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(, ) (. Sebastiano Ciampi; 30 1769, 14 1847, ) , (), , . ; . , 1795 , , . 1796 , . 1798 , , , , . 1801 , II . . . . . ; , , , . 1817 , 1822 . . , 1822 , , , , - . , 1830 ; 1830 . , , . . 1824 - Osservazioni intorno ai moderni sistemi sulle antichitla Etrusche (con alcune idee sull'origine, uso, antichitla de'vasi dipinti volgarmente chiamati etruschi).

. "" . , .' 1826 Vita e memorie di Cino da Pistoia 1827 Esame critico con documenti inediti della storia di Demetrio di Ivan Vasilievitch 1830 Sobesciade italiana e lettere militari 1830 Flosculi historiae Polonae, sparsi Pulaviis concelebrantes 1833 Notizie dei Secoli XV e XVI sullItalia, la Polonia e la Russia 1834/1842 Bibliografia critica delle antiche reciproche corrispondenze dellItalia colla Russia, colla Polonia et altre parti settentrionali Bibliografia critica delle antiche corrispondenze tra litalia e la Polonia; di Sebastiano Ciampi Annali universali di statistica economia pubblica, storia, viaggi e commercio, Volume 47, Fascicolo 140 (feb, 1836), p. 129 Bibliografia critica delle antiche reciproche corrispondenze politiche, ecclesiastiche, scientifiche, letterarie, artistiche della Italia colla Russia, colla Polonia ed altre parti settentrionali di Europa; Opera di Sebastiano Ciampi (G. Sacchi) Ciampi Sebastiano e Sacchi G. Annali universali di statistica economia pubblica, storia, viaggi e commercio, Volume 43, Fascicolo 127 (gen, 1835), p. 10 Lettera del sig. abate Sebastiano Ciampi, professore, ecc. ecc. da Varsavia intorno ad Olimpia, distretto della Pisatide Ciampi Sebastiano Biblioteca Italiana ossia Giornale di letteratura scienze ed arti, Volume 11, Fascicolo (lug, 1818), p. 140 Monumenti di un manoscritto autografo di messer Giovanni Boccaccio trovati ed illustrati da Sebastiano Ciampi Ciampi Sebastiano e Boccaccio Giovanni Annali universali di statistica economia pubblica, storia, viaggi e commercio, Volume 15, Fascicolo 44 (feb, 1828), p. 222 Opuscoli morali di Plutarco. Volume 6, volgarizzato dal cav. Sebastiano Ciampi Ciampi Sebastiano e Plutarco Biblioteca Italiana ossia Giornale di letteratura scienze ed arti, Volume 32, Fascicolo 2 (nov, 1823), p. 141 Ragguaglio (inedito) dato alla reale Societ degli antiquarj di Londra dal socio Sebastiano Ciampi della nuova edizione e traduzione in italiano del testo di Pausania che sta preparando Ciampi Sebastiano Biblioteca Italiana ossia Giornale di letteratura scienze ed arti, Volume 15, Fascicolo (ago, 1819), p. 156 Rerum Polonicarum ab excelsa Stephani Regis ad Massimiliani Austriaci Captivitatem, liber singularis in lucem editus cum additamentis a Sebastiano Ciampi, in Italia ab negotiis librariis pro regno Poloniae Ciampi Sebastiano Annali universali di statistica economia pubblica, storia, viaggi e commercio, Volume 27, Fascicolo 79 (gen, 1831), p. 12 Squarcio di lettera da Varsavia del sig. professore Sebastiano Ciampi da Varsavia sul monumento di bronso rappresentante Equejade, pubblicato dal sig. G. Cattaneo Ciampi Sebastiano e Cattaneo G. Biblioteca Italiana ossia Giornale di letteratura scienze ed arti, Volume 19, Fascicolo (set, 1820), p. 497 D. Caccamo, CIAMPI, Sebastiano. In: Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. XXV, Roma : Istituto della Enciclopedia Italiana, 1981 (on-line) . , , // : 86 (82 . 4 .). ., 18901907. , . -. . 18 2011. 13 2012.

: GND: 116517158 | LCCN: n86042701 | VIAF: 46878923 WorldCat

CIAMPI, Sebastiano 1769-1847


Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 25 (1981) di Domenico Caccamo CIAMPI, Sebastiano. - Nacque a Pistoia il 30 ott. 1769 da famiglia povera; comp gratuitamente i primi studi nel seminario della sua citt e a ventisei anni fu ordinato sacerdote, senza vocazione. Frequentata per un breve periodo l'universit di Pisa, si trasfer a Roma nell'estate del 1796 ad insegnare retorica e greco nel collegio Bandinelli. Dopo l'invasione francese e la proclamazione della Repubblica, segu in Austria il principe Baldassarre Odescalchi, quale segretario, cappellano e precettore dei figli, soggiornando circa un anno tra Vienna e Presburgo e perfezionando lo studio del greco. Nel 1801 fu nominato da Ludovico di Borbone, re d'Etruria, lettore onorario dell'universit di Pisa, con la garanzia di un insegnamento stabile e retribuito per l'anno successivo. Cos, a partire dal 1802, la condizione del C. miglior definitivamente: insieme all'insegnamento universitario di dialettica e lingua greca (poi mutato in quello delle antichit etrusche e della letteratura greca e latina) egli svolse, infatti, anche le funzioni di governatore e amministratore del collegio Ricci. In questo periodo pisano il C. fu occupato da interessi eterogenei, pubblicando traduzioni dal greco e numerosi lavori di varia erudizione. In particolare, port un contributo alla conoscenza di Cino da Pistoia, ponendo in rilievo il valore delle sue opere giuridiche (Memorie della vita di messer Cino da Pistoia, Pisa 1808), e alla storia dell'arte medievale (Notizie inedite della sagrestia pistoiese de' belli arredi del cwnpo santo pisano e di altre opere di disegno dal secolo XII al XV, Firenze 1810). Svilupp inoltre il metodo delle ricerche biografiche (su N. Forteguerri, l'umanista pistoiese Sozomeno, L. A Pagnini e G. Viani), che pi tardi avrebbe applicato nei suoi studi di argomento italo-polacco; entr in polemica con A. Mai, intuendo che l'opera da lui pubblicata come epitome di Dionigi d'Alicarnasso poteva essere piuttosto una raccolta di estratti, riferentisi a episodi mal coordinati (Estratto delle osservazioni sopra la epitome di Dionisio d'Alicarnasso lette in Firenze, Pisa 1816); infine intervenne sulla questione delle origini della lingua italiana, radicalizzando la tesi della derivazione dalla tarda e volgare latinit (De usu linguae Italicae saltem a saeculo quinto, Pisis 1817). La conferenza su Dionigi d'Alicarnasso, tenuta all'ateneo fiorentino, fece un'impressione parzialmente positiva al Niebuhr, allora in visita nella capitale toscana. Questi, in un giudizio molto severo sulla filologia e, in genere, sulla classe colta italiana (faceva eccezione per i veneziani, tra i quali si sentiva a suo agio), riconobbe all'abate C. ("von dem ich diesen Morgen eine Vorlesung in der Academia Italiana gehrt habe") qualche merito al confronto con gli altri eruditi toscani; ma anch'egli - aggiungeva - nella dotta Germania ("bey uns") si sarebbe dovuto contentare di un posto in un ginnasio (lettera di B. G. Niebuhr alla classe storico-filologica dell'Accademia delle scienze di Berlino, Firenze, 23 sett. 1816, in A. Harnack, Geschichte der Kniglichen Preussischen Akademie der Wissenschaften, Berlin 1900, II, pp. 386 s.). Gi nella sua prima opera a stampa (Riflessioni sulla necessit di studiare li antichi scrittori, Venezia 1800) il C. aveva assunto la posizione conservatrice che avrebbe caratterizzato anche le fasi successive della sua attivit di studio. In polemica con il Cesarotti, che pretendeva riformare Omero con tagli e rifacimenti, egli condannava la "bramosia della sregolata novit" e biasimava il secolo che, respinto ogni retaggio,

seguiva gli incerti suggerimenti della "ragione" e del "gusto". Ma l'assimilazione dell'antico non era per lui altro che scolastico apprendimento: "Bisogna avere la testa piena della buona lettura e poi, scrivendo, servirsi di quello degli altri come se fosse proprio"; "il ben rubare e il bene imitare conducono a lodevolmente riformare l'antico". Cos, professando ammirazione per il Tasso (d'altronde bilanciata da uguale fervore per il "divino Ariosto") poneva l'arte della Gerusalemme nella fedele aderenza ai modelli epici (ibid., pp. 14, 18, 55). Anche in uno scritto pi tardo il rapporto coi classici restava negli stessi termini: "Haud omne quod vetus est innovandum, quia vetus; sed fulciendum potius, purgandumque ab illis, quae temporum vicissitudinibus irrepserint labes et vitia; additis immutatisve quaecumque ratio temporum postularit"; ma le esigenze del tempo presente avevano per lui un ruolo marginale, restando limitate al variare di elementi esteriori come gli usi e costumi correnti. In effetti il classicismo del C. s'era fatto pi rigido: ora egli identificava la restauratio della repubblica letteraria con la riduzione della cultura e della stessa lingua latina al suo Graecum fons (De veteribus institutis in re literaria pro temporum opportunitate sartis tectisque servandis, Florentiae 1815, p. II). Scontento dell'ambiente pisano a causa di polemiche letterarie e di forti dissapori col consiglio accademico (gli s'intimava di cessare la convivenza con una domestica gi sposata, che invece, pi tardi, l'avrebbe seguito nel soggiorno polacco), il C. fu subito interessato dalla prospettiva, apertagli nel maggio 1817 dall'archeologo svedese David Akerblad, di assumere la cattedra di letteratura greca e latina nella universit di Varsavia, di recente fondazione: egli stesso stabil i termini del contratto col conte Jzef Sierakowski, membro della Commissione per il culto e l'istruzione pubblica del regno di Polonia, che aveva conosciuto durante un suo viaggio in Italia negli anni napoleonici; il 14 settembre, ottenuto il necessario nullaosta del governo toscano, part alla volta di Varsavia. A Venezia si ferm a salutare l'amico I. Morelli, bibliotecario della Marciana, che lo mun di una commendatizia per lo stessa Sierakowski (altre lettere di raccomandazione recava da Pisa per il conte di Capodistria, ministro. di Alessandro I). Giunto a Varsavia il 12 novembre dopo im viggio difficoltoso, il C. non trov l'accoglienza che aveva sperato; apprese, inoltre, che non era l'unico filologo della facolt e che, anzi, si trovavano a Varsavia due professori tedeschi di filologia, uno dei quali aveva gi iniziato le lezioni spiegando Omero. Superate le prime difficolt finanziarie (oltre allo stipendio di professore, percep anche una rendita quale canonico della cattedrale di Kielce e poi di Sandomierz), continu a trovarsi a mal partito per la sua cattiva conoscenza delle lingue moderne. Nella sua corrispondenza col conte Galeani Napione, con l'archeologo perugino G. B. Vermiglioli, col filologo C. Lucchesini e con Alphonse Mahul, condirettore della parigina Revue encyclopdique, il C. forn un quadro poco lusinghiero della cultura polacca, limitandosi comunque a rilievi molto generici. I suoi strali contro la dominante filologia tedesca, che "sparge qui una nebbia che offusca l'aria", ricordano l'antigermanesimo del giovane Leopardi, riaffiorante nei Paralipomeni, e tradiscono il suo classicismo antilluministico e antiromantico. Le sue Feriae Varsavienses, seu vindiciae literariae, pubblicate a Varsavia negli anni 1818-20, erano raccolte di brevi contributi filologici e archeologici, che riprendevano la polemica col Mai sull'epitome di Dionigi e la questione delle origini della lingua italiana, presentavano osservazioni sul testo di Pausania e una disquisizione ortografica sull'uso della preposizione a oppure ab di fronte a vocaboli che iniziano per consonante; una nota incidentale sulla scarsa ospitalit e finezza dei polacchi provoc uno scontro col filologo Lidwik Sobolewski, professore a Vilna. Contemporaneamente il C. si guastava con le autorit accademiche, rifiutando di partecipare alle riunioni della sua facolt e pretendendo un compenso speciale per alcune ore supplementari; non ebbe successo neppure la sua collaborazione al Dziennik Wileki (Giornale di Vilna), che era poco interessato alle questioni di antiquaria e di letteratura latina. Sul finire del 1821 il C. era stanco dell'insegnamento a Varsavia; ma non volendo troncare i rapporti col governo polacco, proponeva alla Commissione per il culto e l'istruzione pubblica di affidargli il ruolo di corrispondente scientifico all'estero e ricercatore di Polonica in Italia. La proposta incontr il favore della parte polacca. Egli present le dimissioni dall'insegnamento universitario il 28 giugno 1822, e in data 1 luglio la commissione governativa lo

nomin suo corrispondente all'estero, fornendogli istruzioni che elencavano fino al dettaglio i nuovi compiti cui era chiamato. Il C. avrebbe dato notizia, con frequenza trimestrale, delle scoperte scientifiche e delle pubblicazioni italiane, concernenti sia il mondo classico sia quello slavo; avrebbe compiuto ricerche sulla formazione in Italia di artisti polacchi e sulla genealogia di famiglie nobili italiane trasferitesi in Polonia; ma, soprattutto, avrebbe inviato alla commissione estratti e trascrizioni accurate di documenti sulla storia civile ed ecclesiastica della Polonia e dei paesi slavi. Era bene - continuavano le istruzioni - che si stabilisse in una citt dell'Italia centrale come Firenze, ma era anche opportuno che esplorasse le raccolte di Roma, Venezia e Napoli, importanti per la genesi della lega santa, i rapporti commerciali e le vicende di Bona Sforza. A questi fini, era indispensabile che il C. acquistasse "conoscenza della raccolta di estratti per la storia polacca compiuta da Albertrandi in Italia, che ora si trova nella biblioteca di Pulawy" (T. Wierzbowski, Materialy, pp. 208 s.). Tali istruzioni., che rispecchiavano la prospettiva culturale del governo di Varsavia, orientato a potenziare in primo luogo la ricerca erudita sulla storia nazionale, influenzarono largamente l'attivit dei C. nella sua ultima fase. Stabilitosi a Firenze, torn in parte ai suoi vecchi interessi: identific un autografo del Boccaccio in carattere corsivo: un quaderno di appunti storici, geografici e mitologici (Monumenti d'un manoscritto autografo di messer Giovanni Boccaccio da Certaldo, Firenze 1827), ed esegui una traduzione commentata di Pausania (La Grecia descritta da Pausania. Volgarizzamento con note al testo ed illustrazioni filologiche, antiquarie e critiche, I-VI, Milano 1826-41). Ma soprattutto si dedic alle ricerche sulla storia della Polonia e della Russia. Pubblic un catalogo di documenti relativi alla storia polacca, materiali sulla vicenda del falso Demetrio e sull'azione diplomatica del gesuita Possevino, una storia dell'interregno dopo la morte di Stefano Bthory (da lui attribuita a G. M. Bruto). Curando la corrispondenz e lo scambio d'informazioni erudite con Joachim Lelewel, strinse rapporti personali col Vieusseux ed i suoi collaboratori, che ne seppero tollerare il difficile carattere e gli testimoniarono anzi affettuosa stima. Sull'Antologia annunci i suoi studi italo-polacchi (Lettera a P. Vieusseux, XX[1825], 59, pp. 92-95) e pubblic due interessanti recensioni. Nella prima (rec. a S. Ligurti, Storia della Polonia dal tempo dei Sarmati fino a' d nostri, Milano 1825, ibid., XXI [1825], 62, pp. 23-57)forniva alcune notizie sulla conoscenza della storia polacca in Italia e ricordava con accenti risorgimentali le "azioni eroiche di que' soldati polacchi, i quali correndo dietro all'ombra della estinta lor patria si lasciarono guidare dalle sponde del Nilo sino all'isola di San Domingo; o dalle estremit delle Spagne sino alle porte di Mosca, sempre sulla via dell'onore e del dovere" (ibid., p. 32). Nella seconda (rec. a L. Cicognara, Dell'origine, composizione e decomposizione de' nielli, Venezia 1827, seguita da una Appendice sullo stato dell'arti e della civilt in Russia, prima del regno di Pietro il Grande, ibid., XXXI [1828], 91, pp. 50-59; 92, pp. 19-38)prendeva spunto da una questione minuta, come una speciale tecnica di oreficeria, per negare che l'invasione tartara avesse respinto la Russia in una rinnovata barbarie fino all'epoca di Pietro e di Caterina, e per dimostrare la continuit della vita culturale, indicando l'apporto di artisti italiani gi durante il regno di Ivan III. "Pietro il Grande - concludeva - non gi trasse dal sepolcro della rozzezza la Russia, ma cambi in parte la civilt nazionale con la civilt europea" (ibid., p. 34). Egli utilizzava relazioni inedite di ambasciatori e nunzi, insieme alle opere a stampa del tardo umanesimo italiano (dalla Sarmazia del Guagnino alla Moscovia del Possevino alle Guerre civili di A. Vimina); gli mancava, per, qualsiasi informazione sullo studio del mondo russo in Francia e in Germania, in tempi recenti. Nel 1830 si rec nuovamente in Polonia per un viaggio di studio, lavorando nella biblioteca dei Czartoryski a Puawy, come aveva auspicato la commissione governativa polacca nelle sue istruzioni del '22. Di ritorno, diede notizia dei risultati scientifici dei suo soggiorno, delineando per l'occasione un'immagine idillica di Pulawy e della stessa capitale (Viaggio in Polonia... nella state del 1830 con la breve descrizione di Varsavia e con altre notizie di lettere, arti, commercio, Firenze 1831). La rivoluzione e la guerra in Polonia nel 1830-31 non destarono emozione nel suo animo.

All'amico F. L. Polidori confid generici sentimenti di simpatia per la causa della libert; ma era soprattutto ansioso che l'ordine venisse comunque restaurato, o con la vittoria dei patrioti o con la restaurazione dell'autorit zarista, e che finalmente potesse riprendere il regolare versamento dei suoi stipendi, interrotto in quella emergenza. Anche le pi prossime vicende italiane gli suggerirono solo considerazioni e dichiarazioni opportunistiche. Non era passato un anno dalla sconfitta dei moti rivoluzionari nell'Italia centrale, per intervento dell'esercito austriaco. che il C. sosteneva in una orazione pubblica come la decadenza nazionale traesse origini, dalle civili discordie, e non dalle invasioni dei barbari (Colpo d'occhio storico-politico..., in Poligrafo. Giornale di scienze, lettere ed arti [Verona], IX [1832], 23, pp. 321-337). Nel 1830 aveva pubblicato a Lucca la prima opera sistematica di argomento polacco, Notizie di medici, maestri di musica e cantori, pittori, architetti, scultori ed altri artisti italiani in Polonia e polacchi in Italia. Dopo, il soggiorno a Pulawy diede alle stampe le Notizie dei secc. XV e XVI sull'Italia, Polonia e Russia... colle vite di Bona Sforza de' duchi di Milano regina di Polonia e di Giovanni de' Medici detto delle Bande Nere, Firenze 1833. Segu infine l'opera pi comprensiva, dov'erano fusi i risultati dei lavori precedenti: la grande Bibliografia critica delle antiche reciproche corrispondenze politiche, ecclesiastiche, scientifiche, letterarie, artistiche dell'Italia colla Russia, colla Polonia e altre parti settentrionali, I-III, Firenze 1834-42 (l'ultimo volume fu arbitrariamente tagliato e ridotto dall'editore Piatti), ordinata anch'essa secondo un criterio biografico, basata su fonti edite e inedite prevalentemente latine e su alcuni materiali d'archivio, ma sfornita di un apparato di riferimenti bibliografici. Benemerito degli studi italo-polacchi, il C. non pot godere i frutti della sua nuova fama. Nei suoi ultimi anni fu colpito da una forma di violenta follia; mor in una villa presso Firenze, il 14 nov. 1847. Fonti e bibl.: L'autobiografia incompiuta del C., dal titolo Ecce homo, si trova nella Bibl. Forteguerriana di Pistoia, ms. E 361, fasc. I; alcuni passi del capitolo V, relativi al viaggio e alle prime esperienze polacche, sono stati pubblicati da V. Branca, S. C. in Polonia e la Biblioteca Czartoryski (Boccaccio, Petrarca e Cino da Pistoia), Wrocaw-Warszawa-Krakw 1970, pp. 19-31Un primo lavoro biogr. sul C. fu compilato a circa un, decennio dalla sua morte da F. L. Polidori, un letterato di provincia in rapporto col Vieusseux e col Tommaseo, ed conservato nella Bibl. comunale Federiciana di Fano, sala VIII, ms. Polidori, n. 12; la parte terza di questa biografia, che utilizza anche il ricordo di conversazioni avute dall'autore col vecchio C., stata pubblicata sempre da V. Branca, S. C. e il suo soggiorno in Polonia (1817-1822) nell'ined. biografia scritta da F. L. Polidori, in Relazioni tra Padova e la Polonia. Studi in on. dell'univ. di Cracovia nel VI centenario della sua fondazione, Padova 1964, pp. 198-219, V. anche G. Bonacchi Gazzarini, S. C. nella storiogr. artistica tra il Settecento e l'Ottocento, in Bull. stor. pistoiese, s. 3, IV(1969), pp. 3-42; V (1970), pp. 21-34; B. Bruni, Gli ultimi anni di S. C., ibid., VI (1971), pp. 21-28. La scienza antiquaria e persino la filologia del C. ebbero il costante apprezzamento di Niccol Tommaseo, che dai lavori dell'erudito pistoiese sulla Grecia classica e sulla Polonia moderna trasse spunto per considerazioni generali di vario ordine (necessit della collaborazione internazionale nel quadro d una rinnovata repubblica delle lettere, interesse delle vicende degli esuli italiani Oltralpe ai fini della storia nazionale, affinit tra le sorti infelici di Italia e Grecia, Italia e Polonia). Cfr., del Tommaseo, le testimonianze e i giudizi forniti nelle, seguenti opere: rec. al primo volume della trad. di Pausania, in Antologia, XXIV(1826), 70, pp. 86-98; rec. a Narraz. delle cose avvenute a Mosca add 20 settembre del 1682, a cura di S. Ciampi, Firenze 1829, ibid., XXXIV(1829), 101, pp. 126 ss.; rec. a S. Ciampi, Sulla falsit della lettera di G. Boccaccio al priore della chiesa de' Santi Apostoli..., Firenze 1830, ibid., XXXVIII (1830). 114, pp. 104 ss.; rec. a S. Ciampi, Notizie di medici, pittori, architetti, ibid., XLI (1831), 123, pp. 122 ss.; rec. al terzo volume della trad. di Pausania, ibid., XLVIII (1832), 143, p. 57; Dizionario estetico (Nuovi scritti, III), Venezia 1840, pp. 83-89; Avvertimento, a Ricordi di unafamiglia senese del sec. decimoterzo, in Arch. stor. ital., App., V(1847), p. 13; Di G. P. Vieusseux, Firenze 1863, pp. 123 s.; Dizionario estetico, Firenze 1867, pp. 316 s., 939; lettere a G. Capponi, 14-16 marzo e 15 maggio 1836, in N. Tommaseo-G.

Capponi, Carteggio ined. dal 1833 al 1876, a cura di I. Del Lungo - P. Prunas, Bologna 1911, I, pp. 392, 418; Un affetto. Memorie politiche, a cura di M. Cataudella, Roma 1974, p. 43. Cfr. inoltre: G. La Farina, Epistolario, a cura di A. Franchi, Milano 1869, I, pp. 63 s.; L. G. Pellissier, Lettres indites de S. C. (1819-1831), in Bull. stor. pistoiese, I(1899), pp. 121-134; Materialydo dziejw pimiennictwa polskiego i biografii pisarzw polskich (Materiali per la storia della letteratura polacca e per la biografia degli scrittori polacchi), a cura di T. Wierzbowski, Warszawa 1904, II, pp. 180 s., 207 ss.; G. Zaccagnini, Tommaso Puccini e S. C., in Bull. stor. pistoiese, VI (1904), pp. 5260; F. Bugiani, S. C. nello Studiopisano dal 1801 al 1817, ibid., pp. 141-152; VII (1905), pp. 6071; J. Bieliski, Krlewski Uniwersytet Warszawski, 1816-1831 (La Regia univ. di Varsavia, 18161831), Warszawa 1911, II, pp. 392-395 e passim;M. L. Panicalli, S. C. e la suaattivit letter. in Polonia, Fano 1932; H. Barycz, S. C. i jego dziaano literacka w Polsce (S. C. e la sua attivit letteraria in Polonia), in PrzegladWspczesny, XLIX (1934), 146, pp. 467-479; M.-M. BersanoBegey, La Polonia in Italia. Saggio bibliografico 1899-1948, Torino 1949, ad nomen;N. Tominaseo-G. P. Vicusseux, Carteggioinedito, a cura di R. Ciampini - P. Ciureami, Roma 1956, I, ad nomen;A. Cronia, La conoscenzadel mondo slavo in Italia. Bilancio storico-bibliogr. di un millennio, Padova 1958, pp. 423 ss. e passim;Ksiga Protokow Rady oglnej Uniwersytetu Warszawskiego 1817-1819 (I protocolli del Consiglio generale dell'univ. di Varsavia 1817-1819), a cura di R. Gerber, Warszawa 1958, adnomen;K. Estreicher. Bibliografia polska XIXstulecia (Bibliografia polacca del sec. XIX), Krakw 1962, pp. 212-215; K. Barycz, Spojrzenia wprzeszo polsko-woska(Considerazioni sul passato dei rapporti polacco-italiani), Wrocaw-WarszawaKrakw 1965, pp. 392-403; G. Leopardi, Scritti filologici 1817-1832, a cura di G. Pacella-S. Timpanaro, Firenze 1969, p. 10; Id., Zibaldone di pensieri, in Tutte le opere, a cura di W. Binni - E. Ghidetti, Firenze 1969, II, pp. 284, 343; A. Busiri Vici, IPoniatowski e Roma, Firenze 1971, pp. 48, 334, 433, 437; I. Pirievec, Niccol Tommaseo tra Italia e Slavia, Venezia 1977, p. 31; R. K. Lewaski, Polonica rkopimienna warchiwach i bibliotekach woskich (Manoscritti riguardanti la Polonia nelle bibl. e negli arch. italiani), Warszawa 1978, ad nomen;S. Timpanaro, La filologia di G. Leopardi, Roma-Bari 1978, pp. 33-38, 55, 97.

Sebastiano Ciampi 1769-1847


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Sebastiano Ciampi (Pistoia, 30 ottobre 1769 Galluzzo, 14 dicembre 1847) stato un presbitero, filologo e slavista italiano. Nato in una famiglia povera, studi nel seminario di Pistoia e, dopo aver frequentato per un breve periodo l'universit di Pisa, nel 1795 fu ordinato presbitero. Nel 1796 si trasfer a Roma per insegnare greco e retorica nel collegio Bandinelli. Lasci Roma nel 1798, con l'arrivo dei Francesi e la proclamazione della Repubblica Romana, per recarsi in Austria al seguito del principe Baldassarre Odescalchi di cui era segretario e precettore dei figli. Ritorn in Italia nel 1801, nominato dal re d'Etruria professore di dialettica e lingua greca all'Universit di Pisa; in seguito ebbe anche la cattedra di "Antichit etrusche". L'indipendenza economica gli permise di dedicarsi a numerosi studi, talora un po' eterogenei. Importante fu l'esame delle opere giuridiche di Cino da Pistoia. Progressivamente il Ciampi assunse posizioni conservatrici; polemizz con Angelo Mai a proposito degli studi fatti da quest'ultimo su Dionigi d'Alicarnasso, con Melchiorre Cesarotti a proposito delle traduzioni fatte da quest'ultimo a Omero. Nel 1817 decise di assumere la cattedra di letteratura greca e latina all'universit di Varsavia, fondata di recente; vi rimase fino al 1822. Respinse l'invito della Commissione delle Fedi e Illuminismo (Komisja Wyzna i Owiecenia) del Regno di Polonia. Nel 1822 lasci l'insegnamento a Varsavia e torn in Italia, a Firenze, col ruolo di corrispondente scientifico all'estero per la Commissione per il culto e l'istruzione pubblica e ricercatore di Polonica in Italia. Collezion pubblicazioni sulla storia e cultura della Polonia e sulle relazioni culturali polacco-italiane. Parte di queste opere fu spedita in Polonia. Nel 1830 visit di

nuovo la Polonia; questa visita fu da lui descritta nella pubblicazione Viaggio in Polonia nella state del 1830. Fu in corrispondenza con Zygmunt Krasiski, Giambattista Albertrandi, Fryderyk Chopin e Joachim Lelewel.

Scritti
Opere principali (selezione)

1826 - Vita e memorie di Cino da Pistoia 1827 Esame critico con documenti inediti della storia di Demetrio di Ivan Vasilievitch 1830 Sobesciade italiana e lettere militari 1830 Flosculi historiae Polonae, sparsi Pulaviis concelebrantes 1833 Notizie dei Secoli XV e XVI sull'Italia, la Polonia e la Russia 1834/1842 Bibliografia critica delle antiche reciproche corrispondenze... dell'Italia colla Russia, colla Polonia et altre parti settentrionali Bibliografia critica delle antiche corrispondenze tra l'italia e la Polonia; di Sebastiano Ciampi - Annali universali di statistica economia pubblica, storia, viaggi e commercio, Volume 47, Fascicolo 140 (feb, 1836), p. 129 Bibliografia critica delle antiche reciproche corrispondenze politiche, ecclesiastiche, scientifiche, letterarie, artistiche della Italia colla Russia, colla Polonia ed altre parti settentrionali di Europa; Opera di Sebastiano Ciampi (G. Sacchi) Ciampi Sebastiano e Sacchi G. Annali universali di statistica economia pubblica, storia, viaggi e commercio, Volume 43, Fascicolo 127 (gen, 1835), p. 10 Lettera del sig. abate Sebastiano Ciampi, professore, ecc. ecc. da Varsavia intorno ad Olimpia, distretto della Pisatide Ciampi Sebastiano Biblioteca Italiana ossia Giornale di letteratura scienze ed arti, Volume 11, Fascicolo (lug, 1818), p. 140 Lettera di Sebastiano Ciampi sopra tre medaglie etrusche in argento, Pisa, 1813 Monumenti di un manoscritto autografo di messer Giovanni Boccaccio trovati ed illustrati da Sebastiano Ciampi Ciampi Sebastiano e Boccaccio Giovanni Annali universali di statistica economia pubblica, storia, viaggi e commercio, Volume 15, Fascicolo 44 (feb, 1828), p. 222 Opuscoli morali di Plutarco. Volume 6, volgarizzato dal cav. Sebastiano Ciampi Ciampi Sebastiano e Plutarco Biblioteca Italiana ossia Giornale di letteratura scienze ed arti, Volume 32, Fascicolo 2 (nov, 1823), p. 141 Ragguaglio (inedito) dato alla reale Societ degli antiquarj di Londra dal socio Sebastiano Ciampi della nuova edizione e traduzione in italiano del testo di Pausania che sta preparando Ciampi Sebastiano Biblioteca Italiana ossia Giornale di letteratura scienze ed arti, Volume 15, Fascicolo (ago, 1819), p. 156 Rerum Polonicarum ab excelsa Stephani Regis ad Massimiliani Austriaci Captivitatem, liber singularis in lucem editus cum additamentis a Sebastiano Ciampi, in Italia ab negotiis librariis pro regno Poloniae Ciampi Sebastiano Annali universali di statistica economia pubblica, storia, viaggi e commercio, Volume 27, Fascicolo 79 (gen, 1831), p. 12 Squarcio di lettera da Varsavia del sig. professore Sebastiano Ciampi da Varsavia sul monumento di bronso rappresentante Equejade, pubblicato dal sig. G. Cattaneo Ciampi Sebastiano e Cattaneo G. Biblioteca Italiana ossia Giornale di letteratura scienze ed arti, Volume 19, Fascicolo (set, 1820), p. 497 D. Caccamo, CIAMPI, Sebastiano. In: Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. XXV, Roma : Istituto della Enciclopedia Italiana, 1981 (on-line) Commons

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Bibliografia

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"Testi in cui citato Sebastiano Ciampi"


G L P U V Gli amori pastorali di Dafni e Cloe/Proemio dell'editore La lettera di G. Boccaccio al Priore di S. Apostolo/Al reverendissimo padre D. Marco Giovanni Ponta Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1180 Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4152 Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/979 Un obolo inedito di Ponzone Villa di Chiesa volgarmente detta Iglesias Vite di illustri Numismatici Italiani - Giorgio Vian

"Traduzioni di Sebastiano Ciampi"


Della Canaria di Giovanni Boccaccio (XIV secolo), traduzione dal latino (1830) Gli amori pastorali di Dafni e Cloe Lettera di Sebastiano Ciampi sopra tre medaglie etrusche in argento

, (1956-). XIX 1917 : ... : 07.00.03. - , 2002. - 196 . ( ):


, , 1. . 55;

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