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Interventi sull'organismo strutturale

Elementi essenziali per il buon funzionamento di una


costruzione in muratura, anche a fronte di sollecitazioni di
elevata intensità:
• costruzione degli elementi secondo le regole dell'arte
• buona qualità dei collegamenti fra gli elementi della
"scatola muraria", a cui consegue una favorevole
distribuzione delle sollecitazioni: azioni verticali
(stabilizzanti) gravanti su tutte le pareti, maggiori
sollecitazioni flettenti nella direzione di maggior resistenza
Il consolidamento degli edifici esistenti, può seguire una o
entrambe le strade: assicurare la buona qualità degli elementi –
aumento della resistenza – e realizzare buoni collegamenti tra
questi, in modo da ridurre lo stato tensionale.
In generale

Occorre sempre ricordare che i requisiti essenziali della


costruzione muraria non possono essere conferiti agli edifici
esistenti con le stesse modalità degli edifici nuovi.
La muratura funziona bene perché è PESANTE: cioè è proprio
grazie al suo peso e a quello degli elementi sovrastanti, che la
muratura riesce a far fronte anche ad azioni flettenti e taglianti.
Nella nuova costruzione, sono le modalità di esecuzione che
assicurano la corretta distribuzione dei pesi.
Negli interventi sull'esistente è invece molto difficile ottenere
una distribuzione ottimale.
Un esempio
cordolo in edificio nuovo

cordolo in
breccia
Cordolo in metallo esterno alle murature
Copertura rigida e pesante – cordolo in c.a.

La copertura rigida tende a ruotare e a sollevarsi dalla parete,


che così, risultando decompressa, collassa sotto l’azione
dell’accelerazione orizzontale.
Un cordolo in c.a., molto più rigido della muratura, può
scaricare il peso della copertura solo su alcune porzioni del
muro mentre altre risultano decompresse, quindi soggette a
collasso fuori piano.
La scelta degli interventi discenderà direttamente dalla lettura
strutturale (effettuata in fase di caratterizzazione), dall'analisi
dei meccanismi di danno (identificazione), e dal
riconoscimento delle cause che hanno provocato i dissesti
(diagnostica), cercando di intervenire alla radice del problema
e non limitandosi a riparare i danni.
Occorre porre attenzione anche alle relazioni con gli edifici
contigui.
Alcune soluzioni progettuali potranno servire da riferimento,
ma dovranno essere scelte ed applicate con modalità che
tengano conto degli aspetti specifici.
Incatenamenti

"La pratica tradizionale di inserire catene e tiranti in metallo va


considerata, in via generale, come la risposta di maggior
efficacia in funzione antisismica rispetto all'impatto causato sul
manufatto, per cui si richiede che essa vada adottata
sistematicamente.
Scopo delle catene è quello di impedire il collasso delle pareti
perimetrali ortogonalmente al proprio piano e verso l'esterno,
quando ciò non appaia garantito dai solai o da altre strutture, e di
contribuire, laddove opportuno, alla capacità dell'edificio di
funzionare strutturalmente quale organismo unitario."

Cons. Sup. LL.PP. "Istruzioni generali per la redazione ...", 1997


Il meccanismo di collasso si modifica:

Meccanismi che offrono


maggiore resistenza alle azioni
fuori piano
catene costituite da barre tonde
(f 16÷24 mm) o piatti in acciaio
a bassa resistenza
posizione: al livello dei solai ed
in sommità
tiranti disposti sulle murature
principali, con preferenza per le
soluzioni a doppia
catena sui due lati
dei muri

per muri esterni,


talvolta catena
singola
distanza massima: dipende dalla qualità della muratura e
dallo spessore delle pareti; come indicazione: da 12 volte lo
spessore per murature di buona qualità, a 5 volte lo spessore
per qualità scarsa; possibilmente non più di 5 m
tiranti in posizione intermedia: se necessari; meglio
comunque divaricarli per ancorarli alle pareti trasversali
tesatura: tale da ingenerare nelle murature tensioni limitate,
nettamente inferiori ai valori ammissibili
capichiave: dispositivi atti a distribuire la pressione su
un'ampia zona di muratura
• per muratura ben organizzata: tradizionali a paletto, a
piastra metallica con bullone, ...
• per muratura poco
organizzata: a piastra
metallica con bullone, a
piastra in cemento
armato, ...
se la muratura è di qualità scadente, può essere necessario
consolidare con iniezioni una porzione di muro intorno al
capochiave
capichiave: meglio se esterni, incassati solo se necessario e
con opportune cautele

importante
preoccuparsi della
durabilità dei tiranti e
del mantenimento
dell'efficienza:
prevedere la possibilità
di ispezionare il
tenditore
Cinturazioni: incatenamenti con elementi
metallici o con nastri in FRP

duplice effetto:
incatenamento
rinforzo flessionale
Interventi di emergenza:
cinturazioni provvisorie
Cinturazioni con fasce
d'acciaio
TEC. INN. S.r.l. - via Gagarin 73

Danni da sisma – 06070 San Mariano - Perugia


Tel: 0755170096 Fax:
0755178358
Grello (Gualdo Tadino)

 Incatenamento di piano con fibre FRP di maschi murari


TEC. INN. S.r.l. - via Gagarin 73

Danni da sisma – 06070 San Mariano - Perugia


Tel: 0755170096 Fax:
0755178358
Grello (Gualdo Tadino)

 Incatenamento di piano con fibre FRP di maschi murari


TEC. INN. S.r.l. - via Gagarin 73

Danni da sisma – 06070 San Mariano - Perugia


Tel: 0755170096 Fax:
0755178358
Grello (Gualdo Tadino)

 Incatenamento di piano con fibre FRP di maschi murari


Confinamento del campanile
Domenico Prato
Chiesa di S.
TEC. INN. S.r.l. - via Gagarin 73
06070 San Mariano - Perugia
Tel: 0755170096 Fax: 0755170096

Chiesa di S. Domenico - Prato


Particolare perfori sulle murature

Fascia in fibra di
carbonio L= 15 cm Collegamenti con barre in aramide
Riempimenti con Ø 10 in perfori sulla muratura
Barra in aramide Ø10 mattoni pieni esistente
per collegamento tramite
perforo sulla muratura
573

Muratura esistente
Fascia in fibra di

60
carbonio L= 15 cm

Fasce in fibra di carbonio


60 428 60 poste in singolo strato L=15 cm
Barre in fibre aramidiche PRE-TESE

428

573
Fasce in fibra di carbonio
poste in singolo strato L=15 cm
(armatura LENTA)

60

Sez. E-F Riempimenti con mattoni pieni

 Progetto di rinforzo delle murature portanti del campanile


Cordolo di sommità in muratura armata
Cerchiatura aperture

Consiste nell’inserimento di telai in


c.a. o in acciaio per realizzare la
riquadratura delle aperture.
I telai lavorano in parallelo con i
maschi murari, e forniscono un
incremento di resistenza e di
duttilità alle pareti.
E’ necessario che i telai possiedano
adeguata rigidezza, ai fini della
loro entrata in carico, e siano ben
collegati con la muratura esistente.
Sostituzione o inserimento di nuovo solaio
Cordolo perimetrale realizzato con profilati di acciaio ancorati
alla muratura mediante barre di acciaio inghisate in fori trapanati

52

rete elettrosaldata Ø6/20'' soletta cls alleggerito


cordolo c.a.
H
ancoraggi chimici (fiale) Ø10/30"
L 100x12 tavellone s= 6 cm HEB 100
HEB 10
ancoraggi chimici Ø12/40"
2 UNP 200

calastrelli /20"

pavimentazione in gomma
massetto s= cm 4
soletta cls s= cm 4 con rete e.s. Ø6/20"

fondazione c.a.
L 100x12 solaio tipo celersap h= cm 12
con armatura tipo 3 L 100
ancoraggi chimici
Ø12/40" ancoraggi ch
Ø12/40"
Realizzazione di un vano nella muratura: fasi di lavorazione

Si creano gli scassi per l'alloggiamento di pilastri nelle posizioni indicate in pianta
Si inseriscono ferri di ripresa (4  16) nel cordolo superiore e nella trave di
fondazione, in fori trapanati, e si inghisano con resina
Si posiziona la gabbia di armatura (4  16 correnti, staffe  8 passo 20 cm)
Si gettano i pilastri fino a circa 23 cm sotto l'intradosso del cordolo
Si demolisce la muratura per uno spessore di circa 10 cm ed un'altezza di circa 30
cm, da un lato del muro, sotto il cordolo
Utilizzando una dima predisposta, si eseguono fori trapanati nel cordolo per
l'inserimento di barre filettate
Si posiziona profilo UNP 200 forato sull'ala superiore come da dima, in appoggio
sulle teste dei pilastri, opportunamente livellate con malta cementizia
Si inseriscono le barre e si fissano con fiale chimiche
Si eseguono le stesse operazioni sull'altro lato del muro
Si gettano le teste dei pilastri con malta antiritiro
Si saldano calastrelli sulle ali inferiori degli UNP
ancoraggi chimici (fiale) Ø10/30"

ancoraggi chimici Ø16

cordolo c.a.

12
UNP 200

30

8 calastrelli /20''

SEZIONE CC
Scala 1:10

muratura s= cm 13

50

3Ø16

staffe Ø8/20"

25
3Ø16

ancoraggi chimici Ø12/40''

muratura s= cm 25

Nota: ammorsare i pilastri nella muratura.

SEZIONE DD
Scala 1:10

staffe Ø8/20"
l= 107 + 39 n° 15

44 10

19 saldare i tratti sovrapposti


19 dopo il posizionamento dell'altra gabbia

44 10

50

19
2Ø16
staffe Ø8/20"
25

staffe Ø8/20"
2Ø16
44 44
4Ø16 l= 126 n° 15
25

2Ø16
19

C C D D
25 25
30

ferri di ripresa ferri di ripresa

ancoraggi chimici Ø16 ancoraggi chimici Ø16


12

50

fondazione c.a.

SEZIONE BB
Controventamento di piano o in copertura
Collegamento di muri ortogonali
con iniezioni armate o tiranti metallici
Esempio
+0,00 +0,00 +0,00 +0,00

quota giardino

PROSPETTO NORD OVEST


PROSPETTO SUD OVEST

soprascale

cucina

h. = 3,45

bagno

+0,00
Riferimenti bibliografici

Borri A.: "Sull'utilizzo dei materiali compositi (FRP) per gli


interventi di rinforzo e di miglioramento sismico delle costruzioni
in muratura", Bollettino ingegneri, n° 4, 2003.