lo stesso della volta precedente la stessa della volta precedente gli stessi della volta precedente le stesse della volta precedente il medesimo dello scorso anno la mesima dello scorso anno quello quella quelli quelle quello quella quelli quelle costui costui ciò quello questo.

u r ’è mar àvi ˆ ˆ era l’anno in cui c’era stata l’alluvione crucciarsi. in questi casi assume il significato di: in cui. per cui al quale. cula che. è malato che seguito dall’articolo forma le strutture italiane: il cui. cuj che. non serve Giovanni a cui abbiamo telefonato ieri. la cui i cui. così da formare coppie di pronomi: cul ch’u pàrla u dis màch dër tavanàde (quello che parla dice solo scemenze) ˆ e possono essere sostituiti da chi: chi ch’u pàrla u dis màch dër tavanàde (quello che parla dice solo scemenze). animali e cose può essere usato come complemento indiretto. cuj. a cui u r ’era r ’ànn ch’i j’era stàje ˆ ˆ r ’aluviun ˆ sagrinesse. ch’e j’uma telefunaje saira. u serv naint Giuanin.Cul che. dove per le quali. cula. cule che Cul. le cui u r ’è na persun-a che r a prepa ˆ ˆ a fà stipì ij Favot a r ’è na famija che i ˆ matot ij sun-u tüci è una persona la cui superbia fa stupire i Favot è una famiglia i cui ragazzi suonano tutti 63 . ˆ Pronomi relativi I pronomi relativi mettono in relazione due proposizioni e sono: pronome traduzione che che chi che quello che esempio cunus-ti r tota ch’a pàssa? ˆa chi ch’u cur u rèsiga traduzione conosci la signorina che passa? chi corre rischia che può riferirsi a persone. per le cose per le quali non si puo far nulla. për ër cose ch’ët ˆ peuri feje gnente. cule sono sovente seguiti da un pronome relativo.

i vostri no ër nostre tumàtiche i sun máire. ˆ ˆ il vostro carro è grosso. le nostre un po’ di più ër nostr crin u r ’è gràss. i nostri pomodori sono maturi. ij nostri vëssin i nostri vicini ër vostre niz ˆ ˆore i j’han poca resa. ˆ ˆ il nostro maiale è grasso. la nostra no ij vostri bosch i sun luntan. ër nostr u r ’è citulin ˆ ˆ il nostro è piccolino vostra cascin-a a r ’è pin-a ˆ la vostra cascina è piena ëd fagn. le vostre nocciole rendono ër nostre i sun ën po’ mej ˆ poco. i suoi no ër tùe surele i sun ënda a balè ˆ le tue sorelle sono andate a a Faisseu. ˆ u nostr r a nostra ˆ ij nostri ër nostre ˆ ër vostr ˆ r a vostra ˆ ij vostri il nostro la nostra i nostri le nostre il vostro la vostra i vostri ër vostre ˆ le vostre . ër vostr ëncura ëd pü ˆ il vostro ancora di più r a nostra carëtta a r ’è tüta ruta. r a nostra no ˆ di fieno. ˆ ër so a r Bruza ˆ ˆa to màma a r ’è ’ndà ’n sr a Riva ˆ ˆ e r a sùa a Munot ˆ ij teu firagn i sun puà. ij so nà ër nostr.Pronomi possessivi I pronomi possessivi presentano le medesime forme degli aggettivi. la nostra carretta è tutta rotta. ër sùe a Tur ˆ ballare a Feisoglio. la differenza consiste nel fatto che fanno le veci del nome e sono sempre preceduti dall’articolo determinativo. i vostri boschi sono lontani. r a mìa no ˆ ˆ ˆ ij to bucin i sun pi gross che ij me ër tùe vëgne i sun pi bele ˆ ch’ër mìe ˆ ër me vin u r ’è pi bun ch’ër to ˆ ˆ ˆ r a mìa bici a r ’è pi bela ˆ ˆ che r a tùa ˆ ij me camp i sun pi ar sirì ˆ che ij to ër me galin-e i fan pi euv ˆ ch’ër tùe to papà u travàja ar Turnin. pronome ër me ˆ r a mìa ˆ ij me ër mìe ˆ ër to. ˆ ër vostre quàsi màrz ˆe i vostri quasi marci 64 esempio ër to can u baur a pi fort ˆ ˆ ch’ër me ˆ r a tùa cà a r ’è neuva. u to ˆ r a tùa ˆ ij to ër tùe ˆ ër so ˆ r a sùa ˆ ij so ër sùe ˆ traduzione il mio la mia i miei le mie il tuo la tua i tuoi le tue il suo la sua i suoi le sue traduzione il tuo cane abbaia più forte del mio la tua casa è nuova. le sue a Torre Bormida ër vostr cher u r ’è gross. ˆ ˆ r a vostra a r ’è neuva ˆ ˆ la vostra è nuova ij nostri gigadur da balun i j’han i nostri giocatori di pallapugno vagnà tanci premi. ij vostri no hanno vinto molti premi. la mia no i tuoi buoi sono più grossi dei miei le tue vigne sono più belle delle mie il mio vino è migliore del tuo la mia bicicletta è più bella della tua i miei campi sono più al sole dei tuoi le mie galline producono più uova delle tue tuo papà lavora al Turnin. il suo alla Bruzza tua mamma è andata alla Riva e la sua a Munot i tuoi filari sono potati.

il loro peggio ancora la tua bici è rotta. è suo corrispondono al piemontese u r ’è me. è il contesto che ci fa capire cos’è sottinteso. r a sua nà ˆ ˆ ˆ ij teu biru i fan burdel tüta r a neucc. ˆ ër sùe sun máire ˆ traduzione il suo tetto è malandato. ij seu nà ˆ ër tùe brigne i sun beuzre. Valgano come esempio: cume stan-ne ij to? come stanno i tuoi (parenti)? baica ’d naint passè ’nt ër me attenzione a non passare nella mia (proprietà) ˆ ij sun da r a nostra ˆ sono dalla nostra (parte) ij sun da r a vostra ˆ sono dalla vostra (parte) tüci i disu r a sùa ˆ tutti esprimono la loro (opinione) a r a tùa! ˆ alla tua (salute)! a r a nostra! ˆ alla nostra (salute)! Le espressioni italiane è mio. le loro sono mature Il pronome possessivo si trova sovente con valore nominale. aggettivo e avverbio Pronomi pronome traduzione caicadün qualcuno caicadün-a qualcuna caicadün-e qualcune esempio j’ho vistne caicadün a r ’ostu ˆ j’ho vistne caicadün-a a r a Niela ˆ i-j nun capita sempre caicadün-e 65 traduzione ne visto qualcuno all’osteria ne ho vista qualcuna a Niella ne capitano sempre qualcune . è tuo. la loro no i tuoi tacchini fanno chiasso tutta la notte. Pronomi indefiniti I pronomi indefiniti presentano le medesime forme degli aggettivi.pronome ër so ˆ r a sùa ˆ ij seu ër sùe traduzione il loro la loro i loro le loro esempio ër so curm u r ’è màr ëndà. ˆ ˆ ˆ ër so ëncura pez ˆ r a tùa bici a r ’è ruta. u r ’è so: ˆ ˆ ës cher u r ’è me ˆ questo carro è mio ës paltò u r ’è so ˆ questo cappotto è suo sa machina a r ’è sùa ˆ quest’automobile è sua ës bucin u r ’è to ˆ questo vitello è tuo sa mustra a r ’è tùa ˆ questo orologio è tuo. la differenza consiste nel fatto che fanno le veci del nome. ˆ u r ’è to. i loro no le tue prugne non sono ancora mature. Come già per gli aggettivi li dividiamo in termini che hanno valore di: pronome pronome e aggettivo pronome.

ciascuno ognidün fà cume ch’u veu più ij pü i sun stà ciütu l’una cule birate i custavu vint mila lire r ’ün-a ˆ uno ün a pr’ün una i-j piass ün-a dr a Ruà ˆ ün quando ün ha valore di pronome impersonale equivale all’italiano «si»: ün u dis (si dice). caicos caicos presenta due diminutivi: caicusin-a e caicusëtta (qualcosina. gnente a differenza dell’italiano gnente e caicos richiedono la preposizione d’ (’d. Pronome e aggettivo pronome àtr àtra àci àtre àtr (pronome neutro) certi certe traduzione altro altra altri altre altro certi certe esempio n’àtr ch’u fà ’r furbu! ˆ n’àtra ch’a pàrla! àci chi sgunfiu! àtre ch’i sun sbijisse fulitru ch’ët z ˆeuj naint àtr certi ij piju ciò për broche traduzione un altro che fa il furbo! un’altra che parla! altri che scocciano! altre che si sono spaventate sciocco che non sei altro certi prendono chiodini per chiodi certe ij piju ciò për broche certe prendono chiodini per chiodi 66 . ün us ciàma cosa fè (ci si chiede cosa fare).pronome caicos certidün chichissìa gnente menu naint ognidün pü r ’ün-a ˆ ün ün-a traduzione qualcosa certi esempio traduzione hai visto qualcosa di bello? certi ne fanno di tutti i colori qualunque persona parlasse avrebbe sempre ragione basta nulla a farlo spazientire se ne vedono sempre meno niente del tutto ciascuno fa come vuole i più non hanno parlato quelle bambole costavano venti mila lire l’una uno per uno gli piace una della Ruà j’ati vist caicos ëd bel? certidün i nun fan ët tüci ij culur qualsiasi (quachichissìa ch’u parlaissa lunque persona) u j’avrìa sempre rasun niente i basta ’n gnente a feru ëndè feura dij feuj meno is nun vugu sempre menu niente naint dër tüt ˆ ognuno. ün-a ün-a può avere il significato di «una cosa»: u j’ha cuntàmne ün-a ch’a stà nè ’n ciel e nè ’n tèra (me ne ha raccontata una che non sta né in cielo e né in terra). qualcosetta). caicos d’àtr (qualcos’altro). dë) quando si trovano davanti al pronome àtr (altro): gnente d’àtr (nient’altro).

ˆ Pronome. atertanta ˆ ën cà des ëndrinta e atertanci feura ˆ sèt ëndrinta e atertante feura ˆ quant j’àti vistne? E j’ho vistne poch quanta j’àti mangiàne? E j’ho mangiàne poca quanci n’àti? E n’ho pochi quante j’àti piàne? E j’ho piàne poche tant a poch quanta alegrìa! Propi tanta na patela ëd bucin. altrettanto in casa dieci dentro e altrettanti fuori sette dentro e altrettante fuori quanti ne hai visto? Ne ho visti poco quanto ne hai mangiata? Ne ho mangiata poca quanti ne hai? Ne ho pochi quante ne hai prese? Ne ho prese poche tanto a poco quanta allegria! Proprio tanta moltissimi vitelli. tüci tüte tüt (pronome neutro) traduzione esempio nessuno nessuna nessuni nessune tutto tutta tutti tutte tutto ën poch a prün u fà mà a gnün üna da z e gnün-a da r ’àtra ˆi ˆ pochi a gnün dùe a n’aria. tanti arrivavano dalla Niella delle susine. gnün. aggettivo e avverbio pronome atertant atertanta atertanci atertante poch poca pochi poche tant tanta tanci tante traduzione altrettanto altrettanta altrettanti altrettante poco poca pochi poche tanto tanta tanti tante esempio tant mangià. nessuna dall’altra pochi a nessuno due in aria. atertant sgairà tanta fum feur a. tante erano «armassin» . gnün-a. tante j’eru ˆ armassin 67 traduzione tanto mangiato. gnün-e a differenza dell’italiano si può usare il plurale gnün-e (nessune) in forme quali: dàme dër carote! E n’ho gnün-e (dammi delle carote! Non ne ho). nessuna per terra c’è tutto che cade l’ho mangiata tutta intera tutti vanno a scuola tutte vanno al cinema c’è voluto il tutto per arrivare àtr si ricordano le espressioni idiomatiche: àtr che (altro che) naint àtr (nient’altro) sanz’àtr (certamente) tüt àtr (tutt’altro) r ’àtrest ˆ (il resto).pronome gnün gnün-a gnün gnün-e tüt tüta tücc. gnün. gnün-e ’n tèra j’è tüt ch’u ribata j’ho mangiàr a tüta ëntreja ˆ tücc i van a scor a ˆ tüte i van ar cine ˆ j’ha ’ndamje ër tüt a rivè ˆ traduzione un po’ per uno fa male a nessuno una di qua. altrettanto sprecato tanto fumo fuori. tanci i ’nnivu da r a Niela ˆ dër brigne.

troppa gente»: pochi i bugiu tanci j’han r a frev ˆ tropi is nun fregu pochi i j’ha ën bel deuit (poca gente si muove). tropi usati da soli hanno il valore di «poca. ün u gieuga ar balun a pugn (la domenica uno gioca a palla pugno) ˆ ˆ e viene normalmente usato -s: r a diminica is gieuga ar balun a pugn (la domenica si gioca a pallapugno). trapassato. ha l’idea di una quantità imprecisata: ën tant ar metr ˆ (una somma di denaro al metro) ën tant ar mir ia ˆ ˆ (una somma di denaro ogni dieci chili) ën tant a prün (una somma di denaro a testa). tant preceduto dall’articolo ën (un) nella forma ën tant. infatti nel primo caso il parlante può prendere parte all’azione. come per l’italiano. poche. ˆ L’ -s impersonale si accompagna sovente con il pronome nun (ne): is nun pàrla suainz ˆ (se ne parla spesso). tanci. tropi.) troviamo unicamente una struttura analoga a quella dei verbi riflessivi e non quella passivante: a Curtmija j’è gigàsse r a bela (a Cortemilia si è giocato l’incontro finale). ecc. Pronome impersonale -s L’uso del pronome impersonale ün (uno) è. ˆ ˆ Il pronome -s si usa anche nelle forme passivanti come ad esempio: a n’Àr ba is vaindu tante trifur e (ad Alba si vendono molti tartufi) ˆ ˆ equivalente a: a n’Àr ba tante trifur e i sun vainduve (ad Alba molti tartufi sono venduti). trope pochi. notiamo la differenza con l’espressione: i nun pàrlu suainz (ne ˆ parlano spesso). ˆ r a bela a rˆ’è gigàsse a Curtmija (l’incontro finale è stato giocato a Cortemilia). 68 . ˆ ˆ Con i tempi composti (passato. mentre nella seconda ne è escluso. molto limitato: r a diminica. tanci. tante.pronome trop tropa tropi trope traduzione troppo troppa troppi troppe esempio ër trop u stravàca ˆ r a mnestra? U j’ha mangiàne ˆ tropa tropi i j’han dësmantià ër ˆ piemuntais trope i j’han dësmantià ër ˆ piemuntais traduzione il troppo è esagerato la minestra? Ne ha mangiata troppa troppi hanno dimenticato il piemontese troppi hanno dimenticato il piemontese pochi. tanta. (tante persone hanno la febbre) (troppi se ne fregano) (pochi hanno un bel modo di fare).

vujàcc i canti (voi cantate). a differenza della lingua italiana. 69 . Mentre in latino esistono consonanti e vocali finali proprie per ciascuna persona. femminile -la 1a persona plurale -ne 2a persona plurale -ne 3a persona plurale -ne persone forma verbale cosa e fàsne ëncheu? ëndùa vàti duman? Giacu u pàrtlu màrtes? cosa a fàla dop mesdì? cosa e fumne diminica? j’hai savune caicos? cosa i fan-ne staneucc? traduzione cosa faccio oggi? dove vai domani? Giacomo parte martedì? cosa fa nel pomeriggio? cosa facciamo domenica? avete saputo qualcosa? cosa fanno questa notte? Pronomi esclamativi pronome chi che cul cula cuj cule cosa traduzione chi che quello quella quelli quelle cosa esempio chi! che! cul là! cula là! cuj là! cule là! cosa i saintne ër me urije! ˆ traduzione chi! che! quello là! quella là! quelli là! quelle là! cosa sentono le mie orecchie! Pronomi verbali In piemontese. maschile -lu 3a persona sing. pronome chi che cosa cul cula cuj cule traduzione chi che cosa quale quale quali quali esempio ëd chi u r’èlu lulì? che turnavis dovti? cosa fàti? cul u r’èlu ër pi bun? ˆ cula a r ’èla r a pi bun-a? ˆ ˆ cuj i sun-ne i pi bun? cule i sun-ne ër pi bun-e? ˆ traduzione a chi appartiene quella cosa? che cacciavite adoperi? cosa fai? qual è il più gradevole? qual è la più gradevole? quali sono i più gradevoli? quali sono le più gradevoli? Le frasi interrogative richiedono anche l’aggiunta al verbo dei pronomi interrogativi come di seguito: pronome interrogativo -ne 1a persona singolare 2a persona singolare -ti 3a persona sing.Pronomi interrogativi Il pronome interrogativo si usa nelle forme interrogative dirette ed indirette. nel piemontese queste sono cadute e pertanto si sono resi necessari i pronomi verbali. senza di loro sarebbe molto difficile distinguere se: canti (indicativo presente del verbo cantare) si riferisca a ti (tu) o a vujacc (voi) per cui avremo: ti ët canti (tu canti). esistono i pronomi verbali che sono necessari per distinguere le diverse forme del verbo.

tuttavia viene omesso: se nella frase manca il verbo: ti ët mangi e chial no (tu mangi e lui no) se il verbo è all’infinito: mi ëndè ’nbelelì? (io andare proprio lì?). Normalmente il pronome verbale deve sempre essere espresso. ti ’t davanti ai verbi che iniziano per consonante: ti ’t curi (tu corri) ti t’ per quelli in vocale ti t’ ëmbràzi (tu abbracci) ˆ ti të per quelli che iniziano per s ti të scàpi (tu scappi). veduta da ponente 70 . ti ’t ti t’ ti të chial u chila a nujàcc e vujàcc i chiaj i chile i lur i forma verbale mi e cur ti ’t curi ti t’ëmbràzi ˆ ti të scàpi chial u cur chila a cur nujàcc e curuma vujàcc i curi chiaj i curu chile i curu lur i curu traduzione io corro tu corri tu abbracci tu scappi lui corre lei corre noi corriamo voi correte essi corrono esse corrono essi corrono chial chila nujàcc vujàcc chiaj chile lur egli ella noi voi essi esse loro La seconda persona singolare avrà diverse forme: ti ët.I pronomi verbali insieme a quelli personali formano gruppi pronominali e in dettaglio avremo: pronome personale traduzione mi io ti tu pronome verbale e ët t’ të u a e i i i i gruppo pronominale mi e ti ët. Niella Belbo.

I verbi possono essere: predicativi ( indicano un azione) divisi a loro volta in: transitivi: Tumlin u cheuj ër cirese (Bartolomeo raccoglie le ciliege) ˆ intransitivi: Miclin u dreum sempe (Michele dorme sempre) transitivi-intransitivi: ra levr a cur ˆ (la lepre corre). ti t’ ëmbràzi. ti ’t davanti ai verbi che iniziano per consonante. ˆ ˆ ˆ ˆ riflessiva (l’azione resta sul soggetto che agisce): Pietrin us ëndreum prast (Pietrino si addormenta presto). tu abbracci. ti ’t ti t’ ti të chial u chila a nujàcc e vujàcc i chiaj i chile i lur i forma verbale mi e cur ti ’t curi ti t’ ëmbraz ˆi ti të scàpi chial u cur chila a cur nujàcc e curuma vujàcc i curi chiaj i curu chile i curu lur i curu traduzione io corro tu corri tu abbracci tu scappi lui corre lei corre noi corriamo voi correte essi corrono esse corrono loro corrono chial chila nujàcc vujàcc chiaj chile lur egli ella noi voi essi esse loro La seconda persona singolare avrà le forme ti ët.Verbo Il verbo è la parte variabile del discorso che indica azioni o condizioni considerate nel tempo. passiva (il soggetto subisce l’azione): ër gran u r’è mirinà për fè ra farin-a (il grano è macinato per ottenere la farina). Le forme del verbo sono: attiva (il soggetto compie l’azione): Giàcu u mangia ra mnestra ˆ (Giacomo mangia la minestra). ti të scàpi (tu corri. ti t’ per quelli che iniziano in vocale e ti të per quelli che iniziano per s : ti ët curi. copulativi (legano il soggetto ad un sostantivo. tu scappi). 71 . ˆ La terza persona plurale può anche avere la forma e. chiaj e curu )essi corrono). ˆ A differenza dell’italiano i verbi sono accompagnati da pronomi verbali (vedi) che insieme a quelli personali formano gruppi pronominali: pronome personale mi ti traduzione io tu pronome verbale e ët t’ të u a e i i i i gruppo pronominale mi e ti ët. aggettivo o predicato): ër fiù i sun bele (i fiori sono belli).

– dei verbi in forma riflessiva: Vigiu u r ’e auzasse dau lecc (Luigi si è alzato dal letto) ˆ ˆ – dei verbi in forma passiva: ër brigne i sun stà chice dar papà (le susine sono state raccolte dal papà). ti ’t vesti chial us vest chila as vest nujàcc es vestuma vujàcc iv vesti chile is vestu io mi vesto tu ti vesti lui si veste lei si veste noi ci vestiamo voi vi vestite esse si vestono Queste particelle quando seguono il verbo diventano: pronome riflessivo forma verbale completa traduzione -me -te -(s)se -(s)se -ve -(s)se mi e sun baivüme ti ’t z baivüte ˆeuj chial u r’è baivüsse ˆ nujàcc e suma baivüsse vujàcc i sai baivüve chiaj i sun baivüsse io mi sono bevuto tu ti sei bevuto lui si è bevuto noi ci siamo bevuti voi vi siete bevuti essi si sono bevuti Può essere necessario inserire una vocale eufonica tra il pronome riflessivo e il verbo. ribatè (cadere). partì (partire). veni (venire). nasci (nascere). meuiri o mirì (morire). venire). ˆ ˆ – di molti verbi intransitivi tra cui: ëndè (andare). esci (essere) Esci (essere) si usa per formare i tempi composti: – del verbo esci (essere) e del verbo stè (stare): e sun stà mi (sono stato io). antrè (entrare). ënnì (diventare. custè (costare). ti ’t chial us chila as nujàcc es vujàcc iv chiaj. scapè (scappare). sorti (uscire). dirè (durare). valga come esempio: ra rista as ë s-cianca (la canapa filata si strappa). per cui avremo: pronome riflessivo pronome verbale e riflessivo forma verbale completa traduzione -m -t -s -s -v -s mi em ti ët. luracc is mi em vest ti ët vesti. bastè (bastare). piàsi (piacere). ˆ Verbi ausiliari I verbi ausiliari sono usati per formare i tempi composti degli altri verbi e sono: esci (essere) avaj (avere). rivè (arrivare).Nella forma riflessiva vengono impiegati i pronomi riflessivi i quali si aggiungono ai pronomi verbali. dëspiàsi (dispiacere). chile. 72 . lur. restè (restare).

u r’è muntà ën sij cup ˆ (è salito sul tetto) u j’ha muntà ë scare ’d cursa (salì le scale di corsa) ˆ u r’è sautà n’ària ˆ (è saltato in aria) u j’ha sautà disnè (ha saltato pranzo. Talvolta vengono usate anche le forme: i-j pieuv. è caduto per terra) u j’ha vurà ra scara ˆ ˆ ˆ (ha “volato” la scala. i verbi impersonali si usano di solito nella terza persona singolare e sono preceduti dal pronome verbale di terza persona u: u pieuv (piove) u fioca (nevica) u slavàza ˆ (piove a dirotto) u vanta dì (bisogna dire) u càpita (succede). antrè (entrare). cunveni (convenire). chërsi ˆ (crescere). avaj (avere) se hanno un complemento oggetto e esci (essere) quando sono intransitivi. finì (finire). aumaintè (aumentare). Verbi con doppio ausiliare Alcuni verbi che possono essere usati sia con valore transitivo che intransitivo. A differenza dell’italiano i verbi che indicano fenomeni atmosferici sono retti dall’ausiliare avaj (avere): i j’ha piuvüje tüta ra neucc (è piovuto tutta la notte). nevica). vurè (volare). scapè (scappare). 73 . carè (scendere). sautè (saltare). è volato giù dalle scale). ˆ Verbi impersonali Nei modi finiti. Tra i verbi che presentano questa proprietà possiamo ricordare: abituè (abituare). curi (correre). passè (passare). cuminzè (cominciare).avaj (avere) Avaj (avere) si usa per formare i tempi composti di: – tutti i verbi transitivi in forma attiva: Luisin u j’ha scricc na lètera a so murusa (Luigino ha scritto una lettera alla sua fidanzata) – alcuni verbi intransitivi: i j’han drimì propi poch (hanno dormito poco). i-j fioca (piove. presentano un doppio ausiliare. non ha fatto pranzo) u r ’è vurà ’n tèra ˆ ˆ (è “volato” per terra. ˆ muntè (salire). ˆ Si usa esci (essere) solo per il senso figurato: cun r ’ardità ëd so bàrba ij sod i sun piuvuje a col (con l’eredità dello zio i soldi gli sono ˆ piovuti addosso).

smijè (sembrare) e si formano con l’ausiliare esci (essere): ëncheu u r’è tucàme a mi (oggi è toccato a me). femminile -la 1a persona plurale -ne 2a persona plurale -ne 3a persona plurale -ne persone forma verbale cosa e fasne ëncheu? cosa fàti ëncheu? cosa u fàlu ëncheu? cosa a fàla ëncheu? cosa e fumne ëncheu? j’hai savune caicos? cosa i fan-ne ëncheu? 74 traduzione cosa faccio oggi? cosa fai oggi? cosa fa oggi? cosa fa oggi? cosa facciamo oggi? avete saputo qualcosa? cosa fanno oggi ? . pà: birbun cuàta pà lulì! (birbone non coprirlo!). tuchè (toccare). ˆ Verbi servili o modali I verbi servili duvaj (dovere). và pi naint ëmbelelà! (Emilio. non andare più là!). ënnì (diventare. Forme interrogative Le forme interrogative si rendono nel discorso parlato cambiando l’intonazione della voce e nello scritto aggiungendo il punto interrogativo. Forme negative Le forme verbali si rendono negative facendole seguire dagli avverbi negativi: naint (non) e pà (non). vuraj (volere) sono sempre coniugati con l’ausiliare avaj (avere): e j’ho duvü curi për gnente (ho dovuto correre per niente). Le frasi interrogative richiedono anche l’aggiunta al verbo dei pronomi interrogativi: pronome interrogativo -ne 1a persona singolare 2a persona singolare -ti 3a persona sing. le forme negative sono identiche a quelle affermative salvo l’aggiunta delle particelle naint (non) e pà (non).I verbi impersonali più comuni che non indicano fenomeni atmosferici sono: capitè (capitare). venire). e j’ho vussü ëndè a Tur (ho voluto andare a Torre Bormida) e j’ho puduje fè gnente (non ho potuto farci niente). maschile -lu 3a persona sing. A differenza dell’italiano la seconda persona dell’imperativo non corrisponde all’infinito: parla pà! (non parlare!) fà naint ër fol! ˆ (non fare lo scemo!). Per quanto riguarda l’imperativo. pudaj (potere). Miliu. A differenza della lingua italiana l’avverbio negativo segue il verbo: naint: li chial u gieuga naint a trai sèt (quello non gioca a tre sette).

Indefiniti: infinito. Per ottenere il tema dei verbi regolari occorre togliere la desinenza dell’infinito e cioè: – è per la prima coniugazione. condizionale. capì (capire). gerundio. cure (correre). imperativo. curi (correre). Ogni verbo è composto da due parti: il tema e la desinenza. avremo dunque: infinito tema painsè catè chërzi curi finì capì painscatchërzcurfincap- L’infinito della seconda coniugazione si può trovare anche con la desinenza -e.Coniugazioni. 75 . participio. congiuntivo. ˆ 2a coniugazione in cui l’infinito esce in -i atona (senza l’accento): chërzi (credere). puzè (spingere). 3a coniugazione in cui l’infinito esce in -ì tonica (con l’accento): finì (finire). – i per la seconda coniugazione – ì per la terza coniugazione. Fanno parte della seconda coniugazione anche i verbi: verbo traduzione avaj pudaj duvaj savaj vuraj avere potere dovere sapere volere Modi Finiti: indicativo. modi e tempi dei verbi Coniugazioni I verbi si dividono in tre coniugazioni: 1a coniugazione in cui l’infinito esce in -è: gighè (giocare).

sej) ˆeui chial u r’è ˆ chila a r’è ˆ nujàcc e suma vujàcc i sai chiaj i sun imperfetto mi e j’era ti ’t j’eri chial u r’era ˆ chila a r’era ˆ nujàcc e j’eru (j’emu) vujàcc i j’eri chiaj i j’eru futuro mi e sareu ti ’t sarai chial u sarà chila a sarà nujàcc e saruma vujàcc i sarai chiaj i saran traduzione io sono tu sei lui è lei è noi siamo voi siete essi sono traduzione io ero tu eri lui era lei era noi eravamo voi eravate essi erano traduzione io sarò tu sarai lui sarà lei sarà noi saremo voi sarete essi saranno passato prossimo mi e sun stà ti ’t z stà ˆeui chial u r’è stà ˆ chila a r’è stà ˆ nujàcc e suma stà vujàcc i sai stà chiaj i sun stà trapassato prossimo mi e j’era stà ti ’t j’eri stà chial u j’era stà chila a j’era stà nujàcc e j’eru stà vujàcc i j’eri sta chiaj i j’eru stà futuro anteriore mi e sareu stà ti ’t sarai stà chial u sarà stà chila a sarà stà nujàcc e saruma stà vujàcc i sarai stà chiaj i saran stà traduzione io sono stato tu sei stato lui è stato lei è stata noi siamo stati voi siete stati essi sono stati traduzione io ero stato tu eri stato lui era stato lei era stata noi eravamo stati voi eravate stati essi erano stati traduzione io sarò stato tu sarai stato lui sarà stato lei sarà stata noi saremo stati voi sarete stati essi saranno stati Condizionale presente mi e sarìa ti ’t sarìi chial u sarìa chila a sarìa nujàcc e sarìu vujàcc i sarìi chiaj i sarìu traduzione io sarei tu saresti lui sarebbe lei sarebbe noi saremmo voi sareste essi sarebbero passato mi e sarìa stà ti ’t sarìi stà chial u sarìa stà chila a sarìa stà nujàcc e sarìu stà vujàcc i sarìi stà chiaj i sarìu stà traduzione io sarei stato tu saresti stato lui sarebbe stato lei sarebbe stata noi saremmo stati voi sareste stati essi sarebbero stati 76 .Coniugazione dei verbi ausiliari ESSERE ed AVERE Esci (essere) Indicativo presente mi e sun ti ’t z (seui.

Imperativo ----sìi ch’u sìa ch’a sìa suma sìi ch’i sìu traduzione ----sii che lui sia che lei sia siamo siate siano Congiuntivo presente che mi e sìa che ti ’t sìi che chial u sìa che chila a sìa che nujàcc e sìu che vujàcc i sìi che chiaj i sìu imperfetto che mi e fissa (fussa) che ti ’t fissi (fussi) che chial u fissa (fussa) che chila a fissa (fussa) che nujàcc e fissu (fussu) che vujàcc i fissi (fussi) che chiaj i fissu (fussu) traduzione che io sia che tu sia che lui sia che lei sia che noi siamo che voi siate che essi siano traduzione che io fossi che tu fossi che lui fosse che lei fosse che noi fossimo che voi foste che essi fossero passato che mi e sìa stà che ti ’t sìi stà che chial u sìa stà che chila a sìa stà che nujàcc e sìu stà che vujàcc i sìi stà che chiaj i sìu stà traduzione che io sia stato che tu sia stato che lui sia stato che lei sia stata che noi siamo stati che voi siate stati che essi siano stati traduzione che io fossi stato che tu fossi stato che lui fosse stato che lei fosse stata che noi fossimo stati che voi foste stati che essi fossero stati trapassato che mi e fissa (fussa) stà che ti ’t fissi (fussa) stà che chial u fissa (fussa) stà che chila a fissa (fussa) stà che nujàcc e fissu (fussa) stà che vujàcc i fissi (fussa) stà che chiaj i fissu (fussa) stà Infinito infinito presente e passato esci esci stà traduzione essere essere stato Gerundio gerundio semplice e composto escinda escinda stà traduzione essendo essendo stato Participio participio stà 77 traduzione stato .

Avaj (avere) Indicativo presente mi e j’heu ti ’t j’hai (j’ha) chial u j’ha chila a j’ha nujàcc e j’uma vujàcc i j’hai chiaj i j’han imperfetto mi e j’àva ti ’t j’àvi chial u j’àva chila a j’àva nujàcc e j’àvu (j’amu) vujàcc i j’àvi chiaj i j’àvu futuro mi e j’avreu ti ’t j’avrai chial u j’avrà chila a j’avrà nujàcc e j’avruma vujàcc i j’avrai chiaj i j’avran traduzione io ho tu hai lui ha lei ha noi abbiamo voi avete essi hanno traduzione io avevo tu avevi lui aveva lei aveva noi avevamo voi avevate essi avevano traduzione io avrò tu avrai lui avrà lei avrà noi avremo voi avrete essi avranno passato prossimo mi e j’ho avü ti ’t j’hai avü chial u j’ha avü chila a j’ha avü nujàcc e j’uma avü vujàcc i j’hai avü chiaj i j’han avü trapassato prossimo mi e j’àva avü ti ’t j’àvi avü chial u j’àva avü chila a j’àva avü nujàcc e j’àvu avü vujàcc i j’àvi avü chiaj i j’àvu avü futuro anteriore mi e j’avreu avü ti ’t j’avrai avü chial u j’avrà avü chila a j’avrà avü nujàcc e j’avruma avü vujàcc i j’avrai avü chiaj i j’avran avü traduzione io ho avuto tu hai avuto lui ha avuto lei ha avuto noi abbiamo avuto voi avete avuto essi hanno avuto traduzione io avevo avuto tu avevi avuto lui aveva avuto lei aveva avuto noi avevamo avuto voi avevate avuto essi avevano avuto traduzione io avrò avuto tu avrai avuto lui avrà avuto lei aveva avuto noi avremo avuto voi avrete avuto essi avranno avuto Condizionale presente mi e j’avrìa ti ’t j’avrìi chial u j’avrìa chila a j’avrìa nujàcc e j’avrìu vujàcc i j’avrìi chiaj i j’avrìu traduzione io avrei tu avresti lui avrebbe lei avrebbe noi avremmo voi avreste essi avrebbero passato mi e j’avrìa avü ti ’t j’avrìi avü chial u j’avrìa avü chila a j’avrìa avü nujàcc e j’avrìu avü vujàcc i j’avrìi avü chiaj i j’avrìu avü traduzione io avrei avuto tu avresti avuto lui avrebbe avuto lei avrebbe avuto noi avremmo avuto voi avreste avuto essi avrebbero avuto 78 .

Imperativo ----ha ch’u j’àba ch’a j’àba avuma / j’uma àbi ch’i j’àbu traduzione ----abbi abbia abbia abbiamo abbiate abbiano Congiuntivo presente che mi e j’àba che ti ’t j’àbi che chial u j’àba che chila a j’àba che nujàcc e j’àbu che vujàcc i j’àbi che chiaj i j’àbu traduzione che io abbia che tu abbia che lui abbia che lei abbia che noi abbiamo che voi abbiate che essi abbiano imperfetto che mi e j’avaissa che ti ’t j’avaissi che chial u j’avaissa che chila a j’avaissa che nujàcc e j’avaissu (j’avaismu. j’aismu) che vujàcc i j’avaissi che chiaj i j’avaissu trapassato che mi e j’avaissa avü che ti ët j’avaissi avü che chial u j’avaissa avü che chila a j’avaissa avü che nujàcc e j’avaissu avü che vujàcc i j’avaissi avü che chiaj i j’avaissu avü traduzione che io avessi che tu avessi che lui avesse che lei avesse che noi avessimo che voi aveste che essi avessero traduzione che io avessi avuto che tu avessi avuto che lui avesse avuto che lei avesse avuto che noi avessimo avuto che voi aveste avuto che essi avessero avuto passato che mi e j’àba avü che ti ët j’àbi avü che chial u j’àba avü che chila a j’àba avü che nujàcc e j’àbu avü che vujàcc i j’àbu avü che chiaj i j’àbu avü traduzione che io abbia avuto che tu abbia avuto che lui abbia avuto che lei abbia avuto che noi abbiamo avuto che voi abbiate avuto che essi abbiano avuto Infinito presente e passato avaj avaj avü traduzione avere avere avuto Gerundio semplice e composto avanda avanda avü traduzione avendo avendo avuto Participio participio avü 79 traduzione avuto .

Indicativo L’indicativo presenta tempi: semplici: presente. trapassato remoto. italiano: cantare persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale è formata dal semplice tema verbale -i -a -uma -i -u mi e cant ti ’t canti chial u canta chila a canta nujàcc e cantuma vujàcc i canti chiaj i cantu io canto tu canti lui canta lei canta noi cantiamo voi cantate essi cantano Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi. composti: passato prossimo. sin dal Settecento. tema: cant-. imperfetto. passato remoto. futuro anteriore. Presente Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. tema: cur-. tema: fin-. italiano: finire Nota: eccetto la prima persona plurale tutte le altre forme del presente indicativo aggiungono la radice -iss tra il tema e le desinenze. trapassato prossimo. Il passato remoto (esempio in italiano: io mangiai) e il trapassato remoto (esempio in italiano: io ebbi mangiato) sono scomparsi dalla lingua piemontese parlata. italiano: correre persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale è formata dal semplice tema verbale -i è formata dal semplice tema verbale -uma -i -u mi e cur ti ’t curi chial u cur chila a cur nujàcc e curuma vujàcc i curi chiaj i curu io corro tu corri lui corre lei corre noi corriamo voi correte essi corrono Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. 80 . futuro.

tema: fin-. italiano: cantare persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -àva -àvi -àva -àvu -àvi -àvu mi e cantàva ti ’t cantàvi chial u cantàva chila a cantàva nujàcc e cantàvu vujàcc i cantàvi chiaj i cantàvu io cantavo tu cantavi lui cantava lei cantava noi cantavamo voi cantavate essi cantavano Per la 1ª persona plurale viene usata anche la desinenza -àmu come nell’esempio: fàmu (facevamo).persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale è formata dal semplice tema verbale + -iss -issi è formata dal semplice tema verbale + -iss -iuma -issi -issu mi e finiss ti ’t finissi chial u finiss chila a finiss nujàcc e finiuma vujàcc i finissi chiaj i finissu io finisco tu finisci lui finisce lei finisce noi finiamo voi finite essi finiscono Imperfetto Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. italiano: finire persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare -iva -ivi -iva 81 mi e finiva ti ’t finivi chial u finiva chila a finiva io finivo tu finivi lui finiva lei finiva . tema: cur-. italiano: correre persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -iva -ivi -iva -ivu -ivi -ivu mi e curiva ti ’t curivi chial u curiva chila a curiva nujàcc e curivu vujàcc i curivi chiaj i curivu io correvo tu correvi lui correva lei correva noi correvamo voi corrivate essi correvano Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. tema: cant-. Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi.

tema: cant-.persona 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale desinenza -ivu -ivi -ivu forma verbale nujàcc e finivu vujàcc i finivi chiaj i finivu traduzione noi finivamo voi finivate essi finivano Futuro Normalmente. italiano: finire persona 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale desinenza -ireu -irai -irà -iruma -irai -iran 82 forma verbale mi e finireu ti ’t finirai chial u finirà chila a finirà nujàcc e finiruma vujàcc i finirai chiaj i finiran traduzione io finirò tu finirai lui finirà lei finirà noi finiremo voi finirete essi finiranno . tema: fin-. a differenza dell’italiano. italiano: cantare persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -reu -rai -rà -ruma -rai -ran mi e cantreu ti ’t cantrai chial u cantrà chila a cantrà nujàcc e cantruma vujàcc i cantrai chiaj i cantran io canterò tu canterai lui canterà lei canterà noi canteremo voi canterete essi canteranno Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi. anziché il futuro si usa un avverbio di tempo e l’indicativo presente: diminica e mangiuma da ra nona (domenica mangeremo dalla nonna). Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. italiano: correre persona 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale desinenza -reu -rai -rà -ruma -rai -ran forma verbale mi e curreu ti ’t currai chial u currà chila a currà nujàcc e curruma vujàcc i currai chiaj i curran traduzione io correrò tu correrai lui correrà lei correrà noi correremo voi correrete essi correranno Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. ˆ duman ënduma a scora ˆ (domani andremo a scuola). tema: cur-.

avere e esci . partì . tema: part-.tema: fin-. tema: cant-.essere) insieme al participio passato del verbo in questione (ad esempio: cantà . italiano: cantare persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e j’ho cantà ti ’t j’hai cantà chial u j’ha cantà chila a j’ha canta nujàcc e j’uma cantà vujàcc i j’hai cantà chiaj i j’han cantà io ho cantato tu hai cantato lui ha cantato lei ha cantato noi abbiamo cantato voi avete cantato essi hanno cantato Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: parti. finì .finito). italiano: finire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e j’ho finì ti ’t j’hai finì chial u j’ha finì chila a j’ha finì nujàcc e j’uma finì vujàcc i j’hai finì chiaj i j’han finì io ho finito tu hai finito lui ha finito lei ha finito noi abbiamo finito voi avete finito essi hanno finito 83 .cantato. Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè.partito.Passato prossimo Il passato prossimo si forma con il presente indicativo del verbo ausiliare (avaj . italiano: partire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e sun partì ti ’t z ˆeuj partì chial u r partì ˆ’è chila a r partija ˆ’è nujàcc e suma partì vujàcc i sai partì chiaj i sun partì io sono partito tu sei partito lui è partito lei è partita noi siamo partiti voi siete partiti essi sono partiti Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì.

italiano: finire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e j’àva finì ti t j’àvi finì chial u j’àva finì chila a j’àva finì nujàcc e j’àvu finì vujàcc i j’àvi finì chiaj i j’àvu finì io avevo finito tu avevi finito lui aveva finito lei aveva finito noi avevamo finito voi avevate finito essi avevano finito 84 .Trapassato prossimo Il trapassato prossimo si forma premettendo l’imperfetto dell’ausiliare (avaj .essere) al participio passao del verbo in questione (ad esempio: cantà .finito). italiano: partire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e j’era partì ti ’t j’eri partì chial u r ˆ’era partì chila a r ˆ’era partija nujàcc e j’eru partì vujàcc i j’eri partì chiaj i j’eru partì io ero partito tu eri partito lui era partito lei era partita noi eravamo partiti voi eravate partiti essi erano partiti Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. italiano: cantare persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e j’àva cantà ti ’t j’àvi cantà chial u j’àva cantà chila a j’àva canta nujàcc e j’àvu cantà vujàcc i j’àvi cantà chiaj i j’àvu cantà io avevo cantato tu avevi cantato lui aveva cantato lei aveva cantato noi avevamo cantato voi avevate cantato essi avevano cantato Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: parti. tema: cant-. tema: fin-.cantato. tema: part-. Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè.avere e esci .partito. finì . partì .

italiano: cantare persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e j’avreu cantà ti ’t j’avrai cantà chial u j’avrà cantà chila a j’avrà canta nujàcc e j’avruma cantà vujàcc i j’avrai cantà chiaj i j’avran cantà io avrò cantato tu avrai cantato lui avrà cantato lei avrà cantato noi avremo cantato voi avrete cantato essi avranno cantato Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: parti.partito. Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. tema: cant-. tema: part-.avere e esci .Futuro anteriore Il futuro anteriore si forma premettendo il futuro del verbo ausiliare (avaj .finito). finì .cantato. partì . italiano: finire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e j’avreu finì ti ’t j’avrai finì chial u j’avrà finì chila a j’avrà finì nujàcc e j’avruma finì vujàcc i j’avrai finì chiaj i j’avran finì io avrò finito tu avrai finito lui avrà finito lei avrà finito noi avremo finito voi avrete finito essi avranno finito 85 . italiano: partire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e sareu partì ti ’t sarai partì chial u sarà partì chila a sarà partija nujàcc e saruma partì vujàcc i sarai partì chiaj i saran partì io ero partito tu eri partito lui era partito lei era partita noi eravamo partiti voi eravate partiti essi erano partiti Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì.essere) al participio passato del verbo in questione (ad esempio: cantà . tema: fin-.

Condizionale Il condizionale ha due tempi: presente. tema: cant-. tema: cur-. tema: fin-. italiano: cantare persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -rìa -rìi -rìa -rìu -rìi -rìu mi e cantrìa ti ’t cantrìi chial u cantrìa chila a cantrìa nujàcc e cantrìu vujàcc i cantrìi chiaj i cantrìu io canterei tu canteresti lui canterebbe lei canterebbe noi canteremmo voi cantereste essi canterebbero Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi. italiano: correre persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -rìa -rìi -rìa -rìu -rìi -rìu mi e currìa ti ’t currìi chial u currìa chila a currìa nujàcc e currìu vujàcc i currìi chiaj i currìu io correrei tu correresti lui correrebbe lei correrebbe noi correremmo voi correreste essi correrebbero Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. passato Presente Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. italiano: cantare persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare mi e j’avrìa cantà ti ’t j’avrìi cantà 86 io avrei cantato tu avresti cantato . tema: cant-. italiano: finire persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -rìa (-irìa) -rìi (-irìi) -rìa (-irìa) -irìu (-irìu) -rìi (-rìi) -rìu (-irìu) mi e finrìa (finirìa) ti ’t finrìi (finirìi) chial u finrìa (finirìa) chila a finrìa (finirìa) nujàcc e finrìu (finirìu) vujàcc i finrìi (finirìi) chiaj i finrìu (finirìu) io finirei tu finiresti lui finirebbe lei finirebbe noi finiremmo voi finireste essi finirebbero Passato Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè.

italiano: partire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e sarìa partì ti ’t sarìi partì chial u sarìa partì chila a sarìa partija nujàcc e sarìu partì vujàcc i sarìi partì chiaj i sarìu partì io sarei partito tu saresti partito lui sarebbe partito lei sarebbe partita noi saremmo partiti voi sareste partiti essi sarebbero partiti Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. tema: part-. tema: fin-. veduta da levante 87 . italiano: finire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale mi e j’avrìa finì ti ’t j’avrìi finì chial u j’avrìa finì chila a j’avrìa finì nujàcc e j’avrìu finì vujàcc i j’avrìi finì chiaj i j’avrìu finì io avrei finito tu avresti finito lui avrebbe finito lei avrebbe finito noi avremmo finito voi avreste finito essi avrebbero finito Niella Belbo.3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale chial u j’avrìa cantà chila a j’avrìa canta nujàcc e j’avrìu cantà vujàcc i j’avrìi cantà chiaj i j’avrìu cantà lui avrebbe cantato lei avrebbe cantato noi avremmo cantato voi avreste cantato essi avrebbero cantato Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: parti.

italiano: correre 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale persona ----è formata dal semplice tema verbale -a -uma -i -u desinenza ----cur ch’u cura ch’a cura curuma curi ch’i curu forma verbale ----corri che corra che corra corriamo correte che corrano traduzione Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: capì. tema: cap. italiano: cantare persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare ----cantr ˆu ch’u r canta ˆu ch’a r canta ˆu 88 ----cantalo che lo canti che lo canti . tachr (appendilo). italiano: capire 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -----iss -issa -iuma -ì -issu ----capiss ch’u capissa ch’a capissa capiuma capì ch’i capissu ----finite che finisca che finisca finiamo finite che finiscano Come in italiano i pronomi personali seguono il verbo all’imperativo: gavr (toglilo). tema: cant-. esempi: ˆu ˆu Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè.Imperativo Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. tema: cur-. tema: cant-. italiano: cantare persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale persona -----a -a -uma -é -u desinenza ----canta ch’u canta ch’a canta cantuma canté ch’i cantu forma verbale ----canta che canti che canti cantiamo cantate che cantino traduzione Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi.

1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale cantumr ˆu canter ˆu ch’i r cantu ˆu cantiamolo cantatelo che lo cantino Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi.bugg-r ˆu 89 boccia .pensami La prima persona plurale perde la -a: verbo forma verbale traduzione baivi (bere) baivuma . tema: cur-.baivumr ˆa beviamo . italiano: correre persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale ----curje ch’u-j cura ch’a-j cura curumje curije ch’i-j curu ----corrigli che lui corra che lei corra corriamogli corretegli che gli corrano Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: capì.beviamola I verbi terminanti in -cè. italiano: capire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale ----capissme ch’um capissa ch’am capissa capiumje capime ch’im capissu ----capiscimi che mi capisca che mi capisca capiamoli capitemi che mi capiscano Variazioni ortografiche davanti ai pronomi personali La seconda persona singolare dei verbi della prima coniugazione perde la desinenza -a: verbo forma verbale traduzione painsè (pensare) painsa .boccialo muovi .bocc-r ˆu bugia . tema: cap-. -gè perdono la desinenza della seconda persona e raddoppiano la consonante finale: verbo forma verbale traduzione bucè (bocciare) bugè (muovere) bocia .pàinsme pensa .muovilo .

composti: passato e trapassato Presente Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. tema: cant-.Congiuntivo Il condizionale presenta tempi: semplici: presente e imperfetto. italiano: finire persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale Imperfetto -ssa -ssi -ssa -ssu -ssi -ssu che mi e finissa che ti ’t finissi che chial u finissa che chila a finissa che nujàcc e finissu che vujàcc i finissi che chiaj i finissu che io finisca che tu finisca che lui finisca che lei finisca che noi finiamo che voi finiate che essi finiscano Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè tema: cant-. tema: cur-. italiano: correre persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -a -i -a -u -i -u che mi e cura che ti ’t curi che chial u cura che chila a cura che nujàcc e curu che vujàcc i curi che chiaj i curu che io corra che tu corra che lui corra che lei corra che noi corriamo che voi corriate che essi corrano Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. tema: fin-. italiano: cantare persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare -aissa -aissi che mi e cantaissa che ti ’t cantaissi 90 che io cantassi che tu cantassi . italiano: cantare persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -a -i -a -u -i -u che mi e canta che ti ’t canti che chial u canta che chila a canta che nujàcc e cantu che vujàcc i canti che chiaj i cantu che io canti che tu canti che lui canti che lei canti che noi cantiamo che voi cantiate che essi cantino Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi.

italiano: cantare persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale che mi e j’àba cantà che ti ’t j’àbi cantà che chial u j’àba cantà che chila a j’àba canta che nujàcc e j’àbu cantà che vujàcc i j’àbi cantà che chiaj i j’àbu cantà 91 che io abbia cantato che tu abbia cantato che lui abbia cantato che lei abbia cantato che noi abbiamo cantato che voi abbiate cantato che essi abbiano cantato .3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -aissa -aissu -aissi -aissu che chial u cantaissa che chila a cantaissa che nujàcc e cantaissu che vujàcc i cantaissi che chiaj i cantaissu che lui cantasse che lui cantasse che noi cantassimo che voi cantaste che essi cantassero Per la 1ª persona plurale viene usata anche la desinenza -asmu come ad esempio in: fasmu (facessimo). italiano: correre persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -issa -issi -issa -issu -issi -issu che mi e curissa che ti ’t curissi che chial u curissa che chila a curissa che nujàcc e curissu che vujàcc i curissi che chiaj i curissu che io corressi che tu corressi che lui corresse che lei corresse che noi corressimo che voi correste che essi corressero Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. tema: cur-. italiano: finire persona desinenza forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale -ssa -ssi -ssa -ssu -ssi -ssu che mi e finissa che ti ’t finissi che chial u finissa che chila a finissa che nujàcc e finissu che vujàcc i finissi che chiaj i finissu che io finissi che tu finissi che lui finisse che lei finisse che noi finissimo che voi finiste che essi finissero Passato Il congiuntivo passato si forma con il congiuntivo presente dell’ausiliare e il participio passato del verbo in questione. tema: fin-. Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. tema: cant-. Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi.

italiano: partire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale che mi e sìa partì che ti ’t sìi partì che chial u sìa partì che chila a sìa partija che nujàcc e sìu partì che vujàcc i sìi partì che chiaj i sìu partì che io sia partito che tu sia partito che lui sia partito che lei sia partita che noi siamo partiti che voi siate partiti che essi siano partiti Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. italiano: cantare persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale se mi e j’avaissa cantà se ti ’t j’avaissi cantà se chial u j’avaissa cantà se chila a j’avaissa canta se nujàcc e j’avaissu cantà se vujàcc i j’avaissi cantà se chiaj i j’avaissu cantà se io avessi cantato se tu avessi cantato se lui avesse cantato se lei avesse cantato se noi avessimo cantato se voi aveste cantato se essi avessero cantato Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: parti. tema: cant-. Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. tema: part-. italiano: finire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale che mi e j’àba finì che ti ’t j’àbi finì che chial u j’àba finì che chila a j’àba finì che nujàcc e j’àbu finì che vujàcc i j’àbi finì che chiaj i j’àbu finì che io abbia finito che tu abbia finito che lui abbia finito che lei abbia finito che noi abbiamo finito che voi abbiate finito che essi abbiano finito Trapassato Il congiuntivo passato si forma con il congiuntivo imperfetto dell’ausiliare e il participio passato del verbo in questione.Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: pàrti. tema: part-. tema: fin-. italiano: partire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare se mi e fissa partì se ti ’t fissi partì se chial u fissa partì se chila a fissa partija 92 se io fossi partito se tu fossi partito se lui fosse partito se lei fosse partita .

tema: cant-. Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. italiano: correre -i desinenza curi forma verbale correre traduzione Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì.1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale se nujàcc e fissu partì se vujàcc i fissi partì se chiaj i fissu partì se noi fossimo partiti se voi foste partiti se essi fossero partiti Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. tema: cant-. tema: fin-. italiano: finire persona forma verbale traduzione 1ª persona singolare 2ª persona singolare 3ª persona singolare 1ª persona plurale 2ª persona plurale 3ª persona plurale se mi e j’avaissa finì se ti ’t j’avaissi finì se chial u j’avaissa finì se chila a j’avaissa finì se nujàcc e j’avaissu finì se vujàcc i j’avaissi finì se chiaj i j’avaissu finì se io avessi finito se tu avessi finito se lui avesse finito se lei avesse finito se noi avessimo finito se voi aveste finito se essi avessero finito Infinito L’infinito ha due tempi: presente e passato Presente Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. tema: fin-. italiano: finire -ì finì finire Passato L’infinito passato si forma premettendo l’infinito dell’ausiliare al participio passato del verbo in questione. italiano: cantare desinenza forma verbale traduzione -è desinenza cantè forma verbale cantare traduzione Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi. italiano: cantare desinenza traduzione avaj cantà aver cantato 93 . tema: cur-.

italiano: finire desinenza traduzione avaj finì aver finito Gerundio Il gerundio ha due forme: semplice e composto Semplice Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. tema: fin-.Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: parti. tema: cur-. italiano: partire desinenza traduzione esci partì essere partito Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. italiano: finire desinenza forma verbale traduzione -inda fininda finendo Il gerundio semplice posposto ai verbi ëndè (andare) e stè (stare) viene a descrivere un’azione in progressione: mi e stàgh giganda italiano: io sto giocando francese: je suis en train de jouer chila a va migliuranda italiano: lei va migliorando inglese: she is going to feel better. La forme italiane «essere sul punto di». 94 . tema: cant-. «stare per» si possono rendere con: esci ën camin: e sun ën camin (a) andè a scora ˆ (sto per andare a scuola) i sun ën camin a gighè ar balun ˆ (stanno per giocare a pallone) e suma ën camin a mangè (stiamo per mangiare). tema: part-. italiano: cantare desinenza forma verbale traduzione -anda cantanda cantando Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi. italiano: correre desinenza forma verbale traduzione -inda curinda correndo Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. tema: fin-. Ricordiamo qui la forma: «esci ën mentre che »: e sun ën mentre che mangg (sto mangiando).

tema: cant-. italiano: cantare forma verbale traduzione avanda cantà forma verbale avendo cantato traduzione Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: parti. italiano: cantare desinenza forma verbale traduzione -à desinenza cantà forma verbale cantato traduzione Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi. tema: cant-. italiano: correre -aint desinenza curaint forma verbale corrente traduzione Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. italiano: partire escinda partì forma verbale essendo partito traduzione Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. tema: fin-. tema: fin-. tema: cur-. italiano: cantare desinenza forma verbale traduzione -ant desinenza cantant forma verbale cantante traduzione Seconda coniugazione verbi uscenti in -i: curi. italiano: finire avanda finì avendo finito Participio Il participio ha due forme: presente e passato Presente Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. italiano: correre -ü curü 95 corso . Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè. tema: part-. tema: cur-.Composto Il gerundio composto si forma premettendo il gerundio dell’ausiliare al participio passato del verbo in questione. tema: cant-. italiano: finire -aint finaint finente Passato Prima coniugazione verbi uscenti in -è: cantè.

tema: fin-. italiano: finire desinenza forma verbale traduzione -ì finì finito I verbi terminanti in -i (seconda coniugazione) che un tempo facevano parte dei verbi in -ire presentano un participio passato in -ì. la particella pronominale si pospone ad esso: l’ho vista ieri le ha già spedite e j’ho vistr sair ˆa ˆa u j’ha zà spedije Si ricorda dunque che a differenza di tutte le altre lingue romanze le forme atone dei pronomi personali complemento si pospongono al participio passato. anche se accompagnato dall’ausiliare: le ho scritto ieri l’ho mandato al diavolo e j’ho scrivuje sair ˆa e j’ho mandar ar diavu ˆu ˆ Particolarità 1ª coniugazione I verbi terminanti in -chè e -ghè perdono la h davanti alle desinenze che iniziano con le vocali a e u: verbo esempio traduzione baichè (guardare) tuchè (toccare) e baicuma u tuca guardiamo tocca i verbi terminanti in -cè e -gè inseriscono una i tra il tema e le desinenze che iniziano con a e u: verbo esempio traduzione cicè (succhiare) marcè (camminare) u ciücia e marciuma 96 succhia camminiamo .Terza coniugazione verbi uscenti in -ì: finì. Esempi: infinito participio passato traduzione parti (partire) beuji (bollire) seufri (soffrire) partì bijì. bjì seufrì partito bollito sofferto A differenza dell’italiano quando il participio passato è coniugato con avaj (avere).

i verbi come purtè (portare) cambiano il suono u in o quando la vocale è tonica: indicativo traduzione mi e port ti ët porti chial u porta nujàcc e purtuma vujàcc i porti chiaj i portu io porto tu porti egli porta noi portiamo voi portate essi portano alcuni verbi cambiano il suono i in eu o ü quando questo diventa tonico: verbo esempio traduzione bitè (mettere) stidiè (studiare) ti ët beuti chial u stüdia tu metti lui studia i verbi in -nè cambiano la n in n.faucale. i murdivu 97 . quando l’accento si sposta sulla vocale che precede la n stessa: verbo esempio traduzione sunè (suonare) trunè (tuonare) chila a sun-a u trun-a lei suona tuona i verbi con una contrazione interna in cui l’infinito ha perso il suono e latino riprendono la vocale ogni volta che l’accento non cade sulla desinenza: verbo esempio traduzione rablè (trascinare) splè (pelare) ti ët rabeli chial u spela tu trascini lui pela In questa coniugazione la seconda persona plurale dell’imperativo presenta la desinenza «é» chiusa (caté .comprare). e murdivu. 2ª coniugazione I verbi come mordi (mordere) cambiano il suono o in u quando tale vocale perde l’accento (diventa atona): indicativo traduzione mi e mord ti ët mordi chial u mord nujàcc e murduma vujàcc i mordi chiaj i mordu io mordo tu mordi lui morde noi mordiamo voi mordete essi mordono Imperfetto: e murdiva. i murdivi. u murdiva. ët murdivi. mentre l’infinito ha la «è» aperta (catè .comprate).

i drimivu i verbi terminanti in -ci e -gi inseriscono una i tra il tema e le desinenze che iniziano con a. 98 . e drimivu. ët drimivi.i verbi come dreumi (dormire) cambiano la eu in i quando tale dittongo perde l’accento: indicativo traduzione mi e dreum ti ët dreumi chial u dreum nujàcc e drimuma vujàcc i dreumi chiaj i dreumu io dormo tu dormi lui dorme noi dormiamo voi dormite essi dormono Imperfetto: e drimiva. senza eccezioni. u drimiva. i drimivi. u e ü: verbo esempio traduzione curegi (correggere) chiaj i curegiu essi correggono i verbi terminanti in -chi e -ghi perdono la h davanti alle desinenze che iniziano con le vocali a e u: verbo esempio traduzione vughi (vedere) e vuguma vediamo I verbi come përmëtti (permettere) cambiano la consonante lunga -tt in breve -t quando l’accento passa sulla vocale che segue: verbo esempio traduzione përmëtti (permettere) e përmëtuma permettiamo 3ª coniugazione La terza coniugazione presenta le stesse desinenze per tutti i suoi verbi.

tuttavia ve ne sono alcuni che presentando peculiarità specifiche sono detti irregolari. si ripetono in modi e tempi determinati. uno regolare ed uno irregolare come ad esempio: infinito participio passato regolare participio passato irregolare traduzione cumpun-i (comporre) cundividi (condividere) cunvinci (convincere) curumpi (corrompere) decidi (decidere) deludi (deludere) dëspun-i (disporre) cumpunü cundividü cunvinciü curumpü decidü deludü dëspunü 99 cumpost cundivis cunvint curot decis delus dispost composto condiviso convinto corrotto deciso deluso disposto . I verbi irregolari al: presente indicativo presentano le irregolarità anche al: presente congiuntivo imperativo imperfetto indicativo mantengono le irregolarità anche al: imperfetto congiuntivo participio presente gerundio futuro presentano l’anomalia anche al: condizionale presente Participio passato i più comuni participi irregolari sono: infinito participio passato traduzione cheusi dì esci fè meuiri nasci scrivi vughi (cuocere) (dire) (essere) (fare) (morire) (nascere) (scrivere) (vedere) cheucc dicc stà fàcc mort nà scricc vist cotto detto stato fatto morto nato scritto visto in piemontese alcuni verbi hanno due participi passati. Le irregolarità. in genere. In genere le anomalie si registrano solamente nel tema mentre le desinenze sono regolari.Verbi irregolari La maggior parte dei verbi segue le regole appena descritte.

veduta da mezzodì 100 . Cravanzana.infinito participio passato regolare participio passato irregolare traduzione distaindi (distendere) dividi (dividere) espun-i (esporre) fè (fare) ilüdi (illudere) nasci (nascere) perdi (perdere) persuad (persuadere) pretaindi (pretendere) pruduvü (produrre) prumovi (promuovere) prupun-i (proporre) suspaindi (sospendere) teni (tenere) upun-i (opporre) distaindü dividü espunü fà ilüdü nassü perdü persuadü pretaindü pruduvü prumuvü prupunü suspaindü tenü upunü distais divis espost fàcc ilüs nà pèrs persuas pretais prudot prumoss prupost suspais tnì upost disteso diviso esposto fatto illuso nato perso persuoso preteso prodotto promosso proposto sospeso tenuto opposto Normalmente l’ausiliare avaj (avere) si usa con le forme regolari mentre esci (essere) con quelle irregolari: esempio traduzione ij matot i j’han decidü ëd pàrti saira neucc to frel u r maj decis a pàrti ˆ’è hanno deciso di partire ieri notte tuo fratello non si decide mai a partire.

daissu dà. ch’i dàgu danda dà 101 . dà. daruma. chisrai. dàghi. daissa. daissi. cüsi.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: dagh. chisruma. chisrà. cusissa. cheusrai. dàghi. darìu. darìi. ch’i cheusu cusinda cheucc Cüsi (cucire) .cüsù Indicativo Dè (dare) . cheusrìa.ausiliare: avaj (avere) presente: cüs. cheusran cheusrìa.Coniugazione di alcuni verbi irregolari Cheusi (cuocere) . dàga. cüsi. cusissi. cheusu cusiva. dàgu daissa. ch’i cüsu Gerundio semplice: chisinda Participio passato: chisì. cusivi. chisrìu. cheus. darai. cüs. cheusi. duma. cusuma. chisrìu Congiuntivo presente: cüsa. dàva.ausiliare: avaj (avere) presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: Indicativo cheus. cusissi. cheusrìi. cheusrìi. cüsi. cusissu. dai. cheusrìu cheusa. chisrìì. cheusi. chisrìi. darìu dàga. cheusi. cusissu cheus. darà. dàvu dareu. cheusu. cheusu cusissa. cheusi. cusruma. cusivu. cüsuma. cheusa. cusivi. chisivu. chisissi. cusiva. cheusi. darìi. chisran Condizionale presente: chisrìa. cheusrai. duma. chisrai. chisissi. chisissu Imperativo cüs. cheusrìu. daissu. cusivu cheusreu. cüsu imperfetto: chisissa. cusuma. dàgu. chisivi. ch’u cheusa. ch’u cüsa. dai. cüsuma. cüsi. dan dàva. cüsi. dàvi. daissi. chisissa. chisiva. darai. chisrìa. darìa. dé. cheusrà. cüsu. chisivu futuro: chisreu. cüsu imperfetto: chisiva. chisissu. dàvi. cüsa. chisivi. ch’u dàga. daran darìa. dàvu.

duvaissi. fuma. dirìi. duvrìu. ëndarìi. ëndarìa. 102 . duvaissu deuv. vàgu imperfetto: ëndaissa. ëndaissi. devi. disi. ëndarìu. divi. devi. ënduma. divu direu. duvàvi. diuma. dis. dighi. dissu. dighi. ëndé. fan ˆ. duvrìu deva. dirìi. vàgu. diruma. duvàvu duvreu. deuvi. diva. ëndàvu (ëndàvmu). và. ëndarai. duvrai. ëndarìi. diga. ëndarìu Congiuntivo presente: vàga. devu. dirìu diga. diuma. ch’i digu dinda dicc Duvaj (dovere) . diran dirìa. vàghi. duvrai. disi. ch’i vàgu Gerundio semplice: ëndanda Participio passato: ëndà Indicativo Fè (fare) . divi. dirà. dirìu. ëndaissu.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: digh. dì. ëndaruma. devu duvaissa. ëndaissa. ëndaran Condizionale presente: ëndarìa. duvran duvrìa. duvàva. ëndàvu futuro: ëndareu. duvrìi. disu diva. dirai. duvaissu. dissi. digu. duvuma.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: dev. ëndaissu Imperativo và. duvrìi. ëndarà. vàga. duvrà. duvuma. dissa. ëndàva. digu dissa. ch’i deuvu duvanda duvü Ëndè (andare) .ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: fàz fài (fà). deva. ch’u deuva. dirìa. dissu dì. duvàvi. ëndàvi. duvàvu. ch’u vàga.ausiliare: esci (essere) presente: vàgh. duvrìa. vàghi. duvruma. van imperfetto: ëndàva. dev. ëndarai. ch’u diga. ënduma. dissi. duvaissi. vai. devu duvàva. fà. devi. fai. divu (dimu).Dì (dire) . ëndaissi. duvaissa. devi. ëndàvi. dirai. vai (và).

sàpi. savaissu. ch’u faz fuma. pudàvi. peussi. stan stàva. peur peur ˆi. farai. pudrìu peussa. starà. pudrai. peussu. ch’i fàz (ch’i faz ˆa. savaissi. sàvi. savaissi. savrai. pudran pudrìa. ch’i sàpu savanda savü Stè (stare) . pudaissa (paissa).ausiliare: esci (essere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: stàgh. starìi. pudàva (pava). sàpa. starìi. stàvi. farìu fàz fàz fàz fàz (fàz ˆa. ˆu ˆmu) fanda fàcc. sàvu savreu. savrìu. fàvi. farìi. faissa. sà. sai (sà). stuma. faissu (faismu). stàvu. stàvu stareu. fàva. savrìi. ˆi. peussi. faran farìa. farìa. savrai. pudaissi. pudrìi. savrìi. fé. savrà. sàpu savaissa. pudàvu pudreu. ˆa. pudruma. fà Pudaj (potere) . farìu. staruma. ˆu pudàva. stai.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Gerundio Participio semplice: passato: peuss. staran starìa. farìi. faàva fareu. sai. starìu. faissi.imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: fàva. savran savrìa. faissu fà. starai. pudrà. savaissa. peur peu. farai. starìu 103 . starìa. starai. fàvu (fàmu). fàvi. sàvu. ˆu ˆmu). savrìu sàpa. sàva. stà. pudrai. faissi.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: seu. pudàvi. stàva. suma. savaj. peussa. ˆu faissa. suma. pudaissu. puduma (puma). peussu pudaissa. savruma. pudrìu. savrìa. savaissu sà. san sàva. pudaissu pudanda pudü Savaj (sapere) . fàz fàz ˆi. pudaissi. pudàvu. sàpu. sàvi. pudrìi. faruma. stai (stà). pudrìa. farà. sàpi. stàvi. ˆi. ch’u sàpa.

tenivi. venu ënnissa. ˆa. tnissi.ausiliare: avaj (avere) presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: Indicativo var var var var ˆ. ch’u stàga. venu ënniva. varruma. tenrà. stàghi. teni. teni. tenrìa. ënnissu. ënnissa. ˆ. tnissi. varrìu vàr vàr vàr vàr vàr vàr ˆa. stàga. ch’u tena. ënnirai. ënnirìi. ënniruma. ënnissi. ˆa. varrìu. teniva. tenu teniva. tnissu ten. staissu stà. varrai. stàgu. ch’i stàgu semplice: standa passato: stà Teni (tenere) . ënnivu ënnireu. tenrai. stàghi. varrà. tenü Vari (valere) . var var ˆi. ënnivi. var ˆivi. varinda var ˆü Veni. ˆuma. ënnirìi. ënnivu. tenuma. tnissa. ënniuma. ˆu var ˆiva. staissu. staissi. ˆu. staissa. tenivu tenreu. ënniuma. tenu. var ˆivu varreu. staissi. teni. varrìa. tenivu. diventare) . var ˆivu. ënnirìu. ënnirai. varrìi. tenrìi. veni. ënniva. ënnissi. tenrìi.Congiuntivo Imperativo Gerundio Participio presente: stàga. veni. tenivi. teni. varran varrìa. var ˆiva. ënnì (veni). var ˆissu var ch’u vàr var ˆ. ënnissu ven. ˆi. ënnirìa. veni. ënnirìu vena. ënnirà. teni. veni. tenruma. vàr ch’i vàru ˆi. Ënnì (venire. sté.ausiliare: esci (essere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo ven. varrai. tenu tnissa. ˆi. ch’i tenu teninda tnì. ënniran ënnirìa. tenran tenrìa. ten. tenrìu tena. tnissu. ˆi. vena. var ˆivi. ënnivi. var ˆissa.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: ten. tnuma. var ˆissi. varrìi. ˆu var ˆissa. tenrai. tenrìu. ˆuma. ch’i venu 104 . ven. stuma. stàgu imperfetto: staissa. ch’u vena. tena. venu. var ˆissi. var ˆissu.

baivissu baiv. veur veu. baivrai. vugrìi. vugu. vurrìu veuja. vuràvi. vuranda vursü. vurrà. vugrà. baivissu. vuràva. baivrai. vninda ënnü. vuràvu vurreu. vughivi. baiva. ëvnü Vughi (vedere) . vurrai. vughissu.Gerundio Participio semplice: passato: ënninda. vughivu vugreu. baivrìu baiva. vughi. vuguma. vughissa. ch’i vugu vughinda vist semplice: passato: Vuraj (volere) . vuraissu. baivivi. vughi. vugran vugrìa. baiviva. vughi. baivi. baivrìi. baivu baiviva. baivu. vurran vurrìa. vughi. vuguma. vuraissi. veuja. vuga. baivi. baivissi. veuji. ch’i baivu 105 . baivissa. vugu vughissa (vugaissa). baivivu. vugrai. baivi. vughivi. vurrìi. vughissu vugh. vurruma. vurrìi. baivi.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: veuj. ˆu vuràva. baivivi. vugruma. vuruma. vugrai. vuràvi. vurrìu. veuju vuraissa. veur ch’i veuju ˆi. vugh. vugrìa. vurrai. vughissi. veuju.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo baiv. vughiva. vuruma. vurü Coniugazione di alcuni verbi Baivi (bere) . vughissi. baivruma. veur veur ˆi. baivivu baivreu. baivrìa. vugrìu. baivrà. baivuma. baivrìi. baivu baivissa (baivaissa). vughivu. veuji. vuraissi. vugrìu vuga. ch’u veuja. baivi.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio Participio vugh. baivissi. ch’u vuga. baivran baivrìa. baiv. vugrìi. vuràvu. vugu vughiva. baivrìu. ch’u baiva. vuraissu veu. vuraissa. vurrìa. vughi. baivuma. ˆi.

bugia. bugg-rìu Congiuntivo presente: bugia. chivu chijreu. chërzu imperfetto: chërziva. chivi. chërzu. bugiaissi. cheuju. bugg-rai. chërzu imperfetto: chërzissa. chërzissi. chërzivu. chërzissi. bugiaissu Imperativo bugia. bugiuma. bugi. chijrai. chijrissi. chërzuma. chërzuma. chërzrìa. chërzran Condizionale presente: cherzrìa. bugg-ran Condizionale presente: bugg-rìa. chërzrìi. ch’i bugiu Gerundio semplice: bugianda Participio passato: bugià Chërzi (credere) . bugé. chijruma. bugiu imperfetto: bugiàva. chiva. chijran chijrìa. bugiaissi. chërzi. chijrissi. cherzrìi. bugiàvi. chivu. chërzissu. chërzrai. chijrìu cheuja. bugiaissu. bugiàvi. chijrìu. chërzi. chërzissa. chërza. bugg-rìi. chërzissu Imperativo chërz. chiuma (chijuma). chërzrai. chivi. chërzrìu. bugi. chërzrà. chijrissu 106 . bugi. cheuj. bugiu. chijrà. cheuji. chijrìi. chërzruma. cheuji. chijrìa. bugiàvu. cheuja. chijrissa. cheuji. chërziva.ausiliare: avaj (avere) presente: chërz. chijrìi. bugi. chijrissu. cheuji. ch’u bugia. bugg-rìu. chërzi. chërzivi. chërz. bugg-rìa. bugg-rai. chërzivu futuro: chërzreu. bugiàva. cherzrìu Congiuntivo presente: chërza. bugiàvu futuro: bugg-reu. bugia. chërzivi. cheuju chijrissa. bugiuma. ch’i chërzu Gerundio semplice: chërzinda Participio passato: chërzü Indicativo Cheuji (raccogliere) . bugg-rìi. bugiaissa. chijrai. bugg-ruma. bugg-rà. bugiu imperfetto: bugiaissa. chërzi.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: cheuj. ch’u chërza. cheuju chiva. chërzi.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: bugg.Gerundio Participio semplice: passato: baivinda baivü Bugè (muovere) .

curegg-rà. cribivu cribireu. chiuma (chijuma). curegissu. cribirìu creuba. creubi. curegg-rai. curegg-rìa. cribivu. curegg. curegivi. curegg-rìu. dësbelran dësbelrìa. ch’i cheuju chinda chicc. curegivu.ausiliare: avaj (avere) presente: curegg. curegi.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: dësbel. curegg-rai. cheuji. cribissu. curegiu imperfetto: curegissa. curegg-ruma. cribirai. cribiva. curegiuma. cribissi. cribiran cribirìa. cribirìi. curegg-rìi. dësbelrìa. dësbluma. chì Creubi (coprire) . dësbeli. curegg-rìi. curegivu futuro: curegg-reu. curegivi. curegi.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: creub. cribissu creub. cribivi. cribuma. dësblàvi. dësbelrìu 107 Condizionale presente: . curegiu imperfetto: curegiva. curegi.Imperativo Gerundio Participio semplice: passato: cheuj. dësbelrìi. creuba. dësbeli. dësblàva. ch’u curegia. creubu. ch’i creubu cribinda cribì Curegi (correggere) . curegi. creubu cribiva. creubi. curegissi. dësbelruma. dësblàvu. creub. cribirìa. creubi. cribivi. ch’u creuba. curegissi. curegissa. dësbelu imperfetto: dësblàva. dësbela. cribissa. curegiuma. creubi. cribirà. curegi. curegissu Imperativo curegg. cribiruma. dësblàvi. dësblàvu futuro: dësbelreu. curegg-rìu Congiuntivo presente: curegia. cribirìu. ch’i curegiu Gerundio semplice: cureginda Participio passato: curegiü Indicativo Dësblè (disfare) . curegiva. cribuma. dësbelrai. dësbelrìu. creubu cribissa. dësbelrìi. cribissi. curegiu. ch’u cheuja. dësbelrà. creubi. curegia. cribirìi. curegg-ran Condizionale presente: curegg-rìa. dësbelrai. cribirai.

ch’u droca. dësbluma. drimuma. drucaissi. drocu. dreumi. droca. drucàvi. drimruma. drocu drucàva. dësblaissu dësbela. drucàvu. drucàvi. drucàvu drucreu. dësbela. drimrai. dochi. duminàvi. ch’u dreuma. drucruma. duminrà. drucrìu. drucuma. dësblé. dreumi. duminrìi. drimiva. ch’i drocu drucanda drucà semplice: passato: Duminè (dominare) . dreumi. dreumu drimissa. dësbeli. ch’i dreumu driminda drimü Druchè (cadere) . ch’i dësbelu semplice: dësblanda passato: dësblà Dreumi (dormire) . dësbelu. duminàvu. dumin-i. dumin-a. drucaissi. drucrà. drimissu dreum. drimrìi. dreumu drimiva. dreumi. drocu drucaissa. dësbelu imperfetto: dësblaissa. dësblaissi. duminran Condizionale presente: duminrìa. drucàva. drimivu. duminrìa. drochi. dreuma. drochi.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio Participio droch. drimissa. drimivi. duminrìu.ausiliare: avaj (avere) presente: dumin. dreumi. droca. duminrai. drimissi. dumin-u imperfetto: duminàva. drucuma. dreumu. duminàvu futuro: duminreu. drucrìa. drucaissu. drimivi. drucaissa.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: dreum. drimrìu dreuma. drucrìu droca. drimissu. drucrai. duminàvi. drimissi. druché. dreum. drucran drucrìa. duminrìi. drucaissu droca. drucrìi. drimran drimrìa. drimuma. duminrìu 108 Indicativo . duminruma. drimrìi. drimrà. drimivu drimreu. dësbeli. drochi. drucrìi. drucrai. duminuma. ch’u dësbela. drimrìu. duminrai. drimrìa. dësblaissu. drimrai.Congiuntivo Imperativo Gerundio Participio presente: dësbela. duminàva. dumin-i. dësblaissa. dësblaissi.

grignu grignàva. duvraissu. grignrai. grignàvu.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: grign. gringnrìa. grignran grignrìa grignrìi. grigni. duvrìu dovra. grignrà. grigna.duminaissa.duminaissu. gigaisssa. duvrai. duvrà. duvràvu duvreu. duvruma. gieuga. dovra.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio Participio dovr. grigni. grignrìu grigna. gigàvu. gieughi. gieuga. gieugu gigàva. dovri. duvré. ch’u dovra. dovru duvraissa. duvrìa. gigrìa. gigaissu. grigni. gigruma. giguma. duminé. gieughi. duvran duvrìa. gigàvi. gigrìu. duvraissi. gigran gigrìa gigrìi. duminaissu dumin-a. gighé. dumin-u. grignàvu grignreu. gigrai.duminaissi. duvrai. gieughi. grignàva. gieughi. dovri. grignu 109 . ch’i dumin-u semplice: duminanda passato: duminà Duvrè (adoperare. duvràvi. duvràvi. dovru. ch’i dovru duvranda duvrà semplice: passato: Gighè (giocare) . duvraissu dovra. giguma. grignrai. ch’u gieuga. dumin-u imperfetto: duminaissa. duvraissa. gigrà. gieugu gigaissa. dumin-i. dovra. gigàvi. duminuma. duvrìu. duvruma. gigàva. grigni. giguma. grignruma. duvràvu. dumin-i. duvraissi. grignàvi. gigrìu gieuga. gigaissi. gigrìi. grignàvi.Congiuntivo Imperativo Gerundio Participio presente: dumin-a. gigaissi. grignrìi. usare) . ch’u dumin-a. grignuma. gigaissu gieuga. duvrìi. duminaissi. dovri. grignu. grigna. dovri. grignrìu. gigàvu gigreu. duvrìi. gigrai. duvràva. ch’i gieugu giganda gigà Grignè (ridere) . duvruma.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: gieugh. dovru duvràva. dumin-a.

jitaissu. jitaissi. mangiuma. ch’i mangiu Gerundio semplice: mangianda Participio passato: mangià Indicativo Marcè (camminare) . jitrai. mangiu imperfetto: mangiaissa. ch’i jütu jitanda jità Mangè (mangiare) . mangiaissi. grignaissu. mangiaissu. grignaissi. marcia. jütu. mangg-rìu. marcc-rà. marciàvu futuro: marcc-reu. jitrai. mangiàvi. mangi. marcc-rai. mangi. mangg-ran Condizionale presente: mangg-rìa. jüti. jitrìi.mangiaissa. mangiu. mangiuma. grignuma. jitrà. mangg-rai. mangiàvu futuro: mangg-reu.rìu Congiuntivo presente: mangia. jüta. mangg-rìi.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: marcc. jitrìi. grignaissa.ausiliare: avaj (avere) presente: mangg. mangg. jitàva. jitàvu jitreu. mangi. jitrìu jüta. grigné. jitàvu. jitaissa. jitran jitrìa. marci. marcc-rai. mangg-ruma. jité. marciàvi. mangg-rà. jitruma. marciàvi. mangia. jitàvi. grignaissi. grignaissu grigna. marci. marcc-ran 110 . marciu imperfetto: marciàva. marciuma. jitaissu jüta. jütu jitaissa. ch’i grignu semplice: grignanda passato: grignà Jitè (aiutare) . mangiaissu Imperativo mangia. mangé. jitrìu.mangiaissi. jitaissi. mangiàvu. mangg-rìi. marciàvu. jüti. jitrìa. jituma. mangiàvi. mangg-rìa. mangi. mangg-rai. marcc-ruma. marciàva. jituma.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: jüt. jitàvi. ch’u jüta. mangiàva. mangiu imperfetto: mangiàva. jüta. jüti. ch’u grigna. ch’u mangia.Imperativo Gerundio Participio imperfetto: grignaissa. jütu jitàva. jüti. mangia.

mës-crìa.mainaissi. mës-cia. marci. ch’u maina. mainuma.Condizionale presente: Congiuntivo Imperativo Gerundio Participio marcc-rìa. marcc-rìi. mës-cé. mës-crà. marcc. mës-ciàvi. maina. mës-crìu Congiuntivo presente: mës-cia. mainrai. mës-cran Condizionale presente: mës-crìa. marciu. marcc-rìa. mës-ciàva.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio Participio main. marci. maini. mainrai. mordi. mës-crai. marcc-rìi. maini. mainu mainàva. mainàvi.marciaissi. mës-ciaissu Imperativo mës-cia. mainaissu maina. mainrìu. ch’u marcia. mës-ciàvu futuro: mës-creu. mainaissu. marciuma. mord. mës-ciu imperfetto: mës-ciàva. mainrìa. mainàva. mës-ciuma. mës-cruma. mainu mainaissa. maini. mës-ciu imperfetto: mës-ciaissa. mainrìu maina.mainaissi.ausiliare: avaj (avere) presente: mës-cc. mës-ciàvu. mës-ciaissi. mës-ciuma. marciaissi. mës-ci. murduma. marciaissu. ch’i mainu mainanda mainà semplice: passato: Mordi (mordere) . mainàvu mainreu. marcc-rìu. maini. mainran mainrìa. maina. mës-ciu. mainé.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: mord. mordi. mës-ciaissi. mainrà. ch’u mës-cia. mës-crìi. mës-ci. marcé. marciaissa. ch’i marciu semplice: marcianda passato: marcià Mës-cè (mescolare) . marciu imperfetto: marciaissa. mainrìi. mës-ciaissa. mainuma.rìu presente: marcia. mës-cia. marciaissu marcia. mainrìi. murdivu 111 . mës-crai. mës-ci. mainu. mës-crìu. mës-ciaissu. mordu imperfetto: murdiva. mës-crìi. ch’i mës-ciu Gerundio semplice: mës-cianda Participio passato: mës-cià Indicativo Mainè (condurre) . murdiva. mudivi. marcia. mës-ci. mës-ciàvi. murdivu. mainàvi. mainruma. mainàvu. murdivi. mainaissa.

murdissu. pagàva. nuvaissi. morda. novu. mordi. pagrai. murduma. murdrà. nuvran nuvrìa. nuvrai. nuvaissu nova. nàssu nascissa. murdrìa. murdrìu. ch’u morda. nova nuvàva. nuvrà. pagàvu. nàsci.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: nov. murdissi. murdrìu Congiuntivo presente: morda. paghi. nascivu. mordu. nàssu nasciva. nasrìu nàssa. paguma.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: nàss. nasrà. nasrìu. nuvrìi. novu nuvaissa. pagu imperfetto: pagàva. murdissu Imperativo mord. nascissi. nàsci. nuvrìi. pagàvi. nà Nuè (nuotare) . nascissi. murdran Condizionale presente: murdrìa. nuvàvu nuvreu. paghi. nàsci.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: pagh. murdrai. nàssu. ch’i nàssu nascinda nassü. nuvruma. nassuma. nascivi. paga. ch’i novu nuvanda nuvà Paghè (pagare) . nasciva. ch’u nàssa. nasrai. murdruma. nascissu nàss. nasrìi. nàsci. nàss. nuvuma. pagran 112 . ch’u nova. nuvrìu nova.murdreu. nuvàva. nova. nuvrìa. nasrìa. nassruma. novi. nuvrai. murdrai. murdissa. pagrai. nova. nassuma. nuvàvu. nuvaissi. nascissa. nasrai. novi. nuvuma. pagrà. pagàvi. novi. nasrìi. mordu imperfetto: murdissa. pagàvu futuro: pagreu. nasran nasrìa. murdrìi. nuvaissa. nuvàvi. mordi. murdissi. pagruma. nuvrìu. nàssa. nascivi. nuvàvi. murdrìi. nascissu. nuvaissu. nuvé. novi. ch’i mordu Gerundio semplice: murdinda Participio passato: murdü futuro: Nasci (nascere) . nascivu nasreu. nàsci. mordi.

Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato:

pagrìa, pagrìi, pagrìa, pagrìu, pagrìi, pagrìu paga, paghi, paga, pagu, paghi, pagu pagaissa, pagaissi, pagaissa, pagaissu, pagaissi, pagaissu paganda pagà

Perdi (perdere) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: perd, perdi, perd, perduma, perdi, perdu perdiva, perdivi, perdiva, perdivu, perdivi, perdivu perdreu, perdrai, perdrà, perdruma,perdrai, perdran perdrìa, perdrìi, perdrìa, perdrìu, perdrìi, perdrìu perda, perdi, perda, perdu, perdi, perdu perdissa, perdissi, perdissa, perdissu, perdissi, perdissu perd, ch’u perda, perduma, perdi, ch’i perdu perdinda perdü

Përmëtti (permettere) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo përmët, përmëtti, përmët, përmëtuma, përmëtti, përmëttu imperfetto: përmëtiva, përmëtivi, përmëtiva, përmëtivu, përmëtivi, përmëtivu futuro: përmëtreu, përmëtrai, përmëtrà, përmëtruma, përmëtrai, përmëtran Condizionale presente: përmëtrìa, përmëtrìi, përmëtrìa, përmëtrìu, përmëtrìi, përmëtrìu Congiuntivo presente: përmëtta, përmëtti, përmëtta, përmëttu, përmëtti, përmëttu imperfetto: përmët, përmëtti, përmët, përmëttuma, përmëtti, përmëttu Imperativo përmët, ch’u përmëtta, përmëtuma, përmëtti, ch’i përmëttu Gerundio semplice: përmëtinda Participio passato: përmëttü presente:

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Piè (Pijè) (prendere) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: pij, piji, pija, piuma (pijuma), piji, pìu (piju) piàva, piàvi, piàva, piàvu, piàvi, piàvu pijreu, pijrai, pijrà, pijruma, pijrai, pijran pijrìa, pijrìi, pijrìa, pijrìu, pijrìi, pijrìu pìa (pija), piji, pija, piuma, piji, pìu (piju) piaisssa, piaissi, piaissa, piaissu, piaissi, piaissu pìa (pija), ch’u pìa (pija), piuma, pié, ch’i pìu (piju) pianda (pijanda) pià (pijà)

Purtè (portare) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio Participio port, porti, porta, purtuma, porti, portu purtàva, purtàvi, purtàva, purtàvu, purtàvi, purtàvu purtreu, purtrai, purtrà, purtruma, purtrai, purtran purtrìa, purtrìi, purtrìa, purtrìu, purtrìi, purtrìu porta, porti, porta, portu, porti, portu purtaissa, purtaissi, purtaissa, purtaissu, purtaissi, purtaissu porta, ch’u porta, purtuma, purtè, ch’i portu purtanda purtà

semplice: passato:

Rivè (arrivare) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: rüv, rüvi, rüva, rivuma, rüvi, rüvu rivàva, rivàvi, rivàva, rivàvu, rivàvi, rivàvu rivreu, rivrai, rivrà, rivruma, rivrai, rivran rivrìa, rivrìi, rivrìa, rivrìu, rivrìi, rivrìu rüva, rüvi, rüva, rüvu, rüvi, rüvu rivaissa, rivassi, rivaissa, rivaissu, rivaissi, rivaissu rüva, ch’u rüva, rivuma, rivé, ch’i rüvu rivanda rivà

Sgairè (sprecare) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: sgair, sgairi, sgaira, sgairuma, sgairi, sgairu imperfetto: sgairàva, sgairàvi, sgairàva, sgairàvu, sgairàvi, sgairàvu
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sgaireu (sgairëreu), sgairai (sgairërai), sgairà (sgairërà), sgairëruma, sgairürai (sgairai),sgairan (sgairëran) Condizionale presente: sgairìa (sgairërìa), sgairìi (sgairërìi), sgairìa (sgairërìa), sgairìu (sgairërìu), sgairìi (sgairërìi), sgairìu (sgairërìu) Congiuntivo presente: sgaira, sgairi, sgaira, sgairu, sgairi, sgairu imperfetto: sgairaissa, sgairaissi, sgairaissa, sgairaissu, sgairaissi, sgairaissu Imperativo sgaira, ch’u sgaira, sgairuma, sgairé, ch’ui sgairu Gerundio semplice: sgairanda Participio passato: sgairà

futuro:

Stesse (sedersi) - ausiliare: esci (essere)
Indicativo presente: em set, ët seti, us seta, es setuma, iv seti, is setu imperfetto: em setàva, ët setàvi, us setàva, es setàvu, iv setàvi, is setàvu futuro: em setreu, ët setrai, us setrà, es setruma, iv setrai, is setran Condizionale presente: em setrìa, ët setrìi, us setrìa, es setrìu, iv setrìi, is setrìu Congiuntivo presente: ch’em seta, ch’ët seti, ch’us seta, ch’es setu, ch’iv seti, ch’is setu imperfetto: ch’em setaissa, ch’ët setaissi, ch’us setaissa, ch’es setaissu, ch’iv setaissi, ch’is setaissu Imperativo sette, ch’us seta, setumse, seteve (steve), ch’is setu Gerundio semplice: ën setandse Participio passato: setà, stà

Storzi (torcere) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: storz, storzi, storz, sturzuma, storzi, storzu sturziva, sturzivi, sturziva, sturzivu, sturzivi, sturzivu sturzreu, sturzrai, sturzrà, sturzruma, sturzrai, sturzran sturzrìa, sturzrìi, sturzrìa, sturzrìu, sturzrìi, sturzrìu storza, storzi, storza, storzu, storzi, storzu sturzissa (sturzaissa), sturzissi (sturzaissi), sturzissa (sturzaissa), sturzissu (sturzaissu), sturzissi (sturzaissi), sturzissu (sturzaissu) storz, ch’u storza, sturzuma, storzi, ch’i storzu sturzinda sturzü, stort
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Imperativo Gerundio Participio

semplice: passato:

Sunè (suonare) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: sun, sun-i, sun-a, sunuma, sun-i, sun-u sunàva, sunàvi, sunàva, sunàvu, sunàvi, sunàvu sunreu, sunrai, sunrà, sunruma, sunrai, sunran sunrìa, sunrìi, sunrìa, sunrìu, sunrìi, sunrìu sun-a, sun-i, sun-a, sun-u, sun-i, sun-u sunaissa, sunaissi, sunaissa, sunaissu, sunaissi, sunaissu sun-a, ch’u sun-a, sunuma, suné, ch’i sun-u sunanda sunà

Tuchè (toccare) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: tuch, tuchi, tuca, tucuma, tuchi, tucu tucàva, tucàvi, tucàva, tucàvu, tucàvi, tucàvu tucreu, tucrai, tucrà, tucruma, tucrai, tucran tucrìa, tucrìi, tucrìa, tucrìu, tucrìi, tucrìu tuca, tuchi, tuca, tucu, tuchi, tucu tucaissa, tucaissi, tucaissa, tucaissu, tucaissi, tucaissu tuca, ch’u tuca, tucuma, tuché, ch’i tucu tucanda tucà

Tuirè (rigirare) - ausiliare: avaj (avere)
presente: tuir, tuiri, tuira, tuiruma, tuiri, tuiru imperfetto: tuiràva, tuiràvi, tuiràva, tuiràvu, tuiràvi, tuiràvu futuro: tuireu (tuirëreu), tuirai (tuirërai), tuirà (tuirërà), tuirëruma, tuirai (tuirërai), tuiran (tuirëran) Condizionale presente: tuirërìa, tuirërìi, tuirìa, tuirërìu, tuirërìi, tuirërìu Congiuntivo presente: tuira, tuiri, tuira, tuiru, tuiri, tuiru imperfetto: tuiraissa, tuiraissi, tuiraissa, tuiraissu, tuiraissi, tuiraissu Imperativo tuira, ch’u tuira, tuiruma, tuiré, ch’i tuiru Gerundio semplice: tuiranda Participio passato: tuirà Indicativo

Vagnè (vincere) - ausiliare: avaj (avere)
Indicativo presente: vagn, vagni, vagna, vagnuma, vagni, vagnu imperfetto: vagnàva, vagnàvi, vagnàva, vagnàvu, vagnàvi, vagnàvu
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variruma. vàgni. varissa. variss. vinci. vincivu futuro: vincc-reu. vuidruma. varivi. vagnrai. varirìu. varirìa. vuiduma. variran varirìa. vincivu. voidi. varivi. vagnrà. vincc-rà. varivu varireu. varì.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: void. varissu varissa. varissi. vinciu imperfetto: vinciva. vagnaissi. ch’i vinciu Gerundio semplice: vincinda Participio passato: vinciü Vuidè (vuotare) . varirìi. varissi. vagnaissi. vagnrìa. vincissi. vinci. vinciuma. vagnrai. vuidàvi.futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio Participio semplice: passato: vagnreu. varissi. varissu. vagnran vagnrìa. vincc-rai. vincivi. vinciuma. vàgni. vuidàvu futuro: vuidreu. vincissa. varissi. varirai. ch’i varissu varinda varì Vinci (vincere) . vagnrìi. varissa. vagnrìu.ausiliare: esci (essere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: variss. ch’u varissa. varissa. vincc-rìa. ch’u vàgna. vuidrai. vuidàvu. vinciva. vagnaissu. vuidran 117 . voida. vagnrìu vàgna. vincissu. vincc-rìi. varirà. vincia.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: vincc. vinci. vincivi. vàgnu vagnaissa. vuidàva. ch’u vincia. vuidrai. vincc-rìu. vagné. vuidrà. varivu. vinciuma. varissa. vincissi. vàgna. vincc-ruma. vuidàvi. vinci. variuma. varissu variss. variva. vagnaissu vàgna. vagnrìi. vincc-rìu Congiuntivo presente: vincia. vagnaissa. vagnruma. voidu imperfetto: vuidàva. varissu. vagnuma. variuma. vincissu Imperativo vincc. vincc-rai. vincc-rìi. vincc. varirìi. vincc-ran Condizionale presente: vincc-rìa. vàgnu. varirai. varissu variva. voidi. ch’i vàgnu vagnanda vagnè Varì (guarire) . vinciu imperfetto: vincissa. vinci. varirìu varissa.

voidi. vuiduma. vutàvu vutreu.ausiliare: avaj (avere) Indicativo presente: imperfetto: futuro: Condizionale presente: Congiuntivo presente: imperfetto: Imperativo Gerundio semplice: Participio passato: vot. vutàvi. vutaissi. ch’u vota. vutaissi. vutrai. vutran vutrìa. voti. vutàvu. vota. voida. vutrìi. vuidaissi. vuidaissi. vuidé. vuidaissa. vota. vutrà. votu vutàva. votu vutaissa. vutàva. vutaissa. vutrìu. vuidrìu Congiuntivo presente: voida. votu. voti. vutuma. vutrìu vota. vutrìi. voti. ch’i voidu Gerundio semplice: vuidanda Participio passato: vuidè Vutè (votare) . vuidrìu.Condizionale presente: vuidrìa. veduta da levante 118 . vuidaissu. voidu. vutruma. voti. vuté. vuidrìi. vuidrìi. vutuma. vutàvi. vutrìa. voidu imperfetto: vuidaissa. ch’u voida. vuidrìa. vuidaissu Imperativo voida. voidi. vutaissu. vh’i votu vutanda vutè Cravanzana. vutrai. vutaissu vota.

hai fatto un bel lavoro ma davvero! sei Teobaldo? Si certo che si muove vuoi farlo davvero! Proprio vieni anche tu? Senz’altro hai preso tu il pallone? Si ma sicuro che è bugiardo Questi avverbi possono essere usati da soli. luogo. sicuro!) Avverbi interrogativi avverbio cume d’andùa duva. negazione. dùa ënduva. Possiamo avere in ordine alfabetico avverbi di: affermazione. ’t j’hai fà ën bel travàj ma dabun! seuti Tubàd? É oh zà ch’u bugia veuti fer dabun! Propi ˆu venti co tì? Sanz’àtr j’àti piàr ti ër balun? Si ˆu ˆ ma sicüra ch’u r bisiard ˆ’è traduzione bene. modo. ëndùa forsi quandi landi. landa vàri traduzione come da dove dove dove forse quando dove quanto esempio cume? d’andùa venti? dùa seuti? ëndùa vàti? forsi chi gieughi? quandi turnti? landi vàti? vàri u custlu? traduzione come? da dove vieni? dove sei? dove vai? forse giocate? quando torni? dove vai? quanto costa? Possiamo ricordare qui anche alcuni avverbi che indicano dubbio o speranza come: avverbio forsi chissà traduzione forse chissà esempio forsi ch’ët r cunussi? ˆu chissà s’ënduma ? 119 traduzione forse che lo conosci? chissà se andiamo . interrogativi. ma anche per rafforzare il si: Venti për buraj cun nujàci? Si.Avverbio La parte invariabile del discorso che completa o modifica il senso d’un verbo o d’un aggettivo è detta avverbio. sicur! (Vieni per funghi con noi? Si. Avverbi di affermazione avverbio bagn dabun é oh zà propi sanz’àtr si sicüra traduzione bene davvero si oh già. quantità e tempo ed inoltre aggettivi con valore avverbiale e locuzioni avverbiali. certo proprio senz’altro si sicuro esempio bagn.

ën z ˆüma traduzione molto vicino avanti sul margine. lì. ën). vicino dietro dappertutto vicino fuori mano davanti sopra dove fino intorno sopra.Avverbi di luogo Gli avverbi di luogo si dividono in determinativi. brüa (an. randa (a) ananz brüva (an. dré dapertüt. con riferimento a chi parla o ascolta e indeterminativi senza alcun riferimento: Determinativi indicano un luogo vicino a chi parla avverbio traduzione esempio z ˆi qui ven z ! ˆì ëmbelez ˆì proprio qui u r’è carà ëmbelez ˆ ˆ ˆì indicano un luogo lontano da chi parla e da chi ascolta avverbio traduzione esempio là là beutru là ! ˆ ëmbelelà proprio là ëmbelelà u r’è naint ër so post ˆ ˆ lassü lassù u ven da lassü lazü laggiù lazü encreus indicano un luogo vicino a chi ascolta avverbio traduzione esempio lì lì lì o là u r’è sempre a rabel ˆ ëmbelelì proprio lì quanci i sai ëmbelelì ? traduzione vieni qui! è caduto proprio qui traduzione mettilo là ! là non è il suo posto viene da lassù laggiù in profondità traduzione lì o là è sempre in disordine lì quanti siete? Le forme zì. ënduva ënfina ënturna ënzüma. in cima esempio u r lì a ramba ˆ’è và ananz! u r ’ndàje ën brüa ˆ’è u r ’ndàje dadrè ˆ’è i-i na j’è dapertüt a r rivàme davzin ˆ’è cul paìs u r dëscost ˆ’è u màrcia sempe dnanz Giniu u r dz ˆ’è ˆura ëndua che càt ar mercà ˆ u j’ha marcià ënfina a r Niela ˆa u-j gira ënturna u r muntàje ënzüma ˆ’è 120 traduzione è lì vicino vai avanti ! gli è arrivato vicino gli è andato dietro ce n’è dappertutto mi è arrivata vicino quel paese è fuori mano cammina sempre davanti Virginio è sopra dove compro al mercato ha camminato fino alla Niella gli gira intorno è salito in cima . ˆ Indeterminativi avverbio ramba. ën) dadré. ëd z ˆura ëndùa. là servono anche a rafforzare aggettivi e pronomi dimostrativi: ˆ cul-lì u r’è pi scür che cul-là (quello è più scuro di quell’altro). danpërtüt davzin dëscost dnanz. dnan dzüra.

pi àt che r cùa dër ràt ˆa ˆ ër patàte i sun propi a sum ˆ beuta ër lanzeu a suta ˆ u r rivàje propi tacà ˆ’è beutje ün vëssin u r propi zü ˆ’è traduzione fuori di! da dove vieni? dove li hai messi? più lontano della Bosia su. baica-là: ˆì. al gerundio. all’imperativo o con la forma composta diventa -je (ci): vàje ti ëmbelelì (vacci tu in quel luogo). vai avanti ! è da qualche parte che si trastulla era proprio lì sul bordo su. -je Con gli avverbi dobbiamo far menzione della particella avverbiale -i (ci): duman e-i vàgh co mi (domani ci vado anch’io) che con i verbi all’infinito. và nan! u r për lì ch’u bamblun-a ˆ’è ur ˆ’era propi lì a rivé sü. baica-là ˆì. a suta tacà vëssin zü traduzione fuori dove dove lontano avanti da qualche parte sull’orlo. Baica-lì ’t ru ër pi bràv! ˆ ˆ (Eccolo il più bravo!).avverbio feura landa landi luntan nan për lì rivé (a) sü sum (a) suta. Notiamo qui che il pronome atono sembra assumere valore avverbiale come anche nell’espressione: Che ’t ru lì cul fulandran! (Eccolo quel babbeo!) ˆ Avverbi di modo Tra gli avverbi di modo più comuni ricordiamo: avverbio adàsi aposta. più in alto della coda del topo le patate sono in superficie (appena sotto terra) metti il lenzuolo sotto gli è arrivato molto vicino mettigli uno vicino è ridotto a mal partito Particelle avverbiali -i. sul brdo su in superficie sotto molto vicino vicino giù esempio ëndè feura! landa venti? landi j’àti bitàje? ën po’ pi luntan che r Beusia ˆa uh. Tra gli avverbi di luogo si possono ricordare le espressioni baica-z baica-lì. ëdmàch traduzione adagio di proposito bene dolcemente male solamente esempio far ’ndè adàsi ˆu ët j’hai far posta ˆu u gira bagn lassr car duz ˆu ˆè ˆman u và mà u mangia màch r tuma ˆa 121 traduzione fallo procedere adagio l’hai fatto di proposito gira bene lascialo scendere dolcemente va male mangia solamente la robiola . Baica-z baica-lì. posta bagn duz ˆman mà màch.

ˆ Avverbi di quantità avverbio bàsta (a) gnente menu pitost poch pru (a) pü quàsi sè traduzione abbastanza niente meno abbastanza poco. pa seguono il verbo. manco. ma precedono l’infinito. nemmeno no non no no non esempio ma manch mort r me cà a r bela r tua nà ˆa ˆ’è ˆa e ven naint j’ati pagàr No ˆu? e suma pà foj e n’heu pàna veuja d’ëndè traduzione ma manco morto la mia casa è bella la tua no non vengo l’hai pagato? No non siamo mica scemi non ne ho voglia di andare Le forme equivalenti naint.avverbio mej paraj. po’ a sufficienza più quasi a sufficienza esempio e n’ho bele bàsta lu là u vàr gnente cun ër macchine ˆ is fatiga menu u spüzia pitost dàmne ’n poch n’àti a pru? e nun peuss pü u ’r quàsi rivaje ˆè e n’ho sè 122 traduzione ne ho abbastanza quella cosa là non vale niente grazie alle macchine si fa meno fatica puzza abbastanza dammene un po’ ne hai a sufficienza non ne posso più ci è quasi arrivato ne ho abbastanza . il gerundio e il participio passato senza ausiliare: u r’è mej naint bugesse ˆ (è meglio non muoversi) na strà naint batüva (sovente non bisogna correre) u r’è pà resiganda ch’ët fài pi sveltu (non è rischiando che fai più in fretta). përparaj vrunté traduzione meglio così volentieri esempio ët pudàvi fer mej ˆu fà paraj e r mang vrunté ˆu traduzione potevi farlo meglio fa così lo mangio volentieri Si possono inoltre formare aggiungendo il suffisso -maint al caso femminile dell’aggettivo corrispondente: avverbio dificilmaint (difìcil) sur ˆamaint (sul) mar ˆamaint (mar ˆ) traduzione difficilmente solamente malamente esempio us vugh dificilmaint j’avaissu sur ˆamaint vistr ˆu u j’ha ribatà mar ˆamaint traduzione si vede difficilmente l’avessimo solamente visto è caduto malamente Avverbi di negazione avverbio manch nà naint (raro nan) no pà pàna (pà naint) traduzione non.

eri ieri saira u fàva pi càd ch’ëncheu saira neucc sta saira strasura (dë) suainz ˆ suverdì turna ieri sera questa sera fuori orario sovente di giorno nuovamente saira neucc i j’ha piuvüje stassaira ënduma a balè e suma ënnü dë strasura suainz u canta r viuleta ˆ ˆa suverdì e vàgh ënt r ˆ’ort turna z ˆi? ëncheu oggi ëncura. dess apaina. assè tant.avverbio sé (a ). paina dop duman traduzione adesso appena dopo domani esempio adess tuca ti u r paina rivà ˆ’è dop mangià turna a cà u losna ër calur ëd duman ˆ traduzione adesso tocca a te è appena arrivato dopo mangiato ritorna a casa ci sono i lampi del caldo di domani oggi è una bella giornata cerca ancora un po’ allora. ne pi tard ne pi bun ura passa-duman dopo domani passa-duman a dui bot peu poi prüma và dar frè e peu ˆ dar car ˆ ˆiè! peu dop poi dopo peu dop vuguma prast presto ven prast! quandi quando quandi u vàlu a scor ˆa? r ˆ’aterdì l’altro giorno r ˆ’aterdì e j’ho viste ar mercà ˆ saira. ˆ ˆ 123 . ne più tardi ne più presto dopo domani alle due prima va dal fabbro e poi dal calzolaio! dopo vediamo vieni presto! quando va a scuola? l’altro giorno ti ho visto al mercato ieri la temperatura era più alta di oggi ieri sera ha piovuto questa sera andiamo a ballare siamo venuti fuori orario sovente canta la “violetta” di giorno vado nell’orto nuovamente qui? ëncheu a r na bela giurnà ˆ’è uz ˆerca ëncù ’n poch ënlura. ëncù ancora ënlura allora Ricordiamo qui che l’avverbio turna (di nuovo) può reggere il pronome infatti si può sentire: e j’avu perduru e j’uma turnaru truvè (l’avevamo perso e l’abbiamo di nuovo ˆ trovato) invece di: e j’avu perduru e j’uma turna truvaru (l’avevamo perso e l’abbiamo ritrovato). tantu trop vàri traduzione a sufficienza tanto troppo molto esempio u j’ha avüne a sè cur naint tant u j’ha mangiàne tantu poch mangia naint trop um pias naint vàri traduzione ne ha avuto abbastanza non correre tanto ne ha mangiato tanto poco non mangiare troppo non mi piace molto Avverbi di tempo Tra i più comuni ricordiamo: avverbio adess.

pianin. adasiot (adagio. pü traduzione esempio meglio u j’ha travajà mej che r ˆ’ànn passà peggio ër mercà u r ’ndà pez ˆ ˆ’è a n’Àr che a Curtmija ˆba meno u peu naint fene a menu più u nun peu pü traduzione ha lavorato meglio dello scorso anno il mercato è stato peggio ad Alba che a Cortemilia non ne può fare a meno non ne può più Si ricorda che gli avverbi di modo possono avere la forma comparativa o superlativa come ad esempio: bugia pi pian (muoviti più piano) e la forma alterata: adàsi. all’improvviso neanche più solo più. soltanto più ogni. pianino). avverbiale buneur (për) dë scundun ëd lungh ën general ën pressa mani man mampi màpi mica. adagetto) pian. pianot (piano. 124 . mecussia mumainti (a) na vota fà mà dì traduzione fortunatamente nascostamente. di nascosto subito in generale in fretta ad un tratto. a crepare ne ho trovati solo più due ogni morte di vescovo fallo in qualunque modo a momenti cado una volta era meglio di adesso ne ho mangiato in abbondanza Aggettivi con valore avverbiale avverbio adàsi. mica tant mecassìa. adasiot ciàir ëncreus fort pian traduzione adagio chiaro profondo forte piano esempio u và adàsi u pàrla ciàir u rüva ëncreus và ’n po’ pi fort! bugia pian! traduzione procede lentamente parla chiaro arriva in profondità va più forte! muoviti piano! Alcuni avverbi hanno il comparativo sintetico: avverbio comparativo bagn (bene) mej mà (male) poch (poco) tant (tanto) pez menu pi. a stè sach e j’ho truvàne màpi dui mica r mort d’ën vëscu ˆa fàr mecassìa ˆu a mumainti e droch na vota u r ˆ’era mej ch’ëncheu e j’ho mangiàne fà mà dì traduzione fortunatamente è arrivato quel ragazzino gioca di nascosto vado subito in generale cerca di studiare siamo scappati in fretta ad un tratto è arrivato Giuseppe neanche più uno.Locuzioni avverbiali loc. ogni tanto in ogni modo a momenti una volta in abbondanza esempio buneur ch’u r rivà ˆ’è cul matot u gieuga dë scundun e vàgh ëd lungh ën general u baica dë stidiè suma scapà ën pressa mani man i j’è rivàje Pinetu mampi ün.

– la preposizione dë è spesso usata come articolo partitivo (vedi). d’ quando precede una parola che inizia per vocale: na fir d’ambutur (una fila ˆa d’imbuti).Preposizione Preposizioni semplici preposizione dë ëd ’d d’ a da ën cun sü për tra. 125 . d’ Le forme saranno: ’d quando si trova tra una parola che finisce in vocale ed una che comincia in consonante: cula tota ’d Faisseu (quella signorina di Feisoglio). ëntramez sanz ˆa traduzione di di di di a da in con su per tra senza esempio na crusiera dë strà cul matot ëd San Benedet cula tota ’d Faisseu na fir d’ambutur ˆa u r ’nversàsse tüt a col ˆ’è da na pàrt a r ˆ’àtra dui faseu ën sacocia e ün ën man r madamin cun j’euj bleu ˆa sü da cula riva për dabun? tra Cravanzan-a e Faisseu j’è ij Baràta sanz sod it dan gnente ˆa traduzione un incrocio di strade quel giovane di San Benedetto quella signorina di Feisoglio una fila d’imbuti si è rovesciato tutto addosso da una parte all’altra due fagioli in tasca e uno in mano la signora con gli occhi blu su per quel pendio scosceso per davvero? tra Cravanzana e Feisoglio c’è Baratta senza soldi non ti danno nulla dë. a La preposizione a è di uso comune e regge diversi complementi come in italiano. dë quando precede una parola che inizia con s impura o con un suono difficile da pronunciare: na crusiera dë strà (un incrocio di strade). – nelle strutture idiomatiche è fequente il suo uso: ghigna ’d tola (faccia di latta). ’d. – nel superlativo relativo il secondo termine di paragone è preceduto da che e non da dë o ëd (di o d’) come in italiano: mi e sun pi grand che ti (io sono più alto di te). – per indicare l’ora in piemontese non si usa l’articolo dopo la a: turna a dui bot! (torna alle due!) – nel complemento distributivo non si premette la a ai due numeri: i curivu duj a duj (correvano a due a due).

Preposizioni improprie Le più usate preposizioni improprie sono: preposizione cuntra dadré.da La preposizione da introduce vari complementi e notiamo che insieme a z ˆì (qui) determina l’espressione temporale e spaziale da z che corrisponde all’itaˆì liano tra: es vuguma da z n’ura (ci vediamo tra un’ora) ˆi ën. për sempe (per poco. da suta traduzione contro dietro vicino davanti dopo davanti sopra dentro intorno fuori lungo lontano secondo sotto esempio cuntra r miràgna ˆa dadrè a r cà ˆa davzin ar giuch ˆ dëdnanz aj beu dop a dui bot dvan da r ˆ’üss dzura aj cup ëndrinta a r stàla ˆa ënturna ar pajè ˆ feura da ’n ti ciàp lungh a Ber ˆb luntan dar gurgh ˆ scund mi … suta r fioca ˆa traduzione contro il muro dietro la casa vicino al pollaio davanti ai buoi dopo le due davanti all’uscio sopra il tetto dentro la stalla intorno al pagliaio fuori dalle scatole lungo il Belbo lontano dal lavatoio secondo me … sotto la neve Alcune di queste forme possono avere anche il valore di avverbio. formando la locuzione prepositiva ënsem(a) a: ënsema a mi (con me). ˆa cun La preposizione cun (con) introduce diversi complementi. A differenza dell’italiano ënsema (insieme) non è seguito da cun (con) ma da a (a). per sempre). ’ntramez Queste forme sono di uso comune: i j’eru lì ëntramez (erano li in mezzo). sü për tra. la struttura ën e il gerundio semplice sostituisce l’italiano «nel. z ˆura (ëd) ëndrinta ënturna feura lungh luntan scund suta. ëntramez. ëd suta. nell’. la preposizione ën diventa ënt: ënt ën gnente (in un niente). ënt Quando precede l’articolo determinativo o indeterminativo. La preposizione sü può essere rafforzata da ën: ën sër feu (sul fuoco). ˆ Questa preposizione (për può avere valori diversi come nella lingua italiana e ˆ) la troviamo in diverse espressioni idiomatiche come ad esempio: për poch. dré davzin dëdnanz ˆ dop dvan dzura. nello» più l’infinito: ën gavanda r nàta (nel togliere il tappo). 126 .

ˆa sr su ˆu. sü esse si fondono dando origine alle preposizioni articolate. dai sul sul sul sulla sui sui.Preposizioni articolate Quando l’articolo determinativo segue le preposizioni dë. sr ˆa r u (lo) ˆu. ˆ dër cucàle ˆ r vandëmmia dr ˆa ˆ’ànn prüma ër vin ëd r ˆ ˆ’ànn passà au russ du su ij dì dr merla ˆa ën bucin ëd r cheussa ˆa ër pi bràv dij dui ˆ r càna djë s-ciop ˆa ër pi vej dj’amis. delle delle al al al alla ai ai ai dal dal dalla dai dalle dalle. sulle ën dëscurs dër pentu. si noti che sü diventa së. dj’amise ˆ r pi veja dër due nine ˆa ˆ lauda ij brich. du ij (i) dij ai dai sij jë (gli) djë ëd jë a jë da jë sjë j’ (gl’) dj’ ëd j’ a j’ da j’ sj’ r (le) ˆë dër ˆ ëd r ˆ’ ar ˆ dar ˆ sër ˆ dë (di) a (a) da (da) sü (su) preposizione articolata traduzione esempio dër ˆ dr ˆ’ ëd r ˆ’ du dr ˆa ëd r ˆa dij djë dj’ dër ˆ ar au ˆ. a. ma tieniti al piano glielo dato alle figlie di Luigi portatene all’asino di Giovanni al mattino andiamo a scuola siamo andati ai Galli intorno ai recinti abbiamo rifocillato gli amici ci siamo recati dal medico dal margine ultimo del filare dal mattino alla sera dai Tappa ai Villaretti dagli essiccatoi dagli uomini e dalle donne la pentola sul fuoco un passero sull’olmo le castagne sull’essiccatoio il pollaio sulla Langa lassù sui colli gli è arrivato sulle “unghie” . articolo preposizione ër (il) ˆ dër ˆ ëd r ˆ’ ar ˆ dar ˆ sër ˆ r (l’) ˆ’ dr ˆ’ ëd r ˆ’ ar ˆ’ da r ˆ’ sr ˆ’ r (la) ˆa dr ˆa ëd r ˆa au ar ˆa da r dau da r ˆu. ma tente ar pian ˆ e j’ho dairu ar matote ëd Vigiu ˆ purtèine a r ˆ’àsu ëd Giuanin a r matin ënduma a scora ˆa ˆ e suma ëndà ai Gàj ënturna a jë stàbi u j’uma dàje da mangè a j’amis e suma ëndà dar medi ˆ da r ˆ’ancò dij firàgn da r matin a r saira ˆa ˆa dai Tàpa ai Vilarat da jë scau da j’om ë dar fumr ˆ ˆe r brunza ën sër feu ˆa ˆ ën passurot ën sr ˆ’urmu ër castàgne ën su scau ˆ ër giuch ën sr Langa ˆ ˆa lassü ën sij brich u r rivaje ën sj’ungin ˆ’è 127 traduzione un discorso di poco conto la vendemmia dell’anno precedente il vino dell’anno scorso sotto un sole cocente i giorni della merla un vitello della coscia il più bravo dei due la canna dei fucili il più vecchio degli amici la più vecchia delle due bambine loda le colline. ar ˆ ar ˆ’ ar ˆa ai a jë a j’ dar ˆ da r ˆ’ da r ˆa dai da jë da j’ sër ˆ sr ˆ’ sr su ˆu. da. sr ˆa sij sj’ del del del del della della dei dei dei.

veduta da mezzodì 128 . la preposizione ën diventa ënt per cui avremo: esempio traduzione esempio traduzione ënt ën gnente ënt ër prà ˆ in un niente nel prato ënt r tampa ˆa ënt ij camp nella fossa nei campi Serravalle.Locuzioni prepositive Le locuzioni prepositive sono sintagmi formati da altre parole e che svolgono la funzione di preposizioni. da queste parti di là da di qua da dietro a fa (presente di fare) senza eccetto esempio da cant a r stiva ˆa ënsem a so bàr ˆba ën fàcia ar porti ˆ r büria a r rivà fin-a ˆa ˆ’è ën si z ˆì da dlà da Burgna da dz da Tàne ˆa dr da r cascin-a ˆe ˆa duj máis fà sanz savair ˆa ˆu gavà che lamaintesse sempe … traduzione a fianco della stufa insieme allo zio di fronte al portico l’acqua grossa è arrivata fin qui al di là della Bormida di qua da Tanaro dietro la cascina due mesi fa senza saperlo eccetto che lamentarsi continuamente … Casi particolari e differenze con la lingua italiana Davanti agli aggettivi possessivi le preposizioni diventano semplici. Come già scritto quando ën precede l’articolo determinativo o indeterminativo. Ecco alcuni esempi: locuzione prepositiva da cant ënsem(a) a ën fàcia ën si z ˆì da dlà da da dz da ˆà dr da ˆe fà sanz ˆa gavà traduzione a fianco insieme a di fronte qui. Le preposizioni articolate derivate da dë diventano ëd r e ëd r se seguono una ˆë ˆ’ parola che finisce in consonante: ën bucin ëd r cheussa (un vitello pregiato) ˆa Quando për precede l’articolo ün diventa pr’: mez a pr’ün (metà ciascuno).

ven co ti! ne da na pàrt ne da r ˆ’àtra ni verde ni sëcche 129 traduzione Giacomo Truss e sua moglie su vieni anche tu! ne da una parte ne dall’altra ne verdi ne secche . dichiarative e disgiuntive. për z che sun ˆo cuntaint traduzione penso.Congiunzione La congiunzione viene definita come la parte invariabile del discorso che unisce due termini di una proposizione o due proposizioni di uno stesso periodo. Coordinative Le proposizioni coordinative si dividono in: avversative. Avversative congiunzione traduzione esempio cuntüt epüra ma mentre però anche eppure ma mentre però cuntüt ch’u r cit u gieuga bagn ˆ’è ër trenu u r luntan epüra ˆ ˆ’è saintuma ër rumur ˆ u r giust. correlative. ënlura ënduma a r susta ˆa ës pum u r trop mair. ma non proprio! lui lavora mentre tu fai il pelandrone questa mela è brutta però è buona Conclusive congiunzione traduzione dunca ënlura paraj për lo për z ˆo dunque allora così perciò per questo esempio mi e pains. copulative. dunque sono piove. perciò ha la febbre mia moglie mi ha regalato una bella penna. dunca e sun i pieuv. co ne ni e anche ne ne Giacu Truss e so fumr ˆa sü. paraj ˆ’è e peuss naint manger ˆu Luisin u r maràvi. per questo sono contento Copulative congiunzione traduzione esempio e dërcò. allora andiamo al riparo è troppo maturo. dco. conclusive. ma pà tant! ˆ’è chial u travàja mentre ti ët fài ër plandrun ˆ ës pum u r brüt però u r bun ˆ’è ˆ’è traduzione anche se piccolo gioca bene il treno è lontano eppure sentiamo il rumore è giusto. ëdcò. Le congiunzioni si dividono in coordinative e subordinative. për lo ˆ’è ch’u j’ha r frev ˆa me fumr a j’ha regalàme na ˆa bela biru. così non lo posso mangiare Luigino è malato.

condizionali. vale a dire un bel paese Disgiuntive congiunzione traduzione esempio o o seuti fürb o seuti fol opüra oppure i peur esci ëndà a r Bruza ˆu ˆa opüra a Munot traduzione sei furbo o sei scemo possono essere andati alla Bruzza oppure a Munot Subordinative Le congiunzioni subordinative si dividono in: avversative. modali e temporali. finali. difàti mair Cravanzan-a. dichiarative. difatti maturo Cravanzana. limitative. amera a fà sempe strì tant u r desgagiàsse ˆ’è ch’u j’ha finì traduzione Martino ha perso e la cartella e i libri non è solo un buono a nulla.Correlative congiunzione traduzione e…e naint mach… ma co o…o sìa che … sìa che tant… che e…e non solo… ma anche o…o sia che … sia che tanto…che esempio Martin u j’ha perdü e r ˆa cartela e ij libr naint mach u r ën bocc. mentre ch’i j’han dije de stè cugià so chisin u sgairàva quandi che u j’àva manch ën sod spariss sedenun ët pij a cauz ˆ ënt ër cü ˆ 130 traduzione ubbidisci altrimenti ti picchio tuo zio viaggia mentre che gli è stato detto di rimanere a letto suo cugino sprecava quando non aveva nemmeno un soldo sparisci altrimenti ti prendo a calci nel sedere . sednun altrimenti mentre che quando che altrimenti esempio scuta dësnun ët patel to bàrba u viàgia. consecutive. comparative. dubitative. Avversative congiunzione traduzione dësnun mentre che quandi che sedenun. ˆ’è ma u r co fol ˆ’è o ün o r ˆ’àtr u fà istess sìa ch’a sìa duz sìa ch’a sìa ˆa. esclusive. var a dì ën ˆ bel paìs traduzione bello rosso. ma è anche un po’ folle o uno o l’altro fa lo stesso sia che sia dolce sia che sia amara è sempre disgustosa tanto si è dato da fare che ha finito Dichiarative congiunzione traduzione difàti var a dì ˆ difatti vale a dire esempio bel russ. causali. eccettuative. concessive.

basta ch’u sìa pulid traduzione benchè studi non sa nulla anche se maturo è cattivo sebbene malato è venuto a lavorare anche se giovane conosce non importa che sia vecchio. a meno che non ti piaccia caso mai lo vedeste. ënduma traduzione di già che ci sei compra anche due dolci dal momento che scappa lasciala andare ritorna un’altra volta perché è tardi! siccome cadi dal sonno. piàsa naint casu mài che caso mai che casu mài ch’i r vughissi. salutatelo basta che vada basta solo che sia promosso nel caso in cui piova ripara il fieno fai uscire le galline quando c’è il sole se il giovane sapese e se il vecchio potesse . andiamo Concessive congiunzione bele che bele se cuntüt ëdcò se i-j nun fà naint che traduzione benchè anche se sebbene anche se non importa che esempio bele che u studia u sà gnente bele s’u r mair u r marì ˆ’è ˆ’è cuntüt ch’u r ˆ’era maràvi u r ˆ’è ënnü a travajè ëdcò s’u r giuvu u sà ˆ’è i-j nun fà naint ch’u sìa vej. ˆu saliter ˆu basta che basta che basta ch’u vàga basta màch che basta solo basta màch ch’u sìa prumoss che (passà) ënt ër cas che nel caso ˆ ënt ër cas ch’u piova quàta ˆ in cui ër fagn ˆ quandi ch’i quando che fà sorti ër galin-e.Causali congiunzione da zà che dar mumaint ˆ che përchè che sicume che traduzione di già che dal momento che perché che siccome che esempio da zà che ti seuj. quandi ˆ ch’i fà su se se se ’r giuvu u savaissa e se ˆ ’r vej u pudaissa ˆ 131 congiunzione a menu che traduzione a meno che traduzione compralo. càta co due brignole dar mumaint ch’a scàpa ˆ làssr ëndè ˆa turna n’àtra vota përchè ch’u r tàrdi! ˆ’è sicume ch’ët drochi da r ˆa sogn. basta che sia pulito Consecutive congiunzione traduzione ën manera che in modo che paraj che si che tant che cosìcche si che tanto che esempio beutr ën manera ch’u ˆu bugia naint ven che paraj nun parluma ün ch’u sà naint si ch’u sà Iose a j’ha curü tant ch’a r drucà ˆ’è traduzione mettilo in modo che non si muova vieni cosicchè ne parliamo chi non sa «si che sa» Iose ha corso tanto da cadere Condizionali esempio pijr a menu che ut ˆu.

ch’ che u r stanch ch’u droca ën tèra ˆ’è cume. fatta u studia ëd tüt feuravìa eccezione di che r storia ˆa tranne che u r bràv. e gigumne? landi u curlu? traduzione come stai? perché ti comporti così? quando va via? se viene. me come nair cume ër merlu ˆ traduzione è stanco che cade a terra nero come il merlo Dubitative o interrogative congiunzione cume përchè quandi. gavà che u r ˆ’è ˆ’è poch simpàtich senza che u j’ha pijà dër caramele ˆ sanz che gnün u vughissa ˆa traduzione vado a meno che arrivi mia mamma studia di tutto fatta eccezione della storia è bravo tranne che è poco simpatico ha preso delle caramelle senza che nessuno vedesse Esclusive congiunzione traduzione esempio sanz che ˆa senza che u j’ha fà tüt sanz che gnün ˆa u savaissa gnente sanz ˆa senza us fà dër mà sanz savair ˆ ˆa ˆu 132 traduzione ha fatto tutto senza che nessuno sapesse nulla si fa del male senza saperlo .Comparative congiunzione cume mej che menu che paraj pü … pü pì che pitost che tant me esempio cume ch’ët j’hai dicc ët j’hai fà i sai stà mej che j’àtra vota mi e n’ho menu che ti fà paraj o làssa perdì pü t’e-j nun dai pü u nun mangia più che u r frus pì che n’urs ˆ’è piuttosto che dër vote u r mej stè ciütu ˆ ˆ’è pitost che parlè tanto quanto u mangia tant me ’n gril traduzione come meglio che meno he così più … più traduzione come hai detto hai fatto siete stati meglio dell’altra volta ne ho meno di te fa così o lascia perdere più gliene dai più ne mangia è più antipatico di un orso a volte è meglio tacere piuttosto che parlare mangia tanto quanto un grillo Dichiarative congiunzione traduzione esempio che. quand se landi traduzione come perché quando se dove esempio cume stàti? perché fàti paraj? quandi a vàla vìa? se u ven. giochiamo? dove corre? Eccettuative congiunzione traduzione a menu che a meno che feuravìa che gavà che sanz che ˆa esempio e vàgh a menu che i-j rüva me màma tolto che.

per quanto sono capace Modali congiunzione cume. si è dato da fare io farò tutto il possibile. attingine mentre dorme russa appena arrivato urla appena passa glielo diciamo quando arrivi ne parliamo . telefun-me ˆ’è fin tant ch’u dreum.Finali congiunzione traduzione esempio për che perchè mi e j’ho divr për ch’i sàpi ˆu reguleve përchè perchè chial u j’ha bitàje ënt u tirat. me cume se ën manera che quàsi. u j’ha dàsse da fè për lo che per ciò che mi e fareu tüt lo che peuss. chiamami dopo che è partito telefonami fin tanto che dorme. lasciatelo stare fin che scorre l’acqua. squàsi quàsi che traduzione come come se in modo che quasi quasi che esempio parla cume ch’ët mangi parlje cume s’u fussa to frel baica ëd fè ’n manera ch’i-j vàga tüt bagn e suma ëndàje quàsi vëssin cul-là u cur quàsi ch’u j’avaissa ër feu ënt ër bràje ˆ ˆ traduzione parla come mangi parlagli come se fosse tuo fratello vedi di fare in modo che proceda tutto per il meglio ci siamo andati quasi vicino quello corre quasi che avesse il fuoco nei pantaloni Temporali congiunzione cume. përchè che gnün i-j pija traduzione ve lo detto perché sappiate come comportarvi li ha messi nel cassetto perchè nessuno li prenda Limitative congiunzione traduzione esempio bele che benchè Miliu u r ënnü. ciam-me dop che u r partì. per lo che sun bun traduzione Emilio benchè malato è venuto anche se faceva freddo abbiamo lavorato ugualmente nonostante piovesse. tirne mentre ch’u dreum u runfa paina rivà u bràja pàina ch’u pàssa e-j r diuma ˆu quandi che ’t rüvi e nun parluma 133 traduzione come arriva. me dop che fin tant che fin che mentre pàina pàina che quandi traduzione come dopo che fin tanto che fin che mentre appena appena che quando esempio cume ch’u rüva. bele che ˆ’è maràvi bele se anche se bele s’u fàva fragg e j’uma travajà istess cuntüt che nonostante cuntüt ch’u piuvissa. lasseru stè fin ch’i campa dr ˆ’eva.

Alcune congiunzioni subordinative assumono un diverso valore a seconda del contesto in cui sono. Cravanzana. la chiesa “bassa” 134 . valga come esempio cume che può essere: interrogativa temporale modale comparativa dichiarativa u vurrìa savaj cume ch’a stà so màgna (vorrebbe sapere come sta sua zia) cume u r rivà u r subit partì ˆ’è ˆ’è (com’è arrivato è subito partito) u r bagnà cume n’aniot ˆ’è (è bagnato come un anatroccolo) u r vej cume ër cucu ˆ’è ˆ (è vecchio come il cuculo) na vota cume ëncheu (una volta come oggi).

che spavento accidenti. ehi basta cribbio perbacco accidenti oh uffa esempio eh. pulastrun! giuramèntuna. eh. povera me comprati un mestolo! vatti a coricare nella nebbia esempio boja fauz che patela! ˆ. balle silenzio cribbio peccato andiamo giuramento neh perbacco basta attenzione vieni esempio ciau bije.che sfortuna! neh. che male! basta. ohi. gioia o dolore per cui gli esempi che seguono sono a puro titolo esplicativo. ohi. ih. u me scàpa ciütu. se balla bene! peccato. che bàr ˆba! traduzione eh. ch’ënduma! tuca pà. smettila cribbio.Interiezioni o esclamazioni Il numero di queste unità lessicali è veramente enorme. u r scapàme ˆ’è ’n tèra! uffa. u r tàrdi! ˆ’è traduzione ciao biglie. che barba! Improprie interiezione o esclamazione ciau bije. cade! vieni. mi scappa silenzio. che andiamo! non toccare. mi hanno mangiato tutto! comprati un mestolo. perbacco! me ne vado e basta! attenzione. che patela! ommi. stà ’n là! ahi. parlo io! cribbio. infatti praticamente ciascuna persona ha il proprio modo di esprimere stupore. che bella automobile! perbacco. improprie e locuzioni esclamative. è tardi! Locuzioni esclamative interiezione o esclamazione ispa. Proprie interiezione o esclamazione ah. ehm ahi. pollastri! giuramento. boja fauz ˆ! it tacaissa na caghëtta! ommi. u droca! ven. ehi bon cribbiu cristiandor cuntàcc ommi uffa traduzione ah. e sun ribatà! ënduma. sà tü! E vàgh vìa e s-ciau! tenz ˆiun. che botta! oh. che botta ti venisse una caghetta. vàte cugè ënt r nebbia. scemotto! oh. che sbarüv! cuntàcc. mi povra dona! vàte catè ën caz ˆü! vàte cugè ënt r ˆa nebbia! traduzione boia bugiardo ti venisse una caghetta! oh. ˆa tabaleuri! 135 traduzione boia bugiardo. fulandran! ommi. l’ho lasciato cadere per terra! uffa. che bela màchina! cristiandor. Le interiezioni si possono dividere in tre categorie: proprie. piantr lì ˆa cribbiu. idiota! . che mà! bon. sono caduto! andiamo. ciau bale ciütu dìncine ëndarmàge ënduma giuramèntuna nèh sà tü s-ciau. su bàla bagn! ëndarmàge. ih. tuca mi parlè! dìncine. eh. stai in la! ahi. s-ciav tenz ˆiun ven traduzione ciao biglie. it tacaissa na caghëtta. che sgarula! nèh. meraviglia. ehm ahi. j’han mangiàme tüt! vate catè ën caz badola! ˆü. scemotto! vatti a coricare nella nebbia. povera me. mi povra dona.

i diversi complementi e l’attributo. soggetto Cravanzan-a a r rica ëd nizor ˆ’è ˆe Ber u r propi povr ëd pass ˆb ˆ’è traduzione Cravanzana è ricca di nocciole il Belbo è povero di pesci 136 .Sintassi Possiamo dividere in: sintassi della proposizione e sintassi del periodo. Soggetto Il soggetto corrisponde a chi o cosa fa l’azione: soggetto Virginia a bràja fort Ër màchine i van fort ˆ traduzione Virginia urla forte Le automobili corrono velocemente Predicato verbale Il predicato verbale è costituito dal verbo: soggetto Gepin u pùa ër vi ˆ traduzione Giuseppe pota le viti Predicato nominale Il nome o l’aggettivo che seguono il verbo esci (essere) prendono il nome di predicato nominale. mentre il verbo quello di copula: soggetto r me cà a r bela ˆa ˆ’è traduzione la mia casa è bella Complementi Quantunque il soggetto e il predicato verbale possano formare già di per sé una proposizione. ëd (di). Avremo dunque i seguenti complementi in ordine alfabetico: abbondanza o privazione introdotto da: dë. esistono i complementi che ne specificano ulteriormente il senso. il predicato verbale. il predicato nominale. Sintassi della proposizione Nella proposizione possiamo distinguere alcune parti e precisamente: il soggetto.

soggetto ër paìs ëd Cravanzan-a u r a quasi ˆ ˆ’è sesz ˆaint metr d’autëzza traduzione il paese di Cravanzana è ad un’altitudine di quasi seicento metri età introdotto da: dë. soggetto cul nini u và ar màr cun so màgna ˆ traduzione quel bambino va al mare con sua zia denominazione introdotto da: dë. soggetto traduzione r Ferrari a r na bela màchina da cursa la Ferrari è una bella automobile da corsa ˆa ˆ’è 137 . da). ën cumpanìa (con. a proposito). insieme. a causa di). su. a).argomento introdotto da: dë. cun. ëd. ën zuma (di. a causa ’d (per. ëd (di). sü. a. a (di. ënsem. ˆ soggetto cui dui i parlu màch sempe ëd sod ar ˆ’ostu i ciaciar dër partije ˆu ˆ ëd diminica traduzione quei due parlano solo sempre di soldi al bar chiacchierano delle partite di domenica causa introdotto da: për. da (per. in compagnia). soggetto r ˆ’üva a r stà rüinà da r tampesta ˆ’è ˆa traduzione l’uva è stata rovinata dalla grandine compagnia e unione introdotti da: cun. di. da. soggetto saira e suma naint surtü për r fragg ˆ ˆa Catlinin a suda da r càd ˆa traduzione ieri non siamo usciti per il freddo Caterina suda per il caldo causa agente o efficiente introdotto da: da (da). dë. da. soggetto Virginia a r na matutina ëd quatr àgn ˆ’è so surela a r diplumàsse a disdeut àgn ˆ’è traduzione Virginia è una bambina di quattro anni sua sorella si è diplomata a diciotto anni fine introdotto da: për. con. a pruposit.

grazie a). da. per. a (di. dzura. grazie a (con. di. attraverso. cun (di. complemento mi e stàgh a Cravanzan-a ti ’t vài an Àr ˆba mi e sun ën camin ch’e turn da Curtmija ën curriera e sun passà për San Stèu traduzione io abito a Cravanzana tu vai ad Alba io sto per tornare da Cortemilia in autobus sono transitato per Santo Stefano materia introdotto da: dë. in). per. complemento ër sindich u pàrla sanza gena ˆ z ˆërcuma ëd travajè cun deuit traduzione il sindaco parla a ruota libera cerchiamo di lavorare a modo oggetto complemento Carlin u mangia r turta ˆa saira i j’han baivü dër vin ˆ traduzione Carlo mangia la torta ieri hanno bevuto vino pena o colpa introdotto da: dë. dë. complemento Gispin u porta ër fagn cun ër tamagnun ˆ ˆ so bàr u r turnà a cà ën bici ˆba ˆ’è traduzione Beppe trasporta il fieno con il rimorchio agricolo suo zio è ritornato a casa in bicicletta modo o maniera introdotto da: cun. ën. complemento sa cadaina a r ëd fer pin ˆ’è traduzione questa catena è di ferro massiccio mezzo introdotto da: cun. moto a luogo. për. in. da. a. suta (a. in. a. ën. ën. dë. travers. sanza (con. di. sotto). sopra. con). ëd. a. per. a. ën. moto per luogo) introdotti da: a. senza). in. ëd. për. a. in. ëd. për. a). complemento i j’han ficàje trai àgn ëd përsun 138 traduzione gli hanno dato tre anni di prigione . ën (di. complemento so zene u sà tüt dër balun a pugn ˆ u r grand. ma u r ën po’ scàrs ëd forza ˆ’è ˆè traduzione suo genero conosce tutto della pallapugno è alto. ma è un po’ scarso di forza luogo (stato in luogo. a.limitazione introdotto da: dë. moto da luogo.

specificazione introdotto da: dë, ëd (di);
complemento ër càmiu ëd Miclin u r vàst ˆ ˆ’è traduzione il camion di Michele è guasto

stima e prezzo introdotto da: da (da);
complemento u r ’n bucin da vint mila lire ar mir ˆ’è ˆ ˆia traduzione è un vitello del valore di venti mila lire il miriagrammo

tempo (determinato e continuato) introdotti da: a, ën, dë, për (a, in, di, per);
complemento a r diminica ënduma a r mëssa ˆa ˆa u j’ha piuvü për trai dì ëd fir ˆa traduzione la domenica andiamo a messa ha piovuto per tre giorni di seguito

vocazione non ha preposizioni
complemento matot, adess e fuma për dabun Nusgnur, ër to asu us cugia ˆ traduzione ragazzi, adesso si fa sul serio Signore, il tuo asino si corica

Attributo L’attributo è un aggettivo che unito al nome ne specifica le qualità.
complemento a Cravanzan-a puduma truvè ’n bel castel Pinotu u fà ën bun duz ˆat traduzione a Cravanzana possiamo trovare un bel castello Giuseppe fa un buon dolcetto

Bossolasco, veduta da mezzodì
139

Sintassi del periodo
La sintassi del periodo si occupa del rapporto tra le varie proposizioni che fanno parte del periodo. Le proposizioni si dividono in principali che hanno senso compiuto, dipendenti che dipendono invece da un’altra proposizione e coordinate che possono avere entrambe le caratteristiche.

Principali
Le proposizioni principali possono essere, in ordine alfabetico: dichiarative od enunciative, esprimono un giudizio e presentano il verbo all’indicativo, al condizionale o all’infinito;
esempio ër miradur u j’ha travajà bagn ˆ a staimbr e farìu ër ferie ˆ traduzione il muratore ha lavorato bene a settembre saremmo in ferie

esclamative esprimono ad esempio gioia e meraviglia e hanno il verbo all’indicativo, al condizionale, al congiuntivo o all’infinito;
esempio ch’it vena ën po ’d bagn! traduzione ti venga un po’ di bene! (ma vai a quel paese!)

esortative esprimono un’esortazione e hanno il verbo all’imperativo o al congiuntivo;
esempio avaj paziainz ˆa! traduzione abbi pazienza!

imperative esprimono un comando e presentano il verbo all’imperativo, al congiuntivo, all’infinito e al futuro;
esempio ven ëmbelez a r svelta! ˆì ˆa traduzione vieni qui velocemente!

incidentali sono in genere limitate da due virgole e non hanno legami sintattici con le altre proposizioni;
esempio traduzione Gepin, ët r digh ciair, stàme luntan Beppino, te lo dico chiaro, stammi lontano ˆu

interrogative dirette presentano una domanda e si reggono con il verbo all’indicativo, al condizionale, al congiuntivo e all’infinito;
esempio ëndua u r ˆ’elu ’ndà cul babau? traduzione dov’è andato quel babbeo? 140

ottative esprimono un desiderio e presentano il verbo al congiuntivo;
esempio ch’u vena püra avanti, munsü! traduzione venga pure avanti, signore!

Dipendenti
Le proposizioni dipendenti sono introdotte da una congiunzione, un pronome relativo, un verbo (infinito, participio, gerundio), un pronome o un avverbio interrogativo, per cui avremo in ordine alfabetico: avversative si dividono in esplicite, introdotte da: mentre che, quandi che (mentre che, quando che) ed implicite introdotte da: ënvece dë, ar post che (invece di, al posto di); ˆ
esempio j’àci i travàju, mentre chial u fà gnente ënvece dë scutè u fàva sempe lo ch’u vuràva traduzione gli altri lavorano mentre lui non fa nulla invece di ascoltare faceva ciò che voleva

causali si dividono in esplicite introdotte da: përchè, da za che, sicume che (perché, di già che, siccome che) ed implicite introdotte da: për, a, dë (per, a, di);
esempio u r naint ëndà a travajè përchè u j’àva ˆ’è r frev ˆa i sun stràch per avaj curü tüt u dì traduzione non è andato a lavorare perché era febbricitante sono molto stanchi per aver corso tutto il giorno

comparative si dividono in esplicite introdotte da: pi … che, cume (più … che, come) ed implicite introdotte da: pitost che, pi che (piuttosto che, più che);
esempio r vandëmmia a r stà cume ch’is ˆa ˆ’è r spetàvu ˆa pi che cantè u crijàva me n’àquila traduzione la vendemmia è stata come se l’aspettavano più che cantare urlava come un’aquila

concessive si dividono in esplicite introdotte da: cuntüt che, ëdcò si (nonostante che, anche se) ed implicite introdotte da: pür (pur);
esempio ëdcò s’u pieuv i j’è ër su ˆ pür avanda gigà tüt u dì u j’ha naint sogn traduzione anche se piove c’è il sole pur avendo giocato tutto il giorno non ha sonno

condizionali si dividono in esplicite introdotte da: se, basta mach che, a cundiziun che (se, cerca solo di, a condizione che) ed implicite introdotte da: a (a);
141

esempio va ’nduva ch’ët veuri, basta màch che të stàghi bràv ëndanda a scor u starìa naint tüt u dì ˆa ën gir a fè ër fol ˆ

traduzione vai dove vuoi, cerca solo di stare bravo andando a scuola non starebbe in giro tutto il giorno a fare lo scemo

consecutive si dividono in esplicite introdotte da: tant … che (tanto … che) ed implicite introdotte da: da (da);
esempio u j’ha mangia tant ch’u r stumiàsse ˆ’è u j’ha tampestàje tant da fè sgiàj a tüci traduzione ha mangiato tanto che ha fatto indigestione ha grandinato tanto da lasciare tutti sgomenti

esclusive si dividono in esplicite introdotte da: sanza che (senza che) ed implicite ˆ introdotte da sanza (senza); ˆ
esempio ˆ u gigàva ar balun sanza che ij so ˆ i r savaissu ˆu u r ’ndà vìa sanza dì gnente a gnün ˆ’è ˆ traduzione giocava a pallone senza che i suoi lo sapessero è andato via senza dir niente a nessuno

eccettuative si dividono in esplicite introdotte da: a menu che, feuravìa che (a meno che, eccetto che) ed implicite introdotte da: gavà che, feuravìa che (tolto che, eccetto che);
esempio us lamaintàva maj a menu che i r ˆu faissu travajè gavà che ’ndè ’n bici u fàva ëd tüt traduzione non si lamentava mai a meno che lo facessero lavorare tolto che andare in bicicletta faceva di tutto

finali si dividono in esplicite introdotte da: përchè, për che, ën manera che (perché, per che in modo che) e implicite introdotte da: për, a (per, a);
esempio e j’ho divr për ch’i sàpi reguleve ˆu u canta na bela canzun për fè piasì a so murusa traduzione ve lo detto perché sappiate regolarvi canta una bella canzone per compiacere la sua fidanzata

interrogativa indiretta può avere il verbo al condizionale, al congiuntivo, all’indicativo;
esempio ës ciamuma tüci përchè ch’u j’àba dicc lulì traduzione ci chiediamo perché abbia detto ciò

limitative si dividono in esplicite introdotte da: për lo che, standa a (per quello che, secondo ciò che) ed implicite introdotte da: riguard a, për, a (riguardo a, per, a);
142

con. paina che (quando che. come se) ed implicite introdotte da: tüt ën. ën. cun. abitava a Cravanzana cerca qualcuno che gli pulisca l’orto soggettive si dividono in esplicite introdotte da che (che) ed implicite introdotte da dë (di). mentre che. esempio u parlàva cume s’u fissa ër padrun ˆ dër vapur ˆ a mangè trop i farài indigestiun traduzione parlava come se fosse il padrone del vapore a mangiare troppo farete indigestione oggettive si dividono in esplicite introdotte da: che (che) ed implicite introdotte da: dë (di). cume se (come. esempio Ghindu. cun. esempio e j’ho dije ch’ëndàva a r Beusia ˆa er medi u j’àva dije ’d pi naint fimè ˆ traduzione gli ho detto che andavo a Bosia il medico gli aveva detto di non più fumare relative si dividono in proprie ed improprie introdotte da un relativo. in. con. appena che) ed implicite introdotte da: prüma ’d. esempio st’istà u r mej che të stüdii ˆ’è suainz u sarìa ër càs dë stè ciütu ˆ ˆ traduzione quest’estate è meglio che tu studi sovente sarebbe il caso di stare zitti strumentali si trovano solo nella forma implicita e introdotte da: ën. esempio quandi ch’u và a n’Àr u dovra r curriera ˆba ˆa prüma ëd pàrti u j’ha salità ij so 143 traduzione quando va ad Alba si serve dell’autobus prima di partire ha salutato i suoi (genitori) .esempio standa a lo ch’u dis cul là i sarìu tüci cativ a mangè e a báivi u r ’r pi fort ëd tüci ˆ’è ˆ traduzione secondo la sua opinione sarebbero tutti cattivi a mangiare e bere è il più capace di tutti modali si dividono in esplicite introdotte da: cume. che era il più forte giocatore di pallapugno. mentre che. a forza di). dop ëd (prima di. a). ch’u r ˆ’era ër pi fort gigadur ˆ da balun a pügn. dopo di). pronome o avverbio. a (in ogni modo. esempio a forz dë sbaliesse i s’ëmpàr ˆa ˆa traduzione a forza di sbagliare si impara temporali si dividono in esplicite introdotte da: quandi che. u stàva a Cravanzana uz ˆerca caicadun ch’u-j pulida r ˆ’ort traduzione Ghindu. a forza ’d ˆ (a.

si ottiene con una: virgola esempio Elio u mangia i puciu. Iose ij pum. principali o dipendenti. manch o e…e.Coordinate La coordinazione tra due proposizioni. naint mach… ma ’dcò esempio nè u pàrla nè u bugia o u stà ’n pe o u droca bàsta ch’i vagu vìa e ün e r ˆ’àtr traduzione né parla né si muove o rimane in piedi o cade che vadano solo via e uno e l’altro pronome correlativo pronome chi … chi esempio chi ch’u scapàva. nujàcc e baicuma traduzione Elio mangia le nespole. Iose le mele. nè. chi urlava 144 . noi stiamo a guardare congiunzione congiunzione e. chi ch’u brajàva traduzione chi scappava.

LE PAROLE ˆ ˆ ËR PAROLE Feisoglio. la chiesa parrocchiale .

sotto i piedi di un cavallino. ër castàgne brisatà. italiano Balla balla Balla balla “picucalla” sotto i piedi di una cavalla. la pianca rovina Battista sulla campana. balla balla bel bambino. pianca a droca ˆa ˆa Batista ën sr cioca. ˆ ën buca ar can. Battista Battista fila la canapa. in bocca a te. i-j nun j’è na quantità. mangia carte prenditi la giacca. il filo di canapa si strappa Battista salta sulla pianca. ˆì chi u ven r e ru pij a curnà. meza splà. nine nane e surtégg Filastrocche. ˆa Batista sauta ’n sr pianca. in bocca al cane. Carabignè Carabigné. meza tusa. la campana fa din-dan. suta ij pe din cavalin. Batista ˆa ˆa ˆa Batista fir r rista. La capra Io sono la capra. Carabinieri Carabinieri. pin butalin. ham. Buca (ën) Ën buca a mi. ën buca a ti. Batista cagàsse ën man. ham. capretta per metà tosata e per metà pelata chi viene qui lo prendo a cornate. Battista si è cagato in mano. ˆ qua-qua-qua. bàla bàla bel ninin. In bocca In bocca a me. r cioca a fà din-dan. r rista as ë s-cianca. Butalin (ër (ën che man u r ˆ) ˆ’èlu?) Pin. ce n’è una quantità qua-qua-qua. 147 . La botticella (in che mano è?) Botticella piena. vàte cugè ˆ ˆa) Crava (r ˆa Mi sun r crava ’ncravinà. le castagne bruciacchiate. mangia papé pijte ër giachè.Cunte. vatti a coricare. piena qual’è vuota qual’è piena ? Il canarino Gin gin canarino quante ragazze ci sono a Torino. ˆ’èlu veuid cul u r ˆ’èlu pin? cul u r Canarin (ër ˆ) Gin gin canarin quante fije j’è a Tirin. ninne nanne e sorteggi piemontese dell’Alta Langa Bàla bàla Bàla bàla picucàla suta ij pe di na cavàla.

taglia la pelle pelle è dura. ˆu ˆ’è ma se i vughissi so surela cucu. ˆa Dalin dalan Dalin dalan mortje ën can can vur ˆpin. tàja r pel ˆa pel è düra. taglia il muro muro è forte. cucu come è bella. curu. morto un maiale maiale coltello.cu. can bucin j’è mortje Giuanin. la pelle del lupo. più lo guardo e più è bello. Dalin dalan Dalin dalan è morto un cane cane volpino. Giuanin cutel tajàje r pel. ma se vedeste sua sorella cucu. tàja r porta ˆa ˆa porta è zà tajà. ˆ ˆ ˆ’è pi e r baich e pi u r bel. ˆ Dalin dalan Dalin dalan j’è mortje ën can can vur ˆpin j’è mortje Giuanin italiano Il cuculo Cuculo della barba grigia quanti pidocchi hai nella camicia? (I bimbi ascoltavano quante volte cantava) Il cuculo Cuculo dalla barba blu quanti giorni prima che piova? (I bimbi ascoltavano quante volte cantava) Il cuculo Cuculo dalla barba bianca quanti anni vivrai? (Si ascoltava poi quante volte cantava) Il cuculo Il padre del cuculo è un gran bel uccello. cume ch’a r bela.piemontese dell’Alta Langa Cucu (ër ˆ) Cucu dr bàrba grisa ˆa quanci pieuj j’ati ’nt r camisa? ˆa (Ij nini i scutàvu quante vote u cantàva) Cucu (ër ˆ) Cucu dr bar bleuva ˆa ˆba quanci dì prüma ch’i-j pieuva? (Ij nini i scutàvu quante vote u cantàva) Cucu (ër ˆ) Cucu dr bàrba bianca ˆa quanci àgn te scampti? (Ij nini i scutàvu quante vote u cantàva) Cucu (ër ˆ) Er pare dër cucu u r ’n gran bel usel. Dalin dalan Dalin dalan è morto un cane cane volpino e morto Giovannino 148 . mortje ’n crin crin cutel. dalan è morto un cane. tüci zü ’nt ër prà. cu. tàja r mür ˆa ˆa mür è forta. tutti i cuculi vorrebbero farci l’amore. Curnabò (in che mano è?) Curnabò. dalan j’è mortje ’n can. qual’è il tuo ? Dalin dalan Dalin. curnabò cul u r ˆ’èlu ër me. ˆ’è Quandi ch’a r vestija ëd tanci culur. Curnabò (ën che man u r ˆ’èlu?) Curnabò. Giovannino col coltello ha tagliato la pelle. ˆa r pel du luv. curnabò qual’è il mio. cucu.curu. cane e bue è morto Giovannino. Quando è vestita di tutti i colori. cul u r ˆ ˆ’èlu ër to ? ˆ Dalin dalan Dalin. ˆ’è tüci ij cucu vurriju feje r ˆ’amur. taglia la porta porta è già tagliata. curu. curu. tutti giù nel prato.

(il medio) questo li mangia. ˆì ës-z u-j fà cheusi. j’è mortje Dunà. ˆ Furmichëtta russa (r ˆa) ˆ Ra furmichetta russa muntàva sü dar mür. cinque è necessaria una domestica. 149 . con le sue manine bianche si batteva il culo. ˆa cun sue manine bianche s’ë s-ciupatàva ’r pecc. Le dita (insegnando il nome delle dita) Questo va al mulino. le undici (quando è ora di andarsene) Le dieci. La formichetta rossa La formichetta rossa s’arrampicava sul muro. Il gallo Una volta sul tetto c’era un gallo scappato dal pollaio. (il pollice) questo fa le tagliatelle. ˆ Gal (ër ˆ) Na vota ënz ˆuma aj cup i j’era ’n gàl scapà dar giuch. (l’indice) questo li fa cuocere. tre possono. chi j’è ’n cà dj’acc. ˆì ës-z u fà pìu. unz ure (quandi u r ura d’ëndè vìa) ˆ’è Des unz ure ën bot sunà. ˆ cun sue manin-e bianche s’ë s-ciapaz ˆàva ’r cü. tre in peuru. pussa vìa. Dalin dalan Dalin dalan Lucia catturava i passerotti se sua madre urla dille che è Beppino. La formichetta rossa s’arrampicava sul muro. Dunà lëssìa passa vìa. ˆa ˆ italiano Giovannino dei frati. non lo dico a te che sei in casa mia. quàtr i staintu. Dalin Dalan Dalin dalan Lucia ciapàva ij passurot se so màre a crija dije ch’u r Pinot. z ˆinch i-j và r sërvainta. ˆa Di (ij) (mus-cianda ër nom dij dì) ˆ Ës-z u và ar mir ˆì ˆ ˆin. con la camicia corta mostrava tutto il culo. ˆa ˆ ˆ Ra furmichetta russa muntàva ’n sër mür. ˆ’è Des. Fumr ˆe Due in veuru. ch’i j’è dër bosch da fete cheusi. ës-z u fà ij tajarin. ˆ Cosa fàti patalüch lì ’n si cup? Cosa fàti tabaleuri? Càr zü. Le dieci. suona l’una chi è in casa d’altri se ne vada a casa. Furmichëtta russa (r ˆa) ˆ Ra furmichetta russa muntàva sü dar mür. Donne Due mi vogliono. pìu dré da r ˆì ˆ’üss. ch’us nun vàga a cà. le è preso mal di pancia e si è coricata nel letto con le sue manine bianche si batteva le mammelle. Cosa fai “patalüch” li sul tetto ? Cosa fai birichino ? Scendi che c’è legna pronta per farti cuocere. quattro stentano. ˆ cun r camisa curta mus-ciàva tüt ër cü. ˆ tacàje mà r panza ’ndàsse cugè ’nt u lecc. ˆu ma se fissa stà ’n cà tùa st’ura zì e sarìa zà ëndà vìa. ma se fossi stato in casa tua a quest’ora sarei già andato via. (l’anulare) questo fa pio. pio dietro l’uscio (il mignolo) La formichetta rossa La formichetta rossa s’arrampicava sul muro. le undici. è morto Donato Donato “lëssìa” (il bucato). ˆì ës-z u-j mangia. ët r digh pà a ti ch’ët zeuj ën cà mìa.piemontese dell’Alta Langa Giuanin dij frà.

pieuv r galin-a a fà r ˆa ˆ’euv. musme r strà për ëndè ’n paradis. ˆa ˆ’è Galin-a (r ˆa) Pieuv. fioca fioca r galin-a fà r ˆa ˆ’oca. guarda il sole tre galline su una quercia. pieuv r galin-a fà r ˆa ˆ’euv. ˆa Giacu e ër galin-e ˆ Giacu Miracu ër galin-e ru bëcaz ˆ ˆu. le galline lo conducono al pollaio. pieuv r galin-a fà r ˆa ˆ’euv. l’uovo cade la gallina s’ammazza. tre galli in un castello pregate il Signore che faccia bello. ˆa sedenun et màz ˆ. ˆa r galin-a r meza màta. Gianna e Gianni Gianna e Gianni van per more tornano a casa che sono le sette 150 . galin-a ’d San Pe. Galin-e (ër tre) ˆ Su mirasù trè galin-e ’n sna ru. Gin e Gian Gin e Gian i van për mure ˆ turnu a cà ch’u r sèt ure. fa l’uovo al cioccolato. piove la gallina fa l’uovo. ˆ ˆ Giàcu Giàcu Giàcu zà cugià? Zà cugià Giàcu? Giàcu Giàcu zà cugià. Galin-a (r ˆa) Pieuv. ˆ’è italiano La coccinella Gallina. Giacomo è un allocco. La gallina Piove. La coccinella Gallina. Gallina di San Michele prendi la scala e sali in cielo. ˆa ˆa Galin-a (r ˆa) Pieuv. traj gaj ’nt ën castel. r ˆ’euv u ribàta r galin-a as màz ˆa ˆa. ër galin-e ru portu ar giuch. fà r ˆ’euv a r ciculàta. la gallina è mezza matta. Galin-a ’d San Michel (r ˆa) Galin-a. piove la gallina fa l’uovo. La gallina Piove. Giacu r n’ur ˆ’è ˆuch. Le tre galline Sole. preghé Nusgnur ch’u fàz bel. nevica. le galline lo beccano. piove la gallina fa l’uovo. Gallina di San Pietro indicami la strada per raggiungere il paradiso altrimenti ti uccido. Giacomo Giacomo Giacomo già coricato? Già coricato Giacomo? Giacomo Giacomo già coricato. Giacu e le galin-a Giacomo Miracolo. nevica la gallina fa l’oca.piemontese dell’Alta Langa Galin-a ’d San Pe (r ˆa) Galin-a. La gallina Piove. Galin-a ’d San Michel pija r scàr e munta ’n ciel.

(Giuanin për fè sigàla) ˆ u fàva r ˆ’aviatur. r scor r sarà. ˆa ˆa ˆ’è pija ’r cavagnin e turna a cà. La Madonna Piove. maggiolino prendi il cestino e cammina a scuola. cich e ciach sul sedere. ˆor tira feura ij teu curnun sedenun et màz ˆ. cich e ciach ën sër cü. Una volta Una volta c’era un uomo che girava intorno al duomo. (Giovannino per guadagnarsi il sigaro) faceva l’aviatore in mancanza di benzina pisciava nel motore. Na vota Na vota j’era n’om ch’u giràva ’nturna ar dom. a Roma a cavallo di una toma. ˆ Madona (r ˆa) U pieuv. lumachetta tira fuori le tue corna altrimenti ti uccido. ˆ Limaz (r ˆa ˆa) Limaz limaz ˆa ˆa. pet sigaro. lumachetta le corna tira fuori. ˆ Giuanin Giuanin pët. La lumaca Lumaca. fa sole la Madonna va per fiori ne raccoglie un mazzolino per portare al suo bambino il bambino è contento e le regala una luna d’argento. ën mancanza ëd benzina u pissàva ’nt ër mutur. altrimenti vado dal barbiere e te li faccio tagliare. ciach a r man!!! ˆa Milan A Milan cavàl an can. Il gattino Gatto. Giovannino Giovannino pet. Mignin (ër ˆ) Mignin gatin rumau. ˆ ˆ ër ninin u r cuntaint ˆ ˆ’è e u-j regàla na lün-a d’argiaint. La lumaca Lumaca. gattino fa le fusa. pët sigàla. a Ruma cavàl a na tuma. sedenun e vàgh dar barbé ˆ e ’t ji fàz tajé. ˆor ij curnin ranchie fora. givola pija ’r cavagnin e marcia a scor ˆ ˆa. u fà su r Madona a và për fiù ˆa ˆ a nun cheuj ën maz ˆulin për purteje ar so ninin. ˆ Givu (ër ˆ) Givu.piemontese dell’Alta Langa ma sèt ure j’han zà batü. Il maggiolino Maggiolino. “ciach” sulla mano!!! Milano A Milano a cavallo di un cane. Limaz (r ˆa ˆa) Limaz limaz ˆa ˆa. 151 . la scuola è chiusa prendi il cestino e torna a casa. ˆ italiano ma le sette han già battuto.

pin piripetta pan. Nana cuncheta Nana cuncheta ˆ’è màma r ’ndà a messa. ˆ’è papà r ’ndà ’nt ij bosch ˆa fà r nana bel matot. r Pipina a r meza màta. il caffè alla cioccolata. gli scappava la caghetta. Nanna nannetta Nanna nannetta mamma è andata a messa papà è andato nei boschi fai la nanna bel bambino. Pin piripeta (ij nini i cuntu) Pin piripeta nusa. ˆa ˆa j’è scapàva r caghëtta. Su veu drimì ch’u dreuma. ˆ ër matot ën paradis. Se vuol dormire che dorma. ˆa) Pipina (r Ün. ˆa ˆ ˆ ˆa ër cafè a r ciculàta. Nana naneta Nana naneta ˆ’è màma r ’ndà a messa messa sunàva r ˆ’angel u cantàva cantàva tantu bin ˆa fà r nana bel bambin. dui. La Peppina Uno. Nanna “cuncheta” Nanna “cuncheta” mamma è andata a messa papà è andato nei boschi fai la nanna bel bambino. pin piripeta pan.piemontese dell’Alta Langa u mainàva r carëtta. faruma na cà neuva na cà neuva pin-a ëd ris. il bambino in paradiso. Nanna “cuncheta” o “cucheta” Nanna “cuncheta” mamma è andata a messa messa suonava gli angeli cantavano cantavano una canzone la Madonna in processione. faremo una casa nuova una casa nuova piena di riso. ˆa Nana naneta Nana naneta ˆ’è màma r ’ndà a messa ˆ’è papà u r ’ndà ’n ti bosch ˆa fà r nana bel matot. due tre la Peppina fa il caffè. la Peppina è mezza matta. Nanna nannetta Nanna nannetta mamma è andata a messa messa suonava l’angelo cantava cantava così bene fa la nanna bel bambino. tre r Pipina a fà ër cafè. 152 . ˆa ˆ’è italiano conduceva la carretta. Nana cuncheta (cucheta) Nana cuncheta ˆ’è màma r ’ndà a messa messa sunàva j’angej i cantàvu cantàvu na canzun r Madona ’n prucessiun. Pin piripetta (i bambini sorteggiano) Pin piripetta noce.

ˆ pi fort dër mund. ˆ ˆa sangiut và vìa!! Spiun. spiun Spiun. singhiozzo va via!! Spione. Ënlura mi ët ciàp. una rana nel secchio. portali di là portali dietro alla tua casa. ˆ che màniga dë sbiri-ri-ri-ri. li ha lavati volentieri. portje dlà. Puciunin ci ha cagato di nuovo. ratin (giganda a ciapesse) Ratin. ˆa j’ha lavàje vur ˆunté. ër babi ’nt r sija. ratin cosa fàti ’nt ër me giardin ? ˆ E mangg r ˆ’uva. Strappa ferro Strappa ferro vai veloce come il vento. che razza di sbiri-ri-ri-ri. tacchino fai la ruota. Puciunin turnàje caghè. spione porta i cannoni. portje dzà. topino cosa fai nel mio giardino ? Mangio l’uva. j’heu lassà pan e vin. topino (giocando a prendersi) Topini. fai la mia. Riundur ˆin-a (r ˆa) Sun ëndà vìa a San Martin. spiun porta canun. Una storia bella Io conosco una storia bella che fa piacere raccontare vuoi che tela racconto? 153 . ˆa ˆa Puciunin Puciunin cagà ’nt ër bràje ˆ r so màma j’ha lavàje. ënlura mi e scàp. ho trovato tutto il nido rovinato. spione Spione. ˆ Storia bela (na) Mi e seu na storia bela fà piasì cunter ˆa veuti ch’ët r cunta? ˆa italiano Il tacchino Tacchino. ho lasciato pane e vino. portali dietro alla tua cascina.piemontese dell’Alta Langa Pitu (ër ˆ) Pitu. La rondinella Sono andata via a San Martino. allora io scappo. che il diavolo ti strini. ˆa portje dré da r to cascin-a. Singhiozzo Singhiozzo barbozzo una rana nel pozzo. Allora ti prendo. pitu fà r rua ˆa fà r mìa. j’heu truvà tüt ër ni drucà. Topino. portali di quà. ˆ Strossa fer Strossa fer và me ’r vaint. sono tornata all’Annunziata. portje dré da r tua cà. Puciunin Puciunin ha cagato nei pantaloni la sua mamma li ha lavati. ˆa che ’r diau u te strin-a. Ratin. fà r tua. più forte del mondo. fai la tua. sun turnà a r ˆ’Anunzià. Sangiut Sangiut barbut na ran-a ’n tër puz ˆ ˆ.

batti l’asino e vai al mulino. risponde la gallina. Toni. Trenta quaranta Trenta quaranta tutto il mondo canta. canta lo gallo. ˆ’è përchè a r na storia bela ˆa fà piasì cunter ˆa veuti ch’ët r cunta? Testa splà Testa splà u j’ha fà ij fidej u j’ha pà dàne a-j seu fratej. innamorata di sette giovanotti. Antonio Toni. Toni te lo dico: se l’asino ritorna te lo prendo. ënnamurà ’d sèt giuinin . da Milano a Savona dove pestano l’erba buona (assenzio). ˆ Tuca naint di é. canta il gallo risponde la gallina. tutte le vecchie giù dal prato. 154 . Antonio Tonio “Baloni” un pagnotta nello stomaco. Tiru Liru Tiru Liru fa bacchetta tutte le vecchie nel sacchetto.piemontese dell’Alta Langa É (u respund ër nini). Madama Franceschina s’affaccia alla finestra con colombe in testa. c’è l’asino nel prato ! Ieri c’era ed oggi è tornato. Non bisogna dire si. Madama Franceschina s’affaccia a la finestra ˆumbe ’n testa. il sacchetto è bucato. Tiru Liru Tiru Liru fà bacat ˆ tüte ër veje ’nt u sacat. l’erba buona è pestata Franceschina è innamorata. una pagnotta nel sedere Tonio è battuto. ˆ ˆ’è ër sacat u r furà ˆ ˆ tüte ër veje zü dar prà. cun tre cur ˆ’è da Milan a r ’ndà a Savun-a ˆ’erba bun-a. ˆa ij seu fratej j’han fà r frità j’han pà dàne a testa splà. ˆu se r Toni Toni Baloni na mica ’n tu stomi. ˆ tuca r italiano Si (risponde il bimbo). i suoi fratelli han fatto la frittata e non ne hanno dato a testa pelata. perché è una storia bella che fa piacere raccontare vuoi che tela racconto? Testa pelata Testa pelata ha fatto i “fidej” (tagliolini) e non ne ha dato ai suoi fratelli. Toni. ëndùa ch’i pistu r ˆ’è erba bun-a a r pistà Franceschina ’nnamurà. ˆ na mica ’nt ër cü. r ˆ’àsu ’n tër prà! ˆ ˆ’è Saira u j’era ëncheu r turnà. ˆu mi ët r digh: ˆ’àsu u turna mi ët r pij. ˆ’è Tonì r bele batü. Toni. ˆ’àsu e và ar mirin. Toni Toni. Tranta quaranta ˆ Tranta quaranta tüt ër mund u canta. Toni. Toni.

Cerretto Cerretto è in mezzo ai boschi. tumela.piemontese dell’Alta Langa Tuma. medicina di vacca. ˆa s’ët fài brüta ët dagh r pasta süta. veduta da ponente 155 . ˆa italiano Tuma. ˆu Zich e Zach Zich e Zach j’han fà bacat. se ti fai brutta ti do la pastasciutta. tüte ’r done ’nt u sacat. la “roba” non produce. ˆ ër sacat u r furà ˆ ˆ’è tüte ’r done ’n tër prà. fate bela. ˆa Vaca (r ˆa) Maisin-a ’d beu. maisin-a ’d vàca. tutte le donne in un sacchetto. tumela fatti bella se ti fai bella ti do la caramella. s’ët fài bela ët dagh r caramela. tumela Tuma. il sacchetto è forato tutte le donne nel prato. r roba a fà nagn. La mucca Medicina di bue. Feisoglio. ˆ ˆ Zraj Zraj ënt ij tragn. tumela Tuma. chi ha il male se lo gratta. Zich e Zach Zich e Zach hanno un tronchetto. chi j’ha ’r mà ˆ us r gràta.

(la luna) 156 . ˆa (ra pulainta) ˆ A baiv naint ër cafè. ˆ ma r naint regin-a. ˆ ˆ da mort ër corp ën tër buele. (la polenta) Non beve caffè. ma sun naint rè. ˆ a porta ra curun-a. ˆa. ho gli speroni e vado a piedi. Donna Rebecca chi è ? (la gallina) Qual è la bestia più furba? il baco da seta. (l’uovo) Un po’ è chiara. ˆa. ha la corona. ma senza marito. ˆ’è màj dui dì dr stessa misür ˆa ˆa. mai due giorni della stessa misura. ˆa Donna Rebecca chi ch’a r ˆ’è. (ra lün-a) ˆ Indovinelli italiano Molti indovinelli incominciano così: … c’è una cosa bësca bëscosa che… Non è più grande di una cappelina fa correre tutta la cascina. bordata. ha tanti bambini. burdà. (ra galin-a) ˆ Cula a r ˆ’èla r bestia pi fürba? ˆa ër bigat. bordarla. Da vivo le budella dentro il corpo. (ër coj) ˆ ˆa E j’ho r curun-a. galif e tagliata se sei capace a orlarla. (il cavolo) Ho la corona. galif e taglio. ˆ ˆ (ër crin) ˆ J’è na cosa urlà. e j’ho ji sprun e màrcc a pe. ˆ’è ën po’ a r scüra. ma non son re. senza orologio e senza campanello canto l’ora al mattino. un po’ è scura. ma non è regina. (il maiale) C’è una cosa orlata. che non si mescolano mai. ti pago orlatura. bordatura. ˆ’è a j’ha tanci matutin. (il gallo) Una botticella con due vini. ma sanz marì. ˆa (ër gal) ˆ Ën butalin cun due sorte ’d vin che màj is mës-ciu. ˆ ˆa Da viv ër buele ’n tër corp. ˆa ˆa ët pàgh urlür burdür galif e tajür ˆa.Ëndvinej piemontese dell’Alta Langa Tanci ëndvinej i tàcu paraj: j’è na cosa bësca bëscosa che… A r naint pi grossa che na caplin-a ˆ’è a fà curi tüta r cascin-a. galif e tagliarla. u mangia r feuja. sanz mustra ne ciuchin ˆa e màrch r ˆ’ura r matin. galif e tajà se z bun a urler burder galif e tajer ˆej ˆa. da mortoil corpo nelle budella. (r’euv) ˆ Ën po’ a r ciàira. mangia la foglia.

(l’ombelico) Più tiri e più si accorcia. lunga al mattino e all’imbrunire. cadregun bianch. corta. se u-j treuva u-j maz ˆa. se non li trova li porta a casa. ˆu pì u ven picinin. (l’uovo o il pane) Quattro bacchette ne’ verdi ne’ secche. ˆ’è ˆ’è (r’euv o ër pan) ˆ ˆ Quàtr bachëtte ni verde ni sëcche. cürta cürta a mesdì.piemontese dell’Alta Langa Pi i-j nun gàvu e pi u ven gross. ˆa. (il fossato) Scendendo cigola. corta a mezzogiorno. (i capezzoli della mucca) Sala rossa. una signora che muove i fianchi. piccolino. la sigaretta) Più è chiaro e più è scura tutti momenti cambia misura. (ër fussà) ˆ Ëndanda zü u sivur ˆa. (la chioccia e i pulcini) Più lo guardi da vicino più diventa piccolino. poltrone bianche. (il sigaro. tutti e quattro vicini. picinin picinin. salendo piscia. pissu ënsema ’nt ën basin. la lingua) 157 . (r’umbra) ˆ Pi u r càd pi u r frasch. (ra sigala. ënninda sü u pissur (ër sigilin ënt ër puz ˆ ˆ ˆ) Me pare u r ’ndà a r caz ˆ’è ˆa ˆa. se u-j treuva naint u-j porta a cà. (ra buca. (i pidocchi) Una cricca balaricca bada a cento cricchi balaricchi. picinin. i denti. ra sigarëtta) ˆ ˆ Pi j’è ciair e pi a r scüra ˆ’è tuci ij mumaint a cambija misüra. longa a r matin e a r ˆa ˆ’imbrunì. (la bocca. se li trova li uccide. (i capezzoli della mucca) Quattro birilli ballerini. ˆa na madamin ch’a bugia ij fianch. (ra ziuz e ij pulastrin) ˆ ˆ Pì ët r baichi davzin davzin. (il secchiello nel pozzo) Mio padre è andato a caccia. che ’pisciano’ insieme per un bacino. ra laingua) ˆ ˆ italiano Più gliene tolgono e più viene grosso. ma cento cricchi balaricchi non badano a una cricca balaricca. ma z ˆaint crich balarich i guvernu pà na crica balarica. (ij birin dra vàca) ˆ Quàtr purilu balarin. (ër butun dra panza) ˆ ˆ ˆ Pi et tiri e pi a s’è scurz ˆa. tüti quàtr tacà davzin. (l’ombra) Più è caldo più è fresco. piccolini piccolini. (ij pieuj) Na crica balarica a guverna z ˆaint crich balarich. ij dancc. (ij birin dra vàca) ˆ Sar russa.

(il tetto della casa) Grosso e rotondo come una mela. rischiara la chiesa e la cappella. entro ed esco dalla sala. vado a tavola con il re. i sun mài ciapàsse. bella sono e brutta mi faccio. me ne frego del portinaio. (ra strà) ˆ ˆ’è A r grossa cume na scuela. ma una viva mi porta. (ra limàza) ˆ ˆ Sun setà ’n z ˆüma na pel morta. is ciàpu manch adess. (ër rue) ˆ Ën camp tüt lavurà. ˆ ëm nun sbàt dij purtié. ˆ ˆa ˆ ˆa ˆa. le montagne senza scala. (ra musca) ˆ Surele binele ch’is curu apress. ˆa ˆ’ar (ij cup dra cà) ˆ Gross e rutund paj d’ën pum s’us dësbela u rüva a Ruma. sanz r ˆà piantà. ma pel viva ’n porta. (la lampada) Una vecchia senza denti che fa correre tutta la gente. ˆa (ra cioca) ˆ italiano Son padrona di casa sono in casa anche quando esco. ˆa ˆa (ra limera) ˆ ˆ Na vejàz cun ën dancc ˆa ch’a fà curi tüta r giaint. pàss ër màr sanz batel. (la chiocciola) Son seduto su una pelle morta. a fà ciàir a r gesa e a r capela. (la campana) 158 . mai si raggiungono. ër muntagne sanz scàr antr e sort da ’nt r sàr ˆa ˆa. bela e sun e bruta ’n fàz ˆ. mi e mangg ënsema ar rè. (la neve) Davanti si accorcia. (la mosca) Sorelle gemelle si corrono dietro. (le ruote) Un campo arato. (il gomitolo) Bianca dama del palazzo cado per terra e non mi ammazzo. passo il mare senza battello. (r’amiscel) ˆ Bianca dama dër paràs ˆ droch ën tèra e pà ’n màz ˆ. senza aratro piantato. ˆ ˆa. dietro si allunga. non si raggiungono ora. sun ën cà anche quandi vàgh feura da cà. (il cavaliere) Son più veloce di un uccello. (la strada) È grossa come una scodella. se si disfa arriva a Roma. (ra fioca) ˆ Dednanz a se scürz dadrè a se slunga. (ër cavaliè) ˆ Sun pi lesta che n’usel.piemontese dell’Alta Langa Sun padrun-a ’d cà.

(ra strà) ˆ italiano Cinque ali e cinque ossa e volano nei boschi. (ij puciu) Ën po’ dricia. ˆe i voru ’nt ij bosch. un po’ storta in tutti i posti porta. (la strada) Serravalle Langhe. una piazza del paese 159 . (le nespole) Un po’ dritta. ën po’ storta ën tüci ij post a porta.piemontese dell’Alta Langa Zinch ar e zinch oss.

ij pieuj it mangg-ran. Matteo si è comprato un’acciuga. ˆa Vàte catè ’n caz ˆu. Maté catàsse n’anciua. ˆa Vàttra pijè ’n cul post. Vattela prendere nel “gnau”. Ti venisse la caghetta. ˆ Vattra pijè ’nt u gnau. Ti venisse pane e pesche. Vai a spannocchare il granoturco. Và spanè r meria. Giuliano Giuliano i pidocchi ti mangeranno. Giovannino della susina un po’ piange e un po’ ride. Santa Barbara e San Simun liberene da r ˆa losn e dar trun. It tacaissa na caghëtta. che ˆa r ˆ’aptit e r ˆ’ho zà. Riempiti il sedere d’aglio. Vàte cugè ’nt r nebbia. nessuno la prende. Invocazioni Alleluia. Marìa. Ti prendesse mal di pancia. It ënnisa pan e puciu. ma lecca la carta. alleluia io piscio nel tegame e lui nella brocca. Biagio Biagio più lo vedo e più mi piace. Vattela a prendere nel mucchio. ˆ Santa Lizìa ch’am cunserva r vista. ˆ Oh Nusgnur. Vai per scope. Pietro. It ënnisa pan e persci. ˆ Vàttra pijè ’nt r giàca. Santa Lucia conservami la vista. Pietro lascia le cose com’erano. Santa Barbara e San Simone liberateci dal lampo e dal tuono. Vatti a coricare nella nebbia. il vostro asino si corica. Vai al diavolo. ˆ Và për scue. Ti venisse un po’ di bene. Peru làssa ër cose cume ch’i j’eru. che l’appetito c’è l’ho già. Vatti a comprare un mestolo. ˆ Peru. Maria è una bella ragazza tutti la vogliono. ˆa It tacaissa mà a r panza. Và ar diavu.piemontese dell’Alta Langa italiano Invucaz ˆiun Alleluja. fàme truvè lo che j’heu përdü. Vattela prendere in quel posto. Ti venisse pane e nespole. Marìa a r na bela fija ˆ’è tüci r veuru. Vattela a prendere nella giacca. Malediziun Ët chërpaissi a rate. Biàs. Maria. ˆa ˆa Maté. Oh Signore. Giuanin dr brigna ën poch u pianz e ˆa ’n poch u grigna. gnün i r pija. alleluja mi e pisc ënt ër tipin e chial ënt r duja. ër to àsu us cugia. It ënnisa ’n po’ bagn. Sant’Antonio pieno di virtù. 160 . Vai a farti friggere. ’nt ër cü. pi e r vugh e pi un piàs. ˆu Gilian Gilian. Vàte impì ’r cü d’àj. nel sedere. Maledizioni Crepassi a rate. ˆ ˆa Biàs. ˆa Vàte fè frizi. Matteo. ˆ Sant Antoni pin ’d virtü. fammi trovare ciò che ho perduto. ˆ Vàttra pijè ’nt ër fràch. u berlëcca ’r papé.

Compiere un lavoro inutile. ˆa ˆ Avaj bun-e spunde. Avere la forza del coniglio biondo. Alla buona. Avaj i braz ˆin. Essere alterati. A piede di gallina. Baichè r ˆ’uranie. della faina. Avere i peli sul torace. Avere il cervello da gallina. Avere una vista acutissima. Avere il corpetto del leone. italiano Modi di dire significato In modo esatto. ˆ Bagnesse ër bech. Bere. Essere in posizione favorevole. ˆa ˆa ˆ Avaj r panz ch’a bërbuta. Chiacchierare volentieri. Avere sia la carne che l’intingolo. Avere la pelle d’oca. Persona molto bella. Avaj dij balin. Avere molto freddo. Bagnè ’r nàs. Al tempo in cui le formiche portavano gli zoccoli. Avaj r ˆ’oche da frè. Essere più bravo. Veramente debole. Bagnare il naso. Essere molto scrupoloso. Compiere un lavoro inutile Essere molto coraggioso. Avere fame. ˆa Avaine cicin e bàgna. Alla carlona. Avaj j’euj dr àquila. Avere la pelle cappone. Avaj mangià ër mani dr ˆ ˆa ramaz ˆa. Bello come il sole. Pensare a cose futili. Vertebra che impedisce il lavoro. Àt cume r cùa dër ràt. Avaj r blëz dr ˆa ˆa ˆ’àsu. Avere buone sponde. Avaj r ˆ’oss bacan. Aver mangiato il manico della scopa. Essere fortunato. Avaj na fàm da luv. Avaj ër z ˆ ˆërvel da galin-a. Aver occhi dell’ aquila. Avere molta fame. Si dice di una persona stucchevole. Alto come la coda del topo. ˆa Ar táimp che ’r frimije j’avu ˆ ij z ˆocru. Guardare le stelle. Avaj cü. Essere pienamente soddisfatti. Avere dei pallini. Avaj ër bran da valè. da schiaffi. ˆa Avaj r pel d’ën beu raid. Avere delle fissazioni. dër fuin. Avere una fame da lupo. Avere “sedere”. Avere i burattini che girano. Avaj r forz dër perru giaj. Passare la crusca al vaglio. Avere la pancia che brontola. Guardare il pelo nell’uovo. Avaj ij grij për r testa. Bagnarsi il becco. Avere le braccine. Avere un freddo cane. Aver la pelle di un bue con l’artrosi. ˆa Avaj ij buracin ch’i giru. ˆ Baichè ër paj ’nt r ˆ ˆ’euv. Una bellezza effimera. Alla buona Mai! Veramente in basso. Avere l’osso “bacan”. Bel paj du su. Avaj na laingua da patin. A r bele mej. Aver da ferrare le oche. Avaj na fragg da can.Manere ’d dì piemontese dell’Alta Langa A pe ’d pula. ˆ Avaj ën curpat da leùn. Avere una lingua da ciabatta. coraggioso. ˆa A r bun-a. Persona dalla cute coriacea. Essere deciso. ˆ’ ˆ Avaj ij paj ën su stomi. ˆa ˆa Avaj r pel capun. 161 . Avere la bellezza dell’asino. Avere i grilli per la testa. Alla bella meglio. Individuo non molto intelligente. da sgiàf. Essere molto tirchio. Poltrire.

Ottenere ciò che si desiderava. Farla da padrone. Balè paj na lodur ˆa. Cariesse ëd bosch verd. Succhiato dai pidocchi. Culaz ˆiun dër gàl. Ballare come un’allodola. Persona veramente soddisfatta. Persona molto scura. non potendo acciuffare il colpevole. ˆ Prendere i tordi. Nato con la camicia. Cicià dai piplin. Soffrire un freddo intenso. Cantare da gallo. Invocare le bottiglie. Brajè me n’àquila. Suggerire qualcosa a qualcuno. Persona con la vista molto debole. che scendono a marzo. Borgnu cume ’n tarpun. Brajè paj n’urs. Essere contento come una pera. Come i grossi fiocchi di neve A manciate. all’asino Cuntaint paj na z ˆiàra. ˆa Cagato dalla gallina bianca. Mettere il carro davanti ai buoi. Cagà da r galin-a bianca. Chi urla forte. Essere molto contento. ˆa ˆa italiano Ballare il ballo dell’orso. Carico come un mulo. una fava. Urlare forte. Urlare come un’aquila. Cantè da gàl. Sfogarsi con un innocente. 162 . Arrendersi. significato Far cose poco piacevoli. Bitè ’nsema r fàm cun r saj. Cambiè r ˆ’eva ar canarin. Mettere insieme due cose malconce. Mettere la pulce nell’orecchio. Battere il basto per non poter battere l’asino. Cieco come una talpa. Brüt paj d’ën giariat. ˆ Mettersi le mani nei capelli. ˆ Non seguire un ordine cronologico. Bati ër bàst për naint pudaj ˆ ˆ bàti r ˆ’àsu. Chërsi cume na nià ’nt ën buch. Bitesse ër man ’nt ij cavaj. Campè ij dàdi. Bitè r prüss ënt r ˆa ˆ’urije. Ubriaco come una biglia. ˆ’ur Prendere l’allocco. Bravu merlu! Bravo merlo! Bravo babbeo! Breun cume ’n merlu.piemontese dell’Alta Langa Balè ’r bàl ëd r ˆ ˆ’urs. Ciuch paj na bija. Crescere come la nidiata nel buco. Una grossa preoccupazione. Cume lavè r testa a r ˆa ˆ’àsu. Ciapè ër grive. Urinare. Molto brutto. Carià me’n mü. Bitè ’r cher davanti ai beu. Accollarsi dei fastidi. Molto ubriaco. Gettare i dadi. Ciamè bute. Contento come una cicala. Urlare come un orso. Mettere insieme la fame con la sete. Ciapè r ˆuch. Caricarsi di legna verde. ˆ Cambiare l’acqua al canarino. Chi è “attivo” già di buon mattino. Ciapè dui cur ˆumb cun na fàva. Essere folle. Chi cresce in fretta. Molto carico. Prendere due colombi con Azione molto proficua. Lavoro da matti. Cume ij pataràz ëd màrz ˆ ˆ. Brutto come un topo. Essere come lavare la testa. Essere in continuo movimento. Scuro come un merlo. ˆ Colazione del gallo. Persona emaciata. Bitè berta ’n sàch. Mettere la gazza nel sacco. Un lavoro inutile. Cuntaint paj d’ën prüz ˆ.

Andare a rotoli. Persona poco vivace. Duro come un baccalà. Prendere la strada giusta. Entrare nel pollaio. Procedere col sedere in avanti. Un po’ per uno a cavallo Bisogna condividere le cose dell’asino. da schioppo. Essere una persona grossolana. Ëndè a gatagnau. Correre velocissimi. Esci ’n càga miracu. Esci ’n bëstiun. Ëndè a rabel paj dij cussot. Andare a dormire. Andar male. Lavorare duramente. Drizzare le gambe ai cani. Ëndè a giuch. Andare come una palla Procedere speditamente. Essere grande e grosso. buone. Essere un cane da pagliaio. ˆu italiano Correre come la lepre. ˆa Dreumi cume ’n z ˆüch. Essere una persona impacciata. Ëndè a rabel. Dare il largo. Esci ’n fàmr cheusi. Ëndè a piote. Progetto o malattia in incubazione. Eseguire un lavoro impossibile. Essere uno che fa nevicare. Dormire profondamente. Essere un “fammelo cuocere”. Arrabiato come una biscia. ˆ Ën poch a prün cavàl a r ˆ’àsu. Dür me ’n bacalà. In bocca al lupo. ˆ Ënrabià paj na bissa. Picchiare il sedere su un masso. Ëndè paj dr losn. Finire nel posto sbagliato. un asino. Ëmbranà paj na foca. Driz ’r gambe aj can. Ëndè cume na nàv ënt ën bosch. Dormire molto profondamente. ˆa Ëndè paj na bàla da s-ciop. Dormire come un ceppo. Persona di poco conto. Dè dër cü ’n sr pera. Camminare come il gatto. Camminare. Procedere come la nave in Essere in cattive acque. significato Correre molto velocemente. Darsi la zampa sui piedi. Liberare. Esci ’n can da pajè Esci ’n fà fiuchè. Procedere come i buoi Procedere senza nessuna nel granoturco. Essere un rospaccio. attenzione. Andare a male come gli zucchini. Essere un caga miracoli. Veramente infuriato. Ën buca ar luv. Procedere come un fulmine. Procedere pancia a terra. Indietreggiare. ˆa ˆa Ëndè paj d’ën can süs.piemontese dell’Alta Langa Curi paj dr levr. Esci ’n babiàz ˆ. Ëndè cun r panz ’n tèra. Ëndè a archir ˆun. Far bancarotta. un bosco. Individuo molto veloce. Esci ’n barbabuch. Infilare il bandolo della matassa. Esci ’n bucinot. Essere un fanfarone. ˆa Ëndè paj dij beu ’nt r mèira. Essere un barba di becco. ˆa Desse r z ˆa ˆampa ’n sij pe. Essere un bestione. ˆa Cuvè caicos. Correre come un segugio. Fare cose svantaggiose per sé. Essere un fannullone. Dormire della quarta (muta). ˆ ˆa Dè r làrga. Essere un tipo tranquillo. ˆè ˆ Dreumi dr quàrta. Essere una persona semplice. Covare qualcosa. Camminare a carponi. Imbranato come una foca. Andare a carponi. Procedere con le zampe. Essere un vitello. 163 . Ënfirè ’r caviun. ën burich. Molto rigido.

Essere una piantina di acetosella. ˆ Essere marcio come un Essere fradicio. Essere un fessacchiotto. Esci ’n pass gross. Esci màt paj d’ën sars. Esci fort paj dër bruz. Essere contento come una pera. Esci ’n gàt ëd màrmu. Essere un fiammifero. ma schiz ˆ. Essere piccolo. un ceppo. Veramente folle. di cacio. Essere scemo come una pagnotta. Essere una persona molto rara. Esci fol paj na mica. Essere una persona irritabile. Essere un gatto di marmo. Esere sordo come una pignatta. Esci ’n tabaleuri. Persona sgradevole. anatroccolo. ma “concentrato”. italiano significato Essere una faina. Esci ar pian dij bàbi. Essere molto sordo. Esci ’n z ˆicutun. Essere uno zuccone. Esci ’r fij dr galin-a bianca. Essere una persona lentissima. Esci àt paj d’ën sod ëd tuma.. Esci cuntaint me ’n prüz ˆ. Essere una persona o cosa ˆ ˆa rarissima. ˆ ˆa Essere figlio della gallina bianca. Esci ’n garofu. Persona debole. Essere pazzo come un salice. Essere un po’ tonto. Essere testardo. Esci muntà ’n sër bije quàdre. ˆ 164 . Essere molto contento. Essere contro i vermi. Essere alto come un soldo Essere alto come un soldo di “tuma”. Persona importante. Esci fol me n’ula. Esci gram paj dr fè naira. ˆ Forte come il formaggio “bruz”. Esci ’n pieuj. scalzacane. Esci ’r merlu dr cùa bianca. Essere una testa dura. Esci cit. ma “tosto”. Essere un persona molto avara. Esci ’n truss. ˆa Stare dove non piove. ˆa Essere cattivo come la pecora nera. Essere scemo come una ripa. uno Avere modi poco raffinati. Molto in basso. Esci a r susta. Essere una ciabatta. Essere fuori dei fogli. Essere abbiente. Esci fol paj na riva. Essere completamente pazzo. Essere una persona scaltra. Essere un pidocchio. Esci fol paj d’ën duj. Essere un garofano. Essere veramente scemo. Essere irascibile. Esci ’n muschin. Essere molto indolenti. Esci ’n piantin d’erba brüsca. Essere piccolo. folle. Esci linatich me na soma màta. Esci màrz paj n’aniot. Esci ciorgnu paj d’ën tipin. Essere un po’ tonto. Esci ’n z ˆavàt. ˆ Essere a livello dei rospi. Essere salito sulle biglie quadre Essere molto presuntuoso. Esci cuntra ij verm. Essere molto cattivo. Essere lunatico come un’asina Essere molto lunatico.piemontese dell’Alta Langa Esci ’n fuin. në scauz ˆacan. Essere un piantagrane. Essere il merlo dalla coda bianca. Essere fuori di se. Essere un torsolo. ën z ˆüch. Esci ’n sifrin. Esci ’r padrun dër vapur ˆ ˆ Essere il padrone del vapore Voler comandare Esci feura dij feuj. Essere scemo come un secchio. Essere un moschino. ˆa Avere la forza di nessuno. Essere un mirtillo. Esci dr forza ’d gnün. Essere un pesce grosso. Folle come un olla. Essere veramente scemo.

Molto fitto. Essere un’aquila. Individuo noioso. Chi non va molto d’accordo. Essere un vero taccagno. Essere una merda salita sullo scanno. Essere come cane e gatto Essere nudo come un tacchino. . Essere di umore pessimo. Essere una persona fortunata. Essere presuntuoso. Esci s-ciass cume ’r gramun. Essere birichina. Esci na bissa cupela. Essere una testa ingarbugliata. ˆ Esci s-ciass me ij cavaj ën testa. Avere la testa dura. ˆ italiano Essere un asino carico di soldi. Essere poco lievitato. Esci na testa ’d cherpu. Essere birichino. ˆ Esci tacà ai vedr. 165 significato Persona sciocca. Esci na marmota. Essere molto furbo. Essere una rondinella. ma benestante. Essere una testa dura. Essere giù di morale. Essere in una situazione statica. Esci paj can e gàt. Essere una tacchina. Essere una testa di coniglio. Essere indisponente. Essere più furbo che bello. Esci na testa grila. Esci na pita. Essere un’oca. Essere completamente svestiti. Essere una testa di cavolo. Esci na testa d’arabich Esci na testa d’arcicioch. Essere uno da prendere con le molle. Essere una persona dispettosa. Esci n’àquila. Essere una scimmia strabica. Esci na birba fuin-a. Essere una testa di legno. Una cosa che non è mai a posto. Essere incapace. Essere nato con la camicia. Essere un testone. Essere un rondone. Essere una beccaccia. Non essere in grado di tracciare una “o” con l’imbuto. Esci n’usel ën gàbia. Essere sempre a livello di Novello. Essere una testa di “grillo”. ˆa Esci na bëcàz ˆa. Esci ne sbiri. Esci pi fürbu che bel. Essere fitto come i capelli in testa. Esci na testa ’d përru. Esci na testa ’d coj. Esci na sümia baricia. ˆa ˆa Esci r ˆ’àsu dër cümün. Avere la testa dura. Essere una testa accesa. Persona da cui stare in guardia. Esci na testa ëngavërgnà. Essere fitto come la gramigna. Donna suscettibile. Essere una tartaruga. Essere nero come un cappello. Esci ün da pijè cun ër mole. Essere una testa di carpino. Esci patanü paj ’d ën pitu. Essere una persona “accesa”. Essere una stupidotta. Essere l’asino del comune. Essere una testa di rovere. Essere una malalingua. Esci na testa ’d bosch. ˆ Esci naint bun a fè “o” cun r ’ambutur. Esci n’oca. Individuo sempre stanco. Avere la testa dura. Esci nà cun r camisa. Esci na merda muntà ’n su scagn. Essere una persona “difficile”. Essere una rogna. Esci sempe a r mir ’d Nuvel. Molto fitto. Esci naj paj d’ën capel. Essere una donna volubile. Esci nech. Essere uno sciocco. Essere una marmotta. Essere una testa d’ alambicco Essere una testa di carciofo. Persona testarda. Persona poco furba. Esci na rugna. Essere un uccello in gabbia. Essere dispettoso. Esci na testa ’d ru. Essere una birba “fuin-a”. Essere a disagio. Essere appiccicato ai vetri. Esci na testa ’nvisca. Esci na riundur ˆin-a.piemontese dell’Alta Langa Esci n’asu carià ’d sod.

ˆ Fè baboja. ˆa Fè ënnì r pel d’oca. Compiere un’azione sciocca. Far cagare in piedi. r cuchëtta. Fè vughi ’r babuin. la civetta. Feje ’r bech a n’usel. Fè grignè ij ràt. Fare l’occhiolino. Essere donna di facili costumi. ˆa Far l’occhio della capra morta. Fene pi che sèt ëmpicà. Fè ër galat. Far ridere i topi. Fare trasloco. ˆ Fare le scintille. Far spazientire qualcuno. Farsene una bella zuppa. ginocchia. Fare il furbetto. ˆa Comportarsi da asina. cappone. Affrontare una grossa spesa. capun ˆa Fè ënni ’r làcc ai gumi. Fè caicos a nuneus. Farne più di Bertoldo in Francia. Farne di tutti i colori. italiano significato Essere verde come un cavolo. Fare l’ “erlu” (maschio dell’anitra). Farne più di sette impiccati. Fè r quàja. Fè intra. Fè ij vers dr sümia. Fè r fin dër bàbi. ˆa Fare le mosse della scimmia. Fare un uovo con due rossi.piemontese dell’Alta Langa Esci verd paj d’ën coj. Fesne na bela süpa. Farne di tutti i colori. Compiere un lavoro inutile. Occhio da pesce lesso. ˆ Fare il becco agli uccelli. ˆa ˆ ˆ Far la fine del rospo. Far capolino. Fè gaudineta.. Fare San Martino. dër ràt. Fè r gàta morta. Fesse pijè ’n braz ˆ. Non ottenere nessun risultato. Fè n’euv ’cun dui russ. Essere indolente. Fè r soma. Fare la stupida. Fè ’r gadan. ˆ Far vedere le streghe. Far qualcosa a “nuneus”. Godere di buone cose. ˆ Far vedere il babbuino. Fare prima gattino. Fè San Martin. 166 . Fare una cosa fuori della norma. Fare la stupidotta. Fè ’r fisëtte. Compiere un’azione sciocca. ˆa Socchiudere un occhio solo. Far venire il latte a gomiti e Essere indisponente. Far venire la pelle d’oca. Farei il pigro. Farne di tutti i colori. Fè j’euj dr cràva morta. ˆa Fare l’oca. Frequentare la prima elementare. Fare l’insetto. Far tribolare qualcuno. Fè ’nnì r musca ar nàs. del topo. con una di poco pregio. Fare una cosa fuori della norma. Digiunare. Farsi raggirare. Fare il sostenuto. Far la svenevole. Fè frasch a r ˆe. ˆ Fare il galletto. ˆ Fè ’r sustnü. ˆ’àr Far fresco alle ali. Far tribolare qualcuno. ˆa ˆ Far venire la mosca al naso. Fè n’euv feura dër cavagnin ˆ Fare l’uovo fuori dal cestino. Fè vigilia. Fè cume ër tar ˆ ˆpun ch’u j’ha baratà j’euj cun r cùa. Farsi prendere in braccio. Avere succeso. Fare il furbetto. Essere avarissimo. Fare una brutta fine. Procedere impettito. Fè caghè da dricc. Far qualcosa in modo inutile. Gozzovigliare. ˆa Far la gatta morta. riuscire. Fè r schica. Far punto (nella pallapugno). Far accapponare la pelle. ji snuj. Far vigilia. ˆa Far la quaglia. Fè vughi ’r màsche. Andare benissimo. Fè r ˆ’oca. Far come la talpa che ha scam. Fè r ˆ’erlu. Fè prüma mignin.Scambiare una cosa di valore biato gli occhi con la coda. Fene pi che Bërtoldu ën Franza.

’n crin. Persone sprovvedute. Furtinà cume ij can ën gesa. Lasciare al freddo. ˆ Fürbu cume cui … ’d chi j’han ciapà ’r tar ˆ ˆpun e për maz ˆeru i j’han sutrar ˆu. Girè ’ndré ij beu. Persone sciocche. Persona poco scaltra. Persona pingue. Precisissimo. Individuo molto sfortunato. Fürbu cume cui ’d … ch’insa. Fortunato come i cani in chiesa. ˆ Non si possono mungere le formiche. col campanile Fürbu cume cui d’… chi Furbo come quelli del paese puntlàvu ër su për naint ˆ ˆ di … che puntellavano il sole ch’u ëndaissa a suta. un porcello. Persone molto “furbe”. Eseguire un lavoro inutile. Ogni carta girata. Essere perfetti. Gavè ’r passurot. Fulminare il pallino. Furbo come quelli del paese di … che hanno catturato una talpa e per ucciderla l’hanno sotterrata. ˆ ˆ riempivano i sacchi di grano con il tridente. Giovane come l’aglio. Giuntè fer a r cioca. Grattarsi le ginocchia. Gira vutà. agli altri. Eseguire un lavoro impossibile. Girare indietro i buoi. Scappare di fronte alle difficoltà. Mettere il naso in faccende altrui. conduce l’asino. Gratesse ji snuj. Farsi venire il sangue cattivo. J’è pi naint Martin ch’u maina Non c’è più Martino che r ˆ’asu. ˆ Fichè ’r bech. Uscire da qualche situazione. Giüst me r ˆ’or. Fürbu cume cui ’d … chi Furbo come quelli del paese misiràvu r tair cun ër ˆa ˆa ˆ di … che misurano la tela campanin. Grass cume ’n frà. Grasso come un frate. tolto la scala perché non ˆa scappassero. Non esistono più le cose giuste. ˆa Aggiungere ferro alla campana. Lamaintesse ’d gamba san-a. Disgustoso come il tossico. Molto giovanile. Tutti i momenti. ˆ Flambè ’r balin. . Is peu naint lacè ’r frimije. Lassè a pernisè. ch’u Furbo come Garibuia che scundiva ij sod ën sacocia nascondeva i soldi in tasca a j’àci. Fürbu cume cui ’d … chi Furbo come quelli del paese j’han purtà ’r musche ’n sr ˆ ˆa di … che hanno portato le cascin-a e peu i j’han gavà r ˆa mosche sul fienile e poi hanno scàr përchè i scapaissu naint.Furbo come quelli di … che càvu ër gran cun ër traint. Lamentarsi pur avendo le gambe sane.piemontese dell’Alta Langa Fesse ’nnì ër sangu gràm. italiano significato Dispiacersi per qualcosa. Peggiorare le cose. Preciso come l’oro. Mettere becco. Istess cume lavè r testa a r ˆa ˆ’asu. Cibo molto cattivo. Lasciar perniciare. Giuvu paj dr ˆ’aj. Persona poco scaltra. Chi si lamenta senza ragione. Uguale a lavare la testa all’asino. 167 Persone sprovvedute. ˆ Togliere il passerotto. perché non tramontasse. Oziare. Fürbu cume Garbuja. Gram paj du tossi.

Essere un grande scialacquatore. Veramente magro. Non saper che pesci pigliare. Veramente scuro. Pane bianco e vino dolce. Stordito come una trottola. Mangiare la foglia. Non saper prendere una decisione Non avere freddo ai piedi. Naj paj ’d ën tar ˆpun. Naint savaj che pass pijè. ˆa Muntè ’n sër cavàl gris. Individuo che si altera per nulla. Lavoro in grave perdita. ˆa ˆ Pi naint avaine j’euj sücc. in bocca. Essere una persona agiata. Camminare con le gambe larghe. italiano Lungo come la Quaresima. 168 . Lavoro in grave perdita. Persona veramente “indietro”. Persona di cattivo umore. Mangè pan e vurp. Màt paj na crubela. Più indietro della coda del maiale. Persona impacciata. Noioso come una piattola. Cadere come un rospo. Mangiare poco. Matto come una cesta. Completamente matto. Marcè da ania. Për ën punt Martin u j’ha perdü r ˆ’asu. Non averne più gli occhi asciutti. ’n z ˆuch. Naint avaj fragg aj pe. Mica r mort d’ën vëscu. Persona lenta nel lavoro. Camminare come l’anitra. Per un punto Martino ha perso Non raggiungere il traguardo l’asino. Persona molto magra. Pesare un chilo più del falchetto. Chi agisce in modo poco accorto. Piantè na babiaz ˆà. Perderci persino i pantaloni. Perdije ënfina r strà andè a cà. Voler insegnare a chi ne sa più di te. ˆ Marcè ’n si j’euv. Mangiarsi i beni di sette chiese. Dire stupidaggini. ˆ Mangesse ër bagn ëd sèt gese. di sonno. Naj cume ’n curnajàz ˆ. Màt paj ’d ën sars. Molto raramente. Avere un forte capogiro. Magro come un chiodo. Molto magro. ˆa Mangesse ënfina ’r braje. Pijesse na ramà ’d sogn. Nujus paj na piàtur ˆa. Passeje ’r can cun r scùa ˆ ˆa ’n buca. significato Cosa molto lunga e noiaosa. ˆa Mangè r roba ’d sèt cascin-e. Mangiare come un grillo. Caso molto spiacevole. Ogni morte di vescovo. Mangè r feuja. Veramente matto. ˆa Perdije ënfina ër bràje. Cadere malamente. Mangiare i beni di sette cascine. ˆ Pi ’ndrè che r cùa dër crin. Vivere dissolutamente. Nero come un cappello. Naj cume ’n capel. Salire sul cavallo grigio. Persona molto noiosa. Matto come un salice. Pan bianch e vin duz ˆ. Perderci persino la strada per casa.piemontese dell’Alta Langa Lungh cume r Quaresima. ˆotur Màgr cume ’n pich. Camminare sulle uova. Parlè për avaj r laingua ˆa ’n buca. Nero come una talpa. Nero come una cornacchia. Veramente scuro. Insegnare ai gatti ad arrampicarsi. Mangè cume ’n gril. in bocca Passa il cane con la ramazza Apertura molto ampia. ˆ Mus-cèje aj gàt a rampegnè. ˆa Lurd paj na z ˆa. Parlare per avere la lingua . un ceppo. Màgr cume ’n ciò. Aver sperperato tutti i propri beni. per un’inezia. Accorgersi di qualcosa. Paisè ’n chilu pì dër far ˆ ˆcat. Prendere una “spruzzata” Avere un colpo di sonno. Mangiare pane e volpe. Mangiarsi addirittura i pantaloni. Magro come un picchio.

Restè ëmbajà. Rado e sottile tanto da vedere Cerretto Respundi ciò për broca. Materiale che non flette Avere delle parestesie. Pisciare lontano. Prendersi un lavoro noioso. Rompere le uova nel paniere. ij ciàp. Flusso d’acqua consistente. Reumpi j’euv ën tër cavagnin. Pieno come un uovo. italiano significato Sposare una donna incinta. ˆ Rair ch’ët vughi Zraj. Sano come un pesce. Essere distratti. Scrivere come una gallina. Rassegnarsi. Roba da bun pàt. ˆ Ra prüma galin-a ch’a canta La prima gallina che canta a r cula ch’a j’ha fà r ˆ’è ˆ’euv. Prendersi una cotta. Pisciare come una grondaia. Pijè na cràva. Completamente pieno. Merce a buon mercato. Raid cume’n paruch. Magro come un’acciuga. Scrivi cume na galin-a. Scaudesse ’r piss. ˆ Rispondere chiodo per chiodino. ˆa ˆ Pijessne na caplin-a Pijessne na giacà. Tessuto molto liso. Prendere una capra. Tarpare le ali. Rispondere a caso. Prendere uno per battere l’altro. Rosicchiare il catenaccio. Prendere una sbornia. ˆ ˆ Quandi ’r galin-e i pissu. Cose di poco prezzo. le chiappe. Il colpevole si vede subito. ˆ Quando le galline pisciano. Luogo veramente buio. Rosso come un tacchino. Risià daj tar ˆpun nair. Tarpare le ali. Rigido come un palo.piemontese dell’Alta Langa Pijesse r vaca e ër bucin. ˆ a cauder ’d màgg. Rompere i chitarrini. ˆ Sentir le formiche. ˆ Secco come il vetro Sainti ’r frimije. Due persone dello stesso valore. Buio come la bocca del lupo. ˆ …la storia del lupo. Schirzè r ˆe. Accorciare le unghie. ˆ’àr Abbassare l’ali. Essere un po’ meno superbo. Dare molto fastidio. In buona salute. Pijè ’n can da purtè. Russ paj d’ën pitu. Risiè ’r cainaz ˆ ˆ. San cume ’n pass. Pipè ’r grive. Pissè lungh. Prendere le farfalle. Sach paj n’anciuva. Scür me ’n buca ar luv. Persona paonazza. ˆ Ra storia dër luv. Persona magra. Prendere un cappello di paglia. 169 . Prendersi mucca e vitello. Secco come un fuso. Prendere un cane da portare in giro. Restare abbagliato. Scrivere malissimo. Prendersene una giaccata. Pijè ’r far ˆ ˆfàle. R ˆa La caldaia di maggio. Pijè ün për bàti r ˆ ˆ’àtr. Restare di stucco. ˆ Secu fisulà. Sach paj dër vedr. Alterarsi per un nonnulla. ˆ Reumpi ij chitarin. Prendere un sacco di botte. Pin me n’euv. Schirzè r ˆ’unge. Sbassè r ˆe. Pulito come il bastone del pollaio. Essere presuntuosi. Pissè cume na canà. Rovinare la “festa” a qualcuno. è quella che ha fatto l’uovo. …la solita lunga storia. Persona molto rigida. Individuo emaciato. Eseguire un lavoro inutile. ˆ scaldarsi il piscio. Persona molto magra. Pulid cume ’r bastun dër giuch. Molto sporco. ˆ Poppare i tordi. ˆ’àr Accorciare le ali. Mai ! Gran caldo fuori stagione. Rosicchiato dalle talpe nere.

Avere la tremarella. Essere molto pignoli. ˆ Vej paj dër cucu. ˆ Zerchè ’r paj ënt r ˆ ˆ’euv. Valere nemmeno un escremento. Star bene. Taimp da luv. Essere emaciato. ˆa Vanitoso come l’upupa. Vecchio come “tarabadan”. Manco trovare l’acqua nella Bormida. Stè cun ër bràje ’n man. ˆa Suonare la scrofa. Persona seccante. Vecchio come le “palle” dell’orso. Trovarsi a carte sporche. Persona molto avara. Tirarle lucide. Vej paj tarabadan. ën piota. Stare in ozio. Stè da puciu. Fare la spia. Spass (càr) na cutlà Spesso (caro) una coltellata. Stare da nespola. Stare da cuculo. Veramente vecchio. Proprio solo. Tacagniz cume r páis. Spetè ’r balun ar bot. Anziano come il cane di S.piemontese dell’Alta Langa italiano significato Cercarsi grane. Smijè n’Ave Marìa ënfriz ˆà. Molto vanitoso. Essere in cattive condizioni. Tërmur cume na feuja. Se non è zuppa è pan bagnato. Vej paj dër bale dr ˆ ˆ’urs. ˆè Tremare come una foglia. Stè da can. Rocco. Truvè manch r ˆ’eva ’n Burgna. Persona o cosa di nessun pregio. Su r naint süpa u r pan bagnà. Essere completamente incapaci. Trovare il Signore nell’orto. Sembrare un’Ave Maria infilzata. Lavorare da cani. Stare a botta. Molto vecchio. Stè a bota. da Pàpa. Tireje lüstre. Persona o cosa di nessun pregio. Essere sul punto di morire. Truvè ’r pass. in gamba. Essere come un passero sotto un portico. ˆ Vecchio come il cuculo. Vàri manch ën sod. Sunè r trumba. Vàri manch na bërla sëcca. da Papa. Truvesse a càrte sporche. Molto spesso (costoso). Valere nemmeno un soldo. ˆa Voler contare i soldi alla metà. Smijè a’n passurot suta ’n porti. Trovarsi a carte quarantotto. Sudato come un un porcello. Vej paj dër can ëd San Roch. Tirare le calze. ˆ’è ˆ’è Sul paj ’d ën pulastrin. Tirè ij cauz ˆat. Verde come un ramarro. Sgaz ’r vespe. ˆ ˆ Aspettare il pallone al salto. Vuraj cuntè ij sod a r metà. Tempo da lupi. Terra da pipe (gesso). Chi cerca un lavoro che non esiste. Scegliendo tra due cose simili. Sunè r crin-a. Arrivare a malapena. Trovare il “pollo”. Specius paj dr pupù. ˆ ˆa Appiccicoso come la pece. Cercare il pelo nell’uovo. Persona o cosa molto vecchia. ˆ Rimanere con le brache in mano. Lavorare molto male. Sidà paj ’d ën crin. Aspettare la palla al balzo. Molto sudato. Travajè da can. ˆ Trovare il pesce. 170 . Solo come un pulcino. ˆè ˆ Stuzzicare le vespe. Star da cani. Tener testa a qualcuno. Trovarsi a malaparata. ˆa Suonare la tromba. Verd paj ’d ën lajeu. Tempo pessimo Terra senza nessun valore. Tèra da pipe. Truvesse a càrte quaranteut. Suonare il contrabbasso. Truvè Nusgnur ënt r ˆ’ort. Essere in una situazione difficile. Evento molto fortunato. Stè da cucu. Persona o cosa molto vecchia. Persona sola. Essere in luogo confortevole.

Nin. Binel Aldu. Angel. Sandrin. Giulin Nita Ana. Lina Angiulin. Angeletu. Giulina. Giulinu. Nineta. Amedè Melia Cletu Anastàs Andreja. Medeurin. Anser ˆmin Antunieta. Selmin. Gustinu. Sina Gustina. Andrijun. Angelin. Binin. Fredo Màbile Amadis Màlia. Albin. Andrijot. Anin. Netina. Gustin Alban Berta Bertu Albinu. Jin. Pulu Alessi Funsu Fredu. Angelotu. Lìa Brugin. Ghitin. Tin Nìbale. Tunina. Anselm. Binu. Andrijin. Albino Aldo Alessandra. Ambreus Medeu. Ghitina Agnan Gnese. Ser ˆmu. Sandrot. Niblin Anselmin. Tunieta. Lisandru. Làide Dulfu Adrian Agatin. Tugnina 171 . Antuniëtta. Gnesin-a. Bina. Neta. Sandrun. Jot Andrejin-na Angiulina.Nomi di persona italiano Abbondio Achille Adamo Adelaide Adolfo Adriano Agata Agnano Agnese Agostina Agostino Albano Alberta Alberto Albina. Dulin Sandrin-a. Tinin. Alessandro Alessio Alfonso Alfredo Amabile Amadigi Amalia Ambrogio Amedeo Amelia Anacleto Anastasio Andrea Andreina Angela Angelo Anita Anna Annibale Anselmo Antonia Nom ëd përsun-e piemontese dell’Alta Langa Avundu Chile Adàm Delàide. Sandru. Ghita. Amè. Tinina. Aldulin.

Trumalin. Linu. Basìliu. Bnegn Bernardin Bernard. Titi Beatris Beltràm Benedeta. Biasetu Bianca Bibian-a Bonifàciu. Batistin. Candulina Candi Carlota. Ghistin Reliu. Tumlin. Suntina Atanàs Tiliu. Malin. Minu Balàgn. Tumlinotu. Basir Siliu Bastian. Carlutin 172 . Biasurot. Barbrina Barnabà Bertumlin. Tita. Camilu. Batistola. Tivu Gusta Gustu. Tuniot. Tinu ˆi. Trumè. Reliot Balbin-a Batsàr Baldvin. Detin Beniamin. Biàs. Milu Candina. Biasot. Notu. Bërtrumé. Brunun Caìn Calistu Camila. Tuninot. Dinu Biagiu. Detina. Baldulin Barbra. Biasin. Baldin. Camillo Candida Candido Carla piemontese dell’Alta Langa Antoni. Bunifàz Bunifàz ˆ. Benedetto Beniamino Benigno Bernardino Bernardo Biagio Bianca Bibiana Bonifacio Bovo Brigida Bruno Caino Callistu Camilla. Tista. Tunin. Tiani Batista. Bernardin. Tumé. Tugnin Argentin-a Sunta.italiano Antonio Argentina Assunta Atanasio Attilio Augusta Augusto Aurelio Balbina Baldassarre Baldovino Barbara Barnaba Bartolomeo Basilio Bastiano Battista Beatrice Beltramo Benedetta. Trumlin. Benedet. Bërtrumlin. Toni. Tinu. ˆi Beuv Brigida Brün. Bernardun. Camilin-a. Linot. Ninu.

Mazzo ˆ. Damian Dàriu Dàvide Fina 173 . Catlijna. Rina Sesilia Celest. Carlinat.italiano Carlo Carlotta Carmelina Carmelo Carolina Caterina Cecilia Celeste Celestino Celsa Celso Cesare Cesarina Cesira Chiaffredo Cipriano Cirillo Clara Claudia Claudio Clemente Clementina Clotilde Colombina Cosma Costantino Costanza Costanzo Crispino Cristina Cristoforo Dalmazzo Damasio Damiana. Carlüciu Ciarlota. Cristin-a Cristofu. Mentin Tina. Carlota. Carlot. Clarin. Lina Carmelu Carulina. Damàs Damian-a. Clemaint. Cèsare. Lina Tilde Bina. Tin Custanz ˆa Custanz ˆ Crispin Cristinin. Catlinin. Carletu. Carlin. Carulin Catlin-a. Celsin Cesarin. Carlinu. Carlinot. Tofu. Ceserin Ceserin-a. Celestina Celestin Celsina Celu. Carlutin Melina. Catlinot. Carlat. Ceserin Sira Ciafrè Ciprian Cirulu Clarin-a. Damiano Dario Davide Delfina piemontese dell’Alta Langa Carlu. Tufin Dalmàz Macin. Culumbina Cosm Custantin. Clarinot Claudin-a. Claudin Claudio Clementin.

Duàrd. Ernesto Eugenia. Vasinot. Minin. Betina. Nurina Ligiu Eliu Sablin. Zablin Vira Manuè. Tinu Genia. Chëttu. Din Diunis Diunis Michina. Vasiu. Enrichëtta Ricu. Menico Dunà. Minot. Eugenio Eusebio Evasio Fabrizio Fausto Fedele Federico piemontese dell’Alta Langa Delfin. Menica Dumini. Malin Miliu. Mini. Miliotu Ema Richeta. Sablinin. Tinina . Dunarin Durina Duàrdu.Tinin. Usebi Vasiot. Beta. Nàtu. Fedel Ricu. Richetu 174 . Eusebi. Arnestu. Duardin Fisiu Gidiu Lena Nora. Vasin. Nestu.italiano Delfino Desiderio Dino Dionigi Dionisio Domenica Domenico Donato Dorina Edoardo Efisio Egidio Elena Eleonora Eligio Elio Elisabetta Elvira Emanuele Emilia Emiliano Emilio Emma Enrica Enrico Erasmo Ercole Ermelina Ermenegildo Ermete Ernesta. Mecu. Richin Rasmin Erculin Melina Gildu Mete Tina.Geniu Sebiu. Netu. Lisabeta. Michin. Dunin. Richetu. Manel Milia Milan. Vasinin Fabrizi Faustin Fedele. Finu Desideri Dinu.

Nandulin Firmin Nandu Filip. Cescu Gabriel Lela Gaetan. Cesca. Licin Cina. Ninu. Cìa Cinu. Giaculin. Fiù Firmin Netina. Girom Gervas Cintu. Gianotu. Giuanot. Gianetu. Giacur Giandun Giàcu. Ciach. Netu. Notu. Giaculin. Natin. Germanin Gironi. Cichinin. Cecu. Ciach. Nandin. Gianulin. Francesch. Lice. Cicota Cichin.italiano Felice Felicina Felicino Ferdinando Fermo Fernando Filippo Fiorentina Firmino Fortunata Fortunato Francesca Francesco Gabriele Gabriella Gaetano Gaspare Gaudenzio Gelindo Genesio Gennaro Genoveffa Germano Gerolamo Gervasio Giacinto Giacomo Giandomenico Gioacchino Giobbe Giorgio Giovanni Giovanna Girometta Giromina Giulia piemontese dell’Alta Langa Felicin. Cichinota. Ninetu. Giuaneta. Cicu. Giuanin-a. Vanni Giuàna. Flipot. Gian. Cinat. Giuaninu. Cichinot. Nita ˆa Natinu. Giacint ˆin Giàcu. Giuanula. Cinin. Lipu Fiorentina. Tina. Gin. Nin Girumeta Girumin-a Giulia. Nàtu (la moglie: r Nàtura) Cichin-a. Cicotu. Giuachin. Giuanin. Cin Nandu. Flip. Giacot. Tanu Gasprin Gaudainz ˆ Ghindu Genesiu Genè Gënujefa German.Tanin. Giachin Giob Giors Giuàn. Flipin. Gilieta 175 . Cech.

Luciano Lucio Luigi Luigia. Gigin. Gin. Pinu. Pinin. Ginat. Vigiu. Liz Liziota. Potu. Nigi Gin-a. Jurmin Guidu Gustav Ida Ignazi. Madlaina. Pot. Not. Manin. Lizjin. Giuli Gisepin. Pinetu. Ciana. Pinot. Jin Iose Sablin Lazàri Leunàrd. Neta. Cianin Liciu Luis. Luisot. Gepu. Jen. ˆu. Gisep. Ciota. Ielmu. Gigugin. Gep. Gepotu. Maggiorino . Cìa. Madlen-a. Pinotu. Gigiot. Giotu. Gilian Gili. Ginu. Pin. Puldin. Lancc ˆ. Gina. Pinat. Vigia. Vigina. Gipin. Gepinu. Guspina Gistin Grà Grazian Gregori Elmu. Luisin Madalena. Gnaz Gnasin ˆi. Gepot. Luisota. Gispin. Notu. Vigi. Luisin. Gepin. Gin. Ciot Pina. Naina Mafàlda Magiurina. Gigin-a. Magiurin 176 Giuseppina Giustino Grato Graziano Gregorio Guglielmo Guido Gustavo Ida Ignazio Iolanda Iose Isabella Lazzaro Leonardo Leone Leopoldo Letizia Liberata Lidia Lodovico Lorenzo Lucia Luciana. Luigina Luisa Maddalena Mafalda Maggiorina. Leùn Leùn Puldinu. Vigiotu. ˆin. Pulu Tizia Delibera Lidia Ludvich Lurainz Lurainz Renz Renz Lancin. Lena. ˆin. Vigiota Luisina. Pinutin. Ginota. Pineta. Cinin. Pinina. Pinota. Ginetu. Gigia. Ciano. Gèpa. Lüsjin. Gisepun. Ciutina ˆìa.italiano Giuliano Giulio Giuseppe piemontese dell’Alta Langa Giulian. Pinulin. Vigin. Madlinin.

Ghitin. Marianin Màriu Martin. Tildin. Jota. Marietin. Mariucia. Michel. Celu. Destu Natalin. Tabia Taviu. Culin Niculin-a Limpia. Culinu. Matildin. Marcelin. Massimino Matilde Matteo Mattia Maurilio Maurizio Mauro Michela Michele Modesta Modesto Natale Nicola Nicolina Olimpia Olimpo Onorina Onorio Oreste Orso Orsola Osvaldo Ottavia Ottavio Pantaleo Paola piemontese dell’Alta Langa Màgn Celin. Marieta. Mariutin. Marcat Margarita. Pantalun Paulin-a 177 . Mariota. Jin Mariàna. Talin Niculin. Marcelin Marcel. Micilin-a Michè. Tavjin Pantalèu. Màrtu. Miclin. Valdinu Tavia. Miclun. Massmin Tilde. Majin. Cel Màrch. Marculin. Mudestin. Mo Michela. Rita Marìa. Miclot. Tinu Marziàl Marzian Massimin. Tin Matè Matìa Mauriliu Muriz ˆi Maurin. Talinu. Ursulin-a. Valdin. Ginota. Jeta. Michelinu Mudesta Mudest. Ursulin Valdu. Celin. Marijin. Nureta Noriu Reste Urs Ursula. Limpjin Limpiu Nurina.italiano Magno Marcellino Marcello Marco Margherita Maria Marianna Mario Martino Marziale Marziano Massimo. Miclin-a. Ghita. Talotu.

Paulot. Secondino Serafina Serafino piemontese dell’Alta Langa Paulin. Rucat. Rafel Raimund Regin-a Remigiu Richin. Peru. Ritinot Rubertin. Bastianot. Richetu. Paulinat. Po. Pauluciu. Bertu Roch. Quilin. Pasqualin. Pierot. Gundin. Ruchin Dulfu Ruman. Cianin. Din Fina Serafin. Pierat. Pierina. Perulin. Richinin Ricardu Rinald Rita. Ritin. Pietraz ˆ Pìu Plàcidu Pumpèu Quili. Ciano. Pasquè Patrizi Petrunila Piera. Paulaz Pulu. Maniot Rumaldu. Tiani Scundina.italiano Paolo Pasquale Patrizio Petronilla Piera Pietro. Scundin. Pierin. Pietrocc. Serafinu. Pe. Bas-cian. Maldin Ruseta. Pietrina Pietrin. Dina Secundin. Rusolìa Rufin Bin Salvatù Saturnu. Bastianin. Pierinu. Bas-cianin. Manin. Paulinin. Pasqualin. Lin ˆ. Rusin Rusàlia. Pedrot. Rusina. Piero Pio Placido Pompeo Quirico Quirino Raffaele Raimondo Regina Remigio Richelmo Riccardo Rinaldo Rita Roberto Rocco Rodolfo Romano Romualdo Rosa Rosalìa Ruffino Sabina Salvatore Saturno Saverio Sebastiano Secondina Secondo. Saturnin Zaveri Bastian. Finu 178 . Quiri Quirin Rafael. Bertin. Gundu.

Cinu. Silvano Silvia Silvestro Simeone Simone Siro Sisto Sofia Stefano Tecla Teobaldo Teodoro Teresa Tommaso Ugo Umberto Valentino Vincenzo Virgilia Virginia Virginio Vitale Vito Vittore Vittoria Vittorio Viviana Zefferino Zita piemontese dell’Alta Langa Sergiu. Sergi. Tujina. Viturin. Vitur Vitoria. Durin. Severo Silvana. Vitu. Gin Tumalin. Cin Gilia Ginia. Siri Sistu Sufìa Stevu. Centu. Bartu Var ˆantin. Baldin Doru. Sarvan Silvia Silvestr Simeùn Simun Siriu. Severin Nàna. Gin Giniu Vital Vite. Toju Vivian-a Zeferin Zita 179 . Censu. Tumatèu. Vitorina. Tumasin Ugo Bertu.Toja Vitoriu. Steve Tecla Tubad. Tujin. Steurot. Gigin. Ginota.italiano Sergio Severino. Teresina. Stèu. Sergin Sèvere.Vì Vitù. Var ˆentin Censin. Steurin. Vitujin-na. Tèu Teresin. Centin. Tumà. Baldu. Cens.

Cose ch’i s’è smiju piemontese dell’Alta Langa àsu (banch ëd r ˆ’) àsu (schin-a d’) càgna cartela ciamporgna cràva cravun crin-a cucu cur ˆumbot delfin euj ’d beu far ˆfàla far ˆfalin far ˆfalin-a frà galat galin-a galüciu gatin gran griva lufa marmota pantufle papagàl passurot patàta pe ’d crin pita priz ˆutin prüz ˆ puciu puciu italiano Similitudini significato posto dell’ultimo della classe profilo di certe strade morsa colpo deciso persona pettegola cavalletto odore caratteristico contrabbasso scaldaletto mammelle successore ad una determinata carica lampada da teatro cambiale tipo di cravatta signorina graziosa scaldaletto varietà di dolce schiacciato a forma di gallo moneta con l’effigie di un’aquila tipo di pagnotta amento denaro piatto a base di fegato e semi di ginepro peto valigia da viaggio mani grosse pitale raffreddore naso attrezzo da scasso asso di denari delle carte da scopa bambinetto clistere broncio acconciatura dei capelli raccolti sulla nuca banco dell’asino schiena d’asino cagna cartella zampogna capra caprone femmina del maiale cuculo colombotti delfino occhio di bue farfalla farfallino farfallina frate galletto gallina galletto gattino frumento tordo vescia marmotta pantofole pappagallo passerotto patata piede di porco tacchina pera piccola pera nespolo nespolo 180 .

veduta presa salendo dal Belbo 181 . guancie naso polpette orologio da tasca d’oro (vedi z ˆiula) percosse una bella ragazza gambe molto magre attrezzo dei falegnami alluce valgo orologio da tasca d’argento Feisoglio.piemontese dell’Alta Langa puciunin pumin russ puvrun quajëtte ràva saràche sarsat (ën bel ) scèleri (gambe ’d) tass z ˆiula z ˆiula italiano piccolo nespolo mela piccolina peperone quagliette rapa saraghi valerianella (bella) sedano (gambe di) tasso cipolla cipolla significato piccolo bambinetto gote.

ˆa ˆa. ˆa ˆ’è ˆa Chi fà ëd so testa. Caval bianch. ˆ ˆ A San Bastian r viurëtta ën man. A San Sebastiano la violetta in mano. Alla candelora o gran freddo o gran acqua. ˆa. Proverbi italiano Al cavallo lo sprone. brüt ën piàz ˆa. Il cavallo senza sprone è come una barca senza timone. Bello in fasce brutto in piazza. ˆ A ogni usel so nì u r bel. Avrì u n’ha tranta. Per ogni uccello il suo nido è bello. a r fumr bastun. bàst neuv. Bel ën fàssa. A San Lurainz mangia ër früt. 182 . A Sant’Andreja r ˆ’invern u munta ën careja. Caval senz sprun u r na barca sanz timun. A San Lorenzo l’ uva prende colore. ˆ ˆ Cavaj russ campu so màre ’nt ër puz ˆ ˆ. A Santa Lizìa i j’è ër dì pi cürt ch’i-j sìa. al mattino pelandroni In primavera. ˆa ˆa A r prüma. tutto ciò che mette fuori la testa è buono per la minestra. A San Lurainz u r ëncù taimp. ˆ’è A San Roch u r zà ’n po’ trop. A r saira leùn. A San Sebastiano i raggi del sole raggiungono ripe e ritani. Aprile ha trenta giorni. A San Simone si ripone il ventaglio in un angolo. A ogni asino il suo basto. ˆ Àsu vej. ˆa ˆ A San Var ˆentin tüte r ˆ’àrie i venu marin. ˆ’è Ar ˆ’Epifanìa ër giurnà i së slungu ar pàss ˆ ˆ dr frimija. buttano la propria madre nel pozzo. ˆ’è A San Bërtumé daje du nàs da dré. gamba al letto. Asino vecchio. A Santa Lucia il giorno più breve che ci sia. A San Lorenzo c’è ancora tempo (per seminare). A r Candrer o gran fragg o gran eva. Alla candelora occorrono ancora metà della botte. ch’a vena naint gratacü. A ogni àsu ër so bàst. Beu lungh. a lassa r smainz ˆ ˆa ˆ. A San Michè ër castàgne tàcu a car ˆ ˆè.Pruverbi piemontese dell’Alta Langa A cavàl sprun. A San Simun r vantajin-a ’n tër cantun. ˆ Bràz ar col. A San Rocco è già un po’ troppo. A San Lorenzo mangia il frutto e lascia il seme. a r matin plandrun. ˆ’è ˆa A San Bastian ër su u dà ’nt ër rive e ’nt ij rian. A San Valentino tutti i venti diventano scirocco. ˆa A r Candrer meza carera. All’Epifania le giornate si allungano secondo il passo della formica. pàga ëd so bursa. Chi fa di testa sua paga di tasca propria. Capelli rossi. Non c’è bella rosa. meta del fienile e metà del granaio. se piovesse trentuno non fa male a nessuno. ma u piuvissa trantün u fà mà a gnün. Alla sera leoni. alla moglie il bastone. mài stràch. che non diventi grattaculo. meza granera. cavallo corto Braccio al collo. ˆa A San Lurainz r ˆ’üva a tainz. ˆa ˆa A j’è naint bela reusa. Bue lungo. A San Michele le castagne incominciano a cadere. meza fner ˆa ˆa. gamba ar lecc. mai stanco. A Sant’Andrea l’inverno sale in cassetta. cavàl cürt. tüt lo ch’u beuta feur r testa ˆa ˆa ˆa u r bun a fè r mnestra. A San Bartolomeo dagli del naso nel di dietro. basto nuovo. Cavallo bianco.

Un po’ o completamente le schegge assomigliano al ceppo. Se la bocca è chiusa non entrano le mosche. s’u pieuv naint ën cheu. Ëndanda e ’nninda. Chi dorme con i cani si sveglia con le pulci. Dodici galline e un gallo mangiano come un cavallo. u s’auz cun ër prüss. ˆa Andando e ritornando alla messa di mezza ar ciàir dr lün-a. Qualsiasi tempo è buono purchè la caldaia di maggio sia in ebollizione. ˆ Il “buon mercato” torna a casa prima del padrone. Due donne. Ch’u fàz ër taimp ch’u veuja bàsta che ˆa ˆ r cauder ëd màgg a beuja. Il tempo ed il sedere non hanno regole. ˆa In mancanza di cavalli trottano gli asini. Cioca ruta a j’ha màj pi fin. Com’è il tempo a Santa Bibiana accompagnerà per altri quaranta. Ër mà u ven a cavàl e u va vìa ar pàss ˆ ˆ Il male arriva a cavallo e se ne va al passo ëd na frimija. trotu j’àsu. ˆ ˆ’è La mela matura casca giù. Ëdcò ’n bel bàl s’u düra tant u stufia. Ën mancanz ’d cavàj. di cumpagna Dar luv. se non piove oggi piove domani. Anche un bel ballo se dura troppo stufa. chi ha tre mucche nun vainda ün-a. una cesta e un’oca fanno già ˆe. della formica. ˆa ˆa Due pecore e un cane fanno la fiera a Diano. Ër musche tiru ij cauz ch’i peur ˆ ˆ ˆu. ˆ Invecchiando si perde il meglio. ne r ˆ’invern. un mercato. ˆ ˆu ˆ’è Il ferro va battuto fin che è caldo. và a pe da vej. ˆa ˆ Chi pësta perd r chësta. Non dire quattro senza che tu l’abbia nel sacco. Ër bun pàt u turna a cà prüma dër padrun. ˆ Ër taimp e ’r cü i j’han sempre fà me j’han vussü. Chi impresta perde la cresta. chi j’ha tre vàche ch’i ˆ ˆa notte al chiaro della luna. Due fè e ’n can i fan r fer a Dian. ˆ Le lungaggini diventano come le bisce. italiano Chi vuole un buon agliaio lo pianti a gennaio. ˆ Di màj quàtr sanza ch’ët r ˆ’àbi ’nt u sàch. Ër luv u j’ha mài mangià ne r ˆ ˆ’istà. a r mëssa ’d meza neucc. Il lupo non genera agnelli. più lo batti e più è bello. pieuv duman. ˆ ˆ Il pane del padrone ha sette croste. Ër pan dër padrun u j’ha sèt cruste. Ër cü u j’ha sèt pel. ˆ 183 . Cume fà a Santa Bibian-a. ch’u r pianta a snè. Ënninda vej is perd ër mej. nella stalla ne venda una. La campana rotta non ha più fine. Ër robe lunghe i venu bisse. quaranta . Ër pum quandi ch’u r mair u droca. i fan ën mercà. ˆa Chi và a cavàl da giuvu. Cielo fatto a pane. Ër fer u vanta battr fin ch’u r càd.piemontese dell’Alta Langa Chi ch’u veu ën bun ajè. Le mosche tirano i calci che possono. Chi va a cavallo da giovane va a piedi da vecchio. pi ’t r bàti e pi u ven bel. Il lupo non ha mai mangiato né l’estate e né l’inverno. i-j nass naint dj’agnej. Dudes galin-e ’n gàl mangiu cume ’n cavàl. Ën buca sarà i-j antra gnün-e musche. ˆu Chi dreum cun ij can. Due fumr na cavàgna e n’oca. Ën poch o tüt ë stele i smiju a-j z ˆuch. ˆa ˆa Ciel fàcc a pan. ˆ ˆu Il sedere ha sette pelli.

Ij dèbit i sun cume ij përru. Non hai mai visto un falco buttarsi in un orto. ma r tèra a j’ëspeta. Fè d’ogni musca ’n tavan. ad aprile lava le scodelle e vai a dormire. vandëmmia cürta. J’ àsu ’d Cavour gnün ch’ij lauda. Gli asini di Cavour non li loda nessuno ma si lodano da loro medesimi. ˆa Gli affari vanno male quando la gallina canta da gallo. ma la terra li aspetta. gnün-a fumr sanza amur. ˆa Erba crüva e gambr cheucc. Niente serve per gli occhi. Gnente u r bun për j’euj. vendemmia corta. ˆe. che ci sia la luna nuova di febbraio. Gallina piccola. ˆ’è ˆ Gnün prà sanz’erba. ˆ italiano Il vino è il latte dei vecchi. Lauda ij brich. ˆa Ij bun bucun van sempe ën buca ar luv. ˆ Ara con i buoi e semina con le mucche. ma incapace e goffo. 184 . A marzo un piccolo fuso da filare. ˆ Le mele rosse sono quelle col vermetto. is laudu da lur.piemontese dell’Alta Langa Ër vin u r r püpa dij vej. sempre giovane. avrì làva scuele e và drimì. galline. Ij pum russ ij sun cuj ch’i j’han ër giuanin. ˆa Ët j’hai màj vist ën farcat campesse ’nt n’ort. Non prato senza erba. I bocconi migliori finiscono sempre in bocca al lupo. I buoi vanno piano. Febbraio primavera al mare. Lavura cun ij beu e smaina cun ër vache. non donna senza amore. ˆ Loda i colli. non camicia senza macchia. Ij cur ˆumb mangiu r e cagu ’r piumb. Galin-a cita. Ij can gross baur màj për gnente. marzo da noi. oche meglio poche. u dì dré ëd carvè sanza ch’u sia Non c’è mai l’ultimo giorno di carnevale senza lun-a neuva ëd fërvè. Galin-a veja fà bun brod. Ij pruverbi dij vej i mandu ij giuvu a meuiri I proverbi dei vecchi mandano i giovani ëd fàm. ma tieniti al piano. màrz da nujàcc. Le cipolle diventano grosse quando prendono neve sulla schiena. Fumr galin-e. ˆu ˆ I cani grossi non abbaiano mai per niente. sempe pula. oche mej avaine poche. Tralci lunghi. Gallina vecchia fa buon brodo. Donne. Fumr previ e àsu tüci ij mumaint is bàsu. Grande e grosso. Ij beu van adàsi. preti e asini ogni momento si baciano. J’è maj. Erba cruda e gamberi cotti non lasciano dormire tuta la notte. ˆa Grand e gross ciul e gof (baloss). Is peu naint pijè na galin-a për ij birin. ˆa gnün-a camisa sanz màcia. Fervè primavera ai marinè. ˆ’or ˆ I colombi mangiano oro e cagano piombo. I morti fanno terra. i vivi fanno guerra. ˆe. làssu naint dreumi tüta r neucc. Donne. Far di ogni piccola mosca un tafano. Non si può afferrare una gallina per le mammelle. Galin-a veja a veu ën galat giuvu. La gallina vecchia desidera un galletto giovane. J’afè i van mà quandi r galin-a canta da gàl. Marzat ën fisat. Ij mort i fan tèra. ij viv i fan guèra. a morire di fame. ˆ ˆ’è ˆa Ër z ˆ ˆiule i venu grosse quandi ch’i-j fioca ën sr schin-a. ma tente ar pian. Majè lungh. I debiti sono come i conigli.

185 . Piuttosto che avanzi il cibo. ma la terra è ferma. ˆ Mür e cavàla portu ’n sr spàla. ˆa ˆ’è Për ëndè ’n campàgna ën tër mol ˆ u r mej ëndè ’n piàz a fè ër fol. ne’ benestanti per vicini. Donne e cavalli non si danno mai in prestito. ˆ ˆ R’amur dij giuvu u r cume trot d’àsu. ˆ er galin-e i strainzu ër cü. Pitost che roba a vanz chërpa r panza. ˆin. ˆ Pan brisà bun da raindi. Natàl sanza lün-a. Non ci possono essere gli ultimi giorni di carnevale senza che ci sia la luna nuova di febbraio. Meglio consumare scarpe che lenzuola. Mentre il cane si gratta. Or dublé. ˆ’è italiano Marzo asciutto grano per tutti. la lepre scappa. Oca castagna e vino tieni tutto per San Martino. Për buneur ch’ër mund u gira. Quandi ch’ër cur ˆ ˆumb u r pin. ˆa ˆa àsu e mü portu ’n sër cü. tre fè i nun mangiu ün-a. Peu naint esci-e j’ultimi dì ’d carvè sanza che i-j sìa lun-a neuva ëd fërvè. Mej strisè scàrpe che lanzeu. le castagne diventano buone. Ogni scimmia trova belli i propri figli. è meglio andare in piazza a far lo stupido. ˆ’è ër vëzze i venu amère. Na cràva arsaniss r stàla. nàda da vin bun. ˆ ˆ ma r tèra a r fërma. annata da erba annata da merda. Mula e cavalla portano sulla spalla. ˆ Na cativa lavandera treuva mài na bun-a per ˆa. ’d carn dar maslè i-j nun ˆ ˆ ˆ resta gnente. Ne’ muli. Una cattiva lavandaia non trova mai una buona pietra. All’età di sei mesi il sedere fa da seggiolino. castàgna e vin ten tüt për San Martin. scoppi la pancia. Nàda da vespe. asino e mulo portano sul “culo”. Quando il colombo è pieno. Se Natale è senza luna. garantì dar tulè. le vecce diventano amare. Oca. L’amore de giovani è come il trotto dell’asino. Ne mü. anno di vino buono. Per fortuna che il mondo gira. le galline stringono il buco. Quando piove sui covoni.piemontese dell’Alta Langa Màrz sücc gran për tücc. Il pane bruciato è facile da restituire. ˆa. Quando la luna ha l’alone o fa bello o fa brodo (piove). Al suo prezzo di carne dal macellaio non ne rimane. Oro placcato. ˆ’è ˆa ˆ Për ër so presi. Quando fiorisce il sambuco. Ne fumr ne cavàj is pëstu màj. Anno di vespe. ˆ ˆ Quandi ch’u pieuv ën sr giavela. Ogni sümia a treuva bej ij seu sümiot. Pan e nus mangè da spuss. ne’ mulini. Mentre ër can us gràta r levr a scàpa. ˆa Quandi ch’u fiuriss ër sambü. ˆ ˆa Mez r ˆ’ann ër cü u fà scàgn. Pane e noci mangiare da sposi. ˆ ˆ Marz chi u j’ha gnün-e scàrpe u và dëscauz ˆ ˆ. Una capra rende salubre la stalla. ˆe. garanzia del lattoniere. ˆa r castàgna a ven bela ˆa Quandi r lün-a a j’ha ër reu o ch’u fà bel ˆa ˆ o ch’u fà breu. ne mir ne sgnur për avzin. tre pecore ne mangiano una. ˆa Nàda da erba nàda da merda. Per recarsi in campagna con il terreno inzuppato. Marzo chi non ha scarpe può andare scalzo.

ˆ ˆ Se ’r vej u pudaissa. Se ’r merlu u canta a r matin. ˆ ˆ ˆ ’eva a fà ënnì ër ran-e (ij bàbi) ’nt r panza. ˆa ˆ ’àsu u perd màj r R ˆ’urije. R ˆa ˆ Ra fioca ëd fervè. Una buona greppia fa una buona bestia. L’estate di San Martino va dalla sera al mattino. ˆ ˆa ˆ Ra griva a j’ha ij bèj a r ramiriva. La neve di febbraio se la portano via le galline con i “piedi”.piemontese dell’Alta Langa ˆ R’àsu cümün u r màj gràss. ˆ’è ch’u-j ch’i j’han fàme ij piasì. se il giovane sapesse. ˆ ˆ’è Se ’r gàl u canta dë strasur su r sragn ˆ ˆa. L’asino non perde mai le orecchie. Gallina che canta ha fatto l’uovo. L’acqua fa venir le rane nello stomaco. Sbàti ër nus. Se il cavallo è bello non guardare né la razza né il mantello. gavè r fioca ˆ ˆa ˆa e maz j’om i sun travàj ch’i servu a gnente. Ruga e pimpinella fanno l’insalata buona e bella. ˆa ˆ Ra pàja a fà mairè ij puciu. fà dij prà. Se vuoi il grano. ˆa ˆa ˆ a bun-a grüpia a fà r bun-a bestia. ˆi ˆ Sàch veuid u stà naint dricc. Se ’r gàl us grata ër dadrè. Se il merlo canta al mattino non ti mancheranno crucci. baica ne ràza. canta la primavera 186 . ˆ a prüma galin-a ch’a canta a j’ha fà r R ˆ’euv. Il tempo di Santa Bibiana accompagnerà per quaranta giorni. Se canta il cuculo. L’asino di due padroni ha la coda “pelata”. Se il gallo canta fuori orario se è sereno diventerà nuvoloso Se il gallo si gratta il di dietro la pioggia non può tardare. Se ’r musche ij mordu. L’inverno è passato. ˆ a vurp a perd ër paj. R ˆ ˆa ˆ R’invern u r passà. Battere le noci. ˆ a ramiriva cumanda per sèt feste ëd fir R ˆa. fa anche dei prati. Se i-j canta ër cucu. ˆ Ra vi a dis: fàme povra ët fareu rich. ˆè Santa Bibian-a quaranta di cumpàgna. ne mantel. Se le mosche pungono il tempo cambierà. ˆ R’euj dër padrun u ëngràssa ’r caval. ˆ’è ˆ R’àsu ’d dui padrun u j’ha r cùa splà. ˆ Ra sar a r ne bun-a. r pieuva ˆ ˆ ˆa peu naint tardè. se ’r giuvu u savaissa. ˆ ˆa italiano L’asino in comune non è mai grasso. i-j canta r prüma. L’occhio del padrone ingrassa il cavallo. Se ’r cavàl u r bel. ˆ ˆ R’istà ëd San Martin a düra da r saira a r matin. ˆ ˆ Se ër ciel u r a pan s’u pieuv naint ëncheu ˆ ˆ’è u pieuv duman. Sacco vuoto non sta in piedi. ër taimp u cambija. ma naint ër vizi. l’estate è venuta chi mi ha fatto dei piaceri vada a prendersela nel culo. ˆe u s’ënnivur ˆa. La volpe perde il pelo ma non il vizio. Se il cielo è a pagnotte se non piove oggi piove domani. R ˆ ˆ S’ ët veur dër gran. ënsachè r nebbia. r ˆ’è ˆ’utun u r ënnü. Se il vecchio potesse. La vite dice: fammi povera e ti farò ricco. Le uova del tordo schiudono la domenica delle palme. ër galin-e r portu vìa cun ij pe. togliere la neve e uccidere le persone sono lavori inutili. mettere la nebbia nei sacchi. ne bela sanza rüga ˆata ˆ’è e pimpinela. i vagu a piessr ˆa ’nt ër cü. Il giorno dell’olivo comanda per sette feste di fila. it mancrà ˆ ˆa naint ij sagrin. La paglia fa maturare le nespole.

U su ëd fërvè u porta ër fumr a suttrè. Se j’erbu i beutu r fiu prüma che r feuja. Vanta naint bitè ër cher davanti a-j beu. poca uva. poca üva. U r mej cunsimè dë scarpe che di lanz ˆ’è ˆeu. Soldo fa soldo. sotto la neve pane. Molte foglie. Suta r ˆ’eva fàm. Non aspettare a fare domani. ˆ Vanta sempe lassè ’ndè r ˆ’eva ar so mirin. ˆa ˆa i j’è dr früta da gavesne r veuja. ˆ Z icot e amrun ogni cosa a so stagiun. Sotto l’acqua fame. ˆa U su u leva për tücc. Se nevica prima dei Santi tutti i mesi si vedranno i campi. Tre brün-e fan fiuchè. tutto l’anno i buoi nei campi. a ogni matutin ër so ˆ fagutin. ˆa Tante feuje. ˆa Tüci ij trop i stravàcu. S’i-j fioca prüma dij Sant. a to capriz ˆi. Sod fà sod. se piove sta in casa e prepara gli agnolotti. Il sole leva per tutti e a ogni bambino il suo fagottino. Spela ër fì a r ˆ ˆ’amis. pidocchio fa pidocchio. È meglio un asino vivo che un medico morto. Bisogna lasciar fluire l’acqua al suo mulino.piemontese dell’Alta Langa Se i-j fioca a-j Sant tüta r ˆ’ànn ij beu ’nt ij camp. Gli eccessi sono dannosi. Pela il fico all’ amico e la pesca al nemico. balu ij ràt. È meglio lavorare un’ora di buona voglia che battere tutto il giorno la fiacca. ˆa o ch’u fà breu Smaina ij pois a San Muriz ët n’ avraj ˆi. cosa ch’ët peuri fè ’n cheu. tre z ˆiule fan pissè. Se la luna ha l’alone o arriva il vento o la pioggia. Caga più un bue che cento rondini. ˆa ˆa Se r lün-a a fà u reu o ch’u fà vaint . pieuj fà pieuj. italiano Se nevica ai Santi. a fè ër ravior ˆ ˆe. ˆ ˆe Vanta fè gnün agriman. Non si deve mettere il carro davanti ai buoi. ër magu u beuta r pajaz ˆ ˆa ˆa ar su e u bat r fumr s’i pieuv u stà ’n cà ˆ ˆa ˆa. Tre brine fan nevicare. Il sole di febbraio conduce le femmine sottoterra. Se fa bello a Sant’Orso il mago mette il pagliericcio al sole e batte la moglie. Tücc ij beu i turnu a r stàla. Se gli alberi fioriscono prima di mettere la foglia avremo frutta da toglierci la voglia. Non bisogna fare favoritismi. ˆ’è U r mej n’ura ëd bun-a veuja che tüt u dì ˆ’è a bàti r treuja. Tutti i buoi ritornano alla stalla. suta r fioca pan. tüci ij mais is vugh ij camp. È meglio consumar scarpe che lenzuola. cosa puoi fare oggi. S’i fà bel a Sant’ Urs. ˆ ˆ Speta naint a fè duman. tre cipolle fan pisciare. U càga pi ën beu che z ˆaint riundure. ër persi ar nemis. Mancando il gatto i topi ballano Zucche e meloni alle loro stagioni. Semina i piselli a San Maurizio e ne avrai a tuo capriccio. 187 . ˆ Vìa ij gàt. U r mej n’àsu viv che ’n medi mort.

n’Àchi Àrba. n’Àich. frazioni e fiumi italiano piemontese dell’Alta Langa Àich. paesi.Toponimi Città. ar Guel ˆ Àst. n’Àst Bauz ˆè Barbarasch Bareu Batifeuj Berb ˆ Bërvaj Bene Bënvel Bèrgui Bistàgn Bunvzin Bërgumà Burgna Beusia Buz ˆuràsch Brà Bübi Càire ˆ Calamandran-a Caloss Cameran-a Càmu Campaj Franz Neuva ˆa Canàl Canej Cantaran-a Caplat Carü Castagnì Castagnore ˆ Castlat Castlinàd Nom dij post italiano Castiglion Falletto Castiglion Tinella Castino Cengio Ceresole d’Alba Cerretto Langhe Ceva Cherasco Cissone Cisterna d’Asti Clavesana Coazzolo Cocconato Corneliano Cortemilia Cossano Belbo Costigliole d’Asti Cravanzana Cuneo Diano d’Alba Dogliani Envie Farigliano Feisoglio Ferrere Fossano Francia Genova Gorrino Gorzegno Gottasecca Govone Grinzane Cavour Guarene La Morra Lequio Berria Levice Loazzolo Madonna Como 188 piemontese dell’Alta Langa Castiun Falat Castiun Càstu Ciangg (ër) ˆ Cërsore ˆ ˆ Zraj ˆ Zeva Cheràsch Cissun Sisterna Cravzan-a Cuaz ˆeu Cucunà Curgnan Curtmija Cussan Custiore ˆ Cravanzan-a Cuni Dian Dujan-i Ënvije Farijan Faisseu Frere ˆ Fussan Franz ˆa Gènua Ghirin Gurzin Botasëcca Guvun Grinzan-e Guaraine Mura (ra) ˆ Lech Làis Luaz ˆeu Cum (ën) Acqui Terme Alba Albaretto Torre America Arguello Asti Baldissero d’Alba Barbaresco Barolo Battifollo Belbo Belvedere Langhe Benevagienna Benevello Bergolo Bistagno Bonvicino Borgomale Bormida Bosia Bossolasco Bra Bubbio Cairo Montenotte Calamandrana Calosso Camerana Camo Campetto Canada Canale Canelli Cantarana Cappelletto Carrù Castagnito Castagnole Lanze Castelletto Uzzone Castellinaldo . n’Àrba ˆ ˆ Arbaraj ˆ Merica Arguèl.

Mresu ˆ Munastè Munbarchè Muncé Mundvì Mnisì Munfort Mungardin Muntà Muntàd Muntluv Muntaj Munzemu Muntisel Muntij Munvis Mota (ra) ˆ Miraz ˆan Narz ˆ e ˆor Nàive Anvije Niela (ra).italiano piemontese dell’Alta Langa Majan Mangu Milan Mnesu. Gnela ˆ Niza Nuvel Urm ˆ Parod Piagera (ra) ˆ ˆ Përlaj Perlu Pz ˆeu Piubs Po Pocapàja Pralurm ˆ Përiuca Prinaj Rachinis Roca (ra) ˆ Ruchëtta (ra) ˆ Rod italiano piemontese dell’Alta Langa Ridin Rudel Ruma Ruraj Sàre ˆ Sarsaj Salüz ˆe San Benedet San Beuv San Damian San Dunà San Giors San Roch Santa Vitoria San Stèu Savian Savun-a Scarëtta ˆ Scurun Sairore ˆ Sanadàiva Seralunga. Saralunga Seraval. Saraval Scin-i. Sin-i Suman Sumariva Bosch Sumariva Spign Tàne Tinela Tuduch Tirin Tur Tursela Trai Cün-i Trais Trez Iz ˆun Vaj Verdün Vesme Vëzza Vilaneuva Magliano Alfieri Mango Milano Millesimo Monastero Mombarcaro Monchiero Mondovì Monesiglio Monforte d’Alba Mongardino Montà d’Alba Montaldo Roero Montelupo Albese Monteu Roero Montezemolo Monticello d’Alba Montiglio Monviso Motta Murazzano Narzole Neive Neviglie Niella Belbo Nizza Monferrato Novello Olmo Gentile Paroldo Pedaggera Perletto Perlo Pezzolo Valle Uzzone Piobesi d’Alba Po Pocapaglia Pralormo Priocca Prunetto Racconigi Roccaverano Rocchetta Belbo Roddi Roddino Rodello Roma Roreto Sale delle Langhe Saliceto Saluzzo San Benedetto Belbo San Bovo San Damiano d’Asti San Donato San Giorgio Scarampi San Rocco Santa Vittoria Santo Stefano Belbo Savigliano Savona Scaletta Uzzone Scorrone Serole Seno d’Elvio Serralunga d’Alba Serravalle Langhe Sinio Somano Sommariva Bosco Sommariva Perno Spigno Tanaro Tinella Todocco Torino Torre Bormida Torresina Tre Cunei Treiso Trezzo Tinella Uzzone Vaglio Verduno Vesime Vezza d’Alba Villanova d’Asti 189 .

traj bot (l’una.30 e le 0. le 12. scund L’ora l’una l’una e un quarto l’una e venti l’una e mezza le due meno venti le due le due e venti le tre le quattro meno venti le quattro le quattro e un quarto le quattro e venti le quattro e mezza le cinque le sei sette le otto le nove le dieci le undici mezzogiorno ˆ R’ura ën bot ën bot ën quart ën bot e vint ën bot e mez dui bot menu vint dui bot dui e vint trai bot quàtr menu vint quàtr ure quàtr ën quàrt quàtr e vint quàtr e meza z ˆinch ure ses ure set ure eut ure neuv ure des ure undes ure mesdì Il giorno mattino pomeriggio sera notte di giorno domani domani mattina domani pomeriggio domani sera dopo domani ieri ieri mattina ieri sera ieri notte Ër dì ˆ matin dop mesdì saira neucc suverdì duman duman matin duman dop mesdì duman a (ra) saira ˆ passa duman saira saira matin saira saira saira neucc Si dirà dunque: che ura u r’èlu? I sun des menu ën quàrt (che ore sono? Sono le dieci ˆ meno un quarto). Si ricorda che nelle frazioni di tempo i termini bot e ura rimangono sottintesi: dui e des. le sei e dieci). italiano piemontese dell’Alta Langa italiano mezzanotte la mezza (12. dopo le tre si aggiunge ure (ore) al numero: quatr ure. i sun zinch ure (sono le cinque). mezaneucc. zinch ure. per mezzogiorno.Il tempo Ër táimp ˆ Per indicare le ore si usa: bot (colpo) e ura (ore): eun bot. le sei …).30) la mezza (0. le due. ses ure… ˆ (le quattro. ˆ 190 . le cinque. le tre).30) minuto secondo piemontese dell’Alta Langa mezaneucc mesbot mesbot dop mezaneucc minüta secund.30 si esprimono con mezbot e mesbot dop mezaneucc. A differenza dell’italiano non si usa preporre l’articolo al numero che indica l’ora: i sun dui bot (sono le due). dui bot. ses e des (le due e dieci. mesdì e per mezzanotte.

veduta da settentrione 191 .italiano piemontese dell’Alta Langa italiano maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre piemontese dell’Alta Langa màgg giugn lüj agust stáimbr utubr nuváimbr dzáimbr I giorni della settimana lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì sabato domenica Ij di dr sman-a ˆa lünes màrtes mercu giobia véner sàba dimìnica I mesi dell’anno gennaio febbraio marzo aprile Ij mais ëd r ˆ’ànn snè fërvè màrz ˆ avrì Le stagioni dell’anno Ë stagiun ëd r ˆ’ànn primavera estate autunno inverno ra prüma ˆ r’istà ˆ r’utun ˆ r’invern ˆ Bossolasco.

ˆ Dene dj’euv o dene dj’euv dr galin-a russa. ˆa i j’han dicc i vostri avsin chi sun trai di ch’a puz ˆa. ˆa che passà Carvè j’ënnirà r Sman-a Santa. han detto i vostri vicini che sono tre giorni che spinge. Dene dj’euv o dene dj’euv dr galin-a bianca. perciò suoneremo e canteremo tutti allegramente. ˆ i j’han dicc i vostri avsin ch’i n’hai ër gorbe pin-e. dateci delle uova della gallina bianca. O da zà ch’i disu naint u r sagn ch’i sun cuntenti. Canto delle uova Il saluto Siamo partiti dalle case sin dalla prima sera. 192 . Dateci delle uova. ˆ’è canteruma e suneruma tüci allegramenti. siam venuti a chiedere licenza se son contenti che si suoni. dateci delle uova della gallina rossa. Sun-a sun-a sunadur al chiaro della stair ˆa. han detto i vostri vicini che ne avete le ceste piene. O se loro non dicono niente è segno che sono contenti. la padrun-a r zà ’lvà ˆ’è ch’a ’nvisca r candair ˆa ˆa. dateci delle uova delle vostre galline. dateci delle uova della gallina nera. che passato Carnevale arriverà la Settimana Santa. ˆa suma ënnü ciamè liciainz ˆa si sun cuntaint che sun-na. ˆa Bun-a saira sur padrun cun sura r padrun-a. ˆa Dene dj’euv o dene dj’euv dr galin-a naira.CANZUN piemontese dell’Alta Langa CANZONI italiano Cantè j’euv Ër salüt ˆ Suma partì dar nostre cà ˆ ch’u r ˆ’era prüma saira. për ënnive a salitè ˆ e deve r bun-a saira. Dateci delle uova. ra dumanda ˆ Dene dj’euv o dene dj’euv dër vostre galin-e. ˆa la richiesta Dateci delle uova. Buona sera signor padrone e signora la padrona. per venirvi a salutare e darvi la buona sera. Suona suona suonatore al chiaro della stella. Dateci delle uova. la padrona è già sveglia e accende la candela.

ˆ suta ra canonica ˆ Suma ënnü cantè ’n si zì alla porta dër pastore. ˆa Na duzaina e meza d’euv r’è tropa impertinenza. han detto i vostri vicini che sono tre giorni che canta. ma se ce ne dà mezza dozzina faremo la partenza. se nun dà meza duzaina far ˆuma r partenza. O se ha perso la gonna sarà perché ha perso il nastro. ˆa Suma ënnü cantè ’n sizì ch’a j’è na spusa lesta. 193 . una dozzina e mezza di uova ce li dia dalla finestra. dateci delle uova della gallina nera.piemontese dell’Alta Langa italiano i j’han dicc i vostri ausin ch’u r trai dì ch’a canta. Dateci delle uova. sotto la canonica Siamo venuti a cantare qui alla porta del pastore. ˆa che passà Carvè j’ënnirà r primavera. j’uma ’r sangu ch’un turmainta ˆ fina a r cintüra. abbiamo il sangue che ci tormenta fino alla cintura. che alle sue pecorelle porta vero amore. ˆa a ca d’ën vidu Questa casa gentil casa j’è ’n vidu ’d bela grazia. a casa di un vedovo In questa casa gentil casa c’è un vedovo di bella grazia. ma quando saremo sposati non gireremo più. su r pà mariàsse për Carvè ˆ’è us maridrà për Pasqua. quandi ch’i sìu maridà girruma pà pi vari. ma per darci le uova se le metta pure nella camicia. Siamo venuti qui a cantare dove c’è una sposa svelta. Abbiate pazienza signor padrone che ce ne andiamo in giro. na duzaina e meza d’euv ch’a ni dàga da r fnestra. che passato Carnevale arriverà la primavera. se non si sposerà per Carnevale sicuro che si sposerà a Pasqua. ˆ’è Dene dj’euv o dene dj’euv dr galin-a nera. ˆa Cumpatine sur padrun che suma girulari. Cumpatine sur padrun che suma giuventüra. ˆ che alle sue pecorelle u-j porta vero amore. Una dozzina e mezza di uova e troppa impertinenza. ˆa ma për dene dj ’euv a nui ˆ bitevje ’nt r camisa. Abbiate pazienza signor padrone che siamo gioventù. ˆa O se j’ha perdü ër cutin ˆ j’avrà s-ciancà r frisa.

ˆa s’ i-j rüva niente Vardè lì cul fratucin ch’u r restà ’n sr porta. ˆa In questa casa gentil casa c’è un bravo religioso dappertutto è descritto come molto grazioso. fortunato quel giovanotto che farà l’amore. danpertüt u r numinà ˆ’è ch’u r così grazioso. il giovanotto che la sposerà si troverà contento. Bianca e rossa come un fiore a un colore così bello. furtinà cul giuinin ch’u-j bittrà r ˆ’anello. a casa di una signorina Siamo venuti qui a cantare dove c’è una bella ragazza. ˆ’è a ca ’d na tota Suma ënnü cantè ’n sizì ch’i j’è na bela fija. a casa di un neonato Suona suona suonatore al chiaro della luna la padrona è già sveglia e fa muovere la culla. r vughissi ’ndè per cà ˆa ˆ smija na riundur ˆin-a. a ca d’ ën ninin Sun-a sun-a sunadur ar chiaro della lün-a. La mamma che l’ha allevata non ha perduto il suo tempo. lui aspetta il regalo che la padrona gli porta. abbiamo un giovanotto che vuol portarla via. ˆ r padrun-a r za ’lvà ˆa ˆ’è ch’a fà bugè r cün-a. Siamo venuti qui a cantare dove c’è una ricciolina. 194 . Bianca e rossa come un fiore ha tanto un bel colore. Sua màma ch’a r ’lvà ˆa j’ha pà përdü ’r so tempo giuinin ch’a spuserà us truverà contento. la vedeste girar per casa assomiglia a una rondinella. Bianca e russa cume na fiù a j’ha tanto ’n culur bello. Suma ënnü cantè ’n si zì ch’i j’è na riz ˆulin-a. furtinà cul giuinin ch’u-j farà l’amur. se non arriva niente Guardate lì quel fraticello che è rimasto sulla porta . j’uma ën giuinin cun nui ch’u veu purter vìa. ˆa Bianca e russa cume na fiù a j’ha tant ën bel culur. fortunato quel giovanotto che le metterà l’anello. ˆ’è ˆa chial u speta ’r regal ˆ che r padrun-a a-j porta.piemontese dell’Alta Langa italiano Questa casa gentil casa j’è ’n bravo religioso.

ˆ Ën custa casa z ˆì j’ënnisa r sicin-a. il ringraziamento La padrona ha pagato e noi lo ringraziamo se il prossimo anno saremo vivi noi ritorneremo. rovinasse il tetto della casa e il padrone vi rimanesse sotto. se c’è una ragazza da maritare che marcisca sul pagliericcio. Suma ënnü cantè sizì ch’i-j canta r cua russa. ˆa se n’àtr ànn suma ëncu viv nujàcc riturneruma. Siamo venuti qui a cantare dove canterà il codirosso. e se vivremo in salute un altr’anno ritorneremo. 195 . ˆa ch’i j’è scaissa r chësta ar gàl ˆa ˆ e’r cü a r galin-a. Proprio in questa casa venisse la siccità. Adesso che ci han dato le uova noi ringraziamo. ˆa ch’i-j drucaissa ’r curm dr cà ˆ ˆa ër padrun u-j restaissa suta. qualche maledizione Siamo venuti qui a cantare dove canterà la gazza. ˆ ˆa Se non volete darci le uova non fateci più penare. caiche malediziun Suma ënnü cantè sizì ch’i-j canterà r ˆ’ajàz ˆa.piemontese dell’Alta Langa italiano Si veur naint dene dj’euv ˆi fene pà pü penare. che r lün-a a pàssa i monti ˆa e nujàcc vuruma andare. si j’è na fija da mariè ch’a màrz ’n sr pajàz ˆa ˆa ˆa. ër ringraziamaint ˆ Ra padrun-a a j’ha pagà e nujàcc r ringraziuma. che la luna ha passato i monti e noi vogliamo andare. Adess che lur j’han dàne dj’euv nujàci e ringraziuma se vivruma ’n santità natr’ànn e turneruma. seccase la cresta al gallo e il culo alla gallina.

O bin vena màgg. Ra stagiun di primavera a r na stagiun ch’a fà piasì. …. Guardate la nostra sposa che bell’anello che ha. ˆ’è tüci j’usej ch’i cantu is preparu ër so bel nì ˆ O bin vena màgg. per far riverenza a signori e signore. o bin staga màgg. për fè r riverenza ˆ ˆa a munsü e madamin. …. Siamo a primavera i fiori sono già fioriti. tutti gli uccelli cantano ed è un piacere sentirli. tutti gli uccelli che cantano si preparano il loro bel nido. Se non vuoi credere che maggio sia arrivato. …. o bin riturna il mèis di màgg. o ben ritorna il mese di maggio. Guardè r nostra spusa ˆa che bel anel ch’a j’ha. …. …. Portiamo quest’alberello carico di nastrini. O ben venga maggio. chi glielo avrà donato 196 . o ben ritorna il mese di maggio. o bin staga màgg. feve a r finestra ˆa lu vedi ben dubà. La stagione della primavera è una stagione che fa piacere. Purtuma s’arburin carià ’d bej bindlin. O bin vena màgg. cerea la padrun-a sa veu lassè cantè. o ben sia maggio. O bin vena màgg. ˆ tüci j’usej ch’i cantu u fà piasì saintije. Se ’t veuri nen credi che magg u sìa rivà. chi l’avrà dunair ˆu Cantar maggio Siamo venuti a cantare che a noi piace andare. …. affacciatevi alla finestra lo vedete ben addobbato. O ben venga maggio. O ben venga maggio. O ben venga maggio.piemontese dell’Alta Langa italiano Cantè màgg E suma ënnì a cantè ch’un fà tant bel ëndè. o bin riturna il mèis di màgg. O bin vena màgg. cerea alla padrona se vuole lasciarci cantare. o ben sia maggio. O ben venga maggio. Suma r primavera: ˆa ër fiù sun zà fiurije.

…. sembra il fiore del pesco appena sbocciato. O ben venga maggio. O ben venga maggio. …. …… Guardè r nostra spusa ˆa cum’è bin dubà.. Guardate quella ragazza come sa ben cucire. Guardate la nostra sposa com’è ben messa. …. lontano cinquanta miglia sarà poi nominata. …. O ben venga maggio. intorno al suo viso sono tutti riccioli belli.piemontese dell’Alta Langa italiano sarà ër so innamurà. Guardè r nostra spusa ˆa cume ch’a r bin bità. Sa r naint numinà ˆ’è r faruma numinè. danturna r so fàcia ˆa sun tücc bej riz ˆulin.. Se non è nominata la faremo nominare. smija r fiù dër persi ˆa ˆ quandi ch’a r spuntà. 197 . sarà il suo innamorato. O bin vena màgg. Guardate quella ragazza che ha due occhi così belli. …. O ben venga maggio. Guardate la nostra sposa com’è ben sistemata. O bin vena màgg. …. O ben venga maggio. ˆ O bin vena màgg. . Baica là cul giuinin ch’u stà a baichè. …. O bin vena màgg. su ’ndaissa ’nt r so vigna ˆa u truvrìa caicos da fè. ˆ’è O bin vena màgg. O ben venga maggio. …. …. O ben venga maggio. che Nusgnur u-j dàga gràzia ëd naint furesse ij dì. Guarda quel giovinetto che sta a guardare. ˆa O bin vena màgg. ˆa o s’a r naint spusà ˆ’è r faruma spusè. …. O bin vena màgg.. Guardè cula fija cume sa ben cüsì. …. …. che il Signore gli onceda la grazia di non pungersi le dita. se andasse nella sua vigna troverebbe qualcosa da fare.. e se non è ancora sposata la faremo sposare. ˆè luntan z ˆinquanta mija a sarà peu numinà. Guardè cula fija che j’ha tant dui bej ujin.

baicher ën cula fàcia ˆu smija ’n pumin d’amur. Siamo venuti a cantare a casa della brava gente. con le sue manine bianche si arriccia i baffi. O ben venga maggio. Guarda la quel giovane che porta il cravattino. o tutti sanno e dicono che è un bel giovanottino. venga a regalarci una rosa per il nastro. ˆa madàma dër castel. …. se hanno dei bambini è il suo divertimento. signora del castello. Scenda signora. Padrun-a. ˆ o tüci san e r disu ˆ’u ch’u r ’n bel giuvinin. padrun-a si veuri naint regalè. Guarda quel giovane che ha tanto un bel colore. O bin vena màgg. …. …. ˆ’è O bin vena màgg. ˆ ch’a vena a regalene na rosa dër bindel. …. E suma ënnì a cantè a cà dr brava gent. Ch’a car zü madàma. Baica là cul giuvu ch’u porta ër cruvatin. Guarda là quel giovane che ha tanto un bel sorriso. O ben venga maggio. …. O ben venga maggio. ˆ’è O bin vena màgg. ˆa si j’han dër masnajin-e ˆ u r so divertiment. O ben venga maggio. O ben venga maggio. ….piemontese dell’Alta Langa italiano Baica là cul giuvu ch’u j’ha tant ën bel culur. O ben venga maggio. o tutti lo dicono che è da sposare. o tüci i r disu ˆu ch’u r da maridè. …. Guarda quel giovane che ha un bel modo di fare. …. Baica là cul giuvu ch’u j’ha tant ën bel suris. O bin vena màgg. padrona se non volete regalare. ˆ O bin vena màgg. …. …. ˆ’è O bin vena màgg. …. Baica là cul giuvu ch’u sa si ben tratè. 198 . Padrona. guardatelo in viso sembra una pomo d’amore. …. cun ër manin-e bianche ˆ u së storz tüci ij barbis.

padrun-a adess ch’i n’a-j regalà. …. O ben venga maggio. il sole sta passando i monti e noi vogliamo andare. Padrun-a. padrun-a padrun-a dër pulè. l’antica porta 199 . …. Padrun-a. ˆ pruntè dj’euv frasch e j’andi lasseje stè. …. …. Padrona. padrona padrona del pollaio.piemontese dell’Alta Langa italiano il sole passa i monti e nui vuruma ’ndè. preghiamo il Signore e la Madonna che vi diano la santità. …. Padrona. …. O bin vena màgg. ˆa O bin vena màgg. padrona adesso che ce ne avete regalate. O ben venga maggio. O ben venga maggio. preparate delle uova fresche e lasci stare quelle vizze. O bin vena màgg. Cravanzana. preguma Nusgnur e r Madona ˆa ch’iv dagu r santità.

va san che dess e r gavruma. 200 . Vai lì. vai sano la spina si toglieva. jeu. ˆ Va lì va pian. Va lì va pian. va nan. va san a j’ha ciapà na spin-a. li meinàva tantu bin ch’ër previ s’innamuràva. Il prete di San Donato Il prete di San Donato è andato alla fiera al Mango. Vai lì. È andato a comprare due buoi È andato a comprare due buoi la serva li conduceva. Va lì va pian. attraversando un bosco ha preso una spina. vai piano. vai rosso.piemontese dell’Alta Langa italiano Ër previ ëd San Dunà ˆ Ër previ’d San Dunà ˆ u r ’ndà r fera ’r Mangu. vai avanti. vai rosso. vai piano. Tira. jeu ferma i buoi. vai rosso. vai avanti. tira piano la spina poi si toglieva. jeu fër ˆma ’n po’ si beu. Vai lì. va san ch’ër previ s’innamuràva. vai piano. vai piano. vai sano che adesso la toglieremo. Vai lì. jeu. attravërsanda ’n bosch a j’ha ciapà na spin-a. il prete di San Donato è andato alla fiera al Mango. va san la serva li meinàva. vai piano. ˆ’è ˆa ˆ U r ’ndà catè dui beu. Vai lì. ˆ’è u r ’ndà catè dui beu ˆ’è la serva li meinàva. vai avanti. Li conduceva così bene. vai sano ha preso una spina. ˆa Tira tira pian. va nan. vai sano che il prete s’innamorava. va nan. vai rosso. Jeu. Va lì va pian. tira. va nan. Li meinava tantu bin. vai rosso. jeu ferma i buoi che adesso la toglieremo. ˆ’è ˆa ˆ ër previ’d San Dunà ˆ u r ’ndà r fera ’r Mangu. vai sano la serva li conduceva. tira tira pian la spin-a peu as rancàva. vai avanti. jeu fër ˆma ’n po’ si beu che dess e r gavruma. li conduceva così bene che il prete s’innamorava. va nan. Jeu. tira piano. Attraversando un bosco. vai avanti. ˆ Attravërsanda ’n bosch. ˆa Va lì va pian. va san la spin-a peu as rancàva.

piemontese dell’Alta Langa

italiano

Ma tiranda ’n po’ pi fort, ma tiranda ’n po’ pi fort tüci dui i sun ënvërsàsse. Va lì va pian, va nan, va san tuci dui i sun ënvërsàsse. Sa-z a r r fin, ˆì ˆ’è ˆa sa-z a r r fin ˆì ˆ’è ˆa dr spin-a sërpentin-a. ˆa Va lì va pian, va nan, va san dr spin-a sërpentin-a. ˆa

Ma tirando un po’ più forte, ma tirando un po’ più forte tutte e due si ribaltano. Vai lì, vai piano, vai avanti, vai rosso, vai sano tutti e due si ribaltano. Questa è la conclusione, questa è la conclusione della spina serpentina. Vai lì, vai piano, vai avanti, vai rosso, vai sano della spina serpentina.

ˆ Ra straina
Bundì, bundì deme r straina a mi, ˆa deme ën cur ˆumb che r ˆ’ànn u r lungh. ˆ’è (deme ën cauz a mi e sbatime zü da lì). ˆ Bastian, Bastian dame r straina ën man, ˆa se ’t r campi ’n tèra mi e r pij nan; ˆa ˆa se ’t r campi ’n su suré, vattra a pijè, ˆa se ’t r campi ’n sr cascin-a ˆa ˆa vate a pijè na bela galin-a.

La strenna
Buongiorno, bongiorno datemi la strenna, datemi un colombo che l’anno è lungo. (date un calcio a me e sbattetemi giù). Bastiano, Bastiano dammi la strenna in mano, se la butti per terra io non la prendo; se la butti sul solaio, vattela a prendere, se la butti sulla cascina vatti a prendere una bella gallina.

Bossolasco, veduta da levante
201

piemontese dell’Alta Langa

italiano

Ën sunat për ji spus ˆ
Cit e grand, cuntaint e frus tüci i bràju: «Viva jë spus». Che gran festa, che gran ribota tüta r giaint a r ën propi ën piota, ˆa ˆ’è ma j’ëndàulu tüt ës ciadel për mariè si dui farinéj ? ˆ Peirù, previ e frà i j’han bugià da San Dunà, màgne, bàrba, cé e none i sun rivà da Custandone, capun, galin-e e fasan j’han cumandàje vessin a Dian, duz barbera e nebieu ˆat, i j’han purtàje da Bareu, bji, arost e grive j’han truvàje ’nt se rive. O ma basta ciaciarè r panza ’nduma a suagnè ˆa e si j’è piasuve ës sunat bitene ij sod ënt u sacat. Da bun cristian preguma ij nostri Sant che jë spus i sìu cuntaint e standa ën bun-a cumpagnìa i peussu fesse na grossa famija. «Viva jë spus»

Un sonetto per gli sposi
Bambini ed adulti, contenti e tristi tutti urlano: «Viva gli sposi». Che gran gioia, che gran festa, tutta la gente è proprio di buon umore, ma era necessario tutto questo rumore per sposare questi due birichini? Priori, preti e frati si sono mossi da San Donato, zie, zii, suoceri e nonne sono arrivati da Costandone, capponi, galline e fagiani li hanno ordinati a Diano, dolcetto, barbera e nebbiolo li hanno portati da Barolo, bolliti, arrosti e “grive” li ha trovato nelle rive. O ma smettiamo di chiacchierare la pancia andiamo a ben sistemare, se vi è piaciuto questo sonetto metteteci i soldi nel sacchetto. Da buoni cristiani preghiamo i nostri Santi affinchè gli sposi siano contenti e rimanendo in buona compagnia possano farsi una grande famiglia. «Viva gli sposi».

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piemontese dell’Alta Langa

italiano

ˆ Ra cràva
Oh, ’r bun vin duz ˆ ˆ ch’i j’era ënt ër me but! ˆ J’è passàje na cràva ch’a j’ha rimpime ër but. ˆ Oh, ’r bun vin duz ˆ ˆ ch’i j’era ënt ër me but! ˆ J’è passàje ’r luv, ˆ ch’u j’ha mangià r cràva, ˆa ch’a j’ha rimpime ër but. ˆ Oh, ’r bun vin duz ˆ ˆ ch’i j’era ënt ër me but! ˆ J’è passàje ’r can, ˆ ch’u j’ha giapì ar luv, ˆ ch’u j’ha mangià r cràva ˆa ch’a j’ha rimpime ër but. ˆ Oh, ’r bun vin duz ˆ ˆ ch’i j’era ënt ër me but! ˆ J’è passàje ’r bastun, ˆ ch’u j’ha patlà ’r can, ˆ ch’u j’ha giapì ar luv, ˆ ch’u j’ha mangià r cràva ˆa ch’a j’ha rimpime ër but. ˆ Oh, ’r bun vin duz ˆ ˆ ch’i j’era ënt ër me but! ˆ J’è passàje ’r feu, ˆ ch’u j’ha brisà ’r bastun, ˆ ch’u j’ha patlà ’r can, ˆ ch’u j’ha giapì ar luv, ˆ ch’u j’ha mangià r cràva ˆa ch’a j’ha rimpime ër but. ˆ Oh, ’r bun vin duz ˆ ˆ ch’i j’era ënt ër me but! ˆ

La capra
Oh! Il buon vino dolce che c’era nel mio fiasco! È passata una capra che mi ha rotto il fiasco. Oh! Il buon vino dolce che c’era nel mio fiasco! È passato il lupo che ha mangiato la capra, che mi ha rotto il fiasco. Oh! Il buon vino dolce che c’era nel mio fiasco! È passato il cane che ha abbaiato al lupo che ha mangiato la capra che mi ha rotto il fiasco. Oh! Il buon vino dolce che c’era nel mio fiasco! È passato il bastone, che ha picchiato il cane che ha abbaiato al lupo che ha mangiatola capra che mi ha rotto il fiasco. Oh! Il buon vino dolce che c’era nel mio fiasco! È passato il fuoco che ha bruciato il bastone, che ha picchiato il cane che ha abbaiato al lupo che ha mangiato la capra che mi ha rotto il fiasco. Oh! Il buon vino dolce che c’era nel mio fiasco!
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piemontese dell’Alta Langa

italiano

J’è passàje r ˆ’eva, ch’a j’ha dësmurtà ’r feu, ˆ ch’u j’ha brisà ’r bastun, ˆ ch’u j’ha patlà ’r can, ˆ ch’u j’ha giapì ar luv, ˆ ch’u j’ha mangià r cràva ˆa ch’a j’ha rimpime ër but. ˆ Oh, ’r bun vin duz ˆ ˆ ch’i j’era ënt ër me but! ˆ J’è passàje ’r beu, ˆ ch’u j’ha lapasse r ˆ’eva, ch’a j’ha dësmurtà ’r feu, ˆ ch’u j’ha brisà ’r bastun, ˆ ch’u j’ha patlà ’r can, ˆ ch’u j’ha giapì ar luv, ˆ ch’u j’ha mangià r cràva ˆa ch’a j’ha rimpime ër but. ˆ Oh, ’r bun vin duz ˆ ˆ ch’i j’era ënt ër me but! ˆ

È passata l’acqua, che ha spento il fuoco che ha bruciato il bastone, che ha picchiato il cane che ha abbaiato al lupo che ha mangiato la capra che mi ha rotto il fiasco. Oh! Il buon vino dolce che c’era nel mio fiasco! È passato il bue, che ha bevuto l’acqua che ha spento il fuoco che ha bruciato il bastone, che ha picchiato il cane che ha abbaiato al lupo che ha mangiato la capra che mi ha rotto il fiasco Oh! Il buon vino dolce che c’era nel mio fiasco!

Cerreto Langhe, veduta da levante
204

Ha incontrato tanta gente che gli faceva riverenza. La Passione di Gesù Cristo è tanto semplice da imparare: la imparano piccoli e grandi e tutta la gente in “ordine”. u j’ha pijà ’n bucun ëd pan e na gucëtta d’acqua. Peu u r ’ndà a Gerusalem ˆ’è a vughi i suoi pastori. vedrete la luna e il sole combattersi. U r ’ncuntràsse ’n tanta giaint ˆ’è e ch’a-j fà r riverainz ˆa ˆa. ˆa ˆ ˆ Ra Passiun ëd Gesü Crist. r me testa ’ncurunà cun tüte r spinëtte. Gesü girandse a cula giaint u j’ha dije cun custanz (parlanda) ˆa: «Ënnime a vughi ’r Vener Sant ˆ vugrai r mia vita in croce: ˆa vugrai ij me pe ’nciuvà cun ër man ëdcò ˆ trafitte. ër su a ënnì scür. Vedrete le stelle cascare giù dal cielo e coprire tutta la terra come le foglie sull’erba. sanz pijè sustanz ˆa ˆa. Alla fine dei quaranta giorni. ˆ Vugrai r tèra a tërmurè. la mia testa incoronata di spine. a r tant bun-a d’ampraindi: ˆ’è r ˆ’ampraindu cit e grand e tüta r giaint d’urdinanz ˆa ˆa. senza assumere nulla di “sostanzioso”. A r fin di quaranta dì. i mort a resuscitè e a bitesse ’nsema». ˆa Gesü u pija sustanz ˆa. u fava gran penitainz ˆa: u fava digiün quaranta dì. i morti resuscitare e riunirsi tutti insieme». La Passione La Passione di Gesù Cristo è tanto bello sentirla piace a piccoli e grandi e a tutta la gente del mondo. Vugrai tüte r stair a ribatè zü dar ciel e ˆë ˆe ˆ a creubi tüta r tèra cume ’r feuje ’ns r ˆa ˆ ˆ’erba. 205 . prende un boccone di pane e una goccia d’acqua.piemontese dell’Alta Langa italiano ˆ Ra Passiun ˆ Ra passiun ëd Gesü Crist a r tantu bel saintir ˆ’è ˆa. ˆa ˆë ër sangu a grundè giü da questa croce. a-j pias a cit e grand e a tüta r giant dër mund. il sangue grondare giù dalla croce. Ra riverainza r meriti vui ˆa ch’i fai tanta penitainz ˆa. La riverenza la meritate voi che fate tanta penitenza. Poi è andato a Gerusalemme a vedere i suoi pastori. ˆa ˆ vugrai r lün-a cun ër su a cumbatisse ˆa ˆ ’nsema. Vedrete la terra tremare e il sole oscurarsi. Gesù assume cibo. Gesù rivolgendosi a quella gente gli ha detto con costanza: (recitando) «Venitemi a vedere il Venerdì Santo vedrete la mia vita in croce: vedrete i miei piedi inchiodati e le mie mani trafitte. Quandi che Gesü Crist u r ˆ’era ëncura cit. Quando Gesù Cristo era ancora piccolo faceva gran penitenza: faceva digiuno quaranta giorni.

E sun ëndà dar nivur ch’in dàgu dr ˆ ˆe ˆ’eva e ’r nivur i j’han dime che i-j dàga dr ˆ ˆe ˆa sciunza. che ho portato alle nuvole che mi hanno dato l’acqua. anche per quelli che lo aveva già ascoltato decine di volte. ˆa ˆa che j’ho purtaje ar crin ch’u j’ha dàme r ˆ ˆa sciunza. le narrazioni. che ho portato ai 206 . Il lupo e la berretta Sono passato nella strada stretta e il lupo mi ha preso la berretta.CUNTE RACCONTI Sono qui raccolti alcuni esempi di racconti e favole che fino a non molti anni fa occupavano il posto della televisione o della radio durante le veglie invernali o le calde serate estive. Sono andato dal lupo che mi dia la berretta e mi ha detto di dargli della carne fresca. ˆa E sun ëndà da r ru ch’a j’ha dàme r giandr. Sono andata dalla quercia che mi ha dato delle ghiande. E sun ëndà dar crin ch’un dàga dr sciunza ˆ ˆa e chial u j’ha dime che i-j dàga dr giandr. variavano a seconda della vena e dell ’umore del narratore. in questo modo il racconto era sempre nuovo. Sono andato dal prato che mi dia del fieno e lui mi ha detto di dargli dell’acqua. ˆ E sun ëndà dar prà ch’un dàga dër fagn ˆ ˆ e chial u j’ha dime che i-j dàga dr ˆ’eva. pur procedendo su una traccia fissa. e terminavano con lo stesso epilogo: «e a mi che j ’era dré da r ’üss j ’han tirame na ciàpa ëd prüz[ ch ’a j ’ha fàme ’ndè ˆ a zupat e mi e zop-j ëncura adess» ˆ ˆ «e a me che ero dietro l ’uscio hanno tirato una fetta di pera che mi ha reso zoppo ed io zoppico ancora adesso». In ogni paese o frazione c ’era almeno una persona che conosceva molte novelle con le quali riusciva a catturare l ’attenzione di grandi e piccini. ˆ ˆa e chial u j’ha dime che i-j dàga dr càrn fësca. Sono andato dal macellaio per farmi dare della carne fresca e lui mi ha detto di dargli del fieno per il vitello. Sono andato dalle nuvole che mi diano l’acqua e le nuvole mi ha detto di dar loro dello strutto. piemontese dell’Alta Langa italiano Ër luv e ra bërta ˆ ˆ E sun passà ënt r strà stërcia e ’r luv u j’ha ˆa ˆ piàme r bërta. ˆ ˆ «Dove mettoni i ferri alle mosche ad un soldo e mezzo per zampa c’era…». ˆa E sun ëndà dar luv ch’un dàga r bërta. ˆa E sun ëndà dar maslè ch’un dàga dr càrn ˆ ˆa fësca e chial u j’ha dime che i-j dàga dër fagn për ˆ ër bucin. In genere i racconti avevano inizio sempre col medesimo breve prologo: «Endùa ch ’i feru ër musche a ’n sod e mez a ra piota i j’era…». che ho portato al maiale che mi ha dato lo strutto. Sono andata dal maiale che mi dia lo strutto e lui mi ha detto di dargli delle ghiande. colorandosi di nuovi personaggi ed avvincenti circostanze.

ën cul paìs i-j rüva na gran carestìa e chial u tàca a tribilè. là sperpera le sue sostanze vivendo da dissoluto. ˆ ˆe ˆa Dop caichi di. che ho portato al macellaio. përchè ës me fij u r ˆ’era mort e u r turna viv. Il più giovane dice al padre: «Padre. E paraj i tàcu a fè festa. Io non passerò mai più per la strada stretta. perché questo mio figlio era morto ed è tornato vivo. Tràtme cume ün dij to sërvitù». Portate il vitello più grasso. pecà cuntra ër Ciel e cuntra ti. e mèrit pi ˆ naint ëd ciameme to fij». in quel paese arriva una grande carestia ed egli comincia a trovarsi in difficoltà. U saint a sunè Il figliol prodigo Un uomo aveva due figli. ˆa italiano prati. che j’ho purtaje ar maslè ch’u j’ha dàme r ˆ ˆa càrn fësca. ma gnün i-j nun dà. e mèrit pi naint ëd ˆ ciameme to fij. U pàrt e us ëncamin-a da so par ˆe. maz ˆu. mangiamo e facciamo festa. ˆ’anel ar dì e scarpe aj pe. ˆ Purtè ër bucin pi grass. ˆa Na vota spaindü tüt. Quando è ancora lontano il padre lo vede e commosso gli corre incontro. non merito più di essere chiamato tuo figlio. Dopo alcuni giorni.piemontese dell’Alta Langa che j’ho purtaje ar nivur ch’i j’han dàme ˆ ˆe r ˆ’eva. Ër par u divid tra lur r roba. non merito più di essere chiamato tuo figlio». purtè z r vesta pi bela e ˆì ˆa vestir biteje r ˆu. U vurrìa ˆu impisse r panz cun ër giandr ch’i mangiu i ˆa ˆa ˆ crin. che j’ho purtaje ar prà. Parte e s’incammina verso suo padre. Ënt ër mentre ër fieu pì grand ch’u r ˆ ˆ ˆ’era a travajè ënt ij camp u ven a cà. e j’àva perdür e j’ho turnàru ˆ’è ˆu truvè». Ënlura u turna ën santur e us dis: «Quanci sërvitù a cà da me par i j’han dër pan fin ch’i ˆe ˆ veuru e mi ëmbelez e meuir ëd fàm! E m’auz ˆì ˆ e vàgh da me par a dije: Par e j’ho fà pecà ˆe ˆe cuntra ër Ciel e contra ti. Allora va a lavorare da uno che abita là e che lo manda nei campi a pascolare i maiali. là u sgaira tüci i seu sod sanz tenne da cunt. che j’ho purtaje ar luv ch’u j’ha ˆ turnàme dè r me bërta. dammi la parte del patrimonio che mi spetta». ma nessuno gliene dà. che mi ha dato la carne fresca. il figlio più giovane prende le sue cose e parte per un paese lontano. Ër pi giuvu u dis ar ˆ ˆ par «Par dàme r part dr roba ch’a me ˆe: ˆe. Ma ër par u dis ˆ ˆe a-j servitù: «Sveltu. Trattami come uno dei tuoi servitori». gli si getta al collo e lo bacia. che mi hanno dato il fieno. Una volta speso tutto. ër par u r ˆ’è ˆ ˆe ˆu vugh e u-j cur ëscuntra. ˆa ˆa speta». ammazzatelo. mangiuma e ˆ ˆer fuma festa. mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Allora il figlio gli dice: «Padre. Vorrebbe saziarsi con le ghiande che mangiano i maiali. ër fij pi giuvu u pija ër so ˆ ˆ cose e u part për ën paìs luntan. Allora rientra in se stesso e dice: «Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzo e vado da mio padre a dirgli: Padre ho peccato contro il Cielo e contro di te. che ho portato al lupo che mi ha restituito la berretta. us i campa ar col e u ˆ r bàsa. Ënlura so fij u-j dis: «Par e j’ho ˆu ˆe. ˆa E mi passreu mài pü da r strà stërcia. Quandi ch’u r ëncura luntan. ho peccato contro il Cielo e contro di te. l’avevo 207 . Ma il padre dice ai servi: «Presto portate qui il vestito più bello e vestitelo. Ënlura u và a travajè da ün ch’u stàva ënbelelà e ch’u r manda ënt i camp a scheu ai crin. ch’u j’ha dàme ër ˆ ˆ fagn. Il padre divide tra loro i beni. Ër fij sgairun ˆ N’om u j’àva dui fij.

ma so fieu ˆe u-j dis: «Par mi et sun sërvitù da tanci àgn. u r turnà. ti et z sempre ˆe: ˆeuj cun mi e lo ch’u r me u r to. ch’u j’ha s-ciapà tüci ij to sod cun ër bagàsce. La vecchiettina visita il re e sentenzia: «Maestà se vuole riacquistare la vista dovrà passare sugli occhi una penna dell’uccello Macone». se u veu tùrna vughi. Ma adess ch’es to fij. për chial et ˆ ˆ’è maz ër bucin pi gràss». Giovannino. përchè to frel u r ˆ’era mort e u r turnà viv. Ma ora che questo tuo figlio. ma si deve far festa ed essere contenti. La serva gli dice: «E’ tornato tuo fratello e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello più grasso. ma il figlio più giovane. che ha dissipato i tuoi averi con le prostitute. ˆi ˆ U-j respund so par «Fij. a-j dis: ˆ «Maestà. sübi ër guarˆ die i veur fera ’ndè vìa. passi pure». Ën di is presainta ar castel na vëjëtta màr ˆ ˆ vestija e a ciama ’d vughi ’r rè. e j’ho sempre scutate e ti ët j’hai màj dàme manch ën cravat për fè festa cun ij me amis. Chial u s’ënrabija e u veu naint antrè ën cà. Gli risponde il padre: «Figlio. Ij dui matot pi grand i partu për ëndè a truvè sa püma. Allora il padre esce a parlargli. ˆu ˆ Giuanin. Nel frattempo il figlio maggiore che era al lavoro nei campi ritorna verso casa. Da ogni dove giungevano medici e settimini per cercare di guarirlo. ˆ Ij trai prinz rivà ’n tër post ch’us ës-ciaˆi ˆ L’usel Macun C’era una volta un re cieco che abitava in un bel castello insieme ai suoi tre figli. L’uccello Macone J’era na vota ’n rè borgnu ch’u stàva ’n drinta a ’n bel castel ënsema a-j seu trai matot. I due figli più grandi partono per trovare questa piuma. immediatamente le guardie la vogliono allontanare. Egli si arrabbia e non vuole entrare in casa. decide di partire con loro. përchè u j’ha turnaru avaj san e sàrv». italiano perduto e l’ho ritrovato». dice: «Se questa donna vuol vedere il re per dargli una cura. Un giorno si presenta al castello una vecchiettina mal vestita. Ra vëjëtta na vota visità ër rè. è tornato. u dis: «Se sa fumr a veu vughi ër rè ˆa ˆ për deje na cüra ch’a pàssa püra». Da tute ’r part i rivàvu medi e setmin për ˆ z ˆërchè ’d feru varì. ma is dev fè ˆ’è ˆ’è festa e esci cuntaint. era perduto e lo abbiamo ritrovato». E così cominciano a far festa. u duvrà fesse passè ’n sj’euj na püma ’d r ˆ’usel Macun». 208 . u r ˆ’è ˆ’era perdusse e j’uma turnàru truvè». Ra sërvainta a-j dis: «I j’è turnàje to frel e to par u j’ha fà mazè ër ˆe ˆ bucin pi grass. chiedendo di poter vedere il re. Sente la musica e le danze e chiede ad una serva cosa stesse succedendo. ër pi giuvu e pi vësˆ sin a so pare. contro il volere del re. ma fino ad allora tutto era stato inutile. u decid ëd parti co chial cun lur. ma il figlio gli dice: «Padre io ti sono servitore da tanti anni. Ënlura so par u sort a parleje. per lui hai ammazzato il vitello più grasso».piemontese dell’Alta Langa e balè e u-j ciama a na sërvainta cosa ch’i staissa capitandje. perché lo ha riavuto sano e salvo». ˆe. ma ër fij pi giuvu. ëdcò se ’r rè u vuràva naint. ti ho sempre ubbidito e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. perché tuo fratello era morto ed è tornato in vita. tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo. Giovannino il più giovane e caro al padre. Giuanin. ma fin-a ’nlura gnente u j’àva faje.

dicono: «Giovannino portaci dove hai trovato la piuma!». 209 . is dividu e prumëttu ˆ ’d truvese lì dop quaranta dì. stufo del fischietto. stufi dër sivurin. ma ˆa u baica e i-j manca Giuanin. ma non l’abbiamo più visto». Tüte ’r vote che caicadün u-j suffiàva ˆ ’ndrinta ’r sivurin u diva sempe r stessa ˆ ˆa cosa. si dividono e promettono di ritrovarsi lì dopo quaranta giorni. ˆa Tant i fan che chial u-i porta ’n tër «campo ˆ de Prej» e lì për pieje r püma r màz e r ˆa ˆu ˆu ˆu suteru. quandi ch’u-j suffia ër pi vej. u finiss ëd ˆ ˆ vaindru an neguziant ëd vin ch’ën dì u rüva ’n tër paìs dër rè. Subi r ˆ’usel u vor vìa. ma lascia cadere una piuma. si sente: «Padre mio tu sei. Dop tanci àgn ën matot ch’u r ˆ’era a scheu ’n tër «campo de Prej» bugianda r tèra cun ˆ ˆa ën bastun u treuva n’oss e u r dovra a fè ’n ˆu sivurin për ciamè ’r so can. essi rispondono: «Lo abbiamo atteso a lungo. si sente una voce che dice: «Amico tu sei. questo dice la stessa cosa. mi hanno ucciso nel campo de Prej. Tanto fanno che li conduce al «campo de Prei» e li per portargli via la piuma lo uccidono e lo sotterrano. Ij frej. mi hanno ucciso nel campo de Prej. con torto senza ragione per togliermi la piuma dell’uccello Macone». Cume ch’u-j suffia ’ndrinta is saint: «Padre mio tu sei. Tutte le volte che qualcuno soffia nel fischietto. cattivi ed invidiosi. Ër rè u capiss subi e u-j fà suffiè ëdco a ˆ j’àci seu matot. u rüva ’n tën prà chi ciamàvu «campo de Prej». Quando ormai pareva non ci fosse più nulla da fare. Trascorsi molti anni un giovinetto che accudiva alle pecore nel «campo de Prei» sollevando un po’ di terriccio. cativ e invidius i disu: «Giuanin portne ’nduva che ’t j’hai truvà r püma!». che un giorno arriva nel paese del re. che lui presto raccoglie per tornare dai suoi fratelli che nulla avevano trovato. mi hanno ucciso nel campo de Prej. tu mi hai ˆ ucciso nel campo de Prej. ma manca Giovannino. chial prast u r pija e u turna ’ndrè dai ˆa seu frej che j’àvu naint truvà gnente. Giuanin. Il giovinetto alla fine. questo sentito parlare del fischietto magico. Ër giuvinot. Subito l’uccello vola via. Turnà sveltu ar castel i-j dan r puma ar rè ˆ ˆa ˆ che strufugnandesr ’n sj’euj sübi u vugh. Giovannino arriva in un prato chiamato «campo de Prei» e sopra un salice vede un grosso uccello con una scritta sulle ali: «Uccello Macone». chial u j’àva saintì dër sivu ˆ ˆ ˆ magich e chërius u và a pruveru. con torto senza italiano I tre principi. ˆ Cume che u-j suffia ’ndrinta u saint na vus: «Amico tu sei. giunti nel luogo chiamato «delle quattro strade». ˆ ’r sivurin u dis: «Fratello mio tu sei. consegnano la piuma al padre che sfregandosela sugl’occhi riacquista subito la vista. ma ˆu j’uma pi naint vistru». «Ënduva u r’èlu Giuanin?» u ciama ai seu frej ch’i rispundu: «J’uma spetar tant. I fratelli. mi hanno ucciso nel campo de Prej. Come ci soffia dentro. con torto senza ragione per togliermi la piuma dell’uccello Macone». Come ci soffia dentro. Quandi che uramaj smijàva ch’i-j fissa pi gnente da fè. «Dov’è Giovannino?» chiede ai suoi fratelli. curioso lo va a provare. con un bastone trova un osso da cui ricava un fischietto per richiamare il cane. Tornati velocemente al castello. lo vende ad un commerciante di vino. con torto senza ragione per togliermi la piuma dell’uccello Macone». enz ˆuma an sars u vugh ën gross usel che tacà a j’ar u j’àva ˆe scricc: «Uccello Macone». con torto senza ragione per togliermi la piuma dell’uccello Macone».piemontese dell’Alta Langa màva «dër quatr strà». ma u làssa car na ˆa ˆè püma.

tu nel frattempo fai stridere la fisarmonica con una voce simile a quella del lupo e poi urliamo: “I lupi. Bil vede un piccolo lumicino là sotto e dice a Ten: «Eccoli. Sentito ciò comanda alle guardie di prendere i due figli e rinchiuderli nella prigione più profonda e scura fino alla fine dei loro giorni. mentre ti ’t fài schërzi ˆa r ˆ’armoni cun na vus ch’a smija cula du luv e peu brajuma: “Ij luv. ci sono» e Ten risponde: «Facciamo così. quando tocca al più grande il fischietto dice: «Fratello mio tu sei. 210 . I musicisti Ten e Bil i sun dui sunadur ëd Cravanzan-a. Ten e Bil fanno come avevano detto e i ladri spaventati scappano di corsa lasciando lì tutti i soldi. ˆ e-j tir sü ’nt r riva. tu mi hai ucciso nel campo de Prej. Na saira ij sun ëndà a sunè a San Benedet a pe. Una sera sono andati a suonare a San Benedetto a piedi. Ij dui sunadur ëdco si j’àvu ciapà poch a sunè a San Benedet i sun arfasse cun ij sod dij ladr. Bil u vugh ën cit ciairin là suta e u dis a Ten: «Chetelì ch’i-j sun!» e Ten u rëspund: «Fuma paraj. ün u sun-a r fisa «tira e puz e r ˆa ˆa» ˆ’àtr ër ˆ clarin.con torto senza ragione per togliermi la piuma dell’uccello Macone». ˆ ˆ Suainz suta as punt. turnanda a cà. Ten e Bil i fan cume ch’i j’àvu dicc e ij ladr sbarivà i scàpu ’d cursa. uno suona la fisarmonica cromatica e l’altro il clarino. io in tasca ho della ghiaia la getto su nella ripa. I due musicisti anche se avevano guadagnato poco a suonare a san Benedetto si sono rifatti con il denaro dei ladri. mi ’n sacocia e j’ho dër gere. Ij sunadur Ten e Bil sono due musicisti di Cravanzana. ij ladr is truvavu për ˆ dividse ij sod ch’i j’àvu rubà ’n gir. tornando a casa alle due dopo mezza notte arrivano presso il ponte delle masche.piemontese dell’Alta Langa ragione per togliermi la piuma dell’uccello Macone». lassanda ëmbelì tuci ij sod. Sovente sotto quel ponte si radunavano i ladri per dividersi i soldi che avevano rubato in giro. ij luv”». i lupi”». ˆa italiano Il re capisce subito e fa soffiare anche ai suoi figli. Saintì lu lì ër rè u comanda ar guardie ’d ˆ ˆ pijè ij dui fieu e ficheje ’n tra galera pi ’ncreusa e scüra fin-a a r fin dij seu di. i rivu dar punt dër màsche. a dui bot dop meza neucc.

ma r ˆ’eva a r ˆ’era poca e màch ën sër ˆ fund. La volpe dice al lupo: «Prendimi per la coda e lasciami scendere nel pozzo. come questo ha finito di bere dice: «Cichciach». Il lupo con la pancia piena non riusciva più ad uscire fuori. pianin e antru dan buch stracc ch’i j’era ’n tra mir ˆagna e i tàcu a mangè ’r galin-e. quandi che ’t sainti di cich-ciach. ogni tanto controllava se era ancora in grado di passare attraverso al buco. Për ˆparaj ër luv u droca ’nt ër puz ˆ ˆ ˆ. ër ˆ ˆ luv u mangiàva e bàsta. ˆ ˆ Ra vur che a r ˆp. giüst ˆp dar buch. Ër luv cun r panz pin-a u pudàva pi ˆ ˆa ˆa naint sorti feura. es birbun cume ch’u j’ha finì ’d baivi u dis: «Cich-ciach». I fan paraj. ogni tant a pruvàva a vughi se a passàva ëncura dar buch. Ër puz ˆ ˆ ˆ Ra vur e ’r luv j’han saj e van dar puz a ˆp ˆ ˆ baivi. La volpe accorgendosi di passare appena. Ën tër mentre i-j rüva ër padrun dër galiˆ ˆ ˆ n-e cun ën gross bastun. ˆ Ra vur e ’r luv ˆp ˆ Le galline Una volpe e un lupo un giorno decidono di andare a mangiare le galline in un pollaio sulla sommità di una collina. Nel frattempo arriva il padrone delle galline con un grosso bastone. che era furba. Ëd neucc s’avzinu pian. Così il lupo cade nel pozzo. E la volpe risponde: «Cich-ciach per la coda ti lascio». prüma i-j baiv r vurp e dop ër ˆa ˆ luv. ˆ Ra vur a dis ar luv: ˆp ˆ «Pijme për r cùa e lasme carè ’n tër puz ˆ ˆa ˆ ˆ. t’ën tiri sü». ˆ Ra vur vughinda ch’a passàva giüst. ma l’acqua è poca e solo sul fondo. E r vurp a respund: «Cich-ciach për r ˆa ˆa cùa e ti làss». Di notte si avvicinano piano. quando senti dire cich-ciach. appena dal buco. Il pozzo La volpe e il lupo hanno sete e si recano al pozzo a bere.piemontese dell’Alta Langa italiano La volpe e il lupo Ër galin-e ˆ Na vur e ’n luv ën dì i decidu d’ëndè a ˆp mangiè ër galin-e ’ndrinta an giuch ënz ˆ ˆüma an brich. il lupo mangiava e basta. prima la volpe e poi il lupo. La volpe. mentre la volpe fuggiva svelta nei boschi. mentre r vur a scapàva ˆa ˆp lesta ’nt ij bosch. piano entrano attraverso uno stretto buco del muro e incominciano a mangiare le galline. Così fanno. 211 . a campa feura na galin-a e a contiˆ nua a mangè tranquila. ˆ’era fürba. butta fuori una gallina e continua a mangiare tranquilla. mi tiri su».

ˆ ˆa Amen. che è nella tua vita. dacci un pezzo di pane tutti i giorni per vivere. perdona i nostri peccati e aiutaci a perdonare 212 . ët ringraz ˆ dr bun-a neucc ch’et j’hai dàme. Ave Maria Ave Maria piena della grazia di Nostro Signore. che sia onorato per sempre. ˆa ët sej nostr papà. Papà nostr O Nusgnur du ciel e dr tèra. ˆ’è ˆa Ti ët sej r pi santa ˆa ëd tüte ’r màme dër mund ˆ ˆ e sant u r to fij Nusgnur Gesü. Ave Maria Salve Marìa tüta gràzia ëd Nusgnur. Tu sei la più santa di tutte le mamme del mondo e santo è tuo figlio Nostro Signore Gesù. ch’u r ’nt r vita tùa. ˆa jütne a fè r tua vuluntà sempre. adesso e nell’ora del dolore della nostra morte. Amen. adess e ’nt r ˆ’ura dër dulur dr nostra mort. si riportano qui di seguito le preghiere (ër bagn) e i salmi (ij ˆ sàrm) di cui ci è stato testimone il sacerdote di Cravanzana Renato Rosso (il prete degli ˆ Zingari). piemontese dell’Alta Langa italiano Ër bagn dr matin ˆ ˆa Nusgnur.ËR BAGN LE PREGHIERE Le preghiere. vieni tu a regnare nella nostra vita. ˆ’è Santa Marìa màma ëd Nusgnur prega për nujàcc che suma pecatur. perdun-a ij nostr pecà e jütne a përdunè Padre nostro O Nostro Signore del cielo e della terra sei nostro papà. imparate nell’infanzia e recitate durante tutta la vita. Santo è il tuo nome. fammi il piacere di darmi una buona giornata e che possa vivere e morire in Grazia Tua. Ven ti a regnè ën tr nostra vita. ˆa fàme ër piasì ’d deme ën bun dì ˆ e che peussa vivi e meuiri ën Grazia Tua. ˆ’è ˆ ch’u sìa unurà sempre. aiutaci a fare la tua volontà sempre. Preghiera del mattino Signore ti ringrazio della buona notte che mi hai dato. Santa Maria mamma del Signore prega per noi che siamo peccatori. Sant u r ër to nom. sono parte integrante della nostra fede e della nostra cultura. ˆa dàne ’n toch ëd pan tüci ij di për vivi.

che il Signore sia benedetto. Ven a jitene e a difaindne e baicne cun r tua cumpassiun sanz fin ˆa ˆa e dop na vita ’d miseria dreubne ’r to cheur ˆ e fàne vughi to fij: Nusgnur. Nusgnur em cugg ënt ës lecc. oli consacrati e la Madonna comandi.piemontese dell’Alta Langa cui ch’i j’han ufaindüne e làssne naint cedi ar tentaziun ˆ e liberne da tücc ij mà. ët ringraz ˆ dër bun dì ch’et j’hai dàme. ˆ Amen. Croce degna che ci liberi dalla morte maligna. o bontà delle bontà mamma dei poveri e Regina del mondo. fammi il piacere di darmi anche una buona notte e che possa vivere e morire in Grazia Tua. non sono più sicura di risveliarmi. Cose dr Gesa e veuj ciamè: cuminiun. u r ër pi bel rigal ch’ët ’n fài. Salve Regin-a Salve Regin-a màma ’d misericordia vita. Signore mi corico in questo letto. Ënniuma a ti cume povre masnà. crus degna ch’an libera da r ˆa mort maligna. ˆ’è ˆ o buntà dër buntà ˆ màma dij povr e Regin-a dër mund. eur sant e r Madona ar ˆi ˆa ˆ cumand. ˆa cunfessiun. Santa Barbara e San Simone liberateci dal lampo. ënt na valàda ’d lacrime. dal terremoto e dal tuono. ˆa ˆ Mi em cugg ënt ës lecc. Vieni ad aiutarci e a difenderci e guardaci con la tua compassione sena fine e dopo una vita di miseria aprici il tuo cuore e mostraci tuo figlio: Nostro Signore. fij ëd na lunga storia ëd suferainz ˆa. Amen Ër bagn dr saira ˆ ˆa Nusgnur. Veniamo a te come poveri bambini. Croce santa. Amen. sun naint sicur ëd turneme ëlvè. sun pi naint sicüra ’d turneme ëlvè. Cose di chiesa voglio chiedere: comunione. confessione. 213 . dau taramot e dar trun. Amen. è il più bel regalo che ci fai. italiano quelli che ci hanno offeso e non lasciarci cedere alle tentazioni e liberaci da tutti i mali. non sono sicuro di risvegliarmi. che Nusgnur u sìa benedet. figli di una lunga storia di sofferenza. persunè ’nt na tèra frustera ënniuma a ti pianzinda e brajanda. Preghiere della sera Signore ti ringrazio della buonagiornata che mi hai dato. fàme ër piasì ’d deme co na bun-a neucc ˆ e che peussa vivi e meuiri ën Grazia Tua. prigionieri in una terra straniera veniamo a te piangendo e gemendo. Crus Santa. Salve Regina Salve Regina mamma di misericordia vita. in una valle di lacrime. Mi corico in questo letto. bontà e speranza nostra. Santa Barbara e San Simun liberene da r losn. buntà e speranza nostra.

Salmo 26 Paura di cosa se Nostro Signore è salvezza e mia luce. cunfessiun. non ci sono più. Sàr 136 ˆm Ër chitare scurdà ’d pianta ˆ i sun là e nujàcc ciütu. Ra pàs a turna e cun tüt ër cheur ˆ e cant r preghiera che mi e saint. i sun ëdcò grupà a na pianta paj nujàcc che suma ’n lütu. ˆa ˆ’è A Nusgnur na cosa sula j’ho ciamàje e peu ëncura. mia difesa e il Signore di chi posso avere terrore ? Se questa gente cattiva mi attacca per spezzarmi come un ramo proprio quelli che fanno il male si inciampano nel primo bastone. vivi sempe ’nt r sùa cà ˆa tüci ij dì che chial un dà r sua cà bagn pin-a a randa ˆa ëd buntà ’r me cheur a ëncanta. ˆu r fidücia a r ’n cu lì. penitainza e eur sant. La pace ritorna e con tutto il cuore canto la preghiera che io sento. Fij e Spirit Sant për sempe. confessione. ˆ italiano Quattro cose a Gesù vorrei chiedere: comunione. Santissima Trinità e dammi la grazia del buon vivere e del buon morire in Grazia Tua. mìa difaisa u r ër Signur ˆ’è ˆ ’d chi peussne avaj terur? Se i m’atàcu sa giant gràma për rimpime paj na ràma. La sua porta è sicura se la cercano nella sventura e i nemici che c’erano intorno. sono anche legate a una pianta come noi che siamo in lutto. ˆi R’anima mìa et arcumand. Se un esercito mi viene contro il mia cuore non ha difficoltà e se si uccidono dove sono io. ˆa Gloria a ti Nusgnur Papà. L’anima mia ti raccomando. Ci hanno messo qui in prigione ben lontano dalla terra santa 214 . Santissima Trinità e dame r gràzia dër bun vivi e ˆa ˆ dër bun meuiri ’n Gràzia Tua. Sàr 26 ˆm Pau ’d cosa se Nusgnur u r sar ˆ’è ˆvëzza e mìa lüs. ˆ Ra sua porta a r sicüra ˆ’è se r z ˆa ˆercu ’nt r sventüra ˆa e ij nemis ch’i j’eru ’nturna. penitenza e olio santo. propi cui ch’i fan ër mà ˆ i s’ëngambar ’n tër prüm pà. I j’han bitàne z ’n përsun ˆì bagn luntan da r tèra santa ˆa Salmo 136 Le chitarre sono completamente scordate sono là e noi in silenzio.piemontese dell’Alta Langa Quattr cose a Gesü e vurrìa ciamè: cuminiun. A Nostro Signore una cosa sola ho chiesto e poi ancora vivi sempre nella sua casa tutti i giorni che lui ci da la sua casa di bontà il mio cuore incanta. ˆu ˆ Se n’esercit un ven cuntra ër me cheur u j’ha naint unta ˆ e sis maz ëndùa mi. la fiducia è ancora lì. i-j sun pü. Gloria a te Nostro Signore Papà Figlio e Spirito Santo per sempre.

O lampi e nuvole tutte notti. nebie ’nsem a r lüs ˆa r tèra ’n snujun ch’a unura ˆa për sempe ’r nom ’d Nusgnur. ch’in disu canta! ˆ Mi ’n ricord Gerusaleme. ënsem a-j Angel dër Ciel ˆ ludè ’r nom du Signur. ˆ O pieuve du ciel su e lün-a e stàire ch’i saj u so unur. anche se divento una corteccia. ˆ Calur feu e cad benediru. italiano qui legati senza ragione e il più bello. rusà ’nsem a r ˆ’arie dr tèra ˆa ludè sempe ’r nom ’d Nusgnur. r fioca e r giaz ˆa ˆa ˆa i sun tüte ’nsem cose sante. O losne e nìvure tute neucc. 215 . sole e luna estelle che siee il suo onore. ci dicono canta ! Mi ricordo Gerusalemme. O piogge del cielo. rugiada insieme ai venti della terra lodate sempre il nome di Nostr Signore. ˆ Salmo 148 Lodate e onoratesenza fine o tutte creature di Nostro Signore insieme agli Angeli del Cielo lodate il nome del Signore. ma anche r fragg sa r’è tanta ˆa u zer. anche se non ho più la forza mai potrò dimenticare. Calore fuoco e caldo beneditelo ma anche il freddo intenso il gelo e la neve e il ghiaccio sono tutte insieme cose sante.piemontese dell’Alta Langa z grupà sanza rasun ˆi e ’r pi bel. anche se divaint na scorz ˆia. nebbie insieme alla luce la terra in ginocchio che onora per sempre il nome di Nostro Signore. anche se j’ho pi naint forz ˆa e pudreu màj dësmantieme. Sàr 148 ˆm Ludè e unurè sanz fin ˆa o tüte creatüre ’d Nusgnur.

Santero Salvetti Abbà B. Brusco M. Bonelli Canaparo Pace Curletti Delmonte E. Robaldo M. Rosso P. Bolla L. Bosio Borello A. Bolla G. Torrero Toponomi cravanzanesi Nom dij post a Cravanzan-a Centro abitato Bujat (ër ˆ) Castel (ar ˆ) Castel (piàz dër ˆa ˆ) Fera (prà dr ˆa) Funtan-a (cuntrà dr ˆa) Gersimin (strà dij) Gesa àta Gesa bàsa o dij Batü Levr (cuntrà dr ˆa) Pianfrè (da) Pont (ën sër ˆ) 216 Il boglietto Il castello La piazza del castello Il prato della fiera Via della fontana Strada dei gelsomini Chiesa “alta” Chiesa “bassa” o dei Battuti Via della lepre Da “Pianfrè” Sul ponte . Prandi L. piemontese Paulàz ˆ Pedrot Pianfrè Pietràz (ëd) ˆ Pinutin (ëd) Purin Purinat Santrat Sarvat Srü (du) Tecla Turè italiano Filippa Abbà M. Paglieri M. Gabutti Moreno Gaj Sobrero Carmelina Paglieri M. Castagnotti Servetti G. Sobrero P. Servetti E. Fontana Adriano Paglieri G. Rosso Rabino Vacchetti Bolla A. ad esempio ricercando i nomi e i soprannomi delle famiglie di un paese e i locali toponimi: Nomi e soprannomi di famiglia a Cravanzana Nom e straninom dër famije a Cravanzana ˆ piemontese Albinu (d’) Balamej Barbisin Biasin Bosiu (ëd) Brich (dij) Bunej Canavè Cascin-a Chirlat Ciabot Custabela (ëd) Felice (ëd) Frè (dër ˆ) Gàrtu (dër ˆ) Gavarin (ëd) Giorz (ëd) Gisepun Giuanula Luscot (d’ëndré Langhe) Malin Medèu. Medeurot Melinda (ëd) Moch Mucc Munot Neuv (du) Nin (ëd) Notu (ëd) italiano Ravina A. Rivetti Bertone E.APPENDICE Gli argomenti sin qui trattati potrebbero essere sviluppati localmente con altre indagini. Robaldo M.

piemontese italiano piemontese italiano Porti (suta ij) Ranca fià (muntà ëd) Ruà (ën tra) San Pe San Roch Turëtta (a r ˆa) Ustarìa (a r ˆ’) Scaudalat Sotto i portici Salita “togli” fiato Roata San Pietro San Rocco Alla torretta All’osteria “Scaldalat” a nord del centro abitato verso il fiume Belbo Angelotu (cà d’) Casa d’Angelo Arguel (mirin d’) Bianca (cà) Braja (r ˆa) Carlat (cà ’d) Canavè (cà ’d) Casot (ër ˆ) Custandone Ëncreusa (strà) Falcunera (roca) Fazel (rian dër ˆ) Funtan-a (cascin-a) Fioca (camp dr ˆa) Funtanele (rian dër ˆ) Lòdura (gir dr ˆa) Giribech (rian dër ˆ) Mercurel (cascin-a) Meuje Meuje (cascin-a dër ˆ) Muntisej (aj) Murot (cascin-a ëd) Pradarot (ër ˆ) Punga (ciabot ëd) Punga (pian ’d) Mulino d’Arguello Casa Bianca La “Braja” Casa di Carletto Casa di Canaparo Il Casotto Costandone Strada profonda Rocca dei falchi Rio del Facello Cascina Fontana Campo della neve Rio delle fontanelle Curva dell’allodola Rio del giribecco Cascina Mercorello Moglie Cascina delle Moglie Ai Monticelli Cascina del gelso Il prato piccolo Casotto di Punga Piano di Punga Carmelu (cà ’d) Crusiera (r ˆa) Fioca (brich) Frera (cascin-a dr ˆa) Furnàsa (r ˆa) Grangia (cascin-a dr ˆa) Lacera (cascin-a dr ˆa) Lan (cascin-a) Lazacue (rian ëd) Nas (cascin-a ’d) Peschere (ër ˆ) Roch. Rocu (ciabot du) Tumalin (ar ˆ) Turnin (cascin-a dër ˆ) Varugè (rian ëd) Casa di Carmelo La crociera Bricco Fiocca Cascina della Ferrera La fornace Cascina della Grangia Cascina della “Lacera” Cascina del Lan Rio Allacciacode Cascina di Nasio Le peschiere Casotto di Rocco Al Tomalino Cascina del Tornino Rio Varugè a sud del centro abitato verso il fiume Belbo Albinu (cà d’) Berciàla (da) Bula (cascin-a ’d) Canarota (dus dr ˆa) Caplat (cascin-a dij) Caplot (ar ˆ) Ciabot (cascin-a du) Ciapaluv (rian du) Crusëtta (r ˆa) Custabela (cascin-a ’d) Custalun-a Faz (ar ˆel ˆ) Gavarin (cà ’d) Lavagel (mirin du) Muntà (r ˆa) Parè (cascin-a dër ˆ) Periù (dus dër ˆ) Pin (ciabot ënt ij) Purin o Purinat (cà ’d) 217 Casa di Albino Da Berchialla Cascina Bolla Fonte della Canarota Cascina Cappelletto Al Cappelletto Cascina Ciabotto Rio acchiappa lupi La crocetta Cascina di Costabella Costaluna Al Facello Casa di Gavarino Mulino del Lavagello La montà Cascina del “Parè” Sorgente del priore Casotto dei pini Casa Porrino verso i comuni di Torre Bormida e Bosia Biasin (cà ’d) Biula (cascin-a) Casa di Biagio Cascina Biula .

Giuseppe Casa di Santero Campo erto Alla Sprella Bricco del Sole La tampa Val Bellino Strada Valdorito Cascina del Vascone Cascina Verna Al vescovo Ai Villaretti Ravaz (cascin-a du) Cascina Ravezzo Riblot (cascin-a ’d) Cascina Rublotto San Vital (cascin-a ’d) Cascina San Vitale Tàpa (cascin-a dij) Cascina dei Tappa Taramot (au) Al terremoto Taramot (dus du) Sorgente del terremoto Trantamila Casotto dei Trentamila (ciabot ëd) Tufagne (ër ˆ) Le Tufagne ˆ r (cascin-a du) Z ˆà Cascina del Serrato verso i comuni di Torre Bormida e Feisoglio Balamej (da) Baràta (aj) Barel (camp) Bavot (rivaz ˆ) Brich (cascin-a dij) Brich (ënt ij) Bruza (r ˆa) Canavè (funtan-a ’d) Cativ (cascin-a dër ˆ) Ciütu (brich) ˆ Crus du Zü (a r ˆa) Ëndré Langhe Fresia (da) Funtanin (ar ˆ) Langa (ën sr ˆa) Langun-a (a r ˆa) Malin (da) Masche (punt dër ˆ) Da “Balamej” Ai Baratta Campo Barello Al “Bavot” Cascina del Bricco Nei bricchi La Bruzza Fonte di Canaparo Cascina Cattivo Bricco Ciutto Croce dello “zü” ˆ Dietro Langhe Da Fresia Al fontanino Sulla Langa Alla Langona Cascina del Bric Ponte delle masche 218 .piemontese italiano piemontese Munot (cà ’d) Murena (brich ëd) Panì (cascin-a dër ˆ) Parcu (bosch dër ˆ) Peiraz (strà dij) ˆ Pian Castel Piàza (ënt r ˆa) Piàza (dus dr ˆa) Prà lungh (brich) Pumpèu (ciabot ëd) Ridin (ar ˆ) Ridin (brich e prà du) Riva (ën sr ˆa) Riva (santé dr ˆa) Riva feja (cà ’d) Runcà (cascin-a dr ˆa) Runcot (ar ˆ) San Gisep San Gisep (capela ë gurgh) Santrat (cà ’d) Snert (camp) Sprela (a r ˆa) Su (brich du) Tampa (r ˆa) Val Blin (ën) Val du Ri (strà) Vascun (cascin-a dër ˆ) Verna (cascin-a dr ˆa) Vescu (ar ˆ) Vilarat (aj) italiano Casa di “Munot” Bricco Morena Cascina Panì Bosco del parroco Strada dei pietroni Pian castello Alla “Piaza” sorgente dell “Piaza” Bricco Pratolungo Casotto di Pompeo Al Roddino Bricco e prati di Roddino Sulla ripa Sentiero della ripa Casa “Riva Feja” Cascina Roncà Al “Runcot” San Giuseppe Cappella e lavatoio di S.

LA MUSICA ˆ RA MÜSICA 219 .

facilmente cadranno nel più completo oblio per cui ci è sembrato opportuno trascriverle insieme al testo.Melodie che al giorno d’oggi sono patrimonio di grandi e piccini. tra qualche anno. Cantè j’euv Cantè j’euv Cantè magg 220 .

Dalin dalan Nana cuncheta Nana naneta 221 .

ˆ Ra furmichetta Toni. Toni ˆ Ra cràva 222 .

Ër previ ’d San Dunà ˆ ˆ Ra Passiun Munfrin-a ’d “Ciach dër Langhe” ˆ 223 .

la chiesa parrocchiale Feisoglio.Serravalle Langhe. veduta venendo da Niella Belbo 224 .

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. . . . . . vista del paese (1835) . . . . . . . . . . . . . . . della fine del XIX secolo. Bossolasco la chiesa parrocchiale (1837) . . . . . . . . . . . . . la chiesa parrocchiale (1835) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . veduta da mezzodì (1831) . . . . . . . . . . . . . . . . pag. . . . . . . . . l’antica porta (1835) . . . . la chiesa parrocchiale (1835) veduta da mezzodì (1835) veduta da levante (1835) . Niella Belbo Serravalle Langhe veduta da mezzodì (1827) . . .Indice delle illustrazioni Le illustrazioni sono tratte. . . . . . . . veduta da levante (1837) . . veduta da settentrione (1837) veduta da mezzodì (1835) veduta da levante (1838) panorama da levante (1900) veduta da mezzodì (1835) ponte sul Belbo (1835) . . . . . . . . . . veduta da levante (1835) . . . la chiesa parrocchiale (1831) . . . . . l’antica porta (1835) . . . I due documenti fotografici. . 227 . . . . . . . dalle opere di Clemente Rovere (1807-1860) che nella prima metà del XIX secolo fu incaricato dalla Real Casa di trasferire sulla carta i più bei paesaggi del regno sabaudo. la fontana (1831) . . . . . . . la chiesa bassa (1835) . . . . . una piazza del paese (1831) . . . . . . sono relativi al comune di Cravanzana e al violinista Carlo Giamello (Carlin dij Favot). . . veduta salendo dal Belbo (1837) veduta venendo da Niella (1837) veduta da ponente (1835) . . . . . . p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» p» 25 100 139 191 51 204 5 23 23 32 100 118 134 199 20 32 51 145 155 181 224 70 87 20 128 159 224 Cerretto Langhe Cravanzana Feisoglio veduta da mezzodì (1837) . . . . . veduta da ponente (1837) . . . . . quasi tutte. . tra le centinaia di disegni a carboncino possiamo trovare alcuni suggestivi scorci dell’Alta Langa. . . . .

taking millenia of human knowledge and history with it. october 2007. 26 Ogni due settimane un’altra lingua muore. National Geographic. pag. purtanda ensema a chila mila e mila agn ëd savaj e dë storia. 26 Giacomo Giamello dij Favot ëd Curtmija. 2007 . utubr 2007. 26 Mica due sman-e n’àtra laingua a meuir. ottobre 2007. portando con se millenni di conoscenza umana e di storia. pag. pag. National Geographic. National Geographic.About every two weeks another language dies.

. .Sommario Prefazione . . . dimostrativo . . . . . . . . . . . . . personale . . Lingua e storia . . . relativo . . . . . . . . . . . . possessivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . maschile . . alterato . . . . . . . . . . qualificativo . . . . . . . . . . . . . . plurale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Lingua e territorio . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. . . . . . . . . . . . . . . . . dimostrativo. . . . . . . . . . . . . . 229 . . . numerale . . . . . . . . . . femminile . . . . . . esclamativo . . . . . . . interrogativo . . . . . . . . . . . . . composto . . . . . determinativo . . . . . . . . . . . . . . . . . collettivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . accenti . . . . . . indefinito . . . . . . . . possessivo . . . . . . . . . indefinito . indeterminativo partitivo . . . . . . . . . . singolare . . verbale . . . . . . . . . . . . . . . . . . » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » 27 30 33 35 36 37 37 38 38 38 39 40 41 45 45 46 47 49 50 52 58 60 63 64 65 68 69 69 69 – Aggettivo: – Pronome: . . . . . . . determinativo . . . . . . . . . . . riflessivo . . . . . . . . . . . . . . . . interrogativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . impersonale -s . 7 » 13 » 21 LA GRAMMATICA Fonologia – Alfabeto: Morfologia – Articolo: – Nome: grafia e pronuncia . . . . . .

participio . . passiva. . . . . . . . . . . . . indicativo . . . . . . . . . . coniugazioni. . . . improprie . . . 230 . . . . . . . . . Toponomi . . . . . . . . . . servili . . . . . . . . . . . . . . . impersonali. . . . . . » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » 71 72 75 76 80 86 88 90 93 94 95 99 101 119 119 120 121 122 122 123 124 124 125 126 127 128 129 130 135 135 136 140 LE PAROLE Filastrocche. . riflessiva . . . . irregolari ed esempi di coniugazione coniugazione di alcuni verbi . . . . . . . . . . . . ausiliari. . . congiuntivo . . . . . interrogativi . . . . . . . . » » » » » » » » » 147 156 160 161 171 180 182 188 190 . . . . . . . . . – Interiezioni: proprie ed improprie . . . . . . . – Preposizioni: semplici . . . . . . . . . . . . . . del periodo . . . . . . . . . . . . Il tempo . . . . . . . . . . . . . . tempo . . . . . . . . . . . . . . imperativo . articolate . . . . . . . . . . luogo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . subordinative . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . – Verbo: . . locuzioni avverbiali . . Invocazioni . . . . . locuzioni prepositive . . . ninne nanne e sorteggi Indovinelli . . aggettivi con valore di avverbio . . . . . . . . . . Similitudini . . gerundio . pag. . . modi e tempi . . . modo . . . . . . . . Proverbi . . . . . . infinito . – Avverbio: affermazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . condizionale . . . negazione . . . . . . . locuzioni esclamative . . . . . . . . . Nomi di persona . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . – Sintassi: della proposizione . . .forma attiva. . . . ausiliari (coniugazione) . . . . . quantità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . – Congiunzioni: coordinative . Modi di dire . . . . .

. . . . . . . . . . . . . . . . – La formichetta rossa – Tonio . . . . .Preghiere del mattino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.Sonetto degli sposi . . . .Il prete di San Donato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . – Il prete di San Donato – La Passione . 231 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Canzoni: . . . . . . . .Salmo 148 . . . . . . . . » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » 192 196 200 201 202 203 205 206 207 208 210 211 212 212 212 213 213 214 214 215 216 216 Racconti: Preghiere: . . . . . Indice delle illustrazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Bibliografia . . . . . . . . . . . . . .Salmo 26 . » » » » » » » » » » » » 220 220 221 221 222 222 222 223 223 223 225 227 – Canto delle uova . . . . . . .Il lupo e la berretta . . . . . . . . . . LA MUSICA (partiture) . . . . . Appendice: Nomi e soprannomi di famiglia in Cravanzana Toponimi in Cravanzana . . . . . . . . . . . . .La Passione . . . . . . . . . .Salve Regina . . . . . . . . . . . . . . . . .L’uccello macone. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Salmo 136 . . . .La capra . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Preghiere della sera . . . . » 228 . . . . .Cantar maggio . . . – Dalin dalan . . . . . – La capra . . . . . . . .La strenna . . . . .La volpe . .Il figliol prodigo . . . . . . . . . – Monferrina di Cecco. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Padre Nostro . . . . . – Ninne nanne . . – Cantar maggio . . . . . . . . . . . . . . IL DISCO Note illustrative e contenuto . . . . . . .I musicanti . . . . . . . . . . .Canto delle uova . . . .Ave Maria . . . . . . . .

. per quanto completa. Lo testimonianza scritta. I numeri indicano le tracce sul disco. si rimanda direttamente ai vari capitoli del libro dove si potrà seguire la narrazione in piemontese e la traduzione in italiano. Toni Tonio. non è stato confezionato per soddisfare le esigenze dell’audiofilia.Il disco Il disco digitale (CD) allegato al libro. TESTIMONE Canzoni Cantè j’euv Canto delle uova Cantè magg Cantar maggio Ër previ ‘d San Dunà ˆ Il prete di San Donato ˆ R a crava La capra ˆ R a furmichetta russa La formichetta rossa Nana cuncheta Nanna “cuncheta” Toni. Tonio Dalin Dalan Ër sunat dij spus ˆ La berretta I tre fratelli L’uccello Macone Il figliol prodigo La volpe e il lupo Preghiera del mattino Ave Maria Padre nostro Salve regina Salmo 26 Salmo 128 Salmo 136 Introduzione Monferrina di “Ciach” delle Langhe 31) Alfabeto 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) 17) 18) 19) 20) 21) 22) 23) 24) 25) 26) 27) 28) 29) 30) (Olga Ravina) (melodia) (Iride Rabino) (melodia) (Rita Belmonte) (melodia) (Richelmo Fontana) (melodia) (Rita Belmonte) (melodia) (Silvana Cappello) (melodia) (Iose Belmonte) (melodia) (Silvana Cappello) (Giorgio Giamello) (Giacomo Giamello) (Olga Ravina) (Giacomo Giamello) (Giorgio Giamello) (Gabriella Bonetto) (Giuseppe Giamello) (Renato Rosso) (Renato Rosso) (Renato Rosso) (Renato Rosso) (Renato Rosso) (Renato Rosso) (Elio Giamello) (melodia) pag. non può rivelare le sfumature. le intonazioni e le cadenze di una parlata. ma semplicemente per registrare un frammento vivo della lingua e della musica dell’Alta Langa. questo lo può solo fare la viva voce dei testimoni. 192 p» 220 p» 196 p» 220 p» 200 p» 223 p» 203 p» 222 p» 149 p» 222 p» 152 p» 221 p» 154 p» 222 p» 148 p» 202 p» 206 (fuori testo) p» 208 p» 207 p» 211 p» 212 p» 212 p» 212 p» 213 p» 214 p» 214 p» 215 (fuori testo) p» p» 223 27 Filastrocche Racconti Preghiere Monferrina Fonologia Le melodie sono interpretate da Alberto Bertino (fisarmonica) ed Andrea Bertino (violino). Per il testo delle registrazioni.